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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: ArcheTourDev (Firenze)
DESCRIPTION:Può l’archeologia diventare una leva di crescita\, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole? \nL’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA\, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica\, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.\n\nArcheTourDev\, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo\, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA\, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale\, che si terrà a Firenze\, al Palazzo dei Congressi\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. \nArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development\, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia\, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Capofila è Sagas\, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze\, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure\, punto di riferimento mondiale per il restauro\, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente)\, attivo da decenni nella cooperazione culturale. \nAruch\, scavo nella fortezza\nArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni\, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico\, Dvin e Aruch\, il cui potenziale turistico è in espansione\, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e\, allo stesso tempo\, generare benefici concreti per le comunità locali. \nGarni\, mosaico pavimento terme\nDue sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici\, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori. \n\nVenerdì 27 febbraio\, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi\, alle 14.30\, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva\, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto\, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.\nSabato 28 febbraio\, nella Sala Onice\, dalle 14.00 alle 16.00\, si terrà l’incontro:  “Armenia. Tra ricerca scientifica\, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento\, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027\, prevede l’intervento  di:Michele Nucciotti\, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian\, Università di FirenzeEmanuela Daffra e Anna Patera\, Opificio delle Pietre DureSergio Ferdinandi\, IsmeoI relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca\, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni\, Dvin e Aruch\, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile\, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino\, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.\n\nPer approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it
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SUMMARY:Mostra | Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia (Roma)
DESCRIPTION:Castel Sant’Angelo ospita la mostra Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia\, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026. Il progetto rientra tra le iniziative ufficiali promosse in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea 2026. Curata da Anastasia Christophilopoulou\, l’esposizione è stata realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote. \nLa mostra è stata co-progettata e co-finanziata nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura italiano guidato da Alessandro Giuli\, attraverso la Direzione generale Musei e l’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, e il Viceministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou\, tramite il Dipartimento per la Cultura Contemporanea. \nIl percorso espositivo racconta le profonde connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra i territori di Cipro e dell’Italia\, con particolare attenzione alle dimensioni insulari della Sicilia e della Sardegna\, adottando una prospettiva di lungo periodo che risale fino a settemila anni fa. \nAttraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti\, vengono esplorati i processi di scambio culturale\, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze\, mettendo in luce dinamiche di contatto e di interazione che\, fin dalle fasi più antiche\, all’alba della storia\, hanno contribuito a definire un orizzonte mediterraneo condiviso. \nCipro\, Sicilia\, Sardegna e Italia peninsulare sono presentate come nodi strategici del Mediterraneo\, luoghi privilegiati di contatto\, nei quali si sviluppano scambi\, commerci e forme di circolazione di persone\, oggetti e saperi lungo archi cronologici di lunga durata. \nLa mostra riunisce circa 120 oggetti\, che guidano il visitatore attraverso temi quali la vita quotidiana\, le pratiche funerarie\, l’arte\, la mobilità\, il progresso delle tecnologie e i processi di osmosi culturale. \nTra i più iconici\, il pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona\, a Cipro\, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna\, i pettini in avorio da Frattesina\, in Veneto\, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e il sigillo in steatite\, entrambi dalla Sicilia. \nParticolare attenzione è riservata alla circolazione dei metalli e delle tecnologie\, ambito privilegiato per leggere i contatti e le relazioni tra i diversi popoli del Mediterraneo. Un rilievo specifico è attribuito al ruolo della metallurgia cipriota e sarda e all’azione svolta da Fenici e Greci nei processi di scambio e trasmissione di modelli culturali. \nIl percorso è arricchito da installazioni multimediali che integrano il racconto archeologico\, offrendo al visitatore la possibilità di esplorare le rotte\, i paesaggi costieri e le reti di contatto\, restituendo la dimensione dinamica di questo spazio condiviso. \nAttraverso il racconto delle reti di scambio e delle relazioni tra territori e comunità\, la mostra mette in luce il ruolo del Mediterraneo antico come luogo di connessioni\, centrale nella costruzione di un orizzonte culturale condiviso\, destinato a contribuire\, nel lungo periodo\, alla formazione dell’identità europea. \n  \nInfo: www.coopculture.it/en/events/event/cipro-e-italia.-identita-culturali-condivise-allalba-della-storia/ \n 
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SUMMARY:Laboratori | “Cosa c’è sopra” (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo\, con conclusione prevista agli inizi di aprile\, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”\, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza\, la fascia più giovane\, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.\nL’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”\, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi\, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi\, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio\, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio\, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.\n\nUn ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti\nIl percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio\, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana\, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.\nAttraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico\, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano\, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre\, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.\nObiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica\, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.\n \nUn progetto inclusivo per le nuove generazioni\nIl gruppo di partecipanti\, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni\, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:\n\nhanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;\nappartengono alla comunità di Via Mare\, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;\npresentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.\n\n \nEducare al patrimonio per costruire comunità\n“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento\, ma come percorso di crescita civica e relazionale\, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio\, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere\, proteggere e trasmettere.\nIl progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva\, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.\n\nPer informazioni: ercolano.beniculturali.it
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento (Firenze)
DESCRIPTION:Le Grotte di Pertosa-Auletta al centro di tourismA 2026\, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in programma dal 27 febbraio all’1 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze. \nLa Fondazione MIdA parteciperà alla manifestazione con uno stand informativo dedicato alla promozione delle valenze speleologiche e archeologiche del sito sotterraneo. Momento centrale sarà la conferenza in programma sabato 28 febbraio\, dalle 16.30 alle 18.30\, in Sala Onice\, dal titolo “Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento”. \nL’incontro approfondirà la figura e l’opera di Paolo Carucci\, studioso di Scienze Naturali e medico originario di Caggiano\, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana\, vissuto tra Ottocento e Novecento. Il suo legame con le Grotte di Pertosa-Auletta lo portò alla pubblicazione\, nel 1907\, della monografia “La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia”\, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori. \nAlla conferenza interverranno: \nMaria Rosaria Carfagna\, presidente della Fondazione MIdA\, con l’intervento “L’impegno della Fondazione MIdA per la ricerca archeologica: dalle indagini sul terreno alla ristampa anastatica dell’opera di Paolo Carucci”; \nMirella Serlorenzi\, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con la relazione “Le Grotte di Pertosa-Auletta: un contesto di sperimentazione per l’individuazione di standard metodologici e linee di intervento”; \nMassimo Santoro\, Società IREN – Centrale idroelettrica del Tanagro\, che affronterà il tema “Acqua: da elemento di tutela di un giacimento archeologico a esempio virtuoso di produzione d’energia sostenibile”; \nAlessia Fuscone\, Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con l’intervento “La grande caverna sul fiume Tanagro: un ‘archivio privilegiato’ per la ricerca archeologica”; \nFelice Larocca\, direttore del Museo speleo-archeologico MIdA 01\, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”\, che curerà la “Presentazione della ristampa anastatica della monografia di Paolo Carucci La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia (Napoli\, 1907)”. \nLa pubblicazione\, destinata a biblioteche nazionali e internazionali\, è un’edizione fuori commercio che potrà essere acquisita da enti accademici\, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico. \nL’iniziativa vede la luce con gli auspici della Regione Campania\, della Provincia di Salerno e dei Comuni di Pertosa e Auletta. \n  \nLeggi gli articoli pubblicati su Storie & Archeostorie dedicati alla Grotta di Petrosa Auletta: \nSotto terra\, lungo il fiume: riprendono gli scavi nelle Grotte di Pertosa-Auletta \n \n  \nGrotte di Pertosa-Auletta (Salerno)\, dallo scavo emerge una struttura di culto ellenistico. Novità anche dalla palafitta dell’età del Bronzo \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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SUMMARY:Musei | Riaprono il Museo delle Palafitte di Fiavé e il Museo Retico (Trentino)
DESCRIPTION:Domenica 1 marzo\, oltre all’ingresso gratuito\, gli esperti dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici propongono visite guidate per conoscere le vicende più antiche del Trentino.\nAl Museo delle Palafitte di Fiavé\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, sono in programma “Avete detto palafitte?”\, due visite partecipate in compagnia di un’esperta alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo che oltre 3.500 anni fa sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera. A disposizione dei visitatori (a partire dai 13 anni di età) sarà anche la visione del filmato in realtà virtuale “Antiche tracce. La vita in palafitta” per trovarsi\, virtualmente\, a tu per tu con i nostri antenati dell’età del Bronzo. La partecipazione alla visita e la visione del filmato sono gratuiti\, senza prenotazione. \nIl Museo Retico propone\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, le visite “Le antiche genti della Val di Non. I Reti”\, un viaggio nel pozzo del tempo per conoscere\, guidati da un esperto\, le testimonianze della popolazione preromana che abitava la valle nell’età del Ferro. La partecipazione è gratuita. Non è necessaria la prenotazione. Da quest’anno inoltre\, chi visita il museo in autonomia potrà disporre di una nuova audioguida scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet scansionando il QR code posto all’ingresso.\n \n\n  \nGIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA – 7 E 8 MARZO 2026Domenica 8 marzo in occasione della Giornata internazionale della Donna sarà gratuito l’ingresso per tutte le donne al Museo delle Palafitte di Fiavé\, visitabile dalle ore 13 alle 18\, al Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non a Sanzeno aperto dalle ore 14 alle 18 e ai siti della Trento romana\, lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti e la Villa di Orfeo in via Rosmini\, aperti con orario 9-13/14-17.30. \nSabato 7 marzo la Giornata sarà anticipata da alcune interessanti proposte a cura dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici per esplorare il mondo femminile nell’antichità.   \nAlle ore 10.30 e 15.30\, a Trento\, con ritrovo presso la Villa di Orfeo\, sono previste le visite guidate “Storie e mestieri delle donne di Tridentum” che condurranno alla scoperta degli usi e costumi delle donne della Trento romana\, dalla Villa di Orfeo allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 0461 230171.  \nAlle ore 15.30 il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non propone “Donne nell’antichità: reperti che raccontano”\, un viaggio nel pozzo del tempo tra i reperti rinvenuti in Val di Non\, alla scoperta di oggetti che narrano storie di donne nell’antichità. Seguirà un laboratorio di lavorazione dell’argilla. Ingresso e partecipazione gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 331 6201376 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa.
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SUMMARY:Visite tematiche | Raccontare i cantieri (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Torna dal 5 marzo\, tutti i giovedì fino al 23 luglio\, l’iniziativa “Raccontare i cantieri” alla sua quinta edizione\, che consente la visita ai cantieri di manutenzione\, valorizzazione e restauro in corso presso i siti del Parco archeologico di Pompei.\n19 cantieri\, dalla Casa del Labirinto alla Domus di Cesio Blando\, passando per la Necropoli di Porta Stabia\, l’Insula Meridionalis\, le ville di Stabia\, la Reggia di Quisisana\, il Patrimonio verde del Parco. E ancora\, la villa extra-urbana di Civita Giuliana\, la Casa di Giulio Polibio\, il Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A\, i depositi di San Paolino\, gli scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri e altri ancora. Un calendario fitto di appuntamenti dentro e fuori le mura della città antica.\nUn’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo\, di messa in sicurezza\, restauro e manutenzione\, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi\, architetti\, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.\n“L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Tecnico del Parco.\nTutti i possessori della MyPompeii Card\, nonché i nuovi acquirenti\, potranno prenotare la visita prescelta secondo il calendario disponibile\, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: mypompeiicard@cultura.gov.it.\nLe prenotazioni dovranno pervenire entro le ore 14.00 del giorno precedente la data scelta. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.\nI partecipanti dovranno presentarsi con l’informativa allegata debitamente sottoscritta e prendere visione del cartello informativo predisposto.\nIl calendario dei cantieri potrebbe subire variazioni; si invita pertanto a verificare di volta in volta la programmazione aggiornata sul sito.”\n\nOgni settimana\, a partire dal 4 marzo\, alle 11:00 sarà possibile prenotarsi per accedere ad uno dei cantieri\, secondo il seguente calendario:  \n \nPROGRAMMA VISITE ‘’Raccontare i cantieri 2026’’\n \n\n\n\n\nDATI\n\n\nINTERVENTO\n\n\nLUOGO\n\n\n\n\n05/03/2026\n\n\nInterventi di messa in sicurezza\, manutenzione e restauro della Casa del Labirinto (VI\, 11 8-10 )in Pompei Scavi\n\n\nPompei\n\n\n\n\n12/03/2026\n\n\nRestauro e valorizzazione della Domus di Cesio Blando (Regio VII\, 1\, 40)\n\n\nPompei\n\n\n\n\n19/03/2026\n\n\nValorizzazione della Necropoli di Porta Stabia: Messa in sicurezza dei fronti di scavo\, fruizione e accessibilità\n\n\nPompei\n\n\n\n\n26/03/2026\n\n\nMessa In Sicurezza\, Consolidamento E Restauro Del Fronte Dell’Insula Meridionalis Di Pompei Nella Regio VIII\, Insule 1 E 2\n\n\nPompei\n\n\n\n\n09/04/2026\n\n\nInterventi di manutenzione straordinaria del Laboratorio di Ricerche Applicate – ex Direzione Fiorelli\n\n\nPompei\n\n\n\n\n16/04/2026\n\n\nReggia di Quisisana Castellammare di stabia recupero e valorizzazione della Reggia di Quisisana in Castellammare Di Stabia\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n23/04/2026\n\n\nLavori di messa in sicurezza delle strutture di Villa San Marco – Castellammare di Stabia\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n30/04/2026\n\n\nCastellammare di Stabia-Villa Arianna\, sostituzione della copertura dell’atrio e manutenzione diffusa delle coperture\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n07/05/2026\n\n\nRestauro e valorizzazione Domus di Giulio Polibio\n\n\nPompei\n\n\n\n\n14/05/2026\n\n\nOpere di completamento propedeutiche all’allestimento dei Granai Del Foro\n\n\nPompei\n\n\n\n\n21/05/2026\n\n\nDemolizione\, scavo e valorizzazione in località Civita Giuliana – F.2 P.lla 72\,382 e 395 sub.4\n\n\nPompei\n(Località Civita Giuliana)\n\n\n\n\n28/05/2026\n\n\nManutenzione ordinaria e straordinaria del Patrimonio verde del Parco Archeologico di Pompei.\n\n\nPompei\n\n\n\n\n11/06/2026\n\n\nRestauro Apparati Decorativi Insula Occidentalis\,  Casa Di Fabio Rufo (Vii 16\, 22)\, Casa Di Castricio (Vii 16\, 17)\n\n\nPompei\n\n\n\n\n18/06/2026\n\n\nManutenzione straordinario e potenziamento della fruizione delle Aree Sacrali di Sant’Abbondio\n\n\nPompei\n(Località Sant’ Abbondio)\n\n\n\n\n25/06/2026\n\n\nScavi di Oplontis – Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A.\n\n\nTorre Annunziata\n\n\n\n\n02/07/2026\n\n\nVerifica sismica\, risanamento e riqualificazione dei depositi di San Paolino situati nell’area logistica di San Paolino\n\n\nPompei\n\n\n\n\n09/07/2026\n\n\nDepositi di Porta Nola\n\n\nPompei\n\n\n\n\n16/07/2026\n\n\nLavori di messa in sicurezza delle Tombe di Porta Nocera – Lotto 1\n\n\nPompei\n\n\n\n\n23/07/2026\n\n\nPompei Scavi – Scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri-  completamento dello scavo dell’ingresso e della via Sepulcralis Superior e interventi per la fruizione e accessibilità.\n\n\nPompei
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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SUMMARY:Seminario | Thermae in radicibus Alpium. Complessi termali pubblici in alcuni centri romani dell’Italia settentrionale (Milano)
DESCRIPTION:Seminario | Thermae in radicibus Alpium. Complessi termali pubblici in alcuni centri romani dell’Italia settentrionale\n\n\n\n\n\n\n\nDATA\n\n06 marzo 2026 \n\n\n\nore\n\n\n\n\n\n13.30\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDove\nCripta Aula Magna – Largo A. Gemelli\, 1 – Milano\n\n\n\n\n  \nWelcome coffee (13.00 – 13.30) \n13.30 Saluti istituzionali \n\nR. M. Anzalone\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\nA. Canova\, Università Cattolica del Sacro Cuore\nF. Tedeschi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\nC. Perassi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\n13.50 Introduzione al pomeriggio di studio \n\nG. Ruggiero\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\n\n14.00 Le Terme di Augusta Praetoria \n\nA. Armirotti\, Soprintendenza Beni Culturali Regione Valle d’Aosta\nG. Amabili\, Università degli studi di Genova\nG. Bertocco\, Université de Lausanne\nM. Castoldi\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella\, Novara\, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli\n\n14.20 I complessi termali di età romana a Tridentum e a Riva del Garda \n\nC. Bassi\, Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia autonoma di Trento\n\n14.40 Le terme romane di Novum Comum \n\nB. Grassi\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como\, Lecco\, Sondrio e Varese\n\n15.00 Le terme di Bergomum \n\nD. Gorla\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\nPausa \n15.40 Le terme del complesso dell’Anfiteatro di Cividate Camuno \n\nS. Solano\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia\n\n16.00 Il complesso di via Terme Romane a Cividate Camuno \n\nR. Morabito\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\n16.20 Conclusioni \n\nL. Polidoro\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\nF. Sacchi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\nPer partecipare CLICCA QUI
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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Eventi | Una targa in memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa (Terrasini - PA)
DESCRIPTION:Una targa in memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa\, tragicamente scomparso il 10 marzo 2019 nel disastro aereo dell’Ethiopian Airlines\, sarà svelata a Palazzo d’Aumale a Terrasini\, in provincia di Palermo.\n  \nL’iniziativa prevede anche l’intitolazione a Tusa della sezione Archeologia del museo. La cerimonia si terrà martedì 10 marzo alle ore 16 al Museo regionale di Storia naturale e la mostra permanente del Carretto siciliano di Palazzo d’Aumale\, in occasione del settimo anniversario della sua perdita.\n  \n«Un tributo alla memoria di un grande archeologo\, assessore regionale e Soprintendente del mare – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – affinché il suo lavoro e la sua storia continuino a vivere nel ricordo di tutti noi».\n  \nAll’evento saranno presenti il dirigente generale dei Beni culturali Mario La Rocca\, il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci\, la direttrice del museo Evelina De Castro e Valeria Li Vigni\, moglie di Sebastiano Tusa.\n  \nLa sezione Archeologia del Museo\nI reperti archeologici della sezione archeologica\, provenienti soprattutto dai fondali marini davanti alle spiagge e alle zone portuali di Terrasini\, testimoniano un’intensa attività marittima lungo la costa da oltre duemila anni. Molti dei ritrovamenti sono anfore appartenenti al carico di due navi onerarie romane\, risalenti rispettivamente al I secolo d.C. e alla metà del III secolo a.C.\nI reperti subacquei sono esposti nella prima sala del museo insieme alla ricostruzione di una sezione del Kyrenia\, nave greca da trasporto\, utile per spiegare le tecniche costruttive e il sistema di stivaggio delle anfore. Nella stessa sala sono esposte anche anfore provenienti da vari fondali siciliani\, databili dall’epoca protostorica a quella normanna.\nLa collezione include inoltre materiali trovati nell’entroterra vicino a Terrasini\, come quelli di Monte d’Oro (Montelepre)\, legati a insediamenti rurali agricoli. Importanti anche i reperti di Cozzo Palombaro\, che attestano la presenza umana dal Paleolitico superiore fino alla prima e media età del Bronzo\, con la presenza di un bicchiere campaniforme tipico dell’età eneolitica.
