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SUMMARY:Mostra | Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma - Alla conquista del Rinascimento (Torino)
DESCRIPTION:La Fondazione Accorsi-Ometto annuncia un’importante rassegna dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma\, a quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena. \nLa mostra\, curata da Serena D’Italia\, Luca Mana e Vittorio Natale\, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini\, Francesco Frangi ed Edoardo Villata\, propone per la prima volta all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore\, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale. \nLe oltre cinquanta opere presenti in mostra\, alcune delle quali inedite o mai esposte prima\, provengono da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni pubbliche\, come l’Accademia Carrara di Bergamo; il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); la Pinacoteca di Brera di Milano; il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Civici di Pavia; la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; l’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto\, la Galleria Borghese\, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini\, Banca Monte dei Paschi di Siena e la Pinacoteca Nazionale di Siena; la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); la Biblioteca Reale\, la Galleria Sabauda\, i Musei Reali\, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino; il Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo; l’Archivio Storico Comunale e il Museo Francesco Borgogna di Vercelli. \nDalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti\, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508)\, nel Senese\, per giungere alle straordinarie puntate a Roma\, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi\, Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo tenta idealmente di ricostruire. \nA confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il centro Italia\, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento\, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d’Alba (come la Madonna col Bambino in trono e santi della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo)\, di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone una delle varie versioni della Madonna d’Orleans di Raffaello.
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 1° aprile apre al pubblico la mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: il progetto riunisce il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione Corazzi\, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden\, che eccezionalmente rientra in Italia. \nOspitata al Piano Ipogeo fino al 4 ottobre\, la mostra sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona\, con un approfondimento sui reperti etruschi della collezione Corazzi e sul ruolo del collezionismo privato nella formazione del patrimonio culturale\, tra dimensione locale ed europea. Accanto ai bronzi\, una selezione di volumi antichi ne ricostruisce la fortuna critica\, mettendo in evidenza il valore delle fonti bibliografiche come strumenti fondamentali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo. La relazione con l’esposizione permanente della Fondazione evidenzia come le raccolte private possano diventare strumenti di conoscenza condivisa\, dai nuclei originari dei musei pubblici fino alle attuali forme di integrazione tra istituzioni pubbliche e private. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836944\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836944 \n \n\n\nGli Etruschi tornano “da Leida”: a Milano i bronzi Corazzi raccontano Cortona\nE. P.\nApre a Milano\, negli spazi ipogei della Fondazione Luigi Rovati\, la mostra Gli Etruschi e l’Olanda\, che riporta temporaneamente in Italia uno dei nuclei più significativi della celebre collezione Corazzi\, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden. È un ritorno carico di implicazioni storiche e archeologiche\, perché questi bronzi rappresentano una delle testimonianze più precoci dello studio sistematico delle antichità etrusche. \nSTATUETTA DI MAIALE. Produzione etrusca. Proveniente da Cortona. Fine V-IV sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden – Inv. CO 17\nFondazione Luigi Rovati\, Piano Ipogeo\, Fanciullo con oca. Foto Daniele Portanome\nBronzetti votivi e iscrizioni: il cuore della collezione\nIl nucleo dei bronzi Corazzi si distingue per la forte componente votiva. Molti esemplari provengono infatti da contesti santuariali dell’area cortonese e del lago Trasimeno\, dove offerte in bronzo venivano deposte come gesto rituale. \nSTATUETTA DEL DIO LARAN (COSIDDETTO “MARTEDI RAVENNA”) CON ISCRIZIONE VOTIVA IN ETRUSCO –THUCER HERMENAS TURUCE: THUCER HERMENAS(MI) DEDICÒ . Produzione etrusca proveniente da Ravenna (?) 540-520 a.C.Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, LeidenInv. CO 1\nTra i pezzi più significativi spiccano alcune piccole sculture che conservano ancora tracce epigrafiche: iscrizioni etrusche incise direttamente sul metallo\, che consentono di ricollegare l’oggetto a una precisa funzione cultuale. Il cosiddetto “putto con oca”\, ad esempio\, appartiene a questa categoria di offerte votive ed è accompagnato da iscrizione\, così come il grifone bronzeo da Campaccio\, databile alla metà del IV secolo a.C.\, legato a un culto dedicato a Tinia\, divinità suprema del pantheon etrusco. \nQuesti oggetti rivelano una produzione di alto livello\, caratterizzata da fusione a cera persa\, rifiniture puntuali e attenzione anatomica\, elementi che indicano botteghe specializzate attive tra VI e IV secolo a.C. \nSTATUETTA DI OFFERENTE CON COLOMBA (?). Produzione etrusca da Montecchio (Castiglion Fiorentino) Fine IV-prima metà III sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 30\nUn “santuario disperso”: la raccolta Corazzi tra scavo e mercato antiquario\nLa collezione nacque nel Settecento come raccolta privata\, ma molti dei bronzi derivano da rinvenimenti locali\, talvolta interpretati come parte di veri e propri depositi votivi\, come quello di Montecchio. \nGià gli antiquari dell’epoca riconoscevano il valore eccezionale di questi materiali: un inventario ottocentesco descrive bronzi con iscrizioni\, figure divine\, animali simbolici e oggetti rituali\, tra cui candelabri e strumenti legati al sacrificio. \nSTATUETTA DI FANCIULLO CON OCA E ISCRIZIONEVOTIVA IN ETRUSCO – VELIAS · FANACNAL · UFLAS/ ALPAN · MENAE · CLEN · CEA · TUINES · TLENAEIS:VELIA FANACNEI DEDICÒ (QUESTO OGGETTO)A THUFLTHA PER IL BENESSERE DEL SUO BAMBINOProduzione etrusca. Proveniente da Montecchio (Castiglion Fiorentino). Metà II sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 4\nQuesta varietà suggerisce un contesto cultuale articolato\, in cui offerte diverse convivevano all’interno di uno stesso spazio sacro. \nDal museo privato all’Europa: la fortuna dei bronzi etruschi\nLa storia della collezione riflette la nascita dell’archeologia moderna. Nel XVIII secolo\, opere come il Museum Etruscum diffusero in tutta Europa immagini e descrizioni di questi reperti\, contribuendo alla formazione dell’“etruscomania” e alla circolazione di modelli iconografici. \n\nVenduta nel 1826 ai Paesi Bassi\, la raccolta divenne la prima grande collezione etrusca oltre le Alpi\, segnando un passaggio decisivo verso la musealizzazione pubblica del patrimonio. \nUn ritorno che è anche rilettura critica\nLa mostra milanese mette in dialogo i bronzi con i libri che ne hanno tramandato immagini e interpretazioni. Il risultato è un percorso che restituisce la doppia vita dell’oggetto archeologico: materiale e culturale\, tra scavo\, collezionismo e studio. \nFILIPPO BUONARROTI. Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additaexplicationes et conjecturae (1723-24) Fondazione Luigi Rovati\, MilanoPubblicato in aggiunta a Thomas Dempster. De Etruria regali. Firenze:ex Typographia Albizziniana\, 1723-1724\nUn ritorno temporaneo che\, più che chiudere un cerchio\, riapre il dibattito sul rapporto tra territorio\, memoria e circolazione delle opere. \nAccompagna la mostra il catalogo Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi\, edito dalla Fondazione Luigi Rovati\, che raccoglie saggi e contributi di Paolo Bruschetti\, Luigi Donati\, Ruurd Binnert Halbertsma\, Paolo Giulierini\, Giulio Paolucci e Patrizia Rocchini. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ GLI ETRUSCHI E L’OLANDA. A/R dei bronzi Corazzi📍 Milano\, Fondazione Luigi Rovati📅 1° aprile – 4 ottobre 2026🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org \n #archeologia #archeologiaEtrusca #bronziCorazzi #collezionismo #Cortona #Etruschi #FondazioneRovati #iscrizioniEtrusche #Leida #Milano #mostreMilano #santuariEtruschi\n  \n \n 2 April 2026\, 11:16  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Visite tematiche | Il clavigero: il risveglio del Duomo di Siena (Siena)
DESCRIPTION:Dal 6 aprile al 31 ottobre alle ore 7\,15 sarà possibile visitare la Cattedrale attraverso un’esperienza esclusiva con il custode delle chiavi del Duomo di Siena. Il percorso consentirà di ammirare la Libreria Piccolomini\, la Porta del Cielo e\, nel periodo estivo\, il Pavimento scoperto \n  \n  \nDal 6 aprile al 31 ottobre\, torna uno degli appuntamenti più suggestivi del Duomo di Siena: la visita con il clavigero\, l’esperienza esclusiva che permette di entrare nella Cattedrale alle prime luci del mattino\, quando il silenzio avvolge ancora il Tempio e l’arte si svela in tutta la sua autenticità. \nOgni mattina i visitatori avranno l’occasione unica di seguire il clavigero – il custode delle chiavi – nel rituale quotidiano di apertura del Duomo\, assistendo all’accensione delle luci e alla preparazione degli spazi sacri prima dell’arrivo del pubblico. \nLa grande novità di quest’anno è la presenza\, accanto al clavigero\, di una guida specializzata che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere d’arte e delle curiosità custodite dalla chiesa Cattedrale\, arricchendo ulteriormente il suggestivo percorso. Un tour insolito che unisce l’emozione del risveglio del Duomo ad un approccio alla conoscenza consapevole dei suoi capolavori\, in un’atmosfera raccolta e senza tempo. \nNel silenzio del mattino sarà possibile ammirare la magnificenza della Cattedrale\, visitare la Libreria Piccolomini e vivere l’emozione del percorso elevato dei sottotetti con l’apertura della Porta del Cielo\, accompagnati dal racconto di secoli di storia\, arte e spiritualità. \nNel periodo estivo\, da fine giugno a metà ottobre\, durante la scopertura straordinaria\, l’esperienza sarà impreziosita dalla possibilità di ammirare anche il celebre Pavimento del Duomo\, il magnifico “tappeto di marmo” che racchiude oltre cinquecento anni di storia artistica e simbolica della città. \nIl clavigero: il risveglio del Duomo di Siena è una delle esperienze culturali speciali promosse dall’Opera della Metropolitana e organizzate da Opera Laboratori\, pensata per poche persone (massimo 18 partecipanti per gruppo)\, per garantire un incontro autentico e coinvolgente con uno dei capolavori assoluti del patrimonio artistico italiano. A grande richiesta nel 2026 si moltiplicano gli appuntamenti con ben 63 giornate di visita suddivise in due turni\, in contemporanea\, ogni mattina. \nUn’occasione rara per vivere il Duomo di Siena lontano dalla folla\, quando la luce del mattino accarezza i marmi policromi della facciata e ogni giro di chiave apre non solo una porta\, ma un racconto millenario immersi tra tesori frutto di secoli di sapienza\, arte e spiritualità. \n  \nPer info e booking \nOPERA DUOMO SIENA \nbooking@operalaboratori.com \n+39 0577 286300
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Costruire il futuro: i cantieri di Villa Giulia (Roma)
DESCRIPTION:Un cantiere in corso può trasformarsi in una straordinaria occasione di conoscenza\, in un laboratorio di ricerca e di scoperta che anticipa cambiamenti\, sfide e prospettive future. Dal 9 aprile 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta un ciclo di conferenze a cura della direttrice Luana Toniolo che racconta i grandi progetti in corso di realizzazione nelle sedi di Villa Giulia e Villa Poniatowski.\n\nDal cantiere delle ex Concerie Riganti presso Villa Poniatowski\, ai monumentali restauri di Villa Giulia\, dai nuovi allestimenti museali\, dove la narrazione delle collezioni incontrerà innovative forme di lettura\, fino alla straordinaria raccolta di Ori Castellani\, al memorabile restauro del sarcofago degli Sposi\, per concludere con la riqualificazione di Villa Poniatowski.\nSei incontri\, un giovedì al mese\, in collaborazione con i progettisti e i direttori dei lavori\, per raccontare i progetti in corso e la Villa Giulia del prossimo anno.\nDa questa stagione di grandi interventi il Museo è proiettato verso un futuro di trasformazioni: non si tratta solo di cambiamenti strutturali\, ma di una nuova visione culturale del Museo che si prepara a diventare il centro di nuovi spazi culturali nel cuore della città di Roma.\n\nIl 9 aprile si parte così con la narrazione del grande progetto di riqualificazione delle ex Concerie Riganti. Un’area mai aperta al pubblico e ora finalmente al centro di uno straordinario recupero. Il cantiere in corso trasformerà in modo significativo l’immagine di Villa Giulia e il suo rapporto con la città: da questo intervento nascerà una nuova area espositiva di 1000 metri quadrati che consentirà finalmente di valorizzare e rendere accessibili al pubblico i materiali oggi conservati nei depositi e che non trovano spazio nella sede espositiva centrale del Museo.\nOltre a questo verrà realizzato un auditorium\, un ristorante\, una terrazza panoramica\, un’area dedicata alle mostre temporanee\, spazi pensati come luoghi di incontro\, di dialogo e di vita culturale.\n\n“Raccontare al pubblico cosa si svolge dentro il museo e i lavori in corso è un nostro dovere come istituzione”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “E’ una responsabilità verso tutti\, in quanto custodiamo un patrimonio culturale che appartiene ad ognuno di noi. Vogliamo condividere in totale trasparenza le azioni che abbiamo intrapreso e queste conferenze racconteranno dalla viva voce di chi lavora quotidianamente nei cantieri\, dal Progettista al direttore dei lavori\, il perché di questi interventi\, che sono parte della visione di un museo che cresce sempre di più\, arricchendosi anche di edifici mai aperti al pubblico prima”.\nInsomma\, sfide ambiziose per il futuro del Museo che abbiamo deciso di anticipare al pubblico con questi incontri gratuiti e aperti alla cittadinanza.\n\nCALENDARIO CONFERENZE\nSala della Fortuna – Ore 17.00\n9 Aprile.\nIl Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti\n14 maggio.\nIl Rinascimento ritrovato. Il cantiere di restauro di Villa Giulia\n4 giugno.\nRipensare il Museo. Il nuovo racconto di Villa Giulia\n17 settembre.\nOreficeria Archeologica Italiana: il nuovo allestimento della collezione Castellani\n8 ottobre.\nNel segno del tempo: il sarcofago degli sposi fra analisi e cura\n12 novembre.\nDall’Egitto all’India: progetti per il recupero e la rifunzionalizzazione di Villa Poniatowski.\n\nIngresso gratuito in sala fortuna\, prenotazione all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro (Venaria Reale - TO)
DESCRIPTION:Alla Reggia di Venaria\, complesso monumentale alle porte di Torino tra i più visitati\nin Italia\, dal 17 aprile al 6 settembre 2026 il Consorzio delle Residenze Reali\nSabaude – presieduto da Michele Briamonte con la direzione di Chiara Teolato –\norganizza una grande mostra su straordinari abiti che hanno definito\nl’immagine delle regine nel cinema e nel teatro.\nLa mostra è curata da Massimo Cantini Parrini\, pluripremiato costumista\, profondo\nconoscitore del costume antico e collezionista di abiti d’epoca\, con Clara Goria\, storica\ndell’arte e conservatrice del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.\nRegine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro riunisce nelle\nSale delle Arti della Reggia una selezione di 31 abiti che hanno definito\, nel tempo\,\nl’immagine della regina nel cinema e nel teatro\, restituendo al costume la sua\nfunzione più profonda: non semplice ornamento\, ma dispositivo capace di generare\npercezione di potere\, identità e visione.\nLa mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica\, un\nlinguaggio che attraversa i secoli e i generi\, costruendo figure capaci di imporsi\nnell’immaginario prima ancora della parola. Al centro\, l’arte del costume tra cinema e\nteatro\, officine diverse della stessa meraviglia: nel cinema il costume vive nel dettaglio\,\nnella luce e nell’inquadratura che ne rivelano la materia; in teatro governa lo spazio\, deve\nessere leggibile da lontano e respirare con l’attore e con il tempo della scena.\nLa mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria\ndedicato alla moda e al costume avviato nel 2011 con Moda in Italia. 150 anni di \neleganza (1861–2011). Ma il racconto della sovranità femminile è anche un\nmodo per tornare alla nascita del complesso della Venaria Reale\, alla metà del\nSeicento\, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria\nGiovanna Battista di Savoia Nemours. \nIL PERCORSO DELLA MOSTRA\nIl percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei fondamentali —\nmito\, storia\, fantasia — che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico\,\ntra ricerca filologica e interpretazione poetica. Regine mitologiche e leggendarie\, regine\nfantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia e sovrane realmente esistite\nconvivono in un racconto che supera la distinzione tra vero e immaginato\, affermando\nuna verità più profonda: quella del linguaggio visivo.\nOro\, argento e bronzo sono i colori della mostra che rimandano alla regalità\, segnando le\ntre sezioni: Fantasia in argento\, Mito in bronzo e Storia in oro. L’allestimento stesso si\nconfigura come un’architettura prospettica in tre atti (Mito\, Storia\, Fantasia) e undici\nscene che mette in luce una selezione di 31 abiti d’autore\, firmati da grandi\ncostumisti e artisti\, realizzati da eccellenze sartoriali italiane per celebri regie ed\ninterpreti. \nTra le presenze in mostra emergono figure iconiche della regalità scenica:\nl’Incantevole Strega\, la regina degli specchi\, interpretata da Monica Bellucci\nin I fratelli Grimm di Terry Gilliam (2005)\, Ariadne\, regina della luna/Valentina\nCortese ne Le avventure del barone di Münchausen (1988) e Titania\, regina delle\nfate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate (1999) nei costumi di\nGabriella Pescucci. Tra le regine del mito compaiono Giocasta/Silvana Mangano e\nMedea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1967\, 1969) nei costumi dei\nmaestri Piero Tosi e Danilo Donati. E poi le regine nella storia\, Cleopatra/Liz Taylor\nnei faraonici abiti del kolossal di Mankiewitz del 1963\, Elisabetta I\nd’Inghilterra/Rossella Falk in Maria Stuarda di Franco Zeffirelli vestita da Anna \nAnni\, Anna Bolena/Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas in Maria di Pablo \nLarraín (2024) e Maria Antonietta/Mélanie Laurent ne Le Déluge. Gli ultimi giorni\ndi Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024)\, quest’ultimo in parte girato nella stessa\nReggia di Venaria\, entrambe nei costumi di Massimo Cantini Parrini. E ancora\, Maria\nAntonietta interpretata da Kirsten Dunst\, che ridefinisce un’immagine pop e\ncontemporanea della regina per la regia di Sofia Coppola (2006)\, fino a Elisabetta di\nBaviera\, la mitica Sissi\, consacrata dal cinema con il volto di Romy Schneider\nin Ludwig di Luchino Visconti (1973). \nIl viaggio proposto al visitatore attraversa cinema\, teatro e opera lirica fino alle più\nrecenti serie televisive\, costruendo un dialogo continuo tra epoche\, stili e linguaggi.\nLa Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue\narchitetture amplificano la teatralità dei costumi\, mentre lo spazio e la prospettiva\npermettono di coglierne pienamente silhouette\, proporzioni e presenza scenica. In luce\nemergono tessuti\, ricami\, cromie\, pesi e strutture\, insieme ai bozzetti originali riprodotti\nin mostra\, che rivelano il processo creativo alla base della costruzione dell’immagine\nregale.\nIn mostra opere dei più grandi maestri del costume teatrale e\ncinematografico\, dal primo Novecento a oggi: Anna Anni\, Giancarlo Bartolini\nSalimbeni\, Aldo Calvo\, Milena Canonero\, Massimo Cantini Parrini\, Giulio Coltellacci\,\nDanilo Donati\, Gabriella Pescucci\, Luigi Sapelli detto Caramba\, Gino Carlo Sensani\,\nPiero Tosi. Accanto a loro\, i costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati\,\nCorrado Cagli\, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.\nLe opere provengono da importanti istituzioni e collezioni: Gallerie degli Uffizi –\nMuseo della Moda e del Costume di Firenze\, Costumi d’Arte Peruzzi\, Tirelli Trappetti\,\nSartoria Farani\, Archivio Corrado Cagli di Roma\, Fondazione Cerratelli di Pisa\, Sartoria\nDe Valle di Torino e la collezione di Massimo Cantini Parrini. \n  \nGli abiti sono accompagnati da parrucche\, gioielli e ornamenti — elementi\nessenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o\nfatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.\nEmerge così una vera e propria geografia del fare: musei\, archivi e sartorie che\ncustodiscono saperi rari\, restituendo una costellazione di competenze che ha reso il\ncostume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama\ninternazionale.
