Straordinario ritrovamento in Israele: da una grotta riemergono quattro spade romane (con fodero) e la punta di un giavellotto [FOTO, VIDEO]

La sensazionale scoperta è avvenuta in una grotta a Seliq, nell’area di En Gedi. Le armi, in ottime condizioni di conservazione, potrebbero essere state sottratte all’esercito romano durante la rivolta di Bar Kokhba, l’ultima grande ribellione ebraica contro l’occupazione romana avvenuta tra il 132 e il 136 d.C.


Le spade dopo il ritrovamento (foto: ©Israel Antiquities Authority)

Quattro spade romane e la punta di un giavellotto (pilum), tutti risalenti a circa 1900 anni fa, sono stati rinvenuti in perfetto stato di conservazione in Israele a Seliq, all’interno di una grotta nella riserva naturale di En Gedi (o Ein Gedi), un’oasi sulla sponda occidentale del mar Morto. Il ritrovamento, fortuito, è avvenuto durante il giro di routine di un gruppo di ricercatori recatisi sul luogo per fare delle rilevazioni. Per gli esperti si tratta di un bottino di guerra sottratto all’esercito romano durante la rivolta di Bar Kokhba, l’ultima grande ribellione ebraica contro l’occupazione romana avvenuta tra il 132 e il 136 d.C. I ribelli erano soliti utilizzare le grotte della zona per nascondersi.

La punta di giavellotto (©Dafna Gazit /Israel Antiquities Authority)

Una misteriosa iscrizione paleo-ebraica

Nella stessa grotta a nord di En Gedi, in un’area rocciosa isolata e di difficile accesso, circa 50 anni fa fu scoperta una stalattite con un’iscrizione paleo-ebraica frammentaria realizzata a inchiostro utilizzando l’antica forma di scrittura del periodo del Primo Tempio di Gerusalemme, costruito secondo la Bibbia da Salomone nel X secolo a.C. e distrutto da Nabucodonosor II nel 586 a.C. Volendo studiarla grazie alla fotografia multispettrale, in grado di decifrare alcune parti non visibili ad occhio nudo, il dottor Assaf Gayer del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Ariel si è recato nella grotta insieme al geologo Boaz Langford dell’Istituto di Scienze della Terra e del Cave Research Center dell‘Università Ebraica di Gerusalemme e a Shai Halevi, un fotografo della IAA – Autorità Israeliana per le Antichità.

Le spade si sono conservate in condizioni eccezionali (Foto: ©Israel Antiquities Authority)

Nel corso della perlustrazione, mentre si trovava nella parte superiore della grotta, Geyer ha notato in un anfratto stretto e profondo la punta di un giavellotto in stato di conservazione straordinario. In una fessura poco lontana ha intravisto anche alcuni pezzi di legno lavorato, forse appartenenti ai foderi di alcune spade.

Una scoperta tanto fortuita quanto emozionante

La caverna nei pressi di En Gedi, luogo del sensazionale ritrovamento (Foto: ©Emil Aladjem / Israel Antiquities Authority)

I ricercatori hanno subito segnalato la scoperta agli archeologi dell’IAA, che sta conducendo in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e l’Ufficio Archeologico per l’Amministrazione Militare della Giudea e della Samaria il Judean Desert Survey Project, un progetto di indagine sistematica del deserto della Giudea. La ricerca ha portato, in sei anni, a esplorare centinaia di grotte e a condurre 24 scavi con l’obiettivo di salvare i resti archeologici dai saccheggiatori. Tutti insieme gli studiosi sono quindi tornati nella grotta per esaminarne a fondo gli anfratti.

I conservatori Ilan Naor e Lena Kupershmidt con le spase (foto: ©Emil Aladjem / Israel Antiquities Authority)

E proprio nel corso di questa seconda esplorazione, la sensazionale scoperta: in un’altra fessura stretta e profonda situata tra due stalattiti, gli studiosi si sono imbattuti in quattro spade di epoca romana, occultate in antico e anche loro ottimamente conservate. Tre di esse sono state ritrovate ancora all’interno dei rispettivi foderi, realizzati in legno e cuoio e con alcune parti in metallo.

Spade romane in Israele: in stato di conservazione eccezionale

I reperti si erano conservati così bene grazie alle condizioni di temperatura e alla ridotta umidità della grotta, che hanno bloccato il deterioramento delle parti organiche preservando anche le parti lignee delle impugnature. Tre spade presentano una lama lunga circa 60-65 cm e la conformazione tipica delle tipica della spatha romana. La quarta è una spada con pomolo ad anello lunga 45 centimetri. L’accurata analisi dei reperti ha permesso di stabilire che si tratta di spade in uso tra i soldati dell’esercito romano di stanza in Israele.

Due delle spade, ancora nel fodero (foto: ©Dafna Gazit / Israel Antiquities Authority)

“L’occultamento delle spade e della punta del giavellotto all’interno di profonde fessure di una grotta isolata a nord di Ein Gedi suggerisce che le armi furono sottratte come bottino ai soldati romani o portate via dal campo di battaglia e che furono deliberatamente nascoste dai ribelli ebrei per poter essere riutilizzate. È probabile che i ribelli non volessero essere sorpresi con le armi addosso nell’evenienza di uno scontro con le autorità romane. Siamo solo all’inizio del percorso di ricerca relativo a questa grotta e al set di armi rinvenute al suo interno, e il nostro obiettivo è cercare di scoprire a chi appartenessero le spade, dove vennero realizzate, quando e da chi. Cercheremo di capire quale sia l’evento storico che portò alla rimozione delle armi dalla grotta, e se possa essere connesso alla ribellione di Bar Kochba, avvenuta tra il 132-135 d.C. Questa scoperta che tocca un momento storico è davvero emozionante. Non tutti sanno che a causa delle condizioni climatiche secche, nel deserto si conservano reperti che non sono sopravvissuti in altre parti del Paese. Si tratta di una capsula del tempo davvero unica”, ha commentato il dottor Eitan Klein, direttore del Judean Desert Survey Project.

Gli archeologi Oriya Amichay e Hagay Hamer con una delle spade ritrovate nella caverna (Foto: ©Amir Ganor / Israel Antiquities Authority)

La scoperta delle spade romane in Israele è stata pubblicata nel volume ”New Studies in the Archaeology of the Judean Desert: Collected Papers”, appena presentato a Gerusalemme. Gli autori dell’articolo sono Dr. Eitan Klein della Israel Antiquities Authority, Dr. Asaf Gayer del Dipartimento di Studi e Archeologia sulla Terra di Israele presso l’Università di Ariel, Amir Ganor, Hagay Hamer, Oriya Amichay, Shai Halevi, tutti i membri della Israel Antiquities Authority , Boaz Langford dell’Istituto di Scienze della Terra dell’Università Ebraica di Gerusalemme e il Dr. Guy D. Stiebel del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Tel Aviv.

Fonte: IAA

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