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SUMMARY:Mostra | Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma (Arzachena - OT)
DESCRIPTION:La mostra temporanea “Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma”\, ospita più di 200 reperti provenienti dai siti archeologici del territorio coprendo un arco temporale che va dal neolitico all’epoca romana. \nL’allestimento della mostra si basa su un approccio multimediale e multidisciplinare e permette al visitatore di interagire con gli oggetti dell’esposizione grazie alla realtà virtuale. \nPer rendere più completa la rappresentazione si sono considerati diversi siti archeologici: circoli funerari di Li Muri e la Macciunitta\, riparo sotto roccia Monti Incappiddatu\, villaggio di Pilastru\, dolmen e tafoni di Li Casacci Vecchi\, altura fortificata di Punta Candela\, nuraghe e villaggio La Prisgiona\, Nuraghe Albucciu\, Tombe di giganti Li Lolghi e Moru. \nL’esposizione vuole essere immersiva\, presentando i contenuti come elementi di accesso e di conoscenza delle peculiarità dei  siti archeologici. \nIn particolare è presente un rimando continuo tra elementi archeologici reali e attraverso strumenti multimediali a riguardo di sei tematismi: \n\nLe prime tracce dell’uomo: il Neolitico\nAntiche dimore nel granito\nInsediamenti nuragici: nuraghi\, villaggi e alture fortificate\nIl complesso nuragico di Albucciu\nI nuragici e il culto dei morti\nIl Golfo di Arzachena: l’uomo e il mare in antichità\n\nUn approfondimento particolare riguarda il complesso nuragico La Prisgiona con gli oggetti provenienti dagli scavi effettuati nel sito a rappresentare specifiche situazioni della vita quotidiana. \nLa mostra permette al visitatore di scoprire i siti archeologici  ed apprezzare al meglio la loro successiva visita in loco. \nOrari di apertura \nDal martedì alla domenica \nDalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 \n  \nTariffe \nBiglietto intero € 4\,00; \nBiglietto ridotto per i residenti nel Comune di Arzachena: € 2\,00 \nBiglietto ridotto per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private non residenti nel Comune di Arzachena: € 1\,00 a studente; \n  \nIngresso gratuito \n• per i bambini sino a 12 anni di età; \n• per i possessori di tessera I.C.O.M. (International Council of Museums); \n• per i portatori di handicap e per un loro familiare o altro accompagnatore\, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; \n• per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private residenti nel Comune di Arzachena; \n• per le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale\, mediante esposizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; \n• per i giornalisti\, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta. \n  \nInfo: arzachenaturismo.com
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LOCATION:Museo Civico “Michele Ruzittu”\, Via Mozart\, Arzachena\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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LOCATION:Museo della Città di Bettona\, Piazza Cavour 3\, Bettona\, Italy
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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Gabii: le origini (Palestrina - RM)
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste ospita la mostra Gabii: le origini\, a cura di M. Almonte\, M. Fabbri e F. Zabotti.  \nL’esposizione racconta la nascita di Gabii\, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità\, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus).  \nArticolata in due sezioni\, Gabii: le origini riunisce in un unico luogo\, reperti provenienti da altri Istituti del Ministero della Cultura\, come il Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano\, il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il Museo delle Civiltà – MUCIV\, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.  \n  \nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836946\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836946 \n \n\n\n“Gabii: le origini”: a Palestrina una mostra ricostruisce la nascita della antica città laziale\n\n\n\nValeria Brizzi \n \n \nHa aperto i battenti il 31 gennaio al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile di Palestrina (Roma) la mostra Gabii: le origini. Aperta fino al 31 ottobre 2026\,  la rassegna è dedicata alla ricostruzione delle fasi più antiche di uno dei principali centri del Lazio antico. \nL’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire al pubblico un percorso di divulgazione scientificamente fondata e restituire un quadro aggiornato delle conoscenze su Gabii\, città che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo politico\, culturale e linguistico dell’Italia centrale. \nRicerca archeologica e prestiti dai grandi musei nazionali\nLa mostra è curata da Martina Almonte\, Marco Fabbri e Federica Zabotti e si avvale di prestiti concessi da alcuni tra i più importanti musei del Ministero della Cultura\, tra cui il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano e il Museo delle Civiltà. \nIl percorso espositivo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica\, indagine epigrafica e valorizzazione del patrimonio\, presentando una selezione di reperti di eccezionale valore storico e documentario. \nI nuovi scavi e i materiali inediti da Gabii\nUna parte consistente dei materiali esposti proviene dalle recenti campagne di scavo dell’Università di Roma Tor Vergata nell’area di Gabii\, che negli ultimi anni hanno restituito nuove testimonianze fondamentali per la comprensione delle origini dell’insediamento. \nPer approfondire – Nuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/21/gabii-nuove-scoperte-complesso-monumentale-vasca-sacra/ \nTra i nuclei più rilevanti figurano gli inediti vasi in ceramica White-on-Red\, reperti di straordinario interesse archeologico che contribuiscono a ridefinire il quadro cronologico e culturale delle prime fasi di vita della città. \nOlla proveniente dalla tomba 115 di Osteria dell’Osa. Foto: R. Darelli\nGabii nel Latium Vetus: scambi e formazione della lingua\nIl cuore della mostra è dedicato al racconto degli albori dell’antica Gabii\, sviluppato attraverso le prime testimonianze materiali e scritte. I reperti documentano come il centro gabino fosse fin dalle origini inserito in una rete di scambi culturali che coinvolgeva l’intero Latium Vetus. \nL’esposizione mette in evidenza non solo l’evoluzione dell’insediamento urbano\, ma anche i processi che portarono alla formazione della lingua latina\, offrendo una lettura integrata tra dati archeologici e testimonianze epigrafiche. \n\nLa scrittura come indicatore di identità culturale\nUno degli assi portanti del percorso è rappresentato dal tema della scrittura\, intesa non solo come strumento di comunicazione\, ma come indicatore di identità sociale e culturale. \nLa mostra riunisce\, per la prima volta in modo sistematico\, alcune tra le più significative testimonianze scritte del Latium Vetus\, provenienti da un ambito territoriale omogeneo\, offrendo una prospettiva unitaria sulla diffusione delle prime pratiche scrittorie nell’area laziale. \nIl ritorno della Fibula Prenestina\nDi particolare rilievo è il ritorno eccezionale a Palestrina della Fibula Prenestina\, uno dei reperti più celebri e dibattuti dell’archeologia italiana. Dopo decenni di discussioni sulla sua autenticità\, oggi definitivamente confermata da uno studio eseguito dal CNR\, la fibula viene presentata come una delle più antiche attestazioni scritte in lingua latina. \nLa spettacolare fibula Prenestina (Foto: F. Naccari)\nL’iscrizione MĀNIOS MĒD FHEFHAKĒD NVMASIŌI (“Manio mi ha fatto per Numasio”) rappresenta un documento fondamentale per la comprensione delle origini del latino. La sua esposizione temporanea a Palestrina assume un forte valore simbolico e scientifico\, rafforzando il legame tra il reperto e il territorio di riferimento. \nGabii e Praeneste: un progetto condiviso di valorizzazione\nLa mostra Gabii: le origini si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del nuovo Istituto Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, nato per promuovere un dialogo permanente tra i due siti\, storicamente connessi dalla via Praenestina. \nGabii e Palestrina condividono una storia millenaria e un patrimonio archeologico di straordinaria ricchezza\, espresso nei grandi complessi santuariali\, tra i più imponenti del Lazio antico. \nIncontri e approfondimenti scientifici\nAd accompagnare l’esposizione è previsto un programma di conferenze e incontri di approfondimento\, promosso dai Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. Il percorso culturale si concluderà nell’estate 2026 con una giornata di studi interamente dedicata a Gabii\, organizzata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ Gabii: le origini📍 Palestrina (Roma)\, Palazzo dell’ex Seminario Vescovile📅 31 gennaio – 31 ottobre 2026🌐 Info: gabiipraeneste.cultura.gov.it \nImmagine in apertura: Foto aerea del lago di Castiglione e dell’antica città di Gabii. Foto: F. Pizzardi \n \n#archeologia #FibulaPrenestina #Gabii #LatiumVetus #LazioAntico #linguaLatina #mostre #mostreArcheologiche #Palestrina \n \n  \n \n 6 February 2026\, 10:22  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n  \nLeggi gli articoli che Storie & Archeostorie ha dedicato a Gabii e alle scoperte avvenute sul sito: \nNuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra \n \n 
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LOCATION:Museo archeologico nazionale Prenestino\, Piazza della Cortina\, Palestrina\, Italy
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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LOCATION:Palazzo Ducale – Venezia\, San Marco 1\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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LOCATION:Museo Egizio\, Via Accademia delle Scienze 6\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 1° aprile apre al pubblico la mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: il progetto riunisce il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione Corazzi\, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden\, che eccezionalmente rientra in Italia. \nOspitata al Piano Ipogeo fino al 4 ottobre\, la mostra sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona\, con un approfondimento sui reperti etruschi della collezione Corazzi e sul ruolo del collezionismo privato nella formazione del patrimonio culturale\, tra dimensione locale ed europea. Accanto ai bronzi\, una selezione di volumi antichi ne ricostruisce la fortuna critica\, mettendo in evidenza il valore delle fonti bibliografiche come strumenti fondamentali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo. La relazione con l’esposizione permanente della Fondazione evidenzia come le raccolte private possano diventare strumenti di conoscenza condivisa\, dai nuclei originari dei musei pubblici fino alle attuali forme di integrazione tra istituzioni pubbliche e private. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=100071938\n https://storiearcheostorie.com/?author=100071938 \n \n\n\nGli Etruschi tornano “da Leida”: a Milano i bronzi Corazzi raccontano Cortona\nElena Percivaldi\nApre a Milano\, negli spazi ipogei della Fondazione Luigi Rovati\, la mostra Gli Etruschi e l’Olanda\, che riporta temporaneamente in Italia uno dei nuclei più significativi della celebre collezione Corazzi\, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden. È un ritorno carico di implicazioni storiche e archeologiche\, perché questi bronzi rappresentano una delle testimonianze più precoci dello studio sistematico delle antichità etrusche. \nSTATUETTA DI MAIALE. Produzione etrusca. Proveniente da Cortona. Fine V-IV sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden – Inv. CO 17\nFondazione Luigi Rovati\, Piano Ipogeo\, Fanciullo con oca. Foto Daniele Portanome\nBronzetti votivi e iscrizioni: il cuore della collezione\nIl nucleo dei bronzi Corazzi si distingue per la forte componente votiva. Molti esemplari provengono infatti da contesti santuariali dell’area cortonese e del lago Trasimeno\, dove offerte in bronzo venivano deposte come gesto rituale. \nSTATUETTA DEL DIO LARAN (COSIDDETTO “MARTEDI RAVENNA”) CON ISCRIZIONE VOTIVA IN ETRUSCO –THUCER HERMENAS TURUCE: THUCER HERMENAS(MI) DEDICÒ . Produzione etrusca proveniente da Ravenna (?) 540-520 a.C.Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, LeidenInv. CO 1\nTra i pezzi più significativi spiccano alcune piccole sculture che conservano ancora tracce epigrafiche: iscrizioni etrusche incise direttamente sul metallo\, che consentono di ricollegare l’oggetto a una precisa funzione cultuale. Il cosiddetto “putto con oca”\, ad esempio\, appartiene a questa categoria di offerte votive ed è accompagnato da iscrizione\, così come il grifone bronzeo da Campaccio\, databile alla metà del IV secolo a.C.\, legato a un culto dedicato a Tinia\, divinità suprema del pantheon etrusco. \nQuesti oggetti rivelano una produzione di alto livello\, caratterizzata da fusione a cera persa\, rifiniture puntuali e attenzione anatomica\, elementi che indicano botteghe specializzate attive tra VI e IV secolo a.C. \nSTATUETTA DI OFFERENTE CON COLOMBA (?). Produzione etrusca da Montecchio (Castiglion Fiorentino) Fine IV-prima metà III sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 30\nUn “santuario disperso”: la raccolta Corazzi tra scavo e mercato antiquario\nLa collezione nacque nel Settecento come raccolta privata\, ma molti dei bronzi derivano da rinvenimenti locali\, talvolta interpretati come parte di veri e propri depositi votivi\, come quello di Montecchio. \nGià gli antiquari dell’epoca riconoscevano il valore eccezionale di questi materiali: un inventario ottocentesco descrive bronzi con iscrizioni\, figure divine\, animali simbolici e oggetti rituali\, tra cui candelabri e strumenti legati al sacrificio. \nSTATUETTA DI FANCIULLO CON OCA E ISCRIZIONEVOTIVA IN ETRUSCO – VELIAS · FANACNAL · UFLAS/ ALPAN · MENAE · CLEN · CEA · TUINES · TLENAEIS:VELIA FANACNEI DEDICÒ (QUESTO OGGETTO)A THUFLTHA PER IL BENESSERE DEL SUO BAMBINOProduzione etrusca. Proveniente da Montecchio (Castiglion Fiorentino). Metà II sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 4\nQuesta varietà suggerisce un contesto cultuale articolato\, in cui offerte diverse convivevano all’interno di uno stesso spazio sacro. \nDal museo privato all’Europa: la fortuna dei bronzi etruschi\nLa storia della collezione riflette la nascita dell’archeologia moderna. Nel XVIII secolo\, opere come il Museum Etruscum diffusero in tutta Europa immagini e descrizioni di questi reperti\, contribuendo alla formazione dell’“etruscomania” e alla circolazione di modelli iconografici. \n\nVenduta nel 1826 ai Paesi Bassi\, la raccolta divenne la prima grande collezione etrusca oltre le Alpi\, segnando un passaggio decisivo verso la musealizzazione pubblica del patrimonio. \nUn ritorno che è anche rilettura critica\nLa mostra milanese mette in dialogo i bronzi con i libri che ne hanno tramandato immagini e interpretazioni. Il risultato è un percorso che restituisce la doppia vita dell’oggetto archeologico: materiale e culturale\, tra scavo\, collezionismo e studio. \nFILIPPO BUONARROTI. Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additaexplicationes et conjecturae (1723-24) Fondazione Luigi Rovati\, MilanoPubblicato in aggiunta a Thomas Dempster. De Etruria regali. Firenze:ex Typographia Albizziniana\, 1723-1724\nUn ritorno temporaneo che\, più che chiudere un cerchio\, riapre il dibattito sul rapporto tra territorio\, memoria e circolazione delle opere. \nAccompagna la mostra il catalogo Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi\, edito dalla Fondazione Luigi Rovati\, che raccoglie saggi e contributi di Paolo Bruschetti\, Luigi Donati\, Ruurd Binnert Halbertsma\, Paolo Giulierini\, Giulio Paolucci e Patrizia Rocchini. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ GLI ETRUSCHI E L’OLANDA. A/R dei bronzi Corazzi📍 Milano\, Fondazione Luigi Rovati📅 1° aprile – 4 ottobre 2026🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org \n#archeologia #archeologiaEtrusca #bronziCorazzi #collezionismo #Cortona #Etruschi #FondazioneRovati #iscrizioniEtrusche #Leida #Milano #mostreMilano #santuariEtruschi \n \n  \n \n 2 April 2026\, 11:16  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo (Rieti)
DESCRIPTION:Da venerdì 8 maggio il Museo diffuso Città di Rieti ospiterà\, all’interno della sezione archeologica del Museo Civico (Via Sant’Anna\, 4)\, la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo”\, prodotta da Archeoares\, CIADD News e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti\, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici. \nI reperti in mostra\, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini\, accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo\, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma. \n“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti\, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente – spiega la direttrice del Museo Civico di Rieti\, Francesca Lezzi – Qui\, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne\, realizzate con assoluta fedeltà storica\, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro\, millenni fa. In questo percorso\, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango\, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”. \nLa mostra sarà visitabile fino a mercoledì 6 gennaio 2027. \nPer maggiori informazioni\, è possibile scrivendo all’indirizzo rieti@archeoares.com oppure chiamare il numero 335431722.
