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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Gabii: le origini (Palestrina - RM)
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste ospita la mostra Gabii: le origini\, a cura di M. Almonte\, M. Fabbri e F. Zabotti.  \nL’esposizione racconta la nascita di Gabii\, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità\, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus).  \nArticolata in due sezioni\, Gabii: le origini riunisce in un unico luogo\, reperti provenienti da altri Istituti del Ministero della Cultura\, come il Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano\, il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il Museo delle Civiltà – MUCIV\, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.  \n  \nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836946\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836946 \n \n\n\n“Gabii: le origini”: a Palestrina una mostra ricostruisce la nascita della antica città laziale\n\n\n\nValeria Brizzi \n\n\nHa aperto i battenti il 31 gennaio al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile di Palestrina (Roma) la mostra Gabii: le origini. Aperta fino al 31 ottobre 2026\,  la rassegna è dedicata alla ricostruzione delle fasi più antiche di uno dei principali centri del Lazio antico. \nL’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire al pubblico un percorso di divulgazione scientificamente fondata e restituire un quadro aggiornato delle conoscenze su Gabii\, città che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo politico\, culturale e linguistico dell’Italia centrale. \nRicerca archeologica e prestiti dai grandi musei nazionali\nLa mostra è curata da Martina Almonte\, Marco Fabbri e Federica Zabotti e si avvale di prestiti concessi da alcuni tra i più importanti musei del Ministero della Cultura\, tra cui il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano e il Museo delle Civiltà. \nIl percorso espositivo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica\, indagine epigrafica e valorizzazione del patrimonio\, presentando una selezione di reperti di eccezionale valore storico e documentario. \nI nuovi scavi e i materiali inediti da Gabii\nUna parte consistente dei materiali esposti proviene dalle recenti campagne di scavo dell’Università di Roma Tor Vergata nell’area di Gabii\, che negli ultimi anni hanno restituito nuove testimonianze fondamentali per la comprensione delle origini dell’insediamento. \nPer approfondire – Nuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/21/gabii-nuove-scoperte-complesso-monumentale-vasca-sacra/ \nTra i nuclei più rilevanti figurano gli inediti vasi in ceramica White-on-Red\, reperti di straordinario interesse archeologico che contribuiscono a ridefinire il quadro cronologico e culturale delle prime fasi di vita della città. \nOlla proveniente dalla tomba 115 di Osteria dell’Osa. Foto: R. Darelli\nGabii nel Latium Vetus: scambi e formazione della lingua\nIl cuore della mostra è dedicato al racconto degli albori dell’antica Gabii\, sviluppato attraverso le prime testimonianze materiali e scritte. I reperti documentano come il centro gabino fosse fin dalle origini inserito in una rete di scambi culturali che coinvolgeva l’intero Latium Vetus. \nL’esposizione mette in evidenza non solo l’evoluzione dell’insediamento urbano\, ma anche i processi che portarono alla formazione della lingua latina\, offrendo una lettura integrata tra dati archeologici e testimonianze epigrafiche. \n\nLa scrittura come indicatore di identità culturale\nUno degli assi portanti del percorso è rappresentato dal tema della scrittura\, intesa non solo come strumento di comunicazione\, ma come indicatore di identità sociale e culturale. \nLa mostra riunisce\, per la prima volta in modo sistematico\, alcune tra le più significative testimonianze scritte del Latium Vetus\, provenienti da un ambito territoriale omogeneo\, offrendo una prospettiva unitaria sulla diffusione delle prime pratiche scrittorie nell’area laziale. \nIl ritorno della Fibula Prenestina\nDi particolare rilievo è il ritorno eccezionale a Palestrina della Fibula Prenestina\, uno dei reperti più celebri e dibattuti dell’archeologia italiana. Dopo decenni di discussioni sulla sua autenticità\, oggi definitivamente confermata da uno studio eseguito dal CNR\, la fibula viene presentata come una delle più antiche attestazioni scritte in lingua latina. \nLa spettacolare fibula Prenestina (Foto: F. Naccari)\nL’iscrizione MĀNIOS MĒD FHEFHAKĒD NVMASIŌI (“Manio mi ha fatto per Numasio”) rappresenta un documento fondamentale per la comprensione delle origini del latino. La sua esposizione temporanea a Palestrina assume un forte valore simbolico e scientifico\, rafforzando il legame tra il reperto e il territorio di riferimento. \nGabii e Praeneste: un progetto condiviso di valorizzazione\nLa mostra Gabii: le origini si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del nuovo Istituto Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii\, nato per promuovere un dialogo permanente tra i due siti\, storicamente connessi dalla via Praenestina. \nGabii e Palestrina condividono una storia millenaria e un patrimonio archeologico di straordinaria