“Heliodorus figlio di Apollonios, agoranomos”: su un peso di piombo di oltre 2100 anni fa spunta la “firma” di un ispettore antifrode

Un peso di piombo risalente a circa 2.150 anni fa, perfettamente conservato e “firmato” dall’ispettore metrico in carica, è stato ritrovato e messo in salvo a Gerusalemme. A scoprirlo l’Autorità per le Antichità d’Israele, che lo recuperato l’oggetto da una bottega antiquaria durante un’operazione dell’Unità per la prevenzione dei furti di reperti.

L’iscrizione che compare sul peso, incisa in greco, recita: “Heliodorus, figlio di Apollonios, agoranomos”, titolo quest’ultimo che identifica il funzionario incaricato del controllo delle pesature e delle misure commerciali. L’attività era fondamentale per garantire il corretto svolgimento degli scambi e la prevenzione delle frodi.

Un peso molto preciso

Il peso è databile all’anno 165 dell’era selgiuchide, ossia al 148/147 a.C., nel pieno dominio ellenistico in Terra d’Israele. La precisione del reperto è sorprendente: pesa esattamente una mina, unità standard pari a 100 dracme, con il simbolo in rilievo che sembra rappresentare una “M” greca, probabilmente abbreviazione di mina.

L’immagine di un delfino

A rendere ancora più intrigante il reperto è la presenza di un’immagine raffigurante un delfino, ancora oggetto di studio: gli esperti sperano che questo simbolo aiuti a identificare con maggior precisione la città di provenienza, poiché molti centri ellenistici usavano specifici simboli su pesi e monete.

Una famiglia di ispettori?

Secondo l’archeologo Ido Zangen, i nomi greci Heliodorus e Apollonios sono un richiamo evidente alla cultura ellenistica e compaiono frequentemente nella città di Maresha, capitale dell’Idumea – la regione storica di Edom, situata a sud della Giudea, nell’attuale territorio di Israele e Giordania -, dove già documentati pesi simili: uno con il nome di Apollonios datato al 170/69 a.C., un altro con Antipatros figlio di Heliodorus, che risale al 143/2 a.C. Questo susseguirsi di ispettori della stessa famiglia suggerisce una possibile trasmissione per consanguineità dell’ufficio di agoranomos.

Purtroppo il fatto che il reperto sia stato trovato non in uno scavo ma nel negozio di un antiquario impedisce di ricostruirne il contesto archeologico. Il peso sarà studiato e messo a confronto con altri oggetti simili, nella speranza che possa fornire altri elementi utili a ricostruirne la storia.

Foto: (C)IAA

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