BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Storie &amp; Archeostorie - ECPv6.17.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Storie &amp; Archeostorie
X-ORIGINAL-URL:https://storiearcheostorie.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Storie &amp; Archeostorie
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260525T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260706T235959
DTSTAMP:20260628T085836Z
CREATED:20260628T085836Z
LAST-MODIFIED:20260628T085836Z
UID:52782-1779667200-1783382399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Pasqua in nummis (Bologna)
DESCRIPTION: Avviata nell’ottobre 2023\, giunge al suo ottavo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela promossa dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\nAll’interno di questo nucleo si distingue per completezza e ricchezza la raccolta delle medaglie papali\, che fanno del Medagliere un imprescindibile punto di partenza per gli studiosi e appassionati del genere.\n\nIn occasione della Pasqua Il Medagliere si rivela presenta il focus espositivo Pasqua in nummis\, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini\, con una selezione di una ventina di pezzi\, tra monete e medaglie\, raffiguranti temi iconografici legati agli episodi della vita di Gesù e ricordati nella liturgia pasquale.\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del museo dal 25 marzo al 6 luglio 2026. \nLe tematiche evangeliche dei giorni che precedettero la crocifissione e culminarono con essa sono centrali nella civiltà europea e la loro raffigurazione su monete e medaglie è assai frequente. Le motivazioni che portano alla scelta di un determinato tema iconografico sono spesso complesse e dettate dalla volontà di trasmettere messaggi non solo devozionali ma anche politici e culturali. Perciò la lettura di queste iconografie\, oltre che partire dalla rievocazione cronologica degli episodi della vita di Cristo\, permette di approfondire aspetti legati alle ragioni che portarono il committente a scegliere di raffigurare un determinato passo evangelico\, alla propaganda affidata all’oggetto e alla tipologia di pubblico a cui si rivolgeva. \nSi delinea poi un altro aspetto legato all’ambito squisitamente artistico che consente\, talvolta\, di mettere in dialogo medaglie e monete con altre forme artistiche attraverso la traduzione di modelli e soluzioni compositive di opere molto note\, adattate alle ristrette dimensioni dei tondelli metallici. È il caso di Giovanni Bernardi (Castel Bolognese\, 1494 – Faenza\, 1553)\, che traspose nella medaglia qui esposta la composizione della Crocifissione già incisa per uno dei nove medaglioni in cristallo di rocca commissionati dal cardinale Alessandro Farnese (Valenzano\, 1520 – Roma\, 1589)\, di cui parla anche Giorgio Vasari\, oggi conservato alla Bibliothèque nationale de France a Parigi. \nLa medaglia papale è la principale tipologia di beni numismatici che attinge al repertorio evangelico: ogni pontefice scelse episodi della vita di Cristo molto spesso veicolando significati legati alla sua politica temporale e spirituale. Così Urbano VIII (papa dal 1623 al 1644) fece raffigurare per la sua medaglia d’elezione la scena della trasfigurazione di Cristo\, suggerendo un sottile parallelismo tra la sua ascesa al soglio e quella di Cristo al cielo. La medaglia per Pio V (papa dal 1566 al 1572) raffigurante la cacciata dei mercanti dal tempio voleva ad esempio significare la volontà papale di riforma ed epurazione della Chiesa\, proprio come Cristo aveva inteso fare\, liberando dall’offesa del mercimonio la casa di Dio. \nLe medaglie raffiguranti la lavanda dei piedi ricordano il gesto d’umiltà e l’esempio che Cristo volle lasciare ai suoi discepoli in occasione dell’ultima cena\, rievocato nella messa del giovedì santo celebrata prima della Pasqua. Questa iconografia si diffuse a partire dalla metà del XVI secolo\, non solo a ricordo dell’episodio evangelico ma anche con l’intento di rafforzare e ribadire la centralità del rito nella liturgia post tridentina in opposizione alle critiche mosse dal Protestantesimo. \nUna delle più belle e rare monete del Rinascimento\, il doppio ducato d’oro di Clemente VII (papa dal 1523-1534)\, fu incisa da Benvenuto Cellini (Firenze\, 1500 – ivi\, 1571) nel 1529 e raffigura l’Ecce Homo\, il Cristo ferito dopo la fustigazione ed esposto alla folla. La moneta vuole fare riferimento ad un preciso momento autobiografico del pontefice: come il Cristo aveva subito un’ingiusta e ingiuriosa punizione\, così il papa aveva dovuto sopportare la prigionia durante il sacco di Roma. \nTra le monete più interessanti si espongono quelle della Zecca di Mantova che recano come raffigurazione la pisside contenente il prezioso sangue raccolto da Longino\, il soldato romano che aveva ferito il costato di Cristo. \nNon particolarmente pregiate dal punto di vista artistico e per i metalli utilizzati\, ma particolarmente interessanti\, sono alcuni esemplari a carattere puramente devozionale\, destinati a pellegrini e devoti. La funzione di tali oggetti era quella di consentire al fedele di portare su di sé un’immagine sacra per favorire la preghiera e la meditazione sugli episodi centrali della vita di Gesù. Sono medaglie e medagliette dotate di appiccagnolo per essere indossate al collo o forate per essere cucite su abiti e cappelli. L’aspetto è spesso consunto\, detto lanato\, per l’usura causata dallo sfregamento sugli abiti o dal ripetuto tocco del fedele. \nQuesti esemplari avevano anche una funzione apotropaica\, come nel caso della medaglia della Scuola della Passione di Venezia\, dove compare al dritto la deposizione al sepolcro e al rovescio Cristo al sepolcro\, raffigurato a mezzo busto mentre emerge da un sarcofago attorniato dagli strumenti della passione (spugna\, lancia\, verghe\, borsa con i denari\, bacio di Giuda\, tunica etc.) L’iconografia\, molto diffusa a partire dal Medioevo\, era chiamata Arma Christi con l’evidente richiamo alla sua funzione di “arma difensiva” contro il demonio. \nLa mostra Pasqua in nummis viene presentata sabato 28 marzo 2026 alle ore 17.00 in occasione della presentazione del volume Il Medagliere si rivela\, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini\, che documenta sei dei sette percorsi tematici presentati dal 2023 al 2025: San Petronio “rifondatore” di Bologna (4 ottobre – 4 dicembre 2023); Natale in nummis (6 dicembre 2023 – 15 gennaio 2024); Le Due Torri (13 marzo – 16 settembre 2024); L’Antico Egitto (18 settembre 2024 – 3 marzo 2025); L’ingegno delle donne (5 marzo – 13 ottobre 2025) e Ritratto d’artista (15 ottobre 2025 – 2 febbraio 2026).\nIntrodotto da un excursus sulla storia della collezione numismatica\, il volume contiene una breve scheda per ognuna delle 125 medaglie e monete complessivamente esposte.\nLa pubblicazione (pp. 100\, euro 15\,00) è in vendita presso il bookshop del museo.\nL’incontro\, secondo appuntamento del ciclo di presentazioni delle novità editoriali del Museo Civico Archeologico di Bologna Visto\, si stampi!\, si svolge presso la Sala Conferenze del museo\, in via dell’Archiginnasio 2. L’ingresso è libero\, fino a esaurimento posti disponibili.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-il-medagliere-si-rivela-pasqua-in-nummis-bologna/
LOCATION:Museo Civico Archeologico – Bologna\, Via dell'Archiginnasio 2\, Bologna\, Italy
CATEGORIES:mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260604T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260906T235959
DTSTAMP:20260606T212302Z
CREATED:20260606T212302Z
LAST-MODIFIED:20260606T212302Z
UID:51447-1780531200-1788739199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 6 settembre 2026 i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna presentano Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città\, una mostra per far conoscere l’importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars\, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano.\n\nAllestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale\, l’esposizione è curata da Silvia Battistini\, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo.\nL’inaugurazione si svolge giovedì 4 giugno 2026 alle ore 12.00\, in concomitanza con l’apertura della quarta edizione di Bologna Festival Portici (4 – 7 giugno 2026)\, la manifestazione che celebra i Portici Patrimonio dell’Umanità UNESCO con numerosi appuntamenti alla scoperta di capolavori inediti nel patrimonio urbano che rendono unica la città di Bologna. L’esposizione è visitabile con ingresso gratuito dal 4 al 7 giugno 2026. \nIl progetto di Aemilia Ars per il rinnovamento delle arti applicate e decorative\n\nLa società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per volontà di Alfonso Rubbiani\, restauratore e letterato\, con l’appoggio dei conti Francesco Cavazza e Cesare Ranuzzi Segni\, primo presidente del Consiglio degli azionisti. Nella società è presente\, con una posizione di rilievo\, la contessa Lina Bianconcini Cavazza\, moglie di Francesco Cavazza\, che fa parte sia del Consiglio degli azionisti sia della Commissione esecutiva presieduta da Alfonso Rubbiani. \nLa società si pone come obiettivi principali sia il recupero delle tradizioni artigiane regionali inserite nella nuova realtà industriale\, sia l’evoluzione dei prodotti manufatturieri\, attraverso l’applicazione di principi artistici ispirati alla corrente modernista europea\, caratterizzata da un recupero in chiave moderna dell’arte medievale e dal ricorso a forme lineari\, floreali e fitomorfe. Nello stesso contesto storico-artistico europeo e con le stesse finalità si collocavano le manifatture della nota casa inglese «Arts and Crafts» nata in Inghilterra per volontà di William Morris. A Bologna e in Emilia si assiste così – attraverso la stretta collaborazione tra artigiani e un gruppo di artisti che si era raccolto attorno al Rubbiani nella Gilda di San Francesco (Augusto Sezanne\, Achille e Giulio Casanova\, Alfredo Tartarini\, solo per citarne alcuni) – ad un vero e proprio rifiorire dell’artigianato locale che recupera\, in chiave artistica\, le pratiche della lavorazione del legno intarsiato e del ferro battuto\, l’arte dell’ebanisteria\, della legatoria e dell’oreficeria\, producendo manufatti di grande bellezza e qualità artistica\, espressione più alta della stagione Liberty emiliana. \nLa società fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo: durante il restauro di alcuni edifici storici\, religiosi e civili\, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra\, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. La necessità di ricostruire elementi architettonici\, decorativi e manufatti\, che si armonizzassero con la struttura dell’edificio antico\, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.\nPer questa ragione\, nell’articolo 2 dello statuto della nuova società Aemilia Ars si dichiarava l’intenzione di  «promuovere e facilitare lo studio\, la buona produzione e la commerciabilità delle arti decorative e industrie artistiche nella Regione Emiliana\, allo scopo preciso che quanto è arredamento e decoro interno della casa\, acquisti una praticità migliore ed un miglior senso artistico\, cosicché aumentandosene la ricerca e la produzione\, ne venga profitto agli artisti\, agli industriali\, agli operai». \nNel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno\, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi\, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale.\nLa società coinvolse imprenditori\, teorici del restauro e conoscitori della storia dell’architettura\, nonché artisti che elaborarono progetti originali e artigiani che li realizzarono. Si creò quindi un clima culturale che sopravvisse alla fine commerciale della società\, sopraggiunta già nel 1903. \nL’esperienza permeò così profondamente la società bolognese da condizionare anche gli insegnamenti delle scuole artistiche e professionali maschili e femminili\, sia comunali sia religiose\, che formarono e istruirono decine di artigiani e artigiane da impiegare nelle aziende cittadine.\nEbbe molto successo la formazione delle ragazze e delle donne che lavorarono nell’ambito del tessile\, alle quali venivano insegnate le basi della particolare tecnica di ricamo e merletto sviluppata da Aemilia Ars e resa famosa nel mondo da una capillare attività di promozione. Si costituì un sistema virtuoso tra produzione e richiesta del mercato\, che permise al dipartimento di ricami e merletti di resistere nel tempo\, fino agli anni Ottanta del Novecento. \nL’esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.\nÈ inoltre un’occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti\, appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte (lavori e materiali didattici scuola Sirani; manufatti e campioni ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni)\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (disegni dal deposito\, ferri battuti e vetri) e Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi” (progetti restauro architettonico e disegni per merletti di Guido Fiorini; manufatti ricamati Aemilia Ars; pubblicazioni). \nLe strutture caritative\, che si occupavano della crescita e dell’istruzione di orfani e di bambini disagiati\, furono coinvolte in questo progetto di formazione. Per questa ragione i Musei Civici d’Arte Antica hanno sviluppato il contesto della mostra in sinergia con ASP – Città di Bologna\, ente che ne ha raccolto l’eredità materiale e morale. Infatti\, in parallelo\, presso la Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili\, proprietà di ASP\, si svolge l’esposizione Un filo lungo secoli. Ricamo e formazione femminile a Bologna dai conservatori agli Istituti Educativi che mette in luce l’attività educativa degli storici istituti pii bolognesi\, tra i quali il Conservatorio di Santa Marta o il Conservatorio del Baraccano.\n\nNel 2021 il merletto Aemilia Ars è stato riconosciuto come patrimonio storico-culturale identitario della città di Bologna De.Co. La sua produzione è custodita da importanti musei esteri\, come il Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York e il Victoria & Albert Museum a Londra\, ma soprattutto da numerosi musei nella città\, le cui collezioni legate al movimento possono essere riscoperte in occasione di questa mostra: le Collezioni Comunali d’Arte\, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini e il Museo della Storia di Bologna.\n\nIl progetto espositivo Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città fa parte di Bologna Estate 2026\, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. \nL’immagine coordinata della mostra è stata finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 7 – Progetto BO7.5.1.1.b I musei come leva di sviluppo turistico e promozione dei talenti.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-aemilia-ars-per-bologna-larte-e-la-citta-bologna/
LOCATION:Museo Civico Medievale\, Via Alessandro Manzoni 4\, Bologna\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/06/aemilia-ars-mostra.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR