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SUMMARY:Conferenza | Archeologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro (Ozzano dell'Emilia - BO)
DESCRIPTION:In occasione della Festa Internazionale della Storia 2026\, la Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Ozzano dell’Emilia organizzano un evento pubblico aperto a tutta la cittadinanza sulla città romana di Claterna.\nVerranno presentati i risultati delle più recenti ricerche condotte dal Ministero della Cultura nella città romana e le attività didattiche e di valorizzazione svolte e in programma presso il Museo di Claterna. \nProgramma \nore 10.00 Saluti istituzionali \nFrancesca Tomba\, Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bologna\nLuca Lelli\, Sindaco di Ozzano dell’Emilia\nMatteo di Oto\, Assessore alla Cultura del Comune di Ozzano dell’Emilia\nDebora Badiali\, Città metropolitana di Bologna\, Distretti Culturali \nore 10.30 Relazioni \nValentina Di Stefano\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna\nI progetti del Ministero della Cultura a Claterna: teatro romano\, domus dei mosaici e casa rossa \nRoberta Michelini\, Museo di Claterna\nProgetti di didattica e divulgazione del Museo di Claterna \nClaudio Negrelli\, Luca Forni\, Phoenix Archeologia\nLa carta archeologica del centro urbano di Claterna \nModera\nNoemi Di Leonardo\, Giornalista di Bologna Today \n  \n\nArcheologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro\n\n\nSabato 11 aprile 2026\, ore 10:00-12:00 \nSala R. Raparelli – Via degli Orti 16/A\, Ozzano dell’Emilia (BO) \nEvento gratuito con ingresso libero fino a  esaurimento dei posti disponibili\nPer informazioni: museo@comune.ozzano.bo.it
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SUMMARY:Festival | LA STORIA TRA LE RIGHE. Festival di Letteratura Storica (Legnano - MI)
DESCRIPTION:Si terrà dal 10 al 12 aprile 2026 la quarta edizione del Festival di letteratura storica “La storia tra le righe” di Legnano\, che si riconferma una manifestazione di grande richiamo non solo per il pubblico appassionato di storia. Tre giorni di appuntamenti che riuniscono autori\, editori e lettori per esplorare e raccontare la Storia in tutte le sue più articolate declinazioni. \nNell’anniversario degli 850 anni dalla Battaglia di Legnano\, ricorrenza che la città si prepara a festeggiare con un ricco calendario di eventi e manifestazioni\, il Festival La Storia tra le righe si inserisce con la sua poliedrica offerta di incontri per adulti\, ragazzi e bambini\, tutti gratuiti\, ospitati nelle consuete sedi dello storico Castello Visconteo e di Villa Jucker\, sede della Fondazione Famiglia Legnanese. \nMolti i nomi tra scrittori\, accademici e studiosi che hanno già confermato la loro presenza per i tre giorni di questa edizione che li vedrà protagonisti di incontri\, lectio e approfondimenti sulla Storia in tutte le sue accezioni. Tra gli altri: Stefania Auci\, Syusy Blady\, Gaddo della Gherardesca\, Itti Drioli\, Heddi Goodrich\, Leonardo Gori\, Paolo Grillo\, Giulio Leoni\, Alessandra Mauro\, Luca Mercalli\, Sara Rattaro e Alessandro Vanoli. \nAd aprire il Festival venerdì 10 aprile alle 21 sarà Alessandro Vanoli\, mentre la chiusura di domenica 12 aprile è affidata a Luca Mercalli alle 18.30. \nNata nel 2023 su impulso di Fondazione Palio e del Comune di Legnano\, ideata e curata da Incipit Eventi culturali e letterari di Amanda Colombo\, la manifestazione vuole rafforzare il legame con la Storia della città di Legnano\, dove dal 1935 viene ospitata la tradizionale rievocazione del Palio che celebra la leggendaria battaglia del maggio del 1176\, quando le truppe della Lega Lombarda bloccarono l’avanzare dell’esercito guidato da Federico Barbarossa\, episodio raccontato anche in un’opera di Giuseppe Verdi e ricordato nell’Inno di Mameli. \n  \n\n\n\n\n\nINFO E CONTATTI: \n  \nLa storia tra le righe. Festival di Letteratura Storica\nLegnano (MI) | 10 – 12 aprile 2026 | 4a edizione\nIngresso libero.  \nPer Informazioni: segreteria@fondazionepalio.org\nTutto il programma su www.fondazionepalio.org/la-storia-tra-le-righe
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SUMMARY:Presentazione scavi | Presentazione dello scavo della vasca romana di Villanova di Castenaso (Villanova di Castenaso - BO)
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo il MUV ospiterà il terzo e ultimo appuntamento della rassegna Racconti dalla città e dal territorio. Gli archeologi\, Annalisa Capurso\, della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e da Cristian Tassinari della ditta Tecne Srl\, illustreranno un frammento di storia del territorio di Castenaso presentando lo scavo della vasca romana\, portata in luce nel 2019 durante un intervento di archeologia preventiva\, poi restaurata ed esposta in loco. Il rinvenimento fa parte di un più ampio complesso rustico destinato alla lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli. \nUna serata per riscoprire insieme un prezioso frammento del nostro passato\, un’occasione per valorizzare la memoria del contesto locale. \nCosa: Presentazione scavo \nQuando: martedì 31 marzo ore 18:00 \nDove: MUV – Museo della civiltà Villanoviana (v. Tosarelli 191 ) \nIngresso libero \nPrenotazione: 051-780021 oppure \nmuv@comune.castenaso.bo.it
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SUMMARY:Seminario | I colori di Tridentum (Trento)
DESCRIPTION:La mostra I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana si arricchisce nei mesi primaverili di un programma di iniziative collaterali. Il primo appuntamento è mercoledì 18 marzo alle ore 16 con una visita guidata all’esposizione tenuta dalle curatrici\, le archeologhe Cristina Bassi e Barbara Maurina. Il ritrovo è allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas per poi proseguire alla Villa romana di Orfeo. La partecipazione è inclusa nel biglietto di ingresso al sito\, previa prenotazione tel. 0461 230171. La visita sarà riproposta venerdì 15 maggio.  \nPer chi desideri approfondire le tematiche della mostra\, mercoledì 25 marzo presso l’Università di Trento\, in via Tommaso Gar\, si terrà il seminario “I colori di Tridentum”\, aperto alla partecipazione del pubblico. L’incontro formativo affronterà il tema della pittura romana di ambito urbano con un focus specifico sulle metodologie e le tecniche di analisi\, classificazione\, documentazione\, ricomposizione e studio delle testimonianze pittoriche di età romana messe in luce negli scavi condotti dalla Soprintendenza nel centro storico di Trento. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie:  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO \n \n 
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SUMMARY:Convegno | Different Heritage (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Un convegno sui vari approcci metodologici all’archeologia a Pompei 24\, 25 e 26 marzo –Auditorium degli scavi\n\nUna panoramica e un confronto sulle differenti metodologie di approccio all’archeologia\, da quello dell’Hard science – come la chimica\, la fisica\, la geologia –  ad approcci come quelli dell’archeologia sperimentale o della cultura immateriale\, alla luce dell’attività trentennale maturata all’interno del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco.\nÈ questo il focus del primo convegno dedicato al “Different Heritage” che si terrà nelle giornate del 24\, 25\, 26 marzo 2026\, presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei.\nL’approccio\, che trascende il caso pompeiano e si estende alla metodologia della ricerca\, vedrà gli interventi di esperti nazionali e internazionali che hanno dato un contributo significativo alle rispettive materie. Archeobotanici\, diagnosti\, archeozoologi\, archeologi sperimentali\, esperti di patrimonio immateriale\, antropologi fisici\, geologi racconteranno e confronteranno le proprie esperienze e gli intrecci inaspettati che possono nascere fra tematiche a prima vista distanti ma che trovano un linguaggio comune nella ricerca audace e non vincolata da schemi di pensiero.\nIn programma\, inoltre\, la proiezione del documentario di Clive Oppenheimer VOLCANO VOICES: FROM ASHES TO ARCHIVES AND ART\nL’incontro sarà in live streaming sul canale YouTube del Parco https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams\n\n Ingresso libero\, registrazione a: differentheritage@mediacongress.it\n\n\n\nNei tre giorni di convegno interverranno\, oltre al Direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel: Valeria Amoretti\, Chiara Comegna\, Younes Naime\, Parco Archeologico di Pompei\, Cecilia Gregori\, Alessandra Lucchese Direzione Generale Affari europei e internazionali MIC; Cristiano Vignola\, Sapienza Università di Roma\, Lionello Morandi\, Università di Pisa\, Matteo Delle Donne\, Università di Napoli “L’Orientale”\, Anna Maria Grasso\, Università del Salento\, Donatella Novellis\, Parco Archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi (CS)\, Mauro Bernabei\, Istituto per la BioEconomia\, Consiglio Nazionale delle Ricerche; Raffaele Martinelli\, Parco Archeologico di Pompei\, Alessandra Pecci\, Universitat de Barcelona\, Valentina Giacometti\, Noemi Mantile\, Simona Altieri\, Maria Rosa di Cicco\, Carmine Lubritto Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Mishael A. Quraishi\,  Massachusetts Institute of Technology\, Celestino Grifa\, Università degli Studi del Sannio\, Admir Masic\, Massachusetts Institute of Technology\, Claudia Minniti\, Sapienza Università di Roma\, Chiara Corbino\, Istituto di scienze del Patrimonio Culturale\, Consiglio Nazionale delle Ricerche\, Stefano Vanin\, Università degli Studi di Genova\, Vito Giuseppe Prillo\, Università degli Studi di Siena\, Darío Bernal Casasola\, Universidad de Cádiz\, Alessandro Russo\, Parco Archeologico di Pompei\, Yuri Godino\, Università degli Studi di Pavia\, Marino Niola\, Elisabetta Moro\, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli\, Pascal Warnking\, Universität Trier\, Alessandra D’Eugenio\, Sapienza Università di Roma\, Alessandro Fedrigotti\, MUSE Trento / Museo delle Palafitte del Lago di Ledro\, Nicolas Monteix\, Université de Rouen-Normandie; Véronique Matterne\, CNRS\, BioArch; Andreas G. Heiss\, Österreichisches Archäologisches Institut\, Wien\, Clive Oppenheimer\, University of Cambridge\, Mauro Antonio Di Vito\, Sandro De Vita\, Domenico Sparice\, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia\, Vincenzo Amato Università degli Studi del Molise\, Cristina Cattaneo Università degli Studi di Milano\, Núria Armentano Oller\, Museu d’Arqueologia de Catalunya\, Trish Biers Università di Cambridge.
