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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Le dee del grano (Basilicata\, sedi varie)
DESCRIPTION:Un racconto corale tra mito\, archeologia e paesaggio. Dal 20 dicembre 2025 al 7 giugno 2026\, la Basilicata diventa il palcoscenico di un progetto espositivo fuori dagli schemi: «Le dee del grano»\, una mostra diffusa che non si concentra in un unico luogo\, ma si dispiega nel tempo e nello spazio\, coinvolgendo musei\, paesaggi e comunità. Non si tratta di una semplice esposizione itinerante\, bensì di un racconto unitario costruito per tappe complementari\, concepite per dialogare tra loro e con il territorio. Il filo conduttore è il grano\, elemento fondante dell’economia\, della ritualità e dell’immaginario simbolico mediterraneo\, osservato attraverso il prisma del mito\, dell’archeologia e delle tradizioni locali. \nPer approfondire i dettagli dell’evento: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie \n 
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LOCATION:Museo Nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi\, Piazzetta Pascoli\, 1\, Matera\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gabii: le origini (Palestrina - RM)
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste ospita la mostra Gabii: le origini\, a cura di M. Almonte\, M. Fabbri e F. Zabotti.  \nL’esposizione racconta la nascita di Gabii\, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità\, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus).  \nArticolata in due sezioni\, Gabii: le origini riunisce in un unico luogo\, reperti provenienti da altri Istituti del Ministero della Cultura\, come il Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano\, il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il Museo delle Civiltà – MUCIV\, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.  \n  \nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836946\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836946 \n \n\n\n“Gabii: le origini”: a Palestrina una mostra ricostruisce la nascita della antica città laziale\n\n\n\nValeria Brizzi \n\n\nHa aperto i battenti il 31 gennaio al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile di Palestrina (Roma) la mostra Gabii: le origini. Aperta fino al 31 ottobre 2026\,  la rassegna è dedicata alla ricostruzione delle fasi più antiche di uno dei principali centri del Lazio antico. \nL’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire al pubblico un percorso di divulgazione scientificamente fondata e restituire un quadro aggiornato delle conoscenze su Gabii\, città che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo politico\, culturale e linguistico dell’Italia centrale. \nRicerca archeologica e prestiti dai grandi musei nazionali\nLa mostra è curata da Martina Almonte\, Marco Fabbri e Federica Zabotti e si avvale di prestiti concessi da alcuni tra i più importanti musei del Ministero della Cultura\, tra cui il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano e il Museo delle Civiltà. \nIl percorso espositivo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica\, indagine epigrafica e valorizzazione del patrimonio\, presentando una selezione di reperti di eccezionale valore storico e documentario. \nI nuovi scavi e i materiali inediti da Gabii\nUna parte consistente dei materiali esposti proviene dalle recenti campagne di scavo dell’Università di Roma Tor Vergata nell’area di Gabii\, che negli ultimi anni hanno restituito nuove testimonianze fondamentali per la comprensione delle origini dell’insediamento. \nPer approfondire – Nuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/21/gabii-nuove-scoperte-complesso-monumentale-vasca-sacra/ \nTra i nuclei più rilevanti figurano gli inediti vasi in ceramica White-on-Red\, reperti di straordinario interesse archeologico che contribuiscono a ridefinire il quadro cronologico e culturale delle prime fasi di vita della città. \nOlla proveniente dalla tomba 115 di Osteria dell’Osa. Foto: R. Darelli\nGabii nel Latium Vetus: scambi e formazione della lingua\nIl cuore della mostra è dedicato al racconto degli albori dell’antica Gabii\, sviluppato attraverso le prime testimonianze materiali e scritte. I reperti documentano come il centro gabino fosse fin dalle origini inserito in una rete di scambi culturali che coinvolgeva l’intero Latium Vetus. \nL’esposizione mette in evidenza non solo l’evoluzione dell’insediamento urbano\, ma anche i processi che portarono alla formazione della lingua latina\, offrendo una lettura integrata tra dati archeologici e testimonianze epigrafiche. \n\nLa scrittura come indicatore di identità culturale\nUno degli assi portanti del percorso è rappresentato dal tema della scrittura\, intesa non solo come strumento di comunicazione\, ma come indicatore di identità sociale e culturale. \nLa mostra riunisce\, per la prima volta in modo sistematico\, alcune tra le più significative testimonianze scritte del Latium Vetus\, provenienti da un ambito territoriale omogeneo\, offrendo una prospettiva unitaria sulla diffusione delle prime pratiche scrittorie nell’area laziale. \nIl ritorno della Fibula Prenestina\nDi particolare rilievo è il ritorno eccezionale a Palestrina della Fibula Prenestina\, uno dei reperti più celebri e dibattuti dell’archeologia italiana. Dopo decenni di discussioni sulla sua autenticità\, oggi definitivamente confermata da uno studio eseguito dal CNR\, la fibula viene presentata come una delle più antiche attestazioni scritte in lingua latina. \nLa spettacolare fibula Prenestina (Foto: F. Naccari)\nL’iscrizione MĀNIOS MĒD FHEFHAKĒD NVMASIŌI (“Manio mi ha fatto per Numasio”) rappresenta un documento fondamentale per la comprensione delle origini del latino. La sua esposizione temporanea a Palestrina assume un forte valore simbolico e scientifico\, rafforzando il legame tra il reperto e il territorio di riferimento. \nGabii e Praeneste: un progetto condiviso di valorizzazione\nLa mostra Gabii: le origini si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del nuovo Istituto Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, nato per promuovere un dialogo permanente tra i due siti\, storicamente connessi dalla via Praenestina. \nGabii e Palestrina condividono una storia millenaria e un patrimonio archeologico di straordinaria ricchezza\, espresso nei grandi complessi santuariali\, tra i più imponenti del Lazio antico. \nIncontri e approfondimenti scientifici\nAd accompagnare l’esposizione è previsto un programma di conferenze e incontri di approfondimento\, promosso dai Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. Il percorso culturale si concluderà nell’estate 2026 con una giornata di studi interamente dedicata a Gabii\, organizzata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ Gabii: le origini📍 Palestrina (Roma)\, Palazzo dell’ex Seminario Vescovile📅 31 gennaio – 31 ottobre 2026🌐 Info: gabiipraeneste.cultura.gov.it \nImmagine in apertura: Foto aerea del lago di Castiglione e dell’antica città di Gabii. Foto: F. Pizzardi \n \n #archeologia #FibulaPrenestina #Gabii #LatiumVetus #LazioAntico #linguaLatina #mostre #mostreArcheologiche #Palestrina\n  \n \n 6 February 2026\, 10:22  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n  \nLeggi gli articoli che Storie & Archeostorie ha dedicato a Gabii e alle scoperte avvenute sul sito: \nNuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra \n \n 
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LOCATION:Museo archeologico nazionale Prenestino\, Piazza della Cortina\, Palestrina\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Il Nettuno di Lione (Roma)
