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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Pasqua in nummis (Bologna)
DESCRIPTION: Avviata nell’ottobre 2023\, giunge al suo ottavo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela promossa dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\nAll’interno di questo nucleo si distingue per completezza e ricchezza la raccolta delle medaglie papali\, che fanno del Medagliere un imprescindibile punto di partenza per gli studiosi e appassionati del genere.\n\nIn occasione della Pasqua Il Medagliere si rivela presenta il focus espositivo Pasqua in nummis\, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini\, con una selezione di una ventina di pezzi\, tra monete e medaglie\, raffiguranti temi iconografici legati agli episodi della vita di Gesù e ricordati nella liturgia pasquale.\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del museo dal 25 marzo al 6 luglio 2026. \nLe tematiche evangeliche dei giorni che precedettero la crocifissione e culminarono con essa sono centrali nella civiltà europea e la loro raffigurazione su monete e medaglie è assai frequente. Le motivazioni che portano alla scelta di un determinato tema iconografico sono spesso complesse e dettate dalla volontà di trasmettere messaggi non solo devozionali ma anche politici e culturali. Perciò la lettura di queste iconografie\, oltre che partire dalla rievocazione cronologica degli episodi della vita di Cristo\, permette di approfondire aspetti legati alle ragioni che portarono il committente a scegliere di raffigurare un determinato passo evangelico\, alla propaganda affidata all’oggetto e alla tipologia di pubblico a cui si rivolgeva. \nSi delinea poi un altro aspetto legato all’ambito squisitamente artistico che consente\, talvolta\, di mettere in dialogo medaglie e monete con altre forme artistiche attraverso la traduzione di modelli e soluzioni compositive di opere molto note\, adattate alle ristrette dimensioni dei tondelli metallici. È il caso di Giovanni Bernardi (Castel Bolognese\, 1494 – Faenza\, 1553)\, che traspose nella medaglia qui esposta la composizione della Crocifissione già incisa per uno dei nove medaglioni in cristallo di rocca commissionati dal cardinale Alessandro Farnese (Valenzano\, 1520 – Roma\, 1589)\, di cui parla anche Giorgio Vasari\, oggi conservato alla Bibliothèque nationale de France a Parigi. \nLa medaglia papale è la principale tipologia di beni numismatici che attinge al repertorio evangelico: ogni pontefice scelse episodi della vita di Cristo molto spesso veicolando significati legati alla sua politica temporale e spirituale. Così Urbano VIII (papa dal 1623 al 1644) fece raffigurare per la sua medaglia d’elezione la scena della trasfigurazione di Cristo\, suggerendo un sottile parallelismo tra la sua ascesa al soglio e quella di Cristo al cielo. La medaglia per Pio V (papa dal 1566 al 1572) raffigurante la cacciata dei mercanti dal tempio voleva ad esempio significare la volontà papale di riforma ed epurazione della Chiesa\, proprio come Cristo aveva inteso fare\, liberando dall’offesa del mercimonio la casa di Dio. \nLe medaglie raffiguranti la lavanda dei piedi ricordano il gesto d’umiltà e l’esempio che Cristo volle lasciare ai suoi discepoli in occasione dell’ultima cena\, rievocato nella messa del giovedì santo celebrata prima della