Mostre / In Trentino alla scoperta dei Reti: archeologia e arte in dialogo tra Cles e Sanzeno

Unire passato e presente, arte e archeologia, comunità e territorio: è questo il cuore pulsante della mostra “RETI. Tesori archeologici del Ferdinandeum dalla valle dell’Inn alla val di Non”, allestita tra il Palazzo Assessorile di Cles e il Museo Retico di Sanzeno, curata da Gianluca Fondriest, Wolfgang Sölder e Veronica Barbacovi. Un progetto ambizioso che restituisce voce e volto alla cultura dei Reti, fiorita durante l’Età del Ferro nelle vallate alpine centro-orientali.

Grazie al contributo del Ferdinandeum di Innsbruck, che ha concesso in prestito prestigiosi reperti, l’iniziativa diventa una vera e propria celebrazione del patrimonio culturale condiviso tra il Trentino-Alto Adige e il Tirolo, aree un tempo abitate dai Reti, popolo troppo spesso relegato ai margini della grande storia.

Un mondo interconnesso e vivace

La mostra si concentra sulla cultura Fritzens-Sanzeno, espressione più compiuta della civiltà retica, raccontata non come realtà isolata tra le montagne, ma come crocevia di scambi e relazioni. I reperti archeologici, provenienti da tutta l’area alpina, sono organizzati in sezioni tematiche che ricostruiscono gli aspetti centrali della vita retica: la scrittura, i riti religiosi, la vita quotidiana, l’economia contadina e l’importanza del banchetto e del vino come momenti identitari e sociali.

Le testimonianze materiali dialogano con opere d’arte contemporanea di artisti locali, in una fusione tra passato e presente arricchita da illustrazioni originali, installazioni sonore e filmati, offrendo una narrazione immersiva e coinvolgente.

Viaggio su più livelli e in due sedi

Il percorso espositivo si articola su tre piani del Palazzo Assessorile di Cles e prosegue in una sala del Museo Retico di Sanzeno, dove è visibile anche una selezione di documenti d’archivio e alcuni reperti iconici, tra cui i frammenti della famosa situla di Sanzeno, testimonianza preziosa del rituale e dell’estetica retica.

Ma la vera novità è la nuova installazione sonora dedicata al karnyx, raro corno da guerra risalente all’epoca retica, rinvenuto proprio a Sanzeno. Grazie alla collaborazione con il Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento, il pubblico potrà non solo osservare lo strumento, ma anche ascoltarne il suono originale attraverso otto tracce audio inedite, registrate dal Maestro Ivano Ascari e dai suoi studenti. Una esperienza multisensoriale capace di restituire la dimensione sonora di un mondo perduto.

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La cultura come esperienza partecipata

Oltre all’esposizione, sono previsti laboratori didattici per bambini, eventi serali, visite guidate e numerose attività volte a coinvolgere la comunità locale e i visitatori in un viaggio emozionante dentro le radici delle Alpi. Come sottolineano i curatori, ogni reperto è un frammento vivo del nostro passato, e ogni mostra è un’occasione per guardare il presente con maggiore consapevolezza storica e culturale.

Il Museo Retico di Sanzeno è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, offrendo un accesso continuo a questa esperienza unica tra archeologia e arte.


RETI. TESORI ARCHEOLOGICI DEL FERDINANDEUM DALLA VALLE DELL’INN ALLA VAL DI NON
Cles, Palazzo Assessorile – Sanzeno, Museo Retico
28 giugno – 12 ottobre 2025
Inaugurazione: Cles, sabato 28 giugno 2025 ore 18.00

ORARI:
Da martedì a domenica, orario 10.00-12.00/15.00-18.30
Lunedì pomeriggio, orario 15.00-18.30


Diversi gli eventi collaterali in programma nei mesi di luglio e agosto. Tutte le info sul sito www.comune.cles.tn.it.

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