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SUMMARY:Presentazione libraria | Da Farfa al Matenano. Scritti in memoria di Tersilio Leggio\, storico dell'"Italia mediana" (S. Vittoria in Matenano - FM)
DESCRIPTION:Domenica 15 marzo 2026 alle ore 16.30 si terrà la presentazione del libro Da Farfa al Matenano. Scritti in memoria di Tersilio Leggio\, storico dell'”Italia mediana”\, a cura di Carlo Verducci.  \nLa presentazione si terrà a Santa Vittoria in Matenano (Fermo) nella sede di Palazzo Monti (Sala Conferenze). \nDopo i saluti istituzionali\, interverranno il curatore del libro\,  Carlo Verducci\, l’archeologo Andrea R. Staffa e lo storico medievista Valter Laudadio. Modera Andrea Livi\, editore. \n 
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SUMMARY:Presentazione libro | “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino” (Cefalù - PA)
DESCRIPTION:Si presenta sabato 14 marzo 2026 alle ore 17\,00 presso la Sala delle Capriate del Palazzo municipale a Cefalù il libro “La Terra dei Giganti. Studi di Archeologia e Storia in memoria di Giovanni Mannino” curato da Alfonso Lo Cascio e Antonino Filippi. Dopo i saluti istituzionali di Francesco Calabrese\, Presidente del Consiglio comunale\, del Sindaco Daniele Tumminello e di Josè Gugliuzza\, Presidente della sezione CAI di Cefalù\, i curatori esporranno il contenuto del volume. Coordina Valentina Portera\, Presidente della sede di BCsicilia di Cefalù. Marcello Panzica La Manna\, speleologo\, con più di 50 anni di iscrizione al CAI\, proporrà un breve ricordo di Giovanni Mannino. L’iniziativa è promossa dal Comune di Cefalù\, BCsicilia\, CAI\, Angelo Mazzotta editore con il patrocinio della Regione Sicilia. \nIl volume\, dedicato allo studioso Giovanni Mannino\, raccoglie il contributo di 19 studiosi: Giuseppina Battaglia\, Alberto Cazzella\, Massimo Cultraro\, Franco D’Angelo\, Rosanna De Simone\, Sara Di Salvo\, Antonino Filippi\, Rossella Giglio Cerniglia\, Caterina Greco\, Domenico Laudicina\, Alfonso Lo Cascio\, Giuseppe Lo Iacono\, Marcello A. Mannino\, Ferdinando Maurici\, Giulia Recchia\, Alberto Scuderi\, Francesca Spatafora\, Sebastiano Tusa\, Stefano Vassallo. Il libro è pubblicato da Angelo Mazzotta editore. \nLe dinamiche storiche e archeologiche che hanno interessato la Sicilia e l’Isola di Malta dalla Preistoria al Medioevo sono il tema dei contributi che arricchiscono questo volume\, scritto da specialisti del settore\, con approfondimenti sulle più recenti scoperte\, frutto di scavi\, indagini nel territorio e nei magazzini dei musei siciliani. Si scopre così che le nostre conoscenze sulle antiche culture testimoniate nell’Isola si legano strettamente all’attività di ricerca di un uomo\, Giovanni Mannino\, che per oltre mezzo secolo è stato uno dei protagonisti della cultura siciliana e al quale\, come dimostra la sua lunga bibliografia\, molto dobbiamo sulle attuali conoscenze in diverse discipline\, dall’Archeologia alla Speleologia. \nI curatori del libro: Alfonso Lo Cascio\, giornalista pubblicista\, è Presidente regionale di BCsicilia. Ha dato vita all’Università Popolare di Termini Imerese. È Direttore della rivista Espero che si occupa di cultura\, politica\, informazione\, e fondatore della Casa editrice Don Lorenzo Milani. È inoltre Direttore responsabile della rivista “Galleria\, Rassegna semestrale di cultura”. Tra le sue pubblicazioni: “Himerensis\, Agenda dei paesi del termitano”\, “La riserva di Pizzo Cane\, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto”\, “Un eroe semplice”. “1943: la Reconquista dell’Europa”\, “Il futuro delle città. Memoria\, identità\, bellezza\, nuovo umanesimo”. Per il suo impegno culturale gli sono stati conferiti i premi “Quattro arcangeli”\, “Sikelè”\, “Gaia”\, “Civitas”\, “La Campana di Burgio”\, “Paolo Amato – Città di Ciminna” e “Kermesse 2023”. \nAntonino Filippi\, è laureato in Archeologia presso l’Università di Palermo e attualmente conduce un progetto di Dottorato di ricerca sulla Protostoria siciliana presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Per conto della Regione Siciliana è Ispettore Onorario del Parco Archeologico di Segesta. Vicedirettore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia\, con l’incarico di Responsabile scientifico della rivista “Archeologia”. È socio ordinario dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Ha partecipato a diverse attività di ricerca\, con oltre quaranta pubblicazioni sull’archeologia e la topografia antica del territorio siciliano\, tra le quali quattro monografie e la curatela con altri autori di due convegni scientifici.
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (Iseo - BS)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme verrà inaugurata presso il Palazzo Arsenale di Iseo venerdì 13 marzo alle ore 20.30. Presentano i curatori dott.ssa Serena Solano della Soprintendenza ABAP per le province di Bergamo e Brescia e Carlo Cominelli presidente della Cooperativa Sociale Onlus K-Pax. \nL’evento si inserisce nel programma delle Serate di Storia e Archeologia 2026 promosse dalla Associazione Storico – Archeologica U.S.P.A.A.A. \n  \nDal 13 al 29 marzo 2026 gli spazi della Fondazione l’Arsenale ospitano la mostra “Il Castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (BS)”. Un’esposizione che racconta le recenti indagini archeologiche sul Monticolo di Darfo Boario Terme\, dove gli scavi hanno portato alla luce i resti di un insediamento fortificato altomedievale (V–VIII sec. d.C.)\, una scoperta significativa per la storia del territorio. \nI lavori sono stati effettuati grazie a fondi del Ministero della Cultura e a un contributo di Fondazione Cariplo e realizzati dalla Soprintendenza ABAP BG BS e dalla Cooperativa Sociale K-Pax con la collaborazione del Comune di Darfo B.T. (BS)\, del Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica e di SAP Società Archeologica. L’esposizione a Iseo è resa possibile grazie alla Fondazione l’Arsenale\, al Comune di Iseo e all’USPAAA. \nOrari e accessi alla mostra: \nPalazzo Arsenale\, vicolo Malinconia\, 2 Iseo (BS)\nIngresso libero\nGiovedì e venerdì 15.00 – 18.00\nSabato e domenica 10.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00
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SUMMARY:Cinema archeologico | Archeofilm. L'archeologia incontra il grande schermo (Artimino\, Carmignano - PO)
DESCRIPTION:Cinema e la nuova collezione di avori principeschi. Una settimana\, la prossima\, ad Artimino\, dedicata all’archeologia\, tra il Centro didattico polifunzionale e il museo “Francesco Nicosia”.\nSi parte dal polo di via della Chiesa 2\, con Archeofilm\, la prima rassegna di cinema archeologico che occuperà\, con una serie di corti e documentari\, tre sere di marzo (dalle ore 21): apre le proiezioni\, promosse da Comune e museo archeologico in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino\, una “Antologia di cortometraggi d’epoca” (Nello sperone d’Italia. Il Gargano; Sicilia illustrata/1907); Attraverso la Sicilia/1910; Riprese in Egitto. Missione archeologica italiana di Gebelein/1911); Ruines d’Egypte. Louxor/1913)\, introdotti dalla presentazione del libro “Visione storica del terzo secolo a.C. Cabiria e l’italianità del mito”\, che raccoglie le didascalie realizzate da Gabriele D’Annunzio per il kolossal muto “Cabiria” (1914) di Giovanni Pastrone.\nIl secondo appuntamento\, giovedì 19 marzo\, con Archeofilm\, al Centro didattico polifunzionale\, è con “Cave of Forgotten Dreams” del regista Werner Herzog (Fra/Can/Ger//Usa/Uk\, 2010). Scoperta per caso nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet\, la grotta Chauvet\, in Francia\, contiene quasi 500 pitture rupestri risalenti a 32000 anni fa\, le più antiche mai ritrovate. Werner Herzog ottenne l’accesso esclusivo per filmare l’interno della grotta.\nUltima pellicola di Archeofilm\, proiettata nel Centro didattico\, giovedì 26 marzo 2026: “La Chimera”\, della regista Alice Rohrwacher (Ita/Fra/Svi\, 2023). Ambientato negli anni ’80\, nel mondo clandestino dei “tombaroli”\, il film racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Fra gli interpreti spicca Isabella Rossellini.\nInfo: cultura@comune.carmignano.po.it.\n\nLa settimana di Artimino con l’archeologia non finisce qui\, perché nel borgo\, al museo Nicosia\, nel pomeriggio (ore 17.30) di venerdì 14 marzo\, sarà presentata la nuova collezione di “Avori principeschi”: ottanta reperti\, restaurati\, che ampliano la già ricca e pregiata esposizione di cimeli provenienti dal tumulo etrusco di Montefortini\, di Comeana\, in mostra dal giugno 2024. Un intervento di ricerca e di restauro\, andato avanti per anni\, che ha permesso di ricomporre\, fin qui\, più di diecimila frammenti\, che si distinguono per la loro preziosità intrinseca\, per la profusione della materia prima utilizzata\, per la qualità\, varietà e originalità dell’esecuzione e delle iconografie dei maestri etruschi.\nInfo: 055 8718124\, parcoarcheologico@comune.carmignano.po.it.
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SUMMARY:Conferenza | Il Sarcofago di Giona tra Villa Medici e il Vaticano (Roma)
DESCRIPTION:L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici organizza mercoledì 11 marzo 2026\, dalle 18:00 alle 20:00\, nel Grand Salon di Villa Medici\, una conferenza dedicata al Sarcofago di Giona\, straordinaria testimonianza dell’arte paleocristiana oggi conservata nei Musei Vaticani\, in occasione dell’ingresso del suo calco nelle collezioni dell’Accademia. \n  \nL’incontro nasce dalla collaborazione tra Villa Medici e i Musei Vaticani e intende ripercorrere la storia di questo importante manufatto\, nonché il processo che ha portato alla realizzazione della sua copia contemporanea. Il sarcofago\, noto per il ricco apparato iconografico ispirato alla vicenda biblica del profeta Giona\, rappresenta uno dei più significativi esempi della scultura funeraria cristiana dei primi secoli e testimonia il passaggio dalla tradizione figurativa romana ai nuovi linguaggi simbolici del cristianesimo nascente. \n  \nIl Sarcofago di Giona\, datato generalmente alla prima metà del III secolo d.C.\, fu rinvenuto durante i lavori per la costruzione della nuova Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1584 venne acquistato dal Cardinale Ferdinando de’ Medici\, grande collezionista e futuro Granduca di Toscana\, che lo collocò nei giardini di Villa Medici\, contribuendo alla formazione di una delle più prestigiose raccolte di antichità della Roma rinascimentale. L’opera rimase a Villa Medici fino al XVIII secolo\, prima di entrare nelle collezioni pontificie\, dove oggi è conservata presso i Musei Vaticani. \n  \nIl sarcofago è celebre per il suo ciclo figurativo dedicato alla storia di Giona\, uno dei temi più diffusi nell’arte paleocristiana. Le scene scolpite – tra cui Giona inghiottito dal grande pesce\, il suo ritorno alla vita e il riposo sotto la pianta di ricino – erano interpretate dalle prime comunità cristiane come simbolo della resurrezione e della salvezza\, stabilendo un forte parallelismo con la vicenda di Cristo. Dal punto di vista artistico\, il manufatto testimonia la straordinaria capacità degli scultori tardo-antichi di fondere modelli dell’arte classica con nuovi contenuti simbolici e teologici. \n  \nIn occasione della mostra Luoghi Sacri condivisi\, che ha riportato temporaneamente l’opera a Villa Medici\, i Laboratori di restauro dei Musei Vaticani hanno realizzato un calco del sarcofago\, destinato a entrare stabilmente nelle collezioni dell’Accademia di Francia a Roma. L’acquisizione si inserisce nella lunga tradizione della copia artistica praticata a Villa Medici\, che tra Seicento e Novecento ha dato vita a una delle più importanti collezioni di gessi della capitale. Questa tradizione\, fondamentale nella formazione degli artisti e nello studio dell’antico\, trova oggi una nuova attualità attraverso la realizzazione di calchi contemporanei eseguiti secondo tecniche storiche. \n  \nIl nuovo calco contribuirà a valorizzare ulteriormente la Gipsoteca di Villa Medici\, inaugurata nel 2009 e oggi parte integrante del percorso di visita dell’Accademia. L’ingresso della copia del Sarcofago di Giona rappresenta non solo un arricchimento delle collezioni\, ma anche un gesto simbolico che ricostruisce il legame storico tra l’opera e il luogo che per secoli l’ha custodita. \n  \nLa conferenza offrirà al pubblico l’occasione di approfondire sia il contesto storico e artistico del sarcofago sia le tecniche e le finalità della sua riproduzione. Attraverso gli interventi degli studiosi e dei responsabili coinvolti nel progetto\, verranno illustrati il significato iconografico dell’opera\, il suo percorso collezionistico tra Roma e Firenze\, e il ruolo che le copie in gesso continuano a svolgere nella ricerca\, nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio artistico. \n  \nInterverranno Andrea Felice\, Alessandro Gallicchio\, Valentina Lini\, Umberto Utro e Alessandro Vella\, studiosi ed esperti impegnati nello studio e nella valorizzazione delle collezioni archeologiche e museali. I loro contributi permetteranno di ripercorrere la storia del sarcofago e di raccontare il lavoro svolto per la realizzazione del calco destinato a Villa Medici. \n  \nL’incontro\, a ingresso gratuito e in lingua italiana\, è aperto al pubblico previa prenotazione sul sito.
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SUMMARY:Conferenza | Viaggiar per chiese: geografie dell’arte e dei miracoli nell’itinerario italiano di Rubens (Roma)
DESCRIPTION:  \n\n\n\n\n\nIn occasione del ciclo di incontri dedicato al tema Viaggiare in Italia tra Cinquecento e Seicento: mappe e guide per scoprire opere\, artisti\, collezioni\, si terrà l’approfondimento dal titolo nze \nL’intervento intende analizzare il lungo soggiorno italiano di Pieter Paul Rubens\, svoltosi tra il 1600 e il 1608\, quale fase decisiva e imprescindibile per la sua formazione e per la successiva affermazione come figura di spicco nel panorama dell’artista-intellettuale europeo. Muovendosi lungo le coordinate geografiche e culturali suggerite dagli Itinerarii Italiae rerumque Romanarum libri tres di Franciscus Schottus\, pubblicati ad Anversa nel 1600\, Rubens elesse l’Italia a vera e propria “palestra dello sguardo”. \nIn questo spazio privilegiato di confronto\, l’artista ebbe modo di misurarsi direttamente con le testimonianze dell’antico\, con la lezione dei grandi maestri del Cinquecento e con le istanze estetiche e devozionali della Controriforma. Attraverso un metodo di osservazione rigoroso e selettivo\, Rubens esplorò i principali centri artistici della penisola\, tra cui Venezia\, Genova\, Mantova\, Firenze e Roma\, capitali della cultura che rimasero indelebilmente impresse nella sua memoria visiva e che contribuirono a definire il linguaggio di uno dei più autorevoli protagonisti della pittura del Seicento. L’evento si terrà martedì 10 marzo alle ore 18.00 nella Sala della Crociera\, antica Bibliotheca Maior\, presso il Collegio Romano\, offrendo un’analisi critica e documentata su come l’itinerario italiano abbia rappresentato il fulcro della maturazione intellettuale del maestro fiammingo. \nBiografia \nRaffaella Morselli\, PHD\, è Professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna presso Sapienza Università di Roma e accademica dell’Accademia Raffaello di Urbino. Si occupa di storia del collezionismo\, di committenza e di mercato dell’arte nell’Italia del XVI-XVII secolo a cui ha dedicato monografie\, saggi\, mostre e molti articoli pubblicati con editori internazionali. È specialista di Guido Reni\, Guercino\, Rubens\, Francesco Albani\, Lavinia Fontana\, Domenico Fetti. È stata curatrice di diverse mostre: La celeste galeria (Mantova\, 2002-2003)\, La Collezione del cardinale Silvio Valenti Gonzaga (Mantova\, 2005)\, Guido Reni (Roma 2022)\, Arte Liberata. Capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale (1937-1947) (Roma\, 2022-2023)\, Rubens a Palazzo Te. Pittura\, trasformazione e libertà (Mantova\, 2023-2024)\, Guercino nello studio (Bologna\, 2023-2024)\, Guercino. L’era Ludovisi a Roma (Roma\, 2024-2025)\, La Favola di Atalanta. Pittura e poesia a Bologna (Bologna\, 2024-2025)\, Roma pittrice. Artiste al lavoro tra Cinquecento e Ottocento (Roma\, 2024-2025). È stata Research Fellow del Getty Center (Los Angeles 1994) e Ailsa Mellon Bruce Senior Visiting Scholar al CASVA (Washington D.C. 2014). Fa parte di numerosi comitati scientifici di musei (Galleria Borghese\, Palazzo Te)\, di mostre\, di riviste internazionali\, di collane editoriali. \n  \n  \nInformazioni: \n  \nIngresso: via del Collegio Romano\, 27 – 00186 Roma \nLe conferenze sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti \n  \nÈ obbligatoria la prenotazione tramite piattaforma Eventbrite: https://www.eventbrite.it/organizations/events  \n  \nPer informazioni: https://vive.cultura.gov.it/it/incontriamoci-al-collegio-romano-la-bibliotheca-maior-si-apre-alla-citta
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SUMMARY:Eventi | Una targa in memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa (Terrasini - PA)
DESCRIPTION:Una targa in memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa\, tragicamente scomparso il 10 marzo 2019 nel disastro aereo dell’Ethiopian Airlines\, sarà svelata a Palazzo d’Aumale a Terrasini\, in provincia di Palermo.\n  \nL’iniziativa prevede anche l’intitolazione a Tusa della sezione Archeologia del museo. La cerimonia si terrà martedì 10 marzo alle ore 16 al Museo regionale di Storia naturale e la mostra permanente del Carretto siciliano di Palazzo d’Aumale\, in occasione del settimo anniversario della sua perdita.\n  \n«Un tributo alla memoria di un grande archeologo\, assessore regionale e Soprintendente del mare – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – affinché il suo lavoro e la sua storia continuino a vivere nel ricordo di tutti noi».\n  \nAll’evento saranno presenti il dirigente generale dei Beni culturali Mario La Rocca\, il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci\, la direttrice del museo Evelina De Castro e Valeria Li Vigni\, moglie di Sebastiano Tusa.\n  \nLa sezione Archeologia del Museo\nI reperti archeologici della sezione archeologica\, provenienti soprattutto dai fondali marini davanti alle spiagge e alle zone portuali di Terrasini\, testimoniano un’intensa attività marittima lungo la costa da oltre duemila anni. Molti dei ritrovamenti sono anfore appartenenti al carico di due navi onerarie romane\, risalenti rispettivamente al I secolo d.C. e alla metà del III secolo a.C.\nI reperti subacquei sono esposti nella prima sala del museo insieme alla ricostruzione di una sezione del Kyrenia\, nave greca da trasporto\, utile per spiegare le tecniche costruttive e il sistema di stivaggio delle anfore. Nella stessa sala sono esposte anche anfore provenienti da vari fondali siciliani\, databili dall’epoca protostorica a quella normanna.\nLa collezione include inoltre materiali trovati nell’entroterra vicino a Terrasini\, come quelli di Monte d’Oro (Montelepre)\, legati a insediamenti rurali agricoli. Importanti anche i reperti di Cozzo Palombaro\, che attestano la presenza umana dal Paleolitico superiore fino alla prima e media età del Bronzo\, con la presenza di un bicchiere campaniforme tipico dell’età eneolitica.