Pasqua. Questa iconografia si diffuse a partire dalla metà del XVI secolo\, non solo a ricordo dell’episodio evangelico ma anche con l’intento di rafforzare e ribadire la centralità del rito nella liturgia post tridentina in opposizione alle critiche mosse dal Protestantesimo. \nUna delle più belle e rare monete del Rinascimento\, il doppio ducato d’oro di Clemente VII (papa dal 1523-1534)\, fu incisa da Benvenuto Cellini (Firenze\, 1500 – ivi\, 1571) nel 1529 e raffigura l’Ecce Homo\, il Cristo ferito dopo la fustigazione ed esposto alla folla. La moneta vuole fare riferimento ad un preciso momento autobiografico del pontefice: come il Cristo aveva subito un’ingiusta e ingiuriosa punizione\, così il papa aveva dovuto sopportare la prigionia durante il sacco di Roma. \nTra le monete più interessanti si espongono quelle della Zecca di Mantova che recano come raffigurazione la pisside contenente il prezioso sangue raccolto da Longino\, il soldato romano che aveva ferito il costato di Cristo. \nNon particolarmente pregiate dal punto di vista artistico e per i metalli utilizzati\, ma particolarmente interessanti\, sono alcuni esemplari a carattere puramente devozionale\, destinati a pellegrini e devoti. La funzione di tali oggetti era quella di consentire al fedele di portare su di sé un’immagine sacra per favorire la preghiera e la meditazione sugli episodi centrali della vita di Gesù. Sono medaglie e medagliette dotate di appiccagnolo per essere indossate al collo o forate per essere cucite su abiti e cappelli. L’aspetto è spesso consunto\, detto lanato\, per l’usura causata dallo sfregamento sugli abiti o dal ripetuto tocco del fedele. \nQuesti esemplari avevano anche una funzione apotropaica\, come nel caso della medaglia della Scuola della Passione di Venezia\, dove compare al dritto la deposizione al sepolcro e al rovescio Cristo al sepolcro\, raffigurato a mezzo busto mentre emerge da un sarcofago attorniato dagli strumenti della passione (spugna\, lancia\, verghe\, borsa con i denari\, bacio di Giuda\, tunica etc.) L’iconografia\, molto diffusa a partire dal Medioevo\, era chiamata Arma Christi con l’evidente richiamo alla sua funzione di “arma difensiva” contro il demonio. \nLa mostra Pasqua in nummis viene presentata sabato 28 marzo 2026 alle ore 17.00 in occasione della presentazione del volume Il Medagliere si rivela\, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini\, che documenta sei dei sette percorsi tematici presentati dal 2023 al 2025: San Petronio “rifondatore” di Bologna (4 ottobre – 4 dicembre 2023); Natale in nummis (6 dicembre 2023 – 15 gennaio 2024); Le Due Torri (13 marzo – 16 settembre 2024); L’Antico Egitto (18 settembre 2024 – 3 marzo 2025); L’ingegno delle donne (5 marzo – 13 ottobre 2025) e Ritratto d’artista (15 ottobre 2025 – 2 febbraio 2026).\nIntrodotto da un excursus sulla storia della collezione numismatica\, il volume contiene una breve scheda per ognuna delle 125 medaglie e monete complessivamente esposte.\nLa pubblicazione (pp. 100\, euro 15\,00) è in vendita presso il bookshop del museo.\nL’incontro\, secondo appuntamento del ciclo di presentazioni delle novità editoriali del Museo Civico Archeologico di Bologna Visto\, si stampi!\, si svolge presso la Sala Conferenze del museo\, in via dell’Archiginnasio 2. L’ingresso è libero\, fino a esaurimento posti disponibili.
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SUMMARY:Presentazione libro | "SP87: una nuova strada per l'archeologia della pianura bolognese - 1. L'età del Ferro" (Argelato - BO)
DESCRIPTION:Venerdì 22 maggio 2026\, ore 18:00\nVilla Beatrice – Via Degli Aceri 12\, Argelato (BO)\nEvento gratuito con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili\n \n \nPresentazione del volume NS. 5 della Nuova Serie dei Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna\, a cura di Tiziano Trocchi e Melissa Della Casa (All’Insegna del Giglio\, 2023). \nQuesto primo volume dedicato alle ricerche archeologiche attuate in collegamento alle opere previste dal progetto per la “Variante alla Strada Provinciale n. 4 – Galliera” (ora SP87 “Nuova Galliera”) si concentra sui ritrovamenti – e sugli scavi archeologici – relativi all’età etrusca\, compresa tra i secoli VIII e VI a.C. \nI ritrovamenti preromani hanno riguardato sostanzialmente l’area del nuovo sottopasso di Funo (tra la via di Funo e la SP3)\, dove in effetti il progetto edile prevedeva di raggiungere profondità considerevoli\, che hanno permesso di toccare i piani e i paesaggi sepolti di età antica\, coperti da alcuni metri di sedimenti alluvionali. Si tratta di un insediamento rurale contraddistinto dalla presenza di opere di chiusura\, palizzate\, che dovevano circondare settori coltivati e compound abitativi al tempo stesso\, il tutto collegato a un’ingente e ricca necropoli in grado di far luce sul popolamento dell’età del Ferro a nord di Bologna. \nPresenta\nRenata Curina\, già Soprintendenza ABAP di Bologna \nIntervengono\nMaurizio Martelli\, Città Metropolitana di Bologna\nMarco Palmieri\, Phoenix Archeologia e Restauro S.r.l. \nSaranno presenti i curatori\nTiziano Trocchi\, Musei nazionali di Ferrara\nMelissa Della Casa\, Phoenix Archeologia e Restauro S.r.l. \nModera\nSara Campagnari\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna
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SUMMARY:Claterna attiva. Festa della Storia 2026 (Ozzano dell'Emilia - BO)
DESCRIPTION:Sabato 9 maggio 2026\, ore 10:00-18:00\n\nScuola Cavalier Foresti – Al Girotondo\, Via Emilia 343 – loc. Maggio\, Ozzano dell’Emilia (BO)\nArea archeologica della città romana di Claterna\, ‘Casa del Fabbro’\, Via Stradello Maggio 1 – loc. Maggio\, Ozzano dell’Emilia (BO)\nMuseo di Claterna\, Piazza Allende 18 – Ozzano dell’Emilia (BO)\nPartecipazione e ingresso gratuiti con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA\nPer info e prenotazioni: 051 791337 – museo@comune.ozzano.bo.it   \nEvento all’aperto\, si consiglia un abbigliamento comodo. In caso di maltempo l’iniziativa verrà rimandata a sabato 16 maggio. \nPer l’occasione verrà messo a disposizione un parcheggio ubicato di fronte al sito archeologico e adiacente la casa gialla (Via Emilia n. 484\, località Maggio\, Ozzano dell’Emilia). Inoltre è disponibile un parcheggio adiacente la Scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo (Via Emilia n. 343\, località Maggio). Entrambi i parcheggi saranno indicati con apposita segnaletica.\n \nRievocazioni\, ricostruzioni storiche\, visite guidate e laboratori \n \nDalle 10:30 nell’area archeologica si svolgeranno diverse attività di rievocazione storica insieme alla LEGIO XIII GEMINA: banchetti didattici\, tiro con l’arco\, tiro con la catapulta\, vestizione del legionario e molto altro. \nATTIVITÀ PER BAMBINE E BAMBINI \n\nore 10.00: Di vaso in vaso (3-6 anni) presso Scuola Cav. Foresti – Al Girotondo\nore 11.00: Il museo del niente lettura e laboratorio (7-9 anni) presso Scuola Cav. Foresti – Al Girotondo\nore 12.00: Costruisci un pavimento romano (6-11 anni) presso Area archeologica – Casa del Fabbro\nore 15.30: Visita guidata agli scavi del Teatro romano e alla Domus dei mosaici (7-13 anni) con ritrovo presso Area archeologica – Casa del Fabbro\n\nVISITE AGLI SCAVI E AL MUSEO \n\nTurni ore 11.00 / 14.00: Visita guidata agli scavi del Teatro romano e alla Domus dei mosaici a cura delle archeologhe della Soprintendenza di Bologna\, ritrovo presso Area archeologica – Casa del Fabbro\nore 16.00 – 18:00: Apertura del Museo della città romana di Claterna
