È stato presentato oggi, giovedì 19 giugno, nel Salone d’Onore della Fondazione CRT di Torino, il volume “I marmi del Re”, un’opera che racconta il grandioso restauro della facciata juvarriana di Palazzo Madama, simbolo identitario della città e sito UNESCO. Il libro, curato dall’architetto Gianfranco Gritella e pubblicato da Electa, testimonia con immagini e approfondimenti tecnici, storici e umani, il complesso intervento sostenuto interamente dalla Fondazione CRT con un contributo complessivo di 18 milioni di euro.
L’intervento ha riguardato la sezione centrale della facciata barocca realizzata tra il 1718 e il 1721 da Filippo Juvarra, un capolavoro architettonico tornato al suo splendore originario grazie a tecnologie d’avanguardia e antiche competenze artigiane. Il restauro è stato realizzato tra il 2022 e il 2024 dalla Fondazione Torino Musei, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino.
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Restauro e ricerca: tecnologia, arte e archeologia
Il volume indaga anche l’origine e l’uso dei marmi delle Alpi Cozie, i metodi di estrazione e trasporto, nonché le tecniche costruttive juvarriane. Le indagini filologiche, laser scanner e risonanze tomografiche hanno consentito una lettura inedita dell’edificio. Tra gli elementi restaurati spiccano le quattro statue allegoriche del “Buon Governo”, scolpite da Giovanni Baratta, protagoniste di una spettacolare rimozione aerea nel cielo torinese.
Palazzo Madama, un cantiere aperto alla città
Un elemento distintivo è stato l’approccio partecipativo: grazie a un ascensore installato sui ponteggi, centinaia di cittadini hanno potuto visitare il cantiere, vivendo un’esperienza immersiva e inclusiva. “La cultura ha bisogno di cura, ma anche di condivisione”, ha dichiarato Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, che ha fortemente voluto un cantiere “accessibile”.
Verso il futuro: un progetto per tutta la città
Il restauro della facciata è il primo passo di un ambizioso progetto di riqualificazione integrale di Palazzo Madama, articolato in quattro lotti, che coinvolgerà anche la Galleria di Carlo Emanuele, la terrazza panoramica, la Porta Decumana romana e l’altare di Augusta Taurinorum. “Questo restauro – ha affermato Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei – riafferma Palazzo Madama come uno dei grandi simboli culturali europei”.
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