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SUMMARY:Mostra | Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio (Trento)
DESCRIPTION:Venerdì 24 luglio\, dalle 18.00 alle 23:00\, il museo inaugura “Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio”\, un nuovo progetto espositivo che restituisce al pubblico la rinnovata sezione egizia del museo e ospita una mostra temporanea dedicata all’affascinante civiltà dell’antico Egitto. \nLa serata inaugurale offrirà l’occasione di scoprire in anteprima quattro sale di Castelvecchio\, trasformate in un percorso immersivo che conduce tra reperti\, racconti e suggestioni alla scoperta della religione\, dei rituali e della vita quotidiana dell’antico Egitto. Inoltre\, un video proiettato nei giardini accompagnerà i visitatori alla scoperta del dietro le quinte dell’allestimento\, raccontando le diverse fasi dell’ideazione e della realizzazione della mostra e le professionalità e le competenze che hanno contribuito a renderla possibile. \nIl nuovo allestimento è il risultato di un’approfondita campagna di studio e catalogazione della collezione egizia del museo\, realizzata tra il 2020 e il 2024. Accanto al percorso permanente\, la mostra temporanea – visitabile fino al 31 ottobre 2026 – riunisce preziosi reperti provenienti dalle collezioni Nizzoli del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dalle collezioni Picchianti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da altre importanti istituzioni museali italiane. \nDalla geografia delle terre del Nilo alla passione per l’Egitto che attraversa i secoli\, il percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei grandi temi della civiltà egizia: il mondo degli dèi e della regalità sacra\, l’arte della bellezza\, il cibo come nutrimento di uomini e divinità e le pratiche che preparavano il corpo al viaggio nell’aldilà. \nLa curatela della mostra e della sezione è affidata ad Annamaria Azzolini\, archeologa del museo. L’ideazione del concept è dell’arch. Marianna Saporito\, mentre il progetto esecutivo e la direzione artistica sono di Erich Invernizzi – Studio Designers; il coordinamento del progetto è dell’arch. Adriano Conci. La progettazione multimediale è curata da Raffaele Carlani – KatatexiLux. Il lavoro è frutto di un confronto con tutto il personale del museo che\, a vario titolo\, è coinvolto nella realizzazione e successiva gestione dell’allestimento\, nell’ottica della progettazione partecipata e condivisa\, fortemente voluta dal direttore arch. Cristina Collettini. \nL’accesso è libero alle sale della mostra\, ma contingentato.
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SUMMARY:Visite | Alla scoperta degli scavi di Piazza Beccaria (Firenze)
DESCRIPTION:Sabato 25 e domenica 26 luglio sarà possibile visitare eccezionalmente il cantiere degli scavi archeologici di Piazza Beccaria e conoscere da vicino gli ultimi importanti rinvenimenti della Firenze medievale emersi durante i lavori per la realizzazione della tranvia.\nIn particolare\, gli scavi hanno riportato alla luce un tratto della cinta muraria trecentesca e gli ambienti annessi a Porta alla Croce. Si tratta di testimonianze di grande valore storico e archeologico\, che documentano l’antico sistema difensivo della città.\nGrazie alla collaborazione tra Soprintendenza\, Comune di Firenze e Direzione dei lavori\, sarà possibile visitare eccezionalmente gli scavi appena conclusi\, prima della ricopertura delle strutture archeologiche.\nPer maggiori informazioni e per conoscere le modalità di prenotazione: https://soprintendenzafirenze.cultura.gov.it/visite-guidate-piazza-beccaria/\n\nLeggi l’articolo sulle novità degli scavi pubblicato su Storie & Archeostorie:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/07/17/scavi-piazza-beccaria-firenze-fortificazioni-medievali-2026/
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SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Visite guidate | Alla scoperta di un nuovo sito paleolitico sul Monte Baldo (Trento)
DESCRIPTION:Le ricercatrici e i ricercatori del MUSE hanno avviato nei mesi scorsi una nuova campagna di scavo al Riparo Prà da Stua\, un importante sito archeologico sul Monte Baldo che\, grazie all’eccezionale stato di conservazione dei reperti\, sarà al centro delle attività di ricerca del museo nei prossimi anni. Domenica 2 e 9 agosto sarà possibile visitare lo scavo e scoprire alcuni dei ritrovamenti emersi durante la campagna estiva\, grazie a due visite guidate organizzate dal MUSE in collaborazione con l’Università di Trento e i Comuni di Avio e Brentonico. \n  \nIl Monte Baldo rappresenta da sempre un’area di particolare interesse per lo studio dell’evoluzione del paesaggio e della relazione tra comunità umane e territorio alpino. Nel corso del 2025 e 2026 le ricercatrici e i ricercatori MUSE hanno avviato l’indagine del sito preistorico denominato Riparo Prà da Stua\, situato tra i Comuni di Brentonico e Avio. Si tratta di un riparo sottoroccia già oggetto di intense ricognizioni di superficie tra la fine degli anni ’80 ed inizio anni ’90 del secolo scorso a opera di Domenico Nisi e del Museo Civico di Rovereto\, che ne avevano segnalato l’interesse alle autorità competenti. \nDopo un primo intervento esplorativo nel 2024 e una prima campagna nel 2025\, il MUSE ha ripreso le indagini nei mesi scorsi in collaborazione con l’Università di Trento allo scopo di comprendere meglio la complessità e la rilevanza delle tracce antropiche conservate all’interno del deposito archeologico. \nLa campagna di ricerca ha portato alla luce testimonianze della frequentazione umana in diversi momenti della preistoria più antica\, quando gruppi di cacciatori-raccoglitori abitarono ripetutamente in questo luogo\, costruendo accampamenti stagionali per lo sfruttamento delle ricche risorse presenti sul Baldo. L’ottimo stato di conservazione dei reperti (manufatti in pietra scheggiata\, ossa animali e \ntracce di focolari)\, portati alla luce durante lo scavo e l’attività di lavaggio dei sedimenti svolta presso il Centro Dossioli\, messo a disposizione dal Comune di Avio\, MUSE e Università di Trento proseguiranno le indagini nei prossimi anni\, cercando di svelare quanto più possibile sulla vita dei nostri antenati che frequentarono questi luoghi tra Paleolitico e Mesolitico. \n  \nLe prime visite guidate al riparo si terranno domenica 2 agosto\, alle 10.30 e alle 15; e domenica 9 agosto alle 15. Il punto di ritrovo sarà il piazzale situato dopo il piccolo ponte al bivio tra la SP208 e la SP230 (in direzione Madonna della Neve). Il sito si raggiunge a piedi in pochi minuti\, dopo la salita di una piccola rampa; in totale la durata della visita sarà di circa 1 ora e mezza. \n  \n“Il sito di Riparo Prà da Stua – afferma Rossella Duches\, archeologa MUSE e coordinatrice dello scavo – rappresenta un contesto di estremo interesse per la ricostruzione della vita dei nostri antenati paleolitici. Queste prime campagne di scavo hanno già permesso di comprendere come i cacciatori-raccoglitori tornarono più volte a occupare stagionalmente questo riparo\, scheggiando la selce presente nelle formazioni rocciose del Baldo e cacciando animali tipici di ambienti diversi\, dalla prateria d’alta quota alle foreste che occupavano versanti e pianori a quote inferiori. Nelle prossime settimane invieremo alcuni campioni a un laboratorio per conoscere l’età esatta di queste frequentazioni umane e aggiungere un nuovo tassello alla storia del Monte Baldo\, territorio che non smette mai di rivelare informazioni sul nostro passato e il rapporto mutevole ma inscindibile tra umanità e ambiente alpino”. \n  \n“Prà da Stua – aggiunge Diego Angelucci dell’Università di Trento – è un sito di grande potenzialità\, il cui studio permetterà di chiarire come gli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori dell’area prealpina reagirono di fronte alle trasformazioni dell’ambiente occorse circa 12.000 anni fa. E\, in generale\, aiuterà anche a comprendere come noi umani possiamo far fronte ai cambiamenti climatici e ambientali”. \n  \nDomenica 2 e 9 agosto 2026 \nPrà da Stua\, Monte Baldo \nPartecipazione libera \nInfo: museinfo@muse.it \, tel.  0461 270311\nwww.muse.it
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SUMMARY:Eventi | Mese dei Bronzi di Riace (Reggio Calabria)
DESCRIPTION:Non più solo un museo\, ma un&#39;intera regione che racconta il proprio patrimonio\nartistico-culturale attraverso i Bronzi di Riace. Da martedì 4 agosto la Calabria celebra\nil “Mese dei Bronzi di Riace” attraverso una serie di eventi diffusi su tutto il territorio\nregionale che culmineranno domenica 16\, nel cinquantaquattresimo anniversario del\nritrovamento dei due capolavori assoluti della scultura greca.\nPromosso dalla Regione Calabria ai sensi della L.R. n. 19/2023\, il progetto denominato\n“I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito” segna un cambio di passo nella valorizzazione\ndel patrimonio culturale calabrese. L&#39;obiettivo è chiaro: trasformare i due celebri\nguerrieri da simbolo cittadino a motore culturale e turistico per l&#39;intera regione\,\ncostruendo un racconto contemporaneo della Magna Grecia attraverso linguaggi\nartistici innovativi.\nIl Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si conferma il fulcro scientifico e\nsimbolico dell&#39;intera manifestazione\, diventando il punto di partenza di una rete\ncapillare di eventi.\nSpettacoli performativi\, concerti e installazioni artistiche animeranno infatti i principali\npoli culturali\, i parchi archeologici e i luoghi simbolici di tutte e cinque le province\ncalabresi. Si tratta di un percorso itinerante e integrato che mira a incrementare\nl’attrattività turistica della regione Calabria\, diffondere la conoscenza dell&#39;identità della\nMagna Grecia\, creare un sistema culturale diffuso che generi indotto economico e\nsociale.\n«Vogliamo costruire un&#39;offerta integrata che\, partendo dall&#39;eccezionale valore\nuniversale dei Bronzi di Riace\, accompagni i visitatori alla scoperta dei borghi\, dei siti\narcheologici\, dei musei\, delle tradizioni e delle eccellenze della nostra regione\,\nattraverso la musica\, la storia\, l&#39;arte». Lo afferma l&#39;assessore al turismo Giovanni\nCalabrese presentando il progetto e confermando l&#39;azione del Dipartimento Turismo\nsulla promozione di una Calabria straordinaria.\n«Investire sui Bronzi significa investire sull&#39;immagine della Calabria\, rafforzando la\ndestagionalizzazione dei flussi turistici e creando nuove opportunità di crescita per le\ncomunità locali. È una sfida – prosegue Calabrese – che affrontiamo con una\nprogrammazione condivisa\, nel rispetto dei principi di concertazione e sussidiarietà\nprevisti dalla normativa regionale\, valorizzando le risorse disponibili e mettendo al\ncentro cultura\, turismo e sviluppo sostenibile».\nInteramente finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attività di promozione\n“Calabria Straordinaria”\, il programma della prima edizione del “Mese dei Bronzi di\nRiace&quot; con &quot;Un patrimonio che vive\, un territorio che racconta&quot; parte dall’idea di un\nmodello unitario e policentrico che troverà la sua massima espressione nell&#39;evento del\n7 agosto\, durante il quale cinque luoghi della cultura calabrese si illumineranno in\ncontemporanea.\nIl primo appuntamento è in programma martedì 4 agosto a Bianco\, sulla scogliera di\nCapo Bruzzano. L’evento avrà inizio alle ore 5:30 e proseguirà\, alle prime luci dell’alba\,\ncon il concerto della pianista e cantante cubana Jany McPherson\, al piano e voce: un\nformato acustico a posti limitati\, ecosostenibile e rispettoso dei siti di nidificazione\ndella tartaruga Caretta caretta.\nVenerdì 7 agosto\, alle ore 21\, cinque luoghi della cultura calabrese\, ciascuno dedicato\nai Bronzi di Riace e alle figure del mito\, si illumineranno in contemporanea con un\nprogramma che prevede una visita guidata gratuita\, musica dal vivo e una lettura\nscenica. Un format pensato per raccontare l&#39;unità culturale della regione.\nA Reggio Calabria (MArRC) la Senocrito Festival Orchestra eseguirà Le Quattro\nStagioni di Vivaldi\, solista al violino Miriam Campobasso\, con la voce recitante di Letizia\nTrunfio. A Cosenza (Galleria Nazionale di Palazzo Arnone) la violoncellista Martina\nBiondi proporrà Solo\, voce recitante Marco Silani. A Catanzaro (Parco Archeologico di\nScolacium)\, l&#39;Orchestra da camera La Nuova Verdi si esibirà con il soprano e voce\nrecitante Angela Stella Cimbalo\, diretti da Andrea Francesco Calabrese. A Vibo\nValentia (Castello Normanno-Svevo) sarà di scena la Philharmonia Leonardo Vinci\,\ndiretta da Gianfranco Russo e Francesco Fortunato\, voce recitante Giuliana Pelaggi\,\nmentre a Crotone (Fortezza di Le Castella) si terrà il concerto del Quintetto Kotron\, per\nfiati e pianoforte\, con le voci recitanti di Erika Paone e Paola Iazzolino. Un viaggio\ncorale tra musica e narrazione per raccontare\, in cinque luoghi simbolo della Calabria\,\nla storia più affascinante e ancora avvolta nel mistero dell&#39;archeologia italiana.\nSabato 8 agosto il Polo Museale di Soriano Calabro ospiterà Alle Origini del Mito\, con\nla rappresentazione teatrale della Medea di Euripide\, ispirata ai miti\, ai personaggi e\nalla cultura della Magna Grecia\, per la regia di Carlo Emilio Lerici.\nLunedì 10 agosto tra il Museo e il Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri si\nsnoderà Tra Uomini e Dei\, un percorso narrativo in cinque tappe\, di circa 20 minuti\nciascuna\, guidato da quattro figure mitiche: Nosside\, Persefone\, Zaleuco\, Senocrito. Un\nviaggio che intreccia archeologia\, musica\, performance e degustazioni di prodotti del\nterritorio\, accompagnando il visitatore dal mondo degli uomini a quello degli dèi.\nChiusura con il concerto del cantautore e pianista Raphael Gualazzi.\nA Riace\, mercoledì 12 agosto in Piazza Bronzi di Riace andrà in scena Tra arte e mito\,\nun appuntamento che valorizza una delle aree più affascinanti della costa ionica\ncalabrese\, nota in tutto il mondo per il ritrovamento dei celebri Bronzi. Un’occasione\nper riscoprire Riace attraverso linguaggi culturali diversi\, in un’atmosfera capace di\nconiugare storia\, identità e creatività contemporanea.\nIl momento più suggestivo della rassegna arriverà il 16 agosto\, giorno del 54°\nanniversario del ritrovamento dei Bronzi\, avvenuto sulla costa jonica reggina proprio il\n16 agosto del 1972. In Piazza De Nava a Reggio Calabria\, davanti al Museo\nArcheologico Nazionale\, il Premio Oscar Nicola Piovani porterà in scena Note a\nmargine\, con la facciata di Palazzo Piacentini che si trasformerà in uno spazio scenico\,\ngrazie a un sapiente gioco di luci e la proiezione delle immagini di Milo Manara.\nAccompagnato da Marina Cesari (sax e clarinetto)\, Marco Loddo (contrabbasso) e\nVittorino Naso (percussioni)\, il compositore e pianista romano intesserà un racconto\nmusicale in cui si intrecciano parola e musica.\n«I Bronzi di Riace rappresentano molto più di un capolavoro archeologico: sono il\nsimbolo dell&#39;identità culturale della Calabria e della sua straordinaria capacità di\ncustodire e tramandare la propria storia»\, dichiara il Direttore del MArRC\, Fabrizio\nSudano. «Grazie al programma regionale per la celebrazione del “Mese dei Bronzi di\nRiace”\, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria promuove un progetto che\,\nattraverso eventi performativi e concertistici diffusi sull&#39;intero territorio calabrese\,\nintende rafforzare il legame tra il patrimonio custodito nel Museo e le comunità che lo\nriconoscono come parte della propria memoria e del proprio futuro. Quest’iniziativa\ntestimonia come i Bronzi continuino a essere una fonte di ispirazione\, conoscenza e\npartecipazione capace di generare nuove occasioni di incontro tra cultura\, arte e\nterritorio».
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SUMMARY:Dal villaggio palafitticolo alla sand art: due weekend speciali al Museo delle Palafitte del Lago di Ledro (Ledro - TN)
DESCRIPTION:Domenica 9 agosto\, dalle 10.30\, il museo ospita “Piazza Preistoria” \nSabato 15 il museo propone “Sand Prehistory” e la premiazione di “Vinci una notte in palafitta” \nValigette “preistoriche”\, sand art e una notte in palafitta. Ad agosto il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro presenta due weekend dedicati alla preistoria\, tra tecnologia e arte. Domenica 9 agosto\, dalle 10.30\, prende vita “Piazza Preistoria: il museo degli oggetti parlanti”\, un’intera giornata che catapulta il pubblico indietro di 4.000 anni nel villaggio palafitticolo di Molina di Ledro insieme alla squadra di robotica giovanile “Se ghe la fen se no”. Il fine settimana di Ferragosto sarà invece all’insegna dell’arte con “Sand Prehistory” dove l’artista Nadia Ischia darà vita a una suggestiva performance di sand art\, creando immagini con la sabbia. Nel corso della serata si terrà anche la premiazione del concorso “Vinci una notte in palafitta”\, appuntamento che da tredici anni offre la possibilità di vivere un soggiorno in una delle palafitte di Molina di Ledro\, riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO.   \n  \nIl programma di domenica 9 agosto  \nDomenica 9 agosto\, dalle 10.30\, il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro ospita “Piazza Preistoria”\, una giornata dedicata a tecnologia e archeologia insieme alla squadra di robotica extrascolastica “Se ghe la fen se no”\, composta da ragazze e ragazzi della Valle dei Laghi. \nPer l’occasione il gruppo porterà ArcheoViva\, una valigetta contenente copie di reperti archeologici provenienti dal Museo delle Palafitte. Si tratta di oggetti accessibili a tutte e a tutti\, che possono essere toccati con mano e che\, se scossi\, riproducono una spiegazione del reperto. \n“Se ghe la fen se no” porterà con sé anche uno scanner automatico per la catalogazione dei reperti\, grazie al quale i partecipanti potranno scoprire come la tecnologia possa aiutare a osservare\, raccontare e rendere più accessibili i reperti archeologici. \nLa giornata si concluderà con una dimostrazione di modellini LEGO che prendono vita grazie alla robotica. \n  \nIl programma di sabato 15 agosto \nIl weekend di Ferragosto si aprirà sabato 15 agosto\, alle 21\, al Museo delle Palafitte del Lago di Ledro con “Sand Prehistory”. \nL’artista Nadia Ischia darà vita a una suggestiva performance di sand art: immagini create con la sabbia prenderanno forma\, si trasformeranno e scompariranno davanti agli occhi del pubblico\, dando vita a scene\, gesti e dettagli ispirati alla vita del villaggio palafitticolo. \nLa performance sarà accompagnata dalle letture di Laura Lotti. Nel corso della serata verranno inoltre premiati i vincitori del concorso “Vinci una notte in palafitta”\, realizzato in collaborazione con APT Garda Dolomiti. L’ingresso è gratuito.
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SUMMARY:Eventi | Archeologia sotto le stelle (Grosseto)
DESCRIPTION:Lunedì 10 agosto\, nella notte di San Lorenzo\, al Parco archeologico di Roselle\, si terrà la nuova edizione dell’evento (record di presenze lo scorso anno) Archeologia sotto le stelle\, realizzato in collaborazione con AMSA – Osservatorio Astronomico Comunale di Roselle.\nL’iniziativa\, patrocinata da INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica)\, SAIt (Società astronomica italiana) e SISFA (Società Italiana degli Storici della Fisica e dell’Astronomia) comincerà con una visita accompagnata all’area archeologica a cura del personale del Ministero della Cultura alle ore 20.15 e proseguirà alle ore 21.30 con la conferenza  di Nazario Montuori\, responsabile della stazione PRISMA ITTO09 dell’Osservatorio Astronomico di Roselle\, intitolata La storia delle stelle cadenti della notte di San Lorenzo\, dal mito alla scienza moderna – la ricerca Prisma Inaf\, per poi concludersi infine con l’osservazione e l’illustrazione della volta celeste con i telescopi.\n\nLa visita accompagnata è compresa nel prezzo di ingresso al Parco (4 euro biglietto intero\, 2 euro ridotto). Prevista la possibilità di un contributo volontario all’Associazione.\nConsigliata la prenotazione.\nPer info e prenotazioni:\nParco archeologico di Roselle: tel. 331 6194577\nemail : pa-maremma.parcoroselle@cultura.gov.it
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SUMMARY:Conferenza | Piazza Santissimi Martiri\, gli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo: indagini e scoperte (San Canzian d’Isonzo - GO)
DESCRIPTION:Si svolgeranno Giovedì 6 agosto e Venerdì 21 agosto nella sala maggiore del Centro civico di San\nCanzian d’Isonzo – via Trieste 12 – due incontri organizzati dal Comune di San Canzian d’Isonzo\ncon la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia\nGiulia\, finalizzate a rendere noto lo sviluppo degli studi riguardanti i vari ritrovamenti rinvenuti in\ncomune di San Canzian d’Isonzo e le nuove ipotesi inerenti migrazioni e insediamenti medioevali\nnel territorio. A seguito delle attività di indagine preventiva dell’interesse archeologico propedeutica\nall’opera di riqualificazione della Piazza dei santissimi Martiri Canziani effettuate nel corso del\n2023 e 2024 nuove ipotesi stanno emergendo e verranno affrontate nei due incontri agostani. \nLe recenti indagini archeologiche\, svoltesi sotto la direzione scientifica della Soprintendenza\nArcheologia\, Belle arti e Paesaggio per il FVG\, sono state affidate dal Comune all’archeologo dott.\nDario Innocenti\, a seguito della progettazione realizzata dalla dott.ssa Federica Codromaz.\nNel corso degli anni ’60 del secolo scorso\, negli immediati pressi dell’area oggetto dell’intervento\nfu intrapresa dall’Università degli Studi di Trieste\, coordinati dall’archeologo Mario Mirabella\nRoberti\, una serie di scavi che misero in luce un sito pluristratificato\, costituito da resti delle mura\nperimetrali e dei mosaici di un edificio identificato come una basilica paleocristiana\, per la quale\nsono state individuate almeno tre fasi e che si era ipotizzato fosse stata abbandonata nel corso del X\nsecolo. \nNell’area\, inoltre\, sono state messe in luce\, sia in questi scavi che durante indagini successive\nrealizzate nel 2012 dirette dalla Soprintendenza alcune strutture abitative e produttive riferibili\nall’epoca romano-imperiale. \nLe evidenze rinvenute nelle due ultime campagne di scavo\, coerenti con la frequentazione già nota\ndell’area\, hanno permesso di ricostruire con maggiore accuratezza le fasi di occupazione dell’area\ndella piazza. Oltre a riportare in luce la muratura meridionale della cosiddetta basilica paleocristiana\,\ni relativi piani pavimentali e alcuni lacerti musivi\, oggetto di un immediato intervento di\nconservazione\, si è accertata la presenza di diverse strutture successive alla basilica\, il cui uso non è\nancora stata determinato. Inoltre\, è stata rinvenuta un’area cimiteriale riferibile all’epoca medievale. \nL’indagine si è conclusa con la completa documentazione di tutte le evidenze rilevate ponendo\nparticolare attenzione ai livelli riferibili all’epoca tardoantica\, cronologicamente compatibili con la\nbasilica paleocristiana che hanno permesso di riconoscere diverse fasi di utilizzo dell’edificio di\nculto. \n  \nComune di San Canzian d’Isonzo\nPiazza Santissimi Martiri\nGli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo\nIndagini e scoperte\nCentro Civico P. Levi – San Canzian d’Isonzo\, via Trieste 12 \nGiovedì 6 agosto 2026 ore 20.30: La piazza dall’Età romana all’Alto Medioevo \nVenerdì 21 agosto 2026 ore 20.30: La piazza dal Medioevo al Rinascimento \nINTERVENTI\ndott.ssa Paola Ventura Soprintendente Archeologia\, belle arti e paesaggio per il FVG\ndott.ssa Giorgia Musina Funzionaria Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio FVG\ndott. Dario Innocenti\ndott.ssa Federica Codromaz\ndott. Luca Ventura
