Appartamenti Reali di Palazzo Pitti: a Firenze riapre il “gioiello” di Medici, Lorena e Savoia [FOTO | VIDEO]

Gli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti, gioiello architettonico e storico nel cuore di Firenze, tornano accessibili da oggi 21 gennaio dopo cinque anni di chiusura. Le sue 14 sale al primo piano della Reggia rappresentano un importante capitolo della storia italiana, avendo ospitato tre dinastie regnanti: Medici, Lorena e Savoia. Il restauro degli spazi, frutto di un lavoro meticoloso, offre dunque l’opportunità di “viaggiare” in tre secoli di storia.

Anticamera del Re

Il restauro degli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti

Voluti nella seconda metà del Seicento dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici, figlio di Cosimo III, gli Appartamenti Reali furono abitati continuativamente fino al 1919. In quell’anno Vittorio Emanuele III di Savoia lasciò la reggia e il Giardino di Boboli allo Stato italiano. La riapertura consente di rivivere quelle atmosfere grazie a un restauro che ha rispettato l’assetto documentato nell’inventario del 1911, l’ultimo risalente al periodo sabaudo.

Studio del Re

Il restauro ha richiesto un approccio multidisciplinare per intervenire su affreschi, stucchi, intagli, tappezzerie, mobili, tendaggi e parquet, ora “liberati” dalle moquettes che li coprivano. L’obiettivo era restituire la magnificenza originaria degli ambienti, preservando la stratificazione di stili che riflette i gusti e le epoche di chi vi ha abitato.

Gli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti, sale che hanno “visto” la storia

Ogni sala racconta una storia unica. Nella Sala Verde, già Sala della Guardia del Gran Principe Ferdinando, troneggia l’“Allegoria della Pace tra Firenze e Fiesole” di Luca Giordano, commissionato nel 1682. Gli Asburgo Lorena decorarono la sala n seta verde, mentre i Savoia aggiunsero ritratti di origine francese.

Camera Verde

La Sala del Trono, destinata in epoca medicea alle udienze del Gran Principe, divenne Sala dei Ciambellani sotto i Lorena. Infine, Sala del Trono quando Firenze divenne Capitale. Testimone dei cambiamenti è la poltrona granducale, a cui venne aggiunto lo stemma di Casa Savoia, a enfatizzare il mutato clima politico e culturale.

Sala del Trono

Tra gli ambienti più affascinanti spicca la Cappella: conserva elementi decorativi originali medicei, come gli stucchi e i cartigli progettati da Giovan Battista Foggini. Durante il regno di Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena, la sala divenne cappella, arricchita di parati di damasco rosso cremisi e un lampadario ottocentesco.

Cappella

Un’altra sala iconica è il Gabinetto Ovale, progettato tra il 1763 e il 1765 da Ignazio Pellegrini su commissione di Maria Teresa d’Austria. Gli stucchi dorati e il caminetto di broccatello di Spagna rappresentano il gusto rococò dell’epoca. I parato in raso di seta bianca riflette invece l’eleganza del periodo di Pietro Leopoldo. La destinazione a salotto femminile si è mantenuta fino al periodo sabaudo, rendendolo uno degli spazi più raffinati dell’intero appartamento.

Interventi mirati per la valorizzazione

Tra gli interventi di restauro, la curatrice Alessandra Griffo ha evidenziato l’aggiunta di alcuni dipinti provenienti dai depositi delle Gallerie degli Uffizi per valorizzare la fase medicea dell’appartamento. Le opere di artisti come Giusto Suttermans e i fregi con nature morte richiamano l’epoca in cui il Ferdinando trasformò questi spazi in luoghi di rappresentanza e svago.

Video intervista a Simone Verde e Alessandra Griffo

Per il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, la riapertura rappresenta un momento cruciale per il patrimonio culturale italiano: “Gli Appartamenti Reali sono un viaggio fisico nel tempo, una testimonianza unica di come i gusti e le tradizioni si siano evoluti nel corso dei secoli, mantenendo intatta la loro identità.”

Camera della Regina

Oggi, il pubblico può visitare questi straordinari appartamenti grazie a visite guidate ogni ora, dalle 10:00 alle 18:00. Per informazioni: www.uffizi.it/palazzo-pitti

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