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SUMMARY:Conferenza | Galileo fra le pagine dell’Almagesto: quando le biblioteche riscrivono la storia (Firenze)
DESCRIPTION:Giovedì 23 aprile alle ore 16.00 nella Sala Galileo della Biblioteca nazionale centrale di Firenze si terrà l’incontro dal titolo Galileo fra le pagine dell’Almagesto: quando le biblioteche riscrivono la storia\, durante il quale Ivan Malara presenterà la copia\, da lui recentemente rinvenuta nel fondo magliabechiano della BNCF (MAGL.5.1.133)\, dell’Almagesto postillato da Galileo Galilei\, offrendo un quadro essenziale per comprenderne la portata nel contesto degli studi storico-scientifici. \nDopo una prima presentazione della scoperta in Conferenza stampa lo scorso febbraio in BNCF\, Ivan Malara – assegnista di ricerca presso l’Università Statale di Milano – dedica ora un approfondito intervento aperto alla cittadinanza in cui sarà ripercorsa la ricerca che condotta presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha portato a un ritrovamento di grande rilievo per la storia della scienza: una copia a stampa dell’Almagesto di Tolomeo\, pubblicata a Basilea nel 1551\, contenente numerose postille autografe attribuibili a Galileo Galilei. L’analisi paleografica e contenutistica delle postille mostra una forte corrispondenza con la grafia giovanile di Galileo e\, soprattutto\, con passaggi molto specifici dei De motu e di altre sue opere\, anteriori e posteriori al Sidereus Nuncius (1610). \nSarà messo in evidenza il percorso di ricerca che ha condotto alla individuazione del volume\, richiamando inoltre l’importanza del patrimonio conservato nelle biblioteche come risorsa decisiva per affrontare e chiarire alcune questioni storiografiche ancora aperte. \n\n\n\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla scoperta:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/03/firenze-scoperta-copia-almagesto-tolomeo-annotata-da-galileo
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SUMMARY:Conferenza | Dove la guerra distrugge\, l’archeologia resiste (Milano)
DESCRIPTION:Giovedì 16 aprile\, l’Università degli Studi di Milano presenta: “Dove la guerra distrugge\, l’archeologia resiste”. Quarto appuntamento del ciclo “Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città”. L’incontro\, aperto al pubblico\, sarà dedicato alla ricerca archeologica nella piana di Erbil (Kurdistan iracheno)\, una delle zone coinvolte nel conflitto in corso. \n  \nAccanto alla dimensione storica\, l’incontro propone anche un’urgente riflessione sul presente. In un momento in cui i conflitti armati continuano a colpire duramente il Medio Oriente — dall’Iran alla Palestina\, dal Libano al Golfo e all’Iraq — a essere minacciate non sono solo le vite umane\, ma anche il patrimonio culturale\, esposto a distruzioni\, saccheggi e cancellazioni irreversibili. La ricerca archeologica assume quindi un significato che va oltre la dimensione scientifica\, configurandosi come una forma concreta di responsabilità e\, in molti casi\, di resistenza culturale. \n\nOperare sul campo significa contribuire alla tutela del patrimonio\, contrastarne la dispersione e riaffermare\, attraverso la conoscenza\, il valore universale della cultura. In questo quadro\, il riferimento all’azione dell’UNESCO\, che compie quest’anno ottant’anni\, richiama con forza il ruolo delle istituzioni internazionali nella salvaguardia del patrimonio culturale e nella promozione della pace\, oggi più che mai chiamate a rinnovare il proprio impegno. L’archeologia si configura dunque come uno spazio di dialogo e cooperazione\, capace di costruire relazioni anche nei contesti più fragili. \n\nLuca Peyronel\, coordinatore dell’iniziativa e delegato della Rettrice per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano\, e Agnese Vacca\, ricercatrice del Dipartimento di Studi letterari\, filologici e linguistici dell’Università Statale\, presenteranno le ricerche in corso nei siti di Helawa e Aliawa (Kurdistan iracheno)\, offrendo un aggiornamento sui risultati delle indagini in una delle regioni più rilevanti della Mesopotamia settentrionale. Dalle prime comunità neolitiche alla nascita delle città\, fino all’età dei grandi imperi dell’Asia occidentale\, la conferenza ricostruisce le trasformazioni delle società che hanno abitato la piana di Erbil nel corso dei millenni. \n\nLa sede della conferenza sarà il Labirinto\, ideato da Arnaldo Pomodoro e ispirato ai miti di Gilgamesh e all’immaginario della Babilonia: straordinaria opera d’arte che rievoca in forma contemporanea le espressioni culturali della Mesopotamia\, offrendo una cornice simbolica che mette in dialogo arte\, memoria e archeologia. \n\nL’incontro si aprirà con i saluti della Direttrice Generale della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, Carlotta Montebello\, e del professore Luca Peyronel. \n\nAl termine\, i partecipanti potranno visitare il Labirinto\, completando l’esperienza con un percorso immersivo che restituisce\, attraverso il linguaggio dell’arte\, la profondità storica e simbolica delle civiltà del Vicino Oriente. \nIngresso libero con prenotazione \n\nIl ciclo “Svelare il passato” è realizzato con la collaborazione del Comune di Milano\, della Fondazione Luigi Rovati\, della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, del Fondo Ambiente Italiano e della Diocesi di Milano\, che hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi culturali per ospitare gli incontri.
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SUMMARY:Conferenza | Archeologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro (Ozzano dell'Emilia - BO)
DESCRIPTION:In occasione della Festa Internazionale della Storia 2026\, la Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Ozzano dell’Emilia organizzano un evento pubblico aperto a tutta la cittadinanza sulla città romana di Claterna.\nVerranno presentati i risultati delle più recenti ricerche condotte dal Ministero della Cultura nella città romana e le attività didattiche e di valorizzazione svolte e in programma presso il Museo di Claterna. \nProgramma \nore 10.00 Saluti istituzionali \nFrancesca Tomba\, Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bologna\nLuca Lelli\, Sindaco di Ozzano dell’Emilia\nMatteo di Oto\, Assessore alla Cultura del Comune di Ozzano dell’Emilia\nDebora Badiali\, Città metropolitana di Bologna\, Distretti Culturali \nore 10.30 Relazioni \nValentina Di Stefano\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna\nI progetti del Ministero della Cultura a Claterna: teatro romano\, domus dei mosaici e casa rossa \nRoberta Michelini\, Museo di Claterna\nProgetti di didattica e divulgazione del Museo di Claterna \nClaudio Negrelli\, Luca Forni\, Phoenix Archeologia\nLa carta archeologica del centro urbano di Claterna \nModera\nNoemi Di Leonardo\, Giornalista di Bologna Today \n  \n\nArcheologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro\n\n\nSabato 11 aprile 2026\, ore 10:00-12:00 \nSala R. Raparelli – Via degli Orti 16/A\, Ozzano dell’Emilia (BO) \nEvento gratuito con ingresso libero fino a  esaurimento dei posti disponibili\nPer informazioni: museo@comune.ozzano.bo.it
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | La Storia di Milano lungo la Linea Blu (Milano)
DESCRIPTION:La realizzazione della nuova linea metropolitana M4 di Milano non è stata soltanto un’opera ingegneristica di grande impatto\, ma ha rappresentato anche un’occasione straordinaria per esplorare\, documentare e valorizzare la storia della città.\nCon l’intento di narrare questo lungo percorso di ricerca\, studio e lavoro sul campo nasce “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, un progetto di valorizzazione culturale promosso da M4 S.p.A. \, Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano;  il racconto della città è proposto in due momenti: un primo ciclo di incontri e\, a seguire\, una serie di visite guidate nei luoghi più significativi toccati dai lavori. \nIl primo dei quattro incontri aperti ai cittadini si svolgerà il 25 marzo presso la sede della Soprintendenza e sarà dedicato alle scoperte archeologiche avvenute grazie agli scavi della M4\, tra cui alcune strutture monumentali appartenute alla fortificazione medievale della città e una necropoli frequentata dall’età romana fino a quella medievale nei pressi di Sant’Ambrogio. \nIl secondo\, che si terrà il 18 aprile\, illustrerà gli approfondimenti antropologici in corso sui resti umani emersi dalle necropoli antiche\, affidati al LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano) e avrà luogo in via Mangiagalli 37. \n\n \n\nIl 13 maggio è invece in programma  il terzo incontro\, presso la Soprintendenza\, che sarà dedicato all’attento lavoro di salvaguardia messo in campo nel corso dei lavori per proteggere e valorizzare l’inestimabile  patrimonio di monumenti che la M4 incontra lungo il suo percorso in città (le basiliche di San Nazaro\, di San Lorenzo\, di Sant’Ambrogio e di San Vittore al corpo; la Ca’ Granda\, oltre agli elementi storici delle nostre piazze\, come la colonna del Verziere e il busto di Cesare Correnti). \nL’ultimo appuntamento\, in calendario a settembre\, invece analizzerà i progetti delle  sistemazioni superficiali con un focus sulle scelte architettoniche e materiche che hanno ridisegnato strade\, piazze e spazi pubblici nel segno della qualità urbana e della sostenibilità. \nDal 21 maggio fino a ottobre avranno invece luogo le visite guidate\, condotte da esperti in archeologia\, architettura e storia dell’arte che accompagneranno i cittadini nei luoghi storicamente e archeologicamente più rilevanti  situati lungo il tracciato della M4. Ogni tappa\, racconterà una stazione e la storia che la circonda. \nTutti gli appuntamenti – conferenze e visite guidate – sono gratuiti e aperti ai cittadini e alle cittadine\, con iscrizione attraverso il sito della Soprintendenza.
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva (Venezia)
DESCRIPTION:Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva |  \nReframing Silk. Giacomo Caneva’s Photographs of the 1859 Expedition to China \nCICLO DI CONFERENZE \nA cura di Giulia Pra Floriani\, Marta Boscolo Marchi \nVenezia\, Museo d’Arte Orientale \n13 marzo – 23 aprile 2026 \nIngresso gratuito su invito \nDal 13 marzo al 23 aprile 2026\, al Museo d’Arte Orientale di Venezia\, nell’ambito della mostra Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva\, a cura di Giulia Pra Floriani e Marta Boscolo Marchi\, sarà promosso un ciclo di conferenze dedicate ai viaggi\, alla seta e ai rapporti tra Venezia e la Cina.  \nLa rassegna\, come la mostra stessa\, è frutto della collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo d’Arte Orientale e il Dipartimento di Studi sull’Asia e Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari Venezia ed è resa possibile grazie al supporto dell’Unione europea (Progetto Horizon Marie Skłodowska-Curie “Photography in the Making of Knowledge: European Art-historical and Scientific Investigations on Asia\, PhotoMaKEASIA” – CUP H73C24001280006)\, dell’Istituto Confucio presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e del MaP (Centro di ricerca Marco Polo sulle connessioni globali Europa-Asia). \nTutti gli appuntamenti si terranno al Museo d’Arte Orientale\, alle 15.30 e saranno gratuiti su invito.  \nHa aperto la rassegna\, lo scorso 13 marzo\, Nel segno di Marco Polo. Venezia\, l’Asia la seta del prof. Luca Molà\, docente di storia del Rinascimento presso la Warwick University (UK) e autore di un recente volume dedicato al celebre viaggiatore e ai rapporti commerciali tra Venezia e la Cina. Dopo il suo ritorno a Venezia\, nel 1295\, cosa fece Marco? Scopriamo da documenti finora inediti che divenne uno dei protagonisti del commercio locale e internazionale. Produsse tessuti\, e la seta\, il più pregiato\, inducesse lui e la sua famiglia a chiedere il trasferimento a Venezia di una folta comunità di esperti artigiani e imprenditori provenienti da Lucca\, città leader nel settore. Da allora si ricercano non solo le stoffe asiatiche\, per cui si era disposti a pagare una follia\, ma anche il color cremisi\, ricercatissimo\, del quale non si conosceva la tecnica.  \nIl prossimo 26 marzo sarà presentato La spedizione Castellani-Freschi nelle fotografie di Giacomo Caneva di Giulia Pra Floriani\, Giuseppe Vanzella \nI relatori racconteranno le tappe salienti del viaggio di Giovan Battista Castellani e Gherardo Freschi in Cina alla ricerca di seme-bachi sano\, per risollevare le sorti del comparto tessile provato dalla pebrina nell’Italia settentrionale. Li accompagnava il fotografo Giacomo Caneva\, del quale sono esposti 32 calotipi del 1859. Saranno svelati luoghi\, persone\, attività ritratti nelle immagini in mostra\, ripercorrendo anche la storia di una collezione apparsa sul mercato antiquario da pochi anni. \nGiuseppe Vanzella è collezionista e storico della fotografia italiana. Possiede una collezione di fotografia dalle origini alla contemporaneità di straordinario interesse storico-culturale\, che ha esposto in mostre tematiche o monografiche e ha studiato in volumi dedicati. Dal 1980 gestisce un’attività di vendita di libri antichi e di antiquariato. \nGiulia Pra Floriani è Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Researcher presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Il suo progetto di ricerca PhotoMaKEASIA indaga come la fotografia abbia plasmato la conoscenza dell’Asia in Europa. Ha curato\, insieme a Sarah E. Fraser e Kuiyi Shen\, il volume Ink and Oil: Chinese Artists Trained in Europe (1920–1960)\, in pubblicazione nel 2026. \nIl 9 aprile Maria Francesca Bonetti parlerà di Giacomo Caneva\, artista e pioniere della fotografia. La conferenza illustrerà la figura e l’attività di Giacomo Caneva (Padova 1813 – Roma 1865)\, giunto a Roma nel 1838 per perfezionare la sua formazione artistica dopo gli studi presso l’Accademia di Venezia\, ma ben presto distintosi per il precoce utilizzo della fotografia\, quale mezzo da lui privilegiato per la documentazione\, la conoscenza e la rappresentazione della realtà. Protagonista di quel cenacolo internazionale di artisti fotografi\, storicamente ricordato come Circolo del Caffè Greco – o Scuola fotografica romana –\, Caneva è stato\, con la versatilità dei suoi interessi figurativi e la sperimentazione anche di nuovi generi\, al centro delle relazioni che la fotografia ha intrecciato\, fin dai suoi esordi\, con gli altri linguaggi espressivi\, contribuendo al rinnovamento delle convenzioni visive e delle ricerche pittoriche dell’epoca.  \nMaria Francesca Bonetti\, storica dell’arte\, è stata responsabile delle Collezioni fotografiche presso l’Istituto centrale per la grafica del Ministero della Cultura (Roma). Ha partecipato con contributi scientifici a diverse pubblicazioni e progetti di ricerca storico-fotografica e ha curato la realizzazione di varie mostre di fotografia\, sia storica che contemporanea. Fin dalla sua fondazione (2006) è membro del Consiglio Direttivo della SISF (Società Italiana per lo Studio della Fotografia).  \nIl 23 aprile\, sempre alle 15\,30 al Museo\, la studiosa Sarah Fraser parlerà di Staged Photography and Mimesis: Caneva’s 1850s Images of China (in inglese). Una delle sfide della ricerca inerente all’Asia orientale è costituita dalla fotografia occidentale e dalla difficoltà di raccogliere documenti e dati storici. La relazione esplorerà i diversi tipi di fotografia e gli stereotipi connessi\, i riferimenti etnografici e la costruzione iconografica. Si scoprirà come la prima fotografia possa diventare un prezioso strumento di ricerca. Le fotografie di Giacomo Caneva suggeriscono diversi spunti per interrogarsi sul ruolo della mimesis nel diciannovesimo e ventesimo secolo\, nella cultura visuale asiatica. La conferenza si terrà in lingua inglese senza traduzione simultanea.  \nSarah E. Fraser è professoressa e direttrice dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale presso l’Università di Heidelberg. Le sue pubblicazioni includono il volume Women Cross Media: East Asian Photography\, Prints\, and Porcelain in the Staatliche Kunstsammlungen Dresden (2022) e Performing the Visual: The Practice of Buddhist Wall Painting in China and Central Asia\, 618-960 (2004).