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LOCATION:Museo regionale di storia naturale – Terrasini\, Lungomare Peppino Impastato\, Terrasini
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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LOCATION:Museo Egizio\, Via Accademia delle Scienze 6\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Conferenza | Il Sarcofago di Giona tra Villa Medici e il Vaticano (Roma)
DESCRIPTION:L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza mercoledì 11 marzo 2026\, dalle 18:00 alle 20:00\, nel Grand Salon di Villa Medici\, una conferenza dedicata al Sarcofago di Giona\, straordinaria testimonianza dell’arte paleocristiana oggi conservata nei Musei Vaticani\, in occasione dell’ingresso del suo calco nelle collezioni dell’Accademia. \n  \nL’incontro nasce dalla collaborazione tra Villa Medici e i Musei Vaticani e intende ripercorrere la storia di questo importante manufatto\, nonché il processo che ha portato alla realizzazione della sua copia contemporanea. Il sarcofago\, noto per il ricco apparato iconografico ispirato alla vicenda biblica del profeta Giona\, rappresenta uno dei più significativi esempi della scultura funeraria cristiana dei primi secoli e testimonia il passaggio dalla tradizione figurativa romana ai nuovi linguaggi simbolici del cristianesimo nascente. \n  \nIl Sarcofago di Giona\, datato generalmente alla prima metà del III secolo d.C.\, fu rinvenuto durante i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1584 venne acquistato dal Cardinale Ferdinando de’ Medici\, grande collezionista e futuro Granduca di Toscana\, che lo collocò nei giardini di Villa Medici\, contribuendo alla formazione di una delle più prestigiose raccolte di antichità della Roma rinascimentale. L’opera rimase a Villa Medici fino al XVIII secolo\, prima di entrare nelle collezioni pontificie\, dove oggi è conservata presso i Musei Vaticani. \n  \nIl sarcofago è celebre per il suo ciclo figurativo dedicato alla storia di Giona\, uno dei temi più diffusi nell’arte paleocristiana. Le scene scolpite – tra cui Giona inghiottito dal grande pesce\, il suo ritorno alla vita e il riposo sotto la pianta di ricino – erano interpretate dalle prime comunità cristiane come simbolo della resurrezione e della salvezza\, stabilendo un forte parallelismo con la vicenda di Cristo. Dal punto di vista artistico\, il manufatto testimonia la straordinaria capacità degli scultori tardo-antichi di fondere modelli dell’arte classica con nuovi contenuti simbolici e teologici. \n  \nIn occasione della mostra Luoghi Sacri condivisi\, che ha riportato temporaneamente l’opera a Villa Medici\, i Laboratori di restauro dei Musei Vaticani hanno realizzato un calco del sarcofago\, destinato a entrare stabilmente nelle collezioni dell’Accademia di Francia a Roma. L’acquisizione si inserisce nella lunga tradizione della copia artistica praticata a Villa Medici\, che tra Seicento e Novecento ha dato vita a una delle più importanti collezioni di gessi della capitale. Questa tradizione\, fondamentale nella formazione degli artisti e nello studio dell’antico\, trova oggi una nuova attualità attraverso la realizzazione di calchi contemporanei eseguiti secondo tecniche storiche. \n  \nIl nuovo calco contribuirà a valorizzare ulteriormente la Gipsoteca di Villa Medici\, inaugurata nel 2009 e oggi parte integrante del percorso di visita dell’Accademia. L’ingresso della copia del Sarcofago di Giona rappresenta non solo un arricchimento delle collezioni\, ma anche un gesto simbolico che ricostruisce il legame storico tra l’opera e il luogo che per secoli l’ha custodita. \n  \nLa conferenza offrirà al pubblico l’occasione di approfondire sia il contesto storico e artistico del sarcofago sia le tecniche e le finalità della sua riproduzione. Attraverso gli interventi degli studiosi e dei responsabili coinvolti nel progetto\, verranno illustrati il significato iconografico dell’opera\, il suo percorso collezionistico tra Roma e Firenze\, e il ruolo che le copie in gesso continuano a svolgere nella ricerca\, nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio artistico. \n  \nInterverranno Andrea Felice\, Alessandro Gallicchio\, Valentina Lini\, Umberto Utro e Alessandro Vella\, studiosi ed esperti impegnati nello studio e nella valorizzazione delle collezioni archeologiche e museali. I loro contributi permetteranno di ripercorrere la storia del sarcofago e di raccontare il lavoro svolto per la realizzazione del calco destinato a Villa Medici. \n  \nL’incontro\, a ingresso gratuito e in lingua italiana\, è aperto al pubblico previa prenotazione sul sito.
