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SUMMARY:Mostra | Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma (Arzachena - OT)
DESCRIPTION:La mostra temporanea “Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma”\, ospita più di 200 reperti provenienti dai siti archeologici del territorio coprendo un arco temporale che va dal neolitico all’epoca romana. \nL’allestimento della mostra si basa su un approccio multimediale e multidisciplinare e permette al visitatore di interagire con gli oggetti dell’esposizione grazie alla realtà virtuale. \nPer rendere più completa la rappresentazione si sono considerati diversi siti archeologici: circoli funerari di Li Muri e la Macciunitta\, riparo sotto roccia Monti Incappiddatu\, villaggio di Pilastru\, dolmen e tafoni di Li Casacci Vecchi\, altura fortificata di Punta Candela\, nuraghe e villaggio La Prisgiona\, Nuraghe Albucciu\, Tombe di giganti Li Lolghi e Moru. \nL’esposizione vuole essere immersiva\, presentando i contenuti come elementi di accesso e di conoscenza delle peculiarità dei  siti archeologici. \nIn particolare è presente un rimando continuo tra elementi archeologici reali e attraverso strumenti multimediali a riguardo di sei tematismi: \n\nLe prime tracce dell’uomo: il Neolitico\nAntiche dimore nel granito\nInsediamenti nuragici: nuraghi\, villaggi e alture fortificate\nIl complesso nuragico di Albucciu\nI nuragici e il culto dei morti\nIl Golfo di Arzachena: l’uomo e il mare in antichità\n\nUn approfondimento particolare riguarda il complesso nuragico La Prisgiona con gli oggetti provenienti dagli scavi effettuati nel sito a rappresentare specifiche situazioni della vita quotidiana. \nLa mostra permette al visitatore di scoprire i siti archeologici  ed apprezzare al meglio la loro successiva visita in loco. \nOrari di apertura \nDal martedì alla domenica \nDalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 \n  \nTariffe \nBiglietto intero € 4\,00; \nBiglietto ridotto per i residenti nel Comune di Arzachena: € 2\,00 \nBiglietto ridotto per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private non residenti nel Comune di Arzachena: € 1\,00 a studente; \n  \nIngresso gratuito \n• per i bambini sino a 12 anni di età; \n• per i possessori di tessera I.C.O.M. (International Council of Museums); \n• per i portatori di handicap e per un loro familiare o altro accompagnatore\, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; \n• per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private residenti nel Comune di Arzachena; \n• per le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale\, mediante esposizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; \n• per i giornalisti\, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta. \n  \nInfo: arzachenaturismo.com
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LOCATION:Museo Civico “Michele Ruzittu”\, Via Mozart\, Arzachena\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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LOCATION:Museo della Città di Bettona\, Piazza Cavour 3\, Bettona\, Italy
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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SUMMARY:Mostra | Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo (Rieti)
DESCRIPTION:Da venerdì 8 maggio il Museo diffuso Città di Rieti ospiterà\, all’interno della sezione archeologica del Museo Civico (Via Sant’Anna\, 4)\, la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo”\, prodotta da Archeoares\, CIADD News e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti\, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici. \nI reperti in mostra\, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini\, accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo\, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma. \n“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti\, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente – spiega la direttrice del Museo Civico di Rieti\, Francesca Lezzi – Qui\, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne\, realizzate con assoluta fedeltà storica\, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro\, millenni fa. In questo percorso\, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango\, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”. \nLa mostra sarà visitabile fino a mercoledì 6 gennaio 2027. \nPer maggiori informazioni\, è possibile scrivendo all’indirizzo rieti@archeoares.com oppure chiamare il numero 335431722.
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SUMMARY:Mostra | L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano (San Gimignano - SI)
DESCRIPTION:Si intitola “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” la mostra in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 a San Gimignano\, nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. \nL’esposizione sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026 alle ore 18 ed è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori\, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, la Fondazione Musei Senesi e la Rete del Contemporaneo in Toscana. La mostra conta sul patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena. \nCurata da Valerio Bartoloni\, direttore dei Musei Civici di San Gimignano\, la mostra riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico e provengono da recenti mirati acquisti\, donazioni e dalle raccolte conservate nei depositi dei Musei Civici. \n“L’altra galleria” è una mostra tesa a restituire alla fruizione pubblica opere rimaste a lungo lontane dallo sguardo dei visitatori\, alcune delle quali appositamente restaurate. Il percorso espositivo va così ad ampliare il racconto della città\, affiancando alla sua celebre connotazione medievale una lettura più articolata della storia artistica e museale di San Gimignano: dalle origini del Museo Civico\, fondato nel 1906\, fino alla nascita e allo sviluppo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche il titolo della mostra richiama questa dimensione\, proponendo un’“altra galleria” rispetto alle collezioni permanenti e un itinerario parallelo e complementare che permette di riscoprire nuclei di opere\, artisti e documenti capaci di illuminare aspetti meno conosciuti del patrimonio civico. \nPer il curatore\, Valerio Bartoloni\, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni\, tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio\, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali\, offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”. \nIl percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e prevalentemente cronologico.  \nLa prima\, intitolata “Una raccolta eclettica. La Donazione Pacchiani”\, presenta una notevole selezione di bronzi e maioliche che vanno dalla seconda metà del XV al XVIII secolo\, donati ai musei di San Gimignano da Fiamma Pacchiani dando continuità a una precedente donazione familiare già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara. \nLa seconda sezione\, “Tra Cinquecento e Settecento. La devozione popolare”\, raccoglie opere del XVI-XVIII secolo legate alla religiosità e alla devozione popolare a San Gimignano\, tra cui una preziosa serie di ex voto dedicati a Santa Fina e dipinti di particolare interesse storico e artistico. \nNella terza sezione\, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra Ottocento e Novecento”\, sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica. Tra i protagonisti spicca Niccolò Cannicci\, figura di rilievo della pittura toscana del secondo Ottocento e strettamente legato a San Gimignano\, presente in mostra con sei opere. Tra queste\, “Guardianella di tacchini” del 1887\, scelta anche come immagine simbolo dell’esposizione. La stessa sezione accoglie\, in specifici nuclei\, opere di Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e di vari artisti che hanno interpretato scorci\, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Oltre a questi\, figurano i pittori valdelsani Augusto Bastianini\, Antonio Salvetti\, Ugo Capocchini e Mino Maccari\, il vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e il fiorentino Guido Peyron. Il percorso è completato da un’ampia serie di documenti che approfondiscono il tema della sezione (cataloghi\, lettere\, riviste e materiali d’archivio). \nLa quarta sezione\, “Genius Loci”\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, con pregevoli opere di figure ancora da approfondire criticamente\, tra cui Gaetano Lari\, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci. \nChiude il percorso la sezione “Revival Contemporaneo”\, dedicata a opere di artisti di rilievo del Novecento\, tra cui Ernesto Treccani\, Sebastian Matta e Nunzio\, donate in occasione delle mostre temporanee promosse dal Comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Un nucleo che rievoca la stagione espositiva della città e la genesi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a partire dagli anni Settanta\, impreziosito da apparati grafici inerenti alle opere e alle mostre realizzate dal Comune e dai Musei Civici. \nLa mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe\, in uscita a settembre 2026\, con immagini e schede delle opere affidate a vari storici dell’arte\, testi del curatore Valerio Bartoloni e di Antonio Natali e presentazioni istituzionali. Da settembre 2026 a febbraio 2027 sono inoltre previste conferenze\, visite guidate\, attività didattiche e focus scientifici dedicati ai principali temi e artisti che caratterizzano le diverse sezioni. \nL’organizzazione è affidata all’Ufficio Musei del Comune di San Gimignano e all’Ufficio Cultura di Opera Laboratori Fiorentini\, con segreteria organizzativa di Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera Laboratori e Sillabe con il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali. \nOrari di apertura. La mostra sarà aperta negli stessi orari dei Musei Civici di San Gimignano: fino al 31 ottobre dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19); dal 1° novembre al 31 marzo dalle ore 11 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17); dal 26 dicembre al 6 gennaio dalle ore 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18). I Musei Civici di San Gimignano sono chiusi il 25 dicembre.
