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SUMMARY:Mostra | Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro (Venaria Reale - TO)
DESCRIPTION:Alla Reggia di Venaria\, complesso monumentale alle porte di Torino tra i più visitati\nin Italia\, dal 17 aprile al 6 settembre 2026 il Consorzio delle Residenze Reali\nSabaude – presieduto da Michele Briamonte con la direzione di Chiara Teolato –\norganizza una grande mostra su straordinari abiti che hanno definito\nl’immagine delle regine nel cinema e nel teatro.\nLa mostra è curata da Massimo Cantini Parrini\, pluripremiato costumista\, profondo\nconoscitore del costume antico e collezionista di abiti d’epoca\, con Clara Goria\, storica\ndell’arte e conservatrice del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.\nRegine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro riunisce nelle\nSale delle Arti della Reggia una selezione di 31 abiti che hanno definito\, nel tempo\,\nl’immagine della regina nel cinema e nel teatro\, restituendo al costume la sua\nfunzione più profonda: non semplice ornamento\, ma dispositivo capace di generare\npercezione di potere\, identità e visione.\nLa mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica\, un\nlinguaggio che attraversa i secoli e i generi\, costruendo figure capaci di imporsi\nnell’immaginario prima ancora della parola. Al centro\, l’arte del costume tra cinema e\nteatro\, officine diverse della stessa meraviglia: nel cinema il costume vive nel dettaglio\,\nnella luce e nell’inquadratura che ne rivelano la materia; in teatro governa lo spazio\, deve\nessere leggibile da lontano e respirare con l’attore e con il tempo della scena.\nLa mostra si inserisce nel filone tematico espositivo della Reggia di Venaria\ndedicato alla moda e al costume avviato nel 2011 con Moda in Italia. 150 anni di \neleganza (1861–2011). Ma il racconto della sovranità femminile è anche un\nmodo per tornare alla nascita del complesso della Venaria Reale\, alla metà del\nSeicento\, in cui ebbero un ruolo centrale le duchesse Cristina di Francia e Maria\nGiovanna Battista di Savoia Nemours. \nIL PERCORSO DELLA MOSTRA\nIl percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei fondamentali —\nmito\, storia\, fantasia — che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico\,\ntra ricerca filologica e interpretazione poetica. Regine mitologiche e leggendarie\, regine\nfantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia e sovrane realmente esistite\nconvivono in un racconto che supera la distinzione tra vero e immaginato\, affermando\nuna verità più profonda: quella del linguaggio visivo.\nOro\, argento e bronzo sono i colori della mostra che rimandano alla regalità\, segnando le\ntre sezioni: Fantasia in argento\, Mito in bronzo e Storia in oro. L’allestimento stesso si\nconfigura come un’architettura prospettica in tre atti (Mito\, Storia\, Fantasia) e undici\nscene che mette in luce una selezione di 31 abiti d’autore\, firmati da grandi\ncostumisti e artisti\, realizzati da eccellenze sartoriali italiane per celebri regie ed\ninterpreti. \nTra le presenze in mostra emergono figure iconiche della regalità scenica:\nl’Incantevole Strega\, la regina degli specchi\, interpretata da Monica Bellucci\nin I fratelli Grimm di Terry Gilliam (2005)\, Ariadne\, regina della luna/Valentina\nCortese ne Le avventure del barone di Münchausen (1988) e Titania\, regina delle\nfate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate (1999) nei costumi di\nGabriella Pescucci. Tra le regine del mito compaiono Giocasta/Silvana Mangano e\nMedea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1967\, 1969) nei costumi dei\nmaestri Piero Tosi e Danilo Donati. E poi le regine nella storia\, Cleopatra/Liz Taylor\nnei faraonici abiti del kolossal di Mankiewitz del 1963\, Elisabetta I\nd’Inghilterra/Rossella Falk in Maria Stuarda di Franco Zeffirelli vestita da Anna \nAnni\, Anna Bolena/Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas in Maria di Pablo \nLarraín (2024) e Maria Antonietta/Mélanie Laurent ne Le Déluge. Gli ultimi giorni\ndi Maria Antonietta di Gianluca Jodice (2024)\, quest’ultimo in parte girato nella stessa\nReggia di Venaria\, entrambe nei costumi di Massimo Cantini Parrini. E ancora\, Maria\nAntonietta interpretata da Kirsten Dunst\, che ridefinisce un’immagine pop e\ncontemporanea della regina per la regia di Sofia Coppola (2006)\, fino a Elisabetta di\nBaviera\, la mitica Sissi\, consacrata dal cinema con il volto di Romy Schneider\nin Ludwig di Luchino Visconti (1973). \nIl viaggio proposto al visitatore attraversa cinema\, teatro e opera lirica fino alle più\nrecenti serie televisive\, costruendo un dialogo continuo tra epoche\, stili e linguaggi.\nLa Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue\narchitetture amplificano la teatralità dei costumi\, mentre lo spazio e la prospettiva\npermettono di coglierne pienamente silhouette\, proporzioni e presenza scenica. In luce\nemergono tessuti\, ricami\, cromie\, pesi e strutture\, insieme ai bozzetti originali riprodotti\nin mostra\, che rivelano il processo creativo alla base della costruzione dell’immagine\nregale.