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città (Milano)
DESCRIPTION:Prende il via il 12 marzo\, “Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città”\, un ciclo di sedici conferenze aperte al pubblico\, dedicate agli scavi dell’Università degli Studi di Milano. Gli incontri\, coordinati dal professor Luca Peyronel\, delegato della Rettrice per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano\, si terranno tra marzo e maggio e poi tra settembre e novembre. \nNel mese di marzo sono previsti tre incontri: \n  \nIl primo appuntamento\, “Tra Anatolia e Assiria. L’antica Kanesh in Cappadocia (Turchia) alla luce delle ultime scoperte archeologiche”\, si terrà il 12 marzo alle 17.00 a Palazzo Reale. Luca Peyronel\, Direttore del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe\, presenterà le ricerche e le scoperte più importanti degli ultimi anni nel sito di Kültepe\, l’antica Kanesh\, in Cappadocia\, dove quattromila anni fa si sviluppò un’importante rete di scambi commerciali tra Assiria e Anatolia. \nLa conferenza si aprirà con i saluti di Domenico Piraina\, Direttore Cultura del Comune di Milano e Direttore di Palazzo Reale\, Silvia Romani\, Prorettrice alla Terza Missione\, Laura Neri\, Direttrice del Dipartimento di Studi Letterari\, Filologici e Linguistici\, e Giuseppe Polimeni\, Delegato dipartimentale alla Terza Missione\, dell’Università Statale di Milano. \nIl secondo incontro del mese\, “Assuan. La scoperta della città dell’eternità. Scavi e ricerche dell’Università degli Studi di Milano ad Assuan\, Egitto”\, è previsto il 25 marzo alle 17.30 e si svolgerà al Castello Sforzesco di Milano. Patrizia Piacentini\, docente di Egittologia all’Università Statale di Milano\, presenterà la straordinaria scoperta nel sito di Assuan di oltre cinquecento tombe. \nIn apertura interverranno Francesca Tasso\, Direttrice dei Musei del Castello e Anna Provenzali\, Conservatrice Responsabile del Museo Archeologico di Milano.  Introduce Luca Peyronel. \nAl termine della conferenza sarà possibile visitare il nuovo percorso permanente della Galleria dell’Antico Egitto del Castello Sforzesco. \n  \nIl ciclo proseguirà il 31 marzo alle 17.00 presso la Biblioteca Sormani con “Ichnusa: luoghi fortificati e acque cultuali in Sardegna: il Monte Zara”. Federica Chiesa\, docente di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia all’Università Statale di Milano\, presenterà le ricerche condotte negli ultimi dieci anni in un enigmatico insediamento fortificato\, che racconta una lunga continuità di vita e di trasformazioni nel cuore della Sardegna\, dall’epoca nuragica al periodo romano. In apertura i saluti del Direttore del Sistema Bibliotecario Milano\, Stefano Parise\, della Responsabile della Biblioteca Sormani\, Giuseppina Sansica\, del Direttore del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali\, Giorgio Zanchetti. Introduce Luca Peyronel. \nIl ciclo è realizzato con la collaborazione del Comune di Milano\, della Fondazione Luigi Rovati\, della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, del Fondo Ambiente Italiano e della Diocesi di Milano\, che hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi culturali per ospitare gli incontri. \nIngresso libero con prenotazione \nLuoghi: Palazzo Reale\, Castello Sforzesco\, Labirinto di Arnaldo Pomodoro\, Museo di Storia Naturale\, Acquario Civico\, Fondazione Luigi Rovati\, Museo Civico Archeologico\, Biblioteca Sormani\, Villa Necchi Campiglio\, Museo di Sant’Eustorgio\, Cimitero Monumentale \n  \nConsulta il calendario completo
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SUMMARY:Cinema archeologico | Archeofilm. L'archeologia incontra il grande schermo (Artimino\, Carmignano - PO)
DESCRIPTION:Cinema e la nuova collezione di avori principeschi. Una settimana\, la prossima\, ad Artimino\, dedicata all’archeologia\, tra il Centro didattico polifunzionale e il museo “Francesco Nicosia”.\nSi parte dal polo di via della Chiesa 2\, con Archeofilm\, la prima rassegna di cinema archeologico che occuperà\, con una serie di corti e documentari\, tre sere di marzo (dalle ore 21): apre le proiezioni\, promosse da Comune e museo archeologico in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino\, una “Antologia di cortometraggi d’epoca” (Nello sperone d’Italia. Il Gargano; Sicilia illustrata/1907); Attraverso la Sicilia/1910; Riprese in Egitto. Missione archeologica italiana di Gebelein/1911); Ruines d’Egypte. Louxor/1913)\, introdotti dalla presentazione del libro “Visione storica del terzo secolo a.C. Cabiria e l’italianità del mito”\, che raccoglie le didascalie realizzate da Gabriele D’Annunzio per il kolossal muto “Cabiria” (1914) di Giovanni Pastrone.\nIl secondo appuntamento\, giovedì 19 marzo\, con Archeofilm\, al Centro didattico polifunzionale\, è con “Cave of Forgotten Dreams” del regista Werner Herzog (Fra/Can/Ger//Usa/Uk\, 2010). Scoperta per caso nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet\, la grotta Chauvet\, in Francia\, contiene quasi 500 pitture rupestri risalenti a 32000 anni fa\, le più antiche mai ritrovate. Werner Herzog ottenne l’accesso esclusivo per filmare l’interno della grotta.\nUltima pellicola di Archeofilm\, proiettata nel Centro didattico\, giovedì 26 marzo 2026: “La Chimera”\, della regista Alice Rohrwacher (Ita/Fra/Svi\, 2023). Ambientato negli anni ’80\, nel mondo clandestino dei “tombaroli”\, il film racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Fra gli interpreti spicca Isabella Rossellini.\nInfo: cultura@comune.carmignano.po.it.\n\nLa settimana di Artimino con l’archeologia non finisce qui\, perché nel borgo\, al museo Nicosia\, nel pomeriggio (ore 17.30) di venerdì 14 marzo\, sarà presentata la nuova collezione di “Avori principeschi”: ottanta reperti\, restaurati\, che ampliano la già ricca e pregiata esposizione di cimeli provenienti dal tumulo etrusco di Montefortini\, di Comeana\, in mostra dal giugno 2024. Un intervento di ricerca e di restauro\, andato avanti per anni\, che ha permesso di ricomporre\, fin qui\, più di diecimila frammenti\, che si distinguono per la loro preziosità intrinseca\, per la profusione della materia prima utilizzata\, per la qualità\, varietà e originalità dell’esecuzione e delle iconografie dei maestri etruschi.\nInfo: 055 8718124\, parcoarcheologico@comune.carmignano.po.it.
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (Iseo - BS)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme verrà inaugurata presso il Palazzo Arsenale di Iseo venerdì 13 marzo alle ore 20.30. Presentano i curatori dott.ssa Serena Solano della Soprintendenza ABAP per le province di Bergamo e Brescia e Carlo Cominelli presidente della Cooperativa Sociale Onlus K-Pax. \nL’evento si inserisce nel programma delle Serate di Storia e Archeologia 2026 promosse dalla Associazione Storico – Archeologica U.S.P.A.A.A. \n  \nDal 13 al 29 marzo 2026 gli spazi della Fondazione l’Arsenale ospitano la mostra “Il Castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (BS)”. Un’esposizione che racconta le recenti indagini archeologiche sul Monticolo di Darfo Boario Terme\, dove gli scavi hanno portato alla luce i resti di un insediamento fortificato altomedievale (V–VIII sec. d.C.)\, una scoperta significativa per la storia del territorio. \nI lavori sono stati effettuati grazie a fondi del Ministero della Cultura e a un contributo di Fondazione Cariplo e realizzati dalla Soprintendenza ABAP BG BS e dalla Cooperativa Sociale K-Pax con la collaborazione del Comune di Darfo B.T. (BS)\, del Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica e di SAP Società Archeologica. L’esposizione a Iseo è resa possibile grazie alla Fondazione l’Arsenale\, al Comune di Iseo e all’USPAAA. \nOrari e accessi alla mostra: \nPalazzo Arsenale\, vicolo Malinconia\, 2 Iseo (BS)\nIngresso libero\nGiovedì e venerdì 15.00 – 18.00\nSabato e domenica 10.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00
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SUMMARY:Presentazione libro | “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino” (Cefalù - PA)
DESCRIPTION:Si presenta sabato 14 marzo 2026 alle ore 17\,00 presso la Sala delle Capriate del Palazzo municipale a Cefalù il libro “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino” curato da Alfonso Lo Cascio e Antonino Filippi. Dopo i saluti istituzionali di Francesco Calabrese\, Presidente del Consiglio comunale\, del Sindaco Daniele Tumminello e di Josè Gugliuzza\, Presidente della sezione CAI di Cefalù\, i curatori esporranno il contenuto del volume. Coordina Valentina Portera\, Presidente della sede di BCsicilia di Cefalù. Marcello Panzica La Manna\, speleologo\, con più di 50 anni di iscrizione al CAI\, proporrà un breve ricordo di Giovanni Mannino. L’iniziativa è promossa dal Comune di Cefalù\, BCsicilia\, CAI\, Angelo Mazzotta editore con il patrocinio della Regione Sicilia. \nIl volume\, dedicato allo studioso Giovanni Mannino\, raccoglie il contributo di 19 studiosi: Giuseppina Battaglia\, Alberto Cazzella\, Massimo Cultraro\, Franco D’Angelo\, Rosanna De Simone\, Sara Di Salvo\, Antonino Filippi\, Rossella Giglio Cerniglia\, Caterina Greco\, Domenico Laudicina\, Alfonso Lo Cascio\, Giuseppe Lo Iacono\, Marcello A. Mannino\, Ferdinando Maurici\, Giulia Recchia\, Alberto Scuderi\, Francesca Spatafora\, Sebastiano Tusa\, Stefano Vassallo. Il libro è pubblicato da Angelo Mazzotta editore. \nLe dinamiche storiche e archeologiche che hanno interessato la Sicilia e l’Isola di Malta dalla Preistoria al Medioevo sono il tema dei contributi che arricchiscono questo volume\, scritto da specialisti del settore\, con approfondimenti sulle più recenti scoperte\, frutto di scavi\, indagini nel territorio e nei magazzini dei musei siciliani. Si scopre così che le nostre conoscenze sulle antiche culture testimoniate nell’Isola si legano strettamente all’attività di ricerca di un uomo\, Giovanni Mannino\, che per oltre mezzo secolo è stato uno dei protagonisti della cultura siciliana e al quale\, come dimostra la sua lunga bibliografia\, molto dobbiamo sulle attuali conoscenze in diverse discipline\, dall’Archeologia alla Speleologia. \nI curatori del libro: Alfonso Lo Cascio\, giornalista pubblicista\, è Presidente regionale di BCsicilia. Ha dato vita all’Università Popolare di Termini Imerese. È Direttore della rivista Espero che si occupa di cultura\, politica\, informazione\, e fondatore della Casa editrice Don Lorenzo Milani. È inoltre Direttore responsabile della rivista “Galleria\, Rassegna semestrale di cultura”. Tra le sue pubblicazioni: “Himerensis\, Agenda dei paesi del termitano”\, “La riserva di Pizzo Cane\, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”\, “Un eroe semplice”. “1943: la Reconquista dell’Europa”\, “Il futuro delle città. Memoria\, identità\, bellezza\, nuovo umanesimo”. Per il suo impegno culturale gli sono stati conferiti i premi “Quattro arcangeli”\, “Sikelè”\, “Gaia”\, “Civitas”\, “La Campana di Burgio”\, “Paolo Amato – Città di Ciminna” e “Kermesse 2023”. \nAntonino Filippi\, è laureato in Archeologia presso l’Università di Palermo e attualmente conduce un progetto di Dottorato di ricerca sulla Protostoria siciliana presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Per conto della Regione Siciliana è Ispettore Onorario del Parco Archeologico di Segesta. Vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia\, con l’incarico di Responsabile scientifico della rivista “Archeologia”. È socio ordinario dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Ha partecipato a diverse attività di ricerca\, con oltre quaranta pubblicazioni sull’archeologia e la topografia antica del territorio siciliano\, tra le quali quattro monografie e la curatela con altri autori di due convegni scientifici.
