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SUMMARY:Mostra | Walter Capelli - Attraverso il Limite. Visioni di Passione e Silenzio (Buguggiate - VA)
DESCRIPTION:Dal 4 all’8 maggio la sede di Buguggiate della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ospita la mostra Attraverso il limite\, visioni di Passione e Silenzio del fotografo Walter Capelli\, dedicata alle Cappelle del Sacro Monte di Varese. L’inaugurazione ufficiale è prevista mercoledì 7 maggio alle 19 nella filiale di via Cavour 71\, con un rinfresco aperto al pubblico in occasione dell’apertura della festa patronale. \nL’esposizione propone una rilettura originale delle cappelle della Via Sacra attraverso le “pittografie” di Capelli\, frutto di oltre tre anni di ricerca. L’artista ha potuto accedere all’interno delle cappelle per fotografare da vicino le sculture\, concentrandosi su sguardi\, espressioni e dettagli spesso invisibili al visitatore. Grazie a un uso studiato della luce fotografica\, le scene assumono una nuova profondità emotiva e una forte intensità narrativa. \nLe opere non sono semplici fotografie\, ma stampe artigianali realizzate in camera oscura su lastre di ferro\, successivamente graffiate\, dipinte e modellate fino ad assumere una dimensione quasi scultorea. Accanto a queste saranno esposte anche pittografie su foglia d’oro\, realizzate su tavole lignee preparate artigianalmente\, oltre ad alcune vedute più classiche delle architetture esterne del Sacro Monte. \nPromossa dalla Pro Loco di Buguggiate con il sostegno della Bcc e di Ccr Insieme Ets\, la mostra vuole trasformare uno spazio quotidiano come una filiale bancaria in un luogo di incontro e cultura\, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire il patrimonio storico e spirituale del territorio attraverso uno sguardo nuovo e contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | Trame di storia\, segni di fede. L’Arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026 (Lucca)
DESCRIPTION:In occasione del trecentesimo anniversario dalla sua elevazione\, l’Arcidiocesi di Lucca si racconta\, nei suoi tre secoli di storia.\nLa mostra “Trame di storia\, segni di fede. L’Arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026” approfondisce le vicende\, le testimonianze e le connessioni col territorio attraverso alcune opere esemplari\, provenienti dal Complesso museale e archeologico della Cattedrale di Lucca\, insieme ai documenti dell’Archivio storico diocesano e della Biblioteca diocesana. \nGiovedì 7 maggio alle ore 16:30 si terrà l’inaugurazione presso il Palazzo delle Esposizioni\, Piazza San Martino: parteciperà il professore Matteo Giuli dell’Università di Pisa.\nL’esposizione resta visitabile fino al 13 giugno. \nINGRESSO LIBERO\nGiorni e orario di apertura: martedì – venerdì\, 15:00 – 19:00
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SUMMARY:Mostra | Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso (Milano)
DESCRIPTION:Apre il 13 maggio alla Fondazione Luigi Rovati di Milano Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso\, una mostra a cura di Salvatore Settis. Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C.\, raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali\, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale.\nAccanto alla dimensione archeologica\, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura\, generalmente femminile\, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro\, espressione codificata di disperazione.\nNel percorso\, infine\, un riferimento al pensiero di Aby Warburg\, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico\, sintetizzato nel concetto di Pathosformel.
