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SUMMARY:Musei | Inaugurazione del Museo dei Relitti Greci (Gela - CL)
DESCRIPTION:Martedì 24 febbraio\, alle ore 11.30\, sarà inaugurato il Museo dei relitti greci nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela\, nel Nisseno.\n\n«Un luogo della cultura a lungo atteso – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – che restituisce al territorio un patrimonio archeologico di straordinario valore e si candida a diventare un importante moltiplicatore di sviluppo turistico per l’intera area».\n\nIl museo ospiterà il celebre relitto greco rinvenuto nei fondali di Gela\, testimonianza unica della storia millenaria della Sicilia e del suo ruolo nel Mediterraneo. L’imbarcazione fu recuperata durante due campagne di scavo svolte dalla Soprintendenza di Caltanissetta tra il 2003 e il 2008.\n\nAll’inaugurazione saranno presenti\, oltre all’assessore Scarpinato\, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali\, Mario La Rocca\, e la soprintendente Daniela Vullo.
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SUMMARY:Presentazione libro | Introduzione alla storia torcellana (Venezia)
DESCRIPTION:Il Centro Studi Torcellani in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia organizza Giovedì 19 Febbraio alle ore 16.30 nel Salone Sansoviniano la presentazione della nuova edizione del Quaderno Torcellano n. 1 “Introduzione alla storia torcellana. Un affascinante viaggio tra realtà e mito“. Il testo viene ora riproposto in una edizione ampia ed aggiornata\, con nuovi dati archeologici e d’archivio e si presenta utile ed interessante sia per gli studiosi\, sia per gli appassionati di storia veneziana e lagunare aprendo possibili nuovi studi e ricerche. La presentazione del Quaderno Torcellano è di mons. Piero Pioppo\, arcivescovo titolare di Torcello e nunzio apostolico a Madrid e nel Principato di Andorra.\n\n\nSaluto istituzionale del Direttore della Biblioteca\, dott. Stefano Trovato.\n\n\nI relatori\n\n\nMarco Molin – Presidente e fondatore del Centro Studi Torcellani. Docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ha al suo attivo numerose conferenze a tematica veneziana e lagunare\, coordina la collana “Quaderni Torcellani” proponendo momenti di riflessione sulla storia\, l’arte e le tradizioni del territorio lagunare che nei secoli è stato legato a Torcello.\n\n\nMarco Zanetto – Già docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ricercatore storico\, conferenziere stimato ed apprezzato\, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di storia di Venezia e presenta varie collaborazioni con enti ed istituzioni culturali nell’ambito della diffusione della cultura veneziana.\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Accesso da piazzetta San Marco n. 13/a – Venezia.\n\n\n La conferenza sarà trasmessa sul canale YouTube della Biblioteca\, con possibilità di interagire tramite chat\, al link: https://www.youtube.com/channel/UCesk4_I8FuO08GpqmnYJINg
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SUMMARY:Presentazione libro | Tusculum VII. Ridefinendo la città medievale scomparsa (Roma)
DESCRIPTION:Nell’immaginario comune\, il nome Tusculum rimanda immediatamente alla gloriosa città di epoca romana\, l’antiquissimum municipium di ciceroniana memoria. Completamente incastonato\, come un vero gioiello\, nella natura incontaminata del Parco regionale dei Castelli Romani\, le rovine di questo sito archeologico oggi abbandonato hanno attratto per secoli eruditi\, letterati\, viaggiatori del Grand Tour e appassionati di storia e archeologia. \nDal 1994\, quando la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC ha iniziato a dedicarsi attivamente a quest’area abbandonata\, si è cominciata a scrivere una nuova storia del luogo. I risultati delle ricerche hanno permesso di restituire un quadro storico più complesso e articolato dell’insediamento: è stato ricostruito un tracciato cronologico ben più ampio che parte dalla prima fondazione in epoca protostorica\, al massimo splendore in età classica\, fino al sorgere\, sulle rovine della città romana\, della Civitas Tuscolana\, potente città capace di dominare sui territori circostanti nei secoli centrali del medioevo sotto il dominio del potente lignaggio aristocratico dei Conti de Tusculana. Infine\, a conclusione della narrazione\, la sua definitiva distruzione e abbandono nel 1191\, per mano di Roma. \nIl volume Tusculum VII (a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco) vuole fornire un’organica rilettura delle informazioni che consenta di fare chiarezza sulle fasi di vita archeologicamente più labili e\, di conseguenza\, meno note della città. \nUna ricerca\, quella che ha portato alla redazione di questo volume\, che è il frutto maturo della collaborazione di professionisti di differenti discipline\, con attività che spaziano dalle ricognizioni topografiche allo studio della materialità architettonica della città\, dall’analisi dei reperti ceramici e numismatici all’antropologia e all’archeologia della guerra. Una ricerca interdisciplinare che conferma lo spirito di collaborazione e sperimentazione che ha caratterizzato il Progetto Tusculum\, nella speranza di contribuire a far riemergere la storia di questa fiorente e influente città medievale per troppi secoli rimasta nell’oblio. \nIl volume verrà presentato presso Palazzo Patrizi Clementi in via Cavalletti n. 2\, sede della Sabap per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti\, giovedì 19 febbraio alle ore 16.00. \n 
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Incontri nell'ambito della mostra "I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni" (Fondazione Luigi Rovati\, Milano)
DESCRIPTION:All’approssimarsi dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 la Fondazione Luigi Rovati di Milano propone una serie di incontri intorno alla mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga 3000 anni\, in corso fino al 22 marzo\, dedicata alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. Realizzata in coproduzione con l’Olympic Museum e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna\, l’esposizione intreccia reperti greci\, romani ed etruschi con medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi dei grandi protagonisti della storia olimpica. \n\nSimboli olimpici: continuità e innovazione di un linguaggio universale\nGiovedì 19 febbraio ore 18.00 \nAngelita Teo\, Olympic Foundation for Culture and Heritage Director\, e Lucio Rovati\, Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati\, dialogano sui valori e sulla simbologia delle Olimpiadi moderne\, esplorando il significato di elementi iconici come la torcia\, i cerchi olimpici\, i premi e le medaglie\, per riflettere sull’eredità culturale e simbolica dei Giochi. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nStoria e politica dei Giochi antichi e moderni\nMercoledì 25 febbraio ore 18.00 \nUna conversazione dedicata al significato storico e politico dei Giochi\, dall’antichità al mondo contemporaneo. Intervengono Giuseppe Sassatelli (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici) e Massimo De Giuseppe (Università IULM). \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nLo sport è cultura\nMercoledì 11 marzo ore 18.00 \nDino Ruta (SDA Bocconi) e Alessandra Marzari (Consorzio Vero Volley) conversano sul valore economico\, sociale e culturale dello sport oggi\, in occasione della presentazione del libro Colori Olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nVerità e illusioni della pittura etrusca\nGiovedì 12 marzo ore 18.00 \nL’incontro ha come protagonisti Francesco Roncalli e Maurizio Harari\, membri ordinari dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Prendendo spunto dal volume Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca di Francesco Roncalli\, si approfondiscono il linguaggio figurativo\, i significati e le interpretazioni della pittura a partire dalla Tomba delle Olimpiadi in prestito dal Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). \nIngresso libero su prenotazione.  Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte.
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SUMMARY:Presentazione libro | La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)
DESCRIPTION:Mercoledì  18 febbraio alle ore 17.00 si terrà nella Sala Azzurra di Palazzo Litta la presentazione del volume La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.) di Carla Pagani. \nIl volume\, rendiconto scientifico di consistenti lavori di restauro curati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano\, presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione del centro insubre (fine II sec. a.C.) agli anni che vedono Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e  sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). \nLa ricerca interessa 30 siti urbani oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della Soprintendenza ABAP per la città Metropolitana di Milano\, dagli anni ’80 del Novecento ad oggi. Rinvenuti prevalentemente in condizioni frammentarie e in giacitura secondaria\, gli affreschi richiedono spesso tempestivi interventi di restauro per il recupero e la conservazione\, anche in vista dello studio scientifico e della valorizzazione delle pitture: un percorso le cui tappe vengono ricostruite nel lavoro. Viene inoltre approfondito l’intero processo produttivo degli intonaci dipinti\, dagli aspetti tecnico-esecutivi\, che si avvalgono delle indagini archeometriche per la composizione delle malte e dei pigmenti\, all’analisi formale e stilistica\, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni. La lettura di sintesi in catalogo tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città\, mettendo i rinvenimenti pittorici in necessario rapporto con Roma e l’area vesuviana\, ma anche con i centri della Cisalpina e delle aree provinciali. \nI risultati di questo studio multidisciplinare apportano nel complesso un significativo contributo alla conoscenza della società e della cultura decorativa parietale della Mediolanum romana. \nPresenteranno il volume:\nla prof.ssa Irene Bragantini dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”\ne il prof. Furio Sacchi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. \nAll’evento\, moderato dalla dott.ssa Federica Giacobello dell’Università degli Studi del Molise e organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la Direzione di Palazzo Litta\, sarà presente l’autrice. \n  \nÈ possibile scaricare gratuitamente copia digitale del volume dal sito della Soprintendenza alla pagina https://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it/eventi-culturali/pubblicazioni-2/
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SUMMARY:Mostra | Musei in vetrina: Venus Genetrix (Milano)
DESCRIPTION:Nell’ambito del progetto “Musei in Vetrina” promosso da MuseoCity\, la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano espone fino al 15 marzo presso la Galleria Cassina Projects di via Mecenate 76/45 una pregevole statua di epoca romana\, raffigurante Venus Genetrix (Venere “Genitrice”). \nLa scultura\, in marmo bianco e di dimensioni leggermente inferiori al naturale\, è una copia\, databile al I secolo d.C.\, di una celebre statua greca\, realizzata da Callimaco\, uno dei principali discepoli di Fidia\, nell’ultimo quarto del V secolo a.C. L’esemplare\, oggi conservato a Milano ma di provenienza sconosciuta\, è stato recuperato una decina di anni fa sul mercato antiquario ed era in origine probabilmente destinato a decorare un edificio pubblico o una residenza privata di alto livello. \nCustodita fino ad oggi nei depositi della Soprintendenza\, la statua è stata ora restaurata a cura di COR.ARTIS (Conservazione Restauro Arte Tecnologia Innovazione Scienza) e viene per la prima volta presentata al pubblico in occasione di MuseoCity. \nLa Galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18. Ingresso gratuito.
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SUMMARY:Convegno | Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3 (Roma)
DESCRIPTION:Nel corso dell’ultimo decennio\, le tre Università di Roma – Sapienza\, Tor Vergata e Roma Tre – e la Sovrintendenza Capitolina hanno promosso momenti di incontro per la condivisione e l’organizzazione di attività di ricerca scientifica sulle Mura Aureliane\, eccezionale testimonianza monumentale di quasi diciotto secoli di storia. \nFrutto di questa collaborazione interdisciplinare sono stati due convegni: \n\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 1. Da Aureliano a Onorio (Roma Tre\, 2015);\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 2. Da Onorio a Niccolò V (Tor Vergata\, 2017).\nIl terzo convegno\, dal titolo Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3. Dal XVI secolo all’età contemporanea\, è coordinato da Sapienza e finanziato nell’ambito del PRIN 2022.\nLa giornata conclusiva del convegno\, dal titolo Sezione 4b. Cronache contemporanee dalle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione\, si svolge sabato 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis.\n\nMuseo dell’Ara Pacis\, Auditorium – via di Ripetta\, 190s \nProgramma \nmodera Rita Volpe \nGiuliana Barilà\nSito 1 multintervento Mura Aureliane\, dalla programmazione al collaudo passando attraverso la Milestone PNRR Caput Mundi \nCristina Carta\, Alessandra Cerrito\, Lorenzo Conte\, Marina Marcelli\, Raffaele Piatti\nNuovi dati sulle soluzioni tecnico-costruttive delle Mura Aureliane dai recenti sondaggi \nValentina Cocco\, Livia De Andreis\, Valentina Borghese\nMetodologie di restauro delle Mura Aureliane \nPaolo Mazzanti\, Jessica Clementi\, Marina Marcelli\, Cristina Carta\nIl Piano straordinario di monitoraggio delle Mura Aureliane \npausa caffè \nTakuro Ogawa\n3D Surveying\, Modeling Techniques\, and Analytical Perspectives on the Aurelian Walln Walls \nTommaso Empler\, Carlo Inglese\, Marina Marcelli\nPorta San Paolo:\nHBIM per la documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio fortificato romano \nMarina Formica\nConclusioni
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SUMMARY:Convegno | Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito (Pozzuoli\, NA)
DESCRIPTION:Mercoledì 28 gennaio 2026 la Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospita il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito”\, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli\, con il contributo del Ministero della Cultura. \nL’iniziativa\, curata da Maria Luisa Tardugno e Anna Russolillo\, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito\, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. \nDopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino\, sono previsti i saluti di S. E. Mons. Carlo Villano\, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, di S. E. Mons. Gennaro Pascarella\, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e della Soprintendente Paola Ricciardi. \nLa mattina sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli\, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici\, con interventi di studiosi delle Università di Napoli Federico II\, Napoli L’Orientale\, Roma Tre e dell’Università del Molise. \nNel pomeriggio si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito\, con contributi di Iolanda Donnarumma e Maria Luisa Tardugno. È inoltre prevista la presentazione dei poster di Robert H. Tykot\, Anna Russolillo\, Anna Abbate e Franco Foresta Martin\, dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. \nIl convegno si concluderà con una visita guidata all’ipogeo della Necropoli di San Vito. \nInfo: sabapmetropolitanana.cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea (Roma)
DESCRIPTION:Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita la mostra Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea\, un progetto di Dana & Stéphane Maitec che porta a Roma uno dei patrimoni più raffinati e simbolici dell’identità culturale romena: i costumi tradizionali appartenuti alle Regine della Romania\, oggi conservati nella collezione della Famiglia Reale Romena.\nLa mostra si svolge nel contesto dell’Anno Culturale Romania – Italia 2026\, programma strategico bilaterale svolto sotto l’alto patrocinio del Presidente della Romania\, S.E. Nicușor Dan\, e del Presidente della Repubblica Italiana\, Sergio Mattarella\, e propone uno sguardo inedito su questi abiti storici attraverso la fotografia contemporanea di Dana & Stéphane Maitec.\n“Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è lieto di ospitare questo progetto espositivo che si inserisce in un programma di cooperazione culturale di alto profilo\, volto a valorizzare e intrecciare storia\, arte e identità culturale in un dialogo profondo tra Romania e Italia”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “Siamo certi che questa proposta culturale inviterà il pubblico a riscoprire il valore universale del patrimonio tessile e artigianale attraverso lo sguardo contemporaneo della fotografia e rinnovando la vocazione del Museo come luogo di incontro tra civiltà e linguaggi artistici\, ben oltre i confini geografici e temporali”.\nLontani da un approccio documentario tradizionale\, gli artisti rileggono i costumi reali mediante la fotografia di dettaglio\, isolando e ingrandendo ricami\, trame e motivi ornamentali fino a trasformarli in vere e proprie architetture visive. Il dettaglio\, normalmente percepito come elemento decorativo marginale\, diventa protagonista assoluto: superficie\, materia e spazio si fondono in un’esperienza visiva immersiva che invita il visitatore a un’osservazione lenta e contemplativa.\nTra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento\, le Regine e le Principesse della Romania hanno svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione del costume popolare\, trasformandolo da abito contadino in elemento centrale del guardaroba reale. La Regina Elisabetta (1843 – 1916) fu la prima a riconoscerne il valore identitario\, mentre con la Regina Maria (1875 – 1938) il costume tradizionale divenne un autentico linguaggio politico e culturale\, simbolo della Romania moderna e strumento di rappresentanza internazionale. In questo dialogo tra mondo rurale e spazio monarchico prende forma uno stile reale romeno\, colto e profondamente radicato nella tradizione.\n“Le camicie delle Regine ci narrano un momento essenziale della storia della Romania moderna\, in cui l’abito tradizionale è stato elevato al rango di simbolo di Stato\, di strumento diplomatico e di espressione di un’identità preservata con dignità e lucidità. Il fatto che questa mostra venga presentata nella programmazione dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026\, in un museo dedicato a una delle più antiche civiltà d’Europa\, conferisce all’iniziativa un ulteriore significato: quello di un incontro simbolico tra strati di storia e forme diverse di memoria culturale\, accomunati dalla medesima aspirazione alla durata\, al senso e alla bellezza. Riaffermiamo in questo modo l’impegno comune della Romania e dell’Italia a porre la cultura al centro della relazione bilaterale\, quale strumento di diplomazia\, spazio di riflessione e fondamento del nostro futuro europeo condiviso”\, dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia\, Gabriela Dancau.\nLe fotografie attraversano una pluralità di capi e frammenti – camicie ricamate (ii)\, fote\, catrințe\, oprege\, brâuri – restituendo la complessità di un sistema tessile in cui ogni motivo possiede una forte valenza simbolica. Rombi\, croci stilizzate\, segni vegetali e geometrie parlano di fertilità\, protezione\, ciclicità e relazione con il cosmo\, rivelando la ricchezza semantica dell’ornamento tradizionale.\nAccanto alle immagini fotografiche\, la mostra include installazioni tridimensionali – un arco di trionfo\, una colonna\, un paravento – che traducono il linguaggio del ricamo in forme spaziali\, sottolineandone la dimensione scultorea e architettonica. Il filo diventa struttura\, il punto cucito si fa ritmo\, e l’ornamento si trasforma in spazio attraversabile.\nIl tesoro ricamato delle Regine non propone una lettura nostalgica della tradizione\, ma una sua riattivazione contemporanea. Attraverso la monumentalizzazione del dettaglio\, Dana & Stéphane Maitec restituiscono al ricamo la sua forza originaria\, trasformandolo in un linguaggio visivo autonomo\, capace di dialogare con il presente e con un pubblico internazionale\, nel cuore di Roma.\n \nMostra compresa nel biglietto di ingresso al Museo\nMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\nPiazzale di Villa Giulia\, 9 00196 Roma\nApertura: Martedì – Domenica\nOrari: 8.30 – 19.30\n(ultimo ingresso ore 18.30\,\nchiusura sale ore 19.00)\nwww.museotru.it
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Il MAEC\, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”\, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida\, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo\, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca\, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985\, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia\, quando l’archeologia: da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. Nel quadro delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana del 1985\, il ritorno a Cortona di parte della Collezione Corazzi\, migrata nell’Ottocento in Olanda praticamente 200 anni fa (1826) e costituita da eccezionali bronzi etruschi\, fra i quali il celebre fanciullo con l’oca e il grifo\, simbolo della mostra\, è l’occasione per riflettere sull’importanza dei collegamenti internazionali che furono fondamentali nella storia dell’Accademia cortonese\, che nel 2027 compierà trecento anni\, e che il MAEC\, fin dalla sua nascita nel 2005\, ha inteso proseguire. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \n“Gli Etruschi in Olanda”: al MAEC il ritorno dei bronzi di Cortona da Leida \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Eresia e ortodossia a confronto. Manoscritti e testi da Bisanzio (Venezia)
DESCRIPTION:Eresia e ortodossia a confronto.\nManoscritti e testi da Bisanzio alla Biblioteca Marciana \nLa mostra è organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR Panoplia panopliarum – Il lungo secolo dodicesimo: l’epoca bizantina delle compilazioni anti-eretiche (CUP: C53D23008620001) ed è curata da Marco Fanelli\, Ottavia Mazzon\, Alessandra Bucossi e Niccolò Zorzi. Propone un percorso di approfondimento rivolto a un ampio pubblico\, che delinea attraverso il ricco e prezioso fondo manoscritto della Biblioteca Marciana la storia del confronto tra Ortodossia e forme ereticali\, eterodosse e di dissenso a Bisanzio. Il percorso si concentra sul “lungo” XII secolo\, quando il controllo delle forme di dissidenza religiosa in taluni momenti si acuisce e ne determina lo sviluppo. In questo periodo si concentra una produzione antiereticale che non ha paragoni nella storia di Bisanzio\, direttamente patrocinata dagli imperatori della dinastia comnena e variamente appoggiata dall’autorità patriarcale. \nSono esposti codici dell’Antico e del Nuovo Testamento\, commentari alle Sacre Scritture e Atti di Concili\, che costituiscono gli strumenti d’elezione per gli autori che nel corso dei secoli si dedicarono alla stesura di opere antieretiche. Ampio spazio è riservato a manoscritti che trasmettono il testo delle grandi compilazioni antiereticali composte nel periodo comneno. Speciale attenzione è poi rivolta a testi e autori che riflettono l’acceso dibattito con le Chiese latina e armena\, nonché il difficile confronto con fedi religiose estranee al Cristianesimo\, ma ben radicate nel tessuto sociale ed economico dell’impero\, come l’Ebraismo e l’Islam. \nNella prospettiva non solo di promuovere\, ma anche di valorizzare e preservare questo patrimonio manoscritto e librario\, una sezione della mostra è dedicata al restauro di alcuni codici finanziato dal progetto PRIN 2022 PNRR e realizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana. \nCatalogo della mostra (in open access sul sito dell’editore): https://www.padovauniversitypress.it/it/publications/9788869384998 \n  \nLeggi l’articolo pubblicato su Storie & Archeostorie che parla della mostra: \n  \nEresia e ortodossia a Bisanzio: in mostra i manoscritti medievali greci che raccontano il dissenso nel “lungo” XII secolo
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SUMMARY:Mostra | La legatura straniera dei secoli XV – XVII nel patrimonio della Biblioteca Palatina (Pilotta\, Parma)
DESCRIPTION:La mostra prosegue idealmente il percorso realizzato lo scorso febbraio dal titolo La legatura italiana dei secoli XV e XVI secolo nel patrimonio della Biblioteca Palatina\, spostando l’attenzione questa volta ai manufatti realizzati fuori dall’Italia\, in particolare in Inghilterra\, nei Paesi Bassi\, in Germania\, in Spagna e in Francia. \nSe la prima esposizione si concentrava maggiormente sull’aspetto strutturale\, mostrando l’evoluzione dell’oggetto libro testimoniato dalle diverse soluzioni adottate nel tempo\, dai materiali adoperati e dalle scelte compositive delle diverse botteghe\, questa mostra pone invece maggiore attenzione al decoro offrendo al visitatore la possibilità di ammirare una varietà di motivi e stili ornamentali peculiari delle diverse aree geografiche. \nTra i tesori della Biblioteca Palatina figurano manufatti provenienti da tutta Europa e non solo\, testimonianza di differenti stili\, materiali\, botteghe e centri di produzione. Il percorso invita a cogliere l’evoluzione della legatura nel tempo e nelle diverse aree culturali\, con particolare attenzione alle soluzioni materiche e decorative. Il percorso si snoda a partire dai manufatti islamici e spagnoli\, per proseguire con le produzioni tedesche\, olandesi e inglesi\, fino a concludersi con un’ampia sezione dedicata alle notevoli legature francesi. \nLo studioso Federico Macchi\, curatore della mostra\, da lungo tempo si dedica allo studio delle legature presenti negli Istituti culturali italiani\, in Biblioteca Palatina in particolare ha iniziato la sua ricerca nel 2012 passando in rassegna le collezioni manoscritte e a stampa\, scoprendo così un patrimonio estremamente importante per la presenza di legature rare e poco documentate\, talvolta esemplari di cui si conoscono solo pochissime copie in tutto il mondo.
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LOCATION:Complesso monumentale della Pilotta\, Piazza della Pilotta\, 5\, Parma\, Italy
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