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SUMMARY:Presentazione libro | Guida Museo Civico Archeologico di Bologna (Bologna)
DESCRIPTION: Il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna inaugura Visto\, si stampi!\, un ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo\, con Dalle pagine alle sale\, l’appuntamento dedicato alla nuova Guida Museo Civico Archeologico di Bologna\, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi ed edita da Franco Cosimo Panini Editore\, in programma sabato 21 marzo 2026\, alle ore 17.00\, presso la sala conferenze del museo (via dell’Archiginnasio 2).\nA introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo\, assessore alla Cultura del Comune di Bologna\, a presentare il volume Tiziano Trocchi\, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.\nA seguire\, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. \nSono passati diciassette anni dalla pubblicazione della precedente Guida al Museo Civico Archeologico (Editrice Compositori\, 2009) e i tempi erano ormai maturi per la realizzazione di un nuovo volume che raccontasse i cambiamenti intercorsi in questo lasso temporale: alcuni allestimenti sono stati rinnovati\, oggetti un tempo conservati nei depositi sono ora in esposizione\, nuove conoscenze hanno dato linfa vitale agli studi\, permettendo di narrare al pubblico con differenti chiavi di lettura il patrimonio custodito nel museo.\nTra i diversi mutamenti da annoverare\, vi è quello che riguarda i pubblici che ogni giorno frequentano il museo: bambine e bambini\, ragazze e ragazzi delle scuole del territorio\, e non solo\, continuano incessantemente a popolare gli spazi museali portando nuove visioni e nuovi linguaggi\, mentre il turismo\, attore sempre più centrale nella vita culturale cittadina\, sta producendo un incremento di pubblico in tutti i Musei Civici bolognesi e in particolare al Museo Civico Archeologico che\, tra questi\, risulta il più visitato\, con 173.100 presenze rilevate nel 2025. \nLa nuova guida si fa\, dunque\, portavoce dei mutamenti intercorsi negli ultimi anni\, incluso quello di aver adottato un approccio divulgativo che coniuga il linguaggio tecnico con quello maggiormente accessibile a un pubblico non strettamente specialistico\, proponendo un’edizione italiana e una inglese con testi agili da consultare\, schede che accompagnano il lettore in una narrazione arricchita da immagini e un nuovo formato che possa agevolare la consultazione anche durante la visita in loco. \nVisto\, si stampi!\, il ciclo di quattro appuntamenti dedicato alle presentazioni delle ultime novità editoriali relative al Museo Civico Archeologico\, caratterizzate da linguaggi e approcci differenti verso pubblici in continua evoluzione\, rientra nel programma della XXII edizione della Festa internazionale della Storia\, manifestazione organizzata dal Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”\, dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS)\, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, associazioni\, scuole e istituzioni. \nLa rassegna prosegue con i seguenti appuntamenti: \nIl medagliere si rivela. Museo Civico Archeologico di Bologna\nSabato 28 marzo 2026 ore 17.00\nPaola Giovetti e Laura Marchesini\, rispettivamente responsabile e referente della Collezione numismatica del Museo\, presentano il volume Il medagliere si rivela (2025)\, che racconta le esposizioni di beni numismatici\, realizzate tra il 2023 e il 2025\, attraverso percorsi tematici\, ideate per consentire al pubblico di scoprire e conoscere lo straordinario patrimonio numismatico del museo.\nSarà inoltre presentata la nuova mostra dedicata alle monete e alle medaglie legate ai temi della Pasqua\, Pasqua in nummis\, con le curatrici e autrici del libro Paola Giovetti e Laura Marchesini. L’esposizione sarà allestita dal 25 marzo al 6 luglio 2026.\n\nPietre che parlano. Voci e storie da Bononia\nSabato 11 aprile 2026 ore 17.00\nFrancesca Cenerini (professoressa di Storia romana ed Epigrafia romana – Università di Bologna) e Paola Giovetti (direttrice Museo Civico Archeologico di Bologna) presentano il volume Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia (2026) di Valentina Uglietti\, Lucia Romoli e A.A.M.A.\, pubblicato da Edizioni Espera.\nIl libro è una guida originale e coinvolgente al Lapidario del Museo Civico Archeologico di Bologna che unisce racconti\, divulgazione scientifica e immaginazione per far scoprire l’antica Bologna romana. Pensato soprattutto per adolescenti ma adatto anche agli adulti\, può essere letto sia all’interno del museo sia autonomamente.\nAll’incontro seguirà una presentazione “animata” della pubblicazione con le archeologhe del museo Federica Guidi e Marinella Marchesi\, insieme alle autrici.\nL’appuntamento rientra nel programma della nona edizione di BOOM! Crescere nei libri\, il festival dei libri e dell’illustrazione per l’infanzia che anima Bologna e la Città metropolitana prima\, durante e dopo la Bologna Children’s Book Fair\, promosso da Comune di Bologna e BolognaFiere\, e curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale e da Hamelin nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna. \nLa Fonderia di Bologna. Il Ripostiglio di San Francesco nell’opera di Antonio Zannoni\nSabato 18 aprile 2026 ore 17.00\nLaura Bentini (archeologa e curatrice del volume) e Giulio Paolucci (conservatore Museo d’Arte di Fondazione Luigi Rovati\, Milano) presentano La Fonderia di Bologna. Il Ripostiglio di San Francesco nell’opera di Antonio Zannoni (2026)\, riedizione dello studio del 1907 dedicato dallo scopritore Antonio Zannoni al più straordinario rinvenimento dell’abitato etrusco di Bologna. Il volume è pubblicato da Johan & Levi\, all’interno della collana Cahiers.\nUna nuova veste per un antico libro\, riletto con gli occhi di oltre un secolo di ricerche\, nata da una collaborazione fra il Museo Civico Archeologico di Bologna e la Fondazione Luigi Rovati che ha avuto come primo frutto la realizzazione di un supporto multimediale alla visita della sala dedicata all’esposizione del Ripostiglio.\nAl termine dell’incontro seguirà una visita guidata con Laura Bentini\, che ha curato il riallestimento della sala del Ripostiglio. \nPresso il Bookshop del Museo Civico Archeologico\, gestito da Fondazione Bologna Welcome e accessibile negli orari di apertura del museo\, sarà possibile acquistare i volumi presentati nel ciclo Visto\, si stampi! a partire dal giorno delle rispettive presentazioni\, ad eccezione de Il Medagliere si rivela già disponibile per la vendita. \nInformazioni\nMuseo Civico Archeologico\nVia dell’Archiginnasio 2 | 40124 Bologna\nTel. +39 051 2757211\nwww.museibologna.it/archeologico\nmca@comune.bologna.it\nFacebook: Museo Civico Archeologico di Bologna\nInstagram: @museoarcheologicobologna\nYouTube: Museo Civico Archeologico di Bologna
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SUMMARY:Presentazione libraria | La basilica di San Dionigi a Milano. Archeologia\, tradizione e storia (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 17.00 presso la Sala Azzurra in Palazzo Litta a Milano verrà presentato il volume La basilica di San Dionigi a Milano. Archeologia\, tradizione e storia\, a cura di Anna Maria Fedeli (Nomos Edizioni)\, con la collaborazione di Luigi Pedrini e Tommaso Quirino. \nIl libro ripercorre la lunga e travagliata storia di questo monumento\, scomparso definitivamente dal paesaggio milanese alla fine del Settecento\, lasciando in eredità pochi disiecta membra e molti interrogativi sulla sua storia ultramillenaria. \nUn articolato e multidisciplinare progetto di ricerca promosso dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano ha permesso di riportarne finalmente in luce i resti e di verificarne l’origine paleocristiana. \nI risultati delle ricerche archeologiche insieme alle numerose testimonianze conservate negli archivi e nelle chiese della città e della diocesi ambrosiana presentate nel volume forniscono gli elementi per ricostruire l’intricata vicenda storica di questa misteriosa chiesa. \nAlla presentazione interverranno la Soprintendente Arch. Emanuela Carpani\, la prof.ssa Silvia Lusuardi Siena\, già docente di Archeologia medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano\, e il prof. Marco Rossi\, docente di Storia dell’Arte Medievale presso lo stesso Ateneo. \nIngresso libero.\n\nEvento organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la Direzione di Palazzo Litta.
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SUMMARY:Presentazione scavi | La riscoperta del Bagno di San Martino (Trento)
DESCRIPTION:Giovedì 19 marzo\, alle ore 20.30\, a Trento presso lo Spazio Alpino alla Casa della SAT\, in via Manci 57\, Cristina Bassi\, archeologa della Soprintendenza per i beni culturali e Marco Gramola\, studioso della Grande Guerra e componente della Commissione Storico Culturale della SAT\, presenteranno gli esiti della campagna di indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico\, dotato di una grande piscina\, noto come “Bagno di San Martino”\, in piazza Centa a Trento. Realizzata negli ultimi decenni del XIX secolo\, la struttura venne chiusa nel 1915. La serata è proposta nell’ambito del programma di attività culturali della SUSAT\, la Sezione Universitaria della SAT\, in collaborazione con la Commissione Storico Culturale e la Biblioteca della SAT. L’ingresso è libero.
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SUMMARY:Mostra |  ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)
DESCRIPTION:Centocinquant’anni fa\, nel 1876\, inaugurava a Roma il Museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà\, che dal 2016 ne è l’erede\, torna a quel momento fondativo non solo per celebrarne l’origine\, ma per condividere con il pubblico le prospettive aperte dalla storia stratificata dell’istituzione: una vicenda che intreccia la storia culturale dell’Italia\, le relazioni internazionali e l’evoluzione disciplinare\, etica e formativa dei musei. \n  \nDal 20 marzo al 28 giugno 2026\, la mostra ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026) proporrà quindi un doppio itinerario: da un lato la ricostruzione del museo del 1876 e del progetto museografico pigoriniano; dall’altro la presentazione del museo di oggi\, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni dedicate ai processi di aggiornamento\, all’incremento dell’accessibilità fisica e cognitiva e alle pratiche di compartecipazione attivate dentro e fuori il museo. \n  \nAttraverso documenti\, reperti\, arredi e dispositivi espositivi d’epoca\, il percorso espositivo ricostruisce la genesi in Italia dell’archeologia preistorica e dell’etnografia\, ripercorrendo le trasformazioni che hanno condotto all’attuale configurazione e missione del museo. \n  \nLa mostra\, a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri\, in collaborazione con le Funzionarie e i Funzionari del Museo e con la supervisione generale di Andrea Viliani\, è accompagnata da un convegno scientifico internazionale 150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini\, suo ideatore e fondatore\, dal 19 al 21 marzo 2026\, che vuole celebrare il primo secolo e mezzo dell’istituzione non come semplice ricorrenza\, ma come occasione di riflessione critica. \n  \nRicordare il ruolo fondativo di Luigi Pigorini significa così guardare al passato per comprendere il presente e assumere\, con responsabilità\, il compito di connettere le proprie origini storiche alle prospettive in divenire. Un museo nato nel XIX secolo si configura oggi come un’istituzione che agisce nel presente e si proietta verso il futuro\, con le sue molteplici storie ancora in corso. \nOrari di apertura: \ndal martedì alla domenica\, ore 8.00 – 19.00 \nultimo ingresso ore 18.30 \nTUTTE LE PRIME DOMENICHE DEL MESE \nINGRESSO GRATUITO SENZA PRENOTAZIONE
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SUMMARY:Convegno | Different Heritage (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Un convegno sui vari approcci metodologici all’archeologia a Pompei 24\, 25 e 26 marzo –Auditorium degli scavi\n\nUna panoramica e un confronto sulle differenti metodologie di approccio all’archeologia\, da quello dell’Hard science – come la chimica\, la fisica\, la geologia –  ad approcci come quelli dell’archeologia sperimentale o della cultura immateriale\, alla luce dell’attività trentennale maturata all’interno del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco.\nÈ questo il focus del primo convegno dedicato al “Different Heritage” che si terrà nelle giornate del 24\, 25\, 26 marzo 2026\, presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei.\nL’approccio\, che trascende il caso pompeiano e si estende alla metodologia della ricerca\, vedrà gli interventi di esperti nazionali e internazionali che hanno dato un contributo significativo alle rispettive materie. Archeobotanici\, diagnosti\, archeozoologi\, archeologi sperimentali\, esperti di patrimonio immateriale\, antropologi fisici\, geologi racconteranno e confronteranno le proprie esperienze e gli intrecci inaspettati che possono nascere fra tematiche a prima vista distanti ma che trovano un linguaggio comune nella ricerca audace e non vincolata da schemi di pensiero.\nIn programma\, inoltre\, la proiezione del documentario di Clive Oppenheimer VOLCANO VOICES: FROM ASHES TO ARCHIVES AND ART\nL’incontro sarà in live streaming sul canale YouTube del Parco https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams\n\n Ingresso libero\, registrazione a: differentheritage@mediacongress.it\n\n\n\nNei tre giorni di convegno interverranno\, oltre al Direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel: Valeria Amoretti\, Chiara Comegna\, Younes Naime\, Parco Archeologico di Pompei\, Cecilia Gregori\, Alessandra Lucchese Direzione Generale Affari europei e internazionali MIC; Cristiano Vignola\, Sapienza Università di Roma\, Lionello Morandi\, Università di Pisa\, Matteo Delle Donne\, Università di Napoli “L’Orientale”\, Anna Maria Grasso\, Università del Salento\, Donatella Novellis\, Parco Archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi (CS)\, Mauro Bernabei\, Istituto per la BioEconomia\, Consiglio Nazionale delle Ricerche; Raffaele Martinelli\, Parco Archeologico di Pompei\, Alessandra Pecci\, Universitat de Barcelona\, Valentina Giacometti\, Noemi Mantile\, Simona Altieri\, Maria Rosa di Cicco\, Carmine Lubritto Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Mishael A. Quraishi\,  Massachusetts Institute of Technology\, Celestino Grifa\, Università degli Studi del Sannio\, Admir Masic\, Massachusetts Institute of Technology\, Claudia Minniti\, Sapienza Università di Roma\, Chiara Corbino\, Istituto di scienze del Patrimonio Culturale\, Consiglio Nazionale delle Ricerche\, Stefano Vanin\, Università degli Studi di Genova\, Vito Giuseppe Prillo\, Università degli Studi di Siena\, Darío Bernal Casasola\, Universidad de Cádiz\, Alessandro Russo\, Parco Archeologico di Pompei\, Yuri Godino\, Università degli Studi di Pavia\, Marino Niola\, Elisabetta Moro\, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli\, Pascal Warnking\, Universität Trier\, Alessandra D’Eugenio\, Sapienza Università di Roma\, Alessandro Fedrigotti\, MUSE Trento / Museo delle Palafitte del Lago di Ledro\, Nicolas Monteix\, Université de Rouen-Normandie; Véronique Matterne\, CNRS\, BioArch; Andreas G. Heiss\, Österreichisches Archäologisches Institut\, Wien\, Clive Oppenheimer\, University of Cambridge\, Mauro Antonio Di Vito\, Sandro De Vita\, Domenico Sparice\, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia\, Vincenzo Amato Università degli Studi del Molise\, Cristina Cattaneo Università degli Studi di Milano\, Núria Armentano Oller\, Museu d’Arqueologia de Catalunya\, Trish Biers Università di Cambridge.
