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SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Mostra | Da Festa del Mare a Palio del Golfo. Documenti e fotografie storiche 1923 – 1999
DESCRIPTION:Il 31 luglio 2026 alle ore 18 sarà inaugurata\, presso la nuova sede dell’Archivio di Stato della Spezia\, la mostra ‘da Festa del Mare a Palio del Golfo. Documenti e fotografie storiche 1923 – 1999’. La nuova sede dell’Archivio di Stato della Spezia\, inaugurata pochi mesi fa dal Ministro della Cultura\, e situata in pieno centro\, rende finalmente possibile una partecipazione viva agli eventi cittadini. La consueta sfilata dei carri allegorici in occasione del Palio del Golfo quest’anno sarà anticipata dall’inaugurazione\, presso l’Archivio di Stato della Spezia\, di una mostra documentaria e fotografica dedicata alla storia del Palio. La mostra nasce da una fruttuosa collaborazione tra l’Archivio di Stato della Spezia\, la Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso” del Comune della Spezia e il coinvolgimento dello Studio di design Faggioni\, dell’Associazione culturale Cantiere della Memoria e dell’Officina Aldo Carassale. Preziosissimo il patrimonio fotografico della Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso” con il prestito di circa 70 fotografie\, che dialogheranno con i documenti dell’Archivio di Stato selezionati dal Fondo della Prefettura della Spezia\, dal Fondo della Camera di Commercio della Spezia e dalla Collezione Sassetti. Le carte rispecchiano la sempre maggiore importanza assunta dal Palio del Golfo nel corso del tempo attraverso le seguenti tipologie documentarie: richieste di contributi da parte degli enti organizzatori\, il sempre maggior coinvolgimento di istituzioni e pubblico\, la comunicazione dell’evento attraverso attraverso gli organi di stampa quali ad esempio i giornali radio della RAI. \nParticolarmente interessante risulterà una nota ministeriale con cui si sottolinea la numerosa presenza\, alla manifestazione spezzina\, di ‘gitanti’\, circa 1400\, giunti in treno da tutta Italia. Altri documenti del Fondo della Prefettura della Spezia evidenziano la costante attenzione della Questura alla gestione dell’ordine pubblico in occasione delle gare. Attraverso fotografie e documenti sarà dunque possibile ricostruire per tappe cronologiche la storia delle gare remiere spezzine\, della Festa del mare\, oggi Festa del Mare – Palio del Golfo. Grazie alla collaborazione con lo Studio Faggioni Yacht Design e con l’Officina Aldo Carassale verranno inoltre messi a disposizione due modelli di imbarcazione storiche ‘tipo Palio del Golfo’ e progetti e fotografie delle varie fasi di progettazione e costruzione delle imbarcazioni.
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SUMMARY:Mostra | TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (Brescia)
DESCRIPTION:BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA \n4 NOVEMBRE 2026 | 22 AGOSTO 2027 \nTESORI. IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026 \n  \nLa rassegna\, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nL’iniziativa delinea una storia del collezionismo bresciano e guarda al passato come a un romanzo corale nel quale\, sullo sfondo delle grandi vicende storiche\, gli oggetti divengono traccia delle donne e degli uomini che li hanno custoditi ed efficaci dispositivi di trasmissione della memoria. \nA cura di Stefano Karadjov e Roberta D’Adda. \nDal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia sarà il palcoscenico che ospiterà la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”. \nL’iniziativa\, curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda\, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei\, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, una delle sculture più importanti della romanità per composizione\, materiale e conservazione\, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi\, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. \nLa rassegna proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nTesori si suddividerà in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia\, Belle Arti\, Scienza e Tecnica\, Storia\, Etnografia – intorno alle quali costruirà un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse\, infatti\, adotterà un tracciato cronografico circolare che prenderà avvio dalla contemporaneità\, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri\, Badiucao\, Giuseppe Bergomi\, Bruce Gilden\, Axel Hütte\, David LaChapelle\, Victoria Lomasko\, Joel Meyerowitz\, Giulio Paolini\, Fabrizio Plessi\, Davide Rivalta\, Alfred Seiland\, Massimo Sestini\, Mary Zygouri\, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte\, che saranno accostate\, come in un viaggio a ritroso nel tempo\, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni\, tra cui Albrecht Dürer\, Lattanzio Gambara\, Francesco Hayez\, Angelo Inganni\, Giovan Battista Moroni\, Pelagio Palagi\, Rembrandt\, Guido Reni\, Romanino\, Angelo Zanelli. \n  \nImmagine in apertura: Testa di atleta di età romana\, marmo\, Brescia\, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi \n  \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nTesori nascosti dei Musei Civici di Brescia in mostra: cento opere dai depositi raccontano due secoli di collezionismo \n \n  \n  \n 
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