A centovent’anni dall’avvio delle prime indagini, la villa di Numerio Popidio Floro a Boscoreale torna oggi a raccontare una storia molto più complessa di quanto si immaginasse. Questo raffinato complesso dell’agro pompeiano, identificato grazie alle iscrizioni epigrafiche rinvenute nei primi scavi del 1905, fu a lungo considerato un impianto rustico di medie dimensioni. Le nuove ricerche avviate nell’estate 2025, invece, stanno restituendo un quadro radicalmente diverso: quello di una residenza di rango, articolata, ricca e immersa nel paesaggio agricolo vesuviano.
L’intervento nasce dalla collaborazione tra Soprintendenza ABAP di Napoli e Procura della Repubblica di Torre Annunziata, impegnate nel contrasto agli scavi clandestini che negli ultimi decenni avevano compromesso la stabilità del sito.
Dallo scavo del 1905 al nuovo corso della tutela
Il complesso apparteneva alla famiglia Faraone Mennella, che nel 2025 ha sottoscritto un accordo triennale con la Soprintendenza per sostenere un programma di valorizzazione e studio. La villa, celebre per i suoi affreschi e mosaici oggi disseminati tra il MANN, il Louvre, il Met e il Getty Museum, torna così a essere oggetto di una campagna di indagini sistematiche.
Le attività sono iniziate con un’imponente opera di pulizia e bonifica, fondamentale dopo anni di abbandono. Un enorme pino cresciuto sulle strutture termali minacciava la stabilità degli ambienti, mentre i reinterri rendevano quasi illeggibile la planimetria storica.
Il team tecnico–scientifico — guidato da Mario Grimaldi come direttore scientifico — ha quindi proceduto a una ricognizione completa, confrontando piante e diari dei primi scavi con la situazione reale.
Indagini sul campo: la villa si rivela più grande e monumentale
Le sorprese non sono mancate. Il riallineamento topografico e l’apertura dei nuovi saggi hanno permesso di riconoscere il percorso dei cunicoli scavati dai tombaroli, un danno per il patrimonio, ma anche un’indicazione utile per raggiungere ambienti che non erano mai stati documentati.
Tra le novità più significative ci sono:
Il peristilio monumentale
È stato identificato un ampio peristilio, cuore della pars urbana, che modifica radicalmente l’idea della villa come semplice struttura produttiva. La presenza di ambienti di rappresentanza e di settori residenziali multipli conferma il rango elevato del proprietario.
Pavimenti e mosaici inediti
In prossimità delle terme sono riemersi nuovi tessellati e frammenti musivi, in corso di documentazione. Questi dati suggeriscono che altri ambienti decorati attendono di essere messi in luce.
Il settore termale, fulcro della riscoperta
Il complesso termale, già noto dagli scavi del 1905, è oggi il nucleo meglio conservato: non fu ricoperto come il resto della villa e ha quindi beneficiato, nel tempo, di studi più frequenti. Le recenti operazioni di pulizia hanno restituito leggibilità a vasche, pavimenti e sistemi costruttivi, confermandone il ruolo centrale nella vita della residenza.
Verso una nuova valorizzazione dell’area vesuviana
Le indagini in corso puntano ora a definire l’estensione reale della villa, la funzione dei nuovi ambienti e l’inserimento del sito nella rete archeologica vesuviana, dove potrebbe diventare un nuovo polo di visita.
La Soprintendente Paola Ricciardi sottolinea come questo intervento rappresenti un esempio virtuoso di sinergia tra tutela penale e ricerca archeologica, mentre la Procura di Torre Annunziata ricorda il ruolo decisivo delle indagini giudiziarie nel fermare le attività clandestine.
La villa di Numerio Popidio Floro non è più solo la fonte di splendidi reperti oggi nei musei del mondo: torna a essere un luogo vivo, un tassello fondamentale per comprendere il paesaggio romano vesuviano.
Tutte le foto: ©SABAP Napoli