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SUMMARY:Cinema | Adrikà. Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Adria e Delta del Po (Adria - RO)
DESCRIPTION:Torna sul grande schermo il racconto dell’archeologia\, elemento identitario del Polesine\, anche grazie alle riprese delle campagne di scavo di San Basilio e di Frattesina. Dal 9 al 13 settembre si svolgerà la seconda edizione di Adrikà – Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Adria e Delta del Po\, manifestazione che mette in dialogo cinema\, ricerca scientifica\, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale\, trasformando e il territorio del Delta del Po in un laboratorio internazionale di conoscenza\, incontro e scoperta. \nDopo il successo della prima edizione\, Adrikà cresce e amplia il proprio raggio d’azione coinvolgendo\, oltre ad Adria\, anche Porto Viro e Loreo\, Fratta Polesine\, con un programma che intreccia proiezioni cinematografiche\, incontri con studiosi\, spettacoli\, laboratori\, mostre\, visite guidate e momenti di approfondimento rivolti a un pubblico eterogeneo\, dagli appassionati di archeologia alle famiglie\, fino agli studenti e ai professionisti dell’informazione. \nIl filo conduttore dell’edizione 2026 sarà l’acqua\, elemento che da sempre caratterizza l’identità del Delta del Po e che diventa metafora del viaggio\, della memoria e della riscoperta del passato. Un tema che attraversa l’intera manifestazione e che trova un naturale collegamento con la recente valorizzazione della barca “cucita” di Corte Cavanella\, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Adria\, simbolo del rapporto tra uomo\, navigazione e territorio. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla rassegna su Storie & Archeostorie: \nAdrikà 2026\, il cinema archeologico torna ad Adria: la rassegna dal 9 al 13 settembre \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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SUMMARY:Visita guidata | M4 - Stazione Vetra Le scelte progettuali e la Basilica di San Lorenzo (Milano)
DESCRIPTION:Il 10 settembre riprenderà il ciclo di visite guidate previste dal programma di valorizzazione culturale “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, promosso da Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano. \nL’appuntamento sarà presso la fermata Vetra; la visita permetterà di apprezzare la peculiare forma architettonica di questa Stazione e di visitare la Basilica di San Lorenzo\, una delle chiese paleocristiane della città\, da diversi anni oggetto di estesi restauri curati dalla Soprintendenza di Milano. \nIl punto di incontro per i gruppi sarà presso l’uscita della stazione M4 Vetra. \nPer partecipare alle visite guidate\, in programma a partire dalle ore 15.00\, è necessario prenotare (clicca qui e segui il link in fondo alla pagina; data e orari sulla sinistra). I posti sono limitati\, si prega pertanto di prenotare solo se si ha la certezza di partecipare o di annullare la prenotazione in caso di rinuncia.
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SUMMARY:Conferenza | Tuscolo connesso: valorizzazione digitale delle collezioni archeologiche tra Frascati e Agliè (Agliè - TO)
DESCRIPTION:  \nDalla Sala Tuscolana del Castello di Agliè a Tuscolo\, un patrimonio archeologico torna a essere letto nel suo contesto originario grazie alle tecnologie digitali. Giovedì 10 settembre\, dalle 16.30 alle 18.30\, l’archeologo Alfredo Moraci\, direttore del Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati presenta al Castello di Agliè (TO) il progetto “Tuscolo connesso: valorizzazione digitale delle collezioni archeologiche tra Frascati e Agliè”\, quinto appuntamento del ciclo di conferenze “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”. \nIl progetto prevede un collegamento telematico tra la collezione archeologica conservata nella Sala Tuscolana del Castello di Agliè\, il Museo Tuscolano e il Parco Archeologico di Frascati\, creando una relazione tra reperti e luoghi oggi fisicamente separati. Il primo risultato è già stato realizzato: si tratta del tour virtuale del Museo Tuscolano attraverso modelli 3D\, che sarà illustrato da Moraci nel corso dell’incontro. \nLa Sala Tuscolana conserva una parte delle testimonianze provenienti dagli scavi promossi all’inizio dell’Ottocento da Carlo Felice di Savoia e dalla moglie Maria Cristina di Borbone presso Villa Rufinella a Frascati\, nell’area dell’antica città romana di Tusculum. La raccolta\, allestita all’interno del Castello di Agliè\, comprende marmi preziosi\, antiche statue e delicati affreschi. \nIl progetto “Tuscolo connesso” interviene proprio sulla distanza tra queste collezioni e i luoghi da cui provengono: attraverso gli strumenti digitali\, il visitatore del Castello di Agliè potrà “rientrare” a Tuscolo attraverso una visita virtuale del Parco e del Museo Tuscolano\, mentre chi si trova a Frascati potrà conoscere la collezione conservata ad Agliè. Una forma di digital repatriation che permette di ricomporre sul piano digitale l’unità culturale di un patrimonio oggi distribuito tra sedi diverse. \nAl termine della conferenza\, la responsabile delle collezioni archeologiche delle Residenze reali sabaude\, l’archeologa Elisa Lanza\, accompagnerà il pubblico in una visita guidata alla Sala Tuscolana\, un piccolo museo all’interno del Castello di Agliè\, per approfondire la storia della collezione e il rapporto con il progetto presentato. \n  \nL’appuntamento fa parte del ciclo di otto conferenze “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”\, promosso dalle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte che porta il pubblico dentro attività e progetti che stanno trasformando musei e aree archeologiche in luoghi di ricerca\, sperimentazione e accessibilità. Il ciclo\, che coinvolge archeologi\, studiosi\, direttori di musei e professionisti del settore\, è curato da Elisa Lanza.
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SUMMARY:Visite | L’Abbazia di San Salvatore Telesino apre al pubblico (San Salvatore Telesino - BN)
DESCRIPTION:Un’opportunità rara per riscoprire uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio culturale del Sannio. Sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento aprirà al pubblico l’Abbazia di San Salvatore Telesino\, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino un complesso monumentale di straordinario valore storico e archeologico. L’iniziativa gratuita rientra nel Piano di Valorizzazione 2026 del Ministero della Cultura\, che promuove l’apertura gratuita di siti generalmente non accessibili\, con l’obiettivo di ampliare la fruizione del patrimonio culturale e restituire visibilità a luoghi meno conosciuti ma fondamentali per comprendere la storia e l’identità dei territori. In un tempo in cui gran parte della conoscenza passa attraverso gli strumenti digitali\, l’esperienza diretta del patrimonio conserva un valore insostituibile. Camminare tra le testimonianze del passato significa trasformare la visita in un’occasione di scoperta\, partecipazione e consapevolezza\, creando un legame autentico tra i cittadini e i luoghi della cultura. \nL’iniziativa prevede il seguente calendario di apertura: \n\nSabato 12 settembre 2026: dalle ore 17.00 alle 21.00;\nDomenica 13 settembre 2026: dalle ore 9.00 alle 13.00.\n\nIl Soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato: “Aprire le porte dell’Abbazia di San Salvatore Telesino significa restituire alla comunità un luogo che custodisce secoli di storia\, spiritualità e identità. La valorizzazione del patrimonio non può limitarsi alla conservazione: deve tradursi nella possibilità concreta di vivere questi luoghi\, di conoscerli e di riconoscerli come parte della nostra memoria collettiva. Ogni apertura straordinaria rappresenta un investimento culturale sul territorio\, perché crea consapevolezza\, rafforza il senso di appartenenza e rende il patrimonio un bene realmente condiviso. È questa la missione che la Soprintendenza porta avanti ogni giorno: trasformare la tutela in un’opportunità di crescita per le comunità e per le nuove generazioni”. \nLe visite guidate a cura del personale Sabap si svolgeranno nel pieno rispetto delle prescrizioni previste dalla Soprintendenza per la tutela del complesso monumentale e della normativa vigente in materia di sicurezza\, offrendo ai partecipanti un percorso di approfondimento dedicato alla storia\, all’archeologia e al valore culturale dell’Abbazia di San Salvatore Telesino\, con il contributo del funzionario archeologo Andrea Martelli.
