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SUMMARY:Convegno | Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa al convegno “Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health”\, in programma il 28 febbraio 2026 presso Villa Campolieto e che si svolge nell’ambito del progetto PNRR OnFoods.\nL’iniziativa\, dedicata alla Dieta Mediterranea e allo stile di vita quali patrimonio culturale immateriale della salute umana\, riunisce studiosi\, ricercatori e rappresentanti istituzionali in un confronto multidisciplinare tra archeologia\, storia dell’alimentazione\, medicina e scienze della nutrizione. L’approccio diacronico proposto dal convegno intende collegare il mondo antico alle sfide contemporanee\, evidenziando la continuità culturale e scientifica dei modelli alimentari mediterranei.\nLa Direzione del Parco esprime vivo apprezzamento per la promozione di iniziative volte a valorizzare la cultura alimentare antica\, considerata una chiave interpretativa privilegiata per comprendere l’evoluzione dei modelli nutrizionali e degli stili di vita nel corso dei secoli\, nonché per rafforzare il dialogo tra patrimonio culturale e salute pubblica.\nIl programma scientifico si aprirà con la lectio magistralis della Prof.ssa Annamaria Colao\, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II\, e proseguirà con contributi dedicati alla cultura del vino nell’antichità\, alla vita quotidiana e alla salute dei Romani documentate dalle evidenze archeologiche di Ercolano\, nonché al ruolo dei ricettari medievali quali ponte tra tradizioni gastronomiche antiche e contemporanee.\nIn questo contesto si inserisce l’intervento della Prof.ssa Maria Vittoria Bramante (Università Pegaso)\, dal titolo Vita quotidiana\, alimentazione e salute dei Romani nelle evidenze da Ercolano antica. Il contributo approfondisce il rapporto tra pratiche alimentari\, condizioni di salute e organizzazione della vita quotidiana nel mondo romano\, alla luce delle testimonianze archeologiche restituite dal sito di Ercolano\, offrendo una lettura integrata tra dati materiali\, storia sociale e scienze della nutrizione.\nParticolare rilievo riveste il contributo scientifico del Parco\, che offre una testimonianza concreta e fondata su dati archeologici della cultura alimentare del passato. In tale ambito è prevista una visita guidata alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”\, a cura della Dott.ssa Maricarmen Pepe\, Funzionario Archeologo del Parco. L’esposizione illustra consuetudini culinarie\, rituali conviviali e significati simbolici del cibo nel mondo romano\, attraverso reperti\, apparati didattici e approfondimenti tematici che restituiscono uno spaccato vivido della quotidianità antica.\nIl convegno proseguirà con contributi dedicati ai benefici dell’esercizio fisico per la salute e agli approcci innovativi al fabbisogno nutrizionale nella popolazione giovanile\, nell’ambito del progetto IPerseo\, con particolare attenzione al paradigma della “Lifelong Nutrition”\, intesa come educazione permanente a stili di vita sani e sostenibili.
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SUMMARY:Laboratori | “Cosa c’è sopra” (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo\, con conclusione prevista agli inizi di aprile\, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”\, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza\, la fascia più giovane\, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.\nL’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”\, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi\, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi\, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio\, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio\, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.\n\nUn ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti\nIl percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio\, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana\, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.\nAttraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico\, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano\, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre\, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.\nObiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica\, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.\n \nUn progetto inclusivo per le nuove generazioni\nIl gruppo di partecipanti\, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni\, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:\n\nhanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;\nappartengono alla comunità di Via Mare\, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;\npresentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.\n\n \nEducare al patrimonio per costruire comunità\n“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento\, ma come percorso di crescita civica e relazionale\, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio\, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere\, proteggere e trasmettere.\nIl progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva\, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.\n\nPer informazioni: ercolano.beniculturali.it
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SUMMARY:Mostra | Zanabazar: The Wisdom of the Steppes. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia al MAO (Torino)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale\, in collaborazione con la Galleria Borghese di Roma\, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo. \n\nNato nelle steppe mongole nel 1635\, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia in quel periodo\, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen\, Sua Santità l’Illuminato\, e primo Khutuktu Jebtsundamba\, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia\, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639\, quando aveva solo quattro anni\, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha. \nNel corso di quasi 60 anni\, Zanabazar promosse fra la popolazione mongola la scuola riformata Gelugpa (a cui appartiene anche il Dalai Lama) soppiantando le tradizioni Sakya o “Cappello Rosso” (o scuola antica pre Gelugpa) che avevano precedentemente prevalso nella zona\, e influenzò profondamente gli sviluppi sociali e politici della Mongolia del XVII secolo. \n\nOltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo\, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso\, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista. \nZanabazar è considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca: a lui e ai membri della sua scuola si devono le maggiori opere realizzate in Mongolia in età moderna\, fra cui una straordinaria Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono. Esposte dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026 nel salone d’ingresso della Galleria Borghese di Roma\, i due capolavori sono in mostra al MAO di Torino dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 all’interno della sezione della collezione permanente dedicata all’Asia meridionale\, centrale e alla regione himalayana\, creando un dialogo con i manufatti provenienti dall’Himalaya\, soprattutto dall’antico monastero di Densatil – in Tibet Centrale – a cui Zanabazar si ispirò per le sue creazioni scultoree e i suoi dipinti religiosi. \n  \nLe opere\, in prestito in Italia e in Europa per la prima volta dal Museo Nazionale Chinggis Khan di Ulaanbaatar in occasione delle esposizioni a Roma e Torino\, si contraddistinguono per un eccezionale valore estetico e spirituale e sono connotate da un linguaggio innovativo e accessibile\, capace di parlare direttamente allo sguardo e all’animo dei visitatori (e dei fedeli). \n\nQuesto progetto rappresenta per il MAO un’occasione preziosa per presentare\, nel contesto di un’istituzione occidentale che conserva arte asiatica\, uno dei più importanti artisti religiosi della Mongolia\, mettendolo in relazione con le opere del museo e colmando una lacuna nelle collezioni\, che presentano alcuni esemplari di tangka e sculture del Tibet Orientale con tratti di influenza mongola e cinese\, ma sono prive di opere di provenienza mongola. \n\nIl progetto intende inoltre favorire uno scambio interculturale tra Italia e Mongolia\, contribuendo a consolidare ulteriormente il dialogo tra istituzioni nazionali e internazionali; in questo contesto è previsto nell’estate 2026 un progetto espositivo che porterà alcuni frammenti provenienti dal monastero di Densatil della collezione del MAO presso il Chinggis Khaan National Museum\, unitamente a una ri-edizione dell’installazione multimediale del duo Ritu Sarin e Tenzing Sonam che rilegge il valore di questa preziosa raccolta attraverso la narrazione in prima persona della scultura di Virūḍhaka\, (Re Guardiano del Sud)\, una delle quattro statue che presidiavano i punti cardinali di uno dei preziosissimi stupa metallici del monastero. \n\nIl progetto espositivo è accompagnato da una pubblicazione\, edita da Silvana Editoriale\, con testi istituzionali di MAO\, Galleria Borgese e Chinggis Khaan National Museum\, oltre a nuovi saggi di esperti quali Thupten Kelsang e Chiara Bellini e approfondimenti sulle opere in mostra con traduzioni in italiano e in inglese. Il volume sarà riccamente illustrato e presenterà immagini di allestimento di entrambe le sedi espositive. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. \n  \n(Immagine in apertura: Öndör Gegeen Zanabazar (Mongolia\, 1635 – 1723). Tara verde / Green Tara. XVII secolo Bronzo dorato\, fusione. Chinggis Khaan National Museum\, Ulan Bator\, Mongolia) \n  \n 
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LOCATION:MAO Museo d’Arte Orientale\, Via san Domenico 11\, Torino\, Italy
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: ArcheTourDev (Firenze)
DESCRIPTION:Può l’archeologia diventare una leva di crescita\, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più consapevole? \nL’Università di Firenze risponde in modo più che positivo a questa domanda durante TourismA\, dove presenta un progetto internazionale che unisce ricerca archeologica\, cooperazione e turismo sostenibile in Armenia.\n\nArcheTourDev\, questo il nome dell’iniziativa a cui partecipa anche l’Opificio delle Pietre Dure e Ismeo\, accoglierà esperti e semplici appassionati di archeologia a TourismA\, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale\, che si terrà a Firenze\, al Palazzo dei Congressi\, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo. \nArcheTourDev sta per Archaeological Heritage and Tourism for Rural Development\, ossia Patrimonio archeologico e turismo per lo sviluppo rurale in Armenia\, ed è un progetto internazionale finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Capofila è Sagas\, il dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze\, che lavora sul campo insieme a due eccellenze italiane: l’Opificio delle Pietre Dure\, punto di riferimento mondiale per il restauro\, e Ismeo (l’Associazione internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente)\, attivo da decenni nella cooperazione culturale. \nAruch\, scavo nella fortezza\nArcheTourDev mette al centro tre grandi siti archeologici armeni: Garni\, una delle destinazioni più visitate del Paese caucasico\, Dvin e Aruch\, il cui potenziale turistico è in espansione\, per creare itinerari capaci di valorizzare il loro patrimonio storico e culturale a livello internazionale e\, allo stesso tempo\, generare benefici concreti per le comunità locali. \nGarni\, mosaico pavimento terme\nDue sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici\, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori. \n\nVenerdì 27 febbraio\, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi\, alle 14.30\, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva\, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto\, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.\nSabato 28 febbraio\, nella Sala Onice\, dalle 14.00 alle 16.00\, si terrà l’incontro:  “Armenia. Tra ricerca scientifica\, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento\, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027\, prevede l’intervento  di:Michele Nucciotti\, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian\, Università di FirenzeEmanuela Daffra e Anna Patera\, Opificio delle Pietre DureSergio Ferdinandi\, IsmeoI relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca\, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni\, Dvin e Aruch\, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile\, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino\, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.\n\nPer approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it
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SUMMARY:Scavi aperti | Al via l’ottava edizione di Close-up Cantieri (Ercolano)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano rinnova l’appuntamento con Close-up Cantieri\, il progetto che apre al pubblico le aree di scavo\, restauro e manutenzione\, offrendo uno sguardo diretto e privilegiato sul lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.\nGiunta all’ottava edizione consecutiva\, l’iniziativa consente ai visitatori di entrare “dietro le quinte” dei cantieri per conoscere da vicino tecniche\, metodologie e professionalità impegnate nella conservazione del sito\, trasformando l’esperienza di visita in un’occasione di approfondimento e consapevolezza.\nAttivo dal 2019\, Close-up Cantieri si è consolidato come un appuntamento stabile del Parco\, favorendo l’incontro tra tecnici\, restauratori\, personale interno\, studenti e comunità. Il progetto promuove la condivisione di competenze e buone pratiche\, puntando su innovazione\, sicurezza\, sostenibilità ed efficienza organizzativa\, nel quadro dei programmi di miglioramento dei servizi culturali e amministrativi dell’Ente.\nOgni incontro propone visite guidate direttamente nei cantieri di scavo e restauro\, per osservare sul campo interventi\, strumenti e processi che garantiscono la salvaguardia del patrimonio.\n\n\n\n Calendario degli appuntamenti\nGli incontri si terranno a giovedì alterni:\n\n26 febbraio\n12 e 26 marzo\n9 e 23 aprile\n7 e 21 maggio\n\n Orari delle visite\nDue turni della durata di 1 ora ciascuno:\n\n10:00 – 11:00 (in italiano)\n11:30 – 12:30 (in inglese)\n\nÈ possibile partecipare a un solo turno per giornata.\n Modalità di partecipazione\nL’attività è gratuita\, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide anche riduzioni e gratuità secondo normativa).\nPrenotazione obbligatoria:\n\nonline: https://www.coopculture.it/it/prodotti/close-up-cantieri-2026/\ncall center: +39 081 0106490 (lun–sab\, 9:00–17:00)\n\nPartecipazione fino a esaurimento posti.\nGruppi di massimo 15 persone per turno.\nAccoglienza e raccolta all’ingresso dell’area archeologica.\n\n\nPer saperne di più su Ercolano\, leggi su Storie & Archeostorie gli articoli dedicati alle ultime scoperte:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/08/zenone-stoicismo-papiri-ercolano-termografia\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/03/19/ercolano-riapertura-domus-2025
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Archeologica XXVI (La Spezia)
DESCRIPTION:Il Museo del Castello San Giorgio presenta Archeologica\, la rassegna di appuntamenti di Archeologia\, con una nuova edizione dedicata a tematiche generali di vasto interesse e a novità di ricerca sul territorio. Giovedì 26 febbraio verrà raccontata la percezione che si aveva di Pompei nelle diverse epoche fino alla sensazionale scoperta del 1748; giovedì 5 marzo si parlerà di Etruschi con la relazione sugli scavi di un insediamento abitativo a San Rocchino (Lucca); sabato 7 marzo verrà affrontato l’affascinante mondo dell’antico Egitto in rapporto con il mondo greco e con Alessandro Magno e\, infine\, sabato 14 marzo si conclude con gli aggiornamenti degli scavi a Luni praticati dall’Università di Pisa. Progetto a cura di Donatella Alessi. \n  \nProgramma completo: http://museodelcastello.museilaspezia.it/export/sites/Museodelcastello/archeologica-26-web.pdf \n 
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SUMMARY:Presentazione libro | Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Mercoledì 25 febbraio alle 17.00\, nella Sala Tenerani del Museo di Roma si terrà la presentazione del libro “Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma” (Palombi editore) \nUn approfondimento sul ruolo dell’arte nel miglioramento del benessere fisico e mentale delle persone\, specialmente le più fragili \n  \nIl volume Welfare culturale e Musei. Buone pratiche e nuove sinergie nella città di Roma (a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Diano libri – Palombi editore) raccoglie e amplia i contributi emersi durante la Giornata di studi svoltasi il 13 ottobre 2024 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. \nL’opera si distingue per un’impostazione fortemente interdisciplinare che riflette il vasto ambito di applicazione di questa nuova prospettiva di ricerca\, per sua natura intersettoriale. Medici\, curatrici archeologhe e storiche dell’arte di Musei statali e della Sovrintendenza Capitolina\, rappresentanti del Terzo settore\, ricercatrici e ricercatori raccontano studi innovativi ed esperienze\, offrendo sotto differenti punti di vista numerosi spunti per ulteriori sviluppi e riflessioni sul tema del welfare culturale. \nIntervengono: \nPierPaola D’Alessandro\, Vice Direttrice Vicaria di Roma Capitale \nValeria Fabio\, Responsabile Servizi Museali e Istituti culturali Regione Lazio \nModera: \nValeria Arnaldi\, giornalista \n\nSaranno presenti le curatrici Ilaria Miarelli Mariani e Isabella Serafini\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. \n\nINFO \nMercoledì 25 febbraio\, ore 17.00 \nSala Tenerani\, Museo di Roma a Palazzo Braschi \nIngresso libero fino a esaurimento posti disponibili \nhttps://www.museodiroma.it \n\n—
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SUMMARY:Presentazione libro | “L’antropologia del mondo antico" (Siena)
DESCRIPTION:Il Centro Interuniversitario Antropologia e Mondo Antico – AMA celebra quarant’anni di attività con la presentazione del volume “L’antropologia del mondo antico” (Il Mulino)\, in programma il 25 febbraio alle ore 16 presso l’Auditorium del Santa Chiara Lab (via Valdimontone 1) a Siena. \nIl libro\, curato da Maurizio Bettini\, Professore emerito dell’Università di Siena\, raccoglie contributi dedicati sia agli strumenti dell’antropologia del mondo antico e alla storia della disciplina\, sia a casi di studio relativi a pratiche e forme culturali concrete. \nL’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore Roberto Di Pietra\, del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio\, di Alessandro Linguiti\, Direttore del Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne (DFCLAM) e di Angelo Riccaboni\, Presidente del Santa Chiara Lab. \nSono in programma gli interventi dei docenti dell’Università di Siena: Simone Beta\, Manuela Giordano\, Mario Lentano e Cristiano Viglietti; e di Cristiana Franco Università per Stranieri di Siena\, Aglaia McClintock Università del Sannio e Silvia Romani dell’Università Statale di Milano. L’evento è coordinato dal giornalista e scrittore Edoardo Camurri. \nIl Centro AMA\, fondato da Maurizio Bettini e altri studiosi presso l’Università di Siena nel 1986\, conta 25 membri\, ed è frutto di una convenzione fra le Università di Siena\, l’Università per Stranieri di Siena\, l’Università del Sannio\, l’Università di Milano Statale. Le sue ricerche sono orientate verso l’approfondimento del mondo greco e romano in prospettiva antropologica\, quali la religione antica\, il rapporto fra uomini e animali\, le relazioni di parentela\, la memoria culturale romana\, le frontiere antropologiche del diritto\, il folclore antico\, l’economia arcaica\, specie quella romana\, e così via. \nNel corso degli anni il Centro ha pubblicato 18 volumi nella collana “Antropologia del Mondo Antico” (il Mulino)\, 6 volumi nella collana “Mythologica” (Einaudi)\, oltre a numerose altre opere di ricercatori e ricercatrici del Centro in sedi editoriali diverse. Da più di 10 anni pubblica inoltre la rivista online “I quaderni del ramo d’oro”\, riconosciuta come rivista di fascia A in numerosi settori dell’Antichistica.
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SUMMARY:Lezione recitata | Pompei. Persone di gesso (Trento)
DESCRIPTION:Appuntamento con il teatro martedì 24 febbraio alle ore 17.30 allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas\, a Trento in piazza Cesare Battisti\, dove andrà in scena “Pompei. Persone di gesso”\, lezione recitata scritta da Valentina Cabiale e interpretata da Chiara Galliano. Lo spettacolo\, prodotto dalla compagnia Lo stagno di Goethe\, prende spunto dai calchi di Pompei e dallo svelamento di come nacquero per riflettere sul presente\, sui desideri\, sulle paure e sul rapporto con il dolore e i sentimenti altrui\, andando oltre il puro ambito archeologico per esplorare terreni letterari\, storici\, antropologici e filosofici. Tutto questo in modo brillante\, grazie a una originale drammaturgia\, che spazia attraverso i tempi e i generi – dai testi storici di Plinio il Vecchio alla musica di Freddie Mercury.  \nIl recital sarà preceduto alle ore 16.30 da una visita guidata alla mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana“\, allestita nel sito.  \nL’ingresso e la partecipazione alla visita e allo spettacolo sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti disponibili.  \nMaggiori informazioni: Pompei. Persone di gesso
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SUMMARY:Musei | Inaugurazione del Museo dei Relitti Greci (Gela - CL)
DESCRIPTION:Martedì 24 febbraio\, alle ore 11.30\, sarà inaugurato il Museo dei relitti greci nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela\, nel Nisseno.\n\n«Un luogo della cultura a lungo atteso – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – che restituisce al territorio un patrimonio archeologico di straordinario valore e si candida a diventare un importante moltiplicatore di sviluppo turistico per l’intera area».\n\nIl museo ospiterà il celebre relitto greco rinvenuto nei fondali di Gela\, testimonianza unica della storia millenaria della Sicilia e del suo ruolo nel Mediterraneo. L’imbarcazione fu recuperata durante due campagne di scavo svolte dalla Soprintendenza di Caltanissetta tra il 2003 e il 2008.\n\nAll’inaugurazione saranno presenti\, oltre all’assessore Scarpinato\, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali\, Mario La Rocca\, e la soprintendente Daniela Vullo.
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SUMMARY:Mostra | Il Trittico di Spinello Aretino. Il racconto di un restauro (Firenze)
DESCRIPTION:Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo\, Giovanni Battista\, Andrea\, Matteo\, e i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori\, torna a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze\, dopo un importante intervento di restauro\, avviato nel novembre 2024 e appena concluso\, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. I risultati e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata\, allestita nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento\, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026. \nLeggi tutti i particolari sulla mostra e sul restauro\, su Storie & Archeostorie: \n  \n 
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SUMMARY:Viste tematiche | I luoghi del cibo a Ercolano (Ercolano)
DESCRIPTION:Che sapore aveva la vita quotidiana nell’antica Ercolano?\nQuali profumi uscivano dalle botteghe\, dai forni\, dalle cucine domestiche?\nIl Parco Archeologico di Ercolano invita il pubblico a scoprirlo con I luoghi del cibo a Ercolano\, un itinerario tematico che accompagna i visitatori in un affascinante viaggio dedicato all’alimentazione e ai piaceri della tavola in età romana.\nUn’esperienza immersiva e coinvolgente che intreccia archeologia\, storia e vita quotidiana\, per raccontare non solo cosa mangiavano gli antichi abitanti\, ma anche dove acquistavano\, preparavano e consumavano il cibo.\nUn itinerario tra strada\, casa e bottega\nIl percorso si sviluppa attraverso tappe selezionate all’interno dell’area archeologica\, toccando alcuni dei luoghi più significativi legati alla cultura alimentare:\n\n\nil thermopolium del Cardo III\, punto di ristoro “da asporto” dell’epoca\, dove si consumavano pasti veloci lungo la strada\n\n\nil Decumano massimo\, cuore pulsante della città\, animato da botteghe e attività commerciali\n\n\nle domus con cucine ancora visibili che raccontano le abitudini alimentari familiari\n\n\nun antico forno\, dove viene illustrato l’intero ciclo della produzione del pane\n\n\nL’itinerario conduce anche all’Antica Spiaggia\, luogo di grande impatto emotivo\, dove le indagini antropologiche sugli scheletri hanno permesso di ricostruire dieta\, salute e stili di vita della popolazione\, e al Padiglione della barca\, dedicato al rapporto con il mare e alla pesca.\nUn racconto completo che unisce gesti quotidiani\, economia domestica e scoperte scientifiche.\nUn’esperienza che continua fuori dal Parco\nAcquistando il biglietto integrato Parco + mostra sarà possibile visitare anche la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”\, allestita presso la splendida Villa Campolieto\, a poca distanza dal sito. La mostra\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ente Ville Vesuviane\, amplia il racconto con reperti\, ricostruzioni e approfondimenti\, offrendo un dialogo unico tra archeologia e una delle più affascinanti ville borboniche del Miglio d’Oro.\nDue luoghi\, un unico tema: il cibo come chiave per comprendere la civiltà romana.\nBiglietti in vendita presso la biglietteria e on line. Per ulteriori dettagli e per acquistare online https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/dalluovo-alle-mele.-la-civilta-del-cibo-e-i-piaceri-della-tavola-ad-ercolano/\n\nDate dei percorsi tematici\nFebbraio: 20\nMarzo: 6 – 20\nAprile: 3 – 17\nMaggio: 1\nConsigli utili\nSi raccomanda abbigliamento e scarpe comode.\nAccoglienza e raccolta dei gruppi all’ingresso dell’area archeologica.\n\nBIGLIETTI IN LOCO E ONLINE\nL’attività è gratuita esclusivamente subordinata all’acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito o biglietto integrato Parco + mostra\, anche per le riduzioni e gratuità secondo normativa di legge.\nÈ possibile prenotare l’attività per uno solo dei turni di visita nell’ambito della stessa giornata.\n• online sul sito ercolano.coopculture.it\n• tramite call center al numero +39 081 0106490 (attivo anche per informazioni\, dal lunedì al sabato\, esclusi i festivi\, dalle ore 9:00 alle ore 17:00).\n\nPartecipazione fino a esaurimento dei posti disponibili.\nPer ogni turno di visita è previsto un gruppo di max 25 persone.
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Presentazione libro | Introduzione alla storia torcellana (Venezia)
DESCRIPTION:Il Centro Studi Torcellani in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia organizza Giovedì 19 Febbraio alle ore 16.30 nel Salone Sansoviniano la presentazione della nuova edizione del Quaderno Torcellano n. 1 “Introduzione alla storia torcellana. Un affascinante viaggio tra realtà e mito“. Il testo viene ora riproposto in una edizione ampia ed aggiornata\, con nuovi dati archeologici e d’archivio e si presenta utile ed interessante sia per gli studiosi\, sia per gli appassionati di storia veneziana e lagunare aprendo possibili nuovi studi e ricerche. La presentazione del Quaderno Torcellano è di mons. Piero Pioppo\, arcivescovo titolare di Torcello e nunzio apostolico a Madrid e nel Principato di Andorra.\n\n\nSaluto istituzionale del Direttore della Biblioteca\, dott. Stefano Trovato.\n\n\nI relatori\n\n\nMarco Molin – Presidente e fondatore del Centro Studi Torcellani. Docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ha al suo attivo numerose conferenze a tematica veneziana e lagunare\, coordina la collana “Quaderni Torcellani” proponendo momenti di riflessione sulla storia\, l’arte e le tradizioni del territorio lagunare che nei secoli è stato legato a Torcello.\n\n\nMarco Zanetto – Già docente di materie letterarie negli istituti del veneziano\, ricercatore storico\, conferenziere stimato ed apprezzato\, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di storia di Venezia e presenta varie collaborazioni con enti ed istituzioni culturali nell’ambito della diffusione della cultura veneziana.\n\n\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Accesso da piazzetta San Marco n. 13/a – Venezia.\n\n\n La conferenza sarà trasmessa sul canale YouTube della Biblioteca\, con possibilità di interagire tramite chat\, al link: https://www.youtube.com/channel/UCesk4_I8FuO08GpqmnYJINg
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LOCATION:Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia\, Piazza San Marco\, 7\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Presentazione libro | Tusculum VII. Ridefinendo la città medievale scomparsa (Roma)
DESCRIPTION:Nell’immaginario comune\, il nome Tusculum rimanda immediatamente alla gloriosa città di epoca romana\, l’antiquissimum municipium di ciceroniana memoria. Completamente incastonato\, come un vero gioiello\, nella natura incontaminata del Parco regionale dei Castelli Romani\, le rovine di questo sito archeologico oggi abbandonato hanno attratto per secoli eruditi\, letterati\, viaggiatori del Grand Tour e appassionati di storia e archeologia. \nDal 1994\, quando la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC ha iniziato a dedicarsi attivamente a quest’area abbandonata\, si è cominciata a scrivere una nuova storia del luogo. I risultati delle ricerche hanno permesso di restituire un quadro storico più complesso e articolato dell’insediamento: è stato ricostruito un tracciato cronologico ben più ampio che parte dalla prima fondazione in epoca protostorica\, al massimo splendore in età classica\, fino al sorgere\, sulle rovine della città romana\, della Civitas Tuscolana\, potente città capace di dominare sui territori circostanti nei secoli centrali del medioevo sotto il dominio del potente lignaggio aristocratico dei Conti de Tusculana. Infine\, a conclusione della narrazione\, la sua definitiva distruzione e abbandono nel 1191\, per mano di Roma. \nIl volume Tusculum VII (a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco) vuole fornire un’organica rilettura delle informazioni che consenta di fare chiarezza sulle fasi di vita archeologicamente più labili e\, di conseguenza\, meno note della città. \nUna ricerca\, quella che ha portato alla redazione di questo volume\, che è il frutto maturo della collaborazione di professionisti di differenti discipline\, con attività che spaziano dalle ricognizioni topografiche allo studio della materialità architettonica della città\, dall’analisi dei reperti ceramici e numismatici all’antropologia e all’archeologia della guerra. Una ricerca interdisciplinare che conferma lo spirito di collaborazione e sperimentazione che ha caratterizzato il Progetto Tusculum\, nella speranza di contribuire a far riemergere la storia di questa fiorente e influente città medievale per troppi secoli rimasta nell’oblio. \nIl volume verrà presentato presso Palazzo Patrizi Clementi in via Cavalletti n. 2\, sede della Sabap per l’area metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti\, giovedì 19 febbraio alle ore 16.00. \n 
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Incontri nell'ambito della mostra "I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni" (Fondazione Luigi Rovati\, Milano)
DESCRIPTION:All’approssimarsi dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 la Fondazione Luigi Rovati di Milano propone una serie di incontri intorno alla mostra I Giochi Olimpici™. Una storia lunga 3000 anni\, in corso fino al 22 marzo\, dedicata alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. Realizzata in coproduzione con l’Olympic Museum e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna\, l’esposizione intreccia reperti greci\, romani ed etruschi con medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi dei grandi protagonisti della storia olimpica. \n\nSimboli olimpici: continuità e innovazione di un linguaggio universale\nGiovedì 19 febbraio ore 18.00 \nAngelita Teo\, Olympic Foundation for Culture and Heritage Director\, e Lucio Rovati\, Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati\, dialogano sui valori e sulla simbologia delle Olimpiadi moderne\, esplorando il significato di elementi iconici come la torcia\, i cerchi olimpici\, i premi e le medaglie\, per riflettere sull’eredità culturale e simbolica dei Giochi. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nStoria e politica dei Giochi antichi e moderni\nMercoledì 25 febbraio ore 18.00 \nUna conversazione dedicata al significato storico e politico dei Giochi\, dall’antichità al mondo contemporaneo. Intervengono Giuseppe Sassatelli (Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici) e Massimo De Giuseppe (Università IULM). \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nLo sport è cultura\nMercoledì 11 marzo ore 18.00 \nDino Ruta (SDA Bocconi) e Alessandra Marzari (Consorzio Vero Volley) conversano sul valore economico\, sociale e culturale dello sport oggi\, in occasione della presentazione del libro Colori Olimpici. Lo sport e i giochi come scintilla di benessere e sviluppo. \nIngresso libero su prenotazione. Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte. \n\nVerità e illusioni della pittura etrusca\nGiovedì 12 marzo ore 18.00 \nL’incontro ha come protagonisti Francesco Roncalli e Maurizio Harari\, membri ordinari dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Prendendo spunto dal volume Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca di Francesco Roncalli\, si approfondiscono il linguaggio figurativo\, i significati e le interpretazioni della pittura a partire dalla Tomba delle Olimpiadi in prestito dal Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). \nIngresso libero su prenotazione.  Il biglietto per l’incontro non include l’ingresso al Museo d’arte.
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SUMMARY:Presentazione libro | La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)
DESCRIPTION:Mercoledì  18 febbraio alle ore 17.00 si terrà nella Sala Azzurra di Palazzo Litta la presentazione del volume La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (Fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.) di Carla Pagani. \nIl volume\, rendiconto scientifico di consistenti lavori di restauro curati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano\, presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dalla Romanizzazione del centro insubre (fine II sec. a.C.) agli anni che vedono Mediolanum capitale dell’impero d’Occidente e  sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). \nLa ricerca interessa 30 siti urbani oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della Soprintendenza ABAP per la città Metropolitana di Milano\, dagli anni ’80 del Novecento ad oggi. Rinvenuti prevalentemente in condizioni frammentarie e in giacitura secondaria\, gli affreschi richiedono spesso tempestivi interventi di restauro per il recupero e la conservazione\, anche in vista dello studio scientifico e della valorizzazione delle pitture: un percorso le cui tappe vengono ricostruite nel lavoro. Viene inoltre approfondito l’intero processo produttivo degli intonaci dipinti\, dagli aspetti tecnico-esecutivi\, che si avvalgono delle indagini archeometriche per la composizione delle malte e dei pigmenti\, all’analisi formale e stilistica\, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni. La lettura di sintesi in catalogo tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città\, mettendo i rinvenimenti pittorici in necessario rapporto con Roma e l’area vesuviana\, ma anche con i centri della Cisalpina e delle aree provinciali. \nI risultati di questo studio multidisciplinare apportano nel complesso un significativo contributo alla conoscenza della società e della cultura decorativa parietale della Mediolanum romana. \nPresenteranno il volume:\nla prof.ssa Irene Bragantini dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”\ne il prof. Furio Sacchi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. \nAll’evento\, moderato dalla dott.ssa Federica Giacobello dell’Università degli Studi del Molise e organizzato in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Lombardia e la Direzione di Palazzo Litta\, sarà presente l’autrice. \n  \nÈ possibile scaricare gratuitamente copia digitale del volume dal sito della Soprintendenza alla pagina https://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it/eventi-culturali/pubblicazioni-2/
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SUMMARY:Visite immersive | VENI\, VIDI\, HERCVLANEVM: la Virtual Reality Experience a Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il passato non è mai stato così vicino al Parco Archeologico di Ercolano che presenta VENI\, VIDI\, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience\, un nuovo progetto sperimentale che\, ancora prima di accedere al sito archeologico\, trasforma la visita in un viaggio immersivo nel tempo grazie all’utilizzo di visori di realtà virtuale.\nOgni lunedì e mercoledì\, da febbraio ai primi di maggio\, i visitatori potranno vivere l’esperienza senza costi aggiuntivi: sarà sufficiente acquistare il biglietto di ingresso e prenotarsi in anticipo per indossare i visori; e si potranno muovere i primi passi virtuali tra le antiche mura della città.\nSi tratta di un’iniziativa innovativa\, coinvolgente e accessibile\, che consente di entrare idealmente nell’antica Ercolano\, esplorarne gli spazi\, riviverne atmosfere e dettagli\, osservare ambienti e architetture ricostruiti in 3D come se fossero davanti ai propri occhi.\nGrazie alla realtà virtuale\, i visitatori possono comprendere meglio l’organizzazione urbana\, gli edifici e la vita quotidiana della città antica\, con un livello di coinvolgimento emotivo e cognitivo particolarmente intenso.\nUn’esperienza per tutti\nParticolare attenzione è dedicata all’inclusione: l’attività è pensata per ogni tipologia di pubblico\, con un’apertura specifica alle persone con disabilità fisiche\, cognitive e sensoriali. L’esperienza si svolge in totale sicurezza\, con il supporto di personale specializzato del Parco che accoglie\, guida e assiste i partecipanti in ogni fase. Un modo concreto per abbattere le barriere e rendere la cultura realmente accessibile e condivisa.\nCalendario attività\nFebbraio: 16 – 18 – 23 – 25\nMarzo: 2 – 4 – 9 – 11 – 16 – 18 – 23 – 25 – 30\nAprile: 1 – 6 – 8 – 13 – 15 – 20 – 22 – 27 – 29\nMaggio: 4\nOrari e modalità\n\n\ndalle 9:30 alle 12:30\n\n\nturni da 10 minuti (comprensivi di consegna e ritiro dei visori\, con supporto di personale del Parco)\n\n\n2 postazioni\, per 2 visitatori ogni turno\n\n\nattività presso il Visitor Center\n\n\nPartecipazione\nL’attività è gratuita\, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa).\nPrenotazione obbligatoria:\n\n\nonline: ercolano.coopculture.it\n\n\ncall center: +39 081 0106490 (dal lunedì al sabato\, 9:00–17:00)\n\n\nPartecipazione fino a esaurimento dei posti disponibili.\nCon VENI\, VIDI\, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience il patrimonio archeologico non si osserva soltanto: si attraversa\, si esplora\, si vive.
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SUMMARY:Mostra | Archeologia del sale a Cervia (Cervia - RA)
DESCRIPTION:Al MUSA – Museo del Sale di Cervia torna protagonista l’archeologia con la nuova mostra “Archeologia del sale a Cervia”\, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. L’inaugurazione è in programma sabato 14 febbraio alle ore 17.00. \nChe cos’è l’archeologia del sale? Cosa racconta il sale sulla storia di un territorio? E perché Cervia rappresenta un luogo privilegiato per questo tipo di studi? La mostra è stata pensata per rispondere a questi interrogativi e guidare il pubblico alla scoperta dei risultati delle più recenti ricerche condotte in città nell’ambito del progetto PRIN22 “ESP – Exploring Human-Environment Interaction in the Productive Landscapes of Medieval Italy”. \nLe attività di ricerca e indagine archeologica condotte negli ultimi anni dal Comune\, dalla Soprintendenza e dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture e Civiltà – hanno portato alla scoperta di evidenze di grande interesse\, che attestano l’eccezionale valore dei siti a livello nazionale e internazionale. Un patrimonio che arricchisce la conoscenza storica del territorio e apre nuove opportunità di tutela\, valorizzazione e fruizione pubblica\, anche in chiave culturale e turistica. \nIn particolare archeologi e studenti dell’Università di Bologna hanno lavorato per ricostruire il ruolo centrale della produzione del sale nello sviluppo dell’insediamento cervese\, analizzandone l’impatto sul paesaggio nel corso dei secoli. \nI coordinatori delle indagini\, Mila Bondi e Marco Cavalazzi\, introdurranno la mostra illustrandone obiettivi\, metodi e contenuti e accompagnando il pubblico alla scoperta dei  risultati più significativi emersi dalle ricerche. \nL’iniziativa fa parte del programma Cervia Archeologica\, un calendario di mostre\, incontri e approfondimenti dedicati alla valorizzazione delle radici identitarie della città\, che confluisce nel progetto di costituzione di un parco storico-naturalistico. Il parco intende coniugare l’elevato valore ambientale e culturale delle Saline di Cervia con la rilevanza storica e archeologica dei siti di Cervia Vecchia e Prato della Rosa. \nLa mostra sarà visitabile fino a domenica 22 marzo\, negli orari di apertura del museo\, ed è compresa nel biglietto di ingresso. In occasione dell’inaugurazione\, l’ingresso sarà gratuito.
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SUMMARY:Visite guidate gratuite | Mostra "La Grecia a Roma"  (Musei Capitolini\, Roma)
DESCRIPTION:Sono tanti e coinvolgenti gli spunti di riflessione e le curiosità offerti da “La Grecia a Roma”\, la grande mostra in corso ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli fino al 12 aprile 2026 che\, attraverso un corpus eccezionale di 150 capolavori originali greci\, alcuni mai esposti prima\, svela l’incontro artistico che ridefinì identità\, potere e bellezza nella Roma antica. Della mostra abbiamo parlato QUI (Leggi l’articolo su Storie & Archeostorie). \nAl fine di comprendere al meglio l’esposizione\, per cittadini italiani e turisti stranieri\, sarà possibile partecipare\, per oltre due mesi\, a visite guidate gratuite. Gli incontri si svolgeranno ogni domenica\, a partire dall’8 febbraio\, per una durata di 75 minuti e con due turni\, in due diverse lingue: alle ore 11.30 in italiano e alle ore 16.30 in inglese. \nLa partecipazione è gratuita e libera fino a esaurimento dei posti disponibili con prenotazione obbligatoria al numero 060608. \nPer chi visita la mostra in autonomia\, la mostra La Grecia a Roma offre un ulteriore strumento innovativo e coinvolgente: l’audioguida scaricabile tramite la piattaforma amuseapp – startup italiana che utilizza l’intelligenza artificiale per digitalizzare l’esperienza museale. \nTale supporto è stato ideato con l’intento di approfondire le opere esposte\, arricchendo la visita con chiavi di lettura aggiornate. Arte e tecnologia si incontrano infatti in un percorso che integra audiodescrizioni delle opere\, contenuti multimediali e testi descrittivi. \nL’audioguida\, inclusa gratuitamente nel biglietto e fruibile sul proprio dispositivo cellulare\, è disponibile nella doppia lingua\, italiano e inglese\, ed è progettata per adattarsi a pubblici diversi. Accanto al percorso principale\, infatti\, è disponibile anche un itinerario dedicato all’accessibilità\, pensato per facilitare la fruizione da parte di persone con esigenze specifiche\, confermando l’attenzione verso un’esperienza culturale realmente inclusiva. \nIl visitatore può utilizzare l’audioguida lungo il percorso espositivo tramite QR code presenti nelle sale senza alcun download obbligatorio\, oppure scaricando l’applicazione Amuseapp da Google Play Store o dall’App Store per un’esperienza mobile dedicata. In questo modo l’utente può continuare a esplorare i contenuti online\, approfondire\, condividere\, anche dopo aver terminato la visita. Gli itinerari possono essere consultati e scaricati anche dal sito dei Musei Capitolini. \n  \nLa Grecia a Roma è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali\, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. \nVISITE GUIDATE \nLe visite guidate sono gratuite con pagamento del biglietto di ingresso alla Mostra secondo tariffazione vigente. \nDurata 75 minuti. Massimo 25 persone. \nPrenotazione obbligatoria allo 060608 \nDOWNLOAD AUDIOGUIDA > https://web.amuseapp.art/RU61RXIG/itinerary/3SSPIZZG \nLA MOSTRA \nCon oltre 150 opere tra sculture\, rilievi e reperti archeologici\, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta\, la mostra racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Della mostra abbiamo parlato QUI (Leggi l’articolo su Storie & Archeostorie).
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LOCATION:Musei Capitolini – Villa Caffarelli\, Via di Villa Caffarelli\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger (Torino)
DESCRIPTION:Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026\, i Musei Reali di Torino ospitano nello Spazio Scoperte\, al secondo piano della Galleria Sabauda\, la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto. \nL’esposizione propone\, per la prima volta\, un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica\, elaborata tra il 1425 e il 1428 da Fra Giovanni da Fiesole\, detto il Beato Angelico (Vicchio di Mugello 1395 circa – Roma 1455)\, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella tavola oggi conservata al Museo di San Marco a Firenze – eccezionalmente concessa in prestito dalla Direzione regionale Musei nazionali Toscana\, nell’ambito delle relazioni culturali e di scambio tra musei del Sistema museale nazionale del Ministero della cultura – e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda\, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomeus Spranger (Anversa 1546 – Praga 1611) tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V. \nQuest’ultima\, dichiaratamente ispirata al prototipo di Angelico\, consente di indagare le modalità di ricezione\, rielaborazione e trasmissione di un modello figurativo di straordinaria fortuna\, rivelando tanto le permanenze quanto le trasformazioni che il soggetto subì nel passaggio dal primo Rinascimento al pieno Manierismo. \nLa rassegna si tiene in occasione del rientro ai Musei Reali della tavola di Fra Giovanni da Fiesole raffigurante la Madonna dell’Umiltà\, concessa in prestito alla mostra monografica Beato Angelico (Firenze\, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco\, 26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026).
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SUMMARY:Mostra | Musei in vetrina: Venus Genetrix (Milano)
DESCRIPTION:Nell’ambito del progetto “Musei in Vetrina” promosso da MuseoCity\, la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano espone fino al 15 marzo presso la Galleria Cassina Projects di via Mecenate 76/45 una pregevole statua di epoca romana\, raffigurante Venus Genetrix (Venere “Genitrice”). \nLa scultura\, in marmo bianco e di dimensioni leggermente inferiori al naturale\, è una copia\, databile al I secolo d.C.\, di una celebre statua greca\, realizzata da Callimaco\, uno dei principali discepoli di Fidia\, nell’ultimo quarto del V secolo a.C. L’esemplare\, oggi conservato a Milano ma di provenienza sconosciuta\, è stato recuperato una decina di anni fa sul mercato antiquario ed era in origine probabilmente destinato a decorare un edificio pubblico o una residenza privata di alto livello. \nCustodita fino ad oggi nei depositi della Soprintendenza\, la statua è stata ora restaurata a cura di COR.ARTIS (Conservazione Restauro Arte Tecnologia Innovazione Scienza) e viene per la prima volta presentata al pubblico in occasione di MuseoCity. \nLa Galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18. Ingresso gratuito.
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LOCATION:Galleria Cassina Projects\, via Mecenate 76/45\, Milano\, Italy
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SUMMARY:Mostra | L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli (Genova)
DESCRIPTION:Una mostra documentaria ripercorre l’evoluzione del sistema dei Rolli attraverso manoscritti\, decreti e registri cerimoniali\, offrendo uno sguardo diretto sulle pratiche di accoglienza della Genova moderna. Un’occasione per valorizzare il patrimonio archivistico che ha reso possibile la ricostruzione della memoria istituzionale cittadina \n\n\n\nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Liguria -Archivio di Stato di Genova partecipa al Comitato di pilotaggio per il ventennale dell’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (2006–2026).\n\n\n\nSi terrà giovedì 5 febbraio 2026\, alle ore 16:30\, l’inaugurazione della mostra ‘L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli’. L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 5 febbraio al 3 aprile. \nIl 2026 celebra una ricorrenza molto importante per la cultura genovese: sono infatti trascorsi vent’anni anni da quando\, nel 2006\, l’Unesco ha conferito a 42 palazzi genovesi\, detti “dei rolli”\, lo status di Patrimonio dell’Umanità\, dichiarando a titolo di motivazione “[I palazzi patrizi dei Rolli sono]… uno strumento per leggere la complessità di una società che in essi abitava e che attraverso di essi esprimeva la propria cultura”. \nLe iniziative culturali concepite a celebrazione del ventennale sono molteplici e includono mostre\, conferenze\, tavole rotonde e convegni che si distribuiranno lungo tutto l’arco dell’anno. Ad avviare la nutrita stagione sarà l’Archivio di Stato di Genova con la mostra L’accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli” \, inaugurata il 5 febbraio e aperta\, con visite libere e visite guidate su prenotazione\, fino al 3 aprile. \nLo stesso Assessore alla Cultura del Comune di Genova\, il professor Giacomo Montanari\, durante la Conferenza stampa organizzata per presentare il calendario delle iniziative 2026\, ha dato rilievo alla posizione dell’Archivio di Stato poiché “… questo è il luogo da dove tutto è cominciato\, con la riscoperta di queste carte da parte di Ennio Poleggi [architetto\, storico e urbanista] e della sua squadra di lavoro”. \nLa Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Liguria – Archivio di Stato di Genova partecipa da alcuni mesi al Comitato di pilotaggio per il ventennale dell’iscrizione dei Palazzi dei Rolli nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (2006–2026)\, contribuendo fattivamente alla programmazione culturale e ai dibattiti che entrano del merito della ulteriore valorizzazione e conservazione di questa risorsa culturale per le generazioni future. \n  \nChe cosa sono dei Palazzi dei Rolli? \nSi ratta di un sistema di ospitalità diffusa\, effettuata generalmente per sorteggio\, nelle dimore patrizie più sontuose della città per i visitatori illustri: papi\, imperatori\, monarchi\, principi\, nunzi apostolici\, ambasciatori e nobili di ogni ordine e grado. Il sistema si venne strutturando nel XVI secolo attraverso l’emanazione di specifici decreti governativi che riportavano gli elenchi dei palazzi deputati\, divisi in liste in base alla qualità e alle dimensioni delle dimore. \nIl ricco patriziato genovese aveva effettuato grandi investimenti urbanistici\, capaci di trasfigurare il volto della città e di dotarla di un formidabile complesso di palazzi “nuovi”\, dalle strepitose caratteristiche non solo architettoniche\, ma anche decorative. Il ruolo dei genovesi nell’ambito della grande finanza europea richiamò a Genova centinaia di visitatori\, soprattutto durante il periodo detto “il secolo d’oro dei genovesi”\, che raggiunse il suo apice tra la metà ‘500 e la metà ‘600\, ma anche nel secolo successivo\, che vide comunque Genova sempre protagonista della scena politico-economica europea. \nL’Archivio di Stato di Genova esporrà in mostra non solo i noti documenti (Rolli) che riportano gli elenchi dei palazzi ma anche i nove Libri Cerimoniarum\, (Libri delle Cerimonie)\, redatti tra il 1588 e il 1797 dai Maestri delle Cerimonie della Repubblica e che documentano meticolosamente gli eventi ufficiali e gli intrattenimenti previsti per le accoglienze cittadine\, le cerimonie religiose e il protocollo diplomatico. Di straordinario interesse\, questi manoscritti contengono anche descrizioni particolareggiate relative alle nomine dei Dogi e alle feste civili e religiose\, insieme con minuti dettagli sull’abbigliamento\, gli arredi e i rituali del periodo. \nDopo l’esposizione\, i primi due libri delle cerimonie\, in precario stato di conservazione\, saranno sottoposti a restauro grazie ai finanziamenti privati raccolti recentemente attraverso l’Art Bonus e all’uso del totem per gli archivi (iniziativa: donare alla storia). \nA corollario della mostra\, l’Archivio ha organizzato quattro conferenze sul tema dell’ospitalità nei Palazzi dei Rolli e parteciperà\, come di consueto\, alle due edizioni cittadine della manifestazione primaverile e autunnale denominata “Rolli days”\, che da anni richiama a Genova folle di visitatori locali\, nazionali e internazionali. \n  \nOrari di visita mostra (su prenotazione)\nMercoledì e giovedì\n10:30 – 12:00 | 15:00 – 17:00 \nIngresso\nPiazza Santa Maria in Via Lata\, 7 – Genova \nVisite guidate\nPer gruppi\, da lunedì a venerdì\, in data e orario da concordare. \nContatti\nTelefono: 010 537561\nEmail: as-ge.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Convegno | Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3 (Roma)
DESCRIPTION:Nel corso dell’ultimo decennio\, le tre Università di Roma – Sapienza\, Tor Vergata e Roma Tre – e la Sovrintendenza Capitolina hanno promosso momenti di incontro per la condivisione e l’organizzazione di attività di ricerca scientifica sulle Mura Aureliane\, eccezionale testimonianza monumentale di quasi diciotto secoli di storia. \nFrutto di questa collaborazione interdisciplinare sono stati due convegni: \n\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 1. Da Aureliano a Onorio (Roma Tre\, 2015);\nLe Mura Aureliane nella storia di Roma. 2. Da Onorio a Niccolò V (Tor Vergata\, 2017).\nIl terzo convegno\, dal titolo Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3. Dal XVI secolo all’età contemporanea\, è coordinato da Sapienza e finanziato nell’ambito del PRIN 2022.\nLa giornata conclusiva del convegno\, dal titolo Sezione 4b. Cronache contemporanee dalle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione\, si svolge sabato 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis.\n\nMuseo dell’Ara Pacis\, Auditorium – via di Ripetta\, 190s \nProgramma \nmodera Rita Volpe \nGiuliana Barilà\nSito 1 multintervento Mura Aureliane\, dalla programmazione al collaudo passando attraverso la Milestone PNRR Caput Mundi \nCristina Carta\, Alessandra Cerrito\, Lorenzo Conte\, Marina Marcelli\, Raffaele Piatti\nNuovi dati sulle soluzioni tecnico-costruttive delle Mura Aureliane dai recenti sondaggi \nValentina Cocco\, Livia De Andreis\, Valentina Borghese\nMetodologie di restauro delle Mura Aureliane \nPaolo Mazzanti\, Jessica Clementi\, Marina Marcelli\, Cristina Carta\nIl Piano straordinario di monitoraggio delle Mura Aureliane \npausa caffè \nTakuro Ogawa\n3D Surveying\, Modeling Techniques\, and Analytical Perspectives on the Aurelian Walln Walls \nTommaso Empler\, Carlo Inglese\, Marina Marcelli\nPorta San Paolo:\nHBIM per la documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio fortificato romano \nMarina Formica\nConclusioni
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SUMMARY:Convegno | Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito (Pozzuoli\, NA)
DESCRIPTION:Mercoledì 28 gennaio 2026 la Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospita il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli: la necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito”\, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli\, con il contributo del Ministero della Cultura. \nL’iniziativa\, curata da Maria Luisa Tardugno e Anna Russolillo\, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito\, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. \nDopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino\, sono previsti i saluti di S. E. Mons. Carlo Villano\, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, di S. E. Mons. Gennaro Pascarella\, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia\, del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni e della Soprintendente Paola Ricciardi. \nLa mattina sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli\, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici\, con interventi di studiosi delle Università di Napoli Federico II\, Napoli L’Orientale\, Roma Tre e dell’Università del Molise. \nNel pomeriggio si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito\, con contributi di Iolanda Donnarumma e Maria Luisa Tardugno. È inoltre prevista la presentazione dei poster di Robert H. Tykot\, Anna Russolillo\, Anna Abbate e Franco Foresta Martin\, dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. \nIl convegno si concluderà con una visita guidata all’ipogeo della Necropoli di San Vito. \nInfo: sabapmetropolitanana.cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea (Roma)
DESCRIPTION:Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita la mostra Il tesoro ricamato delle Regine. Una prospettiva fotografica contemporanea\, un progetto di Dana & Stéphane Maitec che porta a Roma uno dei patrimoni più raffinati e simbolici dell’identità culturale romena: i costumi tradizionali appartenuti alle Regine della Romania\, oggi conservati nella collezione della Famiglia Reale Romena.\nLa mostra si svolge nel contesto dell’Anno Culturale Romania – Italia 2026\, programma strategico bilaterale svolto sotto l’alto patrocinio del Presidente della Romania\, S.E. Nicușor Dan\, e del Presidente della Repubblica Italiana\, Sergio Mattarella\, e propone uno sguardo inedito su questi abiti storici attraverso la fotografia contemporanea di Dana & Stéphane Maitec.\n“Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è lieto di ospitare questo progetto espositivo che si inserisce in un programma di cooperazione culturale di alto profilo\, volto a valorizzare e intrecciare storia\, arte e identità culturale in un dialogo profondo tra Romania e Italia”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “Siamo certi che questa proposta culturale inviterà il pubblico a riscoprire il valore universale del patrimonio tessile e artigianale attraverso lo sguardo contemporaneo della fotografia e rinnovando la vocazione del Museo come luogo di incontro tra civiltà e linguaggi artistici\, ben oltre i confini geografici e temporali”.\nLontani da un approccio documentario tradizionale\, gli artisti rileggono i costumi reali mediante la fotografia di dettaglio\, isolando e ingrandendo ricami\, trame e motivi ornamentali fino a trasformarli in vere e proprie architetture visive. Il dettaglio\, normalmente percepito come elemento decorativo marginale\, diventa protagonista assoluto: superficie\, materia e spazio si fondono in un’esperienza visiva immersiva che invita il visitatore a un’osservazione lenta e contemplativa.\nTra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento\, le Regine e le Principesse della Romania hanno svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione del costume popolare\, trasformandolo da abito contadino in elemento centrale del guardaroba reale. La Regina Elisabetta (1843 – 1916) fu la prima a riconoscerne il valore identitario\, mentre con la Regina Maria (1875 – 1938) il costume tradizionale divenne un autentico linguaggio politico e culturale\, simbolo della Romania moderna e strumento di rappresentanza internazionale. In questo dialogo tra mondo rurale e spazio monarchico prende forma uno stile reale romeno\, colto e profondamente radicato nella tradizione.