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SUMMARY:Mostra | L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano (San Gimignano - SI)
DESCRIPTION:Si intitola “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” la mostra in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 a San Gimignano\, nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. \nL’esposizione sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026 alle ore 18 ed è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori\, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, la Fondazione Musei Senesi e la Rete del Contemporaneo in Toscana. La mostra conta sul patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena. \nCurata da Valerio Bartoloni\, direttore dei Musei Civici di San Gimignano\, la mostra riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico e provengono da recenti mirati acquisti\, donazioni e dalle raccolte conservate nei depositi dei Musei Civici. \n“L’altra galleria” è una mostra tesa a restituire alla fruizione pubblica opere rimaste a lungo lontane dallo sguardo dei visitatori\, alcune delle quali appositamente restaurate. Il percorso espositivo va così ad ampliare il racconto della città\, affiancando alla sua celebre connotazione medievale una lettura più articolata della storia artistica e museale di San Gimignano: dalle origini del Museo Civico\, fondato nel 1906\, fino alla nascita e allo sviluppo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche il titolo della mostra richiama questa dimensione\, proponendo un’“altra galleria” rispetto alle collezioni permanenti e un itinerario parallelo e complementare che permette di riscoprire nuclei di opere\, artisti e documenti capaci di illuminare aspetti meno conosciuti del patrimonio civico. \nPer il curatore\, Valerio Bartoloni\, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni\, tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio\, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali\, offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”. \nIl percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e prevalentemente cronologico.  \nLa prima\, intitolata “Una raccolta eclettica. La Donazione Pacchiani”\, presenta una notevole selezione di bronzi e maioliche che vanno dalla seconda metà del XV al XVIII secolo\, donati ai musei di San Gimignano da Fiamma Pacchiani dando continuità a una precedente donazione familiare già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara. \nLa seconda sezione\, “Tra Cinquecento e Settecento. La devozione popolare”\, raccoglie opere del XVI-XVIII secolo legate alla religiosità e alla devozione popolare a San Gimignano\, tra cui una preziosa serie di ex voto dedicati a Santa Fina e dipinti di particolare interesse storico e artistico. \nNella terza sezione\, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra Ottocento e Novecento”\, sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica. Tra i protagonisti spicca Niccolò Cannicci\, figura di rilievo della pittura toscana del secondo Ottocento e strettamente legato a San Gimignano\, presente in mostra con sei opere. Tra queste\, “Guardianella di tacchini” del 1887\, scelta anche come immagine simbolo dell’esposizione. La stessa sezione accoglie\, in specifici nuclei\, opere di Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e di vari artisti che hanno interpretato scorci\, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Oltre a questi\, figurano i pittori valdelsani Augusto Bastianini\, Antonio Salvetti\, Ugo Capocchini e Mino Maccari\, il vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e il fiorentino Guido Peyron. Il percorso è completato da un’ampia serie di documenti che approfondiscono il tema della sezione (cataloghi\, lettere\, riviste e materiali d’archivio). \nLa quarta sezione\, “Genius Loci”\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, con pregevoli opere di figure ancora da approfondire criticamente\, tra cui Gaetano Lari\, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci. \nChiude il percorso la sezione “Revival Contemporaneo”\, dedicata a opere di artisti di rilievo del Novecento\, tra cui Ernesto Treccani\, Sebastian Matta e Nunzio\, donate in occasione delle mostre temporanee promosse dal Comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Un nucleo che rievoca la stagione espositiva della città e la genesi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a partire dagli anni Settanta\, impreziosito da apparati grafici inerenti alle opere e alle mostre realizzate dal Comune e dai Musei Civici. \nLa mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe\, in uscita a settembre 2026\, con immagini e schede delle opere affidate a vari storici dell’arte\, testi del curatore Valerio Bartoloni e di Antonio Natali e presentazioni istituzionali. Da settembre 2026 a febbraio 2027 sono inoltre previste conferenze\, visite guidate\, attività didattiche e focus scientifici dedicati ai principali temi e artisti che caratterizzano le diverse sezioni. \nL’organizzazione è affidata all’Ufficio Musei del Comune di San Gimignano e all’Ufficio Cultura di Opera Laboratori Fiorentini\, con segreteria organizzativa di Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera Laboratori e Sillabe con il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali. \nOrari di apertura. La mostra sarà aperta negli stessi orari dei Musei Civici di San Gimignano: fino al 31 ottobre dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19); dal 1° novembre al 31 marzo dalle ore 11 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17); dal 26 dicembre al 6 gennaio dalle ore 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18). I Musei Civici di San Gimignano sono chiusi il 25 dicembre.
