BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Storie &amp; Archeostorie - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Storie &amp; Archeostorie
X-ORIGINAL-URL:https://storiearcheostorie.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Storie &amp; Archeostorie
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260301T130000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260308T170000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260226T101524Z
LAST-MODIFIED:20260226T101524Z
UID:47624-1772370000-1772989200@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Musei | Riaprono il Museo delle Palafitte di Fiavé e il Museo Retico (Trentino)
DESCRIPTION:Domenica 1 marzo\, oltre all’ingresso gratuito\, gli esperti dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici propongono visite guidate per conoscere le vicende più antiche del Trentino.\nAl Museo delle Palafitte di Fiavé\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, sono in programma “Avete detto palafitte?”\, due visite partecipate in compagnia di un’esperta alla scoperta della vita quotidiana nel villaggio palafitticolo che oltre 3.500 anni fa sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera. A disposizione dei visitatori (a partire dai 13 anni di età) sarà anche la visione del filmato in realtà virtuale “Antiche tracce. La vita in palafitta” per trovarsi\, virtualmente\, a tu per tu con i nostri antenati dell’età del Bronzo. La partecipazione alla visita e la visione del filmato sono gratuiti\, senza prenotazione. \nIl Museo Retico propone\, alle ore 14.30 e alle ore 16\, le visite “Le antiche genti della Val di Non. I Reti”\, un viaggio nel pozzo del tempo per conoscere\, guidati da un esperto\, le testimonianze della popolazione preromana che abitava la valle nell’età del Ferro. La partecipazione è gratuita. Non è necessaria la prenotazione. Da quest’anno inoltre\, chi visita il museo in autonomia potrà disporre di una nuova audioguida scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet scansionando il QR code posto all’ingresso.\n \n\n  \nGIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA – 7 E 8 MARZO 2026Domenica 8 marzo in occasione della Giornata internazionale della Donna sarà gratuito l’ingresso per tutte le donne al Museo delle Palafitte di Fiavé\, visitabile dalle ore 13 alle 18\, al Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non a Sanzeno aperto dalle ore 14 alle 18 e ai siti della Trento romana\, lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti e la Villa di Orfeo in via Rosmini\, aperti con orario 9-13/14-17.30. \nSabato 7 marzo la Giornata sarà anticipata da alcune interessanti proposte a cura dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici per esplorare il mondo femminile nell’antichità.   \nAlle ore 10.30 e 15.30\, a Trento\, con ritrovo presso la Villa di Orfeo\, sono previste le visite guidate “Storie e mestieri delle donne di Tridentum” che condurranno alla scoperta degli usi e costumi delle donne della Trento romana\, dalla Villa di Orfeo allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas. L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 0461 230171.  \nAlle ore 15.30 il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non propone “Donne nell’antichità: reperti che raccontano”\, un viaggio nel pozzo del tempo tra i reperti rinvenuti in Val di Non\, alla scoperta di oggetti che narrano storie di donne nell’antichità. Seguirà un laboratorio di lavorazione dell’argilla. Ingresso e partecipazione gratuiti per tutte le donne previa prenotazione al numero 331 6201376 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/riapertura-museo-palafitte-fiave-museo-retico-trentino/
LOCATION:Museo delle Palafitte di Fiavé\, Via 3 Novembre\, 53\, Fiavé\, Italy
CATEGORIES:archeologia,inaugurazioni,musei
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/3musei_6-foto.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260228T163000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260228T183000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260224T104126Z
LAST-MODIFIED:20260224T105211Z
UID:47448-1772296200-1772303400@storiearcheostorie.com
SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento (Firenze)
DESCRIPTION:Le Grotte di Pertosa-Auletta al centro di tourismA 2026\, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in programma dal 27 febbraio all’1 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze. \nLa Fondazione MIdA parteciperà alla manifestazione con uno stand informativo dedicato alla promozione delle valenze speleologiche e archeologiche del sito sotterraneo. Momento centrale sarà la conferenza in programma sabato 28 febbraio\, dalle 16.30 alle 18.30\, in Sala Onice\, dal titolo “Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento”. \nL’incontro approfondirà la figura e l’opera di Paolo Carucci\, studioso di Scienze Naturali e medico originario di Caggiano\, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana\, vissuto tra Ottocento e Novecento. Il suo legame con le Grotte di Pertosa-Auletta lo portò alla pubblicazione\, nel 1907\, della monografia “La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia”\, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori. \nAlla conferenza interverranno: \nMaria Rosaria Carfagna\, presidente della Fondazione MIdA\, con l’intervento “L’impegno della Fondazione MIdA per la ricerca archeologica: dalle indagini sul terreno alla ristampa anastatica dell’opera di Paolo Carucci”; \nMirella Serlorenzi\, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con la relazione “Le Grotte di Pertosa-Auletta: un contesto di sperimentazione per l’individuazione di standard metodologici e linee di intervento”; \nMassimo Santoro\, Società IREN – Centrale idroelettrica del Tanagro\, che affronterà il tema “Acqua: da elemento di tutela di un giacimento archeologico a esempio virtuoso di produzione d’energia sostenibile”; \nAlessia Fuscone\, Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con l’intervento “La grande caverna sul fiume Tanagro: un ‘archivio privilegiato’ per la ricerca archeologica”; \nFelice Larocca\, direttore del Museo speleo-archeologico MIdA 01\, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”\, che curerà la “Presentazione della ristampa anastatica della monografia di Paolo Carucci La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia (Napoli\, 1907)”. \nLa pubblicazione\, destinata a biblioteche nazionali e internazionali\, è un’edizione fuori commercio che potrà essere acquisita da enti accademici\, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico. \nL’iniziativa vede la luce con gli auspici della Regione Campania\, della Provincia di Salerno e dei Comuni di Pertosa e Auletta. \n  \nLeggi gli articoli pubblicati su Storie & Archeostorie dedicati alla Grotta di Petrosa Auletta: \nSotto terra\, lungo il fiume: riprendono gli scavi nelle Grotte di Pertosa-Auletta \n \n  \nGrotte di Pertosa-Auletta (Salerno)\, dallo scavo emerge una struttura di culto ellenistico. Novità anche dalla palafitta dell’età del Bronzo \n \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/tourisma-2026-grotte-pertosa-auletta/
LOCATION:Palazzo dei Congressi di Firenze\, Piazza Adua\, 1\, Firenze\, Italy
CATEGORIES:archeologia,conferenze,presentazioni librarie
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/ristampa-anastatica-opera-di-Paolo-Carucci.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260228T093000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260228T140000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260227T114134Z
LAST-MODIFIED:20260227T114134Z
UID:47714-1772271000-1772287200@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Convegno | Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa al convegno “Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health”\, in programma il 28 febbraio 2026 presso Villa Campolieto e che si svolge nell’ambito del progetto PNRR OnFoods.\nL’iniziativa\, dedicata alla Dieta Mediterranea e allo stile di vita quali patrimonio culturale immateriale della salute umana\, riunisce studiosi\, ricercatori e rappresentanti istituzionali in un confronto multidisciplinare tra archeologia\, storia dell’alimentazione\, medicina e scienze della nutrizione. L’approccio diacronico proposto dal convegno intende collegare il mondo antico alle sfide contemporanee\, evidenziando la continuità culturale e scientifica dei modelli alimentari mediterranei.\nLa Direzione del Parco esprime vivo apprezzamento per la promozione di iniziative volte a valorizzare la cultura alimentare antica\, considerata una chiave interpretativa privilegiata per comprendere l’evoluzione dei modelli nutrizionali e degli stili di vita nel corso dei secoli\, nonché per rafforzare il dialogo tra patrimonio culturale e salute pubblica.\nIl programma scientifico si aprirà con la lectio magistralis della Prof.ssa Annamaria Colao\, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, e proseguirà con contributi dedicati alla cultura del vino nell’antichità\, alla vita quotidiana e alla salute dei Romani documentate dalle evidenze archeologiche di Ercolano\, nonché al ruolo dei ricettari medievali quali ponte tra tradizioni gastronomiche antiche e contemporanee.\nIn questo contesto si inserisce l’intervento della Prof.ssa Maria Vittoria Bramante (Università Pegaso)\, dal titolo Vita quotidiana\, alimentazione e salute dei Romani nelle evidenze da Ercolano antica. Il contributo approfondisce il rapporto tra pratiche alimentari\, condizioni di salute e organizzazione della vita quotidiana nel mondo romano\, alla luce delle testimonianze archeologiche restituite dal sito di Ercolano\, offrendo una lettura integrata tra dati materiali\, storia sociale e scienze della nutrizione.\nParticolare rilievo riveste il contributo scientifico del Parco\, che offre una testimonianza concreta e fondata su dati archeologici della cultura alimentare del passato. In tale ambito è prevista una visita guidata alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”\, a cura della Dott.ssa Maricarmen Pepe\, Funzionario Archeologo del Parco. L’esposizione illustra consuetudini culinarie\, rituali conviviali e significati simbolici del cibo nel mondo romano\, attraverso reperti\, apparati didattici e approfondimenti tematici che restituiscono uno spaccato vivido della quotidianità antica.\nIl convegno proseguirà con contributi dedicati ai benefici dell’esercizio fisico per la salute e agli approcci innovativi al fabbisogno nutrizionale nella popolazione giovanile\, nell’ambito del progetto IPerseo\, con particolare attenzione al paradigma della “Lifelong Nutrition”\, intesa come educazione permanente a stili di vita sani e sostenibili.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/convegno-lifelong-nutrition-the-mediterranean-diet-a-true-intangible-cultural-heritage-of-human-health-ercolano-na/
LOCATION:Villa Campolieto\, Corso Resina\, 283\, Ercolano\, Italy
CATEGORIES:convegni
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/Villa-Campolieto-foto_2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260228T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260401T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260224T154738Z
LAST-MODIFIED:20260224T154738Z
UID:47572-1772236800-1775087999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Laboratori | “Cosa c’è sopra” (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo\, con conclusione prevista agli inizi di aprile\, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”\, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza\, la fascia più giovane\, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.\nL’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”\, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi\, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi\, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio\, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio\, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.\n\nUn ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti\nIl percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio\, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana\, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.\nAttraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico\, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano\, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre\, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.\nObiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica\, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.\n \nUn progetto inclusivo per le nuove generazioni\nIl gruppo di partecipanti\, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni\, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:\n\nhanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;\nappartengono alla comunità di Via Mare\, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;\npresentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.\n\n \nEducare al patrimonio per costruire comunità\n“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento\, ma come percorso di crescita civica e relazionale\, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio\, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere\, proteggere e trasmettere.\nIl progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva\, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.\n\nPer informazioni: ercolano.beniculturali.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/laboratori-cosa-ce-sopra-ercolano-na/
LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
CATEGORIES:archeologia,laboratori
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/ercolano-cosa-ce-sopra.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260227T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260407T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260227T113103Z
LAST-MODIFIED:20260227T113103Z
UID:47704-1772150400-1775606399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Zanabazar: The Wisdom of the Steppes. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia al MAO (Torino)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale\, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma\, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo. \n\nNato nelle steppe mongole nel 1635\, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia in quel periodo\, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen\, Sua Santità l’Illuminato\, e primo Khutuktu Jebtsundamba\, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia\, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639\, quando aveva solo quattro anni\, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha. \nNel corso di quasi 60 anni\, Zanabazar promosse fra la popolazione mongola la scuola riformata Gelugpa (a cui appartiene anche il Dalai Lama) soppiantando le tradizioni Sakya o “Cappello Rosso” (o scuola antica pre Gelugpa) che avevano precedentemente prevalso nella zona\, e influenzò profondamente gli sviluppi sociali e politici della Mongolia del XVII secolo. \n\nOltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo\, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso\, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista. \nZanabazar è considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca: a lui e ai membri della sua scuola si devono le maggiori opere realizzate in Mongolia in età moderna\, fra cui una straordinaria Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono. Esposte dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026 nel salone d’ingresso della Galleria Borghese di Roma\, i due capolavori sono in mostra al MAO di Torino dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 all’interno della sezione della collezione permanente dedicata all’Asia meridionale\, centrale e alla regione himalayana\, creando un dialogo con i manufatti provenienti dall’Himalaya\, soprattutto dall’antico monastero di Densatil – in Tibet Centrale – a cui Zanabazar si ispirò per le sue creazioni scultoree e i suoi dipinti religiosi. \n  \nLe opere\, in prestito in Italia e in Europa per la prima volta dal Museo Nazionale Chinggis Khan di Ulaanbaatar in occasione delle esposizioni a Roma e Torino\, si contraddistinguono per un eccezionale valore estetico e spirituale e sono connotate da un linguaggio innovativo e accessibile\, capace di parlare direttamente allo sguardo e all’animo dei visitatori (e dei fedeli). \n\nQuesto progetto rappresenta per il MAO un’occasione preziosa per presentare\, nel contesto di un’istituzione occidentale che conserva arte asiatica\, uno dei più importanti artisti religiosi della Mongolia\, mettendolo in relazione con le opere del museo e colmando una lacuna nelle collezioni\, che presentano alcuni esemplari di tangka e sculture del Tibet Orientale con tratti di influenza mongola e cinese\, ma sono prive di opere di provenienza mongola. \n\nIl progetto intende inoltre favorire uno scambio interculturale tra Italia e Mongolia\, contribuendo a consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni nazionali e internazionali; in questo contesto è previsto nell’estate 2026 un progetto espositivo che porterà alcuni frammenti provenienti dal monastero di Densatil della collezione del MAO presso il Chinggis Khaan National Museum\, unitamente a una ri-edizione dell’installazione multimediale del duo Ritu Sarin e Tenzing Sonam che rilegge il valore di questa preziosa raccolta attraverso la narrazione in prima persona della scultura di Virūḍhaka\, (Re Guardiano del Sud)\, una delle quattro statue che presidiavano i punti cardinali di uno dei preziosissimi stupa metallici del monastero. \n\nIl progetto espositivo è accompagnato da una pubblicazione\, edita da Silvana Editoriale\, con testi istituzionali di MAO\, Galleria Borgese e Chinggis Khaan National Museum\, oltre a nuovi saggi di esperti quali Thupten Kelsang e Chiara Bellini e approfondimenti sulle opere in mostra con traduzioni in italiano e in inglese. Il volume sarà riccamente illustrato e presenterà immagini di allestimento di entrambe le sedi espositive. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. \n  \n(Immagine in apertura: Öndör Gegeen Zanabazar (Mongolia\, 1635 – 1723). Tara verde / Green Tara. XVII secolo Bronzo dorato\, fusione. Chinggis Khaan National Museum\, Ulan Bator\, Mongolia) \n  \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/zanabazar-the-wisdom-of-the-steppes-mao-torino/
LOCATION:MAO Museo d’Arte Orientale\, Via san Domenico 11\, Torino\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260227T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260228T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260226T094914Z
LAST-MODIFIED:20260226T094914Z
UID:47611-1772150400-1772323199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: ArcheTourDev (Firenze)
DESCRIPTION:Può l’archeologia diventare una leva di crescita\, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole? \nL’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA\, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica\, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.\n\nArcheTourDev\, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo\, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA\, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale\, che si terrà a Firenze\, al Palazzo dei Congressi\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. \nArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development\, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia\, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Capofila è Sagas\, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze\, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure\, punto di riferimento mondiale per il restauro\, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente)\, attivo da decenni nella cooperazione culturale. \nAruch\, scavo nella fortezza\nArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni\, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico\, Dvin e Aruch\, il cui potenziale turistico è in espansione\, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e\, allo stesso tempo\, generare benefici concreti per le comunità locali. \nGarni\, mosaico pavimento terme\nDue sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici\, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori. \n\nVenerdì 27 febbraio\, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi\, alle 14.30\, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva\, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto\, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.\nSabato 28 febbraio\, nella Sala Onice\, dalle 14.00 alle 16.00\, si terrà l’incontro:  “Armenia. Tra ricerca scientifica\, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento\, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027\, prevede l’intervento  di:Michele Nucciotti\, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian\, Università di FirenzeEmanuela Daffra e Anna Patera\, Opificio delle Pietre DureSergio Ferdinandi\, IsmeoI relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca\, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni\, Dvin e Aruch\, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile\, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino\, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.\n\nPer approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/archeologia-armenia-tourisma-archetourdev/
LOCATION:Palazzo dei Congressi di Firenze\, Piazza Adua\, 1\, Firenze\, Italy
CATEGORIES:archeologia,conferenze
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/Dvin-la-Cittadella-con-strutture-in-terra-cruda.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260226T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260314T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260227T115643Z
LAST-MODIFIED:20260227T115643Z
UID:47729-1772064000-1773532799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Ciclo di conferenze | Archeologica XXVI (La Spezia)
DESCRIPTION:Il Museo del Castello San Giorgio presenta Archeologica\, la rassegna di appuntamenti di Archeologia\, con una nuova edizione dedicata a tematiche generali di vasto interesse e a novità di ricerca sul territorio. Giovedì 26 febbraio verrà raccontata la percezione che si aveva di Pompei nelle diverse epoche fino alla sensazionale scoperta del 1748; giovedì 5 marzo si parlerà di Etruschi con la relazione sugli scavi di un insediamento abitativo a San Rocchino (Lucca); sabato 7 marzo verrà affrontato l’affascinante mondo dell’antico Egitto in rapporto con il mondo greco e con Alessandro Magno e\, infine\, sabato 14 marzo si conclude con gli aggiornamenti degli scavi a Luni praticati dall’Università di Pisa. Progetto a cura di Donatella Alessi. \n  \nProgramma completo: http://museodelcastello.museilaspezia.it/export/sites/Museodelcastello/archeologica-26-web.pdf \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/ciclo-di-conferenze-archeologica-xxvi-la-spezia/
LOCATION:Museo del Castello San Giorgio\, Via XXVII Marzo 36\, La Spezia\, Italy
CATEGORIES:archeologia,conferenze
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/archeologica-la-spezia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260225T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260225T183000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260224T153941Z
LAST-MODIFIED:20260224T153941Z
UID:47565-1772038800-1772044200@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Presentazione libro | Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Mercoledì 25 febbraio alle 17.00\, nella Sala Tenerani del Museo di Roma si terrà la presentazione del libro “Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma” (Palombi editore) \nUn approfondimento sul ruolo dell’arte nel miglioramento del benessere fisico e mentale delle persone\, specialmente le più fragili \n  \nIl volume Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Diano libri – Palombi editore) raccoglie e amplia i contributi emersi durante la Giornata di studi svoltasi il 13 ottobre 2024 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. \nL’opera si distingue per un’impostazione fortemente interdisciplinare che riflette il vasto ambito di applicazione di questa nuova prospettiva di ricerca\, per sua natura intersettoriale. Medici\, curatrici archeologhe e storiche dell’arte di Musei statali e della Sovrintendenza Capitolina\, rappresentanti del Terzo settore\, ricercatrici e ricercatori raccontano studi innovativi ed esperienze\, offrendo sotto differenti punti di vista numerosi spunti per ulteriori sviluppi e riflessioni sul tema del welfare culturale. \nIntervengono: \nPierPaola D’Alessandro\, Vice Direttrice Vicaria di Roma Capitale \nValeria Fabio\, Responsabile Servizi Museali e Istituti culturali Regione Lazio \nModera: \nValeria Arnaldi\, giornalista \n\nSaranno presenti le curatrici Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. \n\nINFO \nMercoledì 25 febbraio\, ore 17.00 \nSala Tenerani\, Museo di Roma a Palazzo Braschi \nIngresso libero fino a esaurimento posti disponibili \nhttps://www.museodiroma.it \n\n—
URL:https://storiearcheostorie.com/event/presentazione-libro-welfare-culturale-e-musei-buone-pratiche-e-nuove-sinergie-nella-citta-di-roma-roma/
LOCATION:Museo di Roma a Palazzo Braschi\, Piazza di S. Pantaleo\, 10\, Roma\, Italy
CATEGORIES:presentazioni librarie
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/welfare-2026_1050x545.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260225T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260225T180000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260219T140924Z
LAST-MODIFIED:20260219T140924Z
UID:47369-1772035200-1772042400@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Presentazione libro | “L’antropologia del mondo antico" (Siena)
DESCRIPTION:Il Centro Interuniversitario Antropologia e Mondo Antico – AMA celebra quarant’anni di attività con la presentazione del volume “L’antropologia del mondo antico” (Il Mulino)\, in programma il 25 febbraio alle ore 16 presso l’Auditorium del Santa Chiara Lab (via Valdimontone 1) a Siena. \nIl libro\, curato da Maurizio Bettini\, Professore emerito dell’Università di Siena\, raccoglie contributi dedicati sia agli strumenti dell’antropologia del mondo antico e alla storia della disciplina\, sia a casi di studio relativi a pratiche e forme culturali concrete. \nL’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore Roberto Di Pietra\, del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio\, di Alessandro Linguiti\, Direttore del Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne (DFCLAM) e di Angelo Riccaboni\, Presidente del Santa Chiara Lab. \nSono in programma gli interventi dei docenti dell’Università di Siena: Simone Beta\, Manuela Giordano\, Mario Lentano e Cristiano Viglietti; e di Cristiana Franco Università per Stranieri di Siena\, Aglaia McClintock Università del Sannio e Silvia Romani dell’Università Statale di Milano. L’evento è coordinato dal giornalista e scrittore Edoardo Camurri. \nIl Centro AMA\, fondato da Maurizio Bettini e altri studiosi presso l’Università di Siena nel 1986\, conta 25 membri\, ed è frutto di una convenzione fra le Università di Siena\, l’Università per Stranieri di Siena\, l’Università del Sannio\, l’Università di Milano Statale. Le sue ricerche sono orientate verso l’approfondimento del mondo greco e romano in prospettiva antropologica\, quali la religione antica\, il rapporto fra uomini e animali\, le relazioni di parentela\, la memoria culturale romana\, le frontiere antropologiche del diritto\, il folclore antico\, l’economia arcaica\, specie quella romana\, e così via. \nNel corso degli anni il Centro ha pubblicato 18 volumi nella collana “Antropologia del Mondo Antico” (il Mulino)\, 6 volumi nella collana “Mythologica” (Einaudi)\, oltre a numerose altre opere di ricercatori e ricercatrici del Centro in sedi editoriali diverse. Da più di 10 anni pubblica inoltre la rivista online “I quaderni del ramo d’oro”\, riconosciuta come rivista di fascia A in numerosi settori dell’Antichistica.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/presentazione-libro-lantropologia-del-mondo-antico-siena/
LOCATION:Auditorium del Santa Chiara Lab\, via Valdimontone 1\, Siena\, Italy
CATEGORIES:presentazioni librarie
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/antropologia-del-mondo-antico.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260224T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260224T190000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260219T161218Z
LAST-MODIFIED:20260219T161301Z
UID:47396-1771954200-1771959600@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Lezione recitata | Pompei. Persone di gesso (Trento)
DESCRIPTION:Appuntamento con il teatro martedì 24 febbraio alle ore 17.30 allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas\, a Trento in piazza Cesare Battisti\, dove andrà in scena “Pompei. Persone di gesso”\, lezione recitata scritta da Valentina Cabiale e interpretata da Chiara Galliano. Lo spettacolo\, prodotto dalla compagnia Lo stagno di Goethe\, prende spunto dai calchi di Pompei e dallo svelamento di come nacquero per riflettere sul presente\, sui desideri\, sulle paure e sul rapporto con il dolore e i sentimenti altrui\, andando oltre il puro ambito archeologico per esplorare terreni letterari\, storici\, antropologici e filosofici. Tutto questo in modo brillante\, grazie a una originale drammaturgia\, che spazia attraverso i tempi e i generi – dai testi storici di Plinio il Vecchio alla musica di Freddie Mercury.  \nIl recital sarà preceduto alle ore 16.30 da una visita guidata alla mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana“\, allestita nel sito.  \nL’ingresso e la partecipazione alla visita e allo spettacolo sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti disponibili.  \nMaggiori informazioni: Pompei. Persone di gesso
URL:https://storiearcheostorie.com/event/lezione-recitata-pompei-persone-di-gesso-trento/
LOCATION:S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas\, piazza Cesare Battisti\, Trento\, Italy
CATEGORIES:archeologia,lezione recitata
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/persone-di-gesso.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260224T113000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260224T133000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260219T160517Z
LAST-MODIFIED:20260219T160517Z
UID:47388-1771932600-1771939800@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Musei | Inaugurazione del Museo dei Relitti Greci (Gela - CL)
DESCRIPTION:Martedì 24 febbraio\, alle ore 11.30\, sarà inaugurato il Museo dei relitti greci nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela\, nel Nisseno.\n\n«Un luogo della cultura a lungo atteso – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – che restituisce al territorio un patrimonio archeologico di straordinario valore e si candida a diventare un importante moltiplicatore di sviluppo turistico per l’intera area».\n\nIl museo ospiterà il celebre relitto greco rinvenuto nei fondali di Gela\, testimonianza unica della storia millenaria della Sicilia e del suo ruolo nel Mediterraneo. L’imbarcazione fu recuperata durante due campagne di scavo svolte dalla Soprintendenza di Caltanissetta tra il 2003 e il 2008.\n\nAll’inaugurazione saranno presenti\, oltre all’assessore Scarpinato\, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali\, Mario La Rocca\, e la soprintendente Daniela Vullo.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/inaugurazione-museo-relitti-greci-gela/
LOCATION:Museo dei relitti greci\, Gela\, Italy
CATEGORIES:archeologia,inaugurazioni
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/museo-relitti-greci-gela.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260219T163000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260219T183000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260215T121031Z
LAST-MODIFIED:20260215T121031Z
UID:47229-1771518600-1771525800@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Presentazione libro | Introduzione alla storia torcellana (Venezia)
DESCRIPTION:Il Centro Studi Torcellani in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia organizza Giovedì 19 Febbraio alle ore 16.30 nel Salone Sansoviniano la presentazione della nuova edizione del Quaderno Torcellano n. 1 “Introduzione alla storia torcellana. Un affascinante viaggio tra realtà e mito“. Il testo viene ora riproposto in una edizione ampia ed aggiornata\, con nuovi dati archeologici e d’archivio e si presenta utile ed interessante sia per gli studiosi\, sia per gli appassionati di storia veneziana e lagunare aprendo possibili nuovi studi e ricerche. La presentazione del Quaderno Torcellano è di mons. Piero Pioppo\, arcivescovo titolare di Torcello e nunzio apostolico a Madrid e nel Principato di Andorra.\n\n\nSaluto istituzionale del Direttore della Biblioteca\, dott. Stefano Trovato.\n\n\nI relatori\n\n\nMarco Molin – Presidente e fondatore del Centro Studi Torcellani. Docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ha al suo attivo numerose conferenze a tematica veneziana e lagunare\, coordina la collana “Quaderni Torcellani” proponendo momenti di riflessione sulla storia\, l’arte e le tradizioni del territorio lagunare che nei secoli è stato legato a Torcello.\n\n\nMarco Zanetto – Già docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ricercatore storico\, conferenziere stimato ed apprezzato\, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di storia di Venezia e presenta varie collaborazioni con enti ed istituzioni culturali nell’ambito della diffusione della cultura veneziana.\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Accesso da piazzetta San Marco n. 13/a – Venezia.\n\n\n La conferenza sarà trasmessa sul canale YouTube della Biblioteca\, con possibilità di interagire tramite chat\, al link: https://www.youtube.com/channel/UCesk4_I8FuO08GpqmnYJINg
URL:https://storiearcheostorie.com/event/libro-introduzione-alla-storia-torcellana-venezia/
LOCATION:Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia\, Piazza San Marco\, 7\, Venezia\, Italy
CATEGORIES:presentazioni librarie
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/torcello.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260219T160000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260219T180000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260215T111242Z
LAST-MODIFIED:20260215T111242Z
UID:47192-1771516800-1771524000@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Presentazione libro | Tusculum VII. Ridefinendo la città medievale scomparsa (Roma)
DESCRIPTION:Nell’immaginario comune\, il nome Tusculum rimanda immediatamente alla gloriosa città di epoca romana\, l’antiquissimum municipium di ciceroniana memoria. Completamente incastonato\, come un vero gioiello\, nella natura incontaminata del Parco regionale dei Castelli Romani\, le rovine di questo sito archeologico oggi abbandonato hanno attratto per secoli eruditi\, letterati\, viaggiatori del Grand Tour e appassionati di storia e archeologia. \nDal 1994\, quando la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC ha iniziato a dedicarsi attivamente a quest’area abbandonata\, si è cominciata a scrivere una nuova storia del luogo. I risultati delle ricerche hanno permesso di restituire un quadro storico più complesso e articolato dell’insediamento: è stato ricostruito un tracciato cronologico ben più ampio che parte dalla prima fondazione in epoca protostorica\, al massimo splendore in età classica\, fino al sorgere\, sulle rovine della città romana\, della Civitas Tuscolana\, potente città capace di dominare sui territori circostanti nei secoli centrali del medioevo sotto il dominio del potente lignaggio aristocratico dei Conti de Tusculana. Infine\, a conclusione della narrazione\, la sua definitiva distruzione e abbandono nel 1191\, per mano di Roma. \nIl volume Tusculum VII (a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco) vuole fornire un’organica rilettura delle informazioni che consenta di fare chiarezza sulle fasi di vita archeologicamente più labili e\, di conseguenza\, meno note della città. \nUna ricerca\, quella che ha portato alla redazione di questo volume\, che è il frutto maturo della collaborazione di professionisti di differenti discipline\, con attività che spaziano dalle ricognizioni topografiche allo studio della materialità architettonica della città\, dall’analisi dei reperti ceramici e numismatici all’antropologia e all’archeologia della guerra. Una ricerca interdisciplinare che conferma lo spirito di collaborazione e sperimentazione che ha caratterizzato il Progetto Tusculum\, nella speranza di contribuire a far riemergere la storia di questa fiorente e influente città medievale per troppi secoli rimasta nell’oblio. \nIl volume verrà presentato presso Palazzo Patrizi Clementi in via Cavalletti n. 2\, sede della Sabap per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti\, giovedì 19 febbraio alle ore 16.00. \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/presentazione-libro-tusculum-vii-ridefinendo-la-citta-medievale-scomparsa-roma/
LOCATION:Palazzo Patrizi Clementi\, via Cavalletti 2\, Roma\, Italy
CATEGORIES:archeologia,presentazioni librarie
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/tusculum-VII-ok.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260219T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260312T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260203T175610Z
LAST-MODIFIED:20260203T175610Z
UID:46599-1771459200-1773359999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Ciclo di conferenze | Incontri nell'ambito della mostra "I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni" (Fondazione Luigi Rovati\, Milano)
DESCRIPTION:All’approssimarsi dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 la Fondazione Luigi Rovati di Milano propone una serie di incontri intorno alla mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga 3000 anni\, in corso fino al 22 marzo\, dedicata alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. Realizzata in coproduzione con l’Olympic Museum e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna\, l’esposizione intreccia reperti greci\, romani ed etruschi con medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi dei grandi protagonisti della storia olimpica. \n\nSimboli olimpici: continuità e innovazione di un linguaggio universale\nGiovedì 19 febbraio ore 18.00 \nAngelita Teo\, Olympic Foundation for Culture and Heritage Director\, e Lucio Rovati\, Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati\, dialogano sui valori e sulla simbologia delle Olimpiadi moderne\, esplorando il significato di elementi iconici come la torcia\, i cerchi olimpici\, i premi e le medaglie\, per riflettere sull’eredità culturale e simbolica dei Giochi. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nStoria e politica dei Giochi antichi e moderni\nMercoledì 25 febbraio ore 18.00 \nUna conversazione dedicata al significato storico e politico dei Giochi\, dall’antichità al mondo contemporaneo. Intervengono Giuseppe Sassatelli (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici) e Massimo De Giuseppe (Università IULM). \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nLo sport è cultura\nMercoledì 11 marzo ore 18.00 \nDino Ruta (SDA Bocconi) e Alessandra Marzari (Consorzio Vero Volley) conversano sul valore economico\, sociale e culturale dello sport oggi\, in occasione della presentazione del libro Colori Olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nVerità e illusioni della pittura etrusca\nGiovedì 12 marzo ore 18.00 \nL’incontro ha come protagonisti Francesco Roncalli e Maurizio Harari\, membri ordinari dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Prendendo spunto dal volume Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca di Francesco Roncalli\, si approfondiscono il linguaggio figurativo\, i significati e le interpretazioni della pittura a partire dalla Tomba delle Olimpiadi in prestito dal Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). \nIngresso libero su prenotazione.  Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-giochi-olimpici-milano-conferenze/
LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
CATEGORIES:conferenze
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/mostra-giochi-olimpici-milano-rovati.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260218T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260218T190000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260213T105134Z
LAST-MODIFIED:20260213T105218Z
UID:47118-1771434000-1771441200@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Presentazione libro | La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)
DESCRIPTION:Mercoledì  18 febbraio alle ore 17.00 si terrà nella Sala Azzurra di Palazzo Litta la presentazione del volume La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.) di Carla Pagani. \nIl volume\, rendiconto scientifico di consistenti lavori di restauro curati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano\, presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione del centro insubre (fine II sec. a.C.) agli anni che vedono Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e  sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). \nLa ricerca interessa 30 siti urbani oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della Soprintendenza ABAP per la città Metropolitana di Milano\, dagli anni ’80 del Novecento ad oggi. Rinvenuti prevalentemente in condizioni frammentarie e in giacitura secondaria\, gli affreschi richiedono spesso tempestivi interventi di restauro per il recupero e la conservazione\, anche in vista dello studio scientifico e della valorizzazione delle pitture: un percorso le cui tappe vengono ricostruite nel lavoro. Viene inoltre approfondito l’intero processo produttivo degli intonaci dipinti\, dagli aspetti tecnico-esecutivi\, che si avvalgono delle indagini archeometriche per la composizione delle malte e dei pigmenti\, all’analisi formale e stilistica\, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni. La lettura di sintesi in catalogo tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città\, mettendo i rinvenimenti pittorici in necessario rapporto con Roma e l’area vesuviana\, ma anche con i centri della Cisalpina e delle aree provinciali. \nI risultati di questo studio multidisciplinare apportano nel complesso un significativo contributo alla conoscenza della società e della cultura decorativa parietale della Mediolanum romana. \nPresenteranno il volume:\nla prof.ssa Irene Bragantini dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”\ne il prof. Furio Sacchi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. \nAll’evento\, moderato dalla dott.ssa Federica Giacobello dell’Università degli Studi del Molise e organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la Direzione di Palazzo Litta\, sarà presente l’autrice. \n  \nÈ possibile scaricare gratuitamente copia digitale del volume dal sito della Soprintendenza alla pagina https://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it/eventi-culturali/pubblicazioni-2/
URL:https://storiearcheostorie.com/event/presentazione-libro-decorazione-parietale-romana-mediolanum/
LOCATION:Palazzo Litta\, Corso Magenta\, 24\, Milano\, Italy
CATEGORIES:archeologia,presentazioni librarie
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/volume-La-decorazione-parietale-romana-di-Mediolanum.-Affreschi-e-stucchi.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260214T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260215T114540Z
LAST-MODIFIED:20260215T114540Z
UID:47211-1771027200-1774223999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Archeologia del sale a Cervia (Cervia - RA)
DESCRIPTION:Al MUSA – Museo del Sale di Cervia torna protagonista l’archeologia con la nuova mostra “Archeologia del sale a Cervia”\, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. L’inaugurazione è in programma sabato 14 febbraio alle ore 17.00. \nChe cos’è l’archeologia del sale? Cosa racconta il sale sulla storia di un territorio? E perché Cervia rappresenta un luogo privilegiato per questo tipo di studi? La mostra è stata pensata per rispondere a questi interrogativi e guidare il pubblico alla scoperta dei risultati delle più recenti ricerche condotte in città nell’ambito del progetto PRIN22 “ESP – Exploring Human-Environment Interaction in the Productive Landscapes of Medieval Italy”. \nLe attività di ricerca e indagine archeologica condotte negli ultimi anni dal Comune\, dalla Soprintendenza e dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture e Civiltà – hanno portato alla scoperta di evidenze di grande interesse\, che attestano l’eccezionale valore dei siti a livello nazionale e internazionale. Un patrimonio che arricchisce la conoscenza storica del territorio e apre nuove opportunità di tutela\, valorizzazione e fruizione pubblica\, anche in chiave culturale e turistica. \nIn particolare archeologi e studenti dell’Università di Bologna hanno lavorato per ricostruire il ruolo centrale della produzione del sale nello sviluppo dell’insediamento cervese\, analizzandone l’impatto sul paesaggio nel corso dei secoli. \nI coordinatori delle indagini\, Mila Bondi e Marco Cavalazzi\, introdurranno la mostra illustrandone obiettivi\, metodi e contenuti e accompagnando il pubblico alla scoperta dei  risultati più significativi emersi dalle ricerche. \nL’iniziativa fa parte del programma Cervia Archeologica\, un calendario di mostre\, incontri e approfondimenti dedicati alla valorizzazione delle radici identitarie della città\, che confluisce nel progetto di costituzione di un parco storico-naturalistico. Il parco intende coniugare l’elevato valore ambientale e culturale delle Saline di Cervia con la rilevanza storica e archeologica dei siti di Cervia Vecchia e Prato della Rosa. \nLa mostra sarà visitabile fino a domenica 22 marzo\, negli orari di apertura del museo\, ed è compresa nel biglietto di ingresso. In occasione dell’inaugurazione\, l’ingresso sarà gratuito.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-archeologia-del-sale-a-cervia-cervia-ra/
LOCATION:MUSA – Museo del Sale di Cervia\, Via N.Sauro\, 24\, Cervia\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/scavo-magazzino3-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260206T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260315T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260224T105048Z
LAST-MODIFIED:20260224T105048Z
UID:47458-1770336000-1773619199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Musei in vetrina: Venus Genetrix (Milano)
DESCRIPTION:Nell’ambito del progetto “Musei in Vetrina” promosso da MuseoCity\, la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano espone fino al 15 marzo presso la Galleria Cassina Projects di via Mecenate 76/45 una pregevole statua di epoca romana\, raffigurante Venus Genetrix (Venere “Genitrice”). \nLa scultura\, in marmo bianco e di dimensioni leggermente inferiori al naturale\, è una copia\, databile al I secolo d.C.\, di una celebre statua greca\, realizzata da Callimaco\, uno dei principali discepoli di Fidia\, nell’ultimo quarto del V secolo a.C. L’esemplare\, oggi conservato a Milano ma di provenienza sconosciuta\, è stato recuperato una decina di anni fa sul mercato antiquario ed era in origine probabilmente destinato a decorare un edificio pubblico o una residenza privata di alto livello. \nCustodita fino ad oggi nei depositi della Soprintendenza\, la statua è stata ora restaurata a cura di COR.ARTIS (Conservazione Restauro Arte Tecnologia Innovazione Scienza) e viene per la prima volta presentata al pubblico in occasione di MuseoCity. \nLa Galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18. Ingresso gratuito.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-venus-genetrix-milano/
LOCATION:Galleria Cassina Projects\, via Mecenate 76/45\, Milano\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/venus-genetrix-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260205T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260403T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260205T102132Z
LAST-MODIFIED:20260205T102132Z
UID:46834-1770249600-1775260799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli (Genova)
DESCRIPTION:Una mostra documentaria ripercorre l’evoluzione del sistema dei Rolli attraverso manoscritti\, decreti e registri cerimoniali\, offrendo uno sguardo diretto sulle pratiche di accoglienza della Genova moderna. Un’occasione per valorizzare il patrimonio archivistico che ha reso possibile la ricostruzione della memoria istituzionale cittadina \n\n\n\nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Liguria -Archivio di Stato di Genova partecipa al Comitato di pilotaggio per il ventennale dell’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (2006–2026).\n\n\n\nSi terrà giovedì 5 febbraio 2026\, alle ore 16:30\, l’inaugurazione della mostra ‘L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli’. L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 5 febbraio al 3 aprile. \nIl 2026 celebra una ricorrenza molto importante per la cultura genovese: sono infatti trascorsi vent’anni anni da quando\, nel 2006\, l’Unesco ha conferito a 42 palazzi genovesi\, detti “dei rolli”\, lo status di Patrimonio dell’Umanità\, dichiarando a titolo di motivazione “[I palazzi patrizi dei Rolli sono]… uno strumento per leggere la complessità di una società che in essi abitava e che attraverso di essi esprimeva la propria cultura”. \nLe iniziative culturali concepite a celebrazione del ventennale sono molteplici e includono mostre\, conferenze\, tavole rotonde e convegni che si distribuiranno lungo tutto l’arco dell’anno. Ad avviare la nutrita stagione sarà l’Archivio di Stato di Genova con la mostra L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli” \, inaugurata il 5 febbraio e aperta\, con visite libere e visite guidate su prenotazione\, fino al 3 aprile. \nLo stesso Assessore alla Cultura del Comune di Genova\, il professor Giacomo Montanari\, durante la Conferenza stampa organizzata per presentare il calendario delle iniziative 2026\, ha dato rilievo alla posizione dell’Archivio di Stato poiché “… questo è il luogo da dove tutto è cominciato\, con la riscoperta di queste carte da parte di Ennio Poleggi [architetto\, storico e urbanista] e della sua squadra di lavoro”. \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Liguria – Archivio di Stato di Genova partecipa da alcuni mesi al Comitato di pilotaggio per il ventennale dell’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (2006–2026)\, contribuendo fattivamente alla programmazione culturale e ai dibattiti che entrano del merito della ulteriore valorizzazione e conservazione di questa risorsa culturale per le generazioni future. \n  \nChe cosa sono dei Palazzi dei Rolli? \nSi ratta di un sistema di ospitalità diffusa\, effettuata generalmente per sorteggio\, nelle dimore patrizie più sontuose della città per i visitatori illustri: papi\, imperatori\, monarchi\, principi\, nunzi apostolici\, ambasciatori e nobili di ogni ordine e grado. Il sistema si venne strutturando nel XVI secolo attraverso l’emanazione di specifici decreti governativi che riportavano gli elenchi dei palazzi deputati\, divisi in liste in base alla qualità e alle dimensioni delle dimore. \nIl ricco patriziato genovese aveva effettuato grandi investimenti urbanistici\, capaci di trasfigurare il volto della città e di dotarla di un formidabile complesso di palazzi “nuovi”\, dalle strepitose caratteristiche non solo architettoniche\, ma anche decorative. Il ruolo dei genovesi nell’ambito della grande finanza europea richiamò a Genova centinaia di visitatori\, soprattutto durante il periodo detto “il secolo d’oro dei genovesi”\, che raggiunse il suo apice tra la metà ‘500 e la metà ‘600\, ma anche nel secolo successivo\, che vide comunque Genova sempre protagonista della scena politico-economica europea. \nL’Archivio di Stato di Genova esporrà in mostra non solo i noti documenti (Rolli) che riportano gli elenchi dei palazzi ma anche i nove Libri Cerimoniarum\, (Libri delle Cerimonie)\, redatti tra il 1588 e il 1797 dai Maestri delle Cerimonie della Repubblica e che documentano meticolosamente gli eventi ufficiali e gli intrattenimenti previsti per le accoglienze cittadine\, le cerimonie religiose e il protocollo diplomatico. Di straordinario interesse\, questi manoscritti contengono anche descrizioni particolareggiate relative alle nomine dei Dogi e alle feste civili e religiose\, insieme con minuti dettagli sull’abbigliamento\, gli arredi e i rituali del periodo. \nDopo l’esposizione\, i primi due libri delle cerimonie\, in precario stato di conservazione\, saranno sottoposti a restauro grazie ai finanziamenti privati raccolti recentemente attraverso l’Art Bonus e all’uso del totem per gli archivi (iniziativa: donare alla storia). \nA corollario della mostra\, l’Archivio ha organizzato quattro conferenze sul tema dell’ospitalità nei Palazzi dei Rolli e parteciperà\, come di consueto\, alle due edizioni cittadine della manifestazione primaverile e autunnale denominata “Rolli days”\, che da anni richiama a Genova folle di visitatori locali\, nazionali e internazionali. \n  \nOrari di visita mostra (su prenotazione)\nMercoledì e giovedì\n10:30 – 12:00 | 15:00 – 17:00 \nIngresso\nPiazza Santa Maria in Via Lata\, 7 – Genova \nVisite guidate\nPer gruppi\, da lunedì a venerdì\, in data e orario da concordare. \nContatti\nTelefono: 010 537561\nEmail: as-ge.comunicazione@cultura.gov.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-genova-sistema-dei-rolli/
LOCATION:Archivio di Stato di Genova\, Piazza Santa Maria in Via Lata\, 7\, Genova\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/rolli.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260205T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260207T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260204T121333Z
LAST-MODIFIED:20260204T121333Z
UID:46710-1770249600-1770508799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Convegno | Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3 (Roma)
DESCRIPTION:Nel corso dell’ultimo decennio\, le tre Università di Roma – Sapienza\, Tor Vergata e Roma Tre – e la Sovrintendenza Capitolina hanno promosso momenti di incontro per la condivisione e l’organizzazione di attività di ricerca scientifica sulle Mura Aureliane\, eccezionale testimonianza monumentale di quasi diciotto secoli di storia. \nFrutto di questa collaborazione interdisciplinare sono stati due convegni: \n\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 1. Da Aureliano a Onorio (Roma Tre\, 2015);\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 2. Da Onorio a Niccolò V (Tor Vergata\, 2017).\nIl terzo convegno\, dal titolo Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3. Dal XVI secolo all’età contemporanea\, è coordinato da Sapienza e finanziato nell’ambito del PRIN 2022.\nLa giornata conclusiva del convegno\, dal titolo Sezione 4b. Cronache contemporanee dalle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione\, si svolge sabato 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis.\n\nMuseo dell’Ara Pacis\, Auditorium – via di Ripetta\, 190s \nProgramma \nmodera Rita Volpe \nGiuliana Barilà\nSito 1 multintervento Mura Aureliane\, dalla programmazione al collaudo passando attraverso la Milestone PNRR Caput Mundi \nCristina Carta\, Alessandra Cerrito\, Lorenzo Conte\, Marina Marcelli\, Raffaele Piatti\nNuovi dati sulle soluzioni tecnico-costruttive delle Mura Aureliane dai recenti sondaggi \nValentina Cocco\, Livia De Andreis\, Valentina Borghese\nMetodologie di restauro delle Mura Aureliane \nPaolo Mazzanti\, Jessica Clementi\, Marina Marcelli\, Cristina Carta\nIl Piano straordinario di monitoraggio delle Mura Aureliane \npausa caffè \nTakuro Ogawa\n3D Surveying\, Modeling Techniques\, and Analytical Perspectives on the Aurelian Walln Walls \nTommaso Empler\, Carlo Inglese\, Marina Marcelli\nPorta San Paolo:\nHBIM per la documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio fortificato romano \nMarina Formica\nConclusioni
URL:https://storiearcheostorie.com/event/convegno-mura-aureliane-roma/
LOCATION:Museo dell’Ara Pacis\, via di Ripetta\, 190\, Roma\, Italy
CATEGORIES:convegni
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/mura-aureliane_convegno_1050x545.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260128T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260128T170000
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260202T202206Z
LAST-MODIFIED:20260202T202206Z
UID:46475-1769594400-1769619600@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Convegno | Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito (Pozzuoli\, NA)
DESCRIPTION:Mercoledì 28 gennaio 2026 la Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospita il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito”\, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli\, con il contributo del Ministero della Cultura. \nL’iniziativa\, curata da Maria Luisa Tardugno e Anna Russolillo\, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito\, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. \nDopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino\, sono previsti i saluti di S. E. Mons. Carlo Villano\, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, di S. E. Mons. Gennaro Pascarella\, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e della Soprintendente Paola Ricciardi. \nLa mattina sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli\, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici\, con interventi di studiosi delle Università di Napoli Federico II\, Napoli L’Orientale\, Roma Tre e dell’Università del Molise. \nNel pomeriggio si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito\, con contributi di Iolanda Donnarumma e Maria Luisa Tardugno. È inoltre prevista la presentazione dei poster di Robert H. Tykot\, Anna Russolillo\, Anna Abbate e Franco Foresta Martin\, dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. \nIl convegno si concluderà con una visita guidata all’ipogeo della Necropoli di San Vito. \nInfo: sabapmetropolitanana.cultura.gov.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/convegno-le-prime-tracce-del-cristianesimo-a-pozzuoli/
LOCATION:Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito\, Villa Elvira\, via San Vito 9\, Pozzuoli\, Italy
CATEGORIES:archeologia,convegni
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/pozzuoli_villa-elvira_convegno-le-prime-tracce-del-cristianesimo-a-pozzuoli.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260116T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260228T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260215T114047Z
LAST-MODIFIED:20260215T114047Z
UID:47204-1768521600-1772323199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea (Roma)
DESCRIPTION:Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita la mostra Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea\, un progetto di Dana & Stéphane Maitec che porta a Roma uno dei patrimoni più raffinati e simbolici dell’identità culturale romena: i costumi tradizionali appartenuti alle Regine della Romania\, oggi conservati nella collezione della Famiglia Reale Romena.\nLa mostra si svolge nel contesto dell’Anno Culturale Romania – Italia 2026\, programma strategico bilaterale svolto sotto l’alto patrocinio del Presidente della Romania\, S.E. Nicușor Dan\, e del Presidente della Repubblica Italiana\, Sergio Mattarella\, e propone uno sguardo inedito su questi abiti storici attraverso la fotografia contemporanea di Dana & Stéphane Maitec.\n“Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è lieto di ospitare questo progetto espositivo che si inserisce in un programma di cooperazione culturale di alto profilo\, volto a valorizzare e intrecciare storia\, arte e identità culturale in un dialogo profondo tra Romania e Italia”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “Siamo certi che questa proposta culturale inviterà il pubblico a riscoprire il valore universale del patrimonio tessile e artigianale attraverso lo sguardo contemporaneo della fotografia e rinnovando la vocazione del Museo come luogo di incontro tra civiltà e linguaggi artistici\, ben oltre i confini geografici e temporali”.\nLontani da un approccio documentario tradizionale\, gli artisti rileggono i costumi reali mediante la fotografia di dettaglio\, isolando e ingrandendo ricami\, trame e motivi ornamentali fino a trasformarli in vere e proprie architetture visive. Il dettaglio\, normalmente percepito come elemento decorativo marginale\, diventa protagonista assoluto: superficie\, materia e spazio si fondono in un’esperienza visiva immersiva che invita il visitatore a un’osservazione lenta e contemplativa.\nTra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento\, le Regine e le Principesse della Romania hanno svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione del costume popolare\, trasformandolo da abito contadino in elemento centrale del guardaroba reale. La Regina Elisabetta (1843 – 1916) fu la prima a riconoscerne il valore identitario\, mentre con la Regina Maria (1875 – 1938) il costume tradizionale divenne un autentico linguaggio politico e culturale\, simbolo della Romania moderna e strumento di rappresentanza internazionale. In questo dialogo tra mondo rurale e spazio monarchico prende forma uno stile reale romeno\, colto e profondamente radicato nella tradizione.\n“Le camicie delle Regine ci narrano un momento essenziale della storia della Romania moderna\, in cui l’abito tradizionale è stato elevato al rango di simbolo di Stato\, di strumento diplomatico e di espressione di un’identità preservata con dignità e lucidità. Il fatto che questa mostra venga presentata nella programmazione dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026\, in un museo dedicato a una delle più antiche civiltà d’Europa\, conferisce all’iniziativa un ulteriore significato: quello di un incontro simbolico tra strati di storia e forme diverse di memoria culturale\, accomunati dalla medesima aspirazione alla durata\, al senso e alla bellezza. Riaffermiamo in questo modo l’impegno comune della Romania e dell’Italia a porre la cultura al centro della relazione bilaterale\, quale strumento di diplomazia\, spazio di riflessione e fondamento del nostro futuro europeo condiviso”\, dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia\, Gabriela Dancau.\nLe fotografie attraversano una pluralità di capi e frammenti – camicie ricamate (ii)\, fote\, catrințe\, oprege\, brâuri – restituendo la complessità di un sistema tessile in cui ogni motivo possiede una forte valenza simbolica. Rombi\, croci stilizzate\, segni vegetali e geometrie parlano di fertilità\, protezione\, ciclicità e relazione con il cosmo\, rivelando la ricchezza semantica dell’ornamento tradizionale.\nAccanto alle immagini fotografiche\, la mostra include installazioni tridimensionali – un arco di trionfo\, una colonna\, un paravento – che traducono il linguaggio del ricamo in forme spaziali\, sottolineandone la dimensione scultorea e architettonica. Il filo diventa struttura\, il punto cucito si fa ritmo\, e l’ornamento si trasforma in spazio attraversabile.\nIl tesoro ricamato delle Regine non propone una lettura nostalgica della tradizione\, ma una sua riattivazione contemporanea. Attraverso la monumentalizzazione del dettaglio\, Dana & Stéphane Maitec restituiscono al ricamo la sua forza originaria\, trasformandolo in un linguaggio visivo autonomo\, capace di dialogare con il presente e con un pubblico internazionale\, nel cuore di Roma.\n \nMostra compresa nel biglietto di ingresso al Museo\nMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\nPiazzale di Villa Giulia\, 9 00196 Roma\nApertura: Martedì – Domenica\nOrari: 8.30 – 19.30\n(ultimo ingresso ore 18.30\,\nchiusura sale ore 19.00)\nwww.museotru.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-tesoro-regine-villa-giulia-roma/
LOCATION:Museo nazionale etrusco di Villa Giulia\, Piazzale di Villa Giulia\, 9\, Roma\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/regine-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251220T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260323T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260202T220939Z
LAST-MODIFIED:20260202T220939Z
UID:46508-1766188800-1774310399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo (Palazzo Madama\, Torino)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo a Torino ricostruisce\, con dati archeologici e tecnologie digitali\, la lunga storia del sito di Palazzo Madama dalla Porta romana al castello medievale dei Savoia-Acaia. \nDal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026\, la mostra riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento\, restituendone forma\, funzioni e significati. \nPrima di essere la dimora delle Madame Reali\, prima dei Savoia\, prima dei preziosi interventi dell’architetto Filippo Juvarra\, Palazzo Madama era un castello. Un castello con una storia millenaria\, le cui origini affondano nell’età romana\, quando qui sorgeva la maestosa Porta Decumana della colonia di Augusta Taurinorum. Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo\, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo\, l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di parti dell’edificio\, troppo spesso identificato solo con le regine sabaude che gli diedero il nome. \nPer approfondire i dettagli dell’evento:  Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-castello-ritrovato-torino/
LOCATION:Palazzo Madama – Museo civico d’arte antica\, Piazza Castello\, Torino\, Italy
CATEGORIES:medioevo,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2025/12/09_Pettine-con-scene-galanti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251206T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260315T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260309T145927Z
LAST-MODIFIED:20260309T145955Z
UID:48124-1764979200-1773619199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Il MAEC\, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”\, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida\, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo\, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca\, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985\, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia\, quando l’archeologia: da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. Nel quadro delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana del 1985\, il ritorno a Cortona di parte della Collezione Corazzi\, migrata nell’Ottocento in Olanda praticamente 200 anni fa (1826) e costituita da eccezionali bronzi etruschi\, fra i quali il celebre fanciullo con l’oca e il grifo\, simbolo della mostra\, è l’occasione per riflettere sull’importanza dei collegamenti internazionali che furono fondamentali nella storia dell’Accademia cortonese\, che nel 2027 compierà trecento anni\, e che il MAEC\, fin dalla sua nascita nel 2005\, ha inteso proseguire. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \n“Gli Etruschi in Olanda”: al MAEC il ritorno dei bronzi di Cortona da Leida \n \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-etruschi-in-olanda-a-cortona/
LOCATION:MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona\, Piazza Signorelli\, 9\, Cortona\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2025/11/Etruschi-olanda-locandina.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251204T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260222T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260215T155321Z
LAST-MODIFIED:20260215T155321Z
UID:47271-1764806400-1771804799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Eresia e ortodossia a confronto. Manoscritti e testi da Bisanzio (Venezia)
DESCRIPTION:Eresia e ortodossia a confronto.\nManoscritti e testi da Bisanzio alla Biblioteca Marciana \nLa mostra è organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR Panoplia panopliarum – Il lungo secolo dodicesimo: l’epoca bizantina delle compilazioni anti-eretiche (CUP: C53D23008620001) ed è curata da Marco Fanelli\, Ottavia Mazzon\, Alessandra Bucossi e Niccolò Zorzi. Propone un percorso di approfondimento rivolto a un ampio pubblico\, che delinea attraverso il ricco e prezioso fondo manoscritto della Biblioteca Marciana la storia del confronto tra Ortodossia e forme ereticali\, eterodosse e di dissenso a Bisanzio. Il percorso si concentra sul “lungo” XII secolo\, quando il controllo delle forme di dissidenza religiosa in taluni momenti si acuisce e ne determina lo sviluppo. In questo periodo si concentra una produzione antiereticale che non ha paragoni nella storia di Bisanzio\, direttamente patrocinata dagli imperatori della dinastia comnena e variamente appoggiata dall’autorità patriarcale. \nSono esposti codici dell’Antico e del Nuovo Testamento\, commentari alle Sacre Scritture e Atti di Concili\, che costituiscono gli strumenti d’elezione per gli autori che nel corso dei secoli si dedicarono alla stesura di opere antieretiche. Ampio spazio è riservato a manoscritti che trasmettono il testo delle grandi compilazioni antiereticali composte nel periodo comneno. Speciale attenzione è poi rivolta a testi e autori che riflettono l’acceso dibattito con le Chiese latina e armena\, nonché il difficile confronto con fedi religiose estranee al Cristianesimo\, ma ben radicate nel tessuto sociale ed economico dell’impero\, come l’Ebraismo e l’Islam. \nNella prospettiva non solo di promuovere\, ma anche di valorizzare e preservare questo patrimonio manoscritto e librario\, una sezione della mostra è dedicata al restauro di alcuni codici finanziato dal progetto PRIN 2022 PNRR e realizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana. \nCatalogo della mostra (in open access sul sito dell’editore): https://www.padovauniversitypress.it/it/publications/9788869384998 \n  \nLeggi l’articolo pubblicato su Storie & Archeostorie che parla della mostra: \n  \nEresia e ortodossia a Bisanzio: in mostra i manoscritti medievali greci che raccontano il dissenso nel “lungo” XII secolo
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-eresia-e-ortodossia-a-confronto-venezia/
LOCATION:Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia\, Piazza San Marco\, 7\, Venezia\, Italy
CATEGORIES:medioevo,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2025/12/Marc.-gr.-I-8_f.-2r-ok.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251126T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260322T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260306T112010Z
LAST-MODIFIED:20260306T112201Z
UID:47982-1764115200-1774223999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni (Milano)
DESCRIPTION:Fondazione Luigi Rovati presenta I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni\, una grande mostra in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026\nIn occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026\, la Fondazione Luigi Rovati dedica una grande esposizione alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. \nRealizzata in coproduzione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (entrambi situati in Svizzera\, nella città di Losanna)\, la mostra è curata da Anne-Cécile Jaccard e Patricia Reymond (Museo Olimpico)\, Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati) e Lionel Pernet (Musée cantonal d’archéologie et d’histoire). \nIl percorso espositivo intreccia mondo antico e contemporaneo per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti. Dalla Grecia\, dove i giochi celebravano la pace e l’unità tra le città\, alla visione educativa di Pierre de Coubertin\, padre delle Olimpiadi moderne\, emergono i principi di pace\, inclusione\, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. \nOrganizzata in cinque sezioni tematiche\, la mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi Olimpici\, svelando i legami che uniscono sport\, arte e spiritualità. \nTra i prestiti più significativi figurano reperti greci\, etruschi e romani provenienti dalla Fondazione Luigi Rovati\, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (Losanna)\, dai Musei Vaticani\, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e da altre importanti istituzioni italiane. \nPer la prima volta in Italia viene presentata al pubblico fuori dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia la Tomba delle Olimpiadi (530–520 a.C.)\, eccezionale testimonianza figurativa dei giochi atletici ed ippici etruschi\, oggi di competenza del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). Scoperta nel 1958\, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960\, la tomba deve il suo nome alle scene sportive che ne decorano le pareti e offre un’occasione unica per ammirare da vicino le celebri pitture murali. \nDal Museo Olimpico (Losanna) provengono medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi di grandi protagonisti della storia olimpica: dai guantoni da boxe di Pierre de Coubertin alla maglia di Usain Bolt (Beijing 2008) che per la prima volta uscirà dal Museo Olimpico per essere esposta a Milano. \nUn’attenzione particolare è dedicata al tema dell’inclusione\, dai giochi antichi e moderni riservati a un’élite maschile di cittadini liberi fino alla parità di genere raggiunta a Parigi 2024\, stabilita dal CIO\, in un percorso che racconta l’evoluzione dei Giochi verso un ideale sempre più universale e condiviso. \n  \nLa mostra è realizzata con il contributo della Regione Lombardia tramite il bando Olimpiadi della Cultura. \nSi inserisce\, inoltre\, nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026\, il programma multidisciplinare\, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura\, il patrimonio e lo sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. \n  \nIl progetto è accompagnato da una pubblicazione edita dalla Fondazione Luigi Rovati in collaborazione con Johan & Levi. \nACQUISTA IL CATALOGO \n  \nScopri gli eventi collaterali \nCiclo di conferenze | Incontri nell’ambito della mostra “I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni” (Fondazione Luigi Rovati\, Milano) \n \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-i-giochi-olimpici-una-storia-lunga-tremila-anni-milano/
LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/03/I-Giochi-Olimpici™.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251122T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260406T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260219T135101Z
LAST-MODIFIED:20260219T135101Z
UID:47360-1763769600-1775519999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell'età dei Carracci (Bologna)
DESCRIPTION: È prorogata fino a Pasqua la mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci in corso al Museo Civico Medievale di Bologna.\nRimarrà aperta ancora fino al 6 aprile 2026 la prima mostra monografica dedicata a Bartolomeo Cesi (Bologna\, 1556 – ivi\, 1629)\, uno dei più significativi interpreti della cultura figurativa bolognese tra Cinquecento e Seicento\, l’”artista della controriforma”\, dalla sensibilità religiosa austera e schietta\, che più di tutti\, nel composito e vivace clima culturale della città felsinea\, seppe e volle realizzare gli indirizzi della nuova arte cristiana tracciata nel Discorso sulle immagini sacre e profane (1585) del cardinale Gabriele Paleotti (Bologna\, 1522 – Roma\, 1597). \nLa mostra\, a cura di Vera Fortunati e organizzata nell’ambito del Giubileo 2025\, è promossa dal Comune di Bologna – con i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici e la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio del Settore Biblioetche e Welfare culturale – e dall’Arcidiocesi di Bologna\, con la partecipazione dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna e la main partnership di Gruppo Hera.  \nIl prolungamento è reso possibile grazie alla collaborazione degli enti prestatori che hanno acconsentito ad estendere il prestito delle opere e al sostegno dei numerosi soggetti pubblici e privati coinvolti\, permettendo al pubblico di fruire dell’esposizione e delle attività di valorizzazione correlate oltre la data di chiusura inizialmente prevista del 22 febbraio 2026. \nAccolta con ampio apprezzamento dalla stampa nazionale e da un pubblico trasversale\, non solo specialistico – dal 22 novembre scorso a oggi sono più di 12.000 i visitatori e i partecipanti alle attività collaterali – l’esposizione viene estesa di sei settimane\, andando così ad arricchire l’offerta culturale di Bologna a disposizione della cittadinanza e dei turisti durante le prossime festività pasquali. \nLa mostra\nBartolomeo Cesi fu autore principalmente di opere di soggetto religioso\, destinate a restare all’interno delle mura di chiese e conventi\, tanto da meritarsi l’appellativo di “pittore conventuale”. Egli operò in diretta concorrenza con i coevi Agostino\, Ludovico e Annibale Carracci\, dai quali seppe distinguersi per la costruzione di un vocabolario espressivo originale fatto di figure immobili e solenni\, ritmate da colori squillanti e collocate in paesaggi solitari in cui prevalgono effetti di sublimato naturalismo: una pittura alternativa a quella radicalmente innovativa dei Carracci\, tesa allo studio diretto del naturale e del “vivo”.\nLa pittura di Cesi spinge lo spettatore verso una dimensione sovrasensibile di assorta e silenziosa contemplazione\, quasi ad anticipare la ricerca del bello ideale che sarà poi la cifra stilistica di Guido Reni. Non a caso\, Giulio Cesare Malvasia nel 1678 annotava come le opere di Cesi diedero a Guido “la prima mossa per inventar quella sua soave e gentil maniera”. \nL’esposizione si concentra sul periodo più felice della lunga carriera di questo artista colto e raffinato\, negli anni in cui si impegnò in un dialogo solitario e coraggioso con le novità della produzione carraccesca\, tra il 1585 e il 1597 circa.\nAttraverso un percorso di visita articolato in oltre 30 opere – tra dipinti\, disegni e monumentali pale d’altare – vengono affrontati i temi salienti della sua poetica e i generi pittorici con cui si affermò come protagonista di grande rilevanza nella vivace geografia artistica e culturale di Bologna nel suo tempo.\nL’evoluzione stilistica della sua identità artistica\, sempre in equilibrio con un rigore compositivo e tonale aderente ai dettami dell’ideologia cattolica post-tridentina\, viene approfondita in cinque sezioni tematiche: la formazione; i ritratti; i disegni; le pale d’altare; i cicli decorativi presso le Certose.\nIn occasione della proroga\, verrà riallestita la sezione dedicata ai disegni per garantirne la corretta conservazione\, sostituendoli progressivamente con riproduzioni in facsimile. \nGrazie al significativo investimento sostenuto dal Comune di Bologna per la tutela e la conservazione delle opere di Bartolomeo Cesi\, la mostra è stata l’occasione per finanziare interventi di restauro e manutenzione di quattro dipinti di proprietà di enti pubblici\, restituiti così ad uno sguardo rinnovato: La Trinità e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano (IRCCS Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna – Policlinico Sant’Orsola); Madonna con il Bambino in gloria con i santi Benedetto\, Giovanni Battista e Francesco (chiesa di San Giacomo Maggiore\, proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno); San Benedetto seduto (Città Metropolitana di Bologna) e San Francesco in preghiera (Provincia di Bologna dei Frati Minori Cappuccini).  \nIl catalogo della mostra\, pubblicato da Silvana Editoriale\, è destinato a rimanere un imprescindibile punto di riferimento bibliografico per lo studio dell’opera di Bartolomeo Cesi: curato da Vera Fortunati\, contiene un ricco repertorio di contributi scientifici e saggi relativi agli interventi di restauro eseguiti (Stefano Ottani\, Daniele Benati\, Vera Fortunati\, Alessandro Zacchi\, Angela Ghirardi\, Angelo Mazza\, Michele Danieli\, Flavia Cristalli\, Ilaria Bianchi\, Mark Gregory D’Apuzzo\, Mirella Cavalli\, Valeria Rubbi\, Antonella Mampieri\, Emanuela Fiori\, Caterina Pascale Guidotti Magnani\, Stefania Biancani\, Giovanni Giannelli e Federica Restiani\, Patrizia Moro). \nUn ottimo risultato in termini di partecipazione ha ottenuto anche il ricco programma di attività collaterali (conferenze\, visite guidate per il pubblico adulto\, attività per famiglie) realizzate nelle sedi del Museo Civico Medievale e della Pinacoteca nazionale di Bologna.\nGrazie alla collaborazione del Museo civico del Risorgimento di Bologna\, le quattro conferenze\, che hanno coinvolto eminenti studiosi e storici dell’arte\, sono e rimarranno fruibili online sul canale YouTube Storia e Memoria di Bologna al seguente link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLGkErHJeVIYkNpk80s0FN0BZsTEooVd6C \nLe prossime attività\nOltre alla mostra temporanea allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, è possibile visitare numerosi luoghi della città che custodiscono opere dell’artista\, permettendo al grande pubblico di comprendere l’importanza del ruolo che egli ricoprì nel suo tempo. In particolare\, lo splendido ciclo decorativo realizzato per la cappella maggiore della chiesa di San Girolamo della Certosa con le tre imponenti tele con le storie della passione di Cristo\, tra i capolavori dell’artista\, e alcune sale della Pinacoteca nazionale di Bologna\, dove si trovano le opere di Cesi e dei pittori coevi\, tra i quali i Carracci. \nProseguono gli itinerari tematici Bartolomeo Cesi\, oltre la Mostra organizzati da Fondazione Bologna Welcome e condotti in città dalle guide turistiche iscritte alla Federazione Confguide Confcommercio Ascom Bologna.\nInfo su modalità e orari di accesso:\nhttps://www.bolognawelcome.com/it/eventi/mostre-esposizioni/bartolomeo-cesi \nRimane fruibile gratuitamente anche la ricostruzione in ambiente di realtà virtuale del ciclo decorativo con le Storie della Vergine affrescato da Cesi nella cappella di Santa Maria dei Bulgari nel palazzo dell’Archiginnasio\, andato perduto in seguito a un bombardamento anglo-americano nel 1944 e ricostruito a partire da 20 lastre fotografiche realizzate da Felice Croci all’inizio del Novecento.\nInfo su modalità e orari di accesso:\nwww.bolognawelcome.com/it/esperienze/340705/Bartolomeo-Cesi–oltre-la-Mostra—Archiginnasio–la-Cappella-dei-Bulgari \nSono estese fino al 6 aprile 2026 le agevolazioni con scontistiche integrate tra Museo Civico Medievale\, Collezioni Comunali d’Arte\, Pinacoteca nazionale di Bologna e per i partecipanti ad alcuni itinerari promossi da Fondazione Bologna Welcome.\nPer informazioni: www.museibologna.it/medievale \nProsegue l’offerta culturale ed educativa a cura di “Senza titolo”\, con tre visite guidate rivolte al pubblico adulto e due attività laboratoriali per bambine e bambini di fasce d’età differenziate. \nVisite guidate\nDomenica 1 marzo 2026 ore 11.00\nDomenica 15 marzo 2026 ore 11.00\nVenerdì 3 aprile 2026 ore 16.30 \nCosto di partecipazione: biglietto museo\nPrenotazione obbligatoria: musarteanticascuole@comune.bologna.it – 051 2193930 (durante gli orari di apertura del museo) \nLaboratori per bambine e bambini\nSabato 7 marzo 2026 ore 16.00\nSpolveriamo il disegno\nEtà consigliata: 6 – 8 anni \nLunedì 6 aprile 2026 ore 16.00\nAlla base dell’arte\nEtà consigliata: 8 – 11 anni \nCosto di partecipazione: gratuito per chi partecipa e per un adulto accompagnatore\nPrenotazione obbligatoria: musarteanticascuole@comune.bologna.it – 051 2193930 (durante gli orari di apertura del museo) \nInoltre\, ogni sabato e domenica pomeriggio è possibile usufruire\, gratuitamente e senza prenotazione\, di un servizio di mediazione museale. I mediatori sono riconoscibili dalla spilletta con il simbolo “Chiedimi”. \nGrazie alla collaborazione di Fondazione Bologna Welcome\, lunedì 9 marzo 2026 alle ore 17.00 la Sala della Cultura di Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna (via Castiglione 10\, Bologna) ospita la presentazione della guida storico-artistica Bartolomeo Cesi. Itinerari a Bologna (Silvana Editoriale)\, con l’autrice Giovanna Degli Esposti.\nIntervengono Giorgia Boldrini (direttrice Settore Musei Civici Bologna) e Silvia Battistini (direttrice Musei Civici d’Arte Antica di Bologna).\nL’agevole volume offre una breve rassegna delle opere realizzate da Bartolomeo Cesi ancora oggi custodite nella città di Bologna\, suddivise per tipologia di luogo (collezioni pubbliche\, palazzi\, edifici ecclesiastici) e in ordine alfabetico. Ogni tappa del percorso è arricchita da una breve scheda che racconta la storia dell’opera\, la sua committenza\, l’iconografia e il periodo di esecuzione.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-bartolomeo-cesi-bologna/
LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/Bartolomeo-Cesi-mostra-Bologna.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251115T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260215T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260203T103944Z
LAST-MODIFIED:20260203T160337Z
UID:46517-1763164800-1771199999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | La legatura straniera dei secoli XV – XVII nel patrimonio della Biblioteca Palatina (Pilotta\, Parma)
DESCRIPTION:La mostra prosegue idealmente il percorso realizzato lo scorso febbraio dal titolo La legatura italiana dei secoli XV e XVI secolo nel patrimonio della Biblioteca Palatina\, spostando l’attenzione questa volta ai manufatti realizzati fuori dall’Italia\, in particolare in Inghilterra\, nei Paesi Bassi\, in Germania\, in Spagna e in Francia. \nSe la prima esposizione si concentrava maggiormente sull’aspetto strutturale\, mostrando l’evoluzione dell’oggetto libro testimoniato dalle diverse soluzioni adottate nel tempo\, dai materiali adoperati e dalle scelte compositive delle diverse botteghe\, questa mostra pone invece maggiore attenzione al decoro offrendo al visitatore la possibilità di ammirare una varietà di motivi e stili ornamentali peculiari delle diverse aree geografiche. \nTra i tesori della Biblioteca Palatina figurano manufatti provenienti da tutta Europa e non solo\, testimonianza di differenti stili\, materiali\, botteghe e centri di produzione. Il percorso invita a cogliere l’evoluzione della legatura nel tempo e nelle diverse aree culturali\, con particolare attenzione alle soluzioni materiche e decorative. Il percorso si snoda a partire dai manufatti islamici e spagnoli\, per proseguire con le produzioni tedesche\, olandesi e inglesi\, fino a concludersi con un’ampia sezione dedicata alle notevoli legature francesi. \nLo studioso Federico Macchi\, curatore della mostra\, da lungo tempo si dedica allo studio delle legature presenti negli Istituti culturali italiani\, in Biblioteca Palatina in particolare ha iniziato la sua ricerca nel 2012 passando in rassegna le collezioni manoscritte e a stampa\, scoprendo così un patrimonio estremamente importante per la presenza di legature rare e poco documentate\, talvolta esemplari di cui si conoscono solo pochissime copie in tutto il mondo.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-legatura-straniera-pilotta-parma/
LOCATION:Complesso monumentale della Pilotta\, Piazza della Pilotta\, 5\, Parma\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/02/pilotta-mostra-legatura-parma.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251101T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260406T235959
DTSTAMP:20260409T003339
CREATED:20260306T130059Z
LAST-MODIFIED:20260306T130059Z
UID:47990-1761955200-1775519999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | L'Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata (Novara)
DESCRIPTION:Nel programma dell’Olimpiade Culturale in occasione di Milano-Cortina è in corso al Castello di Novara la mostra L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata\, a cura di Elisabetta Chiodini. Un percorso di 70 capolavori eseguiti dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.  \nLa mostra organizzata da METS Percorsi d’Arte congiuntamente a Comune di Novara e Castello di Novara è allestita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma multidisciplinare\, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura\, il patrimonio e lo sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. \nIl percorso espositivo illustra la nostra nazione appena nata\, il suo variegato territorio e la sua popolazione nel corso di decenni che sono stati testimoni di profonde trasformazioni\, politiche\, economiche\, culturali e sociali che avrebbero lentamente condotto il Paese verso la modernità. La rassegna si articola in sezioni tematiche che accompagnano i visitatori attraverso il succedersi delle sale del Castello presentando loro opere provenienti da prestigiose collezioni\, sia pubbliche sia private. \nSezione I | Un territorio variegato. Vita rurale tra pianure\, valli e monti\nLa prima sezione è dedicata all’Italia rurale e alla realtà del modo contadino\, dalle Alpi alla Sicilia. I territori e la vita quotidiana dei nuovi italiani saranno illustrati attraverso straordinari lavori di artisti di grande spessore e fama; tra questi sia sufficiente ricordare Telemaco Signorini (1835-1901)\, Giuseppe De Nittis (1846-1884)\, Stefano Bruzzi (1835-1911)\, Giovanni Battista Quadrone (1844-1898)\, Gugliemo Ciardi (1842-1917)\, Francesco Paolo Michetti (1851-1929)\, Angelo Morbelli (1853-1919)\, Carlo Fornara (1861-1978)\, Achille Tominetti (1848-1917) e Cesare Maggi (1881-1961). \nSezione II | Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittime\nLa seconda sezione illustra la varietà delle nostre coste\, in prevalenza alte\, frastagliate\, rocciose e scoscese quelle che si affacciano sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno\, per lo più basse con spiagge sabbiose e ghiaiose quelle che si affacciano sul Mar Adriatico. Oltre 8000 chilometri di territori molto diversi per morfologia\, struttura geologica\, varietà di ambienti naturali\, insediamenti umani e produttivi. L’articolato territorio costiero e le attività dei suoi abitanti saranno documentati da dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908)\, Vincenzo Cabianca (1827-1902)\, Luigi Steffani (1828-1898)\, Francesco Lojacono (1838-1915)\, Rubens Santoro (1859-1941) e molti altri. \nSezione III | Il volto delle città\nLa terza sezione documenta alcuni aspetti della realtà urbana delle tre Capitali d’Italia\, Torino\, Firenze\, Roma\, e di altre grandi città come Napoli\, Venezia e non ultima Milano\, la prima metropoli italiana. Città quest’ultima che\, più di altre\, vuole essere moderna e avverte una forte esigenza di trasformazione e che a vent’anni esatti dalla proclamazione dello stato unitario\, in occasione dell’Esposizione Industriale Italiana del 1881\, è definita da Giovanni Verga la “Città più Città d’Italia”\, la capitale morale del paese\, quella destinata ad assumere in breve tempo una funzione trainante nel campo della produzione industriale e del lavoro. In sala dipinti di Filippo Carcano (1840-1914)\, Pio Joris (1843-1921)\, Adolfo Tommasi (1851-1933)\, Marco Calderini (1850-1941) e altri. \nSezione IV | I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiatura\nLa quarta sezione è dedicata agli svaghi della borghesia e conduce il visitatore in lussureggianti giardini urbani\, a teatro\, tra le luci soffuse di prestigiosi salotti\, in campagna per una gita fuori porta o in luoghi di villeggiatura. Tra i pittori in sala Ettore Tito (1859-1941)\, Giulio Aristide Sartorio (1860-1932)\, Vespasiano Bignami (1841-1929)\, Pompeo Mariani (1857-1927)\,Carlo Pittara (1835-1891) e Luigi Gioli (1855-1947). \nSezione V | L’arte declinata al femminile\nLa quinta sezione è declinata tutta al femminile e illustra le diverse relazioni che numerose donne borghesi intrattenevano con le arti figurative. In sala incontriamo chi visitava le città d’arte e i loro straordinari musei\, chi amava collezionare arte contemporanea e frequentava gli studi dei maggiori artisti per valutare personalmente le opere da acquistare per la propria collezione\, chi amava dipingere per puro diletto e chi\, invece\, aveva coraggiosamente scelto di fare della pittura la propria professione. Tra gli autori presenti Silvestro Lega (1826-1895)\, Odoardo Borrani (1833-1905)\, Michele Cammarano (1835-1920). \nSezione VI | L’amore venale\nLa piccola cella del castello ospita la sesta sezione della mostra proponendo una scelta di opere legate ai tanti volti che la prostituzione ha avuto nell’Ottocento. Argomento che è stato spesso oggetto dell’attenzione di romanzieri e poeti\, drammaturghi e compositori\, ma che molto più raramente è stato affrontato dai pittori; tra questi Angelo Morbelli (1853-1919). \nSezione VII | Tempi moderni. La vita nelle metropoli\nL’ultima sezione della mostra è dedicata ai diversi aspetti della vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese. Città industrializzate e sempre più popolose nelle quali lusso e miseria convivevano spesso l’uno accanto all’altra. Città che alternavano zone lussuose con splendidi complessi edilizi contemporanei perfettamente rispondenti alle rinnovate esigenze della facoltosa borghesia\, a zone squallide e fatiscenti abitate da una popolazione spesso priva di un lavoro regolare\, costretta per poter sopravvivere ai lavori più umili o all’accattonaggio. Straordinari episodi di vita moderna documentati da grandi artisti tra i quali Emilio Longoni (1859-1932)\, Giovanni Sottocornola (1855-1917)\, Angelo Morbelli (1853-1919)\, Attilio Pusterla (1862-1941)\, Francesco Netti (1832-1894)\, Demetrio Cosola (1851-1895) e Italo Nunes Vais (1860-1932). \nCommenta Paolo Tacchini\, Presidente di METS Percorsi d’arte: In occasione delle Olimpiadi dovevamo pensare a un progetto legato alla nostra nazione e alle sue peculiarità\, ma che fosse coerente con la nostra specifica missione\, divulgare l’arte di un periodo ben preciso. Così è nata l’idea dell’Italia dei primi italiani. Un viaggio ideale nella nostra nazione appena nata\, raccontata attraverso le opere degli artisti dell’epoca\, molti dei quali protagonisti degli eventi che avevano portato alla sua nascita. \nLa rassegna\, a cura di Elisabetta Chiodini\, giunge dopo il grande successo di pubblico e critica registrato dalle mostre PAESAGGI. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo (2024-2025)\, Boldini\, De Nittis et Les Italiens de Paris (2023-2024); Milano da Romantica a Scapigliata (2022-2023); Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale (2021-2022); Divisionismo. La rivoluzione della luce (2019-2021) e Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini (2018-2019) ed è organizzata da METS Percorsi d’arte congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara\, con il patrocinio di Regione Piemonte\, Commissione Europea e Provincia di Novara\, nell’ambito del programma culturale delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 ed è realizzata grazie al sostegno di Banco BPM (Main sponsor)\, Esseco S.r.l. e De Agostini Editore S.p.A. (Sponsor)\, con il contributo di Artekasa S.r.l.\, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte\, Camporelli S.N.C.\, Comoli Ferrari & C. S.p.A.\, I Dof Mati\, IGOR s.r.l.\, Fondazione Comunità del Novarese\, Italgrafica Novara\, Mirato S.p.A.\, Fondazione CRT. Si avvale inoltre della collaborazione di Abbonamento Musei Piemonte e Valle D’Aosta\, Ad Artem\, Agenzia Turistica Locale Terre dell’alto Piemonte (Biella Novara Valsesia Vercelli)\, Big/Ciaccio Arte\, EnjoyMuseum S.r.l. e Swiss Chamber (Camera di Commercio Svizzera in Italia)\, con il supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano. \n\nINFO\nSede: Castello di Novara\, Piazza Martiri della Libertà 3\nT. 0321 1855421 \nOrari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) | lunedì chiuso\nAperture anticipate alle ore 9.00: domenica 29 marzo\, sabato 4 aprile\, domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)\nAperture straordinarie: sabato 1 novembre; lunedì 8\, venerdì 26 e lunedì 29 dicembre 2025; giovedì 1\, lunedì 5\, martedì 6 e giovedì 22 gennaio; lunedì 6 aprile 2026\nChiuso: mercoledì 24\, giovedì 25 e mercoledì 31 dicembre \nBiglietti:\n– Intero € 15\,00\n– Open € 17\,00 (Ingresso flessibile a data aperta)\n– Ridotto € 13\,00 (Weekend e festivi)\n– Ridotto Feriale € 11\,00 (da martedì a venerdì esclusi i festivi)\n– Ridotto Ragazzi € 6\,00 (Ragazzi dai 6 ai 19 anni) \nPrevendita biglietti\nVisitatori singoli\n– Vivaticket\n– in biglietteria: mar-ven 10.00-18.00 \nGruppi e scolaresche (autonomi o dotati di guida propria)\n– e-mail: gruppi@vivaticket.com\n– in biglietteria: mar-ven 10.00-18.00 (solo scolaresche) \nCommissioni Prevendita:\n– € 1\,80 (online\, call center\, e-mail) \nPrenotazioni visite guidate e aperture serali (compresa prevendita dei relativi biglietti)\n– Online: Ad Artem s.r.l.\n– Email: info@adartem.it\n– Call Center: +39 02 6597728 (da lunedì a venerdì 09.00 – 13.00 / 14.00 – 16.00) \nAudioguide comprese nel prezzo del biglietto
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-litalia-dei-primi-italiani-novara/
LOCATION:Castello di Novara\, Piazza Martiri della Libertà 3\, Novara\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/03/italia-dei-primi-italiani-novara.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR