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SUMMARY:Mostra | ATHLETÉS – L’icona oltre il tempo (Bari)
DESCRIPTION:Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20.30\, Palazzo Simi ospita l’apertura al pubblico di “ATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO. Atletismo\, società e rito funerario nelle aristocrazie peucete della Terra di Bari”\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. \, archeologia\, \, curata da Caterina Annese\, Elena Dellù e Francesca Romana Paolillo\, sarà visitabile fino al 28 marzo 2027. Promossa dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari\, l’esposizione indaga il rapporto tra corpo\, formazione\, competizione\, prestigio sociale\, mito e memoria nel mondo antico. Attraverso reperti provenienti dai contesti archeologici di Rutigliano\, Turi\, Conversano\, Gravina in Puglia e Ruvo di Puglia\, il percorso racconta come le comunità peucete abbiano accolto e reinterpretato i modelli della cultura agonistica greca. Ceramiche figurate\, strumenti legati alla cura del corpo\, testimonianze numismatiche e corredi funerari restituiscono il ruolo dell’immagine dell’atleta nei sistemi di rappresentazione delle aristocrazie peucete. Un nucleo significativo dei reperti\, in gran parte conservato nei depositi\, viene esposto per la prima volta. La mostra propone inoltre un dialogo tra antico e contemporaneo attraverso la memoria olimpica di Pietro Lombardi\, atleta barese vincitore della medaglia d’oro nella lotta greco-romana ai Giochi di Londra del 1948. In esposizione anche la fiaccola olimpica di quella edizione\, conservata da Alceste Maurizio Lo Buono. L’inaugurazione rientra nel programma del LXV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia\, dedicato a “Giochi e atletismo in Magna Grecia e nel Mediterraneo antico”. \nATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO\n26 settembre 2026 – 28 marzo 2027\nPalazzo Simi\, Strada Lamberti 1\, Bari\nApertura: 26 settembre\, ore 20.30 – ingresso gratuito\,\nVisite guidate con prenotazione obbligatoria in occasione dell’apertura fino a esaurimento posti\nal link\nhttps://www.eventbrite.com/e/athletes-licona-oltre-il-tempo-tickets-2001241254464  \nOrari: lunedì\, martedì\, giovedì e venerdì 8.30–16.45; sabato e domenica 8.30–13.30. Mercoledì chiuso. Orari soggetti a variazioni. \n  \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nATHLETÉS: a Bari una mostra racconta gli atleti delle aristocrazie peucete \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Cefalù archeologica. Le città sotto la città. Amedeo Tullio\, gli studi e la ricerca archeologica (Cefalù - PA)
DESCRIPTION:Una mostra dedicata all’archeologo Amedeo Tullio e alla sua pluridecennale attività di ricerca a Cefalù\, con una significativa selezione di reperti\, molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico.\n  \n“Cefalù archeologica. Le città sotto la città. Amedeo Tullio\, gli studi e la ricerca archeologica” sarà visitabile da domani (primo ottobre) al 31 ottobre all’Osterio Magno di Cefalù\, in corso Ruggero\, con ingresso da via Amendola 9. L’iniziativa è promossa dall’Archeoclub d’Italia nazionale\, insieme alla sede cefaludese e alla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo.\n  \nLa mostra nasce a cinquant’anni dalla pubblicazione sulla rivista Kokalos del primo contributo dedicato alla Cefalù preruggeriana e a tre anni dalla scomparsa di Tullio\, ripercorre attraverso i reperti più significativi l’intensa attività di studio e di scavo condotta dall’archeologo in diversi contesti urbani e sulla Rocca.\n  \n«L’esposizione – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – costituisce anche un primo passo nel percorso verso la creazione di un museo archeologico di Cefalù\, più volte auspicato dallo stesso Amedeo Tullio\, come luogo dedicato alla conoscenza\, alla conservazione e alla valorizzazione del ricco patrimonio archeologico della città. Restituire alla fruizione questi reperti significa far riemergere pagine importanti della storia di Cefalù e rendere accessibile un patrimonio che per lungo tempo è stato conosciuto soprattutto dagli studiosi».\n  \nTra i materiali esposti figurano reperti rinvenuti proprio all’interno dell’Osterio Magno e riferibili a un edificio dell’antica Kephaloidion\, tra i quali spicca un tesoretto di monete puniche databile alla fine del IV secolo a.C.\nDi particolare interesse anche i reperti provenienti da uno scavo in vicolo Purgatorio: frammenti di vasi a figure rosse\, diversi oscilla e pesi da telaio\, probabilmente riconducibili a un piccolo luogo di culto urbano della fine del IV secolo a.C.\nLa mostra presenta inoltre importanti rinvenimenti provenienti dal chiostro e dal bema (area del presbiterio) del Duomo\, dal complesso fortificato della Rocca e alcuni corredi della necropoli ellenistico-romana.\n  \nLa mostra sarà aperta tutti i giorni\, dal primo al 31 ottobre\, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30\, con ingresso gratuito. A pagamento\, al costo di 2 euro\, soltanto il ticket per accedere all’Osterio Magno.\n\nTutti i cittadini residenti nella diocesi di Cefalù potranno\, invece\, entrare gratuitamente anche al monumento.\n\nNella foto: Osterio Magno- Moneta punica di bronzo del tesoretto di fine IV sec.a.C 
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SUMMARY:Mostra | Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte (Milano)
DESCRIPTION:La Veneranda Biblioteca Ambrosiana\, dal 1° ottobre 2026 al 12 gennaio 2027 presenta la mostra “Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte” a cura di Marco Navoni e Francesco Braschi.  \nSan Francesco d’Assisi morì la sera del 3 ottobre 1226 all’età di circa 44 anni. Si celebra dunque in questo 2026 l’ottavo centenario della sua morte\, un’occasione per valorizzare la sua figura e il “segno” che Egli ha lasciato nella storia della Chiesa e d’Italia\, nello sviluppo della lingua e della letteratura italiana\, nell’arte e nella cultura. Per dare giusto rilievo a questa importante ricorrenza la Veneranda Biblioteca Ambrosiana propone un particolare itinerario artistico e spirituale alla scoperta dell’immagine di san Francesco attraverso alcune tra le opere più significative e spesso sconosciute del suo immenso patrimonio culturale. Per questo nel percorso espositivo della Pinacoteca sono stati messi in evidenza quattro dipinti che ci propongono ritratti iconografici del Santo; nelle vetrine delle Sale 2 e 3 si possono ammirare alcuni preziosi disegni\, con scene dalla vita di Francesco\, esposti per la prima volta al pubblico; e infine nella Sala Federiciana il percorso si conclude con l’esposizione di sette incisioni. A video il visitatore può inoltre ammirare molte altre opere di soggetto “francescano” che non è stato possibile esporre al pubblico. \nTra le opere in mostra un disegno molto elaborato proveniente dal Codice Resta. L’artista immagina la scena della morte di san Francesco ambientandola all’interno di un edificio: il Santo è disteso su un rozzo letto e sta benedicendo tutti coloro che gli si stringono attorno; i suoi frati lo assistono con devozione\, mentre uno di loro gli bacia con deferenza il piede con le stigmate; sulla sinistra della scena si affollano i fedeli in atteggiamento di preghiera. In realtà san Francesco\, fedele fino all’ultimo al suo desiderio di vivere in totale povertà\, negli ultimi istanti di vita volle essere deposto nudo sulla nuda terra nella piccola chiesetta della Porziuncola (oggi all’interno della grande basilica di Santa Maria degli Angeli)\, proprio dove aveva intuito la sua vocazione a vivere in piena radicalità secondo il vangelo e dove fondò l’ordine religioso che da lui prende nome. Era molto provato nel fisico\, quasi cieco e debilitato dalle malattie; secondo i suoi biografi volle che gli fosse letto un passo dal vangelo di Giovanni e che gli fosse recitato il celebre Cantico delle creature\, che si conclude significativamente con la strofa dedicata a «sorella morte»\, alla quale nessuna persona umana può sfuggire\, ma che per lui\, come per ogni vero credente\, non è la fine di tutto\, ma un “passaggio”\, un “transito”\, verso la vita eterna. Spirò alla sera del 3 ottobre 1226 all’età di 44 anni. \nINFO UTILI: \nLa mostra è inclusa nel biglietto della Pinacoteca \nOrari: Da lunedì a domenica 10.00 – 18.00 \nMercoledì chiuso \nInformazioni: tel. 02.806921; contatti@ambrosiana.it \nwww.ambrosiana.it \n 
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SUMMARY:Mostra | Santo Francesco – 800 anni di presenza (Pescia - PT)
DESCRIPTION:Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e la Fondazione POMA Liberatutti sceglie di celebrare questa ricorrenza partendo da un luogo e da un’opera che appartengono alla storia di Pescia e a quella del Santo. Proprio di fronte alla Fondazione\, nella Chiesa di San Francesco\, si trova infatti la straordinaria tavola che Bonaventura Berlinghieri firmò e datò nel 1235: il più antico dipinto pervenuto raffigurante il Santo. \nDa qui prende avvio Santo Francesco – 800 anni di presenza\, in programma alla Fondazione POMA Liberatutti dal 2 ottobre al 6 dicembre 2026: una kermesse che abbina una mostra a un calendario di incontri\, musica e iniziative che affrontano il tema francescano da prospettive diverse\, mettendo in relazione opere del passato e ricerche contemporanee. \nIl percorso espositivo si svilupperà sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospiterà una mostra fotografica a opera di Serena Gallorini\, Alessandro Mariani\, Esther May e Giovanni Savino\, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi\, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane\, spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA\, per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale\, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà\, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema. \nSerena Gallorini\, fotografa e artista visiva\, si muove tra ritratto\, autoritratto e moda; tra Milano e la Toscana. Dopo gli studi di archeologia medievale e la formazione alla Fondazione Studio Marangoni\, ha sviluppato una ricerca che affianca alla fotografia professionale una costante attività artistica\, utilizzando strumenti sia analogici che digitali. \nAlessandro Mariani\, in arte Panox\, ha una formazione che unisce architettura\, fotografia e arti visive. Fra i pionieri italiani della grafica 3D\, ha lavorato a lungo nel mondo del rendering e dell’immagine digitale\, per poi tornare a dedicarsi con particolare intensità alla fotografia e al segno grafico. \nEsther May\, nome d’arte di Esther Mainetti\, è fotografa e artista visiva. La sua ricerca privilegia il bianco e nero\, l’astrazione\, la luce e il dettaglio\, attraverso immagini essenziali nelle quali la fotografia diventa uno strumento per andare oltre la semplice rappresentazione. \nGiovanni Savino\, L’ultimo fotografo\, ha costruito il proprio percorso tra fotografia\, cinema\, musica e televisione\, lavorando per molti anni negli Stati Uniti\, per