ricchezza\, espresso nei grandi complessi santuariali\, tra i più imponenti del Lazio antico. \nIncontri e approfondimenti scientifici\nAd accompagnare l’esposizione è previsto un programma di conferenze e incontri di approfondimento\, promosso dai Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. Il percorso culturale si concluderà nell’estate 2026 con una giornata di studi interamente dedicata a Gabii\, organizzata in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ Gabii: le origini📍 Palestrina (Roma)\, Palazzo dell’ex Seminario Vescovile📅 31 gennaio – 31 ottobre 2026🌐 Info: gabiipraeneste.cultura.gov.it \nImmagine in apertura: Foto aerea del lago di Castiglione e dell’antica città di Gabii. Foto: F. Pizzardi \n \n #archeologia #FibulaPrenestina #Gabii #LatiumVetus #LazioAntico #linguaLatina #mostre #mostreArcheologiche #Palestrina\n  \n \n 6 February 2026\, 10:22  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n  \nLeggi gli articoli che Storie & Archeostorie ha dedicato a Gabii e alle scoperte avvenute sul sito: \nNuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra \n \n 
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SUMMARY:Mostra | La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata (Arezzo)
DESCRIPTION:Sabato 14 febbraio 2026\, alle ore 12\, il Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo inaugura la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”\, segnando il ritorno temporaneo in città di uno dei più celebri bronzi dell’antichità. La statua\, simbolo identitario di Arezzo\, giunge in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze\, dove è conservata stabilmente dal XIX secolo. \nL’esposizione\, aperta al pubblico dal 15 febbraio al 6 settembre 2026\, non si limita a presentare un capolavoro: inaugura anche il progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”\, promosso dal Ministero della Cultura per rafforzare il legame tra patrimonio e territorio. \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: https://storiearcheostorie.com/2026/02/13/minerva-arezzo-mostra-2026/
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi (Milano)
DESCRIPTION:Mercoledì 1° aprile apre al pubblico la mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: il progetto riunisce il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione Corazzi\, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden\, che eccezionalmente rientra in Italia. \nOspitata al Piano Ipogeo fino al 4 ottobre\, la mostra sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona\, con un approfondimento sui reperti etruschi della collezione Corazzi e sul ruolo del collezionismo privato nella formazione del patrimonio culturale\, tra dimensione locale ed europea. Accanto ai bronzi\, una selezione di volumi antichi ne ricostruisce la fortuna critica\, mettendo in evidenza il valore delle fonti bibliografiche come strumenti fondamentali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo. La relazione con l’esposizione permanente della Fondazione evidenzia come le raccolte private possano diventare strumenti di conoscenza condivisa\, dai nuclei originari dei musei pubblici fino alle attuali forme di integrazione tra istituzioni pubbliche e private. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra: \n\n   \n\nhttps://storiearcheostorie.com/?author=239836944\n https://storiearcheostorie.com/?author=239836944 \n \n\n\nGli Etruschi tornano “da Leida”: a Milano i bronzi Corazzi raccontano Cortona\nE. P.\nApre a Milano\, negli spazi ipogei della Fondazione Luigi Rovati\, la mostra Gli Etruschi e l’Olanda\, che riporta temporaneamente in Italia uno dei nuclei più significativi della celebre collezione Corazzi\, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden. È un ritorno carico di implicazioni storiche e archeologiche\, perché questi bronzi rappresentano una delle testimonianze più precoci dello studio sistematico delle antichità etrusche. \nSTATUETTA DI MAIALE. Produzione etrusca. Proveniente da Cortona. Fine V-IV sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden – Inv. CO 17\nFondazione Luigi Rovati\, Piano Ipogeo\, Fanciullo con oca. Foto Daniele Portanome\nBronzetti votivi e iscrizioni: il cuore della collezione\nIl nucleo dei bronzi Corazzi si distingue per la forte componente votiva. Molti esemplari provengono infatti da contesti santuariali dell’area cortonese e del lago Trasimeno\, dove offerte in bronzo venivano deposte come gesto rituale. \nSTATUETTA DEL DIO LARAN (COSIDDETTO “MARTEDI RAVENNA”) CON ISCRIZIONE VOTIVA IN ETRUSCO –THUCER HERMENAS TURUCE: THUCER HERMENAS(MI) DEDICÒ . Produzione etrusca proveniente da Ravenna (?) 540-520 a.C.Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, LeidenInv. CO 1\nTra i pezzi più significativi spiccano alcune piccole sculture che conservano ancora tracce epigrafiche: iscrizioni etrusche incise direttamente sul metallo\, che consentono di ricollegare l’oggetto a una precisa funzione cultuale. Il cosiddetto “putto con oca”\, ad esempio\, appartiene a questa categoria di offerte votive ed è accompagnato da iscrizione\, così come il grifone bronzeo da Campaccio\, databile alla metà del IV secolo a.C.\, legato a un culto dedicato a Tinia\, divinità suprema del pantheon etrusco. \nQuesti oggetti rivelano una produzione di alto livello\, caratterizzata da fusione a cera persa\, rifiniture puntuali e attenzione anatomica\, elementi che indicano botteghe specializzate attive tra VI e IV secolo a.C. \nSTATUETTA DI OFFERENTE CON COLOMBA (?). Produzione etrusca da Montecchio (Castiglion Fiorentino) Fine IV-prima metà III sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 30\nUn “santuario disperso”: la raccolta Corazzi tra scavo e mercato antiquario\nLa collezione nacque nel Settecento come raccolta privata\, ma molti dei bronzi derivano da rinvenimenti locali\, talvolta interpretati come parte di veri e propri depositi votivi\, come quello di Montecchio. \nGià gli antiquari dell’epoca riconoscevano il valore eccezionale di questi materiali: un inventario ottocentesco descrive bronzi con iscrizioni\, figure divine\, animali simbolici e oggetti rituali\, tra cui candelabri e strumenti legati al sacrificio. \nSTATUETTA DI FANCIULLO CON OCA E ISCRIZIONEVOTIVA IN ETRUSCO – VELIAS · FANACNAL · UFLAS/ ALPAN · MENAE · CLEN · CEA · TUINES · TLENAEIS:VELIA FANACNEI DEDICÒ (QUESTO OGGETTO)A THUFLTHA PER IL BENESSERE DEL SUO BAMBINOProduzione etrusca. Proveniente da Montecchio (Castiglion Fiorentino). Metà II sec. a.C. Bronzo. Rijksmuseum van Oudheden\, Leiden Inv. CO 4\nQuesta varietà suggerisce un contesto cultuale articolato\, in cui offerte diverse convivevano all’interno di uno stesso spazio sacro. \nDal museo privato all’Europa: la fortuna dei bronzi etruschi\nLa storia della collezione riflette la nascita dell’archeologia moderna. Nel XVIII secolo\, opere come il Museum Etruscum diffusero in tutta Europa immagini e descrizioni di questi reperti\, contribuendo alla formazione dell’“etruscomania” e alla circolazione di modelli iconografici. \n\nVenduta nel 1826 ai Paesi Bassi\, la raccolta divenne la prima grande collezione etrusca oltre le Alpi\, segnando un passaggio decisivo verso la musealizzazione pubblica del patrimonio. \nUn ritorno che è anche rilettura critica\nLa mostra milanese mette in dialogo i bronzi con i libri che ne hanno tramandato immagini e interpretazioni. Il risultato è un percorso che restituisce la doppia vita dell’oggetto archeologico: materiale e culturale\, tra scavo\, collezionismo e studio. \nFILIPPO BUONARROTI. Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additaexplicationes et conjecturae (1723-24) Fondazione Luigi Rovati\, MilanoPubblicato in aggiunta a Thomas Dempster. De Etruria regali. Firenze:ex Typographia Albizziniana\, 1723-1724\nUn ritorno temporaneo che\, più che chiudere un cerchio\, riapre il dibattito sul rapporto tra territorio\, memoria e circolazione delle opere. \nAccompagna la mostra il catalogo Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi\, edito dalla Fondazione Luigi Rovati\, che raccoglie saggi e contributi di Paolo Bruschetti\, Luigi Donati\, Ruurd Binnert Halbertsma\, Paolo Giulierini\, Giulio Paolucci e Patrizia Rocchini. \nℹ️ INFORMAZIONI UTILI \n✅ GLI ETRUSCHI E L’OLANDA. A/R dei bronzi Corazzi📍 Milano\, Fondazione Luigi Rovati📅 1° aprile – 4 ottobre 2026🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org \n #archeologia #archeologiaEtrusca #bronziCorazzi #collezionismo #Cortona #Etruschi #FondazioneRovati #iscrizioniEtrusche #Leida #Milano #mostreMilano #santuariEtruschi\n  \n \n 2 April 2026\, 11:16  0 aumenti   0 preferiti  \n \n\n 
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale (Trieste)
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Mostra | Cavalli e potere. Le lastre del palazzo etrusco di Murlo (Siena)
DESCRIPTION:Palazzo Sansedoni ospita la mostra Cavalli e potere\, dedicata alle celebri lastre fittili provenienti dal palazzo etrusco di Poggio Civitate\, a Murlo. A sessant’anni dall’avvio degli scavi e a quarant’anni dalla grande mostra a Siena\, alcune opere inedite e restaurate per l’occasione diventano protagoniste in città. \n  \n\n\n\n\nA distanza di sessant’anni dall’inizio degli scavi e da quarant’anni dalle grandi mostre del 1985 a Siena\, le straordinarie lastre fittili provenienti da Poggio Civitate tornano protagoniste di una mostra dedicata a uno dei più importanti complessi archeologici dell’Etruria arcaica.\nDal 20 giugno al 18 luglio 2026 gli spazi del percorso museale di Palazzo Sansedoni ospitano Cavalli e potere. Le lastre del Palazzo Etrusco di Murlo\, progetto espositivo nato dalla collaborazione tra Vernice Progetti Culturali\, Fondazione Musei Senesi\, Comune di Murlo e Museo Archeologico di Murlo\, con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. \nL’esposizione rappresenta un’occasione unica per ammirare alcune lastre fittili inedite\, provenienti dai depositi del Museo Archeologico di Murloe restaurate appositamente per l’occasione. \n  \nLe lastre della corsa equestre\nLe opere appartengono al celebre ciclo decorativo del palazzo etrusco di Poggio Civitate\, uno dei più significativi esempi di architettura aristocratica del VI secolo a.C.