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SUMMARY:Visita tematica | Lunga vita a Jaquerio! (Sant’Antonio di Ranverso - TO)
DESCRIPTION:Viva Jaquerio! è una speciale visita per conoscere la vita\, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che a Ranverso ha lasciato proprio la sua firma e il suo più grande capolavoro. \nNato nel 1375 circa a Torino da una famiglia con una lunga tradizione nella pratica della pittura\, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino\, Ginevra\, Thonon-les-Bains ed altre località d’oltralpe\, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi abitò stabilmente a Torino. Della sua vasta produzione solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma\, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso\, databili intorno al 1410\, epoca in cui l’artista doveva già essere a capo di un’ampia bottega. La Salita al Calvario è il suo capolavoro caratterizzato da toni marcatamente realistici di crudeltà e dolore che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica. \nINFORMAZIONI \nPrecettoria di Sant’Antonio di Ranverso \nLocalità Sant’Antonio di Ranverso\, Buttigliera Alta (TO) \nDomenica 22 marzo 2026\, ore 15 \nLunga vita a Jaquerio! \nCosto visita: 5 euro\, oltre il prezzo del biglietto \nBiglietti: intero 5 euro\, ridotto 4 euro \nHanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni\, over 65\, gruppi min. 15 persone \nFino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito \nÈ indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. \nInfo e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica): \n011 6200603 ranverso@biglietteria. ordinemauriziano.it \nwww.ordinemauriziano.it \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Incontro con il capolavoro: Vermeer. Donna in blu che legge una lettera dal Rijksmuseum di Amsterdam (Torino)
DESCRIPTION:Interno giorno. Una giovane donna di profilo\, in abito da casa\, è intenta a leggere una lettera che stringe con entrambe le mani. Nella stanza si diffonde una luce fredda\, azzurrata\, forse filtrata da una finestra invisibile. Gli arredi sono essenziali: qualche sedia di legno scuro con borchie in ottone\, un tavolo coperto da un drappo\, sul quale sono appoggiate una collana di perle\, un foglio – forse un’altra lettera – e una cassetta aperta\, come se fosse appena stata rovistata. \nLa ragazza\, che porta i capelli raccolti\, sembra incinta\, come suggeriscono la morbida rotondità del ventre e la casacca blu – una beddejak\, una giacca da letto – chiusa da piccoli fiocchi dello stesso colore. \nAlle sue spalle\, il muro è in parte coperto da una grande cartina geografica. \nLa protagonista è completamente assorta nella lettura; l’osservatore è escluso da questa scena privata\, sospesa in un silenzio denso. Nulla viene rivelato\, tutto resta trattenuto: le domande si affacciano senza trovare risposta. Cosa contiene quella lettera? Chi l’ha scritta? E perché la giovane stringe il foglio con così tanta forza? \nCon l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera di Vermeer \, proveniente dal VermeerRijksmuseum di Amsterdam e visibile a Palazzo Madama dal 5 marzo al 29 giugno 2026\, prende avvio Incontro con il capolavoro\, un nuovo ciclo espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna. Per la prima volta Torino accoglie un dipinto di : un’occasione straordinaria che offre al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con uno dei vertici assoluti della pittura europea del Seicento. \nNon semplici “prestiti eccellenti”\, ma veri e propri progetti di approfondimento scientifico e culturale\, costruiti come dispositivi narrativi capaci di generare conoscenza\, stimolare il dialogo interdisciplinare e aprire nuove prospettive di lettura del patrimonio. \nL’esposizione propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come maestro della luce e degli interni domestici\, ma come autore di una autentica “pittura mentale”\, esito di una rivoluzione ottica e concettuale che attraversa la cultura olandese del Seicento. \nIl fulcro visivo del dipinto è la macchia azzurra dell’abito della giovane\, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica. \nIl blu non è un semplice elemento cromatico\, ma un vero campo di energia visiva attorno al quale l’immagine si organizza. Vermeer lo ottiene utilizzando un pigmento raro e prezioso\, il lapislazzuli\, importato da regioni lontane attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia. Una scelta che implica non solo un investimento economico rilevante\, ma anche una profonda consapevolezza del valore percettivo del colore: il blu assorbe la luce e la restituisce in modo diffuso\, creando un effetto di espansione che avvolge la figura. \nAnche lo sfondo racconta di commerci\, scoperte ed esplorazioni\, evocando il Secolo d’oro olandese: sulla parete chiara alle spalle della giovane – quasi una finestra disegnata sul mondo esterno e sui possedimenti del regno – è appesa una carta geografica dell’Olanda e della Frisia occidentale\, riconoscibile in quella stampata nel 1621 da Willem Janszoon Blaeu su disegno di Balthasar Florisz van Beckernrode. \nLa Delft della seconda metà del XVII secolo non è soltanto una prospera cittadina della Repubblica delle Province Unite\, ma un vero laboratorio culturale in cui si intrecciano libertà religiosa\, spirito mercantile e innovazione tecnica. Le botteghe degli artigiani dialogano con gli studi dei cartografi\, le case dei mercanti ospitano strumenti scientifici e collezioni di oggetti rari; nelle osterie si discute degli ultimi progressi nella costruzione di lenti. \nÈ in questo contesto fertile e dinamico che si forma lo sguardo di Vermeer\, mai isolato dal suo tempo. La presenza di Antonie van Leeuwenhoek e la vicinanza ideale al pensiero di Spinoza disegnano un triangolo simbolico che restituisce la complessità dell’orizzonte intellettuale in cui l’artista opera. \nAttraverso l’accostamento con una selezione di opere delle collezioni di Palazzo Madama – incisioni\, arredi\, ceramiche – l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera offre l’opportunità di approfondire alcune delle tematiche centrali del dipinto: la dimensione intimista e molto femminile della scena\, di sorprendente modernità; la poetica della sottrazione\, che genera attesa e concentrazione; l’osservazione delle molteplici tonalità di blu che costruiscono l’alternanza di ombre e luci; il ruolo delle mappe del Secolo d’oro olandese e delle corrispondenti sabaude\, spesso edite dagli stessi geografi olandesi della famiglia Blaeu\, che permettono di ripercorrere i le tappe fondamentali della storia della cartografia\, dalle prime carte nautiche agli atlanti stampati in Olanda nel XVIII secolo. \nL’allestimento del dipinto\, concepito come uno spazio di studio e approfondimento\, è accompagnato da pannelli tematici dedicati alla storia dell’Olanda\, alla pittura olandese e alla sua capacità di rappresentare il reale\, all’uso della camera obscura e alle leggi della prospettiva\, alla composizione dei colori\, ai traffici commerciali e alla Compagnia delle Indie\, fino alla fortuna di Vermeer nel corso dei secoli. \nL’allestimento è provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre Qrcode è possibile accedere a una descrizione audio in lingua italiana e inglese e a una descrizione in LIS Lingua dei Segni Italiana con sottotitolazione. Questi strumenti sono stati realizzati da Tactile Vision Lab e dall’Istituto dei Sordi di Torino in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Torino. \nLe sezioni in cui è suddivisa la mostra sono fruibili attraverso una lettura audio in lingua italiana scaricabile gratuitamente all’inizio del percorso. In sala è inoltre disponibile una stampa dei testi in mostra in caratteri ingranditi e ad alta leggibilità in lingua italiana e inglese. \nA completamento della mostra\, sarà pubblicato un catalogo edito da Silvana Editoriale\, con contributi dei curatori. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.
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SUMMARY:Festival | Giornate Dantesche (Foligno - PG)
DESCRIPTION:A Foligno (PG)\, nel cuore dell’Umbria\, arriva l’atteso appuntamento con la nuova edizione delle “Giornate Dantesche”\, in programma da mercoledì 8 a domenica 12 aprile 2026. Cinque giorni intensi di eventi celebreranno l’opera del Sommo Poeta\, con un calendario ricco di incontri\, conferenze\, letture\, laboratori e dialoghi che vedranno protagonisti alcuni tra i più autorevoli studiosi\, dantisti e interpreti della scena culturale nazionale. \nL’iniziativa\, promossa dal Comune di Foligno in collaborazione con il Comitato Dantesco e la Biblioteca Comunale “Dante Alighieri”\, intende valorizzare il profondo legame che unisce la città alla Divina Commedia\, riaffermando il ruolo centrale che Foligno ha avuto nella storia della stampa. Fu infatti qui che l’11 aprile 1472 venne realizzata la prima edizione a stampa della Commedia\, presso la bottega Orfini-Numeister. \nL’XI Canto del Paradiso al centro dell’edizione 2026 \nFilo conduttore dell’edizione 2026 sarà l’undicesimo Canto del Paradiso\, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi\, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte. Un omaggio al santo profondamente legato al territorio umbro e alla città di Foligno\, dove compì il celebre gesto di rinuncia ai beni materiali\, simbolo ancora oggi di straordinaria attualità. \nUn’anteprima nel segno del Dantedì \nCome da tradizione\, la manifestazione sarà preceduta da un’anteprima in programma mercoledì 25 marzo 2026 a Palazzo Trinci\, in occasione del Dantedì. Protagonista sarà l’artista cubano Carlos Garaicoa\, al centro del progetto di arte contemporanea ideato dal critico d’arte\, Italo Tomassoni\, che da oltre vent’anni invita artisti internazionali a confrontarsi con l’immaginario dantesco. Garaicoa e Tomassoni presenteranno la copia anastatica dell’editio princeps della Commedia (Foligno\, 1472)\, edita dall’Editoriale Campi e arricchita dalle opere grafiche dell’artista cubano\, alle ore 17 nella Sala Sisto IV di Palazzo Trinci\, durante l’incontro dal titolo “Carlos Garaicoa: una dimensione tra Aldilà e fantascienza”. \nTra i momenti più attesi\, inoltre\, l’esperienza immersiva “Nocte. Amore e maraviglia e dolce sguardo”\, realizzata con tecniche di videomapping\, che animerà per tutto il periodo la Sala di Costanza di Palazzo Trinci\, portando i visitatori nel mondo di San Francesco d’Assisi attraverso le parole di Dante. \nUn programma di alto profilo culturale \nLe “Giornate Dantesche” 2026 vedranno la partecipazione di autorevoli studiosi\, dantisti e protagonisti del panorama culturale italiano\, che terranno i loro interventi nella storica cornice di Palazzo Trinci. \n\nDopo la tradizionale “Maratona Dantesca”\, che proporrà dalle ore 9.30 di mercoledì 8 aprile la lettura integrale del Paradiso\, ad aprire i lavori\, alle ore 17\, sarà la lectio magistralis condotta da Andrea Riccardi\, Presidente della Società Dante Alighieri e fondatore della Comunità di Sant’Egidio. \n\nNella giornata di giovedì 9 aprile sono previsti gli interventi di Claudio Fraccari\, presidente del Comitato Mantovano della Società Dante Alighieri\, che alle ore 16 terrà il suo incontro dal titolo “Sanz’altra sorte. Presenze mantovane nella Commedia dantesca”\, e di Donato Pirovano\, professore ordinario di Filologia e critica dantesca presso l’Università degli Studi di Milano\, che dalle ore 18 esporrà al pubblico una relazione sull’argomento “Dante\, Francesco e la croce”. \n\nVenerdì 10 aprile il programma prevede due appuntamenti mattutini: alle ore 9.30 Luca Marcozzi\, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi Roma Tre\, esperto di Dante\, Petrarca e Rinascimento\, proporrà un intervento dal titolo “La povertà di Dante”; seguirà alle ore 11 Piero Scapecchi\, studioso di storia e tecnica tipografica del Quattrocento\, che\, su questo filone\, proporrà un contributo sul tema “Dall’Indulgenza della Porziuncola alla Commedia: materiali e tecnica tipografica tra Trevi e Foligno”. \n\nIl pomeriggio di venerdì 10 aprile\, sarà scandito da altri due incontri: alle ore 16\, per “Dante e…”\, sarà protagonista Fulvio Delle Donne\, professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli studi di Napoli Federico II\, che incentrerà il suo contributo sul tema storico “Le crociate della pace di Federico II e di San Francesco”; alle ore 18 sarà invece sotto i riflettori per il ciclo “Incontri” il dialogo tra Antonella Anedda\, poetessa e saggista e Massimiliano Tortora\, professore associato in Letteratura Italiana Contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma\, direttore de «L’Ellisse. Studi storici di Letteratura italiana» e direttore responsabile di «Allegoria. Per uno studio materialistico della letteratura». \n\nIl programma di sabato 11 aprile comincerà alle ore 9\, per il ciclo “Profili”\, con un ritratto della personalità di Arnaut Daniel\, poeta e trovatore francese di lingua occitana\, vissuto tra la metà del XII secolo e il principio del secolo successivo\, che verrà tratteggiata da Carlo Pulsoni\, professore ordinario di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Perugia. \n\nNel pomeriggio si succederanno alle ore 16.30 l’intervento di Monsignor Felice Accrocca\, Vescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno\, con un contributo sul tema “Il san Francesco di Dante e il francescanesimo di Dante” e alle ore 18\, per il ciclo “Incontri”\, un dialogo con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio\, Premio Strega e Premio Campiello. \n\nL’intervento di chiusura delle “Giornate Dantesche 2026”\, previsto alle ore 18 nella Sala Faloci Pulignani\, sarà affidato alla voce autorevole di Franco Cardini\, Professore Emerito ISUS/SNS\, tra i più noti medievisti europei\, che terrà una relazione dal titolo «Perché a te»: un Santo inattuale. \n\nEventi collaterali tra editoria\, didattica e spettacolo \n  \nDa venerdì 10 a domenica 12 aprile\, durante l’intero arco della giornata dalle ore 9.30 alle 19.30\, la corte di Palazzo Trinci sarà animata dalla fiera editoriale “Pagine a corte”\, dedicata a Dante e al Medioevo\, mentre nella giornata di sabato 11 aprile ore 10.30 verrà proposta una visita guidata gratuita sul tema “Tra Dante e Francesco: visioni di fede nella Foligno del 1200” promossa dal Comune di Foligno in collaborazione con Associazione Guide turistiche dell’Umbria. \n\nOltre all’ampio ventaglio di incontri culturali\, letterari e musicali\, le “Giornate Dantesche” vedranno protagoniste anche le scuole. Come novità dell’edizione 2026 del progetto “Commediando”\, concorso nazionale destinato alle Scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria e di altre regioni italiane chiamate a reinterpretare l’XI Canto del Paradiso in una sfida che si terrà nella mattinata di giovedì 9 aprile\, è prevista poi una esibizione pubbliche serale degli studenti presso l’Auditorium San Domenico alle ore 21. Le scuole saranno protagoniste anche venerdì 10 aprile quando andrà in scena “EterNatura”\, a cura della Scuola secondaria di primo grado “N. Alunno”\, mentre sabato 11 aprile sarà la volta dello spettacolo “Nacque al mondo un sole”\, a cura della Scuola secondaria di primo grado “G. Carducci”. \n\nGli alunni degli istituti scolastici saranno coinvolti anche nella proposta di laboratori didattici su temi legati all’epoca di Dante: giovedì 9 aprile a Palazzo Candiotti dalle ore 9\, con riproposizione sabato 11 aprile alle ore 11 nella corte di Palazzo Trinci\, sono in programma “Sapori dal cantico”\, laboratorio di cucina medievale tra le rime di Dante e i sapori di Francesco\, a cura dell’Istituto Alberghiero “Giancarlo De Carolis”\, e “Scalzasi: abiti leggeri per leggere la vita”\, laboratorio sulla moda medievale a cura dell’Istituto Professionale “E. Orfini”. \n\nDurante le “Giornate Dantesche” sarà dato spazio all’intrattenimento ludico e agli approfondimenti didattici con focus sulla musica medievale: nella giornata di domenica 12 aprile sono previsti due appuntamenti a tema musicale\, entrambi a cura di Cantoria Mevaniae\, ensemble corale di musica medievale di Bevagna (Pg). Al mattino\, alle ore 10\, andrà in scena “San Francesco e la musica\, il canto delle confraternite laicali nel XIII secolo”\, laboratorio di introduzione al canto medievale\, che dopo una introduzione alla vocalità medievale\, proporrà lo studio e l’esecuzione di alcune laudi francescane cantate coralmente e accompagnate dagli strumenti musicali dell’epoca. Nel pomeriggio alle ore 16.30 sarà invece proposto un concerto di musica medievale dal titolo “San Francesco\, amor dilecto. La musica di San Francesco\, a 800 anni dal transito”. \n\nTra natura\, spiritualità e nuove esperienze \n\nTra le novità dell’edizione 2026\, domenica 12 aprile\, è in programma\, “Dolce sentire\, paesaggio\, spiritualità e relazione uomo–animale”\, un’iniziativa di Dog Trekking che\, con la collaborazione degli educatori cinofili di Funny Dog ASD e delle guide ambientali escursionistiche di Umbria Tales and Trails\, proporrà ai partecipanti\, accompagnati dal proprio cane\, un’esperienza di cammino consapevole in natura\, lungo un itinerario che si snoderà nello scenario naturale e storico di Trevi (Pg) e della Fascia Olivata Assisi-Spoleto\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio paesaggistico\, culturale e spirituale del territorio\, promuovere attività all’aria aperta accessibili e inclusive e sensibilizzare sul rispetto degli animali e dell’ambiente. L’iniziativa trae ispirazione della figura di San Francesco\, protagonista dell’undicesimo Canto del Paradiso e dall’episodio dell’Asinello di Trevi\, illuminante esempio del modo in cui Francesco si relazionava con gli animali che\, come riportato nel suo Cantico delle Creature\, è di rispettosa coesistenza. \n  \nPer maggiori informazioni \nhttps://comune.foligno.pg.it/giornatedantesche/
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SUMMARY:Presentazione scavi | La riscoperta del Bagno di San Martino (Trento)
DESCRIPTION:Giovedì 19 marzo\, alle ore 20.30\, a Trento presso lo Spazio Alpino alla Casa della SAT\, in via Manci 57\, Cristina Bassi\, archeologa della Soprintendenza per i beni culturali e Marco Gramola\, studioso della Grande Guerra e componente della Commissione Storico Culturale della SAT\, presenteranno gli esiti della campagna di indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico\, dotato di una grande piscina\, noto come “Bagno di San Martino”\, in piazza Centa a Trento. Realizzata negli ultimi decenni del XIX secolo\, la struttura venne chiusa nel 1915. La serata è proposta nell’ambito del programma di attività culturali della SUSAT\, la Sezione Universitaria della SAT\, in collaborazione con la Commissione Storico Culturale e la Biblioteca della SAT. L’ingresso è libero.
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SUMMARY:Presentazione libraria | La basilica di San Dionigi a Milano. Archeologia\, tradizione e storia (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 18 marzo 2026 alle ore 17.00 presso la Sala Azzurra in Palazzo Litta a Milano verrà presentato il volume La basilica di San Dionigi a Milano. Archeologia\, tradizione e storia\, a cura di Anna Maria Fedeli (Nomos Edizioni)\, con la collaborazione di Luigi Pedrini e Tommaso Quirino. \nIl libro ripercorre la lunga e travagliata storia di questo monumento\, scomparso definitivamente dal paesaggio milanese alla fine del Settecento\, lasciando in eredità pochi disiecta membra e molti interrogativi sulla sua storia ultramillenaria. \nUn articolato e multidisciplinare progetto di ricerca promosso dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano ha permesso di riportarne finalmente in luce i resti e di verificarne l’origine paleocristiana. \nI risultati delle ricerche archeologiche insieme alle numerose testimonianze conservate negli archivi e nelle chiese della città e della diocesi ambrosiana presentate nel volume forniscono gli elementi per ricostruire l’intricata vicenda storica di questa misteriosa chiesa. \nAlla presentazione interverranno la Soprintendente Arch. Emanuela Carpani\, la prof.ssa Silvia Lusuardi Siena\, già docente di Archeologia medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano\, e il prof. Marco Rossi\, docente di Storia dell’Arte Medievale presso lo stesso Ateneo. \nIngresso libero.\n\nEvento organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la Direzione di Palazzo Litta.
