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SUMMARY:Mostra | Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro (Venaria Reale - TO)
DESCRIPTION:Alla Reggia di Venaria\, complesso monumentale alle porte di Torino tra i più visitati\nin Italia\, dal 17 aprile al 6 settembre 2026 il Consorzio delle Residenze Reali\nSabaude – presieduto da Michele Briamonte con la direzione di Chiara Teolato –\norganizza una grande mostra su straordinari abiti che hanno definito\nl’immagine delle regine nel cinema e nel teatro.\nLa mostra è curata da Massimo Cantini Parrini\, pluripremiato costumista\, profondo\nconoscitore del costume antico e collezionista di abiti d’epoca\, con Clara Goria\, storica\ndell’arte e conservatrice del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.\nRegine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro riunisce nelle\nSale delle Arti della Reggia una selezione di 31 abiti che hanno definito\, nel tempo\,\nl’immagine della regina nel cinema e nel teatro\, restituendo al costume la sua\nfunzione più profonda: non semplice ornamento\, ma dispositivo capace di generare\npercezione di potere\, identità e visione.\nLa mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica\, un\nlinguaggio che attraversa i secoli e i generi\, costruendo figure capaci di imporsi\nnell’immaginario prima ancora della parola. Al centro\, l’arte del costume tra cinema e\nteatro\, officine diverse della stessa meraviglia: nel cinema il costume vive nel dettaglio\,\nnella luce e nell’inquadratura che ne rivelano la materia; in teatro governa lo spazio\, deve\nessere leggibile da lontano e respirare con l’attore e con il tempo della scena.\nLa mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria\ndedicato alla moda e al costume avviato nel 2011 con Moda in Italia. 150 anni di \neleganza (1861–2011). Ma il racconto della sovranità femminile è anche un\nmodo per tornare alla nascita del complesso della Venaria Reale\, alla metà del\nSeicento\, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria\nGiovanna Battista di Savoia Nemours. \nIL PERCORSO DELLA MOSTRA\nIl percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei fondamentali —\nmito\, storia\, fantasia — che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico\,\ntra ricerca filologica e interpretazione poetica. Regine mitologiche e leggendarie\, regine\nfantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia e sovrane realmente esistite\nconvivono in un racconto che supera la distinzione tra vero e immaginato\, affermando\nuna verità più profonda: quella del linguaggio visivo.\nOro\, argento e bronzo sono i colori della mostra che rimandano alla regalità\, segnando le\ntre sezioni: Fantasia in argento\, Mito in bronzo e Storia in oro. L’allestimento stesso si\nconfigura come un’architettura prospettica in tre atti (Mito\, Storia\, Fantasia) e undici\nscene che mette in luce una selezione di 31 abiti d’autore\, firmati da grandi\ncostumisti e artisti\, realizzati da eccellenze sartoriali italiane per celebri regie ed\ninterpreti. \nTra le presenze in mostra emergono figure iconiche della regalità scenica:\nl’Incantevole Strega\, la regina degli specchi\, interpretata da Monica Bellucci\nin I fratelli Grimm di Terry Gilliam (2005)\, Ariadne\, regina della luna/Valentina\nCortese ne Le avventure del barone di Münchausen (1988) e Titania\, regina delle\nfate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate (1999) nei costumi di\nGabriella Pescucci. Tra le regine del mito compaiono Giocasta/Silvana Mangano e\nMedea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1967\, 1969) nei costumi dei\nmaestri Piero Tosi e Danilo Donati. E poi le regine nella storia\, Cleopatra/Liz Taylor\nnei faraonici abiti del kolossal di Mankiewitz del 1963\, Elisabetta I\nd’Inghilterra/Rossella Falk in Maria Stuarda di Franco Zeffirelli vestita da Anna \nAnni\, Anna Bolena/Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas in Maria di Pablo \nLarraín (2024) e Maria Antonietta/Mélanie Laurent ne Le Déluge. Gli ultimi giorni\ndi Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024)\, quest’ultimo in parte girato nella stessa\nReggia di Venaria\, entrambe nei costumi di Massimo Cantini Parrini. E ancora\, Maria\nAntonietta interpretata da Kirsten Dunst\, che ridefinisce un’immagine pop e\ncontemporanea della regina per la regia di Sofia Coppola (2006)\, fino a Elisabetta di\nBaviera\, la mitica Sissi\, consacrata dal cinema con il volto di Romy Schneider\nin Ludwig di Luchino Visconti (1973). \nIl viaggio proposto al visitatore attraversa cinema\, teatro e opera lirica fino alle più\nrecenti serie televisive\, costruendo un dialogo continuo tra epoche\, stili e linguaggi.\nLa Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue\narchitetture amplificano la teatralità dei costumi\, mentre lo spazio e la prospettiva\npermettono di coglierne pienamente silhouette\, proporzioni e presenza scenica. In luce\nemergono tessuti\, ricami\, cromie\, pesi e strutture\, insieme ai bozzetti originali riprodotti\nin mostra\, che rivelano il processo creativo alla base della costruzione dell’immagine\nregale.\nIn mostra opere dei più grandi maestri del costume teatrale e\ncinematografico\, dal primo Novecento a oggi: Anna Anni\, Giancarlo Bartolini\nSalimbeni\, Aldo Calvo\, Milena Canonero\, Massimo Cantini Parrini\, Giulio Coltellacci\,\nDanilo Donati\, Gabriella Pescucci\, Luigi Sapelli detto Caramba\, Gino Carlo Sensani\,\nPiero Tosi. Accanto a loro\, i costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati\,\nCorrado Cagli\, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.\nLe opere provengono da importanti istituzioni e collezioni: Gallerie degli Uffizi –\nMuseo della Moda e del Costume di Firenze\, Costumi d’Arte Peruzzi\, Tirelli Trappetti\,\nSartoria Farani\, Archivio Corrado Cagli di Roma\, Fondazione Cerratelli di Pisa\, Sartoria\nDe Valle di Torino e la collezione di Massimo Cantini Parrini. \n  \nGli abiti sono accompagnati da parrucche\, gioielli e ornamenti — elementi\nessenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o\nfatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.\nEmerge così una vera e propria geografia del fare: musei\, archivi e sartorie che\ncustodiscono saperi rari\, restituendo una costellazione di competenze che ha reso il\ncostume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama\ninternazionale.
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SUMMARY:Mostra | Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva (Napoli)
DESCRIPTION:Presso il Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli il 22 aprile è stata inaugurata la mostra Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva\, aperta al pubblico fino al 19 luglio 2026. \n\nA due anni dalla riapertura della Chiesa-Museo\, dopo un lungo periodo di interdizione\, l’esposizione rappresenta un importante momento di restituzione alla città e alla comunità scientifica. Il percorso espositivo si configura come un’esperienza sperimentale che conduce i visitatori attraverso le attesissime sale storiche della Biblioteca. \n\n\nLa mostra ricostruisce\, grazie a numerosi prestiti affiancati al nucleo originario di codici miniati appartenuti ad Andrea Matteo III Acquaviva e custoditi sin dalla prima metà del Settecento presso la Biblioteca dei Girolamini\, una selezione della straordinaria raccolta libraria del Duca. Figura emblematica di principe-letterato del Rinascimento meridionale\, Acquaviva rappresenta un modello di raffinato mecenatismo e cultura umanistica. \n\n\nFondamentale il contributo del CNR ISPC\, che ha collaborato al progetto espositivo attraverso specifiche indagini diagnostiche non invasive sui manoscritti esposti nella Sala Vico. Le analisi hanno permesso di approfondire materiali e tecniche artistiche impiegati dai miniatori al servizio del Duca e della sua famiglia. \nI risultati hanno evidenziato l’uso prevalente di pigmenti di origine minerale: il blu è ottenuto dal pregiato lapislazzuli o dall’azzurrite; il rosso deriva principalmente da cinabro e minio\, oltre che da lacche organiche; il verde è generalmente a base di rame. L’oro è utilizzato sia in foglia sia in forma liquida\, mentre l’argento\, frequentemente presente\, appare oggi annerito a causa dei processi di ossidazione. \nLe indagini in riflettanza infrarossa hanno inoltre reso visibile il disegno preparatorio sottostante la pellicola pittorica\, restituendo preziose informazioni sul processo creativo dei miniatori. \n\n\nAlle attività di ricerca del CNR ISPC hanno collaborato Annalaura Casanova Municchia\, Maria Catrambone\, Danilo P. Pavone\, Chiara Saltarelli; per la parte 3D Eva Pietroni\, Bruno Fanini e Sofia Menconero. \nLa mostra si propone come un’occasione unica per riscoprire un patrimonio di eccezionale valore storico e artistico\, offrendo al pubblico una nuova chiave di lettura del Rinascimento nel Mezzogiorno d’Italia. \n\n\n\n\n\nOrari di visita\nmartedì – venerdì\, ore 10.00 – 18.30 con ultimo ingresso entro le 17.30;\nsabato\, domenica e festivi ore 08.30 – 13.30 con ultimo ingresso entro le 12.15;\nchiusa i lunedì e le giornate ad ingresso gratuito. \n\nInfo: https://girolamini.cultura.gov.it/ \nbcm-gir@cultura.gov.it\n081 3997115
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SUMMARY:Mostra | Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso (Milano)
DESCRIPTION:Apre il 13 maggio alla Fondazione Luigi Rovati di Milano Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso\, una mostra a cura di Salvatore Settis. Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C.\, raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali\, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale.\nAccanto alla dimensione archeologica\, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura\, generalmente femminile\, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro\, espressione codificata di disperazione.\nNel percorso\, infine\, un riferimento al pensiero di Aby Warburg\, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico\, sintetizzato nel concetto di Pathosformel.
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SUMMARY:Mostra | Com'è profondo il mar (Caorle - VE)
DESCRIPTION:Frattanto i pesci\nDai quali discendiamo tutti\nAssistettero curiosi\nAl dramma collettivo di questo mondo\nChe a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo\nE cominciarono a pensare\nNel loro grande mare\nCom’è profondo il mare \n(Lucio Dalla\, Com’è profondo il mare\, 1977) \nGli scienziati a volte scherzano sul fatto che le profondità degli oceani sono meno studiate del lato nascosto della luna. Si tratta di un’affermazione del tutto corretta: ad oggi\, secondo varie fonti\, anche se gli oceani costituiscono il 71% della superficie terrestre\, solo il 5% circa dell’oceano è stato esplorato (fonte: UNESCO Ocean Literacy) \n\nNelle parole del poeta e dello scienziato il mare evoca spazi inesplorati e misteriosi: il non-conosciuto\, il sommerso\, l’emergente sono alcuni degli spunti che costituiscono il tema centrale di questa mostra\, organizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto e ospitata al Museo nazionale di archeologia del mare di Caorle (VE)\, con la curatela di Boris Brollo e il patrocinio del Comune di Caorle. Quattro artisti contemporanei – Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov – stabiliscono un dialogo tra le loro opere e i reperti presenti nella collezione del museo. Questi vengono utilizzati come punti di partenza per nuove narrazioni che coinvolgono la vita e la storia degli oggetti ritrovati nel mare\, e del mare stesso come veicolo di vita e di morte\, crescita e decadimento\, luogo di memoria psichica e crocevia di eventi storici. \nL’allestimento\, distribuito nelle varie sale del museo\, consiste di una serie di “interventi”\, ovvero opere concepite appositamente per alcune aree del museo e in risposta a particolari manufatti e documenti. Ogni artista si avvale di varie tecniche – dalla pittura\, al disegno\, alla scultura e al video – nel creare un suo proprio immaginario legato al mare e al metodo archeologico\, da intendersi come strumento di ricerca e di introspezione\, di pensiero critico e di avvertenza. \nIl concetto di archeologia applicato agli oceani\, per gli artisti contemporanei\, assume un significato che va oltre lo studio del passato; non è tanto il recupero di ciò che del passato (sia recente che remoto) si trova nei fondali ad essere l’oggetto della loro attenzione\, quanto il rischio di estinzione che corre l’ecosistema marino oggi\, destinato a diventare archeologia del futuro. Dunque\, l’archeologia\, si potrebbe dire con le parole del filosofo Giorgio Agamben\, intesa come possibilità di ciò che è già reale\, e come monito per il presente che indica il futuro.  \nBiografie degli artisti \nLuca Buvoli (nato in Italia\, residente a New York) è un artista multimediale le cui mostre personali includono la Phillips Collection di Washington DC (Digital Intersection\, 2020)\, il Philadelphia Museum of Art (2001)\, il M.I.T. List Center di Cambridge (2000)\, l’ICA di Philadelphia (2007) e mostre personali in gallerie come la John Weber Gallery di New York (1995\, 1997\, 1999)\, la Hyundai Gallery di Seul\, Corea del Sud (2012) e la Cristin Tierney Gallery di New York (2022) (a cura di John Hanhardt). Le mostre collettive includono Utopia Matters (Deutsche Guggenheim Museum di Berlino\, 2010)\, la Biennale di Venezia (2007)\, Greater New York al P.S. 1 MoMA (2000) e la seconda Biennale di Johannesburg\, Sudafrica (1997). Commissioni pubbliche permanenti si trovano a New York\, Houston e Seattle. \nIn questa esposizione\, Luca Buvoli presenta un video basato su una storia familiare legata al mare e un’installazione-acquario con protagonista una piccola scultura rappresentante una sirena. \nSimonetta Moro (nata in Italia\, residente tra New York e Portogruaro) è attiva nell’ambito della pittura\, del disegno\, dell’installazione e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. Il tema della psicogeografia e della mappa è spesso presente nelle sue opere. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti e in Europa\, tra cui: BRIC Art House\, New York; Center for Architecture\, New York; Museum of Contemporary Art\, Chicago; the American Academy in Rome; e l’Harris Museum\, Preston\, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, ed ha poi conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art\, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire\, Preston (UK). È Professore di Arte\, Filosofia e Arti Visive\, e Presidente dell’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA). Simonetta Moro partecipa con una serie di disegni e dipinti su Mylar e carta\, dove il materiale traslucido assume la qualità materica dell’acqua\, mentre i soggetti saranno basati su artefatti selezionati dalla collezione permanente\, sospesi tra una dimensione documentaria e onirica.  \nSimon Ostan Simone vive a Fossalta di Portogruaro. Fin da piccolo è stato allievo di un grande maestro d’arte\, Aldo Mori\, ed è così che a 11 anni scopre la pittura. Apprende la storia dell’arte e sperimenta le tecniche di pittura antica\, partecipando a mostre collettive. Nel 1997 ottiene il Diploma di Perito Grafico all’Istituto Salesiano “San Marco” di Mestre. Approda al mondo del lavoro e nel 2000 diventa imprenditore\, nasce infatti la Società di Servizi Pubblicitari “Nuovi Spazi”. Simon Ostan Simone è creatore di coordinati aziendali e strategie pubblicitarie. L’esigenza di comunicare lo riporta a riprendere il pennello in mano. La pittura diffonde le sue sensazioni al massimo contrasto: il bianco e il nero\, gli esponenti della forma di comunicazione più arcaica\, la pittura rupestre. Simon Ostan Simone partecipa con un’opera video multimediale. \nAga Ousseinov è nato a Baku\, in Azerbaijan. Vive e lavora a New York dal 1991. Ha ottenuto un Master in Belle Arti (MFA) presso il V.I. Surikov Fine Arts Institute di Mosca\, 1985. Inizialmente formatosi come scultore\, Aga Ousseinov ha studiato fotografia e video all’International Center of Photography dopo essersi trasferito a New York. Questi media aggiuntivi gli hanno dato la libertà di perseguire la sua indagine sull’interazione tra strutture narrative individuali e culturali. Il suo lavoro\, in particolare\, suggerisce due visioni del mondo consapevoli e conflittuali: una razionale e tecnologica\, che contrasta con un’altra poetica\, immaginaria ed emotiva. Portando avanti le tradizioni consolidate della scultura\, le sue opere sono installazioni scultoree combinate con video\, fotografie\, disegni e collage. Ousseinov ha esposto ampiamente sia a livello nazionale che internazionale. Ha rappresentato l’Azerbaijan alla 54 Biennale di Venezia 2011. Aga Ousseinov presenta una serie di lavori su carta in forma di aquiloni e collage ispirati a temi nautici.  \nGli sponsor \nArteSegno – Galleria d’Arte e Casa d’Aste | F.lli Giacomini S.p.A. | Confartigianato Imprese Veneto Orientale | \nVRC Costruzioni | Extra Group S.r.l. | Officine Clementi – Carpenteria metallica | Cofidi Veneto \nCom’è profondo il mar \nEsposizione d’arte contemporanea a cura di Boris Brollo \nOpere di Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov \n16 maggio 2025 – 27 settembre 2026 \nInaugurazione sabato 16 maggio ore 18:00 – ingresso gratuito su invito \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 settembre 2026 e sarà compresa nel biglietto d’ingresso al museo. \nInformazioni e prenotazioni: \nMuseo nazionale di archeologia del mare – Via Strada Nuova 80 – 30021 Caorle (VE) \nTel. 0421.83149 – 3791805649 \nmail: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it \nweb: museiveneto.cultura.gov.it – museocaorle.cultura.gov.it \nAperto lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 18:00 \nPer verificare altre aperture festive infrasettimanali consultare le pagine social: \nhttps://www.facebook.com/museomarecaorle \nhttps://www.instagram.com/museoarcheologicodelmare
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale (Trieste)
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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SUMMARY:Mostra | Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera (Siena)
DESCRIPTION:E se il Rinascimento non fosse fatto solo di dipinti e palazzi\, ma di camere da letto\, cassoni decorati e storie da vivere ogni giorno? La mostra “Abitare il Rinascimento”\, ospitata a Palazzo delle Papesse\, invita il visitatore a entrare letteralmente dentro la vita delle dimore nobiliari tra XV e XVI secolo\, ricostruendo il mondo dell’arte domestica senese attraverso oltre ottanta opere. \nNella storica residenza rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II\, prende forma un racconto che restituisce centralità agli arredi e agli oggetti della quotidianità aristocratica\, espressione di una cultura figurativa che univa funzione\, racconto e rappresentazione sociale. \nProdotta da Opera Laboratori con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Società strumentale Vernice Progetti\, la mostra – curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna – riunisce prestiti provenienti da importanti istituzioni e musei italiani e internazionali\, tra cui la Banca Monte dei Paschi (con opere dalla Collezione Chigi-Saracini)\, la Fondazione Monte dei Paschi\, l’Opera della Metropolitana di Siena\, l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino\, la Pinacoteca Nazionale di Siena\, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni\, il Museo Diocesano di Pienza\, il Museo Stibbert e il Museo del Bargello di Firenze\, il Musée du Petit Palais – Musée du Louvre en Avignon\, oltre a collezionisti privati. \nNell’occasione sono stati eseguiti numerosi restauri – finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Monte dei Paschi di Siena – da parte di prestigiosi laboratori\, restituendo lo splendore originario a numerose tavole e ad alcune suppellettili. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nAbitare il Rinascimento: al Palazzo delle Papesse di Siena la casa diventa… arte
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LOCATION:Palazzo delle Papesse\, Via di Città 126\, Siena\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Giovanni Agostino da Lodi (Milano)
DESCRIPTION:Alla Pinacoteca di Brera di Milano\, fino al 13 settembre 2026\, la prima mostra monografica mai dedicata a uno degli artisti più originali e misconosciuti del Rinascimento italiano.\n\nPer la prima volta\, una mostra ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. \n  \nL’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere\, tra autografe e di autori quali Bramantino\, Alvise Vivarini\, Giovanni Bellini\, Giorgione\, Dürer\, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino\, sia conservate a Brera sia provenienti da importanti musei nazionali ed esteri tra cui il Musée du Louvre a Parigi\, le Gallerie dell’Accademia a Venezia\, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania\, il Kunsthistorisches Museum a Vienna\, la Galleria Borghese a Roma\, il Museo del Prado e il Museo Thyssen- Bornemisza a Madrid\, la National Gallery a Londra. \nA cura di Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini \nComitato scientifico: Alessandro Ballarin\, Francesco Frangi\, Mauro Natale\, Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini\, Edoardo Rossetti \n\n\nLeggi la recensione della mostra su Storie & Archeostorie:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/06/08/giovanni-agostino-da-lodi-mostra-brera-2026/
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SUMMARY:Mostra | Sotto il segno di Teodorico. Storia e miti della Verona gota (Verona)
DESCRIPTION:Chi fu davvero Teodorico? Sovrano illuminato\, re barbaro\, protagonista di leggende oscure? \nLa nuova esposizione della Biblioteca Capitolare di Verona invita a entrare in una figura complessa e affascinante\, sospesa tra storia e mito\, e a riscoprire il profondo legame che la unisce alla città. \nRe degli Ostrogoti e signore d’Italia tra V e VI secolo\, Teodorico il Grande governò a lungo da Ravenna\, ma Verona occupò un posto speciale nella sua geografia politica e simbolica. Qui la sua presenza è rimasta impressa non solo nelle fonti storiche\, ma anche nella memoria collettiva\, alimentando nei secoli racconti e interpretazioni spesso divergenti. \nAttraverso manoscritti\, cronache e testi a stampa\, il percorso espositivo ricostruisce il contesto storico in cui visse Teodorico: un’epoca di transizione\, segnata dall’incontro – e talvolta dallo scontro – tra mondo romano e regni “barbarici”\, tra tradizioni religiose diverse e nuovi equilibri politici. Accanto alla dimensione storica\, emerge quella leggendaria: un Teodorico che\, con il passare dei secoli\, si trasforma\, cambia volto e significato\, diventando protagonista di narrazioni sempre più lontane dalla realtà originaria. \nParticolare attenzione è dedicata alla tradizione veronese\, che conserva tracce significative di questa evoluzione. Le cronache locali\, insieme ad altre testimonianze\, permettono di seguire la costruzione di una memoria stratificata\, in cui il dato storico si intreccia con l’immaginario\, dando vita a un racconto complesso e affascinante. \nL’esposizione offre così non solo l’occasione di avvicinarsi a una figura chiave della storia altomedievale\, ma anche di riflettere su come la storia stessa venga raccontata\, reinterpretata e trasformata nel tempo. \nL’esposizione sarà visitabile all’interno degli spazi espositivi della Capitolare dal 28 maggio al 30 giugno.
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SUMMARY:Mostra | Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 6 settembre 2026 i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presentano Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città\, una mostra per far conoscere l’importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars\, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano.\n\nAllestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, l’esposizione è curata da Silvia Battistini\, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo.\nL’inaugurazione si svolge giovedì 4 giugno 2026 alle ore 12.00\, in concomitanza con l’apertura della quarta edizione di Bologna Festival Portici (4 – 7 giugno 2026)\, la manifestazione che celebra i Portici Patrimonio dell’Umanità UNESCO con numerosi appuntamenti alla scoperta di capolavori inediti nel patrimonio urbano che rendono unica la città di Bologna. L’esposizione è visitabile con ingresso gratuito dal 4 al 7 giugno 2026. \nIl progetto di Aemilia Ars per il rinnovamento delle arti applicate e decorative\n\nLa società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per volontà di Alfonso Rubbiani\, restauratore e letterato\, con l’appoggio dei conti Francesco Cavazza e Cesare Ranuzzi Segni\, primo presidente del Consiglio degli azionisti. Nella società è presente\, con una posizione di rilievo\, la contessa Lina Bianconcini Cavazza\, moglie di Francesco Cavazza\, che fa parte sia del Consiglio degli azionisti sia della Commissione esecutiva presieduta da Alfonso Rubbiani. \nLa società si pone come obiettivi principali sia il recupero delle tradizioni artigiane regionali inserite nella nuova realtà industriale\, sia l’evoluzione dei prodotti manufatturieri\, attraverso l’applicazione di principi artistici ispirati alla corrente modernista europea\, caratterizzata da un recupero in chiave moderna dell’arte medievale e dal ricorso a forme lineari\, floreali e fitomorfe. Nello stesso contesto storico-artistico europeo e con le stesse finalità si collocavano le manifatture della nota casa inglese «Arts and Crafts» nata in Inghilterra per volontà di William Morris. A Bologna e in Emilia si assiste così – attraverso la stretta collaborazione tra artigiani e un gruppo di artisti che si era raccolto attorno al Rubbiani nella Gilda di San Francesco (Augusto Sezanne\, Achille e Giulio Casanova\, Alfredo Tartarini\, solo per citarne alcuni) – ad un vero e proprio rifiorire dell’artigianato locale che recupera\, in chiave artistica\, le pratiche della lavorazione del legno intarsiato e del ferro battuto\, l’arte dell’ebanisteria\, della legatoria e dell’oreficeria\, producendo manufatti di grande bellezza e qualità artistica\, espressione più alta della stagione Liberty emiliana. \nLa società fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo: durante il restauro di alcuni edifici storici\, religiosi e civili\, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra\, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. La necessità di ricostruire elementi architettonici\, decorativi e manufatti\, che si armonizzassero con la struttura dell’edificio antico\, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.\nPer questa ragione\, nell’articolo 2 dello statuto della nuova società Aemilia Ars si dichiarava l’intenzione di  «promuovere e facilitare lo studio\, la buona produzione e la commerciabilità delle arti decorative e industrie artistiche nella Regione Emiliana\, allo scopo preciso che quanto è arredamento e decoro interno della casa\, acquisti una praticità migliore ed un miglior senso artistico\, cosicché aumentandosene la ricerca e la produzione\, ne venga profitto agli artisti\, agli industriali\, agli operai». \nNel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno\, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi\, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale.\nLa società coinvolse imprenditori\, teorici del restauro e conoscitori della storia dell’architettura\, nonché artisti che elaborarono progetti originali e artigiani che li realizzarono. Si creò quindi un clima culturale che sopravvisse alla fine commerciale della società\, sopraggiunta già nel 1903. \nL’esperienza permeò così profondamente la società bolognese da condizionare anche gli insegnamenti delle scuole artistiche e professionali maschili e femminili\, sia comunali sia religiose\, che formarono e istruirono decine di artigiani e artigiane da impiegare nelle aziende cittadine.\nEbbe molto successo la formazione delle ragazze e delle donne che lavorarono nell’ambito del tessile\, alle quali venivano insegnate le basi della particolare tecnica di ricamo e merletto sviluppata da Aemilia Ars e resa famosa nel mondo da una capillare attività di promozione. Si costituì un sistema virtuoso tra produzione e richiesta del mercato\, che permise al dipartimento di ricami e merletti di resistere nel tempo\, fino agli anni Ottanta del Novecento. \nL’esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.\nÈ inoltre un’occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti\, appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte (lavori e materiali didattici scuola Sirani; manufatti e campioni ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni)\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (disegni dal deposito\, ferri battuti e vetri) e Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” (progetti restauro architettonico e disegni per merletti di Guido Fiorini; manufatti ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni). \nLe strutture caritative\, che si occupavano della crescita e dell’istruzione di orfani e di bambini disagiati\, furono coinvolte in questo progetto di formazione. Per questa ragione i Musei Civici d’Arte Antica hanno sviluppato il contesto della mostra in sinergia con ASP – Città di Bologna\, ente che ne ha raccolto l’eredità materiale e morale. Infatti\, in parallelo\, presso la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili\, proprietà di ASP\, si svolge l’esposizione Un filo lungo secoli. Ricamo e formazione femminile a Bologna dai conservatori agli Istituti Educativi che mette in luce l’attività educativa degli storici istituti pii bolognesi\, tra i quali il Conservatorio di Santa Marta o il Conservatorio del Baraccano.\n\nNel 2021 il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co. La sua produzione è custodita da importanti musei esteri\, come il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York e il Victoria & Albert Museum a Londra\, ma soprattutto da numerosi musei nella città\, le cui collezioni legate al movimento possono essere riscoperte in occasione di questa mostra: le Collezioni Comunali d’Arte\, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e il Museo della Storia di Bologna.\n\nIl progetto espositivo Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \nL’immagine coordinata della mostra è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico (Venezia)
DESCRIPTION:Tutti lo conoscono\, pochi lo comprendono. L’ambiente di marea\, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree\, è uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Adriatico e della Laguna di Venezia e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare. Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico\, che ospita anche un approfondimento sull’ambiente lagunare\, inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. \nOspitata nella Galleria dei Cetacei\, l’esposizione\, aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, raccoglie gli scatti realizzati da Lorenzo Peter Castelletto\, fotografo e divulgatore scientifico\, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire il “dietro le quinte” del mesolitorale\, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea. \nOriginariamente concepito e realizzato a Trieste\, il progetto\, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS\, nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto. \nLa mostra  presenta immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall’acqua perché\, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace\, conservano l’umidità interna e mantengono le branchie bagnate\, riuscendo in tal modo a sopravvivere all’aria per molto tempo. Allo stesso modo\, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l’acqua all’interno\, e quindi sopravvivere\, durante la bassa marea. \nLe immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.\nGli scatti\, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell’acqua\, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare. \nLa mostra è aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, con l’orario e il biglietto del Museo.
