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SUMMARY:Mostra | Il Trittico di Spinello Aretino. Il racconto di un restauro (Firenze)
DESCRIPTION:Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo\, Giovanni Battista\, Andrea\, Matteo\, e i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori\, torna a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze\, dopo un importante intervento di restauro\, avviato nel novembre 2024 e appena concluso\, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. I risultati e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata\, allestita nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento\, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026. \nLeggi tutti i particolari sulla mostra e sul restauro\, su Storie & Archeostorie: \n  \n 
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SUMMARY:Scavi aperti | Al via l’ottava edizione di Close-up Cantieri (Ercolano)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano rinnova l’appuntamento con Close-up Cantieri\, il progetto che apre al pubblico le aree di scavo\, restauro e manutenzione\, offrendo uno sguardo diretto e privilegiato sul lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.\nGiunta all’ottava edizione consecutiva\, l’iniziativa consente ai visitatori di entrare “dietro le quinte” dei cantieri per conoscere da vicino tecniche\, metodologie e professionalità impegnate nella conservazione del sito\, trasformando l’esperienza di visita in un’occasione di approfondimento e consapevolezza.\nAttivo dal 2019\, Close-up Cantieri si è consolidato come un appuntamento stabile del Parco\, favorendo l’incontro tra tecnici\, restauratori\, personale interno\, studenti e comunità. Il progetto promuove la condivisione di competenze e buone pratiche\, puntando su innovazione\, sicurezza\, sostenibilità ed efficienza organizzativa\, nel quadro dei programmi di miglioramento dei servizi culturali e amministrativi dell’Ente.\nOgni incontro propone visite guidate direttamente nei cantieri di scavo e restauro\, per osservare sul campo interventi\, strumenti e processi che garantiscono la salvaguardia del patrimonio.\n\n\n\n Calendario degli appuntamenti\nGli incontri si terranno a giovedì alterni:\n\n26 febbraio\n12 e 26 marzo\n9 e 23 aprile\n7 e 21 maggio\n\n Orari delle visite\nDue turni della durata di 1 ora ciascuno:\n\n10:00 – 11:00 (in italiano)\n11:30 – 12:30 (in inglese)\n\nÈ possibile partecipare a un solo turno per giornata.\n Modalità di partecipazione\nL’attività è gratuita\, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide anche riduzioni e gratuità secondo normativa).\nPrenotazione obbligatoria:\n\nonline: https://www.coopculture.it/it/prodotti/close-up-cantieri-2026/\ncall center: +39 081 0106490 (lun–sab\, 9:00–17:00)\n\nPartecipazione fino a esaurimento posti.\nGruppi di massimo 15 persone per turno.\nAccoglienza e raccolta all’ingresso dell’area archeologica.\n\n\nPer saperne di più su Ercolano\, leggi su Storie & Archeostorie gli articoli dedicati alle ultime scoperte:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/08/zenone-stoicismo-papiri-ercolano-termografia\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/03/19/ercolano-riapertura-domus-2025
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SUMMARY:Mostra | Zanabazar: The Wisdom of the Steppes. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia al MAO (Torino)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale\, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma\, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo. \n\nNato nelle steppe mongole nel 1635\, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia in quel periodo\, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen\, Sua Santità l’Illuminato\, e primo Khutuktu Jebtsundamba\, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia\, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639\, quando aveva solo quattro anni\, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha. \nNel corso di quasi 60 anni\, Zanabazar promosse fra la popolazione mongola la scuola riformata Gelugpa (a cui appartiene anche il Dalai Lama) soppiantando le tradizioni Sakya o “Cappello Rosso” (o scuola antica pre Gelugpa) che avevano precedentemente prevalso nella zona\, e influenzò profondamente gli sviluppi sociali e politici della Mongolia del XVII secolo. \n\nOltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo\, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso\, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista. \nZanabazar è considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca: a lui e ai membri della sua scuola si devono le maggiori opere realizzate in Mongolia in età moderna\, fra cui una straordinaria Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono. Esposte dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026 nel salone d’ingresso della Galleria Borghese di Roma\, i due capolavori sono in mostra al MAO di Torino dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 all’interno della sezione della collezione permanente dedicata all’Asia meridionale\, centrale e alla regione himalayana\, creando un dialogo con i manufatti provenienti dall’Himalaya\, soprattutto dall’antico monastero di Densatil – in Tibet Centrale – a cui Zanabazar si ispirò per le sue creazioni scultoree e i suoi dipinti religiosi. \n  \nLe opere\, in prestito in Italia e in Europa per la prima volta dal Museo Nazionale Chinggis Khan di Ulaanbaatar in occasione delle esposizioni a Roma e Torino\, si contraddistinguono per un eccezionale valore estetico e spirituale e sono connotate da un linguaggio innovativo e accessibile\, capace di parlare direttamente allo sguardo e all’animo dei visitatori (e dei fedeli). \n\nQuesto progetto rappresenta per il MAO un’occasione preziosa per presentare\, nel contesto di un’istituzione occidentale che conserva arte asiatica\, uno dei più importanti artisti religiosi della Mongolia\, mettendolo in relazione con le opere del museo e colmando una lacuna nelle collezioni\, che presentano alcuni esemplari di tangka e sculture del Tibet Orientale con tratti di influenza mongola e cinese\, ma sono prive di opere di provenienza mongola. \n\nIl progetto intende inoltre favorire uno scambio interculturale tra Italia e Mongolia\, contribuendo a consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni nazionali e internazionali; in questo contesto è previsto nell’estate 2026 un progetto espositivo che porterà alcuni frammenti provenienti dal monastero di Densatil della collezione del MAO presso il Chinggis Khaan National Museum\, unitamente a una ri-edizione dell’installazione multimediale del duo Ritu Sarin e Tenzing Sonam che rilegge il valore di questa preziosa raccolta attraverso la narrazione in prima persona della scultura di Virūḍhaka\, (Re Guardiano del Sud)\, una delle quattro statue che presidiavano i punti cardinali di uno dei preziosissimi stupa metallici del monastero. \n\nIl progetto espositivo è accompagnato da una pubblicazione\, edita da Silvana Editoriale\, con testi istituzionali di MAO\, Galleria Borgese e Chinggis Khaan National Museum\, oltre a nuovi saggi di esperti quali Thupten Kelsang e Chiara Bellini e approfondimenti sulle opere in mostra con traduzioni in italiano e in inglese. Il volume sarà riccamente illustrato e presenterà immagini di allestimento di entrambe le sedi espositive. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. \n  \n(Immagine in apertura: Öndör Gegeen Zanabazar (Mongolia\, 1635 – 1723). Tara verde / Green Tara. XVII secolo Bronzo dorato\, fusione. Chinggis Khaan National Museum\, Ulan Bator\, Mongolia) \n  \n 
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Franco Cardini - "Firenze\, la Toscana\, l'Oriente" (Firenze)
DESCRIPTION:CATTEDRA UFFIZI\, LO STORICO FRANCO CARDINI ‘GETTA UN PONTE’ TRA OCCIDENTE E ORIENTE IN 12 LEZIONI \n  \nIngresso libero\, si terranno nella Biblioteca Magliabechiana di venerdì pomeriggio dal 27 febbraio al 29 maggio: al centro il ruolo di Firenze nello sviluppo e diffusione della cultura orientalistica in Italia e non solo nel corso dei secoli \n  \nLe Gallerie degli Uffizi ponte tra culture\, storie diverse\, continenti: è quanto avviene in “Firenze\, la Toscana\, l’Oriente”\, il corso ‘accademico’ che lo storico medievalista Franco Cardini terrà da febbraio a maggio nella Biblioteca Magliabechiana del celebre museo fiorentino. Una narrazione in dodici lezioni a cavallo tra storia e arte che tratteggia la città medicea\, tradizionalmente indicata come culla del Rinascimento\, anche quale ‘incubatore’ e centro di sviluppo e diffusione della cultura orientalistica attraverso i secoli\, al punto che tracce di questa caratterizzante influenza sono visibili e presenti nel tessuto cittadino e del territorio ancora oggi. Gratuito ed aperto a tutti (fino a esaurimento posti) il corso costituisce la terza edizione di Cattedra Uffizi (dopo i cicli tenuti nel 2024 dal curatore delle antichità classiche del museo Fabrizio Paolucci e e lo scorso anno dal filosofo Giorgio Agamben). Le lezioni si terranno ogni venerdì a partire dal 27 febbraio fino al 29 maggio\, in orario 16\,45 – 17\,45; per la costruzione di ‘Firenze\, la Toscana\, l’Oriente’ Cardini si è avvalso della consulenza iconologica di Maria Gloria Roselli.  \n  \nFIRENZE E L’ORIENTE \n  \nIl ciclo di dodici conversazioni intende proporre un percorso di lungo periodo sul modo in cui Firenze e la Toscana hanno guardato\, immaginato\, interpretato e talvolta reinventato l’Oriente\, mostrando come le categorie di “Oriente” e “Occidente” non rimandino a blocchi contrapposti e statici\, ma a costruzioni culturali dinamiche\, convenzionali e storicamente stratificate. L’obiettivo è restituire la complessità di una relazione fatta di scambi\, conflitti\, mediazioni e reciproche proiezioni simboliche\, evitando tanto l’esotismo quanto la semplificazione ideologica. \nMuovendo da un invito a osservare insieme lo spazio urbano\, le collezioni museali e le rappresentazioni artistiche\, il ciclo si apre con una riflessione sul tema dello sguardo e dell’immaginazione\, per poi risalire alle radici medievali dei rapporti tra Toscana e Mediterraneo orientale: Pisa come snodo precoce\, i “miti fiorentini” delle crociate\, i legami con Bisanzio ed Egitto mamelucco\, la circolazione di mercanti\, missionari e pellegrini\, e il formarsi di narrazioni che intrecciano storia\, leggenda e memoria civica. \n  \nIl percorso prosegue analizzando la progressiva proiezione marittima e diplomatica di Firenze tra Quattro e primo Cinquecento\, le ambizioni politiche\, il ruolo dei primi Medici\, le tensioni tra ideale di crociata e pragmatismo economico\, fino alle nuove coordinate aperte dall’età delle scoperte e dalla cosmografia toscana\, che spostano l’orizzonte dall’Oriente al “Nuovo Mondo” senza cancellare i precedenti immaginari\, ma piuttosto sovrapponendoli e rielaborandoli. \nAmpio spazio è dedicato al Rinascimento come stagione di collezionismo\, di sistematizzazione del sapere e di costruzione di canoni\, alle raccolte medicee\, alla tipografia orientale e alla presenza di visitatori\, ambasciatori e mediatori culturali\, per giungere poi all’analisi concreta di oggetti\, materiali e forme – tessuti\, tappeti\, ceramiche\, armi\, metalli\, abiti – come testimonianze tangibili di scambi\, appropriazioni\, adattamenti e reinterpretazioni. \nL’ultima parte del ciclo segue le trasformazioni dall’età dei Medici agli Asburgo-Lorena\, dal Regno sabaudo alla Repubblica\, soffermandosi su episodi simbolici della Firenze ottocentesca e postunitaria e sul consolidarsi dell’orientalistica come disciplina e come pratica culturale. Nel loro insieme\, le dodici conversazioni mirano a restituire la profondità storica di un dialogo millenario\, mostrando come l’Oriente sia stato\, per Firenze e la Toscana\, non un semplice altrove esotico\, ma uno specchio attraverso cui ripensare se stesse\, la propria identità e il proprio posto nel mondo. \n  \nCALENDARIO \n\nPRIMA CONVERSAZIONE. 27 FEBBRAIO 2026. INVITO A GUARDARSI ATTORNO E DENTRO. CON UN’OCCHIATA ORIENTALE-ORIENTALISTICA AL “DIALOGO TRA LE STATUE” DI PIAZZA DELLA SIGNORIA. I MUSEI  TOSCANI\nSECONDA CONVERSAZIONE. 6 MARZO 2026. PISA\, DOVE L’ORIENTALISMO TOSCANO HA PRESO LE MOSSE\nTERZA CONVERSAZIONE. 13 MARZO 2026. I “MITI FIORENTINI” MEDIEVALI \nQUARTA CONVERSAZIONE. 20 MARZO 2026. LA FIRENZE DEL DUE-TRECENTO\, BISANZIO\, L’EGITTO MAMELUCCO\, IL MEDITERRANEO\nQUINTA CONVERSAZIONE. 27 MARZO 2026.  MERCANTI\, MISSIONARI\, PELLEGRINI\nSESTA CONVERSAZIONE. 10 APRILE 2026. FIRENZE\, “NUOVA POTENZA MARINARA” \nSETTIMA CONVERSAZIONE. 17 APRILE 2026. LA FIRENZE DEI PRIMI MEDICI E LA CROCIATA     \nOTTAVA CONVERSAZIONE. 24 APRILE 2026.  VERSO  IL NUOVO MONDO            \nNONA CONVERSAZIONE. 8 MAGGIO 2026. IL RINASCIMENTO E LE COLLEZIONI MEDICEE\nDECIMA CONVERSAZIONE. 15 MAGGIO 2026. ALCUNI ESEMPI. TESSUTI\, TAPPETI\, CERAMICHE\, SUPPELLETTILI\, ABITI \nUNDICESIMA CONVERSAZIONE. 