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SUMMARY:Mostra | Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma (Arzachena - OT)
DESCRIPTION:La mostra temporanea “Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma”\, ospita più di 200 reperti provenienti dai siti archeologici del territorio coprendo un arco temporale che va dal neolitico all’epoca romana. \nL’allestimento della mostra si basa su un approccio multimediale e multidisciplinare e permette al visitatore di interagire con gli oggetti dell’esposizione grazie alla realtà virtuale. \nPer rendere più completa la rappresentazione si sono considerati diversi siti archeologici: circoli funerari di Li Muri e la Macciunitta\, riparo sotto roccia Monti Incappiddatu\, villaggio di Pilastru\, dolmen e tafoni di Li Casacci Vecchi\, altura fortificata di Punta Candela\, nuraghe e villaggio La Prisgiona\, Nuraghe Albucciu\, Tombe di giganti Li Lolghi e Moru. \nL’esposizione vuole essere immersiva\, presentando i contenuti come elementi di accesso e di conoscenza delle peculiarità dei  siti archeologici. \nIn particolare è presente un rimando continuo tra elementi archeologici reali e attraverso strumenti multimediali a riguardo di sei tematismi: \n\nLe prime tracce dell’uomo: il Neolitico\nAntiche dimore nel granito\nInsediamenti nuragici: nuraghi\, villaggi e alture fortificate\nIl complesso nuragico di Albucciu\nI nuragici e il culto dei morti\nIl Golfo di Arzachena: l’uomo e il mare in antichità\n\nUn approfondimento particolare riguarda il complesso nuragico La Prisgiona con gli oggetti provenienti dagli scavi effettuati nel sito a rappresentare specifiche situazioni della vita quotidiana. \nLa mostra permette al visitatore di scoprire i siti archeologici  ed apprezzare al meglio la loro successiva visita in loco. \nOrari di apertura \nDal martedì alla domenica \nDalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 \n  \nTariffe \nBiglietto intero € 4\,00; \nBiglietto ridotto per i residenti nel Comune di Arzachena: € 2\,00 \nBiglietto ridotto per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private non residenti nel Comune di Arzachena: € 1\,00 a studente; \n  \nIngresso gratuito \n• per i bambini sino a 12 anni di età; \n• per i possessori di tessera I.C.O.M. (International Council of Museums); \n• per i portatori di handicap e per un loro familiare o altro accompagnatore\, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; \n• per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private residenti nel Comune di Arzachena; \n• per le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale\, mediante esposizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; \n• per i giornalisti\, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta. \n  \nInfo: arzachenaturismo.com
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LOCATION:Museo Civico “Michele Ruzittu”\, Via Mozart\, Arzachena\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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LOCATION:Museo della Città di Bettona\, Piazza Cavour 3\, Bettona\, Italy
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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Gabii: le origini (Palestrina - RM)
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste ospita la mostra Gabii: le origini\, a cura di M. Almonte\, M. Fabbri e F. Zabotti.  \nL’esposizione racconta la nascita di Gabii\, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità\, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus).  \nArticolata in due sezioni\, Gabii: le origini riunisce in un unico luogo\, reperti provenienti da altri Istituti del Ministero della Cultura\, come il Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano\, il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il Museo delle Civiltà – MUCIV\, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.  \n  \nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836946\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836946 \n \n\n\n“Gabii: le origini”: a Palestrina una mostra ricostruisce la nascita della antica città laziale\n\n\n\nValeria Brizzi \n \n \nHa aperto i battenti il 31 gennaio al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile di Palestrina (Roma) la mostra Gabii: le origini. Aperta fino al 31 ottobre 2026\,  la rassegna è dedicata alla ricostruzione delle fasi più antiche di uno dei principali centri del Lazio antico. \nL’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire al pubblico un percorso di divulgazione scientificamente fondata e restituire un quadro aggiornato delle conoscenze su Gabii\, città che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo politico\, culturale e linguistico dell’Italia centrale. \nRicerca archeologica e prestiti dai grandi musei nazionali\nLa mostra è curata da Martina Almonte\, Marco Fabbri e Federica Zabotti e si avvale di prestiti concessi da alcuni tra i più importanti musei del Ministero della Cultura\, tra cui il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano e il Museo delle Civiltà. \nIl percorso espositivo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica\, indagine epigrafica e valorizzazione del patrimonio\, presentando una selezione di reperti di eccezionale valore storico e documentario. \nI nuovi scavi e i materiali inediti da Gabii\nUna parte consistente dei materiali esposti proviene dalle recenti campagne di scavo dell’Università di Roma Tor Vergata nell’area di Gabii\, che negli ultimi anni hanno restituito nuove testimonianze fondamentali per la comprensione delle origini dell’insediamento. \nPer approfondire – Nuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/21/gabii-nuove-scoperte-complesso-monumentale-vasca-sacra/ \nTra i nuclei più rilevanti figurano gli inediti vasi in ceramica White-on-Red\, reperti di straordinario interesse archeologico che contribuiscono a ridefinire il quadro cronologico e culturale delle prime fasi di vita della città. \nOlla proveniente dalla tomba 115 di Osteria dell’Osa. Foto: R. Darelli\nGabii nel Latium Vetus: scambi e formazione della lingua\nIl cuore della mostra è dedicato al racconto degli albori dell’antica Gabii\, sviluppato attraverso le prime testimonianze materiali e scritte. I reperti documentano come il centro gabino fosse fin dalle origini inserito in una rete di scambi culturali che coinvolgeva l’intero Latium Vetus. \nL’esposizione mette in evidenza non solo l’evoluzione dell’insediamento urbano\, ma anche i processi che portarono alla formazione della lingua latina\, offrendo una lettura integrata tra dati archeologici e testimonianze epigrafiche. \n\nLa scrittura come indicatore di identità culturale\nUno degli assi portanti del percorso è rappresentato dal tema della scrittura\, intesa non solo come strumento di comunicazione\, ma come indicatore di identità sociale e culturale. \nLa mostra riunisce\, per la prima volta in modo sistematico\, alcune tra le più significative testimonianze scritte del Latium Vetus\, provenienti da un ambito territoriale omogeneo\, offrendo una prospettiva unitaria sulla diffusione delle prime pratiche scrittorie nell’area laziale. \nIl ritorno della Fibula Prenestina\nDi particolare rilievo è il ritorno eccezionale a Palestrina della Fibula Prenestina\, uno dei reperti più celebri e dibattuti dell’archeologia italiana. Dopo decenni di discussioni sulla sua autenticità\, oggi definitivamente confermata da uno studio eseguito dal CNR\, la fibula viene presentata come una delle più antiche attestazioni scritte in lingua latina. \nLa spettacolare fibula Prenestina (Foto: F. Naccari)\nL’iscrizione MĀNIOS MĒD FHEFHAKĒD NVMASIŌI (“Manio mi ha fatto per Numasio”) rappresenta un documento fondamentale per la comprensione delle origini del latino. La sua esposizione temporanea a Palestrina assume un forte valore simbolico e scientifico\, rafforzando il legame tra il reperto e il territorio di riferimento. \nGabii e Praeneste: un progetto condiviso di valorizzazione\nLa mostra Gabii: le origini si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del nuovo Istituto Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, nato per promuovere un dialogo permanente tra i due siti\, storicamente connessi dalla via Praenestina. \nGabii e Palestrina condividono una storia millenaria e un patrimonio archeologico di straordinaria ricchezza\, espresso nei grandi complessi santuariali\, tra i più imponenti del Lazio antico. \nIncontri e approfondimenti scientifici\nAd accompagnare l’esposizione è previsto un programma di conferenze e incontri di approfondimento\, promosso dai Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. Il percorso culturale si concluderà nell’estate 2026 con una giornata di studi interamente dedicata a Gabii\, organizzata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ Gabii: le origini📍 Palestrina (Roma)\, Palazzo dell’ex Seminario Vescovile📅 31 gennaio – 31 ottobre 2026🌐 Info: gabiipraeneste.cultura.gov.it \nImmagine in apertura: Foto aerea del lago di Castiglione e dell’antica città di Gabii. Foto: F. Pizzardi \n \n#archeologia #FibulaPrenestina #Gabii #LatiumVetus #LazioAntico #linguaLatina #mostre #mostreArcheologiche #Palestrina \n \n  \n \n 6 February 2026\, 10:22  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n  \nLeggi gli articoli che Storie & Archeostorie ha dedicato a Gabii e alle scoperte avvenute sul sito: \nNuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra \n \n 
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LOCATION:Museo archeologico nazionale Prenestino\, Piazza della Cortina\, Palestrina\, Italy
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SUMMARY:Mostra | La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata (Arezzo)
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026\, alle ore 12\, il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo inaugura la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”\, segnando il ritorno temporaneo in città di uno dei più celebri bronzi dell’antichità. La statua\, simbolo identitario di Arezzo\, giunge in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dove è conservata stabilmente dal XIX secolo. \nL’esposizione\, aperta al pubblico dal 15 febbraio al 6 settembre 2026\, non si limita a presentare un capolavoro: inaugura anche il progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”\, promosso dal Ministero della Cultura per rafforzare il legame tra patrimonio e territorio. \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/02/13/minerva-arezzo-mostra-2026/
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 1° aprile apre al pubblico la mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: il progetto riunisce il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione Corazzi\, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden\, che eccezionalmente rientra in Italia. \nOspitata al Piano Ipogeo fino al 4 ottobre\, la mostra sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona\, con un approfondimento sui reperti etruschi della collezione Corazzi e sul ruolo del collezionismo privato nella formazione del patrimonio culturale\, tra dimensione locale ed europea. Accanto ai bronzi\, una selezione di volumi antichi ne ricostruisce la fortuna critica\, mettendo in evidenza il valore delle fonti bibliografiche come strumenti fondamentali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo. La relazione con l’esposizione permanente della Fondazione evidenzia come le raccolte private possano diventare strumenti di conoscenza condivisa\, dai nuclei originari dei musei pubblici fino alle attuali forme di integrazione tra istituzioni pubbliche e private. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=100071938\n https://storiearcheostorie.com/?author=100071938 \n \n\n\nGli Etruschi tornano “da Leida”: a Milano i bronzi Corazzi raccontano Cortona\nElena Percivaldi\nApre a Milano\, negli spazi ipogei della Fondazione Luigi Rovati\, la mostra Gli Etruschi e l’Olanda\, che riporta temporaneamente in Italia uno dei nuclei più significativi della celebre collezione Corazzi\, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden. È un ritorno carico di implicazioni storiche e archeologiche\, perché questi bronzi rappresentano una delle testimonianze più precoci dello studio sistematico delle antichità etrusche. \nSTATUETTA DI MAIALE. Produzione etrusca. Proveniente da Cortona. Fine V-IV sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden – Inv. CO 17\nFondazione Luigi Rovati\, Piano Ipogeo\, Fanciullo con oca. Foto Daniele Portanome\nBronzetti votivi e iscrizioni: il cuore della collezione\nIl nucleo dei bronzi Corazzi si distingue per la forte componente votiva. Molti esemplari provengono infatti da contesti santuariali dell’area cortonese e del lago Trasimeno\, dove offerte in bronzo venivano deposte come gesto rituale. \nSTATUETTA DEL DIO LARAN (COSIDDETTO “MARTEDI RAVENNA”) CON ISCRIZIONE VOTIVA IN ETRUSCO –THUCER HERMENAS TURUCE: THUCER HERMENAS(MI) DEDICÒ . Produzione etrusca proveniente da Ravenna (?) 540-520 a.C.Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, LeidenInv. CO 1\nTra i pezzi più significativi spiccano alcune piccole sculture che conservano ancora tracce epigrafiche: iscrizioni etrusche incise direttamente sul metallo\, che consentono di ricollegare l’oggetto a una precisa funzione cultuale. Il cosiddetto “putto con oca”\, ad esempio\, appartiene a questa categoria di offerte votive ed è accompagnato da iscrizione\, così come il grifone bronzeo da Campaccio\, databile alla metà del IV secolo a.C.\, legato a un culto dedicato a Tinia\, divinità suprema del pantheon etrusco. \nQuesti oggetti rivelano una produzione di alto livello\, caratterizzata da fusione a cera persa\, rifiniture puntuali e attenzione anatomica\, elementi che indicano botteghe specializzate attive tra VI e IV secolo a.C. \nSTATUETTA DI OFFERENTE CON COLOMBA (?). Produzione etrusca da Montecchio (Castiglion Fiorentino) Fine IV-prima metà III sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 30\nUn “santuario disperso”: la raccolta Corazzi tra scavo e mercato antiquario\nLa collezione nacque nel Settecento come raccolta privata\, ma molti dei bronzi derivano da rinvenimenti locali\, talvolta interpretati come parte di veri e propri depositi votivi\, come quello di Montecchio. \nGià gli antiquari dell’epoca riconoscevano il valore eccezionale di questi materiali: un inventario ottocentesco descrive bronzi con iscrizioni\, figure divine\, animali simbolici e oggetti rituali\, tra cui candelabri e strumenti legati al sacrificio. \nSTATUETTA DI FANCIULLO CON OCA E ISCRIZIONEVOTIVA IN ETRUSCO – VELIAS · FANACNAL · UFLAS/ ALPAN · MENAE · CLEN · CEA · TUINES · TLENAEIS:VELIA FANACNEI DEDICÒ (QUESTO OGGETTO)A THUFLTHA PER IL BENESSERE DEL SUO BAMBINOProduzione etrusca. Proveniente da Montecchio (Castiglion Fiorentino). Metà II sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 4\nQuesta varietà suggerisce un contesto cultuale articolato\, in cui offerte diverse convivevano all’interno di uno stesso spazio sacro. \nDal museo privato all’Europa: la fortuna dei bronzi etruschi\nLa storia della collezione riflette la nascita dell’archeologia moderna. Nel XVIII secolo\, opere come il Museum Etruscum diffusero in tutta Europa immagini e descrizioni di questi reperti\, contribuendo alla formazione dell’“etruscomania” e alla circolazione di modelli iconografici. \n\nVenduta nel 1826 ai Paesi Bassi\, la raccolta divenne la prima grande collezione etrusca oltre le Alpi\, segnando un passaggio decisivo verso la musealizzazione pubblica del patrimonio. \nUn ritorno che è anche rilettura critica\nLa mostra milanese mette in dialogo i bronzi con i libri che ne hanno tramandato immagini e interpretazioni. Il risultato è un percorso che restituisce la doppia vita dell’oggetto archeologico: materiale e culturale\, tra scavo\, collezionismo e studio. \nFILIPPO BUONARROTI. Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additaexplicationes et conjecturae (1723-24) Fondazione Luigi Rovati\, MilanoPubblicato in aggiunta a Thomas Dempster. De Etruria regali. Firenze:ex Typographia Albizziniana\, 1723-1724\nUn ritorno temporaneo che\, più che chiudere un cerchio\, riapre il dibattito sul rapporto tra territorio\, memoria e circolazione delle opere. \nAccompagna la mostra il catalogo Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi\, edito dalla Fondazione Luigi Rovati\, che raccoglie saggi e contributi di Paolo Bruschetti\, Luigi Donati\, Ruurd Binnert Halbertsma\, Paolo Giulierini\, Giulio Paolucci e Patrizia Rocchini. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ GLI ETRUSCHI E L’OLANDA. A/R dei bronzi Corazzi📍 Milano\, Fondazione Luigi Rovati📅 1° aprile – 4 ottobre 2026🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org \n#archeologia #archeologiaEtrusca #bronziCorazzi #collezionismo #Cortona #Etruschi #FondazioneRovati #iscrizioniEtrusche #Leida #Milano #mostreMilano #santuariEtruschi \n \n  \n \n 2 April 2026\, 11:16  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo (Rieti)
DESCRIPTION:Da venerdì 8 maggio il Museo diffuso Città di Rieti ospiterà\, all’interno della sezione archeologica del Museo Civico (Via Sant’Anna\, 4)\, la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo”\, prodotta da Archeoares\, CIADD News e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti\, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici. \nI reperti in mostra\, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini\, accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo\, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma. \n“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti\, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente – spiega la direttrice del Museo Civico di Rieti\, Francesca Lezzi – Qui\, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne\, realizzate con assoluta fedeltà storica\, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro\, millenni fa. In questo percorso\, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango\, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”. \nLa mostra sarà visitabile fino a mercoledì 6 gennaio 2027. \nPer maggiori informazioni\, è possibile scrivendo all’indirizzo rieti@archeoares.com oppure chiamare il numero 335431722.