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Sotto i portici del Risorgimento! (Torino)
DESCRIPTION:Torna per l’estate 2026 Sotto i portici del Risorgimento (giugno–settembre 2026)\, la rassegna di giochi estivi\, iniziative culturali e didattiche giunta alla sua terza edizione\, ideata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano per coinvolgere ragazzi e famiglie. Forte delle oltre 19.000 presenze registrate nel 2025\, il programma si arricchisce e si consolida come punto di riferimento culturale dell’estate torinese.\nL’iniziativa si apre il 18 giugno in occasione della Giornata degli Scacchi: tornei simultanei\, lezioni ed esibizioni animeranno i portici di Palazzo Carignano\, grazie alla collaborazione con l’Associazione Scacchistica di Torino. \nIl portico e l’atrio di Palazzo Carignano si trasformano ancora una volta in uno spazio temporaneo dedicato al gioco\, alla lettura\, alla socialità e alla partecipazione culturale\, accessibile dal martedì alla domenica dalle 10.15 alle 18.00. Tra le novità di questa edizione\, le sale del Museo saranno animate da una mostra dedicata al tema del gioco: “In gioco. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi”\, che rafforzerà la dimensione ludica e pedagogica dell’offerta estiva del Museo. Saranno inoltre predisposti spazi ludici permanenti con giochi storici e contemporanei — tra cui un nuovo gioco dell’Oca del Risorgimento realizzato appositamente per questa edizione —\, scacchi\, rubabandiera e giochi pavimentali per bambini\, oltre ad aree di sosta per il relax e la lettura. \nIl Museo organizzerà inoltre attività didattiche e di animazione a cura del proprio personale\, con proposte di lettura rivolte al pubblico dei più piccini\, e fungerà da snodo di partenza per le attività dell’estate ragazzi della Bella Stagione di Fondazione Compagnia di San Paolo. \nSotto i portici del Risorgimento è resa possibile grazie al contributo di BPER Banca\, main sponsor dell’iniziativa\, al patrocinio della Città di Torino\, alla partnership con Biraghi e alla collaborazione con importanti realtà culturali e istituzionali: Residenze Reali Sabaude\, Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte\, Associazione Scacchistica Torinese\, Balletto Teatro di Torino\, Circolo dei Lettori\, Contrametric Ensemble\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Libreria Internazionale Luxemburg\, MITO SettembreMusica\, MUSLI – Museo della Scuola\, Sotto18+ Film Festival\, Unione Culturale Franco Antonicelli\, Teatro e Società. \n«Con Sotto i portici del Risorgimento vogliamo continuare a rafforzare l’idea del museo come spazio vivo e aperto\, capace di offrire occasioni di incontro\, apprendimento e condivisione. Crediamo che sia fondamentale creare luoghi culturali che siano anche spazi di comunità\, dove bambini\, famiglie\, residenti e turisti possano ritrovarsi e riscoprire la storia come esperienza attuale e partecipata»\, hanno dichiarato Luisa Papotti\, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il direttore\, Alessandro Bollo. \nGli appuntamenti in programma: \nSi comincia il 18 giugno con una giornata doppiamente speciale: i portici di Palazzo Carignano si trasformano già da subito in un grande scacchiere a cielo aperto. La Giornata degli scacchi\, \n organizzata con l’Associazione Scacchistica di Torino\, porta in scena tornei simultanei\, lezioni e sfide aperte a tutti — principianti compresi — e dà il via alla rassegna nel segno del gioco\, della strategia e della condivisione. \nIl 24 giugno — Festa di San Giovanni\, patrono di Torino — il Museo ricorda il 24 giugno 1859\, giorno della battaglia di Solferino e San Martino che ispirò la nascita della Croce Rossa. Il personale del Corpo Militare Volontario della CRI guiderà il pubblico in visite tematiche alle ore 11.00 e alle ore 16.00\, in un dialogo inedito tra storia e presente. \nIl cuore dell’estate batte il 2 luglio\, con la Maratona di lettura – Pinocchio: nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Dalle 10.15 alle 20.00\, lettori di ogni età si passano il testimone nella lettura ad alta voce dell’intero romanzo\, in un’esperienza corale e trascinante che invade portici e diverse realtà torinesi. Un’iniziativa realizzata insieme al Circolo dei Lettori\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Sotto18+ Film Festival\, Libreria Internazionale Luxemburg e MUSLI. \nIl 9 luglio la parola si fa musica con Musicante: Federico Sirianni porta in scena un reading autorale intimo e potente\, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Torino. \nIl programma continua il 19 luglio con una serata dedicata alla grande lirica: Opera in Poche Parole presenta la Tosca di Giacomo Puccini nell’ambito della stagione “Ri-Generazione” di Contrametric Ensemble. Gabriele Colombo sarà narratore e interprete in una trascrizione cameristica per oboe/corno inglese e quartetto d’archi. Un’occasione per avvicinarsi all’opera lirica senza barriere\, lasciandosi trasportare dalla forza delle sue emozioni.  E mentre la città si svuota per le vacanze\, il 15 agosto il Museo è uno dei pochi luoghi dove vale la pena restare: le visite guidate teatralizzate “Liberi tutti!”\, a cura di Teatro e Società e dei Servizi Educativi\, trasformano il Ferragosto in una piccola festa collettiva. \nCon settembre arriva la musica d’autore: l’11 settembre il Trio 2 giugno ’46 porta in scena Musica al Femminile\, nell’ambito del prestigioso festival MITO SettembreMusica. A chiudere la rassegna\, il 22 settembre\, è la danza: Gioco di Corpi\, spettacolo del BTT – Balletto Teatro di Torino con Bailey Kager\, Noa Chatton e Noa Van Tichel\, porta nell’Aula della Camera un’ultima\, sorprendente trasformazione dello spazio.
