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SUMMARY:Mostra | La Grecia a Roma  (Musei Capitolini\, Roma)
DESCRIPTION:Con oltre 150 opere tra sculture\, rilievi e reperti archeologici\, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta\, la mostra “La Grecia a Roma”\,  in corso ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli fino al 12 aprile 2026 racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. \nTutte le informazioni sulla mostra QUI (Leggi l’articolo su Storie & Archeostorie).
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SUMMARY:Mostra | Gli Dei ritornano: i Bronzi di San Casciano (Museo Archeologico Nazionale\, Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Dopo il successo riscosso al Quirinale e a Reggio Calabria\, i capolavori emersi dal fango del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni arrivano in Friuli Venezia Giulia. La mostra presenta le straordinarie statue bronzee\, ex-voto e monete che stanno riscrivendo la storia del passaggio tra Etruschi e Romani. Al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (UD). \nPer approfondire la scoperta\, i dettagli del restauro e vedere la gallery fotografica completa\, leggi il nostro speciale: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Il MAEC\, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”\, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida\, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo\, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca\, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985\, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia\, quando l’archeologia: da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. Nel quadro delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana del 1985\, il ritorno a Cortona di parte della Collezione Corazzi\, migrata nell’Ottocento in Olanda praticamente 200 anni fa (1826) e costituita da eccezionali bronzi etruschi\, fra i quali il celebre fanciullo con l’oca e il grifo\, simbolo della mostra\, è l’occasione per riflettere sull’importanza dei collegamenti internazionali che furono fondamentali nella storia dell’Accademia cortonese\, che nel 2027 compierà trecento anni\, e che il MAEC\, fin dalla sua nascita nel 2005\, ha inteso proseguire. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \n“Gli Etruschi in Olanda”: al MAEC il ritorno dei bronzi di Cortona da Leida \n \n 
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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo (Palazzo Madama\, Torino)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo a Torino ricostruisce\, con dati archeologici e tecnologie digitali\, la lunga storia del sito di Palazzo Madama dalla Porta romana al castello medievale dei Savoia-Acaia. \nDal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026\, la mostra riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento\, restituendone forma\, funzioni e significati. \nPrima di essere la dimora delle Madame Reali\, prima dei Savoia\, prima dei preziosi interventi dell’architetto Filippo Juvarra\, Palazzo Madama era un castello. Un castello con una storia millenaria\, le cui origini affondano nell’età romana\, quando qui sorgeva la maestosa Porta Decumana della colonia di Augusta Taurinorum. Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo\, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo\, l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di parti dell’edificio\, troppo spesso identificato solo con le regine sabaude che gli diedero il nome. \nPer approfondire i dettagli dell’evento:  Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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SUMMARY:Mostra | Le dee del grano (Basilicata\, sedi varie)
DESCRIPTION:Un racconto corale tra mito\, archeologia e paesaggio. Dal 20 dicembre 2025 al 7 giugno 2026\, la Basilicata diventa il palcoscenico di un progetto espositivo fuori dagli schemi: «Le dee del grano»\, una mostra diffusa che non si concentra in un unico luogo\, ma si dispiega nel tempo e nello spazio\, coinvolgendo musei\, paesaggi e comunità. Non si tratta di una semplice esposizione itinerante\, bensì di un racconto unitario costruito per tappe complementari\, concepite per dialogare tra loro e con il territorio. Il filo conduttore è il grano\, elemento fondante dell’economia\, della ritualità e dell’immaginario simbolico mediterraneo\, osservato attraverso il prisma del mito\, dell’archeologia e delle tradizioni locali. \nPer approfondire i dettagli dell’evento: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie \n 
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LOCATION:Museo Nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi\, Piazzetta Pascoli\, 1\, Matera\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gabii: le origini (Palestrina - RM)
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste ospita la mostra Gabii: le origini\, a cura di M. Almonte\, M. Fabbri e F. Zabotti.  \nL’esposizione racconta la nascita di Gabii\, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità\, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus).  \nArticolata in due sezioni\, Gabii: le origini riunisce in un unico luogo\, reperti provenienti da altri Istituti del Ministero della Cultura\, come il Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano\, il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il Museo delle Civiltà – MUCIV\, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.  \n  \nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836946\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836946 \n \n\n\n“Gabii: le origini”: a Palestrina una mostra ricostruisce la nascita della antica città laziale\n\n\n\nValeria Brizzi \n\n\nHa aperto i battenti il 31 gennaio al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile di Palestrina (Roma) la mostra Gabii: le origini. Aperta fino al 31 ottobre 2026\,  la rassegna è dedicata alla ricostruzione delle fasi più antiche di uno dei principali centri del Lazio antico. \nL’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire al pubblico un percorso di divulgazione scientificamente fondata e restituire un quadro aggiornato delle conoscenze su Gabii\, città che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo politico\, culturale e linguistico dell’Italia centrale. \nRicerca archeologica e prestiti dai grandi musei nazionali\nLa mostra è curata da Martina Almonte\, Marco Fabbri e Federica Zabotti e si avvale di prestiti concessi da alcuni tra i più importanti musei del Ministero della Cultura\, tra cui il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano e il Museo delle Civiltà. \nIl percorso espositivo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica\, indagine epigrafica e valorizzazione del patrimonio\, presentando una selezione di reperti di eccezionale valore storico e documentario. \nI nuovi scavi e i materiali inediti da Gabii\nUna parte consistente dei materiali esposti proviene dalle recenti campagne di scavo dell’Università di Roma Tor Vergata nell’area di Gabii\, che negli ultimi anni hanno restituito nuove testimonianze fondamentali per la comprensione delle origini dell’insediamento. \nPer approfondire – Nuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/21/gabii-nuove-scoperte-complesso-monumentale-vasca-sacra/ \nTra i nuclei più rilevanti figurano gli inediti vasi in ceramica White-on-Red\, reperti di straordinario interesse archeologico che contribuiscono a ridefinire il quadro cronologico e culturale delle prime fasi di vita della città. \nOlla proveniente dalla tomba 115 di Osteria dell’Osa. Foto: R. Darelli\nGabii nel Latium Vetus: scambi e formazione della lingua\nIl cuore della mostra è dedicato al racconto degli albori dell’antica Gabii\, sviluppato attraverso le prime testimonianze materiali e scritte. I reperti documentano come il centro gabino fosse fin dalle origini inserito in una rete di scambi culturali che coinvolgeva l’intero Latium Vetus. \nL’esposizione mette in evidenza non solo l’evoluzione dell’insediamento urbano\, ma anche i processi che portarono alla formazione della lingua latina\, offrendo una lettura integrata tra dati archeologici e testimonianze epigrafiche. \n\nLa scrittura come indicatore di identità culturale\nUno degli assi portanti del percorso è rappresentato dal tema della scrittura\, intesa non solo come strumento di comunicazione\, ma come indicatore di identità sociale e culturale. \nLa mostra riunisce\, per la prima volta in modo sistematico\, alcune tra le più significative testimonianze scritte del Latium Vetus\, provenienti da un ambito territoriale omogeneo\, offrendo una prospettiva unitaria sulla diffusione delle prime pratiche scrittorie nell’area laziale. \nIl ritorno della Fibula Prenestina\nDi particolare rilievo è il ritorno eccezionale a Palestrina della Fibula Prenestina\, uno dei reperti più celebri e dibattuti dell’archeologia italiana. Dopo decenni di discussioni sulla sua autenticità\, oggi definitivamente confermata da uno studio eseguito dal CNR\, la fibula viene presentata come una delle più antiche attestazioni scritte in lingua latina. \nLa spettacolare fibula Prenestina (Foto: F. Naccari)\nL’iscrizione MĀNIOS MĒD FHEFHAKĒD NVMASIŌI (“Manio mi ha fatto per Numasio”) rappresenta un documento fondamentale per la comprensione delle origini del latino. La sua esposizione temporanea a Palestrina assume un forte valore simbolico e scientifico\, rafforzando il legame tra il reperto e il territorio di riferimento. \nGabii e Praeneste: un progetto condiviso di valorizzazione\nLa mostra Gabii: le origini si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del nuovo Istituto Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, nato per promuovere un dialogo permanente tra i due siti\, storicamente connessi dalla via Praenestina. \nGabii e Palestrina condividono una storia millenaria e un patrimonio archeologico di straordinaria ricchezza\, espresso nei grandi complessi santuariali\, tra i più imponenti del Lazio antico. \nIncontri e approfondimenti scientifici\nAd accompagnare l’esposizione è previsto un programma di conferenze e incontri di approfondimento\, promosso dai Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. Il percorso culturale si concluderà nell’estate 2026 con una giornata di studi interamente dedicata a Gabii\, organizzata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ Gabii: le origini📍 Palestrina (Roma)\, Palazzo dell’ex Seminario Vescovile📅 31 gennaio – 31 ottobre 2026🌐 Info: gabiipraeneste.cultura.gov.it \nImmagine in apertura: Foto aerea del lago di Castiglione e dell’antica città di Gabii. Foto: F. Pizzardi \n \n #archeologia #FibulaPrenestina #Gabii #LatiumVetus #LazioAntico #linguaLatina #mostre #mostreArcheologiche #Palestrina\n  \n \n 6 February 2026\, 10:22  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n  \nLeggi gli articoli che Storie & Archeostorie ha dedicato a Gabii e alle scoperte avvenute sul sito: \nNuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra \n \n 
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