DESCRIPTION:Un evento espositivo di assoluto rilievo\, frutto di un prestigioso scambio internazionale\, porta negli spazi del Museo di scultura antica Giovanni Barracco un ospite d’eccezione: dal 6 febbraio al 7 giugno 2026\, nella sala al piano terra del Museo\, per la prima volta a Roma si potrà ammirare la grande statua di Nettuno\, tra le più significative opere provenienti dall’antica colonia romana di Lugdunum\, l’attuale Lione. \nRinvenuta nel 1859 nel fiume Rodano\, la scultura è la più grande statua bronzea di Nettuno rinvenuta in Francia\, una delle più importanti testimonianze della statuaria bronzea di divinità conservatesi nella Gallia romana. Realizzata nel III secolo d.C. da un atelier locale\, l’opera a grandezza quasi naturale raffigura il dio del mare e delle acque nel momento in cui emerge dai flutti\, identificabile per la disposizione dei capelli inanellati a “ricci bagnati”. Secondo un’iconografia mutuata dall’omologo greco Poseidone\, si pensa che in origine la divinità recasse nella mano sinistra un tridente\, suo attributo principale\, e nella destra\, forse\, un delfino. La sua sede monumentale era probabilmente un tempio cittadino di Lugdunum\, la città capitale della provincia della Gallia Lugdunensis e “metropoli” delle Gallie. \nL’iniziativa\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Métropole Grand Lyon\, nasce nell’ambito di un accordo per lo scambio di opere antiche stipulato tra il Museo di scultura antica Giovanni Barracco e il Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains\, Métropole de Lyon\, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione di quest’ultimo. Nel contempo\, alcuni capolavori del museo capitolino sono esposti nella mostra attualmente in corso a Lione C’est canon. L’art chez les Romains (LEGGI L’ARTICOLO SU STORIE E ARCHEOSTORIE). \nIl Museo Barracco è stato recentemente oggetto di nuovi interventi di rinnovamento degli spazi e degli strumenti di accoglienza. \nLa sala al piano terra\, che ospita il Nettuno\, è stata adeguata e riorganizzata in un nuovo spazio dedicato a mostre temporanee di pregio\, pensato per accogliere e valorizzare nuovi progetti espositivi. \nParallelamente è stata realizzata una nuova area di accoglienza\, progettata per agevolare il flusso dei visitatori e supportare una gestione più efficiente degli spazi. L’intero complesso è stato infine arricchito con nuovi pannelli didattici e una segnaletica interna ed esterna rinnovata. \nINFO \nIl Nettuno di Lione \nMuseo di scultura antica Giovanni Barracco \ncorso Vittorio Emanuele 166/A – Roma \nOrari: dal martedì alla domenica ore 10.00-18.00 \n(ultimo ingresso ore 17.15) \nBiglietto di ingresso al museo a tariffazione vigente \nTel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00) \nwww.museobarracco.it; www.museiincomuneroma.it
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LOCATION:Museo di scultura antica Giovanni Barracco\, corso Vittorio Emanuele 166/A\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Cyphre au Louvre (Parigi - FRA)
DESCRIPTION:Per la prima volta\, il Museo del Louvre ospita sedici opere in prestito dal Dipartimento delle Antichità del Ministero della Cultura della Repubblica di Cipro nelle gallerie di archeologia cipriota \, accompagnate da un’esperienza digitale unica. \nAttraverso opere emblematiche e iconiche\, come gli idoli di picrolite estratti dal monte Troodos o un lingotto di rame inciso rinvenuto in uno dei santuari di Enkomi\, il visitatore è invitato a comprendere meglio le produzioni materiali e gli scambi commerciali e culturali che si svilupparono sull’isola durante il Calcolitico e l’Età del Bronzo. \nMagnifiche statue votive arcaiche in terracotta\, scoperte dalla missione svedese negli anni ’30 ad Ayia Irini\, sono esposte accanto alle offerte votive in calcare rinvenute a Golgoi dalla missione del conte de Vogüé negli anni ’60 dell’Ottocento. Le recenti ricerche sulla “Grande Dea” sono messe in evidenza attorno ai due capitelli hatorici conservati al Louvre. Accanto all’importantissima collezione di offerte votive anatomiche si trova la statua del dio Asclepio di Pafo\, a testimonianza dell’importanza di Cipro nella pratica della medicina. \nAlla scoperta di queste opere d’ambasciata e alla riscoperta della collezione del museo\, il visitatore intraprende un viaggio sensoriale ricco di estratti da poesie di George Seferis e Constantin Cavafy e di canti ciprioti. \nQuesto evento\, sia materiale che immateriale\, al Louvre celebra la ricchezza della cultura cipriota attraverso i secoli\, nel quadro della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea. \nCuratori  :\nGeorge Papasavvas e Artemis Georgiou (Università di Cipro) e Hélène Le Meaux (Museo del Louvre). \nQuesta mostra è organizzata dal Museo del Louvre in collaborazione con il Ministero della Cultura di Cipro\, l’Università di Cipro e CYENS e si svolge nell’ambito del Programma Culturale della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea nel 2026. \n\n\n\n\n  \nLe département des Antiquités orientales accueille dans les salles d’archéologie chypriote\, seize œuvres prêtées par le Département des Antiquités de Chypre du Ministère de la Culture de la République de Chypre accompagnées d’une expérience numérique inédite. \nÀ partir d’œuvres emblématiques et iconiques\, comme les idoles en picrolite extraites du Mont Troodos ou un lingot de cuivre inscrit mis au jour dans un des sanctuaires d’Enkomi\, le visiteur est invité à mieux comprendre les productions matérielles et les échanges commerciaux et culturels qui se développent dans l’île au chalcolithique et à l’âge du Bronze. \nDe magnifiques statues votives archaïques en terre cuite découvertes par la mission suédoise dans les années 1930 à Ayia Irini dialogueront avec les ex-voto en calcaire mis au jour à Golgoï par la mission du Comte de Vogüé dans les années 1860. Autour des deux chapiteaux hathoriques du Louvre\, les recherches récentes sur la « Grande déesse » seront valorisées et aux côtés de la très importante collection d’ex-voto anatomiques\, trônera le dieu Asklépios de Paphos\, rappelant l’importance de Chypre dans la pratique de la médecine. \nÀ la découverte de ces œuvres ambassadrices et à la redécouverte de la collection du musée\, le visiteur suivra un parcours sensoriel riche d’extraits de poèmes de George Séféris et Constantin Cavafy et de chants chypriotes. \nCette manifestation matérielle et immatérielle célèbre au Louvre la richesse de la culture chypriote à travers le temps\, dans le cadre de la présidence de Chypre au conseil de l’Union européenne.
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LOCATION:Musée du Louvre\, Musée du Louvre\, Paris\, France
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SUMMARY:Mostra - Icone di potere e bellezza (Firenze)
DESCRIPTION:La mostra presenta 20 reperti\, tra cui tre teste in bronzo dorato di imperatori romani provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia e una testa della dea Venere\, pure in bronzo dorato\, appartenente alle antiche collezioni granducali\, in dialogo con materiali delle raccolte medicee\, come gemme\, anelli\, collane\, medaglioni e monete.\nLa rassegna segue lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la celebrazione e la trasmissione del potere nell’àmbito imperiale romano del III secolo d.C.\nL’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e la Fondazione Brescia Musei che\, fino al 12 aprile 2026\, ospita un’esposizione gemella\, dal titolo Victoria Mater. L’idolo e l’icona\, che propone un’inedita installazione di Francesco Vezzoli in grado di far dialogare la Vittoria Alata e l’Idolino di Pesaro\, in prestito dalle collezioni del museo fiorentino.\nIl progetto è stato appositamente studiato per accompagnare l’apertura delle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano\, dove si conservava la Vittoria Alata. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nIcone di potere e bellezza: il volto dell’Impero romano in mostra a Firenze \n \n 
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LOCATION:Museo Archeologico Nazionale – Firenze\, Via della Colonna\, 38\, Firenze\, Italy
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SUMMARY:Mostra | La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata (Arezzo)
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026\, alle ore 12\, il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo inaugura la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”\, segnando il ritorno temporaneo in città di uno dei più celebri bronzi dell’antichità. La statua\, simbolo identitario di Arezzo\, giunge in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dove è conservata stabilmente dal XIX secolo. \nL’esposizione\, aperta al pubblico dal 15 febbraio al 6 settembre 2026\, non si limita a presentare un capolavoro: inaugura anche il progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”\, promosso dal Ministero della Cultura per rafforzare il legame tra patrimonio e territorio. \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/02/13/minerva-arezzo-mostra-2026/
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-minerva-arezzo-evento/