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LOCATION:Museo Nazionale del Risorgimento Italiano\, Piazza Carlo Alberto\, 8\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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SUMMARY:Visite tematiche | Riapertura della Rocca Farnese dopo il restauro (Capodimonte - VT)
DESCRIPTION:I recenti interventi di restauro promossi dalla Soprintendenza ABAP per la provincia di\nViterbo e per l’Etruria meridionale\, finanziati nell’ambito del programma PNRR – Caput\nMundi\, rappresentano l’occasione per una nuova apertura al pubblico della Rocca Farnese di\nCapodimonte\, complesso privato\, di straordinario valore storico e paesaggistico. Gli interventi\nhanno interessato l’avancorpo di facciata\, il cortile e l’affresco nella loggia (oggi salone) di\nfacciata\, contribuendo a restituire leggibilità architettonica a uno dei beni più rappresentativi\ndell’intera conca del lago di Bolsena e dell’alta Tuscia. \nLa prima delle aperture estive si terrà il 20 giugno\, e organizzata in collaborazione con il FAI\n– Fondo per l’Ambiente Italiano. Per questa data inaugurale\, la Soprintendenza affiancherà\nl’iniziativa offrendo un contributo storico‐architettonico dedicato ai lavori eseguiti e al ruolo della\nRocca nel sistema insediativo della Tuscia. \nEdificata come fortificazione sul promontorio di Capodimonte\, la Rocca fu ampliata e fortificata a\npiù riprese\, per essere essere trasformata poi nel XVI secolo in residenza rinascimentale per\nvolontà del cardinale Alessandro Farnese\, con un progetto attribuito ad Antonio da Sangallo\nil Giovane. Il complesso conserva ancora oggi la sua duplice natura di architettura difensiva e\ndimora signorile\, cui si aggiunge il giardino pensile ricavato sui bastioni\, da cui si apre una\ndelle visuali più ampie e suggestive sul lago di Bolsena. \nInformazioni:\nEvento aperto a tutti.\nPrenotazione obbligatoria sul sito FAI Prenotazioni\nPossibilità di iscrizione al FAI in loco. \nDove:\nRocca Farnese – Capodimonte\nPiazza della Rocca\, 1\, 01010 Capodimonte (VT) \nAperture:\n20 giugno (disponibilità esaurita)\n4 luglio\n18 luglio\n8 agosto\n5 settembre\nOrari:\nPrimo turno: ore 17.30 – 18.30\nSecondo turno: ore 18.30 – 19.30\nMassimo 25 persone ogni turno.
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LOCATION:Rocca Farnese – Capodimonte\, Piazza della Rocca\, 1\, Capodimonte\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Cavalli e potere. Le lastre del palazzo etrusco di Murlo (Siena)
DESCRIPTION:Palazzo Sansedoni ospita la mostra Cavalli e potere\, dedicata alle celebri lastre fittili provenienti dal palazzo etrusco di Poggio Civitate\, a Murlo. A sessant’anni dall’avvio degli scavi e a quarant’anni dalla grande mostra a Siena\, alcune opere inedite e restaurate per l’occasione diventano protagoniste in città. \n  \n\n\n\n\nA distanza di sessant’anni dall’inizio degli scavi e da quarant’anni dalle grandi mostre del 1985 a Siena\, le straordinarie lastre fittili provenienti da Poggio Civitate tornano protagoniste di una mostra dedicata a uno dei più importanti complessi archeologici dell’Etruria arcaica.\nDal 20 giugno al 18 luglio 2026 gli spazi del percorso museale di Palazzo Sansedoni ospitano Cavalli e potere. Le lastre del Palazzo Etrusco di Murlo\, progetto espositivo nato dalla collaborazione tra Vernice Progetti Culturali\, Fondazione Musei Senesi\, Comune di Murlo e Museo Archeologico di Murlo\, con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. \nL’esposizione rappresenta un’occasione unica per ammirare alcune lastre fittili inedite\, provenienti dai depositi del Museo Archeologico di Murloe restaurate appositamente per l’occasione. \n  \nLe lastre della corsa equestre\nLe opere appartengono al celebre ciclo decorativo del palazzo etrusco di Poggio Civitate\, uno dei più significativi esempi di architettura aristocratica del VI secolo a.C.\nOriginariamente collocate lungo il margine del tetto dell’edificio\, le lastre raffigurano una teoria di cavalli lanciati al galoppo montati a pelo da fantini che stringono redini e frustino. Le immagini evocano il mondo delle competizioni pubbliche\, delle cerimonie aristocratiche e dei rituali che accompagnavano la trasmissione del potere all’interno delle élite etrusche. \nUna parte di queste decorazioni è oggi visibile nel percorso permanente del Museo Archeologico di Murlo\, dove è conservata la ricostruzione di una porzione del tetto del palazzo. I rilievi presentati a Siena appartengono alla stessa serie ma non erano mai stati esposti al pubblico.\nIn mostra sarà presente anche una riproduzione della celebre statua maschile nota come Il Cappellone\, conservata dal Comune di Murlo e divenuta uno dei simboli delle scoperte archeologiche di Poggio Civitate. \n  \nDa Poggio Civitate a Siena: una storia decennale\nIl ritorno delle lastre a Siena assume un particolare valore storico. Nel 1985 alcune decorazioni provenienti da Poggio Civitate furono infatti protagoniste della mostra Case e Palazzi d’Etruria\, curata da Simonetta Stopponi negli spazi del Santa Maria della Scala nell’ambito del celebre Progetto Etruschi promosso dalla Regione Toscana. \nQuell’esposizione contribuì in maniera decisiva alla diffusione della conoscenza del sito a livello nazionale e internazionale e rappresentò una tappa fondamentale nel percorso che avrebbe portato\, pochi anni dopo\, all’apertura dell’Antiquarium di Murlo. \nLa storia dei reperti è strettamente legata anche a Siena: dopo i primi rinvenimenti degli anni Sessanta\, molte delle decorazioni architettoniche furono infatti ospitate per oltre un decennio nel Salone della Marcolina del Palazzo Comunale\, prima del definitivo trasferimento a Murlo e dell’inaugurazione del museo nel 1989. \n  \nSessant’anni di ricerche a Poggio Civitate\nLa mostra celebra inoltre il sessantesimo anniversario dell’avvio delle campagne di scavo che hanno restituito una delle testimonianze più straordinarie dell’Etruria settentrionale. \nTra VII e VI secolo a.C.\, sulla sommità del colle noto come Piano del Tesoro\, sorse infatti una grande residenza aristocratica che dominava la valle dell’Ombrone e controllava un territorio ricco di risorse agricole\, pastorali e minerarie. Dopo una prima fase insediativa\, il complesso venne ricostruito come un monumentale palazzo organizzato attorno a una corte porticata e decorato da un articolato programma figurativo in terracotta. \nDal 1966 gli scavi hanno progressivamente restituito testimonianze fondamentali per la conoscenza della società etrusca arcaica\, rendendo Poggio Civitate uno dei siti archeologici più studiati e importanti della Toscana. \n\nInformazioni e orari\nSede\nPalazzo Sansedoni\, Siena \nDate\n20 giugno – 18 luglio 2026 \nIngresso\nLibero \nOrari di apertura \n\nDal martedì al sabato: 10-13 | 16-19\n29 e 30 giugno: 10-12 | 16-18\n1 e 2 luglio: chiuso\n\n\n\n\n 
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LOCATION:Palazzo Sansedoni\, Banchi di Sotto 34\, Siena\, Italy
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SUMMARY:Viste tematiche | Tornano le visite alle Terme suburbane (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono alle visite accompagnate alle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.\nLe visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).\n\n«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nCalendario 2026\n\nGiugno  sabato 20 e sabato 27 giugno\nOttobre  sabato 17\, 24 e 31 ottobre\nNovembre  sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre\nDicembre  sabato 5 e 12 dicembre\n\n\nTurni di visita\n\nGruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi\, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).\n\nMattina\n\nore 9.30 – 10.30  visita in italiano\nore 10.30 – 11.30  visita in inglese\nore 11.30 – 12.30  visita in italiano\n\n\nPomeriggio\n\nore 14.30 – 15.30  visita in italiano\nore 15.30 – 16.30  visita in inglese\nore 16.30 – 17.30  visita in italiano  (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)\n\n\nIl punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo\, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.\n\n\nBiglietti e prenotazioni\n\nBiglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)\n18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)\n\nPrenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano\nLe Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico\, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile\, coniugando tutela\, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.