la CBS e per 60 Minutes. Oggi vive in Toscana e continua a dedicarsi alla fotografia\, soprattutto al ritratto e alla ricerca di soggetti capaci di conservare memoria e testimonianza. \nAl primo piano il percorso conduce invece ad Assisi\, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli per gli affreschi delle Storie di San Francesco dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento\, oggi Cappella di San Bonaventura. \nStefanelli (1931-2016)\, allievo di Piero Annigoni\, si formò nella tradizione della pittura a fresco e ne fece uno degli elementi centrali della propria attività. I cartoni permettono di osservare una fase normalmente invisibile al pubblico: quella che precede la realizzazione dell’affresco\, quando l’immagine viene ancora studiata e composta. Figure\, gesti\, proporzioni e rapporti tra i personaggi prendono forma sulla carta prima di essere trasferiti sulla parete. \nIl confronto con la tavola di Berlinghieri crea così un arco di quasi otto secoli. Nel 1235 il pittore toscano fissava l’immagine di Francesco a nove anni dalla sua morte; molti secoli dopo Stefanelli tornava a raccontarne le vicende attraverso un nuovo ciclo pittorico. La mostra aggiunge oggi a queste due testimonianze lo sguardo della fotografia\, costruendo un percorso nel quale cambiano tecniche e sensibilità\, ma resta il confronto con tra storia e immagine diventate patrimonio universale. \nI quattordici cartoni sono messi a disposizione della Fondazione POMA da Massimo Callossi\, amico e allievo di Stefanelli\, e da Pier Francesco Bernacchi\, presidente della Società Europea di Cultura. \n\nIl rapporto con la Tavola del Berlinghieri non si esaurisce però nel suo ruolo di riferimento della mostra. La Fondazione ha scelto di dedicare all’opera un programma specifico di valorizzazione\, che nasce con la mostra ma diventa contributo permanente alla città e alla figura di San Francesco. Ogni sabato alle ore 11 sono organizzate visite guidate nella chiesa\, per permettere al pubblico di conoscere da vicino la tavola\, la sua storia e il suo ruolo nella storia e nella rappresentazione del Santo. A questa iniziativa si affianca il progetto di illuminazione museale promosso dalla Fondazione stessa\, pensato per migliorarne la leggibilità e la sua valorizzazione all’interno della chiesa. \nAnche gli appuntamenti di apertura sono stati pensati per entrare nel clima delle celebrazioni. \nVenerdì 2 ottobre alle 21.00\, nella Chiesa di San Francesco\, il professor Franco Cardini terrà una Lectio Magistralis dedicata al Santo. \nSabato 3 ottobre\, alle 17.30\, si terrà in Fondazione il vernissage della mostra\, mentre alle 21.30\, ancora nella Chiesa di S. Francesco\, un’Orchestra di trenta musicisti\, provenienti da Il Contrappunto e Fiorentina Ensemble\, assemblati e diretti dal compositore Stefano Burbi\, eseguirà un programma che comprende musiche di Bach\, Vivaldi\, Burbi\, Donizetti\, Caccini e Mozart. \nNel mese di novembre il calendario prevede un ulteriore momento di approfondimento: il 21 novembre\, in occasione di una giornata di convegno dedicata a San Francesco\, sarà presentato il catalogo celebrativo della kermesse. Il volume\, oltre alle immagini delle opere esposte\, raccoglierà i contributi della curatrice Marta Convalle\, del professor Paolo Vitali\, del presidente di POMA Paolo Trinci\, della professoressa Lucia Fiaschi\, del presidente della Società Europea di Cultura Pier Francesco Bernacchi e il testo della Lectio Magistralis del professor Franco Cardini. \nCon Santo Francesco – 800 anni di presenza\, la Fondazione POMA Liberatutti riunisce dunque attorno a una ricorrenza importante una serie di occasioni diverse: la mostra\, la riscoperta della Tavola del Berlinghieri\, gli incontri\, la musica e l’approfondimento. Un modo per guardare Francesco attraverso immagini lontane nel tempo e linguaggi differenti\, ma soprattutto per riportare l’attenzione su un’opera troppo poco conosciuta e mai valorizzata. \nLa mostra è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00. \nIngresso libero\, senza obbligo di iscrizione alla Fondazione. \n\n  \nFondazione POMA Liberatutti \nSulle sponde del fiume Pescia\, nell’omonima città\, sorge la Fondazione POMA Liberatutti. Un centro polifunzionale concepito per stimolare il libero pensiero e favorire l’incontro tra iniziative e forme artistiche diverse. Realizzata in un ex opificio ristrutturato\, la Fondazione si presenta come una factory culturale. \nLo spazio ospita mostre d’arte\, spettacoli dal vivo\, conferenze ed eventi che spaziano dalla musica al teatro\, alle arti visive\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti. Accanto agli eventi culturali\, offre una ricca gamma di attività formative in continua evoluzione: laboratori di scrittura\, pittura\, scultura; l’apprendimento di lingue straniere; yoga\, tai-chi\, scacchi e non manca la scuola di cucina\, pensata per unire creatività e tradizione gastronomica. \nIl Refettorio è il punto d’incontro per eccellenza\, più di un semplice ristorante\, dove spettacoli e momenti di socialità si mescolano con una cucina di eccellenza. \nGuidata da una filosofia inclusiva e libera da vincoli ideologici\, la Fondazione POMA è un laboratorio di crescita personale e condivisione\, dove il dialogo e la ricerca del bello si intrecciano in ogni attività.
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SUMMARY:Mostra | L'immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento (Arezzo)
DESCRIPTION:Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco (che cade giusto il 4 ottobre 2026\, dichiarato festa nazionale) la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico\, d’intesa con le Diocesi\, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC). \nSi intitola “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4)\, confinante con la Basilica di San Francesco\, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca\, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci\, 7)\, esempio straordinario di barocco aretino. \nL’esposizione\, curata da Cristina Acidini\, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi formato da Sandro Bellesi\, Stefano Casciu\, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi\, darà modo di appassionarsi a dipinti\, ma anche sculture\, volumi antichi\, miniature e tempere che documenteranno\, per campioni significativi\, la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana e in altri esempi italiani grazie alle opere\, tra gli altri\, di Margarito d’Arezzo\, Maestro della Croce\, Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Federico Barocci\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gio Ponti. \n  \n  \nLeggi il nostro articolo sulla mostra: \nSan Francesco cambia volto nei secoli: ad Arezzo 80 opere raccontano la sua immagine dal Medioevo al Novecento
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SUMMARY:Mostra | Carlo Maria Mariani - L’eternità della pittura (Milano)
DESCRIPTION:Per Carlo Maria Mariani\, la storia dell’arte non era un repertorio di immagini da citare\, ma un terreno sul quale continuare a dipingere e a interrogarsi. È attorno a questa idea che si sviluppa L’eternità della pittura\, la prima grande retrospettiva postuma dedicata all’artista\, scomparso nel 2021\, che dal 9 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 sarà allestita a Palazzo Citterio a Milano. \nCurata da Eike Schmidt e Clayton Calvert\, la mostra riunisce 70 opere tra dipinti e grandi cartoni\, provenienti da collezioni italiane e internazionali\, e segue l’attività di Mariani dagli anni Quaranta fino al 2019. Ne emerge una ricerca difficile da collocare in una sola corrente: nel corso della sua lunga carriera l’artista attraversò neoclassicismo\, iperrealismo\, astrattismo\, arte concettuale e pittura metafisica\, costruendo un linguaggio nel quale la conoscenza della tradizione diventava parte integrante della pratica contemporanea. \nDa Raffaello e Michelangelo al Novecento\nNato nel 1931\, Mariani crebbe a Roma in una famiglia immersa nella cultura e nell’arte. Il padre\, il romanziere e saggista teatrale Anastasio Mariani\, lo accompagnava anche in Vaticano\, dove il giovane Carlo Maria poteva disegnare direttamente dalle opere di Raffaello e Michelangelo. Durante un viaggio a Venezia\, ancora adolescente\, si confrontò invece con Tintoretto e con i grandi maestri del Rinascimento veneziano. Poco dopo nacque Composizione (1949). \nNegli anni Sessanta la sua pittura registrò le inquietudini e i cambiamenti della società contemporanea. L’era dei miracoli (1965) ne è un esempio: immagini e simboli legati alla modernità convivono con una tensione che sarebbe rimasta una costante della sua ricerca. \nNegli anni Settanta Mariani sviluppò una tecnica sempre più precisa\, soprattutto nella rappresentazione della figura umana. Le opere venivano talvolta presentate insieme a performance e happening organizzati dallo stesso artista. Parallelamente iniziò un confronto sempre più approfondito con il Neoclassicismo\, studiando figure come Goethe e Winckelmann e gli artisti che avevano lavorato a Roma\, da Anton Raphael Mengs e Anton von Maron ad Antonio Canova\, Jacques-Louis David\, Jean-Auguste-Dominique Ingres e Angelica Kauffmann. \nLe grandi teste e New York\nNegli anni Ottanta Mariani costruì un repertorio di allegorie personali alimentato dalla storia dell’arte e dalle fonti letterarie e filosofiche. Constellation of Leo (1980-81) appartiene a questa fase. Alla fine del decennio comparvero invece le grandi teste\, motivo che sarebbe rimasto nella sua produzione per oltre trent’anni. \nNel 1993 Mariani si trasferì a New York. Non Trasferibile (1993) riflette proprio sulla possibilità di trasferire la pratica artistica da un luogo all’altro. A partire dal 2001\, molti dei suoi busti di ispirazione classica vennero collocati idealmente davanti allo skyline newyorkese\, mettendo in relazione la tradizione della scultura antica con la metropoli contemporanea. \nAnche gli eventi della storia recente entrarono nella sua pittura. L’attentato dell’11 settembre 2001 ebbe un forte impatto sull’artista e portò alla realizzazione di The Morning. Opere come Cariaticido II e Cariaticido III (1996) e Twins (1997) mostrano invece il versante più cupo e inquieto della sua ricerca. \nUn artista contemporaneo che torna alla pittura\nLa mostra di Palazzo Citterio assume un significato particolare proprio per il rapporto dell’artista con la tradizione. Mariani amava definirsi «un artista concettuale che dipinge\, non un pittore concettuale»: l’idea\, nella sua ricerca\, non doveva sostituire la pittura\, ma trovare nella pittura il proprio linguaggio. \nIl confronto con Brera rafforza questo dialogo. Il complesso progettato in gran parte da Giuseppe Piermarini\, protagonista del Neoclassicismo italiano\, diventa infatti lo sfondo ideale per una ricerca che guardava continuamente al passato senza rinunciare al presente. Lo stesso rapporto con la tradizione neoclassica proseguì a New York\, dove Mariani si confrontò anche con la figura di Thomas Jefferson. \nGli ultimi anni furono segnati da una dimensione sempre più introspettiva. A Flight of Doves (2012-2016) sintetizza la sua esperienza e il suo sguardo critico sul sistema dell’arte contemporanea. \nA Palazzo Citterio\, questa lunga traiettoria torna così a essere leggibile nel suo insieme: non una sequenza di stili diversi\, ma la ricerca ostinata di un artista che per tutta la vita ha continuato a chiedersi che cosa possa ancora fare la pittura nel mondo contemporaneo. \n  \nCARLO MARIA MARIANI. \nL’eternità della pittura \nMilano\, Palazzo Citterio – II piano (via Brera 12) \n9 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 \n  \nOrari: da martedì a domenica\, 8.30 – 19.15 (ultimo ingresso alle ore 18.00) \n  \nIngresso: \nBiglietto Grande Brera: €20\,00 (Pinacoteca + Palazzo Citterio); \nsolo Palazzo Citterio\, intero\, €12\,00; ridotto\, €8\,00 \n  \nInformazioni: \npalazzocitterio.org \n  \nImmagine: Carlo Maria Mariani\, Monsters of Grace\, 2008\, olio su tela\, 61 x 71 cm; photo Parker Calvert; © The Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation by SIAE
