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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Costruire il futuro: i cantieri di Villa Giulia (Roma)
DESCRIPTION:Un cantiere in corso può trasformarsi in una straordinaria occasione di conoscenza\, in un laboratorio di ricerca e di scoperta che anticipa cambiamenti\, sfide e prospettive future. Dal 9 aprile 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta un ciclo di conferenze a cura della direttrice Luana Toniolo che racconta i grandi progetti in corso di realizzazione nelle sedi di Villa Giulia e Villa Poniatowski.\n\nDal cantiere delle ex Concerie Riganti presso Villa Poniatowski\, ai monumentali restauri di Villa Giulia\, dai nuovi allestimenti museali\, dove la narrazione delle collezioni incontrerà innovative forme di lettura\, fino alla straordinaria raccolta di Ori Castellani\, al memorabile restauro del sarcofago degli Sposi\, per concludere con la riqualificazione di Villa Poniatowski.\nSei incontri\, un giovedì al mese\, in collaborazione con i progettisti e i direttori dei lavori\, per raccontare i progetti in corso e la Villa Giulia del prossimo anno.\nDa questa stagione di grandi interventi il Museo è proiettato verso un futuro di trasformazioni: non si tratta solo di cambiamenti strutturali\, ma di una nuova visione culturale del Museo che si prepara a diventare il centro di nuovi spazi culturali nel cuore della città di Roma.\n\nIl 9 aprile si parte così con la narrazione del grande progetto di riqualificazione delle ex Concerie Riganti. Un’area mai aperta al pubblico e ora finalmente al centro di uno straordinario recupero. Il cantiere in corso trasformerà in modo significativo l’immagine di Villa Giulia e il suo rapporto con la città: da questo intervento nascerà una nuova area espositiva di 1000 metri quadrati che consentirà finalmente di valorizzare e rendere accessibili al pubblico i materiali oggi conservati nei depositi e che non trovano spazio nella sede espositiva centrale del Museo.\nOltre a questo verrà realizzato un auditorium\, un ristorante\, una terrazza panoramica\, un’area dedicata alle mostre temporanee\, spazi pensati come luoghi di incontro\, di dialogo e di vita culturale.\n\n“Raccontare al pubblico cosa si svolge dentro il museo e i lavori in corso è un nostro dovere come istituzione”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “E’ una responsabilità verso tutti\, in quanto custodiamo un patrimonio culturale che appartiene ad ognuno di noi. Vogliamo condividere in totale trasparenza le azioni che abbiamo intrapreso e queste conferenze racconteranno dalla viva voce di chi lavora quotidianamente nei cantieri\, dal Progettista al direttore dei lavori\, il perché di questi interventi\, che sono parte della visione di un museo che cresce sempre di più\, arricchendosi anche di edifici mai aperti al pubblico prima”.\nInsomma\, sfide ambiziose per il futuro del Museo che abbiamo deciso di anticipare al pubblico con questi incontri gratuiti e aperti alla cittadinanza.\n\nCALENDARIO CONFERENZE\nSala della Fortuna – Ore 17.00\n9 Aprile.\nIl Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti\n14 maggio.\nIl Rinascimento ritrovato. Il cantiere di restauro di Villa Giulia\n4 giugno.\nRipensare il Museo. Il nuovo racconto di Villa Giulia\n17 settembre.\nOreficeria Archeologica Italiana: il nuovo allestimento della collezione Castellani\n8 ottobre.\nNel segno del tempo: il sarcofago degli sposi fra analisi e cura\n12 novembre.\nDall’Egitto all’India: progetti per il recupero e la rifunzionalizzazione di Villa Poniatowski.\n\nIngresso gratuito in sala fortuna\, prenotazione all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico (Ravenna)
DESCRIPTION:A 1500 anni dalla morte di Teodorico\, detto il Grande\, Ravenna rende omaggio a una delle figure più emblematiche della storia tardoantica con le Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico. Promosso dal Comune di Ravenna\, in stretta sinergia con i Musei Nazionali di Ravenna\, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini\, la Regione Emilia-Romagna\, la Provincia\, il Comune di Galeata e l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia\, Fondazione RavennAntica\, il programma valorizza l’eredità politica\, culturale e architettonica del sovrano goto. Un anniversario che si intreccia con altri due traguardi storici per la città: i 30 anni dall’iscrizione del sito dei Monumenti Paleocristiani di Ravenna nella lista del patrimonio mondiale Unesco e i trent’anni della rassegna estiva Mosaico di Notte. \nTeodorico (454-526 d.C.)\, re degli Ostrogoti\, è stato uno dei sovrani più carismatici e visionari del passaggio dall’Antichità al Medioevo. Vissuto da giovane a Costantinopoli\, assorbì la cultura e le istituzioni bizantine prima di guidare il suo popolo in Italia dove\, nel 493\, conquistò Ravenna facendone la capitale del suo regno. \nPer oltre un trentennio governò garantendo una rara stagione di pace\, prosperità e tolleranza: lasciò ai Romani l’amministrazione civile e ai Goti la difesa militare\, tutelò la libertà religiosa tra cattolici e ariani e arricchì Ravenna con capolavori d’arte e architettura come il suo imponente Mausoleo e la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Nonostante gli ultimi anni di regno furono segnati da tensioni politiche e dai sospetti verso i suoi collaboratori romanici (che portarono all’esecuzione del filosofo Boezio)\, la sua figura resta il simbolo più alto di dialogo e sintesi tra la civiltà romana e le nuove culture germaniche. Teodorico si spense a Ravenna il 30 agosto 526. \nIl programma propone proprio per il 30 agosto numerosi eventi\, ma offre prima e dopo tanti altri appuntamenti articolati su diverse direttrici tematiche. \n \nSpettacoli\, musica e performing arts \nLa figura di Teodorico rivive attraverso i linguaggi della contemporaneità e delle arti performative: il progetto Visioni di Eterno dell’artista Andrea Bernabini (29 agosto e 1-6 settembre) trasforma la pietra d’Istria del Mausoleo di Teodorico in una superficie viva di luci e suoni; nell’ambito di Notti Trasfigurate\, il 30 agosto al Mausoleo si terrà la prima esecuzione in tempi moderni del Teodorico\, dramma per musica composto nel 1720 da Giovanni Porta\, ricostruito in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e l’Ensemble Aurea; lo spettacolo La Corazza di Teodorico (22 settembre\, Teatro Alighieri) con Carlo Lucarelli e il baritono Raffaello Bellavista ripercorrerà in chiave investigativa il celebre furto del reperto aureo avvenuto nel 1924; la performance di danza contemporanea Giuiuzza di Veronica Parlagreco al Palazzo di Teodorico\, inserita nel Festival Variazioni per Ammutinamenti\, metterà in dialogo la memoria corporea con l’architettura storica. \nConvegni\, ricerca e divulgazione scientifica \nIl ruolo di Ravenna come snodo politico del Mediterraneo e laboratorio di convivenza tra cultura latina e germanica è al centro di un fitto calendario di incontri scientifici. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano la Lectio Magistralis della storica bizantinista Judith Herrin (1° settembre\, Teatro Alighieri)\, il seminario su Comunità\, lingue d’uso e multiculturalismo (23-24 ottobre) curato dall’Università di Bologna e il ciclo di conferenze Tempus non vincit omnia\, che vedrà la partecipazione di docenti e storici come Andrea Augenti\, Maria Cristina Carile ed Enrico Cirelli. \nMostre e linguaggi visivi\nL’iconografia teodoriciana viene esplorata attraverso molteplici registri espositivi. \nMostra dei bozzetti 16 possibili usi di un mausoleo di Giuseppe Palumbo (dal 29 agosto\, Pallavicini 22 Art Gallery)\, opera vincitrice del concorso MiC “Fumetti nei Musei”. \nMostra La Rotonda del Re (10 ottobre 2026 – 18 gennaio 2027\, Biblioteca Classense) attraverso edizioni di pregio e incisioni storiche\, fino al grande evento espositivo L’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna\, previsto nel 2027 al Museo Nazionale. \nPersonale di Mariella Busi De Logu In un’aria diversa\, Teodorico\, prima esposizione ospitata presso il nuovo Spazio Teodorico al Mausoleo. \n  \nItinerari\, visite guidate ed esperienze inclusive\nI monumenti simbolo della Ravenna ostrogota – dal Mausoleo al Palazzo di Teodorico\, fino al Battistero degli Ariani – sono protagonisti di percorsi di fruizione dedicati: visite guidate con interpretariato LIS e dispositivi tattili/cognitivi (6 settembre\, Palazzo di Teodorico) e la rassegna Teodorico e le culture del sacro (27 settembre\, Battistero degli Ariani)\, incontro esperienziale tra visite e musica; il trekking urbano A spasso con Teodorico (4 ottobre) curato da Trail Romagna; nuovo podcast Ravenna Gotica\, curato da Michael Micci e Alessandro Zironi. \n  \nIl programma completo \nEventi \nVisioni di eterno \nDal 29 agosto al 6 settembre 2026\, ogni sera\, al mausoleo di Teodorico (con regolare biglietto d’ingresso\, tranne il 30 agosto e domenica 6 settembre ad ingresso gratuito). Le proiezioni saranno tutti i giorni dalle 21 alle 23\, mentre domenica 30 agosto dalle 23 alle 24 dopo il concerto di “Notti trasfigurate”. \nIl progetto è ideato dall’artista Andrea Bernabini che trasforma il Mausoleo di Teodorico in una esperienza immersiva di luce\, suono e narrazione. \nAttraverso videoproiezioni architetturali e un raffinato impianto sonoro\, la pietra d’Istria del Mausoleo si anima e si trasfigura: elmo\, corona\, armatura scintillante\, croci gemmate\, mosaici e figure guerriere emergono e si dissolvono in un racconto visivo che intreccia potenza\, spiritualità e memoria. La sequenza ritmica delle profonde nicchie e delle forme monumentali viene esaltata da grafiche coinvolgenti che alternano pieni e vuoti\, luce e ombra\, evocando la grandezza e la complessità del sovrano. \nTeodorico e Cassiodoro il 1500° della fine dell’impero di un re \nDomenica 30 agosto 2026 \nIn occasione delle celebrazioni per il 1500° anniversario della morte di Re Teodorico\, l’ingegnere e architetto Barbara Bartoli e la società benefit Coloring srl (impresa creativa culturale e startup innovativa) promuovono un pomeriggio diviso in tre momenti: dalle 16 alle 18 una suggestiva passeggiata storica intitolata “Con i protagonisti del tempo”\, che partirà dal Palazzo di Teodorico per toccare la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero degli Ariani\, per poi concludersi al Mausoleo di Teodorico; alle 18\, all’interno del Mausoleo\, andrà in scena la rappresentazione rievocativa della “Morte di Teodorico”; alle 19 la presentazione ufficiale del Concorso Medaglia “Ravenna 1500° Teodorico e Cassiodoro”\, ad iscrizione gratuita e aperta a tutti. Verrà illustrato il regolamento ufficiale\, che fisserà la scadenza per la consegna delle opere creative al 3 dicembre 2026 (entro le 12) presso la sede di Coloring srl. Per informazioni scrivere a info@coloringsrl.com. La manifestazione si avvale della collaborazione dei Musei Nazionali di Ravenna e dei patrocini del Comune di Ravenna\, del Comune e della Pro Loco di Squillace. \nNotti trasfigurate – Nel segno di Teodorico il Grande \nDomenica 30 agosto 2026 \nMausoleo di Teodorico \nNell’ambito della terza edizione del progetto curato dall’Associazione musicale “Angelo Mariani”\, in collaborazione con le principali istituzioni culturali ravennati e l’Università di Bologna\, andrà in scena la prima rappresentazione in tempi moderni dell’opera lirica Teodorico. \nSi tratta dell’unica composizione musicale intitolata al sovrano ostrogoto: un dramma in tre atti composto nel 1720 da Giovanni Porta su libretto di Antonio Salvi. Riemersa solo parzialmente dal passato\, l’opera è stata riportata alla luce grazie a un importante lavoro di ricostruzione e ricerca scientifica coordinato dal direttore Nicola Valentini insieme a musicologi di fama internazionale e docenti universitari. Per l’occasione\, la composizione verrà proposta in un allestimento moderno che alternerà l’esecuzione musicale su strumenti d’epoca\, affidata all’Ensemble Aurea diretto da Filippo Pantieri\, con le voci del soprano Vittoria Magnarello e del mezzosoprano Daniela Pini\, a letture recitate da Camilla Berardi e approfondimenti della musicologa Giovanna Casali. \nUn progetto dell’Associazione musicale “Angelo Mariani” realizzato in collaborazione con RavennAntica\, la direzione dei Musei Nazionali di Ravenna\, il Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna e col sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna. \nLa serata chiude il percorso di Notti Trasfigurate 2026: raccontate in musica oltre a Teodorico altre tre figure fondamentali dell’eta tardo antica di Ravenna: Odoacre\, Boezio e Amalasunta. \nL’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna \nMartedì 1° settembre 2026 \nTeatro Alighieri – Sala Corelli\, alle 18. \nLectio Magistralis a cura della storica bizantinista Judith Herrin\, che offrirà una riflessione sul ruolo di Ravenna nel sistema euro-mediterraneo della Tarda antichità\, in un evento pensato anche per un pubblico non specialistico e diffuso in streaming internazionale. \nLa Corazza di Teodorico – Un mistero Ravennate \nMisteri e musiche tra le nebbie del tempo con Carlo Lucarelli e Raffaello Bellavista. \nMartedì 22 settembre alle 21 al Teatro Alighieri – Sala Corelli. \nLo spettacolo trae ispirazione dal furto rocambolesco della preziosissima “Corazza d’oro di re Teoderico”\, un insieme in oro e pietre pregiate ritenuto il più importante esempio di arte orafa romano-barbarica mai ritrovato\, trafugato dal Museo nazionale di Ravenna nella notte tra il 19 e il 20 novembre 1924. Sarà un reading-spettacolo che utilizza il linguaggio del noir e della narrazione investigativa come chiave di lettura della storia e della cronaca italiana con Carlo Lucarelli\, scrittore\, sceneggiatore\, giornalista\, conduttore televisivo. Un maestro del noir e del giallo storico che ha scandagliato con alcune delle sue opere proprio il periodo in questione. Non mancheranno le dirompenti incursioni musicali del pianista-baritono e direttore artistico Raffaello Bellavista\, il quale canterà ed eseguirà al pianoforte a coda alcune composizioni\, spaziando dal pop raffinato al crossover con nuance jazz\, evocando\, attraverso il suono\, quelle atmosfere lontane e intriganti. \nA cura dell’Associazione Accademia del Melo Silvestre. \nVariazioni per Ammutinamenti \nFestival di danza urbana e d’autore \nGiuiuzza \nDomenica 6 settembre 2026\, Palazzo di Teodorico\, ore 17 e 18\,15 \nIngresso gratuito – durata 15 minuti. \nLa performance di danza di Veronica Parlagreco è inserita all’interno del programma della 28esima edizione del Festival Ammutinamenti. \nGiuiuzza esplora il corpo come luogo di memoria e stratificazione culturale\, in cui gesti\, posture e modalità relazionali ereditate continuano ad abitare il presente. La Ravenna di Teodorico rappresenta un momento storico di incontro tra culture differenti: elementi goti e romani convivono in una fase di trasformazione che genera nuove forme di continuità e adattamento. \nLa performance mette in relazione due forme di memoria: quella architettonica della pietra e quella corporea del gesto. Attraverso la danza\, Giuiuzza propone una riflessione sul patrimonio come realtà viva\, fatta di permanenze\, trasformazioni e connessioni tra passato e contemporaneità. \ninfo e prenotazione: info@festivalammutinamenti.org \nA cura di Cantieri Danza \n  \nTeodorico e le culture del sacro: l’armonia delle differenze al Battistero degli Ariani \nDomenica 27 settembre\, a partire dalle 15\,30\, al Battistero degli Ariani. \nIl Battistero degli Ariani rappresenta una testimonianza viva dell’attitudine millenaria di Ravenna all’accoglienza delle diversità culturali. Il progetto è concepito in due momenti distinti: una visita guidata\, con focus sulle differenze teologiche rappresentate nel mosaico e sulla loro coesistenza pacifica durante il periodo teodoriciano e un momento musicale dedicato al periodo storico e alla condivisione delle diverse culture. L’intento è quello di far vivere un’esperienza intima ed immersiva pensata per un piccolo numero di partecipanti\, riuniti in circolo\, intorno ad una fonte sonora\, come il fonte battesimale\, in un incontro inclusivo\, dove cultura e musica diventano esperienza e dove gli sguardi possono incontrarsi. L’evento può essere ripetibile nell’arco della stessa giornata\, con prenotazione su vivaticket. \nA cura di Collegium Musicum Classense \n  \nMostre \n  \nIn un’aria diversa\, Teodorico \nFino al 6 settembre 2026 \nSpazio Teodorico\, Mausoleo di Teodorico\, via delle Industrie n. 14. \nUna personale di Mariella Busi De Logu come prima mostra ospitata al nuovo Spazio Teodorico presso il Mausoleo. Il progetto espositivo è dedicato all’immaginario dell’artista ravennate\, che da oltre quarant’anni intreccia la propria ricerca visiva con le forme essenziali di questo monumento. \nNel suo accostarsi al Mausoleo\, prendono vita visioni oniriche\, plasmate con maestria tra china\, acquerello e scrittura\, opere che trasformano la pietra millenaria in un palcoscenico per riflettere sul tempo\, la natura e la bellezza\, offrendo una prospettiva attuale su espressioni e memorie custodite da secoli. \n  \n16 possibili usi di un mausoleo Ariani \nDal 29 agosto al 10 Settembre 2026 \nLa storia a fumetti di Giuseppe Palumbo ambientato nel Mausoleo di Teodorico. \nDurante la settimana teodoriciana\, sabato 29 agosto alle 18\,30\, nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery a Ravenna\, è programmata la presentazione del fumetto d’autore “16 possibili usi del Mausoleo”\, vincitore del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”\, la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico. L’autore racconterà il suo percorso creativo e saranno esposti i bozzetti e gli studi preparatori. Un’occasione unica per conoscere da vicino l’esperienza di un fumettista di fama internazionale che presenterà i suoi testi e firmacopia del fumetto. \nGalleria Pallavicini – viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nIl Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re? \nDal 12 al 19 settembre\, alla Galleria Pallavicini\, viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nEsposizione delle 12 opere ammesse alla fase finale del Concorso d’Arte. \nSabato 12 settembre alle 18 ci sarà l’inaugurazione con proclamazione e cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nLa rotonda del re. Il Mausoleo di Teodorico nelle collezioni classensi \nDal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027\, alla Biblioteca Classense\, via Baccarini\, 3 \nA 1500 anni dalla morte del Re dei Goti\, la mostra ripercorrerà la storia del Mausoleo di Teodorico attraverso le edizioni di pregio\, le incisioni e i documenti conservati nelle raccolte della Biblioteca e dell’Archivio storico comunale. Per le scuole verrà organizzato il percorso narrativo “Teodorico fuori dalla pagina. Alla scoperta del Mausoleo e dei suoi segreti”\, riservato alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alle prime della scuola secondaria di primo grado. Attraverso letture e giochi mirati\, le scolaresche andranno alla scoperta di libri e documenti storici che illustrano le vicende del Mausoleo nei secoli. A conclusione del percorso\, verrà proposta un’attività pratica e creativa focalizzata sui temi chiave emersi durante l’esperienza. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInfo e prenotazioni segreteriaclas@comune.ra.it. \n  \nL’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna \nPrimavera 2027\, Museo Nazionale. \nIl Comune di Ravenna e i Musei nazionali di Ravenna promuovono un prestigioso evento espositivo dedicato a Teodorico il Grande. \nLa sua figura\, al crocevia tra mondo romano e culture germaniche\, segnò profondamente il destino della penisola e fece della città uno dei centri politici più importanti del Mediterraneo occidentale. \nLa mostra approfondirà non solo la complessa e singolare personalità del sovrano\, ma anche l’ambizioso progetto politico e culturale su cui si fondava il suo dominio: la convivenza tra popolazioni di origine gota e quelle locali di matrice latina. \n  \nAltri eventi \n  \nA spasso con Teodorico: Ravenna e lo splendore di un regno \nDomenica 4 ottobre 2026 \nPalazzo di Teodorico\, alle 9.30. \nTrekking urbano con Giovanni Gardini\, Nicola Montalbini\, Musei Nazionali di Ravenna. \nUn viaggio immaginario nello splendore e nei fasti della città ai tempi del sovrano goto\, con partenza dal Palazzo di Teodorico\, proseguendo verso il Battistero degli Ariani fino a giungere al Mausoleo di Teodorico. \nPranzo teodericiano finale alla Rocca Brancaleone. \nA cura di Trail Romagna. \n  \nCappelletto Teo: un piatto da Re \nOmaggio Caplèt & Friends \n8-11 ottobre piazza Kennedy (anteprima 9 settembre Museo Classis) \nUn tour pomeridiano in trenino toccherà i luoghi teodoriciani: in piazza Kennedy RavennAntica racconterà della convivialità alla corte del Re goto. Lo chef Mattia Borroni proporrà una degustazione del cappelletto dedicato a Teodorico. \n  \nConvegni\, conferenze e incontri \n  \nTempus non vincit omnia: la memoria di Teoderico\, i racconti di un regno \nProsegue fino a dicembre 2026 il ciclo di conferenze dedicato alla memoria di re Teoderico in collaborazione con l’Università di Bologna dal titolo “L’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna”. I prossimi appuntamenti saranno: \nLinguaggi visivi e immaginario nell’età di Teoderico \nConferenza di Maria Cristina Carile \n7 ottobre alle 17. \nMausoleo di Teodorico Sala Polivalente\, via delle Industrie n. 14. \nIl palazzo di Teoderico a Terracina e la crescita economica dell’Italia all’inizio del VI secolo \nConferenza di Enrico Cirelli \n4 novembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \nTeoderico il Grande: dalla storia alla leggenda \nConferenza di Alessandro Zironi \n2 dicembre alle 17. \nCasa Matha\, sala conferenze piazza Andrea Costa n. 3. \nTeoderico tra Roma\, Ravenna e Cervia: una storia da ricomporre \nConferenza di Andrea Augenti \n16 dicembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \n  \nL’anima santa che ‘l mondo fallace/ fa manifesto’ (Pd. X\,125-126) \nTeodorico\, Dante e Boezio \n5 settembre alle 20\,30. \nSala Ragazzini\, Largo Firenze \nPresentazione storica di Teodorico (professor Piergiorgio Bentini)\, del canto X del Paradiso e di Boezio (professoressa Manuela Mambelli)\, lettura del Canto X del Paradiso \nA cura di Centro Dantesco \n  \nComunità\, lingue d’uso e multiculturalismo a Ravenna nell’età teodoriciana e oltre \nVenerdì 23 dalle 15 alle 19 e sabato 24 ottobre 2026\, dalle 9 alle 13\, convegno di specialisti aperto al pubblico\, al Dipartimento Beni Culturali – sala conferenze via degli Ariani n. 1. \nIl seminario\, a cura di Salvatore Cosentino e Alessandro Zironi\, metterà al centro un tema di straordinaria attualità: la convivenza tra comunità differenti per cultura\, religione e tradizione giuridica. Il regno di Teodorico sarà analizzato come laboratorio storico di pluralismo\, offrendo spunti di riflessione contemporanea. \nCon la collaborazione dell’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna\, del Mic – Ministero della Cultura – Musei nazionali di Ravenna\, della Fondazione RavennAntica\, dell’Istituzione Biblioteca Classense\, dell’Istituzione Museo d’arte della città di Ravenna e dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. \n  \nIn relazione alla mostra “La rotonda del re” alla Biblioteca Classense (dal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027) è programmato un ciclo di conferenze alla Sala Muratori\, alle 17 \n29 ottobre \nMassimiliano David \nUn anno di lavoro per Teodorico. Il progetto Melissa della Sapienza Università di Roma a Ravenna \n12 novembre \nAda Foschini \nCronaca di un restauro: il labrum di Teodorico \n3 dicembre \nGabriele Gardini \nIl mausoleo di Teodorico: l’iconografia \n10 dicembre \nRomina Pirraglia \nIl partito dei Goti e quello dei Romani nella «città delle favole» \n  \nVisite guidate \n  \nCostruire per l’eternità \nIl Mausoleo di Teodorico tra potere e memoria \nDomenica 30 agosto alle 10\, Mausoleo di Teodorico \nVisita guidata. Info e prenotazioni: prenotazioni@ravennantica.org. A pagamento. \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nVisita guidata inclusiva \n6 settembre 2026 \nAlle 17\,30\, Palazzo di Teodorico \nVisita con interpretariato LIS e dispositivi tattili e cognitivi. \nInfo e prenotazioni: https://www.visitravenna.it/it \nA cura di Ravenna incoming e ENS \n  \nAl Mausoleo di Teodorico \n29 e 31 agosto e dall’1 al 6 settembre 2026\, alle 19\,.30. \nInfo e prenotazioni per la visita guidata gratuita: https://www.visitravenna.it/it \nBiglietto a carico dei partecipanti\, secondo le tariffe vigenti\, da acquistare autonomamente \nA cura di Ravenna Incoming \n  \nRavenna nel segno di Teodorico \nVisite guidate e laboratori per famiglie e gruppi \nDa agosto 2026 a settembre 2027 \nInfo e prenotazioni: https://ravennantica.it/ \nA pagamento \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nPodcast \nRavenna Gotica. Storie\, luoghi e persone al tempo di Teoderico \nIl podcast che racconta la città durante il regno ostrogoto: dai grandi momenti della storia ai piccoli aneddoti di vita quotidiana. Un viaggio alla scoperta di un volto inedito di Ravenna\, a 1500 dalla morte di re Teoderico \nA cura di Michael Micci e Alessandro Zironi.