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SUMMARY:Scavi aperti | Al via l’ottava edizione di Close-up Cantieri (Ercolano)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano rinnova l’appuntamento con Close-up Cantieri\, il progetto che apre al pubblico le aree di scavo\, restauro e manutenzione\, offrendo uno sguardo diretto e privilegiato sul lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.\nGiunta all’ottava edizione consecutiva\, l’iniziativa consente ai visitatori di entrare “dietro le quinte” dei cantieri per conoscere da vicino tecniche\, metodologie e professionalità impegnate nella conservazione del sito\, trasformando l’esperienza di visita in un’occasione di approfondimento e consapevolezza.\nAttivo dal 2019\, Close-up Cantieri si è consolidato come un appuntamento stabile del Parco\, favorendo l’incontro tra tecnici\, restauratori\, personale interno\, studenti e comunità. Il progetto promuove la condivisione di competenze e buone pratiche\, puntando su innovazione\, sicurezza\, sostenibilità ed efficienza organizzativa\, nel quadro dei programmi di miglioramento dei servizi culturali e amministrativi dell’Ente.\nOgni incontro propone visite guidate direttamente nei cantieri di scavo e restauro\, per osservare sul campo interventi\, strumenti e processi che garantiscono la salvaguardia del patrimonio.\n\n\n\n Calendario degli appuntamenti\nGli incontri si terranno a giovedì alterni:\n\n26 febbraio\n12 e 26 marzo\n9 e 23 aprile\n7 e 21 maggio\n\n Orari delle visite\nDue turni della durata di 1 ora ciascuno:\n\n10:00 – 11:00 (in italiano)\n11:30 – 12:30 (in inglese)\n\nÈ possibile partecipare a un solo turno per giornata.\n Modalità di partecipazione\nL’attività è gratuita\, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide anche riduzioni e gratuità secondo normativa).\nPrenotazione obbligatoria:\n\nonline: https://www.coopculture.it/it/prodotti/close-up-cantieri-2026/\ncall center: +39 081 0106490 (lun–sab\, 9:00–17:00)\n\nPartecipazione fino a esaurimento posti.\nGruppi di massimo 15 persone per turno.\nAccoglienza e raccolta all’ingresso dell’area archeologica.\n\n\nPer saperne di più su Ercolano\, leggi su Storie & Archeostorie gli articoli dedicati alle ultime scoperte:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/08/zenone-stoicismo-papiri-ercolano-termografia\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/03/19/ercolano-riapertura-domus-2025
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SUMMARY:Mostra | Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia (Roma)
DESCRIPTION:Castel Sant’Angelo ospita la mostra Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia\, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026. Il progetto rientra tra le iniziative ufficiali promosse in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea 2026. Curata da Anastasia Christophilopoulou\, l’esposizione è stata realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote. \nLa mostra è stata co-progettata e co-finanziata nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura italiano guidato da Alessandro Giuli\, attraverso la Direzione generale Musei e l’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, e il Viceministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou\, tramite il Dipartimento per la Cultura Contemporanea. \nIl percorso espositivo racconta le profonde connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra i territori di Cipro e dell’Italia\, con particolare attenzione alle dimensioni insulari della Sicilia e della Sardegna\, adottando una prospettiva di lungo periodo che risale fino a settemila anni fa. \nAttraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti\, vengono esplorati i processi di scambio culturale\, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze\, mettendo in luce dinamiche di contatto e di interazione che\, fin dalle fasi più antiche\, all’alba della storia\, hanno contribuito a definire un orizzonte mediterraneo condiviso. \nCipro\, Sicilia\, Sardegna e Italia peninsulare sono presentate come nodi strategici del Mediterraneo\, luoghi privilegiati di contatto\, nei quali si sviluppano scambi\, commerci e forme di circolazione di persone\, oggetti e saperi lungo archi cronologici di lunga durata. \nLa mostra riunisce circa 120 oggetti\, che guidano il visitatore attraverso temi quali la vita quotidiana\, le pratiche funerarie\, l’arte\, la mobilità\, il progresso delle tecnologie e i processi di osmosi culturale. \nTra i più iconici\, il pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona\, a Cipro\, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna\, i pettini in avorio da Frattesina\, in Veneto\, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e il sigillo in steatite\, entrambi dalla Sicilia. \nParticolare attenzione è riservata alla circolazione dei metalli e delle tecnologie\, ambito privilegiato per leggere i contatti e le relazioni tra i diversi popoli del Mediterraneo. Un rilievo specifico è attribuito al ruolo della metallurgia cipriota e sarda e all’azione svolta da Fenici e Greci nei processi di scambio e trasmissione di modelli culturali. \nIl percorso è arricchito da installazioni multimediali che integrano il racconto archeologico\, offrendo al visitatore la possibilità di esplorare le rotte\, i paesaggi costieri e le reti di contatto\, restituendo la dimensione dinamica di questo spazio condiviso. \nAttraverso il racconto delle reti di scambio e delle relazioni tra territori e comunità\, la mostra mette in luce il ruolo del Mediterraneo antico come luogo di connessioni\, centrale nella costruzione di un orizzonte culturale condiviso\, destinato a contribuire\, nel lungo periodo\, alla formazione dell’identità europea. \n  \nInfo: www.coopculture.it/en/events/event/cipro-e-italia.-identita-culturali-condivise-allalba-della-storia/ \n 
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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LOCATION:Palazzo Ducale – Venezia\, San Marco 1\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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LOCATION:Museo Egizio\, Via Accademia delle Scienze 6\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città (Milano)
DESCRIPTION:Prende il via il 12 marzo\, “Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città”\, un ciclo di sedici conferenze aperte al pubblico\, dedicate agli scavi dell’Università degli Studi di Milano. Gli incontri\, coordinati dal professor Luca Peyronel\, delegato della Rettrice per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano\, si terranno tra marzo e maggio e poi tra settembre e novembre. \nNel mese di marzo sono previsti tre incontri: \n  \nIl primo appuntamento\, “Tra Anatolia e Assiria. L’antica Kanesh in Cappadocia (Turchia) alla luce delle ultime scoperte archeologiche”\, si terrà il 12 marzo alle 17.00 a Palazzo Reale. Luca Peyronel\, Direttore del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe\, presenterà le ricerche e le scoperte più importanti degli ultimi anni nel sito di Kültepe\, l’antica Kanesh\, in Cappadocia\, dove quattromila anni fa si sviluppò un’importante rete di scambi commerciali tra Assiria e Anatolia. \nLa conferenza si aprirà con i saluti di Domenico Piraina\, Direttore Cultura del Comune di Milano e Direttore di Palazzo Reale\, Silvia Romani\, Prorettrice alla Terza Missione\, Laura Neri\, Direttrice del Dipartimento di Studi Letterari\, Filologici e Linguistici\, e Giuseppe Polimeni\, Delegato dipartimentale alla Terza Missione\, dell’Università Statale di Milano. \nIl secondo incontro del mese\, “Assuan. La scoperta della città dell’eternità. Scavi e ricerche dell’Università degli Studi di Milano ad Assuan\, Egitto”\, è previsto il 25 marzo alle 17.30 e si svolgerà al Castello Sforzesco di Milano. Patrizia Piacentini\, docente di Egittologia all’Università Statale di Milano\, presenterà la straordinaria scoperta nel sito di Assuan di oltre cinquecento tombe. \nIn apertura interverranno Francesca Tasso\, Direttrice dei Musei del Castello e Anna Provenzali\, Conservatrice Responsabile del Museo Archeologico di Milano.  Introduce Luca Peyronel. \nAl termine della conferenza sarà possibile visitare il nuovo percorso permanente della Galleria dell’Antico Egitto del Castello Sforzesco. \n  \nIl ciclo proseguirà il 31 marzo alle 17.00 presso la Biblioteca Sormani con “Ichnusa: luoghi fortificati e acque cultuali in Sardegna: il Monte Zara”. Federica Chiesa\, docente di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia all’Università Statale di Milano\, presenterà le ricerche condotte negli ultimi dieci anni in un enigmatico insediamento fortificato\, che racconta una lunga continuità di vita e di trasformazioni nel cuore della Sardegna\, dall’epoca nuragica al periodo romano. In apertura i saluti del Direttore del Sistema Bibliotecario Milano\, Stefano Parise\, della Responsabile della Biblioteca Sormani\, Giuseppina Sansica\, del Direttore del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali\, Giorgio Zanchetti. Introduce Luca Peyronel. \nIl ciclo è realizzato con la collaborazione del Comune di Milano\, della Fondazione Luigi Rovati\, della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, del Fondo Ambiente Italiano e della Diocesi di Milano\, che hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi culturali per ospitare gli incontri. \nIngresso libero con prenotazione \nLuoghi: Palazzo Reale\, Castello Sforzesco\, Labirinto di Arnaldo Pomodoro\, Museo di Storia Naturale\, Acquario Civico\, Fondazione Luigi Rovati\, Museo Civico Archeologico\, Biblioteca Sormani\, Villa Necchi Campiglio\, Museo di Sant’Eustorgio\, Cimitero Monumentale \n  \nConsulta il calendario completo