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SUMMARY:Mostra | Pontormo (Roma)
DESCRIPTION:A Roma nelle Scuderie del Quirinale\, dal 9 ottobre 2026 al  7 febbraio 2027 la prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo\, detto Pontormo (Pontorme\, Empoli\, 1494 – Firenze\, 1557) mai allestita fuori della città di Firenze.\n\nProtagonista della grande stagione del Cinquecento fiorentino che segna l’origine della Maniera nell’alveo del pieno Rinascimento\, Pontormo è stato un innovatore originale e fervido la cui opera ha ispirato artisti del Novecento del rango di Pier Paolo Pasolini e Bill Viola. Oggetto del desiderio di collezionisti di tutto il mondo\, Jacopo è al tempo stesso popolare e amato anche dal grande pubblico per la sua pittura inquieta e splendida\, che ci parla e ci coinvolge al di là del tempo.\nQuesta mostra\, promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi\, prodotta insieme alla casa editrice Electa\, che pubblica anche il catalogo e curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino quali Elena Capretti\, Philippe Costamagna\, Bruce Edelstein e Carlo Falciani\, rappresenta l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista\, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino che si tenne in Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956\, per il quarto centenario della morte.\nL’esposizione romana ripercorre secondo una narrazione cronologica i momenti fondamentali della vita e dell’attività dell’artista: dagli esordi nella Firenze repubblicana alla stagione delle grandi imprese pittoriche sotto l’egida della dinastia medicea e delle autorità ecclesiastiche\, con approfondimenti dedicati alla produzione grafica\, all’attività di ritrattista e agli scritti autografi. In particolare\, una straordinaria serie di opere su carta testimonia la suprema maestria di Pontormo nell’arte del disegno\, praticata a Firenze a livelli di eccellenza.\nNel percorso espositivo si susseguono prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi\, alla Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello a Firenze\, la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica a Roma\, anche il Louvre a Parigi\, la National Gallery e il British Museum a Londra\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, la National Gallery of Art di Washington\, l’Art Institute di Chicago\, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora)\, insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio. Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo) del 1525-1528\, di magnetica bellezza\, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino\, in un allestimento altamente suggestivo che richiama in mostra la struttura architettonica della cappella. E dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato\, oggi in restauro\, viene l’opera più conosciuta di Pontormo\, la Visitazione (1528-1532)\, installata nell’ultima sala quale spettacolare conclusione e congedo dalla mostra. Catalogo Electa.\n\nOrari di apertura\nLe Scuderie del Quirinale sono aperte tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 19:00).\nOrari speciali: 24 e 31 dicembre (dalle ore 10:00 alle ore 15:00\, ultimo ingresso alle ore 14:00); 25 dicembre e 1 gennaio (dalle ore 16:00\nalle ore 20:00 ultimo ingresso alle ore 19:00).\n\nBiglietti: \nintero: € 18\,00\nridotto: € 16\,00\nunder 30: € 12\,00\nunder 18: € 5\,00\nunder 6: gratuito\nopen: € 27\,50\n\n\nImmagine: Pontormo (Jacopo da Pontormo)\, Visitazione\, 1528-1532\, olio su tavola\, 202 × 156 cm. Carmignano (Prato)\,\npieve di San Michele Arcangelo. Per gentile concessione della Diocesi di Pistoia. Foto: Antonio Quattrone
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SUMMARY:Mostra | Fede e baluardi. Il culto di san Luigi Gonzaga nella Castel Goffredo dei Gonzaga (Castel Goffredo - MN)
DESCRIPTION:In occasione del 300° anniversario della canonizzazione di san Luigi Gonzaga\, il Gruppo San Luca ETS e il Museo MAST presentano la mostra: \n“Fede e baluardi. Il culto di san Luigi Gonzaga nella Castel Goffredo dei Gonzaga” \na cura di Barbara D’Attoma\nDal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n­\n\n\n\n\n\n\n\n­\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’inaugurazione sarà il sabato 10 ottobre 2026\, ore 16.00 \nNel corso del pomeriggio presenteremo la pubblicazione “Incontri aloisiani a Castel Goffredo nel terzo centenario della canonizzazione di San Luigi Gonzaga”\, curato da Barbara D’Attoma e stampato da Grafiche Tagliaini di Calcinato (grafica a cura di Lara Fezzardi e Simone Tagliani). Il volume raccoglie gli interventi del Vescovo di Mantova Marco Busca\, Barbara D’Attoma\, Giacomo Cecchin\, Giancarlo Mattioli\, Oliviero Filippini e Mariano Vignoli. \n\nInfo: \n\nQuando: 10 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027\nOrari di apertura: da mercoledì a domenica\, 10.00 – 12.30 e 15.00 – 18.00\nBiglietti: l’accesso alla mostra è compreso nel normale biglietto d’ingresso del museo (gratuito durante l’inaugurazione del 10 ottobre)\nDove siamo: MAST – Via A. Botturi\, 3 – Castel Goffredo (MN)\nPer prenotazioni visite guidate: Tel: 0376 771006\nEmail: ​info@mastcastelgoffredo.it\nWeb: www.mastcastelgoffredo.it
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SUMMARY:Mostra | Tessere di potere. Mosaici pavimentali dell’età di Teodorico (Galeata - FC)
DESCRIPTION:Dall’11 ottobre il Museo civico Mambrini di Pianetto (Galeata) ospita la mostra dal titolo “Tessere di potere. Mosaici pavimentali dell’età di Teodorico”. L’esposizione è arricchita da cinque importanti mosaici pavimentali tardoantichi della fine del V-inizi VI secolo d.C. provenienti dagli scavi effettuati nel sito del Palazzo di Teodorico a Ravenna\, caratterizzati da leganti decorazioni geometriche\, e da un calco del monogramma teodoriciano\, concessi in prestito dai Musei nazionali di Ravenna.\n\nLa mostra riflette sui collegamenti intensi tra della valle del Bidente e Ravenna\, partendo dai dati archeologici della sontuosa villa di Teodorico a Galeata\, scavata dall’Università di Bologna e di Parma ed altri contesti tardoantichi del VI secolo d.C.\, quali ad esempio la villa teodoriciana scoperta nel corso della prima metà del Novecento sotto il centro storico di Meldola.\nL’esposizione sarà accompagnata da una brochure-catalogo con immagini e testi di approfondimento di Caterina Mambrini\, Giuseppe Michelacci\, Alessia Morigi e Paola Novara.\n\nLa mostra è inserita nel programma di eventi in occasione del 1500° anniversario della morte del re Teodorico (526 d.C.-2026) e sarà visitabile tutte le domeniche fino al 31 dicembre 2026.\n\nPer info: 0543-981854\, cultura@comune.galeata.fc.it
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Milano)
DESCRIPTION:Alla Fondazione Luigi Rovati di Milano la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (14 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027)\, che racconta come\, nell’Italia preromana\, il contatto con il divino passasse attraverso l’acqua. \nIl progetto\, realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il patrocinio del Ministero della cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici\, è a cura di Giovanna Gambacurta\, Laura Maria Michetti\, Giulio Paolucci\, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. Prosegue\, in un percorso distinto e complementare\, quello avviato al Palazzo Ducale di Venezia. \nLa mostra propone un confronto inedito e peculiare sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e nello sviluppo di due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C. Mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino: spazi di guarigione spesso legati al mito e abitati da divinità\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, per il transito e per lo scambio culturale. Nella mostra emergono affinità e differenze tra Etruschi e Veneti: convergenze nelle scelte materiche\, soprattutto terracotta e bronzo\, e nelle pratiche votive\, come le deposizioni in acqua e l’uso di oggetti miniaturistici o defunzionalizzati; divergenze nelle dimensioni monumentali e nei ricchi apparati decorativi fittili dei grandi santuari etruschi. \nIl visitatore è accolto dalla grande scultura in terracotta della Thesan\, divinità etrusca dell’Aurora\, proveniente da Chianciano Terme (Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme): posto di fronte\, il Disco di Montebelluna\, proveniente dai Musei Civici di Treviso\, introduce alla civiltà degli antichi Veneti. Sul disco in bronzo è raffigurata una figura femminile\, identificata come la “Signora della Natura” e interpretata come la principale divinità dei Veneti. Circondata da simboli che rimandano alla sfera celeste e al mondo degli Inferi\, la dea tiene una chiave\, emblema del suo potere sulla vita umana\, animale e vegetale\, ma anche simbolo dell’accesso all’oltretomba e del ciclico rinnovarsi della natura. \nLa sezione Acque miracolose\, allestita nelle tre cupole del Piano Ipogeo\, è dedicata alle proprietà curative delle acque e ai rituali praticati presso sorgenti e luoghi termali dell’Italia antica. Il percorso riunisce testimonianze provenienti dall’Etruria – Vulci\, Chianciano\, Chiusi e Marzabotto – e dal Veneto – Montegrotto e Làgole di Calalzo. \nTra i reperti di particolare interesse figurano una grande ascia rituale in ferro con decorazione zoomorfa\, rinvenuta nell’area sacra di Fucoli e conservata al Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme\, e una selezione di simpula provenienti dal Museo Archeologico Cadorino. Questi mestoli in bronzo\, utilizzati per le libagioni e per attingere le acque curative\, sono tra gli oggetti più rappresentativi del santuario di Làgole di Calalzo. Dopo l’uso venivano ritualmente spezzati\, separando la coppa dal manico\, spesso inciso con dediche alle divinità in lingua venetica o latina. \nUn nucleo di eccezionale rilievo è costituito da otto bronzi provenienti da San Casciano dei Bagni\, testimonianza di pratiche mediche e rituali complessi legati all’acqua\, alla divinazione e alla salute del corpo. La scoperta di una testa maschile votiva in bronzo\, con un’iscrizione che riporta il nome “Fonte Calda” (Flere Havens in etrusco)\, ha inoltre aperto nuove prospettive sull’interpretazione del termine etrusco flere\, al quale gli studiosi attribuiscono\, accanto al significato di “nume”\, anche quello di “fonte”. \nLa sezione Sacri approdi esplora il rapporto tra culto\, navigazione e scambi culturali attraverso tre importanti centri dell’Italia preromana: Este\, Pyrgi e Altino. A Este\, il porto-santuario fluviale era legato al culto della dea Reitia\, alla pratica della scrittura e alle attività femminili della filatura e della tessitura. Pyrgi\, uno dei principali porti dell’Etruria sul Mediterraneo\, testimonia lo stretto intreccio tra religione\, commerci e potere politico. Altino\, crocevia delle rotte adriatiche ed endolagunari\, ospitava un santuario frequentato anche da genti straniere\, dove il sacrificio del cavallo rivela il valore religioso di un animale centrale nella civiltà veneta.\nA Pyrgi\, l’acqua di una sorgente alimentava i pozzi monumentali utilizzati nelle pratiche rituali\, successivamente colmati con offerte e materiali provenienti dal santuario. Tra i numerosi reperti esposti spicca un’elegante testa femminile votiva in terracotta\, rinvenuta nel Pozzo Ovest del Tempio A e conservata all’Antiquarium di Pyrgi. La raffinata acconciatura e la collana restituiscono un’immagine della moda e del gusto dell’epoca.\nDa Altino provengono numerosi bronzetti a forma di zampa equina\, conservati al Museo Nazionale Atestino\, e un significativo cippo lapideo iscritto con la figura di un lupo\, in arenaria\, datato al III-II secolo a.C. (Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna – Parco archeologico di Altino). L’iscrizione in venetico ricorda l’offerta al dio Altino da parte di Krumio Turens\, uno straniero proveniente dall’Italia centrale\, forse dall’Etruria. Il lupo\, raffigurato con il muso rivolto a terra in un atteggiamento docile\, è stato interpretato come simbolo dell’accoglienza dello straniero nella comunità veneta. \nIl percorso si arricchisce di un ulteriore confronto con la Sardegna nuragica\, attraverso un nucleo di bronzetti e ceramiche votive provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Tra la fine dell’età del Bronzo e la prima età del Ferro\, l’acqua diventa il centro di nuovi luoghi di culto: pozzi e fonti sacre\, spesso inseriti in complessi santuariali che riuniscono comunità diverse. Anche qui il rito si esprime attraverso l’offerta di oggetti: bronzetti figurati e navicelle\, ex voto in terracotta. In una società attraversata da profonde trasformazioni\, questi santuari diventano luoghi di aggregazione e di affermazione sociale\, rivelando il legame tra acqua\, sacralità e potere. \nAd accompagnare il percorso espositivo sono i disegni di Mauro Ceolin\, bio-artista milanese (1963) che da oltre vent’anni intreccia arti visive e discipline scientifiche. Attraverso l’ingrandimento e l’isolamento di particolari degli oggetti esposti\, i suoi interventi ne rivelano dettagli spesso difficili da cogliere\, offrendo nuove possibilità di osservazione e interpretazione e favorendo l’accessibilità dei contenuti. \n\nPROGRAMMA PUBBLICO \nMartedì 13 ottobre\, alle ore 18.00\, Laura Maria Michetti (Sapienza Università di Roma e co-curatrice della mostra) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) introducono la mostra con la conferenza Le ragioni di una mostra. Con l’occasione\, dalle 17.00\, è possibile visitare gratuitamente la mostra in anteprima. \nSabato 7 novembre\, alle ore 15.00\, Lucio Rovati (Fondazione Luigi Rovati) e Vittorio Alessandro Sironi (Università di Milano-Bicocca) moderano un incontro di studi legato al ruolo dell’acqua come strumento terapeutico\, medicinale e cosmetico\, dall’antichità ai giorni d’oggi. Dai culti idrici degli antichi alle moderne cure mediche termali\, le acque sono da sempre parte del benessere fisico e spirituale dell’uomo. Ne discutono: Giovanna Gambacurta (Università Ca’ Foscari Venezia e co-curatrice della mostra)\, Vittorio A. Sironi (Università di Milano-Bicocca)\, Mariapia Vairetti (Università di Pavia) e Silvano Mascadri (A-Life). Modera Lucio Rovati (Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati). \nGiovedì 12 novembre\, alle ore 18.00\, Agnese Carletti (Sindaco di San Casciano dei Bagni) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) presentano la storia di San Casciano dei Bagni\, le scoperte archeologiche e i nuovi progetti di valorizzazione. \n\nCATALOGO \nIl catalogo\, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, riunisce contributi di studiosi ed esperti di primo piano che illustrano il valore sacrale dell’acqua per gli Etruschi e per i Veneti\, si addentrano nell’analisi sia dei principali luoghi di culto e santuari che delle più importanti fonti sananti\, e approfondiscono gli aspetti votivi e dedicatori così come le criticità legate alla valorizzazione di questi beni archeologici. Testi di Alberta Facchi\, Alessandro Asta\, Alessandro Conti\, Angela Ruta Serafini\, Anna Marinetti\, Benedetta Prosdocimi\, Carla Pirazzini\, Chiara Squarcina\, Daniele F. Maras\, Elisa Biancifiori\, Elisabetta Govi\, Federica Timossi\, Giovanna Gambacurta\, Giulio Paolucci\, Giuseppe Sassatelli\, Heinz-Werner Dämmer\, Jacopo Tabolli\, Laura M. Michetti\, Loredana Capuis\, Maddalena Bassani\, Margherita Tirelli\, Rossella Zaccagnini\, Silvia Paltineri\, Simona Carosi\, Tiziano Trocchi. \nEdizioni Fondazione Luigi Rovati\, pp. 272\, 40 € (in shop al prezzo speciale 35 €)\nEdizione Italiana ISBN 9788831338332\, Edizione Inglese 9788831338349 \n\nMUSEO GENTILE \nLa videoguida in LIS\, realizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi\, sarà accessibile tramite l’app della Fondazione\, scaricabile presso il museo. \nNell’ambito del progetto Stare bene insieme\, in collaborazione con la Cooperativa La Meridiana\, è disponibile in biglietteria il libretto guida della mostra dedicato alle persone con patologie neurodegenerative e ai loro accompagnatori. \n\nVISITE GUIDATE \nMartedì 13 ottobre\, alle ore 16.30\, le curatrici Giovanna Gambacurta e Laura Maria Michetti accompagnano i possessori della FLR Card in una visita riservata alla mostra. \nOgni sabato alle ore 11.00 e alle ore 17.00 sono previste visite guidate aperte al pubblico. Il costo è di 16€ e include il biglietto di ingresso. \n\nLABORATORI PER BAMBINI \nDomenica 25 ottobre\, domenica 8 novembre e sabato 12 dicembre\, alle ore 16.00: Etruschi e Veneti: divinità\, acque sacre e piccoli doni agli dèi\, un laboratorio con visita guidata per bambini dai 6 ai 10 anni (durata 90 minuti). Quota di partecipazione: 20 € (1 adulto + 1 bambino; 8 € per ogni bambino aggiuntivo).
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SUMMARY:Mostra | Saffo. Lo spirito della poesia (Roma)
DESCRIPTION:“Saffo” è la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica: Saffo di Lesbo. L’esposizione sarà allestita presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino\, nel Parco archeologico del Colosseo\, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. \nLa mostra\, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa\, è curata da Silvia Romani.\nRappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato alle figure femminili più moderne dell’antichità\, ponendosi in continuità con la mostra dedicata a Penelope (19 settembre 2024 – 12 gennaio 2025)\, già ospitata negli stessi spazi. \nDue i nuclei complementari che compongono il percorso espositivo: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria e popolare\, in un continuo gioco di rimandi tra realtà e mito\, antichità e modernità.
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SUMMARY:Mostra | Non solo principi. La tomba 8 di via della Resistenza (Canosa di Puglia - BT)
DESCRIPTION:Oltre i fasti dell’aristocrazia. Oltre lo sfarzo\, l’oro e la monumentalità che hanno reso celebri i corredi funerari dei Principi dauni. Canosa sceglie di restituire un nuovo sguardo sulla trama sociale di età ellenistica\, attraverso i reperti provenienti da una delle tombe a grotticella rinvenute nel 2013 nell’area archeologica di via della Resistenza.\nA partire da venerdì 16 ottobre\, presso il Museo archeologico nazionale di Canosa\, sarà fruibile la mostra temporanea Non solo principi. La tomba 8 di via della Resistenza. Per l’occasione il Museo resterà straordinariamente aperto fino alle 22.00 (ultimo ingresso 21.15). \nL’allestimento\, curato dall’arch. Anita Guarnieri\, Direttrice del Castello Svevo di Bari- Direzione regionale Musei nazionali Puglie e Soprintendente ad interim per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia\, e dalla dott.ssa Anita Rocco\, Direttrice del Museo archeologico nazionale di Canosa intende ampliare il racconto della società canosina oltre le grandi famiglie aristocratiche\, note soprattutto attraverso i monumentali ipogei e i loro ricchi corredi funerari.\nAl centro del percorso c’è la Tomba 8\, una sepoltura familiare articolata in due camere\, utilizzata per più generazioni tra il III ed il II secolo a.C. I reperti esposti\, tra cui ceramiche di diversa produzione\, ornamenti personali e oggetti legati alla cura del corpo\, restituiscono la varietà dei corredi funerari e consentono di approfondire i rituali della sepoltura\, le forme della memoria familiare e i modi attraverso cui diversi gruppi della società canosina esprimevano la propria identità. \nL’esposizione\, che sarà fruibile fino al 2 maggio 2027\, inclusa nel biglietto di ingresso al Museo\, sarà impreziosita da un video di approfondimento\, con testi bilingue e immagini\, che sarà proiettato a ciclo continuo. \nL’apertura della mostra si inserisce in un quadro di valorizzazione integrata del patrimonio canosino. Contestualmente all’evento museale\, venerdì 16 ottobre alle ore 10:00\, sarà inaugurato un innovativo impianto multimediale direttamente sul sito archeologico di via della Resistenza. L’intervento\, promosso e realizzato dalla Fondazione archeologica Canosina in stretta collaborazione con il Ministero della Cultura\, arricchisce in modo suggestivo l’esperienza di visita attraverso una illuminazione scenografica e proiezioni audio-video. \n«Con questa mostra vogliamo ampliare il racconto della Canosa ellenistica\, andando oltre l’immagine restituita dai grandi ipogei aristocratici – commenta l’arch. Guarnieri – La Tomba 8 ci permette di avvicinarci ad altre forme di organizzazione familiare e di rappresentazione della memoria\, mostrando come anche sepolture meno monumentali possano offrire testimonianze preziose per ricostruire la complessità della società antica. Il collegamento tra l’area archeologica e il Museo rappresenta inoltre un’importante opportunità per restituire ai reperti il loro contesto e renderne più comprensibile il significato».