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città (Milano)
DESCRIPTION:Prende il via il 12 marzo\, “Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città”\, un ciclo di sedici conferenze aperte al pubblico\, dedicate agli scavi dell’Università degli Studi di Milano. Gli incontri\, coordinati dal professor Luca Peyronel\, delegato della Rettrice per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano\, si terranno tra marzo e maggio e poi tra settembre e novembre. \nNel mese di marzo sono previsti tre incontri: \n  \nIl primo appuntamento\, “Tra Anatolia e Assiria. L’antica Kanesh in Cappadocia (Turchia) alla luce delle ultime scoperte archeologiche”\, si terrà il 12 marzo alle 17.00 a Palazzo Reale. Luca Peyronel\, Direttore del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe\, presenterà le ricerche e le scoperte più importanti degli ultimi anni nel sito di Kültepe\, l’antica Kanesh\, in Cappadocia\, dove quattromila anni fa si sviluppò un’importante rete di scambi commerciali tra Assiria e Anatolia. \nLa conferenza si aprirà con i saluti di Domenico Piraina\, Direttore Cultura del Comune di Milano e Direttore di Palazzo Reale\, Silvia Romani\, Prorettrice alla Terza Missione\, Laura Neri\, Direttrice del Dipartimento di Studi Letterari\, Filologici e Linguistici\, e Giuseppe Polimeni\, Delegato dipartimentale alla Terza Missione\, dell’Università Statale di Milano. \nIl secondo incontro del mese\, “Assuan. La scoperta della città dell’eternità. Scavi e ricerche dell’Università degli Studi di Milano ad Assuan\, Egitto”\, è previsto il 25 marzo alle 17.30 e si svolgerà al Castello Sforzesco di Milano. Patrizia Piacentini\, docente di Egittologia all’Università Statale di Milano\, presenterà la straordinaria scoperta nel sito di Assuan di oltre cinquecento tombe. \nIn apertura interverranno Francesca Tasso\, Direttrice dei Musei del Castello e Anna Provenzali\, Conservatrice Responsabile del Museo Archeologico di Milano.  Introduce Luca Peyronel. \nAl termine della conferenza sarà possibile visitare il nuovo percorso permanente della Galleria dell’Antico Egitto del Castello Sforzesco. \n  \nIl ciclo proseguirà il 31 marzo alle 17.00 presso la Biblioteca Sormani con “Ichnusa: luoghi fortificati e acque cultuali in Sardegna: il Monte Zara”. Federica Chiesa\, docente di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia all’Università Statale di Milano\, presenterà le ricerche condotte negli ultimi dieci anni in un enigmatico insediamento fortificato\, che racconta una lunga continuità di vita e di trasformazioni nel cuore della Sardegna\, dall’epoca nuragica al periodo romano. In apertura i saluti del Direttore del Sistema Bibliotecario Milano\, Stefano Parise\, della Responsabile della Biblioteca Sormani\, Giuseppina Sansica\, del Direttore del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali\, Giorgio Zanchetti. Introduce Luca Peyronel. \nIl ciclo è realizzato con la collaborazione del Comune di Milano\, della Fondazione Luigi Rovati\, della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, del Fondo Ambiente Italiano e della Diocesi di Milano\, che hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi culturali per ospitare gli incontri. \nIngresso libero con prenotazione \nLuoghi: Palazzo Reale\, Castello Sforzesco\, Labirinto di Arnaldo Pomodoro\, Museo di Storia Naturale\, Acquario Civico\, Fondazione Luigi Rovati\, Museo Civico Archeologico\, Biblioteca Sormani\, Villa Necchi Campiglio\, Museo di Sant’Eustorgio\, Cimitero Monumentale \n  \nConsulta il calendario completo
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SUMMARY:Conferenza | Il Sarcofago di Giona tra Villa Medici e il Vaticano (Roma)
DESCRIPTION:L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza mercoledì 11 marzo 2026\, dalle 18:00 alle 20:00\, nel Grand Salon di Villa Medici\, una conferenza dedicata al Sarcofago di Giona\, straordinaria testimonianza dell’arte paleocristiana oggi conservata nei Musei Vaticani\, in occasione dell’ingresso del suo calco nelle collezioni dell’Accademia. \n  \nL’incontro nasce dalla collaborazione tra Villa Medici e i Musei Vaticani e intende ripercorrere la storia di questo importante manufatto\, nonché il processo che ha portato alla realizzazione della sua copia contemporanea. Il sarcofago\, noto per il ricco apparato iconografico ispirato alla vicenda biblica del profeta Giona\, rappresenta uno dei più significativi esempi della scultura funeraria cristiana dei primi secoli e testimonia il passaggio dalla tradizione figurativa romana ai nuovi linguaggi simbolici del cristianesimo nascente. \n  \nIl Sarcofago di Giona\, datato generalmente alla prima metà del III secolo d.C.