Agrigento, FAI e Parco Archeologico Valle dei Templi insieme per valorizzare il Giardino della Kolymbethra: “Presto al via nuovi scavi”

Il Giardino della Kolymbethra, situato nella Valle dei Templi di Agrigento, è senza dubbio un “luogo del cuore”, in cui natura e archeologia si fondono in una sintesi unica e straordinaria. Grazie a un nuovo accordo siglato nel gennaio 2025 tra il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano ETS) e il Parco Archeologico della Valle dei Templi, la gestione del sito è stata affidata alla Fondazione per ulteriori venticinque anni. Questo accordo non solo sancisce la continuità di un progetto di tutela e valorizzazione iniziato nel 1999, ma punta a rinnovare e ampliare l’offerta culturale, archeologica e ambientale del luogo.

Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI

Gli interventi del FAI ad Agrigento e nella Valle dei Templi

Nei primi venticinque anni di gestione da parte del FAI, il Giardino della Kolymbethra è stato strappato al degrado e riportato alla sua storica vocazione di oasi naturale e paesaggistica. Interventi mirati hanno permesso di ripristinare colture tradizionali e conservare la biodiversità, trasformando il sito in una destinazione turistica che attrae fino a 80.000 visitatori all’anno.

Il nuovo accordo si propone di ampliare ulteriormente i servizi per i visitatori, tra cui la realizzazione di una nuova biglietteria progettata dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects e il restauro di Case Montana, un complesso di edifici rurali seicenteschi che saranno trasformati in spazi museali e didattici.

Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI

Un bacino idrico artificiale del V secolo a.C.

Una delle novità più entusiasmanti riguarda l’avvio di un progetto multidisciplinare di indagine scientifica e archeologica, condotto in collaborazione con il Parco della Valle dei Templi e l’Università degli Studi di Milano. Le prime campagne di scavo, avviate nel 2024 sotto la direzione scientifica della professoressa Claudia Lambrugo, hanno già prodotto risultati significativi, tra cui la scoperta di un muro di sbarramento di notevoli dimensioni, probabilmente parte di un bacino idrico artificiale. Secondo Diodoro Siculo, questo bacino, creato dal tiranno Terone nel V secolo a.C., rappresentava una straordinaria infrastruttura idraulica, utilizzata sia per scopi agricoli che per l’allevamento di pesci destinati ai banchetti pubblici.

Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI

Il progetto di ricerca si avvale di tecnologie avanzate, come georadar e laser scanner, che consentono di mappare il sottosuolo e identificare strutture nascoste. Una delle scoperte più affascinanti è stata quella di un condotto ipogeo lungo 67 metri, dotato di un pozzo di ispezione e costruito secondo tecniche greche. Questo tipo di infrastruttura riflette l’ingegnosità degli antichi abitanti di Akragas nel gestire le risorse idriche, in un paesaggio caratterizzato da scarsità d’acqua.

Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI

Luogo di spettacolo e svago con cigni e pesci esotici nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento

La ricerca si inserisce in un contesto storico più ampio, che evidenzia il ruolo centrale della Kolymbethra nella vita sociale, religiosa e politica di Akragas. Il lago artificiale descritto da Diodoro non era solo un’opera funzionale, ma anche un luogo di spettacolo e svago, in cui i cittadini potevano godere della vista di cigni e pesci esotici. Questa complessa infrastruttura idraulica testimonia l’avanzata tecnologia degli antichi Greci e la loro capacità di adattarsi a un ambiente difficile.

Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI

L’importanza del progetto non si limita all’aspetto scientifico. L’obiettivo è infatti quello di rendere accessibili al pubblico i risultati delle ricerche attraverso allestimenti multimediali e percorsi didattici. Il restauro di Case Montana, ad esempio, includerà un video-racconto che illustrerà la storia del Giardino e le sue trasformazioni nel corso dei secoli. Inoltre, uno spazio appositamente allestito nella radura adiacente permetterà di ospitare eventi e attività educative per le scuole.

Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI

Il Giardino della Kolymbethra, grazie alla collaborazione tra FAI, Parco Archeologico e Università, si configura come un esempio virtuoso di come la sinergia tra enti pubblici e privati possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. In un’epoca in cui il turismo sostenibile e la conservazione del paesaggio sono temi di crescente importanza, questo progetto rappresenta una risposta concreta e lungimirante. Il 2025, anno in cui Agrigento sarà Capitale Italiana della Cultura, segna una tappa fondamentale in questo percorso, ponendo il Giardino della Kolymbethra al centro di un’offerta culturale che guarda al passato per costruire il futuro.

Nelle foto: gli scavi al Giardino della Kolymbethra (Foto: ©Massimo Siragusa 2025 ©FAI)

Fonte notizia: FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

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