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SUMMARY:Mostra | Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 6 settembre 2026 i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presentano Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città\, una mostra per far conoscere l’importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars\, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano.\n\nAllestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, l’esposizione è curata da Silvia Battistini\, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo.\nL’inaugurazione si svolge giovedì 4 giugno 2026 alle ore 12.00\, in concomitanza con l’apertura della quarta edizione di Bologna Festival Portici (4 – 7 giugno 2026)\, la manifestazione che celebra i Portici Patrimonio dell’Umanità UNESCO con numerosi appuntamenti alla scoperta di capolavori inediti nel patrimonio urbano che rendono unica la città di Bologna. L’esposizione è visitabile con ingresso gratuito dal 4 al 7 giugno 2026. \nIl progetto di Aemilia Ars per il rinnovamento delle arti applicate e decorative\n\nLa società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per volontà di Alfonso Rubbiani\, restauratore e letterato\, con l’appoggio dei conti Francesco Cavazza e Cesare Ranuzzi Segni\, primo presidente del Consiglio degli azionisti. Nella società è presente\, con una posizione di rilievo\, la contessa Lina Bianconcini Cavazza\, moglie di Francesco Cavazza\, che fa parte sia del Consiglio degli azionisti sia della Commissione esecutiva presieduta da Alfonso Rubbiani. \nLa società si pone come obiettivi principali sia il recupero delle tradizioni artigiane regionali inserite nella nuova realtà industriale\, sia l’evoluzione dei prodotti manufatturieri\, attraverso l’applicazione di principi artistici ispirati alla corrente modernista europea\, caratterizzata da un recupero in chiave moderna dell’arte medievale e dal ricorso a forme lineari\, floreali e fitomorfe. Nello stesso contesto storico-artistico europeo e con le stesse finalità si collocavano le manifatture della nota casa inglese «Arts and Crafts» nata in Inghilterra per volontà di William Morris. A Bologna e in Emilia si assiste così – attraverso la stretta collaborazione tra artigiani e un gruppo di artisti che si era raccolto attorno al Rubbiani nella Gilda di San Francesco (Augusto Sezanne\, Achille e Giulio Casanova\, Alfredo Tartarini\, solo per citarne alcuni) – ad un vero e proprio rifiorire dell’artigianato locale che recupera\, in chiave artistica\, le pratiche della lavorazione del legno intarsiato e del ferro battuto\, l’arte dell’ebanisteria\, della legatoria e dell’oreficeria\, producendo manufatti di grande bellezza e qualità artistica\, espressione più alta della stagione Liberty emiliana. \nLa società fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo: durante il restauro di alcuni edifici storici\, religiosi e civili\, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra\, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. La necessità di ricostruire elementi architettonici\, decorativi e manufatti\, che si armonizzassero con la struttura dell’edificio antico\, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.\nPer questa ragione\, nell’articolo 2 dello statuto della nuova società Aemilia Ars si dichiarava l’intenzione di  «promuovere e facilitare lo studio\, la buona produzione e la commerciabilità delle arti decorative e industrie artistiche nella Regione Emiliana\, allo scopo preciso che quanto è arredamento e decoro interno della casa\, acquisti una praticità migliore ed un miglior senso artistico\, cosicché aumentandosene la ricerca e la produzione\, ne venga profitto agli artisti\, agli industriali\, agli operai». \nNel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno\, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi\, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale.\nLa società coinvolse imprenditori\, teorici del restauro e conoscitori della storia dell’architettura\, nonché artisti che elaborarono progetti originali e artigiani che li realizzarono. Si creò quindi un clima culturale che sopravvisse alla fine commerciale della società\, sopraggiunta già nel 1903. \nL’esperienza permeò così profondamente la società bolognese da condizionare anche gli insegnamenti delle scuole artistiche e professionali maschili e femminili\, sia comunali sia religiose\, che formarono e istruirono decine di artigiani e artigiane da impiegare nelle aziende cittadine.\nEbbe molto successo la formazione delle ragazze e delle donne che lavorarono nell’ambito del tessile\, alle quali venivano insegnate le basi della particolare tecnica di ricamo e merletto sviluppata da Aemilia Ars e resa famosa nel mondo da una capillare attività di promozione. Si costituì un sistema virtuoso tra produzione e richiesta del mercato\, che permise al dipartimento di ricami e merletti di resistere nel tempo\, fino agli anni Ottanta del Novecento. \nL’esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.\nÈ inoltre un’occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti\, appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte (lavori e materiali didattici scuola Sirani; manufatti e campioni ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni)\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (disegni dal deposito\, ferri battuti e vetri) e Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” (progetti restauro architettonico e disegni per merletti di Guido Fiorini; manufatti ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni). \nLe strutture caritative\, che si occupavano della crescita e dell’istruzione di orfani e di bambini disagiati\, furono coinvolte in questo progetto di formazione. Per questa ragione i Musei Civici d’Arte Antica hanno sviluppato il contesto della mostra in sinergia con ASP – Città di Bologna\, ente che ne ha raccolto l’eredità materiale e morale. Infatti\, in parallelo\, presso la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili\, proprietà di ASP\, si svolge l’esposizione Un filo lungo secoli. Ricamo e formazione femminile a Bologna dai conservatori agli Istituti Educativi che mette in luce l’attività educativa degli storici istituti pii bolognesi\, tra i quali il Conservatorio di Santa Marta o il Conservatorio del Baraccano.\n\nNel 2021 il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co. La sua produzione è custodita da importanti musei esteri\, come il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York e il Victoria & Albert Museum a Londra\, ma soprattutto da numerosi musei nella città\, le cui collezioni legate al movimento possono essere riscoperte in occasione di questa mostra: le Collezioni Comunali d’Arte\, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e il Museo della Storia di Bologna.\n\nIl progetto espositivo Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \nL’immagine coordinata della mostra è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.
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LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico (Venezia)
DESCRIPTION:Tutti lo conoscono\, pochi lo comprendono. L’ambiente di marea\, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree\, è uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Adriatico e della Laguna di Venezia e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare. Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico\, che ospita anche un approfondimento sull’ambiente lagunare\, inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. \nOspitata nella Galleria dei Cetacei\, l’esposizione\, aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, raccoglie gli scatti realizzati da Lorenzo Peter Castelletto\, fotografo e divulgatore scientifico\, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire il “dietro le quinte” del mesolitorale\, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea. \nOriginariamente concepito e realizzato a Trieste\, il progetto\, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS\, nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto. \nLa mostra  presenta immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall’acqua perché\, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace\, conservano l’umidità interna e mantengono le branchie bagnate\, riuscendo in tal modo a sopravvivere all’aria per molto tempo. Allo stesso modo\, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l’acqua all’interno\, e quindi sopravvivere\, durante la bassa marea. \nLe immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.\nGli scatti\, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell’acqua\, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare. \nLa mostra è aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, con l’orario e il biglietto del Museo.
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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