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee (Civitavecchia - RM)
DESCRIPTION:“Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”\nvenerdì 29 maggio 2026 alle ore 17.30\, presso il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. \nLa mostra che proseguirà fino al 29 novembre 2026\, presenta una straordinaria urna etrusca in terracotta\, realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo a.C.\, con la raffigurazione della prothesis\, ossia l’esposizione del corpo dopo la morte\, tema di origine greca arrivato in Etruria. \nL’opera\, recuperata grazie a un’operazione della Guardia di Finanza e successivamente restaurata e studiata\, rappresenta uno dei reperti più significativi del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia.\nIl confronto con una selezione di urne contemporanee dell’artista Massimo Luccioli propone una riflessione sulla continuità dei simboli funerari e sul dialogo tra antico e presente. \nIl percorso espositivo sarà accompagnato da un video immersivo e da un catalogo divulgativo edito da Antiqua Res. L’esposizione inaugurerà il terzo piano del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, dove saranno presentati i reperti rinvenuti dai sequestri\, già appartenenti al Museo Civico\, oggi confluiti nella collezione statale. \nInterventi: \nElisabetta Scungio: Direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio; \nLara Anniboletti: Direttrice del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e dell’Area archeologica delle Terme Taurine; \nMaria Antonietta Rizzo: Comitato Scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Lazio; \nAlessandro Mandolesi: Curatore della mostra; \nMartina Corgnati: Storica dell’arte dell’Accademia di Brera; \nMassimo Luccioli: Artista contemporaneo. \nAlla mostra è associato un ciclo di conferenze tematiche con interventi di studiosi e specialisti\, dedicato ai contenuti storico-archeologici e al nuovo allestimento del museo\, che inizierà il 5 giugno. \nAl termine dell’incontro seguirà un brindisi inaugurale\, accompagnato da un momento conviviale.\nL’ingresso è libero e senza obbligo di prenotazione. \n  \nCalendario estivo delle conferenze \nVenerdì 5 giugno 2026\, ore 17.30 \nPresentazione del catalogo della mostra Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee\, Volume n. 4 dei Quaderni del Museo\, a cura di Lara Anniboletti e Alessandro Mandolesi \nVenerdì 19 giugno 2026\, ore 17.30 \nIfke van Kampen Il Maestro di Civitavecchia nel mondo. Da dove vengono le sfingi e dove vanno \nVenerdì 26 giugno 2026\, ore 17.30 \nCarlo Alberto Falzetti\, Sandro Scotti\, Maria Rosa Lucidi Le donazioni dell’Associazione Centumcellae 1913 al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia \n 
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LOCATION:Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, Largo Cavour\, 1\, Civitavecchia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Viste tematiche | Tornano le visite alle Terme suburbane (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono alle visite accompagnate alle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.\nLe visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).\n\n«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nCalendario 2026\n\nGiugno  sabato 20 e sabato 27 giugno\nOttobre  sabato 17\, 24 e 31 ottobre\nNovembre  sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre\nDicembre  sabato 5 e 12 dicembre\n\n\nTurni di visita\n\nGruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi\, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).\n\nMattina\n\nore 9.30 – 10.30  visita in italiano\nore 10.30 – 11.30  visita in inglese\nore 11.30 – 12.30  visita in italiano\n\n\nPomeriggio\n\nore 14.30 – 15.30  visita in italiano\nore 15.30 – 16.30  visita in inglese\nore 16.30 – 17.30  visita in italiano  (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)\n\n\nIl punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo\, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.\n\n\nBiglietti e prenotazioni\n\nBiglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)\n18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)\n\nPrenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano\nLe Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico\, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile\, coniugando tutela\, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.
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SUMMARY:Estate con l’archeologia in Trentino
DESCRIPTION:Tornano gli appuntamenti con l’estate dell’archeologia trentina\, occasioni per portare interessati\, curiosi e appassionati di ogni età alla scoperta della storia più antica del territorio e dei saperi dei nostri antenati. Dai siti della Trento romana al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura\, dal Museo Retico a Sanzeno all’area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus sono oltre 100 le proposte dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici. \n\nDa giugno a settembre mostre\, archeologia dimostrativa\, laboratori per bambini e adulti\, visite partecipate\, incontri a tema\, passeggiate con gli esperti\, teatro per famiglie\, musica ed eventi speciali animeranno musei e siti archeologici. \nIl programma completo delle iniziative è disponibile sul portale Trentino Cultura: Archeologia estate 2026
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LOCATION:Trentino – sedi vaie\, Trento\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna (Roma)
DESCRIPTION:Il Ministero della Cultura presenta “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”\, una grande mostra diffusa che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta\, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica\, economica\, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente\, esposte a Roma dal 2 luglio al 27 settembre.\nMezzo di scambio\, emblema del potere\, veicolo di propaganda\, oggetto artistico e supporto di memoria\, la moneta ha accompagnato per secoli la costruzione dell’identità di Roma e della sua immagine nel mondo. Le monete coniate in città costituiscono per questo un osservatorio privilegiato sulle sue trasformazioni politiche\, religiose\, artistiche e sociali. \nAttraverso immagini\, iscrizioni e simboli\, ciascun esemplare conserva la capacità di evocare un’intera epoca. \nLa mostra\, curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale\, il VIVE – Vittoriano e Palazzo\nVenezia\, il Parco archeologico del Colosseo\, il Museo Nazionale Romano\, utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma\, mettendole in dialogo con opere d’arte antica\, dipinti\, sculture\, codici miniati\, oreficerie\, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale.\nTre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano\, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo\, l’età moderna e contemporanea al VIVE. \nLe tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. \nIl percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano\, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali\, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore\, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte\, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali\, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione. \nLa mostra presenta oltre 160 opere\, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano\, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano\, dalla Soprintendenza Capitolina\, dai Musei Vaticani\, da numerosi musei civici\, da archivi\, fondazioni\, gallerie e collezionisti privati. \nTra le opere di maggior rilievo figurano\, al Museo Nazionale Romano\, il Piatto onorario di Ardabur Aspar (Firenze\, Museo Archeologico Nazionale)\, il Ritratto di Giulio Cesare (Musei Vaticani) e il Ritratto di Costantino (Roma\, Sovrintendenza Capitolina); al Parco archeologico del Colosseo\, gli affreschi da Santa Maria in Via Lata con I sette dormienti (Roma\, Crypta Balbi) e la Madonna di Pietro di Belizo e Belluomo (Parma\, Fondazione Magnani-Rocca); al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia\, il Messale della Rovere decorato da Jacopo Rivaldi\, capolavoro della miniatura quattrocentesca (Torino\, Archivio di Stato); il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gianlorenzo Bernini (Roma\, Gallerie Nazionali d’Arte Antica) e Untiled di Maurizio Cattelan\, che chiude il racconto sul presente europeo. \nLa mostra è a cura di Alfonsina Russo\, Edith Gabrielli\, Simone Quilici e Federica Rinaldi.\nLa sezione del Museo Nazionale Romano è affidata al coordinamento scientifico di Fabrizio Oppedisano (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Massimiliano Papini (‘Sapienza’ Università di Roma); quella del Parco archeologico del Colosseo di Sandro Carocci (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”)\, Serena Romano (Università di Losanna) e Dario Internullo (Università degli Studi di Roma Tre); quella del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia di Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, Edith Gabrielli e Matteo Sanfilippo (Università degli Studi della Tuscia). \nIl comitato scientifico comprende\, oltre ai coordinatori\, Barbara Agosti\, Marta Barbato\, Federico Barello\, Lorenzo Canova\, Raffaella Morselli\, Massimo Osanna\, Emanuele Pellegrini\, Roberto Pinto\, Pier Paolo Racioppi\, Alessia Rovelli\, Lucia Travaini e Claudio Zambianchi.
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SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
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SUMMARY:Mostra | Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio (Trento)
DESCRIPTION:Venerdì 24 luglio\, dalle 18.00 alle 23:00\, il museo inaugura “Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio”\, un nuovo progetto espositivo che restituisce al pubblico la rinnovata sezione egizia del museo e ospita una mostra temporanea dedicata all’affascinante civiltà dell’antico Egitto. \nLa serata inaugurale offrirà l’occasione di scoprire in anteprima quattro sale di Castelvecchio\, trasformate in un percorso immersivo che conduce tra reperti\, racconti e suggestioni alla scoperta della religione\, dei rituali e della vita quotidiana dell’antico Egitto. Inoltre\, un video proiettato nei giardini accompagnerà i visitatori alla scoperta del dietro le quinte dell’allestimento\, raccontando le diverse fasi dell’ideazione e della realizzazione della mostra e le professionalità e le competenze che hanno contribuito a renderla possibile. \nIl nuovo allestimento è il risultato di un’approfondita campagna di studio e catalogazione della collezione egizia del museo\, realizzata tra il 2020 e il 2024. Accanto al percorso permanente\, la mostra temporanea – visitabile fino al 31 ottobre 2026 – riunisce preziosi reperti provenienti dalle collezioni Nizzoli del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dalle collezioni Picchianti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da altre importanti istituzioni museali italiane. \nDalla geografia delle terre del Nilo alla passione per l’Egitto che attraversa i secoli\, il percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei grandi temi della civiltà egizia: il mondo degli dèi e della regalità sacra\, l’arte della bellezza\, il cibo come nutrimento di uomini e divinità e le pratiche che preparavano il corpo al viaggio nell’aldilà. \nLa curatela della mostra e della sezione è affidata ad Annamaria Azzolini\, archeologa del museo. L’ideazione del concept è dell’arch. Marianna Saporito\, mentre il progetto esecutivo e la direzione artistica sono di Erich Invernizzi – Studio Designers; il coordinamento del progetto è dell’arch. Adriano Conci. La progettazione multimediale è curata da Raffaele Carlani – KatatexiLux. Il lavoro è frutto di un confronto con tutto il personale del museo che\, a vario titolo\, è coinvolto nella realizzazione e successiva gestione dell’allestimento\, nell’ottica della progettazione partecipata e condivisa\, fortemente voluta dal direttore arch. Cristina Collettini. \nL’accesso è libero alle sale della mostra\, ma contingentato.
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SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Tornano le Serate nella Grande Pompei: visite notturne e teatro tra i siti archeologici del Parco (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dal 28 agosto al 10 ottobre i siti archeologici della Grande Pompei torneranno ad aprirsi nelle ore serali per offrire al pubblico un’esperienza di visita “by night”. Tutti i venerdì e sabato sarà infatti possibile passeggiare tra i luoghi simbolo del Parco Archeologico di Pompei dalle 19:30 alle 23:30\, con ultimo ingresso alle 22:30\, mentre in alcune serate il programma sarà arricchito dalle performance teatrali della seconda edizione di Esopop\, dal titolo “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”\, il progetto dedicato al teatro e allo spettacolo dal vivo che quest’anno si ispira alla figura di Dioniso e ai misteri dei suoi culti. \nL’iniziativa coinvolgerà i siti della Grande Pompei\, offrendo ai visitatori un calendario di appuntamenti distribuiti tra Pompei\, Oplontis\, Boscoreale e Stabia\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico attraverso nuove forme di fruizione capaci di coniugare ricerca\, cultura e spettacolo. \nA Pompei sono due i percorsi disponibili. Nelle serate del 29 agosto\, 5\, 12\, 19\, 26 settembre e 10 ottobre\, il pubblico potrà optare per l’itinerario con ingresso da Piazza Anfiteatro che include l’accesso all’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione presso la Palestra Grande e ad alcune tra le domus di particolare pregio\, come i Praedia di Giulia Felice\, la Casa della Venere in Conchiglia e la Casa di Octavio Quartio. \nL’altro itinerario prevede invece la visita alla Villa dei Misteri e\, con spostamento in navetta\, anche alla Villa Regina di Boscoreale. Nelle stesse date (tranne il 10 ottobre) la Villa dei Misteri ospiterà gli spettacoli della rassegna Esopop (solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti – info su www.pompeiesopop.it). \nAnche l’Antiquarium di Boscoreale sarà protagonista della rassegna con aperture serali il 29 agosto\, il 5\, 12\, 19 settembre e il 10 ottobre. Inoltre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre\, il sito ospiterà lo spettacolo di Esopop “La cura del Dio. Frammenti di un contagio”. \nA Oplontis il calendario prenderà il via venerdì 28 agosto con una performance teatrale di Esopop “Semele. La verità è un fuoco”. Seguiranno\, nei venerdì 4\, 11 e 18 settembre\, visite a cura dell’Archeoclub. Venerdì 25 settembre il sito sarà aperto di sera al pubblico per la visita libera\, mentre sabato 26 settembre\, infine\, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio\, la Villa di Poppea ospiterà “Weekend di cultura a Oplontis”\, con rievocazioni storiche\, itinerari e attività didattiche organizzate dal Gruppo Archeologico Kyme. \nIl Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana sarà aperto venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18\, 25 settembre e\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre. Venerdì 4 settembre il Museo ospiterà anche una delle performance di Esopop\, “Dionysos. Lo straniero”. Il programma prevede inoltre due iniziative di approfondimento: il 18 settembre l’Associazione Antica Necropoli di Stabiae promuoverà visite guidate gratuite curate dai propri soci e da una guida abilitata\, mentre il 25 settembre l’Archeoclub di Castellammare di Stabia organizzerà una visita guidata gratuita in collaborazione con l’associazione Astrofili\, con un focus dedicato al cosiddetto Planisfero delle Stagioni. \nAnche Villa San Marco sarà interessata dalle aperture serali del 28 agosto\, 4\, 11\, 18 e 25 settembre\, oltre che sabato 26 settembre per le Giornate Europee del Patrimonio. Nelle serate dell’11 e del 18 settembre il sito farà da scenario a due appuntamenti della rassegna Esopop\, trasformando gli spazi dell’antica villa in un palcoscenico dedicato al racconto teatrale del mito dionisiaco. \nVilla Arianna completerà il percorso delle aperture straordinarie con visite serali venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18 al 25 settembre e sabato 26 settembre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere uno dei complessi residenziali più significativi dell’antica Stabiae in una suggestiva atmosfera notturna. \nCuore della proposta culturale sarà la seconda edizione di Esopop\, intitolata “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”. Il progetto è dedicato quest’anno alla figura di Dioniso e ai riti misterici legati al suo culto\, un tema scelto in relazione allo straordinario ritrovamento avvenuto nella Regio IX\, dove una raffinata dimora dedicata alla divinità\, la Casa del Tiaso\, ha restituito una delle più importanti megalografie finora emerse dagli scavi. La domus conserva infatti\, nella sala colonnata\, un originale corteo dionisiaco tuttora in fase di restauro\, destinato in futuro a essere aperto anche alla fruizione del pubblico. \nDopo il loro ideale incontro nella Villa dei Misteri\, i protagonisti del mito raggiungeranno gli altri luoghi del Parco Archeologico di Pompei – Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna\, Boscoreale e il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana – dando vita a un percorso culturale diffuso che intreccia archeologia\, teatro e valorizzazione del patrimonio\, offrendo al pubblico nuove occasioni di scoperta della Grande Pompei nelle suggestive ore della sera. \nOrari spettacoli. Spettacoli serali in due turni\, alle ore 20:00 e alle ore 21:30. Su prenotazione e con biglietto d’ingresso su www.vivaticket.it selezionando “Ecstatic Pompeii”. Spettacoli pomeridiani alle ore 15:30 e alle ore 17:00\, in orario di normale apertura al pubblico\, a ingresso libero. \nCosti. Il costo per l’accesso alle passeggiate serali in ciascun sito è di 7 €. Per Pompei il costo è di 7 € per ciascun itinerario (ingresso da Villa dei Misteri o da Piazza Anfiteatro). Gratuità e riduzione come da normativa. Per Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito per le passeggiate serali. \nIl costo delle performance teatrali “Ecstatic Pompeii“ è di 7 € in ciascun sito (Posti limitati. Si consiglia la prenotazione on-line su www.vivaticket.it selezionando la sezione “Ecstatic Pompeii“. Non è previsto costo di prevendita). \nArtebus Pompei-Boscoreale. In occasione delle passeggiate serali è previsto il servizio navetta gratuito “Artebus” che da piazza Esedra a Pompei accompagnerà i visitatori alla Villa dei Misteri e al sito di Boscoreale (Villa Regina e Antiquarium). Orari su www.pompeiisites.org\n\nPasseggiate serali: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/passeggiate-serali/4996\nRassegna Esopop – Ecstatic Pompeii: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/ecstatic-pompei/4988
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SUMMARY:Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico (Ravenna)
DESCRIPTION:A 1500 anni dalla morte di Teodorico\, detto il Grande\, Ravenna rende omaggio a una delle figure più emblematiche della storia tardoantica con le Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico. Promosso dal Comune di Ravenna\, in stretta sinergia con i Musei Nazionali di Ravenna\, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini\, la Regione Emilia-Romagna\, la Provincia\, il Comune di Galeata e l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia\, Fondazione RavennAntica\, il programma valorizza l’eredità politica\, culturale e architettonica del sovrano goto. Un anniversario che si intreccia con altri due traguardi storici per la città: i 30 anni dall’iscrizione del sito dei Monumenti Paleocristiani di Ravenna nella lista del patrimonio mondiale Unesco e i trent’anni della rassegna estiva Mosaico di Notte. \nTeodorico (454-526 d.C.)\, re degli Ostrogoti\, è stato uno dei sovrani più carismatici e visionari del passaggio dall’Antichità al Medioevo. Vissuto da giovane a Costantinopoli\, assorbì la cultura e le istituzioni bizantine prima di guidare il suo popolo in Italia dove\, nel 493\, conquistò Ravenna facendone la capitale del suo regno. \nPer oltre un trentennio governò garantendo una rara stagione di pace\, prosperità e tolleranza: lasciò ai Romani l’amministrazione civile e ai Goti la difesa militare\, tutelò la libertà religiosa tra cattolici e ariani e arricchì Ravenna con capolavori d’arte e architettura come il suo imponente Mausoleo e la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Nonostante gli ultimi anni di regno furono segnati da tensioni politiche e dai sospetti verso i suoi collaboratori romanici (che portarono all’esecuzione del filosofo Boezio)\, la sua figura resta il simbolo più alto di dialogo e sintesi tra la civiltà romana e le nuove culture germaniche. Teodorico si spense a Ravenna il 30 agosto 526. \nIl programma propone proprio per il 30 agosto numerosi eventi\, ma offre prima e dopo tanti altri appuntamenti articolati su diverse direttrici tematiche. \n \nSpettacoli\, musica e performing arts \nLa figura di Teodorico rivive attraverso i linguaggi della contemporaneità e delle arti performative: il progetto Visioni di Eterno dell’artista Andrea Bernabini (29 agosto e 1-6 settembre) trasforma la pietra d’Istria del Mausoleo di Teodorico in una superficie viva di luci e suoni; nell’ambito di Notti Trasfigurate\, il 30 agosto al Mausoleo si terrà la prima esecuzione in tempi moderni del Teodorico\, dramma per musica composto nel 1720 da Giovanni Porta\, ricostruito in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e l’Ensemble Aurea; lo spettacolo La Corazza di Teodorico (22 settembre\, Teatro Alighieri) con Carlo Lucarelli e il baritono Raffaello Bellavista ripercorrerà in chiave investigativa il celebre furto del reperto aureo avvenuto nel 1924; la performance di danza contemporanea Giuiuzza di Veronica Parlagreco al Palazzo di Teodorico\, inserita nel Festival Variazioni per Ammutinamenti\, metterà in dialogo la memoria corporea con l’architettura storica. \nConvegni\, ricerca e divulgazione scientifica \nIl ruolo di Ravenna come snodo politico del Mediterraneo e laboratorio di convivenza tra cultura latina e germanica è al centro di un fitto calendario di incontri scientifici. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano la Lectio Magistralis della storica bizantinista Judith Herrin (1° settembre\, Teatro Alighieri)\, il seminario su Comunità\, lingue d’uso e multiculturalismo (23-24 ottobre) curato dall’Università di Bologna e il ciclo di conferenze Tempus non vincit omnia\, che vedrà la partecipazione di docenti e storici come Andrea Augenti\, Maria Cristina Carile ed Enrico Cirelli. \nMostre e linguaggi visivi\nL’iconografia teodoriciana viene esplorata attraverso molteplici registri espositivi. \nMostra dei bozzetti 16 possibili usi di un mausoleo di Giuseppe Palumbo (dal 29 agosto\, Pallavicini 22 Art Gallery)\, opera vincitrice del concorso MiC “Fumetti nei Musei”. \nMostra La Rotonda del Re (10 ottobre 2026 – 18 gennaio 2027\, Biblioteca Classense) attraverso edizioni di pregio e incisioni storiche\, fino al grande evento espositivo L’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna\, previsto nel 2027 al Museo Nazionale. \nPersonale di Mariella Busi De Logu In un’aria diversa\, Teodorico\, prima esposizione ospitata presso il nuovo Spazio Teodorico al Mausoleo. \n  \nItinerari\, visite guidate ed esperienze inclusive\nI monumenti simbolo della Ravenna ostrogota – dal Mausoleo al Palazzo di Teodorico\, fino al Battistero degli Ariani – sono protagonisti di percorsi di fruizione dedicati: visite guidate con interpretariato LIS e dispositivi tattili/cognitivi (6 settembre\, Palazzo di Teodorico) e la rassegna Teodorico e le culture del sacro (27 settembre\, Battistero degli Ariani)\, incontro esperienziale tra visite e musica; il trekking urbano A spasso con Teodorico (4 ottobre) curato da Trail Romagna; nuovo podcast Ravenna Gotica\, curato da Michael Micci e Alessandro Zironi. \n  \nIl programma completo \nEventi \nVisioni di eterno \nDal 29 agosto al 6 settembre 2026\, ogni sera\, al mausoleo di Teodorico (con regolare biglietto d’ingresso\, tranne il 30 agosto e domenica 6 settembre ad ingresso gratuito). Le proiezioni saranno tutti i giorni dalle 21 alle 23\, mentre domenica 30 agosto dalle 23 alle 24 dopo il concerto di “Notti trasfigurate”. \nIl progetto è ideato dall’artista Andrea Bernabini che trasforma il Mausoleo di Teodorico in una esperienza immersiva di luce\, suono e narrazione. \nAttraverso videoproiezioni architetturali e un raffinato impianto sonoro\, la pietra d’Istria del Mausoleo si anima e si trasfigura: elmo\, corona\, armatura scintillante\, croci gemmate\, mosaici e figure guerriere emergono e si dissolvono in un racconto visivo che intreccia potenza\, spiritualità e memoria. La sequenza ritmica delle profonde nicchie e delle forme monumentali viene esaltata da grafiche coinvolgenti che alternano pieni e vuoti\, luce e ombra\, evocando la grandezza e la complessità del sovrano. \nTeodorico e Cassiodoro il 1500° della fine dell’impero di un re \nDomenica 30 agosto 2026 \nIn occasione delle celebrazioni per il 1500° anniversario della morte di Re Teodorico\, l’ingegnere e architetto Barbara Bartoli e la società benefit Coloring srl (impresa creativa culturale e startup innovativa) promuovono un pomeriggio diviso in tre momenti: dalle 16 alle 18 una suggestiva passeggiata storica intitolata “Con i protagonisti del tempo”\, che partirà dal Palazzo di Teodorico per toccare la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero degli Ariani\, per poi concludersi al Mausoleo di Teodorico; alle 18\, all’interno del Mausoleo\, andrà in scena la rappresentazione rievocativa della “Morte di Teodorico”; alle 19 la presentazione ufficiale del Concorso Medaglia “Ravenna 1500° Teodorico e Cassiodoro”\, ad iscrizione gratuita e aperta a tutti. Verrà illustrato il regolamento ufficiale\, che fisserà la scadenza per la consegna delle opere creative al 3 dicembre 2026 (entro le 12) presso la sede di Coloring srl. Per informazioni scrivere a info@coloringsrl.com. La manifestazione si avvale della collaborazione dei Musei Nazionali di Ravenna e dei patrocini del Comune di Ravenna\, del Comune e della Pro Loco di Squillace. \nNotti trasfigurate – Nel segno di Teodorico il Grande \nDomenica 30 agosto 2026 \nMausoleo di Teodorico \nNell’ambito della terza edizione del progetto curato dall’Associazione musicale “Angelo Mariani”\, in collaborazione con le principali istituzioni culturali ravennati e l’Università di Bologna\, andrà in scena la prima rappresentazione in tempi moderni dell’opera lirica Teodorico. \nSi tratta dell’unica composizione musicale intitolata al sovrano ostrogoto: un dramma in tre atti composto nel 1720 da Giovanni Porta su libretto di Antonio Salvi. Riemersa solo parzialmente dal passato\, l’opera è stata riportata alla luce grazie a un importante lavoro di ricostruzione e ricerca scientifica coordinato dal direttore Nicola Valentini insieme a musicologi di fama internazionale e docenti universitari. Per l’occasione\, la composizione verrà proposta in un allestimento moderno che alternerà l’esecuzione musicale su strumenti d’epoca\, affidata all’Ensemble Aurea diretto da Filippo Pantieri\, con le voci del soprano Vittoria Magnarello e del mezzosoprano Daniela Pini\, a letture recitate da Camilla Berardi e approfondimenti della musicologa Giovanna Casali. \nUn progetto dell’Associazione musicale “Angelo Mariani” realizzato in collaborazione con RavennAntica\, la direzione dei Musei Nazionali di Ravenna\, il Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna e col sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna. \nLa serata chiude il percorso di Notti Trasfigurate 2026: raccontate in musica oltre a Teodorico altre tre figure fondamentali dell’eta tardo antica di Ravenna: Odoacre\, Boezio e Amalasunta. \nL’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna \nMartedì 1° settembre 2026 \nTeatro Alighieri – Sala Corelli\, alle 18. \nLectio Magistralis a cura della storica bizantinista Judith Herrin\, che offrirà una riflessione sul ruolo di Ravenna nel sistema euro-mediterraneo della Tarda antichità\, in un evento pensato anche per un pubblico non specialistico e diffuso in streaming internazionale. \nLa Corazza di Teodorico – Un mistero Ravennate \nMisteri e musiche tra le nebbie del tempo con Carlo Lucarelli e Raffaello Bellavista. \nMartedì 22 settembre alle 21 al Teatro Alighieri – Sala Corelli. \nLo spettacolo trae ispirazione dal furto rocambolesco della preziosissima “Corazza d’oro di re Teoderico”\, un insieme in oro e pietre pregiate ritenuto il più importante esempio di arte orafa romano-barbarica mai ritrovato\, trafugato dal Museo nazionale di Ravenna nella notte tra il 19 e il 20 novembre 1924. Sarà un reading-spettacolo che utilizza il linguaggio del noir e della narrazione investigativa come chiave di lettura della storia e della cronaca italiana con Carlo Lucarelli\, scrittore\, sceneggiatore\, giornalista\, conduttore televisivo. Un maestro del noir e del giallo storico che ha scandagliato con alcune delle sue opere proprio il periodo in questione. Non mancheranno le dirompenti incursioni musicali del pianista-baritono e direttore artistico Raffaello Bellavista\, il quale canterà ed eseguirà al pianoforte a coda alcune composizioni\, spaziando dal pop raffinato al crossover con nuance jazz\, evocando\, attraverso il suono\, quelle atmosfere lontane e intriganti. \nA cura dell’Associazione Accademia del Melo Silvestre. \nVariazioni per Ammutinamenti \nFestival di danza urbana e d’autore \nGiuiuzza \nDomenica 6 settembre 2026\, Palazzo di Teodorico\, ore 17 e 18\,15 \nIngresso gratuito – durata 15 minuti. \nLa performance di danza di Veronica Parlagreco è inserita all’interno del programma della 28esima edizione del Festival Ammutinamenti. \nGiuiuzza esplora il corpo come luogo di memoria e stratificazione culturale\, in cui gesti\, posture e modalità relazionali ereditate continuano ad abitare il presente. La Ravenna di Teodorico rappresenta un momento storico di incontro tra culture differenti: elementi goti e romani convivono in una fase di trasformazione che genera nuove forme di continuità e adattamento. \nLa performance mette in relazione due forme di memoria: quella architettonica della pietra e quella corporea del gesto. Attraverso la danza\, Giuiuzza propone una riflessione sul patrimonio come realtà viva\, fatta di permanenze\, trasformazioni e connessioni tra passato e contemporaneità. \ninfo e prenotazione: info@festivalammutinamenti.org \nA cura di Cantieri Danza \n  \nTeodorico e le culture del sacro: l’armonia delle differenze al Battistero degli Ariani \nDomenica 27 settembre\, a partire dalle 15\,30\, al Battistero degli Ariani. \nIl Battistero degli Ariani rappresenta una testimonianza viva dell’attitudine millenaria di Ravenna all’accoglienza delle diversità culturali. Il progetto è concepito in due momenti distinti: una visita guidata\, con focus sulle differenze teologiche rappresentate nel mosaico e sulla loro coesistenza pacifica durante il periodo teodoriciano e un momento musicale dedicato al periodo storico e alla condivisione delle diverse culture. L’intento è quello di far vivere un’esperienza intima ed immersiva pensata per un piccolo numero di partecipanti\, riuniti in circolo\, intorno ad una fonte sonora\, come il fonte battesimale\, in un incontro inclusivo\, dove cultura e musica diventano esperienza e dove gli sguardi possono incontrarsi. L’evento può essere ripetibile nell’arco della stessa giornata\, con prenotazione su vivaticket. \nA cura di Collegium Musicum Classense \n  \nMostre \n  \nIn un’aria diversa\, Teodorico \nFino al 6 settembre 2026 \nSpazio Teodorico\, Mausoleo di Teodorico\, via delle Industrie n. 14. \nUna personale di Mariella Busi De Logu come prima mostra ospitata al nuovo Spazio Teodorico presso il Mausoleo. Il progetto espositivo è dedicato all’immaginario dell’artista ravennate\, che da oltre quarant’anni intreccia la propria ricerca visiva con le forme essenziali di questo monumento. \nNel suo accostarsi al Mausoleo\, prendono vita visioni oniriche\, plasmate con maestria tra china\, acquerello e scrittura\, opere che trasformano la pietra millenaria in un palcoscenico per riflettere sul tempo\, la natura e la bellezza\, offrendo una prospettiva attuale su espressioni e memorie custodite da secoli. \n  \n16 possibili usi di un mausoleo Ariani \nDal 29 agosto al 10 Settembre 2026 \nLa storia a fumetti di Giuseppe Palumbo ambientato nel Mausoleo di Teodorico. \nDurante la settimana teodoriciana\, sabato 29 agosto alle 18\,30\, nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery a Ravenna\, è programmata la presentazione del fumetto d’autore “16 possibili usi del Mausoleo”\, vincitore del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”\, la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico. L’autore racconterà il suo percorso creativo e saranno esposti i bozzetti e gli studi preparatori. Un’occasione unica per conoscere da vicino l’esperienza di un fumettista di fama internazionale che presenterà i suoi testi e firmacopia del fumetto. \nGalleria Pallavicini – viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nIl Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re? \nDal 12 al 19 settembre\, alla Galleria Pallavicini\, viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nEsposizione delle 12 opere ammesse alla fase finale del Concorso d’Arte. \nSabato 12 settembre alle 18 ci sarà l’inaugurazione con proclamazione e cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nLa rotonda del re. Il Mausoleo di Teodorico nelle collezioni classensi \nDal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027\, alla Biblioteca Classense\, via Baccarini\, 3 \nA 1500 anni dalla morte del Re dei Goti\, la mostra ripercorrerà la storia del Mausoleo di Teodorico attraverso le edizioni di pregio\, le incisioni e i documenti conservati nelle raccolte della Biblioteca e dell’Archivio storico comunale. Per le scuole verrà organizzato il percorso narrativo “Teodorico fuori dalla pagina. Alla scoperta del Mausoleo e dei suoi segreti”\, riservato alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alle prime della scuola secondaria di primo grado. Attraverso letture e giochi mirati\, le scolaresche andranno alla scoperta di libri e documenti storici che illustrano le vicende del Mausoleo nei secoli. A conclusione del percorso\, verrà proposta un’attività pratica e creativa focalizzata sui temi chiave emersi durante l’esperienza. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInfo e prenotazioni segreteriaclas@comune.ra.it. \n  \nL’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna \nPrimavera 2027\, Museo Nazionale. \nIl Comune di Ravenna e i Musei nazionali di Ravenna promuovono un prestigioso evento espositivo dedicato a Teodorico il Grande. \nLa sua figura\, al crocevia tra mondo romano e culture germaniche\, segnò profondamente il destino della penisola e fece della città uno dei centri politici più importanti del Mediterraneo occidentale. \nLa mostra approfondirà non solo la complessa e singolare personalità del sovrano\, ma anche l’ambizioso progetto politico e culturale su cui si fondava il suo dominio: la convivenza tra popolazioni di origine gota e quelle locali di matrice latina. \n  \nAltri eventi \n  \nA spasso con Teodorico: Ravenna e lo splendore di un regno \nDomenica 4 ottobre 2026 \nPalazzo di Teodorico\, alle 9.30. \nTrekking urbano con Giovanni Gardini\, Nicola Montalbini\, Musei Nazionali di Ravenna. \nUn viaggio immaginario nello splendore e nei fasti della città ai tempi del sovrano goto\, con partenza dal Palazzo di Teodorico\, proseguendo verso il Battistero degli Ariani fino a giungere al Mausoleo di Teodorico. \nPranzo teodericiano finale alla Rocca Brancaleone. \nA cura di Trail Romagna. \n  \nCappelletto Teo: un piatto da Re \nOmaggio Caplèt & Friends \n8-11 ottobre piazza Kennedy (anteprima 9 settembre Museo Classis) \nUn tour pomeridiano in trenino toccherà i luoghi teodoriciani: in piazza Kennedy RavennAntica racconterà della convivialità alla corte del Re goto. Lo chef Mattia Borroni proporrà una degustazione del cappelletto dedicato a Teodorico. \n  \nConvegni\, conferenze e incontri \n  \nTempus non vincit omnia: la memoria di Teoderico\, i racconti di un regno \nProsegue fino a dicembre 2026 il ciclo di conferenze dedicato alla memoria di re Teoderico in collaborazione con l’Università di Bologna dal titolo “L’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna”. I prossimi appuntamenti saranno: \nLinguaggi visivi e immaginario nell’età di Teoderico \nConferenza di Maria Cristina Carile \n7 ottobre alle 17. \nMausoleo di Teodorico Sala Polivalente\, via delle Industrie n. 14. \nIl palazzo di Teoderico a Terracina e la crescita economica dell’Italia all’inizio del VI secolo \nConferenza di Enrico Cirelli \n4 novembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \nTeoderico il Grande: dalla storia alla leggenda \nConferenza di Alessandro Zironi \n2 dicembre alle 17. \nCasa Matha\, sala conferenze piazza Andrea Costa n. 3. \nTeoderico tra Roma\, Ravenna e Cervia: una storia da ricomporre \nConferenza di Andrea Augenti \n16 dicembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \n  \nL’anima santa che ‘l mondo fallace/ fa manifesto’ (Pd. X\,125-126) \nTeodorico\, Dante e Boezio \n5 settembre alle 20\,30. \nSala Ragazzini\, Largo Firenze \nPresentazione storica di Teodorico (professor Piergiorgio Bentini)\, del canto X del Paradiso e di Boezio (professoressa Manuela Mambelli)\, lettura del Canto X del Paradiso \nA cura di Centro Dantesco \n  \nComunità\, lingue d’uso e multiculturalismo a Ravenna nell’età teodoriciana e oltre \nVenerdì 23 dalle 15 alle 19 e sabato 24 ottobre 2026\, dalle 9 alle 13\, convegno di specialisti aperto al pubblico\, al Dipartimento Beni Culturali – sala conferenze via degli Ariani n. 1. \nIl seminario\, a cura di Salvatore Cosentino e Alessandro Zironi\, metterà al centro un tema di straordinaria attualità: la convivenza tra comunità differenti per cultura\, religione e tradizione giuridica. Il regno di Teodorico sarà analizzato come laboratorio storico di pluralismo\, offrendo spunti di riflessione contemporanea. \nCon la collaborazione dell’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna\, del Mic – Ministero della Cultura – Musei nazionali di Ravenna\, della Fondazione RavennAntica\, dell’Istituzione Biblioteca Classense\, dell’Istituzione Museo d’arte della città di Ravenna e dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. \n  \nIn relazione alla mostra “La rotonda del re” alla Biblioteca Classense (dal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027) è programmato un ciclo di conferenze alla Sala Muratori\, alle 17 \n29 ottobre \nMassimiliano David \nUn anno di lavoro per Teodorico. Il progetto Melissa della Sapienza Università di Roma a Ravenna \n12 novembre \nAda Foschini \nCronaca di un restauro: il labrum di Teodorico \n3 dicembre \nGabriele Gardini \nIl mausoleo di Teodorico: l’iconografia \n10 dicembre \nRomina Pirraglia \nIl partito dei Goti e quello dei Romani nella «città delle favole» \n  \nVisite guidate \n  \nCostruire per l’eternità \nIl Mausoleo di Teodorico tra potere e memoria \nDomenica 30 agosto alle 10\, Mausoleo di Teodorico \nVisita guidata. Info e prenotazioni: prenotazioni@ravennantica.org. A pagamento. \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nVisita guidata inclusiva \n6 settembre 2026 \nAlle 17\,30\, Palazzo di Teodorico \nVisita con interpretariato LIS e dispositivi tattili e cognitivi. \nInfo e prenotazioni: https://www.visitravenna.it/it \nA cura di Ravenna incoming e ENS \n  \nAl Mausoleo di Teodorico \n29 e 31 agosto e dall’1 al 6 settembre 2026\, alle 19\,.30. \nInfo e prenotazioni per la visita guidata gratuita: https://www.visitravenna.it/it \nBiglietto a carico dei partecipanti\, secondo le tariffe vigenti\, da acquistare autonomamente \nA cura di Ravenna Incoming \n  \nRavenna nel segno di Teodorico \nVisite guidate e laboratori per famiglie e gruppi \nDa agosto 2026 a settembre 2027 \nInfo e prenotazioni: https://ravennantica.it/ \nA pagamento \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nPodcast \nRavenna Gotica. Storie\, luoghi e persone al tempo di Teoderico \nIl podcast che racconta la città durante il regno ostrogoto: dai grandi momenti della storia ai piccoli aneddoti di vita quotidiana. Un viaggio alla scoperta di un volto inedito di Ravenna\, a 1500 dalla morte di re Teoderico \nA cura di Michael Micci e Alessandro Zironi.
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SUMMARY:Parchi archeologici della Maremma: tutte le aperture e gli eventi speciali
DESCRIPTION:I Parchi archeologici della Maremma hanno previsto\, anche per il mese di settembre\, una serie di occasioni e di iniziative speciali per salutare la bella stagione nel migliore dei modi e andare incontro all’autunno con l’animo ravvivato dall’incanto suscitato dalla visita ai siti.\n\nSi comincia venerdì 4 settembre\, con la ripresa dei Venerdì dell’Archeologia\, che\, al Parco archeologico di Roselle\, prevedono\, a partire dalle ore 19.00\, la visita straordinaria agli scavi nuovamente in corso nell’area della cattedrale medievale e nell’area cimiteriale connessa\, caratterizzata dai resti monumentali del complesso delle terme adrianeee. L’équipe di ricerca dell’Università di Buffalo \, a cui è affidata per il 2026 la concessione del progetto di scavo\, spiegherà sul campo ai visitatori le ultime scoperte scientifiche. L’evento si ripeterà\, con stessi orari e modalità\, anche venerdì 18 settembre ed eccezionalmente sabato 26 settembre\, in occasione delle GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days).\n\nDomenica 6 settembre torna invece\, in tutti i Parchi\, l’appuntamento\, con la Domenica al Museo\, la nota iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei vari Istituti e nei luoghi della cultura statali.\nBen due aperture straordinarie sono in calendario il giorno successivo\, lunedì 7 settembre\, al Parco archeologico di Cosa e al Parco archeologico di Vetulonia\, pronti entrambi ad accogliere il pubblico\, in via eccezionale\, dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Il Parco archeologico di Vetulonia inoltre\, venerdì 11 settembre\, effettuerà un’ulteriore apertura straordinaria\, questa volta serale\, della Tomba della Pietrera\, che sarà visitabile sino alle ore 21.00.\n\nAppuntamento conclusivo inoltre\, sabato 12 settembre con ArcheOrchestra\, la fortunata rassegna musicale andata in scena per tutta l’estate e nata dalla collaborazione dei Parchi archeologici della Maremma con l’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto e il sostegno del Ministero della Cultura. L’ultimo concerto in calendario di questa prima edizione\, in programma al Parco archeologico di Roselle e preceduto da una visita accompagnata all’area archeologica alle ore 20.00\, porterà sul palco\, alle ore 21.15\, “Vivace” Orchestra giovanile “Città di Grosseto” (Massimo Merone\, direttore; Musiche di Beethoven. Posti unici a sedere non numerati. Biglietti a 10 euro\, incluso l’ingresso al Parco archeologico e la visita accompagnata\, acquistabili sulla piattaforma Musei Italiani o in loco).\n\nDomenica 13 settembre\, dopo aver avuto già luogo nelle settimane scorse nei Parchi archeologici di Cosa e Roselle\, toccherà al Parco archeologico di Vetulonia\, alle ore 17.00\, nell’area di Scavi Città\, ospitare l’affascinante progetto dell’Archeobuiometria partecipativa\, una speciale presentazione divulgativa sul progetto della BuioMetria Partecipativa (BMP)\, proposta dalla rete pibinko.org\, per conoscere meglio come chiunque possa contribuire\, anche con azioni molto semplici\, alla tutela del cielo notturno.\n\nSabato 19 settembre una serie di eventi vedrà protagonista invece il Parco archeologico di Cosa\, dov’è prevista un’apertura straordinaria serale\, dalle ore 18.00 alle 22.00\, che inizierà con una visita accompagnata all’area archeologica a cura del personale del Ministero della cultura\, per poi proseguire con una conferenza di esperti che approfondiranno alcune tematiche legate al territorio dell’antica colonia romana di Cosa.\n\nSarà poi lo spettacolo teatrale Voci nell’Anfiteatro\, a cura dell’Associazione culturale Polis 2001\, ad animare la sera di domenica 20 settembre al Parco archeologico di Roselle\, in programma dalle ore 17.00 alle ore 20.00.\nNuova apertura straordinaria inoltre\, lunedì 21 settembre\, per il Parco archeologico di Vetulonia\, che accoglierà il pubblico in tutti i propri siti\, aperti per l’occasione dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nNel week-end di sabato 26 e domenica 27 settembre ritorna anche ai Parchi archeologici della Maremma il consueto appuntamento con le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days)\, la nota manifestazione culturale internazionale\, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. Nelle due giornate\, che avranno come tema per questa edizione 2026 “Proteggere il patrimonio. Rinnovare\, resistere\, reinventare”\, sono previste\, in tutti i Parchi\, visite guidate\, aperture straordinarie\, conferenze e tante altre iniziative tutte da scoprire.\n\nA chiudere infine il calendario di questo mese\, così ricco di progetti\, sarà il Parco archeologico di Cosa\, con una nuova apertura straordinaria in programma lunedì 28 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nPer info e prenotazioni:\nParco archeologico di Cosa\ntel. 0564 881421 – 335 1471086\nemail: pa-maremma.parcocosa@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Roselle\ntel. 0564 402403 – 331 6194577\nemail: pa-maremma.parcoroselle@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Vetulonia\ntel. 331 6216340\nemail pa-maremma.parcovetulonia@cultura.gov.it\n\nParchi archeologici della Maremma\ntel. 0564 484938\nemail pa-maremma.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | La Stele delle Rose. Storia di antichi Collegia romani (Ariano nel Polesine - RO)
DESCRIPTION:Sabato 5 settembre 2026\, presso il Centro Turistico Culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine\, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose\, rinvenuta nell’ambito delle ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona\, Rovigo e Vicenza e dalle Università di Padova e Venezia e sostenute dalla Fondazione Cariparo. \nIl documento epigrafico racconta le vicende e l’organizzazione degli antichi collegia (associazioni corporative o religiose) di epoca romana. La stele è stata restaurata a cura del Rotary Club Porto Viro – Delta del Po.