\nOriginariamente collocate lungo il margine del tetto dell’edificio\, le lastre raffigurano una teoria di cavalli lanciati al galoppo montati a pelo da fantini che stringono redini e frustino. Le immagini evocano il mondo delle competizioni pubbliche\, delle cerimonie aristocratiche e dei rituali che accompagnavano la trasmissione del potere all’interno delle élite etrusche. \nUna parte di queste decorazioni è oggi visibile nel percorso permanente del Museo Archeologico di Murlo\, dove è conservata la ricostruzione di una porzione del tetto del palazzo. I rilievi presentati a Siena appartengono alla stessa serie ma non erano mai stati esposti al pubblico.\nIn mostra sarà presente anche una riproduzione della celebre statua maschile nota come Il Cappellone\, conservata dal Comune di Murlo e divenuta uno dei simboli delle scoperte archeologiche di Poggio Civitate. \n  \nDa Poggio Civitate a Siena: una storia decennale\nIl ritorno delle lastre a Siena assume un particolare valore storico. Nel 1985 alcune decorazioni provenienti da Poggio Civitate furono infatti protagoniste della mostra Case e Palazzi d’Etruria\, curata da Simonetta Stopponi negli spazi del Santa Maria della Scala nell’ambito del celebre Progetto Etruschi promosso dalla Regione Toscana. \nQuell’esposizione contribuì in maniera decisiva alla diffusione della conoscenza del sito a livello nazionale e internazionale e rappresentò una tappa fondamentale nel percorso che avrebbe portato\, pochi anni dopo\, all’apertura dell’Antiquarium di Murlo. \nLa storia dei reperti è strettamente legata anche a Siena: dopo i primi rinvenimenti degli anni Sessanta\, molte delle decorazioni architettoniche furono infatti ospitate per oltre un decennio nel Salone della Marcolina del Palazzo Comunale\, prima del definitivo trasferimento a Murlo e dell’inaugurazione del museo nel 1989. \n  \nSessant’anni di ricerche a Poggio Civitate\nLa mostra celebra inoltre il sessantesimo anniversario dell’avvio delle campagne di scavo che hanno restituito una delle testimonianze più straordinarie dell’Etruria settentrionale. \nTra VII e VI secolo a.C.\, sulla sommità del colle noto come Piano del Tesoro\, sorse infatti una grande residenza aristocratica che dominava la valle dell’Ombrone e controllava un territorio ricco di risorse agricole\, pastorali e minerarie. Dopo una prima fase insediativa\, il complesso venne ricostruito come un monumentale palazzo organizzato attorno a una corte porticata e decorato da un articolato programma figurativo in terracotta. \nDal 1966 gli scavi hanno progressivamente restituito testimonianze fondamentali per la conoscenza della società etrusca arcaica\, rendendo Poggio Civitate uno dei siti archeologici più studiati e importanti della Toscana. \n\nInformazioni e orari\nSede\nPalazzo Sansedoni\, Siena \nDate\n20 giugno – 18 luglio 2026 \nIngresso\nLibero \nOrari di apertura \n\nDal martedì al sabato: 10-13 | 16-19\n29 e 30 giugno: 10-12 | 16-18\n1 e 2 luglio: chiuso\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:Viste tematiche | Tornano le visite alle Terme suburbane (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono alle visite accompagnate alle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.\nLe visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).\n\n«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nCalendario 2026\n\nGiugno  sabato 20 e sabato 27 giugno\nOttobre  sabato 17\, 24 e 31 ottobre\nNovembre  sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre\nDicembre  sabato 5 e 12 dicembre\n\n\nTurni di visita\n\nGruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi\, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).\n\nMattina\n\nore 9.30 – 10.30  visita in italiano\nore 10.30 – 11.30  visita in inglese\nore 11.30 – 12.30  visita in italiano\n\n\nPomeriggio\n\nore 14.30 – 15.30  visita in italiano\nore 15.30 – 16.30  visita in inglese\nore 16.30 – 17.30  visita in italiano  (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)\n\n\nIl punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo\, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.\n\n\nBiglietti e prenotazioni\n\nBiglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)\n18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)\n\nPrenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano\nLe Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico\, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile\, coniugando tutela\, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.
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SUMMARY:Estate con l’archeologia in Trentino
DESCRIPTION:Tornano gli appuntamenti con l’estate dell’archeologia trentina\, occasioni per portare interessati\, curiosi e appassionati di ogni età alla scoperta della storia più antica del territorio e dei saperi dei nostri antenati. Dai siti della Trento romana al Museo delle Palafitte di Fiavé e al Parco Archeo Natura\, dal Museo Retico a Sanzeno all’area archeologica Acqua Fredda al passo del Redebus sono oltre 100 le proposte dei Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici. \n\nDa giugno a settembre mostre\, archeologia dimostrativa\, laboratori per bambini e adulti\, visite partecipate\, incontri a tema\, passeggiate con gli esperti\, teatro per famiglie\, musica ed eventi speciali animeranno musei e siti archeologici. \nIl programma completo delle iniziative è disponibile sul portale Trentino Cultura: Archeologia estate 2026
