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SUMMARY:Conferenza | Piazza Santissimi Martiri\, gli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo: indagini e scoperte (San Canzian d’Isonzo - GO)
DESCRIPTION:Si svolgeranno Giovedì 6 agosto e Venerdì 21 agosto nella sala maggiore del Centro civico di San\nCanzian d’Isonzo – via Trieste 12 – due incontri organizzati dal Comune di San Canzian d’Isonzo\ncon la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia\nGiulia\, finalizzate a rendere noto lo sviluppo degli studi riguardanti i vari ritrovamenti rinvenuti in\ncomune di San Canzian d’Isonzo e le nuove ipotesi inerenti migrazioni e insediamenti medioevali\nnel territorio. A seguito delle attività di indagine preventiva dell’interesse archeologico propedeutica\nall’opera di riqualificazione della Piazza dei santissimi Martiri Canziani effettuate nel corso del\n2023 e 2024 nuove ipotesi stanno emergendo e verranno affrontate nei due incontri agostani. \nLe recenti indagini archeologiche\, svoltesi sotto la direzione scientifica della Soprintendenza\nArcheologia\, Belle arti e Paesaggio per il FVG\, sono state affidate dal Comune all’archeologo dott.\nDario Innocenti\, a seguito della progettazione realizzata dalla dott.ssa Federica Codromaz.\nNel corso degli anni ’60 del secolo scorso\, negli immediati pressi dell’area oggetto dell’intervento\nfu intrapresa dall’Università degli Studi di Trieste\, coordinati dall’archeologo Mario Mirabella\nRoberti\, una serie di scavi che misero in luce un sito pluristratificato\, costituito da resti delle mura\nperimetrali e dei mosaici di un edificio identificato come una basilica paleocristiana\, per la quale\nsono state individuate almeno tre fasi e che si era ipotizzato fosse stata abbandonata nel corso del X\nsecolo. \nNell’area\, inoltre\, sono state messe in luce\, sia in questi scavi che durante indagini successive\nrealizzate nel 2012 dirette dalla Soprintendenza alcune strutture abitative e produttive riferibili\nall’epoca romano-imperiale. \nLe evidenze rinvenute nelle due ultime campagne di scavo\, coerenti con la frequentazione già nota\ndell’area\, hanno permesso di ricostruire con maggiore accuratezza le fasi di occupazione dell’area\ndella piazza. Oltre a riportare in luce la muratura meridionale della cosiddetta basilica paleocristiana\,\ni relativi piani pavimentali e alcuni lacerti musivi\, oggetto di un immediato intervento di\nconservazione\, si è accertata la presenza di diverse strutture successive alla basilica\, il cui uso non è\nancora stata determinato. Inoltre\, è stata rinvenuta un’area cimiteriale riferibile all’epoca medievale. \nL’indagine si è conclusa con la completa documentazione di tutte le evidenze rilevate ponendo\nparticolare attenzione ai livelli riferibili all’epoca tardoantica\, cronologicamente compatibili con la\nbasilica paleocristiana che hanno permesso di riconoscere diverse fasi di utilizzo dell’edificio di\nculto. \n  \nComune di San Canzian d’Isonzo\nPiazza Santissimi Martiri\nGli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo\nIndagini e scoperte\nCentro Civico P. Levi – San Canzian d’Isonzo\, via Trieste 12 \nGiovedì 6 agosto 2026 ore 20.30: La piazza dall’Età romana all’Alto Medioevo \nVenerdì 21 agosto 2026 ore 20.30: La piazza dal Medioevo al Rinascimento \nINTERVENTI\ndott.ssa Paola Ventura Soprintendente Archeologia\, belle arti e paesaggio per il FVG\ndott.ssa Giorgia Musina Funzionaria Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio FVG\ndott. Dario Innocenti\ndott.ssa Federica Codromaz\ndott. Luca Ventura
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SUMMARY:Conferenza | Alla riscoperta degli scenari perduti dei giardini pompeiani (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Venerdì 19 giugno\, alle ore 17\, presso l’auditorium di Pompei protagonista della conferenza dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS sarà Eric Morvillez\, professore dell’Université d’Avignon e ricercatore associato al Centre Jean Bèrard. Il suo intervento “Alla riscoperta degli scenari perduti dei giardini pompeiani” racconterà la sua ricerca\, d’archivio e in loco\, degli affreschi con soggetto naturalistico che decoravano le antiche domus. \nNell’antica Pompei\, molti affreschi all’interno dei giardini\, cancellati dal tempo\, sembravano irrimediabilmente perduti nelle case già oggetto di scavi. Wilhelmina Jashemski li aveva accuratamente documentati nel suo volume Gardens of Pompei Herculaneum and the Villa destroyed by Vesuvius (1993). \nDurante il programma di ricerca a Napoli in delegazione\, nel 2024-2025\, Eric Morvillez\, con la collaborazione del team del Centre Jean Bérard\, si è dedicato a raccogliere archivi antichi e fotografie al fine di ricostruire l’atmosfera decorativa di questi giardini scomparsi. Grazie all’aiuto del Parco Archeologico di Pompei\, ha potuto effettuare confronti in loco per lavorare alla ricostruzione di questi decori ormai svaniti o difficili da interpretare oggi. \nLa conferenza si propone di presentare questo lavoro di documentazione presso gli Archivi di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli\, selezionando alcuni esempi di case studiate\, per le quali i primi risultati hanno permesso di cogliere molti dettagli significativi. Sono interessate diverse case\, tra cui quella di Apollo (VI\, 7\, 23)\, dei Dioscuri (VI\, 9\, 6)\, di Saturnino (I\, 11\, 16)\, di Cecilio Giocondo (V\, 1\, 26) o della Venere in bikini (I\, 11\, 6.7).
