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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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SUMMARY:Mostra | Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino (Firenze)
DESCRIPTION:Il segno come luogo di sperimentazione\, la figura umana come campo di tensione\, l’eredità classica spinta verso esiti inattesi. Dal 10 settembre 2026 al 5 gennaio 2027 Palazzo Medici Riccardi ospita “Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino”\, una mostra dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che Georg Baselitz\, fra i maggiori artisti contemporanei\, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo. \nPromossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura di Daniel Blau\, Sergio Risaliti e Valentina Zucchi – riunisce una selezione di circa 150 opere\, provenienti dalla collezione privata di Georg Baselitz e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest. Il percorso permette al pubblico di approfondire le tecniche\, i linguaggi e i temi sviluppati dai grandi artisti del Cinquecento europeo – con uno sguardo anche al tardo Quattrocento e al primo Seicento – ponendo un’attenzione speciale alle sfide e ai risultati nel mondo dell’incisione e valorizzandone i protagonisti. \nL’artista e il collezionista\nL’apertura di “Oltre il Rinascimento”\, il 10 settembre\, precede di appena tre giorni la conclusione di “Baselitz. AVANTI!”\, la grande mostra che il Museo Novecento di Firenze dedica all’artista fino al 13 settembre 2026\, offrendosi come suo naturale e prezioso completamento. Il progetto del Museo Novecento attraversa oltre sessant’anni di attività del maestro tedesco attraverso circa 170 opere tra stampe\, dipinti e sculture\, ponendo al centro una dimensione fondamentale della sua ricerca: la produzione grafica e incisoria. \nQuesta breve ma significativa concomitanza offre al pubblico una speciale occasione per osservare\, attraverso due prospettive complementari\, la personalità e la ricerca di Baselitz. Al Museo Novecento emerge l’artista che ha fatto della grafica un terreno autonomo di sperimentazione\, trasformazione e continua messa in discussione dell’immagine; a Palazzo Medici Riccardi si rivela invece il collezionista e conoscitore dei maestri antichi\, attratto dalla libertà inventiva\, dalle dissonanze e dall’approccio anticonvenzionale della grafica manierista. Nei giorni immediatamente successivi all’apertura della mostra di Palazzo Medici Riccardi\, il pubblico potrà così comporre un ideale percorso fiorentino fra il Baselitz artista e il Baselitz collezionista. Alla sua preziosa raccolta si accompagnano poi alcuni capolavori scelti\, provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest\, che\, come cammei\, accompagnano ed esaltano il racconto espositivo con sottolineature di rara finezza e di grande rilievo. \nTra memoria classica e sensibilità contemporanea\nIl progetto ospitato a Palazzo Medici Riccardi prende avvio dall’importante mostra “The Mannerist Mind. Prints from the Georg Baselitz Collection”\, presentata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 proprio nelle sale del Museo di Belle Arti di Budapest con una selezione di stampe manieriste appartenenti alle collezioni del museo ungherese e alla raccolta dell’artista tedesco. La mostra fiorentina ne propone una nuova interpretazione\, costruita intorno al dialogo fra le opere del Cinquecento e la sensibilità di uno dei protagonisti dell’arte del nostro tempo. Alle stampe\, poi\, si affiancano quattro importanti sculture di Baselitz\, che paiono marcare il viaggio nel mondo della grafica manierista evidenziandone le connessioni con la contemporaneità\, e