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SUMMARY:Mostra | Metamorfosi. Ovidio e le arti (Roma)
DESCRIPTION:Dopo la presentazione al Rijksmuseum di Amsterdam\, approda alla Galleria Borghese Metamorfosi. Ovidio e le arti\, il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione tra le due istituzioni e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. Dal 23 giugno al 20 settembre 2026\, la mostra si pre­senta a Roma in una configurazione autonoma e originale\, frutto di un articolato dialogo scientifico internazionale che ha riunito oltre ottanta opere provenienti da prestigiosi musei europei e americani. \n  \nA partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora l’idea della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo\, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visio­ne del mondo fondata sul mutamento\, sull’instabilità delle forme e sulla perme­abilità dei confini tra umano\, naturale e divino. \n  \nGli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Me­tamorfosi\, rendendo questo luogo non solo adatto\, ma intimamente connesso al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione\, concependo l’architettura come di­spositivo culturale capace di intrecciare mito\, arte e autorappresentazione in un unico\, coerente sistema di significati. Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci\, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi\, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva. \nCuore della mostra è dunque l’idea della metamorfosi come forza generativa che attraversa e ridefinisce il cosmo\, la materia e il corpo. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici\, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti\, dando forma visiva a passioni\, desideri\, astuzie\, violenze\, inganni e possibilità di redenzione. \n  \nIl percorso espositivo si apre con il racconto della creazione del mondo\, narrato nei versi iniziali del poema. Nella sezione Caos e Creazione\, opere di Louis Finson\, Hendrick Goltzius\, Herri met de Bles\, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși re­stituiscono visivamente il passaggio dalla materia informe all’ordine del cosmo\, facendo della metamorfosi il principio generatore della natura e della vita. \n  \nLa fortuna del testo ovidiano è al centro de Il poeta e il libro\, che indaga le trasfor­mazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli attraverso manoscritti\, traduzioni\, volgarizzamenti e reinterpretazioni morali. Dall’esperienza medievale dell’Ovide moralisé fino al recupero filologico rinascimentale\, emerge la straordinaria capacità dell’opera di adattarsi a contesti culturali differenti. Qui il cele­bre Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro berniniano conservato nella Galleria\, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. \n  \nAttorno al gruppo del Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini si sviluppa la se­zione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone. Il racconto del rapimento di Pro­serpina e della disperata ricerca della figlia da parte di Cerere diventa occasione per riflettere sui temi della perdita\, della rinascita e dell’alternarsi delle stagioni. Opere antiche\, dipinti di Agostino Carracci e il commovente Orfeo ed Euridice di Rubens ampliano l’immaginario dell’oltretomba evocato dal poema. \n  \nLa figura di Aracne introduce una riflessione sull’arte stessa come processo di trasformazione. Nel racconto ovidiano la tessitura diventa metafora della crea­zione poetica\, che nella mostra si declina con dipinti\, arazzi e manufatti tessili capaci di trasformare la parola in immagine\, rendendo visibile la straordinaria capacità narrativa dell’arte. Le interpretazioni di Tintoretto e Rubens dialogano inoltre con preziosi arazzi che restituiscono la ricchezza figurativa delle storie narrate da Ovidio. \n  \nTra le sezioni più importanti troviamo quella dedicata a Leda e il cigno\, uno dei più celebri episodi degli amori di Giove. Attraverso dipinti e sculture derivati dalle invenzioni perdute di Leonardo e Michelangelo\, la mostra ricostruisce la fortuna di un mito che\, tra Quattrocento e Cinquecento\, divenne terreno privilegiato di confronto tra pittura e scultura. Accanto a queste opere trova posto la straordi­naria Danae di Correggio\, capolavoro assoluto della pittura rinascimentale\, dove il desiderio divino si manifesta sotto forma di pioggia d’oro. \n  \nCon il mito di Pigmalione la riflessione si sposta sul rapporto tra arte e vita. Le celebri interpretazioni di Jean-Léon Gérôme e Auguste Rodin mostrano la materia nell’istante in cui sembra animarsi\, trasformando il desiderio dell’artista in atto creativo. Il tema del mutamento diventa qui una meditazione sul potere stesso dell’arte e sulla sua capacità di dare forma all’immaginazione. \n  \nIl percorso prosegue con le vicende di Perseo e Medusa\, dove la trasformazione assume il volto opposto della pietrificazione. Attraverso opere di Rubens\, Seba­stiano Ricci\, Antonio Tempesta e Rutilio Manetti\, la mostra racconta una meta­morfosi che può essere insieme strumento di distruzione e mezzo di salvezza\, in grado di mutare irreversibilmente il destino degli uomini. \n  \nL’esposizione si conclude con una sezione dedicata al potere dell’amore\, forza che attraversa l’intero poema e che nelle opere di Tiziano\, Nicolas Poussin e ne­gli splendidi arazzi tardomedievali dedicati a Narciso ed Eco si manifesta come energia creatrice e distruttrice al tempo stesso. Attraverso desiderio\, passione\, perdita e contemplazione\, il mito rivela la sua capacità di interpretare le emozioni fondamentali dell’esperienza umana. \n  \nIl percorso propone una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento\, evocan­do la tensione tra ordine e trasformazione\, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte\, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica\, ma come categoria estetica e ontologica\, attraverso cui interrogare le relazioni tra tempo\, spazio\, materia e forma. \n  \nProdotto in collaborazione con il Rijksmuseum\, il catalogo della mostra – dispo­nibile in italiano\, inglese e olandese – presenta le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi. Il progetto grafico è affidato a Irma Boom. Gli allestimenti della mostra sono curati da Hubert Le Gall. \n  \nLa Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno.
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LOCATION:Galleria Borghese\, Piazzale Scipione Borghese 5\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Musica | BOP – Beats of Pompeii\, terza edizione di concerti negli scavi (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Pompei si prepara a vivere la sua terza stagione di concerti estivi all’interno del Parco archeologico. Tra le novità di quest’anno\, la possibilità di accedere – nelle date degli appuntamenti musicali – anche a una parte del sito in orario serale. Non solo spettacoli: il programma include percorsi archeologici\, degustazioni e visite alle antiche vigne. Aperta tutte le sere anche l’esposizione permanente dedicata all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ai calchi delle vittime\, recentemente inaugurata nella Palestra Grande degli Scavi.\n«Se organizziamo concerti e teatro in un sito archeologico\, è perché crediamo nella cultura in senso ampio» sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. «Le competenze possono essere diverse\, dall’archeologia alla musica\, ma la cultura è una sola e non conosce barriere. Anche il pubblico non va suddiviso: non esistono pubblici distinti\, ma un unico pubblico. Il nostro impegno è rendere la cultura sempre più inclusiva\, permettendo a tutti di partecipare nei tempi e nei modi che preferiscono alla vita nel sito archeologico».\n\nDal 24 giugno al 27 luglio 2026\, l’Anfiteatro di Pompei ospiterà un cartellone di 16 artisti nazionali e internazionali per un totale di 20 concerti\, molti dei quali già sold out. Per la rassegna BOP – Beats of Pompeii\, giunta alla sua terza edizione\, sono in calendario i concerti di Of Monster and Men\, BEAT\, Riccardo Cocciante\, Path Metheny\, Opeth\, Coez\, Vinicio Capossela\, Tropico (doppia data)\, Riccardo Muti\, Claudio Baglioni (doppia data)\, Marcus Miller\, Charlie Puth\, Marillion (doppia data)\, Savatage.\nFuori rassegna anche il doppio appuntamento con Nino D’Angelo e il concerto “È mio padre – Morricone Dirige Morricone”\, dedicato all’eredità di Ennio Morricone\, con l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena diretta dal M° Andrea Morricone e la partecipazione di Marco Morricone\, a sostegno della Fondazione Città della Speranza per la raccolta fondi a favore della ricerca pediatrica.\n“Eventi di questa portata – ha dichiarato il Vice Presidente Mario Casillo – richiedono una città sempre più accogliente e connessa. Per questo\, in occasione della rassegna BOP – Beats of Pompeii e dei grandi appuntamenti previsti nell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei\, lavoreremo insieme a EAV per prevedere un incremento delle corse bus serali\, così da favorire l’arrivo e il rientro degli spettatori e offrire un’ulteriore possibilità di mobilità per il pubblico”.\n“Credo che Pompei rappresenti oggi più che mai il volto internazionale della Campania. Qui storia\, archeologia\, musica e cultura contemporanea si incontrano in un’esperienza unica al mondo. Manifestazioni come Beats of Pompeii sono fondamentali per la promozione territoriale della nostra regione: attraggono pubblico internazionale\, valorizzano il patrimonio culturale e generano un importante indotto turistico ed economico”\, ha aggiunto l’Assessore al Turismo Vincenzo Maraio.\n“La programmazione estiva del Parco archeologico di Pompei incarna la sinergia ideale tra innovazione\, promozione e internazionalizzazione che deve guidare la pianificazione culturale della nostra regione. Attraverso scelte artistiche contemporanee e originali\, i luoghi storici si trasformano in spazi accoglienti\, capaci anche di intercettare pubblici differenti. La rassegna segue il fil rouge dell’innovazione che non tradisce la storia dei luoghi\, della promozione che valorizza il territorio senza dimenticare le comunità locali\, dell’internazionalizzazione che dialoga con i grandi talenti locali\, mantenendo la qualità assoluta come unico vero filo conduttore dell’intero progetto” ha concluso l’Assessore alla Cultura\, Onofrio Cutaia.\n\nDurante le serate dei concerti si potrà accedere alla Palestra Grande degli Scavi\, di fronte all’Anfiteatro\, e visitare il nuovo allestimento dei calchi. L’accesso per gli spettatori dei concerti è gratuito\, mentre gli altri visitatori potranno munirsi di biglietto di ingresso al Parco di 5 € (acquistabile su vivaticket.it o presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro; gratuità e riduzioni come da normativa). Chi lo desidera\, potrà richiedere una visita guidata dedicata a cura di archeologi e storici dell’antichità del gruppo Le Nuvole.\nPrenotazione su https://www.pompeiichildrensmuseum.it/prodotto/mostra-calchi-notturna\nSarà anche possibile scoprire la storia degli antichi vigneti di Pompei e degustare vino in un’esperienza sensoriale che intreccia storia\, archeologia e tradizione vitivinicola. Nel vigneto della Casa del triclinio all’aperto\, alle spalle della Palestra Grande e dell’Anfiteatro\, il partner del Parco per la gestione e la valorizzazione dei vigneti\, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio\, accompagnerà i visitatori in un racconto dedicato alla produzione del vino nella città antica\, mettendola a confronto con le metodologie contemporanee.\nPer info e prenotazioni: progettopompei@feudi.it.\n\nNelle serate dei concerti\, il giardino della Palestra Grande\, l’antico “campus” di fronte all’Anfiteatro\, si trasforma in un luogo di incontro per visitatori e ospiti\, con la possibilità di godersi un aperitivo con prodotti locali\, a cura di Chora\, il ristorante degli scavi. Per chi\, invece\, desidera vivere l’esperienza di una cena o di un aperitivo nel cuore della città antica\, con vista dalla suggestiva terrazza panoramica del ristorante di Casina dell’Aquila\, edificio di fine Settecento situato all’interno del sito\, sarà possibile in alcune serate prenotare scrivendo a: info@chorapompei.com.\n\nAd accogliere i visitatori nella Palestra anche i ragazzi della Fattoria sociale e culturale di Pompei “Parvula Domus”\, impegnati quotidianamente nell’attività di valorizzazione delle aree verdi del Parco a partire dalla loro Unicità e Talenti\, nell’ambito di progetti di inclusione che li coinvolge anche in iniziative dirette con i visitatori.\nPer gli spettatori dei concerti è inoltre previsto\, al termine degli eventi\, un servizio navetta a cura della Regione Campania per agevolare il rientro verso la città di Napoli. Il servizio è su prenotazione\, fino a esaurimento dei posti disponibili. Tutte le info sugli orari di accesso e le diverse attività delle serate su www.pompeiisites.org\nLa rassegna è patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico di Pompei\, ed è realizzata in collaborazione con la Regione Campania e il Comune di Pompei\, con l’organizzazione tecnica di Blackstar Entertainment e Fast Forward e la media partnership di Radio2. Un’operazione culturale e turistica che punta a valorizzare il patrimonio storico e artistico del sito attraverso un approccio innovativo alla fruizione della cultura.\nBOP si rivolge a un pubblico sempre più ampio di viaggiatori musicali e i numeri confermano il successo del format. Eventi come il doppio appuntamento con i Marillion registrano picchi straordinari: oltre il 60% dei biglietti viene venduto all’estero\, con punte che raggiungono il 70% in alcune date. Un flusso di spettatori internazionali che genera un importante indotto turistico per l’intera regione.\n«Dopo i grandi successi delle precedenti edizioni\, con artisti del calibro di Nick Cave\, Jean-Michel Jarre\, Dream Theater\, Ben Harper\, John Legend\, Ludovico Einaudi\, Stefano Bollani e altri\, BOP consolida la sua reputazione di festival “cross-genere” d’eccellenza – dice il direttore artistico della rassegna Giuseppe Gomez – capace di ospitare\, nello stesso cartellone\, icone del progressive\, del metal\, del jazz\, del folk\, leggende della musica italiana e protagonisti della classica contemporanea\, unendo l’appeal di grandi nomi a uno dei contesti più iconici al mondo e offrendo un’esperienza di intrattenimento di alto livello».\n«Radio2 è orgogliosa di affiancare questa rassegna unica al mondo\, capace di far dialogare la grande musica contemporanea con la storia e l’archeologia – dichiara il Direttore di Rai Radio2\, Giovanni Alibrandi – un programma che attraversa stili\, linguaggi e generazioni musicali\, rispecchiando perfettamente il percorso editoriale di Radio2. Questa rete crede fermamente che la musica abbia la forza di creare comunità\, abbattere distanze e generare dialogo tra culture e linguaggi differenti».\nBeats of Pompeii è anche il riflesso del fermento culturale che sta vivendo Napoli e la Campania\, sempre più protagoniste sulla scena internazionale. La rassegna rappresenta un’occasione per promuovere il territorio\, incentivando il turismo stanziale e sostenendo l’economia locale\, confermando il ruolo della regione come destinazione d’eccellenza per chi cerca un’esperienza di viaggio che unisce bellezza\, storia e cultura contemporanea.\nI biglietti per gli appuntamenti sono già disponibili sui circuiti Ticketone e Ticketmaster.\nI biglietti per il concerto di beneficenza “È mio padre – Morricone Dirige Morricone” sono in prevendita nei circuiti Ticketone e Vivaticket.\n\nInfo – Official web & Social net:\nhttps://blackstarconcerti.com/\nhttps://www.instagram.com/blackstar_concerti/\nhttps://pompeiisites.org/events-calendar/
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SUMMARY:Convegno | Arte e architettura in San Francesco a Brescia (Brescia)
DESCRIPTION:In occasione dell’VIII centenario della morte di San Francesco è in programma un pomeriggio di studi intitolato “Arte e architettura in San Francesco a Brescia”\, dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico\, artistico e architettonico del complesso di San Francesco. \nL’incontro è promosso dalla Fondazione Civiltà Bresciana con la collaborazione della Comunità religiosa di San Francesco a Brescia. Si svolgerà mercoledì 24 giugno alle ore 17.00 nella Sala “Fra Giacomo Bulgaro”\, presso il Convento di San Francesco a Brescia. \nPROGRAMMA \nSaluti istituzionali\nPadre Franco Ghezzi\, Guardiano del Convento di San Francesco\, e Carla Boroni\, Presidente del Comitato Scientifico di FCB \nPresentazione\nGiusi Villari\, Comitato Scientifico di FCB. \nGli interventi di restauro storici nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Brescia e la più recente attività della Soprintendenza per la conservazione dei suoi apparati decorativi\nSilvia Massari\, SABAP BG-BS \nLa chiesa e i chiostri di San Francesco in Brescia: dagli archi ogivali all’ancona intagliata di Stefano Lamberti\nMassimo de Paoli\, UniBs DICATAM \nore 18.30 visita dei chiostri \nore 19.00 visita della chiesa di San Francesco
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SUMMARY:Giornata di studi | Lacus Amoenus. Archeologia\, musei e collezionismo antiquario nel territorio lariano (Bellagio - CO)
DESCRIPTION:Una giornata di studi per approfondire il patrimonio archeologico del territorio lariano e il ruolo svolto da musei\, collezioni e siti storici nella costruzione della memoria culturale del Lago di Como. È questo l’obiettivo di “Lacus Amoenus. Archeologia\, musei e collezionismo antiquario nel territorio lariano“\, in programma giovedì 25 giugno nella cornice di Villa Melzi d’Eril e dei suoi giardini. \nL’iniziativa è promossa dal Ministero della Cultura\, dal Sistema Museale Urbano Lecchese (SiMUL) e da Fulco Gallarati Scotti\, proprietario del complesso monumentale di Villa Melzi d’Eril\, e si propone come momento di confronto tra istituzioni\, musei e realtà private impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. \n\nAl centro della giornata vi sarà un aspetto significativo della storia culturale del Lario: le collezioni archeologiche che nel corso del tempo si sono formate grazie alla passione antiquaria\, al gusto erudito\, alle scoperte occasionali e alle attività di ricerca. Oggi queste raccolte\, custodite in musei\, ville e istituti culturali pubblici e privati\, comprendono reperti legati alla storia del territorio e materiali di diversa provenienza\, entrati nelle collezioni per interesse antiquario\, scientifico o storico-artistico. \nCeramiche\, sculture\, epigrafi\, monete\, reperti protostorici\, materiali di epoca romana e testimonianze medievali raccontano non soltanto la storia antica del Lario\, ma anche l’evoluzione del collezionismo e il progressivo costruirsi di una memoria culturale condivisa. \nLa giornata di studi intende inoltre valorizzare alcuni dei principali siti archeologici del territorio\, dall’Isola Comacina al Monte Barro\, passando per l’area di Esino Lario e delle Grigne. Saranno inoltre protagonisti i musei di Como\, Lecco\, Erba\, Varenna\, Tremezzina e Galbiate\, restituendo l’immagine di un paesaggio storico complesso in cui il lago rappresenta un elemento di collegamento\, identità e circolazione. \nIl programma\, moderato dalla giornalista Donatella Mele\, prenderà il via con gli interventi dedicati a Villa Melzi d’Eril\, al Museo civico archeologico di Como\, al Museo civico di Erba\, a Villa Carlotta e all’Antiquarium “Belloni-Zecchinelli” di Ossuccio. La seconda parte sarà invece dedicata al Museo archeologico di Lecco\, a Villa Monastero di Varenna\, al Museo delle Grigne di Esino Lario e al Museo archeologico del Barro di Galbiate\, con approfondimenti sulla storia delle raccolte\, le vicende collezionistiche\, gli archivi e le prospettive di valorizzazione. \nI lavori si concluderanno alle 14 e saranno seguiti da un light lunch e dalla visita alle collezioni e ai giardini di Villa Melzi d’Eril. La partecipazione è gratuita\, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili all’indirizzo e-mail convegnoarcheologia2026@giardinidivillamelzi.it.