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SUMMARY:Mostra | Com'è profondo il mar (Caorle - VE)
DESCRIPTION:Frattanto i pesci\nDai quali discendiamo tutti\nAssistettero curiosi\nAl dramma collettivo di questo mondo\nChe a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo\nE cominciarono a pensare\nNel loro grande mare\nCom’è profondo il mare \n(Lucio Dalla\, Com’è profondo il mare\, 1977) \nGli scienziati a volte scherzano sul fatto che le profondità degli oceani sono meno studiate del lato nascosto della luna. Si tratta di un’affermazione del tutto corretta: ad oggi\, secondo varie fonti\, anche se gli oceani costituiscono il 71% della superficie terrestre\, solo il 5% circa dell’oceano è stato esplorato (fonte: UNESCO Ocean Literacy) \n\nNelle parole del poeta e dello scienziato il mare evoca spazi inesplorati e misteriosi: il non-conosciuto\, il sommerso\, l’emergente sono alcuni degli spunti che costituiscono il tema centrale di questa mostra\, organizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto e ospitata al Museo nazionale di archeologia del mare di Caorle (VE)\, con la curatela di Boris Brollo e il patrocinio del Comune di Caorle. Quattro artisti contemporanei – Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov – stabiliscono un dialogo tra le loro opere e i reperti presenti nella collezione del museo. Questi vengono utilizzati come punti di partenza per nuove narrazioni che coinvolgono la vita e la storia degli oggetti ritrovati nel mare\, e del mare stesso come veicolo di vita e di morte\, crescita e decadimento\, luogo di memoria psichica e crocevia di eventi storici. \nL’allestimento\, distribuito nelle varie sale del museo\, consiste di una serie di “interventi”\, ovvero opere concepite appositamente per alcune aree del museo e in risposta a particolari manufatti e documenti. Ogni artista si avvale di varie tecniche – dalla pittura\, al disegno\, alla scultura e al video – nel creare un suo proprio immaginario legato al mare e al metodo archeologico\, da intendersi come strumento di ricerca e di introspezione\, di pensiero critico e di avvertenza. \nIl concetto di archeologia applicato agli oceani\, per gli artisti contemporanei\, assume un significato che va oltre lo studio del passato; non è tanto il recupero di ciò che del passato (sia recente che remoto) si trova nei fondali ad essere l’oggetto della loro attenzione\, quanto il rischio di estinzione che corre l’ecosistema marino oggi\, destinato a diventare archeologia del futuro. Dunque\, l’archeologia\, si potrebbe dire con le parole del filosofo Giorgio Agamben\, intesa come possibilità di ciò che è già reale\, e come monito per il presente che indica il futuro.  \nBiografie degli artisti \nLuca Buvoli (nato in Italia\, residente a New York) è un artista multimediale le cui mostre personali includono la Phillips Collection di Washington DC (Digital Intersection\, 2020)\, il Philadelphia Museum of Art (2001)\, il M.I.T. List Center di Cambridge (2000)\, l’ICA di Philadelphia (2007) e mostre personali in gallerie come la John Weber Gallery di New York (1995\, 1997\, 1999)\, la Hyundai Gallery di Seul\, Corea del Sud (2012) e la Cristin Tierney Gallery di New York (2022) (a cura di John Hanhardt). Le mostre collettive includono Utopia Matters (Deutsche Guggenheim Museum di Berlino\, 2010)\, la Biennale di Venezia (2007)\, Greater New York al P.S. 1 MoMA (2000) e la seconda Biennale di Johannesburg\, Sudafrica (1997). Commissioni pubbliche permanenti si trovano a New York\, Houston e Seattle. \nIn questa esposizione\, Luca Buvoli presenta un video basato su una storia familiare legata al mare e un’installazione-acquario con protagonista una piccola scultura rappresentante una sirena. \nSimonetta Moro (nata in Italia\, residente tra New York e Portogruaro) è attiva nell’ambito della pittura\, del disegno\, dell’installazione e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. Il tema della psicogeografia e della mappa è spesso presente nelle sue opere. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti e in Europa\, tra cui: BRIC Art House\, New York; Center for Architecture\, New York; Museum of Contemporary Art\, Chicago; the American Academy in Rome; e l’Harris Museum\, Preston\, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, ed ha poi conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art\, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire\, Preston (UK). È Professore di Arte\, Filosofia e Arti Visive\, e Presidente dell’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA). Simonetta Moro partecipa con una serie di disegni e dipinti su Mylar e carta\, dove il materiale traslucido assume la qualità materica dell’acqua\, mentre i soggetti saranno basati su artefatti selezionati dalla collezione permanente\, sospesi tra una dimensione documentaria e onirica.  \nSimon Ostan Simone vive a Fossalta di Portogruaro. Fin da piccolo è stato allievo di un grande maestro d’arte\, Aldo Mori\, ed è così che a 11 anni scopre la pittura. Apprende la storia dell’arte e sperimenta le tecniche di pittura antica\, partecipando a mostre collettive. Nel 1997 ottiene il Diploma di Perito Grafico all’Istituto Salesiano “San Marco” di Mestre. Approda al mondo del lavoro e nel 2000 diventa imprenditore\, nasce infatti la Società di Servizi Pubblicitari “Nuovi Spazi”. Simon Ostan Simone è creatore di coordinati aziendali e strategie pubblicitarie. L’esigenza di comunicare lo riporta a riprendere il pennello in mano. La pittura diffonde le sue sensazioni al massimo contrasto: il bianco e il nero\, gli esponenti della forma di comunicazione più arcaica\, la pittura rupestre. Simon Ostan Simone partecipa con un’opera video multimediale. \nAga Ousseinov è nato a Baku\, in Azerbaijan. Vive e lavora a New York dal 1991. Ha ottenuto un Master in Belle Arti (MFA) presso il V.I. Surikov Fine Arts Institute di Mosca\, 1985. Inizialmente formatosi come scultore\, Aga Ousseinov ha studiato fotografia e video all’International Center of Photography dopo essersi trasferito a New York. Questi media aggiuntivi gli hanno dato la libertà di perseguire la sua indagine sull’interazione tra strutture narrative individuali e culturali. Il suo lavoro\, in particolare\, suggerisce due visioni del mondo consapevoli e conflittuali: una razionale e tecnologica\, che contrasta con un’altra poetica\, immaginaria ed emotiva. Portando avanti le tradizioni consolidate della scultura\, le sue opere sono installazioni scultoree combinate con video\, fotografie\, disegni e collage. Ousseinov ha esposto ampiamente sia a livello nazionale che internazionale. Ha rappresentato l’Azerbaijan alla 54 Biennale di Venezia 2011. Aga Ousseinov presenta una serie di lavori su carta in forma di aquiloni e collage ispirati a temi nautici.  \nGli sponsor \nArteSegno – Galleria d’Arte e Casa d’Aste | F.lli Giacomini S.p.A. | Confartigianato Imprese Veneto Orientale | \nVRC Costruzioni | Extra Group S.r.l. | Officine Clementi – Carpenteria metallica | Cofidi Veneto \nCom’è profondo il mar \nEsposizione d’arte contemporanea a cura di Boris Brollo \nOpere di Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov \n16 maggio 2025 – 27 settembre 2026 \nInaugurazione sabato 16 maggio ore 18:00 – ingresso gratuito su invito \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 settembre 2026 e sarà compresa nel biglietto d’ingresso al museo. \nInformazioni e prenotazioni: \nMuseo nazionale di archeologia del mare – Via Strada Nuova 80 – 30021 Caorle (VE) \nTel. 0421.83149 – 3791805649 \nmail: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it \nweb: museiveneto.cultura.gov.it – museocaorle.cultura.gov.it \nAperto lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 18:00 \nPer verificare altre aperture festive infrasettimanali consultare le pagine social: \nhttps://www.facebook.com/museomarecaorle \nhttps://www.instagram.com/museoarcheologicodelmare
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale (Trieste)
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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SUMMARY:Mostra | Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera (Siena)
DESCRIPTION:E se il Rinascimento non fosse fatto solo di dipinti e palazzi\, ma di camere da letto\, cassoni decorati e storie da vivere ogni giorno? La mostra “Abitare il Rinascimento”\, ospitata a Palazzo delle Papesse\, invita il visitatore a entrare letteralmente dentro la vita delle dimore nobiliari tra XV e XVI secolo\, ricostruendo il mondo dell’arte domestica senese attraverso oltre ottanta opere. \nNella storica residenza rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II\, prende forma un racconto che restituisce centralità agli arredi e agli oggetti della quotidianità aristocratica\, espressione di una cultura figurativa che univa funzione\, racconto e rappresentazione sociale. \nProdotta da Opera Laboratori con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Società strumentale Vernice Progetti\, la mostra – curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna – riunisce prestiti provenienti da importanti istituzioni e musei italiani e internazionali\, tra cui la Banca Monte dei Paschi (con opere dalla Collezione Chigi-Saracini)\, la Fondazione Monte dei Paschi\, l’Opera della Metropolitana di Siena\, l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino\, la Pinacoteca Nazionale di Siena\, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni\, il Museo Diocesano di Pienza\, il Museo Stibbert e il Museo del Bargello di Firenze\, il Musée du Petit Palais – Musée du Louvre en Avignon\, oltre a collezionisti privati. \nNell’occasione sono stati eseguiti numerosi restauri – finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Monte dei Paschi di Siena – da parte di prestigiosi laboratori\, restituendo lo splendore originario a numerose tavole e ad alcune suppellettili. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nAbitare il Rinascimento: al Palazzo delle Papesse di Siena la casa diventa… arte
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SUMMARY:Mostra | Giovanni Agostino da Lodi (Milano)
DESCRIPTION:Alla Pinacoteca di Brera di Milano\, fino al 13 settembre 2026\, la prima mostra monografica mai dedicata a uno degli artisti più originali e misconosciuti del Rinascimento italiano.\n\nPer la prima volta\, una mostra ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. \n  \nL’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere\, tra autografe e di autori quali Bramantino\, Alvise Vivarini\, Giovanni Bellini\, Giorgione\, Dürer\, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino\, sia conservate a Brera sia provenienti da importanti musei nazionali ed esteri tra cui il Musée du Louvre a Parigi\, le Gallerie dell’Accademia a Venezia\, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania\, il Kunsthistorisches Museum a Vienna\, la Galleria Borghese a Roma\, il Museo del Prado e il Museo Thyssen- Bornemisza a Madrid\, la National Gallery a Londra. \nA cura di Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini \nComitato scientifico: Alessandro Ballarin\, Francesco Frangi\, Mauro Natale\, Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini\, Edoardo Rossetti \n\n\nLeggi la recensione della mostra su Storie & Archeostorie:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/06/08/giovanni-agostino-da-lodi-mostra-brera-2026/
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SUMMARY:Mostra | Sotto il segno di Teodorico. Storia e miti della Verona gota (Verona)
DESCRIPTION:Chi fu davvero Teodorico? Sovrano illuminato\, re barbaro\, protagonista di leggende oscure? \nLa nuova esposizione della Biblioteca Capitolare di Verona invita a entrare in una figura complessa e affascinante\, sospesa tra storia e mito\, e a riscoprire il profondo legame che la unisce alla città. \nRe degli Ostrogoti e signore d’Italia tra V e VI secolo\, Teodorico il Grande governò a lungo da Ravenna\, ma Verona occupò un posto speciale nella sua geografia politica e simbolica. Qui la sua presenza è rimasta impressa non solo nelle fonti storiche\, ma anche nella memoria collettiva\, alimentando nei secoli racconti e interpretazioni spesso divergenti. \nAttraverso manoscritti\, cronache e testi a stampa\, il percorso espositivo ricostruisce il contesto storico in cui visse Teodorico: un’epoca di transizione\, segnata dall’incontro – e talvolta dallo scontro – tra mondo romano e regni “barbarici”\, tra tradizioni religiose diverse e nuovi equilibri politici. Accanto alla dimensione storica\, emerge quella leggendaria: un Teodorico che\, con il passare dei secoli\, si trasforma\, cambia volto e significato\, diventando protagonista di narrazioni sempre più lontane dalla realtà originaria. \nParticolare attenzione è dedicata alla tradizione veronese\, che conserva tracce significative di questa evoluzione. Le cronache locali\, insieme ad altre testimonianze\, permettono di seguire la costruzione di una memoria stratificata\, in cui il dato storico si intreccia con l’immaginario\, dando vita a un racconto complesso e affascinante. \nL’esposizione offre così non solo l’occasione di avvicinarsi a una figura chiave della storia altomedievale\, ma anche di riflettere su come la storia stessa venga raccontata\, reinterpretata e trasformata nel tempo. \nL’esposizione sarà visitabile all’interno degli spazi espositivi della Capitolare dal 28 maggio al 30 giugno.
