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SUMMARY:Mostra | Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell'età dei Carracci (Bologna)
DESCRIPTION: È prorogata fino a Pasqua la mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci in corso al Museo Civico Medievale di Bologna.\nRimarrà aperta ancora fino al 6 aprile 2026 la prima mostra monografica dedicata a Bartolomeo Cesi (Bologna\, 1556 – ivi\, 1629)\, uno dei più significativi interpreti della cultura figurativa bolognese tra Cinquecento e Seicento\, l’”artista della controriforma”\, dalla sensibilità religiosa austera e schietta\, che più di tutti\, nel composito e vivace clima culturale della città felsinea\, seppe e volle realizzare gli indirizzi della nuova arte cristiana tracciata nel Discorso sulle immagini sacre e profane (1585) del cardinale Gabriele Paleotti (Bologna\, 1522 – Roma\, 1597). \nLa mostra\, a cura di Vera Fortunati e organizzata nell’ambito del Giubileo 2025\, è promossa dal Comune di Bologna – con i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici e la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio del Settore Biblioetche e Welfare culturale – e dall’Arcidiocesi di Bologna\, con la partecipazione dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna e la main partnership di Gruppo Hera.  \nIl prolungamento è reso possibile grazie alla collaborazione degli enti prestatori che hanno acconsentito ad estendere il prestito delle opere e al sostegno dei numerosi soggetti pubblici e privati coinvolti\, permettendo al pubblico di fruire dell’esposizione e delle attività di valorizzazione correlate oltre la data di chiusura inizialmente prevista del 22 febbraio 2026. \nAccolta con ampio apprezzamento dalla stampa nazionale e da un pubblico trasversale\, non solo specialistico – dal 22 novembre scorso a oggi sono più di 12.000 i visitatori e i partecipanti alle attività collaterali – l’esposizione viene estesa di sei settimane\, andando così ad arricchire l’offerta culturale di Bologna a disposizione della cittadinanza e dei turisti durante le prossime festività pasquali. \nLa mostra\nBartolomeo Cesi fu autore principalmente di opere di soggetto religioso\, destinate a restare all’interno delle mura di chiese e conventi\, tanto da meritarsi l’appellativo di “pittore conventuale”. Egli operò in diretta concorrenza con i coevi Agostino\, Ludovico e Annibale Carracci\, dai quali seppe distinguersi per la costruzione di un vocabolario espressivo originale fatto di figure immobili e solenni\, ritmate da colori squillanti e collocate in paesaggi solitari in cui prevalgono effetti di sublimato naturalismo: una pittura alternativa a quella radicalmente innovativa dei Carracci\, tesa allo studio diretto del naturale e del “vivo”.\nLa pittura di Cesi spinge lo spettatore verso una dimensione sovrasensibile di assorta e silenziosa contemplazione\, quasi ad anticipare la ricerca del bello ideale che sarà poi la cifra stilistica di Guido Reni. Non a caso\, Giulio Cesare Malvasia nel 1678 annotava come le opere di Cesi diedero a Guido “la prima mossa per inventar quella sua soave e gentil maniera”. \nL’esposizione si concentra sul periodo più felice della lunga carriera di questo artista colto e raffinato\, negli anni in cui si impegnò in un dialogo solitario e coraggioso con le novità della produzione carraccesca\, tra il 1585 e il 1597 circa.