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | La Storia di Milano lungo la Linea Blu (Milano)
DESCRIPTION:La realizzazione della nuova linea metropolitana M4 di Milano non è stata soltanto un’opera ingegneristica di grande impatto\, ma ha rappresentato anche un’occasione straordinaria per esplorare\, documentare e valorizzare la storia della città.\nCon l’intento di narrare questo lungo percorso di ricerca\, studio e lavoro sul campo nasce “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, un progetto di valorizzazione culturale promosso da M4 S.p.A. \, Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano;  il racconto della città è proposto in due momenti: un primo ciclo di incontri e\, a seguire\, una serie di visite guidate nei luoghi più significativi toccati dai lavori. \nIl primo dei quattro incontri aperti ai cittadini si svolgerà il 25 marzo presso la sede della Soprintendenza e sarà dedicato alle scoperte archeologiche avvenute grazie agli scavi della M4\, tra cui alcune strutture monumentali appartenute alla fortificazione medievale della città e una necropoli frequentata dall’età romana fino a quella medievale nei pressi di Sant’Ambrogio. \nIl secondo\, che si terrà il 18 aprile\, illustrerà gli approfondimenti antropologici in corso sui resti umani emersi dalle necropoli antiche\, affidati al LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano) e avrà luogo in via Mangiagalli 37. \n\n \n\nIl 13 maggio è invece in programma  il terzo incontro\, presso la Soprintendenza\, che sarà dedicato all’attento lavoro di salvaguardia messo in campo nel corso dei lavori per proteggere e valorizzare l’inestimabile  patrimonio di monumenti che la M4 incontra lungo il suo percorso in città (le basiliche di San Nazaro\, di San Lorenzo\, di Sant’Ambrogio e di San Vittore al corpo; la Ca’ Granda\, oltre agli elementi storici delle nostre piazze\, come la colonna del Verziere e il busto di Cesare Correnti). \nL’ultimo appuntamento\, in calendario a settembre\, invece analizzerà i progetti delle  sistemazioni superficiali con un focus sulle scelte architettoniche e materiche che hanno ridisegnato strade\, piazze e spazi pubblici nel segno della qualità urbana e della sostenibilità. \nDal 21 maggio fino a ottobre avranno invece luogo le visite guidate\, condotte da esperti in archeologia\, architettura e storia dell’arte che accompagneranno i cittadini nei luoghi storicamente e archeologicamente più rilevanti  situati lungo il tracciato della M4. Ogni tappa\, racconterà una stazione e la storia che la circonda. \nTutti gli appuntamenti – conferenze e visite guidate – sono gratuiti e aperti ai cittadini e alle cittadine\, con iscrizione attraverso il sito della Soprintendenza.
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeo Natura | Primavera in palafitta (Fiavé - TN)
DESCRIPTION:Con l’arrivo della primavera\, sabato 4 aprile a Fiavé riapre al pubblico il Parco Archeo Natura che assieme al Museo delle Palafitte e all’area archeologica Patrimonio Mondiale UNESCO offre un’occasione unica per immergersi nella preistoria del Trentino in un ambiente naturale di particolare bellezza. Un motivo in più per visitare le palafitte di Fiavé è la rassegna Primavera in palafitta: da fine marzo a maggio i visitatori di ogni età potranno sperimentare la preistoria grazie a visite partecipate\, attività laboratoriali e una caccia al tesoro per tutta la famiglia. Un’occasione per scoprire assieme agli esperti la vita quotidiana degli abitanti del villaggio che sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera oltre 3.500 anni fa. Il Parco e il Museo sono visitabili nei giorni di sabato\, domenica e festivi dalle ore 13 alle 18 fino al 17 maggio e tutti i giorni a partire dal 23 maggio.\n \nPrimavera in palafitta: gli appuntamenti dal 29 marzo al 24 maggio 2026\n \nDomenica 29 marzo ore 14.30 | Museo delle Palafitte | Dal filo alla trama: filati e tessuti nella preistoria | Laboratorio per famiglie sulla lavorazione delle fibre tessili per il confezionamento di stoffe e indumenti\, attestati nelle palafitte. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nSabato 4 e domenica 5 aprile ore 13-18 | Parco Archeo Natura | Caccia alle uova tra le palafitte del Parco Archeo Natura | Laboratorio per famiglie in autonomia con caccia all’indizio\, alla scoperta della vita quotidiana in palafitta. Attività gratuita. Al termine del percorso ogni partecipante riceverà un piccolo omaggio. Info e modalità di partecipazione presso la biglietteria.\n \nLunedì 6 aprile ore 14.30 | Parco Archeo Natura | Un giorno in palafitta | Visita guidata per tutti\, alla scoperta della vita quotidiana del villaggio palafitticolo di Fiavé di 3500 anni fa  | ore 16.30 Museo delle Palafitte di Fiavé | Avete detto palafitte? | Visita partecipata al museo\, sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Partecipazione alle singole attività 3 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 30 persone.\n  \nDomenica 12 aprile ore 14.30 | Museo delle Palafitte | La produzione ceramica nei villaggi palafitticoli | Laboratorio per famiglie sulla produzione ceramica nei villaggi preistorici di Fiavé.Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.\n\n \nDomenica 19 aprile ore 14.30 | Parco Archeo Natura | L’orto preistorico | Laboratorio per famiglie sulla produzione e consumo di cereali\, ortaggi e frutti\, attestati nelle palafitte di Fiavé. Partecipazione 4 euro 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nDomenica 3 maggio ore 14.30 | Museo delle Palafitte | Dolce come il miele | Attività per famiglie\, per riscoprire e sperimentare antiche ricette e sapori palafitticoli. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nSabato 9 maggio ore 14.30 | Parco Archeo Natura | Kid Pass Days | Schegge di pietra. Un pomeriggio preistorico | Laboratorio per famiglie per scoprire e sperimentare l’uso e la lavorazione della selce nelle comunità preistoriche di Fiavé e realizzare un piccolo manufatto in legno e selce. Partecipazione gratuita previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nDomenica 24 maggio ore 14.30 | Museo delle Palafitte | (S)punti di vista sul passato | Attività per giovani e adulti in collaborazione con il Distretto Famiglia delle Giudicarie Esteriori nell’ambito del progetto “Tutto nella Norma”. Cosa raccontano i reperti palafitticoli\, come sono stati interpretati dagli archeologi negli ultimi due secoli e cosa ancora ci possono svelare? Attraverso l’osservazione di alcuni manufatti e la lettura di testi lungo il percorso espositivo\, i partecipanti potranno mettersi in gioco formulando e verificando ipotesi per riflettere su stereotipi e preconcetti che hanno accompagnato la ricerca nella ricostruzione delle culture del passato. L’attività termina con un momento di lavorazione dell’argilla. Partecipazione gratuita previa prenotazioneonline www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
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SUMMARY:Presentazione scavi | Presentazione dello scavo della vasca romana di Villanova di Castenaso (Villanova di Castenaso - BO)
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo il MUV ospiterà il terzo e ultimo appuntamento della rassegna Racconti dalla città e dal territorio. Gli archeologi\, Annalisa Capurso\, della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e da Cristian Tassinari della ditta Tecne Srl\, illustreranno un frammento di storia del territorio di Castenaso presentando lo scavo della vasca romana\, portata in luce nel 2019 durante un intervento di archeologia preventiva\, poi restaurata ed esposta in loco. Il rinvenimento fa parte di un più ampio complesso rustico destinato alla lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli. \nUna serata per riscoprire insieme un prezioso frammento del nostro passato\, un’occasione per valorizzare la memoria del contesto locale. \nCosa: Presentazione scavo \nQuando: martedì 31 marzo ore 18:00 \nDove: MUV – Museo della civiltà Villanoviana (v. Tosarelli 191 ) \nIngresso libero \nPrenotazione: 051-780021 oppure \nmuv@comune.castenaso.bo.it
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LOCATION:MUV – Museo della civiltà Villanoviana\, via Tosarelli 191\, Villanova di Castenaso\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 1° aprile apre al pubblico la mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: il progetto riunisce il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione Corazzi\, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden\, che eccezionalmente rientra in Italia. \nOspitata al Piano Ipogeo fino al 4 ottobre\, la mostra sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona\, con un approfondimento sui reperti etruschi della collezione Corazzi e sul ruolo del collezionismo privato nella formazione del patrimonio culturale\, tra dimensione locale ed europea. Accanto ai bronzi\, una selezione di volumi antichi ne ricostruisce la fortuna critica\, mettendo in evidenza il valore delle fonti bibliografiche come strumenti fondamentali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo. La relazione con l’esposizione permanente della Fondazione evidenzia come le raccolte private possano diventare strumenti di conoscenza condivisa\, dai nuclei originari dei musei pubblici fino alle attuali forme di integrazione tra istituzioni pubbliche e private. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836944\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836944 \n \n\n\nGli Etruschi tornano “da Leida”: a Milano i bronzi Corazzi raccontano Cortona\nE. P.\nApre a Milano\, negli spazi ipogei della Fondazione Luigi Rovati\, la mostra Gli Etruschi e l’Olanda\, che riporta temporaneamente in Italia uno dei nuclei più significativi della celebre collezione Corazzi\, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden. È un ritorno carico di implicazioni storiche e archeologiche\, perché questi bronzi rappresentano una delle testimonianze più precoci dello studio sistematico delle antichità etrusche. \nSTATUETTA DI MAIALE. Produzione etrusca. Proveniente da Cortona. Fine V-IV sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden – Inv. CO 17\nFondazione Luigi Rovati\, Piano Ipogeo\, Fanciullo con oca. Foto Daniele Portanome\nBronzetti votivi e iscrizioni: il cuore della collezione\nIl nucleo dei bronzi Corazzi si distingue per la forte componente votiva. Molti esemplari provengono infatti da contesti santuariali dell’area cortonese e del lago Trasimeno\, dove offerte in bronzo venivano deposte come gesto rituale. \nSTATUETTA DEL DIO LARAN (COSIDDETTO “MARTEDI RAVENNA”) CON ISCRIZIONE VOTIVA IN ETRUSCO –THUCER HERMENAS TURUCE: THUCER HERMENAS(MI) DEDICÒ . Produzione etrusca proveniente da Ravenna (?) 540-520 a.C.Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, LeidenInv. CO 1\nTra i pezzi più significativi spiccano alcune piccole sculture che conservano ancora tracce epigrafiche: iscrizioni etrusche incise direttamente sul metallo\, che consentono di ricollegare l’oggetto a una precisa funzione cultuale. Il cosiddetto “putto con oca”\, ad esempio\, appartiene a questa categoria di offerte votive ed è accompagnato da iscrizione\, così come il grifone bronzeo da Campaccio\, databile alla metà del IV secolo a.C.\, legato a un culto dedicato a Tinia\, divinità suprema del pantheon etrusco. \nQuesti oggetti rivelano una produzione di alto livello\, caratterizzata da fusione a cera persa\, rifiniture puntuali e attenzione anatomica\, elementi che indicano botteghe specializzate attive tra VI e IV secolo a.C. \nSTATUETTA DI OFFERENTE CON COLOMBA (?). Produzione etrusca da Montecchio (Castiglion Fiorentino) Fine IV-prima metà III sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 30\nUn “santuario disperso”: la raccolta Corazzi tra scavo e mercato antiquario\nLa collezione nacque nel Settecento come raccolta privata\, ma molti dei bronzi derivano da rinvenimenti locali\, talvolta interpretati come parte di veri e propri depositi votivi\, come quello di Montecchio. \nGià gli antiquari dell’epoca riconoscevano il valore eccezionale di questi materiali: un inventario ottocentesco descrive bronzi con iscrizioni\, figure divine\, animali simbolici e oggetti rituali\, tra cui candelabri e strumenti legati al sacrificio. \nSTATUETTA DI FANCIULLO CON OCA E ISCRIZIONEVOTIVA IN ETRUSCO – VELIAS · FANACNAL · UFLAS/ ALPAN · MENAE · CLEN · CEA · TUINES · TLENAEIS:VELIA FANACNEI DEDICÒ (QUESTO OGGETTO)A THUFLTHA PER IL BENESSERE DEL SUO BAMBINOProduzione etrusca. Proveniente da Montecchio (Castiglion Fiorentino). Metà II sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 4\nQuesta varietà suggerisce un contesto cultuale articolato\, in cui offerte diverse convivevano all’interno di uno stesso spazio sacro. \nDal museo privato all’Europa: la fortuna dei bronzi etruschi\nLa storia della collezione riflette la nascita dell’archeologia moderna. Nel XVIII secolo\, opere come il Museum Etruscum diffusero in tutta Europa immagini e descrizioni di questi reperti\, contribuendo alla formazione dell’“etruscomania” e alla circolazione di modelli iconografici. \n\nVenduta nel 1826 ai Paesi Bassi\, la raccolta divenne la prima grande collezione etrusca oltre le Alpi\, segnando un passaggio decisivo verso la musealizzazione pubblica del patrimonio. \nUn ritorno che è anche rilettura critica\nLa mostra milanese mette in dialogo i bronzi con i libri che ne hanno tramandato immagini e interpretazioni. Il risultato è un percorso che restituisce la doppia vita dell’oggetto archeologico: materiale e culturale\, tra scavo\, collezionismo e studio. \nFILIPPO BUONARROTI. Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additaexplicationes et conjecturae (1723-24) Fondazione Luigi Rovati\, MilanoPubblicato in aggiunta a Thomas Dempster. De Etruria regali. Firenze:ex Typographia Albizziniana\, 1723-1724\nUn ritorno temporaneo che\, più che chiudere un cerchio\, riapre il dibattito sul rapporto tra territorio\, memoria e circolazione delle opere. \nAccompagna la mostra il catalogo Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi\, edito dalla Fondazione Luigi Rovati\, che raccoglie saggi e contributi di Paolo Bruschetti\, Luigi Donati\, Ruurd Binnert Halbertsma\, Paolo Giulierini\, Giulio Paolucci e Patrizia Rocchini. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ GLI ETRUSCHI E L’OLANDA. A/R dei bronzi Corazzi📍 Milano\, Fondazione Luigi Rovati📅 1° aprile – 4 ottobre 2026🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org \n #archeologia #archeologiaEtrusca #bronziCorazzi #collezionismo #Cortona #Etruschi #FondazioneRovati #iscrizioniEtrusche #Leida #Milano #mostreMilano #santuariEtruschi\n  \n \n 2 April 2026\, 11:16  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Cinema archeologico | ArcheoCinema a Tridentum (Trento)
DESCRIPTION:“l colori del passato” è il tema della nuova edizione di “ArcheoCinema a Tridentum”\, la rassegna proposta allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas\, a Trento\, in piazza Cesare Battisti\, dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali provinciale in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Tre gli appuntamenti in programma\, l’8\, 15 e 22 aprile alle ore 18\, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri\, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico\, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e da Barbara Maurina\, archeologa della Soprintendenza e componente del comitato scientifico di RAM film festival. La partecipazione è libera e gratuita.\nL’iniziativa\, che si svolge nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana” allestita nel sito e presso la Villa romana di Orfeo fino al prossimo 31 ottobre\, fa parte di un ampio progetto che vede la collaborazione con l’AICC – Associazione Italiana di Cultura Classica – Delegazione del Trentino-Alto Adige AICC\, l’Università degli Studi di Padova\, l’Università degli Studi di Trento\, il MUSE Museo delle Scienze e il sostegno della Fondazione CARITRO. \n  \nLeggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=100566822\n https://storiearcheostorie.com/?author=100566822 \n \n\n\nArcheologia\, a Trento torna la rassegna “ArcheoCinema a Tridentum”\nS&A\nl colori del passato è il tema della nuova edizione di ArcheoCinema a Tridentum\, la rassegna proposta allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas\, a Trento\, in piazza Cesare Battisti\, dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”.  \nPer approfondire: Affreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/12/22/colori-di-tridentum-mostra-trento/ \n \nTre gli appuntamenti in programma\, l’8\, 15 e 22 aprile alle ore 18\, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri\, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico\, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita. \n\nmercoledì 8 aprile 2026\, ore 18 | Rosso\, i colori dell’arte | Regia di Linda Tugnoli\, Italia 2023\, 52′ | L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità\, simbolo di sangue e fuoco\, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia\, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi\, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro\, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso tiziano e i rossi di Caravaggio. \nmercoledì 15 aprile 2026\, ore 18 | La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire | Regia di Alexis de Favitski\, Francia 2024\, 52′ | Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet\, nel dipartimento francese dell’Ardèche\, le sue straordinarie pitture rupestri\, tra le più antiche al mondo\, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux\, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.  \nmercoledì 22 aprile 2026\, ore 18| Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland | Regia di Elli Kriesch\, Germania 2000\, 46′ | Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca\, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni\, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos\, al famoso cimitero di Atene\, all’Acropoli\, a Delfi\, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono\, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica\, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.  \nPer informazioni: www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia \n #archeologia #cinema #cinemaArcheologico #Tridentum\n  \n \n 2 April 2026\, 9:43  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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SUMMARY:Conferenza | Archeologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro (Ozzano dell'Emilia - BO)
DESCRIPTION:In occasione della Festa Internazionale della Storia 2026\, la Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Ozzano dell’Emilia organizzano un evento pubblico aperto a tutta la cittadinanza sulla città romana di Claterna.\nVerranno presentati i risultati delle più recenti ricerche condotte dal Ministero della Cultura nella città romana e le attività didattiche e di valorizzazione svolte e in programma presso il Museo di Claterna. \nProgramma \nore 10.00 Saluti istituzionali \nFrancesca Tomba\, Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bologna\nLuca Lelli\, Sindaco di Ozzano dell’Emilia\nMatteo di Oto\, Assessore alla Cultura del Comune di Ozzano dell’Emilia\nDebora Badiali\, Città metropolitana di Bologna\, Distretti Culturali \nore 10.30 Relazioni \nValentina Di Stefano\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna\nI progetti del Ministero della Cultura a Claterna: teatro romano\, domus dei mosaici e casa rossa \nRoberta Michelini\, Museo di Claterna\nProgetti di didattica e divulgazione del Museo di Claterna \nClaudio Negrelli\, Luca Forni\, Phoenix Archeologia\nLa carta archeologica del centro urbano di Claterna \nModera\nNoemi Di Leonardo\, Giornalista di Bologna Today \n  \n\nArcheologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro\n\n\nSabato 11 aprile 2026\, ore 10:00-12:00 \nSala R. Raparelli – Via degli Orti 16/A\, Ozzano dell’Emilia (BO) \nEvento gratuito con ingresso libero fino a  esaurimento dei posti disponibili\nPer informazioni: museo@comune.ozzano.bo.it
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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