il suo eloquente autoritratto. \nBaselitz\, infatti\, non è stato soltanto un artista radicale e innovativo\, ma anche un collezionista di grande rilievo. La sua raccolta di stampe dei maestri antichi nasce da un interesse maturato già negli anni Sessanta e sviluppato con continuità per oltre sei decenni. Alla curiosità dell’artista si è unito l’occhio dell’intenditore\, dando vita a un patrimonio di opere di grande pregio\, capace di restituire le sue affinità\, le sue predilezioni e le domande che hanno accompagnato la sua ricerca. \nIl legame fra Baselitz e il Museo di Belle Arti di Budapest si è consolidato nel tempo: nel 2017 il museo gli ha dedicato una mostra monografica e\, tre anni più tardi\, l’artista ha donato trenta incisioni alle collezioni ungheresi. L’esposizione fiorentina sviluppa questo dialogo e mette a confronto due differenti forme di raccolta – quella di un’istituzione pubblica e quella privata di un artista – invitando a riflettere sull’idea stessa di collezione come impulso a conservare\, custodire\, studiare e condividere le opere. \nLa grafica e l’origine della passione per il Manierismo\nAl centro della mostra è appunto la produzione grafica\, intesa non come ambito secondario rispetto alla pittura\, ma come terreno privilegiato di ricerca e sperimentazione\, oltre che di incredibile espressione formale. Come gli artisti del passato utilizzavano disegni e stampe quali riserve di immagini\, modelli e ispirazioni\, così Baselitz ha raccolto nel corso della propria vita un ricchissimo patrimonio grafico\, che riunisce i risultati di maestri italiani\, francesi\, tedeschi\, fiamminghi offrendo uno sguardo d’eccezione su ciò che gli artisti cercarono\, sperimentarono e ottennero grazie alle tecniche incisorie. \nLa storia della collezione manierista di Baselitz ha peraltro un significativo punto di partenza: l’acquisto\, nel 1964\, della stampa “Il sacrificio” di Antonio Fantuzzi da Trento\, che riprende e interpreta il dipinto di Rosso Fiorentino a Fontainebleau. Da quel momento l’artista ha continuato ad ampliare la propria raccolta\, attratto dall’approccio anticonvenzionale\, dalla libertà inventiva e dalla straordinaria figurazione delle stampe del periodo. Nelle forme instabili ed eccentriche del Manierismo Baselitz ha riconosciuto una possibilità di superamento della norma e di messa in discussione della visione classica. \nI maestri in mostra e la sperimentazione tecnica\nLa mostra presenta quindi i lavori di innovativi artisti italiani del tardo Quattrocento e del Manierismo\, fra cui Andrea Mantegna\, Parmigianino\, Andrea Schiavone; i maestri incisori francesi della scuola di Fontainebleau\, come Léon Davent\, Geoffroy Dumonstier e Juste de Juste; olandesi e tedeschi come Albrecht Dürer o Hans Sebald Beham e alcuni fra i maggiori sperimentatori del chiaroscuro\, da Ugo da Carpi a Domenico Beccafumi\, da Andrea Andreani a Hendrick Goltzius. A questi si affiancano capolavori scelti dalle collezioni di Budapest\, fra i quali opere di Antonio del Pollaiolo e dello stesso Parmigianino. \nLe diverse xilografie\, anche a più matrici\, acqueforti\, incisioni a bulino o a puntasecca documentano le molteplici possibilità offerte dalle tecniche incisorie\, dimostrando come esse possano esprimere effetti assai diversi fra loro\, di volta in volta lineari\, chiaroscurali\, tonali. La lavorazione delle matrici\, la perizia nell’esecuzione dei segni\, le variazioni introdotte nei processi di stampa e le infinite possibilità di resa diventano strumenti espressivi attraverso i quali gli artisti del Cinquecento mettono alla prova la tradizione e costruiscono non solo nuove immagini\, ma anche una nuova visione\, circolando in tutta Europa e favorendo così il confronto tra diverse sensibilità\, modelli ed esperienze. \nIl percorso espositivo si snoda nel tempo e nello spazio: a partire dalle celebri stampe di Albrecht Dürer\, fra cui il celebre Rinoceronte\, è in mostra una nutrita serie di opere di Lucas Cranach il Vecchio\, in dialogo con una sua – rara – matrice xilografica; a essa seguono le meravigliose stampe chiaroscurali di Domenico Beccafumi e Ugo da Carpi\, come il famoso e potente Diogene\, per lasciare spazio poi all’inventivo e sapiente Jacques Bellange. Si prosegue con una serie di stampe derivate da un dipinto perduto di Arcimboldo\, di cui una assunta a icona della mostra\, e di fantasiose figure di costume\, per dedicare poi un’attenzione speciale alle ricerche di Parmigianino e dei suoi intorno all’opera raffaellesca e sul tema iconografico della Deposizione di Cristo. Le figure solitarie\, siano esse in meditazione\, in posa eroica o monumentale\, ritmano le ultime sale in controcanto rispetto alle opere degli artisti della scuola di Fontainebleau\, per chiudere – in omaggio al nostro Rinascimento – con i pionieristici lavori di Antonio Pollaiolo e di Andrea Mantegna. \nAd accompagnare la mostra saranno anche presenti alcune teche con strumenti e apparati relativi alle diverse tecniche dell’incisione\, a cura della Fondazione Il Bisonte\, utili a comprendere i molteplici processi e passaggi esecutivi. \nVisite guidate e attività\nSono inoltre in programma le visite guidate alla mostra\, tutti i sabati e tutte le domeniche alle ore 15\, e l’attività per famiglie la domenica alle 10.30\, con laboratorio di incisione. Visite e attività sono prenotabili anche dalle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. \n\n\n\n\n\n\n\n\nA cura di Daniel Blau\, Sergio Risaliti e Valentina Zucchi\nPromossa da Città Metropolitana di Firenze\nOrganizzata da Fondazione MUS.E
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SUMMARY:Eventi | "Spostare lo sguardo" (Firenze)
DESCRIPTION:GALLERIE DEGLI UFFIZI\, NUOVO PROGETTO PER GLI UNDER 30: ECCO ‘SPOSTARE LO SGUARDO’\, VISITE-SPETTACOLO IN MUSEO PER I GIOVANI \nDa ottobre a dicembre sei appuntamenti al Giardino di Boboli\, alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e agli Uffizi: sono dedicati a ragazze e ragazzi dai 18 ai 29 anni\, a ingresso gratuito grazie al sostegno di Unicoop Firenze \nUn mistero da risolvere\, bugie da smascherare\, quadri che prendono vita e dei quali i partecipanti possono diventare protagonisti. È “Spostare lo sguardo”\, il nuovo progetto delle Gallerie degli Uffizi dedicato agli under 30\, che dal 3 di ottobre al 12 dicembre 2026 propone sei appuntamenti per vivere i musei attraverso il gioco\, il teatro e il coinvolgimento diretto del pubblico. \nA condurre le attività saranno le attrici e gli attori dell’associazione I Nuovi ETS\, collettivo artistico-teatrale fiorentino under 35. Il progetto si svilupperà in tre diversi format\, tra giochi investigativi e visite-spettacolo\, ospitati in altrettanti luoghi simbolo del patrimonio fiorentino: il Giardino di Boboli\, le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e le Gallerie degli Uffizi. \nIL PROGRAMMA \n\nSabato 3 ottobre e domenica 4 ottobre\, ore 16.30 \nGiardino di Boboli \n“Perdersi a Boboli – Finché amore non ci separi” \n\nUn percorso teatrale dedicato all’amore e alle relazioni. Accompagnati da Venere e Amore\, i partecipanti verranno invitati a perdersi tra i sentieri del Giardino di Boboli dove incontreranno storie e personaggi con cui attraversare le diverse forme dell’innamoramento: desiderio\, attrazione\, timidezza\, paura e difficoltà di lasciarsi andare. \nSabato 24 ottobre e sabato 14 