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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Sotto i portici del Risorgimento! (Torino)
DESCRIPTION:Torna per l’estate 2026 Sotto i portici del Risorgimento (giugno–settembre 2026)\, la rassegna di giochi estivi\, iniziative culturali e didattiche giunta alla sua terza edizione\, ideata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano per coinvolgere ragazzi e famiglie. Forte delle oltre 19.000 presenze registrate nel 2025\, il programma si arricchisce e si consolida come punto di riferimento culturale dell’estate torinese.\nL’iniziativa si apre il 18 giugno in occasione della Giornata degli Scacchi: tornei simultanei\, lezioni ed esibizioni animeranno i portici di Palazzo Carignano\, grazie alla collaborazione con l’Associazione Scacchistica di Torino. \nIl portico e l’atrio di Palazzo Carignano si trasformano ancora una volta in uno spazio temporaneo dedicato al gioco\, alla lettura\, alla socialità e alla partecipazione culturale\, accessibile dal martedì alla domenica dalle 10.15 alle 18.00. Tra le novità di questa edizione\, le sale del Museo saranno animate da una mostra dedicata al tema del gioco: “In gioco. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi”\, che rafforzerà la dimensione ludica e pedagogica dell’offerta estiva del Museo. Saranno inoltre predisposti spazi ludici permanenti con giochi storici e contemporanei — tra cui un nuovo gioco dell’Oca del Risorgimento realizzato appositamente per questa edizione —\, scacchi\, rubabandiera e giochi pavimentali per bambini\, oltre ad aree di sosta per il relax e la lettura. \nIl Museo organizzerà inoltre attività didattiche e di animazione a cura del proprio personale\, con proposte di lettura rivolte al pubblico dei più piccini\, e fungerà da snodo di partenza per le attività dell’estate ragazzi della Bella Stagione di Fondazione Compagnia di San Paolo. \nSotto i portici del Risorgimento è resa possibile grazie al contributo di BPER Banca\, main sponsor dell’iniziativa\, al patrocinio della Città di Torino\, alla partnership con Biraghi e alla collaborazione con importanti realtà culturali e istituzionali: Residenze Reali Sabaude\, Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte\, Associazione Scacchistica Torinese\, Balletto Teatro di Torino\, Circolo dei Lettori\, Contrametric Ensemble\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Libreria Internazionale Luxemburg\, MITO SettembreMusica\, MUSLI – Museo della Scuola\, Sotto18+ Film Festival\, Unione Culturale Franco Antonicelli\, Teatro e Società. \n«Con Sotto i portici del Risorgimento vogliamo continuare a rafforzare l’idea del museo come spazio vivo e aperto\, capace di offrire occasioni di incontro\, apprendimento e condivisione. Crediamo che sia fondamentale creare luoghi culturali che siano anche spazi di comunità\, dove bambini\, famiglie\, residenti e turisti possano ritrovarsi e riscoprire la storia come esperienza attuale e partecipata»\, hanno dichiarato Luisa Papotti\, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il direttore\, Alessandro Bollo. \nGli appuntamenti in programma: \nSi comincia il 18 giugno con una giornata doppiamente speciale: i portici di Palazzo Carignano si trasformano già da subito in un grande scacchiere a cielo aperto. La Giornata degli scacchi\, \n organizzata con l’Associazione Scacchistica di Torino\, porta in scena tornei simultanei\, lezioni e sfide aperte a tutti — principianti compresi — e dà il via alla rassegna nel segno del gioco\, della strategia e della condivisione. \nIl 24 giugno — Festa di San Giovanni\, patrono di Torino — il Museo ricorda il 24 giugno 1859\, giorno della battaglia di Solferino e San Martino che ispirò la nascita della Croce Rossa. Il personale del Corpo Militare Volontario della CRI guiderà il pubblico in visite tematiche alle ore 11.00 e alle ore 16.00\, in un dialogo inedito tra storia e presente. \nIl cuore dell’estate batte il 2 luglio\, con la Maratona di lettura – Pinocchio: nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Dalle 10.15 alle 20.00\, lettori di ogni età si passano il testimone nella lettura ad alta voce dell’intero romanzo\, in un’esperienza corale e trascinante che invade portici e diverse realtà torinesi. Un’iniziativa realizzata insieme al Circolo dei Lettori\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Sotto18+ Film Festival\, Libreria Internazionale Luxemburg e MUSLI. \nIl 9 luglio la parola si fa musica con Musicante: Federico Sirianni porta in scena un reading autorale intimo e potente\, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Torino. \nIl programma continua il 19 luglio con una serata dedicata alla grande lirica: Opera in Poche Parole presenta la Tosca di Giacomo Puccini nell’ambito della stagione “Ri-Generazione” di Contrametric Ensemble. Gabriele Colombo sarà narratore e interprete in una trascrizione cameristica per oboe/corno inglese e quartetto d’archi. Un’occasione per avvicinarsi all’opera lirica senza barriere\, lasciandosi trasportare dalla forza delle sue emozioni.  E mentre la città si svuota per le vacanze\, il 15 agosto il Museo è uno dei pochi luoghi dove vale la pena restare: le visite guidate teatralizzate “Liberi tutti!”\, a cura di Teatro e Società e dei Servizi Educativi\, trasformano il Ferragosto in una piccola festa collettiva. \nCon settembre arriva la musica d’autore: l’11 settembre il Trio 2 giugno ’46 porta in scena Musica al Femminile\, nell’ambito del prestigioso festival MITO SettembreMusica. A chiudere la rassegna\, il 22 settembre\, è la danza: Gioco di Corpi\, spettacolo del BTT – Balletto Teatro di Torino con Bailey Kager\, Noa Chatton e Noa Van Tichel\, porta nell’Aula della Camera un’ultima\, sorprendente trasformazione dello spazio.
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LOCATION:Museo Nazionale del Risorgimento Italiano\, Piazza Carlo Alberto\, 8\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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SUMMARY:Viste tematiche | Tornano le visite alle Terme suburbane (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono alle visite accompagnate alle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.\nLe visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).\n\n«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nCalendario 2026\n\nGiugno  sabato 20 e sabato 27 giugno\nOttobre  sabato 17\, 24 e 31 ottobre\nNovembre  sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre\nDicembre  sabato 5 e 12 dicembre\n\n\nTurni di visita\n\nGruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi\, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).\n\nMattina\n\nore 9.30 – 10.30  visita in italiano\nore 10.30 – 11.30  visita in inglese\nore 11.30 – 12.30  visita in italiano\n\n\nPomeriggio\n\nore 14.30 – 15.30  visita in italiano\nore 15.30 – 16.30  visita in inglese\nore 16.30 – 17.30  visita in italiano  (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)\n\n\nIl punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo\, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.\n\n\nBiglietti e prenotazioni\n\nBiglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)\n18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)\n\nPrenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano\nLe Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico\, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile\, coniugando tutela\, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.
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SUMMARY:Mostra | Metamorfosi. Ovidio e le arti (Roma)
DESCRIPTION:Dopo la presentazione al Rijksmuseum di Amsterdam\, approda alla Galleria Borghese Metamorfosi. Ovidio e le arti\, il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione tra le due istituzioni e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. Dal 23 giugno all’11 ottobre 2026\, la mostra si pre­senta a Roma in una configurazione autonoma e originale\, frutto di un articolato dialogo scientifico internazionale che ha riunito oltre ottanta opere provenienti da prestigiosi musei europei e americani. \n  \nA partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora l’idea della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo\, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visio­ne del mondo fondata sul mutamento\, sull’instabilità delle forme e sulla perme­abilità dei confini tra umano\, naturale e divino. \n  \nGli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Me­tamorfosi\, rendendo questo luogo non solo adatto\, ma intimamente connesso al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione\, concependo l’architettura come di­spositivo culturale capace di intrecciare mito\, arte e autorappresentazione in un unico\, coerente sistema di significati. Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci\, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi\, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva. \nCuore della mostra è dunque l’idea della metamorfosi come forza generativa che attraversa e ridefinisce il cosmo\, la materia e il corpo. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici\, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti\, dando forma visiva a passioni\, desideri\, astuzie\, violenze\, inganni e possibilità di redenzione. \n  \nIl percorso espositivo si apre con il racconto della creazione del mondo\, narrato nei versi iniziali del poema. Nella sezione Caos e Creazione\, opere di Louis Finson\, Hendrick Goltzius\, Herri met de Bles\, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși re­stituiscono visivamente il passaggio dalla materia informe all’ordine del cosmo\, facendo della metamorfosi il principio generatore della natura e della vita. \n  \nLa fortuna del testo ovidiano è al centro de Il poeta e il libro\, che indaga le trasfor­mazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli attraverso manoscritti\, traduzioni\, volgarizzamenti e reinterpretazioni morali. Dall’esperienza medievale dell’Ovide moralisé fino al recupero filologico rinascimentale\, emerge la straordinaria capacità dell’opera di adattarsi a contesti culturali differenti. Qui il cele­bre Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro berniniano conservato nella Galleria\, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. \n  \nAttorno al gruppo del Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini si sviluppa la se­zione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone. Il racconto del rapimento di Pro­serpina e della disperata ricerca della figlia da parte di Cerere diventa occasione per riflettere sui temi della perdita\, della rinascita e dell’alternarsi delle stagioni. Opere antiche\, dipinti di Agostino Carracci e il commovente Orfeo ed Euridice di Rubens ampliano l’immaginario dell’oltretomba evocato dal poema. \n  \nLa figura di Aracne introduce una riflessione sull’arte stessa come processo di trasformazione. Nel racconto ovidiano la tessitura diventa metafora della crea­zione poetica\, che nella mostra si declina con dipinti\, arazzi e manufatti tessili capaci di trasformare la parola in immagine\, rendendo visibile la straordinaria capacità narrativa dell’arte. Le interpretazioni di Tintoretto e Rubens dialogano inoltre con preziosi arazzi che restituiscono la ricchezza figurativa delle storie narrate da Ovidio. \n  \nTra le sezioni più importanti troviamo quella dedicata a Leda e il cigno\, uno dei più celebri episodi degli amori di Giove. Attraverso dipinti e sculture derivati dalle invenzioni perdute di Leonardo e Michelangelo\, la mostra ricostruisce la fortuna di un mito che\, tra Quattrocento e Cinquecento\, divenne terreno privilegiato di confronto tra pittura e scultura. Accanto a queste opere trova posto la straordi­naria Danae di Correggio\, capolavoro assoluto della pittura rinascimentale\, dove il desiderio divino si manifesta sotto forma di pioggia d’oro. \n  \nCon il mito di Pigmalione la riflessione si sposta sul rapporto tra arte e vita. Le celebri interpretazioni di Jean-Léon Gérôme e Auguste Rodin mostrano la materia nell’istante in cui sembra animarsi\, trasformando il desiderio dell’artista in atto creativo. Il tema del mutamento diventa qui una meditazione sul potere stesso dell’arte e sulla sua capacità di dare forma all’immaginazione. \n  \nIl percorso prosegue con le vicende di Perseo e Medusa\, dove la trasformazione assume il volto opposto della pietrificazione. Attraverso opere di Rubens\, Seba­stiano Ricci\, Antonio Tempesta e Rutilio Manetti\, la mostra racconta una meta­morfosi che può essere insieme strumento di distruzione e mezzo di salvezza\, in grado di mutare irreversibilmente il destino degli uomini. \n  \nL’esposizione si conclude con una sezione dedicata al potere dell’amore\, forza che attraversa l’intero poema e che nelle opere di Tiziano\, Nicolas Poussin e ne­gli splendidi arazzi tardomedievali dedicati a Narciso ed Eco si manifesta come energia creatrice e distruttrice al tempo stesso. Attraverso desiderio\, passione\, perdita e contemplazione\, il mito rivela la sua capacità di interpretare le emozioni fondamentali dell’esperienza umana. \n  \nIl percorso propone una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento\, evocan­do la tensione tra ordine e trasformazione\, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte\, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica\, ma come categoria estetica e ontologica\, attraverso cui interrogare le relazioni tra tempo\, spazio\, materia e forma. \n  \nProdotto in collaborazione con il Rijksmuseum\, il catalogo della mostra – dispo­nibile in italiano\, inglese e olandese – presenta le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi. Il progetto grafico è affidato a Irma Boom. Gli allestimenti della mostra sono curati da Hubert Le Gall. \n  \nLa Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno.
