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SUMMARY:Mostra | I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni (Milano)
DESCRIPTION:Fondazione Luigi Rovati presenta I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni\, una grande mostra in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026\nIn occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026\, la Fondazione Luigi Rovati dedica una grande esposizione alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. \nRealizzata in coproduzione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (entrambi situati in Svizzera\, nella città di Losanna)\, la mostra è curata da Anne-Cécile Jaccard e Patricia Reymond (Museo Olimpico)\, Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati) e Lionel Pernet (Musée cantonal d’archéologie et d’histoire). \nIl percorso espositivo intreccia mondo antico e contemporaneo per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti. Dalla Grecia\, dove i giochi celebravano la pace e l’unità tra le città\, alla visione educativa di Pierre de Coubertin\, padre delle Olimpiadi moderne\, emergono i principi di pace\, inclusione\, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. \nOrganizzata in cinque sezioni tematiche\, la mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi Olimpici\, svelando i legami che uniscono sport\, arte e spiritualità. \nTra i prestiti più significativi figurano reperti greci\, etruschi e romani provenienti dalla Fondazione Luigi Rovati\, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (Losanna)\, dai Musei Vaticani\, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e da altre importanti istituzioni italiane. \nPer la prima volta in Italia viene presentata al pubblico fuori dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia la Tomba delle Olimpiadi (530–520 a.C.)\, eccezionale testimonianza figurativa dei giochi atletici ed ippici etruschi\, oggi di competenza del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). Scoperta nel 1958\, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960\, la tomba deve il suo nome alle scene sportive che ne decorano le pareti e offre un’occasione unica per ammirare da vicino le celebri pitture murali. \nDal Museo Olimpico (Losanna) provengono medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi di grandi protagonisti della storia olimpica: dai guantoni da boxe di Pierre de Coubertin alla maglia di Usain Bolt (Beijing 2008) che per la prima volta uscirà dal Museo Olimpico per essere esposta a Milano. \nUn’attenzione particolare è dedicata al tema dell’inclusione\, dai giochi antichi e moderni riservati a un’élite maschile di cittadini liberi fino alla parità di genere raggiunta a Parigi 2024\, stabilita dal CIO\, in un percorso che racconta l’evoluzione dei Giochi verso un ideale sempre più universale e condiviso. \n  \nLa mostra è realizzata con il contributo della Regione Lombardia tramite il bando Olimpiadi della Cultura. \nSi inserisce\, inoltre\, nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026\, il programma multidisciplinare\, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura\, il patrimonio e lo sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. \n  \nIl progetto è accompagnato da una pubblicazione edita dalla Fondazione Luigi Rovati in collaborazione con Johan & Levi. \nACQUISTA IL CATALOGO \n  \nScopri gli eventi collaterali \nCiclo di conferenze | Incontri nell’ambito della mostra “I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni” (Fondazione Luigi Rovati\, Milano) \n \n 
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SUMMARY:Mostra | La Grecia a Roma  (Musei Capitolini\, Roma)
DESCRIPTION:Con oltre 150 opere tra sculture\, rilievi e reperti archeologici\, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta\, la mostra “La Grecia a Roma”\,  in corso ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli fino al 12 aprile 2026 racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. \nTutte le informazioni sulla mostra QUI (Leggi l’articolo su Storie & Archeostorie).
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SUMMARY:Mostra | Gli Dei ritornano: i Bronzi di San Casciano (Museo Archeologico Nazionale\, Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Dopo il successo riscosso al Quirinale e a Reggio Calabria\, i capolavori emersi dal fango del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni arrivano in Friuli Venezia Giulia. La mostra presenta le straordinarie statue bronzee\, ex-voto e monete che stanno riscrivendo la storia del passaggio tra Etruschi e Romani. Al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (UD). \nPer approfondire la scoperta\, i dettagli del restauro e vedere la gallery fotografica completa\, leggi il nostro speciale: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Il MAEC\, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”\, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida\, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo\, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca\, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985\, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia\, quando l’archeologia: da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. Nel quadro delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana del 1985\, il ritorno a Cortona di parte della Collezione Corazzi\, migrata nell’Ottocento in Olanda praticamente 200 anni fa (1826) e costituita da eccezionali bronzi etruschi\, fra i quali il celebre fanciullo con l’oca e il grifo\, simbolo della mostra\, è l’occasione per riflettere sull’importanza dei collegamenti internazionali che furono fondamentali nella storia dell’Accademia cortonese\, che nel 2027 compierà trecento anni\, e che il MAEC\, fin dalla sua nascita nel 2005\, ha inteso proseguire. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \n“Gli Etruschi in Olanda”: al MAEC il ritorno dei bronzi di Cortona da Leida \n \n 
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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Le dee del grano (Basilicata\, sedi varie)
DESCRIPTION:Un racconto corale tra mito\, archeologia e paesaggio. Dal 20 dicembre 2025 al 7 giugno 2026\, la Basilicata diventa il palcoscenico di un progetto espositivo fuori dagli schemi: «Le dee del grano»\, una mostra diffusa che non si concentra in un unico luogo\, ma si dispiega nel tempo e nello spazio\, coinvolgendo musei\, paesaggi e comunità. Non si tratta di una semplice esposizione itinerante\, bensì di un racconto unitario costruito per tappe complementari\, concepite per dialogare tra loro e con il territorio. Il filo conduttore è il grano\, elemento fondante dell’economia\, della ritualità e dell’immaginario simbolico mediterraneo\, osservato attraverso il prisma del mito\, dell’archeologia e delle tradizioni locali. \nPer approfondire i dettagli dell’evento: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie \n 
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LOCATION:Museo Nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi\, Piazzetta Pascoli\, 1\, Matera\, Italy
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SUMMARY:Convegno | Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito (Pozzuoli\, NA)
DESCRIPTION:Mercoledì 28 gennaio 2026 la Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospita il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito”\, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli\, con il contributo del Ministero della Cultura. \nL’iniziativa\, curata da Maria Luisa Tardugno e Anna Russolillo\, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito\, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. \nDopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino\, sono previsti i saluti di S. E. Mons. Carlo Villano\, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, di S. E. Mons. Gennaro Pascarella\, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e della Soprintendente Paola Ricciardi. \nLa mattina sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli\, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici\, con interventi di studiosi delle Università di Napoli Federico II\, Napoli L’Orientale\, Roma Tre e dell’Università del Molise. \nNel pomeriggio si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito\, con contributi di Iolanda Donnarumma e Maria Luisa Tardugno. È inoltre prevista la presentazione dei poster di Robert H. Tykot\, Anna Russolillo\, Anna Abbate e Franco Foresta Martin\, dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. \nIl convegno si concluderà con una visita guidata all’ipogeo della Necropoli di San Vito. \nInfo: sabapmetropolitanana.cultura.gov.it
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