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SUMMARY:Mostra | Un Vermeer a Palazzo Barberini. Donna in blu che legge una lettera (Roma)
DESCRIPTION:Dall’8 luglio all’11 ottobre 2026 Palazzo Barberini ospita lo straordinario capolavoro di Johannes Vermeer Donna in blu che legge una lettera\, concesso in prestito in via eccezionale dal Rijksmuseum di Amsterdam. \nDopo l’esperienza di Giorgione. Da Budapest a Roma\, le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono il dialogo con alcune delle più prestigiose istituzioni museali internazionali\, offrendo una nuova opportunità di incontro con i capolavori della tradizione artistica europea. \n  \nRealizzata intorno al 1663-1664\, Donna in blu che legge una lettera è considerata uno dei vertici della produzione del maestro di Delft ed è tra le immagini più celebri della pittura olandese del Seicento. La giovane donna colta nell’atto di leggere una lettera\, immersa nel silenzio di un interno domestico e rischiarata dalla luce proveniente dalla finestra\, incarna alcuni dei temi più caratteristici dell’arte di Vermeer: l’intimità della vita quotidiana\, la sospensione narrativa e la straordinaria capacità di tradurre la luce in strumento di costruzione dello spazio e delle emozioni. \n  \nIl soggetto della corrispondenza epistolare\, occasione per evocare sentimenti\, relazioni e attese che rimangono affidati all’immaginazione dell’osservatore\, ricorre più volte nella produzione dell’artista\, che attraverso pochi elementi essenziali e una composizione di assoluto equilibrio\, trasforma un gesto ordinario in un’immagine di intensa concentrazione psicologica. \n  \nA cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita\, il dipinto giunge a Roma offrendo un’occasione unica per approfondire l’opera di uno dei protagonisti assoluti della pittura europea. L’iniziativa assume un particolare rilievo alla luce della rarità delle opere di Vermeer — poco più di una trentina quelle universalmente riconosciute\, nessuna conservata in Italia — e delle rare occasioni in cui questi capolavori vengono concessi in prestito. \n  \nIl percorso espositivo si articolerà tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi: una serie di contenuti digitali accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’arte del Maestro olandese\, offrendo approfondimenti dedicati alla storia del dipinto\, alla tecnica pittorica di Vermeer e al contesto culturale in cui esso venne realizzato. \n  \nL’esposizione offre inoltre l’occasione di apprezzare il restauro condotto dal Rijksmuseum nel 2010\, che ha restituito al dipinto la luminosità originaria dei colori e ha consentito di approfondire la conoscenza del processo creativo dell’artista. \nLa rimozione delle vernici alterate dal tempo ha riportato alla luce la straordinaria intensità dei blu e numerosi dettagli esecutivi\, offrendo nuove prospettive di studio su uno dei capolavori più amati della pittura europea. \n  \nIl percorso culminerà nella Sala Paesaggi\, dove Donna in blu che legge una lettera sarà presentata in uno spazio dedicato che consentirà un’osservazione ravvicinata dell’opera e dei suoi raffinati dettagli esecutivi. \n  \nLa mostra conferma l’impegno delle Gallerie Nazionali di Arte Antica nel rendere accessibili opere di eccezionale rilievo provenienti dalle più importanti collezioni internazionali\, promuovendo nuove occasioni di conoscenza e approfondimento.
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SUMMARY:Mostra | Tiziano e il Paesaggio (Pieve di Cadore - BL)
DESCRIPTION:A Pieve di Cadore\, una nuova inedita mostra per continuare a indagare il ruolo innovativo del paesaggio nell’opera di Tiziano\, a 450 anni dalla sua morte. Giungono nella terra natale del pittore tre eccezionali dipinti del Maestro e 30 opere grafiche tratte da suoi disegni o di grandi artisti precursori della nuova sensibilità o eredi dei modelli tizianeschi in tutta Europa: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer\, fino a Rembrandt\, Watteau e Marco Ricci. \nNella Casa Natale del pittore anche la mostra “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”: il diario di viaggio del letterato e artista inglese alle origini del mito ottocentesco di Tiziano e delle terre dell’artista. \nRicerca scientifica e fascino espositivo (allestimento su progetto di FormaUbis) si uniscono in questa nuova mostra che – dopo la presenza straordinaria a Pieve di Cadore della Pala Gozzi (Ancona\, Pinacoteca “F. Podesti”) – porta altri importanti capolavori di Tiziano nella sua terra natale. \nIl percorso indagherà infatti le origini culturali e figurative dell’interesse del pittore cadorino per la resa dell’ambiente naturale e l’impatto avuto dai suoi paesaggi sugli artisti europei delle generazioni successive\, mettendo in dialogo tre dipinti di Tiziano\, prestati eccezionalmente dai Musei Capitolini di Roma (Il Battesimo di Cristo\, 1511-1512)\, dall’Accademia Carrara di Bergamo (Orfeo ed Euridice\, 1515 c.) e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia (San Giovanni Battista\, 1540 – 1542) e\, con oltre trenta tra disegni e xilografie d’epoca di Tiziano e di altri importanti artisti che hanno gettato le basi della nuova sensibilità paesaggistica\, o che al grande pittore si sono ispirati: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer\, fino a Rembrandt\, Watteau e Marco Ricci. \nAd accompagnare la mostra – che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti Unesco\, progetto sostenuto e finanziato da Regione del Veneto\, Fondo Comuni Confinanti\, Provincia di Belluno\, Camera di Commercio Treviso Belluno-Dolomiti\, D.M.O. Dolomiti Bellunesi\, con il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di tanti partner – ci sarà anche un importante catalogo (ZeL edizioni)\, realizzato grazie al contributo di Save Venice e di Tavolozza Foundation\, con saggi e schede dei curatori\, Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa\, e di Irene Brooke\, Beverly Brown\, Francesco Di Mauro\, Juliette Ferdinand\, Peter Lüdemann\, Camilla Pietrabissa\, Jaco Rutgers\, Carolina Trupiano e Matthias Wivel; quindi una fascinosa mostra presso la vicina Casa Natale di Tiziano\, di cui si è appena concluso il restauro – “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”– che ci porterà a rivedere i paesaggi di Tiziano con gli occhi e attraverso le opere su carta di un romantico viaggiatore ottocentesco\, pittore\, scrittore\, saggista e fine intellettuale\, che in Cadore volle ricercare le fonti d’ispirazione del sommo artista. \nDa non perdere infine i tantissimi appuntamenti che rientrano nel programma dell’Estate Tizianesca promossa ormai da ventidue anni dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con la Magnifica Comunità e il Comune di Pieve di Cadore. Quest’anno il progetto – che propone un nuovo modo di vivere la montagna e i centri minori\, valorizzando il dialogo  tra  arte\, paesaggio e comunità nel segno di Tiziano e dei suoi legami con queste aree – conta ben 35 eventi diffusi nel territorio\, tra conferenze e incontri con prestigiosi storici e studiosi\, concerti di musica classica e visite riservate\, coinvolgendo venti località e venticinque luoghi d’arte del Cadore\, del bellunese e delle province di Treviso\, Venezia e Padova.
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SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
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SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
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SUMMARY:Mostra | Rediscovering Della Robbia at The Met  (New York\, USA)
DESCRIPTION:Dal 10 agosto 2026 al 17 gennaio 2028\, il Metropolitan Museum of Art di New York dedica una mostra alla produzione della famiglia Della Robbia\, protagonista della scultura rinascimentale fiorentina con la tecnica della terracotta invetriata. Rediscovering Della Robbia at The Met presenta una selezione di opere esposte raramente\, molte delle quali sottoposte di recente a interventi di conservazione e nuove ricerche. Un evento che valorizza la più importante collezione di sculture dei Della Robbia conservata negli Stati Uniti. \n👉 Leggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nI Della Robbia in mostra al Met di New York tra restauri e nuove attribuzioni \n \n  \n 
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LOCATION:The Met Fifth Avenue\, 1000 Fifth Avenue\, New York\, United States
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SUMMARY:Mostre | San Francesco nell'iconografia barocca (Bologna)
DESCRIPTION:Il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini commemora l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con una iniziativa espositiva che ospita due opere della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini accanto ad altre della propria raccolta permanente. Il percorso San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini costituisce un affondo sull’iconografia del santo protettore d’Italia che intende documentare la rappresentazione elaborata a partire dalla Controriforma fino alla diffusione capillare nella cultura cattolica tra Seicento e Settecento.\n\nIl progetto espositivo\, promosso dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e a cura di Antonella Mampieri\, è visitabile dal 23 settembre al 1 novembre 2026 con ingresso gratuito. \nA partire dalla seconda metà del Cinquecento l’ordine francescano nelle sue diverse articolazioni (Minori\, Minori conventuali\, Cappuccini\, Clarisse) promuove una contemplazione attenta della spiritualità di Francesco. Lo sguardo degli artisti si concentra in particolare sull’estasi e sulla visione nelle scene del Perdono di Assisi (Federico Barocci) e delle Stimmate (Guercino). Allo stesso tempo i pittori mostrano Francesco come Alter Christus (un altro Cristo) presentandolo privo di sensi e assistito dagli angeli dopo le esperienze mistiche (Caravaggio\, Orazio Gentileschi\, Francesco Gessi).\nIn questa iconografia rientra il prezioso dipinto di Andrea Donducci detto il Mastelletta\, appartenente alla collezione permanente del museo\, che fa assistere da due angeli Francesco\, svenuto dopo aver ricevuto le stigmate. \nLa preghiera in luoghi solitari permette al santo di entrare in perfetta sintonia col Divino\, come ci mostrano i due dipinti a olio su rame\, prestati per questa iniziativa dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini. Ispirati all’esperienza dei Carracci (San Francesco in preghiera) e di Guido Reni (L’estasi di san Francesco\, derivato liberamente dal dipinto del Maestro nella Galleria Colonna di Roma)\, le due opere mostrano non solo la circolazione di un soggetto\, ma anche la diffusione di copie da dipinti di successo\, richieste per le quadrerie e per la devozione  privata. \nLa penitenza come mezzo per avvicinarsi a Dio attraverso il digiuno e la  mortificazione del corpo\, ma anche la riflessione sulla morte e la caducità del mondo sono i temi ispiratori della scultura in terracotta policroma\, opera di un artista bolognese\, databile alla metà del XVIII secolo\, recentemente donata al museo. \nAl tema della visione appartiene anche la delicata scena in cui la Madonna consegna a san Francesco il Bambino Gesù\, momento intimo e di profonda intensità mistica tratto dall’agiografia francescana. Dell’invenzione tenerissima di Ludovico Carracci\, oggi conservata al Rijksmuseum di Amsterdam\, poi raccolta e fatta propria da Pietro Faccini\, viene qui esposto un piccolo esempio anonimo di area bolognese\, a dimostrare il successo di un’iconografia davvero adatta al santo che la tradizione vuole inventore del presepe di Greccio. \nIl focus espositivo San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini rientra nelle iniziative collaterali del Festival Francescano 2026\, in programma a Bologna dal 24 al 27 settembre 2026 con il tema Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita.\nInfo: www.festivalfrancescano.it\n\nLa programmazione celebrativa dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna per l’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi si completa con il progetto espositivo Sorella Arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneo\, a cura di Mark Gregory D’Apuzzo Pasquale Fameli\, Giovanni Gardini e Fabio Massaccesi\, articolato in due sedi e due percorsi complementari: Museo d’arte Lercaro (17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027) e Museo Civico Medievale (17 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027).\nInfo: www.museolercaro.it | www.museibologna.it/medievale\n \nOpere esposte \nAndrea Donducci detto il Mastelletta (Bologna\, 1575 – ivi\, 1655)\nSan Francesco e due angeli\nOlio su tela\, cm 33 x 25\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 227 \nPittore emiliano\, XVII sec.\nLa Madonna consegna il Bambino Gesù a san Francesco\nOlio su tela\, cm 34 x 26\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 262 \nGuido Reni (da)\nSan Francesco in estasi\, XVII sec.\nOlio su rame\, cm 22 x 29\nBologna\, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\, inv. 249 \nPittore bolognese\, XVII sec.\nLa visione di san Francesco\nOlio su tela\, cm 23 x 31\nBologna\, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\, inv. 261 \nScultore bolognese\, XVIII sec.\nSan Francesco penitente\nTerracotta policroma\, cm 25 x 38 x 15\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 10001 \nCalendario visite guidate \nDomenica 27 settembre 2026 ore 16.00\nLa quadreria Davia Bargellini. Salvaguardia e tutela di un bene da privato a pubblico\nVisita guidata a cura di Antonella Mampieri\nIn occasione di Giornate Europee del Patrimonio e Festival Francescano\nCosto di partecipazione: gratuito \nVenerdì 9 ottobre 2026 ore 16.00\nSan Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\nVisita guidata a cura di Antonella Mampieri\nCosto di partecipazione: € 5 \nSabato 24 ottobre 2026 ore 16.00\nSan Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\nVisita guidata a cura di Senza titolo\nCosto di partecipazione: € 5
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SUMMARY:Eventi | "Spostare lo sguardo" (Firenze)
DESCRIPTION:GALLERIE DEGLI UFFIZI\, NUOVO PROGETTO PER GLI UNDER 30: ECCO ‘SPOSTARE LO SGUARDO’\, VISITE-SPETTACOLO IN MUSEO PER I GIOVANI \nDa ottobre a dicembre sei appuntamenti al Giardino di Boboli\, alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e agli Uffizi: sono dedicati a ragazze e ragazzi dai 18 ai 29 anni\, a ingresso gratuito grazie al sostegno di Unicoop Firenze \nUn mistero da risolvere\, bugie da smascherare\, quadri che prendono vita e dei quali i partecipanti possono diventare protagonisti. È “Spostare lo sguardo”\, il nuovo progetto delle Gallerie degli Uffizi dedicato agli under 30\, che dal 3 di ottobre al 12 dicembre 2026 propone sei appuntamenti per vivere i musei attraverso il gioco\, il teatro e il coinvolgimento diretto del pubblico. \nA condurre le attività saranno le attrici e gli attori dell’associazione I Nuovi ETS\, collettivo artistico-teatrale fiorentino under 35. Il progetto si svilupperà in tre diversi format\, tra giochi investigativi e visite-spettacolo\, ospitati in altrettanti luoghi simbolo del patrimonio fiorentino: il Giardino di Boboli\, le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e le Gallerie degli Uffizi. \nIL PROGRAMMA \n\nSabato 3 ottobre e domenica 4 ottobre\, ore 16.30 \nGiardino di Boboli \n“Perdersi a Boboli – Finché amore non ci separi” \n\nUn percorso teatrale dedicato all’amore e alle relazioni. Accompagnati da Venere e Amore\, i partecipanti verranno invitati a perdersi tra i sentieri del Giardino di Boboli dove incontreranno storie e personaggi con cui attraversare le diverse forme dell’innamoramento: desiderio\, attrazione\, timidezza\, paura e difficoltà di lasciarsi andare. \nSabato 24 ottobre e sabato 14 novembre\, ore 16.30 \nGalleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti \n“Il Salotto rosso” \nUn delitto è stato commesso alla Galleria d’Arte Moderna e la verità è nascosta tra i dipinti. Alcune figure femminili raffigurate nelle opere prenderanno vita e racconteranno le proprie storie. I partecipanti\, nei panni di giovani investigatori\, dovranno raccogliere indizi\, porre domande e collegare le diverse testimonianze per risolvere il mistero. \nSabato 12 dicembre e sabato 19 dicembre\, ore 16.30 \nUffizi \n“Visita poco raccomandabile – Vite incredibili e bugie ben raccontate” \nDue guide poco affidabili accompagneranno il pubblico alla scoperta di alcune opere degli Uffizi\, mescolando fatti documentati\, leggende e bugie credibili. Spetterà ai partecipanti distinguere il vero dal falso: osservando attentamente le opere\, facendo le domande giuste e mettendo alla prova i racconti delle guide. \n\nCOME PARTECIPARE \nIl progetto è rivolto a ragazze e ragazzi dai 18 ai 29 anni. \nLa prenotazione è obbligatoria sul sito di Unicoop Firenze: www.coopfirenze.it/eventi-e-progetti/progetti/under-30  \nIl costo del biglietto d’ingresso è interamente sostenuto da Unicoop Firenze\, rendendo gratuita la partecipazione. \nPer informazioni: ga-uff.scuolagiovani@cultura.gov.it 
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SUMMARY:Mostra | L'immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento (Arezzo)
DESCRIPTION:Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco (che cade giusto il 4 ottobre 2026\, dichiarato festa nazionale) la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico\, d’intesa con le Diocesi\, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC). \nSi intitola “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4)\, confinante con la Basilica di San Francesco\, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca\, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci\, 7)\, esempio straordinario di barocco aretino. \nL’esposizione\, curata da Cristina Acidini\, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi formato da Sandro Bellesi\, Stefano Casciu\, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi\, darà modo di appassionarsi a dipinti\, ma anche sculture\, volumi antichi\, miniature e tempere che documenteranno\, per campioni significativi\, la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana e in altri esempi italiani grazie alle opere\, tra gli altri\, di Margarito d’Arezzo\, Maestro della Croce\, Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Federico Barocci\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gio Ponti. \n  \n  \nLeggi il nostro articolo sulla mostra: \nSan Francesco cambia volto nei secoli: ad Arezzo 80 opere raccontano la sua immagine dal Medioevo al Novecento
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