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SUMMARY:Estate con l’archeologia in Trentino
DESCRIPTION:Tornano gli appuntamenti con l’estate dell’archeologia trentina\, occasioni per portare interessati\, curiosi e appassionati di ogni età alla scoperta della storia più antica del territorio e dei saperi dei nostri antenati. Dai siti della Trento romana al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura\, dal Museo Retico a Sanzeno all’area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus sono oltre 100 le proposte dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici. \n\nDa giugno a settembre mostre\, archeologia dimostrativa\, laboratori per bambini e adulti\, visite partecipate\, incontri a tema\, passeggiate con gli esperti\, teatro per famiglie\, musica ed eventi speciali animeranno musei e siti archeologici. \nIl programma completo delle iniziative è disponibile sul portale Trentino Cultura: Archeologia estate 2026
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SUMMARY:Mostra | L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano (San Gimignano - SI)
DESCRIPTION:Si intitola “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” la mostra in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 a San Gimignano\, nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. \nL’esposizione sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026 alle ore 18 ed è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori\, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, la Fondazione Musei Senesi e la Rete del Contemporaneo in Toscana. La mostra conta sul patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena. \nCurata da Valerio Bartoloni\, direttore dei Musei Civici di San Gimignano\, la mostra riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico e provengono da recenti mirati acquisti\, donazioni e dalle raccolte conservate nei depositi dei Musei Civici. \n“L’altra galleria” è una mostra tesa a restituire alla fruizione pubblica opere rimaste a lungo lontane dallo sguardo dei visitatori\, alcune delle quali appositamente restaurate. Il percorso espositivo va così ad ampliare il racconto della città\, affiancando alla sua celebre connotazione medievale una lettura più articolata della storia artistica e museale di San Gimignano: dalle origini del Museo Civico\, fondato nel 1906\, fino alla nascita e allo sviluppo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche il titolo della mostra richiama questa dimensione\, proponendo un’“altra galleria” rispetto alle collezioni permanenti e un itinerario parallelo e complementare che permette di riscoprire nuclei di opere\, artisti e documenti capaci di illuminare aspetti meno conosciuti del patrimonio civico. \nPer il curatore\, Valerio Bartoloni\, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni\, tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio\, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali\, offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”. \nIl percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e prevalentemente cronologico.  \nLa prima\, intitolata “Una raccolta eclettica. La Donazione Pacchiani”\, presenta una notevole selezione di bronzi e maioliche che vanno dalla seconda metà del XV al XVIII secolo\, donati ai musei di San Gimignano da Fiamma Pacchiani dando continuità a una precedente donazione familiare già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara. \nLa seconda sezione\, “Tra Cinquecento e Settecento. La devozione popolare”\, raccoglie opere del XVI-XVIII secolo legate alla religiosità e alla devozione popolare a San Gimignano\, tra cui una preziosa serie di ex voto dedicati a Santa Fina e dipinti di particolare interesse storico e artistico. \nNella terza sezione\, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra Ottocento e Novecento”\, sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica. Tra i protagonisti spicca Niccolò Cannicci\, figura di rilievo della pittura toscana del secondo Ottocento e strettamente legato a San Gimignano\, presente in mostra con sei opere. Tra queste\, “Guardianella di tacchini” del 1887\, scelta anche come immagine simbolo dell’esposizione. La stessa sezione accoglie\, in specifici nuclei\, opere di Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e di vari artisti che hanno interpretato scorci\, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Oltre a questi\, figurano i pittori valdelsani Augusto Bastianini\, Antonio Salvetti\, Ugo Capocchini e Mino Maccari\, il vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e il fiorentino Guido Peyron. Il percorso è completato da un’ampia serie di documenti che approfondiscono il tema della sezione (cataloghi\, lettere\, riviste e materiali d’archivio). \nLa quarta sezione\, “Genius Loci”\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, con pregevoli opere di figure ancora da approfondire criticamente\, tra cui Gaetano Lari\, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci. \nChiude il percorso la sezione “Revival Contemporaneo”\, dedicata a opere di artisti di rilievo del Novecento\, tra cui Ernesto Treccani\, Sebastian Matta e Nunzio\, donate in occasione delle mostre temporanee promosse dal Comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Un nucleo che rievoca la stagione espositiva della città e la genesi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a partire dagli anni Settanta\, impreziosito da apparati grafici inerenti alle opere e alle mostre realizzate dal Comune e dai Musei Civici. \nLa mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe\, in uscita a settembre 2026\, con immagini e schede delle opere affidate a vari storici dell’arte\, testi del curatore Valerio Bartoloni e di Antonio Natali e presentazioni istituzionali. Da settembre 2026 a febbraio 2027 sono inoltre previste conferenze\, visite guidate\, attività didattiche e focus scientifici dedicati ai principali temi e artisti che caratterizzano le diverse sezioni. \nL’organizzazione è affidata all’Ufficio Musei del Comune di San Gimignano e all’Ufficio Cultura di Opera Laboratori Fiorentini\, con segreteria organizzativa di Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera Laboratori e Sillabe con il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali. \nOrari di apertura. La mostra sarà aperta negli stessi orari dei Musei Civici di San Gimignano: fino al 31 ottobre dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19); dal 1° novembre al 31 marzo dalle ore 11 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17); dal 26 dicembre al 6 gennaio dalle ore 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18). I Musei Civici di San Gimignano sono chiusi il 25 dicembre.
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SUMMARY:Mostra | Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna (Roma)
DESCRIPTION:Il Ministero della Cultura presenta “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”\, una grande mostra diffusa che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta\, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica\, economica\, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente\, esposte a Roma dal 2 luglio al 27 settembre.\nMezzo di scambio\, emblema del potere\, veicolo di propaganda\, oggetto artistico e supporto di memoria\, la moneta ha accompagnato per secoli la costruzione dell’identità di Roma e della sua immagine nel mondo. Le monete coniate in città costituiscono per questo un osservatorio privilegiato sulle sue trasformazioni politiche\, religiose\, artistiche e sociali. \nAttraverso immagini\, iscrizioni e simboli\, ciascun esemplare conserva la capacità di evocare un’intera epoca. \nLa mostra\, curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale\, il VIVE – Vittoriano e Palazzo\nVenezia\, il Parco archeologico del Colosseo\, il Museo Nazionale Romano\, utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma\, mettendole in dialogo con opere d’arte antica\, dipinti\, sculture\, codici miniati\, oreficerie\, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale.\nTre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano\, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo\, l’età moderna e contemporanea al VIVE. \nLe tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. \nIl percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano\, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali\, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore\, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte\, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali\, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione. \nLa mostra presenta oltre 160 opere\, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano\, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano\, dalla Soprintendenza Capitolina\, dai Musei Vaticani\, da numerosi musei civici\, da archivi\, fondazioni\, gallerie e collezionisti privati. \nTra le opere di maggior rilievo figurano\, al Museo Nazionale Romano\, il Piatto onorario di Ardabur Aspar (Firenze\, Museo Archeologico Nazionale)\, il Ritratto di Giulio Cesare (Musei Vaticani) e il Ritratto di Costantino (Roma\, Sovrintendenza Capitolina); al Parco archeologico del Colosseo\, gli affreschi da Santa Maria in Via Lata con I sette dormienti (Roma\, Crypta Balbi) e la Madonna di Pietro di Belizo e Belluomo (Parma\, Fondazione Magnani-Rocca); al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia\, il Messale della Rovere decorato da Jacopo Rivaldi\, capolavoro della miniatura quattrocentesca (Torino\, Archivio di Stato); il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gianlorenzo Bernini (Roma\, Gallerie Nazionali d’Arte Antica) e Untiled di Maurizio Cattelan\, che chiude il racconto sul presente europeo. \nLa mostra è a cura di Alfonsina Russo\, Edith Gabrielli\, Simone Quilici e Federica Rinaldi.\nLa sezione del Museo Nazionale Romano è affidata al coordinamento scientifico di Fabrizio Oppedisano (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Massimiliano Papini (‘Sapienza’ Università di Roma); quella del Parco archeologico del Colosseo di Sandro Carocci (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”)\, Serena Romano (Università di Losanna) e Dario Internullo (Università degli Studi di Roma Tre); quella del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia di Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, Edith Gabrielli e Matteo Sanfilippo (Università degli Studi della Tuscia). \nIl comitato scientifico comprende\, oltre ai coordinatori\, Barbara Agosti\, Marta Barbato\, Federico Barello\, Lorenzo Canova\, Raffaella Morselli\, Massimo Osanna\, Emanuele Pellegrini\, Roberto Pinto\, Pier Paolo Racioppi\, Alessia Rovelli\, Lucia Travaini e Claudio Zambianchi.
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SUMMARY:Mostra | Un Vermeer a Palazzo Barberini. Donna in blu che legge una lettera (Roma)
DESCRIPTION:Dall’8 luglio all’11 ottobre 2026 Palazzo Barberini ospita lo straordinario capolavoro di Johannes Vermeer Donna in blu che legge una lettera\, concesso in prestito in via eccezionale dal Rijksmuseum di Amsterdam. \nDopo l’esperienza di Giorgione. Da Budapest a Roma\, le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono il dialogo con alcune delle più prestigiose istituzioni museali internazionali\, offrendo una nuova opportunità di incontro con i capolavori della tradizione artistica europea. \n  \nRealizzata intorno al 1663-1664\, Donna in blu che legge una lettera è considerata uno dei vertici della produzione del maestro di Delft ed è tra le immagini più celebri della pittura olandese del Seicento. La giovane donna colta nell’atto di leggere una lettera\, immersa nel silenzio di un interno domestico e rischiarata dalla luce proveniente dalla finestra\, incarna alcuni dei temi più caratteristici dell’arte di Vermeer: l’intimità della vita quotidiana\, la sospensione narrativa e la straordinaria capacità di tradurre la luce in strumento di costruzione dello spazio e delle emozioni. \n  \nIl soggetto della corrispondenza epistolare\, occasione per evocare sentimenti\, relazioni e attese che rimangono affidati all’immaginazione dell’osservatore\, ricorre più volte nella produzione dell’artista\, che attraverso pochi elementi essenziali e una composizione di assoluto equilibrio\, trasforma un gesto ordinario in un’immagine di intensa concentrazione psicologica. \n  \nA cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita\, il dipinto giunge a Roma offrendo un’occasione unica per approfondire l’opera di uno dei protagonisti assoluti della pittura europea. L’iniziativa assume un particolare rilievo alla luce della rarità delle opere di Vermeer — poco più di una trentina quelle universalmente riconosciute\, nessuna conservata in Italia — e delle rare occasioni in cui questi capolavori vengono concessi in prestito. \n  \nIl percorso espositivo si articolerà tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi: una serie di contenuti digitali accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’arte del Maestro olandese\, offrendo approfondimenti dedicati alla storia del dipinto\, alla tecnica pittorica di Vermeer e al contesto culturale in cui esso venne realizzato. \n  \nL’esposizione offre inoltre l’occasione di apprezzare il restauro condotto dal Rijksmuseum nel 2010\, che ha restituito al dipinto la luminosità originaria dei colori e ha consentito di approfondire la conoscenza del processo creativo dell’artista. \nLa rimozione delle vernici alterate dal tempo ha riportato alla luce la straordinaria intensità dei blu e numerosi dettagli esecutivi\, offrendo nuove prospettive di studio su uno dei capolavori più amati della pittura europea. \n  \nIl percorso culminerà nella Sala Paesaggi\, dove Donna in blu che legge una lettera sarà presentata in uno spazio dedicato che consentirà un’osservazione ravvicinata dell’opera e dei suoi raffinati dettagli esecutivi. \n  \nLa mostra conferma l’impegno delle Gallerie Nazionali di Arte Antica nel rendere accessibili opere di eccezionale rilievo provenienti dalle più importanti collezioni internazionali\, promuovendo nuove occasioni di conoscenza e approfondimento.