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SUMMARY:Conferenza | Venti “cold cases” di migliaia di anni fa. Identità\, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In più di 40 anni di ricerche e scavi sulla Civita di Tarquinia\, l’Università degli Studi di Milano ha rinvenuto 20 individui sepolti nell’area sacra del ‘complesso monumentale’. Chi erano queste persone? Perché furono sepolte proprio nel cuore della città etrusca\, all’interno di un’area sacra\, secondo modalità diverse da quelle normalmente riservate ai defunti dell’epoca? E quale significato poteva avere la loro presenza per la comunità dell’antica Tarchna? \nSono alcune delle domande al centro dell’incontro Venti “cold cases” di migliaia di anni fa. Identità\, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia”\, in programma sabato 17 ottobre alle ore 17.30 nella Sala conferenze dell’Università Agraria di Tarquinia\, al secondo piano di Palazzo Vipereschi\, in via Garibaldi 17.\nA raccontare al pubblico le ricerche in corso sarà Matilde Marzullo\, responsabile del cantiere di scavo al ‘complesso monumentale’ e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano. \nIL ‘COMPLESSO MONUMENTALE’ DELLA CIVITA\nIl ‘complesso monumentale’ è uno dei luoghi chiave del Pianoro della Civita di Tarquinia per\ncomprendere le origini e la storia dell’intera città etrusca. Le ricerche dell’Università degli Studi di\nMilano\, iniziate qui nel 1982\, hanno documentato una frequentazione dell’area già a partire dal X\nsecolo a.C.\, quando attorno a una cavità naturale si sviluppò uno dei primi nuclei di aggregazione\ndella comunità tarquiniese.\nNel corso dei secoli l’area venne progressivamente strutturata e monumentalizzata\, assumendo una\nforte connotazione sacra e mantenendo a lungo una funzione centrale nella vita della comunità. Le\nnumerose attività rituali e le deposizioni individuate dagli scavi testimoniano infatti il ruolo del\n‘complesso’ come luogo di aggregazione e di memoria\, nel quale la comunità continuò a lasciare\ntraccia di sé nel corso dei secoli.\nÈ all’interno di questo spazio\, centrale per la storia e l’identità della comunità tarquiniese\, che sono\nstate individuate le venti inumazioni al centro della ricerca presentata durante l’incontro. \nVENTI STORIE ANCORA DA RICOSTRUIRE\nLa conferenza\, organizzata dall’Università Agraria di Tarquinia\, sarà dedicata ai risultati ottenuti\nsullo studio di sei dei venti individui rinvenuti nell’area sacra. Tali ricerche procedono nell’ambito\ndi Science@Tarquinia\, progetto internazionale sviluppato in collaborazione con la University of\nCambridge (Simon Stoddart)\, all’interno del Centro di Ricerca Coordinata “Progetto Tarquinia”\ndell’Università degli Studi di Milano\, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni. \nAttraverso l’integrazione dello studio archeologico con analisi osteologiche\, isotopiche\, radiocarboniche e genetiche\, gli studiosi hanno cercato di ricostruire alcuni frammenti delle storie e delle vicende personali di queste persone.\nChi erano? Da dove venivano? Che vita avevano condotto? Che cosa era accaduto loro? E soprattutto\, perché proprio loro furono scelti per essere sepolti in quel luogo?\nI risultati della ricerca\, pubblicati sulla rivista Nature Scientific Reports\, sono il punto di partenza\ndelle considerazioni presentate nel corso dell’incontro. Un’indagine che\, partendo dai resti individuati sullo scavo\, apre interrogativi più ampi sulle persone\, sulle pratiche e sui significati che hanno\nattraversato questo spazio sacro nel corso dei secoli. \nRICERCA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO\nLa conferenza si inserisce nelle attività del Progetto Tarquinia dell’Università degli Studi di Milano\, che da oltre quarant’anni conduce attività di ricerca\, scavo e diffusione dei risultati\, collaborando con le Istituzioni e gli Enti locali\, in un rapporto con il territorio che nel tempo è diventato\nsempre più stretto.\nLa conoscenza del patrimonio archeologico passa infatti anche dalla sua condivisione con la comunità: raccontare ciò che emerge dagli scavi significa restituire al territorio una parte della sua storia\ne contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione di una eredità che continua a offrire nuove possibilità di ricerca.\nIn questo rapporto si inserisce il ruolo dell’Università Agraria di Tarquinia\, che rappresenta la\ncollettività tarquiniese nell’amministrazione delle terre del demanio civico\, tra cui rientrano i terreni\ndel Pianoro della Civita. L’ente ha garantito nel corso degli anni la propria collaborazione alle attività del Progetto Tarquinia\, accompagnando il lavoro dell’Università degli Studi di Milano. Il presidente Alberto Riglietti e l’assessore delegato alle aree archeologiche Claudia Rossi hanno dato continuità a questo impegno\, sostenendo e accompagnando il rapporto dell’Università Agraria\ncon il Progetto Tarquinia e le attività di ricerca e valorizzazione della Civita. La conferenza del 17\nottobre\, ospitata nella Sala Conferenze di Palazzo Vipereschi\, sede storica dell’Università Agraria\, rappresenta così un ulteriore momento di incontro tra ricerca archeologica\, comunità e valorizzazione del patrimonio culturale. \n  \nLA RELATRICE\nMatilde Marzullo partecipa dal 2009 al “Progetto Tarquinia” ed è oggi responsabile del cantiere di\nscavo al ‘complesso monumentale’ e professore aggiunto di Etruscologia presso l’Università degli\nStudi di Milano. È membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e si\noccupa della ricostruzione del profilo storico della città antica e della necropoli. Tra i suoi principali\nambiti di ricerca figurano la pittura funeraria tarquiniese\, l’analisi territoriale dell’abitato e della necropoli e la cartografia archeologica della Civita e del territorio di Tarquinia. \n  \nINFORMAZIONI E CONTATTI\nSabato 17 ottobre 2026\, ore 17.30\nSala conferenze dell’Università Agraria di Tarquinia\nPalazzo Vipereschi\, secondo piano – via Garibaldi 17\, Tarquinia\nTel. 0766 856016\nEmail ufficiourp@agrariatarquinia.it\nIngresso libero. \n  \nFoto: Contesto di seppellimento di una donna (individuo 14) rinvenuta al ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia (archivio Progetto Tarquinia\, Università degli Studi di Milano) \n 
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SUMMARY:Incontro | Il diritto di entrare. Cultura e persone senza dimora (Padova)
DESCRIPTION:Si terrà il lunedì 26 ottobre dalle ore 9.45 all’Auditorium del Museo della Natura e dell’Uomo\, corso Giuseppe Garibaldi 39 a Padova\, l’incontro dal titolo “Il diritto di entrare. Cultura e persone senza dimora”\, un’occasione di confronto e dialogo sul diritto di tutte le persone di godere del patrimonio culturale. All’evento\, promosso da Centro di Ateneo per i Musei e Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova\, e da Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Padova\, parteciperanno rappresentanti delle istituzioni cittadine che gestiscono i luoghi della cultura e associazioni che operano sul territorio per l’assistenza alle persone senza dimora. \nAlle persone senza dimora riconosciamo il bisogno di un letto e di un pasto\, quasi mai il diritto di entrare in un museo\, in una biblioteca\, in un archivio. La giornata mette al centro quella soglia: un momento di riflessine e di incontro tra chi lavora nei servizi sociali e chi lavora nei luoghi della cultura\, sul diritto alla cultura \nSe l’assistenza si concentra primariamente sui bisogni ritenuti essenziali – cibo\, salute\, ricovero\, tutela legale e amministrativa\, ai quali quotidianamente fanno fronte i servizi sociali e  le associazioni di strada\, il cui operato viene coordinato dal tavolo di inclusione istituito dall’Assessorato ai Servizi Sociali -\, è anche vero che tra i diritti fondamentali della persona è riconosciuto l’accesso alla cultura che garantisce la dignità umana\, la libertà di espressione e il pieno sviluppo dell’individuo. \n\nMauro Varotto\, delegato della rettrice ai Musei dell’Università di Padova: “La definizione di museo varata dall’ICOM nel 2022 invita i siti museali non solo ad essere “aperti\, accessibili e inclusivi”\, ma ad operare “con la partecipazione delle comunità”. Le comunità là fuori sono in realtà tante e varie\, e i Musei dell’Università di Padova da diversi anni si stanno impegnando ad allargare il perimetro delle persone che entrano all’interno dell’università e possano così sentire quel patrimonio come proprio. Non si tratta soltanto di garantire il diritto di entrata\, ma di dialogare con persone e istituzioni\, per comprendere le diverse esigenze\, dare spazio a una cultura dell’ascolto e dell’accoglienza\, in un percorso che auspicabilmente dovrebbe condurre in futuro alla co-progettazione di eventi e iniziative. In quest’ottica\, particolarmente prezioso è questo protocollo d’intesa tra Centro di Ateneo per i Musei e il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova\, perché costituisce strumento che dà continuità e solidità a singole iniziative\, trasformandole in una strategia comune”. \n\nAndrea Colasio\, assessore alla Cultura del Comune di Padova: “Quando si parla di persone senza fissa dimora\, l’attenzione si concentra giustamente sulle emergenze materiali: un posto letto\, un pasto caldo\, l’assistenza sanitaria. Concentrarsi esclusivamente sul sostentamento fisico\, tuttavia\, rischia di ridurre la persona alla sola dimensione del bisogno\, ignorando le sue esigenze emotive\, intellettuali e umane. Avere accesso all’arte\, alla musica\, alla storia e ai luoghi di cultura significa offrire uno spazio di ossigeno mentale\, un momento di sollievo dalla costante pressione e dallo stress legati alla sopravvivenza in strada. Il patrimonio storico e artistico è una proprietà collettiva: appartiene alla comunità e definisce la memoria e l’identità di un luogo. Permettere a chi vive ai margini di attraversare la soglia di un museo o di un sito archeologico significa trasmettere un messaggio chiaro: «Questo luogo è anche tuo\, questo patrimonio ti appartiene». L’esperienza estetica e culturale attiva processi di riflessione e riscatto personale\, aiutando a ricostruire un senso di sé che la vita di strada tende progressivamente a sgretolare. Per queste ragioni la giornata di studio dedicata ad un approfondimento su questo tema cruciale si inserisce a pieno titolo nelle tante iniziative della nostra amministrazione per non lasciare indietro nessuno nella nostra città“. \n\nMargherita Colonnello\, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Padova: “La cultura può abbattere barriere e ricostruire legami umani per non lasciare indietro nessuno – commenta l’assessora al Sociale\, Margherita Colonnello – Aprire le porte dei luoghi della cultura a chi vive ai margini della comunità significa\, pertanto\, riconoscere il valore di ogni individuo e significa anche creare opportunità concrete per le persone vulnerabili\, esposte a condizioni di fragilità. Ribadisco che la cultura è di tutti ed è per tutti e tutti devono sentirsi pienamente cittadini. Il “diritto di entrare” è\, pertanto\, impegno sociale\, è capacità di prendersi cura e di raggiungere chi non ha voce\, chi vive nell’ombra; è senza dubbio un invito alla consapevolezza e alla responsabilità collettiva per abbattere l’indifferenza. Ringrazio ancora una volta il settore Cultura del Comune\, l’Ateneo e tutti coloro che\, insieme a noi\, si sono attivati per realizzare e rendere possibile questo percorso di crescita personale che diventa leva di inclusione sociale e di contrasto alla povertà educativa“. \n\nMarco Mascia\, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”: “L’incontro promosso da Università e Comune di Padova intende promuovere il diritto a partecipare alla vita culturale delle persone senza dimora e in condizioni di povertà estrema. Siamo di fronte a un diritto fondamentale riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani che\, nella realtà\, viene spesso negato: le persone povere infatti vengono allontanate dai luoghi di cultura a causa del loro aspetto o della loro condizione