22 MAGGIO 2026. ALCUNI ESEMPI.  “ALLA DOMASCHINA”. ARMI E METALLI. CENNI SU COLLEZIONI PRESENTI IN ALCUNI MUSEI FIORENTINI (BARGELLO\, STIBBERT\, BALDINI ECC.)\nDODICESIMA CONVERSAZIONE. 29 MAGGIO 2027. DAI MEDICI AGLI ASBURGO-LORENA AL REGNO SABAUDO ALLA REPUBBLICA\n\n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Tarocchi. Le origini\, le carte\, la fortuna (Bergamo)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 2 giugno 2026\, Accademia Carrara presenta TAROCCHI. Le origini\, le carte\, la fortuna\, la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi\, a cura di Paolo Plebani. \nUn progetto atteso da tempo: dopo oltre un secolo vengono riunite le 74 carte del Mazzo Colleoni\, il più completo al mondo tra quelli anctichi\, oggi conservate tra l’Accademia Carrara di Bergamo\, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata. \nL’occasione di questa eccezionale riunione ha dato avvio a un progetto altrettanto unico: un percorso lungo sette secoli\, dal Quattrocento al Novecento e oltre che\, grazie a prestigiosi prestiti nazionali e internazionali\, approfondisce la storia dei tarocchi\, la committenza\, gli artisti\, le tecniche – anche alla luce delle recenti indagini scientifiche – la loro fortuna\, le ispirazioni e il fascino che queste carte continuano a esercitare. \nNati come svago aristocratico e diffusi con l’invenzione della stampa\, i tarocchi si affermano come strumento divinatorio nel XVIII secolo\, raggiungendo una straordinaria fortuna culturale e simbolica nel Novecento e fino ai giorni nostri. I temi affrontati nel percorso espositivo restituiscono la più ampia e articolata panoramica sui tarocchi mai realizzata: dal Quattrocento di Bonifacio Bembo\, autore delle carte Colleoni\, al Surrealismo con artisti come Victor Brauner\, dalle miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi alle interpretazioni contemporanee di Irving Penn\, Niki de Saint Phalle e Leonora Carrington. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con The Morgan Library & Museum di New York e presenta prestiti straordinari provenienti da importanti istituzioni internazionali\, tra cui la Bibliothèque Nationale de France di Parigi\, la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University e la Biblioteca Nazionale di Firenze. \n\nGiorni e orari\n27.02 – 02.06.2026 \nLunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì: 9.00 – 19.00\nSabato\, domenica e festivi: 10.00 – 19.00\nMartedì: chiuso
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SUMMARY:Mostra | Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia (Roma)
DESCRIPTION:Castel Sant’Angelo ospita la mostra Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia\, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026. Il progetto rientra tra le iniziative ufficiali promosse in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea 2026. Curata da Anastasia Christophilopoulou\, l’esposizione è stata realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote. \nLa mostra è stata co-progettata e co-finanziata nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura italiano guidato da Alessandro Giuli\, attraverso la Direzione generale Musei e l’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, e il Viceministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou\, tramite il Dipartimento per la Cultura Contemporanea. \nIl percorso espositivo racconta le profonde connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra i territori di Cipro e dell’Italia\, con particolare attenzione alle dimensioni insulari della Sicilia e della Sardegna\, adottando una prospettiva di lungo periodo che risale fino a settemila anni fa. \nAttraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti\, vengono esplorati i processi di scambio culturale\, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze\, mettendo in luce dinamiche di contatto e di interazione che\, fin dalle fasi più antiche\, all’alba della storia\, hanno contribuito a definire un orizzonte mediterraneo condiviso. \nCipro\, Sicilia\, Sardegna e Italia peninsulare sono presentate come nodi strategici del Mediterraneo\, luoghi privilegiati di contatto\, nei quali si sviluppano scambi\, commerci e forme di circolazione di persone\, oggetti e saperi lungo archi cronologici di lunga durata. \nLa mostra riunisce circa 120 oggetti\, che guidano il visitatore attraverso temi quali la vita quotidiana\, le pratiche funerarie\, l’arte\, la mobilità\, il progresso delle tecnologie e i processi di osmosi culturale. \nTra i più iconici\, il pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona\, a Cipro\, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna\, i pettini in avorio da Frattesina\, in Veneto\, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e il sigillo in steatite\, entrambi dalla Sicilia. \nParticolare attenzione è riservata alla circolazione dei metalli e delle tecnologie\, ambito privilegiato per leggere i contatti e le relazioni tra i diversi popoli del Mediterraneo. Un rilievo specifico è attribuito al ruolo della metallurgia cipriota e sarda e all’azione svolta da Fenici e Greci nei processi di scambio e trasmissione di modelli culturali. \nIl percorso è arricchito da installazioni multimediali che integrano il racconto archeologico\, offrendo al visitatore la possibilità di esplorare le rotte\, i paesaggi costieri e le reti di contatto\, restituendo la dimensione dinamica di questo spazio condiviso. \nAttraverso il racconto delle reti di scambio e delle relazioni tra territori e comunità\, la mostra mette in luce il ruolo del Mediterraneo antico come luogo di connessioni\, centrale nella costruzione di un orizzonte culturale condiviso\, destinato a contribuire\, nel lungo periodo\, alla formazione dell’identità europea. \n  \nInfo: www.coopculture.it/en/events/event/cipro-e-italia.-identita-culturali-condivise-allalba-della-storia/ \n 
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SUMMARY:Laboratori | “Cosa c’è sopra” (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo\, con conclusione prevista agli inizi di aprile\, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”\, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza\, la fascia più giovane\, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.\nL’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”\, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi\, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi\, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio\, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio\, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.\n\nUn ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti\nIl percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio\, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana\, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.\nAttraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico\, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano\, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre\, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.\nObiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica\, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.\n \nUn progetto inclusivo per le nuove generazioni\nIl gruppo di partecipanti\, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni\, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:\n\nhanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;\nappartengono alla comunità di Via Mare\, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;\npresentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.\n\n \nEducare al patrimonio per costruire comunità\n“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento\, ma come percorso di crescita civica e relazionale\, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio\, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere\, proteggere e trasmettere.\nIl progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva\, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.\n\nPer informazioni: ercolano.beniculturali.it
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SUMMARY:Eventi | Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali (Lombardia - sedi varie)
DESCRIPTION: Con la bella stagione riprendono le “Giornate dei Castelli\, Palazzi e Borghi medievali”\, con portoni che si aprono e ponti levatoi che tornano a scricchiolare. Rocche\, manieri e dimore storiche – spesso non visitabili – si animano con rievocazioni in costume\, laboratori per bambini\, visite guidate\, eventi\, mercatini d’antiquariato e prodotti tipici. \nOgni prima domenica del mese e nelle principali festività – per un totale di 11 giornate – sarà possibile visitare 23 realtà pubbliche e private in un territorio della media pianura lombarda che si estende su 4 province. Piccoli borghi e grandi castelli\, spesso non aperti al pubblico\, entrano in un circuito che si conferma apprezzato dai 20 mila turisti che ogni anno scelgono questa proposta. Ogni visitatore può costruire liberamente il proprio itinerario\, scegliendo quali e quante località visitare sulla base delle aperture previste per ciascuna data. \nTutte le informazioni sono facilmente reperibili online sul sito di Pianura da scoprire\, che nel 2025 ha registrato 1 milione e 300 mila visualizzazioni sulle pagine dedicate del sito www.pianuradascoprire.it e sui canali social dell’Associazione. \nIl portale\, costantemente aggiornato\, offre informazioni dettagliate su orari\, costi e modalità di prenotazione\, oltre una panoramica sugli eventi collaterali\, consigli sulla ristorazione locale e proposte di percorsi tematici\, paesaggistici e bike friendly. In ogni località sarà possibile acquistare il “Passaporto”\, un libretto con immagini e descrizioni dei luoghi visitabili su cui apporre un timbro ad ogni tappa del proprio viaggio. \nDa quest’anno saranno inoltre disponibili le nuove shopper in tela dedicate alla manifestazione. \nSi conferma anche per il 2026 la collaborazione avviata nel 2025 con il circuito “Ville Aperte in Brianza”\, che in due periodi dell’anno (fine aprile e metà settembre) consente di visitare residenze normalmente chiuse al pubblico. Un’iniziativa che amplia ulteriormente l’offerta culturale e turistica regionale. \nCalendario aperture 2026: Domenica 1° marzo\, Lunedì 6 aprile (Pasquetta)\, Sabato 25 aprile (Festa della Liberazione)\, Venerdì 1° maggio (Festa del Lavoro)\, Domenica 3 maggio\, Martedì 2 giugno (Festa della Repubblica)\, Domenica 7 giugno\, Sabato 4 luglio (edizione serale)\, Domenica 6 settembre\, Domenica 4 ottobre\, Domenica 1° novembre . \nLe 23 località coinvolte si trovano nelle seguenti province: Bergamo\, Brescia\, Cremona e Milano. Si ringraziano Regione Lombardia per il patrocinio concesso\, A35 Brebemi Aleatica (main sponsor dell’iniziativa) e Fondazione Comunità Bergamasca per il sostegno. \nTutte le informazioni relative alle località visitabili\, gli orari\, i costi e gli eventi collaterali sono disponibili sul sito: www.pianuradascoprire.it \n  \nLeggi anche \nI più bei castelli della Lombardia e le loro storie in un nuovo libro \n \nWeekend di Ognissanti in Lombardia: storia\, cultura e misteri medievali a due passi da casa \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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SUMMARY:Mostra | Da Vienna a Roma. Meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum (Roma)
DESCRIPTION:Per la prima volta in Italia\, oltre cinquanta capolavori provenienti dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna raccontano la nascita\, lo splendore e la complessità di una delle più grandi imprese culturali d’Europa. Da Vienna a Roma. Meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum\, in programma al Museo del Corso – Polo museale\, Palazzo Cipolla\, dal 5 marzo al 5 luglio 2026\, offre al pubblico un’occasione senza precedenti: entrare nel cuore di una collezione che è al tempo stesso museo e autoritratto dinastico\, emblema dello splendore di un Impero e dell’ambizione culturale degli Asburgo. \nPromossa e prodotta dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum (KHM)\, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata d’Austria a Roma\, l’esposizione è realizzata con il supporto organizzativo di MondoMostre e resa possibile anche grazie al contributo del gruppo Sella – attraverso Banca Sella e Banca Patrimoni Sella & C. – sponsor ufficiale della mostra. \nIl progetto espositivo – a cura di Cäcilia Bischoff\, storica dell’arte del KHM –  riunisce opere raccolte o commissionate tra il XVI e il XVIII secolo da figure centrali della Casa d’Asburgo — dall’imperatore Rodolfo II all’arciduchessa Isabella Clara Eugenia\, dall’arciduca Leopoldo Guglielmo fino all’imperatrice Maria Teresa — restituendo l’immagine di un impero multietnico\, multiculturale e multireligioso che ha fatto dell’arte uno strumento di rappresentazione culturale\, diffusione del sapere e dialogo tra civiltà.