\n“Le camicie delle Regine ci narrano un momento essenziale della storia della Romania moderna\, in cui l’abito tradizionale è stato elevato al rango di simbolo di Stato\, di strumento diplomatico e di espressione di un’identità preservata con dignità e lucidità. Il fatto che questa mostra venga presentata nella programmazione dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026\, in un museo dedicato a una delle più antiche civiltà d’Europa\, conferisce all’iniziativa un ulteriore significato: quello di un incontro simbolico tra strati di storia e forme diverse di memoria culturale\, accomunati dalla medesima aspirazione alla durata\, al senso e alla bellezza. Riaffermiamo in questo modo l’impegno comune della Romania e dell’Italia a porre la cultura al centro della relazione bilaterale\, quale strumento di diplomazia\, spazio di riflessione e fondamento del nostro futuro europeo condiviso”\, dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia\, Gabriela Dancau.\nLe fotografie attraversano una pluralità di capi e frammenti – camicie ricamate (ii)\, fote\, catrințe\, oprege\, brâuri – restituendo la complessità di un sistema tessile in cui ogni motivo possiede una forte valenza simbolica. Rombi\, croci stilizzate\, segni vegetali e geometrie parlano di fertilità\, protezione\, ciclicità e relazione con il cosmo\, rivelando la ricchezza semantica dell’ornamento tradizionale.\nAccanto alle immagini fotografiche\, la mostra include installazioni tridimensionali – un arco di trionfo\, una colonna\, un paravento – che traducono il linguaggio del ricamo in forme spaziali\, sottolineandone la dimensione scultorea e architettonica. Il filo diventa struttura\, il punto cucito si fa ritmo\, e l’ornamento si trasforma in spazio attraversabile.\nIl tesoro ricamato delle Regine non propone una lettura nostalgica della tradizione\, ma una sua riattivazione contemporanea. Attraverso la monumentalizzazione del dettaglio\, Dana & Stéphane Maitec restituiscono al ricamo la sua forza originaria\, trasformandolo in un linguaggio visivo autonomo\, capace di dialogare con il presente e con un pubblico internazionale\, nel cuore di Roma.\n \nMostra compresa nel biglietto di ingresso al Museo\nMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\nPiazzale di Villa Giulia\, 9 00196 Roma\nApertura: Martedì – Domenica\nOrari: 8.30 – 19.30\n(ultimo ingresso ore 18.30\,\nchiusura sale ore 19.00)\nwww.museotru.it
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LOCATION:Museo nazionale etrusco di Villa Giulia\, Piazzale di Villa Giulia\, 9\, Roma\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo (Palazzo Madama\, Torino)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo a Torino ricostruisce\, con dati archeologici e tecnologie digitali\, la lunga storia del sito di Palazzo Madama dalla Porta romana al castello medievale dei Savoia-Acaia. \nDal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026\, la mostra riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento\, restituendone forma\, funzioni e significati. \nPrima di essere la dimora delle Madame Reali\, prima dei Savoia\, prima dei preziosi interventi dell’architetto Filippo Juvarra\, Palazzo Madama era un castello. Un castello con una storia millenaria\, le cui origini affondano nell’età romana\, quando qui sorgeva la maestosa Porta Decumana della colonia di Augusta Taurinorum. Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo\, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo\, l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di parti dell’edificio\, troppo spesso identificato solo con le regine sabaude che gli diedero il nome. \nPer approfondire i dettagli dell’evento:  Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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LOCATION:Palazzo Madama – Museo civico d’arte antica\, Piazza Castello\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Il MAEC\, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”\, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida\, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo\, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca\, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985\, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia\, quando l’archeologia: da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. Nel quadro delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana del 1985\, il ritorno a Cortona di parte della Collezione Corazzi\, migrata nell’Ottocento in Olanda praticamente 200 anni fa (1826) e costituita da eccezionali bronzi etruschi\, fra i quali il celebre fanciullo con l’oca e il grifo\, simbolo della mostra\, è l’occasione per riflettere sull’importanza dei collegamenti internazionali che furono fondamentali nella storia dell’Accademia cortonese\, che nel 2027 compierà trecento anni\, e che il MAEC\, fin dalla sua nascita nel 2005\, ha inteso proseguire. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \n“Gli Etruschi in Olanda”: al MAEC il ritorno dei bronzi di Cortona da Leida \n \n 
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LOCATION:MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona\, Piazza Signorelli\, 9\, Cortona\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gli Dei ritornano: i Bronzi di San Casciano (Museo Archeologico Nazionale\, Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Dopo il successo riscosso al Quirinale e a Reggio Calabria\, i capolavori emersi dal fango del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni arrivano in Friuli Venezia Giulia. La mostra presenta le straordinarie statue bronzee\, ex-voto e monete che stanno riscrivendo la storia del passaggio tra Etruschi e Romani. Al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (UD). \nPer approfondire la scoperta\, i dettagli del restauro e vedere la gallery fotografica completa\, leggi il nostro speciale: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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SUMMARY:Mostra | Eresia e ortodossia a confronto. Manoscritti e testi da Bisanzio (Venezia)
DESCRIPTION:Eresia e ortodossia a confronto.\nManoscritti e testi da Bisanzio alla Biblioteca Marciana \nLa mostra è organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR Panoplia panopliarum – Il lungo secolo dodicesimo: l’epoca bizantina delle compilazioni anti-eretiche (CUP: C53D23008620001) ed è curata da Marco Fanelli\, Ottavia Mazzon\, Alessandra Bucossi e Niccolò Zorzi. Propone un percorso di approfondimento rivolto a un ampio pubblico\, che delinea attraverso il ricco e prezioso fondo manoscritto della Biblioteca Marciana la storia del confronto tra Ortodossia e forme ereticali\, eterodosse e di dissenso a Bisanzio. Il percorso si concentra sul “lungo” XII secolo\, quando il controllo delle forme di dissidenza religiosa in taluni momenti si acuisce e ne determina lo sviluppo. In questo periodo si concentra una produzione antiereticale che non ha paragoni nella storia di Bisanzio\, direttamente patrocinata dagli imperatori della dinastia comnena e variamente appoggiata dall’autorità patriarcale. \nSono esposti codici dell’Antico e del Nuovo Testamento\, commentari alle Sacre Scritture e Atti di Concili\, che costituiscono gli strumenti d’elezione per gli autori che nel corso dei secoli si dedicarono alla stesura di opere antieretiche. Ampio spazio è riservato a manoscritti che trasmettono il testo delle grandi compilazioni antiereticali composte nel periodo comneno. Speciale attenzione è poi rivolta a testi e autori che riflettono l’acceso dibattito con le Chiese latina e armena\, nonché il difficile confronto con fedi religiose estranee al Cristianesimo\, ma ben radicate nel tessuto sociale ed economico dell’impero\, come l’Ebraismo e l’Islam. \nNella prospettiva non solo di promuovere\, ma anche di valorizzare e preservare questo patrimonio manoscritto e librario\, una sezione della mostra è dedicata al restauro di alcuni codici finanziato dal progetto PRIN 2022 PNRR e realizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana. \nCatalogo della mostra (in open access sul sito dell’editore): https://www.padovauniversitypress.it/it/publications/9788869384998 \n  \nLeggi l’articolo pubblicato su Storie & Archeostorie che parla della mostra: \n  \nEresia e ortodossia a Bisanzio: in mostra i manoscritti medievali greci che raccontano il dissenso nel “lungo” XII secolo
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SUMMARY:Mostra | La Grecia a Roma  (Musei Capitolini\, Roma)
DESCRIPTION:Con oltre 150 opere tra sculture\, rilievi e reperti archeologici\, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta\, la mostra “La Grecia a Roma”\,  in corso ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli fino al 12 aprile 2026 racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. \nTutte le informazioni sulla mostra QUI (Leggi l’articolo su Storie & Archeostorie).
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LOCATION:Musei Capitolini – Villa Caffarelli\, Via di Villa Caffarelli\, Roma\, Italy
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