BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Storie &amp; Archeostorie - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Storie &amp; Archeostorie
X-ORIGINAL-URL:https://storiearcheostorie.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Storie &amp; Archeostorie
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260206T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260503T235959
DTSTAMP:20260413T203851
CREATED:20260215T121832Z
LAST-MODIFIED:20260215T121832Z
UID:47237-1770336000-1777852799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger (Torino)
DESCRIPTION:Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026\, i Musei Reali di Torino ospitano nello Spazio Scoperte\, al secondo piano della Galleria Sabauda\, la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto. \nL’esposizione propone\, per la prima volta\, un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica\, elaborata tra il 1425 e il 1428 da Fra Giovanni da Fiesole\, detto il Beato Angelico (Vicchio di Mugello 1395 circa – Roma 1455)\, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella tavola oggi conservata al Museo di San Marco a Firenze – eccezionalmente concessa in prestito dalla Direzione regionale Musei nazionali Toscana\, nell’ambito delle relazioni culturali e di scambio tra musei del Sistema museale nazionale del Ministero della cultura – e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda\, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomeus Spranger (Anversa 1546 – Praga 1611) tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V. \nQuest’ultima\, dichiaratamente ispirata al prototipo di Angelico\, consente di indagare le modalità di ricezione\, rielaborazione e trasmissione di un modello figurativo di straordinaria fortuna\, rivelando tanto le permanenze quanto le trasformazioni che il soggetto subì nel passaggio dal primo Rinascimento al pieno Manierismo. \nLa rassegna si tiene in occasione del rientro ai Musei Reali della tavola di Fra Giovanni da Fiesole raffigurante la Madonna dell’Umiltà\, concessa in prestito alla mostra monografica Beato Angelico (Firenze\, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco\, 26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026).
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-beato-angelico-negli-occhi-di-bartholomeus-spranger-torino/
LOCATION:Musei Reali di Torino\, Piazzetta Reale\, 1\, Torino\, Italy
CATEGORIES:arte,medioevo,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/angelico_madonna-umilta-torino.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260221T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260628T235959
DTSTAMP:20260413T203851
CREATED:20260202T205116Z
LAST-MODIFIED:20260202T215356Z
UID:46488-1771632000-1782691199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Barocco: Il Gran Teatro delle Idee (Museo Civico San Domenico\, Forlì)
DESCRIPTION:La forma inquieta\, il ritmo alternato\, la sregolatezza\, il naufragio dei sensi\, l’esaltazione della festa\, il teatro dell’esistenza: questo è il Barocco. Fenomeno culturale che attraversa il Seicento e da inizio alla nostra modernità. Qui nasce la scienza e si afferma il primato della coscienza. È il momento magico dell’Arte. Una febbre vivificante che porta principi e sovrani a farsi promotori di un grande rinnovamento pittorico e letterario\, urbanistico e architettonico. Trionfano le cose. Collezionisti e mecenati incoraggiano i generi più diversi. \n  \nA quest’epoca straordinaria\, a tutti i suoi artisti e all’influenza che hanno esercitato e ancora esercitano sulla produzione artistica\, è dedicata la grande esposizione BAROCCO. Il Gran Teatro delle Idee che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì organizza al Museo Civico San Domenico dal 21 febbraio al 28 giugno 2026. \n  \nLa mostra\, che nasce da un articolato e approfondito percorso di studi\, intende restituire una visione complessiva della cultura barocca: il ruolo di Roma e delle corti europee\, i protagonisti che ne plasmarono le forme\, il ruolo delle committenze che ne sostennero lo sviluppo e le strategie di rappresentazione del potere che la determinarono. \nPer comprenderne appieno le origini\, il percorso partirà dal confronto con la raffigurazione del dramma nell’età ellenistica e le sperimentazioni spaziali del tardo manierismo\, passando dal realismo radicale di Caravaggio che riconduce lo sguardo a una dimensione più intima. \n  \nRoma\, fulcro e culla di questa straordinaria stagione\, sarà il punto di avvio di una narrazione che si estenderà poi all’Europa\, seguendo la diffusione del linguaggio barocco e il mutare del contesto politico internazionale\, soprattutto nella seconda metà del Seicento. \n  \nA testimoniare questo fervore creativo saranno capolavori di Gian Lorenzo Bernini\, Francesco Borromini\, Pietro da Cortona\, i due Gentileschi\, Luca Giordano\, Guercino\, Guido Reni\, Van Dyck\, Andrea Pozzo\, Nicolas Poussin\, Peter Paul Rubens\, Francisco de Zurbarán e molti altri. \n  \nLa riscoperta novecentesca del Barocco\, da Vienna a Dresda\, all’Italia degli anni Trenta è decisiva per intendere parte della rivoluzione artistica del primo Novecento. \nLe opere di Lovis Corinth\, Francis Bacon\, Giovanni Boldini\, Giorgio de Chirico\, Lucio Fontana\, Giuseppe Ducrot\, Fausto Melotti e Umberto Boccioni offrono un’occasione unica al visitatore per cogliere il sorprendente dialogo tra due epoche lontane ma intimamente connesse sotto il segno dell’inquietudine formale ed esistenziale. \n200 capolavori – provenienti\, tra gli altri\, dall’Albertina (Vienna)\, dal Museo del Prado (Madrid)\, dai Musei Vaticani (Città del Vaticano)\, dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica (Roma)\, dalle Gallerie degli Uffizi (Firenze) e dal Museo e Real Bosco di Capodimonte (Napoli) – daranno vita a un percorso articolato in dieci sezioni\, allestite negli spazi del Museo Civico San Domenico\, in un viaggio che dal fascino dell’antico arriva fino alle risonanze contemporanee. \n  \nPer informazioni: https://mostremuseisandomenico.it/ \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-forli-barocco-il-gran-teatro-delle-idee/
LOCATION:Museo Civico San Domenico\, P.le Guido da Montefeltro 12\, Forlì\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/Barocco.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260224T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260511T235959
DTSTAMP:20260413T203851
CREATED:20260224T113256Z
LAST-MODIFIED:20260224T113256Z
UID:47475-1771891200-1778543999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il Trittico di Spinello Aretino. Il racconto di un restauro (Firenze)
DESCRIPTION:Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo\, Giovanni Battista\, Andrea\, Matteo\, e i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori\, torna a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze\, dopo un importante intervento di restauro\, avviato nel novembre 2024 e appena concluso\, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. I risultati e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata\, allestita nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento\, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026. \nLeggi tutti i particolari sulla mostra e sul restauro\, su Storie & Archeostorie: \n  \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-spinello-aretino-firenze/
LOCATION:Galleria dell’Accademia\, via Ricasoli 58/60\, Firenze
CATEGORIES:arte,medioevo,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/spinello-aretino-arezzo.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260307T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260608T235959
DTSTAMP:20260413T203851
CREATED:20260309T171804Z
LAST-MODIFIED:20260309T171804Z
UID:48192-1772841600-1780963199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | I Guardi di Calouste Gulbenkian (Venezia)
DESCRIPTION:Un’esposizione che racchiude lo spirito del Settecento nel suo luogo più emblematico e\, insieme\, un dialogo tra istituzioni internazionali\, tra storie di collezioni e collezionisti.  \n  \nLa stagione espositiva di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano apre dal 7 marzo all’8 giugno 2026 con degli ospiti d’onore. Una selezione di dipinti di Francesco Guardi (1712-1793)\, provenienti da una delle raccolte più importanti al mondo di opere dell’ultimo grande vedutista veneziano del Settecento: il Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. \n  \nAperto nel 1969\, il Museo Calouste Gulbenkian ha come cuore originario delle sue raccolte la collezione dell’imprenditore e filantropo armeno\, naturalizzato inglese\, Calouste Sarkis Gulbenkian (1869-1955). Noto per i suoi gusti raffinati\, per i vasti interessi\, la profonda conoscenza e l’eclettismo del collezionismo artistico che spaziavano dall’arte greca e romana all’Impressionismo\, dal Rinascimento Italiano al Seicento europeo\, passando per l’arte decorativa. Le diciannove opere di Guardi da lui acquisite tra il 1907 e il 1921 sono riconosciute tra le più celebri dell’artista\, famoso per