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SUMMARY:Mostra | Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva (Napoli)
DESCRIPTION:Presso il Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli il 22 aprile è stata inaugurata la mostra Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva\, aperta al pubblico fino al 19 luglio 2026. \n\nA due anni dalla riapertura della Chiesa-Museo\, dopo un lungo periodo di interdizione\, l’esposizione rappresenta un importante momento di restituzione alla città e alla comunità scientifica. Il percorso espositivo si configura come un’esperienza sperimentale che conduce i visitatori attraverso le attesissime sale storiche della Biblioteca. \n\n\nLa mostra ricostruisce\, grazie a numerosi prestiti affiancati al nucleo originario di codici miniati appartenuti ad Andrea Matteo III Acquaviva e custoditi sin dalla prima metà del Settecento presso la Biblioteca dei Girolamini\, una selezione della straordinaria raccolta libraria del Duca. Figura emblematica di principe-letterato del Rinascimento meridionale\, Acquaviva rappresenta un modello di raffinato mecenatismo e cultura umanistica. \n\n\nFondamentale il contributo del CNR ISPC\, che ha collaborato al progetto espositivo attraverso specifiche indagini diagnostiche non invasive sui manoscritti esposti nella Sala Vico. Le analisi hanno permesso di approfondire materiali e tecniche artistiche impiegati dai miniatori al servizio del Duca e della sua famiglia. \nI risultati hanno evidenziato l’uso prevalente di pigmenti di origine minerale: il blu è ottenuto dal pregiato lapislazzuli o dall’azzurrite; il rosso deriva principalmente da cinabro e minio\, oltre che da lacche organiche; il verde è generalmente a base di rame. L’oro è utilizzato sia in foglia sia in forma liquida\, mentre l’argento\, frequentemente presente\, appare oggi annerito a causa dei processi di ossidazione. \nLe indagini in riflettanza infrarossa hanno inoltre reso visibile il disegno preparatorio sottostante la pellicola pittorica\, restituendo preziose informazioni sul processo creativo dei miniatori. \n\n\nAlle attività di ricerca del CNR ISPC hanno collaborato Annalaura Casanova Municchia\, Maria Catrambone\, Danilo P. Pavone\, Chiara Saltarelli; per la parte 3D Eva Pietroni\, Bruno Fanini e Sofia Menconero. \nLa mostra si propone come un’occasione unica per riscoprire un patrimonio di eccezionale valore storico e artistico\, offrendo al pubblico una nuova chiave di lettura del Rinascimento nel Mezzogiorno d’Italia. \n\n\n\n\n\nOrari di visita\nmartedì – venerdì\, ore 10.00 – 18.30 con ultimo ingresso entro le 17.30;\nsabato\, domenica e festivi ore 08.30 – 13.30 con ultimo ingresso entro le 12.15;\nchiusa i lunedì e le giornate ad ingresso gratuito. \n\nInfo: https://girolamini.cultura.gov.it/ \nbcm-gir@cultura.gov.it\n081 3997115
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SUMMARY:Mostra | Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso (Milano)
DESCRIPTION:Apre il 13 maggio alla Fondazione Luigi Rovati di Milano Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso\, una mostra a cura di Salvatore Settis. Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C.\, raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali\, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale.\nAccanto alla dimensione archeologica\, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura\, generalmente femminile\, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro\, espressione codificata di disperazione.\nNel percorso\, infine\, un riferimento al pensiero di Aby Warburg\, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico\, sintetizzato nel concetto di Pathosformel.
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SUMMARY:Mostra | Com'è profondo il mar (Caorle - VE)
DESCRIPTION:Frattanto i pesci\nDai quali discendiamo tutti\nAssistettero curiosi\nAl dramma collettivo di questo mondo\nChe a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo\nE cominciarono a pensare\nNel loro grande mare\nCom’è profondo il mare \n(Lucio Dalla\, Com’è profondo il mare\, 1977) \nGli scienziati a volte scherzano sul fatto che le profondità degli oceani sono meno studiate del lato nascosto della luna. Si tratta di un’affermazione del tutto corretta: ad oggi\, secondo varie fonti\, anche se gli oceani costituiscono il 71% della superficie terrestre\, solo il 5% circa dell’oceano è stato esplorato (fonte: UNESCO Ocean Literacy) \n\nNelle parole del poeta e dello scienziato il mare evoca spazi inesplorati e misteriosi: il non-conosciuto\, il sommerso\, l’emergente sono alcuni degli spunti che costituiscono il tema centrale di questa mostra\, organizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto e ospitata al Museo nazionale di archeologia del mare di Caorle (VE)\, con la curatela di Boris Brollo e il patrocinio del Comune di Caorle. Quattro artisti contemporanei – Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov – stabiliscono un dialogo tra le loro opere e i reperti presenti nella collezione del museo. Questi vengono utilizzati come punti di partenza per nuove narrazioni che coinvolgono la vita e la storia degli oggetti ritrovati nel mare\, e del mare stesso come veicolo di vita e di morte\, crescita e decadimento\, luogo di memoria psichica e crocevia di eventi storici. \nL’allestimento\, distribuito nelle varie sale del museo\, consiste di una serie di “interventi”\, ovvero opere concepite appositamente per alcune aree del museo e in risposta a particolari manufatti e documenti. Ogni artista si avvale di varie tecniche – dalla pittura\, al disegno\, alla scultura e al video – nel creare un suo proprio immaginario legato al mare e al metodo archeologico\, da intendersi come strumento di ricerca e di introspezione\, di pensiero critico e di avvertenza. \nIl concetto di archeologia applicato agli oceani\, per gli artisti contemporanei\, assume un significato che va oltre lo studio del passato; non è tanto il recupero di ciò che del passato (sia recente che remoto) si trova nei fondali ad essere l’oggetto della loro attenzione\, quanto il rischio di estinzione che corre l’ecosistema marino oggi\, destinato a diventare archeologia del futuro. Dunque\, l’archeologia\, si potrebbe dire con le parole del filosofo Giorgio Agamben\, intesa come possibilità di ciò che è già reale\, e come monito per il presente che indica il futuro.  \nBiografie degli artisti \nLuca Buvoli (nato in Italia\, residente a New York) è un artista multimediale le cui mostre personali includono la Phillips Collection di Washington DC (Digital Intersection\, 2020)\, il Philadelphia Museum of Art (2001)\, il M.I.T. List Center di Cambridge (2000)\, l’ICA di Philadelphia (2007) e mostre personali in gallerie come la John Weber Gallery di New York (1995\, 1997\, 1999)\, la Hyundai Gallery di Seul\, Corea del Sud (2012) e la Cristin Tierney Gallery di New York (2022) (a cura di John Hanhardt). Le mostre collettive includono Utopia Matters (Deutsche Guggenheim Museum di Berlino\, 2010)\, la Biennale di Venezia (2007)\, Greater New York al P.S. 1 MoMA (2000) e la seconda Biennale di Johannesburg\, Sudafrica (1997). Commissioni pubbliche permanenti si trovano a New York\, Houston e Seattle. \nIn questa esposizione\, Luca Buvoli presenta un video basato su una storia familiare legata al mare e un’installazione-acquario con protagonista una piccola scultura rappresentante una sirena. \nSimonetta Moro (nata in Italia\, residente tra New York e Portogruaro) è attiva nell’ambito della pittura\, del disegno\, dell’installazione e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. Il tema della psicogeografia e della mappa è spesso presente nelle sue opere. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti e in Europa\, tra cui: BRIC Art House\, New York; Center for Architecture\, New York; Museum of Contemporary Art\, Chicago; the American Academy in Rome; e l’Harris Museum\, Preston\, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, ed ha poi conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art\, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire\, Preston (UK). È Professore di Arte\, Filosofia e Arti Visive\, e Presidente dell’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA). Simonetta Moro partecipa con una serie di disegni e dipinti su Mylar e carta\, dove il materiale traslucido assume la qualità materica dell’acqua\, mentre i soggetti saranno basati su artefatti selezionati dalla collezione permanente\, sospesi tra una dimensione documentaria e onirica.  \nSimon Ostan Simone vive a Fossalta di Portogruaro. Fin da piccolo è stato allievo di un grande maestro d’arte\, Aldo Mori\, ed è così che a 11 anni scopre la pittura. Apprende la storia dell’arte e sperimenta le tecniche di pittura antica\, partecipando a mostre collettive. Nel 1997 ottiene il Diploma di Perito Grafico all’Istituto Salesiano “San Marco” di Mestre. Approda al mondo del lavoro e nel 2000 diventa imprenditore\, nasce infatti la Società di Servizi Pubblicitari “Nuovi Spazi”. Simon Ostan Simone è creatore di coordinati aziendali e strategie pubblicitarie. L’esigenza di comunicare lo riporta a riprendere il pennello in mano. La pittura diffonde le sue sensazioni al massimo contrasto: il bianco e il nero\, gli esponenti della forma di comunicazione più arcaica\, la pittura rupestre. Simon Ostan Simone partecipa con un’opera video multimediale. \nAga Ousseinov è nato a Baku\, in Azerbaijan. Vive e lavora a New York dal 1991. Ha ottenuto un Master in Belle Arti (MFA) presso il V.I. Surikov Fine Arts Institute di Mosca\, 1985. Inizialmente formatosi come scultore\, Aga Ousseinov ha studiato fotografia e video all’International Center of Photography dopo essersi trasferito a New York. Questi media aggiuntivi gli hanno dato la libertà di perseguire la sua indagine sull’interazione tra strutture narrative individuali e culturali. Il suo lavoro\, in particolare\, suggerisce due visioni del mondo consapevoli e conflittuali: una razionale e tecnologica\, che contrasta con un’altra poetica\, immaginaria ed emotiva. Portando avanti le tradizioni consolidate della scultura\, le sue opere sono installazioni scultoree combinate con video\, fotografie\, disegni e collage. Ousseinov ha esposto ampiamente sia a livello nazionale che internazionale. Ha rappresentato l’Azerbaijan alla 54 Biennale di Venezia 2011. Aga Ousseinov presenta una serie di lavori su carta in forma di aquiloni e collage ispirati a temi nautici.  \nGli sponsor \nArteSegno – Galleria d’Arte e Casa d’Aste | F.lli Giacomini S.p.A. | Confartigianato Imprese Veneto Orientale | \nVRC Costruzioni | Extra Group S.r.l. | Officine Clementi – Carpenteria metallica | Cofidi Veneto \nCom’è profondo il mar \nEsposizione d’arte contemporanea a cura di Boris Brollo \nOpere di Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov \n16 maggio 2025 – 27 settembre 2026 \nInaugurazione sabato 16 maggio ore 18:00 – ingresso gratuito su invito \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 settembre 2026 e sarà compresa nel biglietto d’ingresso al museo. \nInformazioni e prenotazioni: \nMuseo nazionale di archeologia del mare – Via Strada Nuova 80 – 30021 Caorle (VE) \nTel. 0421.83149 – 3791805649 \nmail: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it \nweb: museiveneto.cultura.gov.it – museocaorle.cultura.gov.it \nAperto lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 18:00 \nPer verificare altre aperture festive infrasettimanali consultare le pagine social: \nhttps://www.facebook.com/museomarecaorle \nhttps://www.instagram.com/museoarcheologicodelmare
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale (Trieste)
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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SUMMARY:Mostra | Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera (Siena)
DESCRIPTION:E se il Rinascimento non fosse fatto solo di dipinti e palazzi\, ma di camere da letto\, cassoni decorati e storie da vivere ogni giorno? La mostra “Abitare il Rinascimento”\, ospitata a Palazzo delle Papesse\, invita il visitatore a entrare letteralmente dentro la vita delle dimore nobiliari tra XV e XVI secolo\, ricostruendo il mondo dell’arte domestica senese attraverso oltre ottanta opere. \nNella storica residenza rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II\, prende forma un racconto che restituisce centralità agli arredi e agli oggetti della quotidianità aristocratica\, espressione di una cultura figurativa che univa funzione\, racconto e rappresentazione sociale. \nProdotta da Opera Laboratori con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Società strumentale Vernice Progetti\, la mostra – curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna – riunisce prestiti provenienti da importanti istituzioni e musei italiani e internazionali\, tra cui la Banca Monte dei Paschi (con opere dalla Collezione Chigi-Saracini)\, la Fondazione Monte dei Paschi\, l’Opera della Metropolitana di Siena\, l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino\, la Pinacoteca Nazionale di Siena\, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni\, il Museo Diocesano di Pienza\, il Museo Stibbert e il Museo del Bargello di Firenze\, il Musée du Petit Palais – Musée du Louvre en Avignon\, oltre a collezionisti privati. \nNell’occasione sono stati eseguiti numerosi restauri – finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Monte dei Paschi di Siena – da parte di prestigiosi laboratori\, restituendo lo splendore originario a numerose tavole e ad alcune suppellettili. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nAbitare il Rinascimento: al Palazzo delle Papesse di Siena la casa diventa… arte