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SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
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SUMMARY:Mostra | Rediscovering Della Robbia at The Met  (New York\, USA)
DESCRIPTION:Dal 10 agosto 2026 al 17 gennaio 2028\, il Metropolitan Museum of Art di New York dedica una mostra alla produzione della famiglia Della Robbia\, protagonista della scultura rinascimentale fiorentina con la tecnica della terracotta invetriata. Rediscovering Della Robbia at The Met presenta una selezione di opere esposte raramente\, molte delle quali sottoposte di recente a interventi di conservazione e nuove ricerche. Un evento che valorizza la più importante collezione di sculture dei Della Robbia conservata negli Stati Uniti. \n👉 Leggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nI Della Robbia in mostra al Met di New York tra restauri e nuove attribuzioni \n \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | EGITTO. Sulle tracce degli dèi (Bra - CN)
DESCRIPTION:Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura\, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis\, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e curata da Alessandro Girardi\, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.\n\nLa mostra\, unica sul territorio\, pone al centro reperti e amuleti inediti\, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio\, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO\nI visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside\, Thot\, Shu\, Horus\, Taueret e Bes\, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto\, l’amuleto\, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio\, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.\n“Nel nostro immaginario collettivo\, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti\, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta\, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte\, bensì profondamente legati alla vita\, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio\, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e\, non a caso\, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia\, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza\, ma una sua dimensione intrinseca”.\nUna sezione sarà dedicata alla figura del sovrano\, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina\, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano\, che era anche garante dell’ordine cosmico\, la Maat. Per questo motivo\, i sovrani erano destinatari di culti specifici\, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus\, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.\nL’allestimento di una stele\, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906\, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio\, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.\n\nDIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI\nPer le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati\, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.\nDurante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città\, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema\, visite guidate tematiche\, approfondimenti scientifici\, laboratori ed eventi per famiglie.\n\nOrari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18\, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre\, 26 dicembre e 6 gennaio.\n\nTariffe d’ingresso: Intero: 6\,00 euro; ridotto: 4\,00 euro (Over 65\, studenti universitari\, ragazzi 6-12 anni\, possessori Abbonamento Musei\, residenti a Bra\, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4\,00 euro). Pacchetto Scuole: 6\,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione\, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.\n\nContatti e Prenotazioni/Informazioni: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra\, Tel. 0172.430.185 | Email: promozione@comune.bra.cn.it\n\nImmagine: © Museo Egizio\, fotografie di Nicola dell’Aquila
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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SUMMARY:Mostra | TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (Brescia)
DESCRIPTION:BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA \n4 NOVEMBRE 2026 | 22 AGOSTO 2027 \nTESORI. IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026 \n  \nLa rassegna\, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nL’iniziativa delinea una storia del collezionismo bresciano e guarda al passato come a un romanzo corale nel quale\, sullo sfondo delle grandi vicende storiche\, gli oggetti divengono traccia delle donne e degli uomini che li hanno custoditi ed efficaci dispositivi di trasmissione della memoria. \nA cura di Stefano Karadjov e Roberta D’Adda. \nDal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia sarà il palcoscenico che ospiterà la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”. \nL’iniziativa\, curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda\, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei\, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, una delle sculture più importanti della romanità per composizione\, materiale e conservazione\, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi\, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. \nLa rassegna proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nTesori si suddividerà in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia\, Belle Arti\, Scienza e Tecnica\, Storia\, Etnografia – intorno alle quali costruirà un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse\, infatti\, adotterà un tracciato cronografico circolare che prenderà avvio dalla contemporaneità\, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri\, Badiucao\, Giuseppe Bergomi\, Bruce Gilden\, Axel Hütte\, David LaChapelle\, Victoria Lomasko\, Joel Meyerowitz\, Giulio Paolini\, Fabrizio Plessi\, Davide Rivalta\, Alfred Seiland\, Massimo Sestini\, Mary Zygouri\, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte\, che saranno accostate\, come in un viaggio a ritroso nel tempo\, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni\, tra cui Albrecht Dürer\, Lattanzio Gambara\, Francesco Hayez\, Angelo Inganni\, Giovan Battista Moroni\, Pelagio Palagi\, Rembrandt\, Guido Reni\, Romanino\, Angelo Zanelli. \n  \nImmagine in apertura: Testa di atleta di età romana\, marmo\, Brescia\, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi \n  \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nTesori nascosti dei Musei Civici di Brescia in mostra: cento opere dai depositi raccontano due secoli di collezionismo \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | L'enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino (Torino)
DESCRIPTION:Dopo la prima tappa siciliana al Museo Mandralisca di Cefalù\, dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027\, la mostra L’ enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino arriva nelle sale di Palazzo Madama. Il progetto espositivo\, di eccezionale rilievo scientifico e culturale\, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e offre\, per la prima volta\, l’opportunità di mettere in dialogo diretto due tra i massimi capolavori della ritrattistica rinascimentale europea\, entrambi realizzati da Antonello da Messina\, entrambi custodi di un enigma — quello del sorriso — che non ha mai smesso di interrogare chi li osserva.  Il celebre Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca\, universalmente noto come l’Ignoto marinaio\, sarà infatti posto a confronto con il Ritratto d’uomo conservato a Palazzo Madama\, conosciuto come Ritratto Trivulzio\, dando vita a un dialogo inedito di straordinario valore storico e artistico.\nLa mostra si inserisce nel ciclo Incontro con il capolavoro\, il programma espositivo promosso da Palazzo Madama per rileggere i grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna.
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SUMMARY:Mostra | Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano (Milano)
DESCRIPTION:Dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027 alle Gallerie d’Italia di Milano si terrà una grande mostra dedicata all’eredità di Leonardo in Lombardia. Curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti\, Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano ricostruisce la formazione e la diffusione della scuola leonardesca attraverso le opere di Marco d’Oggiono\, Boltraffio\, Cesare da Sesto\, Andrea Solario\, Ambrogio de Predis\, Bernardino Luini\, Giampietrino e di altri protagonisti di una stagione irripetibile\, che cambiò per sempre la storia della pittura lombarda.
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LOCATION:Gallerie d’Italia – Milano\, Piazza della Scala\, 6\, Milano\, Italy
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