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SUMMARY:Convegno | Carte Tommaseo online. Bilancio PRIN 2022 e nuove prospettive di ricerca (Firenze)
DESCRIPTION:A conclusione del PRIN 2022\, in Biblioteca si terrà la seconda giornata del Convegno internazionale di studi dedicato al progetto Carte Tommaseo online. \n  \nIl progetto\, promosso da due unità di ricerca universitarie (Firenze e Verona)\, in stretta collaborazione con la Biblioteca nazionale centrale di Firenze\, ha l’obiettivo di riunire e rendere consultabile tutto il patrimonio archivistico e bibliografico di Niccolò \nTommaseo dislocato in più fondi\, garantendo il libero accesso al materiale documentario e la circolarità delle informazioni. Prevede la realizzazione di una piattaforma web integrata per la conservazione\, la consultazione online e la valorizzazione del prezioso patrimonio documentario dello scrittore. \n  \nIl Convegno sarà articolato in due giornate di studio: il 18 marzo presso l’Università degli Studi di Firenze (Sala del Consiglio\, Dipartimento di Lettere e Filosofia) e il 19 marzo presso la Sala Galileo della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. \n\nProgramma completo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili da via Magliabechi n. 2 \n  \nPer maggiori informazioni:  \nbnc-fi. manifestazioniculturali@cultura.gov.it
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SUMMARY:Presentazione libro | Guida Museo Civico Archeologico di Bologna (Bologna)
DESCRIPTION: Il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna inaugura Visto\, si stampi!\, un ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo\, con Dalle pagine alle sale\, l’appuntamento dedicato alla nuova Guida Museo Civico Archeologico di Bologna\, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi ed edita da Franco Cosimo Panini Editore\, in programma sabato 21 marzo 2026\, alle ore 17.00\, presso la sala conferenze del museo (via dell’Archiginnasio 2).\nA introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo\, assessore alla Cultura del Comune di Bologna\, a presentare il volume Tiziano Trocchi\, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.\nA seguire\, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. \nSono passati diciassette anni dalla pubblicazione della precedente Guida al Museo Civico Archeologico (Editrice Compositori\, 2009) e i tempi erano ormai maturi per la realizzazione di un nuovo volume che raccontasse i cambiamenti intercorsi in questo lasso temporale: alcuni allestimenti sono stati rinnovati\, oggetti un tempo conservati nei depositi sono ora in esposizione\, nuove conoscenze hanno dato linfa vitale agli studi\, permettendo di narrare al pubblico con differenti chiavi di lettura il patrimonio custodito nel museo.\nTra i diversi mutamenti da annoverare\, vi è quello che riguarda i pubblici che ogni giorno frequentano il museo: bambine e bambini\, ragazze e ragazzi delle scuole del territorio\, e non solo\, continuano incessantemente a popolare gli spazi museali portando nuove visioni e nuovi linguaggi\, mentre il turismo\, attore sempre più centrale nella vita culturale cittadina\, sta producendo un incremento di pubblico in tutti i Musei Civici bolognesi e in particolare al Museo Civico Archeologico che\, tra questi\, risulta il più visitato\, con 173.100 presenze rilevate nel 2025. \nLa nuova guida si fa\, dunque\, portavoce dei mutamenti intercorsi negli ultimi anni\, incluso quello di aver adottato un approccio divulgativo che coniuga il linguaggio tecnico con quello maggiormente accessibile a un pubblico non strettamente specialistico\, proponendo un’edizione italiana e una inglese con testi agili da consultare\, schede che accompagnano il lettore in una narrazione arricchita da immagini e un nuovo formato che possa agevolare la consultazione anche durante la visita in loco. \nVisto\, si stampi!\, il ciclo di quattro appuntamenti dedicato alle presentazioni delle ultime novità editoriali relative al Museo Civico Archeologico\, caratterizzate da linguaggi e approcci differenti verso pubblici in continua evoluzione\, rientra nel programma della XXII edizione della Festa internazionale della Storia\, manifestazione organizzata dal Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”\, dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS)\, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, associazioni\, scuole e istituzioni. \nLa rassegna prosegue con i seguenti appuntamenti: \nIl medagliere si rivela. Museo Civico Archeologico di Bologna\nSabato 28 marzo 2026 ore 17.00\nPaola Giovetti e Laura Marchesini\, rispettivamente responsabile e referente della Collezione numismatica del Museo\, presentano il volume Il medagliere si rivela (2025)\, che racconta le esposizioni di beni numismatici\, realizzate tra il 2023 e il 2025\, attraverso percorsi tematici\, ideate per consentire al pubblico di scoprire e conoscere lo straordinario patrimonio numismatico del museo.\nSarà inoltre presentata la nuova mostra dedicata alle monete e alle medaglie legate ai temi della Pasqua\, Pasqua in nummis\, con le curatrici e autrici del libro Paola Giovetti e Laura Marchesini. L’esposizione sarà allestita dal 25 marzo al 6 luglio 2026.\n\nPietre che parlano. Voci e storie da Bononia\nSabato 11 aprile 2026 ore 17.00\nFrancesca Cenerini (professoressa di Storia romana ed Epigrafia romana – Università di Bologna) e Paola Giovetti (direttrice Museo Civico Archeologico di Bologna) presentano il volume Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia (2026) di Valentina Uglietti\, Lucia Romoli e A.A.M.A.\, pubblicato da Edizioni Espera.\nIl libro è una guida originale e coinvolgente al Lapidario del Museo Civico Archeologico di Bologna che unisce racconti\, divulgazione scientifica e immaginazione per far scoprire l’antica Bologna romana. Pensato soprattutto per adolescenti ma adatto anche agli adulti\, può essere letto sia all’interno del museo sia autonomamente.\nAll’incontro seguirà una presentazione “animata” della pubblicazione con le archeologhe del museo Federica Guidi e Marinella Marchesi\, insieme alle autrici.\nL’appuntamento rientra nel programma della nona edizione di BOOM! Crescere nei libri\, il festival dei libri e dell’illustrazione per l’infanzia che anima Bologna e la Città metropolitana prima\, durante e dopo la Bologna Children’s Book Fair\, promosso da Comune di Bologna e BolognaFiere\, e curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale e da Hamelin nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna. \nLa Fonderia di Bologna. Il Ripostiglio di San Francesco nell’opera di Antonio Zannoni\nSabato 18 aprile 2026 ore 17.00\nLaura Bentini (archeologa e curatrice del volume) e Giulio Paolucci (conservatore Museo d’Arte di Fondazione Luigi Rovati\, Milano) presentano La Fonderia di Bologna. Il Ripostiglio di San Francesco nell’opera di Antonio Zannoni (2026)\, riedizione dello studio del 1907 dedicato dallo scopritore Antonio Zannoni al più straordinario rinvenimento dell’abitato etrusco di Bologna. Il volume è pubblicato da Johan & Levi\, all’interno della collana Cahiers.\nUna nuova veste per un antico libro\, riletto con gli occhi di oltre un secolo di ricerche\, nata da una collaborazione fra il Museo Civico Archeologico di Bologna e la Fondazione Luigi Rovati che ha avuto come primo frutto la realizzazione di un supporto multimediale alla visita della sala dedicata all’esposizione del Ripostiglio.\nAl termine dell’incontro seguirà una visita guidata con Laura Bentini\, che ha curato il riallestimento della sala del Ripostiglio. \nPresso il Bookshop del Museo Civico Archeologico\, gestito da Fondazione Bologna Welcome e accessibile negli orari di apertura del museo\, sarà possibile acquistare i volumi presentati nel ciclo Visto\, si stampi! a partire dal giorno delle rispettive presentazioni\, ad eccezione de Il Medagliere si rivela già disponibile per la vendita. \nInformazioni\nMuseo Civico Archeologico\nVia dell’Archiginnasio 2 | 40124 Bologna\nTel. +39 051 2757211\nwww.museibologna.it/archeologico\nmca@comune.bologna.it\nFacebook: Museo Civico Archeologico di Bologna\nInstagram: @museoarcheologicobologna\nYouTube: Museo Civico Archeologico di Bologna
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SUMMARY:Presentazione libraria | Da Farfa al Matenano. Scritti in memoria di Tersilio Leggio\, storico dell'"Italia mediana" (S. Vittoria in Matenano - FM)
DESCRIPTION:Domenica 15 marzo 2026 alle ore 16.30 si terrà la presentazione del libro Da Farfa al Matenano. Scritti in memoria di Tersilio Leggio\, storico dell'”Italia mediana”\, a cura di Carlo Verducci.  \nLa presentazione si terrà a Santa Vittoria in Matenano (Fermo) nella sede di Palazzo Monti (Sala Conferenze). \nDopo i saluti istituzionali\, interverranno il curatore del libro\,  Carlo Verducci\, l’archeologo Andrea R. Staffa e lo storico medievista Valter Laudadio. Modera Andrea Livi\, editore. \n 
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SUMMARY:Presentazione libro | “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino” (Cefalù - PA)
DESCRIPTION:Si presenta sabato 14 marzo 2026 alle ore 17\,00 presso la Sala delle Capriate del Palazzo municipale a Cefalù il libro “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino” curato da Alfonso Lo Cascio e Antonino Filippi. Dopo i saluti istituzionali di Francesco Calabrese\, Presidente del Consiglio comunale\, del Sindaco Daniele Tumminello e di Josè Gugliuzza\, Presidente della sezione CAI di Cefalù\, i curatori esporranno il contenuto del volume. Coordina Valentina Portera\, Presidente della sede di BCsicilia di Cefalù. Marcello Panzica La Manna\, speleologo\, con più di 50 anni di iscrizione al CAI\, proporrà un breve ricordo di Giovanni Mannino. L’iniziativa è promossa dal Comune di Cefalù\, BCsicilia\, CAI\, Angelo Mazzotta editore con il patrocinio della Regione Sicilia. \nIl volume\, dedicato allo studioso Giovanni Mannino\, raccoglie il contributo di 19 studiosi: Giuseppina Battaglia\, Alberto Cazzella\, Massimo Cultraro\, Franco D’Angelo\, Rosanna De Simone\, Sara Di Salvo\, Antonino Filippi\, Rossella Giglio Cerniglia\, Caterina Greco\, Domenico Laudicina\, Alfonso Lo Cascio\, Giuseppe Lo Iacono\, Marcello A. Mannino\, Ferdinando Maurici\, Giulia Recchia\, Alberto Scuderi\, Francesca Spatafora\, Sebastiano Tusa\, Stefano Vassallo. Il libro è pubblicato da Angelo Mazzotta editore. \nLe dinamiche storiche e archeologiche che hanno interessato la Sicilia e l’Isola di Malta dalla Preistoria al Medioevo sono il tema dei contributi che arricchiscono questo volume\, scritto da specialisti del settore\, con approfondimenti sulle più recenti scoperte\, frutto di scavi\, indagini nel territorio e nei magazzini dei musei siciliani. Si scopre così che le nostre conoscenze sulle antiche culture testimoniate nell’Isola si legano strettamente all’attività di ricerca di un uomo\, Giovanni Mannino\, che per oltre mezzo secolo è stato uno dei protagonisti della cultura siciliana e al quale\, come dimostra la sua lunga bibliografia\, molto dobbiamo sulle attuali conoscenze in diverse discipline\, dall’Archeologia alla Speleologia. \nI curatori del libro: Alfonso Lo Cascio\, giornalista pubblicista\, è Presidente regionale di BCsicilia. Ha dato vita all’Università Popolare di Termini Imerese. È Direttore della rivista Espero che si occupa di cultura\, politica\, informazione\, e fondatore della Casa editrice Don Lorenzo Milani. È inoltre Direttore responsabile della rivista “Galleria\, Rassegna semestrale di cultura”. Tra le sue pubblicazioni: “Himerensis\, Agenda dei paesi del termitano”\, “La riserva di Pizzo Cane\, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”\, “Un eroe semplice”. “1943: la Reconquista dell’Europa”\, “Il futuro delle città. Memoria\, identità\, bellezza\, nuovo umanesimo”. Per il suo impegno culturale gli sono stati conferiti i premi “Quattro arcangeli”\, “Sikelè”\, “Gaia”\, “Civitas”\, “La Campana di Burgio”\, “Paolo Amato – Città di Ciminna” e “Kermesse 2023”. \nAntonino Filippi\, è laureato in Archeologia presso l’Università di Palermo e attualmente conduce un progetto di Dottorato di ricerca sulla Protostoria siciliana presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Per conto della Regione Siciliana è Ispettore Onorario del Parco Archeologico di Segesta. Vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia\, con l’incarico di Responsabile scientifico della rivista “Archeologia”. È socio ordinario dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Ha partecipato a diverse attività di ricerca\, con oltre quaranta pubblicazioni sull’archeologia e la topografia antica del territorio siciliano\, tra le quali quattro monografie e la curatela con altri autori di due convegni scientifici.
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (Iseo - BS)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme verrà inaugurata presso il Palazzo Arsenale di Iseo venerdì 13 marzo alle ore 20.30. Presentano i curatori dott.ssa Serena Solano della Soprintendenza ABAP per le province di Bergamo e Brescia e Carlo Cominelli presidente della Cooperativa Sociale Onlus K-Pax. \nL’evento si inserisce nel programma delle Serate di Storia e Archeologia 2026 promosse dalla Associazione Storico – Archeologica U.S.P.A.A.A. \n  \nDal 13 al 29 marzo 2026 gli spazi della Fondazione l’Arsenale ospitano la mostra “Il Castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (BS)”. Un’esposizione che racconta le recenti indagini archeologiche sul Monticolo di Darfo Boario Terme\, dove gli scavi hanno portato alla luce i resti di un insediamento fortificato altomedievale (V–VIII sec. d.C.)\, una scoperta significativa per la storia del territorio. \nI lavori sono stati effettuati grazie a fondi del Ministero della Cultura e a un contributo di Fondazione Cariplo e realizzati dalla Soprintendenza ABAP BG BS e dalla Cooperativa Sociale K-Pax con la collaborazione del Comune di Darfo B.T. (BS)\, del Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica e di SAP Società Archeologica. L’esposizione a Iseo è resa possibile grazie alla Fondazione l’Arsenale\, al Comune di Iseo e all’USPAAA. \nOrari e accessi alla mostra: \nPalazzo Arsenale\, vicolo Malinconia\, 2 Iseo (BS)\nIngresso libero\nGiovedì e venerdì 15.00 – 18.00\nSabato e domenica 10.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00
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SUMMARY:Cinema archeologico | Archeofilm. L'archeologia incontra il grande schermo (Artimino\, Carmignano - PO)
DESCRIPTION:Cinema e la nuova collezione di avori principeschi. Una settimana\, la prossima\, ad Artimino\, dedicata all’archeologia\, tra il Centro didattico polifunzionale e il museo “Francesco Nicosia”.\nSi parte dal polo di via della Chiesa 2\, con Archeofilm\, la prima rassegna di cinema archeologico che occuperà\, con una serie di corti e documentari\, tre sere di marzo (dalle ore 21): apre le proiezioni\, promosse da Comune e museo archeologico in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino\, una “Antologia di cortometraggi d’epoca” (Nello sperone d’Italia. Il Gargano; Sicilia illustrata/1907); Attraverso la Sicilia/1910; Riprese in Egitto. Missione archeologica italiana di Gebelein/1911); Ruines d’Egypte. Louxor/1913)\, introdotti dalla presentazione del libro “Visione storica del terzo secolo a.C. Cabiria e l’italianità del mito”\, che raccoglie le didascalie realizzate da Gabriele D’Annunzio per il kolossal muto “Cabiria” (1914) di Giovanni Pastrone.\nIl secondo appuntamento\, giovedì 19 marzo\, con Archeofilm\, al Centro didattico polifunzionale\, è con “Cave of Forgotten Dreams” del regista Werner Herzog (Fra/Can/Ger//Usa/Uk\, 2010). Scoperta per caso nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet\, la grotta Chauvet\, in Francia\, contiene quasi 500 pitture rupestri risalenti a 32000 anni fa\, le più antiche mai ritrovate. Werner Herzog ottenne l’accesso esclusivo per filmare l’interno della grotta.\nUltima pellicola di Archeofilm\, proiettata nel Centro didattico\, giovedì 26 marzo 2026: “La Chimera”\, della regista Alice Rohrwacher (Ita/Fra/Svi\, 2023). Ambientato negli anni ’80\, nel mondo clandestino dei “tombaroli”\, il film racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Fra gli interpreti spicca Isabella Rossellini.\nInfo: cultura@comune.carmignano.po.it.\n\nLa settimana di Artimino con l’archeologia non finisce qui\, perché nel borgo\, al museo Nicosia\, nel pomeriggio (ore 17.30) di venerdì 14 marzo\, sarà presentata la nuova collezione di “Avori principeschi”: ottanta reperti\, restaurati\, che ampliano la già ricca e pregiata esposizione di cimeli provenienti dal tumulo etrusco di Montefortini\, di Comeana\, in mostra dal giugno 2024. Un intervento di ricerca e di restauro\, andato avanti per anni\, che ha permesso di ricomporre\, fin qui\, più di diecimila frammenti\, che si distinguono per la loro preziosità intrinseca\, per la profusione della materia prima utilizzata\, per la qualità\, varietà e originalità dell’esecuzione e delle iconografie dei maestri etruschi.\nInfo: 055 8718124\, parcoarcheologico@comune.carmignano.po.it.
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SUMMARY:Conferenza | Il Sarcofago di Giona tra Villa Medici e il Vaticano (Roma)
DESCRIPTION:L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza mercoledì 11 marzo 2026\, dalle 18:00 alle 20:00\, nel Grand Salon di Villa Medici\, una conferenza dedicata al Sarcofago di Giona\, straordinaria testimonianza dell’arte paleocristiana oggi conservata nei Musei Vaticani\, in occasione dell’ingresso del suo calco nelle collezioni dell’Accademia. \n  \nL’incontro nasce dalla collaborazione tra Villa Medici e i Musei Vaticani e intende ripercorrere la storia di questo importante manufatto\, nonché il processo che ha portato alla realizzazione della sua copia contemporanea. Il sarcofago\, noto per il ricco apparato iconografico ispirato alla vicenda biblica del profeta Giona\, rappresenta uno dei più significativi esempi della scultura funeraria cristiana dei primi secoli e testimonia il passaggio dalla tradizione figurativa romana ai nuovi linguaggi simbolici del cristianesimo nascente. \n  \nIl Sarcofago di Giona\, datato generalmente alla prima metà del III secolo d.C.\, fu rinvenuto durante i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1584 venne acquistato dal Cardinale Ferdinando de’ Medici\, grande collezionista e futuro Granduca di Toscana\, che lo collocò nei giardini di Villa Medici\, contribuendo alla formazione di una delle più prestigiose raccolte di antichità della Roma rinascimentale. L’opera rimase a Villa Medici fino al XVIII secolo\, prima di entrare nelle collezioni pontificie\, dove oggi è conservata presso i Musei Vaticani. \n  \nIl sarcofago è celebre per il suo ciclo figurativo dedicato alla storia di Giona\, uno dei temi più diffusi nell’arte paleocristiana. Le scene scolpite – tra cui Giona inghiottito dal grande pesce\, il suo ritorno alla vita e il riposo sotto la pianta di ricino – erano interpretate dalle prime comunità cristiane come simbolo della resurrezione e della salvezza\, stabilendo un forte parallelismo con la vicenda di Cristo. Dal punto di vista artistico\, il manufatto testimonia la straordinaria capacità degli scultori tardo-antichi di fondere modelli dell’arte classica con nuovi contenuti simbolici e teologici. \n  \nIn occasione della mostra Luoghi Sacri condivisi\, che ha riportato temporaneamente l’opera a Villa Medici\, i Laboratori di restauro dei Musei Vaticani hanno realizzato un calco del sarcofago\, destinato a entrare stabilmente nelle collezioni dell’Accademia di Francia a Roma. L’acquisizione si inserisce nella lunga tradizione della copia artistica praticata a Villa Medici\, che tra Seicento e Novecento ha dato vita a una delle più importanti collezioni di gessi della capitale. Questa tradizione\, fondamentale nella formazione degli artisti e nello studio dell’antico\, trova oggi una nuova attualità attraverso la realizzazione di calchi contemporanei eseguiti secondo tecniche storiche. \n  \nIl nuovo calco contribuirà a valorizzare ulteriormente la Gipsoteca di Villa Medici\, inaugurata nel 2009 e oggi parte integrante del percorso di visita dell’Accademia. L’ingresso della copia del Sarcofago di Giona rappresenta non solo un arricchimento delle collezioni\, ma anche un gesto simbolico che ricostruisce il legame storico tra l’opera e il luogo che per secoli l’ha custodita. \n  \nLa conferenza offrirà al pubblico l’occasione di approfondire sia il contesto storico e artistico del sarcofago sia le tecniche e le finalità della sua riproduzione. Attraverso gli interventi degli studiosi e dei responsabili coinvolti nel progetto\, verranno illustrati il significato iconografico dell’opera\, il suo percorso collezionistico tra Roma e Firenze\, e il ruolo che le copie in gesso continuano a svolgere nella ricerca\, nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio artistico. \n  \nInterverranno Andrea Felice\, Alessandro Gallicchio\, Valentina Lini\, Umberto Utro e Alessandro Vella\, studiosi ed esperti impegnati nello studio e nella valorizzazione delle collezioni archeologiche e museali. I loro contributi permetteranno di ripercorrere la storia del sarcofago e di raccontare il lavoro svolto per la realizzazione del calco destinato a Villa Medici. \n  \nL’incontro\, a ingresso gratuito e in lingua italiana\, è aperto al pubblico previa prenotazione sul sito.
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LOCATION:Accademia di Francia a Roma – Villa Medici\, Viale della Trinità dei Monti\, 1\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Conferenza | Viaggiar per chiese: geografie dell’arte e dei miracoli nell’itinerario italiano di Rubens (Roma)
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\nIn occasione del ciclo di incontri dedicato al tema Viaggiare in Italia tra Cinquecento e Seicento: mappe e guide per scoprire opere\, artisti\, collezioni\, si terrà l’approfondimento dal titolo nze \nL’intervento intende analizzare il lungo soggiorno italiano di Pieter Paul Rubens\, svoltosi tra il 1600 e il 1608\, quale fase decisiva e imprescindibile per la sua formazione e per la successiva affermazione come figura di spicco nel panorama dell’artista-intellettuale europeo. Muovendosi lungo le coordinate geografiche e culturali suggerite dagli Itinerarii Italiae rerumque Romanarum libri tres di Franciscus Schottus\, pubblicati ad Anversa nel 1600\, Rubens elesse l’Italia a vera e propria “palestra dello sguardo”. \nIn questo spazio privilegiato di confronto\, l’artista ebbe modo di misurarsi direttamente con le testimonianze dell’antico\, con la lezione dei grandi maestri del Cinquecento e con le istanze estetiche e devozionali della Controriforma. Attraverso un metodo di osservazione rigoroso e selettivo\, Rubens esplorò i principali centri artistici della penisola\, tra cui Venezia\, Genova\, Mantova\, Firenze e Roma\, capitali della cultura che rimasero indelebilmente impresse nella sua memoria visiva e che contribuirono a definire il linguaggio di uno dei più autorevoli protagonisti della pittura del Seicento. L’evento si terrà martedì 10 marzo alle ore 18.00 nella Sala della Crociera\, antica Bibliotheca Maior\, presso il Collegio Romano\, offrendo un’analisi critica e documentata su come l’itinerario italiano abbia rappresentato il fulcro della maturazione intellettuale del maestro fiammingo. \nBiografia \nRaffaella Morselli\, PHD\, è Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna presso Sapienza Università di Roma e accademica dell’Accademia Raffaello di Urbino. Si occupa di storia del collezionismo\, di committenza e di mercato dell’arte nell’Italia del XVI-XVII secolo a cui ha dedicato monografie\, saggi\, mostre e molti articoli pubblicati con editori internazionali. È specialista di Guido Reni\, Guercino\, Rubens\, Francesco Albani\, Lavinia Fontana\, Domenico Fetti. È stata curatrice di diverse mostre: La celeste galeria (Mantova\, 2002-2003)\, La Collezione del cardinale Silvio Valenti Gonzaga (Mantova\, 2005)\, Guido Reni (Roma 2022)\, Arte Liberata. Capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale (1937-1947) (Roma\, 2022-2023)\, Rubens a Palazzo Te. Pittura\, trasformazione e libertà (Mantova\, 2023-2024)\, Guercino nello studio (Bologna\, 2023-2024)\, Guercino. L’era Ludovisi a Roma (Roma\, 2024-2025)\, La Favola di Atalanta. Pittura e poesia a Bologna (Bologna\, 2024-2025)\, Roma pittrice. Artiste al lavoro tra Cinquecento e Ottocento (Roma\, 2024-2025). È stata Research Fellow del Getty Center (Los Angeles 1994) e Ailsa Mellon Bruce Senior Visiting Scholar al CASVA (Washington D.C. 2014). Fa parte di numerosi comitati scientifici di musei (Galleria Borghese\, Palazzo Te)\, di mostre\, di riviste internazionali\, di collane editoriali. \n  \n  \nInformazioni: \n  \nIngresso: via del Collegio Romano\, 27 – 00186 Roma \nLe conferenze sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti \n  \nÈ obbligatoria la prenotazione tramite piattaforma Eventbrite: https://www.eventbrite.it/organizations/events  \n  \nPer informazioni: https://vive.cultura.gov.it/it/incontriamoci-al-collegio-romano-la-bibliotheca-maior-si-apre-alla-citta
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LOCATION:Collegio Romano\, via del Collegio Romano\, 27\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Eventi | Una targa in memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa (Terrasini - PA)
DESCRIPTION:Una targa in memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa\, tragicamente scomparso il 10 marzo 2019 nel disastro aereo dell’Ethiopian Airlines\, sarà svelata a Palazzo d’Aumale a Terrasini\, in provincia di Palermo.\n  \nL’iniziativa prevede anche l’intitolazione a Tusa della sezione Archeologia del museo. La cerimonia si terrà martedì 10 marzo alle ore 16 al Museo regionale di Storia naturale e la mostra permanente del Carretto siciliano di Palazzo d’Aumale\, in occasione del settimo anniversario della sua perdita.\n  \n«Un tributo alla memoria di un grande archeologo\, assessore regionale e Soprintendente del mare – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – affinché il suo lavoro e la sua storia continuino a vivere nel ricordo di tutti noi».\n  \nAll’evento saranno presenti il dirigente generale dei Beni culturali Mario La Rocca\, il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci\, la direttrice del museo Evelina De Castro e Valeria Li Vigni\, moglie di Sebastiano Tusa.\n  \nLa sezione Archeologia del Museo\nI reperti archeologici della sezione archeologica\, provenienti soprattutto dai fondali marini davanti alle spiagge e alle zone portuali di Terrasini\, testimoniano un’intensa attività marittima lungo la costa da oltre duemila anni. Molti dei ritrovamenti sono anfore appartenenti al carico di due navi onerarie romane\, risalenti rispettivamente al I secolo d.C. e alla metà del III secolo a.C.\nI reperti subacquei sono esposti nella prima sala del museo insieme alla ricostruzione di una sezione del Kyrenia\, nave greca da trasporto\, utile per spiegare le tecniche costruttive e il sistema di stivaggio delle anfore. Nella stessa sala sono esposte anche anfore provenienti da vari fondali siciliani\, databili dall’epoca protostorica a quella normanna.\nLa collezione include inoltre materiali trovati nell’entroterra vicino a Terrasini\, come quelli di Monte d’Oro (Montelepre)\, legati a insediamenti rurali agricoli. Importanti anche i reperti di Cozzo Palombaro\, che attestano la presenza umana dal Paleolitico superiore fino alla prima e media età del Bronzo\, con la presenza di un bicchiere campaniforme tipico dell’età eneolitica.
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LOCATION:Museo regionale di storia naturale – Terrasini\, Lungomare Peppino Impastato\, Terrasini
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SUMMARY:Seminario | Thermae in radicibus Alpium. Complessi termali pubblici in alcuni centri romani dell’Italia settentrionale (Milano)
DESCRIPTION:Seminario | Thermae in radicibus Alpium. Complessi termali pubblici in alcuni centri romani dell’Italia settentrionale\n\n\n\n\n\n\n\nDATA\n\n06 marzo 2026 \n\n\n\nore\n\n\n\n\n\n13.30\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDove\nCripta Aula Magna – Largo A. Gemelli\, 1 – Milano\n\n\n\n\n  \nWelcome coffee (13.00 – 13.30) \n13.30 Saluti istituzionali \n\nR. M. Anzalone\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\nA. Canova\, Università Cattolica del Sacro Cuore\nF. Tedeschi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\nC. Perassi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\n13.50 Introduzione al pomeriggio di studio \n\nG. Ruggiero\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\n\n14.00 Le Terme di Augusta Praetoria \n\nA. Armirotti\, Soprintendenza Beni Culturali Regione Valle d’Aosta\nG. Amabili\, Università degli studi di Genova\nG. Bertocco\, Université de Lausanne\nM. Castoldi\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella\, Novara\, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli\n\n14.20 I complessi termali di età romana a Tridentum e a Riva del Garda \n\nC. Bassi\, Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia autonoma di Trento\n\n14.40 Le terme romane di Novum Comum \n\nB. Grassi\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como\, Lecco\, Sondrio e Varese\n\n15.00 Le terme di Bergomum \n\nD. Gorla\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\nPausa \n15.40 Le terme del complesso dell’Anfiteatro di Cividate Camuno \n\nS. Solano\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia\n\n16.00 Il complesso di via Terme Romane a Cividate Camuno \n\nR. Morabito\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\n16.20 Conclusioni \n\nL. Polidoro\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\nF. Sacchi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\nPer partecipare CLICCA QUI
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LOCATION:Università Cattolica del Sacro Cuore\, Largo A. Gemelli\, 1\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Visite tematiche | Raccontare i cantieri (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Torna dal 5 marzo\, tutti i giovedì fino al 23 luglio\, l’iniziativa “Raccontare i cantieri” alla sua quinta edizione\, che consente la visita ai cantieri di manutenzione\, valorizzazione e restauro in corso presso i siti del Parco archeologico di Pompei.\n19 cantieri\, dalla Casa del Labirinto alla Domus di Cesio Blando\, passando per la Necropoli di Porta Stabia\, l’Insula Meridionalis\, le ville di Stabia\, la Reggia di Quisisana\, il Patrimonio verde del Parco. E ancora\, la villa extra-urbana di Civita Giuliana\, la Casa di Giulio Polibio\, il Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A\, i depositi di San Paolino\, gli scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri e altri ancora. Un calendario fitto di appuntamenti dentro e fuori le mura della città antica.\nUn’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo\, di messa in sicurezza\, restauro e manutenzione\, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi\, architetti\, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.\n“L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Tecnico del Parco.\nTutti i possessori della MyPompeii Card\, nonché i nuovi acquirenti\, potranno prenotare la visita prescelta secondo il calendario disponibile\, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: mypompeiicard@cultura.gov.it.\nLe prenotazioni dovranno pervenire entro le ore 14.00 del giorno precedente la data scelta. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.\nI partecipanti dovranno presentarsi con l’informativa allegata debitamente sottoscritta e prendere visione del cartello informativo predisposto.\nIl calendario dei cantieri potrebbe subire variazioni; si invita pertanto a verificare di volta in volta la programmazione aggiornata sul sito.”\n\nOgni settimana\, a partire dal 4 marzo\, alle 11:00 sarà possibile prenotarsi per accedere ad uno dei cantieri\, secondo il seguente calendario:  \n \nPROGRAMMA VISITE ‘’Raccontare i cantieri 2026’’\n \n\n\n\n\nDATI\n\n\nINTERVENTO\n\n\nLUOGO\n\n\n\n\n05/03/2026\n\n\nInterventi di messa in sicurezza\, manutenzione e restauro della Casa del Labirinto (VI\, 11 8-10 )in Pompei Scavi\n\n\nPompei\n\n\n\n\n12/03/2026\n\n\nRestauro e valorizzazione della Domus di Cesio Blando (Regio VII\, 1\, 40)\n\n\nPompei\n\n\n\n\n19/03/2026\n\n\nValorizzazione della Necropoli di Porta Stabia: Messa in sicurezza dei fronti di scavo\, fruizione e accessibilità\n\n\nPompei\n\n\n\n\n26/03/2026\n\n\nMessa In Sicurezza\, Consolidamento E Restauro Del Fronte Dell’Insula Meridionalis Di Pompei Nella Regio VIII\, Insule 1 E 2\n\n\nPompei\n\n\n\n\n09/04/2026\n\n\nInterventi di manutenzione straordinaria del Laboratorio di Ricerche Applicate – ex Direzione Fiorelli\n\n\nPompei\n\n\n\n\n16/04/2026\n\n\nReggia di Quisisana Castellammare di stabia recupero e valorizzazione della Reggia di Quisisana in Castellammare Di Stabia\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n23/04/2026\n\n\nLavori di messa in sicurezza delle strutture di Villa San Marco – Castellammare di Stabia\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n30/04/2026\n\n\nCastellammare di Stabia-Villa Arianna\, sostituzione della copertura dell’atrio e manutenzione diffusa delle coperture\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n07/05/2026\n\n\nRestauro e valorizzazione Domus di Giulio Polibio\n\n\nPompei\n\n\n\n\n14/05/2026\n\n\nOpere di completamento propedeutiche all’allestimento dei Granai Del Foro\n\n\nPompei\n\n\n\n\n21/05/2026\n\n\nDemolizione\, scavo e valorizzazione in località Civita Giuliana – F.2 P.lla 72\,382 e 395 sub.4\n\n\nPompei\n(Località Civita Giuliana)\n\n\n\n\n28/05/2026\n\n\nManutenzione ordinaria e straordinaria del Patrimonio verde del Parco Archeologico di Pompei.\n\n\nPompei\n\n\n\n\n11/06/2026\n\n\nRestauro Apparati Decorativi Insula Occidentalis\,  Casa Di Fabio Rufo (Vii 16\, 22)\, Casa Di Castricio (Vii 16\, 17)\n\n\nPompei\n\n\n\n\n18/06/2026\n\n\nManutenzione straordinario e potenziamento della fruizione delle Aree Sacrali di Sant’Abbondio\n\n\nPompei\n(Località Sant’ Abbondio)\n\n\n\n\n25/06/2026\n\n\nScavi di Oplontis – Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A.\n\n\nTorre Annunziata\n\n\n\n\n02/07/2026\n\n\nVerifica sismica\, risanamento e riqualificazione dei depositi di San Paolino situati nell’area logistica di San Paolino\n\n\nPompei\n\n\n\n\n09/07/2026\n\n\nDepositi di Porta Nola\n\n\nPompei\n\n\n\n\n16/07/2026\n\n\nLavori di messa in sicurezza delle Tombe di Porta Nocera – Lotto 1\n\n\nPompei\n\n\n\n\n23/07/2026\n\n\nPompei Scavi – Scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri-  completamento dello scavo dell’ingresso e della via Sepulcralis Superior e interventi per la fruizione e accessibilità.\n\n\nPompei
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SUMMARY:Convegno | I doni diplomatici in epoca moderna e contemporanea (Roma)