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SUMMARY:Seminario | Thermae in radicibus Alpium. Complessi termali pubblici in alcuni centri romani dell’Italia settentrionale (Milano)
DESCRIPTION:Seminario | Thermae in radicibus Alpium. Complessi termali pubblici in alcuni centri romani dell’Italia settentrionale\n\n\n\n\n\n\n\nDATA\n\n06 marzo 2026 \n\n\n\nore\n\n\n\n\n\n13.30\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDove\nCripta Aula Magna – Largo A. Gemelli\, 1 – Milano\n\n\n\n\n  \nWelcome coffee (13.00 – 13.30) \n13.30 Saluti istituzionali \n\nR. M. Anzalone\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\nA. Canova\, Università Cattolica del Sacro Cuore\nF. Tedeschi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\nC. Perassi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\n13.50 Introduzione al pomeriggio di studio \n\nG. Ruggiero\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\n\n14.00 Le Terme di Augusta Praetoria \n\nA. Armirotti\, Soprintendenza Beni Culturali Regione Valle d’Aosta\nG. Amabili\, Università degli studi di Genova\nG. Bertocco\, Université de Lausanne\nM. Castoldi\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella\, Novara\, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli\n\n14.20 I complessi termali di età romana a Tridentum e a Riva del Garda \n\nC. Bassi\, Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia autonoma di Trento\n\n14.40 Le terme romane di Novum Comum \n\nB. Grassi\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como\, Lecco\, Sondrio e Varese\n\n15.00 Le terme di Bergomum \n\nD. Gorla\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\nPausa \n15.40 Le terme del complesso dell’Anfiteatro di Cividate Camuno \n\nS. Solano\, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia\n\n16.00 Il complesso di via Terme Romane a Cividate Camuno \n\nR. Morabito\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\n16.20 Conclusioni \n\nL. Polidoro\, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia\nF. Sacchi\, Università Cattolica del Sacro Cuore\n\nPer partecipare CLICCA QUI
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SUMMARY:Visite tematiche | Raccontare i cantieri (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Torna dal 5 marzo\, tutti i giovedì fino al 23 luglio\, l’iniziativa “Raccontare i cantieri” alla sua quinta edizione\, che consente la visita ai cantieri di manutenzione\, valorizzazione e restauro in corso presso i siti del Parco archeologico di Pompei.\n19 cantieri\, dalla Casa del Labirinto alla Domus di Cesio Blando\, passando per la Necropoli di Porta Stabia\, l’Insula Meridionalis\, le ville di Stabia\, la Reggia di Quisisana\, il Patrimonio verde del Parco. E ancora\, la villa extra-urbana di Civita Giuliana\, la Casa di Giulio Polibio\, il Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A\, i depositi di San Paolino\, gli scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri e altri ancora. Un calendario fitto di appuntamenti dentro e fuori le mura della città antica.\nUn’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo\, di messa in sicurezza\, restauro e manutenzione\, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi\, architetti\, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.\n“L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Tecnico del Parco.\nTutti i possessori della MyPompeii Card\, nonché i nuovi acquirenti\, potranno prenotare la visita prescelta secondo il calendario disponibile\, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: mypompeiicard@cultura.gov.it.\nLe prenotazioni dovranno pervenire entro le ore 14.00 del giorno precedente la data scelta. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.\nI partecipanti dovranno presentarsi con l’informativa allegata debitamente sottoscritta e prendere visione del cartello informativo predisposto.\nIl calendario dei cantieri potrebbe subire variazioni; si invita pertanto a verificare di volta in volta la programmazione aggiornata sul sito.”\n\nOgni settimana\, a partire dal 4 marzo\, alle 11:00 sarà possibile prenotarsi per accedere ad uno dei cantieri\, secondo il seguente calendario:  \n \nPROGRAMMA VISITE ‘’Raccontare i cantieri 2026’’\n \n\n\n\n\nDATI\n\n\nINTERVENTO\n\n\nLUOGO\n\n\n\n\n05/03/2026\n\n\nInterventi di messa in sicurezza\, manutenzione e restauro della Casa del Labirinto (VI\, 11 8-10 )in Pompei Scavi\n\n\nPompei\n\n\n\n\n12/03/2026\n\n\nRestauro e valorizzazione della Domus di Cesio Blando (Regio VII\, 1\, 40)\n\n\nPompei\n\n\n\n\n19/03/2026\n\n\nValorizzazione della Necropoli di Porta Stabia: Messa in sicurezza dei fronti di scavo\, fruizione e accessibilità\n\n\nPompei\n\n\n\n\n26/03/2026\n\n\nMessa In Sicurezza\, Consolidamento E Restauro Del Fronte Dell’Insula Meridionalis Di Pompei Nella Regio VIII\, Insule 1 E 2\n\n\nPompei\n\n\n\n\n09/04/2026\n\n\nInterventi di manutenzione straordinaria del Laboratorio di Ricerche Applicate – ex Direzione Fiorelli\n\n\nPompei\n\n\n\n\n16/04/2026\n\n\nReggia di Quisisana Castellammare di stabia recupero e valorizzazione della Reggia di Quisisana in Castellammare Di Stabia\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n23/04/2026\n\n\nLavori di messa in sicurezza delle strutture di Villa San Marco – Castellammare di Stabia\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n30/04/2026\n\n\nCastellammare di Stabia-Villa Arianna\, sostituzione della copertura dell’atrio e manutenzione diffusa delle coperture\n\n\nCastellammare di Stabia\n\n\n\n\n07/05/2026\n\n\nRestauro e valorizzazione Domus di Giulio Polibio\n\n\nPompei\n\n\n\n\n14/05/2026\n\n\nOpere di completamento propedeutiche all’allestimento dei Granai Del Foro\n\n\nPompei\n\n\n\n\n21/05/2026\n\n\nDemolizione\, scavo e valorizzazione in località Civita Giuliana – F.2 P.lla 72\,382 e 395 sub.4\n\n\nPompei\n(Località Civita Giuliana)\n\n\n\n\n28/05/2026\n\n\nManutenzione ordinaria e straordinaria del Patrimonio verde del Parco Archeologico di Pompei.\n\n\nPompei\n\n\n\n\n11/06/2026\n\n\nRestauro Apparati Decorativi Insula Occidentalis\,  Casa Di Fabio Rufo (Vii 16\, 22)\, Casa Di Castricio (Vii 16\, 17)\n\n\nPompei\n\n\n\n\n18/06/2026\n\n\nManutenzione straordinario e potenziamento della fruizione delle Aree Sacrali di Sant’Abbondio\n\n\nPompei\n(Località Sant’ Abbondio)\n\n\n\n\n25/06/2026\n\n\nScavi di Oplontis – Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A.\n\n\nTorre Annunziata\n\n\n\n\n02/07/2026\n\n\nVerifica sismica\, risanamento e riqualificazione dei depositi di San Paolino situati nell’area logistica di San Paolino\n\n\nPompei\n\n\n\n\n09/07/2026\n\n\nDepositi di Porta Nola\n\n\nPompei\n\n\n\n\n16/07/2026\n\n\nLavori di messa in sicurezza delle Tombe di Porta Nocera – Lotto 1\n\n\nPompei\n\n\n\n\n23/07/2026\n\n\nPompei Scavi – Scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri-  completamento dello scavo dell’ingresso e della via Sepulcralis Superior e interventi per la fruizione e accessibilità.\n\n\nPompei
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SUMMARY:Convegno | I doni diplomatici in epoca moderna e contemporanea (Roma)
DESCRIPTION:Il 2 e 3 marzo 2026 l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ospiterà un convegno internazionale di studi dedicato a un tema affascinante e ancora ricco di prospettive di ricerca: i doni diplomatici in età moderna e contemporanea. Per due giornate\, nel Grande Salone di Villa Medici\, studiosi e studiose provenienti da università e istituzioni internazionali si confronteranno su definizioni\, trasformazioni e processi di patrimonializzazione di questi “oggetti ambasciatori”\, analizzati nella loro dimensione materiale\, politica e simbolica. \n  \nIl convegno intende interrogare il dono diplomatico non soltanto come gesto cerimoniale\, ma come dispositivo complesso di costruzione delle relazioni internazionali\, strumento di negoziazione\, rappresentazione e talvolta conflitto. Attraverso prospettive policentriche e approcci comparativi\, saranno messi in dialogo casi di studio provenienti dall’Europa\, dall’area ottomana\, dall’Asia orientale\, dall’Africa e dalle Americhe\, incoraggiando letture bilaterali e multilaterali delle fonti e delle dinamiche storiche. \n  \nLa giornata di lunedì 2 marzo si aprirà con i saluti istituzionali di Sam Stourdzé e Alessandro Gallicchio per l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici\, seguiti dall’introduzione scientifica a cura di Valentina Hristova e Natacha Pernac. La prima sessione\, dedicata alle definizioni e alle ambiguità del dono\, affronterà questioni cruciali legate alla natura stessa di questi oggetti: dai doni\, reali o immaginari\, di Uzun Hasan alla Repubblica di Venezia\, al confine sottile tra dono diplomatico e bottino di guerra\, fino alla diplomazia culturale connessa alla realizzazione di giardini cinesi all’estero. \nLa riflessione proseguirà con una sessione incentrata su racconti incrociati\, fonti e rappresentazioni\, esplorando gli scambi tra Impero ottomano e sovrani occidentali nel XVI secolo e analizzando la geografia dei doni e i profili degli ambasciatori nelle cerimonie diplomatiche del XVIII secolo. Nel pomeriggio\, l’attenzione si sposterà sulle “vite dell’oggetto”\, dalla fabbricazione alla ricezione e alla messa in mostra: dai doni portoghesi alla corte etiope nel primo Cinquecento ai presenti di Luigi XV\, fino al ruolo delle manifatture reali francesi nella costruzione di una diplomazia del lusso tra XVII e XVIII secolo. \nUn’ulteriore sessione sarà dedicata ai processi di patrimonializzazione\, interrogando il modo in cui visite e doni diplomatici sono stati conservati\, esposti e reinterpretati nel tempo\, dall’Hôtel des Invalides al Musée de l’Armée\, dal dono dell’Impero Qing alla Corte Permanente di Arbitrato all’esperienza del Museo Senghor quale vetrina della diplomazia culturale senegalese. La giornata si concluderà con una lecture speciale di Mei Mei Rado\, dedicata al ruolo dei doni diplomatici francesi nella definizione delle arti imperiali Qing nel lungo Settecento. \n  \nMartedì 3 marzo i lavori riprenderanno con una riflessione sulle strategie e sulla politica dei doni nel lungo periodo\, mettendo in luce serialità\, ciclicità e variazioni tipologiche. Saranno esaminati i casi delle corti italiane del secondo Cinquecento\, gli scambi di pietra dura tra India e Italia dal Seicento all’età contemporanea e il ruolo dei doni nelle relazioni tra Madrid e Roma\, con le loro proiezioni nel continente americano. Ulteriori interventi approfondiranno il significato dei corpisanti inviati dalla Santa Sede in Messico nell’Ottocento e le dinamiche di globalizzazione e incontro tra culture nella Monarchia cattolica tra Giappone\, Messico e Madrid\, al centro della lecture conclusiva di Serge Gruzinski. \n  \nIl convegno è organizzato da Alessandro Gallicchio\, Valentina Hristova e Natacha Pernac\, con il supporto di un autorevole comitato scientifico composto da Lucien Bély\, Serge Gruzinski\, Guido Guerzoni\, Francesco Freddolini e Mei Mei Rado. L’iniziativa beneficia del sostegno dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici\, dell’Université de Picardie Jules-Verne (TrAme – UR UPJV 4284) e dell’Université Paris Nanterre (HAR\, équipes HMod-HCont). \n  \nL’appuntamento è fissato per lunedì 2 marzo 2026 dalle 9:00 alle 18:30 e martedì 3 marzo dalle 9:00 alle 13:00 presso il Grand Salon di Villa Medici. L’ingresso è gratuito su prenotazione tramite la piattaforma dedicata. \nIngresso gratuito su prenotazione al link \nhttps://www.ticketlandia.com/m/event/i-doni-diplomatici-it \nMaggiori info: \nhttps://villamedici.it/it/programme/convegno-doni-diplomatici/
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SUMMARY:Musei | Riaprono il Museo delle Palafitte di Fiavé e il Museo Retico (Trentino)
DESCRIPTION:Domenica 1 marzo\, oltre all’ingresso gratuito\, gli esperti dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici propongono visite guidate per conoscere le vicende più antiche del Trentino.\nAl Museo delle Palafitte di Fiavé\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, sono in programma “Avete detto palafitte?”\, due visite partecipate in compagnia di un’esperta alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo che oltre 3.500 anni fa sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera. A disposizione dei visitatori (a partire dai 13 anni di età) sarà anche la visione del filmato in realtà virtuale “Antiche tracce. La vita in palafitta” per trovarsi\, virtualmente\, a tu per tu con i nostri antenati dell’età del Bronzo. La partecipazione alla visita e la visione del filmato sono gratuiti\, senza prenotazione. \nIl Museo Retico propone\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, le visite “Le antiche genti della Val di Non. I Reti”\, un viaggio nel pozzo del tempo per conoscere\, guidati da un esperto\, le testimonianze della popolazione preromana che abitava la valle nell’età del Ferro. La partecipazione è gratuita. Non è necessaria la prenotazione. Da quest’anno inoltre\, chi visita il museo in autonomia potrà disporre di una nuova audioguida scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet scansionando il QR code posto all’ingresso.\n \n\n  \nGIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA – 7 E 8 MARZO 2026Domenica 8 marzo in occasione della Giornata internazionale della Donna sarà gratuito l’ingresso per tutte le donne al Museo delle Palafitte di Fiavé\, visitabile dalle ore 13 alle 18\, al Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non a Sanzeno aperto dalle ore 14 alle 18 e ai siti della Trento romana\, lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti e la Villa di Orfeo in via Rosmini\, aperti con orario 9-13/14-17.30. \nSabato 7 marzo la Giornata sarà anticipata da alcune interessanti proposte a cura dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici per esplorare il mondo femminile nell’antichità.   \nAlle ore 10.30 e 15.30\, a Trento\, con ritrovo presso la Villa di Orfeo\, sono previste le visite guidate “Storie e mestieri delle donne di Tridentum” che condurranno alla scoperta degli usi e costumi delle donne della Trento romana\, dalla Villa di Orfeo allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 0461 230171.  \nAlle ore 15.30 il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non propone “Donne nell’antichità: reperti che raccontano”\, un viaggio nel pozzo del tempo tra i reperti rinvenuti in Val di Non\, alla scoperta di oggetti che narrano storie di donne nell’antichità. Seguirà un laboratorio di lavorazione dell’argilla. Ingresso e partecipazione gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 331 6201376 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa.
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento (Firenze)
DESCRIPTION:Le Grotte di Pertosa-Auletta al centro di tourismA 2026\, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in programma dal 27 febbraio all’1 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze. \nLa Fondazione MIdA parteciperà alla manifestazione con uno stand informativo dedicato alla promozione delle valenze speleologiche e archeologiche del sito sotterraneo. Momento centrale sarà la conferenza in programma sabato 28 febbraio\, dalle 16.30 alle 18.30\, in Sala Onice\, dal titolo “Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento”. \nL’incontro approfondirà la figura e l’opera di Paolo Carucci\, studioso di Scienze Naturali e medico originario di Caggiano\, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana\, vissuto tra Ottocento e Novecento. Il suo legame con le Grotte di Pertosa-Auletta lo portò alla pubblicazione\, nel 1907\, della monografia “La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia”\, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori. \nAlla conferenza interverranno: \nMaria Rosaria Carfagna\, presidente della Fondazione MIdA\, con l’intervento “L’impegno della Fondazione MIdA per la ricerca archeologica: dalle indagini sul terreno alla ristampa anastatica dell’opera di Paolo Carucci”; \nMirella Serlorenzi\, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con la relazione “Le Grotte di Pertosa-Auletta: un contesto di sperimentazione per l’individuazione di standard metodologici e linee di intervento”; \nMassimo Santoro\, Società IREN – Centrale idroelettrica del Tanagro\, che affronterà il tema “Acqua: da elemento di tutela di un giacimento archeologico a esempio virtuoso di produzione d’energia sostenibile”; \nAlessia Fuscone\, Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con l’intervento “La grande caverna sul fiume Tanagro: un ‘archivio privilegiato’ per la ricerca archeologica”; \nFelice Larocca\, direttore del Museo speleo-archeologico MIdA 01\, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”\, che curerà la “Presentazione della ristampa anastatica della monografia di Paolo Carucci La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia (Napoli\, 1907)”. \nLa pubblicazione\, destinata a biblioteche nazionali e internazionali\, è un’edizione fuori commercio che potrà essere acquisita da enti accademici\, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico. \nL’iniziativa vede la luce con gli auspici della Regione Campania\, della Provincia di Salerno e dei Comuni di Pertosa e Auletta. \n  \nLeggi gli articoli pubblicati su Storie & Archeostorie dedicati alla Grotta di Petrosa Auletta: \nSotto terra\, lungo il fiume: riprendono gli scavi nelle Grotte di Pertosa-Auletta \n \n  \nGrotte di Pertosa-Auletta (Salerno)\, dallo scavo emerge una struttura di culto ellenistico. Novità anche dalla palafitta dell’età del Bronzo \n \n 
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SUMMARY:Convegno | Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa al convegno “Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health”\, in programma il 28 febbraio 2026 presso Villa Campolieto e che si svolge nell’ambito del progetto PNRR OnFoods.\nL’iniziativa\, dedicata alla Dieta Mediterranea e allo stile di vita quali patrimonio culturale immateriale della salute umana\, riunisce studiosi\, ricercatori e rappresentanti istituzionali in un confronto multidisciplinare tra archeologia\, storia dell’alimentazione\, medicina e scienze della nutrizione. L’approccio diacronico proposto dal convegno intende collegare il mondo antico alle sfide contemporanee\, evidenziando la continuità culturale e scientifica dei modelli alimentari mediterranei.\nLa Direzione del Parco esprime vivo apprezzamento per la promozione di iniziative volte a valorizzare la cultura alimentare antica\, considerata una chiave interpretativa privilegiata per comprendere l’evoluzione dei modelli nutrizionali e degli stili di vita nel corso dei secoli\, nonché per rafforzare il dialogo tra patrimonio culturale e salute pubblica.\nIl programma scientifico si aprirà con la lectio magistralis della Prof.ssa Annamaria Colao\, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, e proseguirà con contributi dedicati alla cultura del vino nell’antichità\, alla vita quotidiana e alla salute dei Romani documentate dalle evidenze archeologiche di Ercolano\, nonché al ruolo dei ricettari medievali quali ponte tra tradizioni gastronomiche antiche e contemporanee.\nIn questo contesto si inserisce l’intervento della Prof.ssa Maria Vittoria Bramante (Università Pegaso)\, dal titolo Vita quotidiana\, alimentazione e salute dei Romani nelle evidenze da Ercolano antica. Il contributo approfondisce il rapporto tra pratiche alimentari\, condizioni di salute e organizzazione della vita quotidiana nel mondo romano\, alla luce delle testimonianze archeologiche restituite dal sito di Ercolano\, offrendo una lettura integrata tra dati materiali\, storia sociale e scienze della nutrizione.\nParticolare rilievo riveste il contributo scientifico del Parco\, che offre una testimonianza concreta e fondata su dati archeologici della cultura alimentare del passato. In tale ambito è prevista una visita guidata alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”\, a cura della Dott.ssa Maricarmen Pepe\, Funzionario Archeologo del Parco. L’esposizione illustra consuetudini culinarie\, rituali conviviali e significati simbolici del cibo nel mondo romano\, attraverso reperti\, apparati didattici e approfondimenti tematici che restituiscono uno spaccato vivido della quotidianità antica.\nIl convegno proseguirà con contributi dedicati ai benefici dell’esercizio fisico per la salute e agli approcci innovativi al fabbisogno nutrizionale nella popolazione giovanile\, nell’ambito del progetto IPerseo\, con particolare attenzione al paradigma della “Lifelong Nutrition”\, intesa come educazione permanente a stili di vita sani e sostenibili.
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LOCATION:Villa Campolieto\, Corso Resina\, 283\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Laboratori | “Cosa c’è sopra” (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo\, con conclusione prevista agli inizi di aprile\, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”\, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza\, la fascia più giovane\, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.\nL’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”\, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi\, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi\, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio\, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio\, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.\n\nUn ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti\nIl percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio\, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana\, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.\nAttraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico\, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano\, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre\, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.\nObiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica\, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.\n \nUn progetto inclusivo per le nuove generazioni\nIl gruppo di partecipanti\, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni\, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:\n\nhanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;\nappartengono alla comunità di Via Mare\, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;\npresentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.\n\n \nEducare al patrimonio per costruire comunità\n“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento\, ma come percorso di crescita civica e relazionale\, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio\, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere\, proteggere e trasmettere.\nIl progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva\, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.\n\nPer informazioni: ercolano.beniculturali.it
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Zanabazar: The Wisdom of the Steppes. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia al MAO (Torino)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale\, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma\, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo. \n\nNato nelle steppe mongole nel 1635\, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia in quel periodo\, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen\, Sua Santità l’Illuminato\, e primo Khutuktu Jebtsundamba\, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia\, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639\, quando aveva solo quattro anni\, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha. \nNel corso di quasi 60 anni\, Zanabazar promosse fra la popolazione mongola la scuola riformata Gelugpa (a cui appartiene anche il Dalai Lama) soppiantando le tradizioni Sakya o “Cappello Rosso” (o scuola antica pre Gelugpa) che avevano precedentemente prevalso nella zona\, e influenzò profondamente gli sviluppi sociali e politici della Mongolia del XVII secolo. \n\nOltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo\, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso\, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista. \nZanabazar è considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca: a lui e ai membri della sua scuola si devono le maggiori opere realizzate in Mongolia in età moderna\, fra cui una straordinaria Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono. Esposte dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026 nel salone d’ingresso della Galleria Borghese di Roma\, i due capolavori sono in mostra al MAO di Torino dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 all’interno della sezione della collezione permanente dedicata all’Asia meridionale\, centrale e alla regione himalayana\, creando un dialogo con i manufatti provenienti dall’Himalaya\, soprattutto dall’antico monastero di Densatil – in Tibet Centrale – a cui Zanabazar si ispirò per le sue creazioni scultoree e i suoi dipinti religiosi. \n  \nLe opere\, in prestito in Italia e in Europa per la prima volta dal Museo Nazionale Chinggis Khan di Ulaanbaatar in occasione delle esposizioni a Roma e Torino\, si contraddistinguono per un eccezionale valore estetico e spirituale e sono connotate da un linguaggio innovativo e accessibile\, capace di parlare direttamente allo sguardo e all’animo dei visitatori (e dei fedeli). \n\nQuesto progetto rappresenta per il MAO un’occasione preziosa per presentare\, nel contesto di un’istituzione occidentale che conserva arte asiatica\, uno dei più importanti artisti religiosi della Mongolia\, mettendolo in relazione con le opere del museo e colmando una lacuna nelle collezioni\, che presentano alcuni esemplari di tangka e sculture del Tibet Orientale con tratti di influenza mongola e cinese\, ma sono prive di opere di provenienza mongola. \n\nIl progetto intende inoltre favorire uno scambio interculturale tra Italia e Mongolia\, contribuendo a consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni nazionali e internazionali; in questo contesto è previsto nell’estate 2026 un progetto espositivo che porterà alcuni frammenti provenienti dal monastero di Densatil della collezione del MAO presso il Chinggis Khaan National Museum\, unitamente a una ri-edizione dell’installazione multimediale del duo Ritu Sarin e Tenzing Sonam che rilegge il valore di questa preziosa raccolta attraverso la narrazione in prima persona della scultura di Virūḍhaka\, (Re Guardiano del Sud)\, una delle quattro statue che presidiavano i punti cardinali di uno dei preziosissimi stupa metallici del monastero. \n\nIl progetto espositivo è accompagnato da una pubblicazione\, edita da Silvana Editoriale\, con testi istituzionali di MAO\, Galleria Borgese e Chinggis Khaan National Museum\, oltre a nuovi saggi di esperti quali Thupten Kelsang e Chiara Bellini e approfondimenti sulle opere in mostra con traduzioni in italiano e in inglese. Il volume sarà riccamente illustrato e presenterà immagini di allestimento di entrambe le sedi espositive. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. \n  \n(Immagine in apertura: Öndör Gegeen Zanabazar (Mongolia\, 1635 – 1723). Tara verde / Green Tara. XVII secolo Bronzo dorato\, fusione. Chinggis Khaan National Museum\, Ulan Bator\, Mongolia) \n  \n 
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LOCATION:MAO Museo d’Arte Orientale\, Via san Domenico 11\, Torino\, Italy
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: ArcheTourDev (Firenze)
DESCRIPTION:Può l’archeologia diventare una leva di crescita\, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole? \nL’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA\, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica\, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.\n\nArcheTourDev\, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo\, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA\, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale\, che si terrà a Firenze\, al Palazzo dei Congressi\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. \nArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development\, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia\, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Capofila è Sagas\, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze\, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure\, punto di riferimento mondiale per il restauro\, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente)\, attivo da decenni nella cooperazione culturale. \nAruch\, scavo nella fortezza\nArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni\, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico\, Dvin e Aruch\, il cui potenziale turistico è in espansione\, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e\, allo stesso tempo\, generare benefici concreti per le comunità locali. \nGarni\, mosaico pavimento terme\nDue sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici\, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori. \n\nVenerdì 27 febbraio\, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi\, alle 14.30\, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva\, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto\, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.\nSabato 28 febbraio\, nella Sala Onice\, dalle 14.00 alle 16.00\, si terrà l’incontro:  “Armenia. Tra ricerca scientifica\, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento\, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027\, prevede l’intervento  di:Michele Nucciotti\, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian\, Università di FirenzeEmanuela Daffra e Anna Patera\, Opificio delle Pietre DureSergio Ferdinandi\, IsmeoI relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca\, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni\, Dvin e Aruch\, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile\, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino\, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.\n\nPer approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Archeologica XXVI (La Spezia)
DESCRIPTION:Il Museo del Castello San Giorgio presenta Archeologica\, la rassegna di appuntamenti di Archeologia\, con una nuova edizione dedicata a tematiche generali di vasto interesse e a novità di ricerca sul territorio. Giovedì 26 febbraio verrà raccontata la percezione che si aveva di Pompei nelle diverse epoche fino alla sensazionale scoperta del 1748; giovedì 5 marzo si parlerà di Etruschi con la relazione sugli scavi di un insediamento abitativo a San Rocchino (Lucca); sabato 7 marzo verrà affrontato l’affascinante mondo dell’antico Egitto in rapporto con il mondo greco e con Alessandro Magno e\, infine\, sabato 14 marzo si conclude con gli aggiornamenti degli scavi a Luni praticati dall’Università di Pisa. Progetto a cura di Donatella Alessi. \n  \nProgramma completo: http://museodelcastello.museilaspezia.it/export/sites/Museodelcastello/archeologica-26-web.pdf \n 
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SUMMARY:Presentazione libro | Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Mercoledì 25 febbraio alle 17.00\, nella Sala Tenerani del Museo di Roma si terrà la presentazione del libro “Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma” (Palombi editore) \nUn approfondimento sul ruolo dell’arte nel miglioramento del benessere fisico e mentale delle persone\, specialmente le più fragili \n  \nIl volume Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Diano libri – Palombi editore) raccoglie e amplia i contributi emersi durante la Giornata di studi svoltasi il 13 ottobre 2024 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. \nL’opera si distingue per un’impostazione fortemente interdisciplinare che riflette il vasto ambito di applicazione di questa nuova prospettiva di ricerca\, per sua natura intersettoriale. Medici\, curatrici archeologhe e storiche dell’arte di Musei statali e della Sovrintendenza Capitolina\, rappresentanti del Terzo settore\, ricercatrici e ricercatori raccontano studi innovativi ed esperienze\, offrendo sotto differenti punti di vista numerosi spunti per ulteriori sviluppi e riflessioni sul tema del welfare culturale. \nIntervengono: \nPierPaola D’Alessandro\, Vice Direttrice Vicaria di Roma Capitale \nValeria Fabio\, Responsabile Servizi Museali e Istituti culturali Regione Lazio \nModera: \nValeria Arnaldi\, giornalista \n\nSaranno presenti le curatrici Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. \n\nINFO \nMercoledì 25 febbraio\, ore 17.00 \nSala Tenerani\, Museo di Roma a Palazzo Braschi \nIngresso libero fino a esaurimento posti disponibili \nhttps://www.museodiroma.it \n\n—
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SUMMARY:Presentazione libro | “L’antropologia del mondo antico" (Siena)
DESCRIPTION:Il Centro Interuniversitario Antropologia e Mondo Antico – AMA celebra quarant’anni di attività con la presentazione del volume “L’antropologia del mondo antico” (Il Mulino)\, in programma il 25 febbraio alle ore 16 presso l’Auditorium del Santa Chiara Lab (via Valdimontone 1) a Siena. \nIl libro\, curato da Maurizio Bettini\, Professore emerito dell’Università di Siena\, raccoglie contributi dedicati sia agli strumenti dell’antropologia del mondo antico e alla storia della disciplina\, sia a casi di studio relativi a pratiche e forme culturali concrete. \nL’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore Roberto Di Pietra\, del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio\, di Alessandro Linguiti\, Direttore del Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne (DFCLAM) e di Angelo Riccaboni\, Presidente del Santa Chiara Lab. \nSono in programma gli interventi dei docenti dell’Università di Siena: Simone Beta\, Manuela Giordano\, Mario Lentano e Cristiano Viglietti; e di Cristiana Franco Università per Stranieri di Siena\, Aglaia McClintock Università del Sannio e Silvia Romani dell’Università Statale di Milano. L’evento è coordinato dal giornalista e scrittore Edoardo Camurri. \nIl Centro AMA\, fondato da Maurizio Bettini e altri studiosi presso l’Università di Siena nel 1986\, conta 25 membri\, ed è frutto di una convenzione fra le Università di Siena\, l’Università per Stranieri di Siena\, l’Università del Sannio\, l’Università di Milano Statale. Le sue ricerche sono orientate verso l’approfondimento del mondo greco e romano in prospettiva antropologica\, quali la religione antica\, il rapporto fra uomini e animali\, le relazioni di parentela\, la memoria culturale romana\, le frontiere antropologiche del diritto\, il folclore antico\, l’economia arcaica\, specie quella romana\, e così via. \nNel corso degli anni il Centro ha pubblicato 18 volumi nella collana “Antropologia del Mondo Antico” (il Mulino)\, 6 volumi nella collana “Mythologica” (Einaudi)\, oltre a numerose altre opere di ricercatori e ricercatrici del Centro in sedi editoriali diverse. Da più di 10 anni pubblica inoltre la rivista online “I quaderni del ramo d’oro”\, riconosciuta come rivista di fascia A in numerosi settori dell’Antichistica.
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SUMMARY:Lezione recitata | Pompei. Persone di gesso (Trento)
DESCRIPTION:Appuntamento con il teatro martedì 24 febbraio alle ore 17.30 allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas\, a Trento in piazza Cesare Battisti\, dove andrà in scena “Pompei. Persone di gesso”\, lezione recitata scritta da Valentina Cabiale e interpretata da Chiara Galliano. Lo spettacolo\, prodotto dalla compagnia Lo stagno di Goethe\, prende spunto dai calchi di Pompei e dallo svelamento di come nacquero per riflettere sul presente\, sui desideri\, sulle paure e sul rapporto con il dolore e i sentimenti altrui\, andando oltre il puro ambito archeologico per esplorare terreni letterari\, storici\, antropologici e filosofici. Tutto questo in modo brillante\, grazie a una originale drammaturgia\, che spazia attraverso i tempi e i generi – dai testi storici di Plinio il Vecchio alla musica di Freddie Mercury.  \nIl recital sarà preceduto alle ore 16.30 da una visita guidata alla mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana“\, allestita nel sito.  \nL’ingresso e la partecipazione alla visita e allo spettacolo sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti disponibili.  \nMaggiori informazioni: Pompei. Persone di gesso
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SUMMARY:Musei | Inaugurazione del Museo dei Relitti Greci (Gela - CL)
DESCRIPTION:Martedì 24 febbraio\, alle ore 11.30\, sarà inaugurato il Museo dei relitti greci nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela\, nel Nisseno.\n\n«Un luogo della cultura a lungo atteso – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – che restituisce al territorio un patrimonio archeologico di straordinario valore e si candida a diventare un importante moltiplicatore di sviluppo turistico per l’intera area».\n\nIl museo ospiterà il celebre relitto greco rinvenuto nei fondali di Gela\, testimonianza unica della storia millenaria della Sicilia e del suo ruolo nel Mediterraneo. L’imbarcazione fu recuperata durante due campagne di scavo svolte dalla Soprintendenza di Caltanissetta tra il 2003 e il 2008.\n\nAll’inaugurazione saranno presenti\, oltre all’assessore Scarpinato\, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali\, Mario La Rocca\, e la soprintendente Daniela Vullo.
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SUMMARY:Presentazione libro | Introduzione alla storia torcellana (Venezia)
DESCRIPTION:Il Centro Studi Torcellani in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia organizza Giovedì 19 Febbraio alle ore 16.30 nel Salone Sansoviniano la presentazione della nuova edizione del Quaderno Torcellano n. 1 “Introduzione alla storia torcellana. Un affascinante viaggio tra realtà e mito“. Il testo viene ora riproposto in una edizione ampia ed aggiornata\, con nuovi dati archeologici e d’archivio e si presenta utile ed interessante sia per gli studiosi\, sia per gli appassionati di storia veneziana e lagunare aprendo possibili nuovi studi e ricerche. La presentazione del Quaderno Torcellano è di mons. Piero Pioppo\, arcivescovo titolare di Torcello e nunzio apostolico a Madrid e nel Principato di Andorra.\n\n\nSaluto istituzionale del Direttore della Biblioteca\, dott. Stefano Trovato.\n\n\nI relatori\n\n\nMarco Molin – Presidente e fondatore del Centro Studi Torcellani. Docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ha al suo attivo numerose conferenze a tematica veneziana e lagunare\, coordina la collana “Quaderni Torcellani” proponendo momenti di riflessione sulla storia\, l’arte e le tradizioni del territorio lagunare che nei secoli è stato legato a Torcello.\n\n\nMarco Zanetto – Già docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ricercatore storico\, conferenziere stimato ed apprezzato\, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di storia di Venezia e presenta varie collaborazioni con enti ed istituzioni culturali nell’ambito della diffusione della cultura veneziana.\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Accesso da piazzetta San Marco n. 13/a – Venezia.\n\n\n La conferenza sarà trasmessa sul canale YouTube della Biblioteca\, con possibilità di interagire tramite chat\, al link: https://www.youtube.com/channel/UCesk4_I8FuO08GpqmnYJINg
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LOCATION:Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia\, Piazza San Marco\, 7\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Presentazione libro | Tusculum VII. Ridefinendo la città medievale scomparsa (Roma)
DESCRIPTION:Nell’immaginario comune\, il nome Tusculum rimanda immediatamente alla gloriosa città di epoca romana\, l’antiquissimum municipium di ciceroniana memoria. Completamente incastonato\, come un vero gioiello\, nella natura incontaminata del Parco regionale dei Castelli Romani\, le rovine di questo sito archeologico oggi abbandonato hanno attratto per secoli eruditi\, letterati\, viaggiatori del Grand Tour e appassionati di storia e archeologia. \nDal 1994\, quando la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC ha iniziato a dedicarsi attivamente a quest’area abbandonata\, si è cominciata a scrivere una nuova storia del luogo. I risultati delle ricerche hanno permesso di restituire un quadro storico più complesso e articolato dell’insediamento: è stato ricostruito un tracciato cronologico ben più ampio che parte dalla prima fondazione in epoca protostorica\, al massimo splendore in età classica\, fino al sorgere\, sulle rovine della città romana\, della Civitas Tuscolana\, potente città capace di dominare sui territori circostanti nei secoli centrali del medioevo sotto il dominio del potente lignaggio aristocratico dei Conti de Tusculana. Infine\, a conclusione della narrazione\, la sua definitiva distruzione e abbandono nel 1191\, per mano di Roma. \nIl volume Tusculum VII (a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco) vuole fornire un’organica rilettura delle informazioni che consenta di fare chiarezza sulle fasi di vita archeologicamente più labili e\, di conseguenza\, meno note della città. \nUna ricerca\, quella che ha portato alla redazione di questo volume\, che è il frutto maturo della collaborazione di professionisti di differenti discipline\, con attività che spaziano dalle ricognizioni topografiche allo studio della materialità architettonica della città\, dall’analisi dei reperti ceramici e numismatici all’antropologia e all’archeologia della guerra. Una ricerca interdisciplinare che conferma lo spirito di collaborazione e sperimentazione che ha caratterizzato il Progetto Tusculum\, nella speranza di contribuire a far riemergere la storia di questa fiorente e influente città medievale per troppi secoli rimasta nell’oblio. \nIl volume verrà presentato presso Palazzo Patrizi Clementi in via Cavalletti n. 2\, sede della Sabap per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti\, giovedì 19 febbraio alle ore 16.00. \n 
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Incontri nell'ambito della mostra "I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni" (Fondazione Luigi Rovati\, Milano)
DESCRIPTION:All’approssimarsi dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 la Fondazione Luigi Rovati di Milano propone una serie di incontri intorno alla mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga 3000 anni\, in corso fino al 22 marzo\, dedicata alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. Realizzata in coproduzione con l’Olympic Museum e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna\, l’esposizione intreccia reperti greci\, romani ed etruschi con medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi dei grandi protagonisti della storia olimpica. \n\nSimboli olimpici: continuità e innovazione di un linguaggio universale\nGiovedì 19 febbraio ore 18.00 \nAngelita Teo\, Olympic Foundation for Culture and Heritage Director\, e Lucio Rovati\, Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati\, dialogano sui valori e sulla simbologia delle Olimpiadi moderne\, esplorando il significato di elementi iconici come la torcia\, i cerchi olimpici\, i premi e le medaglie\, per riflettere sull’eredità culturale e simbolica dei Giochi. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nStoria e politica dei Giochi antichi e moderni\nMercoledì 25 febbraio ore 18.00 \nUna conversazione dedicata al significato storico e politico dei Giochi\, dall’antichità al mondo contemporaneo. Intervengono Giuseppe Sassatelli (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici) e Massimo De Giuseppe (Università IULM). \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nLo sport è cultura\nMercoledì 11 marzo ore 18.00 \nDino Ruta (SDA Bocconi) e Alessandra Marzari (Consorzio Vero Volley) conversano sul valore economico\, sociale e culturale dello sport oggi\, in occasione della presentazione del libro Colori Olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nVerità e illusioni della pittura etrusca\nGiovedì 12 marzo ore 18.00 \nL’incontro ha come protagonisti Francesco Roncalli e Maurizio Harari\, membri ordinari dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Prendendo spunto dal volume Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca di Francesco Roncalli\, si approfondiscono il linguaggio figurativo\, i significati e le interpretazioni della pittura a partire dalla Tomba delle Olimpiadi in prestito dal Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). \nIngresso libero su prenotazione.  Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte.
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SUMMARY:Presentazione libro | La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)
DESCRIPTION:Mercoledì  18 febbraio alle ore 17.00 si terrà nella Sala Azzurra di Palazzo Litta la presentazione del volume La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.) di Carla Pagani. \nIl volume\, rendiconto scientifico di consistenti lavori di restauro curati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano\, presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione del centro insubre (fine II sec. a.C.) agli anni che vedono Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e  sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). \nLa ricerca interessa 30 siti urbani oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della Soprintendenza ABAP per la città Metropolitana di Milano\, dagli anni ’80 del Novecento ad oggi. Rinvenuti prevalentemente in condizioni frammentarie e in giacitura secondaria\, gli affreschi richiedono spesso tempestivi interventi di restauro per il recupero e la conservazione\, anche in vista dello studio scientifico e della valorizzazione delle pitture: un percorso le cui tappe vengono ricostruite nel lavoro. Viene inoltre approfondito l’intero processo produttivo degli intonaci dipinti\, dagli aspetti tecnico-esecutivi\, che si avvalgono delle indagini archeometriche per la composizione delle malte e dei pigmenti\, all’analisi formale e stilistica\, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni. La lettura di sintesi in catalogo tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città\, mettendo i rinvenimenti pittorici in necessario rapporto con Roma e l’area vesuviana\, ma anche con i centri della Cisalpina e delle aree provinciali. \nI risultati di questo studio multidisciplinare apportano nel complesso un significativo contributo alla conoscenza della società e della cultura decorativa parietale della Mediolanum romana. \nPresenteranno il volume:\nla prof.ssa Irene Bragantini dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”\ne il prof. Furio Sacchi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. \nAll’evento\, moderato dalla dott.ssa Federica Giacobello dell’Università degli Studi del Molise e organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la Direzione di Palazzo Litta\, sarà presente l’autrice. \n  \nÈ possibile scaricare gratuitamente copia digitale del volume dal sito della Soprintendenza alla pagina https://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it/eventi-culturali/pubblicazioni-2/
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SUMMARY:Mostra | Archeologia del sale a Cervia (Cervia - RA)
DESCRIPTION:Al MUSA – Museo del Sale di Cervia torna protagonista l’archeologia con la nuova mostra “Archeologia del sale a Cervia”\, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. L’inaugurazione è in programma sabato 14 febbraio alle ore 17.00. \nChe cos’è l’archeologia del sale? Cosa racconta il sale sulla storia di un territorio? E perché Cervia rappresenta un luogo privilegiato per questo tipo di studi? La mostra è stata pensata per rispondere a questi interrogativi e guidare il pubblico alla scoperta dei risultati delle più recenti ricerche condotte in città nell’ambito del progetto PRIN22 “ESP – Exploring Human-Environment Interaction in the Productive Landscapes of Medieval Italy”. \nLe attività di ricerca e indagine archeologica condotte negli ultimi anni dal Comune\, dalla Soprintendenza e dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture e Civiltà – hanno portato alla scoperta di evidenze di grande interesse\, che attestano l’eccezionale valore dei siti a livello nazionale e internazionale. Un patrimonio che arricchisce la conoscenza storica del territorio e apre nuove opportunità di tutela\, valorizzazione e fruizione pubblica\, anche in chiave culturale e turistica. \nIn particolare archeologi e studenti dell’Università di Bologna hanno lavorato per ricostruire il ruolo centrale della produzione del sale nello sviluppo dell’insediamento cervese\, analizzandone l’impatto sul paesaggio nel corso dei secoli. \nI coordinatori delle indagini\, Mila Bondi e Marco Cavalazzi\, introdurranno la mostra illustrandone obiettivi\, metodi e contenuti e accompagnando il pubblico alla scoperta dei  risultati più significativi emersi dalle ricerche. \nL’iniziativa fa parte del programma Cervia Archeologica\, un calendario di mostre\, incontri e approfondimenti dedicati alla valorizzazione delle radici identitarie della città\, che confluisce nel progetto di costituzione di un parco storico-naturalistico. Il parco intende coniugare l’elevato valore ambientale e culturale delle Saline di Cervia con la rilevanza storica e archeologica dei siti di Cervia Vecchia e Prato della Rosa. \nLa mostra sarà visitabile fino a domenica 22 marzo\, negli orari di apertura del museo\, ed è compresa nel biglietto di ingresso. In occasione dell’inaugurazione\, l’ingresso sarà gratuito.