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LOCATION:Museo archeologico nazionale di Canosa\, Via John Fitzgerald Kennedy\, 18\, Canosa di Puglia BT
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SUMMARY:Mostra | Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini (Abano Terme - PD)
DESCRIPTION:Il Museo Villa Bassi Rathgeb annuncia la mostra Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini\, in programma dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027\, a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy. \nPromossa e prodotta dal Comune di Abano Terme – Museo Villa Bassi Rathgeb\, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova\, Treviso e Belluno la mostra si inserisce nel ciclo espositivo\, avviato dal museo nel 2024\, dedicato alla valorizzazione delle proprie collezioni permanenti\, attraverso progetti di ricerca e approfondimento. \n  \nDopo le esposizioni Donna musa artista. Ritratti di Cesare Tallone tra Otto e Novecento (2024–2025) e Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento (2025–2026)\, il nuovo progetto pone al centro la figura di Andrea Previtali (1480 ca. – 1528)\, tra i protagonisti della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo. \n 
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SUMMARY:Mostra | Artemisia Gentileschi a Firenze (Firenze)
DESCRIPTION:Dal 20 ottobre 2026 al 4 aprile 2027\, il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi. \nA Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti\, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici\, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi\, è al centro della vita culturale del tempo. Qui Artemisia si afferma come artista\, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma\, e trova la sua strada\, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. \nEd è proprio questo periodo\, cruciale per il percorso artistico di Artemisia\, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio\, Cristina Acidini e Sandro Bellesi\, che ci introducono anche nel mondo artistico del seicento fiorentino\, alla scoperta di artisti meravigliosi e meno conosciuti: da Cristofano Allori a Francesco Furini\, passando per Cesare Dandini\, Giovanni Martinelli\, Filippo Tarchiani\, Fabrizio Vannini\, Lorenzo Lippi\, il Volterrano\, Jacopo Vignali e molti altri. \nCon il patrocinio del Comune di Firenze\, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti\, in collaborazione con Cristoforo. \nINFORMAZIONI\nOrari apertura\nTutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00\n(la biglietteria chiude un’ora prima) \nBiglietti mostra + Museo degli Innocenti\nIntero € 16\,00\nRidotto € 14\,00\nOpen € 19\,00 \nInformazioni\nT. +39 055 0981881
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LOCATION:Museo degli Innocenti\, piazza della Santissima Annunziata\, 13\, Firenze\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Tajikistan. The Land of Unique Heritage (Roma)
DESCRIPTION:Il MUCIV-Museo delle Civiltà\, in collaborazione con il Museo Nazionale del Tajikistan\, presenta la mostra Tajikistan – the Land of Unique Heritage\, un viaggio che abbraccia oltre 2.500 anni di storia\, dal VI secolo a.C. al XXI secolo d.C. \n  \nL’esposizione si snoda lungo due grandi direttrici narrative. La prima sezione esplora i siti archeologici e gli imperi dell’antichità: capolavori come le regali teste d’ariete in bronzo di epoca achemenide\, i raffinati reperti di Takht-i Sangin\, le sculture buddhiste di Ajina Tepe e dell’Impero Kushana\, i legni intagliati del palazzo di Bunjikat e la celebre pittura murale “Uomo in ginocchio” dell’antica Penjikent\, nota come la “Pompei dell’Est”. La seconda parte del percorso celebra invece il patrimonio delle arti applicate tradizionali tajike\, esponendo rari strumenti musicali come il dutor e il rubab\, eleganti manufatti in rame inciso\, i pannelli a rilievo della pittura Kundal e i ricami Suzani\, tra cui spiccano i colorati abiti Chakan\, riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità. \n  \nORARI APERTURA \n dal martedì alla domenica\, ore 8.00 – 19.00 \nultimo ingresso ore 18.30 \nTUTTE LE PRIME DOMENICHE DEL MESE \nINGRESSO GRATUITO SENZA PRENOTAZIONE
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LOCATION:MUCIV – Museo delle Civiltà\, Piazza Guglielmo Marconi\, 14\, Roma\, 00144\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Un Tiziano per Milano (Milano)
DESCRIPTION:Il Museo Poldi Pezzoli presenta “Un Tiziano per Milano”\, una mostra dossier che nasce dall’arrivo nelle collezioni del Museo di un’importante opera del maestro e\, da qui\, ricostruisce un capitolo sorprendente del suo rapporto con la città.\nLa mostra\, a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo e Lavinia Galli\, si articola intorno a tre autografi tizianeschi e una grande copia di straordinario valore storico\, e rientra nelle celebrazioni per il 450° anniversario della morte dell’artista. \n  \n\n\nUN ITINERARIO NELLA CITTÀ\nLa mostra si estende oltre le sale del museo. Un QR code nella prima sala apre un percorso urbano attraverso i luoghi dove sono oggi conservate opere di Tiziano o tracce della sua presenza a Milano: dall’Ambrosiana a Brera\, dal Castello Sforzesco a Santa Maria delle Grazie\, fino al Duomo. \n\n\n\n\n\nInfo utili\nDOVE\nMuseo Poldi Pezzoli \nQUANDO\n22 ottobre 2026 — 25 gennaio 2027 \nINGRESSO\nIntero — € 15\,00; ridotto Over 65 — € 13\,00; ridotto Giovani — € 10\,00 \nPRENOTAZIONE GRUPPI\nLa prenotazione per i gruppi è obbligatoria online \nORARI\nLun\, Mer\, Gio\, Ven\, Sab\, Dom: 10:00 — 18:00 (ultimo ingresso 17:30)\nMartedì: chiuso \nCONTATTI\ninfo@museopoldipezzoli.org \n\nACQUISTA ORA I BIGLIETTI
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LOCATION:Museo Poldi Pezzoli\, Via Alessandro Manzoni\, 12\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Tesori. Il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Il 14 marzo 1876 Roma\, capitale d’Italia da appena cinque anni\, apriva la sua grande Biblioteca nazionale\, destinata a rappresentare l’unità appena raggiunta. Per realizzare così celermente tale impresa\, i fondatori non partirono da zero: la soppressione delle corporazioni religiose del 1873 portò al Collegio Romano\, attorno alla Bibliotheca Major dei Gesuiti\, oltre 70 raccolte conventuali\, per circa trecentomila volumi. È questo il cuore antico dell’Istituto\, che oggi è una struttura dinamica e moderna\, in dialogo con le grandi biblioteche del mondo. \nIn quella stratificazione di secoli\, ricca di teologia\, diritto e liturgia\, è serbata la gran parte delle rarità e meraviglie qui esposte. Tuttavia\, la Biblioteca non ha mai smesso di crescere e scegliere\, trasformando il lascito del passato in un patrimonio vivo\, al servizio di studiosi\, studenti e cittadini. I direttori nel tempo ne hanno plasmato il volto con acquisti\, donazioni e coraggiose scelte: Domenico Gnoli\, che a fine Ottocento promosse la Collezione romana e quella della Grafica; Emidio Cerulli\, che negli anni Sessanta del Novecento immaginò un archivio della letteratura contemporanea. \nQuesta mostra racconta tutto ciò. Ogni opera esposta è un tesoro non solo per rarità o bellezza\, ma perché custodisce un frammento di questa storia: la storia di un monastero che conservò un codice\, di un direttore che intuì l’importanza di un acquisto\, di un collezionista che evitò una dispersione\, di uno scrittore che affidò le proprie carte a un’istituzione pubblica. \nLa mostra procede per nuclei\, a partire dai secoli più lontani: i codici altomedievali\, tra cui le Confessioni di sant’Agostino (VI secolo)\, il più antico e completo testimone dell’opera\, e i manoscritti miniati del Quattrocento\, che ci tramandano committenze principesche. Seguono i libri a stampa\, con la preziosa collezione di incunaboli\, la ricca sezione di edizioni aldine\, fino a esemplari di assoluta rarità come le prime edizioni delle opere di Giordano Bruno. Di forte valenza scientifica ed estetica sono le Collezioni Cartografiche\, della Grafica e la Romana: il Planisfero di Pareto del 1455\, l’Indicatore della Qibla con la prima rappresentazione nota dell’America in una mappa araba\, le vedute di Roma\, da Nolli a Liverani\, culminando con van Wittel. Le Collezioni Orientali e Africane raccontano un dialogo di culture che attraversa i continenti e il tempo; le legature storiche ricordano che il libro è anche oggetto d’arte. \nCon l’Ottocento troviamo Belli\, poeta della Roma popolare\, un Leopardi intimo e un singolare cimelio dannunziano; con il Novecento\, eccezionali documenti di Calvino\, Morante e Pasolini\, le cui carte hanno sede permanente a Spazi900\, primo museo della letteratura contemporanea in una biblioteca pubblica. \nTesori è un invito a condividere quanto ci è stato consegnato e abbiamo il dovere di trasmettere: una memoria comune in cui si riconosce la cultura nazionale\, nata da una pluralità di città\, corti\, monasteri e costumi\, e oggi patrimonio di tutti. Il nostro più prezioso tesoro.
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LOCATION:Biblioteca nazionale centrale di Roma\, Viale Castro Pretorio\, 105\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Mostra | L’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani  (Venezia)
DESCRIPTION:Dal 22 ottobre 2026 al 23 marzo 2027 la Quadreria di Palazzo Ducale accoglie L’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani di Andrea Michieli\, detto il Vicentino\, proveniente dal MarteS – Museo d’arte Sorlini (Carzago Riviera\, Brescia)\, dipinto che racconta lo sfarzo delle cerimonie della Serenissima e il ruolo della dogaressa nella vita pubblica veneziana. \nTra le opere presentate nelle precedenti edizioni di Ospiti a Palazzo\, la rassegna sostenuta dalla Direttrice Scientifica di Fondazione Musei Civici di Venezia\, Chiara Squarcina\, curata da Daniele D’Anza e Giulia Valle\, figurano Il molo verso la Riva degli Schiavoni con la colonna di San Marco di Canaletto e il Ritratto di Lazzaro Zen di Francesco Guardi\, esposto lo scorso anno. Il nuovo appuntamento riporta l’attenzione sulla Venezia di fine Cinquecento\, attraverso una scena corale e ricca di dettagli che restituisce l’immagine di una Repubblica che affida anche alla solennità del cerimoniale la rappresentazione del proprio prestigio politico e della propria identità. \nAutore della scena è Andrea Vicentino\, pittore attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento\, particolarmente abile nella raffigurazione di grandi avvenimenti cittadini e coinvolto più volte nella realizzazione di dipinti per Palazzo Ducale. Tra le opere eseguite per la sede del governo veneziano figurano L’ingresso di Enrico III\, testimonianza di un’altra memorabile entrata trionfale che coinvolse l’intera città\, e il celebre telero della Battaglia di Lepanto\, conservato nella Sala dello Scrutinio. La sua pittura\, attenta alla narrazione degli eventi e alla molteplicità dei personaggi\, si rivela particolarmente adatta a documentare la complessità e lo sfarzo delle cerimonie pubbliche veneziane. \nAl centro della composizione compare la dogaressa Morosina Morosini\, moglie del doge Marino Grimani\, in carica dal 1595 al 1605. Il dipinto documenta il suo ingresso solenne a Palazzo Ducale attraverso Piazza San Marco\, in occasione di una delle celebrazioni più spettacolari della storia della Serenissima. La ricchezza degli abiti\, la disposizione del corteo e la presenza delle autorità veneziane restituiscono tutta la complessità di un rituale nel quale ogni gesto\, ruolo e dettaglio contribuiva a rendere visibile la gerarchia e la grandezza dello Stato. \nCome per il doge\, anche per la dogaressa era previsto un fastoso rito d’incoronazione\, che sanciva ufficialmente il suo ingresso nella vita cerimoniale della Repubblica. Le celebrazioni erano occasioni di straordinaria partecipazione collettiva e richiedevano il coinvolgimento di artisti e artigiani nella realizzazione di apparati effimeri\, decorazioni e tessuti preziosi. \nLe feste organizzate per Morosina Morosini\, in particolare\, si distinsero per magnificenza e spettacolarità\, diventando un momento memorabile nella storia veneziana. \nNel dipinto\, la dogaressa indossa un sontuoso abito in broccato d’oro\, impreziosito da un lungo strascico sostenuto da due nobili. Al suo fianco compare Ludovica Hofer\, moglie dell’ambasciatore cesareo\, mentre alle sue spalle si snoda il corteo secondo l’ordine stabilito dalle gerarchie politiche della Serenissima: magistrati\, funzionari\, cittadini illustri e rappresentanti delle potenze straniere giunti a Venezia per l’occasione. La composizione\, probabilmente realizzata per la stessa Ludovica Hofer\, era storicamente conservata nel Castello di Duino\, residenza storica della sua famiglia. \nLa presenza dell’ “ospite” di quest’anno a Palazzo Ducale