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SUMMARY:Conferenza | Galileo fra le pagine dell’Almagesto: quando le biblioteche riscrivono la storia (Firenze)
DESCRIPTION:Giovedì 23 aprile alle ore 16.00 nella Sala Galileo della Biblioteca nazionale centrale di Firenze si terrà l’incontro dal titolo Galileo fra le pagine dell’Almagesto: quando le biblioteche riscrivono la storia\, durante il quale Ivan Malara presenterà la copia\, da lui recentemente rinvenuta nel fondo magliabechiano della BNCF (MAGL.5.1.133)\, dell’Almagesto postillato da Galileo Galilei\, offrendo un quadro essenziale per comprenderne la portata nel contesto degli studi storico-scientifici. \nDopo una prima presentazione della scoperta in Conferenza stampa lo scorso febbraio in BNCF\, Ivan Malara – assegnista di ricerca presso l’Università Statale di Milano – dedica ora un approfondito intervento aperto alla cittadinanza in cui sarà ripercorsa la ricerca che condotta presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha portato a un ritrovamento di grande rilievo per la storia della scienza: una copia a stampa dell’Almagesto di Tolomeo\, pubblicata a Basilea nel 1551\, contenente numerose postille autografe attribuibili a Galileo Galilei. L’analisi paleografica e contenutistica delle postille mostra una forte corrispondenza con la grafia giovanile di Galileo e\, soprattutto\, con passaggi molto specifici dei De motu e di altre sue opere\, anteriori e posteriori al Sidereus Nuncius (1610). \nSarà messo in evidenza il percorso di ricerca che ha condotto alla individuazione del volume\, richiamando inoltre l’importanza del patrimonio conservato nelle biblioteche come risorsa decisiva per affrontare e chiarire alcune questioni storiografiche ancora aperte. \n\n\n\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alla scoperta:\n\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/03/firenze-scoperta-copia-almagesto-tolomeo-annotata-da-galileo
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SUMMARY:Conferenza | Dove la guerra distrugge\, l’archeologia resiste (Milano)
DESCRIPTION:Giovedì 16 aprile\, l’Università degli Studi di Milano presenta: “Dove la guerra distrugge\, l’archeologia resiste”. Quarto appuntamento del ciclo “Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città”. L’incontro\, aperto al pubblico\, sarà dedicato alla ricerca archeologica nella piana di Erbil (Kurdistan iracheno)\, una delle zone coinvolte nel conflitto in corso. \n  \nAccanto alla dimensione storica\, l’incontro propone anche un’urgente riflessione sul presente. In un momento in cui i conflitti armati continuano a colpire duramente il Medio Oriente — dall’Iran alla Palestina\, dal Libano al Golfo e all’Iraq — a essere minacciate non sono solo le vite umane\, ma anche il patrimonio culturale\, esposto a distruzioni\, saccheggi e cancellazioni irreversibili. La ricerca archeologica assume quindi un significato che va oltre la dimensione scientifica\, configurandosi come una forma concreta di responsabilità e\, in molti casi\, di resistenza culturale. \n\nOperare sul campo significa contribuire alla tutela del patrimonio\, contrastarne la dispersione e riaffermare\, attraverso la conoscenza\, il valore universale della cultura. In questo quadro\, il riferimento all’azione dell’UNESCO\, che compie quest’anno ottant’anni\, richiama con forza il ruolo delle istituzioni internazionali nella salvaguardia del patrimonio culturale e nella promozione della pace\, oggi più che mai chiamate a rinnovare il proprio impegno. L’archeologia si configura dunque come uno spazio di dialogo e cooperazione\, capace di costruire relazioni anche nei contesti più fragili. \n\nLuca Peyronel\, coordinatore dell’iniziativa e delegato della Rettrice per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano\, e Agnese Vacca\, ricercatrice del Dipartimento di Studi letterari\, filologici e linguistici dell’Università Statale\, presenteranno le ricerche in corso nei siti di Helawa e Aliawa (Kurdistan iracheno)\, offrendo un aggiornamento sui risultati delle indagini in una delle regioni più rilevanti della Mesopotamia settentrionale. Dalle prime comunità neolitiche alla nascita delle città\, fino all’età dei grandi imperi dell’Asia occidentale\, la conferenza ricostruisce le trasformazioni delle società che hanno abitato la piana di Erbil nel corso dei millenni. \n\nLa sede della conferenza sarà il Labirinto\, ideato da Arnaldo Pomodoro e ispirato ai miti di Gilgamesh e all’immaginario della Babilonia: straordinaria opera d’arte che rievoca in forma contemporanea le espressioni culturali della Mesopotamia\, offrendo una cornice simbolica che mette in dialogo arte\, memoria e archeologia. \n\nL’incontro si aprirà con i saluti della Direttrice Generale della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, Carlotta Montebello\, e del professore Luca Peyronel. \n\nAl termine\, i partecipanti potranno visitare il Labirinto\, completando l’esperienza con un percorso immersivo che restituisce\, attraverso il linguaggio dell’arte\, la profondità storica e simbolica delle civiltà del Vicino Oriente. \nIngresso libero con prenotazione \n\nIl ciclo “Svelare il passato” è realizzato con la collaborazione del Comune di Milano\, della Fondazione Luigi Rovati\, della Fondazione Arnaldo Pomodoro\, del Fondo Ambiente Italiano e della Diocesi di Milano\, che hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi culturali per ospitare gli incontri.
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SUMMARY:TOURISMA 2026 | conferenza: Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento (Firenze)
DESCRIPTION:Le Grotte di Pertosa-Auletta al centro di tourismA 2026\, il salone dell’archeologia e del turismo culturale in programma dal 27 febbraio all’1 marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze. \nLa Fondazione MIdA parteciperà alla manifestazione con uno stand informativo dedicato alla promozione delle valenze speleologiche e archeologiche del sito sotterraneo. Momento centrale sarà la conferenza in programma sabato 28 febbraio\, dalle 16.30 alle 18.30\, in Sala Onice\, dal titolo “Paolo Carucci e le Grotte di Pertosa-Auletta. Una ricerca preistorica di fine Ottocento”. \nL’incontro approfondirà la figura e l’opera di Paolo Carucci\, studioso di Scienze Naturali e medico originario di Caggiano\, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana\, vissuto tra Ottocento e Novecento. Il suo legame con le Grotte di Pertosa-Auletta lo portò alla pubblicazione\, nel 1907\, della monografia “La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia”\, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori. \nAlla conferenza interverranno: \nMaria Rosaria Carfagna\, presidente della Fondazione MIdA\, con l’intervento “L’impegno della Fondazione MIdA per la ricerca archeologica: dalle indagini sul terreno alla ristampa anastatica dell’opera di Paolo Carucci”; \nMirella Serlorenzi\, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con la relazione “Le Grotte di Pertosa-Auletta: un contesto di sperimentazione per l’individuazione di standard metodologici e linee di intervento”; \nMassimo Santoro\, Società IREN – Centrale idroelettrica del Tanagro\, che affronterà il tema “Acqua: da elemento di tutela di un giacimento archeologico a esempio virtuoso di produzione d’energia sostenibile”; \nAlessia Fuscone\, Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC\, con l’intervento “La grande caverna sul fiume Tanagro: un ‘archivio privilegiato’ per la ricerca archeologica”; \nFelice Larocca\, direttore del Museo speleo-archeologico MIdA 01\, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”\, che curerà la “Presentazione della ristampa anastatica della monografia di Paolo Carucci La Grotta preistorica di Pertosa. Contribuzione alla Paletnologia\, Speleologia ed Idrografia (Napoli\, 1907)”. \nLa pubblicazione\, destinata a biblioteche nazionali e internazionali\, è un’edizione fuori commercio che potrà essere acquisita da enti accademici\, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico. \nL’iniziativa vede la luce con gli auspici della Regione Campania\, della Provincia di Salerno e dei Comuni di Pertosa e Auletta. \n  \nLeggi gli articoli pubblicati su Storie & Archeostorie dedicati alla Grotta di Petrosa Auletta: \nSotto terra\, lungo il fiume: riprendono gli scavi nelle Grotte di Pertosa-Auletta \n \n  \nGrotte di Pertosa-Auletta (Salerno)\, dallo scavo emerge una struttura di culto ellenistico. Novità anche dalla palafitta dell’età del Bronzo \n \n 
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