\, fu rinvenuto durante i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1584 venne acquistato dal Cardinale Ferdinando de’ Medici\, grande collezionista e futuro Granduca di Toscana\, che lo collocò nei giardini di Villa Medici\, contribuendo alla formazione di una delle più prestigiose raccolte di antichità della Roma rinascimentale. L’opera rimase a Villa Medici fino al XVIII secolo\, prima di entrare nelle collezioni pontificie\, dove oggi è conservata presso i Musei Vaticani. \n  \nIl sarcofago è celebre per il suo ciclo figurativo dedicato alla storia di Giona\, uno dei temi più diffusi nell’arte paleocristiana. Le scene scolpite – tra cui Giona inghiottito dal grande pesce\, il suo ritorno alla vita e il riposo sotto la pianta di ricino – erano interpretate dalle prime comunità cristiane come simbolo della resurrezione e della salvezza\, stabilendo un forte parallelismo con la vicenda di Cristo. Dal punto di vista artistico\, il manufatto testimonia la straordinaria capacità degli scultori tardo-antichi di fondere modelli dell’arte classica con nuovi contenuti simbolici e teologici. \n  \nIn occasione della mostra Luoghi Sacri condivisi\, che ha riportato temporaneamente l’opera a Villa Medici\, i Laboratori di restauro dei Musei Vaticani hanno realizzato un calco del sarcofago\, destinato a entrare stabilmente nelle collezioni dell’Accademia di Francia a Roma. L’acquisizione si inserisce nella lunga tradizione della copia artistica praticata a Villa Medici\, che tra Seicento e Novecento ha dato vita a una delle più importanti collezioni di gessi della capitale. Questa tradizione\, fondamentale nella formazione degli artisti e nello studio dell’antico\, trova oggi una nuova attualità attraverso la realizzazione di calchi contemporanei eseguiti secondo tecniche storiche. \n  \nIl nuovo calco contribuirà a valorizzare ulteriormente la Gipsoteca di Villa Medici\, inaugurata nel 2009 e oggi parte integrante del percorso di visita dell’Accademia. L’ingresso della copia del Sarcofago di Giona rappresenta non solo un arricchimento delle collezioni\, ma anche un gesto simbolico che ricostruisce il legame storico tra l’opera e il luogo che per secoli l’ha custodita. \n  \nLa conferenza offrirà al pubblico l’occasione di approfondire sia il contesto storico e artistico del sarcofago sia le tecniche e le finalità della sua riproduzione. Attraverso gli interventi degli studiosi e dei responsabili coinvolti nel progetto\, verranno illustrati il significato iconografico dell’opera\, il suo percorso collezionistico tra Roma e Firenze\, e il ruolo che le copie in gesso continuano a svolgere nella ricerca\, nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio artistico. \n  \nInterverranno Andrea Felice\, Alessandro Gallicchio\, Valentina Lini\, Umberto Utro e Alessandro Vella\, studiosi ed esperti impegnati nello studio e nella valorizzazione delle collezioni archeologiche e museali. I loro contributi permetteranno di ripercorrere la storia del sarcofago e di raccontare il lavoro svolto per la realizzazione del calco destinato a Villa Medici. \n  \nL’incontro\, a ingresso gratuito e in lingua italiana\, è aperto al pubblico previa prenotazione sul sito.
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SUMMARY:Conferenza | Viaggiar per chiese: geografie dell’arte e dei miracoli nell’itinerario italiano di Rubens (Roma)
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\nIn occasione del ciclo di incontri dedicato al tema Viaggiare in Italia tra Cinquecento e Seicento: mappe e guide per scoprire opere\, artisti\, collezioni\, si terrà l’approfondimento dal titolo nze \nL’intervento intende analizzare il lungo soggiorno italiano di Pieter Paul Rubens\, svoltosi tra il 1600 e il 1608\, quale fase decisiva e imprescindibile per la sua formazione e per la successiva affermazione come figura di spicco nel panorama dell’artista-intellettuale europeo. Muovendosi lungo le coordinate geografiche e culturali suggerite dagli Itinerarii Italiae rerumque Romanarum libri tres di Franciscus Schottus\, pubblicati ad Anversa nel 1600\, Rubens elesse l’Italia a vera e propria “palestra dello sguardo”. \nIn questo spazio privilegiato di confronto\, l’artista ebbe modo di misurarsi direttamente con le testimonianze dell’antico\, con la lezione dei grandi maestri del Cinquecento e con le istanze estetiche e devozionali della Controriforma. Attraverso un metodo di osservazione rigoroso e selettivo\, Rubens esplorò i principali centri artistici della penisola\, tra cui Venezia\, Genova\, Mantova\, Firenze e Roma\, capitali della cultura che rimasero indelebilmente impresse nella sua memoria visiva e che contribuirono a definire il linguaggio di uno dei più autorevoli protagonisti della pittura del Seicento. L’evento si terrà martedì 10 marzo alle ore 18.00 nella Sala della Crociera\, antica Bibliotheca Maior\, presso il Collegio Romano\, offrendo un’analisi critica e documentata su come l’itinerario italiano abbia rappresentato il fulcro della maturazione intellettuale del maestro fiammingo. \nBiografia \nRaffaella Morselli\, PHD\, è Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna presso Sapienza Università di Roma e accademica dell’Accademia Raffaello di Urbino. Si occupa di storia del collezionismo\, di committenza e di mercato dell’arte nell’Italia del XVI-XVII secolo a cui ha dedicato monografie\, saggi\, mostre e molti articoli pubblicati con editori internazionali. È specialista di Guido Reni\, Guercino\, Rubens\, Francesco Albani\, Lavinia Fontana\, Domenico Fetti. È stata curatrice di diverse mostre: La celeste galeria (Mantova\, 2002-2003)\, La Collezione del cardinale Silvio Valenti Gonzaga (Mantova\, 2005)\, Guido Reni (Roma 2022)\, Arte Liberata. Capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale (1937-1947) (Roma\, 2022-2023)\, Rubens a Palazzo