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SUMMARY:Tornano le Serate nella Grande Pompei: visite notturne e teatro tra i siti archeologici del Parco (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dal 28 agosto al 10 ottobre i siti archeologici della Grande Pompei torneranno ad aprirsi nelle ore serali per offrire al pubblico un’esperienza di visita “by night”. Tutti i venerdì e sabato sarà infatti possibile passeggiare tra i luoghi simbolo del Parco Archeologico di Pompei dalle 19:30 alle 23:30\, con ultimo ingresso alle 22:30\, mentre in alcune serate il programma sarà arricchito dalle performance teatrali della seconda edizione di Esopop\, dal titolo “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”\, il progetto dedicato al teatro e allo spettacolo dal vivo che quest’anno si ispira alla figura di Dioniso e ai misteri dei suoi culti. \nL’iniziativa coinvolgerà i siti della Grande Pompei\, offrendo ai visitatori un calendario di appuntamenti distribuiti tra Pompei\, Oplontis\, Boscoreale e Stabia\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico attraverso nuove forme di fruizione capaci di coniugare ricerca\, cultura e spettacolo. \nA Pompei sono due i percorsi disponibili. Nelle serate del 29 agosto\, 5\, 12\, 19\, 26 settembre e 10 ottobre\, il pubblico potrà optare per l’itinerario con ingresso da Piazza Anfiteatro che include l’accesso all’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione presso la Palestra Grande e ad alcune tra le domus di particolare pregio\, come i Praedia di Giulia Felice\, la Casa della Venere in Conchiglia e la Casa di Octavio Quartio. \nL’altro itinerario prevede invece la visita alla Villa dei Misteri e\, con spostamento in navetta\, anche alla Villa Regina di Boscoreale. Nelle stesse date (tranne il 10 ottobre) la Villa dei Misteri ospiterà gli spettacoli della rassegna Esopop (solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti – info su www.pompeiesopop.it). \nAnche l’Antiquarium di Boscoreale sarà protagonista della rassegna con aperture serali il 29 agosto\, il 5\, 12\, 19 settembre e il 10 ottobre. Inoltre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre\, il sito ospiterà lo spettacolo di Esopop “La cura del Dio. Frammenti di un contagio”. \nA Oplontis il calendario prenderà il via venerdì 28 agosto con una performance teatrale di Esopop “Semele. La verità è un fuoco”. Seguiranno\, nei venerdì 4\, 11 e 18 settembre\, visite a cura dell’Archeoclub. Venerdì 25 settembre il sito sarà aperto di sera al pubblico per la visita libera\, mentre sabato 26 settembre\, infine\, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio\, la Villa di Poppea ospiterà “Weekend di cultura a Oplontis”\, con rievocazioni storiche\, itinerari e attività didattiche organizzate dal Gruppo Archeologico Kyme. \nIl Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana sarà aperto venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18\, 25 settembre e\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre. Venerdì 4 settembre il Museo ospiterà anche una delle performance di Esopop\, “Dionysos. Lo straniero”. Il programma prevede inoltre due iniziative di approfondimento: il 18 settembre l’Associazione Antica Necropoli di Stabiae promuoverà visite guidate gratuite curate dai propri soci e da una guida abilitata\, mentre il 25 settembre l’Archeoclub di Castellammare di Stabia organizzerà una visita guidata gratuita in collaborazione con l’associazione Astrofili\, con un focus dedicato al cosiddetto Planisfero delle Stagioni. \nAnche Villa San Marco sarà interessata dalle aperture serali del 28 agosto\, 4\, 11\, 18 e 25 settembre\, oltre che sabato 26 settembre per le Giornate Europee del Patrimonio. Nelle serate dell’11 e del 18 settembre il sito farà da scenario a due appuntamenti della rassegna Esopop\, trasformando gli spazi dell’antica villa in un palcoscenico dedicato al racconto teatrale del mito dionisiaco. \nVilla Arianna completerà il percorso delle aperture straordinarie con visite serali venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18 al 25 settembre e sabato 26 settembre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere uno dei complessi residenziali più significativi dell’antica Stabiae in una suggestiva atmosfera notturna. \nCuore della proposta culturale sarà la seconda edizione di Esopop\, intitolata “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”. Il progetto è dedicato quest’anno alla figura di Dioniso e ai riti misterici legati al suo culto\, un tema scelto in relazione allo straordinario ritrovamento avvenuto nella Regio IX\, dove una raffinata dimora dedicata alla divinità\, la Casa del Tiaso\, ha restituito una delle più importanti megalografie finora emerse dagli scavi. La domus conserva infatti\, nella sala colonnata\, un originale corteo dionisiaco tuttora in fase di restauro\, destinato in futuro a essere aperto anche alla fruizione del pubblico. \nDopo il loro ideale incontro nella Villa dei Misteri\, i protagonisti del mito raggiungeranno gli altri luoghi del Parco Archeologico di Pompei – Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna\, Boscoreale e il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana – dando vita a un percorso culturale diffuso che intreccia archeologia\, teatro e valorizzazione del patrimonio\, offrendo al pubblico nuove occasioni di scoperta della Grande Pompei nelle suggestive ore della sera. \nOrari spettacoli. Spettacoli serali in due turni\, alle ore 20:00 e alle ore 21:30. Su prenotazione e con biglietto d’ingresso su www.vivaticket.it selezionando “Ecstatic Pompeii”. Spettacoli pomeridiani alle ore 15:30 e alle ore 17:00\, in orario di normale apertura al pubblico\, a ingresso libero. \nCosti. Il costo per l’accesso alle passeggiate serali in ciascun sito è di 7 €. Per Pompei il costo è di 7 € per ciascun itinerario (ingresso da Villa dei Misteri o da Piazza Anfiteatro). Gratuità e riduzione come da normativa. Per Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito per le passeggiate serali. \nIl costo delle performance teatrali “Ecstatic Pompeii“ è di 7 € in ciascun sito (Posti limitati. Si consiglia la prenotazione on-line su www.vivaticket.it selezionando la sezione “Ecstatic Pompeii“. Non è previsto costo di prevendita). \nArtebus Pompei-Boscoreale. In occasione delle passeggiate serali è previsto il servizio navetta gratuito “Artebus” che da piazza Esedra a Pompei accompagnerà i visitatori alla Villa dei Misteri e al sito di Boscoreale (Villa Regina e Antiquarium). Orari su www.pompeiisites.org\n\nPasseggiate serali: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/passeggiate-serali/4996\nRassegna Esopop – Ecstatic Pompeii: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/ecstatic-pompei/4988
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SUMMARY:Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico (Ravenna)
DESCRIPTION:A 1500 anni dalla morte di Teodorico\, detto il Grande\, Ravenna rende omaggio a una delle figure più emblematiche della storia tardoantica con le Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico. Promosso dal Comune di Ravenna\, in stretta sinergia con i Musei Nazionali di Ravenna\, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini\, la Regione Emilia-Romagna\, la Provincia\, il Comune di Galeata e l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia\, Fondazione RavennAntica\, il programma valorizza l’eredità politica\, culturale e architettonica del sovrano goto. Un anniversario che si intreccia con altri due traguardi storici per la città: i 30 anni dall’iscrizione del sito dei Monumenti Paleocristiani di Ravenna nella lista del patrimonio mondiale Unesco e i trent’anni della rassegna estiva Mosaico di Notte. \nTeodorico (454-526 d.C.)\, re degli Ostrogoti\, è stato uno dei sovrani più carismatici e visionari del passaggio dall’Antichità al Medioevo. Vissuto da giovane a Costantinopoli\, assorbì la cultura e le istituzioni bizantine prima di guidare il suo popolo in Italia dove\, nel 493\, conquistò Ravenna facendone la capitale del suo regno. \nPer oltre un trentennio governò garantendo una rara stagione di pace\, prosperità e tolleranza: lasciò ai Romani l’amministrazione civile e ai Goti la difesa militare\, tutelò la libertà religiosa tra cattolici e ariani e arricchì Ravenna con capolavori d’arte e architettura come il suo imponente Mausoleo e la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Nonostante gli ultimi anni di regno furono segnati da tensioni politiche e dai sospetti verso i suoi collaboratori romanici (che portarono all’esecuzione del filosofo Boezio)\, la sua figura resta il simbolo più alto di dialogo e sintesi tra la civiltà romana e le nuove culture germaniche. Teodorico si spense a Ravenna il 30 agosto 526. \nIl programma propone proprio per il 30 agosto numerosi eventi\, ma offre prima e dopo tanti altri appuntamenti articolati su diverse direttrici tematiche. \n \nSpettacoli\, musica e performing arts \nLa figura di Teodorico rivive attraverso i linguaggi della contemporaneità e delle arti performative: il progetto Visioni di Eterno dell’artista Andrea Bernabini (29 agosto e 1-6 settembre) trasforma la pietra d’Istria del Mausoleo di Teodorico in una superficie viva di luci e suoni; nell’ambito di Notti Trasfigurate\, il 30 agosto al Mausoleo si terrà la prima esecuzione in tempi moderni del Teodorico\, dramma per musica composto nel 1720 da Giovanni Porta\, ricostruito in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e l’Ensemble Aurea; lo spettacolo La Corazza di Teodorico (22 settembre\, Teatro Alighieri) con Carlo Lucarelli e il baritono Raffaello Bellavista ripercorrerà in chiave investigativa il celebre furto del reperto aureo avvenuto nel 1924; la performance di danza contemporanea Giuiuzza di Veronica Parlagreco al Palazzo di Teodorico\, inserita nel Festival Variazioni per Ammutinamenti\, metterà in dialogo la memoria corporea con l’architettura storica. \nConvegni\, ricerca e divulgazione scientifica \nIl ruolo di Ravenna come snodo politico del Mediterraneo e laboratorio di convivenza tra cultura latina e germanica è al centro di un fitto calendario di incontri scientifici. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano la Lectio Magistralis della storica bizantinista Judith Herrin (1° settembre\, Teatro Alighieri)\, il seminario su Comunità\, lingue d’uso e multiculturalismo (23-24 ottobre) curato dall’Università di Bologna e il ciclo di conferenze Tempus non vincit omnia\, che vedrà la partecipazione di docenti e storici come Andrea Augenti\, Maria Cristina Carile ed Enrico Cirelli. \nMostre e linguaggi visivi\nL’iconografia teodoriciana viene esplorata attraverso molteplici registri espositivi. \nMostra dei bozzetti 16 possibili usi di un mausoleo di Giuseppe Palumbo (dal 29 agosto\, Pallavicini 22 Art Gallery)\, opera vincitrice del concorso MiC “Fumetti nei Musei”. \nMostra La Rotonda del Re (10 ottobre 2026 – 18 gennaio 2027\, Biblioteca Classense) attraverso edizioni di pregio e incisioni storiche\, fino al grande evento espositivo L’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna\, previsto nel 2027 al Museo Nazionale. \nPersonale di Mariella Busi De Logu In un’aria diversa\, Teodorico\, prima esposizione ospitata presso il nuovo Spazio Teodorico al Mausoleo. \n  \nItinerari\, visite guidate ed esperienze inclusive\nI monumenti simbolo della Ravenna ostrogota – dal Mausoleo al Palazzo di Teodorico\, fino al Battistero degli Ariani – sono protagonisti di percorsi di fruizione dedicati: visite guidate con interpretariato LIS e dispositivi tattili/cognitivi (6 settembre\, Palazzo di Teodorico) e la rassegna Teodorico e le culture del sacro (27 settembre\, Battistero degli Ariani)\, incontro esperienziale tra visite e musica; il trekking urbano A spasso con Teodorico (4 ottobre) curato da Trail Romagna; nuovo podcast Ravenna Gotica\, curato da Michael Micci e Alessandro Zironi. \n  \nIl programma completo \nEventi \nVisioni di eterno \nDal 29 agosto al 6 settembre 2026\, ogni sera\, al mausoleo di Teodorico (con regolare biglietto d’ingresso\, tranne il 30 agosto e domenica 6 settembre ad ingresso gratuito). Le proiezioni saranno tutti i giorni dalle 21 alle 23\, mentre domenica 30 agosto dalle 23 alle 24 dopo il concerto di “Notti trasfigurate”. \nIl progetto è ideato dall’artista Andrea Bernabini che trasforma il Mausoleo di Teodorico in una esperienza immersiva di luce\, suono e narrazione. \nAttraverso videoproiezioni architetturali e un raffinato impianto sonoro\, la pietra d’Istria del Mausoleo si anima e si trasfigura: elmo\, corona\, armatura scintillante\, croci gemmate\, mosaici e figure guerriere emergono e si dissolvono in un racconto visivo che intreccia potenza\, spiritualità e memoria. La sequenza ritmica delle profonde nicchie e delle forme monumentali viene esaltata da grafiche coinvolgenti che alternano pieni e vuoti\, luce e ombra\, evocando la grandezza e la complessità del sovrano. \nTeodorico e Cassiodoro il 1500° della fine dell’impero di un re \nDomenica 30 agosto 2026 \nIn occasione delle celebrazioni per il 1500° anniversario della morte di Re Teodorico\, l’ingegnere e architetto Barbara Bartoli e la società benefit Coloring srl (impresa creativa culturale e startup innovativa) promuovono un pomeriggio diviso in tre momenti: dalle 16 alle 18 una suggestiva passeggiata storica intitolata “Con i protagonisti del tempo”\, che partirà dal Palazzo di Teodorico per toccare la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero degli Ariani\, per poi concludersi al Mausoleo di Teodorico; alle 18\, all’interno del Mausoleo\, andrà in scena la rappresentazione rievocativa della “Morte di Teodorico”; alle 19 la presentazione ufficiale del Concorso Medaglia “Ravenna 1500° Teodorico e Cassiodoro”\, ad iscrizione gratuita e aperta a tutti. Verrà illustrato il regolamento ufficiale\, che fisserà la scadenza per la consegna delle opere creative al 3 dicembre 2026 (entro le 12) presso la sede di Coloring srl. Per informazioni scrivere a info@coloringsrl.com. La manifestazione si avvale della collaborazione dei Musei Nazionali di Ravenna e dei patrocini del Comune di Ravenna\, del Comune e della Pro Loco di Squillace. \nNotti trasfigurate – Nel segno di Teodorico il Grande \nDomenica 30 agosto 2026 \nMausoleo di Teodorico \nNell’ambito della terza edizione del progetto curato dall’Associazione musicale “Angelo Mariani”\, in collaborazione con le principali istituzioni culturali ravennati e l’Università di Bologna\, andrà in scena la prima rappresentazione in tempi moderni dell’opera lirica Teodorico. \nSi tratta dell’unica composizione musicale intitolata al sovrano ostrogoto: un dramma in tre atti composto nel 1720 da Giovanni Porta su libretto di Antonio Salvi. Riemersa solo parzialmente dal passato\, l’opera è stata riportata alla luce grazie a un importante lavoro di ricostruzione e ricerca scientifica coordinato dal direttore Nicola Valentini insieme a musicologi di fama internazionale e docenti universitari. Per l’occasione\, la composizione verrà proposta in un allestimento moderno che alternerà l’esecuzione musicale su strumenti d’epoca\, affidata all’Ensemble Aurea diretto da Filippo Pantieri\, con le voci del soprano Vittoria Magnarello e del mezzosoprano Daniela Pini\, a letture recitate da Camilla Berardi e approfondimenti della musicologa Giovanna Casali. \nUn progetto dell’Associazione musicale “Angelo Mariani” realizzato in collaborazione con RavennAntica\, la direzione dei Musei Nazionali di Ravenna\, il Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna e col sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna. \nLa serata chiude il percorso di Notti Trasfigurate 2026: raccontate in musica oltre a Teodorico altre tre figure fondamentali dell’eta tardo antica di Ravenna: Odoacre\, Boezio e Amalasunta. \nL’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna \nMartedì 1° settembre 2026 \nTeatro Alighieri – Sala Corelli\, alle 18. \nLectio Magistralis a cura della storica bizantinista Judith Herrin\, che offrirà una riflessione sul ruolo di Ravenna nel sistema euro-mediterraneo della Tarda antichità\, in un evento pensato anche per un pubblico non specialistico e diffuso in streaming internazionale. \nLa Corazza di Teodorico – Un mistero Ravennate \nMisteri e musiche tra le nebbie del tempo con Carlo Lucarelli e Raffaello Bellavista. \nMartedì 22 settembre alle 21 al Teatro Alighieri – Sala Corelli. \nLo spettacolo trae ispirazione dal furto rocambolesco della preziosissima “Corazza d’oro di re Teoderico”\, un insieme in oro e pietre pregiate ritenuto il più importante esempio di arte orafa romano-barbarica mai ritrovato\, trafugato dal Museo nazionale di Ravenna nella notte tra il 19 e il 20 novembre 1924. Sarà un reading-spettacolo che utilizza il linguaggio del noir e della narrazione investigativa come chiave di lettura della storia e della cronaca italiana con Carlo Lucarelli\, scrittore\, sceneggiatore\, giornalista\, conduttore televisivo. Un maestro del noir e del giallo storico che ha scandagliato con alcune delle sue opere proprio il periodo in questione. Non mancheranno le dirompenti incursioni musicali del pianista-baritono e direttore artistico Raffaello Bellavista\, il quale canterà ed eseguirà al pianoforte a coda alcune composizioni\, spaziando dal pop raffinato al crossover con nuance jazz\, evocando\, attraverso il suono\, quelle atmosfere lontane e intriganti. \nA cura dell’Associazione Accademia del Melo Silvestre. \nVariazioni per Ammutinamenti \nFestival di danza urbana e d’autore \nGiuiuzza \nDomenica 6 settembre 2026\, Palazzo di Teodorico\, ore 17 e 18\,15 \nIngresso gratuito – durata 15 minuti. \nLa performance di danza di Veronica Parlagreco è inserita all’interno del programma della 28esima edizione del Festival Ammutinamenti. \nGiuiuzza esplora il corpo come luogo di memoria e stratificazione culturale\, in cui gesti\, posture e modalità relazionali ereditate continuano ad abitare il presente. La Ravenna di Teodorico rappresenta un momento storico di incontro tra culture differenti: elementi goti e romani convivono in una fase di trasformazione che genera nuove forme di continuità e adattamento. \nLa performance mette in relazione due forme di memoria: quella architettonica della pietra e quella corporea del gesto. Attraverso la danza\, Giuiuzza propone una riflessione sul patrimonio come realtà viva\, fatta di permanenze\, trasformazioni e connessioni tra passato e contemporaneità. \ninfo e prenotazione: info@festivalammutinamenti.org \nA cura di Cantieri Danza \n  \nTeodorico e le culture del sacro: l’armonia delle differenze al Battistero degli Ariani \nDomenica 27 settembre\, a partire dalle 15\,30\, al Battistero degli Ariani. \nIl Battistero degli Ariani rappresenta una testimonianza viva dell’attitudine millenaria di Ravenna all’accoglienza delle diversità culturali. Il progetto è concepito in due momenti distinti: una visita guidata\, con focus sulle differenze teologiche rappresentate nel mosaico e sulla loro coesistenza pacifica durante il periodo teodoriciano e un momento musicale dedicato al periodo storico e alla condivisione delle diverse culture. L’intento è quello di far vivere un’esperienza intima ed immersiva pensata per un piccolo numero di partecipanti\, riuniti in circolo\, intorno ad una fonte sonora\, come il fonte battesimale\, in un incontro inclusivo\, dove cultura e musica diventano esperienza e dove gli sguardi possono incontrarsi. L’evento può essere ripetibile nell’arco della stessa giornata\, con prenotazione su vivaticket. \nA cura di Collegium Musicum Classense \n  \nMostre \n  \nIn un’aria diversa\, Teodorico \nFino al 6 settembre 2026 \nSpazio Teodorico\, Mausoleo di Teodorico\, via delle Industrie n. 14. \nUna personale di Mariella Busi De Logu come prima mostra ospitata al nuovo Spazio Teodorico presso il Mausoleo. Il progetto espositivo è dedicato all’immaginario dell’artista ravennate\, che da oltre quarant’anni intreccia la propria ricerca visiva con le forme essenziali di questo monumento. \nNel suo accostarsi al Mausoleo\, prendono vita visioni oniriche\, plasmate con maestria tra china\, acquerello e scrittura\, opere che trasformano la pietra millenaria in un palcoscenico per riflettere sul tempo\, la natura e la bellezza\, offrendo una prospettiva attuale su espressioni e memorie custodite da secoli. \n  \n16 possibili usi di un mausoleo Ariani \nDal 29 agosto al 10 Settembre 2026 \nLa storia a fumetti di Giuseppe Palumbo ambientato nel Mausoleo di Teodorico. \nDurante la settimana teodoriciana\, sabato 29 agosto alle 18\,30\, nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery a Ravenna\, è programmata la presentazione del fumetto d’autore “16 possibili usi del Mausoleo”\, vincitore del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”\, la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico. L’autore racconterà il suo percorso creativo e saranno esposti i bozzetti e gli studi preparatori. Un’occasione unica per conoscere da vicino l’esperienza di un fumettista di fama internazionale che presenterà i suoi testi e firmacopia del fumetto. \nGalleria Pallavicini – viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nIl Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re? \nDal 12 al 19 settembre\, alla Galleria Pallavicini\, viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nEsposizione delle 12 opere ammesse alla fase finale del Concorso d’Arte. \nSabato 12 settembre alle 18 ci sarà l’inaugurazione con proclamazione e cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nLa rotonda del re. Il Mausoleo di Teodorico nelle collezioni classensi \nDal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027\, alla Biblioteca Classense\, via Baccarini\, 3 \nA 1500 anni dalla morte del Re dei Goti\, la mostra ripercorrerà la storia del Mausoleo di Teodorico attraverso le edizioni di pregio\, le incisioni e i documenti conservati nelle raccolte della Biblioteca e dell’Archivio storico comunale. Per le scuole verrà organizzato il percorso narrativo “Teodorico fuori dalla pagina. Alla scoperta del Mausoleo e dei suoi segreti”\, riservato alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alle prime della scuola secondaria di primo grado. Attraverso letture e giochi mirati\, le scolaresche andranno alla scoperta di libri e documenti storici che illustrano le vicende del Mausoleo nei secoli. A conclusione del percorso\, verrà proposta un’attività pratica e creativa focalizzata sui temi chiave emersi durante l’esperienza. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInfo e prenotazioni segreteriaclas@comune.ra.it. \n  \nL’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna \nPrimavera 2027\, Museo Nazionale. \nIl Comune di Ravenna e i Musei nazionali di Ravenna promuovono un prestigioso evento espositivo dedicato a Teodorico il Grande. \nLa sua figura\, al crocevia tra mondo romano e culture germaniche\, segnò profondamente il destino della penisola e fece della città uno dei centri politici più importanti del Mediterraneo occidentale. \nLa mostra approfondirà non solo la complessa e singolare personalità del sovrano\, ma anche l’ambizioso progetto politico e culturale su cui si fondava il suo dominio: la convivenza tra popolazioni di origine gota e quelle locali di matrice latina. \n  \nAltri eventi \n  \nA spasso con Teodorico: Ravenna e lo splendore di un regno \nDomenica 4 ottobre 2026 \nPalazzo di Teodorico\, alle 9.30. \nTrekking urbano con Giovanni Gardini\, Nicola Montalbini\, Musei Nazionali di Ravenna. \nUn viaggio immaginario nello splendore e nei fasti della città ai tempi del sovrano goto\, con partenza dal Palazzo di Teodorico\, proseguendo verso il Battistero degli Ariani fino a giungere al Mausoleo di Teodorico. \nPranzo teodericiano finale alla Rocca Brancaleone. \nA cura di Trail Romagna. \n  \nCappelletto Teo: un piatto da Re \nOmaggio Caplèt & Friends \n8-11 ottobre piazza Kennedy (anteprima 9 settembre Museo Classis) \nUn tour pomeridiano in trenino toccherà i luoghi teodoriciani: in piazza Kennedy RavennAntica racconterà della convivialità alla corte del Re goto. Lo chef Mattia Borroni proporrà una degustazione del cappelletto dedicato a Teodorico. \n  \nConvegni\, conferenze e incontri \n  \nTempus non vincit omnia: la memoria di Teoderico\, i racconti di un regno \nProsegue fino a dicembre 2026 il ciclo di conferenze dedicato alla memoria di re Teoderico in collaborazione con l’Università di Bologna dal titolo “L’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna”. I prossimi appuntamenti saranno: \nLinguaggi visivi e immaginario nell’età di Teoderico \nConferenza di Maria Cristina Carile \n7 ottobre alle 17. \nMausoleo di Teodorico Sala Polivalente\, via delle Industrie n. 14. \nIl palazzo di Teoderico a Terracina e la crescita economica dell’Italia all’inizio del VI secolo \nConferenza di Enrico Cirelli \n4 novembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \nTeoderico il Grande: dalla storia alla leggenda \nConferenza di Alessandro Zironi \n2 dicembre alle 17. \nCasa Matha\, sala conferenze piazza Andrea Costa n. 3. \nTeoderico tra Roma\, Ravenna e Cervia: una storia da ricomporre \nConferenza di Andrea Augenti \n16 dicembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \n  \nL’anima santa che ‘l mondo fallace/ fa manifesto’ (Pd. X\,125-126) \nTeodorico\, Dante e Boezio \n5 settembre alle 20\,30. \nSala Ragazzini\, Largo Firenze \nPresentazione storica di Teodorico (professor Piergiorgio Bentini)\, del canto X del Paradiso e di Boezio (professoressa Manuela Mambelli)\, lettura del Canto X del Paradiso \nA cura di Centro Dantesco \n  \nComunità\, lingue d’uso e multiculturalismo a Ravenna nell’età teodoriciana e oltre \nVenerdì 23 dalle 15 alle 19 e sabato 24 ottobre 2026\, dalle 9 alle 13\, convegno di specialisti aperto al pubblico\, al Dipartimento Beni Culturali – sala conferenze via degli Ariani n. 1. \nIl seminario\, a cura di Salvatore Cosentino e Alessandro Zironi\, metterà al centro un tema di straordinaria attualità: la convivenza tra comunità differenti per cultura\, religione e tradizione giuridica. Il regno di Teodorico sarà analizzato come laboratorio storico di pluralismo\, offrendo spunti di riflessione contemporanea. \nCon la collaborazione dell’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna\, del Mic – Ministero della Cultura – Musei nazionali di Ravenna\, della Fondazione RavennAntica\, dell’Istituzione Biblioteca Classense\, dell’Istituzione Museo d’arte della città di Ravenna e dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. \n  \nIn relazione alla mostra “La rotonda del re” alla Biblioteca Classense (dal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027) è programmato un ciclo di conferenze alla Sala Muratori\, alle 17 \n29 ottobre \nMassimiliano David \nUn anno di lavoro per Teodorico. Il progetto Melissa della Sapienza Università di Roma a Ravenna \n12 novembre \nAda Foschini \nCronaca di un restauro: il labrum di Teodorico \n3 dicembre \nGabriele Gardini \nIl mausoleo di Teodorico: l’iconografia \n10 dicembre \nRomina Pirraglia \nIl partito dei Goti e quello dei Romani nella «città delle favole» \n  \nVisite guidate \n  \nCostruire per l’eternità \nIl Mausoleo di Teodorico tra potere e memoria \nDomenica 30 agosto alle 10\, Mausoleo di Teodorico \nVisita guidata. Info e prenotazioni: prenotazioni@ravennantica.org. A pagamento. \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nVisita guidata inclusiva \n6 settembre 2026 \nAlle 17\,30\, Palazzo di Teodorico \nVisita con interpretariato LIS e dispositivi tattili e cognitivi. \nInfo e prenotazioni: https://www.visitravenna.it/it \nA cura di Ravenna incoming e ENS \n  \nAl Mausoleo di Teodorico \n29 e 31 agosto e dall’1 al 6 settembre 2026\, alle 19\,.30. \nInfo e prenotazioni per la visita guidata gratuita: https://www.visitravenna.it/it \nBiglietto a carico dei partecipanti\, secondo le tariffe vigenti\, da acquistare autonomamente \nA cura di Ravenna Incoming \n  \nRavenna nel segno di Teodorico \nVisite guidate e laboratori per famiglie e gruppi \nDa agosto 2026 a settembre 2027 \nInfo e prenotazioni: https://ravennantica.it/ \nA pagamento \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nPodcast \nRavenna Gotica. Storie\, luoghi e persone al tempo di Teoderico \nIl podcast che racconta la città durante il regno ostrogoto: dai grandi momenti della storia ai piccoli aneddoti di vita quotidiana. Un viaggio alla scoperta di un volto inedito di Ravenna\, a 1500 dalla morte di re Teoderico \nA cura di Michael Micci e Alessandro Zironi.
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SUMMARY:Parchi archeologici della Maremma: tutte le aperture e gli eventi speciali
DESCRIPTION:I Parchi archeologici della Maremma hanno previsto\, anche per il mese di settembre\, una serie di occasioni e di iniziative speciali per salutare la bella stagione nel migliore dei modi e andare incontro all’autunno con l’animo ravvivato dall’incanto suscitato dalla visita ai siti.\n\nSi comincia venerdì 4 settembre\, con la ripresa dei Venerdì dell’Archeologia\, che\, al Parco archeologico di Roselle\, prevedono\, a partire dalle ore 19.00\, la visita straordinaria agli scavi nuovamente in corso nell’area della cattedrale medievale e nell’area cimiteriale connessa\, caratterizzata dai resti monumentali del complesso delle terme adrianeee. L’équipe di ricerca dell’Università di Buffalo \, a cui è affidata per il 2026 la concessione del progetto di scavo\, spiegherà sul campo ai visitatori le ultime scoperte scientifiche. L’evento si ripeterà\, con stessi orari e modalità\, anche venerdì 18 settembre ed eccezionalmente sabato 26 settembre\, in occasione delle GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days).\n\nDomenica 6 settembre torna invece\, in tutti i Parchi\, l’appuntamento\, con la Domenica al Museo\, la nota iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei vari Istituti e nei luoghi della cultura statali.\nBen due aperture straordinarie sono in calendario il giorno successivo\, lunedì 7 settembre\, al Parco archeologico di Cosa e al Parco archeologico di Vetulonia\, pronti entrambi ad accogliere il pubblico\, in via eccezionale\, dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Il Parco archeologico di Vetulonia inoltre\, venerdì 11 settembre\, effettuerà un’ulteriore apertura straordinaria\, questa volta serale\, della Tomba della Pietrera\, che sarà visitabile sino alle ore 21.00.\n\nAppuntamento conclusivo inoltre\, sabato 12 settembre con ArcheOrchestra\, la fortunata rassegna musicale andata in scena per tutta l’estate e nata dalla collaborazione dei Parchi archeologici della Maremma con l’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto e il sostegno del Ministero della Cultura. L’ultimo concerto in calendario di questa prima edizione\, in programma al Parco archeologico di Roselle e preceduto da una visita accompagnata all’area archeologica alle ore 20.00\, porterà sul palco\, alle ore 21.15\, “Vivace” Orchestra giovanile “Città di Grosseto” (Massimo Merone\, direttore; Musiche di Beethoven. Posti unici a sedere non numerati. Biglietti a 10 euro\, incluso l’ingresso al Parco archeologico e la visita accompagnata\, acquistabili sulla piattaforma Musei Italiani o in loco).\n\nDomenica 13 settembre\, dopo aver avuto già luogo nelle settimane scorse nei Parchi archeologici di Cosa e Roselle\, toccherà al Parco archeologico di Vetulonia\, alle ore 17.00\, nell’area di Scavi Città\, ospitare l’affascinante progetto dell’Archeobuiometria partecipativa\, una speciale presentazione divulgativa sul progetto della BuioMetria Partecipativa (BMP)\, proposta dalla rete pibinko.org\, per conoscere meglio come chiunque possa contribuire\, anche con azioni molto semplici\, alla tutela del cielo notturno.\n\nSabato 19 settembre una serie di eventi vedrà protagonista invece il Parco archeologico di Cosa\, dov’è prevista un’apertura straordinaria serale\, dalle ore 18.00 alle 22.00\, che inizierà con una visita accompagnata all’area archeologica a cura del personale del Ministero della cultura\, per poi proseguire con una conferenza di esperti che approfondiranno alcune tematiche legate al territorio dell’antica colonia romana di Cosa.\n\nSarà poi lo spettacolo teatrale Voci nell’Anfiteatro\, a cura dell’Associazione culturale Polis 2001\, ad animare la sera di domenica 20 settembre al Parco archeologico di Roselle\, in programma dalle ore 17.00 alle ore 20.00.\nNuova apertura straordinaria inoltre\, lunedì 21 settembre\, per il Parco archeologico di Vetulonia\, che accoglierà il pubblico in tutti i propri siti\, aperti per l’occasione dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nNel week-end di sabato 26 e domenica 27 settembre ritorna anche ai Parchi archeologici della Maremma il consueto appuntamento con le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days)\, la nota manifestazione culturale internazionale\, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. Nelle due giornate\, che avranno come tema per questa edizione 2026 “Proteggere il patrimonio. Rinnovare\, resistere\, reinventare”\, sono previste\, in tutti i Parchi\, visite guidate\, aperture straordinarie\, conferenze e tante altre iniziative tutte da scoprire.\n\nA chiudere infine il calendario di questo mese\, così ricco di progetti\, sarà il Parco archeologico di Cosa\, con una nuova apertura straordinaria in programma lunedì 28 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nPer info e prenotazioni:\nParco archeologico di Cosa\ntel. 0564 881421 – 335 1471086\nemail: pa-maremma.parcocosa@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Roselle\ntel. 0564 402403 – 331 6194577\nemail: pa-maremma.parcoroselle@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Vetulonia\ntel. 331 6216340\nemail pa-maremma.parcovetulonia@cultura.gov.it\n\nParchi archeologici della Maremma\ntel. 0564 484938\nemail pa-maremma.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | La Stele delle Rose. Storia di antichi Collegia romani (Ariano nel Polesine - RO)
DESCRIPTION:Sabato 5 settembre 2026\, presso il Centro Turistico Culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine\, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose\, rinvenuta nell’ambito delle ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona\, Rovigo e Vicenza e dalle Università di Padova e Venezia e sostenute dalla Fondazione Cariparo. \nIl documento epigrafico racconta le vicende e l’organizzazione degli antichi collegia (associazioni corporative o religiose) di epoca romana. La stele è stata restaurata a cura del Rotary Club Porto Viro – Delta del Po.
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SUMMARY:Presentazione libro | Canossa\, nuda silix. Nuovi dati archeologici (Ciano d'Enza - RE)
DESCRIPTION:Presentazione del volume “Canossa\, nuda silix. Nuovi dati archeologici”\,  NS. 10 della Nuova Serie dei Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna\, a cura di Annalisa Capurso e Anna Losi (NuovAppennino\, 2026)\, dedicato agli esiti delle ricerche archeologiche condotte sulla rupe e nel Bordo antico di Canosa tra fine ‘800 e XXI secolo.\n  \nSabato 5 settembre\, ore 11:00\nTeatro Matilde di Canossa – Piazza Matilde di Canossa\, Canossa (RE) \nEvento gratuito con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili \nIl volume è frutto di un lavoro collettivo che ha visto la partecipazione di studiosi provenienti dalla Soprintendenza\, dalle Università e dal mondo della ricerca in generale. Con esso si sono voluti sintetizzare gli esiti delle ricerche archeologiche condotte sulla rupe e nel Bordo antico nell’arco di quattro secoli\, tra fine ‘800 e XXI secolo. \nAll’interno della pubblicazione è riportata anche la descrizione del nuovo percorso di visita realizzato dalla Soprintendenza su fondi del Ministero della Cultura (https://www.castellodicanossa.it/borgo-antico/) che\, arricchito da appositi pannelli esplicativi\, attraversa parte del Borgo del XIII-XIV secc e permette l’ascesa della rupe sin sotto la chiesa di sant’Apollonio\, ripercorrendo simbolicamente gli eventi che hanno reso celebre questo luogo\, ovvero la richiesta di perdono fatta nell’inverno del 1077 dall’imperatore Enrico IV a Papa Gregorio VII\, dopo la scomunica da parte di quest’ultimo.\nAl termine della presentazione sarà possibile ritirare una copia gratuita del volume.\nIntervengono\nAlfredo Gennari\, Sindaco del Comune di Canossa\nEugenia Valacchi\, Soprintendente ABAP per le province di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara\nAnnalisa Capurso\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna\nAnna Losi\, Archeologa professionista\nStefano Lugli\, Università di Modena e Reggio Emilia\nMarta Mondellini\, Università Statale di Milano
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SUMMARY:Visite | Domenica al Museo: Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere (Santa Maria Capua Vetere - CE)
DESCRIPTION:Domenica 6 settembre l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere torna protagonista della “Domenica al Museo”\, l’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. L’appuntamento è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e dalla Direzione del Circuito archeologico nazionale dell’antica Capua\, e offre l’occasione di attraversare gratuitamente uno dei luoghi più emblematici della storia romana in Campania. La visita all’Anfiteatro Campano permette di entrare in contatto diretto con un  monumento che\, attraverso le sue imponenti strutture e gli spazi originariamente destinati agli spettacoli\, restituisce la dimensione della vita pubblica dell’antica Capua. \nA completare il percorso\, il Museo dei Gladiatori accompagna il pubblico alla scoperta del mondo degli spettacoli anfiteatrali\, dei loro protagonisti e della complessa organizzazione che li rendeva possibili. La prima domenica del mese rappresenta così un’occasione per guardare al patrimonio archeologico non soltanto come testimonianza del passato\, ma come una risorsa da vivere e conoscere nel presente\, capace di coinvolgere visitatori\, famiglie e comunità locali. \n“Ogni apertura è un invito a fermarsi\, osservare e lasciarsi raccontare da questo luogo una parte della sua lunga storia. La Domenica al Museo ci consente di ampliare le opportunità di accesso e di offrire a pubblici diversi la possibilità di incontrare direttamente un patrimonio che appartiene alla storia del territorio\, ma che parla a tutti. L’Anfiteatro Campano è un monumento da conoscere attraverso le sue architetture\, le sue testimonianze e le storie che ancora oggi è in grado di evocare: per questo siamo felici di accogliere anche questa domenica cittadini e visitatori”\, così la direttrice dell’Anfiteatro campano Antonella Tomeo commenta l’apertura e l’iniziativa ministeriale. \nL’ingresso sarà gratuito per tutta la giornata\, secondo gli ordinari orari di apertura del complesso. Per informazioni sulle modalità di visita e sugli aggiornamenti è possibile consultare i canali ufficiali della Direzione regionale Musei nazionali Campania e del Circuito archeologico nazionale dell’antica Capua.
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SUMMARY:Ingresso gratuito nei musei civici e nei siti archeologici di Roma Capitale
DESCRIPTION:Domenica 6 settembre\, prima domenica del mese\, saranno aperti con ingresso gratuito\, per tutti\, i Musei di Roma Capitale e alcune delle principali aree archeologiche della città\, come il Museo della Forma Urbis\, (ore 10-19\, ultimo ingresso ore 18 – Ingressi Viale del Parco del Celio 20/22 – Clivo di Scauro 4); l’Area Sacra di Largo Argentina (via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10\, ore 9.30-19\, ultimo ingresso ore 18)\, l’area archeologica del Circo Massimo (ore 9.30-19\, ultimo ingresso ore 18) e i Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana ore 9-19:15\, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). \n\nConfermate le visite guidate a Palazzo Senatorio\, sul Campidoglio\, durante le quali i visitatori saranno accompagnati alla scoperta delle maestose sale del Palazzo\, oggi sede del Comune di Roma\, con approfondimenti sulla sua storia millenaria. Le visite\, promosse da Roma Capitale\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, sono gratuite con prenotazione obbligatoria al numero 060608\, (le prenotazioni saranno aperte giovedì 3 settembre alle ore 16) e si svolgeranno in lingua italiana in quattro turni da massimo 30 partecipanti ciascuno\, con partenze alle ore 10.00\, 11.30\, 15.00 e 16.30\, per una durata di circa 75 minuti. \n\nIngresso gratuito anche per alcune esposizioni temporanee nelle sedi dei musei civici\, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1)\, dove si potranno visitare quattro mostre: a Palazzo Caffarelli Vasari e Roma\, incentrata sul profondo e duraturo legame tra Giorgio Vasari (1511-1574) e la città eterna; nella Pinacoteca\, il progetto espositivo Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva con un approfondimento inedito sul processo creativo di alcuni dipinti incompiuti\, accompagnando il visitatore alla scoperta delle fasi di ideazione e realizzazione delle opere; nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori la mostra Angeli – Messaggeri\, custodi e viandanti\, le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo\, con una selezione di opere – dipinti\, sculture e materiali su pergamena – provenienti da collezioni museali e raccolte private\, che racconta il ruolo che le figure angeliche hanno nella tradizione artistica occidentale. Infine\, nelle sale di Palazzo Clementino\, si potrà visitare I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini\, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati\, dalle origini fino al XX secolo\, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli. (www.museicapitolini.org). \nAi Musei Capitolini – Centrale Montemartini (via Ostiense 106) l’esposizione Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale\, offre un nuovo racconto sulla Moda protagonista della vita della Capitale con tutta la ricchezza e la complessità della sua evoluzione. In mostra una selezione di preziosi e inediti materiali provenienti dall’Archivio dell’Istituto Luce come filmati\, fotografie\, documenti e l’esposizione di una decina di abiti realizzati tra gli anni Trenta e i Settanta. (www.centralemontemartini.org) \n\nAlla Galleria d’Arte Moderna (via Francesco Crispi 24) è in corso la mostra GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025\, oltre 120 opere riunite in un percorso espositivo che ripercorre le tappe fondamentali della Galleria nel centenario della sua fondazione. (www.galleriaartemodernaroma.it) \nRicca anche l’offerta dei Musei di Villa Torlonia (via Nomentana 70): al Casino dei Principi sarà visitabile la mostra Pedro Cano. Siete e Roma: esposte oltre cento opere che rappresentano i due nuclei fondamentali della produzione dell’artista spagnolo: il grande ciclo in bianco e nero dedicato alla condizione umana in dialogo con le opere dedicate alla Città Eterna. Alla Casina delle Civette\, invece\, è in esposizione Sotto una buona stella – L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto\, dedicata alla storia del simbolo nazionale\, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente (1946-2026). (www.museivillatorlonia.it) \nAl Museo di Roma in Trastevere (piazza di S. Egidio 1/b) saranno visitabili tre mostre fotografiche. Al piano terra Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways – Fotografie di Francesco Conversano\, con una selezione di novanta scatti in bianco e nero e a colori realizzati negli Stati Uniti dal regista di cinema del reale Francesco Conversano fra il 1999 e il 2017. Nelle gallerie al primo piano À Rome la nuit. Fotografie di Hervé Gloaguen\, racconta con le immagini i viaggi nella città eterna del fotografo francese tra il 1974 e il 1995. Nelle sale del Pianoforte la mostra New York di Matilde Damele\, un viaggio fotografico e interiore lungo le strade della Grande Mela (www.museodiromaintrastevere.it). \n            Al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese (via Fiorello La Guardia\, 6 e viale dell’Aranciera 4) ultimo giorno per visitare la mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis\, con oltre cento opere firmate da alcuni tra i più importanti protagonisti della scena internazionale: da Cartier-Bresson ad Araki\, da Cindy Sherman a Francesca Woodman\, fino a Man Ray e Letizia Battaglia.  (www.museocarlobilotti.it) \n            Al Museo delle Mura (via di Porta San Sebastiano 18) le Accademie di Belle Arti di Frosinone e di Roma propongono Moto a luogo #2\, un percorso di ricerca artistica strutturato in interventi e installazioni site-specific pensati per gli spazi del museo e in dialogo con la sua storia e le sue stratificazioni. (www.museodellemuraroma.it). \n\nFanno eccezione alla gratuità (ingresso a tariffazione ordinaria\, con tariffa ridotta per i possessori della MIC Card): \n\nDiego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo (Musei Capitolini\, Villa Caffarelli)\, un viaggio tra i colori del Messico nell’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista\, la cui opera rappresenta una cerniera tra tradizione e futuro\, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana. (www.museicapitolini.org)\nETTORE SCOLA – Non ci siamo mai lasciati (Museo di Roma Palazzo Braschi)\, in occasione del decennale della scomparsa\, la grande mostra ripercorre la vita personale e artistica del regista. (www.museodiroma.it)\nRobert Mapplethorpe. Le forme della bellezza (Museo dell’Ara Pacis)\, esposta una selezione di circa 200 fotografie dell’artista\, che esplorano il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale. (www.arapacis.it).\nBunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia\, (Casino Nobile\, via Nomentana 70) un nuovo percorso espositivo che documenta la storia del Bunker\, e che\, attraverso un’esperienza multimediale immersiva\, permette di rivivere i momenti drammatici delle incursioni aeree durante la Seconda guerra mondiale. Prenotazione obbligatoria per singoli e gruppi. (www.museivillatorlonia.it)\nCirco Maximo Experience\, che offre la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale (16.30 – 19.30 ogni 15 min. – ultimo ingresso ore 18:20). (www.circomaximoexperience.it)\n\n\nTutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili su www.museiincomuneroma.it e sui canali social dei Musei in Comune e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. \n 
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SUMMARY:Mostra | EGITTO. Sulle tracce degli dèi (Bra - CN)
DESCRIPTION:Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura\, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis\, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e curata da Alessandro Girardi\, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.\n\nLa mostra\, unica sul territorio\, pone al centro reperti e amuleti inediti\, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio\, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO\nI visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside\, Thot\, Shu\, Horus\, Taueret e Bes\, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto\, l’amuleto\, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio\, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.\n“Nel nostro immaginario collettivo\, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti\, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta\, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte\, bensì profondamente legati alla vita\, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio\, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e\, non a caso\, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia\, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza\, ma una sua dimensione intrinseca”.\nUna sezione sarà dedicata alla figura del sovrano\, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina\, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano\, che era anche garante dell’ordine cosmico\, la Maat. Per questo motivo\, i sovrani erano destinatari di culti specifici\, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus\, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.\nL’allestimento di una stele\, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906\, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio\, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.\n\nDIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI\nPer le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati\, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.\nDurante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città\, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema\, visite guidate tematiche\, approfondimenti scientifici\, laboratori ed eventi per famiglie.\n\nOrari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18\, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre\, 26 dicembre e 6 gennaio.\n\nTariffe d’ingresso: Intero: 6\,00 euro; ridotto: 4\,00 euro (Over 65\, studenti universitari\, ragazzi 6-12 anni\, possessori Abbonamento Musei\, residenti a Bra\, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4\,00 euro). Pacchetto Scuole: 6\,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione\, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.\n\nContatti e Prenotazioni/Informazioni: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra\, Tel. 0172.430.185 | Email: promozione@comune.bra.cn.it\n\nImmagine: © Museo Egizio\, fotografie di Nicola dell’Aquila
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SUMMARY:Cinema | Adrikà. Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Adria e Delta del Po (Adria - RO)
DESCRIPTION:Torna sul grande schermo il racconto dell’archeologia\, elemento identitario del Polesine\, anche grazie alle riprese delle campagne di scavo di San Basilio e di Frattesina. Dal 9 al 13 settembre si svolgerà la seconda edizione di Adrikà – Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Adria e Delta del Po\, manifestazione che mette in dialogo cinema\, ricerca scientifica\, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale\, trasformando e il territorio del Delta del Po in un laboratorio internazionale di conoscenza\, incontro e scoperta. \nDopo il successo della prima edizione\, Adrikà cresce e amplia il proprio raggio d’azione coinvolgendo\, oltre ad Adria\, anche Porto Viro e Loreo\, Fratta Polesine\, con un programma che intreccia proiezioni cinematografiche\, incontri con studiosi\, spettacoli\, laboratori\, mostre\, visite guidate e momenti di approfondimento rivolti a un pubblico eterogeneo\, dagli appassionati di archeologia alle famiglie\, fino agli studenti e ai professionisti dell’informazione. \nIl filo conduttore dell’edizione 2026 sarà l’acqua\, elemento che da sempre caratterizza l’identità del Delta del Po e che diventa metafora del viaggio\, della memoria e della riscoperta del passato. Un tema che attraversa l’intera manifestazione e che trova un naturale collegamento con la recente valorizzazione della barca “cucita” di Corte Cavanella\, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Adria\, simbolo del rapporto tra uomo\, navigazione e territorio. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla rassegna su Storie & Archeostorie: \nAdrikà 2026\, il cinema archeologico torna ad Adria: la rassegna dal 9 al 13 settembre \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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SUMMARY:Visita guidata | M4 - Stazione Vetra Le scelte progettuali e la Basilica di San Lorenzo (Milano)
DESCRIPTION:Il 10 settembre riprenderà il ciclo di visite guidate previste dal programma di valorizzazione culturale “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, promosso da Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano. \nL’appuntamento sarà presso la fermata Vetra; la visita permetterà di apprezzare la peculiare forma architettonica di questa Stazione e di visitare la Basilica di San Lorenzo\, una delle chiese paleocristiane della città\, da diversi anni oggetto di estesi restauri curati dalla Soprintendenza di Milano. \nIl punto di incontro per i gruppi sarà presso l’uscita della stazione M4 Vetra. \nPer partecipare alle visite guidate\, in programma a partire dalle ore 15.00\, è necessario prenotare (clicca qui e segui il link in fondo alla pagina; data e orari sulla sinistra). I posti sono limitati\, si prega pertanto di prenotare solo se si ha la certezza di partecipare o di annullare la prenotazione in caso di rinuncia.
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SUMMARY:Conferenza | Tuscolo connesso: valorizzazione digitale delle collezioni archeologiche tra Frascati e Agliè (Agliè - TO)
DESCRIPTION:  \nDalla Sala Tuscolana del Castello di Agliè a Tuscolo\, un patrimonio archeologico torna a essere letto nel suo contesto originario grazie alle tecnologie digitali. Giovedì 10 settembre\, dalle 16.30 alle 18.30\, l’archeologo Alfredo Moraci\, direttore del Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati presenta al Castello di Agliè (TO) il progetto “Tuscolo connesso: valorizzazione digitale delle collezioni archeologiche tra Frascati e Agliè”\, quinto appuntamento del ciclo di conferenze “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”. \nIl progetto prevede un collegamento telematico tra la collezione archeologica conservata nella Sala Tuscolana del Castello di Agliè\, il Museo Tuscolano e il Parco Archeologico di Frascati\, creando una relazione tra reperti e luoghi oggi fisicamente separati. Il primo risultato è già stato realizzato: si tratta del tour virtuale del Museo Tuscolano attraverso modelli 3D\, che sarà illustrato da Moraci nel corso dell’incontro. \nLa Sala Tuscolana conserva una parte delle testimonianze provenienti dagli scavi promossi all’inizio dell’Ottocento da Carlo Felice di Savoia e dalla moglie Maria Cristina di Borbone presso Villa Rufinella a Frascati\, nell’area dell’antica città romana di Tusculum. La raccolta\, allestita all’interno del Castello di Agliè\, comprende marmi preziosi\, antiche statue e delicati affreschi. \nIl progetto “Tuscolo connesso” interviene proprio sulla distanza tra queste collezioni e i luoghi da cui provengono: attraverso gli strumenti digitali\, il visitatore del Castello di Agliè potrà “rientrare” a Tuscolo attraverso una visita virtuale del Parco e del Museo Tuscolano\, mentre chi si trova a Frascati potrà conoscere la collezione conservata ad Agliè. Una forma di digital repatriation che permette di ricomporre sul piano digitale l’unità culturale di un patrimonio oggi distribuito tra sedi diverse. \nAl termine della conferenza\, la responsabile delle collezioni archeologiche delle Residenze reali sabaude\, l’archeologa Elisa Lanza\, accompagnerà il pubblico in una visita guidata alla Sala Tuscolana\, un piccolo museo all’interno del Castello di Agliè\, per approfondire la storia della collezione e il rapporto con il progetto presentato. \n  \nL’appuntamento fa parte del ciclo di otto conferenze “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”\, promosso dalle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte che porta il pubblico dentro attività e progetti che stanno trasformando musei e aree archeologiche in luoghi di ricerca\, sperimentazione e accessibilità. Il ciclo\, che coinvolge archeologi\, studiosi\, direttori di musei e professionisti del settore\, è curato da Elisa Lanza.
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SUMMARY:Visite | L’Abbazia di San Salvatore Telesino apre al pubblico (San Salvatore Telesino - BN)
DESCRIPTION:Un’opportunità rara per riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio culturale del Sannio. Sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento aprirà al pubblico l’Abbazia di San Salvatore Telesino\, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino un complesso monumentale di straordinario valore storico e archeologico. L’iniziativa gratuita rientra nel Piano di Valorizzazione 2026 del Ministero della Cultura\, che promuove l’apertura gratuita di siti generalmente non accessibili\, con l’obiettivo di ampliare la fruizione del patrimonio culturale e restituire visibilità a luoghi meno conosciuti ma fondamentali per comprendere la storia e l’identità dei territori. In un tempo in cui gran parte della conoscenza passa attraverso gli strumenti digitali\, l’esperienza diretta del patrimonio conserva un valore insostituibile. Camminare tra le testimonianze del passato significa trasformare la visita in un’occasione di scoperta\, partecipazione e consapevolezza\, creando un legame autentico tra i cittadini e i luoghi della cultura. \nL’iniziativa prevede il seguente calendario di apertura: \n\nSabato 12 settembre 2026: dalle ore 17.00 alle 21.00;\nDomenica 13 settembre 2026: dalle ore 9.00 alle 13.00.\n\nIl Soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato: “Aprire le porte dell’Abbazia di San Salvatore Telesino significa restituire alla comunità un luogo che custodisce secoli di storia\, spiritualità e identità. La valorizzazione del patrimonio non può limitarsi alla conservazione: deve tradursi nella possibilità concreta di vivere questi luoghi\, di conoscerli e di riconoscerli come parte della nostra memoria collettiva. Ogni apertura straordinaria rappresenta un investimento culturale sul territorio\, perché crea consapevolezza\, rafforza il senso di appartenenza e rende il patrimonio un bene realmente condiviso. È questa la missione che la Soprintendenza porta avanti ogni giorno: trasformare la tutela in un’opportunità di crescita per le comunità e per le nuove generazioni”. \nLe visite guidate a cura del personale Sabap si svolgeranno nel pieno rispetto delle prescrizioni previste dalla Soprintendenza per la tutela del complesso monumentale e della normativa vigente in materia di sicurezza\, offrendo ai partecipanti un percorso di approfondimento dedicato alla storia\, all’archeologia e al valore culturale dell’Abbazia di San Salvatore Telesino\, con il contributo del funzionario archeologo Andrea Martelli.
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SUMMARY:Mostra | I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio (
DESCRIPTION:Apre al Castello di Santa Severa\, negli spazi della Manica Lunga\, la mostra “I Colori che Ritornano” che vede riunite in un’unica esposizione le lastre dipinte da Cerveteri oggetto di recenti recuperi da parte dei Carabinieri TPC e della Guardia di Finanza\, testimoni di una particolare corrente pittorica tra il VI ed il V sec. a.C. che ebbe negli artigiani di Cerveteri il suo centro produttivo. \n  \nIl mondo ideale dell’aristocrazia etrusca di Caere del VI secolo a.C. è racchiuso\, tutto\, nei preziosi frammenti di terracotta recuperati negli ultimi anni dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza nell’ambito di complesse indagini. Si tratta di uno dei recuperi di opere d’arte più significativi degli ultimi decenni per la quantità e soprattutto per la rarità dei reperti\, oltre che per la complessità delle scene figurate rappresentate e della tecnica utilizzata per la loro realizzazione. \nQuasi contemporaneamente al rientro in Italia e al recupero è stato sottoscritto a Roma\, nel 2016\, un accordo di cooperazione culturale con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen\, che ha comportato la restituzione\, dalla Danimarca all’Italia\, di reperti consistente\, tra gli altri\, in una serie di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane. Complessivamente il corpus delle lastre qui presentate riunite in un’unica esposizione si data tra 530 e 480 a.C.; l’uso di dipingere su lastre di terracotta\, applicate alle pareti degli edifici e affiancate in fregi continui\, ha avuto nell’antica Caere\, la più filo-ellenica delle città etrusche una fortuna tutta particolare\, collegata –come noto- all’arrivo di artigiani\, provenienti dalla Grecia orientale\, nelle città etrusche a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C. La tecnica di produzione di queste lastre fittili era simile a quella di altre terrecotte architettoniche\, offrendo però ai decoratori ampie superfici modulari\, adatte a ospitare fregi pittorici che a volte si potevano estendere su intere pareti\, valicando lo stretto spazio di un’unica lastra. \nDa un punto di vista spaziale\, le lastre erano disposte l’unica accanto all’altra in fregi continui che proseguivano lungo le pareti\, a volte con un sistema decorativo unitario che si dipanava su diverse lastre dipinte\, altre volte utilizzando i singoli esemplari come quadri indipendenti\, ciascuno con proprio soggetto autonomo. Sono stati identificati dipinti a tema mitologico\, coreutico-musicale\, simposiaco\, atletico-sportivo\, militare e rituale\, come nella contemporanea pittura parietale e vascolare\, a testimoniare la varietà e la vivacità della pittura nei luoghi di rappresentanza degli Etruschi. \n 
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LOCATION:Castello di Santa Severa – Antiquarium di Pyrgi\, SS1 Km 52\, Santa Marinella\, Italy
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SUMMARY:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale (Montale Rangone - MO)
DESCRIPTION:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale\n\n\nDomenica 13 settembre il Parco archeologico della Terramara di Montale inaugurando al pubblico\, inaugurando una nuova stagione che si estende fino al 1° novembre e propone un calendario di appuntamenti nelle domeniche e nei giorni festivi\, con un’apertura straordinaria prevista anche per sabato 17 ottobre. \nUna riapertura che segna un ulteriore passo nel percorso di crescita del sito\, arricchito dalle novità introdotte nella scorsa primavera per rendere la visita ancora più accessibile\, coinvolgente e ricca di possibilità di lettura.\nIl parco si presenta oggi come uno spazio in cui la dimensione archeologica dialoga con strumenti contemporanei\, offrendo al pubblico nuove modalità di esplorazione. Accanto alle ricostruzioni del villaggio dell’età del bronzo\, realizzate sulla base dei dati di scavo\, trovano spazio installazioni audio e video\, ambienti immersivi\, ologrammi e ricostruzioni virtuali che accompagnano i visitatori lungo un percorso di scoperta\, permettendo di avvicinarsi ai processi storici con maggiore immediatezza e con uno sguardo più ampio. \nIl programma completo è disponibile sul sito del Parco di Montale: www.parcomontale.it \n  \n 
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SUMMARY:Giornata di studi | Vulci a Villa Giulia.  Rileggere la Tomba François nel suo contesto (Roma)
DESCRIPTION:VULCI A VILLA GIULIA. RILEGGERE LA TOMBA FRANÇOIS NEL SUO CONTESTO \nMercoledì 16 Settembre 2026 \n  \nPer celebrare l’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e la loro esposizione presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, si terrà  la giornata di studi “Vulci a Villa Giulia.  Rileggere la Tomba François nel suo contesto”\, a cura di Luana Toniolo\, Laura Maria Michetti e Christian Mazet. Studiosi provenienti da diverse istituzioni si confrontano sulle vicende che hanno interessato la tomba\, ripercorrendo le ricerche condotte finora e aprendo nuove prospettive di studio. \nSCOPRI il programma \nIngresso libero in Sala della Fortuna fino ad esaurimento posti.\nPrenotazioni all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
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LOCATION:Museo nazionale etrusco di Villa Giulia\, Piazzale di Villa Giulia\, 9\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Visita guidata | M4 - Stazione San Babila. Le Terme romane e la Colonna del Verziere (Milano)
DESCRIPTION:Il 17 settembre prosegue il ciclo di visite guidate previste dal programma di valorizzazione culturale “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, promosso da Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano. \nL’appuntamento sarà presso la fermata San Babila; la visita partirà come di consueto dalla Stazione e attraverserà l’area delle cosiddette Terme Erculee tardoromane\, di cui sono emerse alcune porzioni durante i lavori della Linea Blu e di cui sono conservate alcune monumentali testimonianze presso Largo Corsia dei Servi. Il percorso si concluderà in Largo Augusto presso le colonne stazionali del Verziere: quella coronata dalla statua di Cristo Redentore e la “ruvida colonna”\, svelata durante i lavori M4. \nIl punto di incontro per i gruppi sarà presso l’uscita lato corso Europa della stazione M4 San Babila. \nPer partecipare alle visite guidate\, in programma a partire dalle ore 14.30\, è necessario prenotare (clicca qui e segui il link in fondo alla pagina; data e orari sulla sinistra). I posti sono limitati\, si prega pertanto di prenotare solo se si ha la certezza di partecipare o di annullare la prenotazione in caso di rinuncia. 
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SUMMARY:Giornata di studi | Il Torso virile detto “di Livorno”: nuovi studi e restauro (Firenze)
DESCRIPTION:Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ospita giovedì 17 settembre dalle 14.30 alle 18.30 una giornata di studi\, in collaborazione con Friends of Florence\, dedicata al Torso virile detto “di Livorno” tornato nella sede del museo a giugno dopo un importante lavoro di restauro. Il pomeriggio di studi è l’occasione per presentare i risultati finora emersi e su nuove letture possibili di questa straordinaria opera\, anche attraverso il confronto con altre sculture bronzee conservate nei musei di tutto il mondo. Durante la giornata verranno inoltre illustrate le scelte metodologiche che hanno guidato l’intervento\, raccontate direttamente dalla voce di chi ha operato sul campo.\nDelle migliaia di grandi bronzi realizzati nel mondo antico solo pochi sono arrivati fino a noi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ne conserva ben cinque di questi: la Chimera\, l’Arringatore\, la Minerva\, la Testa di Cavallo Medici-Riccardi\, l’Idolino e il torso virile detto “di Livorno”. Quest’ultimo non era stato sinora oggetto\, in anni recenti\, di interventi conservativi e di indagini conoscitive.\n\nNel 2024 è stato avviato un articolato intervento di restauro accompagnato da un’importante campagna diagnostica\, coordinato dal MAF con la partecipazione di prestigiosi enti di ricerca\, quali l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPC)\, l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFAC)\, l’Università degli Studi di Firenze\, l’Institute Laue-Langevin (ILL) di Grenoble e diversi ricercatori privati. Le indagini hanno impiegato un’ampia gamma di tecniche scientifiche non invasive e micro-invasive curate dal CNR-ISPC per analizzare a fondo la composizione della lega metallica\, i suoi processi di alterazione e la complessa stratigrafia delle patine superficiali\, da quelle riconducibili ad antiche manutenzioni come le “patinature lorenesi” fino ai fenomeni di degrado e ai precedenti restauri.\nUna delle tappe più significative dell’intero progetto è coincisa con il trasferimento della scultura\, nel giugno 2024\, presso l’Institute Laue-Langevin di Grenoble. Qui l’opera è stata sottoposta ad avanzati studi neutronici per indagarne la microstruttura e la tecnica di fusione\, segnando la prima applicazione assoluta dell’imaging a neutroni su una scultura in bronzo di dimensioni così monumentali e consentendo di ottenere dati estesi all’intero manufatto. Parallelamente\, la caratterizzazione biologica degli organismi marini concrezionati all’interno del Torso è stata affidata al Museo di Storia Naturale “La Specola” dell’Università degli Studi di Firenze\, mentre uno studio specifico sui residui della terra di fusione ha fornito preziosi dettagli sul processo di realizzazione originario.\n\nAlla luce delle indagini effettuate\, l’intervento conservativo si è mosso lungo due principali direttrici\, indicate dalla necessità di rimuovere le patinature lorenesi a causa dei fenomeni corrosivi ancora attivi al di sotto di esse. In questo modo si è potuto in primo luogo arrestare l’alterazione del metallo e assicurarne la migliore conservazione futura\, e in secondo luogo recuperare la superficie antica dell’opera e la sua potenza espressiva\, per quanto segnata da varie attività umane successive alla realizzazione dell’opera e dai fenomeni di alterazione.\nQuesto complesso lavoro è stato reso possibile grazie al fondamentale sostegno dei Friends of Florence\, all’esperienza del restauratore Nicola Salvioli e alla visione dell’allora direttore del Museo\, Mario Iozzo\, che hanno saputo affrontare con successo le severe criticità conservative e la straordinaria variabilità della superficie bronzea. Importante supporto al restauro è stato dato dalla curatrice della sezione etrusca esperta in bronzi Barbara Arbeid e dalla restauratrice conservatrice del museo Giulia Basilissi.\n\nLa giornata del 17 settembre è l’occasione per omaggiare il lavoro di ricerca e di restauro che è stato svolto\, raccontare al pubblico le scelte metodologiche che hanno guidato i restauratori e i risultati ottenuti.\n\nProgramma\nOre 14.30-18.30\nSaluti istituzionali\nDaniele F. Maras – Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\nSimonetta Brandolini D’Adda – Presidente di Friends of Florence\nArturo Galansino – Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi\n\nIl torso virile del Museo Archeologico Nazionale di Firenze: l’opera e la sua storia collezionistica\nMuseo Archeologico Nazionale di Firenze\nBarbara Arbeid\nLa conservazione dei Grandi Bronzi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\nMuseo Archeologico Nazionale di Firenze\nGiulia Basilissi\nAnalisi diagnostica dei metalli: patine\, corrosione e prodotti di alterazione\nConsiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale\nBarbara Salvadori\, Silvia Vettori\, Sofia Brizzi\nDiagnostica neutronica\nConsiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”\nFrancesco Grazzi\, Francesco Cantini\nStudio delle terre di fusione\nSonia Mugnaini
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SUMMARY:Scavi aperti | Open day negli scavi del Ceramico (Agrigento)
DESCRIPTION:Open day martedì 22 settembre al Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per mostrare al pubblico gli scavi nell’area del Ceramico di età arcaica e classica\, a ovest di Porta V. L’apertura al pubblico consentirà ai visitatori di ammirare da vicino uno dei settori più importanti della città antica e con esso le eccezionali testimonianze riportate alla luce dalle campagne di ricerca. Nel corso dell’iniziativa gli studenti e i giovani studiosi impegnati nelle attività di scavo guideranno i visitatori alla scoperta di questo importante settore della città antica\, illustrando le strutture e i materiali emersi durante le indagini.\n«L’eccezionalità del contesto e dei materiali portati alla luce – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – ci permette di conoscere aspetti ancora poco indagati della vita dell’antica Akragas. Con questo Open day vogliamo restituire alla comunità un pezzo fondamentale della sua storia\, rendendo i cittadini partecipi della ricerca e della conoscenza del nostro patrimonio archeologico».\nGli scavi\, ripresi in questi giorni\, rientrano nel progetto di ricerca avviato nel 2019 dall’Università di Bologna\, sotto la direzione scientifica del professore Vincenzo Baldoni\, e dal Parco della Valle dei Templi\, con Maria Concetta Parello. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno permesso di scoprire grandi fornaci destinate alla produzione ceramica della polis che\, per dimensioni eccezionali\, complessità e stato di conservazione\, non trovano finora confronti nella Sicilia di età greca.\n«La Valle dei Templi di Agrigento è al centro delle attenzioni del mondo accademico – commenta il direttore del Parco\, Roberto Sciarratta -. In questo momento sono in corso tra Agrigento\, Canicattì e Realmonte diverse campagne di scavo condotte da varie università nazionali e internazionali che ci permetteranno di comprendere meglio il nostro passato e preservarlo per le future generazioni. Tutto sarà condotto\, come da prassi\, a “cantiere aperto”\, consentendo ai visitatori dei siti di assistere alle attività di ricerca».\n\nIn queste strutture gli artigiani akragantini producevano un grandissimo numero di oggetti ceramici\, utilizzati quotidianamente nei diversi contesti di vita della città\, dai santuari alle abitazioni fino alle necropoli. Si tratta di coppe\, brocche\, ciotole e anfore di produzione locale e\, in misura minore\, di statuette\, pesi da telaio\, terrecotte architettoniche e sostegni-distanziatori\, fondamentali per l’ottimale cottura dei manufatti all’interno delle fornaci. Una varietà che testimonia le capacità degli artigiani akragantini\, attivi in un’area produttiva particolarmente complessa e articolata.\nLa produzione artigianale della polis rappresenta uno degli aspetti meno conosciuti della storia di Agrigento in età arcaica e classica\, ma riveste un grande interesse per la comunità scientifica perché consente di aprire una finestra inedita sulla vita della grande polis in una fase cruciale del suo sviluppo sociale e politico.
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SUMMARY:#GEP2026 - Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara (Bologna)
DESCRIPTION:Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026 la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Modena\, Reggio  Emilia e Ferrara organizzano il seguente incontro con i Funzionari archeologi referenti per il territorio e con professionisti e studiosi esterni\, nel quale verranno presentati i risultati dei più recenti interventi di scavo e ricerca condotti sulle province di competenza: \nDialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara \nVenerdì 25 Settembre\, ore 16:00-18:30 \nSede Sabap Met-Bo\, Palazzo Dall’Armi Marescalchi\, Salone d’Onore – via IV Novembre 5\, Bologna \nEvento gratuito\, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili  \n\n\nProgramma:\n \nSaluti istituzionali\nArch. Francesca Tomba – Soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Bologna\nArch. Eugenia Valacchi – Soprintendente ABAP per le province di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara\n\nIntroduce e modera\nMonica Miari\n\nIntervengono\n\nLara Sabbionesi – Archeologa SABAP-MO\nMassimo Zanfini\, Chiara Baraldi – SEMPER S.r.l.\nRicerche archeologiche all’Ex Dogana di Reggio Emilia\n\nValentina Manzelli – Archeologa SABAP-MET-BO\nElena Maini – Archeozoologa libera professionista\nIn effossa terra. Un rituale di fondazione sotto la domus del Rasoio a Imola\n\nCarolina Ascari Raccagni – Archeologa SABAP-MO\nNicola Fadini – AKANTHOS S.r.l.\nFlavia Amato – Libera professionista\nCostruire e custodire: novità di epoca romana dal Ferrarese\n\nGiulia Bertolini – Archeologa SABAP-MET-BO\nLaura Cerri – Libera professionista\nCampogalliano (MO)\, via Cristina. Dati preliminari dalla campagna di prospezioni geofisiche\n\nValentina Di Stefano – Archeologa SABAP-MET-BO\nLaura Cerri – Libera professionista\nIndagini geofisiche a Maccaretolo: aggiornamento e prospettive di ricerca\n\nValentina Di Stefano – Archeologa SABAP-MET-BO\nStellina Cherubini – RT Restauro Tessile\nIl restauro dei tessuti delle vesti delle mummie di Roccapelago
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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SUMMARY:Tornano le visite guidate alle Terme Suburbane di Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento\, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che\, in attesa del completamento dei lavori\, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco\, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo\, per l’intera durata del percorso\, di circa un’ora\, i visitatori indosseranno un casco protettivo.\n\n«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario\, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti\, in attesa della loro riapertura permanente\, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»\,\ndichiara Federica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.\n\nLe Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano\nIndividuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958\, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”\, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.\nIncastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine\, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare\, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium\, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium)\, con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium\, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio\, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi\, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali\, eccezionalmente conservate\, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.\nRimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni\, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute\, attivo a Ercolano dal 2001\, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano\, insieme a Pompei e Oplontis\, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO\, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale\, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita. \n\nCalendario e turni di visita\nOttobre: sabato 10\, 24 e 31 ottobre 2026\nNovembre: sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre 2026\nDicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026\nMattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)\nPomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre\, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)\nI gruppi\, di massimo 15 partecipanti\, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.\n\nBiglietti e prenotazioni\nI biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026\, online e in biglietteria.\nBiglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21\,00 euro\nCittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7\,00 euro\nGratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge\nPrenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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