Prendono il via i lavori di restauro della chiesa del Convento degli Agostiniani Scalzi a Giarre, nel Catanese. L’intervento rientra nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza e punta ad adeguare la struttura alle moderne norme di sicurezza e antisismiche e a restaurare e preservare il patrimonio culturale e artistico contenuto nel luogo di culto.
Costruita alla fine del 1600, la chiesa è, dopo quella di Sant’Agata e Sant’Isidoro, una delle più antiche a Giarre. Aveva accanto il piccolo convento degli Agostiniani Scalzi provenienti da Valverde oggi Palazzo della Cultura. Come riporta il Fai, resta il verbale di cessione dell’edificio al municipio del Convento in data 26 agosto 1868 dal quale si ricavano alcune notizie utili dato che la chiesa e la Sagrestia erano state precedentemente concesse alla Confraternita delle Anime purganti. La chiesa venne varie volte ristrutturata.
«Con l’avvio del restauro di questa chiesa – ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – il governo Schifani conferma l’impegno a tutelare e valorizzare i luoghi simbolo della nostra identità. Si tratta di un intervento importante, reso possibile grazie ai fondi del Pnrr, che restituirà alla città di Giarre e a tutti i fedeli un bene prezioso, mettendolo in sicurezza e riportandolo al suo antico splendore»
L’importo del finanziamento è di 1,1 milioni di euro e la chiusura del cantiere è prevista per il 23 marzo 2026. A eseguire i lavori sarà la Edilzeta spa di Modica, sotto la direzione della Soprintendenza dei beni culturali. Nel dettaglio, gli interventi riguarderanno le coperture, la staticità delle strutture murarie portanti, le finiture e il restauro degli elementi architettonici storici, con l’obiettivo di restituire alla comunità un bene identitario in condizioni di piena sicurezza e rinnovata bellezza.
Alla consegna dei lavori hanno preso parte il capo di gabinetto dell’assessorato ai Beni culturali, Alberto Cardillo, che ha portato i saluti dell’assessore Scarpinato, il sindaco di Giarre, Leo Cantarella, il direttore lavori della Soprintendenza dei beni culturali di Catania, Giuseppe Marano, il rup della Soprintendenza, Carlo Catalano, l’arciprete parroco della chiesa madre di Giarre, don Nino Russo, Il direttore dell’ufficio Beni culturali della diocesi di Acireale, don Angelo Milone, insieme ai rappresentanti della ditta Edilzeta.