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SUMMARY:Mostra | I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio (
DESCRIPTION:Apre al Castello di Santa Severa\, negli spazi della Manica Lunga\, la mostra “I Colori che Ritornano” che vede riunite in un’unica esposizione le lastre dipinte da Cerveteri oggetto di recenti recuperi da parte dei Carabinieri TPC e della Guardia di Finanza\, testimoni di una particolare corrente pittorica tra il VI ed il V sec. a.C. che ebbe negli artigiani di Cerveteri il suo centro produttivo. \n  \nIl mondo ideale dell’aristocrazia etrusca di Caere del VI secolo a.C. è racchiuso\, tutto\, nei preziosi frammenti di terracotta recuperati negli ultimi anni dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza nell’ambito di complesse indagini. Si tratta di uno dei recuperi di opere d’arte più significativi degli ultimi decenni per la quantità e soprattutto per la rarità dei reperti\, oltre che per la complessità delle scene figurate rappresentate e della tecnica utilizzata per la loro realizzazione. \nQuasi contemporaneamente al rientro in Italia e al recupero è stato sottoscritto a Roma\, nel 2016\, un accordo di cooperazione culturale con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen\, che ha comportato la restituzione\, dalla Danimarca all’Italia\, di reperti consistente\, tra gli altri\, in una serie di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane. Complessivamente il corpus delle lastre qui presentate riunite in un’unica esposizione si data tra 530 e 480 a.C.; l’uso di dipingere su lastre di terracotta\, applicate alle pareti degli edifici e affiancate in fregi continui\, ha avuto nell’antica Caere\, la più filo-ellenica delle città etrusche una fortuna tutta particolare\, collegata –come noto- all’arrivo di artigiani\, provenienti dalla Grecia orientale\, nelle città etrusche a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C. La tecnica di produzione di queste lastre fittili era simile a quella di altre terrecotte architettoniche\, offrendo però ai decoratori ampie superfici modulari\, adatte a ospitare fregi pittorici che a volte si potevano estendere su intere pareti\, valicando lo stretto spazio di un’unica lastra. \nDa un punto di vista spaziale\, le lastre erano disposte l’unica accanto all’altra in fregi continui che proseguivano lungo le pareti\, a volte con un sistema decorativo unitario che si dipanava su diverse lastre dipinte\, altre volte utilizzando i singoli esemplari come quadri indipendenti\, ciascuno con proprio soggetto autonomo. Sono stati identificati dipinti a tema mitologico\, coreutico-musicale\, simposiaco\, atletico-sportivo\, militare e rituale\, come nella contemporanea pittura parietale e vascolare\, a testimoniare la varietà e la vivacità della pittura nei luoghi di rappresentanza degli Etruschi. \n 
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SUMMARY:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale (Montale Rangone - MO)
DESCRIPTION:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale\n\n\nDomenica 13 settembre il Parco archeologico della Terramara di Montale inaugurando al pubblico\, inaugurando una nuova stagione che si estende fino al 1° novembre e propone un calendario di appuntamenti nelle domeniche e nei giorni festivi\, con un’apertura straordinaria prevista anche per sabato 17 ottobre. \nUna riapertura che segna un ulteriore passo nel percorso di crescita del sito\, arricchito dalle novità introdotte nella scorsa primavera per rendere la visita ancora più accessibile\, coinvolgente e ricca di possibilità di lettura.\nIl parco si presenta oggi come uno spazio in cui la dimensione archeologica dialoga con strumenti contemporanei\, offrendo al pubblico nuove modalità di esplorazione. Accanto alle ricostruzioni del villaggio dell’età del bronzo\, realizzate sulla base dei dati di scavo\, trovano spazio installazioni audio e video\, ambienti immersivi\, ologrammi e ricostruzioni virtuali che accompagnano i visitatori lungo un percorso di scoperta\, permettendo di avvicinarsi ai processi storici con maggiore immediatezza e con uno sguardo più ampio. \nIl programma completo è disponibile sul sito del Parco di Montale: www.parcomontale.it \n  \n 
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SUMMARY:Giornata di studi | Vulci a Villa Giulia.  Rileggere la Tomba François nel suo contesto (Roma)
DESCRIPTION:VULCI A VILLA GIULIA. RILEGGERE LA TOMBA FRANÇOIS NEL SUO CONTESTO \nMercoledì 16 Settembre 2026 \n  \nPer celebrare l’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e la loro esposizione presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, si terrà  la giornata di studi “Vulci a Villa Giulia.  Rileggere la Tomba François nel suo contesto”\, a cura di Luana Toniolo\, Laura Maria Michetti e Christian Mazet. Studiosi provenienti da diverse istituzioni si confrontano sulle vicende che hanno interessato la tomba\, ripercorrendo le ricerche condotte finora e aprendo nuove prospettive di studio. \nSCOPRI il programma \nIngresso libero in Sala della Fortuna fino ad esaurimento posti.\nPrenotazioni all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Visita guidata | M4 - Stazione San Babila. Le Terme romane e la Colonna del Verziere (Milano)
DESCRIPTION:Il 17 settembre prosegue il ciclo di visite guidate previste dal programma di valorizzazione culturale “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, promosso da Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano. \nL’appuntamento sarà presso la fermata San Babila; la visita partirà come di consueto dalla Stazione e attraverserà l’area delle cosiddette Terme Erculee tardoromane\, di cui sono emerse alcune porzioni durante i lavori della Linea Blu e di cui sono conservate alcune monumentali testimonianze presso Largo Corsia dei Servi. Il percorso si concluderà in Largo Augusto presso le colonne stazionali del Verziere: quella coronata dalla statua di Cristo Redentore e la “ruvida colonna”\, svelata durante i lavori M4. \nIl punto di incontro per i gruppi sarà presso l’uscita lato corso Europa della stazione M4 San Babila. \nPer partecipare alle visite guidate\, in programma a partire dalle ore 14.30\, è necessario prenotare (clicca qui e segui il link in fondo alla pagina; data e orari sulla sinistra). I posti sono limitati\, si prega pertanto di prenotare solo se si ha la certezza di partecipare o di annullare la prenotazione in caso di rinuncia. 
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SUMMARY:Giornata di studi | Il Torso virile detto “di Livorno”: nuovi studi e restauro (Firenze)
DESCRIPTION:Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ospita giovedì 17 settembre dalle 14.30 alle 18.30 una giornata di studi\, in collaborazione con Friends of Florence\, dedicata al Torso virile detto “di Livorno” tornato nella sede del museo a giugno dopo un importante lavoro di restauro. Il pomeriggio di studi è l’occasione per presentare i risultati finora emersi e su nuove letture possibili di questa straordinaria opera\, anche attraverso il confronto con altre sculture bronzee conservate nei musei di tutto il mondo. Durante la giornata verranno inoltre illustrate le scelte metodologiche che hanno guidato l’intervento\, raccontate direttamente dalla voce di chi ha operato sul campo.\nDelle migliaia di grandi bronzi realizzati nel mondo antico solo pochi sono arrivati fino a noi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ne conserva ben cinque di questi: la Chimera\, l’Arringatore\, la Minerva\, la Testa di Cavallo Medici-Riccardi\, l’Idolino e il torso virile detto “di Livorno”. Quest’ultimo non era stato sinora oggetto\, in anni recenti\, di interventi conservativi e di indagini conoscitive.\n\nNel 2024 è stato avviato un articolato intervento di restauro accompagnato da un’importante campagna diagnostica\, coordinato dal MAF con la partecipazione di prestigiosi enti di ricerca\, quali l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPC)\, l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFAC)\, l’Università degli Studi di Firenze\, l’Institute Laue-Langevin (ILL) di Grenoble e diversi ricercatori privati. Le indagini hanno impiegato un’ampia gamma di tecniche scientifiche non invasive e micro-invasive curate dal CNR-ISPC per analizzare a fondo la composizione della lega metallica\, i suoi processi di alterazione e la complessa stratigrafia delle patine superficiali\, da quelle riconducibili ad antiche manutenzioni come le “patinature lorenesi” fino ai fenomeni di degrado e ai precedenti restauri.\nUna delle tappe più significative dell’intero progetto è coincisa con il trasferimento della scultura\, nel giugno 2024\, presso l’Institute Laue-Langevin di Grenoble. Qui l’opera è stata sottoposta ad avanzati studi neutronici per indagarne la microstruttura e la tecnica di fusione\, segnando la prima applicazione assoluta dell’imaging a neutroni su una scultura in bronzo di dimensioni così monumentali e consentendo di ottenere dati estesi all’intero manufatto. Parallelamente\, la caratterizzazione biologica degli organismi marini concrezionati all’interno del Torso è stata affidata al Museo di Storia Naturale “La Specola” dell’Università degli Studi di Firenze\, mentre uno studio specifico sui residui della terra di fusione ha fornito preziosi dettagli sul processo di realizzazione originario.