permette così di riscoprire una dimensione significativa della storia della Serenissima\, nella quale la rappresentazione del potere passava anche attraverso le figure femminili della famiglia dogale\, chiamate a incarnare\, con la propria apparizione pubblica\, il prestigio della Repubblica. \nCon questo nuovo appuntamento\, “Ospiti a Palazzo” rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico legato alla storia della Serenissima\, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire\, attraverso opere provenienti da importanti collezioni\, le vicende\, i protagonisti e le forme della rappresentazione del potere nella Venezia di un tempo. \nL’opera si inserisce\, inoltre\, in un più ampio percorso di valorizzazione della figura della dogaressa promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, in dialogo con la mostra La dogaressa tra storia e mito. Venezianità al femminile dal Medioevo al Novecento\, realizzata al Palazzo Vescovile di Portogruaro nell’ambito del progetto MUVE OUTDOOR\, dal 16 dicembre 2023 al 19 maggio 2024. Due iniziative che\, attraverso linguaggi e contesti espositivi differenti\, approfondiscono una figura centrale nell’immaginario veneziano\, il cui ruolo si esprimeva attraverso la rappresentanza pubblica\, il cerimoniale e una fitta rete di relazioni politiche e sociali. \nINFORMAZIONI UTILI \nL’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani  \nPalazzo Ducale\, Quadreria – Sala del Magistrato alle Leggi \nOpera proveniente dal MarteS – Museo d’arte Sorlini\, Brescia \nAndrea Michieli\, detto il Vicentino \n(Vicenza\, circa 1542 – Venezia\, 1618) \nVisitabile dal 22 ottobre 2026 al 23 marzo 2027 \nDipinto fruibile nel percorso di visita del museo \nMaggiori informazioni sui biglietti \nImmagine: \nAndrea Michieli\, detto il Vicentino \n(Vicenza\,c. 1542 – Venezia\, 1618) \nIngresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani \nCalvagese della Riviera (Brescia)\, MarteS – Museo d’arte Sorlini
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SUMMARY:Fiera | Mostra del Libro Antico e Raro (Milano)
DESCRIPTION:Dopo il successo degli anni scorsi\, da venerdì 23 a domenica 25 ottobre 2026 Villa Necchi Campiglio a Milano torna a ospitare la Mostra del Libro Antico e Raro\, l’appuntamento organizzato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS in collaborazione con l’Associazione Librai Antiquari d’Italia (ALAI)\, giunto alla sua terza edizione. Per l’occasione\, gli spazi della splendida dimora progettata negli anni Trenta dall’architetto Piero Portaluppi accoglieranno alcune tra le più rinomate librerie antiquarie italiane e internazionali\, che metteranno in mostra libri e documenti di straordinario valore storico\, artistico e culturale. \nCollezionisti\, studiosi e appassionati potranno ammirare e acquistare moltissime opere di eccezionale rarità e bellezza\, proposte da oltre quaranta espositori: dai manoscritti agli incunaboli\, dalle prime edizioni di capolavori della letteratura alle legature artistiche\, dai libri autografati alle edizioni illustrate per l’infanzia\, fino a mappe\, stampe antiche\, opere d’arte su carta e tanto altro. Un viaggio nella storia del libro che attraversa i secoli e spazia tra vari ambiti\, dalla letteratura alle scienze\, dalla storia all’arte\, dalla geografia all’esoterismo\, dall’economia ai passatempi. L’esposizione è curata dall’Associazione Librai Antiquari d’Italia\, che riunisce le librerie antiquarie attive su tutto il territorio nazionale ed è l’unica associazione di categoria in Italia affiliata alla International League of Antiquarian Booksellers (ILAB)\, federazione internazionale che riunisce 22 associazioni nazionali\, 39 Paesi e oltre 1.600 librai specializzati. \nL’evento riunirà a Villa Necchi alcune delle più significative realtà del panorama antiquario italiano: tra queste\, la Libreria Antiquaria Pregliasco di Torino\, fondata nel 1911\, che coniuga tradizione e modernità attraverso una selezione che spazia dagli incunaboli alle edizioni del Novecento\, la Libreria Docet di Bologna\, attiva dal 1946 e punto di riferimento per libri antichi e di pregio\, edizioni originali\, manoscritti e autografi\, e la Libreria Antiquaria Oreste Gozzini\, la cui attività risale a circa il 1850\, quando aveva sede in piazza del Duomo a Firenze. Non mancheranno anche importanti librerie internazionali\, tra cui la Librairie Clavreuil di Parigi\, aperta dal 1901\, con la sua selezione di libri per lo più legati a grandi scoperte\, scienza\, letteratura e diari di viaggio\, e l’Antiquariat F. Neidhardt\, fondata in Germania nel 1953 e specializzata in libri illustrati dal XV al XX secolo. La varietà delle proposte degli espositori riflette la ricchezza delle loro specializzazioni antiquarie: dai manoscritti medievali occidentali e orientali di Giuseppe Solmi Studio Bibliografico\, alle opere d’arte su carta di Ai Tre Torchi\, galleria torinese fondata nel 1989\, dalle stampe e disegni di maestri dal XVI al XXI secolo del Bulino Antiche Stampe ai libri antichi dedicati alle scienze esatte e alla storia naturale proposti da Kühn Rare Books & Art\, passando per i libri per bambini\, i volumi illustrati e le prime edizioni del XX secolo di Antiquariat Hans Lindner (elenco completo degli espositori sul sito www.villanecchicampiglio.it).   \nTra i volumi di eccezionale rarità esposti\, la Librairie Clavreuil di Parigi presenterà tre importanti opere della cultura europea: la prima edizione completa di À la recherche du temps perdu di Marcel Proust (Parigi\, 1913-1927)\, in tredici volumi splendidamente rilegati da Gruel\, la prima edizione assoluta di Les Misérables di Victor Hugo (Bruxelles\, 1862)\, pubblicata in dieci volumi e conservata in eleganti legature coeve\, e la prima edizione completa di Los Caprichos di Francisco Goya (Madrid\, 1799)\, con le celebri 80 incisioni attraverso cui l’artista spagnolo mise a nudo vizi\, superstizioni e abusi di potere della società del suo tempo\, esemplare di straordinario rilievo. Molto prezioso anche il manoscritto autografo di Giosuè Carducci proposto dalla Libreria Antiquaria Pregliasco: la bozza dell’articolo Giacomo Leopardi deputato (1896)\, con correzioni\, varianti e passaggi censurati nella versione a stampa\, testimonianza eccezionale del processo creativo del poeta premio Nobel e della sua profonda riflessione sulla figura di Leopardi. \nE ancora\, lo Studio Bibliografico Bruno Pucci\, con sede a Napoli e specializzato in libri antichi illustrati e opere di storia locale\, porterà in mostra Il Mondo Festeggiante di Giovanni Andrea Moniglia e Andrea Carducci (Firenze\, 1661)\, volume che celebra le nozze di Cosimo III de’ Medici e Margherita Luisa d’Orléans attraverso un grandioso balletto equestre allestito nel Giardino di Boboli\, mentre la libreria antiquaria parigina Fuad Audi porterà a Villa Necchi la Raccolta di ventiquattro vedute di Milano di Ladislao Rupp (Milano\, 1833)\, con tavole incise finemente colorate a mano che ritraggono monumenti e luoghi simbolo della città\, offrendo uno spaccato della vita milanese nell’Ottocento. La storia della stampa trova una delle sue espressioni più alte nel Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni (Parma\, 1818)\, opera fondamentale per comprendere l’eleganza e la ricerca formale della tipografia neoclassica\, presentata dallo Studio Bibliografico Antonio Zanfrognini\, che proporrà anche l’Archéomètre rosacrociano di Pierre Henri de Lombard du Castellet (1751)\, rarissima stampa raffigurante un complesso simbolismo esoterico legato alla cultura ermetica settecentesca\, e L’idea di un prencipe et eroe Christiano in Francesco I d’Este di Domenico Gamberti (Modena\, 1659)\, splendido libro figurato con 60 tavole incise in rame\, realizzato per celebrare la memoria del duca Francesco I d’Este e i suoi solenni funerali. \nDi particolare interesse le testimonianze della cartografia europea presentate dall’Antiquariat F. Neidhardt: la Geographicae enarrationis libri octo di Claudio Tolomeo (Strasburgo\, 1525)\, illustrata con 50 carte xilografiche e comprendente una delle prime stampe della celebre carta di Lorenz Fries che utilizza il nome “America” per il Nuovo Mondo\, e il Theatrum oder Schawplatz des Erdbodems di Abraham Ortelius (Anversa\, 1572-1573)\, rara prima edizione in lingua tedesca del celebre atlante considerato tra i fondamenti della cartografia moderna\, che si distingue per le 69 carte con fine coloritura a mano dell’epoca. Lo Studio Bibliografico Orfeo esporrà invece la monumentale Historia rerum Norvegicarum di Tormod Torfaeus (Copenaghen\, 1711)\, quattro volumi che ricostruiscono la storia della Norvegia dalle origini fino al 1387 attraverso manoscritti antichi\, saghe nordiche\, genealogie dei sovrani e documenti degli archivi reali\, mentre la storia economica e sociale di Milano emerge dalle pagine dell’affascinante raccolta di Statuti e Costituzioni delle antiche corporazioni milanesi tra il XVI e XVIII secolo\, proposta da Maspero Libri Antichi\, con sede a Como. Non mancheranno opere insolite\, come\, ad esempio\, Al gioco cinese chiamato il rompicapo (Firenze\, 1818)\, portato in mostra da Libri nel Borgo: un raro libretto dedicato al tangram\, con dodici tavole incise in seppia e 133 figure da comporre con i sette pezzi del gioco\, tra alfabeti\, numeri\, animali e personaggi curiosi. \nSabato 24 ottobre alle ore 11 sarà possibile partecipare all’incontro “Restaurare un’opera di carta” a cura di Elena Allodi\, restauratrice specializzata nella conservazione e nel restauro di opere d’arte su carta e pergamena\, che accompagnerà il pubblico\, attraverso la sua esperienza\, alla scoperta di pratiche e misure di conservazione per prevenire il deterioramento di questo fragile materiale. L’appuntamento – con accesso libero –  sarà inoltre l’occasione per conoscere più da vicino alcuni degli interventi di restauro e conservazione realizzati sui disegni della Collezione Guido Sforni e dell’Archivio Portaluppi\, esposti a Villa Necchi. \nDomenica 25 ottobre alle ore 14 e alle ore 16 è in programma “Abc: laboratorio di scrittura manuale”\, condotto dal gallerista e calligrafo Jean Blanchaert\, che guiderà i partecipanti alla scoperta delle tecniche e degli strumenti della calligrafia. Il percorso – della durata di 75 minuti e consigliato a partire dai 12 anni – è stato pensato per sensibilizzare il pubblico sull’importanza del rapporto fisico con carta e penna\, sul tempo dedicato alla scrittura e sulla dimensione manuale della parola scritta. Durante il laboratorio i partecipanti potranno approfondire le tecniche calligrafiche\, conoscere gli strumenti utilizzati nella disciplina e sperimentare direttamente la pratica della scrittura manuale. L’incontro\, su prenotazione e a pagamento\, rappresenta un’occasione per riscoprire la dimensione artigianale della scrittura\, spesso messa in secondo piano dall’uso diffuso degli strumenti digitali. \nCon il Patrocinio del Comune di Milano.  \nIl calendario “Eventi nei Beni del FAI 2026” è reso possibile grazie al sostegno di aziende che condividono con il FAI l’impegno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico\, artistico e paesaggistico italiano: Ferrarelle\, Partner degli eventi istituzionali e Acqua Ufficiale della Fondazione\, Nims\, società del Gruppo Lavazza che rafforza il proprio sostegno al FAI per il 2026 in qualità di sponsor\, Pirelli\, accanto al FAI dal 2005\, che rinnova per il quattordicesimo anno consecutivo la sua storica vicinanza\, PiùMe insegna che opera nel settore della distribuzione specializzata di prodotti per la cura della persona e della casa\, per il primo anno sponsor del progetto\, e di Mitsubishi Electric\, al fianco del FAI da oltre 15 anni\, che dal 2025 ha scelto di rinnovare e rafforzare il proprio impegno con un sostegno ancora più significativo.  \nGrazie anche a Coop Lombardia\, sponsor degli Eventi nei Beni FAI della Lombardia. \nVilla Necchi Campiglio è museo riconosciuto da Regione Lombardia.  \n  \nMOSTRA DEL LIBRO ANTICO E RARO \nVilla Necchi Campiglio – Via Mozart 14\, Milano \n  \nGiorni e orari: venerdì 23\, dalle ore 14 alle 19\, sabato 24\, dalle ore 10 alle 19\, e domenica 25 ottobre\, dalle ore 10 alle 18. \n  \nBiglietti:  \nIngresso solo manifestazione: Intero e Studenti 19-25 anni 5 €; Iscritti FAI\, Soci ILAB/ALAI e Convenzioni varie 4 €; Ridotto 0-5 anni\, Ridotto 6-18 anni e Persone con disabilità gratuito. \nIngresso manifestazione più visita alla Villa: Intero 18 €; Studenti 19-25 anni 12 €; Ridotto 6-18 anni 9 €; Iscritti FAI e Convenzioni varie 4 €; Ridotto 0-5 anni e Persone con disabilità gratuito. \nCosto laboratorio: Intero 28 €; Studenti 19-25 anni 22 €.Ridotto 6-18 anni 19 €; Iscritti FAI e Convenzioni varie 14 €. \n  \nPer informazioni e prenotazioni: www.villanecchicampiglio.it; tel. 02 76340121 – fainecchi@fondoambiente.it.