DESCRIPTION:Il 2 e 3 marzo 2026 l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ospiterà un convegno internazionale di studi dedicato a un tema affascinante e ancora ricco di prospettive di ricerca: i doni diplomatici in età moderna e contemporanea. Per due giornate\, nel Grande Salone di Villa Medici\, studiosi e studiose provenienti da università e istituzioni internazionali si confronteranno su definizioni\, trasformazioni e processi di patrimonializzazione di questi “oggetti ambasciatori”\, analizzati nella loro dimensione materiale\, politica e simbolica. \n  \nIl convegno intende interrogare il dono diplomatico non soltanto come gesto cerimoniale\, ma come dispositivo complesso di costruzione delle relazioni internazionali\, strumento di negoziazione\, rappresentazione e talvolta conflitto. Attraverso prospettive policentriche e approcci comparativi\, saranno messi in dialogo casi di studio provenienti dall’Europa\, dall’area ottomana\, dall’Asia orientale\, dall’Africa e dalle Americhe\, incoraggiando letture bilaterali e multilaterali delle fonti e delle dinamiche storiche. \n  \nLa giornata di lunedì 2 marzo si aprirà con i saluti istituzionali di Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio per l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici\, seguiti dall’introduzione scientifica a cura di Valentina Hristova e Natacha Pernac. La prima sessione\, dedicata alle definizioni e alle ambiguità del dono\, affronterà questioni cruciali legate alla natura stessa di questi oggetti: dai doni\, reali o immaginari\, di Uzun Hasan alla Repubblica di Venezia\, al confine sottile tra dono diplomatico e bottino di guerra\, fino alla diplomazia culturale connessa alla realizzazione di giardini cinesi all’estero. \nLa riflessione proseguirà con una sessione incentrata su racconti incrociati\, fonti e rappresentazioni\, esplorando gli scambi tra Impero ottomano e sovrani occidentali nel XVI secolo e analizzando la geografia dei doni e i profili degli ambasciatori nelle cerimonie diplomatiche del XVIII secolo. Nel pomeriggio\, l’attenzione si sposterà sulle “vite dell’oggetto”\, dalla fabbricazione alla ricezione e alla messa in mostra: dai doni portoghesi alla corte etiope nel primo Cinquecento ai presenti di Luigi XV\, fino al ruolo delle manifatture reali francesi nella costruzione di una diplomazia del lusso tra XVII e XVIII secolo. \nUn’ulteriore sessione sarà dedicata ai processi di patrimonializzazione\, interrogando il modo in cui visite e doni diplomatici sono stati conservati\, esposti e reinterpretati nel tempo\, dall’Hôtel des Invalides al Musée de l’Armée\, dal dono dell’Impero Qing alla Corte Permanente di Arbitrato all’esperienza del Museo Senghor quale vetrina della diplomazia culturale senegalese. La giornata si concluderà con una lecture speciale di Mei Mei Rado\, dedicata al ruolo dei doni diplomatici francesi nella definizione delle arti imperiali Qing nel lungo Settecento. \n  \nMartedì 3 marzo i lavori riprenderanno con una riflessione sulle strategie e sulla politica dei doni nel lungo periodo\, mettendo in luce serialità\, ciclicità e variazioni tipologiche. Saranno esaminati i casi delle corti italiane del secondo Cinquecento\, gli scambi di pietra dura tra India e Italia dal Seicento all’età contemporanea e il ruolo dei doni nelle relazioni tra Madrid e Roma\, con le loro proiezioni nel continente americano. Ulteriori interventi approfondiranno il significato dei corpisanti inviati dalla Santa Sede in Messico nell’Ottocento e le dinamiche di globalizzazione e incontro tra culture nella Monarchia cattolica tra Giappone\, Messico e Madrid\, al centro della lecture conclusiva di Serge Gruzinski. \n  \nIl convegno è organizzato da Alessandro Gallicchio\, Valentina Hristova e Natacha Pernac\, con il supporto di un autorevole comitato scientifico composto da Lucien Bély\, Serge Gruzinski\, Guido Guerzoni\, Francesco Freddolini e Mei Mei Rado. L’iniziativa beneficia del sostegno dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici\, dell’Université de Picardie Jules-Verne (TrAme – UR UPJV 4284) e dell’Université Paris Nanterre (HAR\, équipes HMod-HCont). \n  \nL’appuntamento è fissato per lunedì 2 marzo 2026 dalle 9:00 alle 18:30 e martedì 3 marzo dalle 9:00 alle 13:00 presso il Grand Salon di Villa Medici. L’ingresso è gratuito su prenotazione tramite la piattaforma dedicata. \nIngresso gratuito su prenotazione al link \nhttps://www.ticketlandia.com/m/event/i-doni-diplomatici-it \nMaggiori info: \nhttps://villamedici.it/it/programme/convegno-doni-diplomatici/
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SUMMARY:Musei | Riaprono il Museo delle Palafitte di Fiavé e il Museo Retico (Trentino)
DESCRIPTION:Domenica 1 marzo\, oltre all’ingresso gratuito\, gli esperti dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici propongono visite guidate per conoscere le vicende più antiche del Trentino.\nAl Museo delle Palafitte di Fiavé\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, sono in programma “Avete detto palafitte?”\, due visite partecipate in compagnia di un’esperta alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo che oltre 3.500 anni fa sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera. A disposizione dei visitatori (a partire dai 13 anni di età) sarà anche la visione del filmato in realtà virtuale “Antiche tracce. La vita in palafitta” per trovarsi\, virtualmente\, a tu per tu con i nostri antenati dell’età del Bronzo. La partecipazione alla visita e la visione del filmato sono gratuiti\, senza prenotazione. \nIl Museo Retico propone\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, le visite “Le antiche genti della Val di Non. I Reti”\, un viaggio nel pozzo del tempo per conoscere\, guidati da un esperto\, le testimonianze della popolazione preromana che abitava la valle nell’età del Ferro. La partecipazione è gratuita. Non è necessaria la prenotazione. Da quest’anno inoltre\, chi visita il museo in autonomia potrà disporre di una nuova audioguida scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet scansionando il QR code posto all’ingresso.\n \n\n  \nGIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA – 7 E 8 MARZO 2026Domenica 8 marzo in occasione della Giornata internazionale della Donna sarà gratuito l’ingresso per tutte le donne al Museo delle Palafitte di Fiavé\, visitabile dalle ore 13 alle 18\, al Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non a Sanzeno aperto dalle ore 14 alle 18 e ai siti della Trento romana\, lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti e la Villa di Orfeo in via Rosmini\, aperti con orario 9-13/14-17.30. \nSabato 7 marzo la Giornata sarà anticipata da alcune interessanti proposte a cura dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici per esplorare il mondo femminile nell’antichità.   \nAlle ore 10.30 e 15.30\, a Trento\, con ritrovo presso la Villa di Orfeo\, sono previste le visite guidate “Storie e mestieri delle donne di Tridentum” che condurranno alla scoperta degli usi e costumi delle donne della Trento romana\, dalla Villa di Orfeo allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 0461 230171.  \nAlle ore 15.30 il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non propone “Donne nell’antichità: reperti che raccontano”\, un viaggio nel pozzo del tempo tra i reperti rinvenuti in Val di Non\, alla scoperta di oggetti che narrano storie di donne nell’antichità. Seguirà un laboratorio di lavorazione dell’argilla. Ingresso e partecipazione gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 331 6201376 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa.
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento (Firenze)
DESCRIPTION:Le Grotte di Pertosa-Auletta al centro di tourismA 2026\, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in programma dal 27 febbraio all’1 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze. \nLa Fondazione MIdA parteciperà alla manifestazione con uno stand informativo dedicato alla promozione delle valenze speleologiche e archeologiche del sito sotterraneo. Momento centrale sarà la conferenza in programma sabato 28 febbraio\, dalle 16.30 alle 18.30\, in Sala Onice\, dal titolo “Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento”. \nL’incontro approfondirà la figura e l’opera di Paolo Carucci\, studioso di Scienze Naturali e medico originario di Caggiano\, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana\, vissuto tra Ottocento e Novecento. Il suo legame con le Grotte di Pertosa-Auletta lo portò alla pubblicazione\, nel 1907\, della monografia “La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia”\, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori. \nAlla conferenza interverranno: \nMaria Rosaria Carfagna\, presidente della Fondazione MIdA\, con l’intervento “L’impegno della Fondazione MIdA per la ricerca archeologica: dalle indagini sul terreno alla ristampa anastatica dell’opera di Paolo Carucci”; \nMirella Serlorenzi\, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con la relazione “Le Grotte di Pertosa-Auletta: un contesto di sperimentazione per l’individuazione di standard metodologici e linee di intervento”; \nMassimo Santoro\, Società IREN – Centrale idroelettrica del Tanagro\, che affronterà il tema “Acqua: da elemento di tutela di un giacimento archeologico a esempio virtuoso di produzione d’energia sostenibile”; \nAlessia Fuscone\, Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con l’intervento “La grande caverna sul fiume Tanagro: un ‘archivio privilegiato’ per la ricerca archeologica”; \nFelice Larocca\, direttore del Museo speleo-archeologico MIdA 01\, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”\, che curerà la “Presentazione della ristampa anastatica della monografia di Paolo Carucci La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia (Napoli\, 1907)”. \nLa pubblicazione\, destinata a biblioteche nazionali e internazionali\, è un’edizione fuori commercio che potrà essere acquisita da enti accademici\, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico. \nL’iniziativa vede la luce con gli auspici della Regione Campania\, della Provincia di Salerno e dei Comuni di Pertosa e Auletta. \n  \nLeggi gli articoli pubblicati su Storie & Archeostorie dedicati alla Grotta di Petrosa Auletta: \nSotto terra\, lungo il fiume: riprendono gli scavi nelle Grotte di Pertosa-Auletta \n \n  \nGrotte di Pertosa-Auletta (Salerno)\, dallo scavo emerge una struttura di culto ellenistico. Novità anche dalla palafitta dell’età del Bronzo \n \n 
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SUMMARY:Convegno | Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa al convegno “Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health”\, in programma il 28 febbraio 2026 presso Villa Campolieto e che si svolge nell’ambito del progetto PNRR OnFoods.\nL’iniziativa\, dedicata alla Dieta Mediterranea e allo stile di vita quali patrimonio culturale immateriale della salute umana\, riunisce studiosi\, ricercatori e rappresentanti istituzionali in un confronto multidisciplinare tra archeologia\, storia dell’alimentazione\, medicina e scienze della nutrizione. L’approccio diacronico proposto dal convegno intende collegare il mondo antico alle sfide contemporanee\, evidenziando la continuità culturale e scientifica dei modelli alimentari mediterranei.\nLa Direzione del Parco esprime vivo apprezzamento per la promozione di iniziative volte a valorizzare la cultura alimentare antica\, considerata una chiave interpretativa privilegiata per comprendere l’evoluzione dei modelli nutrizionali e degli stili di vita nel corso dei secoli\, nonché per rafforzare il dialogo tra patrimonio culturale e salute pubblica.\nIl programma scientifico si aprirà con la lectio magistralis della Prof.ssa Annamaria Colao\, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, e proseguirà con contributi dedicati alla cultura del vino nell’antichità\, alla vita quotidiana e alla salute dei Romani documentate dalle evidenze archeologiche di Ercolano\, nonché al ruolo dei ricettari medievali quali ponte tra tradizioni gastronomiche antiche e contemporanee.\nIn questo contesto si inserisce l’intervento della Prof.ssa Maria Vittoria Bramante (Università Pegaso)\, dal titolo Vita quotidiana\, alimentazione e salute dei Romani nelle evidenze da Ercolano antica. Il contributo approfondisce il rapporto tra pratiche alimentari\, condizioni di salute e organizzazione della vita quotidiana nel mondo romano\, alla luce delle testimonianze archeologiche restituite dal sito di Ercolano\, offrendo una lettura integrata tra dati materiali\, storia sociale e scienze della nutrizione.\nParticolare rilievo riveste il contributo scientifico del Parco\, che offre una testimonianza concreta e fondata su dati archeologici della cultura alimentare del passato. In tale ambito è prevista una visita guidata alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”\, a cura della Dott.ssa Maricarmen Pepe\, Funzionario Archeologo del Parco. L’esposizione illustra consuetudini culinarie\, rituali conviviali e significati simbolici del cibo nel mondo romano\, attraverso reperti\, apparati didattici e approfondimenti tematici che restituiscono uno spaccato vivido della quotidianità antica.\nIl convegno proseguirà con contributi dedicati ai benefici dell’esercizio fisico per la salute e agli approcci innovativi al fabbisogno nutrizionale nella popolazione giovanile\, nell’ambito del progetto IPerseo\, con particolare attenzione al paradigma della “Lifelong Nutrition”\, intesa come educazione permanente a stili di vita sani e sostenibili.
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LOCATION:Villa Campolieto\, Corso Resina\, 283\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Laboratori | “Cosa c’è sopra” (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo\, con conclusione prevista agli inizi di aprile\, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”\, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza\, la fascia più giovane\, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.\nL’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”\, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi\, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi\, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio\, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio\, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.\n\nUn ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti\nIl percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio\, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana\, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.\nAttraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico\, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano\, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre\, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.\nObiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica\, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.\n \nUn progetto inclusivo per le nuove generazioni\nIl gruppo di partecipanti\, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni\, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:\n\nhanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;\nappartengono alla comunità di Via Mare\, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;\npresentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.\n\n \nEducare al patrimonio per costruire comunità\n“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento\, ma come percorso di crescita civica e relazionale\, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio\, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere\, proteggere e trasmettere.\nIl progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva\, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.\n\nPer informazioni: ercolano.beniculturali.it
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Zanabazar: The Wisdom of the Steppes. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia al MAO (Torino)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale\, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma\, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo. \n\nNato nelle steppe mongole nel 1635\, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia in quel periodo\, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen\, Sua Santità l’Illuminato\, e primo Khutuktu Jebtsundamba\, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia\, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639\, quando aveva solo quattro anni\, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha. \nNel corso di quasi 60 anni\, Zanabazar promosse fra la popolazione mongola la scuola riformata Gelugpa (a cui appartiene anche il Dalai Lama) soppiantando le tradizioni Sakya o “Cappello Rosso” (o scuola antica pre Gelugpa) che avevano precedentemente prevalso nella zona\, e influenzò profondamente gli sviluppi sociali e politici della Mongolia del XVII secolo. \n\nOltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo\, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso\, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista. \nZanabazar è considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca: a lui e ai membri della sua scuola si devono le maggiori opere realizzate in Mongolia in età moderna\, fra cui una straordinaria Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono. Esposte dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026 nel salone d’ingresso della Galleria Borghese di Roma\, i due capolavori sono in mostra al MAO di Torino dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 all’interno della sezione della collezione permanente dedicata all’Asia meridionale\, centrale e alla regione himalayana\, creando un dialogo con i manufatti provenienti dall’Himalaya\, soprattutto dall’antico monastero di Densatil – in Tibet Centrale – a cui Zanabazar si ispirò per le sue creazioni scultoree e i suoi dipinti religiosi. \n  \nLe opere\, in prestito in Italia e in Europa per la prima volta dal Museo Nazionale Chinggis Khan di Ulaanbaatar in occasione delle esposizioni a Roma e Torino\, si contraddistinguono per un eccezionale valore estetico e spirituale e sono connotate da un linguaggio innovativo e accessibile\, capace di parlare direttamente allo sguardo e all’animo dei visitatori (e dei fedeli). \n\nQuesto progetto rappresenta per il MAO un’occasione preziosa per presentare\, nel contesto di un’istituzione occidentale che conserva arte asiatica\, uno dei più importanti artisti religiosi della Mongolia\, mettendolo in relazione con le opere del museo e colmando una lacuna nelle collezioni\, che presentano alcuni esemplari di tangka e sculture del Tibet Orientale con tratti di influenza mongola e cinese\, ma sono prive di opere di provenienza mongola. \n\nIl progetto intende inoltre favorire uno scambio interculturale tra Italia e Mongolia\, contribuendo a consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni nazionali e internazionali; in questo contesto è previsto nell’estate 2026 un progetto espositivo che porterà alcuni frammenti provenienti dal monastero di Densatil della collezione del MAO presso il Chinggis Khaan National Museum\, unitamente a una ri-edizione dell’installazione multimediale del duo Ritu Sarin e Tenzing Sonam che rilegge il valore di questa preziosa raccolta attraverso la narrazione in prima persona della scultura di Virūḍhaka\, (Re Guardiano del Sud)\, una delle quattro statue che presidiavano i punti cardinali di uno dei preziosissimi stupa metallici del monastero. \n\nIl progetto espositivo è accompagnato da una pubblicazione\, edita da Silvana Editoriale\, con testi istituzionali di MAO\, Galleria Borgese e Chinggis Khaan National Museum\, oltre a nuovi saggi di esperti quali Thupten Kelsang e Chiara Bellini e approfondimenti sulle opere in mostra con traduzioni in italiano e in inglese. Il volume sarà riccamente illustrato e presenterà immagini di allestimento di entrambe le sedi espositive. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. \n  \n(Immagine in apertura: Öndör Gegeen Zanabazar (Mongolia\, 1635 – 1723). Tara verde / Green Tara. XVII secolo Bronzo dorato\, fusione. Chinggis Khaan National Museum\, Ulan Bator\, Mongolia) \n  \n 
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LOCATION:MAO Museo d’Arte Orientale\, Via san Domenico 11\, Torino\, Italy
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: ArcheTourDev (Firenze)
DESCRIPTION:Può l’archeologia diventare una leva di crescita\, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole? \nL’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA\, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica\, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.\n\nArcheTourDev\, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo\, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA\, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale\, che si terrà a Firenze\, al Palazzo dei Congressi\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. \nArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development\, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia\, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Capofila è Sagas\, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze\, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure\, punto di riferimento mondiale per il restauro\, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente)\, attivo da decenni nella cooperazione culturale. \nAruch\, scavo nella fortezza\nArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni\, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico\, Dvin e Aruch\, il cui potenziale turistico è in espansione\, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e\, allo stesso tempo\, generare benefici concreti per le comunità locali. \nGarni\, mosaico pavimento terme\nDue sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici\, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori. \n\nVenerdì 27 febbraio\, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi\, alle 14.30\, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva\, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto\, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.\nSabato 28 febbraio\, nella Sala Onice\, dalle 14.00 alle 16.00\, si terrà l’incontro:  “Armenia. Tra ricerca scientifica\, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento\, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027\, prevede l’intervento  di:Michele Nucciotti\, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian\, Università di FirenzeEmanuela Daffra e Anna Patera\, Opificio delle Pietre DureSergio Ferdinandi\, IsmeoI relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca\, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni\, Dvin e Aruch\, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile\, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino\, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.\n\nPer approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Archeologica XXVI (La Spezia)
DESCRIPTION:Il Museo del Castello San Giorgio presenta Archeologica\, la rassegna di appuntamenti di Archeologia\, con una nuova edizione dedicata a tematiche generali di vasto interesse e a novità di ricerca sul territorio. Giovedì 26 febbraio verrà raccontata la percezione che si aveva di Pompei nelle diverse epoche fino alla sensazionale scoperta del 1748; giovedì 5 marzo si parlerà di Etruschi con la relazione sugli scavi di un insediamento abitativo a San Rocchino (Lucca); sabato 7 marzo verrà affrontato l’affascinante mondo dell’antico Egitto in rapporto con il mondo greco e con Alessandro Magno e\, infine\, sabato 14 marzo si conclude con gli aggiornamenti degli scavi a Luni praticati dall’Università di Pisa. Progetto a cura di Donatella Alessi. \n  \nProgramma completo: http://museodelcastello.museilaspezia.it/export/sites/Museodelcastello/archeologica-26-web.pdf \n 
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SUMMARY:Presentazione libro | Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Mercoledì 25 febbraio alle 17.00\, nella Sala Tenerani del Museo di Roma si terrà la presentazione del libro “Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma” (Palombi editore) \nUn approfondimento sul ruolo dell’arte nel miglioramento del benessere fisico e mentale delle persone\, specialmente le più fragili \n  \nIl volume Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Diano libri – Palombi editore) raccoglie e amplia i contributi emersi durante la Giornata di studi svoltasi il 13 ottobre 2024 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. \nL’opera si distingue per un’impostazione fortemente interdisciplinare che riflette il vasto ambito di applicazione di questa nuova prospettiva di ricerca\, per sua natura intersettoriale. Medici\, curatrici archeologhe e storiche dell’arte di Musei statali e della Sovrintendenza Capitolina\, rappresentanti del Terzo settore\, ricercatrici e ricercatori raccontano studi innovativi ed esperienze\, offrendo sotto differenti punti di vista numerosi spunti per ulteriori sviluppi e riflessioni sul tema del welfare culturale. \nIntervengono: \nPierPaola D’Alessandro\, Vice Direttrice Vicaria di Roma Capitale \nValeria Fabio\, Responsabile Servizi Museali e Istituti culturali Regione Lazio \nModera: \nValeria Arnaldi\, giornalista \n\nSaranno presenti le curatrici Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. \n\nINFO \nMercoledì 25 febbraio\, ore 17.00 \nSala Tenerani\, Museo di Roma a Palazzo Braschi \nIngresso libero fino a esaurimento posti disponibili \nhttps://www.museodiroma.it \n\n—
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