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SUMMARY:Mostra | EGITTO. Sulle tracce degli dèi (Bra - CN)
DESCRIPTION:Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura\, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis\, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e curata da Alessandro Girardi\, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.\n\nLa mostra\, unica sul territorio\, pone al centro reperti e amuleti inediti\, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio\, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO\nI visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside\, Thot\, Shu\, Horus\, Taueret e Bes\, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto\, l’amuleto\, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio\, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.\n“Nel nostro immaginario collettivo\, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti\, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta\, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte\, bensì profondamente legati alla vita\, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio\, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e\, non a caso\, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia\, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza\, ma una sua dimensione intrinseca”.\nUna sezione sarà dedicata alla figura del sovrano\, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina\, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano\, che era anche garante dell’ordine cosmico\, la Maat. Per questo motivo\, i sovrani erano destinatari di culti specifici\, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus\, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.\nL’allestimento di una stele\, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906\, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio\, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.\n\nDIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI\nPer le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati\, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.\nDurante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città\, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema\, visite guidate tematiche\, approfondimenti scientifici\, laboratori ed eventi per famiglie.\n\nOrari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18\, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre\, 26 dicembre e 6 gennaio.\n\nTariffe d’ingresso: Intero: 6\,00 euro; ridotto: 4\,00 euro (Over 65\, studenti universitari\, ragazzi 6-12 anni\, possessori Abbonamento Musei\, residenti a Bra\, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4\,00 euro). Pacchetto Scuole: 6\,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione\, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.\n\nContatti e Prenotazioni/Informazioni: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra\, Tel. 0172.430.185 | Email: promozione@comune.bra.cn.it\n\nImmagine: © Museo Egizio\, fotografie di Nicola dell’Aquila
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LOCATION:Palazzo Mathis\, piazza Caduti per la Libertà 20\, Bra\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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LOCATION:Museo Civico Archeologico – Bologna\, Via dell'Archiginnasio 2\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostra | I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio (
DESCRIPTION:Apre al Castello di Santa Severa\, negli spazi della Manica Lunga\, la mostra “I Colori che Ritornano” che vede riunite in un’unica esposizione le lastre dipinte da Cerveteri oggetto di recenti recuperi da parte dei Carabinieri TPC e della Guardia di Finanza\, testimoni di una particolare corrente pittorica tra il VI ed il V sec. a.C. che ebbe negli artigiani di Cerveteri il suo centro produttivo. \n  \nIl mondo ideale dell’aristocrazia etrusca di Caere del VI secolo a.C. è racchiuso\, tutto\, nei preziosi frammenti di terracotta recuperati negli ultimi anni dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza nell’ambito di complesse indagini. Si tratta di uno dei recuperi di opere d’arte più significativi degli ultimi decenni per la quantità e soprattutto per la rarità dei reperti\, oltre che per la complessità delle scene figurate rappresentate e della tecnica utilizzata per la loro realizzazione. \nQuasi contemporaneamente al rientro in Italia e al recupero è stato sottoscritto a Roma\, nel 2016\, un accordo di cooperazione culturale con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen\, che ha comportato la restituzione\, dalla Danimarca all’Italia\, di reperti consistente\, tra gli altri\, in una serie di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane. Complessivamente il corpus delle lastre qui presentate riunite in un’unica esposizione si data tra 530 e 480 a.C.; l’uso di dipingere su lastre di terracotta\, applicate alle pareti degli edifici e affiancate in fregi continui\, ha avuto nell’antica Caere\, la più filo-ellenica delle città etrusche una fortuna tutta particolare\, collegata –come noto- all’arrivo di artigiani\, provenienti dalla Grecia orientale\, nelle città etrusche a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C. La tecnica di produzione di queste lastre fittili era simile a quella di altre terrecotte architettoniche\, offrendo però ai decoratori ampie superfici modulari\, adatte a ospitare fregi pittorici che a volte si potevano estendere su intere pareti\, valicando lo stretto spazio di un’unica lastra. \nDa un punto di vista spaziale\, le lastre erano disposte l’unica accanto all’altra in fregi continui che proseguivano lungo le pareti\, a volte con un sistema decorativo unitario che si dipanava su diverse lastre dipinte\, altre volte utilizzando i singoli esemplari come quadri indipendenti\, ciascuno con proprio soggetto autonomo. Sono stati identificati dipinti a tema mitologico\, coreutico-musicale\, simposiaco\, atletico-sportivo\, militare e rituale\, come nella contemporanea pittura parietale e vascolare\, a testimoniare la varietà e la vivacità della pittura nei luoghi di rappresentanza degli Etruschi. \n 
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LOCATION:Castello di Santa Severa – Antiquarium di Pyrgi\, SS1 Km 52\, Santa Marinella\, Italy
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SUMMARY:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale (Montale Rangone - MO)
DESCRIPTION:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale\n\n\nDomenica 13 settembre il Parco archeologico della Terramara di Montale inaugurando al pubblico\, inaugurando una nuova stagione che si estende fino al 1° novembre e propone un calendario di appuntamenti nelle domeniche e nei giorni festivi\, con un’apertura straordinaria prevista anche per sabato 17 ottobre. \nUna riapertura che segna un ulteriore passo nel percorso di crescita del sito\, arricchito dalle novità introdotte nella scorsa primavera per rendere la visita ancora più accessibile\, coinvolgente e ricca di possibilità di lettura.\nIl parco si presenta oggi come uno spazio in cui la dimensione archeologica dialoga con strumenti contemporanei\, offrendo al pubblico nuove modalità di esplorazione. Accanto alle ricostruzioni del villaggio dell’età del bronzo\, realizzate sulla base dei dati di scavo\, trovano spazio installazioni audio e video\, ambienti immersivi\, ologrammi e ricostruzioni virtuali che accompagnano i visitatori lungo un percorso di scoperta\, permettendo di avvicinarsi ai processi storici con maggiore immediatezza e con uno sguardo più ampio. \nIl programma completo è disponibile sul sito del Parco di Montale: www.parcomontale.it \n  \n 
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LOCATION:Parco archeologico della Terramara di Montale\, Via Vandelli\, Montale Rangone\, Italy
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