sociale\, alimentando esclusione e marginalizzazione. La cultura non è un diritto riservato a chi ha già soddisfatto tutti gli altri bisogni\, ma uno strumento essenziale di dignità\, identità e sviluppo personale”. \n\nPregresse esperienze di accoglienza delle persone senza dimora nei luoghi di cultura della città sono state promosse nell’ambito di un’iniziativa finanziata dall’Assessorato alla Cultura nell’anno 2025\, con una serie di appuntamenti in museo. Palazzo della Regione\, Museo di Storia della Medicina e Museo di Geografia\, i luoghi coinvolti\, visitati da una ventina tra persone senza dimora e operatori sociali. \nLe reazioni raccolte da questi primi incontri hanno stimolato una riflessione sull’opportunità di rendere l’accesso ai luoghi della cultura un appuntamento strutturato e ricorrente\, promuovendo un coordinamento condiviso e la creazione di un calendario di appuntamenti nei musei\, in monumenti e biblioteche della città\, e organizzando una formazione dedicata a chi opera nel sociale e nei musei e luoghi di cultura per la gestione dei momenti di visita. \nLunedì 26 ottobre dalle ore 9.45 all’Auditorium del Museo della Natura e dell’Uomo\, corso Giuseppe Garibaldi 39 a Padova\, dopo i saluti di Mauro Varotto\, delegato della rettrice ai Musei dell’Università di Padova\, Margherita Colonnello\, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Padova\, e Lucia Lion\, Dirigente del settore Cultura\, interverranno\, tra gli altri\, Marco Mascia\, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani «Antonio Papisca»\, su “Il diritto alla cultura come diritto umano” e Lorenzo Penco\, Direttore del centro di ascolto dell’Associazione San Marcellino di Genova che racconterà la sua esperienza pluriennale\, uno dei rari esempi a livello nazionale in questa direzione e un modello a cui riferirsi. A fine convegno\, dopo la tavola rotonda moderata da Nicola Carrara di Centro Ateneo per i Musei è prevista la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Centro di Ateneo per i Musei dell’Università di Padova e il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova con Fabrizio Nestola\, Presidente del Centro di Ateneo per i Musei e Margherita Colonnello\, Assessora alle Politiche Sociali. \n\nL’incontro\, per esigenze organizzative\, è solo su invito.
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SUMMARY:Conferenza | Cerveteri\, nuove ricerche nell'area di Vigna Marini Vitalini (Roma)
DESCRIPTION:La presentazione dei risultati delle ultime indagini archeologiche nell’area di Vigna Marini Vitalini a Cerveteri si terrà il 28 ottobre 2026 alle ore 16:00 presso la Sala delle Colonne di Palazzo Patrizi Clementi (Roma). \n  \nRelatori: \n\nProf. Fabio Colivicchi (direttore scientifico degli scavi con la Queen’s University)\nDott.ssa Caterina De Angelis\nDott.ssa Alice Deiana\nDott. Domenico Sapone (Queen’s University)\n\n  \n\nLe ricerche condotte nell’area di Caere (Cerveteri) dalla Queen’s University in collaborazione con la Soprintendenza hanno portato alla luce importanti scoperte relative all’antico insediamento etrusco: \n\n\n\nLe fondamenta di un tempio risalente all’inizio del V secolo a.C.\n\n\n\n\nUn edificio sudoccidentale del VI secolo a.C. con tre stanze parallele e un deposito rituale contenente ollae\, ossa di animali (pesci e maiali)\, eye cups attiche e frammenti di terracotta\n\n\n\n\nFasi pre-templi risalenti all’Età del Ferro e Orientalizzante\, seguite da una cava di pietra di epoca arcaica poi livellata\n\n\n\n\nCoperture architettoniche\, simae e tegole dipinte datate intorno al 470 a.C\n\n\nLibero e gratuito fino ad esaurimento posti. \n  \n 
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SUMMARY:Conferenza | Il restauro della croce di Gian Francesco dalle Croci della chiesa di San Francesco a Brescia: illustrazione del percorso di studio e di ricerca (Brescia)
DESCRIPTION:Giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 15.00\, presso la sala conferenze “Fra Giacomo Bulgaro” del convento di San Francesco in Piazzetta San Francesca 3/a in Brescia\, si terrà la presentazione dell’intervento di restauro dell’eccezionale croce argentea realizzata da Gian Francesco dalle Croci per la chiesa di San Francesco a Brescia. Interverranno\, tra i relatori\, gli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze\, della Soprintendenza SABAP per le province di Bergamo e Brescia e il prof. Marco Collareta\, uno dei massimi esperti di storia dell’oreficeria. \nCapolavoro dell’oreficeria rinascimentale lombarda\, la croce processionale fu realizzata nel 1501 da Gian Francesco dalle Croci per la chiesa di San Francesco grazie al lascito testamentario di frate Francesco Sansone ‘de Brixia’\, ministro generale dell’Ordine francescano minore conventuale dal 1475 al 1499. Eseguita in argento fuso\, sbalzato e dorato\, con smalti policromi e raffinati rilievi a niello\, l’opera presenta un ricco programma iconografico dedicato alla spiritualità francescana: attorno alle figure centrali di Cristo crocifisso e di san Francesco che riceve le stimmate\, si dispongono infatti santi e scene della Passione e della Resurrezione\, a sottolineare il legame tra il Santo di Assisi e Cristo secondo l’ideale teologico francescano dell’alter Christus. \nL’intervento di restauro del bene\, di proprietà del Demanio e custodito dalla Comunità dei Frati Minori Conventuali di Brescia\, è durato più di un anno ed è stato realizzato grazie a una convenzione siglata tra la Soprintendenza archeologia\, belle arti e paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. \nLa croce processionale è stata sottoposta a una serie di studi e analisi\, propedeutici al restauro stesso e volti ad approfondire la conoscenza del bene e del suo stato di conservazione. L’assenza di criticità strutturali e fenomeni di degrado tali da rendere necessario lo smontaggio integrale del manufatto\, costituito da un’anima in legno rivestita da lastre di argento\, hanno fatto sì che l’intervento di restauro si concentrasse principalmente sulla pulitura delle superfici. Oltre alla presenza di