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SUMMARY:Parchi archeologici della Maremma: tutte le aperture e gli eventi speciali
DESCRIPTION:I Parchi archeologici della Maremma hanno previsto\, anche per il mese di settembre\, una serie di occasioni e di iniziative speciali per salutare la bella stagione nel migliore dei modi e andare incontro all’autunno con l’animo ravvivato dall’incanto suscitato dalla visita ai siti.\n\nSi comincia venerdì 4 settembre\, con la ripresa dei Venerdì dell’Archeologia\, che\, al Parco archeologico di Roselle\, prevedono\, a partire dalle ore 19.00\, la visita straordinaria agli scavi nuovamente in corso nell’area della cattedrale medievale e nell’area cimiteriale connessa\, caratterizzata dai resti monumentali del complesso delle terme adrianeee. L’équipe di ricerca dell’Università di Buffalo \, a cui è affidata per il 2026 la concessione del progetto di scavo\, spiegherà sul campo ai visitatori le ultime scoperte scientifiche. L’evento si ripeterà\, con stessi orari e modalità\, anche venerdì 18 settembre ed eccezionalmente sabato 26 settembre\, in occasione delle GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days).\n\nDomenica 6 settembre torna invece\, in tutti i Parchi\, l’appuntamento\, con la Domenica al Museo\, la nota iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei vari Istituti e nei luoghi della cultura statali.\nBen due aperture straordinarie sono in calendario il giorno successivo\, lunedì 7 settembre\, al Parco archeologico di Cosa e al Parco archeologico di Vetulonia\, pronti entrambi ad accogliere il pubblico\, in via eccezionale\, dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Il Parco archeologico di Vetulonia inoltre\, venerdì 11 settembre\, effettuerà un’ulteriore apertura straordinaria\, questa volta serale\, della Tomba della Pietrera\, che sarà visitabile sino alle ore 21.00.\n\nAppuntamento conclusivo inoltre\, sabato 12 settembre con ArcheOrchestra\, la fortunata rassegna musicale andata in scena per tutta l’estate e nata dalla collaborazione dei Parchi archeologici della Maremma con l’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto e il sostegno del Ministero della Cultura. L’ultimo concerto in calendario di questa prima edizione\, in programma al Parco archeologico di Roselle e preceduto da una visita accompagnata all’area archeologica alle ore 20.00\, porterà sul palco\, alle ore 21.15\, “Vivace” Orchestra giovanile “Città di Grosseto” (Massimo Merone\, direttore; Musiche di Beethoven. Posti unici a sedere non numerati. Biglietti a 10 euro\, incluso l’ingresso al Parco archeologico e la visita accompagnata\, acquistabili sulla piattaforma Musei Italiani o in loco).\n\nDomenica 13 settembre\, dopo aver avuto già luogo nelle settimane scorse nei Parchi archeologici di Cosa e Roselle\, toccherà al Parco archeologico di Vetulonia\, alle ore 17.00\, nell’area di Scavi Città\, ospitare l’affascinante progetto dell’Archeobuiometria partecipativa\, una speciale presentazione divulgativa sul progetto della BuioMetria Partecipativa (BMP)\, proposta dalla rete pibinko.org\, per conoscere meglio come chiunque possa contribuire\, anche con azioni molto semplici\, alla tutela del cielo notturno.\n\nSabato 19 settembre una serie di eventi vedrà protagonista invece il Parco archeologico di Cosa\, dov’è prevista un’apertura straordinaria serale\, dalle ore 18.00 alle 22.00\, che inizierà con una visita accompagnata all’area archeologica a cura del personale del Ministero della cultura\, per poi proseguire con una conferenza di esperti che approfondiranno alcune tematiche legate al territorio dell’antica colonia romana di Cosa.\n\nSarà poi lo spettacolo teatrale Voci nell’Anfiteatro\, a cura dell’Associazione culturale Polis 2001\, ad animare la sera di domenica 20 settembre al Parco archeologico di Roselle\, in programma dalle ore 17.00 alle ore 20.00.\nNuova apertura straordinaria inoltre\, lunedì 21 settembre\, per il Parco archeologico di Vetulonia\, che accoglierà il pubblico in tutti i propri siti\, aperti per l’occasione dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nNel week-end di sabato 26 e domenica 27 settembre ritorna anche ai Parchi archeologici della Maremma il consueto appuntamento con le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days)\, la nota manifestazione culturale internazionale\, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. Nelle due giornate\, che avranno come tema per questa edizione 2026 “Proteggere il patrimonio. Rinnovare\, resistere\, reinventare”\, sono previste\, in tutti i Parchi\, visite guidate\, aperture straordinarie\, conferenze e tante altre iniziative tutte da scoprire.\n\nA chiudere infine il calendario di questo mese\, così ricco di progetti\, sarà il Parco archeologico di Cosa\, con una nuova apertura straordinaria in programma lunedì 28 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00.\n\nPer info e prenotazioni:\nParco archeologico di Cosa\ntel. 0564 881421 – 335 1471086\nemail: pa-maremma.parcocosa@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Roselle\ntel. 0564 402403 – 331 6194577\nemail: pa-maremma.parcoroselle@cultura.gov.it\n\nParco archeologico di Vetulonia\ntel. 331 6216340\nemail pa-maremma.parcovetulonia@cultura.gov.it\n\nParchi archeologici della Maremma\ntel. 0564 484938\nemail pa-maremma.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | La Stele delle Rose. Storia di antichi Collegia romani (Ariano nel Polesine - RO)
DESCRIPTION:Sabato 5 settembre 2026\, presso il Centro Turistico Culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine\, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose\, rinvenuta nell’ambito delle ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona\, Rovigo e Vicenza e dalle Università di Padova e Venezia e sostenute dalla Fondazione Cariparo. \nIl documento epigrafico racconta le vicende e l’organizzazione degli antichi collegia (associazioni corporative o religiose) di epoca romana. La stele è stata restaurata a cura del Rotary Club Porto Viro – Delta del Po.
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SUMMARY:Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali (Lombardia)
DESCRIPTION:Quando l’estate non è ancora finita\, una gita fuori porta può diventare l’occasione per scoprire una Lombardia lontana dalle mete più affollate. Domenica 6 settembre 2026 tornano le Giornate dei Castelli\, Palazzi e Borghi Medievali della media pianura lombarda\, iniziativa promossa dall’associazione Pianura da scoprire\, che proseguirà il 4 ottobre e il 1° novembre. \nSono 23 le località coinvolte\, distribuite tra le province di Bergamo\, Brescia\, Cremona e Milano. Castelli\, rocche\, palazzi storici e borghi fortificati apriranno le loro porte per raccontare un territorio segnato per secoli dal confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Un patrimonio diffuso nel quale storia\, architettura e paesaggio si intrecciano con le vicende di famiglie nobiliari\, condottieri\, battaglie\, leggende e antichi mestieri. \nVisite\, eventi e itinerari\nLe aperture non si limiteranno alla visita dei monumenti. Nei diversi luoghi sono previsti visite guidate\, percorsi tematici\, rievocazioni storiche\, laboratori\, mostre\, concerti\, mercatini dell’antiquariato e del collezionismo\, oltre a iniziative dedicate alle famiglie e occasioni per scoprire i prodotti tipici locali. I visitatori potranno costruire liberamente il proprio itinerario\, scegliendo più tappe anche attraverso percorsi paesaggistici e bike friendly. \nL’iniziativa\, giunta al suo dodicesimo anno\, continua ad attirare migliaia di visitatori interessati a un turismo culturale e di prossimità\, capace di valorizzare luoghi meno conosciuti e lontani dai circuiti del turismo di massa. \nIl Passaporto dei Castelli\nAnche quest’anno prosegue il “Passaporto dei Castelli\, Palazzi e Borghi medievali”\, il libretto dedicato alle località del circuito sul quale raccogliere i timbri durante le visite. Chi riuscirà a raggiungerne almeno 20 potrà richiedere gratuitamente\, a fine anno\, uno speciale gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni. \nL’iniziativa si inserisce inoltre nella collaborazione con il circuito Ville Aperte in Brianza\, in programma dal 19 settembre al 4 ottobre\, che offrirà ulteriori occasioni per visitare luoghi normalmente non accessibili al pubblico. \nLe prossime Giornate saranno dunque tre occasioni per esplorare una Lombardia fatta di castelli\, borghi\, natura\, storia e tradizioni locali\, costruendo un itinerario personale tra le diverse località. \nInformazioni su orari\, accessi\, prenotazioni ed eventi sono disponibili sul sito di Pianura da scoprire e sui relativi canali social.
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SUMMARY:Mostra | EGITTO. Sulle tracce degli dèi (Bra - CN)
DESCRIPTION:Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura\, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis\, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e curata da Alessandro Girardi\, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.\n\nLa mostra\, unica sul territorio\, pone al centro reperti e amuleti inediti\, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio\, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO\nI visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside\, Thot\, Shu\, Horus\, Taueret e Bes\, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto\, l’amuleto\, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio\, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.\n“Nel nostro immaginario collettivo\, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti\, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta\, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte\, bensì profondamente legati alla vita\, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio\, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e\, non a caso\, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia\, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza\, ma una sua dimensione intrinseca”.\nUna sezione sarà dedicata alla figura del sovrano\, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina\, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano\, che era anche garante dell’ordine cosmico\, la Maat. Per questo motivo\, i sovrani erano destinatari di culti specifici\, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus\, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.\nL’allestimento di una stele\, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906\, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio\, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.\n\nDIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI\nPer le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati\, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.\nDurante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città\, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema\, visite guidate tematiche\, approfondimenti scientifici\, laboratori ed eventi per famiglie.\n\nOrari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18\, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre\, 26 dicembre e 6 gennaio.\n\nTariffe d’ingresso: Intero: 6\,00 euro; ridotto: 4\,00 euro (Over 65\, studenti universitari\, ragazzi 6-12 anni\, possessori Abbonamento Musei\, residenti a Bra\, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4\,00 euro). Pacchetto Scuole: 6\,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione\, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.\n\nContatti e Prenotazioni/Informazioni: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra\, Tel. 0172.430.185 | Email: promozione@comune.bra.cn.it\n\nImmagine: © Museo Egizio\, fotografie di Nicola dell’Aquila
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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SUMMARY:Mostra | I colori che ritornano. Un patrimonio ritrovato. Le lastre dipinte etrusche riunite nel loro territorio (
DESCRIPTION:Apre al Castello di Santa Severa\, negli spazi della Manica Lunga\, la mostra “I Colori che Ritornano” che vede riunite in un’unica esposizione le lastre dipinte da Cerveteri oggetto di recenti recuperi da parte dei Carabinieri TPC e della Guardia di Finanza\, testimoni di una particolare corrente pittorica tra il VI ed il V sec. a.C. che ebbe negli artigiani di Cerveteri il suo centro produttivo. \n  \nIl mondo ideale dell’aristocrazia etrusca di Caere del VI secolo a.C. è racchiuso\, tutto\, nei preziosi frammenti di terracotta recuperati negli ultimi anni dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e dalla Guardia di Finanza nell’ambito di complesse indagini. Si tratta di uno dei recuperi di opere d’arte più significativi degli ultimi decenni per la quantità e soprattutto per la rarità dei reperti\, oltre che per la complessità delle scene figurate rappresentate e della tecnica utilizzata per la loro realizzazione. \nQuasi contemporaneamente al rientro in Italia e al recupero è stato sottoscritto a Roma\, nel 2016\, un accordo di cooperazione culturale con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen\, che ha comportato la restituzione\, dalla Danimarca all’Italia\, di reperti consistente\, tra gli altri\, in una serie di 110 frammenti di lastre dipinte ceretane. Complessivamente il corpus delle lastre qui presentate riunite in un’unica esposizione si data tra 530 e 480 a.C.; l’uso di dipingere su lastre di terracotta\, applicate alle pareti degli edifici e affiancate in fregi continui\, ha avuto nell’antica Caere\, la più filo-ellenica delle città etrusche una fortuna tutta particolare\, collegata –come noto- all’arrivo di artigiani\, provenienti dalla Grecia orientale\, nelle città etrusche a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C. La tecnica di produzione di queste lastre fittili era simile a quella di altre terrecotte architettoniche\, offrendo però ai decoratori ampie superfici modulari\, adatte a ospitare fregi pittorici che a volte si potevano estendere su intere pareti\, valicando lo stretto spazio di un’unica lastra. \nDa un punto di vista spaziale\, le lastre erano disposte l’unica accanto all’altra in fregi continui che proseguivano lungo le pareti\, a volte con un sistema decorativo unitario che si dipanava su diverse lastre dipinte\, altre volte utilizzando i singoli esemplari come quadri indipendenti\, ciascuno con proprio soggetto autonomo. Sono stati identificati dipinti a tema mitologico\, coreutico-musicale\, simposiaco\, atletico-sportivo\, militare e rituale\, come nella contemporanea pittura parietale e vascolare\, a testimoniare la varietà e la vivacità della pittura nei luoghi di rappresentanza degli Etruschi. \n 
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SUMMARY:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale (Montale Rangone - MO)
DESCRIPTION:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale\n\n\nDomenica 13 settembre il Parco archeologico della Terramara di Montale inaugurando al pubblico\, inaugurando una nuova stagione che si estende fino al 1° novembre e propone un calendario di appuntamenti nelle domeniche e nei giorni festivi\, con un’apertura straordinaria prevista anche per sabato 17 ottobre. \nUna riapertura che segna un ulteriore passo nel percorso di crescita del sito\, arricchito dalle novità introdotte nella scorsa primavera per rendere la visita ancora più accessibile\, coinvolgente e ricca di possibilità di lettura.\nIl parco si presenta oggi come uno spazio in cui la dimensione archeologica dialoga con strumenti contemporanei\, offrendo al pubblico nuove modalità di esplorazione. Accanto alle ricostruzioni del villaggio dell’età del bronzo\, realizzate sulla base dei dati di scavo\, trovano spazio installazioni audio e video\, ambienti immersivi\, ologrammi e ricostruzioni virtuali che accompagnano i visitatori lungo un percorso di scoperta\, permettendo di avvicinarsi ai processi storici con maggiore immediatezza e con uno sguardo più ampio. \nIl programma completo è disponibile sul sito del Parco di Montale: www.parcomontale.it \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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LOCATION:Palazzo Meizlik\, via Patriarca Popone 7\, Aquileia\, Italy
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SUMMARY:Giornata di studi | Antonio di Padova\, Tommaso Gallo e la tradizione vittorina (Padova)
DESCRIPTION:Antonio di Padova\, Tommaso Gallo e la tradizione vittorina\nIncroci e influenze – Giornata di Studio \nBasilica del Santo – Padova\nSala dello Studio Teologico \nLunedì 21 settembre 2026: 14.30-18.30\nMartedì 22 settembre 2026: 9.00-13.00 \n\nIl seminario vuole approfondire le radici della formazione intellettuale di Fernando da Lisbona diventato poi sant’Antonio di Padova\, formatosi nel monastero agostiniano di Santa Cruz di Coimbra.\nAlla base ci furono docenti provenienti dalla tradizione culturale del monastero di San Vittore di Parigi\, che rivoluzionarono il pensiero teologico nel corso del XII secolo.\nLa sua formazione fu elogiata da Tommaso Gallo abate del monastero di Sant’Andrea di Vercelli\, in un’attestazione di grande rilevanza storica per la comprensione della figura e del ruolo di sant’Antonio di Padova\, come si può rilevare dai suoi Sermoni domenicali e festivi conservati nel codice 720 della Biblioteca Antoniana nel convento del Santo. \nAll’evento hanno dato l’adesione\, assicurando la presenza\, i maggiori specialisti della cultura vittorina: Dominique Poirel medievista direttore della “Société des Études Victorines” di Parigi; Declan A. Lawell specialista del pensiero di Tommaso Gallo della Queen University di Belfast; sulle radici portoghesi interverranno dall’Università di Porto José Meirinhos e Agostinho Figueiredo Frias; per il contesto vercellese Paolo Rosso dall’Università di Torino e\, infine\, Tiziano Lorenzin e Matteo Casarotto per l’ambito biblico e francescano della Facoltà Teologica del Triveneto. \n  \nThe seminar aims to explore the roots of the intellectual education of Fernando of Lisbon – who later became Saint Anthony of Padua – who was educated at the Augustinian monastery of Santa Cruz in Coimbra.\nAt the heart of his education were teachers from the cultural tradition of the monastery of Saint Victor in Paris\, who revolutionised theological thought during the 12th century.\nHis education was praised by Tommaso Gallo\, abbot of the monastery of Sant’Andrea in Vercelli\, in a testimony of great historical significance for understanding the figure and role of Saint Anthony of Padua\, as can be seen from his Sunday and Feast Day Sermons preserved in Codex 720 of the Antonian Library in the convent of the Saint. \nLeading specialists in Victorine culture have confirmed their attendance at the event: Dominique Poirel\, a medievalist and director of the ‘Société des Études Victorines’ in Paris; Declan A. Lawell\, a specialist in the thought of Tommaso Gallo from Queen’s University\, Belfast; José Meirinhos and Agostinho Figueiredo Frias from the University of Porto will speak on the Portuguese roots; Paolo Rosso from the University of Turin will address the Vercelli context; and\, finally\, Tiziano Lorenzin and Matteo Casarotto from the Triveneto Faculty of Theology will discuss the biblical and Franciscan aspects. \n\nLunedì 21 settembre 2026: 14.30-18.30\nPrima sessione: incroci\nDonato Gallo\, Introduzione ai lavori\nDeclan A. Lawell\, Teologia mistica in Tommaso di San Vittore e in sant’Antonio di Padova\nJosé Meirinhos\, Presenza e influsso della scuola di San Vittore nel Portogallo di Fernando da Lisbona/Coimbra\nPaolo Rosso\, Tommaso di San Vittore ed Antonio dei frati Minori: l’abbazia di S. Andrea di Vercelli e i frati Minori nella storia del Duecento \nMartedì 22 settembre 2026: 9.00-13.00\nSeconda sessione: influenze\nDominique Poirel\, L’influsso dei Vittorini nella cultura sacra del XIII secolo e nel pensiero di Antonio di Padova\nAgostinho Figueiredo Frias\, Ascetica e mistica nei Vittorini e in Antonio\nTiziano Lorenzin\, Esegesi biblica vittorina ed esegesi di Antonio\nMatteo Casarotto\, I Vittorini negli autori francescani del Duecento fino a Bonaventura da Bagnoregio\nGiovanni Catapano\, Conclusioni \n\nComitato scientifico: Luciano Bertazzo (CSA-SISF)\, Giovanni Catapano (Unipd)\, Maria Teresa Dolso (Unipd-SISF)\, Donato Gallo (Unipd)\, Eleonora Lombardo (Univr)\, José Meirinhos (Unipt-P)\, Antonio Rigon (Unipd) \nPer informazioni: info@centrostudiantoniani.it \ncon il patrocinio di Università di Padova – Centro interdipartimentale di Ricerca Filosofia medievale “Carlo Giacon”\, Università di Porto (Portogallo) – Facoltà di Lettere\, Catolica – Centro de estudos de història religiosa (Lisbona\, Portogallo)\, Società Internazionale di Studo Francescani (Assisi\, PG)\, Facoltà Teologica del Triveneto
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LOCATION:Basilica del Santo\, piazza del Santo 11\, Padova\, Italy
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SUMMARY:Scavi aperti | Open day negli scavi del Ceramico (Agrigento)
DESCRIPTION:Open day martedì 22 settembre al Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per mostrare al pubblico gli scavi nell’area del Ceramico di età arcaica e classica\, a ovest di Porta V. L’apertura al pubblico consentirà ai visitatori di ammirare da vicino uno dei settori più importanti della città antica e con esso le eccezionali testimonianze riportate alla luce dalle campagne di ricerca. Nel corso dell’iniziativa gli studenti e i giovani studiosi impegnati nelle attività di scavo guideranno i visitatori alla scoperta di questo importante settore della città antica\, illustrando le strutture e i materiali emersi durante le indagini.\n«L’eccezionalità del contesto e dei materiali portati alla luce – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – ci permette di conoscere aspetti ancora poco indagati della vita dell’antica Akragas. Con questo Open day vogliamo restituire alla comunità un pezzo fondamentale della sua storia\, rendendo i cittadini partecipi della ricerca e della conoscenza del nostro patrimonio archeologico».\nGli scavi\, ripresi in questi giorni\, rientrano nel progetto di ricerca avviato nel 2019 dall’Università di Bologna\, sotto la direzione scientifica del professore Vincenzo Baldoni\, e dal Parco della Valle dei Templi\, con Maria Concetta Parello. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno permesso di scoprire grandi fornaci destinate alla produzione ceramica della polis che\, per dimensioni eccezionali\, complessità e stato di conservazione\, non trovano finora confronti nella Sicilia di età greca.\n«La Valle dei Templi di Agrigento è al centro delle attenzioni del mondo accademico – commenta il direttore del Parco\, Roberto Sciarratta -. In questo momento sono in corso tra Agrigento\, Canicattì e Realmonte diverse campagne di scavo condotte da varie università nazionali e internazionali che ci permetteranno di comprendere meglio il nostro passato e preservarlo per le future generazioni. Tutto sarà condotto\, come da prassi\, a “cantiere aperto”\, consentendo ai visitatori dei siti di assistere alle attività di ricerca».\n\nIn queste strutture gli artigiani akragantini producevano un grandissimo numero di oggetti ceramici\, utilizzati quotidianamente nei diversi contesti di vita della città\, dai santuari alle abitazioni fino alle necropoli. Si tratta di coppe\, brocche\, ciotole e anfore di produzione locale e\, in misura minore\, di statuette\, pesi da telaio\, terrecotte architettoniche e sostegni-distanziatori\, fondamentali per l’ottimale cottura dei manufatti all’interno delle fornaci. Una varietà che testimonia le capacità degli artigiani akragantini\, attivi in un’area produttiva particolarmente complessa e articolata.\nLa produzione artigianale della polis rappresenta uno degli aspetti meno conosciuti della storia di Agrigento in età arcaica e classica\, ma riveste un grande interesse per la comunità scientifica perché consente di aprire una finestra inedita sulla vita della grande polis in una fase cruciale del suo sviluppo sociale e politico.
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SUMMARY:Mostra | Botteghe e artigiani a Genova (secoli XI-XVIII) (Genova)
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre\, ore 16:30\, all’Archivio di Stato di Genova in via di Santa Chiara 28R inaugura la mostra “Botteghe e artigiani a Genova”. \nLa fama\, universalmente diffusa\, delle capacità dei genovesi nell’ambito del commercio e della finanza ha oscurato\, nell’immaginario collettivo\, un’altra realtà\, la produzione artigianale e l’attività delle botteghe\, strettamente legate alla vita quotidiana della città di Genova\, tanto da aver lasciato tracce tangibili nell’onomastica delle strade del centro storico. Luoghi come via degli orefici\, vico indoratori\, macelli di Soziglia\, vico stoppieri\, salita pollaioli o vico del cioccolatte ci richiamano agli antichi mestieri che rifornivano i genovesi di generi alimentari di prima necessità o di lusso\, abiti usati o stoffe pregiate\, infusi di erbe medicinali o armi da taglio. \nI documenti raccolti in mostra\, a cura di Giustina Olgiati\, che ci permettono di ricostruirne la storia ci aiutano a svelare la vita di tutti i giorni di una città congestionata nelle sue strade troppo strette\, ostruite dai tavolati e dalle corbe per l’esposizione delle merci fuori dalle botteghe\, percorsa dai muli che portano il zetto lontano dal porto\, dai camalli che consegnano le merci più pesanti e dai besagnini che raccolgono letame e rumenta prima di tornare ai campi. Poco distante dal centro\, il borgo di Santo Stefano brulica delle attività dei lanaioli\, lungo i corsi del Bisagno e del Polcevera si avvicendano orti\, mulini e concerie e nell’area di Voltri si moltiplicano gli edifici da carta\, mentre spiagge e tratti di costa ospitano cantieri per gli allestimenti navali.\nOrganizzate come separate strutture di governo\, con consoli e consiglieri che amministrano l’attività e dirimono le controversie tra gli iscritti\, le arti sono costantemente coinvolte in liti per la difesa delle proprie prerogative. E se oggi può far sorridere il monopolio della vendita di mutandas sive brachas\, è giusto porre in risalto il lavoro delle mani che hanno incastonato le perle e i preziosi\, pescato e lavorato i coralli\, tessuto cucito e ricamato gli abiti\, realizzato le trine e i merletti che oggi ammiriamo nei quadri di Rubens e Van Dyck; l’opera coordinata di architetti\, fabbricanti di calcina e mattoni\, scalpellini\, mazzacani\, stuccatori e marmorari\, di cui ammiriamo la perizia quando visitiamo i palazzi dei Rolli; l’abilità di maestri d’ascia\, calafati\, peciari\, fabbricanti di alberi remi e vele\, filatori di canapa e cordai\, fonditori e fabbricanti di ancore\, uniti nell’allestimento di quelle navi alle quali Genova tanto deve della sua passata fortuna. \nNonostante il trascorrere del tempo\, le innovazioni tecnologiche e il mutare dei gusti e delle mode\, molte di queste competenze persistono tuttora nelle botteghe storiche e nei locali di tradizione di Genova\, nelle produzioni artigianali di stoffe pregiate e mezzeri\, canditi e cioccolata\, e nelle pietanze tradizionali preparate nelle sciamadde. \n  \nAutori dei saggi\, delle trascrizioni e delle schede di catalogo: \nEnrico Basso\, Denise Bezzina\, Paolo Calcagno\, Cristiana Di Cerbo\, Sofia Gullino\, Ernesto Lettieri\, Giustina Olgiati\, Giovanna Maria Orlandi\, Eleonora Pallavicino\, Francesca Pucci Donati\, Sergio Rossi\, Roberto Santamaria\, Daniele Tinterri\, Giorgio Toso
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LOCATION:Archivio di Stato di Genova\, Piazza Santa Maria in Via Lata\, 7\, Genova\, Italy
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SUMMARY:Convegno | Centri e periferie della lauda nel Quattrocento: Venezia e il Friuli (Venezia)
DESCRIPTION:Il Quattrocento segna la straordinaria fioritura della lauda in area veneta. In linea con il rinnovamento della sensibilità religiosa dell’epoca\, il genere laudistico viene coltivato tanto dalle élites quanto dalle confraternite laicali e dal clero\, sia a Venezia sia nei domini di Terraferma e da Mar\, come ampiamente dimostrato dagli studi fondamentali di Giulio Cattin. Testimonianze manoscritte come il laudario veneto Marciano Ital. IX 145 illustrano i processi di ricezione e rielaborazione delle precedenti esperienze laudistiche centro-italiane\, ma anche l’immissione di nuova linfa spirituale\, poetica\, musicale. Le novità formali e contenutistiche sviluppate in Veneto passano sovente sotto il nome autorevole di Leonardo Giustinian (1388-1446)\, ma lontano dalla capitale\, ad esempio in Friuli\, ancora alla fine del secolo si rintracciano i lineamenti della lauda trecentesca grazie alla continuità istituzionale delle compagnie dei Battuti\, alle quali appartenne anche il laudografo e umanista pordenonese Pietro Edo (1426-1504). \nGli incontri intitolati Centri e periferie della lauda nel Quattrocento: Venezia e il Friuli nascono dalla sinergia tra la Fondazione Levi\, il progetto ERC AdG LAUDARE – Università di Trento\, e l’Accademia «San Marco» di Pordenone\, con lo scopo di rilevare gli elementi di soluzione e di continuità tra i centri maggiori e minori della produzione laudistica e le sue frontiere geografiche e sociali. I lavori si articoleranno in tre sessioni\, dedicate alla rilettura e alla valorizzazione del contributo di Giulio Cattin agli studi laudistici\, alla figura di Pietro Edo (in ideale continuità con i risultati del convegno di studi Lingua\, letteratura e musica tra Veneto e Friuli all’epoca di Pietro Edo\, tenutosi a Pordenone il 7-9 maggio 2026)\, e all’analisi materiale e musicologica della silloge Marciana Ital. IX 145. \n  \nLunedì 28 settembre 2026 \nh 14:00\nGIULIO CATTIN E LA LAUDA \nRoberto Calabretto (Fondazione Ugo e Olga Levi)\nSilvia Corelli (Accademia San Marco)\nFrancesco Zimei (Università di Trento)\nSaluti istituzionali \n  \nMarco Gozzi\nIl contributo di Giulio Cattin allo studio della lauda \nLucia Marchi\nIl cantasi come quale paratesto. Riflessioni sul contrafactum laudistico in memoria di Giulio Cattin \nFrancesco Facchin\nIl codice Marciano Ital. IX 145 e la tesi di laurea di don Giulio Cattin \n  \nore 16:00\nIL LAUDARIO DEI BATTUTI IN FRIULI E PIETRO EDO \nMatteo Leonardi\nLa lauda come documento di spiritualità confraternale: la selezione delle fonti scritturali e il “canone” iacoponico \nMatteo Venier\nPietro Edo: un umanista al crocevia \nGiacomo Pirani\nTradizione e riforma nel laudario di Pietro Edo \n  \nMartedì 29 settembre 2026 \nore 10:00\nIL CODICE MARCIANO ITAL. IX 145 \nFrancesco Zimei\nAspettando il facsimile: osservazioni\, proposte\, questioni aperte \nAgnese Bee\nLa notazione musicale delle laude nel codice Marciano Ital. IX 145: un’analisi comparativa \nClaudia Caffagni\nLa Missa ‘Réveillez vous’ nel laudario Marciano Ital. IX 145 \nLuciana Battagin \nIl manoscritto Ital. IX\, 145 visto all’interno dei cataloghi e delle collezioni marciane\nore 12:00\nTAVOLA ROTONDA \n  \n  \nOrganizzazione\nGiacomo Pirani (ERC AdG LAUDARE – Università di Trento) \nImmagine copertina\nUdine\, Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”\, Fondo Ospedale\, A\, f. 1v
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LOCATION:Biblioteca “Gianni Milner” – Fondazione Ugo e Olga Levi\, San Marco 2893\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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LOCATION:Rovereto – sedi varie\, Rovereto\, Italy
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SUMMARY:Tornano le visite guidate alle Terme Suburbane di Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento\, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che\, in attesa del completamento dei lavori\, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco\, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo\, per l’intera durata del percorso\, di circa un’ora\, i visitatori indosseranno un casco protettivo.\n\n«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario\, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti\, in attesa della loro riapertura permanente\, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»\,\ndichiara Federica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.\n\nLe Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano\nIndividuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958\, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”\, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.\nIncastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine\, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare\, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium\, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium)\, con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium\, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio\, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi\, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali\, eccezionalmente conservate\, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.\nRimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni\, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute\, attivo a Ercolano dal 2001\, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano\, insieme a Pompei e Oplontis\, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO\, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale\, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita. \n\nCalendario e turni di visita\nOttobre: sabato 10\, 24 e 31 ottobre 2026\nNovembre: sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre 2026\nDicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026\nMattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)\nPomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre\, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)\nI gruppi\, di massimo 15 partecipanti\, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.\n\nBiglietti e prenotazioni\nI biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026\, online e in biglietteria.\nBiglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21\,00 euro\nCittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7\,00 euro\nGratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge\nPrenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
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SUMMARY:Festival di Letteratura del Lavoro Produzioni Ininterrotte (Crespi d’Adda\, Capriate San Gervasio - BG)
DESCRIPTION:L’11 ottobre prende il via a Crespi d’Adda – villaggio operaio UNESCO e luogo simbolo della cultura del lavoro – l’ottava edizione del Festival di Letteratura del Lavoro Produzioni Ininterrotte. Fino al 6 dicembre\, oltre venti appuntamenti a ingresso libero con autori\, artisti\, giornalisti\, storici e imprenditori animeranno l’Unesco Visitor Centre di corso Manzoni 18\, nel cuore del borgo operaio. Il Festival è promosso dall’Associazione Crespi d’Adda.\n  \nL’edizione 2026 indaga l’etica del lavoro tra passato\, presente e futuro ripercorrendo le trasformazioni profonde che hanno ridefinito il panorama economico e produttivo\, spinte negli ultimi anni dalla rapida evoluzione tecnologica. Al centro del programma c’è il delicato equilibrio tra visione imprenditoriale\, innovazione e centralità della persona che vive e opera nei meccanismi del sistema produttivo. Una sezione fondamentale del Festival è dedicata alla memoria: alle vicende sociali ed economiche che hanno plasmato la nostra società e continuano a sostenerne valori e identità\, elemento imprescindibile per costruire nuove visioni del futuro. Come nelle scorse edizioni\, il confronto si sviluppa attraverso una pluralità di linguaggi – dalla letteratura alle arti visive\, dall’architettura alla storia sociale\, dall’attualità alla tecnologia\, fino alla filosofia\, alla sociologia\, all’urbanistica\, alla pittura e alle pratiche performative – per restituire la complessità del lavoro contemporaneo.\n  \nI TEMI E GLI INCONTRI DI PRODUZIONI ININTERROTTE\, OTTAVA EDIZIONE.\nSALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO. A Produzioni Ininterrotte si discute quindi di salute e sicurezza\, dalla prevenzione al benessere nei luoghi di lavoro\, per promuovere ambienti più sicuri e luoghi di lavoro più attenti all’aspetto psicofisico dei lavoratori. Ne parlano l’11 ottobre Andrea Guarguaglini\, psicologo\, psicoterapeuta e gli esperti di sicurezza sul lavoro Francesco Belliti e Gianluca Pardini nella presentazione di Il pentagramma della prevenzione. Fertili contaminazioni tra musica e sicurezza sul lavoro\,un nuovo sguardo sul tema che unisce persone\, competenze e organizzazione attraverso la metafora della musica. Il 24 ottobre\, con Fabbriche d’Italia\, Roberto Parisi\, storico dell’architettura e tra i maggiori esperti di patrimonio industriale\, propone una riflessione sulla fabbrica come luogo vivo e complesso\, dove si intrecciano produzione\, architettura\, controllo\, innovazione e conflitti tra saperi\, interessi e visioni del progresso. Marta Averna\, architetto e ricercatrice con Onore al lavoro\, il 25 ottobre\, guida il pubblico alla comprensione degli spazi interni dell’architettura industriale\, rendendo leggibile e abitabile il luogo del lavoro. Coniugare armoniosamente ambiente\, lavoro e giustizia sociale\, trasformando un ideale in un progetto urbano realizzabile è invece il focus affrontato da Pino Viscusi\, pittore\, storico\, critico d’arte\, il 5 dicembre\, in Le città del sogno.\n \nCULTURA D’IMPRESA. Produzioni Ininterrotte è anche cultura d’impresa: un viaggio nelle storie delle imprese che hanno segnato il nostro Paese\, per comprendere come visioni e scelte imprenditoriali abbiano modellato economia e società. Il 18 ottobre Francesco Cattaneo presenta Il segreto dei Doneda\, storia della famiglia bergamasca che\, dagli anni Trenta\, crea un impero nel settore dell’estrazione e commercio di sabbia e ghiaia. Il 14 novembre Francesco Vena\, quarta generazione della storica azienda familiare di 130 anni\, Amaro Lucano\, racconta Cosa vuoi di più dalla vita? un percorso tra artigianalità\, cultura popolare e innovazione industriale. La storia della Birra Peroni è\, invece\, quella raccontata da Enrico Galasso\, presidente e AD di Birra Peroni\, ospite a Crespi d’Adda il 29 novembre con Per i prossimi 175 anni\, un libro che guarda al futuro partendo da un’eredità da attualizzare e rilanciare.\n  \nDIGNITA’ DEL LAVORO E LOTTA ALLO SFRUTTAMENTO. Altro tema del festival è la dignità del lavoro e la lotta allo sfruttamento. È affrontato da Sara Monaci\, giornalista de Il sole 24ore\, il 29 ottobre con Sfruttamento made in Italy\, un’inchiesta sulle ombre del lavoro contemporaneo: società fantasma\, contratti irregolari\, turni estenuanti. Con lo storico Giovanni Ferrarese il 7 novembre nell’incontro Il caporalato si affronta il tema del caporalato in Italia dal dopoguerra ad oggi.\n  \nCOMPETENZE NEL MERCATO CONTEMPORANEO. Tra i temi trasversali del Festival emerge quello sulle competenze necessarie nel mercato contemporaneo e sulle pratiche che favoriscono pari opportunità: il 31 ottobre in L’illusione intelligente\, Luca Tomassini\, imprenditore e inventore della prima Mobile TV al mondo per TIM in Italia\, discute di lavoro smaterializzato e ridisegnato dall’intelligenza artificiale. Sempre di Intelligenza artificiale si parla l’8 novembre con la giornalista Nicoletta Prandinell’incontro Fuori Controllo per ricostruire la filiera dalle responsabilità aziendali e spiegare come difendersi dai meccanismi manipolatori dell’AI.\n  \nMEMORIA E IDENTITA’. Altro pilastro del cartellone 2026 si può riassumere in memoria e identità: un invito a riscoprire le radici della storia collettiva\, per comprendere come il passato continui a plasmare valori\, identità e visioni del futuro. Ci aiutano ad affrontarlo diversi ospiti. In apertura del festival l’11 ottobre Fabrizio Menalli e Luigi Cortesi nell’incontro Chiamati all’armiricordano i volti e le voci dei cittadini di Capriate San Gervasio e Crespi d’Adda travolti dal turbine della Seconda Guerra Mondiale\, tra cui Benigno “Nino” Crespi\, il tenente colonnello che documentò con la sua inseparabile Leica e i suoi diari la tragica epopea del fronte russo e la “battaglia di Natale”. Nel progetto curato dal Gruppo Alpini Capriate Crespi\, Benigno Crespi rappresenta il ponte tra la memoria industriale e la memoria della Resistenza: un uomo che\, cresciuto in un contesto di progresso sociale\, scelse di difendere la libertà con coraggio e dedizione. Il 1° novembre\, nell’incontro O che tu leggi ricorda Matteo Rabaglio conduce il pubblico in un viaggio attraverso oltre tremila lapidi tra Adda e Brembo\, capaci di ricostruire un atlante di vite comuni e valori condivisi. Si fa un salto oltreoceano\, invece\, il 14 novembre con Fabbrica e ring. Sei storie dal Michigan. Romeo Orlandi racconta un secolo di America attraverso storie di pugili e operai\, di ring e fabbriche\, sogni e contraddizioni. Quello di una delle firme più autorevoli della narrativa italiana\, Maurizio Maggiani\, il 22 novembre\, con La memoria e la lotta\, vuole essere un inno alla memoria come atto di libertà e resistenza. La memoria\, poi\, è anche un insieme di immagini: quelle dell’artista lombardo Giovanni Brambilla\, i cui paesaggi e le nature morte hanno da tempo varcato le soglie nazionali ed europee. Le sue opere sono esposte il 5 dicembre nella mostra Visioni di Crespi d’Adda.\n  \nALTRI TEMI. E poi\, ancora appuntamenti che affrontano il lavoro attraverso una molteplicità di sguardi e linguaggi diversi: il 17ottobre Edoardo Currà e Sara de Maestri presentano Fabbriche di energia\, un incontro dedicato alle centrali elettriche come organismi tecnici\, architettonici e culturali\, lette nel loro rapporto con il paesaggio e con il contesto economico produttivo. Il 15 novembre Gianmarco Gabrieli nell’incontro Il nazionalismo fa male (anche al Prosecco) spiega perché è necessario superare i muri nazionalisti mentre con Stefania Zolotti\, giornalista\, il 21 novembre\, e l’incontro Ho un dolore qui\, sul lavoro si affronta il tema del benessere mentale nei luoghi di lavoro. Da 1 a 101 è il talk condotto da Damiano Airoldi il 28 novembre\, mentre quello del 6 dicembre\, L’elogio dell’errore\, con Lorenzo Airoldi\, chiude il Festival di Letteratura del Lavoro mettendo al centro un’idea decisiva: l’errore non è un ostacolo da eliminare\, ma il punto di svolta che permette alla conoscenza di avanzare. Attraverso episodi reali provenienti dal mondo scientifico e tecnologico\, Airoldi mostra come ogni errore riveli un limite del nostro modo di interpretare la realtà e apra la strada a nuove intuizioni. L’errore diventa così il luogo in cui nasce il futuro.\n  \nDOCUMENTARI. A Produzioni Ininterrotte anche due documentari. Il 31 ottobre Winder than the sky di Valerio Jalongo esplora le applicazioni della scienza nelle discipline artistiche\, tra robot umanoidi e possibili loro capacità emotive.  Salvatore. Il calzolaio dei sogni di Luca Guadagnino\, il 14 novembre\, racconta la vita del designer e imprenditore italiano Salvatore Ferragamo\, dalle umili origini a Napoli fino al successo internazionale.\nARTISTI INTERNAZIONALI. Da non perdere gli appuntamenti con artisti internazionali: il 6 novembre Andrea Mastrovito è ospite dell’incontro Agnus Dei tra iconografia e spazio sacro: da Bergamo alla Sagrada Familia di Barcellona. L’artista bergamasco ha recentemente completato con la scultura dell’Agnello di Dio la Torre di Gesù Cristo\, il punto più alto della Sagrada Familia\, capolavoro incompiuto di Gaudí a Barcellona. Elena Cologni\, il 5 dicembre\, è a Crespi d’Adda con I panni sporchi (non) si lavano in casa riportando al villaggio operaio il progetto Il corpo del/al lavoro (The Body of/at Work\, 2021). Cologni presenta un’opera permanente per non dimenticare il ruolo che il lavoro domestico ha avuto nella realtà industriale nel villaggio operaio.\n  \nAPPUNTAMENTI FUORI CRESPI. L’ottava edizione del Festival di Letteratura del Lavoro propone anche due appuntamenti aBrescia\, ospitati al MUSIL – Museo del Ferro di San Bartolomeo\, ampliando così il percorso culturale di Produzioni Ininterrotte oltre i confini di Crespi d’Adda. Il 22 settembre\, alle 21\, è in programma un anticipo del Festival con Works. Omaggio a Vitaliano Trevisan: una serata di letture con Fulvio Falzarano tratte da Works\, l’autobiografia lavorativa dello scrittore e sceneggiatore Vitaliano Trevisan\, autore di romanzi e sceneggiature\, scomparso prematuramente. Il 15 ottobre\, alle 20.45\, il Teatro Caverna presenta una selezione di letture da Una lepre con la faccia di bambina: Laura Conti a Seveso. Il testo ripercorre l’esperienza vissuta da Laura Conti – medico\, politica e tra le fondatrici dell’ambientalismo scientifico italiano – durante il disastro di Seveso\, trasformata dall’autrice in un romanzo di rara sensibilità civile e umana.\n  \nIl programma completo dell’ottava edizione di Produzioni Ininterrotte è anche online su www.produzioniininterrotte.it\n\nL’ottava edizione del Festival Produzioni Ininterrotte è organizzata dall’Associazione Crespi d’Adda. Partner: Comune di Capriate San Gervasio\, Tessere Memoria\, Antonio Percassi Family Foundation\, MMN\, RBBG – Rete Bibliotecaria Bergamo\, Museo dell’industria e del lavoro Musil\, Labour Film Festival. Sponsor: Cisl Lombardia\, Fondazione BCC Milano\, Italgen\, Filca Cisl Lombardia\, Workitect\, il Nido Verde\, Carminati. Con il contributo di: Provincia di Bergamo\, Parco Adda Nord.\n********\nCOME RAGGIUNGERE CRESPI D’ADDA\nIl villaggio si trova nel comune di Capriate San Gervasio (Bg)\, a pochi chilometri da Milano. È raggiungibile dall’autostrada A4 Milano-Venezia\, uscita di Capriate San Gervasio. Da Bergamo: bus Locatelli ATB TBSO in direzione Trezzo sull’Adda. Da Milano: metropolitana M2 fino a Gessate\, poi bus ATM e poi TBSO Locatelli.\n  \nZTL E PARCHEGGIO\nCrespi d’Adda è zona a traffico limitato da febbraio a ottobre\, ogni sabato dalle 13:30 alle 16:30 e domenica/festivo dalle 13:30 alle 19:00. Il Parcheggio Visitatori si trova fuori dalla ZTL\, a 10 minuti a piedi dall’UNESCO Visitor Centre. Tariffe giornaliere: da febbraio a ottobre\, sabato euro 3\,00 per vettura e domenica euro 5\,00. Negli altri mesi il parcheggio è gratuito.\n  \n*******\n INFORMAZIONI AL PUBBLICO\nwww.produzioniininterrotte.it \, www.crespidadda.it\nInstagram: @produzioni_ininterrotte\nLinkedIn: https://www.linkedin.com/company/produzioni-ininterrotte/\nFacebook: https://www.facebook.com/produzioniininterrotte\nTel. 02 90939988
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SUMMARY:Mostra | TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (Brescia)
DESCRIPTION:BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA \n4 NOVEMBRE 2026 | 22 AGOSTO 2027 \nTESORI. IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026 \n  \nLa rassegna\, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nL’iniziativa delinea una storia del collezionismo bresciano e guarda al passato come a un romanzo corale nel quale\, sullo sfondo delle grandi vicende storiche\, gli oggetti divengono traccia delle donne e degli uomini che li hanno custoditi ed efficaci dispositivi di trasmissione della memoria. \nA cura di Stefano Karadjov e Roberta D’Adda. \nDal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia sarà il palcoscenico che ospiterà la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”. \nL’iniziativa\, curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda\, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei\, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, una delle sculture più importanti della romanità per composizione\, materiale e conservazione\, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi\, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. \nLa rassegna proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nTesori si suddividerà in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia\, Belle Arti\, Scienza e Tecnica\, Storia\, Etnografia – intorno alle quali costruirà un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse\, infatti\, adotterà un tracciato cronografico circolare che prenderà avvio dalla contemporaneità\, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri\, Badiucao\, Giuseppe Bergomi\, Bruce Gilden\, Axel Hütte\, David LaChapelle\, Victoria Lomasko\, Joel Meyerowitz\, Giulio Paolini\, Fabrizio Plessi\, Davide Rivalta\, Alfred Seiland\, Massimo Sestini\, Mary Zygouri\, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte\, che saranno accostate\, come in un viaggio a ritroso nel tempo\, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni\, tra cui Albrecht Dürer\, Lattanzio Gambara\, Francesco Hayez\, Angelo Inganni\, Giovan Battista Moroni\, Pelagio Palagi\, Rembrandt\, Guido Reni\, Romanino\, Angelo Zanelli. \n  \nImmagine in apertura: Testa di atleta di età romana\, marmo\, Brescia\, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi \n  \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nTesori nascosti dei Musei Civici di Brescia in mostra: cento opere dai depositi raccontano due secoli di collezionismo \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | L'enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino (Torino)
DESCRIPTION:Dopo la prima tappa siciliana al Museo Mandralisca di Cefalù\, dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027\, la mostra L’ enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino arriva nelle sale di Palazzo Madama. Il progetto espositivo\, di eccezionale rilievo scientifico e culturale\, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e offre\, per la prima volta\, l’opportunità di mettere in dialogo diretto due tra i massimi capolavori della ritrattistica rinascimentale europea\, entrambi realizzati da Antonello da Messina\, entrambi custodi di un enigma — quello del sorriso — che non ha mai smesso di interrogare chi li osserva.  Il celebre Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca\, universalmente noto come l’Ignoto marinaio\, sarà infatti posto a confronto con il Ritratto d’uomo conservato a Palazzo Madama\, conosciuto come Ritratto Trivulzio\, dando vita a un dialogo inedito di straordinario valore storico e artistico.\nLa mostra si inserisce nel ciclo Incontro con il capolavoro\, il programma espositivo promosso da Palazzo Madama per rileggere i grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna.
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SUMMARY:Mostra | Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano (Milano)
DESCRIPTION:Dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027 alle Gallerie d’Italia di Milano si terrà una grande mostra dedicata all’eredità di Leonardo in Lombardia. Curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti\, Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano ricostruisce la formazione e la diffusione della scuola leonardesca attraverso le opere di Marco d’Oggiono\, Boltraffio\, Cesare da Sesto\, Andrea Solario\, Ambrogio de Predis\, Bernardino Luini\, Giampietrino e di altri protagonisti di una stagione irripetibile\, che cambiò per sempre la storia della pittura lombarda.
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LOCATION:Gallerie d’Italia – Milano\, Piazza della Scala\, 6\, Milano\, Italy
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