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SUMMARY:Mostra | Giovanni Agostino da Lodi (Milano)
DESCRIPTION:Alla Pinacoteca di Brera di Milano\, fino al 13 settembre 2026\, la prima mostra monografica mai dedicata a uno degli artisti più originali e misconosciuti del Rinascimento italiano.\n\nPer la prima volta\, una mostra ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. \n  \nL’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere\, tra autografe e di autori quali Bramantino\, Alvise Vivarini\, Giovanni Bellini\, Giorgione\, Dürer\, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino\, sia conservate a Brera sia provenienti da importanti musei nazionali ed esteri tra cui il Musée du Louvre a Parigi\, le Gallerie dell’Accademia a Venezia\, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania\, il Kunsthistorisches Museum a Vienna\, la Galleria Borghese a Roma\, il Museo del Prado e il Museo Thyssen- Bornemisza a Madrid\, la National Gallery a Londra. \nA cura di Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini \nComitato scientifico: Alessandro Ballarin\, Francesco Frangi\, Mauro Natale\, Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini\, Edoardo Rossetti \n\n\nLeggi la recensione della mostra su Storie & Archeostorie:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/06/08/giovanni-agostino-da-lodi-mostra-brera-2026/
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SUMMARY:Mostra | Sotto il segno di Teodorico. Storia e miti della Verona gota (Verona)
DESCRIPTION:Chi fu davvero Teodorico? Sovrano illuminato\, re barbaro\, protagonista di leggende oscure? \nLa nuova esposizione della Biblioteca Capitolare di Verona invita a entrare in una figura complessa e affascinante\, sospesa tra storia e mito\, e a riscoprire il profondo legame che la unisce alla città. \nRe degli Ostrogoti e signore d’Italia tra V e VI secolo\, Teodorico il Grande governò a lungo da Ravenna\, ma Verona occupò un posto speciale nella sua geografia politica e simbolica. Qui la sua presenza è rimasta impressa non solo nelle fonti storiche\, ma anche nella memoria collettiva\, alimentando nei secoli racconti e interpretazioni spesso divergenti. \nAttraverso manoscritti\, cronache e testi a stampa\, il percorso espositivo ricostruisce il contesto storico in cui visse Teodorico: un’epoca di transizione\, segnata dall’incontro – e talvolta dallo scontro – tra mondo romano e regni “barbarici”\, tra tradizioni religiose diverse e nuovi equilibri politici. Accanto alla dimensione storica\, emerge quella leggendaria: un Teodorico che\, con il passare dei secoli\, si trasforma\, cambia volto e significato\, diventando protagonista di narrazioni sempre più lontane dalla realtà originaria. \nParticolare attenzione è dedicata alla tradizione veronese\, che conserva tracce significative di questa evoluzione. Le cronache locali\, insieme ad altre testimonianze\, permettono di seguire la costruzione di una memoria stratificata\, in cui il dato storico si intreccia con l’immaginario\, dando vita a un racconto complesso e affascinante. \nL’esposizione offre così non solo l’occasione di avvicinarsi a una figura chiave della storia altomedievale\, ma anche di riflettere su come la storia stessa venga raccontata\, reinterpretata e trasformata nel tempo. \nL’esposizione sarà visitabile all’interno degli spazi espositivi della Capitolare dal 28 maggio al 30 giugno.
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SUMMARY:Mostra | Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 6 settembre 2026 i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presentano Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città\, una mostra per far conoscere l’importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars\, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano.\n\nAllestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, l’esposizione è curata da Silvia Battistini\, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo.\nL’inaugurazione si svolge giovedì 4 giugno 2026 alle ore 12.00\, in concomitanza con l’apertura della quarta edizione di Bologna Festival Portici (4 – 7 giugno 2026)\, la manifestazione che celebra i Portici Patrimonio dell’Umanità UNESCO con numerosi appuntamenti alla scoperta di capolavori inediti nel patrimonio urbano che rendono unica la città di Bologna. L’esposizione è visitabile con ingresso gratuito dal 4 al 7 giugno 2026. \nIl progetto di Aemilia Ars per il rinnovamento delle arti applicate e decorative\n\nLa società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per volontà di Alfonso Rubbiani\, restauratore e letterato\, con l’appoggio dei conti Francesco Cavazza e Cesare Ranuzzi Segni\, primo presidente del Consiglio degli azionisti. Nella società è presente\, con una posizione di rilievo\, la contessa Lina Bianconcini Cavazza\, moglie di Francesco Cavazza\, che fa parte sia del Consiglio degli azionisti sia della Commissione esecutiva presieduta da Alfonso Rubbiani. \nLa società si pone come obiettivi principali sia il recupero delle tradizioni artigiane regionali inserite nella nuova realtà industriale\, sia l’evoluzione dei prodotti manufatturieri\, attraverso l’applicazione di principi artistici ispirati alla corrente modernista europea\, caratterizzata da un recupero in chiave moderna dell’arte medievale e dal ricorso a forme lineari\, floreali e fitomorfe. Nello stesso contesto storico-artistico europeo e con le stesse finalità si collocavano le manifatture della nota casa inglese «Arts and Crafts» nata in Inghilterra per volontà di William Morris. A Bologna e in Emilia si assiste così – attraverso la stretta collaborazione tra artigiani e un gruppo di artisti che si era raccolto attorno al Rubbiani nella Gilda di San Francesco (Augusto Sezanne\, Achille e Giulio Casanova\, Alfredo Tartarini\, solo per citarne alcuni) – ad un vero e proprio rifiorire dell’artigianato locale che recupera\, in chiave artistica\, le pratiche della lavorazione del legno intarsiato e del ferro battuto\, l’arte dell’ebanisteria\, della legatoria e dell’oreficeria\, producendo manufatti di grande bellezza e qualità artistica\, espressione più alta della stagione Liberty emiliana. \nLa società fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo: durante il restauro di alcuni edifici storici\, religiosi e civili\, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra\, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. La necessità di ricostruire elementi architettonici\, decorativi e manufatti\, che si armonizzassero con la struttura dell’edificio antico\, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.\nPer questa ragione\, nell’articolo 2 dello statuto della nuova società Aemilia Ars si dichiarava l’intenzione di  «promuovere e facilitare lo studio\, la buona produzione e la commerciabilità delle arti decorative e industrie artistiche nella Regione Emiliana\, allo scopo preciso che quanto è arredamento e decoro interno della casa\, acquisti una praticità migliore ed un miglior senso artistico\, cosicché aumentandosene la ricerca e la produzione\, ne venga profitto agli artisti\, agli industriali\, agli operai». \nNel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno\, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi\, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale.\nLa società coinvolse imprenditori\, teorici del restauro e conoscitori della storia dell’architettura\, nonché artisti che elaborarono progetti originali e artigiani che li realizzarono. Si creò quindi un clima culturale che sopravvisse alla fine commerciale della società\, sopraggiunta già nel 1903. \nL’esperienza permeò così profondamente la società bolognese da condizionare anche gli insegnamenti delle scuole artistiche e professionali maschili e femminili\, sia comunali sia religiose\, che formarono e istruirono decine di artigiani e artigiane da impiegare nelle aziende cittadine.\nEbbe molto successo la formazione delle ragazze e delle donne che lavorarono nell’ambito del tessile\, alle quali venivano insegnate le basi della particolare tecnica di ricamo e merletto sviluppata da Aemilia Ars e resa famosa nel mondo da una capillare attività di promozione. Si costituì un sistema virtuoso tra produzione e richiesta del mercato\, che permise al dipartimento di ricami e merletti di resistere nel tempo\, fino agli anni Ottanta del Novecento. \nL’esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.\nÈ inoltre un’occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti\, appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte (lavori e materiali didattici scuola Sirani; manufatti e campioni ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni)\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (disegni dal deposito\, ferri battuti e vetri) e Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” (progetti restauro architettonico e disegni per merletti di Guido Fiorini; manufatti ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni). \nLe strutture caritative\, che si occupavano della crescita e dell’istruzione di orfani e di bambini disagiati\, furono coinvolte in questo progetto di formazione. Per questa ragione i Musei Civici d’Arte Antica hanno sviluppato il contesto della mostra in sinergia con ASP – Città di Bologna\, ente che ne ha raccolto l’eredità materiale e morale. Infatti\, in parallelo\, presso la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili\, proprietà di ASP\, si svolge l’esposizione Un filo lungo secoli. Ricamo e formazione femminile a Bologna dai conservatori agli Istituti Educativi che mette in luce l’attività educativa degli storici istituti pii bolognesi\, tra i quali il Conservatorio di Santa Marta o il Conservatorio del Baraccano.\n\nNel 2021 il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co. La sua produzione è custodita da importanti musei esteri\, come il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York e il Victoria & Albert Museum a Londra\, ma soprattutto da numerosi musei nella città\, le cui collezioni legate al movimento possono essere riscoperte in occasione di questa mostra: le Collezioni Comunali d’Arte\, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e il Museo della Storia di Bologna.\n\nIl progetto espositivo Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \nL’immagine coordinata della mostra è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.
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LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico (Venezia)
DESCRIPTION:Tutti lo conoscono\, pochi lo comprendono. L’ambiente di marea\, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree\, è uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Adriatico e della Laguna di Venezia e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare. Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico\, che ospita anche un approfondimento sull’ambiente lagunare\, inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. \nOspitata nella Galleria dei Cetacei\, l’esposizione\, aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, raccoglie gli scatti realizzati da Lorenzo Peter Castelletto\, fotografo e divulgatore scientifico\, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire il “dietro le quinte” del mesolitorale\, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea. \nOriginariamente concepito e realizzato a Trieste\, il progetto\, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS\, nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto. \nLa mostra  presenta immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall’acqua perché\, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace\, conservano l’umidità interna e mantengono le branchie bagnate\, riuscendo in tal modo a sopravvivere all’aria per molto tempo. Allo stesso modo\, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l’acqua all’interno\, e quindi sopravvivere\, durante la bassa marea. \nLe immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.\nGli scatti\, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell’acqua\, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare. \nLa mostra è aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, con l’orario e il biglietto del Museo.
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LOCATION:Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue\, Fontego dei Turchi 1730\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:#GEA2026 | Giornate Europee dell'Archeologia a Ercolano\, Villa Campolieto e Villa Sora (NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce con un ricco programma alle Giornate Europee\ndell’Archeologia (GEA) 2026\, l’iniziativa promossa a livello europeo dall’INRAP – Institut\nnational de recherches archéologiques préventives – sotto l’egida del Ministero della\nCultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa\, coordinata in Italia dall’Istituto\nCentrale per l’Archeologia (ICA).\nL’edizione 2026 è dedicata al tema “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”\,\nche pone al centro il processo della ricerca\, aprendo al pubblico i luoghi e le pratiche del\nlavoro archeologico: cantieri\, laboratori\, magazzini\, archivi. Fedele a questo spirito\, il Parco\nArcheologico di Ercolano propone tre giorni di incontri\, attività didattiche e divulgative che\nconiugano rigore scientifico e apertura verso la comunità.\n«Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per\ncondividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca\, ma anche il lavoro quotidiano\nche rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico. Il tema di\nquest’anno\, “Archeologia in corso”\, interpreta pienamente la missione del Parco\nArcheologico di Ercolano: aprire cantieri\, laboratori e luoghi della ricerca\, mostrando come il\npassato continui a parlare attraverso nuove scoperte e nuove metodologie di indagine.\nDalle attività a Villa Sora alle visite straordinarie agli edifici termali\, fino alle iniziative\ndedicate alla mostra “Dall’uovo alle mele”\, abbiamo costruito un programma che mette al\ncentro la partecipazione\, la conoscenza e il dialogo con la comunità\, rendendo i visitatori\nprotagonisti del processo di scoperta del patrimonio culturale»\, dichiara Federica\nColaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano. \nLE TERME DI ERCOLANO: VISITE GUIDATE AL PARCO \nIn coerenza con il programma delle GEA le attività di visita proposte dal Parco si\nconcentrano sabato 13 e domenica 14 giugno. In queste due giornate il Parco Archeologico\ndi Ercolano apre al pubblico un itinerario guidato dedicato agli impianti termali della città\nantica.\nOre 9:30 – 10:30 e 11:30 – 12:30 | 13 e 14 giugno 2026 | Parco Archeologico di Ercolano\nIl percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei principali complessi termali di Ercolano:\nle Terme Centrali\, le Terme della Casa dell’Albergo e le Terme Suburbane. In via del\ntutto eccezionale verranno aperte al pubblico le Terme della Casa dell’Albergo\, unico\nesempio ad Ercolano di complesso termale privato\, annesso ad una delle più ampie dimore\ndella città. Occasione altrettanto esclusiva sarà la visita al cantiere di restauro delle Terme\nsuburbane\, l’edificio termale di età romana meglio conservato al mondo\, testimonianza\ndella raffinatezza architettonica e dell’alto livello tecnologico raggiunto dall’antica Ercolano.\nLe visite si svolgeranno alle 9:30\, per due gruppi in lingua italiana e alle 11:30 per due\ngruppi in lingua inglese. Ciascun gruppo è composto da un massimo di 15 persone. La\nvisita dura circa 1 ora. L’attività è gratuita\, previa acquisizione del biglietto ordinario di\ningresso al Parco. Prenotazione obbligatoria online o tramite call center 081 0106490.\nRitrovo presso il Visitor Centre del Parco.\nPrenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/gli-edifici-termali-di-ercolano-\nvisite-in-occasione-delle-gea-2026/ \nTRE GIORNI DI ATTIVITÀ AL PARCO E ALLA MOSTRA “DALL’UOVO ALLE MELE”\nNei tre giorni delle GEA – venerdì 12\, sabato 13 e domenica 14 giugno – il Parco\nArcheologico di Ercolano propone\, in collaborazione con Coopculture\, un programma di\nattività gratuite legate alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della\ntavola nell’antica Ercolano”\, ospitata a Villa Campolieto fino al 14 giugno 2026. \nCibus – Itinerario tematico sull’alimentazione\nOre 10:00 | 12\, 13\, 14 giugno | Parco Archeologico di Ercolano + Villa Campolieto\nUn percorso tematico dedicato all’alimentazione nell’antica Ercolano\, tra thermopolia\,\nbotteghe e culinae. L’esperienza prosegue alla scoperta della mostra\, dove si esplora la\nstoria del gusto e della cultura alimentare in età romana attraverso reperti organici e\nmonumenti di straordinaria conservazione. Gratuito con biglietto d’ingresso al Parco + mostra.\nDurata: 150’ + 60’. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/cibus-in-\noccasione-delle-gea-2026/ \nPanem et Condimenta – Lettura animata\nOre 15:00 | 12\, 13\, 14 giugno | Villa Campolieto\nUn viaggio drammatizzato tra sapori\, usanze e curiosità del mondo antico\, guidato da brani\ndi Catone\, Varrone\, Columella\, Plinio e Galeno. Dalle umili zuppe di farro ai raffinati \nbanchetti con spezie orientali\, il racconto svela come il cibo fosse arte\, medicina e\nstrumento di potere. Gratuito con biglietto di ingresso alla mostra. Durata: 90’ Prenotazioni\nal link https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/ \nIl piatto perfetto – Visita-laboratorio per famiglie\nOre 17:00 | 12\, 13\, 14 giugno | Villa Campolieto\nI partecipanti diventano aspiranti nutrizionisti dell’antichità: dopo la visita alla mostra\,\ndovranno comporre il loro “piatto perfetto” combinando sagome di alimenti romani\,\nimparando le basi della nutrizione attraverso il sapere antico. Per i più piccoli\, la possibilità\ndi realizzare le sagome in laboratorio. Gratuito con biglietto d’ingresso alla mostra. Durata:\n90’.\nPrenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/il-piatto-perfetto-visita-in-\noccasione-delle-gea-2026/ \n  \nLA GIORNATA DI STUDI A VILLA SORA\n«Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per\ncondividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca\, ma anche il lavoro\nquotidiano che rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio\narcheologico. Il tema di quest’anno\, “Archeologia in corso”\, interpreta pienamente la\nmissione del Parco Archeologico di Ercolano: aprire cantieri\, laboratori e luoghi\ndella ricerca\, mostrando come il passato continui a parlare attraverso nuove\nscoperte e nuove metodologie di indagine. Dalle attività a Villa Sora alle visite\nstraordinarie agli edifici termali\, fino alle iniziative dedicate alla mostra “Dall’uovo\nalle mele”\, abbiamo costruito un programma che mette al centro la partecipazione\,\nla conoscenza e il dialogo con la comunità\, rendendo i visitatori protagonisti del\nprocesso di scoperta del patrimonio culturale». Dichiara Federica Colaiacomo\,\nDirettrice del Parco Archeologico di Ercolano. \nVenerdì 12 giugno 2026 si tiene l’appuntamento più atteso: una giornata di studi\ninteramente dedicata ai risultati delle indagini archeologiche a Villa Sora (campagna\n2025–2026)\, presso Palazzo Vallelonga\, Torre del Greco (NA).\nVilla Sora è un’area di straordinaria importanza nell’ambito del sistema insediativo costiero\nromano nel Golfo di Napoli. Le campagne di scavo recentemente condotte dal Parco\nArcheologico di Ercolano\, in collaborazione con il Packard Humanities Institute (PHI)\,\nhanno restituito dati inediti sulla villa d’otium\, sulla ripresa della vita dopo l’eruzione del 79\nd.C.\, sulla decorazione musiva e sugli affreschi\, aprendo nuovi scenari interpretativi sul\npaesaggio antico.\nLa giornata\, coordinata scientificamente da Domenico Camardo\, Marina Caso e Federica\nColaiacomo (Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano)\, si articola in due sessioni di\nlavori.\nL’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di\nCredito Popolare di Torre del Greco e il supporto di Villa Montedoro Ricevimenti e\nWedding e NeonSorrento. \nLe visite guidate a Villa Sora\nOre 10:30 – 12:45 | 13 e 14 giugno 2026 | Villa Sora\, Torre del Greco (NA)\nSabato 13 e domenica 14 giugno\, in piena coerenza con il tema delle GEA 2026\n“Archeologia in corso”\, l’area archeologica di Villa Sora apre eccezionalmente al pubblico\ncon visite guidate a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano. A conclusione della\ngiornata di studi di venerdì 12\, i visitatori potranno osservare da vicino il cantiere e i risultati\ndelle indagini archeologiche\, scoprendo direttamente sul campo i luoghi e le pratiche della\nricerca. La partecipazione è su prenotazione: archeotorre@gmail.com – cell. 379\n2196736.
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:#GEA2026 - Giornate Europee dell’Archeologia
DESCRIPTION:Il Ministero della Cultura\, con la Direzione generale Musei e la Direzione generale Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio\, aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA)\, in programma dal 12 al 14 giugno 2026. L’iniziativa è coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives) sotto l’egida del Ministero della Cultura transalpino e con il patrocinio del Consiglio d’Europa.\n\n\nNei luoghi della cultura italiana sono previste attività volte a promuovere il patrimonio archeologico e far conoscere il lavoro dell’archeologo: visite guidate\, laboratori\, escursioni e altri eventi organizzati con il consueto spirito che anima le Gea\, caratterizzate dalla volontà di mantenere vivo il dialogo con il pubblico\, le università\, gli enti locali\, le associazioni e tutti gli attori del territorio.\n\nTutti gli appuntamenti\, con variazioni in tempo reale\, sul sito: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026
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SUMMARY:#GEA2026 | Cantieri e depositi aperti per raccontare “in diretta” il lavoro degli archeologi (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Raccontare “in diretta” il lavoro sul campo di archeologi\, restauratori\, architetti e ingegneri\, aprendo al pubblico cantieri di restauro e depositi di reperti con l’obiettivo di rendere i luoghi dell’archeologia e della ricerca spazi di confronto con i visitatori\, in una dimensione inclusiva e accessibile.\n\nCosì il Parco Archeologico di Pompei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA)\, in programma in tutta Europa nei giorni venerdì 12\, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026.\n\nIl tema di questa edizione è “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”. Al centro c’è il processo della ricerca archeologica\, la valorizzazione del “dietro le quinte” del lavoro – cantieri\, magazzini\, depositi\, laboratori\, archivi\, biblioteche – come spazi di conoscenza\, racconto e partecipazione\, attraverso l’apertura dei contesti operativi al pubblico.\n\nIn piena aderenza al tema centrale delle Giornate\, il Parco Archeologico di Pompei propone visite a cantieri di scavo e di restauro ma anche a depositi di reperti. Le visite ai cantieri del sito di Pompei\, a cura dei funzionari del Parco\, dureranno circa 45 minuti nella fascia oraria indicata\, per un numero massimo di 30 persone per volta. Accesso fino ad esaurimento posti\, prenotazione non necessaria.\n\nVenerdì 12 giugno a Pompei sono previsti tre appuntamenti. Dalle 9 alle 13 sarà possibile visitare i cantieri di restauro dell’Insula Meridionalis e della Casa di Giulio Polibio\, mentre dalle 13 alle 17 è prevista la visita ai depositi dei Granai del Foro.\n\nL’intervento di messa in sicurezza\, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis di Pompei\, uno più articolati quartieri del sito archeologico – visibile lungo il viale delle Ginestre di ingresso al sito – un tempo affacciato scenograficamente sul Golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno\, rappresenta un esempio di cantiere estremamente complesso a causa della morfologia dell’area e della tipologia degli edifici oggetto dei lavori. Visite a cura dell’archeologo Antonino Russo.\n\nLa Casa di Giulio Polibio\, una tra le domus più significative della città antica\, è nota per le sue decorazioni pittoriche e per l’importanza storica del proprietario. Attualmente è oggetto di un articolato intervento di restauro finalizzato alla sua riapertura al pubblico e alla conservazione a lungo termine. Visite a cura dell’architetto Annamaria Mauro.\n\nNel pomeriggio\, invece\, sarà possibile vedere i depositi dei Granai del Foro con visite a cura dell’archeologo Alessandro Russo. Sarà illustrato il progetto di allestimento dei Granai del Foro\, il cui obiettivo è riqualificare e rifunzionalizzare gli spazi per consentire sia lo studio che l’esposizione dei reperti\, migliorando la comprensione della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.\n\nSabato 13 giugno l’appuntamento (dalle 9 alle 13) è con la visita ad altri due cantieri. I visitatori potranno accedere al cantiere di scavo e restauro delle Tombe di Porta Stabia e al cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis.\n\nL’area della necropoli di Porta Stabia si trova all’esterno del perimetro urbano della città antica. È caratterizzata da ricche sepolture\, tra cui due tombe a schola di personaggi illustri e altre tombe monumentali\, tra cui quella di G.A. Alleius Nigidius Maius. Il progetto mira alla conservazione del bene culturale attraverso attività di prevenzione\, manutenzione e restauro. Visite a cura dell’architetto Raffaele Martinelli.\n\nIl cantiere di messa in sicurezza\, restauro e fruizione dell’Insula Occidentalis di Pompei\, ha l’obiettivo di restituire al pubblico le straordinarie ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio\, della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca\, affacciate sul Golfo di Napoli e finora non accessibili.\nIl grandioso complesso della Regio VI è situato ai margini della città antica\, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche\, digradanti scenograficamente verso il mare\, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica. Visite a cura della restauratrice Teresa Argento.\n\nDomenica 14 giugno\, infine\, è in programma l’apertura straordinaria\, dalle ore 9 alle 13\, dei depositi archeologici del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia\, con visite a cura dell’archeologa Maria Rispoli\, secondo due turni di visita alle ore 10.00 e alle ore 12.00 per gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione non necessaria. I depositi sono visitabili anche in autonomia. I visitatori avranno la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela\, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo archeologico di Stabia.\n\nLe Giornate Europee dell’Archeologia\, coordinate a livello europeo dall’INRAP – Institut National de Recherches Archéologiques Préventives\, sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa\, si confermano come un appuntamento centrale per il dialogo tra archeologia e società.
