Villa romana del Varignano, il più antico frantoio ligure è affacciato sul mare: inaugurato il nuovo museo a Porto Venere

Ha inaugurato ieri, sabato 15 marzo, il nuovo Museo della Villa romana del Varignano a Le Grazie, nel comune di Porto Venere (La Spezia). Ospitato nel Casale Liverani, un edificio rurale del XVIII secolo restaurato e riadattato, il museo sorge sui resti di una villa romana del I secolo a.C. L’iniziativa, realizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali della Liguria, evidenzia, nel percorso espositivo, la doppia natura della domus del Varignano, residenziale e produttiva.

La Villa romana del Varignano in posizione panoramica sul Golfo della Spezia

Finanziato con 350.000 euro dal Ministero della Cultura, il progetto scientifico è stato curato da Marcella Mancusi su progetto dell’architetto Dario Menichetti e con l’allestimento di Elena Brunello.

Ricostruzione della Villa Romana del Varignano

Il percorso espositivo del Museo: due anime in dialogo

Il museo si sviluppa su due piani, integrando le antiche murature romane con un allestimento tematico moderno. La Villa del Varignano, affacciata sul Golfo della Spezia, conserva il più antico frantoio oleario della Liguria, testimonianza della sua vocazione agricola.

Piano terra: la produzione olearia

Il piano terra, tinto di verde oliva, è dedicato al settore produttivo. Qui si ammirano le murature della cella olearia, con giare interrate per la conservazione dell’olio, e la grande corte, un tempo circondata da un porticato. Tra i reperti spiccano macine, pesi per bilance, giare e una varietà di anfore, che rivelano rotte commerciali verso il Lazio, la Campania e l’Africa, attive fino al VII secolo d.C. Una selezione di monete testimonia la rete di scambi, mentre pannelli didattici illustrano la lavorazione dell’olio, cuore economico della villa.

Piano superiore: la vita residenziale

Al piano superiore, dominato dal colore blu del mare, si esplora la parte residenziale della Villa romana del Varignano. Una ricostruzione della veduta sul Golfo, realizzata dall’architetto Silvia Landi, restituisce l’antico splendore della villa. Tra i reperti, basi di colonne in marmo e calcare, pavimenti in cocciopesto e mosaici, oltre a elementi di arredo come una statua in marmo lunense, un mascherone a forma di testa di leone in marmo bardiglio e marmi esotici africani.

Il mascherone a forma di testa di leone (Villa Romana del Varignano)

La vita quotidiana è raccontata da pesi da telaio, fusaiole e un ricco campionario di ceramiche, dalle lussuose importazioni galliche e africane a pentole riparate con grappe di piombo, segno di una cultura del riuso. La sezione si chiude con reperti dell’XI secolo, legati al monastero benedettino dell’isola del Tino.

Statua di Igea in marmo (Villa romana del Varignano)

La Villa romana del Varignano tra accessibilità e innovazione

Grazie a un finanziamento PNRR di 95.000 euro, il museo è ora più inclusivo. Il sito web villaromanavarignano.cultura.gov.it, audioguide in italiano e inglese con video in lingua dei segni, pannelli didattici illuminati a energia solare e uno spazio multimediale con ricostruzioni 3D agevolano la fruizione per tutti, incluse le persone con difficoltà motorie. L’intervento, realizzato da No Noise, rende il Varignano un esempio di accessibilità museale.

Un progetto collettivo

Il museo nasce dalla collaborazione tra la DRMN Liguria, il Comune di Porto Venere, il COMSUBIN, l’associazione Sa Bastia e la Pro Loco delle Grazie, con il contributo di studiosi e personale dedicato. I prossimi passi vedranno la realizzazione di una guida divulgativa e di un catalogo scientifico, per approfondire la storia del sito.


Villa romana del Varignano
Via agli Scavi Romani, Le Grazie, Porto Venere
Sito: villaromanavarignano.cultura.gov.it
e-mail: drm-lig.comunicazione@cultura.gov.it
Tel. 0187.790306

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