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SUMMARY:Mostra | Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro (Venaria Reale - TO)
DESCRIPTION:Alla Reggia di Venaria\, complesso monumentale alle porte di Torino tra i più visitati\nin Italia\, dal 17 aprile al 6 settembre 2026 il Consorzio delle Residenze Reali\nSabaude – presieduto da Michele Briamonte con la direzione di Chiara Teolato –\norganizza una grande mostra su straordinari abiti che hanno definito\nl’immagine delle regine nel cinema e nel teatro.\nLa mostra è curata da Massimo Cantini Parrini\, pluripremiato costumista\, profondo\nconoscitore del costume antico e collezionista di abiti d’epoca\, con Clara Goria\, storica\ndell’arte e conservatrice del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.\nRegine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro riunisce nelle\nSale delle Arti della Reggia una selezione di 31 abiti che hanno definito\, nel tempo\,\nl’immagine della regina nel cinema e nel teatro\, restituendo al costume la sua\nfunzione più profonda: non semplice ornamento\, ma dispositivo capace di generare\npercezione di potere\, identità e visione.\nLa mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica\, un\nlinguaggio che attraversa i secoli e i generi\, costruendo figure capaci di imporsi\nnell’immaginario prima ancora della parola. Al centro\, l’arte del costume tra cinema e\nteatro\, officine diverse della stessa meraviglia: nel cinema il costume vive nel dettaglio\,\nnella luce e nell’inquadratura che ne rivelano la materia; in teatro governa lo spazio\, deve\nessere leggibile da lontano e respirare con l’attore e con il tempo della scena.\nLa mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria\ndedicato alla moda e al costume avviato nel 2011 con Moda in Italia. 150 anni di \neleganza (1861–2011). Ma il racconto della sovranità femminile è anche un\nmodo per tornare alla nascita del complesso della Venaria Reale\, alla metà del\nSeicento\, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria\nGiovanna Battista di Savoia Nemours. \nIL PERCORSO DELLA MOSTRA\nIl percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei fondamentali —\nmito\, storia\, fantasia — che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico\,\ntra ricerca filologica e interpretazione poetica. Regine mitologiche e leggendarie\, regine\nfantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia e sovrane realmente esistite\nconvivono in un racconto che supera la distinzione tra vero e immaginato\, affermando\nuna verità più profonda: quella del linguaggio visivo.\nOro\, argento e bronzo sono i colori della mostra che rimandano alla regalità\, segnando le\ntre sezioni: Fantasia in argento\, Mito in bronzo e Storia in oro. L’allestimento stesso si\nconfigura come un’architettura prospettica in tre atti (Mito\, Storia\, Fantasia) e undici\nscene che mette in luce una selezione di 31 abiti d’autore\, firmati da grandi\ncostumisti e artisti\, realizzati da eccellenze sartoriali italiane per celebri regie ed\ninterpreti. \nTra le presenze in mostra emergono figure iconiche della regalità scenica:\nl’Incantevole Strega\, la regina degli specchi\, interpretata da Monica Bellucci\nin I fratelli Grimm di Terry Gilliam (2005)\, Ariadne\, regina della luna/Valentina\nCortese ne Le avventure del barone di Münchausen (1988) e Titania\, regina delle\nfate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate (1999) nei costumi di\nGabriella Pescucci. Tra le regine del mito compaiono Giocasta/Silvana Mangano e\nMedea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1967\, 1969) nei costumi dei\nmaestri Piero Tosi e Danilo Donati. E poi le regine nella storia\, Cleopatra/Liz Taylor\nnei faraonici abiti del kolossal di Mankiewitz del 1963\, Elisabetta I\nd’Inghilterra/Rossella Falk in Maria Stuarda di Franco Zeffirelli vestita da Anna \nAnni\, Anna Bolena/Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas in Maria di Pablo \nLarraín (2024) e Maria Antonietta/Mélanie Laurent ne Le Déluge. Gli ultimi giorni\ndi Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024)\, quest’ultimo in parte girato nella stessa\nReggia di Venaria\, entrambe nei costumi di Massimo Cantini Parrini. E ancora\, Maria\nAntonietta interpretata da Kirsten Dunst\, che ridefinisce un’immagine pop e\ncontemporanea della regina per la regia di Sofia Coppola (2006)\, fino a Elisabetta di\nBaviera\, la mitica Sissi\, consacrata dal cinema con il volto di Romy Schneider\nin Ludwig di Luchino Visconti (1973). \nIl viaggio proposto al visitatore attraversa cinema\, teatro e opera lirica fino alle più\nrecenti serie televisive\, costruendo un dialogo continuo tra epoche\, stili e linguaggi.\nLa Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue\narchitetture amplificano la teatralità dei costumi\, mentre lo spazio e la prospettiva\npermettono di coglierne pienamente silhouette\, proporzioni e presenza scenica. In luce\nemergono tessuti\, ricami\, cromie\, pesi e strutture\, insieme ai bozzetti originali riprodotti\nin mostra\, che rivelano il processo creativo alla base della costruzione dell’immagine\nregale.\nIn mostra opere dei più grandi maestri del costume teatrale e\ncinematografico\, dal primo Novecento a oggi: Anna Anni\, Giancarlo Bartolini\nSalimbeni\, Aldo Calvo\, Milena Canonero\, Massimo Cantini Parrini\, Giulio Coltellacci\,\nDanilo Donati\, Gabriella Pescucci\, Luigi Sapelli detto Caramba\, Gino Carlo Sensani\,\nPiero Tosi. Accanto a loro\, i costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati\,\nCorrado Cagli\, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.\nLe opere provengono da importanti istituzioni e collezioni: Gallerie degli Uffizi –\nMuseo della Moda e del Costume di Firenze\, Costumi d’Arte Peruzzi\, Tirelli Trappetti\,\nSartoria Farani\, Archivio Corrado Cagli di Roma\, Fondazione Cerratelli di Pisa\, Sartoria\nDe Valle di Torino e la collezione di Massimo Cantini Parrini. \n  \nGli abiti sono accompagnati da parrucche\, gioielli e ornamenti — elementi\nessenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o\nfatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.\nEmerge così una vera e propria geografia del fare: musei\, archivi e sartorie che\ncustodiscono saperi rari\, restituendo una costellazione di competenze che ha reso il\ncostume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama\ninternazionale.
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SUMMARY:Mostra | Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva (Napoli)
DESCRIPTION:Presso il Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli il 22 aprile è stata inaugurata la mostra Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva\, aperta al pubblico fino al 19 luglio 2026. \n\nA due anni dalla riapertura della Chiesa-Museo\, dopo un lungo periodo di interdizione\, l’esposizione rappresenta un importante momento di restituzione alla città e alla comunità scientifica. Il percorso espositivo si configura come un’esperienza sperimentale che conduce i visitatori attraverso le attesissime sale storiche della Biblioteca. \n\n\nLa mostra ricostruisce\, grazie a numerosi prestiti affiancati al nucleo originario di codici miniati appartenuti ad Andrea Matteo III Acquaviva e custoditi sin dalla prima metà del Settecento presso la Biblioteca dei Girolamini\, una selezione della straordinaria raccolta libraria del Duca. Figura emblematica di principe-letterato del Rinascimento meridionale\, Acquaviva rappresenta un modello di raffinato mecenatismo e cultura umanistica. \n\n\nFondamentale il contributo del CNR ISPC\, che ha collaborato al progetto espositivo attraverso specifiche indagini diagnostiche non invasive sui manoscritti esposti nella Sala Vico. Le analisi hanno permesso di approfondire materiali e tecniche artistiche impiegati dai miniatori al servizio del Duca e della sua famiglia. \nI risultati hanno evidenziato l’uso prevalente di pigmenti di origine minerale: il blu è ottenuto dal pregiato lapislazzuli o dall’azzurrite; il rosso deriva principalmente da cinabro e minio\, oltre che da lacche organiche; il verde è generalmente a base di rame. L’oro è utilizzato sia in foglia sia in forma liquida\, mentre l’argento\, frequentemente presente\, appare oggi annerito a causa dei processi di ossidazione. \nLe indagini in riflettanza infrarossa hanno inoltre reso visibile il disegno preparatorio sottostante la pellicola pittorica\, restituendo preziose informazioni sul processo creativo dei miniatori. \n\n\nAlle attività di ricerca del CNR ISPC hanno collaborato Annalaura Casanova Municchia\, Maria Catrambone\, Danilo P. Pavone\, Chiara Saltarelli; per la parte 3D Eva Pietroni\, Bruno Fanini e Sofia Menconero. \nLa mostra si propone come un’occasione unica per riscoprire un patrimonio di eccezionale valore storico e artistico\, offrendo al pubblico una nuova chiave di lettura del Rinascimento nel Mezzogiorno d’Italia. \n\n\n\n\n\nOrari di visita\nmartedì – venerdì\, ore 10.00 – 18.30 con ultimo ingresso entro le 17.30;\nsabato\, domenica e festivi ore 08.30 – 13.30 con ultimo ingresso entro le 12.15;\nchiusa i lunedì e le giornate ad ingresso gratuito. \n\nInfo: https://girolamini.cultura.gov.it/ \nbcm-gir@cultura.gov.it\n081 3997115
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SUMMARY:Visite guidate | Statua di San Carlo Borromeo (Arona - NO)
DESCRIPTION:Nel mese di maggio la Statua di San Carlo Borromeo\, chiamata affettuosamente dai locali Sancarlone\, torna ad accogliere i visitatori con un calendario di visite guidate che permettono di scoprire da vicino uno dei simboli più rappresentativi del Lago Maggiore. Le visite sono organizzate da Archeologistics\, impresa sociale impegnata nella valorizzazione di beni e monumenti culturali che gestisce la Statua per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana\, proprietaria del luogo. \nLe visite offrono un’occasione per approfondire la figura di San Carlo Borromeo\, nato proprio ad Arona\, e per ripercorrere la storia della grande statua seicentesca a lui dedicata. Il percorso guidato accompagna i visitatori alla scoperta delle origini del progetto e delle particolarità costruttive del monumento\, fino a vivere l’esperienza unica della salita al suo interno. \nLa statua\, alta oltre 35 metri e collocata su una collina che domina il lago\, rappresenta una delle più importanti opere monumentali del suo tempo. La sua struttura cava e il sistema interno di scale consentono\, infatti\, di salire fino alla testa per raggiungere punti panoramici di grande suggestione\, con una vista privilegiata sul Lago Maggiore e sul territorio circostante. \n  \nCALENDARIO VISITE \nLe visite guidate si svolgeranno nei seguenti giorni e orari: \n\n1 maggio – ore 10:00 e ore 17:00\n\n\n10 maggio – ore 17:00\n\n\n31 maggio – ore 14:00\n\nLa durata delle visite è di circa 1 ora e mezza\, incluso il tempo di ingresso in Statua. \n  \nInformazioni pratiche: \n\nRitrovo: Statua San Carlo – piazzale San Carlo\, Arona (NO)\n\n\nCosti visita guidata e biglietto ingresso (ove previsto): €13 intero; €8 ridotto (ragazzi 6-16 anni); € 5 (persone con disabilità e accompagnatore\, tesserati/e Abbonamento Musei Piemonte)\n\n\nPrenotazione obbligatoria: www.archeologistics.it/servizi-educativi/maggio-al-san-carlone-543.html\n\n\nInfo: statuasancarlo@ambrosiana.it
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SUMMARY:Mostra | Trame di storia\, segni di fede. L’Arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026 (Lucca)
DESCRIPTION:In occasione del trecentesimo anniversario dalla sua elevazione\, l’Arcidiocesi di Lucca si racconta\, nei suoi tre secoli di storia.\nLa mostra “Trame di storia\, segni di fede. L’Arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026” approfondisce le vicende\, le testimonianze e le connessioni col territorio attraverso alcune opere esemplari\, provenienti dal Complesso museale e archeologico della Cattedrale di Lucca\, insieme ai documenti dell’Archivio storico diocesano e della Biblioteca diocesana. \nGiovedì 7 maggio alle ore 16:30 si terrà l’inaugurazione presso il Palazzo delle Esposizioni\, Piazza San Martino: parteciperà il professore Matteo Giuli dell’Università di Pisa.\nL’esposizione resta visitabile fino al 13 giugno. \nINGRESSO LIBERO\nGiorni e orario di apertura: martedì – venerdì\, 15:00 – 19:00
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SUMMARY:Mostra | Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso (Milano)
DESCRIPTION:Apre il 13 maggio alla Fondazione Luigi Rovati di Milano Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg\, a Picasso\, una mostra a cura di Salvatore Settis. Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C.\, raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali\, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale.\nAccanto alla dimensione archeologica\, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura\, generalmente femminile\, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro\, espressione codificata di disperazione.\nNel percorso\, infine\, un riferimento al pensiero di Aby Warburg\, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico\, sintetizzato nel concetto di Pathosformel.
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SUMMARY:Mostra | Com'è profondo il mar (Caorle - VE)
DESCRIPTION:Frattanto i pesci\nDai quali discendiamo tutti\nAssistettero curiosi\nAl dramma collettivo di questo mondo\nChe a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo\nE cominciarono a pensare\nNel loro grande mare\nCom’è profondo il mare \n(Lucio Dalla\, Com’è profondo il mare\, 1977) \nGli scienziati a volte scherzano sul fatto che le profondità degli oceani sono meno studiate del lato nascosto della luna. Si tratta di un’affermazione del tutto corretta: ad oggi\, secondo varie fonti\, anche se gli oceani costituiscono il 71% della superficie terrestre\, solo il 5% circa dell’oceano è stato esplorato (fonte: UNESCO Ocean Literacy) \n\nNelle parole del poeta e dello scienziato il mare evoca spazi inesplorati e misteriosi: il non-conosciuto\, il sommerso\, l’emergente sono alcuni degli spunti che costituiscono il tema centrale di questa mostra\, organizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto e ospitata al Museo nazionale di archeologia del mare di Caorle (VE)\, con la curatela di Boris Brollo e il patrocinio del Comune di Caorle. Quattro artisti contemporanei – Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov – stabiliscono un dialogo tra le loro opere e i reperti presenti nella collezione del museo. Questi vengono utilizzati come punti di partenza per nuove narrazioni che coinvolgono la vita e la storia degli oggetti ritrovati nel mare\, e del mare stesso come veicolo di vita e di morte\, crescita e decadimento\, luogo di memoria psichica e crocevia di eventi storici. \nL’allestimento\, distribuito nelle varie sale del museo\, consiste di una serie di “interventi”\, ovvero opere concepite appositamente per alcune aree del museo e in risposta a particolari manufatti e documenti. Ogni artista si avvale di varie tecniche – dalla pittura\, al disegno\, alla scultura e al video – nel creare un suo proprio immaginario legato al mare e al metodo archeologico\, da intendersi come strumento di ricerca e di introspezione\, di pensiero critico e di avvertenza. \nIl concetto di archeologia applicato agli oceani\, per gli artisti contemporanei\, assume un significato che va oltre lo studio del passato; non è tanto il recupero di ciò che del passato (sia recente che remoto) si trova nei fondali ad essere l’oggetto della loro attenzione\, quanto il rischio di estinzione che corre l’ecosistema marino oggi\, destinato a diventare archeologia del futuro. Dunque\, l’archeologia\, si potrebbe dire con le parole del filosofo Giorgio Agamben\, intesa come possibilità di ciò che è già reale\, e come monito per il presente che indica il futuro.  \nBiografie degli artisti \nLuca Buvoli (nato in Italia\, residente a New York) è un artista multimediale le cui mostre personali includono la Phillips Collection di Washington DC (Digital Intersection\, 2020)\, il Philadelphia Museum of Art (2001)\, il M.I.T. List Center di Cambridge (2000)\, l’ICA di Philadelphia (2007) e mostre personali in gallerie come la John Weber Gallery di New York (1995\, 1997\, 1999)\, la Hyundai Gallery di Seul\, Corea del Sud (2012) e la Cristin Tierney Gallery di New York (2022) (a cura di John Hanhardt). Le mostre collettive includono Utopia Matters (Deutsche Guggenheim Museum di Berlino\, 2010)\, la Biennale di Venezia (2007)\, Greater New York al P.S. 1 MoMA (2000) e la seconda Biennale di Johannesburg\, Sudafrica (1997). Commissioni pubbliche permanenti si trovano a New York\, Houston e Seattle. \nIn questa esposizione\, Luca Buvoli presenta un video basato su una storia familiare legata al mare e un’installazione-acquario con protagonista una piccola scultura rappresentante una sirena. \nSimonetta Moro (nata in Italia\, residente tra New York e Portogruaro) è attiva nell’ambito della pittura\, del disegno\, dell’installazione e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. Il tema della psicogeografia e della mappa è spesso presente nelle sue opere. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti e in Europa\, tra cui: BRIC Art House\, New York; Center for Architecture\, New York; Museum of Contemporary Art\, Chicago; the American Academy in Rome; e l’Harris Museum\, Preston\, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, ed ha poi conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art\, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire\, Preston (UK). È Professore di Arte\, Filosofia e Arti Visive\, e Presidente dell’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA). Simonetta Moro partecipa con una serie di disegni e dipinti su Mylar e carta\, dove il materiale traslucido assume la qualità materica dell’acqua\, mentre i soggetti saranno basati su artefatti selezionati dalla collezione permanente\, sospesi tra una dimensione documentaria e onirica.  \nSimon Ostan Simone vive a Fossalta di Portogruaro. Fin da piccolo è stato allievo di un grande maestro d’arte\, Aldo Mori\, ed è così che a 11 anni scopre la pittura. Apprende la storia dell’arte e sperimenta le tecniche di pittura antica\, partecipando a mostre collettive. Nel 1997 ottiene il Diploma di Perito Grafico all’Istituto Salesiano “San Marco” di Mestre. Approda al mondo del lavoro e nel 2000 diventa imprenditore\, nasce infatti la Società di Servizi Pubblicitari “Nuovi Spazi”. Simon Ostan Simone è creatore di coordinati aziendali e strategie pubblicitarie. L’esigenza di comunicare lo riporta a riprendere il pennello in mano. La pittura diffonde le sue sensazioni al massimo contrasto: il bianco e il nero\, gli esponenti della forma di comunicazione più arcaica\, la pittura rupestre. Simon Ostan Simone partecipa con un’opera video multimediale. \nAga Ousseinov è nato a Baku\, in Azerbaijan. Vive e lavora a New York dal 1991. Ha ottenuto un Master in Belle Arti (MFA) presso il V.I. Surikov Fine Arts Institute di Mosca\, 1985. Inizialmente formatosi come scultore\, Aga Ousseinov ha studiato fotografia e video all’International Center of Photography dopo essersi trasferito a New York. Questi media aggiuntivi gli hanno dato la libertà di perseguire la sua indagine sull’interazione tra strutture narrative individuali e culturali. Il suo lavoro\, in particolare\, suggerisce due visioni del mondo consapevoli e conflittuali: una razionale e tecnologica\, che contrasta con un’altra poetica\, immaginaria ed emotiva. Portando avanti le tradizioni consolidate della scultura\, le sue opere sono installazioni scultoree combinate con video\, fotografie\, disegni e collage. Ousseinov ha esposto ampiamente sia a livello nazionale che internazionale. Ha rappresentato l’Azerbaijan alla 54 Biennale di Venezia 2011. Aga Ousseinov presenta una serie di lavori su carta in forma di aquiloni e collage ispirati a temi nautici.  \nGli sponsor \nArteSegno – Galleria d’Arte e Casa d’Aste | F.lli Giacomini S.p.A. | Confartigianato Imprese Veneto Orientale | \nVRC Costruzioni | Extra Group S.r.l. | Officine Clementi – Carpenteria metallica | Cofidi Veneto \nCom’è profondo il mar \nEsposizione d’arte contemporanea a cura di Boris Brollo \nOpere di Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov \n16 maggio 2025 – 27 settembre 2026 \nInaugurazione sabato 16 maggio ore 18:00 – ingresso gratuito su invito \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 settembre 2026 e sarà compresa nel biglietto d’ingresso al museo. \nInformazioni e prenotazioni: \nMuseo nazionale di archeologia del mare – Via Strada Nuova 80 – 30021 Caorle (VE) \nTel. 0421.83149 – 3791805649 \nmail: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it \nweb: museiveneto.cultura.gov.it – museocaorle.cultura.gov.it \nAperto lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 18:00 \nPer verificare altre aperture festive infrasettimanali consultare le pagine social: \nhttps://www.facebook.com/museomarecaorle \nhttps://www.instagram.com/museoarcheologicodelmare
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale (Trieste)
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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SUMMARY:Mostra | Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera (Siena)
DESCRIPTION:E se il Rinascimento non fosse fatto solo di dipinti e palazzi\, ma di camere da letto\, cassoni decorati e storie da vivere ogni giorno? La mostra “Abitare il Rinascimento”\, ospitata a Palazzo delle Papesse\, invita il visitatore a entrare letteralmente dentro la vita delle dimore nobiliari tra XV e XVI secolo\, ricostruendo il mondo dell’arte domestica senese attraverso oltre ottanta opere. \nNella storica residenza rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II\, prende forma un racconto che restituisce centralità agli arredi e agli oggetti della quotidianità aristocratica\, espressione di una cultura figurativa che univa funzione\, racconto e rappresentazione sociale. \nProdotta da Opera Laboratori con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Società strumentale Vernice Progetti\, la mostra – curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna – riunisce prestiti provenienti da importanti istituzioni e musei italiani e internazionali\, tra cui la Banca Monte dei Paschi (con opere dalla Collezione Chigi-Saracini)\, la Fondazione Monte dei Paschi\, l’Opera della Metropolitana di Siena\, l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino\, la Pinacoteca Nazionale di Siena\, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni\, il Museo Diocesano di Pienza\, il Museo Stibbert e il Museo del Bargello di Firenze\, il Musée du Petit Palais – Musée du Louvre en Avignon\, oltre a collezionisti privati. \nNell’occasione sono stati eseguiti numerosi restauri – finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Monte dei Paschi di Siena – da parte di prestigiosi laboratori\, restituendo lo splendore originario a numerose tavole e ad alcune suppellettili. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nAbitare il Rinascimento: al Palazzo delle Papesse di Siena la casa diventa… arte
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SUMMARY:Mostra | Giovanni Agostino da Lodi (Milano)
DESCRIPTION:Alla Pinacoteca di Brera di Milano\, fino al 13 settembre 2026\, la prima mostra monografica mai dedicata a uno degli artisti più originali e misconosciuti del Rinascimento italiano.\n\nPer la prima volta\, una mostra ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. \n  \nL’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere\, tra autografe e di autori quali Bramantino\, Alvise Vivarini\, Giovanni Bellini\, Giorgione\, Dürer\, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino\, sia conservate a Brera sia provenienti da importanti musei nazionali ed esteri tra cui il Musée du Louvre a Parigi\, le Gallerie dell’Accademia a Venezia\, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania\, il Kunsthistorisches Museum a Vienna\, la Galleria Borghese a Roma\, il Museo del Prado e il Museo Thyssen- Bornemisza a Madrid\, la National Gallery a Londra. \nA cura di Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini \nComitato scientifico: Alessandro Ballarin\, Francesco Frangi\, Mauro Natale\, Maria Cristina Passoni\, Cristina Quattrini\, Edoardo Rossetti \n\n\nLeggi la recensione della mostra su Storie & Archeostorie:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/06/08/giovanni-agostino-da-lodi-mostra-brera-2026/
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SUMMARY:Mostra | Sotto il segno di Teodorico. Storia e miti della Verona gota (Verona)
DESCRIPTION:Chi fu davvero Teodorico? Sovrano illuminato\, re barbaro\, protagonista di leggende oscure? \nLa nuova esposizione della Biblioteca Capitolare di Verona invita a entrare in una figura complessa e affascinante\, sospesa tra storia e mito\, e a riscoprire il profondo legame che la unisce alla città. \nRe degli Ostrogoti e signore d’Italia tra V e VI secolo\, Teodorico il Grande governò a lungo da Ravenna\, ma Verona occupò un posto speciale nella sua geografia politica e simbolica. Qui la sua presenza è rimasta impressa non solo nelle fonti storiche\, ma anche nella memoria collettiva\, alimentando nei secoli racconti e interpretazioni spesso divergenti. \nAttraverso manoscritti\, cronache e testi a stampa\, il percorso espositivo ricostruisce il contesto storico in cui visse Teodorico: un’epoca di transizione\, segnata dall’incontro – e talvolta dallo scontro – tra mondo romano e regni “barbarici”\, tra tradizioni religiose diverse e nuovi equilibri politici. Accanto alla dimensione storica\, emerge quella leggendaria: un Teodorico che\, con il passare dei secoli\, si trasforma\, cambia volto e significato\, diventando protagonista di narrazioni sempre più lontane dalla realtà originaria. \nParticolare attenzione è dedicata alla tradizione veronese\, che conserva tracce significative di questa evoluzione. Le cronache locali\, insieme ad altre testimonianze\, permettono di seguire la costruzione di una memoria stratificata\, in cui il dato storico si intreccia con l’immaginario\, dando vita a un racconto complesso e affascinante. \nL’esposizione offre così non solo l’occasione di avvicinarsi a una figura chiave della storia altomedievale\, ma anche di riflettere su come la storia stessa venga raccontata\, reinterpretata e trasformata nel tempo. \nL’esposizione sarà visitabile all’interno degli spazi espositivi della Capitolare dal 28 maggio al 30 giugno.
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SUMMARY:Convegni | Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea (Baia - NA)
DESCRIPTION:Nelle giornate del 28\, 29 e 30 maggio 2026 il Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello aragonese di Baia ospiterà l’VIII edizione del Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea. Il convegno\, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Archeologia Subacquea e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri\, rappresenta la più importante occasione di confronto tra ricercatori e professionisti che operano sul patrimonio archeologico sommerso italiano. \nL’articolazione del programma si declina attraverso un approccio interdisciplinare e spazia\, attraverso 9 sessioni\, dalle tematiche di ricerca a quelle del restauro e della valorizzazione. Sono previste 37 relazioni suddivise nei seguenti ambiti: \n– I SESSIONE: RELITTI\n– II SESSIONE: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA E AMBIENTE\n– III SESSIONE: ARCHELOGIA LACUSTRE E LAGUNARE\n– IV SESSIONE: STORIA DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA ITALIANA\n– V SESSIONE: ARCHEOLOGIA MARINA\n– VI SESSIONE: PORTI E APPRODI\n– VII SESSIONE: RESTAURO\n– VIII SESSIONE: VALORIZZAZIONE\n– IX SESSIONE: PROFESSIONALITÀ\, UNIVERSITÀ E FORMAZIONE \nL’attività convegnistica sarà arricchita dalla presentazione di 41 poster che saranno allestiti a margine della sede del Convegno.\nIl programma prevede inoltre una tavola rotonda sul tema del turismo culturale legato ai siti archeologici subacquei e sulla prospettiva di costruzione di un itinerario culturale europeo\, all’’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine condotta sullo sviluppo sostenibile del turismo subacqueo. \nIl Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea approda per la prima volta a Baia a tre anni dall’importante riconoscimento del Parco sommerso di Baia come best practice riconosciuta dall’UNESCO all’interno della Convenzione per la conservazione in situ del patrimonio culturale sommerso del 2001. \nPROGRAMMA DEL CONVEGNO \nELENCO POSTER \nInfo:\npa-fleg.baiasommersa@cultura.gov.it\nii.archeologia.subacquea@gmail.com \n  \nInfo: https://pafleg.cultura.gov.it/it/4405/news/668/viii-ed_-convegno-nazionale-di-archeologica
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SUMMARY:Congresso | 80° anniversario dell’UNIR - Unione internazionale degli istituti di archeologia\, storia e storia dell’arte in Roma (Roma)
DESCRIPTION:Congresso internazionale dedicato all’80° anniversario dell’Unione internazionale degli istituti di archeologia\, storia e storia dell’arte in Roma (UNIR) \nRoma dal 28 al 30 maggio 2026 con la presenza del Sindaco di Roma Capitale\, Roberto Gualtieri\nPer tre giorni\, 38 istituti italiani e stranieri\, insieme ai rappresentanti delle istituzioni di Roma Capitale\, si ritroveranno nelle sedi dell’Academia Belgica\, dell’École française de Rome e del Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps\, partner dell’iniziativa. Tutti gli incontri saranno ad ingresso libero. \n  \n\nCongrès\nPeriodo Époque contemporaine\n\nRome \nDal 28/05/2026 alle 14 h 00 al 30/05/2026 alle 13 h 30 \n\n\nCongresso internazionale per la celebrazione dell’80° anniversario dell’Unione internazionale in Roma\n\n\nRoma\, 28-30 maggio 2026 \n  \n• Giovedì 28 maggio · Academia Belgica (via Omero\, 8) \n• Venerdì 29 maggio · École française de Rome (Piazza Navona\, 62) \n• Sabato 30 maggio · Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps (via di Sant’Apollinare\, 8) \n  \nNel 1946\, i direttori dell’Istituto Svedese di Studi Classici\, dell’American Academy in Rome\, dell’Academia Belgica\, dell’École française de Rome\, dell’Istituto Storico Olandese di Roma\, dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte\, dell’Istituto di Studi Romani\, della Scuola Romena di Roma e della Pontificia Accademia Romana di Archeologia firmavano il primo Statuto dell’Unione internazionale. Composta oggi di 38 accademie e istituti\, 28 non italiani e 10 italiani\, attinenti a 20 paesi\, quest’Unione rappresenta\, a Roma\, una rete di collaborazione internazionale unica nel campo delle scienze storiche e archeologiche nonché un ricco ambito di formazione per giovani artisti e studiosi\, e una fonte di iniziative variegate per la promozione delle arti e della cultura. \nIn occasione della ricorrenza degli ottant’anni della sua fondazione\, l’Unione desidera mettere in luce i suoi stretti legami con la città di Roma\, centro della storia culturale europea\, illustrando il patrimonio che le sue accademie e istituti hanno costituito nel cuore di questa città\, nel corso del tempo\, grazie alle loro attività di ricerca\, di documentazione\, di creazione e di scambio culturale continuo. Questo patrimonio\, fatto di edifici\, di biblioteche\, di archivi\, di collezioni di fotografie\, di stampe e disegni\, di oggetti archeologici e di opere d’arte è ancora poco conosciuto. Il congresso vorrebbe contribuire a valorizzarne la fruizione collettiva.  Al contempo\, si presenteranno diversi progetti attuali o in essere sul patrimonio romano condotti dalle accademie e istituti che estendono le conoscenze sulla storia di Roma e avviano delle linee di ricerche per lo sviluppo futuro della città. \n\nComitato scientifico: Alessandra Capodiferro (Associazione Internazionale di Archeologia Classica)\, Chiara Cecalupo (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana)\, Cécile Evers (Academia Belgica)\, Giuseppe Falzone (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana)\, Brigitte Marin (École française de Rome)\, Antonio Pizzo (Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma)\, Maria Bonaria Urban (Koninklijk Nederlands Instituut Rome). \nPartner: Museo Nazionale Romano \n\nScaricare il programma completo → \n\nInfo: https://www.efrome.it/it/evento/lunione-internazionale-in-roma-un-patrimonio-da-raccontare-e-da-condividere
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SUMMARY:Presentazione libro | Pompei nel suo sviluppo storico. La Pompei romana di Antonio Sogliano (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Venerdì 29 maggio\, alle ore 17\,00 presso l’Auditorium degli Scavi di Pompei viene presentato il volume di Antonio Sogliano “Pompei nel suo sviluppo storico. Pompei romana”\, edito dall’ Associazione Amici di Pompei ETS.  Dopo l’acquisto da parte dell’Associazione Amici di Pompei ETS dei testi inediti del Sogliano\, grazie al lavoro di curatela dell’archeologa Grete Stefani\, viene pubblicato il racconto della Pompei Romana scritto alla fine anni trenta del secolo scorso (stampato da Vulcanica srl di Nola). \nIl volume viene presentato da Antonio Varone e Stefano De Caro\, archeologi che hanno avuto nella loro carriera anche l’incarico di direttore dell’Ufficio Scavi di Pompei\, come l’autore del volume. Antonio Sogliano\, che operò a Pompei dal 1877 al 1911\, come bibliotecario\, come segretario\, come ispettore e come direttore e che\, per alterne vicende\, passò poi all’insegnamento universitario\, aveva previsto di pubblicare una serie di tre volumi sulla storia di Pompei\, ma non era riuscito. Il primo\, con il sottotitolo Pompei preromana\, vide la luce nel 1937\, il secondo\, dal sottotitolo Pompei romana era già stato completato nel 1939 e in attesa di un editore\, mentre del terzo il Sogliano aveva composto solo alcuni capitoli ma redatto un indice con i vari argomenti da trattare\, dal 79 d.C. al Novecento. Per vicende sconosciute il secondo volume non venne mai stampato e l’opera\, insieme ai pochi capitoli compilati del terzo volume\, rimase tra le carte del Sogliano e\, alla sua morte\, avvenuta il 27 luglio del 1942\, è passato agli eredi dai quali l’Associazione Amici di Pompei lo ha acquistato. L’Associazione\, quasi come obbligo morale\, ha deliberato di pubblicare queste sfortunate pagine che completano l’opera di Antonio Sogliano\, uno degli archeologi che operarono a Pompei tra l’Ottocento e il Novecento e che\, nonostante sia stato quasi dimenticato\, fu invece uno dei protagonisti dell’Archeologia dell’area vesuviana dell’epoca. \nL’edizione del secondo volume\, cui seguono\, nell’appendice\, i pochi capitoli del terzo volume rimasti\, è stata curata dall’archeologa Grete Stefani. A lei si deve l’introduzione\, l’aggiornamento bibliografico\, e anche l’inserimento dell’apparato fotografico\, recuperato in gran parte dalla documentazione storica\, raccolta o indicata dallo stesso Sogliano\, nonché le immagini a colori delle pitture della Casa dei Vetti (domus recentemente riaperta al pubblico dopo anni di chiusura) scavata dal Sogliano\, e da lui mirabilmente pubblicata nella rivista Monumenti Antichi dei Lincei del 1898.
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SUMMARY:Eventi | TERRAMARALIVE: doppia apertura per il villaggio di Montale (Montale - MO)
DESCRIPTION:Due giornate al villaggio della Terramara per vivere un’esperienza immersiva. Domenica 31 maggio e martedì 2 giugno il parco archeologico di Montale propone un doppio appuntamento che offre al pubblico la possibilità di entrare in contatto diretto con la vita dell’età del bronzo. In occasione della Festa della Repubblica\, l’ingresso del 2 giugno è gratuito. \nLa prima giornata\, domenica 31 maggio\, è dedicata agli usi e costumi delle comunità terramaricole. Con “Nei loro panni”\, Maria Elena Righi del Museo Civico di Modena accompagna i visitatori alla scoperta dell’abbigliamento maschile e femminile di 3500 anni fa: tessuti\, colori\, accessori e dettagli che raccontano non solo il gusto estetico\, ma anche il ruolo sociale e la cura della persona. Filati in lana\, lino e canapa\, tinti con pigmenti naturali\, prendevano forma su telai verticali per diventare tuniche\, mantelli e sottane\, arricchiti da cinture decorate e spille in bronzo. Gioielli in ambra\, corno e metalli preziosi completavano i corredi\, mentre calzari e copricapi proteggevano il corpo e segnavano differenze di status. Al termine del percorso guidato\, dai resti archeologici alle ricostruzioni del villaggio\, i più giovani potranno cimentarsi in un laboratorio creativo\, dando forma a una personale “collezione” ispirata alla moda preistorica. \nLe testimonianze emerse dagli scavi della Terramara di Montale e dalla necropoli di Casinalbo restituiscono l’immagine di una società complessa e organizzata\, in cui l’attenzione alla persona si affiancava alle esigenze quotidiane di sostentamento\, rivelando un equilibrio raffinato tra funzionalità e identità. \nMartedì 2 giugno il Parco si anima con “Terramaralive”\, la rievocazione che trasforma il museo all’aperto in un villaggio pulsante di attività. Archeologi e archeologhe indossano abiti ricostruiti sulla base dei dati scientifici disponibili e\, cambiando letteralmente veste\, danno vita a una narrazione concreta e coinvolgente. Tra le case ricostruite si incontrano artigiani del bronzo e della ceramica\, tessitrici e cestaie\, guerrieri e arcieri: ognuno impegnato nelle attività che scandivano la quotidianità delle terramare\, dalla lavorazione dei materiali alla preparazione del cibo. \nLa visita consente di muoversi tra l’area di scavo\, accompagnati dalle guide del parco\, e il villaggio ricostruito\, dove l’esperienza si arricchisce di dimostrazioni pratiche e attività partecipate. Durante la giornata si svolgono\, a ciclo continuo\, prove di tiro con l’arco aperte anche ai più giovani\, oltre a laboratori dedicati alla macinatura del grano e alla modellazione dell’argilla. \nDalla riapertura primaverile\, il percorso di visita della Terramara si è ulteriormente evoluto grazie all’introduzione di nuove tecnologie: installazioni audio-video\, ricostruzioni tridimensionali\, immagini olografiche e ambienti immersivi accompagnano il pubblico nella comprensione dei processi archeologici\, rendendo accessibili anche gli aspetti più complessi della ricerca. \nIl programma prosegue fino a domenica 7 giugno. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito Emilia Romagna e sui canali social del parco.
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SUMMARY:Visite guidate | Collegiata segreta 2026 (Castiglione Olona - VA)
DESCRIPTION:Una settimana di visite a un passo dal cielo \nMartedì 2 giugno – ore 10.30\, 12.00\, 15.00\, 16.30\nMercoledì 3 giugno – ore 10.30\, 12.00\, 15.00\, 16.30\nGiovedì 4 giugno – ore 15.00\, 16.30\nVenerdì 5 giugno – ore 10.30\, 12.00\, 15.00\, 16.30\nSabato 6 giugno – ore 10.30\, 12.00\, 15.00\nDomenica 7 giugno – ore 15.00\, 16.30 \nSolo per una settimana\, torna l’iniziativa “Collegiata segreta” per scoprire luoghi normalmente inaccessibili del Complesso della Collegiata: appuntamenti riservati a piccoli gruppi (max 8 persone)\, con obbligo di prenotazione\, per un percorso guidato negli ambienti più remoti della Collegiata\, eccezionalmente aperti. \n“Collegiata segreta” è camminare attraverso la storia e l’arte della Collegiata\, nell’incanto di prospettive inedite\, tra dentro e fuori\, con suggestivi affacci sull’interno della Collegiata e sul borgo di Castiglione Olona. E’ scoperta dell’ingegno degli architetti Pietro\, Alberto e Giovanni Solari\, con la possibilità di sperimentare l’articolazione del complesso monumentale\, osservare caratteristiche costruttive del Quattrocento\, seguire la tessitura dei mattoni che compongono le volte a crociera. \nÈ avvicinare meccanismi antichi\, come l’argano per il lampadario fiammingo o le grandi lancette dell’orologio del campanile. È capire ciò che è nascosto tra il silenzio della cripta e il cielo di Masolino. 65 gradini accompagnano lungo i tre livelli della Collegiata: dalla cripta sotto all’altare maggiore\, consacrata nel 1425\, fino a sopra alla volta affrescata da Masolino da Panicale\, passando attraverso la sagrestia cinquecentesca\, il campanile e l’infilata di stanze ricavate nel Settecento sopra alla navata meridionale. \nPrenotazione obbligatoria inviando una mail a eventi.collegiata@gmail.com.\nCosto: 15 € a persona (ingresso e visita)\nLe visite\, della durata di un’ora\, sono per visitatori maggiori di 14 anni.\nI sottotetti presentano passaggi che richiedono scarpe comode.
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SUMMARY:Mostra | Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 6 settembre 2026 i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presentano Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città\, una mostra per far conoscere l’importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars\, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano.\n\nAllestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, l’esposizione è curata da Silvia Battistini\, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo.\nL’inaugurazione si svolge giovedì 4 giugno 2026 alle ore 12.00\, in concomitanza con l’apertura della quarta edizione di Bologna Festival Portici (4 – 7 giugno 2026)\, la manifestazione che celebra i Portici Patrimonio dell’Umanità UNESCO con numerosi appuntamenti alla scoperta di capolavori inediti nel patrimonio urbano che rendono unica la città di Bologna. L’esposizione è visitabile con ingresso gratuito dal 4 al 7 giugno 2026. \nIl progetto di Aemilia Ars per il rinnovamento delle arti applicate e decorative\n\nLa società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per volontà di Alfonso Rubbiani\, restauratore e letterato\, con l’appoggio dei conti Francesco Cavazza e Cesare Ranuzzi Segni\, primo presidente del Consiglio degli azionisti. Nella società è presente\, con una posizione di rilievo\, la contessa Lina Bianconcini Cavazza\, moglie di Francesco Cavazza\, che fa parte sia del Consiglio degli azionisti sia della Commissione esecutiva presieduta da Alfonso Rubbiani. \nLa società si pone come obiettivi principali sia il recupero delle tradizioni artigiane regionali inserite nella nuova realtà industriale\, sia l’evoluzione dei prodotti manufatturieri\, attraverso l’applicazione di principi artistici ispirati alla corrente modernista europea\, caratterizzata da un recupero in chiave moderna dell’arte medievale e dal ricorso a forme lineari\, floreali e fitomorfe. Nello stesso contesto storico-artistico europeo e con le stesse finalità si collocavano le manifatture della nota casa inglese «Arts and Crafts» nata in Inghilterra per volontà di William Morris. A Bologna e in Emilia si assiste così – attraverso la stretta collaborazione tra artigiani e un gruppo di artisti che si era raccolto attorno al Rubbiani nella Gilda di San Francesco (Augusto Sezanne\, Achille e Giulio Casanova\, Alfredo Tartarini\, solo per citarne alcuni) – ad un vero e proprio rifiorire dell’artigianato locale che recupera\, in chiave artistica\, le pratiche della lavorazione del legno intarsiato e del ferro battuto\, l’arte dell’ebanisteria\, della legatoria e dell’oreficeria\, producendo manufatti di grande bellezza e qualità artistica\, espressione più alta della stagione Liberty emiliana. \nLa società fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo: durante il restauro di alcuni edifici storici\, religiosi e civili\, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra\, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. La necessità di ricostruire elementi architettonici\, decorativi e manufatti\, che si armonizzassero con la struttura dell’edificio antico\, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.\nPer questa ragione\, nell’articolo 2 dello statuto della nuova società Aemilia Ars si dichiarava l’intenzione di  «promuovere e facilitare lo studio\, la buona produzione e la commerciabilità delle arti decorative e industrie artistiche nella Regione Emiliana\, allo scopo preciso che quanto è arredamento e decoro interno della casa\, acquisti una praticità migliore ed un miglior senso artistico\, cosicché aumentandosene la ricerca e la produzione\, ne venga profitto agli artisti\, agli industriali\, agli operai». \nNel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno\, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi\, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale.\nLa società coinvolse imprenditori\, teorici del restauro e conoscitori della storia dell’architettura\, nonché artisti che elaborarono progetti originali e artigiani che li realizzarono. Si creò quindi un clima culturale che sopravvisse alla fine commerciale della società\, sopraggiunta già nel 1903. \nL’esperienza permeò così profondamente la società bolognese da condizionare anche gli insegnamenti delle scuole artistiche e professionali maschili e femminili\, sia comunali sia religiose\, che formarono e istruirono decine di artigiani e artigiane da impiegare nelle aziende cittadine.\nEbbe molto successo la formazione delle ragazze e delle donne che lavorarono nell’ambito del tessile\, alle quali venivano insegnate le basi della particolare tecnica di ricamo e merletto sviluppata da Aemilia Ars e resa famosa nel mondo da una capillare attività di promozione. Si costituì un sistema virtuoso tra produzione e richiesta del mercato\, che permise al dipartimento di ricami e merletti di resistere nel tempo\, fino agli anni Ottanta del Novecento. \nL’esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.\nÈ inoltre un’occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti\, appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte (lavori e materiali didattici scuola Sirani; manufatti e campioni ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni)\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (disegni dal deposito\, ferri battuti e vetri) e Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” (progetti restauro architettonico e disegni per merletti di Guido Fiorini; manufatti ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni). \nLe strutture caritative\, che si occupavano della crescita e dell’istruzione di orfani e di bambini disagiati\, furono coinvolte in questo progetto di formazione. Per questa ragione i Musei Civici d’Arte Antica hanno sviluppato il contesto della mostra in sinergia con ASP – Città di Bologna\, ente che ne ha raccolto l’eredità materiale e morale. Infatti\, in parallelo\, presso la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili\, proprietà di ASP\, si svolge l’esposizione Un filo lungo secoli. Ricamo e formazione femminile a Bologna dai conservatori agli Istituti Educativi che mette in luce l’attività educativa degli storici istituti pii bolognesi\, tra i quali il Conservatorio di Santa Marta o il Conservatorio del Baraccano.\n\nNel 2021 il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co. La sua produzione è custodita da importanti musei esteri\, come il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York e il Victoria & Albert Museum a Londra\, ma soprattutto da numerosi musei nella città\, le cui collezioni legate al movimento possono essere riscoperte in occasione di questa mostra: le Collezioni Comunali d’Arte\, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e il Museo della Storia di Bologna.\n\nIl progetto espositivo Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \nL’immagine coordinata della mostra è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.
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LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Dentro e fuori dall'acqua. L'ambiente di marea dell'Alto Adriatico (Venezia)
DESCRIPTION:Tutti lo conoscono\, pochi lo comprendono. L’ambiente di marea\, fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree\, è uno dei paesaggi più caratteristici dell’Alto Adriatico e della Laguna di Venezia e al tempo stesso uno dei meno compresi. Questo ecosistema racconta la straordinaria capacità di adattamento della natura e di una città che ha costruito la propria identità su un equilibrio unico tra presenza umana e ambiente lagunare. Proprio a questo ecosistema è dedicata la mostra Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico\, che ospita anche un approfondimento sull’ambiente lagunare\, inaugurata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. \nOspitata nella Galleria dei Cetacei\, l’esposizione\, aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, raccoglie gli scatti realizzati da Lorenzo Peter Castelletto\, fotografo e divulgatore scientifico\, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire il “dietro le quinte” del mesolitorale\, fascia costiera compresa tra i livelli di bassa e alta marea. \nOriginariamente concepito e realizzato a Trieste\, il progetto\, curato dallo stesso Castelletto e sviluppato in collaborazione con WWF AMP Miramare e OGS\, nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un ambiente paradossalmente poco conosciuto. \nLa mostra  presenta immagini di organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare. Ci sono crostacei che riescono a muoversi fuori dall’acqua perché\, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace\, conservano l’umidità interna e mantengono le branchie bagnate\, riuscendo in tal modo a sopravvivere all’aria per molto tempo. Allo stesso modo\, determinati molluschi hanno la possibilità di serrare le proprie conchiglie per mantenere l’acqua all’interno\, e quindi sopravvivere\, durante la bassa marea. \nLe immagini in mostra si distinguono per la cura dei dettagli grazie a effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari invisibili a occhio nudo.\nGli scatti\, realizzati sia sopra sia sotto il livello dell’acqua\, restituiscono una visione completa di questo habitat particolare. \nLa mostra è aperta al pubblico dal 5 giugno al 13 settembre 2026\, con l’orario e il biglietto del Museo.
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SUMMARY:Presentazione e musealizzazione della Tomba dei Vasi con Uccelli dipinti (Barbarano Romano - VT)
DESCRIPTION:Il ricco corredo della Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti\, rinvenuto nella tomba a tumulo portata alla luce sul pianoro di Caiolo nella campagna di scavo archeologico condotta nell’estate 2025\, trova la sua collocazione definitiva nel Museo delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. \n\n\n\n\n\n\nSabato 6 giugno\, il museo si apre agli studiosi e appassionati per raccontare come si sia arrivati alla scoperta\, presentare il corredo stesso e la sua musealizzazione. \nI ricercatori del San Giuliano Research Project\, che hanno partecipato alla scoperta\, ne parleranno alle 17.00 in Sala Sant’Angelo nel centro storico di Barbarano Romano; a seguire i partecipanti saranno accompagnati alla visita nell’adiacente Museo delle Necropoli Rupestri. Chiuderà un momento di convivialità e condivisione. \nEvento aperto a tutti\, sabato 6 giugno a partire dalle 17.00\, Sala Sant’Angelo a Barbarano Romano (VT). \n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alle scoperte di Barbarano Romano: \nEccezionale scoperta a San Giuliano: rinvenuta una tomba etrusca inviolata del VII secolo a.C. [LE FOTO] \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali
DESCRIPTION:Una caccia alla storia tra le vie di un borgo medievale\, giovani principi pronti a sfidarsi per\nconquistare una corona\, prove di tiro con la balestra come nel Quattrocento.\nOltre l’apertura straordinaria del 2 giugno\, domenica 7 giugno\, prima domenica del mese\, torna\nl’apertura congiunta dei “Castelli\, palazzi e borghi medievali” della media pianura lombarda\,\npromosse dall’associazione Pianura da Scoprire. Sarà l’ultimo appuntamento della sessione\nprimaverile.\nUna giornata pensata anche per famiglie e bambini\, ideale per assaporare il clima delle vacanze\normai vicine tra castelli\, borghi storici\, campagne e parchi fluviali della pianura lombarda.\nUn’occasione per vivere una gita fuori porta lenta e sorprendente\, alla scoperta di un territorio\nricco di storia\, arte e tradizioni\, tra la pianura bergamasca\, il Cremasco\, la Bassa bresciana e il\nterritorio attraversato dal fiume Adda. \nSpunti e laboratori per tutta la famiglia\nTra le iniziative speciali della giornata\, nello storico borgo di Martinengo la Pro Loco proporrà nel\npomeriggio “A caccia di storia”\, attività dedicata ai bambini dai 6 ai 10 anni e alle loro famiglie.\nAttraverso tappe tematiche\, racconti\, giochi e laboratori\, i più piccoli potranno scoprire i luoghi\nsimbolo della città imparando divertendosi.\nA Urgnano spazio invece a “Una corona per due”\, nuova visita animata per bambini dai 5 ai 10\nanni\, durante la quale due giovani principi si contenderanno il regno e la mano della misteriosa\nprincipessa tra prove\, giochi e sfide all’interno del castello. \nA Solza\, nel castello che diede i natali al celebre condottiero Bartolomeo Colleoni\, la visita guidata\nsarà dedicata al tema delle balestre nel XV secolo. Dopo un approfondimento storico con attività\ninterattive\, i partecipanti potranno cimentarsi anche in una prova pratica di tiro con repliche\nstoriche di metà Quattrocento. \nPassaporto e shopper in tela\nQuesti sono solo alcuni degli appuntamenti che animeranno l’ultima apertura congiunta della\nprimavera 2026 dei Castelli\, palazzi e borghi medievali della media pianura lombarda.\nIn tutte le località aderenti sarà possibile partecipare a visite guidate\, mostre\, mercatini\, eventi\nculturali e attività per tutte le età\, secondo una formula ormai consolidata che consente a ogni\nvisitatore di costruire liberamente il proprio itinerario.\nConfermato anche il “Passaporto”\, disponibile nelle località aderenti e da timbrare tappa dopo\ntappa durante le giornate di apertura del circuito\, così come la possibilità di acquistare le nuove\nshopper in tela dedicate alla manifestazione.\nTutte le informazioni aggiornate su orari\, modalità di accesso\, prenotazioni ed eventi collaterali\nsono disponibili sul sito pianuradascoprire.it e sui canali social dell’iniziativa. \nTutte le informazioni relative alle località visitabili\, gli orari\, i costi e gli eventi collaterali sono disponibili sul sito: www.pianuradascoprire.it
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SUMMARY:Presentazione | Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale (Torino)
DESCRIPTION:Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale\nPresentazione del progetto di riordino\, studio e digitalizzazione del Medagliere del Museo Civico d’Arte Antica \nLunedì 8 giugno 2026 ore 17\nPalazzo Madama\, Sala Feste\nPiazza Castello\, Torino \nIl Medagliere di Palazzo Madama custodisce uno dei più importanti patrimoni numismatici pubblici italiani. Un autentico scrigno di storia composto da oltre 26.500 monete\, 6.700 medaglie e centinaia di sigilli\, gemme\, gettoni\, tessere\, pesi monetari\, placchette e altri manufatti che raccontano più di duemila anni di civiltà\, dall’Antichità all’età contemporanea. \n\nLe collezioni comprendono esemplari provenienti dal mondo greco e romano\, da Bisanzio\, dalle zecche longobarde e ostrogote\, dal Medioevo e dall’età moderna\, fino alle emissioni sabaude\, pontificie e di numerose zecche italiane ed europee\, oltre a oggetti provenienti da Thailandia\, Cina\, Argentina\, Cile e America del nord. Formatosi grazie a importanti donazioni e acquisizioni\, il Medagliere rappresenta oggi una fonte di straordinario valore per la ricerca storica e numismatica e costituisce una delle raccolte specialistiche più rilevanti a livello nazionale. \n \n\nNel corso dell’incontro sarà presentato il progetto di riordino\, studio e digitalizzazione delle collezioni\, avviato da Palazzo Madama con il sostegno dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di trasformazione digitale del patrimonio culturale e ha l’obiettivo di rendere una raccolta in gran parte conservata nei depositi sempre più accessibile a studiosi\, ricercatori e pubblico. \n\nIl progetto prevede il completamento dell’inventariazione\, la realizzazione di un database digitale\, la digitalizzazione fotografica in alta definizione di circa 35.000 esemplari tra monete e medaglie e la promozione di nuove attività di ricerca e valorizzazione. Ad oggi sono già state censite e fotografate circa 6.000 monete appartenenti a venti zecche piemontesi\, restituendo alla comunità scientifica e al pubblico un patrimonio finora noto solo in parte. \nLa digitalizzazione consentirà non solo di preservare e documentare le collezioni\, ma anche di favorire nuove scoperte e approfondimenti. Tra le attività previste figurano inoltre collaborazioni con specialisti del settore e con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino per l’applicazione di analisi diagnostiche non invasive\, capaci di offrire nuove informazioni sulla composizione e sulla storia degli esemplari conservati. \n\nL’incontro sarà l’occasione per raccontare come la tecnologia possa contribuire a custodire e rendere fruibile un patrimonio unico\, trasformando il Medagliere di Palazzo Madama in un laboratorio di ricerca\, conoscenza e divulgazione aperto al futuro. \nIngresso libero. \n\n\nIntervengono: \nTiziana Caserta\, Documentalista di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica \nLuca Oddone\, Consulente numismatico
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SUMMARY:#GEA2026 | Giornate Europee dell'Archeologia a Ercolano\, Villa Campolieto e Villa Sora (NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce con un ricco programma alle Giornate Europee\ndell’Archeologia (GEA) 2026\, l’iniziativa promossa a livello europeo dall’INRAP – Institut\nnational de recherches archéologiques préventives – sotto l’egida del Ministero della\nCultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa\, coordinata in Italia dall’Istituto\nCentrale per l’Archeologia (ICA).\nL’edizione 2026 è dedicata al tema “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”\,\nche pone al centro il processo della ricerca\, aprendo al pubblico i luoghi e le pratiche del\nlavoro archeologico: cantieri\, laboratori\, magazzini\, archivi. Fedele a questo spirito\, il Parco\nArcheologico di Ercolano propone tre giorni di incontri\, attività didattiche e divulgative che\nconiugano rigore scientifico e apertura verso la comunità.\n«Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per\ncondividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca\, ma anche il lavoro quotidiano\nche rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico. Il tema di\nquest’anno\, “Archeologia in corso”\, interpreta pienamente la missione del Parco\nArcheologico di Ercolano: aprire cantieri\, laboratori e luoghi della ricerca\, mostrando come il\npassato continui a parlare attraverso nuove scoperte e nuove metodologie di indagine.\nDalle attività a Villa Sora alle visite straordinarie agli edifici termali\, fino alle iniziative\ndedicate alla mostra “Dall’uovo alle mele”\, abbiamo costruito un programma che mette al\ncentro la partecipazione\, la conoscenza e il dialogo con la comunità\, rendendo i visitatori\nprotagonisti del processo di scoperta del patrimonio culturale»\, dichiara Federica\nColaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano. \nLE TERME DI ERCOLANO: VISITE GUIDATE AL PARCO \nIn coerenza con il programma delle GEA le attività di visita proposte dal Parco si\nconcentrano sabato 13 e domenica 14 giugno. In queste due giornate il Parco Archeologico\ndi Ercolano apre al pubblico un itinerario guidato dedicato agli impianti termali della città\nantica.\nOre 9:30 – 10:30 e 11:30 – 12:30 | 13 e 14 giugno 2026 | Parco Archeologico di Ercolano\nIl percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei principali complessi termali di Ercolano:\nle Terme Centrali\, le Terme della Casa dell’Albergo e le Terme Suburbane. In via del\ntutto eccezionale verranno aperte al pubblico le Terme della Casa dell’Albergo\, unico\nesempio ad Ercolano di complesso termale privato\, annesso ad una delle più ampie dimore\ndella città. Occasione altrettanto esclusiva sarà la visita al cantiere di restauro delle Terme\nsuburbane\, l’edificio termale di età romana meglio conservato al mondo\, testimonianza\ndella raffinatezza architettonica e dell’alto livello tecnologico raggiunto dall’antica Ercolano.\nLe visite si svolgeranno alle 9:30\, per due gruppi in lingua italiana e alle 11:30 per due\ngruppi in lingua inglese. Ciascun gruppo è composto da un massimo di 15 persone. La\nvisita dura circa 1 ora. L’attività è gratuita\, previa acquisizione del biglietto ordinario di\ningresso al Parco. Prenotazione obbligatoria online o tramite call center 081 0106490.\nRitrovo presso il Visitor Centre del Parco.\nPrenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/gli-edifici-termali-di-ercolano-\nvisite-in-occasione-delle-gea-2026/ \nTRE GIORNI DI ATTIVITÀ AL PARCO E ALLA MOSTRA “DALL’UOVO ALLE MELE”\nNei tre giorni delle GEA – venerdì 12\, sabato 13 e domenica 14 giugno – il Parco\nArcheologico di Ercolano propone\, in collaborazione con Coopculture\, un programma di\nattività gratuite legate alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della\ntavola nell’antica Ercolano”\, ospitata a Villa Campolieto fino al 14 giugno 2026. \nCibus – Itinerario tematico sull’alimentazione\nOre 10:00 | 12\, 13\, 14 giugno | Parco Archeologico di Ercolano + Villa Campolieto\nUn percorso tematico dedicato all’alimentazione nell’antica Ercolano\, tra thermopolia\,\nbotteghe e culinae. L’esperienza prosegue alla scoperta della mostra\, dove si esplora la\nstoria del gusto e della cultura alimentare in età romana attraverso reperti organici e\nmonumenti di straordinaria conservazione. Gratuito con biglietto d’ingresso al Parco + mostra.\nDurata: 150’ + 60’. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/cibus-in-\noccasione-delle-gea-2026/ \nPanem et Condimenta – Lettura animata\nOre 15:00 | 12\, 13\, 14 giugno | Villa Campolieto\nUn viaggio drammatizzato tra sapori\, usanze e curiosità del mondo antico\, guidato da brani\ndi Catone\, Varrone\, Columella\, Plinio e Galeno. Dalle umili zuppe di farro ai raffinati \nbanchetti con spezie orientali\, il racconto svela come il cibo fosse arte\, medicina e\nstrumento di potere. Gratuito con biglietto di ingresso alla mostra. Durata: 90’ Prenotazioni\nal link https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/ \nIl piatto perfetto – Visita-laboratorio per famiglie\nOre 17:00 | 12\, 13\, 14 giugno | Villa Campolieto\nI partecipanti diventano aspiranti nutrizionisti dell’antichità: dopo la visita alla mostra\,\ndovranno comporre il loro “piatto perfetto” combinando sagome di alimenti romani\,\nimparando le basi della nutrizione attraverso il sapere antico. Per i più piccoli\, la possibilità\ndi realizzare le sagome in laboratorio. Gratuito con biglietto d’ingresso alla mostra. Durata:\n90’.\nPrenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/il-piatto-perfetto-visita-in-\noccasione-delle-gea-2026/ \n  \nLA GIORNATA DI STUDI A VILLA SORA\n«Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per\ncondividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca\, ma anche il lavoro\nquotidiano che rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio\narcheologico. Il tema di quest’anno\, “Archeologia in corso”\, interpreta pienamente la\nmissione del Parco Archeologico di Ercolano: aprire cantieri\, laboratori e luoghi\ndella ricerca\, mostrando come il passato continui a parlare attraverso nuove\nscoperte e nuove metodologie di indagine. Dalle attività a Villa Sora alle visite\nstraordinarie agli edifici termali\, fino alle iniziative dedicate alla mostra “Dall’uovo\nalle mele”\, abbiamo costruito un programma che mette al centro la partecipazione\,\nla conoscenza e il dialogo con la comunità\, rendendo i visitatori protagonisti del\nprocesso di scoperta del patrimonio culturale». Dichiara Federica Colaiacomo\,\nDirettrice del Parco Archeologico di Ercolano. \nVenerdì 12 giugno 2026 si tiene l’appuntamento più atteso: una giornata di studi\ninteramente dedicata ai risultati delle indagini archeologiche a Villa Sora (campagna\n2025–2026)\, presso Palazzo Vallelonga\, Torre del Greco (NA).\nVilla Sora è un’area di straordinaria importanza nell’ambito del sistema insediativo costiero\nromano nel Golfo di Napoli. Le campagne di scavo recentemente condotte dal Parco\nArcheologico di Ercolano\, in collaborazione con il Packard Humanities Institute (PHI)\,\nhanno restituito dati inediti sulla villa d’otium\, sulla ripresa della vita dopo l’eruzione del 79\nd.C.\, sulla decorazione musiva e sugli affreschi\, aprendo nuovi scenari interpretativi sul\npaesaggio antico.\nLa giornata\, coordinata scientificamente da Domenico Camardo\, Marina Caso e Federica\nColaiacomo (Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano)\, si articola in due sessioni di\nlavori.\nL’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di\nCredito Popolare di Torre del Greco e il supporto di Villa Montedoro Ricevimenti e\nWedding e NeonSorrento. \nLe visite guidate a Villa Sora\nOre 10:30 – 12:45 | 13 e 14 giugno 2026 | Villa Sora\, Torre del Greco (NA)\nSabato 13 e domenica 14 giugno\, in piena coerenza con il tema delle GEA 2026\n“Archeologia in corso”\, l’area archeologica di Villa Sora apre eccezionalmente al pubblico\ncon visite guidate a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano. A conclusione della\ngiornata di studi di venerdì 12\, i visitatori potranno osservare da vicino il cantiere e i risultati\ndelle indagini archeologiche\, scoprendo direttamente sul campo i luoghi e le pratiche della\nricerca. La partecipazione è su prenotazione: archeotorre@gmail.com – cell. 379\n2196736.
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SUMMARY:#GEA2026 - Giornate Europee dell’Archeologia
DESCRIPTION:Il Ministero della Cultura\, con la Direzione generale Musei e la Direzione generale Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio\, aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA)\, in programma dal 12 al 14 giugno 2026. L’iniziativa è coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives) sotto l’egida del Ministero della Cultura transalpino e con il patrocinio del Consiglio d’Europa.\n\n\nNei luoghi della cultura italiana sono previste attività volte a promuovere il patrimonio archeologico e far conoscere il lavoro dell’archeologo: visite guidate\, laboratori\, escursioni e altri eventi organizzati con il consueto spirito che anima le Gea\, caratterizzate dalla volontà di mantenere vivo il dialogo con il pubblico\, le università\, gli enti locali\, le associazioni e tutti gli attori del territorio.\n\nTutti gli appuntamenti\, con variazioni in tempo reale\, sul sito: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026
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SUMMARY:Presentazione progetto | Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta (Pieve di Cadore - BL)
DESCRIPTION:Nell’ambito della lunga collaborazione inter-istituzionale tra Soprintendenza e Magnifica Comunità di Cadore\, è stato possibile avviare il progetto di “riscoperta” di reperti giacenti nei depositi dell’Università degli Studi di Padova\, destinati ora al Museo Archeologico Cadorino “Enrico De Lotto” a Pieve di Cadore (Bl). Le nuove attività di studio hanno consentito di recuperare una storia “dimenticata” e di riportare nel territorio di provenienza reperti particolarmente importanti per la storia dell’alto Medioevo in Cadore. \nVenerdì 12 giugno\, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia\, Soprintendenza\, Università di Padova\, Dipartimento di Biologia e Magnifica Comunità di Cadore promuovono un appuntamento dal titolo\n👉 “Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta” per presentare il progetto di restituzione di questi reperti al Museo Archeologico Cadorino.\n👉 L’iniziativa sarà accompagnata da una visita guidata al nuovo allestimento del museo\, dove i reperti archeologici sono oggi esposti. \nEssi rappresentano un autentico doppio rinvenimento.\n✅ La prima scoperta (fortuita) avvenne verso l’inizio del ’900 presso il torrente Boite\, ma solo nel 1911 furono consegnati al prof. Giorgio Dal Piaz (Università di Padova) e successivamente all’archeologo Raffaello Battaglia\, che per primo li studiò e pubblicò su riviste di settore. Dall’epoca degli studi\, i reperti sono rimasti nei magazzini del Museo di Antropologia dell’Ateneo patavino.\n✅ La seconda scoperta (sempre fortuita!) è avvenuta nel 2021; infatti\, durante un lavoro di catalogazione\, è stato possibile identificare con certezza il lotto cadorino studiato dal Battaglia\, che purtroppo\, seppur in buono stato di conservazione\, aveva perso ogni originaria indicazione di provenienza. La proficua collaborazione fra gli Enti pubblici competenti\, dopo il completamento dello studio e l’esecuzione di puntuali e circoscritti interventi conservativi\, ha consentito quindi il ritorno al loro territorio d’origine dei reperti facenti parte delle collezioni di Antropologia del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova. \n🔎 Il gruppo di reperti fa presumere l’esistenza a Valle di Cadore di una necropoli alto-medievale (fine VI-inizi VII sec. d.C.).\nA tombe femminili rimandano orecchini\, pendenti\, anelli\, bracciali e fibule a “S” mentre la punta di lancia verosimilmente appartiene ad una sepoltura maschile.\nIn particolare è significativa la presenza delle fibule a “S”\, tipiche del costume femminile longobardo\, circa fino all’inizio del VII secolo. Le fibule di Valle sono del tipo più semplice (in bronzo)\, decorate da motivi incisi. Fibule simili si trovano in Friuli e in centri posti lungo la strada che collega la Carnia al Passo della Mauria e dunque al Cadore (si veda\, ad esempio\, la necropoli di Andrazza a Forni di Sopra\, Udine). \nLa punta di lancia indica la presenza di un individuo maschile con status di guerriero; anche in questo caso\, nelle sepolture maschili di cultura longobarda si trovano spesso armi che sottolineano il rango. Le armi non solo affermano la presenza di un individuo armato ma anche di un uomo libero (arimanno)\, che godeva dei diritti pubblici. Ad un nucleo di ritrovamenti sporadici appartengono infine due reperti di cronologia ben differente\, la cui provenienza da Valle di Cadore è decisamente significativa. Le due monete rinvenute spiccano sia per l’ottimo stato di conservazione sia come indicatori delle vicende storiche di questo territorio. La più antica è un sesterzio databile nell’ambito della prima metà del III secolo e potrebbe alludere a situazioni (transiti o stazionamenti) di natura militare. Il secondo esemplare è molto più recente ed è testimone dei legami di quest’area con la Repubblica di Venezia. Il progetto rientra in un più ampio percorso scientifico di lunga durata\, diretto dalla Soprintendenza e dalla Magnifica Comunità di Cadore\, per la tutela\, lo studio e la fruizione del patrimonio archeologico cadorino. \n📆 Venerdì 12 giugno 2026\n📌 “Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta”\n🕦 Ore 17.30 – presentazione del progetto\nSala consiliare del Comune di Pieve di Cadore (Bl)\, Piazza Municipio n. 18\n🕦 Ore 18.00 – Visita al nuovo allestimento Museo Archeologico Cadorino “Enrico de Lotto”\, Piazza Tiziano n.2\, Pieve di Cadore (Bl) \n📌 Intervengono:\nAlessandro Asta – funzionario archeologo Soprintendenza Archeologia Belel Arti e Paesaggio per per le province di Padova\, Treviso e Belluno\nNicola Carrara – Università degli Studi di Padova\, Dipartimento di Biologia\nMatteo Da Deppo – Magnifica Comunità di Cadore
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SUMMARY:#GEA2026 - Scavo archeologico del Teatro Romano di Brescia: cantiere aperto (Brescia)
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 venerdì 12 giugno\, dalle ore 11 alle ore 12 e dalle ore 14.30 alle ore 16 è prevista l’apertura straordinaria dei cancelli del corridoio Unesco su vicolo del Fontanone per consentire ai cittadini e ai turisti di affacciarsi sul cantiere e vedere da vicino gli archeologi impegnati a riportare alla luce le strutture del teatro\, uno dei più grandi e importanti edifici da spettacolo dell’Italia Settentrionale romana. \nGli scavi archeologici sono promossi e diretti dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e rientrano nel più ampio progetto di recupero e manutenzione straordinaria del teatro cui è stato destinato un finanziamento del Ministero della Cultura di 1.500.000 di euro. \nGli scavi archeologici\, in corso da ottobre 2025\, sono effettuati sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo della Soprintendenza Serena Solano e sono condotti dalla ditta archeologica AR/S Archeosistemi di Reggio Emilia e dall’impresa di scavi Belleri Silverio & C di Zone. \nDopo i lavori dei mesi scorsi\, che hanno portato alla rimozione dei resti degli edifici che nel tempo erano stati costruiti sulle strutture romane\, apportando così maggiore leggibilità al monumento\, continuano le indagini relative alle fasi di frequentazione medioevale del sito. Nella zona centrale del teatro sono state scavate alcune strutture “povere” a carattere insediativo e produttivo\, con muretti in pietra in origine completati da alzati in materiale deperibile\, focolari e piani d’uso. La zona è inoltra interessata da diverse tombe a inumazione\, in nuda terra o in casse di pietra e laterizio\, che via via occuparono la parte inferiore dell’ima cavea e l’orchestra sui livelli di abbandono e crollo delle strutture romane. \nLo scavo archeologico proseguirà fino a metà luglio e si fermerà a circa – 1\,50 m dal piano di calpestio antico dell’orchestra. Dopo l’estate saranno effettuati alcuni interventi di messa in sicurezza del sito per consentire poi la ripresa e il completamento dello scavo archeologico e quindi il restauro delle strutture. \nL’iniziativa di apertura straordinaria del cantiere rientra in un percorso di riscoperta del sito archeologico\, portato avanti dalla Soprintendenza in accordo con il Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei. \n  \nInfo: sabap-bs.comunicazione@cultura.gov.it
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LOCATION:Teatro Romano di Brixia\, Via dei Musei\, 55\, Brescia\, Italy
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SUMMARY:#GEA2026 | Cantieri e depositi aperti per raccontare “in diretta” il lavoro degli archeologi (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Raccontare “in diretta” il lavoro sul campo di archeologi\, restauratori\, architetti e ingegneri\, aprendo al pubblico cantieri di restauro e depositi di reperti con l’obiettivo di rendere i luoghi dell’archeologia e della ricerca spazi di confronto con i visitatori\, in una dimensione inclusiva e accessibile.\n\nCosì il Parco Archeologico di Pompei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA)\, in programma in tutta Europa nei giorni venerdì 12\, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026.\n\nIl tema di questa edizione è “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”. Al centro c’è il processo della ricerca archeologica\, la valorizzazione del “dietro le quinte” del lavoro – cantieri\, magazzini\, depositi\, laboratori\, archivi\, biblioteche – come spazi di conoscenza\, racconto e partecipazione\, attraverso l’apertura dei contesti operativi al pubblico.\n\nIn piena aderenza al tema centrale delle Giornate\, il Parco Archeologico di Pompei propone visite a cantieri di scavo e di restauro ma anche a depositi di reperti. Le visite ai cantieri del sito di Pompei\, a cura dei funzionari del Parco\, dureranno circa 45 minuti nella fascia oraria indicata\, per un numero massimo di 30 persone per volta. Accesso fino ad esaurimento posti\, prenotazione non necessaria.\n\nVenerdì 12 giugno a Pompei sono previsti tre appuntamenti. Dalle 9 alle 13 sarà possibile visitare i cantieri di restauro dell’Insula Meridionalis e della Casa di Giulio Polibio\, mentre dalle 13 alle 17 è prevista la visita ai depositi dei Granai del Foro.\n\nL’intervento di messa in sicurezza\, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis di Pompei\, uno più articolati quartieri del sito archeologico – visibile lungo il viale delle Ginestre di ingresso al sito – un tempo affacciato scenograficamente sul Golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno\, rappresenta un esempio di cantiere estremamente complesso a causa della morfologia dell’area e della tipologia degli edifici oggetto dei lavori. Visite a cura dell’archeologo Antonino Russo.\n\nLa Casa di Giulio Polibio\, una tra le domus più significative della città antica\, è nota per le sue decorazioni pittoriche e per l’importanza storica del proprietario. Attualmente è oggetto di un articolato intervento di restauro finalizzato alla sua riapertura al pubblico e alla conservazione a lungo termine. Visite a cura dell’architetto Annamaria Mauro.\n\nNel pomeriggio\, invece\, sarà possibile vedere i depositi dei Granai del Foro con visite a cura dell’archeologo Alessandro Russo. Sarà illustrato il progetto di allestimento dei Granai del Foro\, il cui obiettivo è riqualificare e rifunzionalizzare gli spazi per consentire sia lo studio che l’esposizione dei reperti\, migliorando la comprensione della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.\n\nSabato 13 giugno l’appuntamento (dalle 9 alle 13) è con la visita ad altri due cantieri. I visitatori potranno accedere al cantiere di scavo e restauro delle Tombe di Porta Stabia e al cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis.\n\nL’area della necropoli di Porta Stabia si trova all’esterno del perimetro urbano della città antica. È caratterizzata da ricche sepolture\, tra cui due tombe a schola di personaggi illustri e altre tombe monumentali\, tra cui quella di G.A. Alleius Nigidius Maius. Il progetto mira alla conservazione del bene culturale attraverso attività di prevenzione\, manutenzione e restauro. Visite a cura dell’architetto Raffaele Martinelli.\n\nIl cantiere di messa in sicurezza\, restauro e fruizione dell’Insula Occidentalis di Pompei\, ha l’obiettivo di restituire al pubblico le straordinarie ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio\, della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca\, affacciate sul Golfo di Napoli e finora non accessibili.\nIl grandioso complesso della Regio VI è situato ai margini della città antica\, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche\, digradanti scenograficamente verso il mare\, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica. Visite a cura della restauratrice Teresa Argento.\n\nDomenica 14 giugno\, infine\, è in programma l’apertura straordinaria\, dalle ore 9 alle 13\, dei depositi archeologici del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia\, con visite a cura dell’archeologa Maria Rispoli\, secondo due turni di visita alle ore 10.00 e alle ore 12.00 per gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione non necessaria. I depositi sono visitabili anche in autonomia. I visitatori avranno la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela\, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo archeologico di Stabia.\n\nLe Giornate Europee dell’Archeologia\, coordinate a livello europeo dall’INRAP – Institut National de Recherches Archéologiques Préventives\, sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa\, si confermano come un appuntamento centrale per il dialogo tra archeologia e società.
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SUMMARY:#GEA2026 - Giornate Europee dell'Archeologia: gli eventi al Civico Museo Archeologico di Milano
DESCRIPTION:Dal 12 al 14 giugno tornano le Giornate Europee dell’Archeologia\, l’appuntamento annuale dedicato alla scoperta del patrimonio archeologico. Quale occasione migliore per esplorare la Milano romana attraverso due proposte speciali che portano alla scoperta tra l’altro della Torre del Circo\, normalmente non inclusa nel percorso di visita del Civico Museo Archeologico. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa Torre del Circo di Mediolanum!\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nEsclusiva visita guidata in italiano e in inglese  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSabato 14 giugno dalle ore 14.45 \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSaliamo in cima alla torre quadrangolare\, che rappresenta la parte meglio conservata del circo di Mediolanum\, costruito tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C. per volontà dell’imperatore Massimiano Erculeo\, in stretta relazione con la vicina residenza imperiale. Sarà un’occasione esclusiva per visitare l’interno di questa struttura\, normalmente non inclusa nel percorso di visita e accessibile solo con accompagnamento di una guida abilitata per l’accesso alla torre. \n  \nOre 14.45 e 15.30 visite guidate in italiano\, ore 16.15 visita guidata in inglese. Durata 30 minuti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDall’alto delle torri di Mediolanum\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVisita serale esclusiva a museo chiuso dedicata alle due torri romane \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nGiovedì 18 giugno ore 19.00\nGiovedì 9 e 23 luglio ore 19.00.\nGiovedì 6 e 27 agosto ore 19.00 \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nMentre si avvicina la sera\, saliamo in cima alle due torri romane che da più 1700 anni si ergono maestose sulla città\, rivivendo gli splendori dell’antica Mediolanum e la memoria di quegli anni\, scritta nei mattoni millenari e per secoli celata nel silenzio dei chiostri monastici. Un’occasione per visitare in particolare la torre del circo e ammirare dall’alto lo skyline della città. \nDurata: 1 ora \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nModalità di prenotazione\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPrenotazione obbligatoria per tutte le visite.\nAcquisto online su www.spazioaster.it fino al momento della visita salvo esaurimento posti.\nPer informazioni contattare telefonicamente 0220404175 o via email segreteria@spazioaster.it entro le 16.00 del venerdì precedente l’attività.
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SUMMARY:#GEA2026 - Gli eventi nelle Residenze sabaude e nei siti archeologici dei Musei nazionali del Piemonte
DESCRIPTION: L’archeologia racconta il passato\, ma continua a interrogare il presente attraverso la ricerca\, gli scavi e il lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio. Dal 12 al 14 giugno tornano le Giornate Europee dell’Archeologia\, l’iniziativa coordinata dall’Inrap\, l’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva. Per l’edizione 2026 le Residenze reali sabaude e i Musei nazionali Piemonte propongono un programma di appuntamenti che attraversa castelli\, abbazie e aree archeologiche del territorio\, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino luoghi\, reperti e attività di ricerca che permettono di ricostruire la storia antica e medievale. \nAl Castello di Agliè\, venerdì 12 giugno alle 16.30\, il programma di visite tematiche Dietro le quinte. La quotidianità di chi si prende cura del Castello propone l’incontro Antichità e gusto per l’antico nella residenza estiva prediletta dalla Regina di Sardegna Maria Cristina di Borbone-Napoli. Con Elisa Lanza\, responsabile delle collezioni archeologiche del Castello\, i visitatori scopriranno reperti\, riproduzioni di sculture antiche e immagini ispirate al mondo classico che hanno contribuito a definire l’identità della residenza sabauda. \nSabato 13 giugno l’Area Archeologica di Augusta Bagiennorum sarà al centro dell’iniziativa Dallo scavo al museo\, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino e con il Comune di Bene Vagienna. Si parte alle 15 con la presentazione\, al Museo Archeologico di Bene Vagienna – MAB (Palazzo Lucerna di Rorà)\, da parte degli studenti in Archeologia dell’Università di Torino\, delle ricerche condotte negli ultimi tre anni sul sito romano alla scoperta delle tabernae (botteghe) dell’antica città romana di Augusta Bagiennorum. A seguire\, si potrà visitare il museo e sperimentare la ricostruzione olografica tridimensionale della basilica civile dell’antica città romana. Dalle 17.30 l’attività proseguirà nell’area archeologica\, in località Roncaglia\, con una visita agli scavi in corso. \nSempre sabato 13\, l’Area archeologica di Libarna ospiterà un nuovo appuntamento del ciclo L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte. Alle ore 16 la direttrice del sito\, Valentina Barberis\, accompagnerà il pubblico in una passeggiata dedicata alle più recenti attività di ricerca\, ai progetti di studio e alle strategie di valorizzazione dell’area. In contemporanea\, i Servizi educativi dei Musei nazionali del Piemonte e l’associazione Libarna Arteventi proporranno attività e laboratori interattivi e coinvolgenti dedicati alla scoperta del lavoro dell’archeologo e delle storie custodite dal sito. \n#GEA2026 – Libarna: nuove prospettive di ricerca e valorizzazione (Serravalle Scrivia – AL) \n \nDomenica 14 giugno\, dalle 15 alle 17\, l’Abbazia di Fruttuaria aprirà straordinariamente il percorso archeologico di visita che si sviluppa sotto l’attuale basilica settecentesca di San Benigno Canavese. Le visite guidate\, curate dai volontari dell’associazione Amici di Fruttuaria\, accompagneranno i partecipanti lungo un itinerario che ripercorre mille anni di storia dell’abbazia fondata da Guglielmo da Volpiano. \nNella stessa giornata\, l’Area archeologica di Industria offrirà due speciali passeggiate archeologiche\, alle ore 15.30 e alle 17\, dedicate alle novità emerse durante l’ultima campagna di scavo. La direttrice del sito guiderà il pubblico alla scoperta della città romana\, arricchendo il percorso con ricostruzioni in realtà aumentata che restituiscono l’aspetto originario dei principali edifici dell’antico centro urbano. In collaborazione con l’associazione Athena.  [LEGGI QUI l’articolo uscito su Storie & Archeostorie sulla rinascita del sito archeologico: https://storiearcheostorie.com/2026/02/19/citta-romana-industria-rinasce-alluvione-monteu-da-po/) \nSempre domenica 14 giugno\, alle 15.30\, al Castello di Racconigi si andrà Sulle tracce dell’antico: il fascino dell’archeologia al Castello di Racconigi con un itinerario dedicato al rapporto tra la cultura classica\, la committenza sabauda e gli artisti che contribuirono alla trasformazione della residenza. Per i più piccoli sono previste attività dedicate alla scoperta dell’archeologia attraverso il gioco e l’osservazione. \n  \nInfo \nCastello di Agliè \nBiglietti: intero 8 euro\, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni\, gratuito per minori di 18 anni\, persone con disabilità e accompagnatori\, possessori di Abbonamento Musei. Info e prenotazioni: 0124 330102 drm-pie.aglie@cultura.gov.it \nCastello di Racconigi \nBiglietti: intero 8 euro\, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni\, gratuito per minori di 18 anni\, persone con disabilità e accompagnatori\, possessori di Abbonamento Musei. Info e prenotazioni: online su Musei Italiani\, drm-pie.racconigi.sed@cultura.gov.it \nAbbazia di Fruttuaria \nIngresso gratuito. Info: 335 7204648 info@abbaziadifruttuaria.com \nArea Archeologica di Industria \nIngresso gratuito. Info: 379 1592724 athena.as.culturale@gmail.com drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it \nArea Archeologica di Augusta Bagiennorum \nIngresso gratuito. Info: ufficiocultura@benevagienna.it drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it \nArea Archeologica di Libarna \nIngresso gratuito. Info: info@scoprilibarna.it drm-pie.libarna@cultura.gov.it \n  \n  \nLeggi anche: \nMonteu da Po (Torino)\, la città romana di Industria rinasce dopo l’alluvione \n \n 
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SUMMARY:#GEA2026 - Cantieri aperti\, siti archeologici e attività per famiglie (Roma)
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026\, promosse dal Ministero della\nCultura\, la Soprintendenza Speciale di Roma partecipa con un programma di aperture\nstraordinarie\, visite guidate e attività inclusive dedicate a pubblici di tutte le età\, in programma\ndal 12 al 14 giugno 2026. \n«Le Gea 2026 hanno come tema l’archeologia nel suo farsi – spiega Daniela Porro\, Soprintendente\nSpeciale di Roma – e offrono l’opportunità di conoscere da vicino alcuni dei siti archeologici e\ncantieri della città\, come la Villa romana monumentale al Cimitero Flaminio e gli Horti di Domitilla.\nÈ una iniziativa che la Soprintendenza interpreta anche valorizzando il patrimonio culturale\nattraverso esperienze partecipative\, laboratori e percorsi accessibili». \nTra gli appuntamenti più attesi spicca l’apertura\, il 12 giugno\, della Villa al Cimitero Flaminio\,\neccezionale testimonianza archeologica chiusa da oltre 15 anni e appena restaurata con un nuovo\npercorso di visita. Questa domus aristocratica era affiancata da un mausoleo di famiglia che\nrappresenta la prima attestazione di uso funerario dell’area del Cimitero Flaminio\, il più grande\nd’Italia. \n\nDa non perdere la possibilità di visitare gli Horti Domitia Lucilla\, all’interno del complesso\nospedaliero San Giovanni-Addolorata. Questo straordinario sito consente di compiere un viaggio\nnella parte produttiva della vasta proprietà appartenuta a Domitia Lucilla\, madre dell’imperatore\nMarco Aurelio. Cortili porticati\, vasche\, aree di stoccaggio e tabernæ affacciate su una strada\nbasolata\,raccontano la vita quotidiana di una delle più importanti residenze suburbane dell’antica\nRoma. \nParticolare attenzione è riservata alle famiglie e ai più piccoli con iniziative in programma alle\nTerme di Caracalla e all’Arco di Malborghetto. Domenica 14 giugno il Servizio Educativo della\nSoprintendenza propone Un giorno alle terme di Caracalla\, laboratorio dedicato ai bambini dai 3\nai 6 anni. Attraverso attività ludiche e didattiche\, i partecipanti potranno avvicinarsi al mondo\nromano e comprendere il ruolo che le terme avevano nella vita quotidiana degli antichi cittadini.\nDal 12 al 14 giugno\, anche il sito di Malborghetto accoglierà famiglie e bambini con visite guidate\nall’Arco di Costantino e alla mostra Memorie Archeologiche di Pellegrini e Giubilei\, laboratori\ndedicati alle tecniche costruttive romane\, alla Via Flaminia e alla figura del pellegrino\, oltre a\npercorsi interattivi e installazioni accessibili pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età in\nun’esperienza di scoperta e partecipazione. \n\nAnche il Drugstore Museum ospiterà\, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi e la\nCooperativa Il Treno 33\, un laboratorio e visite guidate accessibili per bambine e bambini dai 6\nanni\, alla scoperta dei miti e delle credenze dell’antica Roma. Completano il programma le\naperture dell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme\, dove sarà possibile visitare il sito\narcheologico e scoprire il progetto in corso per il nuovo allestimento e valorizzazione del sito. \nDrugstore Museum\n  \nwww.soprintendenzaspecialeroma.it
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