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SUMMARY:#GEA2026 - Giornate Europee dell'Archeologia: gli eventi al Civico Museo Archeologico di Milano
DESCRIPTION:Dal 12 al 14 giugno tornano le Giornate Europee dell’Archeologia\, l’appuntamento annuale dedicato alla scoperta del patrimonio archeologico. Quale occasione migliore per esplorare la Milano romana attraverso due proposte speciali che portano alla scoperta tra l’altro della Torre del Circo\, normalmente non inclusa nel percorso di visita del Civico Museo Archeologico. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa Torre del Circo di Mediolanum!\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nEsclusiva visita guidata in italiano e in inglese  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSabato 14 giugno dalle ore 14.45 \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSaliamo in cima alla torre quadrangolare\, che rappresenta la parte meglio conservata del circo di Mediolanum\, costruito tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. per volontà dell’imperatore Massimiano Erculeo\, in stretta relazione con la vicina residenza imperiale. Sarà un’occasione esclusiva per visitare l’interno di questa struttura\, normalmente non inclusa nel percorso di visita e accessibile solo con accompagnamento di una guida abilitata per l’accesso alla torre. \n  \nOre 14.45 e 15.30 visite guidate in italiano\, ore 16.15 visita guidata in inglese. Durata 30 minuti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDall’alto delle torri di Mediolanum\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVisita serale esclusiva a museo chiuso dedicata alle due torri romane \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nGiovedì 18 giugno ore 19.00\nGiovedì 9 e 23 luglio ore 19.00.\nGiovedì 6 e 27 agosto ore 19.00 \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nMentre si avvicina la sera\, saliamo in cima alle due torri romane che da più 1700 anni si ergono maestose sulla città\, rivivendo gli splendori dell’antica Mediolanum e la memoria di quegli anni\, scritta nei mattoni millenari e per secoli celata nel silenzio dei chiostri monastici. Un’occasione per visitare in particolare la torre del circo e ammirare dall’alto lo skyline della città. \nDurata: 1 ora \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nModalità di prenotazione\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPrenotazione obbligatoria per tutte le visite.\nAcquisto online su www.spazioaster.it fino al momento della visita salvo esaurimento posti.\nPer informazioni contattare telefonicamente 0220404175 o via email segreteria@spazioaster.it entro le 16.00 del venerdì precedente l’attività.
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SUMMARY:#GEA2026 - Gli eventi nelle Residenze sabaude e nei siti archeologici dei Musei nazionali del Piemonte
DESCRIPTION: L’archeologia racconta il passato\, ma continua a interrogare il presente attraverso la ricerca\, gli scavi e il lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio. Dal 12 al 14 giugno tornano le Giornate Europee dell’Archeologia\, l’iniziativa coordinata dall’Inrap\, l’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva. Per l’edizione 2026 le Residenze reali sabaude e i Musei nazionali Piemonte propongono un programma di appuntamenti che attraversa castelli\, abbazie e aree archeologiche del territorio\, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino luoghi\, reperti e attività di ricerca che permettono di ricostruire la storia antica e medievale. \nAl Castello di Agliè\, venerdì 12 giugno alle 16.30\, il programma di visite tematiche Dietro le quinte. La quotidianità di chi si prende cura del Castello propone l’incontro Antichità e gusto per l’antico nella residenza estiva prediletta dalla Regina di Sardegna Maria Cristina di Borbone-Napoli. Con Elisa Lanza\, responsabile delle collezioni archeologiche del Castello\, i visitatori scopriranno reperti\, riproduzioni di sculture antiche e immagini ispirate al mondo classico che hanno contribuito a definire l’identità della residenza sabauda. \nSabato 13 giugno l’Area Archeologica di Augusta Bagiennorum sarà al centro dell’iniziativa Dallo scavo al museo\, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino e con il Comune di Bene Vagienna. Si parte alle 15 con la presentazione\, al Museo Archeologico di Bene Vagienna – MAB (Palazzo Lucerna di Rorà)\, da parte degli studenti in Archeologia dell’Università di Torino\, delle ricerche condotte negli ultimi tre anni sul sito romano alla scoperta delle tabernae (botteghe) dell’antica città romana di Augusta Bagiennorum. A seguire\, si potrà visitare il museo e sperimentare la ricostruzione olografica tridimensionale della basilica civile dell’antica città romana. Dalle 17.30 l’attività proseguirà nell’area archeologica\, in località Roncaglia\, con una visita agli scavi in corso. \nSempre sabato 13\, l’Area archeologica di Libarna ospiterà un nuovo appuntamento del ciclo L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte. Alle ore 16 la direttrice del sito\, Valentina Barberis\, accompagnerà il pubblico in una passeggiata dedicata alle più recenti attività di ricerca\, ai progetti di studio e alle strategie di valorizzazione dell’area. In contemporanea\, i Servizi educativi dei Musei nazionali del Piemonte e l’associazione Libarna Arteventi proporranno attività e laboratori interattivi e coinvolgenti dedicati alla scoperta del lavoro dell’archeologo e delle storie custodite dal sito. \n#GEA2026 – Libarna: nuove prospettive di ricerca e valorizzazione (Serravalle Scrivia – AL) \n \nDomenica 14 giugno\, dalle 15 alle 17\, l’Abbazia di Fruttuaria aprirà straordinariamente il percorso archeologico di visita che si sviluppa sotto l’attuale basilica settecentesca di San Benigno Canavese. Le visite guidate\, curate dai volontari dell’associazione Amici di Fruttuaria\, accompagneranno i partecipanti lungo un itinerario che ripercorre mille anni di storia dell’abbazia fondata da Guglielmo da Volpiano. \nNella stessa giornata\, l’Area archeologica di Industria offrirà due speciali passeggiate archeologiche\, alle ore 15.30 e alle 17\, dedicate alle novità emerse durante l’ultima campagna di scavo. La direttrice del sito guiderà il pubblico alla scoperta della città romana\, arricchendo il percorso con ricostruzioni in realtà aumentata che restituiscono l’aspetto originario dei principali edifici dell’antico centro urbano. In collaborazione con l’associazione Athena.  [LEGGI QUI l’articolo uscito su Storie & Archeostorie sulla rinascita del sito archeologico: https://storiearcheostorie.com/2026/02/19/citta-romana-industria-rinasce-alluvione-monteu-da-po/) \nSempre domenica 14 giugno\, alle 15.30\, al Castello di Racconigi si andrà Sulle tracce dell’antico: il fascino dell’archeologia al Castello di Racconigi con un itinerario dedicato al rapporto tra la cultura classica\, la committenza sabauda e gli artisti che contribuirono alla trasformazione della residenza. Per i più piccoli sono previste attività dedicate alla scoperta dell’archeologia attraverso il gioco e l’osservazione. \n  \nInfo \nCastello di Agliè \nBiglietti: intero 8 euro\, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni\, gratuito per minori di 18 anni\, persone con disabilità e accompagnatori\, possessori di Abbonamento Musei. Info e prenotazioni: 0124 330102 drm-pie.aglie@cultura.gov.it \nCastello di Racconigi \nBiglietti: intero 8 euro\, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni\, gratuito per minori di 18 anni\, persone con disabilità e accompagnatori\, possessori di Abbonamento Musei. Info e prenotazioni: online su Musei Italiani\, drm-pie.racconigi.sed@cultura.gov.it \nAbbazia di Fruttuaria \nIngresso gratuito. Info: 335 7204648 info@abbaziadifruttuaria.com \nArea Archeologica di Industria \nIngresso gratuito. Info: 379 1592724 athena.as.culturale@gmail.com drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it \nArea Archeologica di Augusta Bagiennorum \nIngresso gratuito. Info: ufficiocultura@benevagienna.it drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it \nArea Archeologica di Libarna \nIngresso gratuito. Info: info@scoprilibarna.it drm-pie.libarna@cultura.gov.it \n  \n  \nLeggi anche: \nMonteu da Po (Torino)\, la città romana di Industria rinasce dopo l’alluvione \n \n 
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SUMMARY:#GEA2026 - Cantieri aperti\, siti archeologici e attività per famiglie (Roma)
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026\, promosse dal Ministero della\nCultura\, la Soprintendenza Speciale di Roma partecipa con un programma di aperture\nstraordinarie\, visite guidate e attività inclusive dedicate a pubblici di tutte le età\, in programma\ndal 12 al 14 giugno 2026. \n«Le Gea 2026 hanno come tema l’archeologia nel suo farsi – spiega Daniela Porro\, Soprintendente\nSpeciale di Roma – e offrono l’opportunità di conoscere da vicino alcuni dei siti archeologici e\ncantieri della città\, come la Villa romana monumentale al Cimitero Flaminio e gli Horti di Domitilla.\nÈ una iniziativa che la Soprintendenza interpreta anche valorizzando il patrimonio culturale\nattraverso esperienze partecipative\, laboratori e percorsi accessibili». \nTra gli appuntamenti più attesi spicca l’apertura\, il 12 giugno\, della Villa al Cimitero Flaminio\,\neccezionale testimonianza archeologica chiusa da oltre 15 anni e appena restaurata con un nuovo\npercorso di visita. Questa domus aristocratica era affiancata da un mausoleo di famiglia che\nrappresenta la prima attestazione di uso funerario dell’area del Cimitero Flaminio\, il più grande\nd’Italia. \n\nDa non perdere la possibilità di visitare gli Horti Domitia Lucilla\, all’interno del complesso\nospedaliero San Giovanni-Addolorata. Questo straordinario sito consente di compiere un viaggio\nnella parte produttiva della vasta proprietà appartenuta a Domitia Lucilla\, madre dell’imperatore\nMarco Aurelio. Cortili porticati\, vasche\, aree di stoccaggio e tabernæ affacciate su una strada\nbasolata\,raccontano la vita quotidiana di una delle più importanti residenze suburbane dell’antica\nRoma. \nParticolare attenzione è riservata alle famiglie e ai più piccoli con iniziative in programma alle\nTerme di Caracalla e all’Arco di Malborghetto. Domenica 14 giugno il Servizio Educativo della\nSoprintendenza propone Un giorno alle terme di Caracalla\, laboratorio dedicato ai bambini dai 3\nai 6 anni. Attraverso attività ludiche e didattiche\, i partecipanti potranno avvicinarsi al mondo\nromano e comprendere il ruolo che le terme avevano nella vita quotidiana degli antichi cittadini.\nDal 12 al 14 giugno\, anche il sito di Malborghetto accoglierà famiglie e bambini con visite guidate\nall’Arco di Costantino e alla mostra Memorie Archeologiche di Pellegrini e Giubilei\, laboratori\ndedicati alle tecniche costruttive romane\, alla Via Flaminia e alla figura del pellegrino\, oltre a\npercorsi interattivi e installazioni accessibili pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età in\nun’esperienza di scoperta e partecipazione. \n\nAnche il Drugstore Museum ospiterà\, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi e la\nCooperativa Il Treno 33\, un laboratorio e visite guidate accessibili per bambine e bambini dai 6\nanni\, alla scoperta dei miti e delle credenze dell’antica Roma. Completano il programma le\naperture dell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme\, dove sarà possibile visitare il sito\narcheologico e scoprire il progetto in corso per il nuovo allestimento e valorizzazione del sito. \nDrugstore Museum\n  \nwww.soprintendenzaspecialeroma.it
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SUMMARY:#GEA2026 - Giornate Europee dell'Archeologia: gli eventi in Friuli Venezia Giulia
DESCRIPTION:Il Ministero della Cultura aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA)\, in programma da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026. \nL’iniziativa è coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives) sotto l’egida del Ministero della Cultura transalpino e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. \nNei luoghi della cultura italiana sono previste attività volte a promuovere il patrimonio archeologico e far conoscere il lavoro dell’archeologo: la Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia promuove anche quest’anno diversi eventi sul territorio nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno\, anche in collaborazione con enti statali\, locali e di ricerca. \nPROGRAMMA \n– TRIESTE E PROVINCIA – \nAntiquarium di Via del Seminario (Trieste\, via del Seminario\, 2) \nApertura dell’area archeologica \nSabato 13 giugno – Ore 10.00-12.00 \nAll’interno dell’Antiquarium è visibile il tratto delle mura tardorepubblicane volute da Ottaviano nel 33-32 a.C. per difendere la colonia di Tergeste\, arroccata sulla sommità del colle di S. Giusto. All’inizio del II sec. d.C. le mura\, ormai defunzionalizzate\, servirono da struttura di contenimento e di terrazzamento per gli edifici costruiti a monte: qui si vede una vasca pavimentata in cotto\, probabilmente impiegata nella lavorazione dell’olio. \nIngresso libero (fino al limite di capienza massima) \nGrotta del Mitreo (Duino Aurisina – TS) \nApertura dell’area archeologica \nSabato 13 giugno– Ore 10.00-12.00 \nLa Grotta del dio Mitra\, divinità di origine iranica connessa con il ciclo del sole e delle stagioni\, fu frequentata fin dall’età neolitica e adattata in epoca romana (dal II al IV secolo d.C.) a luogo di culto del Mitraismo\, religione salvifica giunta a Roma dall’Oriente e largamente diffusasi in età imperiale. Nella suggestiva ambientazione della Grotta è possibile osservare i calchi dei rilievi in calcare rinvenuti all’interno del sito\, assieme ad alcune iscrizioni con i nomi di offerenti. \nSi consiglia di provvedersi di calzature sportive adeguate e di portare una bottiglietta d’acqua. \nPer info e prenotazioni: flondar@libero.it; tel. +39 3396908950 \n\n– UDINE E PROVINCIA – \nAquileia\, Casa Bertoli (Via Patriarca Popone\, 6) \nRiscoprire Casa Bertoli nei suoi aspetti architettonici e decorativi \nVisite guidate ogni 30 minuti \nSabato 13 giugno – Ore 15.30-19.00 (Ultima entrata alle 18.30) \nVisita guidata alla casa del canonico Giandomenico Bertoli\, padre della ricerca archeologica di Aquileia\, tra aspetti architettonici\, affreschi medievali e “pietre iscritte”. \nEvento a cura dell’Associazione Nazionale per Aquileia APS e della Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio FVG. \nIngresso libero senza prenotazione\, fino a capienza massima degli spazi \n\nPer maggiori informazioni: assaquileia@libero.it \nAquileia\, aree archeologiche \nARCHEO OPEN DAY \nVisite con l’archeologo ai cantieri di scavo \nSabato 13 giugno – Ore 10.30-13.00/ Ore 16.30-19.00 \nGli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle Università accolgono i visitatori per raccontare le nuove scoperte\, i reperti emersi nelle ultime campagne di scavo\, le storie e i costumi dell’Aquileia antica. \nA cura di: Fondazione Aquileia\, Università di Padova\, Università di Verona\, Università di Trieste\, Università di Udine\, Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio FVG. \nIngresso libero senza prenotazione. \nAree visitabili: Foro – Decumano e Mura a zig-zag – Grandi Terme – Teatro romano – Antico Porto Fluviale – Antichi Mercati (Fondo Pasqualis) – Domus romane (Fondo Cal) – Domus dei Putti Danzanti. \nAquileia\, Domus di Tito Macro \nConvegno: La Domus romana di Tito Macro ad Aquileia: il restauro\, la protezione e valorizzazione \nSabato 13 giugno – Ore 17.00 \nA pochi anni dal restauro e dall’apertura al pubblico di una delle più vaste dimore di epoca romana tra quelle rinvenute nel Nord Italia\, si propone una riflessione sull’articolato progetto di valorizzazione\, ideato per assicurare la conservazione dei reperti esistenti e garantire la più ampia fruibilità del sito. \nSaluti istituzionali: \nEmanuele Zorino\, sindaco del Comune di Aquileia; Mario Anzil\, vicepresidente e assessore alla cultura e allo sport della Regione FVG \nIntervengono: \nCristiano Tiussi\, direttore di Fondazione Aquileia; Eugenio Vassallo\, architetto; Pierluigi Grandinetti\, architetto; Paola Ventura\, soprintendente SABAP per il FVG; Gabriele Botti\, funzionario architetto SABAP FVG; Jacopo Bonetto\, professore ordinario dell’Università degli Studi di Padova \nIngresso libero\, senza prenotazione\, fino ad esaurimento posti. \nPer info sulle altre iniziative ad Aquileia: protocollo@fondazioneaquileia.it; https://www.fondazioneaquileia.it/it/eventi/giornate-europee-dellarcheologia-2026  \n– PORDENONE E PROVINCIA – \nVilla romana (Pordenone\, loc. Torre – Via Vittorio Veneto\, dentro il Parco comunale del Noncello) \nMuseo Archeologico del Friuli Occidentale (Pordenone\, loc. Torre – Via Vittorio Veneto\, n. 19) \nAperture straordinarie\, visite guidate e laboratori \nSabato 13 e Domenica 14 giugno  \n  \nLo studio associato Eupolis e il Museo Archeologico del Friuli Occidentale\, in collaborazione con la Soprintendenza\, propongono una serie di attività per visitare e valorizzare il sito archeologico della Villa romana di Torre di Pordenone e il vicino Museo Archeologico.  \nProgramma \nSabato 13 giugno \n\nVisite guidate (1\,5 h villa + museo): \nTurno 1 ore 9.30 \nTurno 2 ore 10.30 \nTurno 3 ore 14.30 \nTurno 4 ore 15.30 \nLaboratori per ragazzi e famiglie (1 h): \nore 16.30 presso la villa romana \nDomenica 14 giugno \nVisite guidate (1\,5 h villa + museo): \nTurno 1 ore 9.30 \nTurno 2 ore 10.30 \nTurno 3 ore 14.30 \nTurno 4 ore 15.30 \n\nLaboratori per ragazzi e famiglie (1 h): \nore 16.30 presso il museo \n A cura di: Eupolis Studio associato\, Museo Archeologico del Friuli Occidentale\, Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio FVG. \nIngresso\, visite guidate e laboratori gratuiti e senza prenotazione. \nPer informazioni: museo.archeologico@comune.pordenone.it  / 0434 541433 \n* * * \nIl calendario di tutti gli eventi delle Giornate Europee dell’Archeologia è consultabile sul sito \nhttps://journees-archeologie.eu/
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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LOCATION:Castello di Poppi\, Piazza della Repubblica\, 1\, Poppi\, Italy
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SUMMARY:Incontro | Digital Latin III (Siena)
DESCRIPTION:Dopo l’interesse suscitato dal secondo workshop internazionale “Digital Latin“\, che nel 2025 ha richiamato a Siena studiosi provenienti da numerosi Paesi europei e dagli Stati Uniti per discutere di applicazioni digitali per la ricerca sul latino classico\, medievale e moderno\, il Centro Interuniversitario di Studi Comparati “I Deug-Su” del Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne (DFCLAM) dell’Università di Siena – in collaborazione con le Università di Venezia e del Piemonte Orientale – ha organizzato la terza edizione dell’iniziativa. \nL’appuntamento “Digital Latin III”\, in programma il 15 e 16 giugno 2026 al Santa Chiara Lab\, sarà dedicato alle nuove frontiere della lessicografia latina\, un settore in profonda trasformazione grazie alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale applicata agli studi umanistici. \nSpiega il Professor Francesco Stella\, direttore del Centro: “Si tratta del primo incontro sull’uso dell’Intelligenza Artificiale per la linguistica latina e\, in particolare\, per gli studi sul lessico e la creazione di lessici di nuova generazione destinati ad aree ancora non coperte dai vocabolari esistenti\, come il latino tardo-medievale e moderno: metteremo a confronto i vari team che in Europa sono impegnati\, anche in forma competitiva\, nell’esplorazione di queste nuove possibilità e nel loro uso per un rinnovamento che si annuncia rivoluzionario per la conoscenza di quella che è stata una delle lingue globali dell’umanità”. \nAll’evento parteciperanno i responsabili e gli operatori di piattaforme usate in tutto il mondo come ALIM (diretto a Siena da Elisabetta Bartoli)\, DigiLiBT (UniPO)\, Musisque Deoque (UniVe) \, Mirabile Digital Library (SISMEL)\, Corpus Corporum (Zurigo)\, Hyperbase (Liegi)\, i ricercatori impegnati in progetti sperimentali ERC (europei) come LaLaLexit e DiLaDi\, i collaboratori o direttori di celebri dizionari del latino medievale come il Dictionary of Medieval Latin from British Sources\, il Glossarium Mediae Aetatis Cataloniae e l’analizzatore di latino documentario in allestimento a Helsinki\, accanto a giovani sperimentatori di Intelligenza Artificiale come Giuseppe Ferrara e Michele Ciletti. \nSarà presente anche parte del team di ricerca sul latino dell’Asia orientale\, progetto già pluripremiato che in cinque anni ha prodotto\, oltre a convegni in tutto il mondo e 15 volumi di studi\, le prime piattaforme storiche del settore come Eurasian Latin Archive di Siena (opere scritte in latino in Cina\, Corea\, Giappone\, Indie con analisi automatizzata del lessico) e SERICA di Pisa-Torino\, che verranno utilizzate come basi per il nuovo obiettivo del team senese di Francesco Stella\, Paola Mocella e Martina Paccara (in collaborazione con il CNR di Pisa): la creazione della prima word-list semantizzata di termini latini creati in Asia fra tardo medioevo e prima età moderna. L’incontro sarà seguito da esperti collegati da varie parti del mondo e si concluderà con una tavola rotonda sul lessico botanico classico\, medievale e moderno fra latinisti di Siena e di Macerata ed esperti UniSi di botanica storica\, seguita da una visita all’Archivio dell’Accademia dei Fisiocritici. \nIl programma è pubblicato sul sito del Centro di Studi Comparati “I Deug-Su” (https://centroideugsu.unisi.it/ ). Informazioni: centrostudicomparati@unisi.it \nIl Centro di Studi Comparati nasce nel 1994 per iniziativa del medievista e comparatista coreano I Deug-Su\, che ne fu direttore dal 1994 al 2003. Diretto dopo il 2004 dal professor Francesco Stella\, promuove ricerche e pubblicazioni di letteratura comparata (in particolare sui rapporti culturali e linguistici fra l’Europa latina e l’Estremo Oriente)\, di medievistica e di filologia digitale.