avere iniziato a dipingere vedute in età matura\, dopo anni di sperimentazioni nel campo della pittura di storia e di genere e testimoniano\, una volta di più\, anche la complessa e dinamica costituzione della stessa raccolta museale. \nAllo stesso tempo\, il loro ritorno a Venezia si inserisce nel percorso e nella narrazione del luogo emblema del Settecento veneziano\, nella storia del collezionismo e delle raccolte civiche\, attraverso il dialogo con disegni di Francesco Guardi provenienti dai fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe: un nucleo di opere su carta\, originariamente acquisite dal “padre” delle collezioni civiche\, Teodoro Correr. \n  \nTutte databili tra il 1770 e 1790\, le dieci opere parte della mostra I Guardi di Calouste Gulbenkian\, esposte nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico\, rappresentano una straordinaria testimonianza dello stile dell’artista\, fatto di pennellate allusive e di proporzioni liberamente sfalsate che producono vedute in cui la struttura prospettica appare elastica. Ormai lontana dalle certezze geometriche di Canaletto e della sua camera ottica\, la Venezia ritratta da Francesco Guardi è composta da edifici corrosi dalla luce\, resi attraverso una pittura tremolante\, quasi che il pittore voglia offrire un’immagine interiore della città e di una civiltà\, quella veneziana\, ormai in rapido declino. Anticipando\, in un certo senso\, i sentimenti e le tensioni proprie della stagione del Romanticismo. \nI soggetti sono quelli indagati dall’artista in varie occasioni\, come la Festa della Sensa in Piazza San Marco che si svolgeva il giorno dell’Ascensione\, nel quale Venezia celebrava il matrimonio simbolico tra la città e il Mare. A questo evento è dedicata anche La Partenza del Bucintoro\, dove si vede salpare la nave di stato con a bordo il doge in direzione della chiesa di San Nicolò al Lido\, davanti alla quale veniva gettato in mare l’anello d’oro a simboleggiare l’unione tra Venezia e il mare Adriatico. Il fortunato tema delle feste e parate d’acqua si ritrova nella Regata sul Canal Grande\, opera ispirata ad una veduta di Canaletto\, connotata però dall’inconfondibile effetto atmosferico di Guardi. Con Il Ponte di Rialto secondo il progetto di Palladio\, Guardi presenta un’immagine curiosa di come sarebbe potuto essere uno dei simboli di Venezia. Anche la Terraferma veneta è ritratta dall’artista\, come testimonia la Vedute delle chiuse di Dolo. \n  \nTra i disegni delle collezioni civiche scelti per il confronto\, spiccano Il Gran Teatro La Fenice e i due celebri fogli acquerellati dedicati a Le nozze del duca di Polignac\, veri e propri capolavori della grafica di Francesco\, in cui il tratto sottile e aereo dà vita a composizione rarefatte e atmosferiche\, quasi fossero un paravento giapponese o una pittura su seta\, con i quali condividono la medesima leggerezza e fragile grazia.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-guardi-di-calouste-gulbenkian-venezia/
LOCATION:Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano\, Dorsoduro 3136\, Venezia\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/03/1_©-Calouste-Gulbenkian-Museum.-Photo_-Catarina-Gomes-Ferreira-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260320T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260719T235959
DTSTAMP:20260413T203851
CREATED:20260312T140258Z
LAST-MODIFIED:20260312T140258Z
UID:48558-1773964800-1784505599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Vasari e Roma (Roma)
DESCRIPTION:A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574)\, Roma rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra l’artista aretino e la città eterna. \n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra ricostruisce il percorso culturale e artistico compiuto da Giorgio Vasari nei suoi diversi soggiorni romani con l’intento di restituire al pubblico dei Musei Capitolini la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore\, architetto\, scenografo e biografo\, ma anche di straordinario interprete e testimone delle vite di papi\, signori\, letterati e artisti del XVI secolo\, grazie anche ai numerosi capolavori in prestito da importanti istituzioni italiane e internazionali tra cui Palazzo Barberini\, il Vive – Palazzo Venezia\, la Galleria degli Uffizi\, l’Archivio di Stato di Firenze\, la Pinacoteca Nazionale di Bologna\, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti\, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi\, la Biblioteca Apostolica Vaticana\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte\, il