depositi di particellato atmosferico\, l’ossidazione superficiale alterava la corretta percezione dei materiali\, attenuando la leggibilità dei dettagli decorativi e del finissimo modellato delle figure. La croce si è rivelata un importante caso di studio per l’applicazione di sistemi di pulitura a secco. La conclusione dell’intervento restituisce perciò alla comunità bresciana uno dei più significativi esempi di oreficeria sacra del primo Rinascimento. \nAl termine degli interventi dei relatori\, seguirà una visita nella chiesa di San Francesco per poter ammirare la croce collocata temporaneamente sull’altare dopo il restauro. \nProgramma \nOre 15.00 Saluti Istituzionali:\nPadre Franco Ghezzi\, Guardiano della Comunità San Francesco di Brescia\nArch. Giuseppe Stolfi\, Soprintendente archeologia\, belle arti e paesaggio per le province di Bergamo e Brescia\nDott.ssa Emanuela Daffra\, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure \nOre 15.25 Relazioni:\nProf. Marco Collareta\, Professore di storia dell’arte medievale dell’Università di Pisa – La grande croce di Gian Francesco dalle Croci\, un quarto di secolo dopo\nDott. Riccardo Gennaioli\, Direttore del laboratorio oreficerie OPD e Dott. Paolo Belluzzo\, Funzionario restauratore-conservatore OPD responsabile dell’intervento di restauro – Studio delle tecniche di realizzazione e intervento di restauro\nArch. Anna Maria Basso Bert\, Funzionario architetto SABAP per le province di Bergamo e Brescia e Arch. Paola Dioni\, architetto libero professionista – La realizzazione della teca per la nuova collocazione \nOre 17.00 Visita alla croce nella chiesa di San Francesco \nIngresso libero fino ad esaurimento posti.\nPer informazioni:\nConvento di San Francesco – Brescia: tel. 030 2926701 email conventosanfrancesco@gmail.com
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SUMMARY:Incontro | L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte. Le missioni del Centro Scavi di Torino in Asia (Torino)
DESCRIPTION:Le missioni archeologiche in Asia aprono uno sguardo su civiltà\, territori e testimonianze del passato che continuano a offrire nuove occasioni di studio. È il lavoro del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino CRAST protagonista dell’appuntamento di giovedì 29 ottobre a Palazzo Carignano (TO)\, nell’ambito del ciclo di conferenze L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte. \nL’incontro approfondisce le attività di ricerca del Centro\, impegnato nello studio delle civiltà del Medio Oriente e dell’Asia attraverso missioni archeologiche e collaborazioni scientifiche internazionali. Un lavoro che contribuisce alla conoscenza di contesti storici e culturali diversi\, attraverso indagini sul campo e lo studio delle testimonianze materiali. \nIntervengono Stefano De Martino\, già professore ordinario di Ittitologia all’Università di Torino e presidente del CRAST per il Medioriente e l’Asia; Carlo Lippolis\, professore ordinario di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’Università di Torino e direttore scientifico del CRAST e Roberta Menegazzi\, direttrice della missione archeologica italiana in Mongolia e membro del comitato scientifico del CRAST. \n  \nInfo e modalità di accesso \nGiovedì 29 ottobre\, ore 17-18.15 \nPalazzo Carignano\, via Accademia delle Scienze 5\, Torino \nLe attività del Centro Scavi di Torino in Asia \nL’incontro fa parte del ciclo di conferenze L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte curato da Elisa Lanza\, responsabile delle collezioni archeologiche delle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte \nIngresso libero fino ad esaurimento posti
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SUMMARY:Incontri | QR_Questioni di Restauro (Udine)
DESCRIPTION:La Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia organizza per i mesi di ottobre\, novembre e dicembre un ciclo di incontri su tematiche inerenti la tutela e il restauro.\nLe iniziative avranno un carattere divulgativo e saranno aperte a tutti: professionisti del settore dei beni culturali\, appassionati e curiosi. I temi trattati saranno molteplici e diversificati in relazione alle diverse attività di competenza della Soprintendenza: la tutela e la conservazione dei giardini storici\, il restauro architettonico\, gli interventi sul patrimonio storico-artistico\, la conservazione dei reperti archeologici e la tutela e la valorizzazione del paesaggio.\nDiversi studiosi e professionisti si alterneranno\, presentando le proprie esperienze sui beni culturali. Non mancheranno momenti di confronto e riflessione su temi specifici\, relativi alla tutela del patrimonio culturale.\n\nI vari incontri si svolgeranno presso Palazzo Clabassi a Udine in Via Zanon 22\, con inizio alle ore 17.30\, secondo il seguente calendario:\n\n\n30 ottobre 2026: Parchi e giardini storici in Friuli Venezia Giulia: tutela e valorizzazione.\n\n\n06 novembre 2026: Presentazione del libro “Il progetto del limite. Tempo\, materia e monumento nell’opera di Andrea Bruno” di Giorgio Danesi.\n\n\n13 novembre 2026: I beni storico artistici delle Orsoline di Gorizia e Cividale. Un patrimonio salvato dalla dispersione.\n\n\n20 novembre 2026: Dalla scoperta alla conservazione: esperienze di restauro archeologico.\n\n\n11 dicembre 2026: Paesaggi in trasformazione. Tra tradizione\, progetto e tutela.\n\n\n\nI programmi dettagliati delle singole giornate saranno resi noti attraverso specifici comunicati stampa dedicati ai singoli eventi.\nPer rimanere aggiornati e conoscere nel dettaglio il calendario degli appuntamenti e i particolari di QR_Questioni di Restauro\, si consiglia di consultare il sito istituzionale della Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia al seguente indirizzo: https://sabapfvg.cultura.gov.it/category/news/ e la pagina istituzionale di Facebook: https://www.facebook.com/SABAP.FVG .\n\nIngresso fino ad esaurimento posti | Capienza massima: 70 persone\n\nPer informazioni: \nsabap-fvg@cultura.gov.it \nTel: 0432 504559 / 0432 511056
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