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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SUMMARY:Mostra | Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna (Stupinigi - Torino)
DESCRIPTION:Tra cavalli e motori: la mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna\, dal 6 marzo al 28 giugno 2026 nella Citroniera di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO)\, racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia mettendo in relazione eleganza formale\, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile\, la mostra mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno\, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo. \nIl percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici\, dalle carrozze – come Landau Ronde\, Phaeton\, Coupè Brougham\, espressioni di prestigio\, ritualità e status sociale – alle prime automobili italiane e straniere\, tra cui Fiat Tipo Zero A\, Isotta Fraschini BN 30/40 HP\, Oldsmobile 6C Curved Dash\, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza\, segno evidente di rango e potere\, alla novità e al fascino delle prime automobili\, ancora rare e sorprendenti\, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz\, Fiat\, Decauville\, De Dion Bouton presentano modelli unici\, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata. \nLa mostra è ospitata nella Citroniera di Ponente\, uno spazio che per estensione e sviluppo longitudinale consente di articolare con chiarezza il confronto tra carrozze ed automobili\, diventando parte integrante della narrazione. L’allestimento segue un percorso cronologico che mette in relazione mezzi a trazione animale e primi veicoli a motore\, permettendo di leggere in modo diretto l’evoluzione delle soluzioni tecniche\, dei materiali\, delle prestazioni e delle funzioni\, in una fase storica in cui le due tipologie di trasporto convivono. Il racconto si intreccia poi con la figura di Margherita di Savoia\, che durante la sua permanenza a Stupinigi visse in prima persona questa fase di transizione. Attenta alle innovazioni e alle nuove tecnologie\, la Regina utilizzò sia le carrozze tradizionali sia le prime automobili\, diventando testimone e protagonista dei modelli di mobilità tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Lei stessa aveva la patente di guida e possedeva una scuderia di tredici automobili\, ciascuna identificata da un nome di uccello: Palombella\, Falco\, Falchetto\, Sparviero\, Aquila\, Alcione\, Condor\, Allodola\, Stornello\, ecc… \nTra le carrozze in mostra figurano la Landau Ronde (detta comunemente in Italia Landò)\, realizzata da Locati nel 1880; la Milord della Carrozzeria Orsaniga Enrico di Milano del 1860 e la Clarence\, appartenente alla categoria dei Brougham o Brumm\, dei Fratelli Macchi di Varese del 1870. La Phaeton\, carrozza leggera ed agile\, deve il suo nome al mito di Fetonte\, il giovane figlio di Apollo che sfidò il cielo sul carro del sole: con le sue quattro ruote imponenti e il corpo snello\, era pensata per una guida veloce ed elegante. Due gli esemplari presenti: la Stanhope Phaeton dei Successori Canovai di Firenze del 1870 e la Spider Phaeton di Mulbacher (Parigi) del 1880\, più moderna e sicura pur mantenendo un carattere sportivo nella struttura “a ragno”. L’Omnibus Privé del 1880 della carrozzeria Dufour di Bordeaux; la Vis a Vis della Società M. Locati e G. Torretta del 1890. La carrozza sportiva Break Wagonette della Bottazzi di Napoli del 1890\, utilizzata per passeggiate in campagna: il nome deriva da “to break” addestrare i cavalli e la Coupé Brougham\, chiamata anche Brum in Italia della Cesare Sala del 1870. \nAccanto alle carrozze\, la mostra presenta una selezione significativa di automobili delle origini provenienti dalla preziosa collezione del MAUTO: la Benz Victoria del 1893 progettata da Karl Benz\, considerato con Gottlieb Daimler il padre dell’automobile; la Decauville 3½ HP\, vincitrice della Parigi-Amsterdam-Parigi del 1898; la Hurtu 3 HP del 1898; la De Dion-Bouton 1¾ HP del 1899\, versione a quattro ruote prodotta dai vincitori della prima corsa automobilistica al mondo\, la Parigi-Rouen. Clément-Panhard VCP 3 HP del 1899; la Oldsmobile 6C Curved Dash del 1904 primo modello di grande diffusione commerciale. La Fiat 16/20 HP del 1906\, prodotta in 462 esemplari\, elegante landaulet donata al MAUTO dalla contessa Sofia di Bricherasio; la Vinot & Deguingand 14/20 HP del 1907; l’Isotta Fraschini BN 30/40 HP del 1910\, modello di lusso della casa milanese; Panhard & Levassor X17 SS del 1912 con il caratteristico motore “avalve” e la Fiat Tipo Zero A del 1913\, prima utilitaria della casa torinese. \n\nINFO \nPalazzina di Caccia di Stupinigi \nPiazza Principe Amedeo 7\, Stupinigi – Nichelino (TO) \n011 6200634 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it \nwww.ordinemauriziano.it \nBiglietti: \nMostra: intero 8 euro; ridotto 6 euro; scuole 3 euro \nPalazzina + mostra: intero 18 euro; ridotto 14 euro; scuole 8 euro \nGiorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17\,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato\, domenica e festivi 10-18\,30 (ultimo ingresso ore 18) \nI possessori del biglietto della mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna hanno diritto alla tariffa ridotta per l’ingresso al MAUTO per l’intera durata della mostra (6 marzo – 28 giugno 2026). \nI possessori del biglietto di ingresso del MAUTO hanno diritto alla tariffa ridotta per l’ingresso alla mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna.
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SUMMARY:Mostra | I Guardi di Calouste Gulbenkian (Venezia)
DESCRIPTION:Un’esposizione che racchiude lo spirito del Settecento nel suo luogo più emblematico e\, insieme\, un dialogo tra istituzioni internazionali\, tra storie di collezioni e collezionisti.  \n  \nLa stagione espositiva di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano apre dal 7 marzo all’8 giugno 2026 con degli ospiti d’onore. Una selezione di dipinti di Francesco Guardi (1712-1793)\, provenienti da una delle raccolte più importanti al mondo di opere dell’ultimo grande vedutista veneziano del Settecento: il Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. \n  \nAperto nel 1969\, il Museo Calouste Gulbenkian ha come cuore originario delle sue raccolte la collezione dell’imprenditore e filantropo armeno\, naturalizzato inglese\, Calouste Sarkis Gulbenkian (1869-1955). Noto per i suoi gusti raffinati\, per i vasti interessi\, la profonda conoscenza e l’eclettismo del collezionismo artistico che spaziavano dall’arte greca e romana all’Impressionismo\, dal Rinascimento Italiano al Seicento europeo\, passando per l’arte decorativa. Le diciannove opere di Guardi da lui acquisite tra il 1907 e il 1921 sono riconosciute tra le più celebri dell’artista\, famoso per avere iniziato a dipingere vedute in età matura\, dopo anni di sperimentazioni nel campo della pittura di storia e di genere e testimoniano\, una volta di più\, anche la complessa e dinamica costituzione della stessa raccolta museale. \nAllo stesso tempo\, il loro ritorno a Venezia si inserisce nel percorso e nella narrazione del luogo emblema del Settecento veneziano\, nella storia del collezionismo e delle raccolte civiche\, attraverso il dialogo con disegni di Francesco Guardi provenienti dai fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe: un nucleo di opere su carta\, originariamente acquisite dal “padre” delle collezioni civiche\, Teodoro Correr. \n  \nTutte databili tra il 1770 e 1790\, le dieci opere parte della mostra I Guardi di Calouste Gulbenkian\, esposte nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico\, rappresentano una straordinaria testimonianza dello stile dell’artista\, fatto di pennellate allusive e di proporzioni liberamente sfalsate che producono vedute in cui la struttura prospettica appare elastica. Ormai lontana dalle certezze geometriche di Canaletto e della sua camera ottica\, la Venezia ritratta da Francesco Guardi è composta da edifici corrosi dalla luce\, resi attraverso una pittura tremolante\, quasi che il pittore voglia offrire un’immagine interiore della città e di una civiltà\, quella veneziana\, ormai in rapido declino. Anticipando\, in un certo senso\, i sentimenti e le tensioni proprie della stagione del Romanticismo. \nI soggetti sono quelli indagati dall’artista in varie occasioni\, come la Festa della Sensa in Piazza San Marco che si svolgeva il giorno dell’Ascensione\, nel quale Venezia celebrava il matrimonio simbolico tra la città e il Mare. A questo evento è dedicata anche La Partenza del Bucintoro\, dove si vede salpare la nave di stato con a bordo il doge in direzione della chiesa di San Nicolò al Lido\, davanti alla quale veniva gettato in mare l’anello d’oro a simboleggiare l’unione tra Venezia e il mare Adriatico. Il fortunato tema delle feste e parate d’acqua si ritrova nella Regata sul Canal Grande\, opera ispirata ad una veduta di Canaletto\, connotata però dall’inconfondibile effetto atmosferico di Guardi. Con Il Ponte di Rialto secondo il progetto di Palladio\, Guardi presenta un’immagine curiosa di come sarebbe potuto essere uno dei simboli di Venezia. Anche la Terraferma veneta è ritratta dall’artista\, come testimonia la Vedute delle chiuse di Dolo. \n  \nTra i disegni delle collezioni civiche scelti per il confronto\, spiccano Il Gran Teatro La Fenice e i due celebri fogli acquerellati dedicati a Le nozze del duca di Polignac\, veri e propri capolavori della grafica di Francesco\, in cui il tratto sottile e aereo dà vita a composizione rarefatte e atmosferiche\, quasi fossero un paravento giapponese o una pittura su seta\, con i quali condividono la medesima leggerezza e fragile grazia.