\n\nAlla luce delle indagini effettuate\, l’intervento conservativo si è mosso lungo due principali direttrici\, indicate dalla necessità di rimuovere le patinature lorenesi a causa dei fenomeni corrosivi ancora attivi al di sotto di esse. In questo modo si è potuto in primo luogo arrestare l’alterazione del metallo e assicurarne la migliore conservazione futura\, e in secondo luogo recuperare la superficie antica dell’opera e la sua potenza espressiva\, per quanto segnata da varie attività umane successive alla realizzazione dell’opera e dai fenomeni di alterazione.\nQuesto complesso lavoro è stato reso possibile grazie al fondamentale sostegno dei Friends of Florence\, all’esperienza del restauratore Nicola Salvioli e alla visione dell’allora direttore del Museo\, Mario Iozzo\, che hanno saputo affrontare con successo le severe criticità conservative e la straordinaria variabilità della superficie bronzea. Importante supporto al restauro è stato dato dalla curatrice della sezione etrusca esperta in bronzi Barbara Arbeid e dalla restauratrice conservatrice del museo Giulia Basilissi.\n\nLa giornata del 17 settembre è l’occasione per omaggiare il lavoro di ricerca e di restauro che è stato svolto\, raccontare al pubblico le scelte metodologiche che hanno guidato i restauratori e i risultati ottenuti.\n\nProgramma\nOre 14.30-18.30\nSaluti istituzionali\nDaniele F. Maras – Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\nSimonetta Brandolini D’Adda – Presidente di Friends of Florence\nArturo Galansino – Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi\n\nIl torso virile del Museo Archeologico Nazionale di Firenze: l’opera e la sua storia collezionistica\nMuseo Archeologico Nazionale di Firenze\nBarbara Arbeid\nLa conservazione dei Grandi Bronzi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\nMuseo Archeologico Nazionale di Firenze\nGiulia Basilissi\nAnalisi diagnostica dei metalli: patine\, corrosione e prodotti di alterazione\nConsiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale\nBarbara Salvadori\, Silvia Vettori\, Sofia Brizzi\nDiagnostica neutronica\nConsiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”\nFrancesco Grazzi\, Francesco Cantini\nStudio delle terre di fusione\nSonia Mugnaini
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SUMMARY:Scavi aperti | Open day negli scavi del Ceramico (Agrigento)
DESCRIPTION:Open day martedì 22 settembre al Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per mostrare al pubblico gli scavi nell’area del Ceramico di età arcaica e classica\, a ovest di Porta V. L’apertura al pubblico consentirà ai visitatori di ammirare da vicino uno dei settori più importanti della città antica e con esso le eccezionali testimonianze riportate alla luce dalle campagne di ricerca. Nel corso dell’iniziativa gli studenti e i giovani studiosi impegnati nelle attività di scavo guideranno i visitatori alla scoperta di questo importante settore della città antica\, illustrando le strutture e i materiali emersi durante le indagini.\n«L’eccezionalità del contesto e dei materiali portati alla luce – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – ci permette di conoscere aspetti ancora poco indagati della vita dell’antica Akragas. Con questo Open day vogliamo restituire alla comunità un pezzo fondamentale della sua storia\, rendendo i cittadini partecipi della ricerca e della conoscenza del nostro patrimonio archeologico».\nGli scavi\, ripresi in questi giorni\, rientrano nel progetto di ricerca avviato nel 2019 dall’Università di Bologna\, sotto la direzione scientifica del professore Vincenzo Baldoni\, e dal Parco della Valle dei Templi\, con Maria Concetta Parello. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno permesso di scoprire grandi fornaci destinate alla produzione ceramica della polis che\, per dimensioni eccezionali\, complessità e stato di conservazione\, non trovano finora confronti nella Sicilia di età greca.