Museo Nazionale di Siena e il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria). \nIl progetto mette in luce il ruolo determinante che Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari\, nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli della modernità – da Raffaello al Michelangelo “romano” – e nel rapido e straordinario sviluppo della sua carriera al servizio di prestigiosi prelati e pontefici. \n\nOrario \n\nDal 20 marzo 2026 al 19 luglio 2026\nTutti i giorni ore 9.30-19.30\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura\nGiorno di chiusura: 1° maggio \n\nBiglietto d’ingresso \n\nTariffe Musei Capitolini con mostra Vasari e Roma\nintero non residenti € 19\,50\nridotto non residenti € 14\,00\ngratuito per i possessori della Roma MIC card in corso di validità\, residenti a Roma e città metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) e per tutte le categorie previste dalla tariffazione vigente\ngratuito e/o ridotto per i possessori della Roma Pass \nPer biglietti cumulativi e altri dettagli visita la pagina > biglietti \n\n\nInformazioni \n\nTel 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00 \nPromossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali \nOrganizzata con Associazione MetaMorfosi \nIn collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\n\n\nCuratore \nAlessandra Baroni
URL:https://storiearcheostorie.com/event/giorgio-vasari-mostra-roma/
LOCATION:Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli\, Piazzale Caffarelli\, Roma\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/03/Vasari-e-Roma_capitolini_1050X545.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260331T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260906T235959
DTSTAMP:20260413T203851
CREATED:20260331T173719Z
LAST-MODIFIED:20260331T173719Z
UID:49100-1774915200-1788739199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma - Alla conquista del Rinascimento (Torino)
DESCRIPTION:La Fondazione Accorsi-Ometto annuncia un’importante rassegna dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma\, a quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena. \nLa mostra\, curata da Serena D’Italia\, Luca Mana e Vittorio Natale\, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini\, Francesco Frangi ed Edoardo Villata\, propone per la prima volta all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore\, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale. \nLe oltre cinquanta opere presenti in mostra\, alcune delle quali inedite o mai esposte prima\, provengono da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni pubbliche\, come l’Accademia Carrara di Bergamo; il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); la Pinacoteca di Brera di Milano; il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Civici di Pavia; la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; l’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto\, la Galleria Borghese\, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini\, Banca Monte dei Paschi di Siena e la Pinacoteca Nazionale di Siena; la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); la Biblioteca Reale\, la Galleria Sabauda\, i Musei Reali\, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino; il Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo; l’Archivio Storico Comunale e il Museo Francesco Borgogna di Vercelli. \nDalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti\, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508)\, nel Senese\, per giungere alle straordinarie puntate a Roma\, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi\, Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo tenta idealmente di ricostruire. \nA confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il centro Italia\, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento\, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d’Alba (come la Madonna col Bambino in trono e santi della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo)\, di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone una delle varie versioni della Madonna d’Orleans di Raffaello.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-sodoma-torino/
LOCATION:Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto\, via Po 55\, Torino\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/03/Giovanni-Antonio-Bazzi-detto-il-Sodoma-Morte-di-Lucrezia-1515-circa.-Torino-Musei-Reali-Galleria-Sabauda-1.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR