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SUMMARY:Mostra | Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma (Arzachena - OT)
DESCRIPTION:La mostra temporanea “Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma”\, ospita più di 200 reperti provenienti dai siti archeologici del territorio coprendo un arco temporale che va dal neolitico all’epoca romana. \nL’allestimento della mostra si basa su un approccio multimediale e multidisciplinare e permette al visitatore di interagire con gli oggetti dell’esposizione grazie alla realtà virtuale. \nPer rendere più completa la rappresentazione si sono considerati diversi siti archeologici: circoli funerari di Li Muri e la Macciunitta\, riparo sotto roccia Monti Incappiddatu\, villaggio di Pilastru\, dolmen e tafoni di Li Casacci Vecchi\, altura fortificata di Punta Candela\, nuraghe e villaggio La Prisgiona\, Nuraghe Albucciu\, Tombe di giganti Li Lolghi e Moru. \nL’esposizione vuole essere immersiva\, presentando i contenuti come elementi di accesso e di conoscenza delle peculiarità dei  siti archeologici. \nIn particolare è presente un rimando continuo tra elementi archeologici reali e attraverso strumenti multimediali a riguardo di sei tematismi: \n\nLe prime tracce dell’uomo: il Neolitico\nAntiche dimore nel granito\nInsediamenti nuragici: nuraghi\, villaggi e alture fortificate\nIl complesso nuragico di Albucciu\nI nuragici e il culto dei morti\nIl Golfo di Arzachena: l’uomo e il mare in antichità\n\nUn approfondimento particolare riguarda il complesso nuragico La Prisgiona con gli oggetti provenienti dagli scavi effettuati nel sito a rappresentare specifiche situazioni della vita quotidiana. \nLa mostra permette al visitatore di scoprire i siti archeologici  ed apprezzare al meglio la loro successiva visita in loco. \nOrari di apertura \nDal martedì alla domenica \nDalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 \n  \nTariffe \nBiglietto intero € 4\,00; \nBiglietto ridotto per i residenti nel Comune di Arzachena: € 2\,00 \nBiglietto ridotto per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private non residenti nel Comune di Arzachena: € 1\,00 a studente; \n  \nIngresso gratuito \n• per i bambini sino a 12 anni di età; \n• per i possessori di tessera I.C.O.M. (International Council of Museums); \n• per i portatori di handicap e per un loro familiare o altro accompagnatore\, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; \n• per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private residenti nel Comune di Arzachena; \n• per le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale\, mediante esposizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; \n• per i giornalisti\, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta. \n  \nInfo: arzachenaturismo.com
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LOCATION:Museo Civico “Michele Ruzittu”\, Via Mozart\, Arzachena\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | Gabii: le origini (Palestrina - RM)
DESCRIPTION:Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste ospita la mostra Gabii: le origini\, a cura di M. Almonte\, M. Fabbri e F. Zabotti.  \nL’esposizione racconta la nascita di Gabii\, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità\, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus).  \nArticolata in due sezioni\, Gabii: le origini riunisce in un unico luogo\, reperti provenienti da altri Istituti del Ministero della Cultura\, come il Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano\, il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il Museo delle Civiltà – MUCIV\, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.  \n  \nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla mostra: \n“Gabii: le origini”: a Palestrina una mostra ricostruisce la nascita della antica città laziale \n \n  \nLeggi gli articoli che Storie & Archeostorie ha dedicato a Gabii e alle scoperte avvenute sul sito: \nNuove scoperte a Gabii: lo scavo riporta in luce un complesso monumentale del III secolo a.C. con vasca sacra \n \n 
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SUMMARY:Eventi | Riapre il Parco Archeologico di Tremona (Mendrisio\, Svizzera)
DESCRIPTION:Il Parco archeologico di Tremona celebra i suoi primi dieci anni di attività.  Domenica 1° marzo riapre l’Infopoint\, dove sarà possibile noleggiare gli occhiali 3D che permettono di visitare il Castrum e il suo villaggio medievale in modo immersivo\, attraverso le ricostruzioni degli edifici e dei vari aspetti della vita quotidiana.  \nIl Villaggio medievale di Tremona\, sul Monte San Giorgio è il primo Parco archeologico del Canton Ticino e propone un’esperienza di visita esperienziale che prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie  immersive per trasportare i visitatori nel passato. Lo indagini archeologiche sul sito sono state condotte dall’ARAM e dai molti volontari che per decenni hanno scavato sul posto. \nL’Infopoint (presso la ex- casa comunale di Mendrisio\, in via al Castello 10) è aperto dal 1° marzo al 30 novembre 2026 con i seguenti orari:\n– 01.03.26/24.10.26 dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30)\n– 25.10.26/30.11.26: dal giovedì alla domenica e in tutti giorni festivi\, dalle 09.00 alle 17.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 09.30 alle 15.30)\n– apertura 7/7 dal 02.04 al 12.04.2026\, dalle 10.00 alle 18.00 (possibilità di noleggiare gli occhiali dalle 10.30 alle 16.30) \nLe visite di gruppi sono possibili in settimana\, dal lunedì al mercoledì\, su prenotazione contattando l’Infopoint (info@mendrisiottoturismo.ch \, tel. +41 091 641 30 50 / 058 688 32 02). \nPer le visite guidate al Parco archeologico\, contattare il Museo dei fossili di Meride  (info@montesangiorgio.org \, tel. +41 091 640 00 80). Le visite sono possibili tutto l’anno\, nelle tre lingue nazionali (italiano\, francese e tedesco) e in inglese. \nPer approfondire le vicende del sito è possibile consultare il testo Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia di Elena Percivaldi\, medievista e giornalista specializzata nel campo della divulgazione storica e archeologica\, scaricabile dal sito www.parco-archeologico.ch. \n  \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla pubblicazione e agli scavi su Storie & Archeostorie:  \nEVENTI / Canton Ticino\, Tremona-Castello ritrova la sua Storia
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LOCATION:Parco Archeologico di Tremona\, via al Castello 10\, Mendrisio\, Switzerland
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SUMMARY:Mostra | Una Sfinge l'attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna (Trieste)
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste parte della collezione egizia dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo grazie alla collaborazione tra il Museo storico di Miramare e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. \nL’esposizione è curata da Massimo Osanna\, Christian Greco\, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner. \nIn mostra oltre cento reperti\, in prestito anche dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste\, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino. \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nTrieste ritrova l’Egitto di Massimiliano d’Asburgo: torna a Miramare la collezione “perduta” \n \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | L’étoffe d’un Gaulois – Costume et parure en Gaule (FRA)
DESCRIPTION:Dalle fibre tessili agli abiti\, dagli accessori agli ornamenti\, la mostra L’étoffe d’un Gaulois al Musée de Gergovie ricostruisce il modo di vestire dei popoli della Gallia negli ultimi cinque secoli prima dell’era cristiana. Il percorso combina ricerca archeologica e archeologia sperimentale per analizzare materiali\, tecniche di lavorazione\, confezione e modalità di utilizzo degli indumenti. Particolare attenzione è dedicata anche alla costruzione dell’immagine del Gallo elaborata dall’arte ottocentesca\, spesso lontana dalle testimonianze disponibili all’epoca. Le nuove tecniche di analisi e conservazione dei resti organici permettono oggi di correggere molti di quegli stereotipi e di restituire maggiore concretezza all’abbigliamento antico. L’allestimento\, concepito come una sorta di boutique di moda celtica\, accompagna il pubblico alla scoperta di tessuti\, fogge e gioielli attraverso reperti e ricostruzioni sperimentali. L’esposizione è realizzata con il contributo scientifico dell’associazione MOIRES e numerosi prestiti da musei e istituzioni archeologiche francesi. \n  \n \n  \nInfo: https://musee-gergovie.fr/agenda/etoffe-gaulois-costume-et-parure-en-gaule-gergovie
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SUMMARY:Mostra | Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo (Rieti)
DESCRIPTION:Da venerdì 8 maggio il Museo diffuso Città di Rieti ospiterà\, all’interno della sezione archeologica del Museo Civico (Via Sant’Anna\, 4)\, la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo”\, prodotta da Archeoares\, CIADD News e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti\, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici. \nI reperti in mostra\, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini\, accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo\, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma. \n“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti\, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente – spiega la direttrice del Museo Civico di Rieti\, Francesca Lezzi – Qui\, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne\, realizzate con assoluta fedeltà storica\, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro\, millenni fa. In questo percorso\, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango\, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”. \nLa mostra sarà visitabile fino a mercoledì 6 gennaio 2027. \nPer maggiori informazioni\, è possibile scrivendo all’indirizzo rieti@archeoares.com oppure chiamare il numero 335431722.
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee (Civitavecchia - RM)
DESCRIPTION:“Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”\nvenerdì 29 maggio 2026 alle ore 17.30\, presso il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. \nLa mostra che proseguirà fino al 29 novembre 2026\, presenta una straordinaria urna etrusca in terracotta\, realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo a.C.\, con la raffigurazione della prothesis\, ossia l’esposizione del corpo dopo la morte\, tema di origine greca arrivato in Etruria. \nL’opera\, recuperata grazie a un’operazione della Guardia di Finanza e successivamente restaurata e studiata\, rappresenta uno dei reperti più significativi del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia.\nIl confronto con una selezione di urne contemporanee dell’artista Massimo Luccioli propone una riflessione sulla continuità dei simboli funerari e sul dialogo tra antico e presente. \nIl percorso espositivo sarà accompagnato da un video immersivo e da un catalogo divulgativo edito da Antiqua Res. L’esposizione inaugurerà il terzo piano del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, dove saranno presentati i reperti rinvenuti dai sequestri\, già appartenenti al Museo Civico\, oggi confluiti nella collezione statale. \nInterventi: \nElisabetta Scungio: Direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio; \nLara Anniboletti: Direttrice del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e dell’Area archeologica delle Terme Taurine; \nMaria Antonietta Rizzo: Comitato Scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Lazio; \nAlessandro Mandolesi: Curatore della mostra; \nMartina Corgnati: Storica dell’arte dell’Accademia di Brera; \nMassimo Luccioli: Artista contemporaneo. \nAlla mostra è associato un ciclo di conferenze tematiche con interventi di studiosi e specialisti\, dedicato ai contenuti storico-archeologici e al nuovo allestimento del museo\, che inizierà il 5 giugno. \nAl termine dell’incontro seguirà un brindisi inaugurale\, accompagnato da un momento conviviale.\nL’ingresso è libero e senza obbligo di prenotazione. \n  \nCalendario estivo delle conferenze \nVenerdì 5 giugno 2026\, ore 17.30 \nPresentazione del catalogo della mostra Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee\, Volume n. 4 dei Quaderni del Museo\, a cura di Lara Anniboletti e Alessandro Mandolesi \nVenerdì 19 giugno 2026\, ore 17.30 \nIfke van Kampen Il Maestro di Civitavecchia nel mondo. Da dove vengono le sfingi e dove vanno \nVenerdì 26 giugno 2026\, ore 17.30 \nCarlo Alberto Falzetti\, Sandro Scotti\, Maria Rosa Lucidi Le donazioni dell’Associazione Centumcellae 1913 al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia \n 
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Viste tematiche | Tornano le visite alle Terme suburbane (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono alle visite accompagnate alle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna nel 2026 offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana.\nLe visite si svolgeranno ogni sabato nei mesi di apertura\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza. I gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco con supporto di materiali accessibili tramite QR Code. I visitatori indosseranno casco protettivo per tutta la durata del percorso (circa 1 ora).\n\n«La riapertura delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per restituire al pubblico uno spazio straordinario\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo.»\nFederica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano\n\n\n\nCalendario 2026\n\nGiugno  sabato 20 e sabato 27 giugno\nOttobre  sabato 17\, 24 e 31 ottobre\nNovembre  sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre\nDicembre  sabato 5 e 12 dicembre\n\n\nTurni di visita\n\nGruppi da max 15 partecipanti per turno. 6 turni nei mesi estivi\, 5 a partire dal 17 ottobre (orario invernale).\n\nMattina\n\nore 9.30 – 10.30  visita in italiano\nore 10.30 – 11.30  visita in inglese\nore 11.30 – 12.30  visita in italiano\n\n\nPomeriggio\n\nore 14.30 – 15.30  visita in italiano\nore 15.30 – 16.30  visita in inglese\nore 16.30 – 17.30  visita in italiano  (sospeso dal 17 ottobre per orario invernale)\n\n\nIl punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo\, indicata sulla mappa del Parco consegnata all’ingresso.\n\n\nBiglietti e prenotazioni\n\nBiglietto integrato: 21 € (16 € ingresso Parco + 5 € visita Terme Suburbane)\n18–25 anni: 5 € (agevolazione prevista dalla normativa vigente)\n\nPrenotazioni (online e in sede): CoopCulture — canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano\nLe Terme Suburbane — situate in prossimità dell’antica linea di costa — conservano preziose decorazioni e ambienti di grande interesse storico e archeologico\, offrendo uno spaccato privilegiato delle pratiche sociali e del benessere nell’antichità. Con questa iniziativa il Parco conferma il proprio impegno nel rendere il patrimonio sempre più accessibile\, coniugando tutela\, sicurezza e qualità dell’esperienza culturale.
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SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
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SUMMARY:Mostra | SALVATI. Storia di un sequestro (Melfi - PZ)
DESCRIPTION:L’esposizione\, prorogata fino al 1° novembre\,  è dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici\, databili dall’VIII secolo a.C.\, sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale. \nIl cruciale rientro\, finalizzato nel maggio 2023 al termine di un lungo e complesso negoziato con la società di diritto inglese in liquidazione Symes Ltd – appartenuta al noto trafficante d’arte Robin Symes –\, è stato reso possibile grazie alla complessa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale\, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha visto il fondamentale coinvolgimento dell’Avvocatura Generale dello Stato\, dell’Ambasciata d’Italia a Londra e dei Dipartimenti del Ministero della Cultura dedicati alla Tutela e alla Valorizzazione del patrimonio.\nA seguito del recupero\, il Ministero della Cultura ha avviato un’attenta ridistribuzione territoriale dei beni: il lotto assegnato ai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa comprende vasi a figure rosse\, ornamenti in ambra e oro\, sculture\, oggetti di uso quotidiano e un grande mosaico policromo.\nLa mostra intende accendere i riflettori su un fenomeno drammatico che colpisce il nostro patrimonio culturale. Strappati brutalmente ai contesti di provenienza\, questi reperti erano stati ridotti a meri oggetti d’arredo per il collezionismo clandestino. L’esposizione si configura quindi come una profonda riflessione sulla legalità e sulla congiunta azione di tutela e valorizzazione che ha restituito tali opere alla pubblica fruizione. \nLa mostra è promossa dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. \nLa visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario secondo gli orari di apertura dei Musei. \nEntra nella mostra
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SUMMARY:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale (Montale Rangone - MO)
DESCRIPTION:Riapre la Terramara di Montale: Archeologia aumentata fra reale e virtuale\n\n\nDomenica 13 settembre il Parco archeologico della Terramara di Montale inaugurando al pubblico\, inaugurando una nuova stagione che si estende fino al 1° novembre e propone un calendario di appuntamenti nelle domeniche e nei giorni festivi\, con un’apertura straordinaria prevista anche per sabato 17 ottobre. \nUna riapertura che segna un ulteriore passo nel percorso di crescita del sito\, arricchito dalle novità introdotte nella scorsa primavera per rendere la visita ancora più accessibile\, coinvolgente e ricca di possibilità di lettura.\nIl parco si presenta oggi come uno spazio in cui la dimensione archeologica dialoga con strumenti contemporanei\, offrendo al pubblico nuove modalità di esplorazione. Accanto alle ricostruzioni del villaggio dell’età del bronzo\, realizzate sulla base dei dati di scavo\, trovano spazio installazioni audio e video\, ambienti immersivi\, ologrammi e ricostruzioni virtuali che accompagnano i visitatori lungo un percorso di scoperta\, permettendo di avvicinarsi ai processi storici con maggiore immediatezza e con uno sguardo più ampio. \nIl programma completo è disponibile sul sito del Parco di Montale: www.parcomontale.it \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | ATHLETÉS – L’icona oltre il tempo (Bari)
DESCRIPTION:Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20.30\, Palazzo Simi ospita l’apertura al pubblico di “ATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO. Atletismo\, società e rito funerario nelle aristocrazie peucete della Terra di Bari”\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. \, archeologia\, \, curata da Caterina Annese\, Elena Dellù e Francesca Romana Paolillo\, sarà visitabile fino al 28 marzo 2027. Promossa dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari\, l’esposizione indaga il rapporto tra corpo\, formazione\, competizione\, prestigio sociale\, mito e memoria nel mondo antico. Attraverso reperti provenienti dai contesti archeologici di Rutigliano\, Turi\, Conversano\, Gravina in Puglia e Ruvo di Puglia\, il percorso racconta come le comunità peucete abbiano accolto e reinterpretato i modelli della cultura agonistica greca. Ceramiche figurate\, strumenti legati alla cura del corpo\, testimonianze numismatiche e corredi funerari restituiscono il ruolo dell’immagine dell’atleta nei sistemi di rappresentazione delle aristocrazie peucete. Un nucleo significativo dei reperti\, in gran parte conservato nei depositi\, viene esposto per la prima volta. La mostra propone inoltre un dialogo tra antico e contemporaneo attraverso la memoria olimpica di Pietro Lombardi\, atleta barese vincitore della medaglia d’oro nella lotta greco-romana ai Giochi di Londra del 1948. In esposizione anche la fiaccola olimpica di quella edizione\, conservata da Alceste Maurizio Lo Buono. L’inaugurazione rientra nel programma del LXV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia\, dedicato a “Giochi e atletismo in Magna Grecia e nel Mediterraneo antico”. \nATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO\n26 settembre 2026 – 28 marzo 2027\nPalazzo Simi\, Strada Lamberti 1\, Bari\nApertura: 26 settembre\, ore 20.30 – ingresso gratuito\,\nVisite guidate con prenotazione obbligatoria in occasione dell’apertura fino a esaurimento posti\nal link\nhttps://www.eventbrite.com/e/athletes-licona-oltre-il-tempo-tickets-2001241254464  \nOrari: lunedì\, martedì\, giovedì e venerdì 8.30–16.45; sabato e domenica 8.30–13.30. Mercoledì chiuso. Orari soggetti a variazioni. \n  \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nATHLETÉS: a Bari una mostra racconta gli atleti delle aristocrazie peucete \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Cefalù archeologica. Le città sotto la città. Amedeo Tullio\, gli studi e la ricerca archeologica (Cefalù - PA)
DESCRIPTION:Una mostra dedicata all’archeologo Amedeo Tullio e alla sua pluridecennale attività di ricerca a Cefalù\, con una significativa selezione di reperti\, molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico.\n  \n“Cefalù archeologica. Le città sotto la città. Amedeo Tullio\, gli studi e la ricerca archeologica” sarà visitabile da domani (primo ottobre) al 31 ottobre all’Osterio Magno di Cefalù\, in corso Ruggero\, con ingresso da via Amendola 9. L’iniziativa è promossa dall’Archeoclub d’Italia nazionale\, insieme alla sede cefaludese e alla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo.\n  \nLa mostra nasce a cinquant’anni dalla pubblicazione sulla rivista Kokalos del primo contributo dedicato alla Cefalù preruggeriana e a tre anni dalla scomparsa di Tullio\, ripercorre attraverso i reperti più significativi l’intensa attività di studio e di scavo condotta dall’archeologo in diversi contesti urbani e sulla Rocca.\n  \n«L’esposizione – ha detto l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – costituisce anche un primo passo nel percorso verso la creazione di un museo archeologico di Cefalù\, più volte auspicato dallo stesso Amedeo Tullio\, come luogo dedicato alla conoscenza\, alla conservazione e alla valorizzazione del ricco patrimonio archeologico della città. Restituire alla fruizione questi reperti significa far riemergere pagine importanti della storia di Cefalù e rendere accessibile un patrimonio che per lungo tempo è stato conosciuto soprattutto dagli studiosi».\n  \nTra i materiali esposti figurano reperti rinvenuti proprio all’interno dell’Osterio Magno e riferibili a un edificio dell’antica Kephaloidion\, tra i quali spicca un tesoretto di monete puniche databile alla fine del IV secolo a.C.\nDi particolare interesse anche i reperti provenienti da uno scavo in vicolo Purgatorio: frammenti di vasi a figure rosse\, diversi oscilla e pesi da telaio\, probabilmente riconducibili a un piccolo luogo di culto urbano della fine del IV secolo a.C.\nLa mostra presenta inoltre importanti rinvenimenti provenienti dal chiostro e dal bema (area del presbiterio) del Duomo\, dal complesso fortificato della Rocca e alcuni corredi della necropoli ellenistico-romana.\n  \nLa mostra sarà aperta tutti i giorni\, dal primo al 31 ottobre\, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30\, con ingresso gratuito. A pagamento\, al costo di 2 euro\, soltanto il ticket per accedere all’Osterio Magno.\n\nTutti i cittadini residenti nella diocesi di Cefalù potranno\, invece\, entrare gratuitamente anche al monumento.\n\nNella foto: Osterio Magno- Moneta punica di bronzo del tesoretto di fine IV sec.a.C 
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SUMMARY:Mostra | Tessere di potere. Mosaici pavimentali dell’età di Teodorico (Galeata - FC)
DESCRIPTION:Dall’11 ottobre il Museo civico Mambrini di Pianetto (Galeata) ospita la mostra dal titolo “Tessere di potere. Mosaici pavimentali dell’età di Teodorico”. L’esposizione è arricchita da cinque importanti mosaici pavimentali tardoantichi della fine del V-inizi VI secolo d.C. provenienti dagli scavi effettuati nel sito del Palazzo di Teodorico a Ravenna\, caratterizzati da leganti decorazioni geometriche\, e da un calco del monogramma teodoriciano\, concessi in prestito dai Musei nazionali di Ravenna.\n\nLa mostra riflette sui collegamenti intensi tra della valle del Bidente e Ravenna\, partendo dai dati archeologici della sontuosa villa di Teodorico a Galeata\, scavata dall’Università di Bologna e di Parma ed altri contesti tardoantichi del VI secolo d.C.\, quali ad esempio la villa teodoriciana scoperta nel corso della prima metà del Novecento sotto il centro storico di Meldola.\nL’esposizione sarà accompagnata da una brochure-catalogo con immagini e testi di approfondimento di Caterina Mambrini\, Giuseppe Michelacci\, Alessia Morigi e Paola Novara.\n\nLa mostra è inserita nel programma di eventi in occasione del 1500° anniversario della morte del re Teodorico (526 d.C.-2026) e sarà visitabile tutte le domeniche fino al 31 dicembre 2026.\n\nPer info: 0543-981854\, cultura@comune.galeata.fc.it
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LOCATION:Museo civico “Mons. Domenico Mambrini”\, Via Borgo Pianetto\, 17\, Galeata\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Milano)
DESCRIPTION:Alla Fondazione Luigi Rovati di Milano la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (14 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027)\, che racconta come\, nell’Italia preromana\, il contatto con il divino passasse attraverso l’acqua. \nIl progetto\, realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il patrocinio del Ministero della cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici\, è a cura di Giovanna Gambacurta\, Laura Maria Michetti\, Giulio Paolucci\, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. Prosegue\, in un percorso distinto e complementare\, quello avviato al Palazzo Ducale di Venezia. \nLa mostra propone un confronto inedito e peculiare sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e nello sviluppo di due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C. Mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino: spazi di guarigione spesso legati al mito e abitati da divinità\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, per il transito e per lo scambio culturale. Nella mostra emergono affinità e differenze tra Etruschi e Veneti: convergenze nelle scelte materiche\, soprattutto terracotta e bronzo\, e nelle pratiche votive\, come le deposizioni in acqua e l’uso di oggetti miniaturistici o defunzionalizzati; divergenze nelle dimensioni monumentali e nei ricchi apparati decorativi fittili dei grandi santuari etruschi. \nIl visitatore è accolto dalla grande scultura in terracotta della Thesan\, divinità etrusca dell’Aurora\, proveniente da Chianciano Terme (Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme): posto di fronte\, il Disco di Montebelluna\, proveniente dai Musei Civici di Treviso\, introduce alla civiltà degli antichi Veneti. Sul disco in bronzo è raffigurata una figura femminile\, identificata come la “Signora della Natura” e interpretata come la principale divinità dei Veneti. Circondata da simboli che rimandano alla sfera celeste e al mondo degli Inferi\, la dea tiene una chiave\, emblema del suo potere sulla vita umana\, animale e vegetale\, ma anche simbolo dell’accesso all’oltretomba e del ciclico rinnovarsi della natura. \nLa sezione Acque miracolose\, allestita nelle tre cupole del Piano Ipogeo\, è dedicata alle proprietà curative delle acque e ai rituali praticati presso sorgenti e luoghi termali dell’Italia antica. Il percorso riunisce testimonianze provenienti dall’Etruria – Vulci\, Chianciano\, Chiusi e Marzabotto – e dal Veneto – Montegrotto e Làgole di Calalzo. \nTra i reperti di particolare interesse figurano una grande ascia rituale in ferro con decorazione zoomorfa\, rinvenuta nell’area sacra di Fucoli e conservata al Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme\, e una selezione di simpula provenienti dal Museo Archeologico Cadorino. Questi mestoli in bronzo\, utilizzati per le libagioni e per attingere le acque curative\, sono tra gli oggetti più rappresentativi del santuario di Làgole di Calalzo. Dopo l’uso venivano ritualmente spezzati\, separando la coppa dal manico\, spesso inciso con dediche alle divinità in lingua venetica o latina. \nUn nucleo di eccezionale rilievo è costituito da otto bronzi provenienti da San Casciano dei Bagni\, testimonianza di pratiche mediche e rituali complessi legati all’acqua\, alla divinazione e alla salute del corpo. La scoperta di una testa maschile votiva in bronzo\, con un’iscrizione che riporta il nome “Fonte Calda” (Flere Havens in etrusco)\, ha inoltre aperto nuove prospettive sull’interpretazione del termine etrusco flere\, al quale gli studiosi attribuiscono\, accanto al significato di “nume”\, anche quello di “fonte”. \nLa sezione Sacri approdi esplora il rapporto tra culto\, navigazione e scambi culturali attraverso tre importanti centri dell’Italia preromana: Este\, Pyrgi e Altino. A Este\, il porto-santuario fluviale era legato al culto della dea Reitia\, alla pratica della scrittura e alle attività femminili della filatura e della tessitura. Pyrgi\, uno dei principali porti dell’Etruria sul Mediterraneo\, testimonia lo stretto intreccio tra religione\, commerci e potere politico. Altino\, crocevia delle rotte adriatiche ed endolagunari\, ospitava un santuario frequentato anche da genti straniere\, dove il sacrificio del cavallo rivela il valore religioso di un animale centrale nella civiltà veneta.\nA Pyrgi\, l’acqua di una sorgente alimentava i pozzi monumentali utilizzati nelle pratiche rituali\, successivamente colmati con offerte e materiali provenienti dal santuario. Tra i numerosi reperti esposti spicca un’elegante testa femminile votiva in terracotta\, rinvenuta nel Pozzo Ovest del Tempio A e conservata all’Antiquarium di Pyrgi. La raffinata acconciatura e la collana restituiscono un’immagine della moda e del gusto dell’epoca.\nDa Altino provengono numerosi bronzetti a forma di zampa equina\, conservati al Museo Nazionale Atestino\, e un significativo cippo lapideo iscritto con la figura di un lupo\, in arenaria\, datato al III-II secolo a.C. (Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna – Parco archeologico di Altino). L’iscrizione in venetico ricorda l’offerta al dio Altino da parte di Krumio Turens\, uno straniero proveniente dall’Italia centrale\, forse dall’Etruria. Il lupo\, raffigurato con il muso rivolto a terra in un atteggiamento docile\, è stato interpretato come simbolo dell’accoglienza dello straniero nella comunità veneta. \nIl percorso si arricchisce di un ulteriore confronto con la Sardegna nuragica\, attraverso un nucleo di bronzetti e ceramiche votive provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Tra la fine dell’età del Bronzo e la prima età del Ferro\, l’acqua diventa il centro di nuovi luoghi di culto: pozzi e fonti sacre\, spesso inseriti in complessi santuariali che riuniscono comunità diverse. Anche qui il rito si esprime attraverso l’offerta di oggetti: bronzetti figurati e navicelle\, ex voto in terracotta. In una società attraversata da profonde trasformazioni\, questi santuari diventano luoghi di aggregazione e di affermazione sociale\, rivelando il legame tra acqua\, sacralità e potere. \nAd accompagnare il percorso espositivo sono i disegni di Mauro Ceolin\, bio-artista milanese (1963) che da oltre vent’anni intreccia arti visive e discipline scientifiche. Attraverso l’ingrandimento e l’isolamento di particolari degli oggetti esposti\, i suoi interventi ne rivelano dettagli spesso difficili da cogliere\, offrendo nuove possibilità di osservazione e interpretazione e favorendo l’accessibilità dei contenuti. \n\nPROGRAMMA PUBBLICO \nMartedì 13 ottobre\, alle ore 18.00\, Laura Maria Michetti (Sapienza Università di Roma e co-curatrice della mostra) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) introducono la mostra con la conferenza Le ragioni di una mostra. Con l’occasione\, dalle 17.00\, è possibile visitare gratuitamente la mostra in anteprima. \nSabato 7 novembre\, alle ore 15.00\, Lucio Rovati (Fondazione Luigi Rovati) e Vittorio Alessandro Sironi (Università di Milano-Bicocca) moderano un incontro di studi legato al ruolo dell’acqua come strumento terapeutico\, medicinale e cosmetico\, dall’antichità ai giorni d’oggi. Dai culti idrici degli antichi alle moderne cure mediche termali\, le acque sono da sempre parte del benessere fisico e spirituale dell’uomo. Ne discutono: Giovanna Gambacurta (Università Ca’ Foscari Venezia e co-curatrice della mostra)\, Vittorio A. Sironi (Università di Milano-Bicocca)\, Mariapia Vairetti (Università di Pavia) e Silvano Mascadri (A-Life). Modera Lucio Rovati (Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati). \nGiovedì 12 novembre\, alle ore 18.00\, Agnese Carletti (Sindaco di San Casciano dei Bagni) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) presentano la storia di San Casciano dei Bagni\, le scoperte archeologiche e i nuovi progetti di valorizzazione. \n\nCATALOGO \nIl catalogo\, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, riunisce contributi di studiosi ed esperti di primo piano che illustrano il valore sacrale dell’acqua per gli Etruschi e per i Veneti\, si addentrano nell’analisi sia dei principali luoghi di culto e santuari che delle più importanti fonti sananti\, e approfondiscono gli aspetti votivi e dedicatori così come le criticità legate alla valorizzazione di questi beni archeologici. Testi di Alberta Facchi\, Alessandro Asta\, Alessandro Conti\, Angela Ruta Serafini\, Anna Marinetti\, Benedetta Prosdocimi\, Carla Pirazzini\, Chiara Squarcina\, Daniele F. Maras\, Elisa Biancifiori\, Elisabetta Govi\, Federica Timossi\, Giovanna Gambacurta\, Giulio Paolucci\, Giuseppe Sassatelli\, Heinz-Werner Dämmer\, Jacopo Tabolli\, Laura M. Michetti\, Loredana Capuis\, Maddalena Bassani\, Margherita Tirelli\, Rossella Zaccagnini\, Silvia Paltineri\, Simona Carosi\, Tiziano Trocchi. \nEdizioni Fondazione Luigi Rovati\, pp. 272\, 40 € (in shop al prezzo speciale 35 €)\nEdizione Italiana ISBN 9788831338332\, Edizione Inglese 9788831338349 \n\nMUSEO GENTILE \nLa videoguida in LIS\, realizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi\, sarà accessibile tramite l’app della Fondazione\, scaricabile presso il museo. \nNell’ambito del progetto Stare bene insieme\, in collaborazione con la Cooperativa La Meridiana\, è disponibile in biglietteria il libretto guida della mostra dedicato alle persone con patologie neurodegenerative e ai loro accompagnatori. \n\nVISITE GUIDATE \nMartedì 13 ottobre\, alle ore 16.30\, le curatrici Giovanna Gambacurta e Laura Maria Michetti accompagnano i possessori della FLR Card in una visita riservata alla mostra. \nOgni sabato alle ore 11.00 e alle ore 17.00 sono previste visite guidate aperte al pubblico. Il costo è di 16€ e include il biglietto di ingresso. \n\nLABORATORI PER BAMBINI \nDomenica 25 ottobre\, domenica 8 novembre e sabato 12 dicembre\, alle ore 16.00: Etruschi e Veneti: divinità\, acque sacre e piccoli doni agli dèi\, un laboratorio con visita guidata per bambini dai 6 ai 10 anni (durata 90 minuti). Quota di partecipazione: 20 € (1 adulto + 1 bambino; 8 € per ogni bambino aggiuntivo).
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SUMMARY:Mostra | Non solo principi. La tomba 8 di via della Resistenza (Canosa di Puglia - BT)
DESCRIPTION:Oltre i fasti dell’aristocrazia. Oltre lo sfarzo\, l’oro e la monumentalità che hanno reso celebri i corredi funerari dei Principi dauni. Canosa sceglie di restituire un nuovo sguardo sulla trama sociale di età ellenistica\, attraverso i reperti provenienti da una delle tombe a grotticella rinvenute nel 2013 nell’area archeologica di via della Resistenza.\nA partire da venerdì 16 ottobre\, presso il Museo archeologico nazionale di Canosa\, sarà fruibile la mostra temporanea Non solo principi. La tomba 8 di via della Resistenza. Per l’occasione il Museo resterà straordinariamente aperto fino alle 22.00 (ultimo ingresso 21.15). \nL’allestimento\, curato dall’arch. Anita Guarnieri\, Direttrice del Castello Svevo di Bari- Direzione regionale Musei nazionali Puglie e Soprintendente ad interim per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia\, e dalla dott.ssa Anita Rocco\, Direttrice del Museo archeologico nazionale di Canosa intende ampliare il racconto della società canosina oltre le grandi famiglie aristocratiche\, note soprattutto attraverso i monumentali ipogei e i loro ricchi corredi funerari.\nAl centro del percorso c’è la Tomba 8\, una sepoltura familiare articolata in due camere\, utilizzata per più generazioni tra il III ed il II secolo a.C. I reperti esposti\, tra cui ceramiche di diversa produzione\, ornamenti personali e oggetti legati alla cura del corpo\, restituiscono la varietà dei corredi funerari e consentono di approfondire i rituali della sepoltura\, le forme della memoria familiare e i modi attraverso cui diversi gruppi della società canosina esprimevano la propria identità. \nL’esposizione\, che sarà fruibile fino al 2 maggio 2027\, inclusa nel biglietto di ingresso al Museo\, sarà impreziosita da un video di approfondimento\, con testi bilingue e immagini\, che sarà proiettato a ciclo continuo. \nL’apertura della mostra si inserisce in un quadro di valorizzazione integrata del patrimonio canosino. Contestualmente all’evento museale\, venerdì 16 ottobre alle ore 10:00\, sarà inaugurato un innovativo impianto multimediale direttamente sul sito archeologico di via della Resistenza. L’intervento\, promosso e realizzato dalla Fondazione archeologica Canosina in stretta collaborazione con il Ministero della Cultura\, arricchisce in modo suggestivo l’esperienza di visita attraverso una illuminazione scenografica e proiezioni audio-video. \n«Con questa mostra vogliamo ampliare il racconto della Canosa ellenistica\, andando oltre l’immagine restituita dai grandi ipogei aristocratici – commenta l’arch. Guarnieri – La Tomba 8 ci permette di avvicinarci ad altre forme di organizzazione familiare e di rappresentazione della memoria\, mostrando come anche sepolture meno monumentali possano offrire testimonianze preziose per ricostruire la complessità della società antica. Il collegamento tra l’area archeologica e il Museo rappresenta inoltre un’importante opportunità per restituire ai reperti il loro contesto e renderne più comprensibile il significato».
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LOCATION:Museo archeologico nazionale di Canosa\, Via John Fitzgerald Kennedy\, 18\, Canosa di Puglia BT
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