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SUMMARY:Mostra | Cyphre au Louvre (Parigi - FRA)
DESCRIPTION:Per la prima volta\, il Museo del Louvre ospita sedici opere in prestito dal Dipartimento delle Antichità del Ministero della Cultura della Repubblica di Cipro nelle gallerie di archeologia cipriota \, accompagnate da un’esperienza digitale unica. \nAttraverso opere emblematiche e iconiche\, come gli idoli di picrolite estratti dal monte Troodos o un lingotto di rame inciso rinvenuto in uno dei santuari di Enkomi\, il visitatore è invitato a comprendere meglio le produzioni materiali e gli scambi commerciali e culturali che si svilupparono sull’isola durante il Calcolitico e l’Età del Bronzo. \nMagnifiche statue votive arcaiche in terracotta\, scoperte dalla missione svedese negli anni ’30 ad Ayia Irini\, sono esposte accanto alle offerte votive in calcare rinvenute a Golgoi dalla missione del conte de Vogüé negli anni ’60 dell’Ottocento. Le recenti ricerche sulla “Grande Dea” sono messe in evidenza attorno ai due capitelli hatorici conservati al Louvre. Accanto all’importantissima collezione di offerte votive anatomiche si trova la statua del dio Asclepio di Pafo\, a testimonianza dell’importanza di Cipro nella pratica della medicina. \nAlla scoperta di queste opere d’ambasciata e alla riscoperta della collezione del museo\, il visitatore intraprende un viaggio sensoriale ricco di estratti da poesie di George Seferis e Constantin Cavafy e di canti ciprioti. \nQuesto evento\, sia materiale che immateriale\, al Louvre celebra la ricchezza della cultura cipriota attraverso i secoli\, nel quadro della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea. \nCuratori  :\nGeorge Papasavvas e Artemis Georgiou (Università di Cipro) e Hélène Le Meaux (Museo del Louvre). \nQuesta mostra è organizzata dal Museo del Louvre in collaborazione con il Ministero della Cultura di Cipro\, l’Università di Cipro e CYENS e si svolge nell’ambito del Programma Culturale della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea nel 2026. \n\n\n\n\n  \nLe département des Antiquités orientales accueille dans les salles d’archéologie chypriote\, seize œuvres prêtées par le Département des Antiquités de Chypre du Ministère de la Culture de la République de Chypre accompagnées d’une expérience numérique inédite. \nÀ partir d’œuvres emblématiques et iconiques\, comme les idoles en picrolite extraites du Mont Troodos ou un lingot de cuivre inscrit mis au jour dans un des sanctuaires d’Enkomi\, le visiteur est invité à mieux comprendre les productions matérielles et les échanges commerciaux et culturels qui se développent dans l’île au chalcolithique et à l’âge du Bronze. \nDe magnifiques statues votives archaïques en terre cuite découvertes par la mission suédoise dans les années 1930 à Ayia Irini dialogueront avec les ex-voto en calcaire mis au jour à Golgoï par la mission du Comte de Vogüé dans les années 1860. Autour des deux chapiteaux hathoriques du Louvre\, les recherches récentes sur la « Grande déesse » seront valorisées et aux côtés de la très importante collection d’ex-voto anatomiques\, trônera le dieu Asklépios de Paphos\, rappelant l’importance de Chypre dans la pratique de la médecine. \nÀ la découverte de ces œuvres ambassadrices et à la redécouverte de la collection du musée\, le visiteur suivra un parcours sensoriel riche d’extraits de poèmes de George Séféris et Constantin Cavafy et de chants chypriotes. \nCette manifestation matérielle et immatérielle célèbre au Louvre la richesse de la culture chypriote à travers le temps\, dans le cadre de la présidence de Chypre au conseil de l’Union européenne.
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SUMMARY:Mostra | Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia (Roma)
DESCRIPTION:Castel Sant’Angelo ospita la mostra Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia\, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026. Il progetto rientra tra le iniziative ufficiali promosse in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea 2026. Curata da Anastasia Christophilopoulou\, l’esposizione è stata realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote. \nLa mostra è stata co-progettata e co-finanziata nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura italiano guidato da Alessandro Giuli\, attraverso la Direzione generale Musei e l’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma\, e il Viceministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou\, tramite il Dipartimento per la Cultura Contemporanea. \nIl percorso espositivo racconta le profonde connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra i territori di Cipro e dell’Italia\, con particolare attenzione alle dimensioni insulari della Sicilia e della Sardegna\, adottando una prospettiva di lungo periodo che risale fino a settemila anni fa. \nAttraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti\, vengono esplorati i processi di scambio culturale\, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze\, mettendo in luce dinamiche di contatto e di interazione che\, fin dalle fasi più antiche\, all’alba della storia\, hanno contribuito a definire un orizzonte mediterraneo condiviso. \nCipro\, Sicilia\, Sardegna e Italia peninsulare sono presentate come nodi strategici del Mediterraneo\, luoghi privilegiati di contatto\, nei quali si sviluppano scambi\, commerci e forme di circolazione di persone\, oggetti e saperi lungo archi cronologici di lunga durata. \nLa mostra riunisce circa 120 oggetti\, che guidano il visitatore attraverso temi quali la vita quotidiana\, le pratiche funerarie\, l’arte\, la mobilità\, il progresso delle tecnologie e i processi di osmosi culturale. \nTra i più iconici\, il pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona\, a Cipro\, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna\, i pettini in avorio da Frattesina\, in Veneto\, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia\, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e il sigillo in steatite\, entrambi dalla Sicilia. \nParticolare attenzione è riservata alla circolazione dei metalli e delle tecnologie\, ambito privilegiato per leggere i contatti e le relazioni tra i diversi popoli del Mediterraneo. Un rilievo specifico è attribuito al ruolo della metallurgia cipriota e sarda e all’azione svolta da Fenici e Greci nei processi di scambio e trasmissione di modelli culturali. \nIl percorso è arricchito da installazioni multimediali che integrano il racconto archeologico\, offrendo al visitatore la possibilità di esplorare le rotte\, i paesaggi costieri e le reti di contatto\, restituendo la dimensione dinamica di questo spazio condiviso. \nAttraverso il racconto delle reti di scambio e delle relazioni tra territori e comunità\, la mostra mette in luce il ruolo del Mediterraneo antico come luogo di connessioni\, centrale nella costruzione di un orizzonte culturale condiviso\, destinato a contribuire\, nel lungo periodo\, alla formazione dell’identità europea. \n  \nInfo: www.coopculture.it/en/events/event/cipro-e-italia.-identita-culturali-condivise-allalba-della-storia/ \n 
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LOCATION:Castel Sant’Angelo\, Lungotevere Castello\, 50\, Roma\, Italy
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