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LOCATION:Sedi varie – Milano\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra |  ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)
DESCRIPTION:Centocinquant’anni fa\, nel 1876\, inaugurava a Roma il Museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà\, che dal 2016 ne è l’erede\, torna a quel momento fondativo non solo per celebrarne l’origine\, ma per condividere con il pubblico le prospettive aperte dalla storia stratificata dell’istituzione: una vicenda che intreccia la storia culturale dell’Italia\, le relazioni internazionali e l’evoluzione disciplinare\, etica e formativa dei musei. \n  \nDal 20 marzo al 28 giugno 2026\, la mostra ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026) proporrà quindi un doppio itinerario: da un lato la ricostruzione del museo del 1876 e del progetto museografico pigoriniano; dall’altro la presentazione del museo di oggi\, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni dedicate ai processi di aggiornamento\, all’incremento dell’accessibilità fisica e cognitiva e alle pratiche di compartecipazione attivate dentro e fuori il museo. \n  \nAttraverso documenti\, reperti\, arredi e dispositivi espositivi d’epoca\, il percorso espositivo ricostruisce la genesi in Italia dell’archeologia preistorica e dell’etnografia\, ripercorrendo le trasformazioni che hanno condotto all’attuale configurazione e missione del museo. \n  \nLa mostra\, a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri\, in collaborazione con le Funzionarie e i Funzionari del Museo e con la supervisione generale di Andrea Viliani\, è accompagnata da un convegno scientifico internazionale 150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini\, suo ideatore e fondatore\, dal 19 al 21 marzo 2026\, che vuole celebrare il primo secolo e mezzo dell’istituzione non come semplice ricorrenza\, ma come occasione di riflessione critica. \n  \nRicordare il ruolo fondativo di Luigi Pigorini significa così guardare al passato per comprendere il presente e assumere\, con responsabilità\, il compito di connettere le proprie origini storiche alle prospettive in divenire. Un museo nato nel XIX secolo si configura oggi come un’istituzione che agisce nel presente e si proietta verso il futuro\, con le sue molteplici storie ancora in corso. \nOrari di apertura: \ndal martedì alla domenica\, ore 8.00 – 19.00 \nultimo ingresso ore 18.30 \nTUTTE LE PRIME DOMENICHE DEL MESE \nINGRESSO GRATUITO SENZA PRENOTAZIONE
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LOCATION:MUCIV – Museo delle Civiltà\, Piazza Guglielmo Marconi\, 14\, Roma\, 00144\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:La mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” prolunga la propria presenza a Villa Campolieto fino al 14 giugno 2026\, per poi compiere un salto significativo: dal 14 luglio l’esposizione si trasferisce negli spazi di Castel Sant’Angelo a Roma\, in una nuova tappa che amplia la portata del progetto e lo porta nel cuore della Capitale.\n\nUna nuova sede che dialoga con Ercolano\nLa scelta di Castel Sant’Angelo non è casuale. Il monumento romano è esso stesso il risultato di una lunga stratificazione di funzioni\, epoche e significati: mausoleo imperiale\, fortezza medievale\, residenza papale\, museo. Come Ercolano\, sepolta dall’eruzione del Vesuvio e straordinariamente conservata nella sua quotidianità\, Castel Sant’Angelo porta in sé il peso di secoli sovrapposti senza che nessuno di essi sia davvero scomparso.\n\nIn entrambi i casi il passato non si è dissolto: si è depositato nel tempo\, trasformando i luoghi stessi in parte integrante del racconto. È questa affinità di fondo – tra una città che il Vesuvio ha fermato e un monumento che ogni epoca ha riscritto – a fare di Castel Sant’Angelo la sede naturale per una mostra che racconta come si viveva\, si mangiava e ci si prendeva cura di sé nell’antica Ercolano.\n\nLa mostra\nAperta il 28 marzo 2025 negli spazi monumentali di Villa Campolieto sul Miglio d’Oro\, l’esposizione conduce i visitatori in un percorso immersivo dedicato alla cultura alimentare nell’antica Ercolano. Reperti organici di straordinaria conservazione – pane\, cereali\, legumi\, frutta\, uova\, frutti di mare restituiti in forma carbonizzata dall’eruzione del 79 d.C. – dialogano con utensili\, vasellame e oggetti di uso quotidiano\, restituendo con precisione le abitudini degli antichi Ercolanesi dalla produzione allo smaltimento del cibo.\n\nL’allestimento\, concepito secondo la formula della “stanza nella stanza” nel rispetto degli ambienti decorati del piano nobile di Villa Campolieto – splendida dimora settecentesca progettata da Luigi Vanvitelli – valorizza sia la collezione archeologica sia gli spazi storici. Il cibo\, inteso come elemento identitario e sociale\, diventa il filo conduttore di un viaggio che unisce presente e passato\, grazie anche alla presenza di immagini della moderna Ercolano che dialogano con la quotidianità del mondo romano.\n\nLa mostra si inserisce nel ciclo “Ercolano 1738–2018. Talento Passato e Presente”\, che valorizza gli aspetti più significativi della vita nell’antica città attraverso esposizioni dedicate agli ori\, ai legni e al cibo\, ospitate nei luoghi più rappresentativi del territorio.\n\n\nInformazioni per la visita\nFino al 14 giugno 2026 – Villa Campolieto\nLuogo: Villa Campolieto\, Corso Resina 283\, Ercolano (NA)\nDate: 28 marzo – 14 giugno 2026\nOrario: 9:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)\nParcheggio: interno gratuito fino a esaurimento posti\n\nDal 14 luglio 2026 – Castel Sant’Angelo\, Roma\nUlteriori informazioni su date\, orari e biglietti per la sede romana saranno comunicate prossimamente.\n\nBiglietti (Villa Campolieto)\nCombinato Parco Archeologico + Mostra: € 19\,00 intero – € 4\,00 ridotto (6–18 anni e aventi diritto secondo normativa)\nCombinato Villa Campolieto + Mostra: € 7\,00 intero\nGratuito: under 6; persone con disabilità e un accompagnatore\n\nSiti e prenotazioni\nSito mostra: ercolano.cultura.gov.it/dalluovoallemele\nSito Ville Vesuviane: https://www.villevesuviane.net/le-ville/villa-campolieto/\nAcquisto online: https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/\n\n\n\nLeggi anche\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/03/28/dalluovo-alle-mele-a-ercolano-la-mostra-che-svela-la-civilta-del-cibo/
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeo Natura | Primavera in palafitta (Fiavé - TN)
DESCRIPTION:Con l’arrivo della primavera\, sabato 4 aprile a Fiavé riapre al pubblico il Parco Archeo Natura che assieme al Museo delle Palafitte e all’area archeologica Patrimonio Mondiale UNESCO offre un’occasione unica per immergersi nella preistoria del Trentino in un ambiente naturale di particolare bellezza. Un motivo in più per visitare le palafitte di Fiavé è la rassegna Primavera in palafitta: da fine marzo a maggio i visitatori di ogni età potranno sperimentare la preistoria grazie a visite partecipate\, attività laboratoriali e una caccia al tesoro per tutta la famiglia. Un’occasione per scoprire assieme agli esperti la vita quotidiana degli abitanti del villaggio che sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera oltre 3.500 anni fa. Il Parco e il Museo sono visitabili nei giorni di sabato\, domenica e festivi dalle ore 13 alle 18 fino al 17 maggio e tutti i giorni a partire dal 23 maggio.\n \nPrimavera in palafitta: gli appuntamenti dal 29 marzo al 24 maggio 2026\n \nDomenica 29 marzo ore 14.30 | Museo delle Palafitte | Dal filo alla trama: filati e tessuti nella preistoria | Laboratorio per famiglie sulla lavorazione delle fibre tessili per il confezionamento di stoffe e indumenti\, attestati nelle palafitte. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nSabato 4 e domenica 5 aprile ore 13-18 | Parco Archeo Natura | Caccia alle uova tra le palafitte del Parco Archeo Natura | Laboratorio per famiglie in autonomia con caccia all’indizio\, alla scoperta della vita quotidiana in palafitta. Attività gratuita. Al termine del percorso ogni partecipante riceverà un piccolo omaggio. Info e modalità di partecipazione presso la biglietteria.\n \nLunedì 6 aprile ore 14.30 | Parco Archeo Natura | Un giorno in palafitta | Visita guidata per tutti\, alla scoperta della vita quotidiana del villaggio palafitticolo di Fiavé di 3500 anni fa  | ore 16.30 Museo delle Palafitte di Fiavé | Avete detto palafitte? | Visita partecipata al museo\, sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Partecipazione alle singole attività 3 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 30 persone.\n  \nDomenica 12 aprile ore 14.30 | Museo delle Palafitte | La produzione ceramica nei villaggi palafitticoli | Laboratorio per famiglie sulla produzione ceramica nei villaggi preistorici di Fiavé.Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.\n\n \nDomenica 19 aprile ore 14.30 | Parco Archeo Natura | L’orto preistorico | Laboratorio per famiglie sulla produzione e consumo di cereali\, ortaggi e frutti\, attestati nelle palafitte di Fiavé. Partecipazione 4 euro 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nDomenica 3 maggio ore 14.30 | Museo delle Palafitte | Dolce come il miele | Attività per famiglie\, per riscoprire e sperimentare antiche ricette e sapori palafitticoli. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nSabato 9 maggio ore 14.30 | Parco Archeo Natura | Kid Pass Days | Schegge di pietra. Un pomeriggio preistorico | Laboratorio per famiglie per scoprire e sperimentare l’uso e la lavorazione della selce nelle comunità preistoriche di Fiavé e realizzare un piccolo manufatto in legno e selce. Partecipazione gratuita previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nDomenica 24 maggio ore 14.30 | Museo delle Palafitte | (S)punti di vista sul passato | Attività per giovani e adulti in collaborazione con il Distretto Famiglia delle Giudicarie Esteriori nell’ambito del progetto “Tutto nella Norma”. Cosa raccontano i reperti palafitticoli\, come sono stati interpretati dagli archeologi negli ultimi due secoli e cosa ancora ci possono svelare? Attraverso l’osservazione di alcuni manufatti e la lettura di testi lungo il percorso espositivo\, i partecipanti potranno mettersi in gioco formulando e verificando ipotesi per riflettere su stereotipi e preconcetti che hanno accompagnato la ricerca nella ricostruzione delle culture del passato. L’attività termina con un momento di lavorazione dell’argilla. Partecipazione gratuita previa prenotazioneonline www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 1° aprile apre al pubblico la mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: il progetto riunisce il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione Corazzi\, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden\, che eccezionalmente rientra in Italia. \nOspitata al Piano Ipogeo fino al 4 ottobre\, la mostra sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona\, con un approfondimento sui reperti etruschi della collezione Corazzi e sul ruolo del collezionismo privato nella formazione del patrimonio culturale\, tra dimensione locale ed europea. Accanto ai bronzi\, una selezione di volumi antichi ne ricostruisce la fortuna critica\, mettendo in evidenza il valore delle fonti bibliografiche come strumenti fondamentali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo. La relazione con l’esposizione permanente della Fondazione evidenzia come le raccolte private possano diventare strumenti di conoscenza condivisa\, dai nuclei originari dei musei pubblici fino alle attuali forme di integrazione tra istituzioni pubbliche e private. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836944\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836944 \n \n\n\nGli Etruschi tornano “da Leida”: a Milano i bronzi Corazzi raccontano Cortona\nE. P.\nApre a Milano\, negli spazi ipogei della Fondazione Luigi Rovati\, la mostra Gli Etruschi e l’Olanda\, che riporta temporaneamente in Italia uno dei nuclei più significativi della celebre collezione Corazzi\, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden. È un ritorno carico di implicazioni storiche e archeologiche\, perché questi bronzi rappresentano una delle testimonianze più precoci dello studio sistematico delle antichità etrusche. \nSTATUETTA DI MAIALE. Produzione etrusca. Proveniente da Cortona. Fine V-IV sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden – Inv. CO 17\nFondazione Luigi Rovati\, Piano Ipogeo\, Fanciullo con oca. Foto Daniele Portanome\nBronzetti votivi e iscrizioni: il cuore della collezione\nIl nucleo dei bronzi Corazzi si distingue per la forte componente votiva. Molti esemplari provengono infatti da contesti santuariali dell’area cortonese e del lago Trasimeno\, dove offerte in bronzo venivano deposte come gesto rituale. \nSTATUETTA DEL DIO LARAN (COSIDDETTO “MARTEDI RAVENNA”) CON ISCRIZIONE VOTIVA IN ETRUSCO –THUCER HERMENAS TURUCE: THUCER HERMENAS(MI) DEDICÒ . Produzione etrusca proveniente da Ravenna (?) 540-520 a.C.Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, LeidenInv. CO 1\nTra i pezzi più significativi spiccano alcune piccole sculture che conservano ancora tracce epigrafiche: iscrizioni etrusche incise direttamente sul metallo\, che consentono di ricollegare l’oggetto a una precisa funzione cultuale. Il cosiddetto “putto con oca”\, ad esempio\, appartiene a questa categoria di offerte votive ed è accompagnato da iscrizione\, così come il grifone bronzeo da Campaccio\, databile alla metà del IV secolo a.C.\, legato a un culto dedicato a Tinia\, divinità suprema del pantheon etrusco. \nQuesti oggetti rivelano una produzione di alto livello\, caratterizzata da fusione a cera persa\, rifiniture puntuali e attenzione anatomica\, elementi che indicano botteghe specializzate attive tra VI e IV secolo a.C. \nSTATUETTA DI OFFERENTE CON COLOMBA (?). Produzione etrusca da Montecchio (Castiglion Fiorentino) Fine IV-prima metà III sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 30\nUn “santuario disperso”: la raccolta Corazzi tra scavo e mercato antiquario\nLa collezione nacque nel Settecento come raccolta privata\, ma molti dei bronzi derivano da rinvenimenti locali\, talvolta interpretati come parte di veri e propri depositi votivi\, come quello di Montecchio. \nGià gli antiquari dell’epoca riconoscevano il valore eccezionale di questi materiali: un inventario ottocentesco descrive bronzi con iscrizioni\, figure divine\, animali simbolici e oggetti rituali\, tra cui candelabri e strumenti legati al sacrificio. \nSTATUETTA DI FANCIULLO CON OCA E ISCRIZIONEVOTIVA IN ETRUSCO – VELIAS · FANACNAL · UFLAS/ ALPAN · MENAE · CLEN · CEA · TUINES · TLENAEIS:VELIA FANACNEI DEDICÒ (QUESTO OGGETTO)A THUFLTHA PER IL BENESSERE DEL SUO BAMBINOProduzione etrusca. Proveniente da Montecchio (Castiglion Fiorentino). Metà II sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 4\nQuesta varietà suggerisce un contesto cultuale articolato\, in cui offerte diverse convivevano all’interno di uno stesso spazio sacro. \nDal museo privato all’Europa: la fortuna dei bronzi etruschi\nLa storia della collezione riflette la nascita dell’archeologia moderna. Nel XVIII secolo\, opere come il Museum Etruscum diffusero in tutta Europa immagini e descrizioni di questi reperti\, contribuendo alla formazione dell’“etruscomania” e alla circolazione di modelli iconografici. \n\nVenduta nel 1826 ai Paesi Bassi\, la raccolta divenne la prima grande collezione etrusca oltre le Alpi\, segnando un passaggio decisivo verso la musealizzazione pubblica del patrimonio. \nUn ritorno che è anche rilettura critica\nLa mostra milanese mette in dialogo i bronzi con i libri che ne hanno tramandato immagini e interpretazioni. Il risultato è un percorso che restituisce la doppia vita dell’oggetto archeologico: materiale e culturale\, tra scavo\, collezionismo e studio. \nFILIPPO BUONARROTI. Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additaexplicationes et conjecturae (1723-24) Fondazione Luigi Rovati\, MilanoPubblicato in aggiunta a Thomas Dempster. De Etruria regali. Firenze:ex Typographia Albizziniana\, 1723-1724\nUn ritorno temporaneo che\, più che chiudere un cerchio\, riapre il dibattito sul rapporto tra territorio\, memoria e circolazione delle opere. \nAccompagna la mostra il catalogo Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi\, edito dalla Fondazione Luigi Rovati\, che raccoglie saggi e contributi di Paolo Bruschetti\, Luigi Donati\, Ruurd Binnert Halbertsma\, Paolo Giulierini\, Giulio Paolucci e Patrizia Rocchini. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ GLI ETRUSCHI E L’OLANDA. A/R dei bronzi Corazzi📍 Milano\, Fondazione Luigi Rovati📅 1° aprile – 4 ottobre 2026🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org \n #archeologia #archeologiaEtrusca #bronziCorazzi #collezionismo #Cortona #Etruschi #FondazioneRovati #iscrizioniEtrusche #Leida #Milano #mostreMilano #santuariEtruschi\n  \n \n 2 April 2026\, 11:16  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Seminario | Seminari di Archeologia Medievale (Padova)
DESCRIPTION:venetDal 13 aprile al 19 maggio l’Università di Padova organizza un ciclo seminari organizzati nell’ambito dell’insegnamento di Archeologia medievale del Corso di laurea in “Archeologia” dell’Università di Padova.\nIngresso libero.
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SUMMARY:Visita tematica | Ercole in città (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:L’8 e il 15 maggio il Parco Archeologico di Ercolano apre le porte a una visita tematica per famiglie dedicata alle fatiche del leggendario eroe. Un percorso a tappe tra i luoghi più evocativi del sito\, dalla Sede degli Augustali fino all’Antiquarium.\nC’è un eroe che a Ercolano non è mai davvero scomparso. Il suo nome è scritto sugli affreschi\, scolpito nelle fontane\, nascosto nei dettagli delle ricche case che il Vesuvio ha conservato intatte per quasi duemila anni. È Ercole — e l’8 e il 15 maggio 2026\, il Parco Archeologico di Ercolano lo riporta al centro della scena con “Ercole in città”\, una visita tematica pensata per famiglie con bambini che trasforma il sito in un racconto a tappe tra archeologia\, mitologia e meraviglia.\n\nIl percorso prende avvio da uno dei luoghi più suggestivi dell’intero sito: la Sede degli Augustali\, edificio pubblico dove si riunivano i cittadini deputati all’organizzazione del culto imperiale e che conserva alcuni degli affreschi più straordinari di Ercolano. È qui\, tra le pitture che ritraggono Ercole nel momento del suo ingresso nell’Olimpo accanto a Giunone e Minerva\, che la visita comincia a raccontare il rapporto speciale tra l’eroe e la città.\nDopo alcune tappe lungo la strada principale della città si giunge alla Casa del Rilievo di Telefo\, una delle dimore più grandi e raffinate\, appartenuta forse alla famiglia più importante di Ercolano\, quella di Marco Nonio Balbo. Il nome della casa rimanda al celebre rilievo marmoreo ritrovato in uno dei suoi lussuosi ambienti\, che raffigura il mito di Telefo — figlio di Ercole — . Un reperto di straordinaria qualità scultorea che testimonia come le élite ercolanesi conoscessero e celebrassero il ciclo mitologico legato all’eroe\, facendone un elemento di distinzione culturale e sociale. La casa diventa così non solo una tappa architettonica\, ma una finestra sul rapporto tra mito e identità nella Ercolano del I secolo d.C. Il percorso di scoperta si conclude all’Antiquarium\, dove ad accogliere i visitatori c’è una delle sculture più spettacolari dell’intera collezione: la fontana in bronzo che rappresenta l’Idra di Lerna. Il grande serpente a più teste\, il mostro che Ercole affrontò nella seconda delle sue dodici fatiche. Ammirando la fontana\, originariamente collocata al centro della piscina della grande Palestra\, il racconto della lotta tra Ercole e l’Idra prende vita con tutta la sua potenza narrativa che non può non affascinare i piccoli visitatori del Parco.\nQueste sono solo alcune delle tappe di un percorso che attraversa l’intera città antica\, incontrando di volta in volta affreschi\, iscrizioni\, sculture e architetture che portano impressa la firma dell’eroe più celebre del mondo antico. Un viaggio che unisce rigore archeologico e leggerezza narrativa\, pensato per far innamorare del passato anche chi lo incontra per la prima volta.\nNe nasce un’esperienza che intreccia mito\, arte e archeologia\, capace di trasformare la visita in un momento di scoperta condivisa\, tra apprendimento e divertimento.\n\nInformazioni pratiche\nDate: 8 maggio e 15 maggio 2026\nTurni: 10:00 –11:00 (italiano) – 11:30 –12:30 (inglese)\nGruppi: max 25 partecipanti per turno\, fino a esaurimento posti\nCosto: attività gratuita\, subordinata all’acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa di legge)\n\nPrenotazione obbligatoria\nOnline: ercolano.coopculture.it\nCall center: +39 081 0106490 (lun–sab\, ore 9:00–17:00)\n\nSi consiglia abbigliamento e scarpe comode.
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Incontro | Nel segno degli Etruschi: un dialogo tra Milano e Orvieto. Due fondazioni culturali per l'archeologia (Orvieto - TR)
DESCRIPTION:Prende avvio a Orvieto il progetto di collaborazione tra la Fondazione Luigi Rovati di Milano e la Fondazione per il Museo “Claudio Faina”\, formalizzato attraverso un protocollo d’intesa firmato a marzo 2026 e volto a sviluppare sinergie nel campo della ricerca\, della valorizzazione e della divulgazione del patrimonio etrusco. \nL’accordo nasce dalla comune volontà di promuovere nuove modalità di racconto dell’antico\, capaci di coniugare rigore scientifico e apertura a prospettive interpretative che mettano in dialogo archeologia\, arti moderne e contemporanee. Milano e Orvieto si configurano così come poli complementari di una programmazione condivisa\, articolata in mostre\, attività editoriali\, convegni e progetti di ricerca. \nIl primo appuntamento pubblico\, dal titolo “Due Fondazioni culturali per l’archeologia”\, si terrà venerdì 15 maggio alle ore 16.30 presso il Museo “Claudio Faina” di Orvieto. \nDopo i saluti istituzionali di Andrea Solini Colalè (Presidente della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”) e Roberta Tardani (Sindaco di Orvieto)\, interverranno Alfonsina Russo (Capo Dipartimento DiVA – Ministero della Cultura)\, Alessio De Cristofaro (Direttore iC-VEPP – Ministero della Cultura)\, Giovanna Forlanelli (Presidente Fondazione Luigi Rovati)\, Monica Loffredo (Direttrice Fondazione Luigi Rovati) e Giuseppe M. Della Fina (Vice Presidente della Fondazione “Claudio Faina”).\nL’iniziativa segna l’avvio di un percorso congiunto che intende restituire la complessità della civiltà etrusca e la sua persistente influenza culturale\, proponendo nuove chiavi di lettura e strumenti di comprensione per il pubblico contemporaneo.
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SUMMARY:Simposio | 45th International Symposium on Archaeometry – ISA 2026 (Torino)
DESCRIPTION:Torino si prepara a diventare\, dal 18 al 22 maggio 2026\, il centro internazionale della ricerca scientifica applicata al patrimonio archeologico ospitando il 45th International Symposium on Archaeometry – ISA 2026\, il più importante evento mondiale dedicato all’archeometria. Il simposio è organizzato con cadenza biennale ogni volta in una diversa città del mondo\, e torna in Italia dopo quasi vent’anni dall’ultima edizione italiana. \nEsperti\, ricercatori\, dottorandi e studenti provenienti da tutti i continenti si confronteranno sui più recenti sviluppi scientifici nello studio dei reperti archeologici. Oltre agli archeologi\, infatti\, l’analisi del passato coinvolge numerose discipline scientifiche – dalla chimica alla fisica\, dalla biologia alle scienze della Terra\, fino all’informatica e alla matematica – che contribuiscono a interpretare e valorizzare le testimonianze materiali delle civiltà scomparse. \nL’insieme di queste attività interdisciplinari prende il nome di archeometria\, un ambito di ricerca che integra competenze scientifiche diverse per rispondere alle domande dell’archeologia: determinare l’età e la provenienza dei manufatti\, ricostruirne le tecnologie di produzione e l’uso\, individuare aree di interesse archeologico prima degli scavi\, studiare ambienti\, flora e fauna del passato e comprendere i movimenti e le migrazioni delle popolazioni antiche. \nGli archeometri – scienziate e scienziati provenienti da discipline scientifiche differenti – applicano metodologie avanzate allo studio dei materiali archeologici\, sviluppando competenze specifiche necessarie per analizzare reperti unici e spesso fragili\, mantenendo al tempo stesso l’approccio e gli strumenti propri delle rispettive discipline di origine. \nNel corso delle varie sessioni\, si presenteranno studi su tutti i materiali in tutte le epoche storiche. Tra le novità di questa edizione\, una sessione speciale sarà dedicata al ruolo dell’archeometria nei musei\, approfondendo il contributo della ricerca scientifica alla gestione e alla comunicazione del patrimonio culturale. \nLa scelta di Torino come sede di ISA 2026 riconosce una tradizione consolidata della città nell’ambito della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. Il capoluogo piemontese rappresenta da tempo un punto di riferimento internazionale grazie ai suoi musei archeologici\, impegnati nel promuovere attività di ricerca e analisi scientifica sui reperti\, e alla presenza di importanti istituzioni accademiche e centri di ricerca. Diversi Dipartimenti dell’Università di Torino dispongono infatti di laboratori e personale specializzato che contribuiscono alla formazione delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori nel campo dell’archeometria. \nSecondo la visione condivisa dagli enti organizzatori\, ISA 2026 non vuole essere soltanto un congresso specialistico\, ma anche un’occasione di dialogo con il territorio e con la cittadinanza. Il percorso di avvicinamento al simposio ha coinvolto il Primo Liceo Artistico per la progettazione del logo dell’evento e quattro incontri pubblici\, che si sono svolti tra marzo e aprile\, hanno accompagnato il pubblico attraverso i diversi aspetti dell’archeometria. \n\nIl punto d’arrivo del percorso saranno gli eventi che si svolgeranno durante il simposio e che saranno dedicati al pubblico: il laboratorio diffuso di archeometria “Oltre il visibile” (18 maggio dalle ore 20\, ingresso libero\, prenotazione consigliata) e l’ampia sessione poster che rende visibile la ricerca archeometrica presentata a ISA 2026 (19 – 22 maggio\, Musei Reali di Torino\, Corte d’Onore di Palazzo Reale\, ingresso libero\, prenotazione consigliata).  \n\nAltra iniziativa di rilievo per diffondere l’archeometria\, questa volta a livello mondiale\, ha riguardato il sostegno offerto a studiose e studiosi di aree geografiche solitamente poco rappresentate nella comunità archeometrica\, sostegno che è stato possibile grazie alla campagna di fundraising promossa dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” e sostenuta da Intesa Sanpaolo. \nISA 2026 è organizzato da Università di Torino\, AIAr – Associazione Italiana di Archeometria\, CCR – Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”\, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare\, Museo Egizio e Musei Reali di Torino in collaborazione con lo Standing Committee internazionale di ISA con il contributo di Turismo Torino e Provincia Convention Bureau insieme a Camera di commercio di Torino. Ha ricevuto il sostegno di partner tecnici e scientifici e il patrocinio del Comune di Torino. \nCon ISA 2026\, Torino diventerà per una settimana il cuore pulsante dell’archeometria mondiale\, rafforzando il proprio ruolo come laboratorio internazionale di dialogo tra scienza\, cultura e società. \n  \nInfo: https://isa2026torino.it/
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale (Trieste)
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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SUMMARY:Presentazione libro | "SP87: una nuova strada per l'archeologia della pianura bolognese - 1. L'età del Ferro" (Argelato - BO)
DESCRIPTION:Venerdì 22 maggio 2026\, ore 18:00\nVilla Beatrice – Via Degli Aceri 12\, Argelato (BO)\nEvento gratuito con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili\n \n \nPresentazione del volume NS. 5 della Nuova Serie dei Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna\, a cura di Tiziano Trocchi e Melissa Della Casa (All’Insegna del Giglio\, 2023). \nQuesto primo volume dedicato alle ricerche archeologiche attuate in collegamento alle opere previste dal progetto per la “Variante alla Strada Provinciale n. 4 – Galliera” (ora SP87 “Nuova Galliera”) si concentra sui ritrovamenti – e sugli scavi archeologici – relativi all’età etrusca\, compresa tra i secoli VIII e VI a.C. \nI ritrovamenti preromani hanno riguardato sostanzialmente l’area del nuovo sottopasso di Funo (tra la via di Funo e la SP3)\, dove in effetti il progetto edile prevedeva di raggiungere profondità considerevoli\, che hanno permesso di toccare i piani e i paesaggi sepolti di età antica\, coperti da alcuni metri di sedimenti alluvionali. Si tratta di un insediamento rurale contraddistinto dalla presenza di opere di chiusura\, palizzate\, che dovevano circondare settori coltivati e compound abitativi al tempo stesso\, il tutto collegato a un’ingente e ricca necropoli in grado di far luce sul popolamento dell’età del Ferro a nord di Bologna. \nPresenta\nRenata Curina\, già Soprintendenza ABAP di Bologna \nIntervengono\nMaurizio Martelli\, Città Metropolitana di Bologna\nMarco Palmieri\, Phoenix Archeologia e Restauro S.r.l. \nSaranno presenti i curatori\nTiziano Trocchi\, Musei nazionali di Ferrara\nMelissa Della Casa\, Phoenix Archeologia e Restauro S.r.l. \nModera\nSara Campagnari\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna
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SUMMARY:Visite guidate allo scavo della fornace romana (Ostellato - FE)
DESCRIPTION:Importanti evidenze di età romana sono emerse nel 2024 durante gli interventi di scavo per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi ad Ostellato\, in un’area già nota per l’interesse archeologico. Le indagini di archeologia preventiva -condotte con la direzione scientifica della ex Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara- hanno portato alla luce un’area produttiva di grandi dimensioni dedicata alla lavorazione del materiale da costruzione\, il cui impianto è probabilmente da datarsi al I sec. d.C.  isite guidate \nDagli scavi sono emersi i resti di più strutture riconducibili a diverse attività funzionali\, tra le quali spicca il ritrovamento di una fornace per la cottura del materiale da costruzione\, e una grande quantità di frammenti di laterizio “marchiato”\, come mattoni ed embrici sui quali sono stati apposti bolli ampiamente attestati nell’area nord adriatica e che rimandano a diverse officine produttive. \nLa scoperta non è importante solo per il territorio di Ostellato\, che conferma la sua rilevanza nel periodo romano\, ma apre anche importanti scenari di ricerca sul sistema produttivo romano e sulla storia economica e sociale del mondo antico. \nVISITE GUIDATE: sono previsti turni di visita con partenza alle ore 10:30 / 11:30 / 14:30 / 15:30 (Prenotazione obbligatoria\, max 30 partecipanti per turno) \n  \nDomenica 24 maggio 2026\, ore 10:30-16:30\nSito archeologico di età romana – Via Lidi Ferraresi\, Ostellato (FE)\nPer raggiungere il sito seguire le indicazioni per l’Impianto idrovoro San Zagno\nEvento gratuito con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA\nPer info e prenotazioni: Museo Delta Antico Tel. 0533 311316 – Email info@museodeltaantico.com  \n  \n  \nLeggi l’articolo pubblicato su Storie & Archeostorie che racconta la scoperta della fornace: \nArcheologia / Scoperta a Ostellato (Ferrara) una fornace romana del I secolo d.C. \n \n 
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SUMMARY:Convegni | Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea (Baia - NA)
DESCRIPTION:Nelle giornate del 28\, 29 e 30 maggio 2026 il Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello aragonese di Baia ospiterà l’VIII edizione del Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea. Il convegno\, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Archeologia Subacquea e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri\, rappresenta la più importante occasione di confronto tra ricercatori e professionisti che operano sul patrimonio archeologico sommerso italiano. \nL’articolazione del programma si declina attraverso un approccio interdisciplinare e spazia\, attraverso 9 sessioni\, dalle tematiche di ricerca a quelle del restauro e della valorizzazione. Sono previste 37 relazioni suddivise nei seguenti ambiti: \n– I SESSIONE: RELITTI\n– II SESSIONE: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA E AMBIENTE\n– III SESSIONE: ARCHELOGIA LACUSTRE E LAGUNARE\n– IV SESSIONE: STORIA DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA ITALIANA\n– V SESSIONE: ARCHEOLOGIA MARINA\n– VI SESSIONE: PORTI E APPRODI\n– VII SESSIONE: RESTAURO\n– VIII SESSIONE: VALORIZZAZIONE\n– IX SESSIONE: PROFESSIONALITÀ\, UNIVERSITÀ E FORMAZIONE \nL’attività convegnistica sarà arricchita dalla presentazione di 41 poster che saranno allestiti a margine della sede del Convegno.\nIl programma prevede inoltre una tavola rotonda sul tema del turismo culturale legato ai siti archeologici subacquei e sulla prospettiva di costruzione di un itinerario culturale europeo\, all’’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine condotta sullo sviluppo sostenibile del turismo subacqueo. \nIl Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea approda per la prima volta a Baia a tre anni dall’importante riconoscimento del Parco sommerso di Baia come best practice riconosciuta dall’UNESCO all’interno della Convenzione per la conservazione in situ del patrimonio culturale sommerso del 2001. \nPROGRAMMA DEL CONVEGNO \nELENCO POSTER \nInfo:\npa-fleg.baiasommersa@cultura.gov.it\nii.archeologia.subacquea@gmail.com \n  \nInfo: https://pafleg.cultura.gov.it/it/4405/news/668/viii-ed_-convegno-nazionale-di-archeologica
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SUMMARY:Congresso | 80° anniversario dell’UNIR - Unione internazionale degli istituti di archeologia\, storia e storia dell’arte in Roma (Roma)
DESCRIPTION:Congresso internazionale dedicato all’80° anniversario dell’Unione internazionale degli istituti di archeologia\, storia e storia dell’arte in Roma (UNIR) \nRoma dal 28 al 30 maggio 2026 con la presenza del Sindaco di Roma Capitale\, Roberto Gualtieri\nPer tre giorni\, 38 istituti italiani e stranieri\, insieme ai rappresentanti delle istituzioni di Roma Capitale\, si ritroveranno nelle sedi dell’Academia Belgica\, dell’École française de Rome e del Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps\, partner dell’iniziativa. Tutti gli incontri saranno ad ingresso libero. \n  \n\nCongrès\nPeriodo Époque contemporaine\n\nRome \nDal 28/05/2026 alle 14 h 00 al 30/05/2026 alle 13 h 30 \n\n\nCongresso internazionale per la celebrazione dell’80° anniversario dell’Unione internazionale in Roma\n\n\nRoma\, 28-30 maggio 2026 \n  \n• Giovedì 28 maggio · Academia Belgica (via Omero\, 8) \n• Venerdì 29 maggio · École française de Rome (Piazza Navona\, 62) \n• Sabato 30 maggio · Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps (via di Sant’Apollinare\, 8) \n  \nNel 1946\, i direttori dell’Istituto Svedese di Studi Classici\, dell’American Academy in Rome\, dell’Academia Belgica\, dell’École française de Rome\, dell’Istituto Storico Olandese di Roma\, dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte\, dell’Istituto di Studi Romani\, della Scuola Romena di Roma e della Pontificia Accademia Romana di Archeologia firmavano il primo Statuto dell’Unione internazionale. Composta oggi di 38 accademie e istituti\, 28 non italiani e 10 italiani\, attinenti a 20 paesi\, quest’Unione rappresenta\, a Roma\, una rete di collaborazione internazionale unica nel campo delle scienze storiche e archeologiche nonché un ricco ambito di formazione per giovani artisti e studiosi\, e una fonte di iniziative variegate per la promozione delle arti e della cultura. \nIn occasione della ricorrenza degli ottant’anni della sua fondazione\, l’Unione desidera mettere in luce i suoi stretti legami con la città di Roma\, centro della storia culturale europea\, illustrando il patrimonio che le sue accademie e istituti hanno costituito nel cuore di questa città\, nel corso del tempo\, grazie alle loro attività di ricerca\, di documentazione\, di creazione e di scambio culturale continuo. Questo patrimonio\, fatto di edifici\, di biblioteche\, di archivi\, di collezioni di fotografie\, di stampe e disegni\, di oggetti archeologici e di opere d’arte è ancora poco conosciuto. Il congresso vorrebbe contribuire a valorizzarne la fruizione collettiva.  Al contempo\, si presenteranno diversi progetti attuali o in essere sul patrimonio romano condotti dalle accademie e istituti che estendono le conoscenze sulla storia di Roma e avviano delle linee di ricerche per lo sviluppo futuro della città. \n\nComitato scientifico: Alessandra Capodiferro (Associazione Internazionale di Archeologia Classica)\, Chiara Cecalupo (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana)\, Cécile Evers (Academia Belgica)\, Giuseppe Falzone (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana)\, Brigitte Marin (École française de Rome)\, Antonio Pizzo (Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma)\, Maria Bonaria Urban (Koninklijk Nederlands Instituut Rome). \nPartner: Museo Nazionale Romano \n\nScaricare il programma completo → \n\nInfo: https://www.efrome.it/it/evento/lunione-internazionale-in-roma-un-patrimonio-da-raccontare-e-da-condividere
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SUMMARY:Presentazione libro | Pompei nel suo sviluppo storico. La Pompei romana di Antonio Sogliano (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Venerdì 29 maggio\, alle ore 17\,00 presso l’Auditorium degli Scavi di Pompei viene presentato il volume di Antonio Sogliano “Pompei nel suo sviluppo storico. Pompei romana”\, edito dall’ Associazione Amici di Pompei ETS.  Dopo l’acquisto da parte dell’Associazione Amici di Pompei ETS dei testi inediti del Sogliano\, grazie al lavoro di curatela dell’archeologa Grete Stefani\, viene pubblicato il racconto della Pompei Romana scritto alla fine anni trenta del secolo scorso (stampato da Vulcanica srl di Nola). \nIl volume viene presentato da Antonio Varone e Stefano De Caro\, archeologi che hanno avuto nella loro carriera anche l’incarico di direttore dell’Ufficio Scavi di Pompei\, come l’autore del volume. Antonio Sogliano\, che operò a Pompei dal 1877 al 1911\, come bibliotecario\, come segretario\, come ispettore e come direttore e che\, per alterne vicende\, passò poi all’insegnamento universitario\, aveva previsto di pubblicare una serie di tre volumi sulla storia di Pompei\, ma non era riuscito. Il primo\, con il sottotitolo Pompei preromana\, vide la luce nel 1937\, il secondo\, dal sottotitolo Pompei romana era già stato completato nel 1939 e in attesa di un editore\, mentre del terzo il Sogliano aveva composto solo alcuni capitoli ma redatto un indice con i vari argomenti da trattare\, dal 79 d.C. al Novecento. Per vicende sconosciute il secondo volume non venne mai stampato e l’opera\, insieme ai pochi capitoli compilati del terzo volume\, rimase tra le carte del Sogliano e\, alla sua morte\, avvenuta il 27 luglio del 1942\, è passato agli eredi dai quali l’Associazione Amici di Pompei lo ha acquistato. L’Associazione\, quasi come obbligo morale\, ha deliberato di pubblicare queste sfortunate pagine che completano l’opera di Antonio Sogliano\, uno degli archeologi che operarono a Pompei tra l’Ottocento e il Novecento e che\, nonostante sia stato quasi dimenticato\, fu invece uno dei protagonisti dell’Archeologia dell’area vesuviana dell’epoca. \nL’edizione del secondo volume\, cui seguono\, nell’appendice\, i pochi capitoli del terzo volume rimasti\, è stata curata dall’archeologa Grete Stefani. A lei si deve l’introduzione\, l’aggiornamento bibliografico\, e anche l’inserimento dell’apparato fotografico\, recuperato in gran parte dalla documentazione storica\, raccolta o indicata dallo stesso Sogliano\, nonché le immagini a colori delle pitture della Casa dei Vetti (domus recentemente riaperta al pubblico dopo anni di chiusura) scavata dal Sogliano\, e da lui mirabilmente pubblicata nella rivista Monumenti Antichi dei Lincei del 1898.
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