Te. Pittura\, trasformazione e libertà (Mantova\, 2023-2024)\, Guercino nello studio (Bologna\, 2023-2024)\, Guercino. L’era Ludovisi a Roma (Roma\, 2024-2025)\, La Favola di Atalanta. Pittura e poesia a Bologna (Bologna\, 2024-2025)\, Roma pittrice. Artiste al lavoro tra Cinquecento e Ottocento (Roma\, 2024-2025). È stata Research Fellow del Getty Center (Los Angeles 1994) e Ailsa Mellon Bruce Senior Visiting Scholar al CASVA (Washington D.C. 2014). Fa parte di numerosi comitati scientifici di musei (Galleria Borghese\, Palazzo Te)\, di mostre\, di riviste internazionali\, di collane editoriali. \n  \n  \nInformazioni: \n  \nIngresso: via del Collegio Romano\, 27 – 00186 Roma \nLe conferenze sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti \n  \nÈ obbligatoria la prenotazione tramite piattaforma Eventbrite: https://www.eventbrite.it/organizations/events  \n  \nPer informazioni: https://vive.cultura.gov.it/it/incontriamoci-al-collegio-romano-la-bibliotheca-maior-si-apre-alla-citta
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento (Firenze)
DESCRIPTION:Le Grotte di Pertosa-Auletta al centro di tourismA 2026\, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in programma dal 27 febbraio all’1 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze. \nLa Fondazione MIdA parteciperà alla manifestazione con uno stand informativo dedicato alla promozione delle valenze speleologiche e archeologiche del sito sotterraneo. Momento centrale sarà la conferenza in programma sabato 28 febbraio\, dalle 16.30 alle 18.30\, in Sala Onice\, dal titolo “Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento”. \nL’incontro approfondirà la figura e l’opera di Paolo Carucci\, studioso di Scienze Naturali e medico originario di Caggiano\, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana\, vissuto tra Ottocento e Novecento. Il suo legame con le Grotte di Pertosa-Auletta lo portò alla pubblicazione\, nel 1907\, della monografia “La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia”\, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori. \nAlla conferenza interverranno: \nMaria Rosaria Carfagna\, presidente della Fondazione MIdA\, con l’intervento “L’impegno della Fondazione MIdA per la ricerca archeologica: dalle indagini sul terreno alla ristampa anastatica dell’opera di Paolo Carucci”; \nMirella Serlorenzi\, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con la relazione “Le Grotte di Pertosa-Auletta: un contesto di sperimentazione per l’individuazione di standard metodologici e linee di intervento”; \nMassimo Santoro\, Società IREN – Centrale idroelettrica del Tanagro\, che affronterà il tema “Acqua: da elemento di tutela di un giacimento archeologico a esempio virtuoso di produzione d’energia sostenibile”; \nAlessia Fuscone\, Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con l’intervento “La grande caverna sul fiume Tanagro: un ‘archivio privilegiato’ per la ricerca archeologica”; \nFelice Larocca\, direttore del Museo speleo-archeologico MIdA 01\, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”\, che curerà la “Presentazione della ristampa anastatica della monografia di Paolo Carucci La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia (Napoli\, 1907)”. \nLa pubblicazione\, destinata a biblioteche nazionali e internazionali\, è un’edizione fuori commercio che potrà essere acquisita da enti accademici\, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico. \nL’iniziativa vede la luce con gli auspici della Regione Campania\, della Provincia di Salerno e dei Comuni di Pertosa e Auletta. \n  \nLeggi gli articoli pubblicati su Storie & Archeostorie dedicati alla Grotta di Petrosa Auletta: \nSotto terra\, lungo il fiume: riprendono gli scavi nelle Grotte di Pertosa-Auletta \n \n  \nGrotte di Pertosa-Auletta (Salerno)\, dallo scavo emerge una struttura di culto ellenistico. Novità anche dalla palafitta dell’età del Bronzo \n \n 
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Franco Cardini - "Firenze\, la Toscana\, l'Oriente" (Firenze)
DESCRIPTION:CATTEDRA UFFIZI\, LO STORICO FRANCO CARDINI ‘GETTA UN PONTE’ TRA OCCIDENTE E ORIENTE IN 12 LEZIONI \n  \nIngresso libero\, si terranno nella Biblioteca Magliabechiana di venerdì pomeriggio dal 27 febbraio al 29 maggio: al centro il ruolo di Firenze nello sviluppo e diffusione della cultura orientalistica in Italia e non solo nel corso dei secoli \n  \nLe Gallerie degli Uffizi ponte tra culture\, storie diverse\, continenti: è quanto avviene in “Firenze\, la Toscana\, l’Oriente”\, il corso ‘accademico’ che lo storico medievalista Franco Cardini terrà da febbraio a maggio nella Biblioteca Magliabechiana del celebre museo fiorentino. Una narrazione in dodici lezioni a cavallo tra storia e arte che tratteggia la città medicea\, tradizionalmente indicata come culla del Rinascimento\, anche quale ‘incubatore’ e centro di sviluppo e diffusione della cultura orientalistica attraverso i secoli\, al punto che tracce di questa caratterizzante influenza sono visibili e presenti nel tessuto cittadino e del territorio ancora oggi. Gratuito ed aperto a tutti (fino a esaurimento posti) il corso costituisce la terza edizione di Cattedra Uffizi (dopo i cicli tenuti nel 2024 dal curatore delle antichità classiche del museo Fabrizio Paolucci e e lo scorso anno dal filosofo Giorgio Agamben). Le lezioni si terranno ogni venerdì a partire dal 27 febbraio fino al 29 maggio\, in orario 16\,45 – 17\,45; per la costruzione di ‘Firenze\, la Toscana\, l’Oriente’ Cardini si è avvalso della consulenza iconologica di Maria Gloria Roselli.  \n  \nFIRENZE E L’ORIENTE \n  \nIl ciclo di dodici conversazioni intende proporre un percorso di lungo periodo sul modo in cui Firenze e la Toscana hanno guardato\, immaginato\, interpretato e talvolta reinventato l’Oriente\, mostrando come le categorie di “Oriente” e “Occidente” non rimandino a blocchi contrapposti e statici\, ma a costruzioni culturali dinamiche\, convenzionali e storicamente stratificate. L’obiettivo è restituire la complessità di una relazione fatta di scambi\, conflitti\, mediazioni e reciproche proiezioni simboliche\, evitando tanto l’esotismo quanto la semplificazione ideologica. \nMuovendo da un invito a osservare insieme lo spazio urbano\, le collezioni museali e le rappresentazioni artistiche\, il ciclo si apre con una riflessione sul tema dello sguardo e dell’immaginazione\, per poi risalire alle radici medievali dei rapporti tra Toscana e Mediterraneo orientale: Pisa come snodo precoce\, i “miti fiorentini” delle crociate\, i legami con Bisanzio ed Egitto mamelucco\, la circolazione di mercanti\, missionari e pellegrini\, e il formarsi di narrazioni che intrecciano storia\, leggenda e memoria civica. \n  \nIl percorso prosegue analizzando la progressiva proiezione marittima e diplomatica di Firenze tra Quattro e primo Cinquecento\, le ambizioni politiche\, il ruolo dei primi Medici\, le tensioni tra ideale di crociata e pragmatismo economico\, fino alle nuove coordinate aperte dall’età delle scoperte e dalla cosmografia toscana\, che spostano l’orizzonte dall’Oriente al “Nuovo Mondo” senza cancellare i precedenti immaginari\, ma piuttosto sovrapponendoli e rielaborandoli. \nAmpio spazio è dedicato al Rinascimento come stagione di collezionismo\, di sistematizzazione del sapere e di costruzione di canoni\, alle raccolte medicee\, alla tipografia orientale e alla presenza di visitatori\, ambasciatori e mediatori culturali\, per giungere poi all’analisi concreta di oggetti\, materiali e forme – tessuti\, tappeti\, ceramiche\, armi\, metalli\, abiti – come testimonianze tangibili di scambi\, appropriazioni\, adattamenti e reinterpretazioni. \nL’ultima parte del ciclo segue le trasformazioni dall’età dei Medici agli Asburgo-Lorena\, dal Regno sabaudo alla Repubblica\, soffermandosi su episodi simbolici della Firenze ottocentesca e postunitaria e sul consolidarsi dell’orientalistica come disciplina e come pratica culturale. Nel loro insieme\, le dodici conversazioni mirano a restituire la profondità storica di un dialogo millenario\, mostrando come l’Oriente sia stato\, per Firenze e la Toscana\, non un semplice altrove esotico\, ma uno specchio attraverso cui ripensare se stesse\, la propria identità e il proprio posto nel mondo. \n  \nCALENDARIO \n\nPRIMA CONVERSAZIONE. 27 FEBBRAIO 2026. INVITO A GUARDARSI ATTORNO E DENTRO. CON UN’OCCHIATA ORIENTALE-ORIENTALISTICA AL “DIALOGO TRA LE STATUE” DI PIAZZA DELLA SIGNORIA. I MUSEI  TOSCANI\nSECONDA CONVERSAZIONE. 6 MARZO 2026. PISA\, DOVE L’ORIENTALISMO TOSCANO HA PRESO LE MOSSE\nTERZA CONVERSAZIONE. 13 MARZO 2026. I “MITI FIORENTINI” MEDIEVALI \nQUARTA CONVERSAZIONE. 20 MARZO 2026. LA FIRENZE DEL DUE-TRECENTO\, BISANZIO\, L’EGITTO MAMELUCCO\, IL MEDITERRANEO\nQUINTA CONVERSAZIONE. 27 MARZO 2026.  MERCANTI\, MISSIONARI\, PELLEGRINI\nSESTA CONVERSAZIONE. 10 APRILE 2026. FIRENZE\, “NUOVA POTENZA MARINARA” \nSETTIMA CONVERSAZIONE. 17 APRILE 2026. LA FIRENZE DEI PRIMI MEDICI E LA CROCIATA     \nOTTAVA CONVERSAZIONE. 24 APRILE 2026.  VERSO  IL NUOVO MONDO            \nNONA CONVERSAZIONE. 8 MAGGIO 2026. IL RINASCIMENTO E LE COLLEZIONI MEDICEE\nDECIMA CONVERSAZIONE. 15 MAGGIO 2026. ALCUNI ESEMPI. TESSUTI\, TAPPETI\, CERAMICHE\, SUPPELLETTILI\, ABITI \nUNDICESIMA CONVERSAZIONE. 22 MAGGIO 2026. ALCUNI ESEMPI.  “ALLA DOMASCHINA”. ARMI E METALLI. CENNI SU COLLEZIONI PRESENTI IN ALCUNI MUSEI FIORENTINI (BARGELLO\, STIBBERT\, BALDINI ECC.)\nDODICESIMA CONVERSAZIONE. 29 MAGGIO 2027. DAI MEDICI AGLI ASBURGO-LORENA AL REGNO SABAUDO ALLA REPUBBLICA\n\n  \n 
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: ArcheTourDev (Firenze)
DESCRIPTION:Può l’archeologia diventare una leva di crescita\, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole? \nL’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA\, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica\, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.