\nAttraverso un percorso di visita articolato in oltre 30 opere – tra dipinti\, disegni e monumentali pale d’altare – vengono affrontati i temi salienti della sua poetica e i generi pittorici con cui si affermò come protagonista di grande rilevanza nella vivace geografia artistica e culturale di Bologna nel suo tempo.\nL’evoluzione stilistica della sua identità artistica\, sempre in equilibrio con un rigore compositivo e tonale aderente ai dettami dell’ideologia cattolica post-tridentina\, viene approfondita in cinque sezioni tematiche: la formazione; i ritratti; i disegni; le pale d’altare; i cicli decorativi presso le Certose.\nIn occasione della proroga\, verrà riallestita la sezione dedicata ai disegni per garantirne la corretta conservazione\, sostituendoli progressivamente con riproduzioni in facsimile. \nGrazie al significativo investimento sostenuto dal Comune di Bologna per la tutela e la conservazione delle opere di Bartolomeo Cesi\, la mostra è stata l’occasione per finanziare interventi di restauro e manutenzione di quattro dipinti di proprietà di enti pubblici\, restituiti così ad uno sguardo rinnovato: La Trinità e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano (IRCCS Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna – Policlinico Sant’Orsola); Madonna con il Bambino in gloria con i santi Benedetto\, Giovanni Battista e Francesco (chiesa di San Giacomo Maggiore\, proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno); San Benedetto seduto (Città Metropolitana di Bologna) e San Francesco in preghiera (Provincia di Bologna dei Frati Minori Cappuccini).  \nIl catalogo della mostra\, pubblicato da Silvana Editoriale\, è destinato a rimanere un imprescindibile punto di riferimento bibliografico per lo studio dell’opera di Bartolomeo Cesi: curato da Vera Fortunati\, contiene un ricco repertorio di contributi scientifici e saggi relativi agli interventi di restauro eseguiti (Stefano Ottani\, Daniele Benati\, Vera Fortunati\, Alessandro Zacchi\, Angela Ghirardi\, Angelo Mazza\, Michele Danieli\, Flavia Cristalli\, Ilaria Bianchi\, Mark Gregory D’Apuzzo\, Mirella Cavalli\, Valeria Rubbi\, Antonella Mampieri\, Emanuela Fiori\, Caterina Pascale Guidotti Magnani\, Stefania Biancani\, Giovanni Giannelli e Federica Restiani\, Patrizia Moro). \nUn ottimo risultato in termini di partecipazione ha ottenuto anche il ricco programma di attività collaterali (conferenze\, visite guidate per il pubblico adulto\, attività per famiglie) realizzate nelle sedi del Museo Civico Medievale e della Pinacoteca nazionale di Bologna.\nGrazie alla collaborazione del Museo civico del Risorgimento di Bologna\, le quattro conferenze\, che hanno coinvolto eminenti studiosi e storici dell’arte\, sono e rimarranno fruibili online sul canale YouTube Storia e Memoria di Bologna al seguente link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLGkErHJeVIYkNpk80s0FN0BZsTEooVd6C \nLe prossime attività\nOltre alla mostra temporanea allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, è possibile visitare numerosi luoghi della città che custodiscono opere dell’artista\, permettendo al grande pubblico di comprendere l’importanza del ruolo che egli ricoprì nel suo tempo. In particolare\, lo splendido ciclo decorativo realizzato per la cappella maggiore della chiesa di San Girolamo della Certosa con le tre imponenti tele con le storie della passione di Cristo\, tra i capolavori dell’artista\, e alcune sale della Pinacoteca nazionale di Bologna\, dove si trovano le opere di Cesi e dei pittori coevi\, tra i quali i Carracci. \nProseguono gli itinerari tematici Bartolomeo Cesi\, oltre la Mostra organizzati da Fondazione Bologna Welcome e condotti in città dalle guide turistiche iscritte alla Federazione Confguide Confcommercio Ascom Bologna.\nInfo su modalità e orari di accesso:\nhttps://www.bolognawelcome.com/it/eventi/mostre-esposizioni/bartolomeo-cesi \nRimane fruibile gratuitamente anche la ricostruzione in ambiente di realtà virtuale del ciclo decorativo con le Storie della Vergine affrescato da Cesi nella cappella di Santa Maria dei Bulgari nel palazzo dell’Archiginnasio\, andato perduto in seguito a un bombardamento anglo-americano nel 1944 e ricostruito a partire da 20 lastre fotografiche realizzate da Felice Croci all’inizio del Novecento.\nInfo su modalità e orari di accesso:\nwww.bolognawelcome.com/it/esperienze/340705/Bartolomeo-Cesi–oltre-la-Mostra—Archiginnasio–la-Cappella-dei-Bulgari \nSono estese fino al 6 aprile 2026 le agevolazioni con scontistiche integrate tra Museo Civico Medievale\, Collezioni Comunali d’Arte\, Pinacoteca nazionale di Bologna e per i partecipanti ad alcuni itinerari promossi da Fondazione Bologna Welcome.\nPer informazioni: www.museibologna.it/medievale \nProsegue l’offerta culturale ed educativa a cura di “Senza titolo”\, con tre visite guidate rivolte al pubblico adulto e due attività laboratoriali per bambine e bambini di fasce d’età differenziate. \nVisite guidate\nDomenica 1 marzo 2026 ore 11.00\nDomenica 15 marzo 2026 ore 11.00\nVenerdì 3 aprile 2026 ore 16.30 \nCosto di partecipazione: biglietto museo\nPrenotazione obbligatoria: musarteanticascuole@comune.bologna.it – 051 2193930 (durante gli orari di apertura del museo) \nLaboratori per bambine e bambini\nSabato 7 marzo 2026 ore 16.00\nSpolveriamo il disegno\nEtà consigliata: 6 – 8 anni \nLunedì 6 aprile 2026 ore 16.00\nAlla base dell’arte\nEtà consigliata: 8 – 11 anni \nCosto di partecipazione: gratuito per chi partecipa e per un adulto accompagnatore\nPrenotazione obbligatoria: musarteanticascuole@comune.bologna.it – 051 2193930 (durante gli orari di apertura del museo) \nInoltre\, ogni sabato e domenica pomeriggio è possibile usufruire\, gratuitamente e senza prenotazione\, di un servizio di mediazione museale. I mediatori sono riconoscibili dalla spilletta con il simbolo “Chiedimi”. \nGrazie alla collaborazione di Fondazione Bologna Welcome\, lunedì 9 marzo 2026 alle ore 17.00 la Sala della Cultura di Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna (via Castiglione 10\, Bologna) ospita la presentazione della guida storico-artistica Bartolomeo Cesi. Itinerari a Bologna (Silvana Editoriale)\, con l’autrice Giovanna Degli Esposti.\nIntervengono Giorgia Boldrini (direttrice Settore Musei Civici Bologna) e Silvia Battistini (direttrice Musei Civici d’Arte Antica di Bologna).\nL’agevole volume offre una breve rassegna delle opere realizzate da Bartolomeo Cesi ancora oggi custodite nella città di Bologna\, suddivise per tipologia di luogo (collezioni pubbliche\, palazzi\, edifici ecclesiastici) e in ordine alfabetico. Ogni tappa del percorso è arricchita da una breve scheda che racconta la storia dell’opera\, la sua committenza\, l’iconografia e il periodo di esecuzione.