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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Visite tematiche | Arte e naturalia al Castello di Agliè (Agliè - TO)
DESCRIPTION:Al Castello di Agliè arte\, natura e scienza si osservano insieme. Da marzo a settembre 2026 torna Arte e naturalia al Castello di Agliè\, la seconda edizione del ciclo di visite tematiche che propone una lettura innovativa della residenza sabauda attraverso le tracce della flora e della fauna presenti nelle opere\, negli apparati decorativi e nel paesaggio del parco. Dodici appuntamenti tra sale\, giardini e ambienti di servizio\, come le cucine\, costruiscono un percorso che intreccia storia culturale e osservazione naturalistica\, dove le conoscenze scientifiche su flora\, fauna e ambiente incontrano vicende storiche\, aneddoti e leggende\, con l’aggiunta di esperienze percettive giocate sui sensi dell’udito e dell’olfatto. \nIl punto di partenza è semplice: nel patrimonio storico non compaiono solo figure umane o episodi della storia\, ma anche animali\, piante\, paesaggi e pratiche quotidiane che raccontano il rapporto tra esseri umani e ambiente. Arte e naturalia prende proprio queste tracce come guida alla visita e le utilizza per collegare ambiti diversi: dall’arte alla storia\, dall’antropologia alla botanica\, fino ai saperi legati all’enologia e viticoltura. \n  \nQuattro i percorsi proposti. Giardini e naturalia attraversa il giardino all’italiana e il parco all’inglese per leggere le scelte botaniche e paesaggistiche che hanno modellato gli spazi verdi della residenza. Sinfonie e naturalia collega natura e musica lungo i sentieri del parco\, mettendo in relazione biodiversità e antichi spartiti. La passeggiata è condotta da Alice Fumero\, esperta musicologa dell’associazione LeMus. Dipinti e animalia porta nelle sale del castello alla ricerca degli animali nascosti tra affreschi\, stucchi e decorazioni: un’esperienza immersiva arricchita da giochi percettivi basati sull’udito e l’olfatto. Sapori e naturalia\, infine\, si svolge nelle cucine storiche\, tra le antiche dispense\, alla scoperta dello stretto legame tra l’arte gastronomica e le storiche tradizioni legate all’agricoltura\, all’allevamento e alla caccia. Il calendario comprende inoltre due appuntamenti speciali collegati alla mostra Vitae\, prevista nella primavera 2026. \n  \nIl programma è promosso dalle Residenze reali sabaude in collaborazione con Vivere i Parchi e Morena Ovest\, l’accordo di promozione territoriale tra i comuni di Agliè (capofila)\, Bairo\, Castellamonte\, Cuceglio\, San Martino Canavese\, San Giorgio Canavese\, Torre Canavese e Vialfrè. \nLe visite\, della durata di un’ora circa\, saranno condotte dalle guide di Vivere i Parchi – associazione che si occupa di salvaguardia e sviluppo territoriale\, in particolare nel Canavese\, attraverso progetti di turismo ecosostenibile\, educazione ambientale e divulgazione scientifica – con il supporto di docenti universitari che collaborano alle attività di Morena Ovest\, la cui Academy ha maturato in questi anni esperienza sul territorio grazie a seminari\, passeggiate a tema\, escursioni e laboratori didattici per promuovere la ricchezza del Canavese. \nFinalità che rientrano pienamente nelle strategie di valorizzazione del sistema delle residenze sabaude\, sito UNESCO dal 1997\, di cui fa parte il Castello di Agliè\, incentivando iniziative per restituire il patrimonio culturale alle comunità non solo nei tratti di rilievo storico-artistico\, ma pure in termini di conoscenza intorno a tematiche che spaziano dall’ambiente\, al clima e alla biodiversità. Una prospettiva che pone al centro anche la riflessione sul benessere e sul modo di trascorrere il tempo libero\, mostrando l’importanza delle esperienze che possono essere sviluppate intorno alle realtà museali\, come fattore attrattivo per un turismo lento\, consapevole e sempre più sostenibile. \n  \nCALENDARIO DELLE VISITE \n\nGiardini e naturalia nel parco del Castello di Agliè\nDomenica 8 marzo ore 14.30\, sabato 16 maggio ore 10.30\, sabato 6 giugno ore 14.30\nSinfonie e naturalia tra i sentieri nel parco del Castello di Agliè\nSabato 28 marzo\, domenica 21 giugno\, sabato 12 settembre\, ore 14.30\nDipinti e animalia nelle sale del Castello di Agliè\nSabato 16 maggio ore 14.30\, sabato 26 settembre ore 10.30\nSapori e naturalia nelle cucine del Castello di Agliè\nSabato 11 luglio ore 16\, sabato 26 settembre ore 14.30\nAppuntamenti speciali Vitae\nDomenica 19 aprile ore 10.30\, sabato 23 maggio ore 18\n\n  \nINFO \nCastello di Agliè\, piazza Castello 1\, Agliè (TO) \nLe visite\, della durata di circa un’ora sono su prenotazione obbligatoria. Su richiesta è possibile organizzare appuntamenti dedicati per gruppi e scuole\, anche in lingua inglese. \nInfo e prenotazioni: 345 779 6413 vivereiparchi@gmail.com \n  \nTariffe: \nIntero: € 15\,00 \nRidotto: € 10\,00 * \nRidotto (6-18 anni): € 5\,00 \nGratuito per bambini fino a 5 anni. \n  \n* Hanno diritto alla riduzione: persone con disabilità e accompagnatori; docenti delle scuole italiane pubbliche e private paritarie con presentazione della certificazione del proprio stato di docente; studenti delle facoltà di Architettura\, Lettere e Filosofia; persone in possesso di Abbonamento Musei\, Torino+Piemonte Card\, Royal Pass; personale MiC; membri ICOM; giornalisti muniti di tessera professionale.
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SUMMARY:Mostra | Storie sul binario giusto. Il Palio di Legnano (Milano)
DESCRIPTION:Un percorso immersivo che ricostruisce ambienti medievali e racconta storia\, riti e valore comunitario del Palio di Legnano\, in occasione dell’850° anniversario della Battaglia di Legnano.\nFNM\, in collaborazione con la Fondazione Palio di Legnano\, ha realizzato presso lo spazio l’Altro Deposito Bagagli della stazione di Milano Cadorna di FERROVIENORD\, la mostra “Storie\nsul binario giusto. Il Palio di Legnano” (Galleria commerciale\, dal 10 marzo al 24 maggio 2026\, da mercoledì a domenica\, dalle 12:00 alle 18:00\, chiuso il giorno di Pasqua\, 25 aprile\, 1 maggio). \nL’allestimento si sviluppa attorno a un tavolo medievale allestito con oggetti e suppellettili d’epoca che includono sedie\, tovaglia\, piatti\, bicchieri e contenitori in coccio\, cucchiai\, taglieri e piccoli oggetti in legno\, brocche\, candelabro e candele\, cibi vari. Elmo\, spade\, maglia di ferro e nove manichini con costumi storici delle Contrade – Capitano\, Castellana\, cavaliere\, dama\, ancelle\, religioso\, bambini – arricchiscono il racconto della storia del Palio. Alcuni pannelli didattici e materiali multimediali provenienti dalle collezioni del Palio di Legnano completano l’esposizione; parte di questi materiali saranno posizionati nel piano ammezzato della stazione. Per visitare l’allestimento presso l’Altro Deposito Bagagli è richiesta la prenotazione gratuita con registrazione a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-storie-sulbinario-giusto-il-palio-di-legnano-1984610365026 \n  \nLa mostra rientra nel programma ufficiale di MuseoCity 2026\, che celebra il patrimonio museale milanese attraverso aperture straordinarie\, mostre\, visite guidate e attività diffuse in città. \n 
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città (Milano)
DESCRIPTION:Prende il via il 12 marzo\, “Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città”\, un ciclo di sedici conferenze aperte al pubblico\, dedicate agli scavi dell’Università degli Studi di Milano. Gli incontri\, coordinati dal professor Luca Peyronel\, delegato della Rettrice per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano\, si terranno tra marzo e maggio e poi tra settembre e novembre. \nNel mese di marzo sono previsti tre incontri: \n  \nIl primo appuntamento\, “Tra Anatolia e Assiria. L’antica Kanesh in Cappadocia (Turchia) alla luce delle ultime scoperte archeologiche”\, si terrà il 12 marzo alle 17.00 a Palazzo Reale. Luca Peyronel\, Direttore del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe\, presenterà le ricerche e le scoperte più importanti degli ultimi anni nel sito di Kültepe\, l’antica Kanesh\, in Cappadocia\, dove quattromila anni fa si sviluppò un’importante rete di scambi commerciali tra Assiria e Anatolia. \nLa conferenza si aprirà con i saluti di Domenico Piraina\, Direttore Cultura del Comune di Milano e Direttore di Palazzo Reale\, Silvia Romani\, Prorettrice alla Terza Missione\, Laura Neri\, Direttrice del Dipartimento di Studi Letterari\, Filologici e Linguistici\, e Giuseppe Polimeni\, Delegato dipartimentale alla Terza Missione\, dell’Università Statale di Milano. \nIl secondo incontro del mese\, “Assuan. La scoperta della città dell’eternità. Scavi e ricerche dell’Università degli Studi di Milano ad Assuan\, Egitto”\, è previsto il 25 marzo alle 17.30 e si svolgerà al Castello Sforzesco di Milano. Patrizia Piacentini\, docente di Egittologia all’Università Statale di Milano\, presenterà la straordinaria scoperta nel sito di Assuan di oltre cinquecento tombe. \nIn apertura interverranno Francesca Tasso\, Direttrice dei Musei del Castello e Anna Provenzali\, Conservatrice Responsabile del Museo Archeologico di Milano.  Introduce Luca Peyronel. \nAl termine della conferenza sarà possibile visitare il nuovo percorso permanente della Galleria dell’Antico Egitto del Castello Sforzesco. \n  \nIl ciclo proseguirà il 31 marzo alle 17.00 presso la Biblioteca Sormani con “Ichnusa: luoghi fortificati e acque cultuali in Sardegna: il Monte Zara”. Federica Chiesa\, docente di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia all’Università Statale di Milano\, presenterà le ricerche condotte negli ultimi dieci anni in un enigmatico insediamento fortificato\, che racconta una lunga continuità di vita e di trasformazioni nel cuore della Sardegna\, dall’epoca nuragica al periodo romano. In apertura i saluti del Direttore del Sistema Bibliotecario Milano\, Stefano Parise\, della Responsabile della Biblioteca Sormani\, Giuseppina Sansica\, del Direttore del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali\, Giorgio Zanchetti. Introduce Luca Peyronel. \nIl ciclo è realizzato con la collaborazione del Comune di Milano\, della Fondazione Luigi Rovati\, della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, del Fondo Ambiente Italiano e della Diocesi di Milano\, che hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi culturali per ospitare gli incontri. \nIngresso libero con prenotazione \nLuoghi: Palazzo Reale\, Castello Sforzesco\, Labirinto di Arnaldo Pomodoro\, Museo di Storia Naturale\, Acquario Civico\, Fondazione Luigi Rovati\, Museo Civico Archeologico\, Biblioteca Sormani\, Villa Necchi Campiglio\, Museo di Sant’Eustorgio\, Cimitero Monumentale \n  \nConsulta il calendario completo
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SUMMARY:Cinema archeologico | Archeofilm. L'archeologia incontra il grande schermo (Artimino\, Carmignano - PO)
DESCRIPTION:Cinema e la nuova collezione di avori principeschi. Una settimana\, la prossima\, ad Artimino\, dedicata all’archeologia\, tra il Centro didattico polifunzionale e il museo “Francesco Nicosia”.\nSi parte dal polo di via della Chiesa 2\, con Archeofilm\, la prima rassegna di cinema archeologico che occuperà\, con una serie di corti e documentari\, tre sere di marzo (dalle ore 21): apre le proiezioni\, promosse da Comune e museo archeologico in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino\, una “Antologia di cortometraggi d’epoca” (Nello sperone d’Italia. Il Gargano; Sicilia illustrata/1907); Attraverso la Sicilia/1910; Riprese in Egitto. Missione archeologica italiana di Gebelein/1911); Ruines d’Egypte. Louxor/1913)\, introdotti dalla presentazione del libro “Visione storica del terzo secolo a.C. Cabiria e l’italianità del mito”\, che raccoglie le didascalie realizzate da Gabriele D’Annunzio per il kolossal muto “Cabiria” (1914) di Giovanni Pastrone.\nIl secondo appuntamento\, giovedì 19 marzo\, con Archeofilm\, al Centro didattico polifunzionale\, è con “Cave of Forgotten Dreams” del regista Werner Herzog (Fra/Can/Ger//Usa/Uk\, 2010). Scoperta per caso nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet\, la grotta Chauvet\, in Francia\, contiene quasi 500 pitture rupestri risalenti a 32000 anni fa\, le più antiche mai ritrovate. Werner Herzog ottenne l’accesso esclusivo per filmare l’interno della grotta.\nUltima pellicola di Archeofilm\, proiettata nel Centro didattico\, giovedì 26 marzo 2026: “La Chimera”\, della regista Alice Rohrwacher (Ita/Fra/Svi\, 2023). Ambientato negli anni ’80\, nel mondo clandestino dei “tombaroli”\, il film racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Fra gli interpreti spicca Isabella Rossellini.\nInfo: cultura@comune.carmignano.po.it.\n\nLa settimana di Artimino con l’archeologia non finisce qui\, perché nel borgo\, al museo Nicosia\, nel pomeriggio (ore 17.30) di venerdì 14 marzo\, sarà presentata la nuova collezione di “Avori principeschi”: ottanta reperti\, restaurati\, che ampliano la già ricca e pregiata esposizione di cimeli provenienti dal tumulo etrusco di Montefortini\, di Comeana\, in mostra dal giugno 2024. Un intervento di ricerca e di restauro\, andato avanti per anni\, che ha permesso di ricomporre\, fin qui\, più di diecimila frammenti\, che si distinguono per la loro preziosità intrinseca\, per la profusione della materia prima utilizzata\, per la qualità\, varietà e originalità dell’esecuzione e delle iconografie dei maestri etruschi.\nInfo: 055 8718124\, parcoarcheologico@comune.carmignano.po.it.
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (Iseo - BS)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme verrà inaugurata presso il Palazzo Arsenale di Iseo venerdì 13 marzo alle ore 20.30. Presentano i curatori dott.ssa Serena Solano della Soprintendenza ABAP per le province di Bergamo e Brescia e Carlo Cominelli presidente della Cooperativa Sociale Onlus K-Pax. \nL’evento si inserisce nel programma delle Serate di Storia e Archeologia 2026 promosse dalla Associazione Storico – Archeologica U.S.P.A.A.A. \n  \nDal 13 al 29 marzo 2026 gli spazi della Fondazione l’Arsenale ospitano la mostra “Il Castello ritrovato. Scoperte archeologiche e riqualificazione ambientale sulla sommità del Monticolo di Darfo Boario Terme (BS)”. Un’esposizione che racconta le recenti indagini archeologiche sul Monticolo di Darfo Boario Terme\, dove gli scavi hanno portato alla luce i resti di un insediamento fortificato altomedievale (V–VIII sec. d.C.)\, una scoperta significativa per la storia del territorio. \nI lavori sono stati effettuati grazie a fondi del Ministero della Cultura e a un contributo di Fondazione Cariplo e realizzati dalla Soprintendenza ABAP BG BS e dalla Cooperativa Sociale K-Pax con la collaborazione del Comune di Darfo B.T. (BS)\, del Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica e di SAP Società Archeologica. L’esposizione a Iseo è resa possibile grazie alla Fondazione l’Arsenale\, al Comune di Iseo e all’USPAAA. \nOrari e accessi alla mostra: \nPalazzo Arsenale\, vicolo Malinconia\, 2 Iseo (BS)\nIngresso libero\nGiovedì e venerdì 15.00 – 18.00\nSabato e domenica 10.30 – 12.30 e 15.00 – 18.00
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva (Venezia)
DESCRIPTION:Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva |  \nReframing Silk. Giacomo Caneva’s Photographs of the 1859 Expedition to China \nCICLO DI CONFERENZE \nA cura di Giulia Pra Floriani\, Marta Boscolo Marchi \nVenezia\, Museo d’Arte Orientale \n13 marzo – 23 aprile 2026 \nIngresso gratuito su invito \nDal 13 marzo al 23 aprile 2026\, al Museo d’Arte Orientale di Venezia\, nell’ambito della mostra Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva\, a cura di Giulia Pra Floriani e Marta Boscolo Marchi\, sarà promosso un ciclo di conferenze dedicate ai viaggi\, alla seta e ai rapporti tra Venezia e la Cina.  \nLa rassegna\, come la mostra stessa\, è frutto della collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo d’Arte Orientale e il Dipartimento di Studi sull’Asia e Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari Venezia ed è resa possibile grazie al supporto dell’Unione europea (Progetto Horizon Marie Skłodowska-Curie “Photography in the Making of Knowledge: European Art-historical and Scientific Investigations on Asia\, PhotoMaKEASIA” – CUP H73C24001280006)\, dell’Istituto Confucio presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e del MaP (Centro di ricerca Marco Polo sulle connessioni globali Europa-Asia). \nTutti gli appuntamenti si terranno al Museo d’Arte Orientale\, alle 15.30 e saranno gratuiti su invito.  \nHa aperto la rassegna\, lo scorso 13 marzo\, Nel segno di Marco Polo. Venezia\, l’Asia la seta del prof. Luca Molà\, docente di storia del Rinascimento presso la Warwick University (UK) e autore di un recente volume dedicato al celebre viaggiatore e ai rapporti commerciali tra Venezia e la Cina. Dopo il suo ritorno a Venezia\, nel 1295\, cosa fece Marco? Scopriamo da documenti finora inediti che divenne uno dei protagonisti del commercio locale e internazionale. Produsse tessuti\, e la seta\, il più pregiato\, inducesse lui e la sua famiglia a chiedere il trasferimento a Venezia di una folta comunità di esperti artigiani e imprenditori provenienti da Lucca\, città leader nel settore. Da allora si ricercano non solo le stoffe asiatiche\, per cui si era disposti a pagare una follia\, ma anche il color cremisi\, ricercatissimo\, del quale non si conosceva la tecnica.  \nIl prossimo 26 marzo sarà presentato La spedizione Castellani-Freschi nelle fotografie di Giacomo Caneva di Giulia Pra Floriani\, Giuseppe Vanzella \nI relatori racconteranno le tappe salienti del viaggio di Giovan Battista Castellani e Gherardo Freschi in Cina alla ricerca di seme-bachi sano\, per risollevare le sorti del comparto tessile provato dalla pebrina nell’Italia settentrionale. Li accompagnava il fotografo Giacomo Caneva\, del quale sono esposti 32 calotipi del 1859. Saranno svelati luoghi\, persone\, attività ritratti nelle immagini in mostra\, ripercorrendo anche la storia di una collezione apparsa sul mercato antiquario da pochi anni. \nGiuseppe Vanzella è collezionista e storico della fotografia italiana. Possiede una collezione di fotografia dalle origini alla contemporaneità di straordinario interesse storico-culturale\, che ha esposto in mostre tematiche o monografiche e ha studiato in volumi dedicati. Dal 1980 gestisce un’attività di vendita di libri antichi e di antiquariato. \nGiulia Pra Floriani è Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Researcher presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Il suo progetto di ricerca PhotoMaKEASIA indaga come la fotografia abbia plasmato la conoscenza dell’Asia in Europa. Ha curato\, insieme a Sarah E. Fraser e Kuiyi Shen\, il volume Ink and Oil: Chinese Artists Trained in Europe (1920–1960)\, in pubblicazione nel 2026. \nIl 9 aprile Maria Francesca Bonetti parlerà di Giacomo Caneva\, artista e pioniere della fotografia. La conferenza illustrerà la figura e l’attività di Giacomo Caneva (Padova 1813 – Roma 1865)\, giunto a Roma nel 1838 per perfezionare la sua formazione artistica dopo gli studi presso l’Accademia di Venezia\, ma ben presto distintosi per il precoce utilizzo della fotografia\, quale mezzo da lui privilegiato per la documentazione\, la conoscenza e la rappresentazione della realtà. Protagonista di quel cenacolo internazionale di artisti fotografi\, storicamente ricordato come Circolo del Caffè Greco – o Scuola fotografica romana –\, Caneva è stato\, con la versatilità dei suoi interessi figurativi e la sperimentazione anche di nuovi generi\, al centro delle relazioni che la fotografia ha intrecciato\, fin dai suoi esordi\, con gli altri linguaggi espressivi\, contribuendo al rinnovamento delle convenzioni visive e delle ricerche pittoriche dell’epoca.  \nMaria Francesca Bonetti\, storica dell’arte\, è stata responsabile delle Collezioni fotografiche presso l’Istituto centrale per la grafica del Ministero della Cultura (Roma). Ha partecipato con contributi scientifici a diverse pubblicazioni e progetti di ricerca storico-fotografica e ha curato la realizzazione di varie mostre di fotografia\, sia storica che contemporanea. Fin dalla sua fondazione (2006) è membro del Consiglio Direttivo della SISF (Società Italiana per lo Studio della Fotografia).  \nIl 23 aprile\, sempre alle 15\,30 al Museo\, la studiosa Sarah Fraser parlerà di Staged Photography and Mimesis: Caneva’s 1850s Images of China (in inglese). Una delle sfide della ricerca inerente all’Asia orientale è costituita dalla fotografia occidentale e dalla difficoltà di raccogliere documenti e dati storici. La relazione esplorerà i diversi tipi di fotografia e gli stereotipi connessi\, i riferimenti etnografici e la costruzione iconografica. Si scoprirà come la prima fotografia possa diventare un prezioso strumento di ricerca. Le fotografie di Giacomo Caneva suggeriscono diversi spunti per interrogarsi sul ruolo della mimesis nel diciannovesimo e ventesimo secolo\, nella cultura visuale asiatica. La conferenza si terrà in lingua inglese senza traduzione simultanea.  \nSarah E. Fraser è professoressa e direttrice dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale presso l’Università di Heidelberg. Le sue pubblicazioni includono il volume Women Cross Media: East Asian Photography\, Prints\, and Porcelain in the Staatliche Kunstsammlungen Dresden (2022) e Performing the Visual: The Practice of Buddhist Wall Painting in China and Central Asia\, 618-960 (2004).
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SUMMARY:Mostra |  ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)
DESCRIPTION:Centocinquant’anni fa\, nel 1876\, inaugurava a Roma il Museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà\, che dal 2016 ne è l’erede\, torna a quel momento fondativo non solo per celebrarne l’origine\, ma per condividere con il pubblico le prospettive aperte dalla storia stratificata dell’istituzione: una vicenda che intreccia la storia culturale dell’Italia\, le relazioni internazionali e l’evoluzione disciplinare\, etica e formativa dei musei. \n  \nDal 20 marzo al 28 giugno 2026\, la mostra ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026) proporrà quindi un doppio itinerario: da un lato la ricostruzione del museo del 1876 e del progetto museografico pigoriniano; dall’altro la presentazione del museo di oggi\, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni dedicate ai processi di aggiornamento\, all’incremento dell’accessibilità fisica e cognitiva e alle pratiche di compartecipazione attivate dentro e fuori il museo. \n  \nAttraverso documenti\, reperti\, arredi e dispositivi espositivi d’epoca\, il percorso espositivo ricostruisce la genesi in Italia dell’archeologia preistorica e dell’etnografia\, ripercorrendo le trasformazioni che hanno condotto all’attuale configurazione e missione del museo. \n  \nLa mostra\, a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri\, in collaborazione con le Funzionarie e i Funzionari del Museo e con la supervisione generale di Andrea Viliani\, è accompagnata da un convegno scientifico internazionale 150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini\, suo ideatore e fondatore\, dal 19 al 21 marzo 2026\, che vuole celebrare il primo secolo e mezzo dell’istituzione non come semplice ricorrenza\, ma come occasione di riflessione critica. \n  \nRicordare il ruolo fondativo di Luigi Pigorini significa così guardare al passato per comprendere il presente e assumere\, con responsabilità\, il compito di connettere le proprie origini storiche alle prospettive in divenire. Un museo nato nel XIX secolo si configura oggi come un’istituzione che agisce nel presente e si proietta verso il futuro\, con le sue molteplici storie ancora in corso. \nOrari di apertura: \ndal martedì alla domenica\, ore 8.00 – 19.00 \nultimo ingresso ore 18.30 \nTUTTE LE PRIME DOMENICHE DEL MESE \nINGRESSO GRATUITO SENZA PRENOTAZIONE
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LOCATION:MUCIV – Museo delle Civiltà\, Piazza Guglielmo Marconi\, 14\, Roma\, 00144\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Vasari e Roma (Roma)
DESCRIPTION:A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574)\, Roma rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra l’artista aretino e la città eterna. \n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra ricostruisce il percorso culturale e artistico compiuto da Giorgio Vasari nei suoi diversi soggiorni romani con l’intento di restituire al pubblico dei Musei Capitolini la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore\, architetto\, scenografo e biografo\, ma anche di straordinario interprete e testimone delle vite di papi\, signori\, letterati e artisti del XVI secolo\, grazie anche ai numerosi capolavori in prestito da importanti istituzioni italiane e internazionali tra cui Palazzo Barberini\, il Vive – Palazzo Venezia\, la Galleria degli Uffizi\, l’Archivio di Stato di Firenze\, la Pinacoteca Nazionale di Bologna\, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti\, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi\, la Biblioteca Apostolica Vaticana\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte\, il Museo Nazionale di Siena e il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria). \nIl progetto mette in luce il ruolo determinante che Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari\, nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli della modernità – da Raffaello al Michelangelo “romano” – e nel rapido e straordinario sviluppo della sua carriera al servizio di prestigiosi prelati e pontefici. \n\nOrario \n\nDal 20 marzo 2026 al 19 luglio 2026\nTutti i giorni ore 9.30-19.30\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura\nGiorno di chiusura: 1° maggio \n\nBiglietto d’ingresso \n\nTariffe Musei Capitolini con mostra Vasari e Roma\nintero non residenti € 19\,50\nridotto non residenti € 14\,00\ngratuito per i possessori della Roma MIC card in corso di validità\, residenti a Roma e città metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) e per tutte le categorie previste dalla tariffazione vigente\ngratuito e/o ridotto per i possessori della Roma Pass \nPer biglietti cumulativi e altri dettagli visita la pagina > biglietti \n\n\nInformazioni \n\nTel 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00 \nPromossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali \nOrganizzata con Associazione MetaMorfosi \nIn collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\n\n\nCuratore \nAlessandra Baroni
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SUMMARY:Festival | Giornate Dantesche (Foligno - PG)
DESCRIPTION:A Foligno (PG)\, nel cuore dell’Umbria\, arriva l’atteso appuntamento con la nuova edizione delle “Giornate Dantesche”\, in programma da mercoledì 8 a domenica 12 aprile 2026. Cinque giorni intensi di eventi celebreranno l’opera del Sommo Poeta\, con un calendario ricco di incontri\, conferenze\, letture\, laboratori e dialoghi che vedranno protagonisti alcuni tra i più autorevoli studiosi\, dantisti e interpreti della scena culturale nazionale. \nL’iniziativa\, promossa dal Comune di Foligno in collaborazione con il Comitato Dantesco e la Biblioteca Comunale “Dante Alighieri”\, intende valorizzare il profondo legame che unisce la città alla Divina Commedia\, riaffermando il ruolo centrale che Foligno ha avuto nella storia della stampa. Fu infatti qui che l’11 aprile 1472 venne realizzata la prima edizione a stampa della Commedia\, presso la bottega Orfini-Numeister. \nL’XI Canto del Paradiso al centro dell’edizione 2026 \nFilo conduttore dell’edizione 2026 sarà l’undicesimo Canto del Paradiso\, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi\, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte. Un omaggio al santo profondamente legato al territorio umbro e alla città di Foligno\, dove compì il celebre gesto di rinuncia ai beni materiali\, simbolo ancora oggi di straordinaria attualità. \nUn’anteprima nel segno del Dantedì \nCome da tradizione\, la manifestazione sarà preceduta da un’anteprima in programma mercoledì 25 marzo 2026 a Palazzo Trinci\, in occasione del Dantedì. Protagonista sarà l’artista cubano Carlos Garaicoa\, al centro del progetto di arte contemporanea ideato dal critico d’arte\, Italo Tomassoni\, che da oltre vent’anni invita artisti internazionali a confrontarsi con l’immaginario dantesco. Garaicoa e Tomassoni presenteranno la copia anastatica dell’editio princeps della Commedia (Foligno\, 1472)\, edita dall’Editoriale Campi e arricchita dalle opere grafiche dell’artista cubano\, alle ore 17 nella Sala Sisto IV di Palazzo Trinci\, durante l’incontro dal titolo “Carlos Garaicoa: una dimensione tra Aldilà e fantascienza”. \nTra i momenti più attesi\, inoltre\, l’esperienza immersiva “Nocte. Amore e maraviglia e dolce sguardo”\, realizzata con tecniche di videomapping\, che animerà per tutto il periodo la Sala di Costanza di Palazzo Trinci\, portando i visitatori nel mondo di San Francesco d’Assisi attraverso le parole di Dante. \nUn programma di alto profilo culturale \nLe “Giornate Dantesche” 2026 vedranno la partecipazione di autorevoli studiosi\, dantisti e protagonisti del panorama culturale italiano\, che terranno i loro interventi nella storica cornice di Palazzo Trinci. \n\nDopo la tradizionale “Maratona Dantesca”\, che proporrà dalle ore 9.30 di mercoledì 8 aprile la lettura integrale del Paradiso\, ad aprire i lavori\, alle ore 17\, sarà la lectio magistralis condotta da Andrea Riccardi\, Presidente della Società Dante Alighieri e fondatore della Comunità di Sant’Egidio. \n\nNella giornata di giovedì 9 aprile sono previsti gli interventi di Claudio Fraccari\, presidente del Comitato Mantovano della Società Dante Alighieri\, che alle ore 16 terrà il suo incontro dal titolo “Sanz’altra sorte. Presenze mantovane nella Commedia dantesca”\, e di Donato Pirovano\, professore ordinario di Filologia e critica dantesca presso l’Università degli Studi di Milano\, che dalle ore 18 esporrà al pubblico una relazione sull’argomento “Dante\, Francesco e la croce”. \n\nVenerdì 10 aprile il programma prevede due appuntamenti mattutini: alle ore 9.30 Luca Marcozzi\, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi Roma Tre\, esperto di Dante\, Petrarca e Rinascimento\, proporrà un intervento dal titolo “La povertà di Dante”; seguirà alle ore 11 Piero Scapecchi\, studioso di storia e tecnica tipografica del Quattrocento\, che\, su questo filone\, proporrà un contributo sul tema “Dall’Indulgenza della Porziuncola alla Commedia: materiali e tecnica tipografica tra Trevi e Foligno”. \n\nIl pomeriggio di venerdì 10 aprile\, sarà scandito da altri due incontri: alle ore 16\, per “Dante e…”\, sarà protagonista Fulvio Delle Donne\, professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli studi di Napoli Federico II\, che incentrerà il suo contributo sul tema storico “Le crociate della pace di Federico II e di San Francesco”; alle ore 18 sarà invece sotto i riflettori per il ciclo “Incontri” il dialogo tra Antonella Anedda\, poetessa e saggista e Massimiliano Tortora\, professore associato in Letteratura Italiana Contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma\, direttore de «L’Ellisse. Studi storici di Letteratura italiana» e direttore responsabile di «Allegoria. Per uno studio materialistico della letteratura». \n\nIl programma di sabato 11 aprile comincerà alle ore 9\, per il ciclo “Profili”\, con un ritratto della personalità di Arnaut Daniel\, poeta e trovatore francese di lingua occitana\, vissuto tra la metà del XII secolo e il principio del secolo successivo\, che verrà tratteggiata da Carlo Pulsoni\, professore ordinario di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Perugia. \n\nNel pomeriggio si succederanno alle ore 16.30 l’intervento di Monsignor Felice Accrocca\, Vescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno\, con un contributo sul tema “Il san Francesco di Dante e il francescanesimo di Dante” e alle ore 18\, per il ciclo “Incontri”\, un dialogo con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio\, Premio Strega e Premio Campiello. \n\nL’intervento di chiusura delle “Giornate Dantesche 2026”\, previsto alle ore 18 nella Sala Faloci Pulignani\, sarà affidato alla voce autorevole di Franco Cardini\, Professore Emerito ISUS/SNS\, tra i più noti medievisti europei\, che terrà una relazione dal titolo «Perché a te»: un Santo inattuale. \n\nEventi collaterali tra editoria\, didattica e spettacolo \n  \nDa venerdì 10 a domenica 12 aprile\, durante l’intero arco della giornata dalle ore 9.30 alle 19.30\, la corte di Palazzo Trinci sarà animata dalla fiera editoriale “Pagine a corte”\, dedicata a Dante e al Medioevo\, mentre nella giornata di sabato 11 aprile ore 10.30 verrà proposta una visita guidata gratuita sul tema “Tra Dante e Francesco: visioni di fede nella Foligno del 1200” promossa dal Comune di Foligno in collaborazione con Associazione Guide turistiche dell’Umbria. \n\nOltre all’ampio ventaglio di incontri culturali\, letterari e musicali\, le “Giornate Dantesche” vedranno protagoniste anche le scuole. Come novità dell’edizione 2026 del progetto “Commediando”\, concorso nazionale destinato alle Scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria e di altre regioni italiane chiamate a reinterpretare l’XI Canto del Paradiso in una sfida che si terrà nella mattinata di giovedì 9 aprile\, è prevista poi una esibizione pubbliche serale degli studenti presso l’Auditorium San Domenico alle ore 21. Le scuole saranno protagoniste anche venerdì 10 aprile quando andrà in scena “EterNatura”\, a cura della Scuola secondaria di primo grado “N. Alunno”\, mentre sabato 11 aprile sarà la volta dello spettacolo “Nacque al mondo un sole”\, a cura della Scuola secondaria di primo grado “G. Carducci”. \n\nGli alunni degli istituti scolastici saranno coinvolti anche nella proposta di laboratori didattici su temi legati all’epoca di Dante: giovedì 9 aprile a Palazzo Candiotti dalle ore 9\, con riproposizione sabato 11 aprile alle ore 11 nella corte di Palazzo Trinci\, sono in programma “Sapori dal cantico”\, laboratorio di cucina medievale tra le rime di Dante e i sapori di Francesco\, a cura dell’Istituto Alberghiero “Giancarlo De Carolis”\, e “Scalzasi: abiti leggeri per leggere la vita”\, laboratorio sulla moda medievale a cura dell’Istituto Professionale “E. Orfini”. \n\nDurante le “Giornate Dantesche” sarà dato spazio all’intrattenimento ludico e agli approfondimenti didattici con focus sulla musica medievale: nella giornata di domenica 12 aprile sono previsti due appuntamenti a tema musicale\, entrambi a cura di Cantoria Mevaniae\, ensemble corale di musica medievale di Bevagna (Pg). Al mattino\, alle ore 10\, andrà in scena “San Francesco e la musica\, il canto delle confraternite laicali nel XIII secolo”\, laboratorio di introduzione al canto medievale\, che dopo una introduzione alla vocalità medievale\, proporrà lo studio e l’esecuzione di alcune laudi francescane cantate coralmente e accompagnate dagli strumenti musicali dell’epoca. Nel pomeriggio alle ore 16.30 sarà invece proposto un concerto di musica medievale dal titolo “San Francesco\, amor dilecto. La musica di San Francesco\, a 800 anni dal transito”. \n\nTra natura\, spiritualità e nuove esperienze \n\nTra le novità dell’edizione 2026\, domenica 12 aprile\, è in programma\, “Dolce sentire\, paesaggio\, spiritualità e relazione uomo–animale”\, un’iniziativa di Dog Trekking che\, con la collaborazione degli educatori cinofili di Funny Dog ASD e delle guide ambientali escursionistiche di Umbria Tales and Trails\, proporrà ai partecipanti\, accompagnati dal proprio cane\, un’esperienza di cammino consapevole in natura\, lungo un itinerario che si snoderà nello scenario naturale e storico di Trevi (Pg) e della Fascia Olivata Assisi-Spoleto\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio paesaggistico\, culturale e spirituale del territorio\, promuovere attività all’aria aperta accessibili e inclusive e sensibilizzare sul rispetto degli animali e dell’ambiente. L’iniziativa trae ispirazione della figura di San Francesco\, protagonista dell’undicesimo Canto del Paradiso e dall’episodio dell’Asinello di Trevi\, illuminante esempio del modo in cui Francesco si relazionava con gli animali che\, come riportato nel suo Cantico delle Creature\, è di rispettosa coesistenza. \n  \nPer maggiori informazioni \nhttps://comune.foligno.pg.it/giornatedantesche/
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SUMMARY:Mostra | Incontro con il capolavoro: Vermeer. Donna in blu che legge una lettera dal Rijksmuseum di Amsterdam (Torino)
DESCRIPTION:Interno giorno. Una giovane donna di profilo\, in abito da casa\, è intenta a leggere una lettera che stringe con entrambe le mani. Nella stanza si diffonde una luce fredda\, azzurrata\, forse filtrata da una finestra invisibile. Gli arredi sono essenziali: qualche sedia di legno scuro con borchie in ottone\, un tavolo coperto da un drappo\, sul quale sono appoggiate una collana di perle\, un foglio – forse un’altra lettera – e una cassetta aperta\, come se fosse appena stata rovistata. \nLa ragazza\, che porta i capelli raccolti\, sembra incinta\, come suggeriscono la morbida rotondità del ventre e la casacca blu – una beddejak\, una giacca da letto – chiusa da piccoli fiocchi dello stesso colore. \nAlle sue spalle\, il muro è in parte coperto da una grande cartina geografica. \nLa protagonista è completamente assorta nella lettura; l’osservatore è escluso da questa scena privata\, sospesa in un silenzio denso. Nulla viene rivelato\, tutto resta trattenuto: le domande si affacciano senza trovare risposta. Cosa contiene quella lettera? Chi l’ha scritta? E perché la giovane stringe il foglio con così tanta forza? \nCon l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera di Vermeer \, proveniente dal VermeerRijksmuseum di Amsterdam e visibile a Palazzo Madama dal 5 marzo al 29 giugno 2026\, prende avvio Incontro con il capolavoro\, un nuovo ciclo espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna. Per la prima volta Torino accoglie un dipinto di : un’occasione straordinaria che offre al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con uno dei vertici assoluti della pittura europea del Seicento. \nNon semplici “prestiti eccellenti”\, ma veri e propri progetti di approfondimento scientifico e culturale\, costruiti come dispositivi narrativi capaci di generare conoscenza\, stimolare il dialogo interdisciplinare e aprire nuove prospettive di lettura del patrimonio. \nL’esposizione propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come maestro della luce e degli interni domestici\, ma come autore di una autentica “pittura mentale”\, esito di una rivoluzione ottica e concettuale che attraversa la cultura olandese del Seicento. \nIl fulcro visivo del dipinto è la macchia azzurra dell’abito della giovane\, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica. \nIl blu non è un semplice elemento cromatico\, ma un vero campo di energia visiva attorno al quale l’immagine si organizza. Vermeer lo ottiene utilizzando un pigmento raro e prezioso\, il lapislazzuli\, importato da regioni lontane attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia. Una scelta che implica non solo un investimento economico rilevante\, ma anche una profonda consapevolezza del valore percettivo del colore: il blu assorbe la luce e la restituisce in modo diffuso\, creando un effetto di espansione che avvolge la figura. \nAnche lo sfondo racconta di commerci\, scoperte ed esplorazioni\, evocando il Secolo d’oro olandese: sulla parete chiara alle spalle della giovane – quasi una finestra disegnata sul mondo esterno e sui possedimenti del regno – è appesa una carta geografica dell’Olanda e della Frisia occidentale\, riconoscibile in quella stampata nel 1621 da Willem Janszoon Blaeu su disegno di Balthasar Florisz van Beckernrode. \nLa Delft della seconda metà del XVII secolo non è soltanto una prospera cittadina della Repubblica delle Province Unite\, ma un vero laboratorio culturale in cui si intrecciano libertà religiosa\, spirito mercantile e innovazione tecnica. Le botteghe degli artigiani dialogano con gli studi dei cartografi\, le case dei mercanti ospitano strumenti scientifici e collezioni di oggetti rari; nelle osterie si discute degli ultimi progressi nella costruzione di lenti. \nÈ in questo contesto fertile e dinamico che si forma lo sguardo di Vermeer\, mai isolato dal suo tempo. La presenza di Antonie van Leeuwenhoek e la vicinanza ideale al pensiero di Spinoza disegnano un triangolo simbolico che restituisce la complessità dell’orizzonte intellettuale in cui l’artista opera. \nAttraverso l’accostamento con una selezione di opere delle collezioni di Palazzo Madama – incisioni\, arredi\, ceramiche – l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera offre l’opportunità di approfondire alcune delle tematiche centrali del dipinto: la dimensione intimista e molto femminile della scena\, di sorprendente modernità; la poetica della sottrazione\, che genera attesa e concentrazione; l’osservazione delle molteplici tonalità di blu che costruiscono l’alternanza di ombre e luci; il ruolo delle mappe del Secolo d’oro olandese e delle corrispondenti sabaude\, spesso edite dagli stessi geografi olandesi della famiglia Blaeu\, che permettono di ripercorrere i le tappe fondamentali della storia della cartografia\, dalle prime carte nautiche agli atlanti stampati in Olanda nel XVIII secolo. \nL’allestimento del dipinto\, concepito come uno spazio di studio e approfondimento\, è accompagnato da pannelli tematici dedicati alla storia dell’Olanda\, alla pittura olandese e alla sua capacità di rappresentare il reale\, all’uso della camera obscura e alle leggi della prospettiva\, alla composizione dei colori\, ai traffici commerciali e alla Compagnia delle Indie\, fino alla fortuna di Vermeer nel corso dei secoli. \nL’allestimento è provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre Qrcode è possibile accedere a una descrizione audio in lingua italiana e inglese e a una descrizione in LIS Lingua dei Segni Italiana con sottotitolazione. Questi strumenti sono stati realizzati da Tactile Vision Lab e dall’Istituto dei Sordi di Torino in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Torino. \nLe sezioni in cui è suddivisa la mostra sono fruibili attraverso una lettura audio in lingua italiana scaricabile gratuitamente all’inizio del percorso. In sala è inoltre disponibile una stampa dei testi in mostra in caratteri ingranditi e ad alta leggibilità in lingua italiana e inglese. \nA completamento della mostra\, sarà pubblicato un catalogo edito da Silvana Editoriale\, con contributi dei curatori. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.