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SUMMARY:Presentazione scavi | Il filo che unisce e lo stilo che scrive. Lo scorrere del tempo quotidiano a Falerii nel VII-VI secolo a.C. (Civita Castellana - VT)
DESCRIPTION:Civita Castellana (VT) – Come si viveva 2600 anni fa nella città di Falerii\, sull’assolato colle di Vignale? Per scoprirlo si abbandoneranno per un giorno i libri di storia e si ascolteranno le narrazioni degli archeologi\, toccando con mano le loro ultime scoperte. Giovedì 25 giugno 2026 sarà una giornata interamente dedicata all’antica città preromana di Falerii\, con un doppio appuntamento ravvicinato per esplorare le attività\, i commerci e la vita della popolazione falisca tra il VII e il VI secolo a.C. \nLa mattina: porte aperte allo scavo (Ore 10:30) \nIl viaggio inizia direttamente sul campo. Alle ore 10:30\, appassionati\, cittadini e stampa sono invitati a salire sul colle di Vignale per una suggestiva visita guidata all’area archeologica. Sarà un’occasione unica per osservare il cantiere aperto e gli archeologi all’opera e capire come si stia con pazienza riportando alla luce un passato lontano. \n\n\nPunto d’incontro: Ai piedi del colle di Vignale (Posizione Google Maps). \n\n\nPer la visita sul sito è gradita la prenotazione via mail a faleriimail@gmail.com. \n\n\nIl pomeriggio: la presentazione e la mostra dei reperti (Ore 17:00) \nNel pomeriggio ci si sposterà nella splendida cornice del Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo. Alle ore 17:00 prenderà il via l’incontro dal titolo: \n“Il filo che unisce e lo stilo che scrive. Lo scorrere del tempo quotidiano a Falerii nel VII-VI secolo a.C.” \nDurante l’evento verranno svelati i risultati della campagna di scavo del giugno 2026. Per l’occasione\, verrà esposta una selezione speciale dei reperti appena venuti alla luce\, offrendo uno spaccato straordinario e ravvicinato della vita antica. \nUna sinergia di eccellenze \nLa campagna di scavo e la sua divulgazione sono il risultato di una stretta collaborazione istituzionale che unisce ricerca\, tutela e valorizzazione del territorio. Da ormai cinque anni\, il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma scava sul colle di Vignale in regime di concessione ministeriale\, muovendosi in sinergia con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale\, la Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio e il Comune di Civita Castellana. \nRiepilogo appuntamenti – Giovedì 25 giugno 2026: \n\n\nOre 10:30  Visita guidata sul colle di Vignale (ingresso scavi) \n\n\nOre 17:00  Presentazione dei risultati e mostra reperti al Museo Archeologico Nazionale / Forte Sangallo
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SUMMARY:Eventi | I Venerdì di Ercolano / Gli Ozi di Ercole (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano inaugura il programma estivo 2026 con un ricco calendario di appuntamenti che accompagneranno il pubblico da luglio a settembre attraverso esperienze culturali capaci di coniugare la straordinaria bellezza dell’antica città con i linguaggi dello spettacolo dal vivo e della divulgazione.\nProtagonisti della stagione saranno la nona edizione de “I Venerdì di Ercolano”\, tra gli appuntamenti più attesi della stagione culturale campana\, e la sesta edizione de “Gli Ozi di Ercole”\, il ciclo di lezioni-spettacolo sull’Antica Spiaggia.\n\n\nI Venerdì di Ercolano – Nona edizione\n\nL’edizione 2026 si apre con una serata inaugurale giovedì 2 luglio e prosegue nei venerdì 3\, 10\, 17\, 24 e 31 luglio e 7 agosto\, con un’ulteriore data il sabato 26 settembre 2026.\nIl progetto propone un percorso itinerante all’interno dell’area archeologica\, aperta in orario serale e valorizzata da una speciale illuminazione artistica. Gli interventi performativi – ospitati in diversi punti del sito – sono ripetuti ciclicamente nel corso della serata\, consentendo ai visitatori di costruire liberamente il proprio percorso tra spettacolo e archeologia.\n\nIl tema: Amore e Guerra\nIl filo conduttore dell’edizione 2026 esplora il legame profondo tra eros e polemos attraverso sette performance artistiche (tre di danza\, due di musica\, due di recitazione). Lucrezio nel De rerum natura descrive il rapporto amoroso richiamando la guerra; Kleist nella Pentesilea collega baci e morsi; Tucidide definisce eros la passione “amorosa” degli Ateniesi per la conquista della Sicilia. Amore e guerra\, passioni che sconvolgono e trasformano\, accompagnano l’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra.\n\n«Con “I Venerdì di Ercolano” il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo\, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività. Il tema di quest’anno\, “Amore e Guerra”\, invita a riflettere sulla complessità dell’esperienza umana attraverso il potere evocativo dell’arte\, in un contesto unico al mondo come quello di Ercolano.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nIl programma artistico\n\nPerformance di teatro\n\nAlfonso Postiglione / Casa del Contemporaneo\nPentesilea vs Achille_Che l’amore trafigga la morte\nDue dialoghi “impossibili” in forma di intervista giornalistica: inviati di guerra dei nostri giorni incontrano Pentesilea e Achille sul loro scontro all’ultimo anno della guerra di Troia. Testi originali di Dario Postiglione; regia di Alfonso Postiglione. Costumi di Giuseppe Avallone. Con Rossella De Martino/Francesca Cercola (Pentesilea)\, Giampiero De Concilio (Achille)\, Monica Buzoianu (L’inviata)\, Antonio Elia (L’inviato).\n\n\nPerformance di danza\n\nCompagnia di danza Cornelia\nPolis / Polemos. La guerra tra mito e storia\n\nTre interventi danzati site-specific ispirati all’immaginario classico del sito e al pensiero di Simone Weil che individua nella forza la capacità di ridurre l’essere umano a cosa: Tirocinium militiae (la formazione del corpo della polis; con Noemi Avino\, Marika Pierri\, Alessia Starace)\, Duellum (Ercole e Acheloo; con Alessandro Sodano ed Emanuele Esposito)\, Corpus in ruina (la trasformazione dell’umano; con Gioele Barrella).\n\nPerformance di musica\n\nAssociazione OTP – obeče teatro project\nIntermezzi nella Casa di Telefo / Voci sotto la cenere\nUna performance musicale e narrativa site-specific nella Casa del Rilievo di Telefo: tre anime senza tempo — Pizia\, cantante-oracolo; Telefo\, soldato disperso; Bronzo\, musicista disertore dai poteri dionisiaci — si risvegliano ogni volta che la Storia ripete i suoi cataclismi. Canti antichi e capolavori della tradizione napoletana eseguiti dal vivo intrecciano la ferita mortale inflitta da Achille a Telefo\, l’amore impossibile della guerra e il segreto della guarigione. Drammaturgia e regia di Maria Angela Robustelli; drammaturgia musicale e arrangiamenti di Salvatore Torregrossa. Con: Pizia – Maria Angela Robustelli; Telefo – Gennaro Di Biase; Bronzo – Salvatore Torregrossa.\nMassimo Cordovani e Mario Di Bonito\nConflitto e memoria tra la pietra e la storia\nPerformance live di voce\, chitarra\, sintetizzatori e percussioni: brani strumentali e canzoni originali in dialogo con l’archeologia circostante.\n\n\nOrari e modalità di accesso\n\nIl Parco sarà accessibile dalle ore 20:00 alle ore 24:00\, con ingressi da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. Bigliettazione online\, max 600 visitatori per fascia oraria:\n\nPrimo turno: ore 20:00 – 21:30  — uscita entro le 21:30\, deflusso completo entro le 22:00\nSecondo turno: ore 22:00 – 23:30  — uscita entro le 23:30\, deflusso completo entro le 24:00\n\n\n\nGli Ozi di Ercole – SESTA edizione\n\nIl programma estivo prosegue a settembre con la sesta edizione de “Gli Ozi di Ercole”\, in programma 10\, 11 e 12 settembre 2026. L’iniziativa propone lezioni-spettacolo\, reading teatrali e performance musicali nell’evocativa cornice dell’Antica Spiaggia\, uno dei luoghi più suggestivi del sito\, accessibile dalle ore 20:00 alle ore 23:00 circa.\nMax 400 persone per evento. Bigliettazione online e in biglietteria (fino all’orario d’inizio dell’evento e fino a esaurimento posti).\n\n\n\n«Con “Gli Ozi di Ercole” continuiamo a sperimentare modalità innovative di racconto del patrimonio\, favorendo l’incontro tra ricerca\, divulgazione e arti performative. Vogliamo che il Parco sia sempre più uno spazio di confronto e crescita culturale\, capace di parlare a pubblici differenti attraverso esperienze coinvolgenti e di alta qualità.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\nCon il programma estivo 2026\, il Parco Archeologico di Ercolano conferma la propria vocazione a sperimentare forme innovative di valorizzazione del patrimonio culturale\, capaci di avvicinare pubblici diversi e di restituire all’antica città una dimensione dinamica\, partecipata e profondamente contemporanea. Il programma dettagliato delle singole serate e le modalità di prenotazione saranno disponibili attraverso i canali ufficiali del Parco: ercolano.beniculturali.it
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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