Capodimonte, al via il restauro del “San Ludovico da Tolosa” di Simone Martini

Napoli: dopo oltre 65 anni, prende il via al Museo e Real Bosco di Capodimonte il restauro della monumentale pala “San Ludovico da Tolosa incorona Roberto d’Angiò” di Simone Martini, una delle più importanti tavole trecentesche del periodo angioino. L’intervento, definito “epocale” dal direttore Eike Schmidt, è frutto della prima collaborazione quadro con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, istituto di eccellenza nel settore del restauro.

L’opera, che supera i tre metri di altezza, verrà sottoposta a un’accurata manutenzione straordinaria in un cantiere didattico aperto al pubblico, allestito nella sala 66 del museo.

Obiettivi e tecniche del restauro

Le operazioni riguardano innanzitutto il verso della tavola, con lo studio della struttura lignea e la chiusura delle fessurazioni. Si interverrà poi sulla predella, ricostruendo eventuali piccole mancanze, e sul prezioso ornato a gigli dorati. Successivamente sarà consolidata la superficie policroma del recto, compromessa dai movimenti del legno.

Il lavoro, affidato a un team congiunto di esperti di Capodimonte e dell’Opificio, durerà circa sei mesi.

Simone Martini, “San Ludovico da Tolosa incorona Roberto d’Angiò”, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

Il capolavoro e la sua storia

Il dipinto raffigura Ludovico d’Angiò, figlio di Carlo II e Maria d’Ungheria, che abbandonò i diritti dinastici per entrare nell’ordine francescano. Canonizzato nel 1317, Ludovico è raffigurato in trono con il saio e i paramenti episcopali, mentre due angeli lo incoronano. A sua volta, il santo pone la corona regale sul capo del fratello Roberto d’Angiò, re di Napoli.

Realizzata intorno al 1317, la pala era probabilmente destinata alla chiesa di San Lorenzo Maggiore. Successivamente entrò nelle collezioni statali (1921) e, dal 1957, è custodita a Capodimonte.

Originariamente tempestata di gemme e ricoperta di foglia d’oro, la tavola è anche un potente manifesto politico: unisce la legittimazione dinastica degli Angioini francesi e degli Arpadi d’Ungheria, simbolicamente rafforzata dalla presenza dello stemma del Regno di Gerusalemme.

Un capolavoro giovanile di Simone Martini

Dal punto di vista artistico, il “San Ludovico” rappresenta uno dei vertici della giovinezza di Simone Martini, che sperimenta la pittura a tempera su tavola integrando elementi propri della scultura e della lavorazione dei metalli.

Secondo Alessandra Rullo, curatrice di Capodimonte, e i restauratori coinvolti, l’intervento consentirà non solo di preservare l’opera, ma anche di studiarla con nuove tecnologie, aprendo prospettive inedite sulla pittura senese del Trecento.

Artearte angioinaarte medievaleMuseo e Real Bosco di CapodimonteNapoliNapoli TrecentoOpificio Pietre Durepittura medievalerestaurirestauro CapodimonteSan Ludovico da TolosaSimone Martinistoria dell’arte