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SUMMARY:Conferenza | Archeologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro (Ozzano dell'Emilia - BO)
DESCRIPTION:In occasione della Festa Internazionale della Storia 2026\, la Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Ozzano dell’Emilia organizzano un evento pubblico aperto a tutta la cittadinanza sulla città romana di Claterna.\nVerranno presentati i risultati delle più recenti ricerche condotte dal Ministero della Cultura nella città romana e le attività didattiche e di valorizzazione svolte e in programma presso il Museo di Claterna. \nProgramma \nore 10.00 Saluti istituzionali \nFrancesca Tomba\, Soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bologna\nLuca Lelli\, Sindaco di Ozzano dell’Emilia\nMatteo di Oto\, Assessore alla Cultura del Comune di Ozzano dell’Emilia\nDebora Badiali\, Città metropolitana di Bologna\, Distretti Culturali \nore 10.30 Relazioni \nValentina Di Stefano\, Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna\nI progetti del Ministero della Cultura a Claterna: teatro romano\, domus dei mosaici e casa rossa \nRoberta Michelini\, Museo di Claterna\nProgetti di didattica e divulgazione del Museo di Claterna \nClaudio Negrelli\, Luca Forni\, Phoenix Archeologia\nLa carta archeologica del centro urbano di Claterna \nModera\nNoemi Di Leonardo\, Giornalista di Bologna Today \n  \n\nArcheologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro\n\n\nSabato 11 aprile 2026\, ore 10:00-12:00 \nSala R. Raparelli – Via degli Orti 16/A\, Ozzano dell’Emilia (BO) \nEvento gratuito con ingresso libero fino a  esaurimento dei posti disponibili\nPer informazioni: museo@comune.ozzano.bo.it
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SUMMARY:Presentazione scavi | Presentazione dello scavo della vasca romana di Villanova di Castenaso (Villanova di Castenaso - BO)
DESCRIPTION:Martedì 31 marzo il MUV ospiterà il terzo e ultimo appuntamento della rassegna Racconti dalla città e dal territorio. Gli archeologi\, Annalisa Capurso\, della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e da Cristian Tassinari della ditta Tecne Srl\, illustreranno un frammento di storia del territorio di Castenaso presentando lo scavo della vasca romana\, portata in luce nel 2019 durante un intervento di archeologia preventiva\, poi restaurata ed esposta in loco. Il rinvenimento fa parte di un più ampio complesso rustico destinato alla lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli. \nUna serata per riscoprire insieme un prezioso frammento del nostro passato\, un’occasione per valorizzare la memoria del contesto locale. \nCosa: Presentazione scavo \nQuando: martedì 31 marzo ore 18:00 \nDove: MUV – Museo della civiltà Villanoviana (v. Tosarelli 191 ) \nIngresso libero \nPrenotazione: 051-780021 oppure \nmuv@comune.castenaso.bo.it
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SUMMARY:Presentazione libro | Guida Museo Civico Archeologico di Bologna (Bologna)
DESCRIPTION: Il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna inaugura Visto\, si stampi!\, un ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo\, con Dalle pagine alle sale\, l’appuntamento dedicato alla nuova Guida Museo Civico Archeologico di Bologna\, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi ed edita da Franco Cosimo Panini Editore\, in programma sabato 21 marzo 2026\, alle ore 17.00\, presso la sala conferenze del museo (via dell’Archiginnasio 2).\nA introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo\, assessore alla Cultura del Comune di Bologna\, a presentare il volume Tiziano Trocchi\, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.\nA seguire\, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. \nSono passati diciassette anni dalla pubblicazione della precedente Guida al Museo Civico Archeologico (Editrice Compositori\, 2009) e i tempi erano ormai maturi per la realizzazione di un nuovo volume che raccontasse i cambiamenti intercorsi in questo lasso temporale: alcuni allestimenti sono stati rinnovati\, oggetti un tempo conservati nei depositi sono ora in esposizione\, nuove conoscenze hanno dato linfa vitale agli studi\, permettendo di narrare al pubblico con differenti chiavi di lettura il patrimonio custodito nel museo.\nTra i diversi mutamenti da annoverare\, vi è quello che riguarda i pubblici che ogni giorno frequentano il museo: bambine e bambini\, ragazze e ragazzi delle scuole del territorio\, e non solo\, continuano incessantemente a popolare gli spazi museali portando nuove visioni e nuovi linguaggi\, mentre il turismo\, attore sempre più centrale nella vita culturale cittadina\, sta producendo un incremento di pubblico in tutti i Musei Civici bolognesi e in particolare al Museo Civico Archeologico che\, tra questi\, risulta il più visitato\, con 173.100 presenze rilevate nel 2025. \nLa nuova guida si fa\, dunque\, portavoce dei mutamenti intercorsi negli ultimi anni\, incluso quello di aver adottato un approccio divulgativo che coniuga il linguaggio tecnico con quello maggiormente accessibile a un pubblico non strettamente specialistico\, proponendo un’edizione italiana e una inglese con testi agili da consultare\, schede che accompagnano il lettore in una narrazione arricchita da immagini e un nuovo formato che possa agevolare la consultazione anche durante la visita in loco. \nVisto\, si stampi!\, il ciclo di quattro appuntamenti dedicato alle presentazioni delle ultime novità editoriali relative al Museo Civico Archeologico\, caratterizzate da linguaggi e approcci differenti verso pubblici in continua evoluzione\, rientra nel programma della XXII edizione della Festa internazionale della Storia\, manifestazione organizzata dal Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”\, dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS)\, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, associazioni\, scuole e istituzioni. \nLa rassegna prosegue con i seguenti appuntamenti: \nIl medagliere si rivela. Museo Civico Archeologico di Bologna\nSabato 28 marzo 2026 ore 17.00\nPaola Giovetti e Laura Marchesini\, rispettivamente responsabile e referente della Collezione numismatica del Museo\, presentano il volume Il medagliere si rivela (2025)\, che racconta le esposizioni di beni numismatici\, realizzate tra il 2023 e il 2025\, attraverso percorsi tematici\, ideate per consentire al pubblico di scoprire e conoscere lo straordinario patrimonio numismatico del museo.\nSarà inoltre presentata la nuova mostra dedicata alle monete e alle medaglie legate ai temi della Pasqua\, Pasqua in nummis\, con le curatrici e autrici del libro Paola Giovetti e Laura Marchesini. L’esposizione sarà allestita dal 25 marzo al 6 luglio 2026.\n\nPietre che parlano. Voci e storie da Bononia\nSabato 11 aprile 2026 ore 17.00\nFrancesca Cenerini (professoressa di Storia romana ed Epigrafia romana – Università di Bologna) e Paola Giovetti (direttrice Museo Civico Archeologico di Bologna) presentano il volume Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia (2026) di Valentina Uglietti\, Lucia Romoli e A.A.M.A.\, pubblicato da Edizioni Espera.\nIl libro è una guida originale e coinvolgente al Lapidario del Museo Civico Archeologico di Bologna che unisce racconti\, divulgazione scientifica e immaginazione per far scoprire l’antica Bologna romana. Pensato soprattutto per adolescenti ma adatto anche agli adulti\, può essere letto sia all’interno del museo sia autonomamente.\nAll’incontro seguirà una presentazione “animata” della pubblicazione con le archeologhe del museo Federica Guidi e Marinella Marchesi\, insieme alle autrici.\nL’appuntamento rientra nel programma della nona edizione di BOOM! Crescere nei libri\, il festival dei libri e dell’illustrazione per l’infanzia che anima Bologna e la Città metropolitana prima\, durante e dopo la Bologna Children’s Book Fair\, promosso da Comune di Bologna e BolognaFiere\, e curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale e da Hamelin nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna. \nLa Fonderia di Bologna. Il Ripostiglio di San Francesco nell’opera di Antonio Zannoni\nSabato 18 aprile 2026 ore 17.00\nLaura Bentini (archeologa e curatrice del volume) e Giulio Paolucci (conservatore Museo d’Arte di Fondazione Luigi Rovati\, Milano) presentano La Fonderia di Bologna. Il Ripostiglio di San Francesco nell’opera di Antonio Zannoni (2026)\, riedizione dello studio del 1907 dedicato dallo scopritore Antonio Zannoni al più straordinario rinvenimento dell’abitato etrusco di Bologna. Il volume è pubblicato da Johan & Levi\, all’interno della collana Cahiers.\nUna nuova veste per un antico libro\, riletto con gli occhi di oltre un secolo di ricerche\, nata da una collaborazione fra il Museo Civico Archeologico di Bologna e la Fondazione Luigi Rovati che ha avuto come primo frutto la realizzazione di un supporto multimediale alla visita della sala dedicata all’esposizione del Ripostiglio.\nAl termine dell’incontro seguirà una visita guidata con Laura Bentini\, che ha curato il riallestimento della sala del Ripostiglio. \nPresso il Bookshop del Museo Civico Archeologico\, gestito da Fondazione Bologna Welcome e accessibile negli orari di apertura del museo\, sarà possibile acquistare i volumi presentati nel ciclo Visto\, si stampi! a partire dal giorno delle rispettive presentazioni\, ad eccezione de Il Medagliere si rivela già disponibile per la vendita. \nInformazioni\nMuseo Civico Archeologico\nVia dell’Archiginnasio 2 | 40124 Bologna\nTel. +39 051 2757211\nwww.museibologna.it/archeologico\nmca@comune.bologna.it\nFacebook: Museo Civico Archeologico di Bologna\nInstagram: @museoarcheologicobologna\nYouTube: Museo Civico Archeologico di Bologna
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SUMMARY:Mostra | Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell'età dei Carracci (Bologna)
DESCRIPTION: È prorogata fino a Pasqua la mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci in corso al Museo Civico Medievale di Bologna.\nRimarrà aperta ancora fino al 6 aprile 2026 la prima mostra monografica dedicata a Bartolomeo Cesi (Bologna\, 1556 – ivi\, 1629)\, uno dei più significativi interpreti della cultura figurativa bolognese tra Cinquecento e Seicento\, l’”artista della controriforma”\, dalla sensibilità religiosa austera e schietta\, che più di tutti\, nel composito e vivace clima culturale della città felsinea\, seppe e volle realizzare gli indirizzi della nuova arte cristiana tracciata nel Discorso sulle immagini sacre e profane (1585) del cardinale Gabriele Paleotti (Bologna\, 1522 – Roma\, 1597). \nLa mostra\, a cura di Vera Fortunati e organizzata nell’ambito del Giubileo 2025\, è promossa dal Comune di Bologna – con i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici e la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio del Settore Biblioetche e Welfare culturale – e dall’Arcidiocesi di Bologna\, con la partecipazione dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna e la main partnership di Gruppo Hera.  \nIl prolungamento è reso possibile grazie alla collaborazione degli enti prestatori che hanno acconsentito ad estendere il prestito delle opere e al sostegno dei numerosi soggetti pubblici e privati coinvolti\, permettendo al pubblico di fruire dell’esposizione e delle attività di valorizzazione correlate oltre la data di chiusura inizialmente prevista del 22 febbraio 2026. \nAccolta con ampio apprezzamento dalla stampa nazionale e da un pubblico trasversale\, non solo specialistico – dal 22 novembre scorso a oggi sono più di 12.000 i visitatori e i partecipanti alle attività collaterali – l’esposizione viene estesa di sei settimane\, andando così ad arricchire l’offerta culturale di Bologna a disposizione della cittadinanza e dei turisti durante le prossime festività pasquali. \nLa mostra\nBartolomeo Cesi fu autore principalmente di opere di soggetto religioso\, destinate a restare all’interno delle mura di chiese e conventi\, tanto da meritarsi l’appellativo di “pittore conventuale”. Egli operò in diretta concorrenza con i coevi Agostino\, Ludovico e Annibale Carracci\, dai quali seppe distinguersi per la costruzione di un vocabolario espressivo originale fatto di figure immobili e solenni\, ritmate da colori squillanti e collocate in paesaggi solitari in cui prevalgono effetti di sublimato naturalismo: una pittura alternativa a quella radicalmente innovativa dei Carracci\, tesa allo studio diretto del naturale e del “vivo”.\nLa pittura di Cesi spinge lo spettatore verso una dimensione sovrasensibile di assorta e silenziosa contemplazione\, quasi ad anticipare la ricerca del bello ideale che sarà poi la cifra stilistica di Guido Reni. Non a caso\, Giulio Cesare Malvasia nel 1678 annotava come le opere di Cesi diedero a Guido “la prima mossa per inventar quella sua soave e gentil maniera”. \nL’esposizione si concentra sul periodo più felice della lunga carriera di questo artista colto e raffinato\, negli anni in cui si impegnò in un dialogo solitario e coraggioso con le novità della produzione carraccesca\, tra il 1585 e il 1597 circa.\nAttraverso un percorso di visita articolato in oltre 30 opere – tra dipinti\, disegni e monumentali pale d’altare – vengono affrontati i temi salienti della sua poetica e i generi pittorici con cui si affermò come protagonista di grande rilevanza nella vivace geografia artistica e culturale di Bologna nel suo tempo.\nL’evoluzione stilistica della sua identità artistica\, sempre in equilibrio con un rigore compositivo e tonale aderente ai dettami dell’ideologia cattolica post-tridentina\, viene approfondita in cinque sezioni tematiche: la formazione; i ritratti; i disegni; le pale d’altare; i cicli decorativi presso le Certose.\nIn occasione della proroga\, verrà riallestita la sezione dedicata ai disegni per garantirne la corretta conservazione\, sostituendoli progressivamente con riproduzioni in facsimile. \nGrazie al significativo investimento sostenuto dal Comune di Bologna per la tutela e la conservazione delle opere di Bartolomeo Cesi\, la mostra è stata l’occasione per finanziare interventi di restauro e manutenzione di quattro dipinti di proprietà di enti pubblici\, restituiti così ad uno sguardo rinnovato: La Trinità e la Vergine adorate dai santi Bernardino da Siena e Sebastiano (IRCCS Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna – Policlinico Sant’Orsola); Madonna con il Bambino in gloria con i santi Benedetto\, Giovanni Battista e Francesco (chiesa di San Giacomo Maggiore\, proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno); San Benedetto seduto (Città Metropolitana di Bologna) e San Francesco in preghiera (Provincia di Bologna dei Frati Minori Cappuccini).  \nIl catalogo della mostra\, pubblicato da Silvana Editoriale\, è destinato a rimanere un imprescindibile punto di riferimento bibliografico per lo studio dell’opera di Bartolomeo Cesi: curato da Vera Fortunati\, contiene un ricco repertorio di contributi scientifici e saggi relativi agli interventi di restauro eseguiti (Stefano Ottani\, Daniele Benati\, Vera Fortunati\, Alessandro Zacchi\, Angela Ghirardi\, Angelo Mazza\, Michele Danieli\, Flavia Cristalli\, Ilaria Bianchi\, Mark Gregory D’Apuzzo\, Mirella Cavalli\, Valeria Rubbi\, Antonella Mampieri\, Emanuela Fiori\, Caterina Pascale Guidotti Magnani\, Stefania Biancani\, Giovanni Giannelli e Federica Restiani\, Patrizia Moro). \nUn ottimo risultato in termini di partecipazione ha ottenuto anche il ricco programma di attività collaterali (conferenze\, visite guidate per il pubblico adulto\, attività per famiglie) realizzate nelle sedi del Museo Civico Medievale e della Pinacoteca nazionale di Bologna.\nGrazie alla collaborazione del Museo civico del Risorgimento di Bologna\, le quattro conferenze\, che hanno coinvolto eminenti studiosi e storici dell’arte\, sono e rimarranno fruibili online sul canale YouTube Storia e Memoria di Bologna al seguente link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLGkErHJeVIYkNpk80s0FN0BZsTEooVd6C \nLe prossime attività\nOltre alla mostra temporanea allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, è possibile visitare numerosi luoghi della città che custodiscono opere dell’artista\, permettendo al grande pubblico di comprendere l’importanza del ruolo che egli ricoprì nel suo tempo. In particolare\, lo splendido ciclo decorativo realizzato per la cappella maggiore della chiesa di San Girolamo della Certosa con le tre imponenti tele con le storie della passione di Cristo\, tra i capolavori dell’artista\, e alcune sale della Pinacoteca nazionale di Bologna\, dove si trovano le opere di Cesi e dei pittori coevi\, tra i quali i Carracci. \nProseguono gli itinerari tematici Bartolomeo Cesi\, oltre la Mostra organizzati da Fondazione Bologna Welcome e condotti in città dalle guide turistiche iscritte alla Federazione Confguide Confcommercio Ascom Bologna.\nInfo su modalità e orari di accesso:\nhttps://www.bolognawelcome.com/it/eventi/mostre-esposizioni/bartolomeo-cesi \nRimane fruibile gratuitamente anche la ricostruzione in ambiente di realtà virtuale del ciclo decorativo con le Storie della Vergine affrescato da Cesi nella cappella di Santa Maria dei Bulgari nel palazzo dell’Archiginnasio\, andato perduto in seguito a un bombardamento anglo-americano nel 1944 e ricostruito a partire da 20 lastre fotografiche realizzate da Felice Croci all’inizio del Novecento.\nInfo su modalità e orari di accesso:\nwww.bolognawelcome.com/it/esperienze/340705/Bartolomeo-Cesi–oltre-la-Mostra—Archiginnasio–la-Cappella-dei-Bulgari \nSono estese fino al 6 aprile 2026 le agevolazioni con scontistiche integrate tra Museo Civico Medievale\, Collezioni Comunali d’Arte\, Pinacoteca nazionale di Bologna e per i partecipanti ad alcuni itinerari promossi da Fondazione Bologna Welcome.\nPer informazioni: www.museibologna.it/medievale \nProsegue l’offerta culturale ed educativa a cura di “Senza titolo”\, con tre visite guidate rivolte al pubblico adulto e due attività laboratoriali per bambine e bambini di fasce d’età differenziate. \nVisite guidate\nDomenica 1 marzo 2026 ore 11.00\nDomenica 15 marzo 2026 ore 11.00\nVenerdì 3 aprile 2026 ore 16.30 \nCosto di partecipazione: biglietto museo\nPrenotazione obbligatoria: musarteanticascuole@comune.bologna.it – 051 2193930 (durante gli orari di apertura del museo) \nLaboratori per bambine e bambini\nSabato 7 marzo 2026 ore 16.00\nSpolveriamo il disegno\nEtà consigliata: 6 – 8 anni \nLunedì 6 aprile 2026 ore 16.00\nAlla base dell’arte\nEtà consigliata: 8 – 11 anni \nCosto di partecipazione: gratuito per chi partecipa e per un adulto accompagnatore\nPrenotazione obbligatoria: musarteanticascuole@comune.bologna.it – 051 2193930 (durante gli orari di apertura del museo) \nInoltre\, ogni sabato e domenica pomeriggio è possibile usufruire\, gratuitamente e senza prenotazione\, di un servizio di mediazione museale. I mediatori sono riconoscibili dalla spilletta con il simbolo “Chiedimi”. \nGrazie alla collaborazione di Fondazione Bologna Welcome\, lunedì 9 marzo 2026 alle ore 17.00 la Sala della Cultura di Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna (via Castiglione 10\, Bologna) ospita la presentazione della guida storico-artistica Bartolomeo Cesi. Itinerari a Bologna (Silvana Editoriale)\, con l’autrice Giovanna Degli Esposti.\nIntervengono Giorgia Boldrini (direttrice Settore Musei Civici Bologna) e Silvia Battistini (direttrice Musei Civici d’Arte Antica di Bologna).\nL’agevole volume offre una breve rassegna delle opere realizzate da Bartolomeo Cesi ancora oggi custodite nella città di Bologna\, suddivise per tipologia di luogo (collezioni pubbliche\, palazzi\, edifici ecclesiastici) e in ordine alfabetico. Ogni tappa del percorso è arricchita da una breve scheda che racconta la storia dell’opera\, la sua committenza\, l’iconografia e il periodo di esecuzione.
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LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
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