\n\nArcheTourDev\, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo\, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA\, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale\, che si terrà a Firenze\, al Palazzo dei Congressi\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. \nArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development\, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia\, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Capofila è Sagas\, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze\, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure\, punto di riferimento mondiale per il restauro\, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente)\, attivo da decenni nella cooperazione culturale. \nAruch\, scavo nella fortezza\nArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni\, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico\, Dvin e Aruch\, il cui potenziale turistico è in espansione\, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e\, allo stesso tempo\, generare benefici concreti per le comunità locali. \nGarni\, mosaico pavimento terme\nDue sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici\, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori. \n\nVenerdì 27 febbraio\, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi\, alle 14.30\, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva\, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto\, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.\nSabato 28 febbraio\, nella Sala Onice\, dalle 14.00 alle 16.00\, si terrà l’incontro:  “Armenia. Tra ricerca scientifica\, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento\, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027\, prevede l’intervento  di:Michele Nucciotti\, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian\, Università di FirenzeEmanuela Daffra e Anna Patera\, Opificio delle Pietre DureSergio Ferdinandi\, IsmeoI relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca\, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni\, Dvin e Aruch\, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile\, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino\, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.\n\nPer approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Archeologica XXVI (La Spezia)
DESCRIPTION:Il Museo del Castello San Giorgio presenta Archeologica\, la rassegna di appuntamenti di Archeologia\, con una nuova edizione dedicata a tematiche generali di vasto interesse e a novità di ricerca sul territorio. Giovedì 26 febbraio verrà raccontata la percezione che si aveva di Pompei nelle diverse epoche fino alla sensazionale scoperta del 1748; giovedì 5 marzo si parlerà di Etruschi con la relazione sugli scavi di un insediamento abitativo a San Rocchino (Lucca); sabato 7 marzo verrà affrontato l’affascinante mondo dell’antico Egitto in rapporto con il mondo greco e con Alessandro Magno e\, infine\, sabato 14 marzo si conclude con gli aggiornamenti degli scavi a Luni praticati dall’Università di Pisa. Progetto a cura di Donatella Alessi. \n  \nProgramma completo: http://museodelcastello.museilaspezia.it/export/sites/Museodelcastello/archeologica-26-web.pdf \n 
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Incontri nell'ambito della mostra "I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni" (Fondazione Luigi Rovati\, Milano)
DESCRIPTION:All’approssimarsi dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 la Fondazione Luigi Rovati di Milano propone una serie di incontri intorno alla mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga 3000 anni\, in corso fino al 22 marzo\, dedicata alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. Realizzata in coproduzione con l’Olympic Museum e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna\, l’esposizione intreccia reperti greci\, romani ed etruschi con medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi dei grandi protagonisti della storia olimpica. \n\nSimboli olimpici: continuità e innovazione di un linguaggio universale\nGiovedì 19 febbraio ore 18.00 \nAngelita Teo\, Olympic Foundation for Culture and Heritage Director\, e Lucio Rovati\, Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati\, dialogano sui valori e sulla simbologia delle Olimpiadi moderne\, esplorando il significato di elementi iconici come la torcia\, i cerchi olimpici\, i premi e le medaglie\, per riflettere sull’eredità culturale e simbolica dei Giochi. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nStoria e politica dei Giochi antichi e moderni\nMercoledì 25 febbraio ore 18.00 \nUna conversazione dedicata al significato storico e politico dei Giochi\, dall’antichità al mondo contemporaneo. Intervengono Giuseppe Sassatelli (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici) e Massimo De Giuseppe (Università IULM). \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nLo sport è cultura\nMercoledì 11 marzo ore 18.00 \nDino Ruta (SDA Bocconi) e Alessandra Marzari (Consorzio Vero Volley) conversano sul valore economico\, sociale e culturale dello sport oggi\, in occasione della presentazione del libro Colori Olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nVerità e illusioni della pittura etrusca\nGiovedì 12 marzo ore 18.00 \nL’incontro ha come protagonisti Francesco Roncalli e Maurizio Harari\, membri ordinari dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Prendendo spunto dal volume Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca di Francesco Roncalli\, si approfondiscono il linguaggio figurativo\, i significati e le interpretazioni della pittura a partire dalla Tomba delle Olimpiadi in prestito dal Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). \nIngresso libero su prenotazione.  Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte.
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