\n«La Valle dei Templi di Agrigento è al centro delle attenzioni del mondo accademico – commenta il direttore del Parco\, Roberto Sciarratta -. In questo momento sono in corso tra Agrigento\, Canicattì e Realmonte diverse campagne di scavo condotte da varie università nazionali e internazionali che ci permetteranno di comprendere meglio il nostro passato e preservarlo per le future generazioni. Tutto sarà condotto\, come da prassi\, a “cantiere aperto”\, consentendo ai visitatori dei siti di assistere alle attività di ricerca».\n\nIn queste strutture gli artigiani akragantini producevano un grandissimo numero di oggetti ceramici\, utilizzati quotidianamente nei diversi contesti di vita della città\, dai santuari alle abitazioni fino alle necropoli. Si tratta di coppe\, brocche\, ciotole e anfore di produzione locale e\, in misura minore\, di statuette\, pesi da telaio\, terrecotte architettoniche e sostegni-distanziatori\, fondamentali per l’ottimale cottura dei manufatti all’interno delle fornaci. Una varietà che testimonia le capacità degli artigiani akragantini\, attivi in un’area produttiva particolarmente complessa e articolata.\nLa produzione artigianale della polis rappresenta uno degli aspetti meno conosciuti della storia di Agrigento in età arcaica e classica\, ma riveste un grande interesse per la comunità scientifica perché consente di aprire una finestra inedita sulla vita della grande polis in una fase cruciale del suo sviluppo sociale e politico.
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SUMMARY:#GEP2026 - Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara (Bologna)
DESCRIPTION:Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026 la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Modena\, Reggio  Emilia e Ferrara organizzano il seguente incontro con i Funzionari archeologi referenti per il territorio e con professionisti e studiosi esterni\, nel quale verranno presentati i risultati dei più recenti interventi di scavo e ricerca condotti sulle province di competenza: \nDialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara \nVenerdì 25 Settembre\, ore 16:00-18:30 \nSede Sabap Met-Bo\, Palazzo Dall’Armi Marescalchi\, Salone d’Onore – via IV Novembre 5\, Bologna \nEvento gratuito\, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili  \n\n\nProgramma:\n \nSaluti istituzionali\nArch. Francesca Tomba – Soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Bologna\nArch. Eugenia Valacchi – Soprintendente ABAP per le province di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara\n\nIntroduce e modera\nMonica Miari\n\nIntervengono\n\nLara Sabbionesi – Archeologa SABAP-MO\nMassimo Zanfini\, Chiara Baraldi – SEMPER S.r.l.\nRicerche archeologiche all’Ex Dogana di Reggio Emilia\n\nValentina Manzelli – Archeologa SABAP-MET-BO\nElena Maini – Archeozoologa libera professionista\nIn effossa terra. Un rituale di fondazione sotto la domus del Rasoio a Imola\n\nCarolina Ascari Raccagni – Archeologa SABAP-MO\nNicola Fadini – AKANTHOS S.r.l.\nFlavia Amato – Libera professionista\nCostruire e custodire: novità di epoca romana dal Ferrarese\n\nGiulia Bertolini – Archeologa SABAP-MET-BO\nLaura Cerri – Libera professionista\nCampogalliano (MO)\, via Cristina. Dati preliminari dalla campagna di prospezioni geofisiche\n\nValentina Di Stefano – Archeologa SABAP-MET-BO\nLaura Cerri – Libera professionista\nIndagini geofisiche a Maccaretolo: aggiornamento e prospettive di ricerca\n\nValentina Di Stefano – Archeologa SABAP-MET-BO\nStellina Cherubini – RT Restauro Tessile\nIl restauro dei tessuti delle vesti delle mummie di Roccapelago
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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SUMMARY:Tornano le visite guidate alle Terme Suburbane di Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento\, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che\, in attesa del completamento dei lavori\, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco\, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo\, per l’intera durata del percorso\, di circa un’ora\, i visitatori indosseranno un casco protettivo.\n\n«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario\, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti\, in attesa della loro riapertura permanente\, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»\,\ndichiara Federica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.\n\nLe Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano\nIndividuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958\, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”\, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.\nIncastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine\, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare\, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium\, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium)\, con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium\, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio\, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi\, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali\, eccezionalmente conservate\, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.\nRimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni\, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute\, attivo a Ercolano dal 2001\, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano\, insieme a Pompei e Oplontis\, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO\, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale\, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita. \n\nCalendario e turni di visita\nOttobre: sabato 10\, 24 e 31 ottobre 2026\nNovembre: sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre 2026\nDicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026\nMattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)\nPomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre\, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)\nI gruppi\, di massimo 15 partecipanti\, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.\n\nBiglietti e prenotazioni\nI biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026\, online e in biglietteria.\nBiglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21\,00 euro\nCittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7\,00 euro\nGratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge\nPrenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
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SUMMARY:Mostra | TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (Brescia)
DESCRIPTION:BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA \n4 NOVEMBRE 2026 | 22 AGOSTO 2027 \nTESORI. IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026 \n  \nLa rassegna\, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nL’iniziativa delinea una storia del collezionismo bresciano e guarda al passato come a un romanzo corale nel quale\, sullo sfondo delle grandi vicende storiche\, gli oggetti divengono traccia delle donne e degli uomini che li hanno custoditi ed efficaci dispositivi di trasmissione della memoria. \nA cura di Stefano Karadjov e Roberta D’Adda. \nDal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia sarà il palcoscenico che ospiterà la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”. \nL’iniziativa\, curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda\, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei\, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, una delle sculture più importanti della romanità per composizione\, materiale e conservazione\, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi\, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. \nLa rassegna proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nTesori si suddividerà in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia\, Belle Arti\, Scienza e Tecnica\, Storia\, Etnografia – intorno alle quali costruirà un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse\, infatti\, adotterà un tracciato cronografico circolare che prenderà avvio dalla contemporaneità\, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri\, Badiucao\, Giuseppe Bergomi\, Bruce Gilden\, Axel Hütte\, David LaChapelle\, Victoria Lomasko\, Joel Meyerowitz\, Giulio Paolini\, Fabrizio Plessi\, Davide Rivalta\, Alfred Seiland\, Massimo Sestini\, Mary Zygouri\, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte\, che saranno accostate\, come in un viaggio a ritroso nel tempo\, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni\, tra cui Albrecht Dürer\, Lattanzio Gambara\, Francesco Hayez\, Angelo Inganni\, Giovan Battista Moroni\, Pelagio Palagi\, Rembrandt\, Guido Reni\, Romanino\, Angelo Zanelli. \n  \nImmagine in apertura: Testa di atleta di età romana\, marmo\, Brescia\, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi \n  \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nTesori nascosti dei Musei Civici di Brescia in mostra: cento opere dai depositi raccontano due secoli di collezionismo \n \n  \n  \n 
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