Importante scoperta a Pompei, stavolta non nel Parco Archeologico ma lungo la linea ferroviaria Circumvesuviana. Durante un intervento di ammodernamento dell’infrastruttura, che prevede fra le altre cose la costruzione di un parcheggio interrato in via Fucci dietro la stazione ferroviaria di Pompei Santuario, è riemersa una necropoli di epoca preromana caratterizzata da numerose tombe con corredi. La sua datazione risale al periodo precedente la deduzione della colonia romana, avvenuta intorno all’80 a.C. con i veterani di Silla, quando l’abitato prese il nome di Cornelia Veneria Pompeianorum.
La zona del ritrovamento si trova circa 400 metri a est della Porta Sarno, che si apre sul Parco Archeologico di Pompei. La scoperta è stata effettuata il 22 luglio durante un sopralluogo congiunto della Soprintendenza ABAP per l’area Metropolitana di Napoli con gli altri enti (EAV, Consorzio Ferroviario Vesuviano, Comune di Pompei) coinvolti nei lavori.
La necropoli, databile tra il III e il I secolo a.C., ha restituito già 35 sepolture caratterizzate da inumazioni in fosse terragne, a semicappuccina o con copertura di anfore di importazione nord-africana, alcune con bolli in lingua punica. Gli oggetti di corredo rinvenuti sono pochi, principalmente unguentari e monete.
Gli scheletri si sono ottimamente conservati grazie all’immersione nell’acqua di falda, quindi sarà possibile – annuncia la Soprintendenza – avviare presto una campagna di indagine pale-antropologica.
Il Soprintendente ha anche annunciato che le indagini sull’area saranno continuate e ampliate per comprendere meglio la necropoli e il paesaggio antico del suburbio orientale di Pompei, ancora poco conosciuto.
Le indagini preliminari, avviate fin dal 2007 e riconfermate nel 2009 e 2010, includevano carotaggi geoarcheologici e trincee, rivelando livelli del 79 d.C. a profondità superiori ai 6 metri. Scavi iniziati nella primavera del 2023 hanno confermato la presenza di campi arati conservati sotto la coltre di pomici dell’eruzione vesuviana del 79 d.C., con solchi antichi orientati N-S, coltivati prevalentemente a ortaggi per i mercati pompeiani, situati vicino al corso dell’antico fiume Sarno.
Le analisi dei macroresti e dei pollini sono in corso e mirano a identificare dettagliatamente gli ortaggi coltivati, che al momento si ipotizza fossero carciofi.
E non è tutto. Durante i saggi di controllo effettuati 7.50 metri sotto il piano di campagna, in corrispondenza dei sottoservizi funzionali all’autorimessa, è stato rinvenuto anche un canale paleoalveo con materiali di natura funeraria devastata: frammenti di tegole, dolia e anfore, columelle in pietra lavica, tegole con bolli in lingua osca, e una testa femminile in tufo grigio campano. Il canale, databile alla riorganizzazione territoriale di età sillana dopo la deduzione della colonia, è oggetto di ulteriori indagini archeologiche e paleoantropologiche, documentando un contesto di grande interesse storico.
Fonte: SAPAB Napoli
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