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SUMMARY:Mostra | 7 Wonders of the World – Immersive Experience (Milano)
DESCRIPTION:ARRIVA A MILANO LA PRIMA ITALIANA DI “7 WONDERS OF THE WORLD”: OLTRE 4.500 ANNI DI STORIA PRENDONO VITA IN UNA NUOVA ESPERIENZA IMMERSIVA \nAllo Spazio Ventura di Milano\, fino al 21 aprile 2027\, le 7 Meraviglie del mondo antico e le 7 Meraviglie del mondo moderno prendono vita attraverso un’esperienza interattiva che permette ai visitatori di esplorarle\, ricostruirle e “attraversarle” virtualmente\, intraprendendo un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta dei segreti che le hanno rese leggendarie e immortali nell’immaginario collettivo \nDopo i successi delle mostre dedicate a Titanic\, Monet e Van Gogh\, Exhibition Hub torna allo Spazio Ventura di Milano con “7 Wonders of the World”\, la prima italiana della mostra immersiva dedicata alle Sette Meraviglie del mondo antico e moderno. L’esposizione accompagna il pubblico in un viaggio attraverso oltre 4.500 anni di storia\, tra monumenti iconici\, misteri e straordinarie imprese ingegneristiche. Durante il percorso\, attraverso la realtà virtuale\, proiezioni a 360 gradi e schermi interattivi\, i visitatori potranno scoprire come sono state costruite queste opere e quale ruolo hanno avuto nelle civiltà che le hanno realizzate. Pensata anche per le nuove generazioni\, la mostra propone attività creative per tutte le età. L’iniziativa si inserisce nel percorso di Exhibition Hub\, che con le precedenti mostre “Van Gogh: The Immersive Experience” e “Titanic: an immersive voyage” ha superato complessivamente il milione di visitatori a Milano. La mostra ha ottenuto il patrocinio del Municipio 3 del Comune di Milano. \nDove: Spazio Ventura\, via Privata Giovanni Ventura 15\, Milano. Durata della visita: circa 60 minuti. \nI biglietti sono già disponibili sull’app e sul sito di Fever
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SUMMARY:Mostra | TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (Brescia)
DESCRIPTION:BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA \n4 NOVEMBRE 2026 | 22 AGOSTO 2027 \nTESORI. IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026 \n  \nLa rassegna\, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nL’iniziativa delinea una storia del collezionismo bresciano e guarda al passato come a un romanzo corale nel quale\, sullo sfondo delle grandi vicende storiche\, gli oggetti divengono traccia delle donne e degli uomini che li hanno custoditi ed efficaci dispositivi di trasmissione della memoria. \nA cura di Stefano Karadjov e Roberta D’Adda. \nDal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia sarà il palcoscenico che ospiterà la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”. \nL’iniziativa\, curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda\, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei\, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, una delle sculture più importanti della romanità per composizione\, materiale e conservazione\, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi\, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. \nLa rassegna proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nTesori si suddividerà in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia\, Belle Arti\, Scienza e Tecnica\, Storia\, Etnografia – intorno alle quali costruirà un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse\, infatti\, adotterà un tracciato cronografico circolare che prenderà avvio dalla contemporaneità\, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri\, Badiucao\, Giuseppe Bergomi\, Bruce Gilden\, Axel Hütte\, David LaChapelle\, Victoria Lomasko\, Joel Meyerowitz\, Giulio Paolini\, Fabrizio Plessi\, Davide Rivalta\, Alfred Seiland\, Massimo Sestini\, Mary Zygouri\, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte\, che saranno accostate\, come in un viaggio a ritroso nel tempo\, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni\, tra cui Albrecht Dürer\, Lattanzio Gambara\, Francesco Hayez\, Angelo Inganni\, Giovan Battista Moroni\, Pelagio Palagi\, Rembrandt\, Guido Reni\, Romanino\, Angelo Zanelli. \n  \nImmagine in apertura: Testa di atleta di età romana\, marmo\, Brescia\, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi \n  \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nTesori nascosti dei Musei Civici di Brescia in mostra: cento opere dai depositi raccontano due secoli di collezionismo \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Il potere del ritratto. Egitto e Roma: i volti del Fayum (Roma)
DESCRIPTION:Dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027 il Museo dell’Ara Pacis ospita Egitto e Roma. I volti del Fayum\, grande mostra dedicata ai volti dipinti dell’Egitto romano e al potere del ritratto nella Roma antica. \nAttraverso oltre 110 opere tra tavole\, sudari\, maschere funerarie\, marmi\, calchi in gesso e oreficerie antiche\, l’esposizione racconta una delle più affascinanti espressioni artistiche dell’antichità. I ritratti del Fayum sono tra le immagini dipinte più celebri dell’antichità e più rare nei Musei italiani: se ne conservano poco meno di mille in tutto il mondo\, tavole di legno spesse pochi millimetri\, dipinte a tempera o con la tecnica dell’encausto su una preparazione di cera calda\, e collocate sul viso del defunto tra le bende della mummia. Opere delicatissime\, raramente concesse in prestito: un’occasione unica per vederne riunito un nucleo così consistente. \nQuasi 50 di questi ritratti\, saranno eccezionalmente riuniti a Roma grazie a un importante programma di prestiti internazionali. Per la prima volta l’Egitto concede la quasi totalità delle tavole conservate nelle proprie collezioni\, mai uscite dal Paese\, tra cui il celebre Tondo dei Due Fratelli\, uno dei massimi capolavori della pittura antica\, restaurato in Egitto da restauratori italiani nell’ambito del progetto della mostra. Al nucleo egiziano si affiancano ventitre opere provenienti dal Museo del Louvre\, tra tavole dipinte e rarissimi sudari di lino\, oltre a prestiti straordinari dal Getty Museum\, dal Metropolitan Museum of Art\, dal Landesmuseum Württemberg di Stoccarda e da altre importanti istituzioni internazionali. Completa il percorso un ritratto giovanile recentemente emerso dagli scavi della missione archeologica italiana dell’Università del Salento in Egitto\, esposto per la prima volta al pubblico. Catalogo: Allemandi Editore \n\nLa mostra è curata da Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’RTI MondoMostre – Civita Mostre e Musei\, con Zètema Progetto Cultura.  Official Partner Fastweb + Vodafone. Radio Partner Dimensione Suono Soft.   \n  \nOrari: Tutti i giorni 9.30-19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
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SUMMARY:Mostra | Oro e terra. Il Rinascimento della Valnerina (Umbria\, sedi varie)
DESCRIPTION:A dieci anni dal terremoto che ha colpito una vasta area dell’Appennino centrale\, una mostra storico-artistica e documentaria diffusa in varie sedi dell’Umbria si fa testimonianza concreta di rinascita culturale e di restituzione della memoria. Il prezioso lavoro delle Soprintendenze restituisce i beni recuperati e restaurati ai luoghi e alle comunità che per secoli li hanno custoditi\, riaffermando il valore della tutela e della conservazione di un patrimonio storico-artistico unico\, espressione profonda dell’identità dei territori e delle comunità che li abitano. La mostra rappresenta anche il racconto di una delle più vaste operazioni di tutela del patrimonio culturale realizzate in Europa dopo una calamità naturale. \n  \nDal 5 novembre 2026 al 31 marzo 2027 è in programma Oro e terra. Il Rinascimento della Valnerina un progetto espositivo\, composto da oltre 170 opere\, che da Spoleto\, fulcro dell’iniziativa e porta d’accesso alla Valnerina\, si espande in comuni e realtà ricchi di arte\, di storia\, di tradizioni come Norcia\, Ferentillo\, Cascia\, Arrone e Vallo di Nera. \n  \n  \nORO E TERRA. IL RINASCIMENTO DELLA VALNERINA \nSpoleto (PG)\, Norcia (PG)\, Ferentillo (TR)\, Cascia (PG)\, Arrone (TR)\, Vallo di Nera (PG) e sedi varie \n5 novembre 2026 – 31 marzo 2027 \n  \nInformazioni: \nhttps://oroeterra.cultura.gov.it \n 
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SUMMARY:Mostra | L'enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino (Torino)
DESCRIPTION:Dopo la prima tappa siciliana al Museo Mandralisca di Cefalù\, dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027\, la mostra L’ enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino arriva nelle sale di Palazzo Madama. Il progetto espositivo\, di eccezionale rilievo scientifico e culturale\, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e offre\, per la prima volta\, l’opportunità di mettere in dialogo diretto due tra i massimi capolavori della ritrattistica rinascimentale europea\, entrambi realizzati da Antonello da Messina\, entrambi custodi di un enigma — quello del sorriso — che non ha mai smesso di interrogare chi li osserva.  Il celebre Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca\, universalmente noto come l’Ignoto marinaio\, sarà infatti posto a confronto con il Ritratto d’uomo conservato a Palazzo Madama\, conosciuto come Ritratto Trivulzio\, dando vita a un dialogo inedito di straordinario valore storico e artistico.\nLa mostra si inserisce nel ciclo Incontro con il capolavoro\, il programma espositivo promosso da Palazzo Madama per rileggere i grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna.