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LOCATION:Biblioteca Capitolare di Verona\, piazza Duomo 13\, Verona\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 6 settembre 2026 i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presentano Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città\, una mostra per far conoscere l’importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars\, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano.\n\nAllestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, l’esposizione è curata da Silvia Battistini\, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo.\nL’inaugurazione si svolge giovedì 4 giugno 2026 alle ore 12.00\, in concomitanza con l’apertura della quarta edizione di Bologna Festival Portici (4 – 7 giugno 2026)\, la manifestazione che celebra i Portici Patrimonio dell’Umanità UNESCO con numerosi appuntamenti alla scoperta di capolavori inediti nel patrimonio urbano che rendono unica la città di Bologna. L’esposizione è visitabile con ingresso gratuito dal 4 al 7 giugno 2026. \nIl progetto di Aemilia Ars per il rinnovamento delle arti applicate e decorative\n\nLa società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per volontà di Alfonso Rubbiani\, restauratore e letterato\, con l’appoggio dei conti Francesco Cavazza e Cesare Ranuzzi Segni\, primo presidente del Consiglio degli azionisti. Nella società è presente\, con una posizione di rilievo\, la contessa Lina Bianconcini Cavazza\, moglie di Francesco Cavazza\, che fa parte sia del Consiglio degli azionisti sia della Commissione esecutiva presieduta da Alfonso Rubbiani. \nLa società si pone come obiettivi principali sia il recupero delle tradizioni artigiane regionali inserite nella nuova realtà industriale\, sia l’evoluzione dei prodotti manufatturieri\, attraverso l’applicazione di principi artistici ispirati alla corrente modernista europea\, caratterizzata da un recupero in chiave moderna dell’arte medievale e dal ricorso a forme lineari\, floreali e fitomorfe. Nello stesso contesto storico-artistico europeo e con le stesse finalità si collocavano le manifatture della nota casa inglese «Arts and Crafts» nata in Inghilterra per volontà di William Morris. A Bologna e in Emilia si assiste così – attraverso la stretta collaborazione tra artigiani e un gruppo di artisti che si era raccolto attorno al Rubbiani nella Gilda di San Francesco (Augusto Sezanne\, Achille e Giulio Casanova\, Alfredo Tartarini\, solo per citarne alcuni) – ad un vero e proprio rifiorire dell’artigianato locale che recupera\, in chiave artistica\, le pratiche della lavorazione del legno intarsiato e del ferro battuto\, l’arte dell’ebanisteria\, della legatoria e dell’oreficeria\, producendo manufatti di grande bellezza e qualità artistica\, espressione più alta della stagione Liberty emiliana. \nLa società fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo: durante il restauro di alcuni edifici storici\, religiosi e civili\, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra\, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. La necessità di ricostruire elementi architettonici\, decorativi e manufatti\, che si armonizzassero con la struttura dell’edificio antico\, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.\nPer questa ragione\, nell’articolo 2 dello statuto della nuova società Aemilia Ars si dichiarava l’intenzione di  «promuovere e facilitare lo studio\, la buona produzione e la commerciabilità delle arti decorative e industrie artistiche nella Regione Emiliana\, allo scopo preciso che quanto è arredamento e decoro interno della casa\, acquisti una praticità migliore ed un miglior senso artistico\, cosicché aumentandosene la ricerca e la produzione\, ne venga profitto agli artisti\, agli industriali\, agli operai». \nNel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno\, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi\, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale.\nLa società coinvolse imprenditori\, teorici del restauro e conoscitori della storia dell’architettura\, nonché artisti che elaborarono progetti originali e artigiani che li realizzarono. Si creò quindi un clima culturale che sopravvisse alla fine commerciale della società\, sopraggiunta già nel 1903. \nL’esperienza permeò così profondamente la società bolognese da condizionare anche gli insegnamenti delle scuole artistiche e professionali maschili e femminili\, sia comunali sia religiose\, che formarono e istruirono decine di artigiani e artigiane da impiegare nelle aziende cittadine.\nEbbe molto successo la formazione delle ragazze e delle donne che lavorarono nell’ambito del tessile\, alle quali venivano insegnate le basi della particolare tecnica di ricamo e merletto sviluppata da Aemilia Ars e resa famosa nel mondo da una capillare attività di promozione. Si costituì un sistema virtuoso tra produzione e richiesta del mercato\, che permise al dipartimento di ricami e merletti di resistere nel tempo\, fino agli anni Ottanta del Novecento. \nL’esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.\nÈ inoltre un’occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti\, appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte (lavori e materiali didattici scuola Sirani; manufatti e campioni ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni)\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (disegni dal deposito\, ferri battuti e vetri) e Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” (progetti restauro architettonico e disegni per merletti di Guido Fiorini; manufatti ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni). \nLe strutture caritative\, che si occupavano della crescita e dell’istruzione di orfani e di bambini disagiati\, furono coinvolte in questo progetto di formazione. Per questa ragione i Musei Civici d’Arte Antica hanno sviluppato il contesto della mostra in sinergia con ASP – Città di Bologna\, ente che ne ha raccolto l’eredità materiale e morale. Infatti\, in parallelo\, presso la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili\, proprietà di ASP\, si svolge l’esposizione Un filo lungo secoli. Ricamo e formazione femminile a Bologna dai conservatori agli Istituti Educativi che mette in luce l’attività educativa degli storici istituti pii bolognesi\, tra i quali il Conservatorio di Santa Marta o il Conservatorio del Baraccano.\n\nNel 2021 il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co. La sua produzione è custodita da importanti musei esteri\, come il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York e il Victoria & Albert Museum a Londra\, ma soprattutto da numerosi musei nella città\, le cui collezioni legate al movimento possono essere riscoperte in occasione di questa mostra: le Collezioni Comunali d’Arte\, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e il Museo della Storia di Bologna.\n\nIl progetto espositivo Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \nL’immagine coordinata della mostra è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.
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LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico (Venezia)
DESCRIPTION:Tutti lo conoscono\, pochi lo comprendono. L’ambiente di marea\, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree\, è uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Adriatico e della Laguna di Venezia e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare. Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico\, che ospita anche un approfondimento sull’ambiente lagunare\, inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. \nOspitata nella Galleria dei Cetacei\, l’esposizione\, aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, raccoglie gli scatti realizzati da Lorenzo Peter Castelletto\, fotografo e divulgatore scientifico\, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire il “dietro le quinte” del mesolitorale\, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea. \nOriginariamente concepito e realizzato a Trieste\, il progetto\, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS\, nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto. \nLa mostra  presenta immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall’acqua perché\, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace\, conservano l’umidità interna e mantengono le branchie bagnate\, riuscendo in tal modo a sopravvivere all’aria per molto tempo. Allo stesso modo\, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l’acqua all’interno\, e quindi sopravvivere\, durante la bassa marea. \nLe immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.\nGli scatti\, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell’acqua\, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare. \nLa mostra è aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, con l’orario e il biglietto del Museo.
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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LOCATION:Castello di Poppi\, Piazza della Repubblica\, 1\, Poppi\, Italy
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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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LOCATION:Museo Galileo\, Piazza dei Giudici 1\, Firenze\, Italy
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