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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
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LOCATION:Museo Civico Archeologico – Bologna\, Via dell'Archiginnasio 2\, Bologna\, Italy
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SUMMARY:Mostre | San Francesco nell'iconografia barocca (Bologna)
DESCRIPTION:Il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini commemora l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con una iniziativa espositiva che ospita due opere della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini accanto ad altre della propria raccolta permanente. Il percorso San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini costituisce un affondo sull’iconografia del santo protettore d’Italia che intende documentare la rappresentazione elaborata a partire dalla Controriforma fino alla diffusione capillare nella cultura cattolica tra Seicento e Settecento.\n\nIl progetto espositivo\, promosso dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e a cura di Antonella Mampieri\, è visitabile dal 23 settembre al 1 novembre 2026 con ingresso gratuito. \nA partire dalla seconda metà del Cinquecento l’ordine francescano nelle sue diverse articolazioni (Minori\, Minori conventuali\, Cappuccini\, Clarisse) promuove una contemplazione attenta della spiritualità di Francesco. Lo sguardo degli artisti si concentra in particolare sull’estasi e sulla visione nelle scene del Perdono di Assisi (Federico Barocci) e delle Stimmate (Guercino). Allo stesso tempo i pittori mostrano Francesco come Alter Christus (un altro Cristo) presentandolo privo di sensi e assistito dagli angeli dopo le esperienze mistiche (Caravaggio\, Orazio Gentileschi\, Francesco Gessi).\nIn questa iconografia rientra il prezioso dipinto di Andrea Donducci detto il Mastelletta\, appartenente alla collezione permanente del museo\, che fa assistere da due angeli Francesco\, svenuto dopo aver ricevuto le stigmate. \nLa preghiera in luoghi solitari permette al santo di entrare in perfetta sintonia col Divino\, come ci mostrano i due dipinti a olio su rame\, prestati per questa iniziativa dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini. Ispirati all’esperienza dei Carracci (San Francesco in preghiera) e di Guido Reni (L’estasi di san Francesco\, derivato liberamente dal dipinto del Maestro nella Galleria Colonna di Roma)\, le due opere mostrano non solo la circolazione di un soggetto\, ma anche la diffusione di copie da dipinti di successo\, richieste per le quadrerie e per la devozione  privata. \nLa penitenza come mezzo per avvicinarsi a Dio attraverso il digiuno e la  mortificazione del corpo\, ma anche la riflessione sulla morte e la caducità del mondo sono i temi ispiratori della scultura in terracotta policroma\, opera di un artista bolognese\, databile alla metà del XVIII secolo\, recentemente donata al museo. \nAl tema della visione appartiene anche la delicata scena in cui la Madonna consegna a san Francesco il Bambino Gesù\, momento intimo e di profonda intensità mistica tratto dall’agiografia francescana. Dell’invenzione tenerissima di Ludovico Carracci\, oggi conservata al Rijksmuseum di Amsterdam\, poi raccolta e fatta propria da Pietro Faccini\, viene qui esposto un piccolo esempio anonimo di area bolognese\, a dimostrare il successo di un’iconografia davvero adatta al santo che la tradizione vuole inventore del presepe di Greccio. \nIl focus espositivo San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini rientra nelle iniziative collaterali del Festival Francescano 2026\, in programma a Bologna dal 24 al 27 settembre 2026 con il tema Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita.\nInfo: www.festivalfrancescano.it\n\nLa programmazione celebrativa dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna per l’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi si completa con il progetto espositivo Sorella Arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneo\, a cura di Mark Gregory D’Apuzzo Pasquale Fameli\, Giovanni Gardini e Fabio Massaccesi\, articolato in due sedi e due percorsi complementari: Museo d’arte Lercaro (17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027) e Museo Civico Medievale (17 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027).\nInfo: www.museolercaro.it | www.museibologna.it/medievale\n \nOpere esposte \nAndrea Donducci detto il Mastelletta (Bologna\, 1575 – ivi\, 1655)\nSan Francesco e due angeli\nOlio su tela\, cm 33 x 25\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 227 \nPittore emiliano\, XVII sec.\nLa Madonna consegna il Bambino Gesù a san Francesco\nOlio su tela\, cm 34 x 26\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 262 \nGuido Reni (da)\nSan Francesco in estasi\, XVII sec.\nOlio su rame\, cm 22 x 29\nBologna\, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\, inv. 249 \nPittore bolognese\, XVII sec.\nLa visione di san Francesco\nOlio su tela\, cm 23 x 31\nBologna\, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\, inv. 261 \nScultore bolognese\, XVIII sec.\nSan Francesco penitente\nTerracotta policroma\, cm 25 x 38 x 15\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 10001 \nCalendario visite guidate \nDomenica 27 settembre 2026 ore 16.00\nLa quadreria Davia Bargellini. Salvaguardia e tutela di un bene da privato a pubblico\nVisita guidata a cura di Antonella Mampieri\nIn occasione di Giornate Europee del Patrimonio e Festival Francescano\nCosto di partecipazione: gratuito \nVenerdì 9 ottobre 2026 ore 16.00\nSan Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\nVisita guidata a cura di Antonella Mampieri\nCosto di partecipazione: € 5 \nSabato 24 ottobre 2026 ore 16.00\nSan Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\nVisita guidata a cura di Senza titolo\nCosto di partecipazione: € 5
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