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee (Civitavecchia - RM)
DESCRIPTION:“Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”\nvenerdì 29 maggio 2026 alle ore 17.30\, presso il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. \nLa mostra che proseguirà fino al 29 novembre 2026\, presenta una straordinaria urna etrusca in terracotta\, realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo a.C.\, con la raffigurazione della prothesis\, ossia l’esposizione del corpo dopo la morte\, tema di origine greca arrivato in Etruria. \nL’opera\, recuperata grazie a un’operazione della Guardia di Finanza e successivamente restaurata e studiata\, rappresenta uno dei reperti più significativi del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia.\nIl confronto con una selezione di urne contemporanee dell’artista Massimo Luccioli propone una riflessione sulla continuità dei simboli funerari e sul dialogo tra antico e presente. \nIl percorso espositivo sarà accompagnato da un video immersivo e da un catalogo divulgativo edito da Antiqua Res. L’esposizione inaugurerà il terzo piano del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, dove saranno presentati i reperti rinvenuti dai sequestri\, già appartenenti al Museo Civico\, oggi confluiti nella collezione statale. \nInterventi: \nElisabetta Scungio: Direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio; \nLara Anniboletti: Direttrice del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e dell’Area archeologica delle Terme Taurine; \nMaria Antonietta Rizzo: Comitato Scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Lazio; \nAlessandro Mandolesi: Curatore della mostra; \nMartina Corgnati: Storica dell’arte dell’Accademia di Brera; \nMassimo Luccioli: Artista contemporaneo. \nAlla mostra è associato un ciclo di conferenze tematiche con interventi di studiosi e specialisti\, dedicato ai contenuti storico-archeologici e al nuovo allestimento del museo\, che inizierà il 5 giugno. \nAl termine dell’incontro seguirà un brindisi inaugurale\, accompagnato da un momento conviviale.\nL’ingresso è libero e senza obbligo di prenotazione. \n  \nCalendario estivo delle conferenze \nVenerdì 5 giugno 2026\, ore 17.30 \nPresentazione del catalogo della mostra Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee\, Volume n. 4 dei Quaderni del Museo\, a cura di Lara Anniboletti e Alessandro Mandolesi \nVenerdì 19 giugno 2026\, ore 17.30 \nIfke van Kampen Il Maestro di Civitavecchia nel mondo. Da dove vengono le sfingi e dove vanno \nVenerdì 26 giugno 2026\, ore 17.30 \nCarlo Alberto Falzetti\, Sandro Scotti\, Maria Rosa Lucidi Le donazioni dell’Associazione Centumcellae 1913 al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia \n 
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Viste tematiche | Tornano le visite alle Terme suburbane (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono alle visite accompagnate alle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.\nLe visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).\n\n«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nCalendario 2026\n\nGiugno  sabato 20 e sabato 27 giugno\nOttobre  sabato 17\, 24 e 31 ottobre\nNovembre  sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre\nDicembre  sabato 5 e 12 dicembre\n\n\nTurni di visita\n\nGruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi\, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).\n\nMattina\n\nore 9.30 – 10.30  visita in italiano\nore 10.30 – 11.30  visita in inglese\nore 11.30 – 12.30  visita in italiano\n\n\nPomeriggio\n\nore 14.30 – 15.30  visita in italiano\nore 15.30 – 16.30  visita in inglese\nore 16.30 – 17.30  visita in italiano  (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)\n\n\nIl punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo\, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.\n\n\nBiglietti e prenotazioni\n\nBiglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)\n18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)\n\nPrenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano\nLe Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico\, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile\, coniugando tutela\, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.
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SUMMARY:Estate con l’archeologia in Trentino
DESCRIPTION:Tornano gli appuntamenti con l’estate dell’archeologia trentina\, occasioni per portare interessati\, curiosi e appassionati di ogni età alla scoperta della storia più antica del territorio e dei saperi dei nostri antenati. Dai siti della Trento romana al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura\, dal Museo Retico a Sanzeno all’area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus sono oltre 100 le proposte dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici. \n\nDa giugno a settembre mostre\, archeologia dimostrativa\, laboratori per bambini e adulti\, visite partecipate\, incontri a tema\, passeggiate con gli esperti\, teatro per famiglie\, musica ed eventi speciali animeranno musei e siti archeologici. \nIl programma completo delle iniziative è disponibile sul portale Trentino Cultura: Archeologia estate 2026
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LOCATION:Trentino – sedi vaie\, Trento\, Italy
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SUMMARY:Eventi | Estate al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION: Il Museo Egizio propone un palinsesto di appuntamenti estivi\, per la maggior parte gratuiti\, per offrire nuovi modi di scoprire la collezione e rispondere a un pubblico diversificato: dai ragazzi agli over 70; da chi è in cerca di un luogo tranquillo e fresco per studiare a chi vuole approfondire il Museo e la collezione; per chi vive a Torino e per chi è in vacanza.\n\nSi parte dai primi di luglio\, con tutti i giovedì dal 2 al 30 in fascia serale\, in cui sarà possibile godere gratuitamente di Galleria dei Re in una dimensione di assoluto silenzio. Grazie all’iniziativa “Silent Dialogues. Lettura\, scrittura e disegno nell’antico”\, basta portare con sé un libro oppure carta\, penne e matite per immergersi in un dialogo profondo e silenzioso con i reperti e l’antichità.\n\nSempre all’insegna della tranquillità e della concentrazione\, in orario ordinario infrasettimanale\, l’Egizio trasforma la sua sala conferenze in sala studio\, per permettere agli studenti di godere di uno spazio tranquillo e climatizzato per prepararsi alla sessione estiva. Fino al 31 luglio\, infatti\, sono disponibili gratuitamente 18 postazioni prenotabili online per mezza o per l’intera giornata. Gli studenti prenotati potranno inoltre visitare gratuitamente il Museo.\nIn questi mesi estivi\, nuove proposte speciali anche per le visite guidate.\n\nTutti i venerdì di agosto alle 16.00\, è possibile partecipare a una speciale visita guidata tematica\, “Sotto il disco solare. Come gli Egizi affrontavano il caldo“\, che porterà il pubblico alla scoperta della collezione da un punto di vista inedito: il focus\, infatti\, sarà sui reperti legati al caldo\, per scoprire come gli Egizi lo affrontavano nell’antichità.\n\nRitorna l’iniziativa dedicata agli over 70 “Martedì d’estate”. Ogni martedì dal 7 luglio al 25 agosto\, alle 17.00\, sarà possibile per gli over 70 partecipare a una visita guidata gratuita dedicata\, che esplorerà ogni volta temi diversi\, previa prenotazione telefonica.\n\nContinua anche “Speciale Estate con Francorosso”\, l’iniziativa che permette di visitare gratuitamente il Museo Egizio ogni sabato fino all’8 agosto\, dalle 18.30 alle 22.30. Un’occasione speciale per una serata estiva all’insegna della cultura dell’antico Egitto.\n\nUn palinsesto estivo che conferma il Museo Egizio come luogo aperto\, accogliente e accessibile\, sempre pronto a sperimentare nuove possibilità e opportunità di fruire degli spazi e della collezione. Un luogo che si apre a cittadini\, cittadine\, turisti e turiste con un ventaglio di attività sempre diversificato e sfaccettato per regalare ogni volta una nuova scoperta e una nuova lettura del suo patrimonio.\n\n\nINFORMAZIONI UTILI E PRENOTAZIONI:\n\nSilent Dialogues. Lettura\, scrittura e disegno nell’antico\nOgni giovedì\, dal 2 al 30 luglio\, dalle 18:30 alle 20:30 in Galleria dei Re.\nIngresso gratuito\nPrenotazioni: biglietteria online del Museo Silent Dialogues. Lettura\, scrittura e disegno nell’antico – Museo Egizio\n\nAula studio al Museo Egizio. Per affrontare al meglio la sessione estiva\nDall’1 al 31 luglio in Sala Conferenze.\nIngresso gratuito\nPrenotazioni: Eventbrite Aula studio al Museo Egizio Tickets\, Multiple dates | Eventbrite\n\n“Sotto il disco solare. Come gli Egizi affrontavano il caldo”\nOgni venerdì di agosto alle 16.00\nCosto visita guidata: 7 euro + costo del biglietto\nPrenotazioni: presto disponibile nella biglietteria online del Museo.\n\nMartedì d’estate – visite guidate gratuite per over 70\nOgni martedì di luglio e agosto alle ore 17.00\nIngresso e visita gratuiti\nPrenotazioni: chiamare l’Ufficio Prenotazioni al numero 011 4406903.\n\nSpeciale Estate con Francorosso\nOgni sabato dal 4 luglio all’8 agosto dalle 18.30 alle 22.30\nIngresso gratuito\nPrenotazioni: biglietteria online del Museo Speciale Estate con Francorosso – Museo Egizio\n 
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LOCATION:Museo Egizio\, Via Accademia delle Scienze 6\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Eventi | I Venerdì di Ercolano / Gli Ozi di Ercole (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano inaugura il programma estivo 2026 con un ricco calendario di appuntamenti che accompagneranno il pubblico da luglio a settembre attraverso esperienze culturali capaci di coniugare la straordinaria bellezza dell’antica città con i linguaggi dello spettacolo dal vivo e della divulgazione.\nProtagonisti della stagione saranno la nona edizione de “I Venerdì di Ercolano”\, tra gli appuntamenti più attesi della stagione culturale campana\, e la sesta edizione de “Gli Ozi di Ercole”\, il ciclo di lezioni-spettacolo sull’Antica Spiaggia.\n\n\nI Venerdì di Ercolano – Nona edizione\n\nL’edizione 2026 si apre con una serata inaugurale giovedì 2 luglio e prosegue nei venerdì 3\, 10\, 17\, 24 e 31 luglio e 7 agosto\, con un’ulteriore data il sabato 26 settembre 2026.\nIl progetto propone un percorso itinerante all’interno dell’area archeologica\, aperta in orario serale e valorizzata da una speciale illuminazione artistica. Gli interventi performativi – ospitati in diversi punti del sito – sono ripetuti ciclicamente nel corso della serata\, consentendo ai visitatori di costruire liberamente il proprio percorso tra spettacolo e archeologia.\n\nIl tema: Amore e Guerra\nIl filo conduttore dell’edizione 2026 esplora il legame profondo tra eros e polemos attraverso sette performance artistiche (tre di danza\, due di musica\, due di recitazione). Lucrezio nel De rerum natura descrive il rapporto amoroso richiamando la guerra; Kleist nella Pentesilea collega baci e morsi; Tucidide definisce eros la passione “amorosa” degli Ateniesi per la conquista della Sicilia. Amore e guerra\, passioni che sconvolgono e trasformano\, accompagnano l’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra.\n\n«Con “I Venerdì di Ercolano” il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo\, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività. Il tema di quest’anno\, “Amore e Guerra”\, invita a riflettere sulla complessità dell’esperienza umana attraverso il potere evocativo dell’arte\, in un contesto unico al mondo come quello di Ercolano.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nIl programma artistico\n\nPerformance di teatro\n\nAlfonso Postiglione / Casa del Contemporaneo\nPentesilea vs Achille_Che l’amore trafigga la morte\nDue dialoghi “impossibili” in forma di intervista giornalistica: inviati di guerra dei nostri giorni incontrano Pentesilea e Achille sul loro scontro all’ultimo anno della guerra di Troia. Testi originali di Dario Postiglione; regia di Alfonso Postiglione. Costumi di Giuseppe Avallone. Con Rossella De Martino/Francesca Cercola (Pentesilea)\, Giampiero De Concilio (Achille)\, Monica Buzoianu (L’inviata)\, Antonio Elia (L’inviato).\n\n\nPerformance di danza\n\nCompagnia di danza Cornelia\nPolis / Polemos. La guerra tra mito e storia\n\nTre interventi danzati site-specific ispirati all’immaginario classico del sito e al pensiero di Simone Weil che individua nella forza la capacità di ridurre l’essere umano a cosa: Tirocinium militiae (la formazione del corpo della polis; con Noemi Avino\, Marika Pierri\, Alessia Starace)\, Duellum (Ercole e Acheloo; con Alessandro Sodano ed Emanuele Esposito)\, Corpus in ruina (la trasformazione dell’umano; con Gioele Barrella).\n\nPerformance di musica\n\nAssociazione OTP – obeče teatro project\nIntermezzi nella Casa di Telefo / Voci sotto la cenere\nUna performance musicale e narrativa site-specific nella Casa del Rilievo di Telefo: tre anime senza tempo — Pizia\, cantante-oracolo; Telefo\, soldato disperso; Bronzo\, musicista disertore dai poteri dionisiaci — si risvegliano ogni volta che la Storia ripete i suoi cataclismi. Canti antichi e capolavori della tradizione napoletana eseguiti dal vivo intrecciano la ferita mortale inflitta da Achille a Telefo\, l’amore impossibile della guerra e il segreto della guarigione. Drammaturgia e regia di Maria Angela Robustelli; drammaturgia musicale e arrangiamenti di Salvatore Torregrossa. Con: Pizia – Maria Angela Robustelli; Telefo – Gennaro Di Biase; Bronzo – Salvatore Torregrossa.\nMassimo Cordovani e Mario Di Bonito\nConflitto e memoria tra la pietra e la storia\nPerformance live di voce\, chitarra\, sintetizzatori e percussioni: brani strumentali e canzoni originali in dialogo con l’archeologia circostante.\n\n\nOrari e modalità di accesso\n\nIl Parco sarà accessibile dalle ore 20:00 alle ore 24:00\, con ingressi da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. Bigliettazione online\, max 600 visitatori per fascia oraria:\n\nPrimo turno: ore 20:00 – 21:30  — uscita entro le 21:30\, deflusso completo entro le 22:00\nSecondo turno: ore 22:00 – 23:30  — uscita entro le 23:30\, deflusso completo entro le 24:00\n\n\n\nGli Ozi di Ercole – SESTA edizione\n\nIl programma estivo prosegue a settembre con la sesta edizione de “Gli Ozi di Ercole”\, in programma 10\, 11 e 12 settembre 2026. L’iniziativa propone lezioni-spettacolo\, reading teatrali e performance musicali nell’evocativa cornice dell’Antica Spiaggia\, uno dei luoghi più suggestivi del sito\, accessibile dalle ore 20:00 alle ore 23:00 circa.\nMax 400 persone per evento. Bigliettazione online e in biglietteria (fino all’orario d’inizio dell’evento e fino a esaurimento posti).\n\n\n\n«Con “Gli Ozi di Ercole” continuiamo a sperimentare modalità innovative di racconto del patrimonio\, favorendo l’incontro tra ricerca\, divulgazione e arti performative. Vogliamo che il Parco sia sempre più uno spazio di confronto e crescita culturale\, capace di parlare a pubblici differenti attraverso esperienze coinvolgenti e di alta qualità.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\nCon il programma estivo 2026\, il Parco Archeologico di Ercolano conferma la propria vocazione a sperimentare forme innovative di valorizzazione del patrimonio culturale\, capaci di avvicinare pubblici diversi e di restituire all’antica città una dimensione dinamica\, partecipata e profondamente contemporanea. Il programma dettagliato delle singole serate e le modalità di prenotazione saranno disponibili attraverso i canali ufficiali del Parco: ercolano.beniculturali.it