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SUMMARY:Eventi | I Venerdì di Ercolano / Gli Ozi di Ercole (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Il Parco Archeologico di Ercolano inaugura il programma estivo 2026 con un ricco calendario di appuntamenti che accompagneranno il pubblico da luglio a settembre attraverso esperienze culturali capaci di coniugare la straordinaria bellezza dell’antica città con i linguaggi dello spettacolo dal vivo e della divulgazione.\nProtagonisti della stagione saranno la nona edizione de “I Venerdì di Ercolano”\, tra gli appuntamenti più attesi della stagione culturale campana\, e la sesta edizione de “Gli Ozi di Ercole”\, il ciclo di lezioni-spettacolo sull’Antica Spiaggia.\n\n\nI Venerdì di Ercolano – Nona edizione\n\nL’edizione 2026 si apre con una serata inaugurale giovedì 2 luglio e prosegue nei venerdì 3\, 10\, 17\, 24 e 31 luglio e 7 agosto\, con un’ulteriore data il sabato 26 settembre 2026.\nIl progetto propone un percorso itinerante all’interno dell’area archeologica\, aperta in orario serale e valorizzata da una speciale illuminazione artistica. Gli interventi performativi – ospitati in diversi punti del sito – sono ripetuti ciclicamente nel corso della serata\, consentendo ai visitatori di costruire liberamente il proprio percorso tra spettacolo e archeologia.\n\nIl tema: Amore e Guerra\nIl filo conduttore dell’edizione 2026 esplora il legame profondo tra eros e polemos attraverso sette performance artistiche (tre di danza\, due di musica\, due di recitazione). Lucrezio nel De rerum natura descrive il rapporto amoroso richiamando la guerra; Kleist nella Pentesilea collega baci e morsi; Tucidide definisce eros la passione “amorosa” degli Ateniesi per la conquista della Sicilia. Amore e guerra\, passioni che sconvolgono e trasformano\, accompagnano l’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra.\n\n«Con “I Venerdì di Ercolano” il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo\, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività. Il tema di quest’anno\, “Amore e Guerra”\, invita a riflettere sulla complessità dell’esperienza umana attraverso il potere evocativo dell’arte\, in un contesto unico al mondo come quello di Ercolano.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nIl programma artistico\n\nPerformance di teatro\n\nAlfonso Postiglione / Casa del Contemporaneo\nPentesilea vs Achille_Che l’amore trafigga la morte\nDue dialoghi “impossibili” in forma di intervista giornalistica: inviati di guerra dei nostri giorni incontrano Pentesilea e Achille sul loro scontro all’ultimo anno della guerra di Troia. Testi originali di Dario Postiglione; regia di Alfonso Postiglione. Costumi di Giuseppe Avallone. Con Rossella De Martino/Francesca Cercola (Pentesilea)\, Giampiero De Concilio (Achille)\, Monica Buzoianu (L’inviata)\, Antonio Elia (L’inviato).\n\n\nPerformance di danza\n\nCompagnia di danza Cornelia\nPolis / Polemos. La guerra tra mito e storia\n\nTre interventi danzati site-specific ispirati all’immaginario classico del sito e al pensiero di Simone Weil che individua nella forza la capacità di ridurre l’essere umano a cosa: Tirocinium militiae (la formazione del corpo della polis; con Noemi Avino\, Marika Pierri\, Alessia Starace)\, Duellum (Ercole e Acheloo; con Alessandro Sodano ed Emanuele Esposito)\, Corpus in ruina (la trasformazione dell’umano; con Gioele Barrella).\n\nPerformance di musica\n\nAssociazione OTP – obeče teatro project\nIntermezzi nella Casa di Telefo / Voci sotto la cenere\nUna performance musicale e narrativa site-specific nella Casa del Rilievo di Telefo: tre anime senza tempo — Pizia\, cantante-oracolo; Telefo\, soldato disperso; Bronzo\, musicista disertore dai poteri dionisiaci — si risvegliano ogni volta che la Storia ripete i suoi cataclismi. Canti antichi e capolavori della tradizione napoletana eseguiti dal vivo intrecciano la ferita mortale inflitta da Achille a Telefo\, l’amore impossibile della guerra e il segreto della guarigione. Drammaturgia e regia di Maria Angela Robustelli; drammaturgia musicale e arrangiamenti di Salvatore Torregrossa. Con: Pizia – Maria Angela Robustelli; Telefo – Gennaro Di Biase; Bronzo – Salvatore Torregrossa.\nMassimo Cordovani e Mario Di Bonito\nConflitto e memoria tra la pietra e la storia\nPerformance live di voce\, chitarra\, sintetizzatori e percussioni: brani strumentali e canzoni originali in dialogo con l’archeologia circostante.\n\n\nOrari e modalità di accesso\n\nIl Parco sarà accessibile dalle ore 20:00 alle ore 24:00\, con ingressi da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. Bigliettazione online\, max 600 visitatori per fascia oraria:\n\nPrimo turno: ore 20:00 – 21:30  — uscita entro le 21:30\, deflusso completo entro le 22:00\nSecondo turno: ore 22:00 – 23:30  — uscita entro le 23:30\, deflusso completo entro le 24:00\n\n\n\nGli Ozi di Ercole – SESTA edizione\n\nIl programma estivo prosegue a settembre con la sesta edizione de “Gli Ozi di Ercole”\, in programma 10\, 11 e 12 settembre 2026. L’iniziativa propone lezioni-spettacolo\, reading teatrali e performance musicali nell’evocativa cornice dell’Antica Spiaggia\, uno dei luoghi più suggestivi del sito\, accessibile dalle ore 20:00 alle ore 23:00 circa.\nMax 400 persone per evento. Bigliettazione online e in biglietteria (fino all’orario d’inizio dell’evento e fino a esaurimento posti).