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SUMMARY:Mostra | Luigi Spina - Campi Flegrei\, la terra ardente (Castello di Baia\, Bacoli - NA)
DESCRIPTION:Al Museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia\, a Bacoli (Napoli)\, continua la mostra Campi Flegrei\, la terra ardente. Di Luigi Spina\, un percorso fotografico che interpreta uno dei paesaggi più complessi e suggestivi del Mediterraneo. La mostra\, che ha aperto da novembre in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo allestimento del Museo negli spazi del Padiglione Cavaliere\, rimarrà aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026 accompagnata da un volume edito da 5 Continents Edition\, che raccoglie l’intero corpus degli scatti realizzati da Spina. \n  \nLeggi tutti i dettagli della mostra su Storie & Archeostorie: Link all’articolo \n 
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SUMMARY:Mostra | La legatura straniera dei secoli XV – XVII nel patrimonio della Biblioteca Palatina (Pilotta\, Parma)
DESCRIPTION:La mostra prosegue idealmente il percorso realizzato lo scorso febbraio dal titolo La legatura italiana dei secoli XV e XVI secolo nel patrimonio della Biblioteca Palatina\, spostando l’attenzione questa volta ai manufatti realizzati fuori dall’Italia\, in particolare in Inghilterra\, nei Paesi Bassi\, in Germania\, in Spagna e in Francia. \nSe la prima esposizione si concentrava maggiormente sull’aspetto strutturale\, mostrando l’evoluzione dell’oggetto libro testimoniato dalle diverse soluzioni adottate nel tempo\, dai materiali adoperati e dalle scelte compositive delle diverse botteghe\, questa mostra pone invece maggiore attenzione al decoro offrendo al visitatore la possibilità di ammirare una varietà di motivi e stili ornamentali peculiari delle diverse aree geografiche. \nTra i tesori della Biblioteca Palatina figurano manufatti provenienti da tutta Europa e non solo\, testimonianza di differenti stili\, materiali\, botteghe e centri di produzione. Il percorso invita a cogliere l’evoluzione della legatura nel tempo e nelle diverse aree culturali\, con particolare attenzione alle soluzioni materiche e decorative. Il percorso si snoda a partire dai manufatti islamici e spagnoli\, per proseguire con le produzioni tedesche\, olandesi e inglesi\, fino a concludersi con un’ampia sezione dedicata alle notevoli legature francesi. \nLo studioso Federico Macchi\, curatore della mostra\, da lungo tempo si dedica allo studio delle legature presenti negli Istituti culturali italiani\, in Biblioteca Palatina in particolare ha iniziato la sua ricerca nel 2012 passando in rassegna le collezioni manoscritte e a stampa\, scoprendo così un patrimonio estremamente importante per la presenza di legature rare e poco documentate\, talvolta esemplari di cui si conoscono solo pochissime copie in tutto il mondo.
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SUMMARY:Mostra | L'Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata (Novara)
DESCRIPTION:Nel programma dell’Olimpiade Culturale in occasione di Milano-Cortina è in corso al Castello di Novara la mostra L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata\, a cura di Elisabetta Chiodini. Un percorso di 70 capolavori eseguiti dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.  \nLa mostra organizzata da METS Percorsi d’Arte congiuntamente a Comune di Novara e Castello di Novara è allestita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma multidisciplinare\, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura\, il patrimonio e lo sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. \nIl percorso espositivo illustra la nostra nazione appena nata\, il suo variegato territorio e la sua popolazione nel corso di decenni che sono stati testimoni di profonde trasformazioni\, politiche\, economiche\, culturali e sociali che avrebbero lentamente condotto il Paese verso la modernità. La rassegna si articola in sezioni tematiche che accompagnano i visitatori attraverso il succedersi delle sale del Castello presentando loro opere provenienti da prestigiose collezioni\, sia pubbliche sia private. \nSezione I | Un territorio variegato. Vita rurale tra pianure\, valli e monti\nLa prima sezione è dedicata all’Italia rurale e alla realtà del modo contadino\, dalle Alpi alla Sicilia. I territori e la vita quotidiana dei nuovi italiani saranno illustrati attraverso straordinari lavori di artisti di grande spessore e fama; tra questi sia sufficiente ricordare Telemaco Signorini (1835-1901)\, Giuseppe De Nittis (1846-1884)\, Stefano Bruzzi (1835-1911)\, Giovanni Battista Quadrone (1844-1898)\, Gugliemo Ciardi (1842-1917)\, Francesco Paolo Michetti (1851-1929)\, Angelo Morbelli (1853-1919)\, Carlo Fornara (1861-1978)\, Achille Tominetti (1848-1917) e Cesare Maggi (1881-1961). \nSezione II | Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittime\nLa seconda sezione illustra la varietà delle nostre coste\, in prevalenza alte\, frastagliate\, rocciose e scoscese quelle che si affacciano sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno\, per lo più basse con spiagge sabbiose e ghiaiose quelle che si affacciano sul Mar Adriatico. Oltre 8000 chilometri di territori molto diversi per morfologia\, struttura geologica\, varietà di ambienti naturali\, insediamenti umani e produttivi. L’articolato territorio costiero e le attività dei suoi abitanti saranno documentati da dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908)\, Vincenzo Cabianca (1827-1902)\, Luigi Steffani (1828-1898)\, Francesco Lojacono (1838-1915)\, Rubens Santoro (1859-1941) e molti altri. \nSezione III | Il volto delle città\nLa terza sezione documenta alcuni aspetti della realtà urbana delle tre Capitali d’Italia\, Torino\, Firenze\, Roma\, e di altre grandi città come Napoli\, Venezia e non ultima Milano\, la prima metropoli italiana. Città quest’ultima che\, più di altre\, vuole essere moderna e avverte una forte esigenza di trasformazione e che a vent’anni esatti dalla proclamazione dello stato unitario\, in occasione dell’Esposizione Industriale Italiana del 1881\, è definita da Giovanni Verga la “Città più Città d’Italia”\, la capitale morale del paese\, quella destinata ad assumere in breve tempo una funzione trainante nel campo della produzione industriale e del lavoro. In sala dipinti di Filippo Carcano (1840-1914)\, Pio Joris (1843-1921)\, Adolfo Tommasi (1851-1933)\, Marco Calderini (1850-1941) e altri. \nSezione IV | I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiatura\nLa quarta sezione è dedicata agli svaghi della borghesia e conduce il visitatore in lussureggianti giardini urbani\, a teatro\, tra le luci soffuse di prestigiosi salotti\, in campagna per una gita fuori porta o in luoghi di villeggiatura. Tra i pittori in sala Ettore Tito (1859-1941)\, Giulio Aristide Sartorio (1860-1932)\, Vespasiano Bignami (1841-1929)\, Pompeo Mariani (1857-1927)\,Carlo Pittara (1835-1891) e Luigi Gioli (1855-1947). \nSezione V | L’arte declinata al femminile\nLa quinta sezione è declinata tutta al femminile e illustra le diverse relazioni che numerose donne borghesi intrattenevano con le arti figurative. In sala incontriamo chi visitava le città d’arte e i loro straordinari musei\, chi amava collezionare arte contemporanea e frequentava gli studi dei maggiori artisti per valutare personalmente le opere da acquistare per la propria collezione\, chi amava dipingere per puro diletto e chi\, invece\, aveva coraggiosamente scelto di fare della pittura la propria professione. Tra gli autori presenti Silvestro Lega (1826-1895)\, Odoardo Borrani (1833-1905)\, Michele Cammarano (1835-1920). \nSezione VI | L’amore venale\nLa piccola cella del castello ospita la sesta sezione della mostra proponendo una scelta di opere legate ai tanti volti che la prostituzione ha avuto nell’Ottocento. Argomento che è stato spesso oggetto dell’attenzione di romanzieri e poeti\, drammaturghi e compositori\, ma che molto più raramente è stato affrontato dai pittori; tra questi Angelo Morbelli (1853-1919). \nSezione VII | Tempi moderni. La vita nelle metropoli\nL’ultima sezione della mostra è dedicata ai diversi aspetti della vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese. Città industrializzate e sempre più popolose nelle quali lusso e miseria convivevano spesso l’uno accanto all’altra. Città che alternavano zone lussuose con splendidi complessi edilizi contemporanei perfettamente rispondenti alle rinnovate esigenze della facoltosa borghesia\, a zone squallide e fatiscenti abitate da una popolazione spesso priva di un lavoro regolare\, costretta per poter sopravvivere ai lavori più umili o all’accattonaggio. Straordinari episodi di vita moderna documentati da grandi artisti tra i quali Emilio Longoni (1859-1932)\, Giovanni Sottocornola (1855-1917)\, Angelo Morbelli (1853-1919)\, Attilio Pusterla (1862-1941)\, Francesco Netti (1832-1894)\, Demetrio Cosola (1851-1895) e Italo Nunes Vais (1860-1932). \nCommenta Paolo Tacchini\, Presidente di METS Percorsi d’arte: In occasione delle Olimpiadi dovevamo pensare a un progetto legato alla nostra nazione e alle sue peculiarità\, ma che fosse coerente con la nostra specifica missione\, divulgare l’arte di un periodo ben preciso. Così è nata l’idea dell’Italia dei primi italiani. Un viaggio ideale nella nostra nazione appena nata\, raccontata attraverso le opere degli artisti dell’epoca\, molti dei quali protagonisti degli eventi che avevano portato alla sua nascita. \nLa rassegna\, a cura di Elisabetta Chiodini\, giunge dopo il grande successo di pubblico e critica registrato dalle mostre PAESAGGI. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo (2024-2025)\, Boldini\, De Nittis et Les Italiens de Paris (2023-2024); Milano da Romantica a Scapigliata (2022-2023); Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale (2021-2022); Divisionismo. La rivoluzione della luce (2019-2021) e Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini (2018-2019) ed è organizzata da METS Percorsi d’arte congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara\, con il patrocinio di Regione Piemonte\, Commissione Europea e Provincia di Novara\, nell’ambito del programma culturale delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 ed è realizzata grazie al sostegno di Banco BPM (Main sponsor)\, Esseco S.r.l. e De Agostini Editore S.p.A. (Sponsor)\, con il contributo di Artekasa S.r.l.\, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte\, Camporelli S.N.C.\, Comoli Ferrari & C. S.p.A.\, I Dof Mati\, IGOR s.r.l.\, Fondazione Comunità del Novarese\, Italgrafica Novara\, Mirato S.p.A.\, Fondazione CRT. Si avvale inoltre della collaborazione di Abbonamento Musei Piemonte e Valle D’Aosta\, Ad Artem\, Agenzia Turistica Locale Terre dell’alto Piemonte (Biella Novara Valsesia Vercelli)\, Big/Ciaccio Arte\, EnjoyMuseum S.r.l. e Swiss Chamber (Camera di Commercio Svizzera in Italia)\, con il supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano. \n\nINFO\nSede: Castello di Novara\, Piazza Martiri della Libertà 3\nT. 0321 1855421 \nOrari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) | lunedì chiuso\nAperture anticipate alle ore 9.00: domenica 29 marzo\, sabato 4 aprile\, domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)\nAperture straordinarie: sabato 1 novembre; lunedì 8\, venerdì 26 e lunedì 29 dicembre 2025; giovedì 1\, lunedì 5\, martedì 6 e giovedì 22 gennaio; lunedì 6 aprile 2026\nChiuso: mercoledì 24\, giovedì 25 e mercoledì 31 dicembre \nBiglietti:\n– Intero € 15\,00\n– Open € 17\,00 (Ingresso flessibile a data aperta)\n– Ridotto € 13\,00 (Weekend e festivi)\n– Ridotto Feriale € 11\,00 (da martedì a venerdì esclusi i festivi)\n– Ridotto Ragazzi € 6\,00 (Ragazzi dai 6 ai 19 anni) \nPrevendita biglietti\nVisitatori singoli\n– Vivaticket\n– in biglietteria: mar-ven 10.00-18.00 \nGruppi e scolaresche (autonomi o dotati di guida propria)\n– e-mail: gruppi@vivaticket.com\n– in biglietteria: mar-ven 10.00-18.00 (solo scolaresche) \nCommissioni Prevendita:\n– € 1\,80 (online\, call center\, e-mail) \nPrenotazioni visite guidate e aperture serali (compresa prevendita dei relativi biglietti)\n– Online: Ad Artem s.r.l.\n– Email: info@adartem.it\n– Call Center: +39 02 6597728 (da lunedì a venerdì 09.00 – 13.00 / 14.00 – 16.00) \nAudioguide comprese nel prezzo del biglietto
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