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LOCATION:Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini\, Via delle Quattro Fontane 13\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
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LOCATION:Museo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi\, Piazza Cavour\, 1A\, Tarquinia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Tiziano e il Paesaggio (Pieve di Cadore - BL)
DESCRIPTION:A Pieve di Cadore\, una nuova inedita mostra per continuare a indagare il ruolo innovativo del paesaggio nell’opera di Tiziano\, a 450 anni dalla sua morte. Giungono nella terra natale del pittore tre eccezionali dipinti del Maestro e 30 opere grafiche tratte da suoi disegni o di grandi artisti precursori della nuova sensibilità o eredi dei modelli tizianeschi in tutta Europa: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer\, fino a Rembrandt\, Watteau e Marco Ricci. \nNella Casa Natale del pittore anche la mostra “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”: il diario di viaggio del letterato e artista inglese alle origini del mito ottocentesco di Tiziano e delle terre dell’artista. \nRicerca scientifica e fascino espositivo (allestimento su progetto di FormaUbis) si uniscono in questa nuova mostra che – dopo la presenza straordinaria a Pieve di Cadore della Pala Gozzi (Ancona\, Pinacoteca “F. Podesti”) – porta altri importanti capolavori di Tiziano nella sua terra natale. \nIl percorso indagherà infatti le origini culturali e figurative dell’interesse del pittore cadorino per la resa dell’ambiente naturale e l’impatto avuto dai suoi paesaggi sugli artisti europei delle generazioni successive\, mettendo in dialogo tre dipinti di Tiziano\, prestati eccezionalmente dai Musei Capitolini di Roma (Il Battesimo di Cristo\, 1511-1512)\, dall’Accademia Carrara di Bergamo (Orfeo ed Euridice\, 1515 c.) e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia (San Giovanni Battista\, 1540 – 1542) e\, con oltre trenta tra disegni e xilografie d’epoca di Tiziano e di altri importanti artisti che hanno gettato le basi della nuova sensibilità paesaggistica\, o che al grande pittore si sono ispirati: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer\, fino a Rembrandt\, Watteau e Marco Ricci. \nAd accompagnare la mostra – che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti Unesco\, progetto sostenuto e finanziato da Regione del Veneto\, Fondo Comuni Confinanti\, Provincia di Belluno\, Camera di Commercio Treviso Belluno-Dolomiti\, D.M.O. Dolomiti Bellunesi\, con il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di tanti partner – ci sarà anche un importante catalogo (ZeL edizioni)\, realizzato grazie al contributo di Save Venice e di Tavolozza Foundation\, con saggi e schede dei curatori\, Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa\, e di Irene Brooke\, Beverly Brown\, Francesco Di Mauro\, Juliette Ferdinand\, Peter Lüdemann\, Camilla Pietrabissa\, Jaco Rutgers\, Carolina Trupiano e Matthias Wivel; quindi una fascinosa mostra presso la vicina Casa Natale di Tiziano\, di cui si è appena concluso il restauro – “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”– che ci porterà a rivedere i paesaggi di Tiziano con gli occhi e attraverso le opere su carta di un romantico viaggiatore ottocentesco\, pittore\, scrittore\, saggista e fine intellettuale\, che in Cadore volle ricercare le fonti d’ispirazione del sommo artista. \nDa non perdere infine i tantissimi appuntamenti che rientrano nel programma dell’Estate Tizianesca promossa ormai da ventidue anni dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con la Magnifica Comunità e il Comune di Pieve di Cadore. Quest’anno il progetto – che propone un nuovo modo di vivere la montagna e i centri minori\, valorizzando il dialogo  tra  arte\, paesaggio e comunità nel segno di Tiziano e dei suoi legami con queste aree – conta ben 35 eventi diffusi nel territorio\, tra conferenze e incontri con prestigiosi storici e studiosi\, concerti di musica classica e visite riservate\, coinvolgendo venti località e venticinque luoghi d’arte del Cadore\, del bellunese e delle province di Treviso\, Venezia e Padova.
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SUMMARY:Mostra | Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio (Trento)
DESCRIPTION:Venerdì 24 luglio\, dalle 18.00 alle 23:00\, il museo inaugura “Nelle terre del Nilo. Tesori egizi al Castello del Buonconsiglio”\, un nuovo progetto espositivo che restituisce al pubblico la rinnovata sezione egizia del museo e ospita una mostra temporanea dedicata all’affascinante civiltà dell’antico Egitto. \nLa serata inaugurale offrirà l’occasione di scoprire in anteprima quattro sale di Castelvecchio\, trasformate in un percorso immersivo che conduce tra reperti\, racconti e suggestioni alla scoperta della religione\, dei rituali e della vita quotidiana dell’antico Egitto. Inoltre\, un video proiettato nei giardini accompagnerà i visitatori alla scoperta del dietro le quinte dell’allestimento\, raccontando le diverse fasi dell’ideazione e della realizzazione della mostra e le professionalità e le competenze che hanno contribuito a renderla possibile. \nIl nuovo allestimento è il risultato di un’approfondita campagna di studio e catalogazione della collezione egizia del museo\, realizzata tra il 2020 e il 2024. Accanto al percorso permanente\, la mostra temporanea – visitabile fino al 31 ottobre 2026 – riunisce preziosi reperti provenienti dalle collezioni Nizzoli del Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dalle collezioni Picchianti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da altre importanti istituzioni museali italiane. \nDalla geografia delle terre del Nilo alla passione per l’Egitto che attraversa i secoli\, il percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei grandi temi della civiltà egizia: il mondo degli dèi e della regalità sacra\, l’arte della bellezza\, il cibo come nutrimento di uomini e divinità e le pratiche che preparavano il corpo al viaggio nell’aldilà. \nLa curatela della mostra e della sezione è affidata ad Annamaria Azzolini\, archeologa del museo. L’ideazione del concept è dell’arch. Marianna Saporito\, mentre il progetto esecutivo e la direzione artistica sono di Erich Invernizzi – Studio Designers; il coordinamento del progetto è dell’arch. Adriano Conci. La progettazione multimediale è curata da Raffaele Carlani – KatatexiLux. Il lavoro è frutto di un confronto con tutto il personale del museo che\, a vario titolo\, è coinvolto nella realizzazione e successiva gestione dell’allestimento\, nell’ottica della progettazione partecipata e condivisa\, fortemente voluta dal direttore arch. Cristina Collettini. \nL’accesso è libero alle sale della mostra\, ma contingentato.
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SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
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SUMMARY:Mostra | Rediscovering Della Robbia at The Met  (New York\, USA)
DESCRIPTION:Dal 10 agosto 2026 al 17 gennaio 2028\, il Metropolitan Museum of Art di New York dedica una mostra alla produzione della famiglia Della Robbia\, protagonista della scultura rinascimentale fiorentina con la tecnica della terracotta invetriata. Rediscovering Della Robbia at The Met presenta una selezione di opere esposte raramente\, molte delle quali sottoposte di recente a interventi di conservazione e nuove ricerche. Un evento che valorizza la più importante collezione di sculture dei Della Robbia conservata negli Stati Uniti. \n👉 Leggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nI Della Robbia in mostra al Met di New York tra restauri e nuove attribuzioni \n \n  \n 
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SUMMARY:Spettacolo | Ecstatic Pompeii\, i misteri di Dionysos (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Si intitola Ecstatic Pompeii\, i misteri di Dionysos la seconda edizione di “ESOPOP\, storie in festival”\, il progetto dello che\, attraverso performance teatrali dal vivo\, promuove e valorizza i siti culturali dell’area vesuviana.\n\nGli spettacoli si terranno ogni venerdì e sabato\, dal 28 agosto al 26 settembre 2026\, alle ore 20\,00 e alle 21\,30 in occasione delle aperture serali del Parco nell’ambito delle iniziative speciali di valorizzazione.\n\nIl tema dionisiaco è ispirato allo straordinario ritrovamento (2024-25) della Casa del Tiaso nella Regio IX\, una domus raffinata dedicata al dio\, con una delle megalografie più importanti finora venute alla luce. La Casa custodisce\, infatti\, nella sua sala con colonnato\, un affascinante e originale corteo dionisiaco\, ancora in fase di restauro\, per permetterne poi la fruizione futura anche al pubblico.\n\nEcstatic Pompeii è quindi uno sguardo sui personaggi centrali del racconto dionisiaco\, che si ritrovano in quella domus e in altre rappresentazioni famose. Personaggi che dialogano virtualmente tutti insieme nella Villa dei Misteri di Pompei e che poi ripropongono il proprio racconto in uno degli altri siti del Parco Archeologico: Villa di Poppea a Oplontis\, Villa Regina a Boscoreale\, Villa San Marco e il Museo Archeologico di Stabia presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.\n \n«Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei\, Gabriel Zuchtriegel – continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei. Quest’anno partiamo dalla scoperta della Casa del Tiaso nella Regio IX\, che ci ha restituito una testimonianza molto importante del culto di Dioniso a Pompei. Da qui nasce l’idea di portare questo racconto anche fuori dalla città antica\, coinvolgendo Oplontis\, Boscoreale e Stabia. Vogliamo creare un percorso che metta insieme archeologia\, teatro e ricerca e che permetta al pubblico di avvicinarsi al mondo di Dioniso e delle Baccanti in modo diretto e coinvolgente. È un modo per far dialogare ciò che arriva dal passato con il nostro modo di guardare e interpretare quel mondo oggi».\n\nDioniso lo straniero\, Dioniso maschile e femminile\, Semele disperata\, Tiresia la voce inascoltata\, Tiresia il profeta\, Penteo ingannato e sacrificato: sono loro che si muovono tra le rovine\, con altri personaggi che circondano queste figure protagoniste delle Baccanti di Euripide.\n\nGli spettacoli di Ecstatic Pompeii sono produzioni inedite di Casa del Contemporaneo produzioni teatrali\, hanno una durata di 30 minuti e sono replicati due volte per sera. Anche quest’anno ne curano testi e regia due autori – Rosario Sparno e Fabio Cocifoglia – tra i più interessanti nel mondo della ricerca teatrale\, per la loro capacità di unire alla scrittura drammaturgica una sensibilità per la musica contemporanea e per la danza.\n\n«A Pompei Dionysos – spiega Rosario Sparno – non assedia le mura dall’esterno; emerge come una crepa interiore\, come il ritorno di un rimosso che rivendica il proprio spazio. Qui gli dèi danzano\, danzano\, danzano. Resta il teatro a farsi soglia e filtro\, specchio che intercetta il loro passo prima che ci travolga».\n \n«Dell’immenso e complesso mondo Dionisiaco sono rimasto affascinato dal termine teofanico “epidemia”\, che rappresenta il momento in cui una forza divina (in particolare Dioniso) si manifesta e risiede temporaneamente tra i mortali – sottolinea Fabio Cocifoglia -. L’irruzione di Dioniso nella città genera un “contagio” inteso come follia rituale e possessione estatica collettiva».\n\nQuest’anno\, inoltre\, grazie a una collaborazione di Casa del Contemporaneo con l’azienda toscana Sanctamuerte\, i costumi di scena sono parte delle collezioni del fiorentino Filippo Giorgi\, che da alcuni anni ha lanciato il suo brand proprio con l’idea di unire arte\, ricerca e sartoria. Creazioni che danno alle performance un taglio e un movimento ancora più contemporaneo e seducente.\n\nIl programma. Ecstatic Pompeii inizia il 28 agosto presso la Villa di Poppea a Oplontis e il 29 agosto nella Villa dei Misteri a Pompei con “Semele. La verità è un fuoco” di Rosario Sparno con Loredana Piedimonte\, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani.\nVenerdì 4 settembre a Stabia\, presso il Museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana\, protagonista è “Dionysos. Lo straniero” di Rosario Sparno interpretato da Gennaro Apicella con il musicista Francesco Giangrande\, che replica il giorno dopo\, sabato 5 settembre\, a Pompei nella Villa dei Misteri.\n\nVenerdì 11 settembre a Villa San Marco a Stabia e sabato 12 settembre a Villa dei Misteri va in scena “Penteo. Dialogo sulla cecità” di Rosario Sparno con Elisabetta Pogliani nei panni di Tiresia e Luca Iervolino in quelli di Penteo. Con loro anche il musicista e compositore Massimo Cordovani.\n\nVenerdì 18 settembre a Villa San Marco e sabato 19 settembre a Villa dei Misteri è in programma “Tiresia. Dioniso negli occhi” di Fabio Cocifoglia con Sonia Barbadoro.\n\nVenerdì 25 settembre è l’unico giorno di repliche pomeridiane: alle 15\,30 e alle 17\,00 debuttano a Villa Regina di Boscoreale “Io Dioniso. Luce e ombra” con Anna e Clara Bocchino\, testi e regia di Fabio Cocifoglia e a Villa dei Misteri “La Cura del Dio. Frammenti di un contagio” di Fabio Cocifoglia\, liberamente tratto da “Disturbing a Tragedy” di Enzo Moscato. In scena Giampiero Schiano e il musicista Mimmo Angrisani.\n\nSabato 26 settembre riprendono gli orari serali alle 20\,00 e alle 21\,30: nella Villa dei Misteri a Pompei “Io Dioniso. Luce e ombra” con Anna e Clara Bocchino\, e a Villa Regina a Boscoreale va di nuovo in scena “La Cura del Dio. Frammenti di un contagio”.\n\nEcstatic Pompeii\, i misteri di Dionysos è una produzione del centro di produzione teatrale Casa del Contemporaneo e si avvale della collaborazione de Le Nuvole teatro arte scienza\, nell’ambito del progetto “Esopop\, storie in festival” del Parco Archeologico di Pompei\, promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura.\nL’iniziativa è promossa in collaborazione con Regione Campania tramite Scabec – Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard.\n\nPrima di ogni replica\, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi\, dalla Villa dei Misteri dedicata a Dioniso alla Villa di Oplontis che\, si narra\, fosse appartenuta alla moglie di Nerone\, Poppea; dalla Villa San Marco\, una delle due ville d’ozio di Stabia\, alla bellissima collezione di reperti e affreschi custodita nella Reggia borbonica di Quisisana\, oggi sede del Museo Archeologico di Stabia\, fino alla Villa Regina di Boscoreale.\n\nBiglietti: 7\,00 €\nin vendita da lunedì 17 agosto su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii.\n\nLe immagini del progetto sono state realizzate dal fotografo Simone Florena.\n\nTutte le info su\nwww.pompeiesopop.it
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SUMMARY:Tornano le Serate nella Grande Pompei: visite notturne e teatro tra i siti archeologici del Parco (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dal 28 agosto al 10 ottobre i siti archeologici della Grande Pompei torneranno ad aprirsi nelle ore serali per offrire al pubblico un’esperienza di visita “by night”. Tutti i venerdì e sabato sarà infatti possibile passeggiare tra i luoghi simbolo del Parco Archeologico di Pompei dalle 19:30 alle 23:30\, con ultimo ingresso alle 22:30\, mentre in alcune serate il programma sarà arricchito dalle performance teatrali della seconda edizione di Esopop\, dal titolo “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”\, il progetto dedicato al teatro e allo spettacolo dal vivo che quest’anno si ispira alla figura di Dioniso e ai misteri dei suoi culti. \nL’iniziativa coinvolgerà i siti della Grande Pompei\, offrendo ai visitatori un calendario di appuntamenti distribuiti tra Pompei\, Oplontis\, Boscoreale e Stabia\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico attraverso nuove forme di fruizione capaci di coniugare ricerca\, cultura e spettacolo. \nA Pompei sono due i percorsi disponibili. Nelle serate del 29 agosto\, 5\, 12\, 19\, 26 settembre e 10 ottobre\, il pubblico potrà optare per l’itinerario con ingresso da Piazza Anfiteatro che include l’accesso all’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione presso la Palestra Grande e ad alcune tra le domus di particolare pregio\, come i Praedia di Giulia Felice\, la Casa della Venere in Conchiglia e la Casa di Octavio Quartio. \nL’altro itinerario prevede invece la visita alla Villa dei Misteri e\, con spostamento in navetta\, anche alla Villa Regina di Boscoreale. Nelle stesse date (tranne il 10 ottobre) la Villa dei Misteri ospiterà gli spettacoli della rassegna Esopop (solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti – info su www.pompeiesopop.it). \nAnche l’Antiquarium di Boscoreale sarà protagonista della rassegna con aperture serali il 29 agosto\, il 5\, 12\, 19 settembre e il 10 ottobre. Inoltre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre\, il sito ospiterà lo spettacolo di Esopop “La cura del Dio. Frammenti di un contagio”. \nA Oplontis il calendario prenderà il via venerdì 28 agosto con una performance teatrale di Esopop “Semele. La verità è un fuoco”. Seguiranno\, nei venerdì 4\, 11 e 18 settembre\, visite a cura dell’Archeoclub. Venerdì 25 settembre il sito sarà aperto di sera al pubblico per la visita libera\, mentre sabato 26 settembre\, infine\, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio\, la Villa di Poppea ospiterà “Weekend di cultura a Oplontis”\, con rievocazioni storiche\, itinerari e attività didattiche organizzate dal Gruppo Archeologico Kyme. \nIl Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana sarà aperto venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18\, 25 settembre e\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, sabato 26 settembre. Venerdì 4 settembre il Museo ospiterà anche una delle performance di Esopop\, “Dionysos. Lo straniero”. Il programma prevede inoltre due iniziative di approfondimento: il 18 settembre l’Associazione Antica Necropoli di Stabiae promuoverà visite guidate gratuite curate dai propri soci e da una guida abilitata\, mentre il 25 settembre l’Archeoclub di Castellammare di Stabia organizzerà una visita guidata gratuita in collaborazione con l’associazione Astrofili\, con un focus dedicato al cosiddetto Planisfero delle Stagioni. \nAnche Villa San Marco sarà interessata dalle aperture serali del 28 agosto\, 4\, 11\, 18 e 25 settembre\, oltre che sabato 26 settembre per le Giornate Europee del Patrimonio. Nelle serate dell’11 e del 18 settembre il sito farà da scenario a due appuntamenti della rassegna Esopop\, trasformando gli spazi dell’antica villa in un palcoscenico dedicato al racconto teatrale del mito dionisiaco. \nVilla Arianna completerà il percorso delle aperture straordinarie con visite serali venerdì 28 agosto\, 4\, 11\, 18 al 25 settembre e sabato 26 settembre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere uno dei complessi residenziali più significativi dell’antica Stabiae in una suggestiva atmosfera notturna. \nCuore della proposta culturale sarà la seconda edizione di Esopop\, intitolata “Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca\, tra furore e misteri”. Il progetto è dedicato quest’anno alla figura di Dioniso e ai riti misterici legati al suo culto\, un tema scelto in relazione allo straordinario ritrovamento avvenuto nella Regio IX\, dove una raffinata dimora dedicata alla divinità\, la Casa del Tiaso\, ha restituito una delle più importanti megalografie finora emerse dagli scavi. La domus conserva infatti\, nella sala colonnata\, un originale corteo dionisiaco tuttora in fase di restauro\, destinato in futuro a essere aperto anche alla fruizione del pubblico. \nDopo il loro ideale incontro nella Villa dei Misteri\, i protagonisti del mito raggiungeranno gli altri luoghi del Parco Archeologico di Pompei – Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna\, Boscoreale e il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana – dando vita a un percorso culturale diffuso che intreccia archeologia\, teatro e valorizzazione del patrimonio\, offrendo al pubblico nuove occasioni di scoperta della Grande Pompei nelle suggestive ore della sera. \nOrari spettacoli. Spettacoli serali in due turni\, alle ore 20:00 e alle ore 21:30. Su prenotazione e con biglietto d’ingresso su www.vivaticket.it selezionando “Ecstatic Pompeii”. Spettacoli pomeridiani alle ore 15:30 e alle ore 17:00\, in orario di normale apertura al pubblico\, a ingresso libero. \nCosti. Il costo per l’accesso alle passeggiate serali in ciascun sito è di 7 €. Per Pompei il costo è di 7 € per ciascun itinerario (ingresso da Villa dei Misteri o da Piazza Anfiteatro). Gratuità e riduzione come da normativa. Per Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito per le passeggiate serali. \nIl costo delle performance teatrali “Ecstatic Pompeii“ è di 7 € in ciascun sito (Posti limitati. Si consiglia la prenotazione on-line su www.vivaticket.it selezionando la sezione “Ecstatic Pompeii“. Non è previsto costo di prevendita). \nArtebus Pompei-Boscoreale. In occasione delle passeggiate serali è previsto il servizio navetta gratuito “Artebus” che da piazza Esedra a Pompei accompagnerà i visitatori alla Villa dei Misteri e al sito di Boscoreale (Villa Regina e Antiquarium). Orari su www.pompeiisites.org\n\nPasseggiate serali: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/passeggiate-serali/4996\nRassegna Esopop – Ecstatic Pompeii: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/ecstatic-pompei/4988
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SUMMARY:Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico (Ravenna)
DESCRIPTION:A 1500 anni dalla morte di Teodorico\, detto il Grande\, Ravenna rende omaggio a una delle figure più emblematiche della storia tardoantica con le Celebrazioni Teodoriciane 526-2026: Ravenna nel segno di Teodorico. Promosso dal Comune di Ravenna\, in stretta sinergia con i Musei Nazionali di Ravenna\, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini\, la Regione Emilia-Romagna\, la Provincia\, il Comune di Galeata e l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia\, Fondazione RavennAntica\, il programma valorizza l’eredità politica\, culturale e architettonica del sovrano goto. Un anniversario che si intreccia con altri due traguardi storici per la città: i 30 anni dall’iscrizione del sito dei Monumenti Paleocristiani di Ravenna nella lista del patrimonio mondiale Unesco e i trent’anni della rassegna estiva Mosaico di Notte. \nTeodorico (454-526 d.C.)\, re degli Ostrogoti\, è stato uno dei sovrani più carismatici e visionari del passaggio dall’Antichità al Medioevo. Vissuto da giovane a Costantinopoli\, assorbì la cultura e le istituzioni bizantine prima di guidare il suo popolo in Italia dove\, nel 493\, conquistò Ravenna facendone la capitale del suo regno. \nPer oltre un trentennio governò garantendo una rara stagione di pace\, prosperità e tolleranza: lasciò ai Romani l’amministrazione civile e ai Goti la difesa militare\, tutelò la libertà religiosa tra cattolici e ariani e arricchì Ravenna con capolavori d’arte e architettura come il suo imponente Mausoleo e la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Nonostante gli ultimi anni di regno furono segnati da tensioni politiche e dai sospetti verso i suoi collaboratori romanici (che portarono all’esecuzione del filosofo Boezio)\, la sua figura resta il simbolo più alto di dialogo e sintesi tra la civiltà romana e le nuove culture germaniche. Teodorico si spense a Ravenna il 30 agosto 526. \nIl programma propone proprio per il 30 agosto numerosi eventi\, ma offre prima e dopo tanti altri appuntamenti articolati su diverse direttrici tematiche. \n \nSpettacoli\, musica e performing arts \nLa figura di Teodorico rivive attraverso i linguaggi della contemporaneità e delle arti performative: il progetto Visioni di Eterno dell’artista Andrea Bernabini (29 agosto e 1-6 settembre) trasforma la pietra d’Istria del Mausoleo di Teodorico in una superficie viva di luci e suoni; nell’ambito di Notti Trasfigurate\, il 30 agosto al Mausoleo si terrà la prima esecuzione in tempi moderni del Teodorico\, dramma per musica composto nel 1720 da Giovanni Porta\, ricostruito in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e l’Ensemble Aurea; lo spettacolo La Corazza di Teodorico (22 settembre\, Teatro Alighieri) con Carlo Lucarelli e il baritono Raffaello Bellavista ripercorrerà in chiave investigativa il celebre furto del reperto aureo avvenuto nel 1924; la performance di danza contemporanea Giuiuzza di Veronica Parlagreco al Palazzo di Teodorico\, inserita nel Festival Variazioni per Ammutinamenti\, metterà in dialogo la memoria corporea con l’architettura storica. \nConvegni\, ricerca e divulgazione scientifica \nIl ruolo di Ravenna come snodo politico del Mediterraneo e laboratorio di convivenza tra cultura latina e germanica è al centro di un fitto calendario di incontri scientifici. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano la Lectio Magistralis della storica bizantinista Judith Herrin (1° settembre\, Teatro Alighieri)\, il seminario su Comunità\, lingue d’uso e multiculturalismo (23-24 ottobre) curato dall’Università di Bologna e il ciclo di conferenze Tempus non vincit omnia\, che vedrà la partecipazione di docenti e storici come Andrea Augenti\, Maria Cristina Carile ed Enrico Cirelli. \nMostre e linguaggi visivi\nL’iconografia teodoriciana viene esplorata attraverso molteplici registri espositivi. \nMostra dei bozzetti 16 possibili usi di un mausoleo di Giuseppe Palumbo (dal 29 agosto\, Pallavicini 22 Art Gallery)\, opera vincitrice del concorso MiC “Fumetti nei Musei”. \nMostra La Rotonda del Re (10 ottobre 2026 – 18 gennaio 2027\, Biblioteca Classense) attraverso edizioni di pregio e incisioni storiche\, fino al grande evento espositivo L’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna\, previsto nel 2027 al Museo Nazionale. \nPersonale di Mariella Busi De Logu In un’aria diversa\, Teodorico\, prima esposizione ospitata presso il nuovo Spazio Teodorico al Mausoleo. \n  \nItinerari\, visite guidate ed esperienze inclusive\nI monumenti simbolo della Ravenna ostrogota – dal Mausoleo al Palazzo di Teodorico\, fino al Battistero degli Ariani – sono protagonisti di percorsi di fruizione dedicati: visite guidate con interpretariato LIS e dispositivi tattili/cognitivi (6 settembre\, Palazzo di Teodorico) e la rassegna Teodorico e le culture del sacro (27 settembre\, Battistero degli Ariani)\, incontro esperienziale tra visite e musica; il trekking urbano A spasso con Teodorico (4 ottobre) curato da Trail Romagna; nuovo podcast Ravenna Gotica\, curato da Michael Micci e Alessandro Zironi. \n  \nIl programma completo \nEventi \nVisioni di eterno \nDal 29 agosto al 6 settembre 2026\, ogni sera\, al mausoleo di Teodorico (con regolare biglietto d’ingresso\, tranne il 30 agosto e domenica 6 settembre ad ingresso gratuito). Le proiezioni saranno tutti i giorni dalle 21 alle 23\, mentre domenica 30 agosto dalle 23 alle 24 dopo il concerto di “Notti trasfigurate”. \nIl progetto è ideato dall’artista Andrea Bernabini che trasforma il Mausoleo di Teodorico in una esperienza immersiva di luce\, suono e narrazione. \nAttraverso videoproiezioni architetturali e un raffinato impianto sonoro\, la pietra d’Istria del Mausoleo si anima e si trasfigura: elmo\, corona\, armatura scintillante\, croci gemmate\, mosaici e figure guerriere emergono e si dissolvono in un racconto visivo che intreccia potenza\, spiritualità e memoria. La sequenza ritmica delle profonde nicchie e delle forme monumentali viene esaltata da grafiche coinvolgenti che alternano pieni e vuoti\, luce e ombra\, evocando la grandezza e la complessità del sovrano. \nTeodorico e Cassiodoro il 1500° della fine dell’impero di un re \nDomenica 30 agosto 2026 \nIn occasione delle celebrazioni per il 1500° anniversario della morte di Re Teodorico\, l’ingegnere e architetto Barbara Bartoli e la società benefit Coloring srl (impresa creativa culturale e startup innovativa) promuovono un pomeriggio diviso in tre momenti: dalle 16 alle 18 una suggestiva passeggiata storica intitolata “Con i protagonisti del tempo”\, che partirà dal Palazzo di Teodorico per toccare la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero degli Ariani\, per poi concludersi al Mausoleo di Teodorico; alle 18\, all’interno del Mausoleo\, andrà in scena la rappresentazione rievocativa della “Morte di Teodorico”; alle 19 la presentazione ufficiale del Concorso Medaglia “Ravenna 1500° Teodorico e Cassiodoro”\, ad iscrizione gratuita e aperta a tutti. Verrà illustrato il regolamento ufficiale\, che fisserà la scadenza per la consegna delle opere creative al 3 dicembre 2026 (entro le 12) presso la sede di Coloring srl. Per informazioni scrivere a info@coloringsrl.com. La manifestazione si avvale della collaborazione dei Musei Nazionali di Ravenna e dei patrocini del Comune di Ravenna\, del Comune e della Pro Loco di Squillace. \nNotti trasfigurate – Nel segno di Teodorico il Grande \nDomenica 30 agosto 2026 \nMausoleo di Teodorico \nNell’ambito della terza edizione del progetto curato dall’Associazione musicale “Angelo Mariani”\, in collaborazione con le principali istituzioni culturali ravennati e l’Università di Bologna\, andrà in scena la prima rappresentazione in tempi moderni dell’opera lirica Teodorico. \nSi tratta dell’unica composizione musicale intitolata al sovrano ostrogoto: un dramma in tre atti composto nel 1720 da Giovanni Porta su libretto di Antonio Salvi. Riemersa solo parzialmente dal passato\, l’opera è stata riportata alla luce grazie a un importante lavoro di ricostruzione e ricerca scientifica coordinato dal direttore Nicola Valentini insieme a musicologi di fama internazionale e docenti universitari. Per l’occasione\, la composizione verrà proposta in un allestimento moderno che alternerà l’esecuzione musicale su strumenti d’epoca\, affidata all’Ensemble Aurea diretto da Filippo Pantieri\, con le voci del soprano Vittoria Magnarello e del mezzosoprano Daniela Pini\, a letture recitate da Camilla Berardi e approfondimenti della musicologa Giovanna Casali. \nUn progetto dell’Associazione musicale “Angelo Mariani” realizzato in collaborazione con RavennAntica\, la direzione dei Musei Nazionali di Ravenna\, il Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna e col sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna. \nLa serata chiude il percorso di Notti Trasfigurate 2026: raccontate in musica oltre a Teodorico altre tre figure fondamentali dell’eta tardo antica di Ravenna: Odoacre\, Boezio e Amalasunta. \nL’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna \nMartedì 1° settembre 2026 \nTeatro Alighieri – Sala Corelli\, alle 18. \nLectio Magistralis a cura della storica bizantinista Judith Herrin\, che offrirà una riflessione sul ruolo di Ravenna nel sistema euro-mediterraneo della Tarda antichità\, in un evento pensato anche per un pubblico non specialistico e diffuso in streaming internazionale. \nLa Corazza di Teodorico – Un mistero Ravennate \nMisteri e musiche tra le nebbie del tempo con Carlo Lucarelli e Raffaello Bellavista. \nMartedì 22 settembre alle 21 al Teatro Alighieri – Sala Corelli. \nLo spettacolo trae ispirazione dal furto rocambolesco della preziosissima “Corazza d’oro di re Teoderico”\, un insieme in oro e pietre pregiate ritenuto il più importante esempio di arte orafa romano-barbarica mai ritrovato\, trafugato dal Museo nazionale di Ravenna nella notte tra il 19 e il 20 novembre 1924. Sarà un reading-spettacolo che utilizza il linguaggio del noir e della narrazione investigativa come chiave di lettura della storia e della cronaca italiana con Carlo Lucarelli\, scrittore\, sceneggiatore\, giornalista\, conduttore televisivo. Un maestro del noir e del giallo storico che ha scandagliato con alcune delle sue opere proprio il periodo in questione. Non mancheranno le dirompenti incursioni musicali del pianista-baritono e direttore artistico Raffaello Bellavista\, il quale canterà ed eseguirà al pianoforte a coda alcune composizioni\, spaziando dal pop raffinato al crossover con nuance jazz\, evocando\, attraverso il suono\, quelle atmosfere lontane e intriganti. \nA cura dell’Associazione Accademia del Melo Silvestre. \nVariazioni per Ammutinamenti \nFestival di danza urbana e d’autore \nGiuiuzza \nDomenica 6 settembre 2026\, Palazzo di Teodorico\, ore 17 e 18\,15 \nIngresso gratuito – durata 15 minuti. \nLa performance di danza di Veronica Parlagreco è inserita all’interno del programma della 28esima edizione del Festival Ammutinamenti. \nGiuiuzza esplora il corpo come luogo di memoria e stratificazione culturale\, in cui gesti\, posture e modalità relazionali ereditate continuano ad abitare il presente. La Ravenna di Teodorico rappresenta un momento storico di incontro tra culture differenti: elementi goti e romani convivono in una fase di trasformazione che genera nuove forme di continuità e adattamento. \nLa performance mette in relazione due forme di memoria: quella architettonica della pietra e quella corporea del gesto. Attraverso la danza\, Giuiuzza propone una riflessione sul patrimonio come realtà viva\, fatta di permanenze\, trasformazioni e connessioni tra passato e contemporaneità. \ninfo e prenotazione: info@festivalammutinamenti.org \nA cura di Cantieri Danza \n  \nTeodorico e le culture del sacro: l’armonia delle differenze al Battistero degli Ariani \nDomenica 27 settembre\, a partire dalle 15\,30\, al Battistero degli Ariani. \nIl Battistero degli Ariani rappresenta una testimonianza viva dell’attitudine millenaria di Ravenna all’accoglienza delle diversità culturali. Il progetto è concepito in due momenti distinti: una visita guidata\, con focus sulle differenze teologiche rappresentate nel mosaico e sulla loro coesistenza pacifica durante il periodo teodoriciano e un momento musicale dedicato al periodo storico e alla condivisione delle diverse culture. L’intento è quello di far vivere un’esperienza intima ed immersiva pensata per un piccolo numero di partecipanti\, riuniti in circolo\, intorno ad una fonte sonora\, come il fonte battesimale\, in un incontro inclusivo\, dove cultura e musica diventano esperienza e dove gli sguardi possono incontrarsi. L’evento può essere ripetibile nell’arco della stessa giornata\, con prenotazione su vivaticket. \nA cura di Collegium Musicum Classense \n  \nMostre \n  \nIn un’aria diversa\, Teodorico \nFino al 6 settembre 2026 \nSpazio Teodorico\, Mausoleo di Teodorico\, via delle Industrie n. 14. \nUna personale di Mariella Busi De Logu come prima mostra ospitata al nuovo Spazio Teodorico presso il Mausoleo. Il progetto espositivo è dedicato all’immaginario dell’artista ravennate\, che da oltre quarant’anni intreccia la propria ricerca visiva con le forme essenziali di questo monumento. \nNel suo accostarsi al Mausoleo\, prendono vita visioni oniriche\, plasmate con maestria tra china\, acquerello e scrittura\, opere che trasformano la pietra millenaria in un palcoscenico per riflettere sul tempo\, la natura e la bellezza\, offrendo una prospettiva attuale su espressioni e memorie custodite da secoli. \n  \n16 possibili usi di un mausoleo Ariani \nDal 29 agosto al 10 Settembre 2026 \nLa storia a fumetti di Giuseppe Palumbo ambientato nel Mausoleo di Teodorico. \nDurante la settimana teodoriciana\, sabato 29 agosto alle 18\,30\, nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery a Ravenna\, è programmata la presentazione del fumetto d’autore “16 possibili usi del Mausoleo”\, vincitore del Concorso MiC “Fumetti nei Musei”\, la storia a fumetti che Giuseppe Palumbo ha ambientato nel Mausoleo di Teodorico. L’autore racconterà il suo percorso creativo e saranno esposti i bozzetti e gli studi preparatori. Un’occasione unica per conoscere da vicino l’esperienza di un fumettista di fama internazionale che presenterà i suoi testi e firmacopia del fumetto. \nGalleria Pallavicini – viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nIl Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re? \nDal 12 al 19 settembre\, alla Galleria Pallavicini\, viale Giorgio Pallavicini n. 22. \nEsposizione delle 12 opere ammesse alla fase finale del Concorso d’Arte. \nSabato 12 settembre alle 18 ci sarà l’inaugurazione con proclamazione e cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso. \nA cura di Carp Associazione di promozione sociale. \n  \nLa rotonda del re. Il Mausoleo di Teodorico nelle collezioni classensi \nDal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027\, alla Biblioteca Classense\, via Baccarini\, 3 \nA 1500 anni dalla morte del Re dei Goti\, la mostra ripercorrerà la storia del Mausoleo di Teodorico attraverso le edizioni di pregio\, le incisioni e i documenti conservati nelle raccolte della Biblioteca e dell’Archivio storico comunale. Per le scuole verrà organizzato il percorso narrativo “Teodorico fuori dalla pagina. Alla scoperta del Mausoleo e dei suoi segreti”\, riservato alle classi quarte e quinte della scuola primaria e alle prime della scuola secondaria di primo grado. Attraverso letture e giochi mirati\, le scolaresche andranno alla scoperta di libri e documenti storici che illustrano le vicende del Mausoleo nei secoli. A conclusione del percorso\, verrà proposta un’attività pratica e creativa focalizzata sui temi chiave emersi durante l’esperienza. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. \nInfo e prenotazioni segreteriaclas@comune.ra.it. \n  \nL’oro e la porpora. Teodorico\, Giustiniano e Ravenna \nPrimavera 2027\, Museo Nazionale. \nIl Comune di Ravenna e i Musei nazionali di Ravenna promuovono un prestigioso evento espositivo dedicato a Teodorico il Grande. \nLa sua figura\, al crocevia tra mondo romano e culture germaniche\, segnò profondamente il destino della penisola e fece della città uno dei centri politici più importanti del Mediterraneo occidentale. \nLa mostra approfondirà non solo la complessa e singolare personalità del sovrano\, ma anche l’ambizioso progetto politico e culturale su cui si fondava il suo dominio: la convivenza tra popolazioni di origine gota e quelle locali di matrice latina. \n  \nAltri eventi \n  \nA spasso con Teodorico: Ravenna e lo splendore di un regno \nDomenica 4 ottobre 2026 \nPalazzo di Teodorico\, alle 9.30. \nTrekking urbano con Giovanni Gardini\, Nicola Montalbini\, Musei Nazionali di Ravenna. \nUn viaggio immaginario nello splendore e nei fasti della città ai tempi del sovrano goto\, con partenza dal Palazzo di Teodorico\, proseguendo verso il Battistero degli Ariani fino a giungere al Mausoleo di Teodorico. \nPranzo teodericiano finale alla Rocca Brancaleone. \nA cura di Trail Romagna. \n  \nCappelletto Teo: un piatto da Re \nOmaggio Caplèt & Friends \n8-11 ottobre piazza Kennedy (anteprima 9 settembre Museo Classis) \nUn tour pomeridiano in trenino toccherà i luoghi teodoriciani: in piazza Kennedy RavennAntica racconterà della convivialità alla corte del Re goto. Lo chef Mattia Borroni proporrà una degustazione del cappelletto dedicato a Teodorico. \n  \nConvegni\, conferenze e incontri \n  \nTempus non vincit omnia: la memoria di Teoderico\, i racconti di un regno \nProsegue fino a dicembre 2026 il ciclo di conferenze dedicato alla memoria di re Teoderico in collaborazione con l’Università di Bologna dal titolo “L’unicità di Teodorico: goto di nascita\, romano per formazione\, re a Ravenna”. I prossimi appuntamenti saranno: \nLinguaggi visivi e immaginario nell’età di Teoderico \nConferenza di Maria Cristina Carile \n7 ottobre alle 17. \nMausoleo di Teodorico Sala Polivalente\, via delle Industrie n. 14. \nIl palazzo di Teoderico a Terracina e la crescita economica dell’Italia all’inizio del VI secolo \nConferenza di Enrico Cirelli \n4 novembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \nTeoderico il Grande: dalla storia alla leggenda \nConferenza di Alessandro Zironi \n2 dicembre alle 17. \nCasa Matha\, sala conferenze piazza Andrea Costa n. 3. \nTeoderico tra Roma\, Ravenna e Cervia: una storia da ricomporre \nConferenza di Andrea Augenti \n16 dicembre alle 17. \nMAR – Museo d’Arte della città di Ravenna sala Martini\, via di Roma n. 13. \n  \nL’anima santa che ‘l mondo fallace/ fa manifesto’ (Pd. X\,125-126) \nTeodorico\, Dante e Boezio \n5 settembre alle 20\,30. \nSala Ragazzini\, Largo Firenze \nPresentazione storica di Teodorico (professor Piergiorgio Bentini)\, del canto X del Paradiso e di Boezio (professoressa Manuela Mambelli)\, lettura del Canto X del Paradiso \nA cura di Centro Dantesco \n  \nComunità\, lingue d’uso e multiculturalismo a Ravenna nell’età teodoriciana e oltre \nVenerdì 23 dalle 15 alle 19 e sabato 24 ottobre 2026\, dalle 9 alle 13\, convegno di specialisti aperto al pubblico\, al Dipartimento Beni Culturali – sala conferenze via degli Ariani n. 1. \nIl seminario\, a cura di Salvatore Cosentino e Alessandro Zironi\, metterà al centro un tema di straordinaria attualità: la convivenza tra comunità differenti per cultura\, religione e tradizione giuridica. Il regno di Teodorico sarà analizzato come laboratorio storico di pluralismo\, offrendo spunti di riflessione contemporanea. \nCon la collaborazione dell’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna\, del Mic – Ministero della Cultura – Musei nazionali di Ravenna\, della Fondazione RavennAntica\, dell’Istituzione Biblioteca Classense\, dell’Istituzione Museo d’arte della città di Ravenna e dei Musei Byron e del Risorgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. \n  \nIn relazione alla mostra “La rotonda del re” alla Biblioteca Classense (dal 10 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027) è programmato un ciclo di conferenze alla Sala Muratori\, alle 17 \n29 ottobre \nMassimiliano David \nUn anno di lavoro per Teodorico. Il progetto Melissa della Sapienza Università di Roma a Ravenna \n12 novembre \nAda Foschini \nCronaca di un restauro: il labrum di Teodorico \n3 dicembre \nGabriele Gardini \nIl mausoleo di Teodorico: l’iconografia \n10 dicembre \nRomina Pirraglia \nIl partito dei Goti e quello dei Romani nella «città delle favole» \n  \nVisite guidate \n  \nCostruire per l’eternità \nIl Mausoleo di Teodorico tra potere e memoria \nDomenica 30 agosto alle 10\, Mausoleo di Teodorico \nVisita guidata. Info e prenotazioni: prenotazioni@ravennantica.org. A pagamento. \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nVisita guidata inclusiva \n6 settembre 2026 \nAlle 17\,30\, Palazzo di Teodorico \nVisita con interpretariato LIS e dispositivi tattili e cognitivi. \nInfo e prenotazioni: https://www.visitravenna.it/it \nA cura di Ravenna incoming e ENS \n  \nAl Mausoleo di Teodorico \n29 e 31 agosto e dall’1 al 6 settembre 2026\, alle 19\,.30. \nInfo e prenotazioni per la visita guidata gratuita: https://www.visitravenna.it/it \nBiglietto a carico dei partecipanti\, secondo le tariffe vigenti\, da acquistare autonomamente \nA cura di Ravenna Incoming \n  \nRavenna nel segno di Teodorico \nVisite guidate e laboratori per famiglie e gruppi \nDa agosto 2026 a settembre 2027 \nInfo e prenotazioni: https://ravennantica.it/ \nA pagamento \nA cura di Fondazione RavennAntica \n  \nPodcast \nRavenna Gotica. Storie\, luoghi e persone al tempo di Teoderico \nIl podcast che racconta la città durante il regno ostrogoto: dai grandi momenti della storia ai piccoli aneddoti di vita quotidiana. Un viaggio alla scoperta di un volto inedito di Ravenna\, a 1500 dalla morte di re Teoderico \nA cura di Michael Micci e Alessandro Zironi.
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SUMMARY:Parchi archeologici della Maremma: tutte le aperture e gli eventi speciali
DESCRIPTION:I Parchi archeologici della Maremma hanno previsto\, anche per il mese di settembre\, una serie di occasioni e di iniziative speciali per salutare la bella stagione nel migliore dei modi e andare incontro all’autunno con l’animo ravvivato dall’incanto suscitato dalla visita ai siti.\n\nSi comincia venerdì 4 settembre\, con la ripresa dei Venerdì dell’Archeologia\, che\, al Parco archeologico di Roselle\, prevedono\, a partire dalle ore 19.00\, la visita straordinaria agli scavi nuovamente in corso nell’area della cattedrale medievale e nell’area cimiteriale connessa\, caratterizzata dai resti monumentali del complesso delle terme adrianeee. L’équipe di ricerca dell’Università di Buffalo \, a cui è affidata per il 2026 la concessione del progetto di scavo\, spiegherà sul campo ai visitatori le ultime scoperte scientifiche. L’evento si ripeterà\, con stessi orari e modalità\, anche venerdì 18 settembre ed eccezionalmente sabato 26 settembre\, in occasione delle GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days).\n\nDomenica 6 settembre torna invece\, in tutti i Parchi\, l’appuntamento\, con la Domenica al Museo\, la nota iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei vari Istituti e nei luoghi della cultura statali.\nBen due aperture straordinarie sono in calendario il giorno successivo\, lunedì 7 settembre\, al Parco archeologico di Cosa e al Parco archeologico di Vetulonia\, pronti entrambi ad accogliere il pubblico\, in via eccezionale\, dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Il Parco archeologico di Vetulonia inoltre\, venerdì 11 settembre\, effettuerà un’ulteriore apertura straordinaria\, questa volta serale\, della Tomba della Pietrera\, che sarà visitabile sino alle ore 21.00.\n\nAppuntamento conclusivo inoltre\, sabato 12 settembre con ArcheOrchestra\, la fortunata rassegna musicale andata in scena per tutta l’estate e nata dalla collaborazione dei Parchi archeologici della Maremma con l’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto e il sostegno del Ministero della Cultura. L’ultimo concerto in calendario di questa prima edizione\, in programma al Parco archeologico di Roselle e preceduto da una visita accompagnata all’area archeologica alle ore 20.00\, porterà sul palco\, alle ore 21.15\, “Vivace” Orchestra giovanile “Città di Grosseto” (Massimo Merone\, direttore; Musiche di Beethoven. Posti unici a sedere non numerati. Biglietti a 10 euro\, incluso l’ingresso al Parco archeologico e la visita accompagnata\, acquistabili sulla piattaforma Musei Italiani o in loco).\n\nDomenica 13 settembre\, dopo aver avuto già luogo nelle settimane scorse nei Parchi archeologici di Cosa e Roselle\, toccherà al Parco archeologico di Vetulonia\, alle ore 17.00\, nell’area di Scavi Città\, ospitare l’affascinante progetto dell’Archeobuiometria partecipativa\, una speciale presentazione divulgativa sul progetto della BuioMetria Partecipativa (BMP)\, proposta dalla rete pibinko.org\, per conoscere meglio come chiunque possa contribuire\, anche con azioni molto semplici\, alla tutela del cielo notturno.\n\nSabato 19 settembre una serie di eventi vedrà protagonista invece il Parco archeologico di Cosa\, dov’è prevista un’apertura straordinaria serale\, dalle ore 18.00 alle 22.00\, che inizierà con una visita accompagnata all’area archeologica a cura del personale del Ministero della cultura\, per poi proseguire con una conferenza di esperti che approfondiranno alcune tematiche legate al territorio dell’antica colonia romana di Cosa.\n\nSarà poi lo spettacolo teatrale Voci nell’Anfiteatro\, a cura dell’Associazione culturale Polis 2001\, ad animare la sera di domenica 20 settembre al Parco archeologico di Roselle\, in programma dalle ore 17.00 alle ore 20.00.\nNuova apertura straordinaria inoltre\, lunedì 21 settembre\, per il Parco archeologico di Vetulonia\, che accoglierà il pubblico in tutti i propri siti\, aperti per l’occasione dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nNel week-end di sabato 26 e domenica 27 settembre ritorna anche ai Parchi archeologici della Maremma il consueto appuntamento con le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days)\, la nota manifestazione culturale internazionale\, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. Nelle due giornate\, che avranno come tema per questa edizione 2026 “Proteggere il patrimonio. Rinnovare\, resistere\, reinventare”\, sono previste\, in tutti i Parchi\, visite guidate\, aperture straordinarie\, conferenze e tante altre iniziative tutte da scoprire.\n\nA chiudere infine il calendario di questo mese\, così ricco di progetti\, sarà il Parco archeologico di Cosa\, con una nuova apertura straordinaria in programma lunedì 28 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nPer info e prenotazioni:\nParco archeologico di Cosa\ntel. 0564 881421 – 335 1471086\nemail: pa-maremma.parcocosa@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Roselle\ntel. 0564 402403 – 331 6194577\nemail: pa-maremma.parcoroselle@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Vetulonia\ntel. 331 6216340\nemail pa-maremma.parcovetulonia@cultura.gov.it\n\nParchi archeologici della Maremma\ntel. 0564 484938\nemail pa-maremma.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | La Stele delle Rose. Storia di antichi Collegia romani (Ariano nel Polesine - RO)
DESCRIPTION:Sabato 5 settembre 2026\, presso il Centro Turistico Culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine\, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose\, rinvenuta nell’ambito delle ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona\, Rovigo e Vicenza e dalle Università di Padova e Venezia e sostenute dalla Fondazione Cariparo. \nIl documento epigrafico racconta le vicende e l’organizzazione degli antichi collegia (associazioni corporative o religiose) di epoca romana. La stele è stata restaurata a cura del Rotary Club Porto Viro – Delta del Po.
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SUMMARY:Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali (Lombardia)
DESCRIPTION:Quando l’estate non è ancora finita\, una gita fuori porta può diventare l’occasione per scoprire una Lombardia lontana dalle mete più affollate. Domenica 6 settembre 2026 tornano le Giornate dei Castelli\, Palazzi e Borghi Medievali della media pianura lombarda\, iniziativa promossa dall’associazione Pianura da scoprire\, che proseguirà il 4 ottobre e il 1° novembre. \nSono 23 le località coinvolte\, distribuite tra le province di Bergamo\, Brescia\, Cremona e Milano. Castelli\, rocche\, palazzi storici e borghi fortificati apriranno le loro porte per raccontare un territorio segnato per secoli dal confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Un patrimonio diffuso nel quale storia\, architettura e paesaggio si intrecciano con le vicende di famiglie nobiliari\, condottieri\, battaglie\, leggende e antichi mestieri. \nVisite\, eventi e itinerari\nLe aperture non si limiteranno alla visita dei monumenti. Nei diversi luoghi sono previsti visite guidate\, percorsi tematici\, rievocazioni storiche\, laboratori\, mostre\, concerti\, mercatini dell’antiquariato e del collezionismo\, oltre a iniziative dedicate alle famiglie e occasioni per scoprire i prodotti tipici locali. I visitatori potranno costruire liberamente il proprio itinerario\, scegliendo più tappe anche attraverso percorsi paesaggistici e bike friendly. \nL’iniziativa\, giunta al suo dodicesimo anno\, continua ad attirare migliaia di visitatori interessati a un turismo culturale e di prossimità\, capace di valorizzare luoghi meno conosciuti e lontani dai circuiti del turismo di massa. \nIl Passaporto dei Castelli\nAnche quest’anno prosegue il “Passaporto dei Castelli\, Palazzi e Borghi medievali”\, il libretto dedicato alle località del circuito sul quale raccogliere i timbri durante le visite. Chi riuscirà a raggiungerne almeno 20 potrà richiedere gratuitamente\, a fine anno\, uno speciale gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni. \nL’iniziativa si inserisce inoltre nella collaborazione con il circuito Ville Aperte in Brianza\, in programma dal 19 settembre al 4 ottobre\, che offrirà ulteriori occasioni per visitare luoghi normalmente non accessibili al pubblico. \nLe prossime Giornate saranno dunque tre occasioni per esplorare una Lombardia fatta di castelli\, borghi\, natura\, storia e tradizioni locali\, costruendo un itinerario personale tra le diverse località. \nInformazioni su orari\, accessi\, prenotazioni ed eventi sono disponibili sul sito di Pianura da scoprire e sui relativi canali social.
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SUMMARY:Mostra | EGITTO. Sulle tracce degli dèi (Bra - CN)
DESCRIPTION:Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura\, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis\, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e curata da Alessandro Girardi\, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.\n\nLa mostra\, unica sul territorio\, pone al centro reperti e amuleti inediti\, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio\, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO\nI visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside\, Thot\, Shu\, Horus\, Taueret e Bes\, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto\, l’amuleto\, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio\, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.\n“Nel nostro immaginario collettivo\, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti\, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta\, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte\, bensì profondamente legati alla vita\, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio\, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e\, non a caso\, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia\, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza\, ma una sua dimensione intrinseca”.\nUna sezione sarà dedicata alla figura del sovrano\, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina\, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano\, che era anche garante dell’ordine cosmico\, la Maat. Per questo motivo\, i sovrani erano destinatari di culti specifici\, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus\, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.\nL’allestimento di una stele\, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906\, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio\, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.\n\nDIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI\nPer le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati\, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.\nDurante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città\, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema\, visite guidate tematiche\, approfondimenti scientifici\, laboratori ed eventi per famiglie.\n\nOrari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18\, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre\, 26 dicembre e 6 gennaio.\n\nTariffe d’ingresso: Intero: 6\,00 euro; ridotto: 4\,00 euro (Over 65\, studenti universitari\, ragazzi 6-12 anni\, possessori Abbonamento Musei\, residenti a Bra\, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4\,00 euro). Pacchetto Scuole: 6\,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione\, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.\n\nContatti e Prenotazioni/Informazioni: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra\, Tel. 0172.430.185 | Email: promozione@comune.bra.cn.it\n\nImmagine: © Museo Egizio\, fotografie di Nicola dell’Aquila
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LOCATION:Palazzo Mathis\, piazza Caduti per la Libertà 20\, Bra\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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LOCATION:Museo Civico Archeologico – Bologna\, Via dell'Archiginnasio 2\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostra | I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio (
DESCRIPTION:Apre al Castello di Santa Severa\, negli spazi della Manica Lunga\, la mostra “I Colori che Ritornano” che vede riunite in un’unica esposizione le lastre dipinte da Cerveteri oggetto di recenti recuperi da parte dei Carabinieri TPC e della Guardia di Finanza\, testimoni di una particolare corrente pittorica tra il VI ed il V sec. a.C. che ebbe negli artigiani di Cerveteri il suo centro produttivo. \n  \nIl mondo ideale dell’aristocrazia etrusca di Caere del VI secolo a.C. è racchiuso\, tutto\, nei preziosi frammenti di terracotta recuperati negli ultimi anni dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza nell’ambito di complesse indagini. Si tratta di uno dei recuperi di opere d’arte più significativi degli ultimi decenni per la quantità e soprattutto per la rarità dei reperti\, oltre che per la complessità delle scene figurate rappresentate e della tecnica utilizzata per la loro realizzazione. \nQuasi contemporaneamente al rientro in Italia e al recupero è stato sottoscritto a Roma\, nel 2016\, un accordo di cooperazione culturale con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen\, che ha comportato la restituzione\, dalla Danimarca all’Italia\, di reperti consistente\, tra gli altri\, in una serie di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane. Complessivamente il corpus delle lastre qui presentate riunite in un’unica esposizione si data tra 530 e 480 a.C.; l’uso di dipingere su lastre di terracotta\, applicate alle pareti degli edifici e affiancate in fregi continui\, ha avuto nell’antica Caere\, la più filo-ellenica delle città etrusche una fortuna tutta particolare\, collegata –come noto- all’arrivo di artigiani\, provenienti dalla Grecia orientale\, nelle città etrusche a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C. La tecnica di produzione di queste lastre fittili era simile a quella di altre terrecotte architettoniche\, offrendo però ai decoratori ampie superfici modulari\, adatte a ospitare fregi pittorici che a volte si potevano estendere su intere pareti\, valicando lo stretto spazio di un’unica lastra. \nDa un punto di vista spaziale\, le lastre erano disposte l’unica accanto all’altra in fregi continui che proseguivano lungo le pareti\, a volte con un sistema decorativo unitario che si dipanava su diverse lastre dipinte\, altre volte utilizzando i singoli esemplari come quadri indipendenti\, ciascuno con proprio soggetto autonomo. Sono stati identificati dipinti a tema mitologico\, coreutico-musicale\, simposiaco\, atletico-sportivo\, militare e rituale\, come nella contemporanea pittura parietale e vascolare\, a testimoniare la varietà e la vivacità della pittura nei luoghi di rappresentanza degli Etruschi. \n 
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LOCATION:Castello di Santa Severa – Antiquarium di Pyrgi\, SS1 Km 52\, Santa Marinella\, Italy
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SUMMARY:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale (Montale Rangone - MO)
DESCRIPTION:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale\n\n\nDomenica 13 settembre il Parco archeologico della Terramara di Montale inaugurando al pubblico\, inaugurando una nuova stagione che si estende fino al 1° novembre e propone un calendario di appuntamenti nelle domeniche e nei giorni festivi\, con un’apertura straordinaria prevista anche per sabato 17 ottobre. \nUna riapertura che segna un ulteriore passo nel percorso di crescita del sito\, arricchito dalle novità introdotte nella scorsa primavera per rendere la visita ancora più accessibile\, coinvolgente e ricca di possibilità di lettura.\nIl parco si presenta oggi come uno spazio in cui la dimensione archeologica dialoga con strumenti contemporanei\, offrendo al pubblico nuove modalità di esplorazione. Accanto alle ricostruzioni del villaggio dell’età del bronzo\, realizzate sulla base dei dati di scavo\, trovano spazio installazioni audio e video\, ambienti immersivi\, ologrammi e ricostruzioni virtuali che accompagnano i visitatori lungo un percorso di scoperta\, permettendo di avvicinarsi ai processi storici con maggiore immediatezza e con uno sguardo più ampio. \nIl programma completo è disponibile sul sito del Parco di Montale: www.parcomontale.it \n  \n 
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LOCATION:Parco archeologico della Terramara di Montale\, Via Vandelli\, Montale Rangone\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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LOCATION:Palazzo Meizlik\, via Patriarca Popone 7\, Aquileia\, Italy
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SUMMARY:Giornata di studi | Antonio di Padova\, Tommaso Gallo e la tradizione vittorina (Padova)
DESCRIPTION:Antonio di Padova\, Tommaso Gallo e la tradizione vittorina\nIncroci e influenze – Giornata di Studio \nBasilica del Santo – Padova\nSala dello Studio Teologico \nLunedì 21 settembre 2026: 14.30-18.30\nMartedì 22 settembre 2026: 9.00-13.00 \n\nIl seminario vuole approfondire le radici della formazione intellettuale di Fernando da Lisbona diventato poi sant’Antonio di Padova\, formatosi nel monastero agostiniano di Santa Cruz di Coimbra.\nAlla base ci furono docenti provenienti dalla tradizione culturale del monastero di San Vittore di Parigi\, che rivoluzionarono il pensiero teologico nel corso del XII secolo.\nLa sua formazione fu elogiata da Tommaso Gallo abate del monastero di Sant’Andrea di Vercelli\, in un’attestazione di grande rilevanza storica per la comprensione della figura e del ruolo di sant’Antonio di Padova\, come si può rilevare dai suoi Sermoni domenicali e festivi conservati nel codice 720 della Biblioteca Antoniana nel convento del Santo. \nAll’evento hanno dato l’adesione\, assicurando la presenza\, i maggiori specialisti della cultura vittorina: Dominique Poirel medievista direttore della “Société des Études Victorines” di Parigi; Declan A. Lawell specialista del pensiero di Tommaso Gallo della Queen University di Belfast; sulle radici portoghesi interverranno dall’Università di Porto José Meirinhos e Agostinho Figueiredo Frias; per il contesto vercellese Paolo Rosso dall’Università di Torino e\, infine\, Tiziano Lorenzin e Matteo Casarotto per l’ambito biblico e francescano della Facoltà Teologica del Triveneto. \n  \nThe seminar aims to explore the roots of the intellectual education of Fernando of Lisbon – who later became Saint Anthony of Padua – who was educated at the Augustinian monastery of Santa Cruz in Coimbra.\nAt the heart of his education were teachers from the cultural tradition of the monastery of Saint Victor in Paris\, who revolutionised theological thought during the 12th century.\nHis education was praised by Tommaso Gallo\, abbot of the monastery of Sant’Andrea in Vercelli\, in a testimony of great historical significance for understanding the figure and role of Saint Anthony of Padua\, as can be seen from his Sunday and Feast Day Sermons preserved in Codex 720 of the Antonian Library in the convent of the Saint. \nLeading specialists in Victorine culture have confirmed their attendance at the event: Dominique Poirel\, a medievalist and director of the ‘Société des Études Victorines’ in Paris; Declan A. Lawell\, a specialist in the thought of Tommaso Gallo from Queen’s University\, Belfast; José Meirinhos and Agostinho Figueiredo Frias from the University of Porto will speak on the Portuguese roots; Paolo Rosso from the University of Turin will address the Vercelli context; and\, finally\, Tiziano Lorenzin and Matteo Casarotto from the Triveneto Faculty of Theology will discuss the biblical and Franciscan aspects. \n\nLunedì 21 settembre 2026: 14.30-18.30\nPrima sessione: incroci\nDonato Gallo\, Introduzione ai lavori\nDeclan A. Lawell\, Teologia mistica in Tommaso di San Vittore e in sant’Antonio di Padova\nJosé Meirinhos\, Presenza e influsso della scuola di San Vittore nel Portogallo di Fernando da Lisbona/Coimbra\nPaolo Rosso\, Tommaso di San Vittore ed Antonio dei frati Minori: l’abbazia di S. Andrea di Vercelli e i frati Minori nella storia del Duecento \nMartedì 22 settembre 2026: 9.00-13.00\nSeconda sessione: influenze\nDominique Poirel\, L’influsso dei Vittorini nella cultura sacra del XIII secolo e nel pensiero di Antonio di Padova\nAgostinho Figueiredo Frias\, Ascetica e mistica nei Vittorini e in Antonio\nTiziano Lorenzin\, Esegesi biblica vittorina ed esegesi di Antonio\nMatteo Casarotto\, I Vittorini negli autori francescani del Duecento fino a Bonaventura da Bagnoregio\nGiovanni Catapano\, Conclusioni \n\nComitato scientifico: Luciano Bertazzo (CSA-SISF)\, Giovanni Catapano (Unipd)\, Maria Teresa Dolso (Unipd-SISF)\, Donato Gallo (Unipd)\, Eleonora Lombardo (Univr)\, José Meirinhos (Unipt-P)\, Antonio Rigon (Unipd) \nPer informazioni: info@centrostudiantoniani.it \ncon il patrocinio di Università di Padova – Centro interdipartimentale di Ricerca Filosofia medievale “Carlo Giacon”\, Università di Porto (Portogallo) – Facoltà di Lettere\, Catolica – Centro de estudos de història religiosa (Lisbona\, Portogallo)\, Società Internazionale di Studo Francescani (Assisi\, PG)\, Facoltà Teologica del Triveneto
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LOCATION:Basilica del Santo\, piazza del Santo 11\, Padova\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Botteghe e artigiani a Genova (secoli XI-XVIII) (Genova)
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre\, ore 16:30\, all’Archivio di Stato di Genova in via di Santa Chiara 28R inaugura la mostra “Botteghe e artigiani a Genova”. \nLa fama\, universalmente diffusa\, delle capacità dei genovesi nell’ambito del commercio e della finanza ha oscurato\, nell’immaginario collettivo\, un’altra realtà\, la produzione artigianale e l’attività delle botteghe\, strettamente legate alla vita quotidiana della città di Genova\, tanto da aver lasciato tracce tangibili nell’onomastica delle strade del centro storico. Luoghi come via degli orefici\, vico indoratori\, macelli di Soziglia\, vico stoppieri\, salita pollaioli o vico del cioccolatte ci richiamano agli antichi mestieri che rifornivano i genovesi di generi alimentari di prima necessità o di lusso\, abiti usati o stoffe pregiate\, infusi di erbe medicinali o armi da taglio. \nI documenti raccolti in mostra\, a cura di Giustina Olgiati\, che ci permettono di ricostruirne la storia ci aiutano a svelare la vita di tutti i giorni di una città congestionata nelle sue strade troppo strette\, ostruite dai tavolati e dalle corbe per l’esposizione delle merci fuori dalle botteghe\, percorsa dai muli che portano il zetto lontano dal porto\, dai camalli che consegnano le merci più pesanti e dai besagnini che raccolgono letame e rumenta prima di tornare ai campi. Poco distante dal centro\, il borgo di Santo Stefano brulica delle attività dei lanaioli\, lungo i corsi del Bisagno e del Polcevera si avvicendano orti\, mulini e concerie e nell’area di Voltri si moltiplicano gli edifici da carta\, mentre spiagge e tratti di costa ospitano cantieri per gli allestimenti navali.\nOrganizzate come separate strutture di governo\, con consoli e consiglieri che amministrano l’attività e dirimono le controversie tra gli iscritti\, le arti sono costantemente coinvolte in liti per la difesa delle proprie prerogative. E se oggi può far sorridere il monopolio della vendita di mutandas sive brachas\, è giusto porre in risalto il lavoro delle mani che hanno incastonato le perle e i preziosi\, pescato e lavorato i coralli\, tessuto cucito e ricamato gli abiti\, realizzato le trine e i merletti che oggi ammiriamo nei quadri di Rubens e Van Dyck; l’opera coordinata di architetti\, fabbricanti di calcina e mattoni\, scalpellini\, mazzacani\, stuccatori e marmorari\, di cui ammiriamo la perizia quando visitiamo i palazzi dei Rolli; l’abilità di maestri d’ascia\, calafati\, peciari\, fabbricanti di alberi remi e vele\, filatori di canapa e cordai\, fonditori e fabbricanti di ancore\, uniti nell’allestimento di quelle navi alle quali Genova tanto deve della sua passata fortuna. \nNonostante il trascorrere del tempo\, le innovazioni tecnologiche e il mutare dei gusti e delle mode\, molte di queste competenze persistono tuttora nelle botteghe storiche e nei locali di tradizione di Genova\, nelle produzioni artigianali di stoffe pregiate e mezzeri\, canditi e cioccolata\, e nelle pietanze tradizionali preparate nelle sciamadde. \n  \nAutori dei saggi\, delle trascrizioni e delle schede di catalogo: \nEnrico Basso\, Denise Bezzina\, Paolo Calcagno\, Cristiana Di Cerbo\, Sofia Gullino\, Ernesto Lettieri\, Giustina Olgiati\, Giovanna Maria Orlandi\, Eleonora Pallavicino\, Francesca Pucci Donati\, Sergio Rossi\, Roberto Santamaria\, Daniele Tinterri\, Giorgio Toso
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LOCATION:Archivio di Stato di Genova\, Piazza Santa Maria in Via Lata\, 7\, Genova\, Italy
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