\n\n\n\n«Con “Gli Ozi di Ercole” continuiamo a sperimentare modalità innovative di racconto del patrimonio\, favorendo l’incontro tra ricerca\, divulgazione e arti performative. Vogliamo che il Parco sia sempre più uno spazio di confronto e crescita culturale\, capace di parlare a pubblici differenti attraverso esperienze coinvolgenti e di alta qualità.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\nCon il programma estivo 2026\, il Parco Archeologico di Ercolano conferma la propria vocazione a sperimentare forme innovative di valorizzazione del patrimonio culturale\, capaci di avvicinare pubblici diversi e di restituire all’antica città una dimensione dinamica\, partecipata e profondamente contemporanea. Il programma dettagliato delle singole serate e le modalità di prenotazione saranno disponibili attraverso i canali ufficiali del Parco: ercolano.beniculturali.it
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SUMMARY:Eventi | I Venerdì di Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Tornano I Venerdì di Ercolano: le aperture straordinarie serali che\, per la loro nona edizione\, dedicata al tema Amore e Guerra\, trasformano il Parco Archeologico di Ercolano in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città\, sito patrimonio UNESCO. Sette performance di teatro\, danza e musica animeranno le serate\, in un percorso libero tra luoghi ed edifici illuminati per l’occasione. Da oggi è possibile acquistare i biglietti per partecipare.\nLa rassegna si apre venerdì 3 luglio e prosegue nelle serate di venerdì 10\, 17\, 24 e 31 luglio e venerdì 7 agosto\, con un’ulteriore data sabato 26 settembre\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Ogni serata si articola in due turni\, dalle 20:00 alle 21:30 e dalle 22:00 alle 23:30.\n\n\n\nCome acquistare i biglietti\nAl seguente link BIGLIETTI VENERDI’ ERCOLANO La prenotazione è obbligatoria anche per chi usufruisce del biglietto gratuito\, fino a esaurimento dei posti disponibili per ciascun turno.\n\nIntero evento: € 10\,00\nRidotto evento (18-25 anni non compiuti\, compresi cittadini UE): € 5\,00\nGratuito per minorenni\, disabili e accompagnatori\, previa prenotazione\nAbbonati al Parco: un ingresso gratuito in una sola data\, previa prenotazione\n\nTutte le informazioni di dettaglio su programma\, orari e modalità di accesso sono disponibili attraverso i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
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SUMMARY:Archeologia | 30ª edizione di Palafittando (Ledro - TN)
DESCRIPTION:Al Museo delle Palafitte del Lago di Ledro quest’anno si spengono trenta candeline per Palafittando\, il programma estivo che dal 1996 racconta la preistoria e il patrimonio culturale della valle. Un anniversario speciale che coincide anche con i 30 anni del progetto ALPI\, legato all’attività della Stazione di inanellamento degli uccelli migratori di Bocca Casèt. Da luglio a settembre il programma 2026 proporrà oltre 150 appuntamenti tra archeologia\, natura\, arte\, musica\, laboratori e visite guidate. Ad aprire la stagione sarà sabato 4 luglio la 24ª edizione delle Palafittiadi – le Olimpiadi della Preistoria. Un centinaio di partecipanti si sfideranno in prove di abilità ispirate alla vita delle comunità palafitticole\, dal tiro con l’arco alla lavorazione dell’argilla. Ospite d’eccezione sarà Andrea Giovannini\, oro e bronzo olimpico a Milano-Cortina 2026 nel pattinaggio velocità\, che dialogherà con i giovani di RadioReteBusa nell’ambito del progetto OnStage\, finanziato dal Piano Giovani di Zona Piano B. Il programma estivo\, promosso da ReLED – Rete Museale Ledro\, proporrà un viaggio alla scoperta della Valle di Ledro e dei suoi dintorni\, coinvolgendo anche il Museo Garibaldino e della Grande Guerra e l’Ossario della Grande Guerra di Bezzecca\, il Museo Farmaceutico Foletto\, la Fucina di Prè\, Ledro Land Art\, il Biotopo del Lago d’Ampola\, il Centro Visitatori di Tremalzo\, la Stazione di Inanellamento di Bocca Casèt\, il Castello San Giovanni di Bondone e i Molì del Blèc. \n  \n«Il trentesimo anniversario di Palafittando rappresenta un traguardo importante – racconta Alessandro Fedrigotti\, responsabile del Museo delle Palafitte del Lago di Ledro – e il programma 2026 racchiude tutti gli elementi che hanno caratterizzato questa iniziativa in tre decenni di attività. Quest’anno abbiamo potenziato le visite guidate al museo e introdotto alcune novità\, come la presenza dell’olimpionico Andrea Giovannini alle Palafittiadi e attività dedicate ai bambini dai 3 ai 6 anni. Tornano inoltre i laboratori per famiglie\, con appuntamenti molto amati come la Merenda preistorica\, che ci permettono di raccontare a pubblici diversi il patrimonio palafitticolo\, il territorio e le ricerche scientifiche del MUSE su cereali e agricoltura. Non mancheranno gli eventi di intrattenimento culturale\, dall’Età del Rock con il concerto de Le Orme\, fino all’attenzione riservata anche alle collaborazioni con le associazioni del territorio\, dai Piani Giovani a Ledro Inselberg\, da Musica Riva Festival e all’Apt Garda Dolomiti». \n  \nEventi speciali a luglio: rievocazioni storiche e il gruppo musicale Le Orme \nDopo il tradizionale avvio con