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SUMMARY:Visita tematica | Lunga vita a Jaquerio! (Sant’Antonio di Ranverso - TO)
DESCRIPTION:Viva Jaquerio! è una speciale visita per conoscere la vita\, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che a Ranverso ha lasciato proprio la sua firma e il suo più grande capolavoro. \nNato nel 1375 circa a Torino da una famiglia con una lunga tradizione nella pratica della pittura\, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino\, Ginevra\, Thonon-les-Bains ed altre località d’oltralpe\, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi abitò stabilmente a Torino. Della sua vasta produzione solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma\, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso\, databili intorno al 1410\, epoca in cui l’artista doveva già essere a capo di un’ampia bottega. La Salita al Calvario è il suo capolavoro caratterizzato da toni marcatamente realistici di crudeltà e dolore che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica. \nINFORMAZIONI \nPrecettoria di Sant’Antonio di Ranverso \nLocalità Sant’Antonio di Ranverso\, Buttigliera Alta (TO) \nDomenica 22 marzo 2026\, ore 15 \nLunga vita a Jaquerio! \nCosto visita: 5 euro\, oltre il prezzo del biglietto \nBiglietti: intero 5 euro\, ridotto 4 euro \nHanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni\, over 65\, gruppi min. 15 persone \nFino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito \nÈ indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. \nInfo e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica): \n011 6200603 ranverso@biglietteria. ordinemauriziano.it \nwww.ordinemauriziano.it \n  \n 
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SUMMARY:Convegno | Different Heritage (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Un convegno sui vari approcci metodologici all’archeologia a Pompei 24\, 25 e 26 marzo –Auditorium degli scavi\n\nUna panoramica e un confronto sulle differenti metodologie di approccio all’archeologia\, da quello dell’Hard science – come la chimica\, la fisica\, la geologia –  ad approcci come quelli dell’archeologia sperimentale o della cultura immateriale\, alla luce dell’attività trentennale maturata all’interno del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco.\nÈ questo il focus del primo convegno dedicato al “Different Heritage” che si terrà nelle giornate del 24\, 25\, 26 marzo 2026\, presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei.\nL’approccio\, che trascende il caso pompeiano e si estende alla metodologia della ricerca\, vedrà gli interventi di esperti nazionali e internazionali che hanno dato un contributo significativo alle rispettive materie. Archeobotanici\, diagnosti\, archeozoologi\, archeologi sperimentali\, esperti di patrimonio immateriale\, antropologi fisici\, geologi racconteranno e confronteranno le proprie esperienze e gli intrecci inaspettati che possono nascere fra tematiche a prima vista distanti ma che trovano un linguaggio comune nella ricerca audace e non vincolata da schemi di pensiero.\nIn programma\, inoltre\, la proiezione del documentario di Clive Oppenheimer VOLCANO VOICES: FROM ASHES TO ARCHIVES AND ART\nL’incontro sarà in live streaming sul canale YouTube del Parco https://www.youtube.com/@PompeiiSites79dc/streams\n\n Ingresso libero\, registrazione a: differentheritage@mediacongress.it\n\n\n\nNei tre giorni di convegno interverranno\, oltre al Direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel: Valeria Amoretti\, Chiara Comegna\, Younes Naime\, Parco Archeologico di Pompei\, Cecilia Gregori\, Alessandra Lucchese Direzione Generale Affari europei e internazionali MIC; Cristiano Vignola\, Sapienza Università di Roma\, Lionello Morandi\, Università di Pisa\, Matteo Delle Donne\, Università di Napoli “L’Orientale”\, Anna Maria Grasso\, Università del Salento\, Donatella Novellis\, Parco Archeologico di Castiglione e Museo Civico di Paludi (CS)\, Mauro Bernabei\, Istituto per la BioEconomia\, Consiglio Nazionale delle Ricerche; Raffaele Martinelli\, Parco Archeologico di Pompei\, Alessandra Pecci\, Universitat de Barcelona\, Valentina Giacometti\, Noemi Mantile\, Simona Altieri\, Maria Rosa di Cicco\, Carmine Lubritto Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”\, Mishael A. Quraishi\,  Massachusetts Institute of Technology\, Celestino Grifa\, Università degli Studi del Sannio\, Admir Masic\, Massachusetts Institute of Technology\, Claudia Minniti\, Sapienza Università di Roma\, Chiara Corbino\, Istituto di scienze del Patrimonio Culturale\, Consiglio Nazionale delle Ricerche\, Stefano Vanin\, Università degli Studi di Genova\, Vito Giuseppe Prillo\, Università degli Studi di Siena\, Darío Bernal Casasola\, Universidad de Cádiz\, Alessandro Russo\, Parco Archeologico di Pompei\, Yuri Godino\, Università degli Studi di Pavia\, Marino Niola\, Elisabetta Moro\, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli\, Pascal Warnking\, Universität Trier\, Alessandra D’Eugenio\, Sapienza Università di Roma\, Alessandro Fedrigotti\, MUSE Trento / Museo delle Palafitte del Lago di Ledro\, Nicolas Monteix\, Université de Rouen-Normandie; Véronique Matterne\, CNRS\, BioArch; Andreas G. Heiss\, Österreichisches Archäologisches Institut\, Wien\, Clive Oppenheimer\, University of Cambridge\, Mauro Antonio Di Vito\, Sandro De Vita\, Domenico Sparice\, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia\, Vincenzo Amato Università degli Studi del Molise\, Cristina Cattaneo Università degli Studi di Milano\, Núria Armentano Oller\, Museu d’Arqueologia de Catalunya\, Trish Biers Università di Cambridge.
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | La Storia di Milano lungo la Linea Blu (Milano)
DESCRIPTION:La realizzazione della nuova linea metropolitana M4 di Milano non è stata soltanto un’opera ingegneristica di grande impatto\, ma ha rappresentato anche un’occasione straordinaria per esplorare\, documentare e valorizzare la storia della città.\nCon l’intento di narrare questo lungo percorso di ricerca\, studio e lavoro sul campo nasce “La Storia di Milano lungo la Linea Blu”\, un progetto di valorizzazione culturale promosso da M4 S.p.A. \, Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Comune di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano;  il racconto della città è proposto in due momenti: un primo ciclo di incontri e\, a seguire\, una serie di visite guidate nei luoghi più significativi toccati dai lavori. \nIl primo dei quattro incontri aperti ai cittadini si svolgerà il 25 marzo presso la sede della Soprintendenza e sarà dedicato alle scoperte archeologiche avvenute grazie agli scavi della M4\, tra cui alcune strutture monumentali appartenute alla fortificazione medievale della città e una necropoli frequentata dall’età romana fino a quella medievale nei pressi di Sant’Ambrogio. \nIl secondo\, che si terrà il 18 aprile\, illustrerà gli approfondimenti antropologici in corso sui resti umani emersi dalle necropoli antiche\, affidati al LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano) e avrà luogo in via Mangiagalli 37. \n\n \n\nIl 13 maggio è invece in programma  il terzo incontro\, presso la Soprintendenza\, che sarà dedicato all’attento lavoro di salvaguardia messo in campo nel corso dei lavori per proteggere e valorizzare l’inestimabile  patrimonio di monumenti che la M4 incontra lungo il suo percorso in città (le basiliche di San Nazaro\, di San Lorenzo\, di Sant’Ambrogio e di San Vittore al corpo; la Ca’ Granda\, oltre agli elementi storici delle nostre piazze\, come la colonna del Verziere e il busto di Cesare Correnti). \nL’ultimo appuntamento\, in calendario a settembre\, invece analizzerà i progetti delle  sistemazioni superficiali con un focus sulle scelte architettoniche e materiche che hanno ridisegnato strade\, piazze e spazi pubblici nel segno della qualità urbana e della sostenibilità. \nDal 21 maggio fino a ottobre avranno invece luogo le visite guidate\, condotte da esperti in archeologia\, architettura e storia dell’arte che accompagneranno i cittadini nei luoghi storicamente e archeologicamente più rilevanti  situati lungo il tracciato della M4. Ogni tappa\, racconterà una stazione e la storia che la circonda. \nTutti gli appuntamenti – conferenze e visite guidate – sono gratuiti e aperti ai cittadini e alle cittadine\, con iscrizione attraverso il sito della Soprintendenza.
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SUMMARY:Seminario | I colori di Tridentum (Trento)
DESCRIPTION:La mostra I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana si arricchisce nei mesi primaverili di un programma di iniziative collaterali. Il primo appuntamento è mercoledì 18 marzo alle ore 16 con una visita guidata all’esposizione tenuta dalle curatrici\, le archeologhe Cristina Bassi e Barbara Maurina. Il ritrovo è allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas per poi proseguire alla Villa romana di Orfeo. La partecipazione è inclusa nel biglietto di ingresso al sito\, previa prenotazione tel. 0461 230171. La visita sarà riproposta venerdì 15 maggio.  \nPer chi desideri approfondire le tematiche della mostra\, mercoledì 25 marzo presso l’Università di Trento\, in via Tommaso Gar\, si terrà il seminario “I colori di Tridentum”\, aperto alla partecipazione del pubblico. L’incontro formativo affronterà il tema della pittura romana di ambito urbano con un focus specifico sulle metodologie e le tecniche di analisi\, classificazione\, documentazione\, ricomposizione e studio delle testimonianze pittoriche di età romana messe in luce negli scavi condotti dalla Soprintendenza nel centro storico di Trento. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie:  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeo Natura | Primavera in palafitta (Fiavé - TN)
DESCRIPTION:Con l’arrivo della primavera\, sabato 4 aprile a Fiavé riapre al pubblico il Parco Archeo Natura che assieme al Museo delle Palafitte e all’area archeologica Patrimonio Mondiale UNESCO offre un’occasione unica per immergersi nella preistoria del Trentino in un ambiente naturale di particolare bellezza. Un motivo in più per visitare le palafitte di Fiavé è la rassegna Primavera in palafitta: da fine marzo a maggio i visitatori di ogni età potranno sperimentare la preistoria grazie a visite partecipate\, attività laboratoriali e una caccia al tesoro per tutta la famiglia. Un’occasione per scoprire assieme agli esperti la vita quotidiana degli abitanti del villaggio che sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera oltre 3.500 anni fa. Il Parco e il Museo sono visitabili nei giorni di sabato\, domenica e festivi dalle ore 13 alle 18 fino al 17 maggio e tutti i giorni a partire dal 23 maggio.\n \nPrimavera in palafitta: gli appuntamenti dal 29 marzo al 24 maggio 2026\n \nDomenica 29 marzo ore 14.30 | Museo delle Palafitte | Dal filo alla trama: filati e tessuti nella preistoria | Laboratorio per famiglie sulla lavorazione delle fibre tessili per il confezionamento di stoffe e indumenti\, attestati nelle palafitte. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nSabato 4 e domenica 5 aprile ore 13-18 | Parco Archeo Natura | Caccia alle uova tra le palafitte del Parco Archeo Natura | Laboratorio per famiglie in autonomia con caccia all’indizio\, alla scoperta della vita quotidiana in palafitta. Attività gratuita. Al termine del percorso ogni partecipante riceverà un piccolo omaggio. Info e modalità di partecipazione presso la biglietteria.\n \nLunedì 6 aprile ore 14.30 | Parco Archeo Natura | Un giorno in palafitta | Visita guidata per tutti\, alla scoperta della vita quotidiana del villaggio palafitticolo di Fiavé di 3500 anni fa  | ore 16.30 Museo delle Palafitte di Fiavé | Avete detto palafitte? | Visita partecipata al museo\, sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Partecipazione alle singole attività 3 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 30 persone.\n  \nDomenica 12 aprile ore 14.30 | Museo delle Palafitte | La produzione ceramica nei villaggi palafitticoli | Laboratorio per famiglie sulla produzione ceramica nei villaggi preistorici di Fiavé.Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.\n\n \nDomenica 19 aprile ore 14.30 | Parco Archeo Natura | L’orto preistorico | Laboratorio per famiglie sulla produzione e consumo di cereali\, ortaggi e frutti\, attestati nelle palafitte di Fiavé. Partecipazione 4 euro 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nDomenica 3 maggio ore 14.30 | Museo delle Palafitte | Dolce come il miele | Attività per famiglie\, per riscoprire e sperimentare antiche ricette e sapori palafitticoli. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nSabato 9 maggio ore 14.30 | Parco Archeo Natura | Kid Pass Days | Schegge di pietra. Un pomeriggio preistorico | Laboratorio per famiglie per scoprire e sperimentare l’uso e la lavorazione della selce nelle comunità preistoriche di Fiavé e realizzare un piccolo manufatto in legno e selce. Partecipazione gratuita previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.\n \nDomenica 24 maggio ore 14.30 | Museo delle Palafitte | (S)punti di vista sul passato | Attività per giovani e adulti in collaborazione con il Distretto Famiglia delle Giudicarie Esteriori nell’ambito del progetto “Tutto nella Norma”. Cosa raccontano i reperti palafitticoli\, come sono stati interpretati dagli archeologi negli ultimi due secoli e cosa ancora ci possono svelare? Attraverso l’osservazione di alcuni manufatti e la lettura di testi lungo il percorso espositivo\, i partecipanti potranno mettersi in gioco formulando e verificando ipotesi per riflettere su stereotipi e preconcetti che hanno accompagnato la ricerca nella ricostruzione delle culture del passato. L’attività termina con un momento di lavorazione dell’argilla. Partecipazione gratuita previa prenotazioneonline www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
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