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LOCATION:Santa Chiara Lab – Università di Siena\, via Val Montone 1\, Siena\, Italy
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SUMMARY:Eventi | Sotto i portici del Risorgimento! (Torino)
DESCRIPTION:Torna per l’estate 2026 Sotto i portici del Risorgimento (giugno–settembre 2026)\, la rassegna di giochi estivi\, iniziative culturali e didattiche giunta alla sua terza edizione\, ideata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano per coinvolgere ragazzi e famiglie. Forte delle oltre 19.000 presenze registrate nel 2025\, il programma si arricchisce e si consolida come punto di riferimento culturale dell’estate torinese.\nL’iniziativa si apre il 18 giugno in occasione della Giornata degli Scacchi: tornei simultanei\, lezioni ed esibizioni animeranno i portici di Palazzo Carignano\, grazie alla collaborazione con l’Associazione Scacchistica di Torino. \nIl portico e l’atrio di Palazzo Carignano si trasformano ancora una volta in uno spazio temporaneo dedicato al gioco\, alla lettura\, alla socialità e alla partecipazione culturale\, accessibile dal martedì alla domenica dalle 10.15 alle 18.00. Tra le novità di questa edizione\, le sale del Museo saranno animate da una mostra dedicata al tema del gioco: “In gioco. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi”\, che rafforzerà la dimensione ludica e pedagogica dell’offerta estiva del Museo. Saranno inoltre predisposti spazi ludici permanenti con giochi storici e contemporanei — tra cui un nuovo gioco dell’Oca del Risorgimento realizzato appositamente per questa edizione —\, scacchi\, rubabandiera e giochi pavimentali per bambini\, oltre ad aree di sosta per il relax e la lettura. \nIl Museo organizzerà inoltre attività didattiche e di animazione a cura del proprio personale\, con proposte di lettura rivolte al pubblico dei più piccini\, e fungerà da snodo di partenza per le attività dell’estate ragazzi della Bella Stagione di Fondazione Compagnia di San Paolo. \nSotto i portici del Risorgimento è resa possibile grazie al contributo di BPER Banca\, main sponsor dell’iniziativa\, al patrocinio della Città di Torino\, alla partnership con Biraghi e alla collaborazione con importanti realtà culturali e istituzionali: Residenze Reali Sabaude\, Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte\, Associazione Scacchistica Torinese\, Balletto Teatro di Torino\, Circolo dei Lettori\, Contrametric Ensemble\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Libreria Internazionale Luxemburg\, MITO SettembreMusica\, MUSLI – Museo della Scuola\, Sotto18+ Film Festival\, Unione Culturale Franco Antonicelli\, Teatro e Società. \n«Con Sotto i portici del Risorgimento vogliamo continuare a rafforzare l’idea del museo come spazio vivo e aperto\, capace di offrire occasioni di incontro\, apprendimento e condivisione. Crediamo che sia fondamentale creare luoghi culturali che siano anche spazi di comunità\, dove bambini\, famiglie\, residenti e turisti possano ritrovarsi e riscoprire la storia come esperienza attuale e partecipata»\, hanno dichiarato Luisa Papotti\, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il direttore\, Alessandro Bollo. \nGli appuntamenti in programma: \nSi comincia il 18 giugno con una giornata doppiamente speciale: i portici di Palazzo Carignano si trasformano già da subito in un grande scacchiere a cielo aperto. La Giornata degli scacchi\, \n organizzata con l’Associazione Scacchistica di Torino\, porta in scena tornei simultanei\, lezioni e sfide aperte a tutti — principianti compresi — e dà il via alla rassegna nel segno del gioco\, della strategia e della condivisione. \nIl 24 giugno — Festa di San Giovanni\, patrono di Torino — il Museo ricorda il 24 giugno 1859\, giorno della battaglia di Solferino e San Martino che ispirò la nascita della Croce Rossa. Il personale del Corpo Militare Volontario della CRI guiderà il pubblico in visite tematiche alle ore 11.00 e alle ore 16.00\, in un dialogo inedito tra storia e presente. \nIl cuore dell’estate batte il 2 luglio\, con la Maratona di lettura – Pinocchio: nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Dalle 10.15 alle 20.00\, lettori di ogni età si passano il testimone nella lettura ad alta voce dell’intero romanzo\, in un’esperienza corale e trascinante che invade portici e diverse realtà torinesi. Un’iniziativa realizzata insieme al Circolo dei Lettori\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Sotto18+ Film Festival\, Libreria Internazionale Luxemburg e MUSLI. \nIl 9 luglio la parola si fa musica con Musicante: Federico Sirianni porta in scena un reading autorale intimo e potente\, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Torino. \nIl programma continua il 19 luglio con una serata dedicata alla grande lirica: Opera in Poche Parole presenta la Tosca di Giacomo Puccini nell’ambito della stagione “Ri-Generazione” di Contrametric Ensemble. Gabriele Colombo sarà narratore e interprete in una trascrizione cameristica per oboe/corno inglese e quartetto d’archi. Un’occasione per avvicinarsi all’opera lirica senza barriere\, lasciandosi trasportare dalla forza delle sue emozioni.  E mentre la città si svuota per le vacanze\, il 15 agosto il Museo è uno dei pochi luoghi dove vale la pena restare: le visite guidate teatralizzate “Liberi tutti!”\, a cura di Teatro e Società e dei Servizi Educativi\, trasformano il Ferragosto in una piccola festa collettiva. \nCon settembre arriva la musica d’autore: l’11 settembre il Trio 2 giugno ’46 porta in scena Musica al Femminile\, nell’ambito del prestigioso festival MITO SettembreMusica. A chiudere la rassegna\, il 22 settembre\, è la danza: Gioco di Corpi\, spettacolo del BTT – Balletto Teatro di Torino con Bailey Kager\, Noa Chatton e Noa Van Tichel\, porta nell’Aula della Camera un’ultima\, sorprendente trasformazione dello spazio.
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LOCATION:Museo Nazionale del Risorgimento Italiano\, Piazza Carlo Alberto\, 8\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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SUMMARY:Conferenza | Adria e Spina. Testimonianze del sacro (Ferrara)
DESCRIPTION:Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara ospita la conferenza Adria e Spina. Testimonianze del sacro a cura di Alberta Facchi\, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Adria e Tiziano Trocchi\, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. \n \nL’incontro offrirà l’opportunità di approfondire il ruolo che la dimensione religiosa e cultuale ebbe nelle antiche città di Adria e Spina\, due importanti centri che\, tra acque\, commerci e incontri culturali\, contribuirono a plasmare la storia del territorio dell’alto Adriatico. \n\nLa conferenza si collega idealmente alla mostra “Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari“\, in corso a Venezia presso Palazzo Ducale fino al 29 settembre 2026. L’esposizione esplora il rapporto tra comunità antiche\, paesaggi d’acqua e luoghi sacri\, e la sezione dedicata agli Etruschi si conclude con i reperti provenienti da Adria e Spina\, i più importanti porti nord-adriatici.\n\nAttraverso reperti\, contesti archeologici e nuove prospettive di ricerca\, Alberta Facchi e Tiziano Trocchi accompagneranno il pubblico in un percorso alla scoperta delle espressioni del sacro nelle comunità etrusche e venetiche\, mettendo in luce il valore storico e culturale di queste straordinarie testimonianze.\n \nIn occasione dell’incontro\, il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara prolungherà eccezionalmente il proprio orario di apertura fino alle ore 21.00\, con ultimo ingresso alle ore 20.30.\n\nLa partecipazione alla conferenza è gratuita. Prenotazione consigliata. \nAdria e Spina. Testimonianze del sacro\na cura di Alberta Facchi e Tiziano Trocchi\n \nGiovedì 18 giugno 2026\, ore 17.00\n Sala delle Carte Geografiche – Museo Archeologico Nazionale di Ferrara\nPer informazioni \nMuseo Archeologico Nazionale di Ferrara \nPalazzo Costabili detto di Ludovico il Moro \nVia XX Settembre\, 122 – 44121 Ferrara \n\nTel. +39 0532 66299\nE-mail: mn-fe.archeologico@cultura.gov.it
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SUMMARY:Rievocazione | Tempora in Aquileia (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Da venerdì 19 a domenica 21 giugno il centro storico e le aree archeologiche di Aquileia si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per Tempora in Aquileia. Il tema di questa edizione è “La Fondazione della Città: il Sulcus Primigenius”: sullo sfondo storico dell’incursione del console Gaio Cassio Longino nei territori dei Galli Carni\, oltre centinaia di rievocatori daranno vita a battaglie\, riti\, cerimonie e spettacoli tra legionari romani e guerrieri celti. \nPer tutto il weekend\, dai campi militari con dimostrazioni di arte gladiatoria alle botteghe dell’artigianato storico\, dagli stand enogastronomici alle esibizioni dei Joculatores\, della falconeria celtica e della commedia plautina con l’atelier delle maschere romane\, Aquileia offrirà un’esperienza immersiva unica. \nProgramma completo: https://www.temporainaquileia.it/
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