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SUMMARY:Mostra | Musei in vetrina: Venus Genetrix (Milano)
DESCRIPTION:Nell’ambito del progetto “Musei in Vetrina” promosso da MuseoCity\, la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano espone fino al 15 marzo presso la Galleria Cassina Projects di via Mecenate 76/45 una pregevole statua di epoca romana\, raffigurante Venus Genetrix (Venere “Genitrice”). \nLa scultura\, in marmo bianco e di dimensioni leggermente inferiori al naturale\, è una copia\, databile al I secolo d.C.\, di una celebre statua greca\, realizzata da Callimaco\, uno dei principali discepoli di Fidia\, nell’ultimo quarto del V secolo a.C. L’esemplare\, oggi conservato a Milano ma di provenienza sconosciuta\, è stato recuperato una decina di anni fa sul mercato antiquario ed era in origine probabilmente destinato a decorare un edificio pubblico o una residenza privata di alto livello. \nCustodita fino ad oggi nei depositi della Soprintendenza\, la statua è stata ora restaurata a cura di COR.ARTIS (Conservazione Restauro Arte Tecnologia Innovazione Scienza) e viene per la prima volta presentata al pubblico in occasione di MuseoCity. \nLa Galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18. Ingresso gratuito.
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LOCATION:Galleria Cassina Projects\, via Mecenate 76/45\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli (Genova)
DESCRIPTION:Una mostra documentaria ripercorre l’evoluzione del sistema dei Rolli attraverso manoscritti\, decreti e registri cerimoniali\, offrendo uno sguardo diretto sulle pratiche di accoglienza della Genova moderna. Un’occasione per valorizzare il patrimonio archivistico che ha reso possibile la ricostruzione della memoria istituzionale cittadina \n\n\n\nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Liguria -Archivio di Stato di Genova partecipa al Comitato di pilotaggio per il ventennale dell’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (2006–2026).\n\n\n\nSi terrà giovedì 5 febbraio 2026\, alle ore 16:30\, l’inaugurazione della mostra ‘L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli’. L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 5 febbraio al 3 aprile. \nIl 2026 celebra una ricorrenza molto importante per la cultura genovese: sono infatti trascorsi vent’anni anni da quando\, nel 2006\, l’Unesco ha conferito a 42 palazzi genovesi\, detti “dei rolli”\, lo status di Patrimonio dell’Umanità\, dichiarando a titolo di motivazione “[I palazzi patrizi dei Rolli sono]… uno strumento per leggere la complessità di una società che in essi abitava e che attraverso di essi esprimeva la propria cultura”. \nLe iniziative culturali concepite a celebrazione del ventennale sono molteplici e includono mostre\, conferenze\, tavole rotonde e convegni che si distribuiranno lungo tutto l’arco dell’anno. Ad avviare la nutrita stagione sarà l’Archivio di Stato di Genova con la mostra L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli” \, inaugurata il 5 febbraio e aperta\, con visite libere e visite guidate su prenotazione\, fino al 3 aprile. \nLo stesso Assessore alla Cultura del Comune di Genova\, il professor Giacomo Montanari\, durante la Conferenza stampa organizzata per presentare il calendario delle iniziative 2026\, ha dato rilievo alla posizione dell’Archivio di Stato poiché “… questo è il luogo da dove tutto è cominciato\, con la riscoperta di queste carte da parte di Ennio Poleggi [architetto\, storico e urbanista] e della sua squadra di lavoro”. \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Liguria – Archivio di Stato di Genova partecipa da alcuni mesi al Comitato di pilotaggio per il ventennale dell’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (2006–2026)\, contribuendo fattivamente alla programmazione culturale e ai dibattiti che entrano del merito della ulteriore valorizzazione e conservazione di questa risorsa culturale per le generazioni future. \n  \nChe cosa sono dei Palazzi dei Rolli? \nSi ratta di un sistema di ospitalità diffusa\, effettuata generalmente per sorteggio\, nelle dimore patrizie più sontuose della città per i visitatori illustri: papi\, imperatori\, monarchi\, principi\, nunzi apostolici\, ambasciatori e nobili di ogni ordine e grado. Il sistema si venne strutturando nel XVI secolo attraverso l’emanazione di specifici decreti governativi che riportavano gli elenchi dei palazzi deputati\, divisi in liste in base alla qualità e alle dimensioni delle dimore. \nIl ricco patriziato genovese aveva effettuato grandi investimenti urbanistici\, capaci di trasfigurare il volto della città e di dotarla di un formidabile complesso di palazzi “nuovi”\, dalle strepitose caratteristiche non solo architettoniche\, ma anche decorative. Il ruolo dei genovesi nell’ambito della grande finanza europea richiamò a Genova centinaia di visitatori\, soprattutto durante il periodo detto “il secolo d’oro dei genovesi”\, che raggiunse il suo apice tra la metà ‘500 e la metà ‘600\, ma anche nel secolo successivo\, che vide comunque Genova sempre protagonista della scena politico-economica europea. \nL’Archivio di Stato di Genova esporrà in mostra non solo i noti documenti (Rolli) che riportano gli elenchi dei palazzi ma anche i nove Libri Cerimoniarum\, (Libri delle Cerimonie)\, redatti tra il 1588 e il 1797 dai Maestri delle Cerimonie della Repubblica e che documentano meticolosamente gli eventi ufficiali e gli intrattenimenti previsti per le accoglienze cittadine\, le cerimonie religiose e il protocollo diplomatico. Di straordinario interesse\, questi manoscritti contengono anche descrizioni particolareggiate relative alle nomine dei Dogi e alle feste civili e religiose\, insieme con minuti dettagli sull’abbigliamento\, gli arredi e i rituali del periodo. \nDopo l’esposizione\, i primi due libri delle cerimonie\, in precario stato di conservazione\, saranno sottoposti a restauro grazie ai finanziamenti privati raccolti recentemente attraverso l’Art Bonus e all’uso del totem per gli archivi (iniziativa: donare alla storia). \nA corollario della mostra\, l’Archivio ha organizzato quattro conferenze sul tema dell’ospitalità nei Palazzi dei Rolli e parteciperà\, come di consueto\, alle due edizioni cittadine della manifestazione primaverile e autunnale denominata “Rolli days”\, che da anni richiama a Genova folle di visitatori locali\, nazionali e internazionali. \n  \nOrari di visita mostra (su prenotazione)\nMercoledì e giovedì\n10:30 – 12:00 | 15:00 – 17:00 \nIngresso\nPiazza Santa Maria in Via Lata\, 7 – Genova \nVisite guidate\nPer gruppi\, da lunedì a venerdì\, in data e orario da concordare. \nContatti\nTelefono: 010 537561\nEmail: as-ge.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Convegno | Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3 (Roma)
DESCRIPTION:Nel corso dell’ultimo decennio\, le tre Università di Roma – Sapienza\, Tor Vergata e Roma Tre – e la Sovrintendenza Capitolina hanno promosso momenti di incontro per la condivisione e l’organizzazione di attività di ricerca scientifica sulle Mura Aureliane\, eccezionale testimonianza monumentale di quasi diciotto secoli di storia. \nFrutto di questa collaborazione interdisciplinare sono stati due convegni: \n\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 1. Da Aureliano a Onorio (Roma Tre\, 2015);\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 2. Da Onorio a Niccolò V (Tor Vergata\, 2017).\nIl terzo convegno\, dal titolo Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3. Dal XVI secolo all’età contemporanea\, è coordinato da Sapienza e finanziato nell’ambito del PRIN 2022.\nLa giornata conclusiva del convegno\, dal titolo Sezione 4b. Cronache contemporanee dalle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione\, si svolge sabato 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis.\n\nMuseo dell’Ara Pacis\, Auditorium – via di Ripetta\, 190s \nProgramma \nmodera Rita Volpe \nGiuliana Barilà\nSito 1 multintervento Mura Aureliane\, dalla programmazione al collaudo passando attraverso la Milestone PNRR Caput Mundi \nCristina Carta\, Alessandra Cerrito\, Lorenzo Conte\, Marina Marcelli\, Raffaele Piatti\nNuovi dati sulle soluzioni tecnico-costruttive delle Mura Aureliane dai recenti sondaggi \nValentina Cocco\, Livia De Andreis\, Valentina Borghese\nMetodologie di restauro delle Mura Aureliane \nPaolo Mazzanti\, Jessica Clementi\, Marina Marcelli\, Cristina Carta\nIl Piano straordinario di monitoraggio delle Mura Aureliane \npausa caffè \nTakuro Ogawa\n3D Surveying\, Modeling Techniques\, and Analytical Perspectives on the Aurelian Walln Walls \nTommaso Empler\, Carlo Inglese\, Marina Marcelli\nPorta San Paolo:\nHBIM per la documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio fortificato romano \nMarina Formica\nConclusioni
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SUMMARY:Convegno | Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito (Pozzuoli\, NA)
DESCRIPTION:Mercoledì 28 gennaio 2026 la Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospita il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito”\, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli\, con il contributo del Ministero della Cultura. \nL’iniziativa\, curata da Maria Luisa Tardugno e Anna Russolillo\, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito\, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. \nDopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino\, sono previsti i saluti di S. E. Mons. Carlo Villano\, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, di S. E. Mons. Gennaro Pascarella\, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e della Soprintendente Paola Ricciardi. \nLa mattina sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli\, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici\, con interventi di studiosi delle Università di Napoli Federico II\, Napoli L’Orientale\, Roma Tre e dell’Università del Molise. \nNel pomeriggio si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito\, con contributi di Iolanda Donnarumma e Maria Luisa Tardugno. È inoltre prevista la presentazione dei poster di Robert H. Tykot\, Anna Russolillo\, Anna Abbate e Franco Foresta Martin\, dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. \nIl convegno si concluderà con una visita guidata all’ipogeo della Necropoli di San Vito. \nInfo: sabapmetropolitanana.cultura.gov.it
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