le Palafittiadi\, il calendario di luglio proseguirà con “Bezzecca Obbedisco”\, in programma il 18 e 19 luglio. L’iniziativa proporrà un percorso culturale dedicato alle vicende garibaldine e alla storia del territorio attraverso incontri\, rievocazioni e momenti di approfondimento che ricorderanno la battaglia del 21 luglio 1866\, quando il Corpo Volontari Italiani guidato da Giuseppe Garibaldi respinse un massiccio attacco austriaco nel corso della Terza guerra d’Indipendenza. \nFu proprio a Bezzecca che Garibaldi pronunciò il celebre “Obbedisco”\, destinato a entrare nella storia del Risorgimento italiano. Durante l’evento sarà inoltre presentata la preview della mostra “Generazione G. 1848-1866: storie di giovani\, patrie e confini all’epoca di Garibaldi”\, realizzata dal fumettista Marco Tabilio e ospitata successivamente al Castello San Giovanni di Bondone. \nIl fine settimana successivo sarà dedicato alla memoria della Prima guerra mondiale con “Fermi in trincea” svolta con la collaborazione dell’Associazione Rievocatori Valle di Ledro. Sabato 25 luglio andrà in scena “Frequenze forti”\, spettacolo musicale immersivo notturno curato da Miscele d’Aria Factory\, mentre domenica 26 luglio le trincee di Bezzecca torneranno a vivere grazie a una rievocazione storica che permetterà di riscoprire un luogo di frontiera protagonista di pagine cruciali della storia d’Italia. \nSempre domenica 26 luglio il villaggio palafitticolo ospiterà la 19ª edizione de “L’Età del Rock”\, appuntamento che quest’anno vedrà protagonista uno dei gruppi più rappresentativi del rock progressivo italiano\, Le Orme. \nIl mese si concluderà con altri due appuntamenti speciali: il concerto realizzato in collaborazione con il Musica Riva Festival\, in programma il 29 luglio\, e la proiezione del documentario “Silenzi in quota”\, prevista il giorno successivo in collaborazione con Ledro Inselberg. \n  \nEventi speciali agosto-settembre: una notte in Palafitta e l’anniversario  \nAgosto si aprirà con due appuntamenti dedicati alla scoperta approfondita del sito UNESCO. Domenica 2 e domenica 23 agosto torneranno infatti le Visite guidate XL\, occasioni speciali per conoscere la storia del villaggio palafitticolo e della comunità che abitarono le sponde del Lago di Ledro oltre quattromila anni fa. \nDomenica 9 agosto il museo proporrà “Piazza Preistoria: il museo degli oggetti parlanti”. Grazie a una valigia contenente alcuni reperti archeologici riprodotti in 3D e a uno scanner automatico per la catalogazione dei reperti\, la squadra di robotica giovanile “Se ghe la fen se no” racconterà la vita nella preistoria in modo innovativo e coinvolgente. La giornata si concluderà con una gara di robotica realizzata con i Lego. \nFerragosto sarà invece all’insegna dell’arte e della narrazione con “Sand Prehistory”. L’artista Nadia Ischia darà vita a una suggestiva performance di sand art\, creando immagini con la sabbia che nasceranno\, si trasformeranno e scompariranno davanti agli occhi del pubblico. \nAd accompagnare lo spettacolo saranno le letture di Laura Lotti\, che precederanno la premiazione del concorso “Vinci una notte in palafitta”. All’alba del giorno successivo\, domenica 16 agosto\, il Biotopo del Lago d’Ampola ospiterà il tradizionale appuntamento con “Alba all’Ampola”\, una visita guidata alla scoperta di uno degli ambienti naturali più preziosi della valle. \nMercoledì 19 agosto alle 18 il museo ospiterà Håkan Jonsson\, parlamentare sami e presidente del Parlamento Sami della Svezia fino al novembre 2025. L’incontro\, moderato dal giornalista di Le Scienze Marco Cattaneo\, offrirà uno sguardo sulla Groenlandia e sul popolo Sami. \nUn momento particolarmente significativo sarà quello di domenica 30 agosto\, giornata dedicata ai 30 anni di Palafittando e ai 30 anni del progetto ALPI\, legato all’attività della Stazione di inanellamento degli uccelli migratori di Bocca Casèt. L’anniversario sarà celebrato con un programma speciale dedicato al tema del volo e del rapporto tra uomo e natura. \nLa stagione si concluderà sabato 5 settembre con “Palazzi Aperti”\, un itinerario in navetta tra i luoghi della ReLED che accompagnerà il pubblico alla scoperta della ricchezza culturale\, storica e naturalistica della Valle di Ledro. \n  \nI laboratori preistorici \nAccanto agli eventi speciali\, Palafittando proporrà per tutta l’estate un ricco calendario di attività dedicate a bambine\, bambini e famiglie. \nOgni lunedì il laboratorio “Merenda preistorica”\, realizzato in collaborazione con Apt Garda Dolomiti\, permetterà di riscoprire uno dei reperti più straordinari conservati nel museo: un pane di oltre 4.000 anni fa. Le partecipanti e i partecipanti potranno macinare cereali\, impastare\, cuocere e assaggiare il pane delle palafitte su pietre arroventate\, proprio come avveniva nella preistoria. \nIl martedì mattina sarà invece dedicato ai più piccoli con “Mini Preistoria”\, una novità del programma 2026 che accompagnerà bambine e bambini dai 3 ai 6 anni alla scoperta del villaggio palafitticolo attraverso racconti\, attività sensoriali e laboratori manuali. \nOgni mercoledì il museo si trasformerà in una vera e propria “Boutique (molto) vintage”\, dove sarà possibile sperimentare le tecniche di tessitura\, conoscere la moda di quattromila anni fa e indossare gli abiti della preistoria grazie alla collaborazione con Anffas. \nCompletano il programma i laboratori “Arch Attack”\, in calendario il martedì e il giovedì pomeriggio\, dedicati alla realizzazione di oggetti in pietra\, rame\, argilla\, legno e altri materiali utilizzati dagli abitanti delle palafitte. Un’esperienza pratica per conoscere da vicino la vita quotidiana delle antiche comunità del Lago di Ledro. \n  \nVisite guidate \nIl lunedì\, il mercoledì e il venerdì sarà possibile visitare il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro\, immergendosi nell’età del Bronzo tra reperti archeologici e ricostruzioni del villaggio palafitticolo. Le visite si terranno il lunedì e il venerdì alle 10.30 e il mercoledì alle 16\, dal 6 luglio al 4 settembre. \nIl mercoledì mattina spazio invece ad “Acqua e fuoco al lavoro” alla Fucina di Prè\, un percorso etnografico tra calchere\, fucine e attività tradizionali che racconta il ruolo dell’acqua e del fuoco nell’economia della valle. All’interno della storica fucina dei Ciuaroi sarà possibile scoprire l’antica arte della produzione dei chiodi per scarponi\, grazie alla collaborazione con il Comitato Storico Ciuaroi e il Comitato Giacomo Cis. \nIl giovedì mattina le visite si sposteranno al Biotopo del Lago d’Ampola\, dove il centro visitatrici/visitatori accompagnerà il pubblico alla scoperta di uno degli ambienti umidi più preziosi del Trentino\, ricco di specie vegetali e animali di particolare interesse. \nIl venerdì pomeriggio\, infine\, il percorso proseguirà al Museo Garibaldino e della Grande Guerra di Bezzecca e sul Colle Santo Stefano\, per ripercorrere le vicende della Terza guerra d’Indipendenza e della Prima guerra mondiale.
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SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
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LOCATION:Museo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi\, Piazza Cavour\, 1A\, Tarquinia\, Italy
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SUMMARY:Evento | Ti racconto il Museo – 25 anni di storia e cultura (Fara in Sabina - RT)
DESCRIPTION:Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina celebra 25 anni a Palazzo Brancaleoni di Fara in Sabina. \nIl Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina celebra i venticinque anni dall’inaugurazione della sua sede presso Palazzo Brancaleoni con l’iniziativa “Ti racconto il Museo – 25 anni di storia e cultura”\, in programma sabato 11 e domenica 12 luglio 2026 a Fara in Sabina. Due giornate di incontri e approfondimenti che ripercorreranno la storia del museo\, illustrando al tempo stesso i più recenti risultati della ricerca archeologica nel territorio sabino e le prospettive future degli studi. \n  \nSabato 11 luglio il programma sarà dedicato a “Cures. Nuove prospettive”\, con la presentazione del nuovo allestimento della Sala della Capanna del Museo e una serie di interventi scientifici sulle più recenti indagini archeologiche\, sul complesso termale di Cures e sui nuovi progetti di ricerca che vedono impegnati studiosi italiani e internazionali. \nDomenica 12 luglio\, con il convegno “Eretum. La necropoli dei Principi”\, saranno invece presentati gli ultimi studi dedicati alla celebre necropoli e approfonditi i temi della valorizzazione del patrimonio culturale e del ruolo dell’archeologia nello sviluppo del territorio. L’anniversario rappresenta un’importante occasione per celebrare un museo che\, in questi venticinque anni\, è diventato un punto di riferimento per la tutela\, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico della Sabina\, ma anche un luogo di ricerca\, divulgazione e confronto scientifico. \n«Celebrare i venticinque anni del Museo nella sede di Palazzo Brancaleoni è un traguardo che ci rende particolarmente orgogliosi»\, dichiara la Direttrice del Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina\, Dott.ssa Sofia Scafati. «In questi anni il museo ha saputo custodire e valorizzare il patrimonio archeologico del territorio\, ma soprattutto ha continuato e continua a essere un luogo vivo di ricerca e di conoscenza. Ogni nuova scoperta arricchisce la storia della Sabina e rafforza il legame tra il museo\, la comunità e il territorio. Questo anniversario è un punto di partenza per continuare a investire nella tutela\, nello studio e nella condivisione del nostro patrimonio culturale dedicandoci alle prospettive future che vedranno al centro la storia degli antichi sabini e della Sabina Tiberina tutta.» L’iniziativa è promossa dal Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina\, dal Comune di Fara in Sabina\, dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana  di Roma e la provincia di Rieti e dalla Pro Loco Fara in Sabina APS come gestore del museo\, con l’obiettivo di celebrare i venticinque anni della sede di Palazzo Brancaleoni e di valorizzare il ruolo del museo quale centro di tutela\, ricerca e divulgazione del patrimonio archeologico della Sabina.
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LOCATION:Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina\, Piazza del Duomo 1\, Fara in Sabina\, Italy
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