\nIn mostra opere dei più grandi maestri del costume teatrale e\ncinematografico\, dal primo Novecento a oggi: Anna Anni\, Giancarlo Bartolini\nSalimbeni\, Aldo Calvo\, Milena Canonero\, Massimo Cantini Parrini\, Giulio Coltellacci\,\nDanilo Donati\, Gabriella Pescucci\, Luigi Sapelli detto Caramba\, Gino Carlo Sensani\,\nPiero Tosi. Accanto a loro\, i costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati\,\nCorrado Cagli\, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.\nLe opere provengono da importanti istituzioni e collezioni: Gallerie degli Uffizi –\nMuseo della Moda e del Costume di Firenze\, Costumi d’Arte Peruzzi\, Tirelli Trappetti\,\nSartoria Farani\, Archivio Corrado Cagli di Roma\, Fondazione Cerratelli di Pisa\, Sartoria\nDe Valle di Torino e la collezione di Massimo Cantini Parrini. \n  \nGli abiti sono accompagnati da parrucche\, gioielli e ornamenti — elementi\nessenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o\nfatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.\nEmerge così una vera e propria geografia del fare: musei\, archivi e sartorie che\ncustodiscono saperi rari\, restituendo una costellazione di competenze che ha reso il\ncostume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama\ninternazionale.
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SUMMARY:Cinema | QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Dal 7 al 16 luglio 2026 torna nel Tempio di Venere e Roma la rassegna QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma\, promossa da CSC – Cineteca Nazionale e Parco archeologico del Colosseo. \n  \nLa quinta edizione – intitolata “Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia” –  attraversa alcune delle immagini più potenti e immortali del cinema dell’orrore\, tra ombre espressioniste\, castelli avvolti nella nebbia\, scienziati folli e creature ai margini dell’umanità.\nDai capolavori fondativi del muto e dell’Universal alle riletture d’autore e alle irresistibili parodie che ne hanno reinventato l’immaginario\, il percorso propone un viaggio nella paura come forma artistica\, spettacolare e profondamente cinematografica. Il vampiro scheletrico e perturbante di Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau\, la creatura tragica di Frankenstein (1931) di James Whale e il mondo dolente e scandaloso di Freaks (1932) di Tod Browning hanno definito per sempre l’estetica dell’orrore sul grande schermo\, trasformando il mostruoso in uno specchio delle nostre paure più profonde. Accanto a questi classici\, la rassegna mette in dialogo\, come attraverso una sorta di lente anamorfica\, il gusto del macabro con l’ironia e la reinvenzione: da Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks\, straordinario omaggio comico al cinema horror della Universal\, a Per favore non mordermi sul collo! (1966) di Roman Polanski\, dove il vampiro diventa materia di satira elegante e surreale. Il mito di Dracula ritorna poi nella dimensione visionaria e romantica di Nosferatu\, il principe della notte (1979) di Werner Herzog\, remake d’autore che trasforma l’orrore in una meditazione malinconica sulla solitudine e sulla morte. Il percorso si apre inoltre al gotico europeo e italiano con Tre passi nel delirio (1968) di Roger Vadim\, Louis Malle\, Federico Fellini\, libero omaggio a Edgar Allan Poe\, e con L’orribile segreto del dottor Hichcock (1962) di Riccardo Freda\, esempio raffinato e morboso del gotico italiano degli anni Sessanta. \n  \nA chiudere idealmente questo itinerario nel perturbante sarà Opera (1987) di Dario Argento\, vertice visionario del thriller horror italiano\, dove lo sguardo stesso diventa strumento di ossessione e violenza. \nIl maestro Dario Argento sarà presente ad introdurre il film nella serata di martedì 14 luglio.   \n  \nSeguirà\, il 16 luglio\, la proiezione del film La caduta di Troia (1911) di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto\, musicato dal vivo da Maud Nelissen\, compositrice e pianista olandese che ha completamente dedicato sé stessa alla creazione di musiche per film muti.\nIl film si inserisce nel percorso della grande mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, in programma da giugno a novembre 2026 presso il Parco archeologico del Colosseo. \n  \nLa mostra nasce dalla collaborazione tra Italia e Turchia siglata nel 2025 dai Ministri della Cultura dei due Paesi\, Alessandro Giuli e Mehmet Nuri Ersoy\, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la cooperazione culturale nel Mediterraneo. Il progetto espositivo è stato elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura\, guidato da Alfonsina Russo\, e rappresenta una significativa azione di diplomazia culturale nell’ambito delle linee di intervento del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo. Attraverso il racconto delle radici comuni delle civiltà mediterranee\, il progetto valorizza il patrimonio storico e archeologico come strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita socioeconomica. La mostra è curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Bülent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem e Rüstem Aslan. \n  \nGabriella Buontempo\, Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia: \n«Anche quest’estate Roma conferma la sua vocazione di grande capitale della cultura\, offrendo ai cittadini e ai visitatori occasioni di incontro\, conoscenza e condivisione in luoghi di straordinario valore storico e simbolico. La rassegna “Quo Vadis? Al cinema nel cuore di Roma” rappresenta un appuntamento prezioso perché porta il cinema fuori dalle sale e lo restituisce alla città come esperienza collettiva\, accessibile e partecipata. La cultura non è qualcosa di distante o riservato a pochi: è parte della nostra quotidianità\, accompagna le serate estive\, crea occasioni di socialità e contribuisce a rendere più viva e inclusiva la comunità. Iniziative come questa dimostrano come il patrimonio storico e archeologico di Roma possa dialogare con il grande cinema\, offrendo al pubblico un percorso capace di unire intrattenimento\, riflessione e valorizzazione dei nostri luoghi identitari». \n  \nSimone Quilici\, Direttore del Parco archeologico del Colosseo: «La magia del cinema al Tempio di Venere e Roma si ripete anche quest’anno con Quo Vadis\, offrendo a cittadine e cittadini della Capitale la possibilità di vivere e respirare liberamente cultura nel Parco archeologico del Colosseo. Una occasione straordinaria di apertura alla città di un luogo che\, come tutti i siti del PArCo\, sempre di più deve poter tornare ai romani con iniziative capaci di offrire al pubblico la possibilità di godere di momenti di condivisione della creatività contemporanea\, restituendo al patrimonio culturale una funzione che non sia esclusivamente turistica\, ma anche di crescita personale e collettiva». \n  \nIngresso libero\, con accesso da Piazza del Colosseo a partire dalle 20.00 (con prenotazione consigliata su https://parcocolosseo.eventbrite.com/). \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIL PROGRAMMA \n  \nTutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani; i film italiani in versione originale con sottotitoli inglesi. \n  \nSi ringraziano: Cinecittà\, Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung\, Museo Nazionale del Cinema di Torino\, Park Circus\, RTI\, Viggo srl \n  \nMartedì 7 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire Nosferatu\, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau (Nosferatu il vampiro\, 1922\, 94′) \n  \nMercoledì 8 luglio \n20.45 Presentazione del film \na seguire The Fearless Vampire Killers di Roman Polanski (Per favore\, non mordermi sul collo!\, 1966\, 107’) \n  \nGiovedì 9 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire L’orribile segreto del dr. Hichcock di Riccardo Freda (1962\, 88’) \n  \nVenerdì 10 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire Histoires extraordinaires di Roger Vadim\, Louis Malle\, Federico Fellini (Tre passi nel delirio\, 1968\, 121’) \n  \nSabato 11 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire Nosferatu: Phantom der Nacht di Werner Herzog (Nosferatu\, il principe della notte\, 1979\, 107’) \n  \nDomenica 12 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire Young Frankenstein di Mel Brooks (Frankenstein Junior\, 1974\, 105’) \n  \n  \nLunedì 13 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire Frankenstein di James Whale (1931\, 71’) \n  \nMartedì 14 luglio \n20.45 Presentazione del film con Dario Argento \nA seguire Opera di Dario Argento (1987\,107’) \n  \nMercoledì 15 luglio \n20.45 Presentazione del film \nA seguire Freaks di Tod Browning (1932\, 64’) \n  \nGiovedì 16 luglio \n20.45 Incontro moderato da Maria Assunta Pimpinelli con Carlo Chatrian\, Alessandro Marotto e Luca Mazzei \nA seguire A seguire La caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto (1911\, 33’) \n  \nGli incontri saranno moderati da Fulvio Baglivi \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma \nRoma\, Gli incontri saranno moderati da Fulvio Baglivi\nTempio di Venere e Roma \n  \n  \nIngresso libero fino a esaurimento posti – prenotazione consigliata su \nhttps://parcocolosseo.eventbrite.com/​ \nBiglietti disponibili 7 giorni prima della data della proiezione alle ore 11.00 e la mattina stessa nel giorno della proiezione alle ore 11.00 \n  \nAccesso da Piazza del Colosseo dalle ore 20.00 \nI film saranno introdotti da esperti alle ore 20.45 \nLa prenotazione decade alle ore 21.00: da quel momento i posti non occupati saranno assegnati al pubblico in attesa \nLe proiezioni inizieranno alle ore 21.15 \nTutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano\n(o inglese per i film in v.o. italiana)
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LOCATION:Parco archeologico del Colosseo\, Piazza S. Maria Nova\, 53\, Roma\, Italy
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