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SUMMARY:Mostra | RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo (Codroipo - UD)
DESCRIPTION:Nel cinquantesimo anniversario del devastante terremoto che nel 1976 colpì il Friuli\, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed ERPAC presentano la grande mostra «RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo». In programma dal 14 novembre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi dell’Esedra di Villa Manin a Passariano di Codroipo\, l’esposizione è curata da Giovanni C.F. Villa\, direttore di Palazzo Madama di Torino per la sezione dedicata alle Arti e da Giovanni Damiani per la sezione Architettura. \nIl progetto culturale assume il terremoto non soltanto come ricorrenza storica\, ma come il punto di partenza per una riflessione di portata universale sulla capacità dell’essere umano di trasformare una profonda frattura in un principio generativo e di rinascita. Non solo una commemorazione ma un interrogarsi sul cosa accadde dopo l’immensa catastrofe. Vi fu “una fine e un inizio” e questa straordinaria esperienza di ricostruzione è esattamente l’ambito d’indagine del progetto. \n  \nA cinquant’anni di distanza\, superata ormai la soglia del ricordo puramente cronologico\, la vicenda del Friuli si rivela come un modello civile e culturale di straordinaria attualità. “Il terremoto del Friuli è parte integrante della storia regionale e nazionale e può essere osservato come un fenomeno capace di illuminare questioni che riguardano il presente: il rapporto tra comunità e territorio\, tra patrimonio e identità\, tra crisi e trasformazione” spiega il curatore Villa. \n  \nAttraverso un ricco percorso che intreccia documentazione d’epoca\, capolavori dell’arte antica e opere di protagonisti del contemporaneo\, la mostra indaga il concetto del “secondo giorno” come lo definì Gianni Rodari inviato di “Paese Sera”: quella dimensione ideale e civile in cui una comunità comprende che il proprio destino non coincide con la somma delle perdite e sceglie responsabilmente di tornare a progettare il proprio avvenire. \n  \nLa mostra non propone una semplice ricostruzione degli eventi. Interroga un problema che attraversa la storia delle società umane: in che modo una comunità attribuisce significato alla distruzione? Attraverso quali strumenti culturali elabora la perdita? Quali immagini\, quali narrazioni\, quali forme simboliche permettono di immaginare un futuro dopo una frattura? \nÈ a questo punto che la riflessione incontra il campo delle immagini. Ogni società ha elaborato le proprie esperienze traumatiche attraverso forme narrative\, simboliche e visive. Le immagini conservano la memoria degli eventi e consentono alle comunità di organizzare\, trasmettere e comprendere l’esperienza della perdita. Attraverso di esse la distruzione entra nel campo della cultura e diviene oggetto di riflessione collettiva. \n  \nLa storia dell’arte occidentale può essere letta anche come una lunga riflessione sul rapporto tra rovina e rinascita. Città distrutte\, paesaggi sconvolti\, monumenti spezzati\, catastrofi naturali\, guerre e ricostruzioni hanno continuamente generato immagini. In esse si riflettono le paure\, le speranze\, le domande e le risposte che ogni epoca ha elaborato di fronte all’esperienza della perdita. Il terremoto del Friuli si inserisce all’interno di questa lunga storia culturale. \n  \nLa mostra si sviluppa all’interno dell’Esedra di Levante di Villa Manin – luogo che per la sua stessa storia incarna i concetti di durata\, memoria e trasformazione – articolandosi su tre livelli che ampliano progressivamente lo sguardo dalla cronaca locale alla storia della cultura occidentale. Il percorso prende il via dal secondo piano con un’introduzione video\, dove il visitatore viene immerso nel momento dell’evento attraverso materiali d’archivio televisivi\, radiofonici e a stampa\, a cui fanno da controcampo poetico quindici tavole commissionate a tre generazioni di illustratori friulani\, per tradurre la memoria del trauma in un racconto visivo universale e trasmissibile. Sono: Dimitri Fogolin\, Paolo Francescutto\, Giovanna Giuliano\, Alice Iuri\, Carin Marzaro\, Lorenzo Mattotti\, Pietro Nicolaucich\, Fabio Rodaro\, Jozef Sedmak\, Davide Toffolo\, Elisa Turrin\, Pia Valentinis. \n  \nIl primo piano rappresenta il cuore civile della mostra\, dove l’evento naturale lascia il posto alla risposta dell’uomo e alle Istituzioni civili: architettura\, pianificazione\, tutela dei beni culturali – come l’esemplare anastilosi del Duomo di Venzone – e la nascita dell’Università di Udine\, le fotografie testimoniano la formazione di una moderna coscienza collettiva. Questa sezione di architettura e fotografia – che gode del patrocinio dello IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia – offre una panoramica degli ultimi cinquant’anni di architettura regionale ed espone il lavoro di sei fotografi contemporanei focalizzati su quattro architetture ciascuno. L’architettura viene validata come uno dei segni visibili principali della trasformazione del territorio\, integrandosi nel percorso generale della mostra. \n  \nInfine\, al piano terra\, la riflessione assume un respiro universale ispirandosi alla lezione dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg\, un “atlante figurativo” che doveva tracciare visivamente la memoria collettiva dell’Occidente e la sopravvivenza delle immagini dall’antichità classica fino al Novecento. \nL’esperienza friulana entra così in dialogo con la lunga storia dell’arte attraverso cinque parole chiave: ricominciare\, riguardare\, rivivere\, rinascere\, ricostruire e mette in relazione alcuni capolavori storici provenienti da prestigiose istituzioni come la Pinacoteca Ambrosiana\, gli Uffizi e le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini\, la Galleria Borghese a Roma con opere di artisti contemporanei come Serse Roma\, Ludovico Bomben\, Maria Elisabetta Novello ed Eva Jospin\, accompagnati dai collegamenti fotografici di Stefano Graziani. \nL’ingresso della mostra è affidato a un’installazione di Daniele Puppi\, concepita per sovvertire la percezione dello spazio e attivare i sensi dello spettatore. Il percorso prosegue con le opere di Ludovico Bomben\, che rilegge il sacro attraverso il rigore formale e materiali industriali; Maria Elisabetta Novello\, che impiega la cenere e la polvere come simboli effimeri della memoria e del tempo; Serse Roma\, che attraverso l’uso della grafite sublima paesaggi e superfici acquatiche tra realtà e astrazione; Eva Jospin\, le cui sculture di cartone ed elementi naturali esplorano l’intricato confine tra paesaggio\, mito e scenografia. A chiudere la sezione saranno le fotografie di Stefano Graziani che non possono essere semplicemente racchiuse in uno o più generi perché sono visioni selezionate da cui emergono racconti che ci accompagnano ogni volta verso profonde riflessioni sulla condizione umana\, sul mito\, sulla natura\, sui linguaggi perduti\, sulla memoria. \n  \nTra i punti di forza di questa sezione risaltano alcuni fogli autografi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano\, nei quali il genio vinciano indaga la natura come un sistema di forze in continua trasformazione\, dove la distruzione della materia e la sua rigenerazione appartengono al medesimo processo dinamico. \n  \nDue cataloghi (uno per la sezione di arte antica curato dal prof. Villa e uno per quella di architettura curato da Giovanni Damiani e Andrea Pertoldeo) editi da Quodlibet accompagneranno la mostra. \nLa mostra che è curata da Giovanni C.F. Villa e Giovanni Damiani si avvale della collaborazione scientifica di Andrea  Comuzzi e Andrea Pertoldeo. \n  \nIl Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Massimiliano Fedriga\, ha dichiarato: “Nel cinquantesimo anniversario del terremoto\, questa iniziativa culturale rappresenta quindi un’importante occasione per rinnovare il ricordo di quanto accaduto\, valorizzare l’esempio offerto dal Friuli e trasmettere i principi di responsabilità\, solidarietà\, sussidiarietà e collaborazione che hanno reso possibile una delle più significative esperienze di rinascita della storia repubblicana recente”. \n  \n«In “RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo” il Terremoto del Friuli del 1976 è il punto di partenza del racconto – così il Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Mario Anzil – ma il vero protagonista della mostra è ciò che accade dopo: la capacità di una comunità di trasformare una ferita in una nuova possibilità\, una perdita in un progetto\, una frattura in un atto di costruzione collettiva. In questa prospettiva il Friuli smette di essere soltanto un esempio storico virtuoso e diventa un principio\, un modo di guardare al futuro». \n  \n  \n  \nORARIO MOSTRA: \nda martedì a domenica: ore 9.30 – 18.00 \nchiuso il lunedì\, il 24 e il 25 dicembre 2026 \n  \nAcquisto dei biglietti online\, in mostra e via call center \n(vendita dei biglietti in mostra sospesa 60 minuti prima della chiusura). \n  \nSono previste diverse aperture straordinarie. Il calendario è disponile al sito: www.villamanin.it. \ninfo@villamanin.it \ntelefono 0432821211 \n  \nBIGLIETTI SINGOLI \nBiglietto singolo; Intero € 12 \nRidotto  € 8 \n  \nImmagine:  Giovanni Paolo Pannini\, Capriccio con la statua equestre di Marco Aurelio \n 
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SUMMARY:Mostra | Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano (Milano)
DESCRIPTION:Dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027 alle Gallerie d’Italia di Milano si terrà una grande mostra dedicata all’eredità di Leonardo in Lombardia. Curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti\, Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano ricostruisce la formazione e la diffusione della scuola leonardesca attraverso le opere di Marco d’Oggiono\, Boltraffio\, Cesare da Sesto\, Andrea Solario\, Ambrogio de Predis\, Bernardino Luini\, Giampietrino e di altri protagonisti di una stagione irripetibile\, che cambiò per sempre la storia della pittura lombarda.
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SUMMARY:Mostra | Francesco. Assisi e il respiro del sacro nella fotografia di Elio Ciol (Lucca)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, Photolux presenta nella Sala dell’Affresco del Complesso di San Micheletto a Lucca\, dal 28 novembre 2026 al 6 gennaio 2027\, “Francesco. Assisi e il respiro del sacro nella fotografia di Elio Ciol”\, una mostra dedicata ai luoghi francescani attraverso lo sguardo di uno dei grandi maestri della fotografia italiana. \n\nCurata da Enrico Stefanelli e introdotta da un testo di Michele Smargiassi\, l’esposizione è inserita nella programmazione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per celebrare la figura di San Francesco\, “Francesco. Ottocento anni dopo: pensiero\, storia\, poesia e musica”\, che ha caratterizzato il 2026. \n\nSi tratta di un percorso attraverso 59 fotografie dedicate ad Assisi e ai luoghi legati alla presenza di Francesco. Attraverso il suo sguardo sensibile e contemplativo\, Ciol restituisce non soltanto la visione dei monumenti e degli spazi che custodiscono la memoria del Santo\, ma soprattutto l’atmosfera e il senso del sacro. \n\nIl rapporto di Elio Ciol con Assisi attraversa quasi settant’anni della sua ricerca fotografica. Fin dalla fine degli anni Cinquanta il fotografo friulano ha rivolto il proprio sguardo alla città di Francesco\, tornando nel corso dei decenni a confrontarsi con il suo paesaggio\, le architetture\, le opere d’arte e quella particolare dimensione di silenzio e spiritualità che ne caratterizza i luoghi. La luce – elemento fondamentale di tutta la sua fotografia – diventa strumento attraverso il quale leggere le pietre\, gli affreschi\, gli spazi e il paesaggio\, restituendo una città nella quale la memoria di Francesco appare ancora profondamente presente. \n\nUn percorso testimoniato da numerose pubblicazioni e progetti espositivi: dal primo volume Assisi\, pubblicato nel 1969\, all’omonimo libro del 1991\, premiato l’anno successivo con il prestigioso Kraszna-Krausz Award di Londra\, fino a I silenzi di Assisi e Assisi. La densità del silenzio\, progetto espositivo presentato a partire dal 2011 in Italia e all’estero. \n\n«La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – afferma il presidente Massimo Marsili – ha inteso celebrare questo 2026 francescano proponendo un calendario che ha tradotto in una pluralità di espressioni artistiche un unico intento: ricordare Francesco come santo e uomo. Non poteva mancare la testimonianza della fotografia e di conseguenza la collaborazione con una realtà di caratura internazionale come Photolux per individuare in che modo questa forma d’arte potesse raccontarci Francesco. Questa esposizione mostra interamente la capacità dell’artista di definire questa figura attraverso la concretezza dei luoghi.» \n\n«Per raccontare Francesco a ottocento anni dalla sua morte non volevamo limitarci a documentarne i luoghi\, ma cercare di restituire quel senso del sacro che ancora oggi vi si respira. La scelta di Elio Ciol nasce da qui: non abbiamo chiesto a un fotografo di interpretare Assisi in occasione di una ricorrenza\, ma abbiamo scelto lo sguardo di un autore che con questa città ha costruito un rapporto lungo quasi settant’anni. Le sue fotografie ci mostrano come la memoria di Francesco continui a vivere nelle pietre\, negli affreschi e nel paesaggio di Assisi»\, afferma Enrico Stefanelli\, curatore della mostra. \n\nElio Ciol (Casarsa della Delizia\, 1929) è uno dei più importanti fotografi italiani del secondo Novecento. Autodidatta\, ha sviluppato un linguaggio personale basato su un uso rigoroso del bianco e nero e su una profonda attenzione alla luce e alla struttura dell’immagine. \nIl suo lavoro si è concentrato sul paesaggio\, sull’architettura e sui luoghi della memoria e della spiritualità. Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private e sono state esposte in musei e istituzioni culturali in Italia e all’estero. \nLa mostra rappresenta l’appuntamento espositivo presentato da Photolux nel 2026 e si inserisce nell’ambito delle iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco. \n  \nFRANCESCO. Assisi e il respiro del sacro nella fotografia di Elio Ciol \nSede: Complesso di San Micheletto\, Sala dell’Affresco – Via Elisa\, 8 – Lucca\nPeriodo: 28 novembre 2026 – 6 gennaio 2027\nOrari: dal giovedì alla domenica e festivi\, ore 10.00–19.00\nCuratore: Enrico Stefanelli\nTesto introduttivo: Michele Smargiassi\nPromossa da: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca\nOrganizzazione: Photolux
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