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SUMMARY:Incontro | Nel segno degli Etruschi: un dialogo tra Milano e Orvieto. Due fondazioni culturali per l'archeologia (Orvieto - TR)
DESCRIPTION:Prende avvio a Orvieto il progetto di collaborazione tra la Fondazione Luigi Rovati di Milano e la Fondazione per il Museo “Claudio Faina”\, formalizzato attraverso un protocollo d’intesa firmato a marzo 2026 e volto a sviluppare sinergie nel campo della ricerca\, della valorizzazione e della divulgazione del patrimonio etrusco. \nL’accordo nasce dalla comune volontà di promuovere nuove modalità di racconto dell’antico\, capaci di coniugare rigore scientifico e apertura a prospettive interpretative che mettano in dialogo archeologia\, arti moderne e contemporanee. Milano e Orvieto si configurano così come poli complementari di una programmazione condivisa\, articolata in mostre\, attività editoriali\, convegni e progetti di ricerca. \nIl primo appuntamento pubblico\, dal titolo “Due Fondazioni culturali per l’archeologia”\, si terrà venerdì 15 maggio alle ore 16.30 presso il Museo “Claudio Faina” di Orvieto. \nDopo i saluti istituzionali di Andrea Solini Colalè (Presidente della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”) e Roberta Tardani (Sindaco di Orvieto)\, interverranno Alfonsina Russo (Capo Dipartimento DiVA – Ministero della Cultura)\, Alessio De Cristofaro (Direttore iC-VEPP – Ministero della Cultura)\, Giovanna Forlanelli (Presidente Fondazione Luigi Rovati)\, Monica Loffredo (Direttrice Fondazione Luigi Rovati) e Giuseppe M. Della Fina (Vice Presidente della Fondazione “Claudio Faina”).\nL’iniziativa segna l’avvio di un percorso congiunto che intende restituire la complessità della civiltà etrusca e la sua persistente influenza culturale\, proponendo nuove chiavi di lettura e strumenti di comprensione per il pubblico contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | Com'è profondo il mar (Caorle - VE)
DESCRIPTION:Frattanto i pesci\nDai quali discendiamo tutti\nAssistettero curiosi\nAl dramma collettivo di questo mondo\nChe a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo\nE cominciarono a pensare\nNel loro grande mare\nCom’è profondo il mare \n(Lucio Dalla\, Com’è profondo il mare\, 1977) \nGli scienziati a volte scherzano sul fatto che le profondità degli oceani sono meno studiate del lato nascosto della luna. Si tratta di un’affermazione del tutto corretta: ad oggi\, secondo varie fonti\, anche se gli oceani costituiscono il 71% della superficie terrestre\, solo il 5% circa dell’oceano è stato esplorato (fonte: UNESCO Ocean Literacy) \n\nNelle parole del poeta e dello scienziato il mare evoca spazi inesplorati e misteriosi: il non-conosciuto\, il sommerso\, l’emergente sono alcuni degli spunti che costituiscono il tema centrale di questa mostra\, organizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto e ospitata al Museo nazionale di archeologia del mare di Caorle (VE)\, con la curatela di Boris Brollo e il patrocinio del Comune di Caorle. Quattro artisti contemporanei – Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov – stabiliscono un dialogo tra le loro opere e i reperti presenti nella collezione del museo. Questi vengono utilizzati come punti di partenza per nuove narrazioni che coinvolgono la vita e la storia degli oggetti ritrovati nel mare\, e del mare stesso come veicolo di vita e di morte\, crescita e decadimento\, luogo di memoria psichica e crocevia di eventi storici. \nL’allestimento\, distribuito nelle varie sale del museo\, consiste di una serie di “interventi”\, ovvero opere concepite appositamente per alcune aree del museo e in risposta a particolari manufatti e documenti. Ogni artista si avvale di varie tecniche – dalla pittura\, al disegno\, alla scultura e al video – nel creare un suo proprio immaginario legato al mare e al metodo archeologico\, da intendersi come strumento di ricerca e di introspezione\, di pensiero critico e di avvertenza. \nIl concetto di archeologia applicato agli oceani\, per gli artisti contemporanei\, assume un significato che va oltre lo studio del passato; non è tanto il recupero di ciò che del passato (sia recente che remoto) si trova nei fondali ad essere l’oggetto della loro attenzione\, quanto il rischio di estinzione che corre l’ecosistema marino oggi\, destinato a diventare archeologia del futuro. Dunque\, l’archeologia\, si potrebbe dire con le parole del filosofo Giorgio Agamben\, intesa come possibilità di ciò che è già reale\, e come monito per il presente che indica il futuro.  \nBiografie degli artisti \nLuca Buvoli (nato in Italia\, residente a New York) è un artista multimediale le cui mostre personali includono la Phillips Collection di Washington DC (Digital Intersection\, 2020)\, il Philadelphia Museum of Art (2001)\, il M.I.T. List Center di Cambridge (2000)\, l’ICA di Philadelphia (2007) e mostre personali in gallerie come la John Weber Gallery di New York (1995\, 1997\, 1999)\, la Hyundai Gallery di Seul\, Corea del Sud (2012) e la Cristin Tierney Gallery di New York (2022) (a cura di John Hanhardt). Le mostre collettive includono Utopia Matters (Deutsche Guggenheim Museum di Berlino\, 2010)\, la Biennale di Venezia (2007)\, Greater New York al P.S. 1 MoMA (2000) e la seconda Biennale di Johannesburg\, Sudafrica (1997). Commissioni pubbliche permanenti si trovano a New York\, Houston e Seattle. \nIn questa esposizione\, Luca Buvoli presenta un video basato su una storia familiare legata al mare e un’installazione-acquario con protagonista una piccola scultura rappresentante una sirena. \nSimonetta Moro (nata in Italia\, residente tra New York e Portogruaro) è attiva nell’ambito della pittura\, del disegno\, dell’installazione e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. Il tema della psicogeografia e della mappa è spesso presente nelle sue opere. Il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti e in Europa\, tra cui: BRIC Art House\, New York; Center for Architecture\, New York; Museum of Contemporary Art\, Chicago; the American Academy in Rome; e l’Harris Museum\, Preston\, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna\, ed ha poi conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art\, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire\, Preston (UK). È Professore di Arte\, Filosofia e Arti Visive\, e Presidente dell’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA). Simonetta Moro partecipa con una serie di disegni e dipinti su Mylar e carta\, dove il materiale traslucido assume la qualità materica dell’acqua\, mentre i soggetti saranno basati su artefatti selezionati dalla collezione permanente\, sospesi tra una dimensione documentaria e onirica.  \nSimon Ostan Simone vive a Fossalta di Portogruaro. Fin da piccolo è stato allievo di un grande maestro d’arte\, Aldo Mori\, ed è così che a 11 anni scopre la pittura. Apprende la storia dell’arte e sperimenta le tecniche di pittura antica\, partecipando a mostre collettive. Nel 1997 ottiene il Diploma di Perito Grafico all’Istituto Salesiano “San Marco” di Mestre. Approda al mondo del lavoro e nel 2000 diventa imprenditore\, nasce infatti la Società di Servizi Pubblicitari “Nuovi Spazi”. Simon Ostan Simone è creatore di coordinati aziendali e strategie pubblicitarie. L’esigenza di comunicare lo riporta a riprendere il pennello in mano. La pittura diffonde le sue sensazioni al massimo contrasto: il bianco e il nero\, gli esponenti della forma di comunicazione più arcaica\, la pittura rupestre. Simon Ostan Simone partecipa con un’opera video multimediale. \nAga Ousseinov è nato a Baku\, in Azerbaijan. Vive e lavora a New York dal 1991. Ha ottenuto un Master in Belle Arti (MFA) presso il V.I. Surikov Fine Arts Institute di Mosca\, 1985. Inizialmente formatosi come scultore\, Aga Ousseinov ha studiato fotografia e video all’International Center of Photography dopo essersi trasferito a New York. Questi media aggiuntivi gli hanno dato la libertà di perseguire la sua indagine sull’interazione tra strutture narrative individuali e culturali. Il suo lavoro\, in particolare\, suggerisce due visioni del mondo consapevoli e conflittuali: una razionale e tecnologica\, che contrasta con un’altra poetica\, immaginaria ed emotiva. Portando avanti le tradizioni consolidate della scultura\, le sue opere sono installazioni scultoree combinate con video\, fotografie\, disegni e collage. Ousseinov ha esposto ampiamente sia a livello nazionale che internazionale. Ha rappresentato l’Azerbaijan alla 54 Biennale di Venezia 2011. Aga Ousseinov presenta una serie di lavori su carta in forma di aquiloni e collage ispirati a temi nautici.  \nGli sponsor \nArteSegno – Galleria d’Arte e Casa d’Aste | F.lli Giacomini S.p.A. | Confartigianato Imprese Veneto Orientale | \nVRC Costruzioni | Extra Group S.r.l. | Officine Clementi – Carpenteria metallica | Cofidi Veneto \nCom’è profondo il mar \nEsposizione d’arte contemporanea a cura di Boris Brollo \nOpere di Luca Buvoli\, Simonetta Moro\, Simon Ostan Simone e Aga Ousseinov \n16 maggio 2025 – 27 settembre 2026 \nInaugurazione sabato 16 maggio ore 18:00 – ingresso gratuito su invito \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 27 settembre 2026 e sarà compresa nel biglietto d’ingresso al museo. \nInformazioni e prenotazioni: \nMuseo nazionale di archeologia del mare – Via Strada Nuova 80 – 30021 Caorle (VE) \nTel. 0421.83149 – 3791805649 \nmail: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it \nweb: museiveneto.cultura.gov.it – museocaorle.cultura.gov.it \nAperto lunedì e martedì dalle 9:00 alle 13:00 – venerdì e domenica dalle 10:00 alle 18:00 \nPer verificare altre aperture festive infrasettimanali consultare le pagine social: \nhttps://www.facebook.com/museomarecaorle \nhttps://www.instagram.com/museoarcheologicodelmare
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SUMMARY:Musica | Di lume e di candela. Tre modelle per Caravaggio (Monopoli)
DESCRIPTION:Il 23 maggio alle 21.00 al Teatro Radar di Monopoli\, Ritratti Festival inaugura la sua XXII edizione con un’anteprima dal valore speciale: la prima assoluta di “DI LUME E DI CANDELA. Tre modelle per Caravaggio”\, un testo teatrale che racconta tre protagoniste della pittura del Merisi\, scritto da Nicola Pedone\, musicologo e autore\, già voce indimenticabile programmista Rai Radio3\, recentemente scomparso. Non è solo l’avvio del cartellone 2026 del Festival diretto in Puglia da Antonia Valente\, ma anche un momento carico di significato umano e artistico. Lo spettacolo – che vedrà la luce in forma postuma grazie all’impegno di familiari\, amici e collaboratori – nasce da un’idea di Francesca Simone e prende forma in un lavoro condiviso che porta in scena l’intensità e lo sguardo profondo di Pedone\, in un intreccio di parola\, musica e immagini da lui stesso curate nei dettagli. Un reading musicale\, con la regia di Carlo Bruni e la voce narrante di Nunzia Antonino\, interprete sensibile di ritratti femminili; al suo fianco\, in scena\, Silvia Grasso\, violinista attiva tra musica da camera e repertorio barocco\, Gaetano Simone\, violoncellista e gambista specialista del repertorio antico\, la giovane gambista Maddalena Licinio e Pierluigi Ostuni\, tiorbista e musicologo impegnato nella riscoperta della musica del Seicento italiano\, con la partecipazione del soprano di coloratura\, attiva nei principali teatri lirici europei\, Paola Leoci. Musiche e immagini sono state selezionate dallo stesso Pedone\, contribuendo a costruire un racconto coerente e profondamente evocativo che scorre insieme a pagine musicali di Reijseger\, V. Ghielmi\, Bauldewijn\, Arcadelt\, Monteverdi\, Stradella\, e Kapsberger\, tra gli altri. \n  \nL’opera alterna piani intimi e storici\, restituendo dignità e profondità a esistenze rimaste a lungo ai margini\, tra sfruttamento e desiderio di riscatto. \n  \n“Tre modelle che hanno posato per Caravaggio come madonne\, sante ed eroine dell’Antico Testamento si raccontano nella Roma tra fine Cinquecento e inizio Seicento. Sono tre giovani prostitute dalle diverse fortune\, Anna Bianchini\, Fillide Melandroni e Maddalena Antognetti\, scelte dal Merisi che ricerca volti e corpi veri\, lontani da ogni idealizzazione e astrazione. In una narrazione che alterna le loro vite e i personaggi che interpretano\, le tre giovani donne parlano di sé\, dei rapporti con il pittore e dello sfruttamento del loro corpo\, avviato al meretricio quando erano ancora adolescenti. Sullo sfondo di una Roma splendida che sta per regalare al mondo la meraviglia del Barocco\, il racconto di Annuccia\, Fillide e Lena svela anche la parte misera e oscura della Città Eterna dei papi e degli artisti negli anni della Controriforma“ recitano così le note scritte dall’autore stesso\, Nicola Pedone\, nell’agosto del 2025 a lavoro ultimato. \n  \nL’appuntamento si inserisce nel progetto speciale 2026 del Festival dal titolo “è verità il nome”\, dedicato alla creatività femminile\, e ispirato al pensiero della poetessa Chantal Maillard ed alla riflessione sulle identità rimaste in alcuni casi a lungo nell’ombra. Antonia Valente\, legata a Pedone da profonda amicizia e da una sintonia artistica e personale che negli anni ha alimentato un dialogo fertile\, fatto di visioni condivise e attenzione comune alla forza della musica come strumento narrativo e umano\, dichiara che “portare in scena questo lavoro\, oggi\, significa restituire al pubblico non solo un’opera intensa e originale\, ma anche la traccia viva di un pensiero\, quello di Nicola\, che continua e continuerà a risuonare”.  \n  \nDopo questa anteprima speciale\, la XXII edizione di Ritratti Festival prosegue fino al 19 luglio con dieci concerti principali ospitati tra il Teatro Radar\, il Chiostro di Palazzo San Martino e la suggestiva Lama Sottile affacciata sul mare\, insieme a terrazze\, chiese e scorci suggestivi della città\, in un percorso musicale pensato come esperienza immersiva. Dopo l’apertura del 23 maggio con “Di lume e di candela. Tre modelle per Caravaggio”\, il 21 giugno è previsto il grande concerto sinfonico gratuito per la Festa della Musica. Tra gli ospiti più attesi Benedetto Lupo\, Giuseppe Mengoli\, Giovanni Sollima\, il soprano Betty Garcés\, il Quartetto Indaco e Tosca Donati\, protagonista della serata finale\, ancora una volta dedicata alla creatività femminile. Accanto ai concerti\, il festival conferma la sua vocazione sociale e partecipativa con progetti di welfare culturale\, attività educative e format diffusi come Ritratti Kids\, Breakfast with Bach\, Ritratti sui tetti / Find Me\, le conversazioni di R-Talk e R-Exhibit\, costruendo un’esperienza capace di coinvolgere pubblici diversi e rendere la musica accessibile a tutti. \n  \nLo spettacolo è presentato dal Festival Ritratti in collaborazione con Linea d’Onda / Idee in tempesta ed il supporto dell’Associazione Ubuntu\, ed è realizzato grazie al sostegno di istituzioni ed enti partner\, tra cui il Ministero della Cultura\, la Regione Puglia\, il Comune di Monopoli e con l’Alto patrocinio del Parlamento europeo. I partner includono Aeroporti di Puglia\, Teatro Radar/Teatri di Bari\, Misericordia Monopoli\, Associazione Amici di San Salvatore\, la Tornanza\, Radio Rai classica. Il Festival è\, inoltre\, reso possibile grazie al programma governativo Art Bonus\, per i nuovi mecenati\, tra i quali si ringraziano Helloapulia\, Puglia Real Estate Management\, Sime\, Puglimpianti Fasano\, Fratelli Gentile\, Farmacia San Francesco da Paola\, Talentitalia. \n  \n23 maggio ore 21.00 Teatro Radar di Monopoli.  Biglietti posto – unico 12 euro – in prevendita dal 1° maggio sul circuito Vivaticket\, al botteghino del teatro e allo sportello turistico Infopoint Monopoli di Piazza Garibaldi (tutti i giorni dalle 10 alle 19). \nhttps://www.vivaticket.com/it/ticket/di-lume-e-di-candela-tre-modelle-per-caravaggio/301311 \n  \nPer informazioni: \nwww.ritrattifestival.it \ninfo@ritrattifestival.it
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LOCATION:Teatro Radar\, Via Magenta\, 71/7\, Monopoli\, Italy
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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