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SUMMARY:Mostra | Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna (Roma)
DESCRIPTION:Il Ministero della Cultura presenta “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”\, una grande mostra diffusa che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta\, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica\, economica\, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente\, esposte a Roma dal 2 luglio al 27 settembre.\nMezzo di scambio\, emblema del potere\, veicolo di propaganda\, oggetto artistico e supporto di memoria\, la moneta ha accompagnato per secoli la costruzione dell’identità di Roma e della sua immagine nel mondo. Le monete coniate in città costituiscono per questo un osservatorio privilegiato sulle sue trasformazioni politiche\, religiose\, artistiche e sociali. \nAttraverso immagini\, iscrizioni e simboli\, ciascun esemplare conserva la capacità di evocare un’intera epoca. \nLa mostra\, curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale\, il VIVE – Vittoriano e Palazzo\nVenezia\, il Parco archeologico del Colosseo\, il Museo Nazionale Romano\, utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma\, mettendole in dialogo con opere d’arte antica\, dipinti\, sculture\, codici miniati\, oreficerie\, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale.\nTre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano\, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo\, l’età moderna e contemporanea al VIVE. \nLe tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. \nIl percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano\, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali\, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore\, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte\, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali\, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione. \nLa mostra presenta oltre 160 opere\, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano\, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano\, dalla Soprintendenza Capitolina\, dai Musei Vaticani\, da numerosi musei civici\, da archivi\, fondazioni\, gallerie e collezionisti privati. \nTra le opere di maggior rilievo figurano\, al Museo Nazionale Romano\, il Piatto onorario di Ardabur Aspar (Firenze\, Museo Archeologico Nazionale)\, il Ritratto di Giulio Cesare (Musei Vaticani) e il Ritratto di Costantino (Roma\, Sovrintendenza Capitolina); al Parco archeologico del Colosseo\, gli affreschi da Santa Maria in Via Lata con I sette dormienti (Roma\, Crypta Balbi) e la Madonna di Pietro di Belizo e Belluomo (Parma\, Fondazione Magnani-Rocca); al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia\, il Messale della Rovere decorato da Jacopo Rivaldi\, capolavoro della miniatura quattrocentesca (Torino\, Archivio di Stato); il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gianlorenzo Bernini (Roma\, Gallerie Nazionali d’Arte Antica) e Untiled di Maurizio Cattelan\, che chiude il racconto sul presente europeo. \nLa mostra è a cura di Alfonsina Russo\, Edith Gabrielli\, Simone Quilici e Federica Rinaldi.\nLa sezione del Museo Nazionale Romano è affidata al coordinamento scientifico di Fabrizio Oppedisano (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Massimiliano Papini (‘Sapienza’ Università di Roma); quella del Parco archeologico del Colosseo di Sandro Carocci (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”)\, Serena Romano (Università di Losanna) e Dario Internullo (Università degli Studi di Roma Tre); quella del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia di Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, Edith Gabrielli e Matteo Sanfilippo (Università degli Studi della Tuscia). \nIl comitato scientifico comprende\, oltre ai coordinatori\, Barbara Agosti\, Marta Barbato\, Federico Barello\, Lorenzo Canova\, Raffaella Morselli\, Massimo Osanna\, Emanuele Pellegrini\, Roberto Pinto\, Pier Paolo Racioppi\, Alessia Rovelli\, Lucia Travaini e Claudio Zambianchi.
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SUMMARY:Eventi | Estate al MArRC 2026: musica\, cultura\, spettacoli e aperture straordinarie (Reggio Calabria)
DESCRIPTION:Estate al MArRC 2026: musica\, cultura\, spettacoli e aperture straordinarie per vivere il Museo sotto le stelle \nIl Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria presenta il calendario estivo 2026\, un ricco\nprogramma di eventi che accompagnerà cittadini e visitatori da luglio a settembre con concerti\,\nconferenze\, spettacoli\, osservazioni astronomiche\, laboratori e aperture straordinarie. La suggestiva\nterrazza panoramica e gli spazi espositivi del MArRC diventeranno il palcoscenico di un&#39;offerta culturale\nmultidisciplinare pensata per valorizzare il patrimonio archeologico e promuovere il dialogo tra arte\,\nmusica\, storia e territorio.\nL&#39;iniziativa conferma la vocazione del MArRC come luogo di incontro e partecipazione\, capace di\naccogliere pubblici diversi e di offrire nuove occasioni di fruizione del patrimonio culturale\, anche nelle\nore serali. Molti appuntamenti saranno infatti accompagnati da aperture straordinarie fino a tarda sera\,\nconsentendo ai visitatori di scoprire le collezioni del Museo e ammirare i Bronzi di Riace e gli altri tesori\nesposti in un&#39;atmosfera unica.\nDopo il coinvolgente avvio con “Musica sotto le Stelle”\, che si è tenuto il 3 luglio grazie alla rinnovata\ncollaborazione con il Conservatorio F. Cilea\, il programma prosegue con prestigiosi appuntamenti\nmusicali\, tra cui il concerto jazz del chitarrista Francesco Buzzurro il 15 luglio\, il concerto dello\nShamal Trio di Enzo Rao il 5 agosto e l&#39;esibizione di Luca Madonia Trio il 22 agosto\, curati dalla\nFondazione Horcynus Orca di Messina.\nAmpio spazio\, come ogni anno\, sarà dedicato all&#39;approfondimento culturale e scientifico. Tra gli incontri\nin programma figurano la conferenza dedicata al Museo d&#39;Arte Alfonso Frangipane (17 luglio) curata\ndall’Associazione culturale Anassilaos; Apollo e Artemide sulle sponde dello Stretto promosso\ndal Centro Internazionale Scrittori della Calabria (24 luglio); la conferenza sulla Coppa di Tresilico\norganizzata dal Touring Club Italiano sede di Reggio Calabria (31 luglio); l’approfondimento sui\nmonasteri greci di Stilo proposto dall&#39;Associazione Calabria-Spagna (14 agosto) e la serata\norganizzata dall&#39;Osservatorio Astronomico\, che il 21 agosto proporrà una serata di divulgazione e\nosservazione del cielo. \n  \nL&#39;estate del Museo sarà inoltre impreziosita da eventi speciali dedicati ai Bronzi di Riace\, con\nl&#39;appuntamento del 7 agosto dedicato al tema “Bronzi di Riace e il mito” e con le celebrazioni del\nCompleanno dei Bronzi il 16 agosto\, una data simbolica per il patrimonio culturale della Calabria.\nTra gli appuntamenti dell&#39;estate non mancheranno le giornate a ingresso gratuito promosse nell&#39;ambito\ndell&#39;iniziativa #DomenicalMuseo\, previste per il 2 agosto e il 6 settembre\, che offriranno al pubblico\nulteriori occasioni di accesso e partecipazione alla vita culturale del MArRC.\nParticolare attenzione sarà rivolta alle attività partecipative con i laboratori di arte contemporanea\,\nprevisti il 17 agosto\, il 31 agosto e il 7 settembre\, e con ulteriori iniziative che metteranno in dialogo\narcheologia e linguaggi contemporanei\, come lo spettacolo del 3 settembre realizzato in collaborazione\ncon la Fondazione Horcynus Orca.\nIl calendario si concluderà con gli eventi di settembre\, tra cui l&#39;iniziativa promossa da AIPARC\nnell&#39;ambito del Festival “Settembre di Demetra” il 4 settembre e la giornata dedicata alle celebrazioni\nmariane del 14 settembre.\n«Con questo programma estivo il MArRC rinnova il proprio impegno nel rendere il museo uno spazio\nsempre più aperto\, dinamico e partecipato\, dove il patrimonio archeologico dialoga con la musica\, la\nricerca\, le arti e le tradizioni del territorio»\, dichiara il direttore del Museo Fabrizio Sudano.\nIl calendario completo degli appuntamenti e le modalità di partecipazione saranno disponibili attraverso\ni canali ufficiali del MArRC: www.museoarcheologicoreggiocalabria.it
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SUMMARY:Archeologia | 30ª edizione di Palafittando (Ledro - TN)
DESCRIPTION:Al Museo delle Palafitte del Lago di Ledro quest’anno si spengono trenta candeline per Palafittando\, il programma estivo che dal 1996 racconta la preistoria e il patrimonio culturale della valle. Un anniversario speciale che coincide anche con i 30 anni del progetto ALPI\, legato all’attività della Stazione di inanellamento degli uccelli migratori di Bocca Casèt. Da luglio a settembre il programma 2026 proporrà oltre 150 appuntamenti tra archeologia\, natura\, arte\, musica\, laboratori e visite guidate. Ad aprire la stagione sarà sabato 4 luglio la 24ª edizione delle Palafittiadi – le Olimpiadi della Preistoria. Un centinaio di partecipanti si sfideranno in prove di abilità ispirate alla vita delle comunità palafitticole\, dal tiro con l’arco alla lavorazione dell’argilla. Ospite d’eccezione sarà Andrea Giovannini\, oro e bronzo olimpico a Milano-Cortina 2026 nel pattinaggio velocità\, che dialogherà con i giovani di RadioReteBusa nell’ambito del progetto OnStage\, finanziato dal Piano Giovani di Zona Piano B. Il programma estivo\, promosso da ReLED – Rete Museale Ledro\, proporrà un viaggio alla scoperta della Valle di Ledro e dei suoi dintorni\, coinvolgendo anche il Museo Garibaldino e della Grande Guerra e l’Ossario della Grande Guerra di Bezzecca\, il Museo Farmaceutico Foletto\, la Fucina di Prè\, Ledro Land Art\, il Biotopo del Lago d’Ampola\, il Centro Visitatori di Tremalzo\, la Stazione di Inanellamento di Bocca Casèt\, il Castello San Giovanni di Bondone e i Molì del Blèc. \n  \n«Il trentesimo anniversario di Palafittando rappresenta un traguardo importante – racconta Alessandro Fedrigotti\, responsabile del Museo delle Palafitte del Lago di Ledro – e il programma 2026 racchiude tutti gli elementi che hanno caratterizzato questa iniziativa in tre decenni di attività. Quest’anno abbiamo potenziato le visite guidate al museo e introdotto alcune novità\, come la presenza dell’olimpionico Andrea Giovannini alle Palafittiadi e attività dedicate ai bambini dai 3 ai 6 anni. Tornano inoltre i laboratori per famiglie\, con appuntamenti molto amati come la Merenda preistorica\, che ci permettono di raccontare a pubblici diversi il patrimonio palafitticolo\, il territorio e le ricerche scientifiche del MUSE su cereali e agricoltura. Non mancheranno gli eventi di intrattenimento culturale\, dall’Età del Rock con il concerto de Le Orme\, fino all’attenzione riservata anche alle collaborazioni con le associazioni del territorio\, dai Piani Giovani a Ledro Inselberg\, da Musica Riva Festival e all’Apt Garda Dolomiti». \n  \nEventi speciali a luglio: rievocazioni storiche e il gruppo musicale Le Orme \nDopo il tradizionale avvio con le Palafittiadi\, il calendario di luglio proseguirà con “Bezzecca Obbedisco”\, in programma il 18 e 19 luglio. L’iniziativa proporrà un percorso culturale dedicato alle vicende garibaldine e alla storia del territorio attraverso incontri\, rievocazioni e momenti di approfondimento che ricorderanno la battaglia del 21 luglio 1866\, quando il Corpo Volontari Italiani guidato da Giuseppe Garibaldi respinse un massiccio attacco austriaco nel corso della Terza guerra d’Indipendenza. \nFu proprio a Bezzecca che Garibaldi pronunciò il celebre “Obbedisco”\, destinato a entrare nella storia del Risorgimento italiano. Durante l’evento sarà inoltre presentata la preview della mostra “Generazione G. 1848-1866: storie di giovani\, patrie e confini all’epoca di Garibaldi”\, realizzata dal fumettista Marco Tabilio e ospitata successivamente al Castello San Giovanni di Bondone. \nIl fine settimana successivo sarà dedicato alla memoria della Prima guerra mondiale con “Fermi in trincea” svolta con la collaborazione dell’Associazione Rievocatori Valle di Ledro. Sabato 25 luglio andrà in scena “Frequenze forti”\, spettacolo musicale immersivo notturno curato da Miscele d’Aria Factory\, mentre domenica 26 luglio le trincee di Bezzecca torneranno a vivere grazie a una rievocazione storica che permetterà di riscoprire un luogo di frontiera protagonista di pagine cruciali della storia d’Italia. \nSempre domenica 26 luglio il villaggio palafitticolo ospiterà la 19ª edizione de “L’Età del Rock”\, appuntamento che quest’anno vedrà protagonista uno dei gruppi più rappresentativi del rock progressivo italiano\, Le Orme. \nIl mese si concluderà con altri due appuntamenti speciali: il concerto realizzato in collaborazione con il Musica Riva Festival\, in programma il 29 luglio\, e la proiezione del documentario “Silenzi in quota”\, prevista il giorno successivo in collaborazione con Ledro Inselberg. \n  \nEventi speciali agosto-settembre: una notte in Palafitta e l’anniversario  \nAgosto si aprirà con due appuntamenti dedicati alla scoperta approfondita del sito UNESCO. Domenica 2 e domenica 23 agosto torneranno infatti le Visite guidate XL\, occasioni speciali per conoscere la storia del villaggio palafitticolo e della comunità che abitarono le sponde del Lago di Ledro oltre quattromila anni fa. \nDomenica 9 agosto il museo proporrà “Piazza Preistoria: il museo degli oggetti parlanti”. Grazie a una valigia contenente alcuni reperti archeologici riprodotti in 3D e a uno scanner automatico per la catalogazione dei reperti\, la squadra di robotica giovanile “Se ghe la fen se no” racconterà la vita nella preistoria in modo innovativo e coinvolgente. La giornata si concluderà con una gara di robotica realizzata con i Lego. \nFerragosto sarà invece all’insegna dell’arte e della narrazione con “Sand Prehistory”. L’artista Nadia Ischia darà vita a una suggestiva performance di sand art\, creando immagini con la sabbia che nasceranno\, si trasformeranno e scompariranno davanti agli occhi del pubblico. \nAd accompagnare lo spettacolo saranno le letture di Laura Lotti\, che precederanno la premiazione del concorso “Vinci una notte in palafitta”. All’alba del giorno successivo\, domenica 16 agosto\, il Biotopo del Lago d’Ampola ospiterà il tradizionale appuntamento con “Alba all’Ampola”\, una visita guidata alla scoperta di uno degli ambienti naturali più preziosi della valle. \nMercoledì 19 agosto alle 18 il museo ospiterà Håkan Jonsson\, parlamentare sami e presidente del Parlamento Sami della Svezia fino al novembre 2025. L’incontro\, moderato dal giornalista di Le Scienze Marco Cattaneo\, offrirà uno sguardo sulla Groenlandia e sul popolo Sami. \nUn momento particolarmente significativo sarà quello di domenica 30 agosto\, giornata dedicata ai 30 anni di Palafittando e ai 30 anni del progetto ALPI\, legato all’attività della Stazione di inanellamento degli uccelli migratori di Bocca Casèt. L’anniversario sarà celebrato con un programma speciale dedicato al tema del volo e del rapporto tra uomo e natura. \nLa stagione si concluderà sabato 5 settembre con “Palazzi Aperti”\, un itinerario in navetta tra i luoghi della ReLED che accompagnerà il pubblico alla scoperta della ricchezza culturale\, storica e naturalistica della Valle di Ledro. \n  \nI laboratori preistorici \nAccanto agli eventi speciali\, Palafittando proporrà per tutta l’estate un ricco calendario di attività dedicate a bambine\, bambini e famiglie. \nOgni lunedì il laboratorio “Merenda preistorica”\, realizzato in collaborazione con Apt Garda Dolomiti\, permetterà di riscoprire uno dei reperti più straordinari conservati nel museo: un pane di oltre 4.000 anni fa. Le partecipanti e i partecipanti potranno macinare cereali\, impastare\, cuocere e assaggiare il pane delle palafitte su pietre arroventate\, proprio come avveniva nella preistoria. \nIl martedì mattina sarà invece dedicato ai più piccoli con “Mini Preistoria”\, una novità del programma 2026 che accompagnerà bambine e bambini dai 3 ai 6 anni alla scoperta del villaggio palafitticolo attraverso racconti\, attività sensoriali e laboratori manuali. \nOgni mercoledì il museo si trasformerà in una vera e propria “Boutique (molto) vintage”\, dove sarà possibile sperimentare le tecniche di tessitura\, conoscere la moda di quattromila anni fa e indossare gli abiti della preistoria grazie alla collaborazione con Anffas. \nCompletano il programma i laboratori “Arch Attack”\, in calendario il martedì e il giovedì pomeriggio\, dedicati alla realizzazione di oggetti in pietra\, rame\, argilla\, legno e altri materiali utilizzati dagli abitanti delle palafitte. Un’esperienza pratica per conoscere da vicino la vita quotidiana delle antiche comunità del Lago di Ledro. \n  \nVisite guidate \nIl lunedì\, il mercoledì e il venerdì sarà possibile visitare il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro\, immergendosi nell’età del Bronzo tra reperti archeologici e ricostruzioni del villaggio palafitticolo. Le visite si terranno il lunedì e il venerdì alle 10.30 e il mercoledì alle 16\, dal 6 luglio al 4 settembre. \nIl mercoledì mattina spazio invece ad “Acqua e fuoco al lavoro” alla Fucina di Prè\, un percorso etnografico tra calchere\, fucine e attività tradizionali che racconta il ruolo dell’acqua e del fuoco nell’economia della valle. All’interno della storica fucina dei Ciuaroi sarà possibile scoprire l’antica arte della produzione dei chiodi per scarponi\, grazie alla collaborazione con il Comitato Storico Ciuaroi e il Comitato Giacomo Cis. \nIl giovedì mattina le visite si sposteranno al Biotopo del Lago d’Ampola\, dove il centro visitatrici/visitatori accompagnerà il pubblico alla scoperta di uno degli ambienti umidi più preziosi del Trentino\, ricco di specie vegetali e animali di particolare interesse. \nIl venerdì pomeriggio\, infine\, il percorso proseguirà al Museo Garibaldino e della Grande Guerra di Bezzecca e sul Colle Santo Stefano\, per ripercorrere le vicende della Terza guerra d’Indipendenza e della Prima guerra mondiale.
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SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
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SUMMARY:Aperture straordinarie con visite guidate alla Domus Villa San Limato di Cellole (Cellole - CE)
DESCRIPTION:La Domus Villa San Limato di Cellole torna ad aprire le sue porte al pubblico con un calendario di aperture straordinarie e visite guidate nei mesi di luglio\, agosto e settembre 2026\, nell’ambito delle attività di valorizzazione previste dal Protocollo d’Intesa sottoscritto tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento e il Comune di Cellole. Le visite si svolgeranno dal 23 luglio al 13 settembre 2026\, con il seguente calendario: \ngiovedì: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; \n  \nL’iniziativa rappresenta un’importante occasione per far conoscere uno dei più significativi siti archeologici del territorio\, frutto della collaborazione istituzionale tra la Soprintendenza e l’Amministrazione comunale. Il Protocollo d’Intesa disciplina infatti le attività di tutela\, manutenzione e valorizzazione del complesso archeologico\, con la Soprintendenza che assicura la supervisione scientifica e la tutela del bene attraverso il funzionario archeologo responsabile del sito\, Domenico Oione\, in sinergia con il Comune di Cellole. \nIl Soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato: “L’apertura periodica della Domus Villa San Limato è il risultato concreto di una proficua collaborazione tra istituzioni che coniuga tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Rendere accessibile il sito significa restituire alla comunità e ai visitatori un luogo di straordinario interesse storico e archeologico\, promuovendo al tempo stesso una maggiore consapevolezza del suo valore e della necessità di preservarlo. Il Protocollo d’Intesa con il Comune di Cellole rappresenta un modello virtuoso di gestione condivisa del patrimonio\, nel pieno rispetto delle esigenze di conservazione”. \nLe visite guidate si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni previste dalla Soprintendenza per la tutela del sito e della normativa vigente in materia di sicurezza\, offrendo ai visitatori un percorso di conoscenza e valorizzazione di un’importante testimonianza della storia antica del territorio domitio.
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SUMMARY:Mostra | Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio (Trento)
DESCRIPTION:Venerdì 24 luglio\, dalle 18.00 alle 23:00\, il museo inaugura “Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio”\, un nuovo progetto espositivo che restituisce al pubblico la rinnovata sezione egizia del museo e ospita una mostra temporanea dedicata all’affascinante civiltà dell’antico Egitto. \nLa serata inaugurale offrirà l’occasione di scoprire in anteprima quattro sale di Castelvecchio\, trasformate in un percorso immersivo che conduce tra reperti\, racconti e suggestioni alla scoperta della religione\, dei rituali e della vita quotidiana dell’antico Egitto. Inoltre\, un video proiettato nei giardini accompagnerà i visitatori alla scoperta del dietro le quinte dell’allestimento\, raccontando le diverse fasi dell’ideazione e della realizzazione della mostra e le professionalità e le competenze che hanno contribuito a renderla possibile. \nIl nuovo allestimento è il risultato di un’approfondita campagna di studio e catalogazione della collezione egizia del museo\, realizzata tra il 2020 e il 2024. Accanto al percorso permanente\, la mostra temporanea – visitabile fino al 31 ottobre 2026 – riunisce preziosi reperti provenienti dalle collezioni Nizzoli del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dalle collezioni Picchianti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da altre importanti istituzioni museali italiane. \nDalla geografia delle terre del Nilo alla passione per l’Egitto che attraversa i secoli\, il percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei grandi temi della civiltà egizia: il mondo degli dèi e della regalità sacra\, l’arte della bellezza\, il cibo come nutrimento di uomini e divinità e le pratiche che preparavano il corpo al viaggio nell’aldilà. \nLa curatela della mostra e della sezione è affidata ad Annamaria Azzolini\, archeologa del museo. L’ideazione del concept è dell’arch. Marianna Saporito\, mentre il progetto esecutivo e la direzione artistica sono di Erich Invernizzi – Studio Designers; il coordinamento del progetto è dell’arch. Adriano Conci. La progettazione multimediale è curata da Raffaele Carlani – KatatexiLux. Il lavoro è frutto di un confronto con tutto il personale del museo che\, a vario titolo\, è coinvolto nella realizzazione e successiva gestione dell’allestimento\, nell’ottica della progettazione partecipata e condivisa\, fortemente voluta dal direttore arch. Cristina Collettini. \nL’accesso è libero alle sale della mostra\, ma contingentato.
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SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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LOCATION:Parco archeologico di Pompei\, via Plinio\, Pompei\, Italy
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SUMMARY:Tornano le Serate nella Grande Pompei: visite notturne e teatro tra i siti archeologici del Parco (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dal 28 agosto al 10 ottobre i siti archeologici della Grande Pompei torneranno ad aprirsi nelle ore serali per offrire al pubblico un’esperienza di visita “by night”. Tutti i venerdì e sabato sarà infatti possibile passeggiare tra i luoghi simbolo del Parco Archeologico di Pompei dalle 19:30 alle 23:30\, con ultimo ingresso alle 22:30\, mentre in alcune serate il programma sarà arricchito dalle performance teatrali della seconda edizione di Esopop\, dal titolo “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”\, il progetto dedicato al teatro e allo spettacolo dal vivo che quest’anno si ispira alla figura di Dioniso e ai misteri dei suoi culti. \nL’iniziativa coinvolgerà i siti della Grande Pompei\, offrendo ai visitatori un calendario di appuntamenti distribuiti tra Pompei\, Oplontis\, Boscoreale e Stabia\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico attraverso nuove forme di fruizione capaci di coniugare ricerca\, cultura e spettacolo. \nA Pompei sono due i percorsi disponibili. Nelle serate del 29 agosto\, 5\, 12\, 19\, 26 settembre e 10 ottobre\, il pubblico potrà optare per l’itinerario con ingresso da Piazza Anfiteatro che include l’accesso all’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione presso la Palestra Grande e ad alcune tra le domus di particolare pregio\, come i Praedia di Giulia Felice\, la Casa della Venere in Conchiglia e la Casa di Octavio Quartio. \nL’altro itinerario prevede invece la visita alla Villa dei Misteri e\, con spostamento in navetta\, anche alla Villa Regina di Boscoreale. Nelle stesse date (tranne il 10 ottobre) la Villa dei Misteri ospiterà gli spettacoli della rassegna Esopop (solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti – info su www.pompeiesopop.it). \nAnche l’Antiquarium di Boscoreale sarà protagonista della rassegna con aperture serali il 29 agosto\, il 5\, 12\, 19 settembre e il 10 ottobre. Inoltre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre\, il sito ospiterà lo spettacolo di Esopop “La cura del Dio. Frammenti di un contagio”. \nA Oplontis il calendario prenderà il via venerdì 28 agosto con una performance teatrale di Esopop “Semele. La verità è un fuoco”. Seguiranno\, nei venerdì 4\, 11 e 18 settembre\, visite a cura dell’Archeoclub. Venerdì 25 settembre il sito sarà aperto di sera al pubblico per la visita libera\, mentre sabato 26 settembre\, infine\, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio\, la Villa di Poppea ospiterà “Weekend di cultura a Oplontis”\, con rievocazioni storiche\, itinerari e attività didattiche organizzate dal Gruppo Archeologico Kyme. \nIl Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana sarà aperto venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18\, 25 settembre e\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre. Venerdì 4 settembre il Museo ospiterà anche una delle performance di Esopop\, “Dionysos. Lo straniero”. Il programma prevede inoltre due iniziative di approfondimento: il 18 settembre l’Associazione Antica Necropoli di Stabiae promuoverà visite guidate gratuite curate dai propri soci e da una guida abilitata\, mentre il 25 settembre l’Archeoclub di Castellammare di Stabia organizzerà una visita guidata gratuita in collaborazione con l’associazione Astrofili\, con un focus dedicato al cosiddetto Planisfero delle Stagioni. \nAnche Villa San Marco sarà interessata dalle aperture serali del 28 agosto\, 4\, 11\, 18 e 25 settembre\, oltre che sabato 26 settembre per le Giornate Europee del Patrimonio. Nelle serate dell’11 e del 18 settembre il sito farà da scenario a due appuntamenti della rassegna Esopop\, trasformando gli spazi dell’antica villa in un palcoscenico dedicato al racconto teatrale del mito dionisiaco. \nVilla Arianna completerà il percorso delle aperture straordinarie con visite serali venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18 al 25 settembre e sabato 26 settembre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere uno dei complessi residenziali più significativi dell’antica Stabiae in una suggestiva atmosfera notturna. \nCuore della proposta culturale sarà la seconda edizione di Esopop\, intitolata “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”. Il progetto è dedicato quest’anno alla figura di Dioniso e ai riti misterici legati al suo culto\, un tema scelto in relazione allo straordinario ritrovamento avvenuto nella Regio IX\, dove una raffinata dimora dedicata alla divinità\, la Casa del Tiaso\, ha restituito una delle più importanti megalografie finora emerse dagli scavi. La domus conserva infatti\, nella sala colonnata\, un originale corteo dionisiaco tuttora in fase di restauro\, destinato in futuro a essere aperto anche alla fruizione del pubblico. \nDopo il loro ideale incontro nella Villa dei Misteri\, i protagonisti del mito raggiungeranno gli altri luoghi del Parco Archeologico di Pompei – Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna\, Boscoreale e il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana – dando vita a un percorso culturale diffuso che intreccia archeologia\, teatro e valorizzazione del patrimonio\, offrendo al pubblico nuove occasioni di scoperta della Grande Pompei nelle suggestive ore della sera. \nOrari spettacoli. Spettacoli serali in due turni\, alle ore 20:00 e alle ore 21:30. Su prenotazione e con biglietto d’ingresso su www.vivaticket.it selezionando “Ecstatic Pompeii”. Spettacoli pomeridiani alle ore 15:30 e alle ore 17:00\, in orario di normale apertura al pubblico\, a ingresso libero. \nCosti. Il costo per l’accesso alle passeggiate serali in ciascun sito è di 7 €. Per Pompei il costo è di 7 € per ciascun itinerario (ingresso da Villa dei Misteri o da Piazza Anfiteatro). Gratuità e riduzione come da normativa. Per Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito per le passeggiate serali. \nIl costo delle performance teatrali “Ecstatic Pompeii“ è di 7 € in ciascun sito (Posti limitati. Si consiglia la prenotazione on-line su www.vivaticket.it selezionando la sezione “Ecstatic Pompeii“. Non è previsto costo di prevendita). \nArtebus Pompei-Boscoreale. In occasione delle passeggiate serali è previsto il servizio navetta gratuito “Artebus” che da piazza Esedra a Pompei accompagnerà i visitatori alla Villa dei Misteri e al sito di Boscoreale (Villa Regina e Antiquarium). Orari su www.pompeiisites.org\n\nPasseggiate serali: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/passeggiate-serali/4996\nRassegna Esopop – Ecstatic Pompeii: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/ecstatic-pompei/4988
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