novembre\, ore 16.30 \nGalleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti \n“Il Salotto rosso” \nUn delitto è stato commesso alla Galleria d’Arte Moderna e la verità è nascosta tra i dipinti. Alcune figure femminili raffigurate nelle opere prenderanno vita e racconteranno le proprie storie. I partecipanti\, nei panni di giovani investigatori\, dovranno raccogliere indizi\, porre domande e collegare le diverse testimonianze per risolvere il mistero. \nSabato 12 dicembre e sabato 19 dicembre\, ore 16.30 \nUffizi \n“Visita poco raccomandabile – Vite incredibili e bugie ben raccontate” \nDue guide poco affidabili accompagneranno il pubblico alla scoperta di alcune opere degli Uffizi\, mescolando fatti documentati\, leggende e bugie credibili. Spetterà ai partecipanti distinguere il vero dal falso: osservando attentamente le opere\, facendo le domande giuste e mettendo alla prova i racconti delle guide. \n\nCOME PARTECIPARE \nIl progetto è rivolto a ragazze e ragazzi dai 18 ai 29 anni. \nLa prenotazione è obbligatoria sul sito di Unicoop Firenze: www.coopfirenze.it/eventi-e-progetti/progetti/under-30  \nIl costo del biglietto d’ingresso è interamente sostenuto da Unicoop Firenze\, rendendo gratuita la partecipazione. \nPer informazioni: ga-uff.scuolagiovani@cultura.gov.it 
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SUMMARY:Domenica Metropolitana: Musei Civici Fiorentini e Palazzo Medici Riccardi gratis per i residenti (Firenze)
DESCRIPTION:Nella giornata del 4 ottobre 2026\, Domenica Metropolitana\, tutti i residenti della Città Metropolitana di Firenze avranno la possibilità di visitare gratuitamente i Musei Civici Fiorentini e Palazzo Medici Riccardi\, nonché di prendere parte alle numerose visite e attività in programma\, sviluppate dal Comune di Firenze\, dalla Città Metropolitana di Firenze e dalla Fondazione MUS.E. \n\nPer i giovani e gli adulti sono in programma gli itinerari negli scavi del teatro romano a Palazzo Vecchio\, nonché le visite in altri musei: Palazzo Medici Riccardi\, Forte Belvedere\, Memoriale delle deportazioni\, MAD Murate Art District\, Complesso del Carmine e Santa Maria Novella. \nPer le famiglie con bambini è in programma Colori di luce\, in Santa Maria Novella\, una breve visita alla scoperta delle splendide vetrate\, seguita da un atelier creativo. A Palazzo Medici Riccardi invece ci sarà un laboratorio di incisione\, ispirato alla mostra Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino. Nello stesso palazzo\, grazie alla disponibilità della Prefettura di Firenze\, sarà possibile visitare in forma guidata alcuni ambienti normalmente non aperti al pubblico in cui sono custodite opere pregiate\, fra cui Il Matrimonio mistico di Santa Caterina di Ludovico Cardi detto il Cigoli. \nIn occasione dell’ottocentenario della morte di san Francesco\, sempre il 4 ottobre saranno effettuate visite speciali alla chiesa di San Salvatore al Monte\, a cura del’Ufficio Patrimonio Mondiale e della Fondazione MUS.E\, con la collaborazione dei Frati minori francescani\, e visite speciali al Museo Stefano Bardini\, con un focus su un dipinto della collezione straordinariamente esposto per l’occasione. \nAlle collezioni permanenti si affianca la programmazione delle mostre temporanee in corso\, a cui saranno correlate proposte speciali. Presso il Museo Novecento sarà possibile visita la nuova mostra Victor Mann\, artista visivo e pittore contemporaneo di origini romene. L’esposizione\, a cura di Sergio Risaliti\, con il supporto di Galerie Max Hetzler e David Zwirner Gallery\, presenta circa 25 dipinti in un percorso che esplora temi ricorrenti dell’artista tra cui la maternità\, il ritratto e l’autoritratto\, la natura morta\, la figura femminile. Sempre al Museo Novecento domenica sarà l’ultimo giorno per visitare l’esposizione dedicata ad Ottone Rosai\, Ottone Rosai. Poeta Innanzitutto\, in stretto dialogo con le collezioni civiche. \nIl centro di arte contemporanea MAD Murate Art District oltre alle visite al carcere duro presenta inoltre Miracola\, il nuovo progetto espositivo di Irene Dionisio a cura di Valentina Gensini. L’esposizione presenta in anteprima un’opera filmica inedita dell’artista e filmmaker\, prodotta da MAD Murate Art District e destinata ad arricchire la collezione permanente dei Musei Civici Fiorentini: un film corto dedicato al racconto antropologico del culto di Sant’Agata\, innestato su culti pagani precedenti e fortemente legato al vulcano Etna e alla protezione delle donne invocata dalle devote accanto ad alcune opere dell’artista\, due delle quali realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. \nA Palazzo Medici Riccardi\, come anticipato\, ha da poco inaugurato la mostra Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino\, dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che Georg Baselitz\, fra i maggiori artisti contemporanei\, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo. \nFino al 31 gennaio inoltre\, le Sale Fabiani ospitano l’esposizione San Francesco d’Assisi e Giuseppe Nicola Nasini. Un episodio di committenza medicea\, curata da Riccardo Spinelli\, con il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi\, della Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi\, del Frati Minori Conventuali della Basilica di Santa Croce a Firenze. Cuore dell’esposizione sono le quattro grandi tele superstiti del ciclo commissionato nel 1695 dal granduca Cosimo III de Medici. \nAncora a Palazzo Medici Riccardi\, in occasione della Domenica di carta\, la Biblioteca Riccardiana e la Biblioteca Moreniana aprono le loro sale ai visitatori con tre visite guidate gratuite. L’iniziativa è realizzata con la Città Metropolitana di Firenze e la Fondazione MUS.E. \nSi segnala inoltre presso il Memoriale delle Deportazioni la mostra diffusa Kz Auschwitz – 432 Marian Kołodziej – Parole disegnate. Memoria della deportazione politica Auschwitz 1940 – Ebensee 1945 dell’artista visivo polacco Marian Kołodziej. \nInfine\, al Forte Belvedere è possibile apprezzare il progetto espositivo “Drama: Four Acts”\, curato da Sergio Risaliti\, con le opere di Marino Marini in dialogo con quelle dell’artista Paolo Canevari\, con l’installazione di Per Barklay e con l’installazione sonora di Friedrich Andreoni sui bastioni antistanti\, rivolti verso la città. \n  \nMUSEO DI PALAZZO VECCHIO \n \nVisite agli scavi di Palazzo Vecchio \nper chi: per giovani e adulti \norario: 12.00\, 12.45 \ndurata: 30’ \nIl teatro di Florentia doveva avere all’epoca della sua massima espansione una capienza cospicua\, stimata fra gli 8.000 e i 10.000 spettatori. Le sue vestigia\, infatti\, si estendono su una vasta porzione di terreno sotto Palazzo Vecchio e palazzo Gondi\, con la cavea rivolta verso piazza della Signoria e la scena lungo via dei Leoni. Il teatro restò attivo fino al V secolo d.C.; con la crisi dell’Impero Romano e le guerre greco-gotiche cadde progressivamente in disuso e in stato di degrado\, lasciando il posto a nuove costruzioni medievali. La visita consentirà di ripercorrere le diverse fasi dell’edificio\, dal suo massimo splendore in età romana fino alla fase di decadenza\, spoliazione e\, infine\, di riutilizzo in età medievale con funzioni completamente diverse. \nCOMPLESSO DI SANTA MARIA NOVELLA \n \nColori di luce \nper chi: per giovani e adulti \norario: 14.00 \nEntrando in Santa Maria Novella è impossibile non essere attratti dall’arcobaleno luminoso sprigionato dalle ampie vetrate. Realizzate per narrare con la forza e la bellezza delle immagini\, le prime vetrate furono eseguite tra il XIV e il XV secolo: tra queste il grande rosone con l’Incoronazione della Vergine che si apre sulla facciata\, attribuito ad Andrea di Bonaiuto e la triplice vetrata su disegno di Ghirlandaio nella cappella maggiore. Dopo un percorso in basilica\, i partecipanti saranno coinvolti in un atelier d’arte che permetterà di evocare gli effetti di cromie e di luce tipici delle vetrate policrome. \nVisita del complesso di Santa Maria Novella: i chiostri \nper chi: per giovani e adulti \norario: 15.30 \ndurata: 1h15’ \nLa visita consentirà di apprezzare l’eccezionale importanza storica e artistica degli spazi del convento domenicano\, a cominciare dal celebre Chiostro verde\, i cui meravigliosi affreschi della prima metà del Quattrocento\, dipinti da Paolo Uccello e collaboratori\, sono ora esposti nel Refettorio. Il percorso prosegue con la visita della sala dell’antico capitolo\, più nota come cappellone degli Spagnoli\, il cui ciclo – affrescato da Andrea di Bonaiuto – si pone come una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana\, e del trecentesco Chiostro Grande\, che ospita una straordinaria serie di affreschi dei maggiori pittori dell’Accademia fiorentina del Cinquecento. Infine\, un vero e proprio ‘gioiello’ della pittura fiorentina nella fase di transizione fra Rinascimento e Manierismo: la Cappella del Papa. \nMUSEO NOVECENTO \n \nIntorno a Ottone Rosai \nper chi: per giovani e adulti \norari: 11.00\, 12.00 \ndurata: 50′ \nLa visita focus è collegata alla mostra Ottone Rosai. Poeta innanzitutto\, a cura di Sergio Risaliti\, omaggio al grande pittore fiorentino. Il percorso si articola tra le opere della collezione permanente e il lascito Rosai per restituire il profondo legame dell’artista con il mondo della cultura dell’epoca attraverso gli sguardi di scrittori\, letterati\, storici e critici ritratti nella serie degli ‘Amici’ e dei ‘Tondini’\, piccoli dipinti dal formato circolare\, arricchiti da materiale d’archivio. La visita prosegue con una selezione di paesaggi\, sguardi sulla sua Firenze interiore\, musa ispiratrice del suo teatro di vita e con alcune letture tratte da libri biografici e testi dei letterati da lui ritratti. \nPALAZZO MEDICI RICCARDI \n \nVisite speciali nelle sale di palazzo \nVisita gratuita anche per i non residenti \nper chi: per giovani e adulti \norari: 10.00\, 11.00\, 12.00 \ndurata: 50′ \nGrazie alla preziosa collaborazione con la Prefettura di Firenze\, sarà possibile accedere ad alcuni ambienti del palazzo usualmente non visitabili\, apprezzandone la storia e le opere ivi esposte. Una larga parte di esse proviene dal monastero di Santa Caterina di San Gaggio al Galluzzo\, di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno\, attualmente interessato da interventi di restauro a cura della Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio; fra queste spiccano i dipinti raffiguranti La disputa di Santa Caterina e Il matrimonio mistico di Santa Caterina di Ludovico Cardi detto il Cigoli e San Lorenzo di Santi di Tito\, ma anche il pregevole Crocifisso ligneo rinascimentale\, modellato da Romualdo da Candeli e colorito da Neri di Bicci. \nVisita alla mostra Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino \nper chi: per giovani e adulti \norario: 15.00 \ndurata: 1h15’ \nLa mostra presenta una selezione di importanti stampe manieriste dalla pregiatissima collezione dell’artista Georg Baselitz e dalle raccolte del Museo delle Belle Arti di Budapest\, permettendo di approfondire la conoscenza delle tecniche\, dei linguaggi e dei temi dei protagonisti del Cinquecento europeo. La visita offrirà l’occasione di osservare e confrontare gli esiti di innovativi artisti italiani (come Parmigianino e Andrea Schiavone)\, ma anche di maestri incisori francesi\, olandesi e tedeschi \, nonché di grandi sperimentatori del chiaroscuro (Ugo da Carpi\, Domenico Beccafumi\, Andrea Andreani\, Hendrick Goltzius). L’analisi delle opere consentirà di conoscere quali sono le molteplici potenzialità delle tecniche incisorie e l’infinito ventaglio di sperimentazioni e di soluzioni possibili\, recependo l’eccellenza e la varietà raggiunte nel XVI secolo. \nVisite speciali alle biblioteche Riccardiana e Moreniana \nper chi: per giovani e adulti \norari: 9.30\, 10.30\, 11.30 \ndurata: 1h30 \nLe visite\, organizzate in occasione dell’iniziativa ministeriale Domenica di Carta\, offriranno l’opportunità di scoprire i tesori della Biblioteca Riccardiana e Moreniana\, con le loro sale storiche e il loro importante patrimonio documentario. Dopo un’introduzione alla storia del palazzo\, sarà possibile attraversare il passaggio che collega la Galleria degli specchi alla sala di lettura della Biblioteca Riccardiana\, entrambe affrescate dal pittore Luca Giordano\, per proseguire negli spazi delle biblioteche\, approfondirne la storia\, apprezzarne le raccolte e visitare anche la mostra L’india oltre la pagina dell’artista indiana Priya Pereira. \nLaboratorio di incisione \nper chi: per famiglie con bambini dagli 8 anni \norario: 16.30 \ndurata: 1h 15’ \nUn laboratorio artistico di incisione rivolto alle famiglie con bambini e ragazzi\, con l’obiettivo di approfondire le caratteristiche e le potenzialità di questa affascinante tecnica\, che nel corso del Cinquecento conobbe un’evoluzione straordinaria\, diffondendosi fra le botteghe di tutta Europa e aprendo la strada a un’inedita circolazione di temi e modelli. Dopo una breve visita in mostra\, focalizzata su alcune opere e sulle loro peculiarità tecniche\, i partecipanti verranno introdotti ai diversi processi incisori per cimentarsi poi in prima persona con l’esecuzione di un monotipo. \nCOMPLESSO DI SANTA MARIA DEL CARMINE \n \nVisite al complesso di Santa Maria del Carmine \nper chi: per giovani e adulti \norari: 14.00\, 15.30 \ndurata:1h15′ \nIl convento di Santa Maria del Carmine racchiude dei veri e propri tesori; il più celebre è certamente la cappella voluta da Felice Brancacci e dipinta dai grandi maestri Masolino\, Masaccio e Filippino Lippi. La visita consentirà di leggere le diverse scene delle storie di San Pietro centrando l’attenzione sul contesto fiorentino del tempo e sulle novità stilistiche e costruttive introdotte dal giovane Tommaso\, chiamato Masaccio per sua “straccurataggine” – come scrive Vasari – ma divenuto universalmente noto per la portata rivoluzionaria della sua arte. La visita proseguirà con un altro capolavoro\, la barocca Cappella Corsini\, con la volta affrescata da Luca Giordano e i tre meravigliosi lavori scultorei dell’artista Giovan Battista Foggini\, ma anche le altre pregevoli cappelle del transetto\, appena restaurate. Nel corso della visita si potrà accedere anche alla sala della Colonna. \nMUSEO STEFANO BARDINI \n \nVisite al museo con omaggio a San Francesco \nper chi: per giovani e adulti \norari: 11.00 e 15.00 \ndurata: 1h15’ \nNel museo si respira la passione che ha animato l’antiquario e connoisseur Stefano Bardini nell’acquisire nel corso della sua vita una quantità così ingente di opere d’arte. La visita permette di conoscere la sua straordinaria collezione\, dalle grandi opere – fra cui la Carità di Tino di Camaino o la Madonna dei Cordai di Donatello – alle preziose testimonianze di arti minori quali cassoni\, maioliche\, tappeti\, armi\, bronzetti. In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco\, inoltre\, sarà dedicata un’attenzione speciale al dipinto\, straordinariamente esposto\, che raffigura un momento della vita del santo descritto nei Fioretti\, ovvero Come Santa Chiara mangiò con san Francescò\, e co’ suoi compagni Frati in Santa Maria degli Angeli. \n \nMEMORIALE DELLE DEPORTAZIONI \n \nVisite al Memoriale delle Deportazioni \nper chi: per giovani e adulti \norari: 10.00\, 11.30\, 15.00\, 16.30 \ndurata: 1h15’ \nLe visite permettono di accedere al Memoriale delle Deportazioni\, attivo grazie alla collaborazione tra Regione Toscana\, Comune di Firenze\, Comune di Prato\, ANED e Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana. È qui possibile visitare il Memoriale un tempo allestito all’interno del Block 21 del campo di Auschwitz I\, straordinaria opera d’arte immersiva ricca di significati e interpretazioni\, frutto della progettazione corale dello studio di architettura di Milano BBPR\, dello scrittore Primo Levi\, del pittore Mario “Pupino” Samonà\, del regista Nelo Risi e del compositore Luigi Nono. La visita comprenderà anche la mostra Kz Auschwitz – 432 Marian Kołodziej – Parole disegnate. Memoria della deportazione politica Auschwitz 1940 – Ebensee 1945 dell’artista visivo polacco Marian Kołodziej. “Vorrei suggerire allo spettatore: siate pazienti\, leggete con pazienza tutto ciò che è scritto in questi disegni. Queste sono le mie parole disegnate per voi. Devono essere lette”. \nMAD – MURATE ART DISTRICT \n \nVisite al complesso delle Murate e alla mostra Miracola\nper chi: giovani e adulti\norari: 10.00 e 11.30\ndurata: 1h15’ \nLa visita consente di conoscere la ricchissima storia del complesso delle Murate\, dalla sua fondazione come convento femminile\, all’utilizzo come carcere nell’Ottocento e nel Novecento\, fino alla trasformazione in centro artistico contemporaneo\, dedicando una particolare attenzione all’installazione sonora Agorà dell’artista Sadi negli spazi del Carcere duro che trasforma gli spazi negati delle celle restituendo voce e pensiero alle grandi figure che vi sono state recluse. La visita prosegue negli spazi della mostra Miracola\, il nuovo progetto espositivo di Irene Dionisio a cura di Valentina Gensini\, che presenta in anteprima un’opera filmica inedita: fulcro della ricerca dell’artista è il rapporto tra Sant’Agata\, patrona di Catania\, e l’Etna\, presenza dominante del paesaggio siciliano e simbolo di una natura al tempo stesso generativa e distruttiva. \nFORTE BELVEDERE \n \nVisite al Forte Belvedere e alla mostra Drama: Four Act \nper chi: per giovani e adulti \norario: 15.00 e 16.30 \ndurata:1h15’ \nLa visita guida alla scoperta del Forte di Belvedere\, situato sulla sommità del colle di Boboli\, presso la porta cittadina di San Giorgio\, fra le alture meridionali di Firenze. Fu costruito fra il 1590 e il 1595 per volere del granduca Ferdinando I de’ Medici\, su progetto di Bernardo Buontalenti\, don Giovanni de’ Medici e Alessandro Pieroni\, con la finalità di rafforzare la linea difensiva dell’Oltrarno e di porsi come appendice estrema della residenza granducale di Pitti. La visita consentirà di apprezzarne la storia e l’architettura scoprendo anche luoghi speciali\, come le cannoniere e l’inespugnabile stanza del tesoro\, e godendo di splendidi scorci panoramici sulla città e sul paesaggio circostante. Il percorso proseguirà in palazzina\, dove sarà possibile visitare il progetto espositivo Drama: Four Acts ovvero God Year\, la personale di Paolo Canevari\, No Heroes\, con sculture di Marino Marini\, l’installazione sonora La morte di Orfeo di Friedrich Andreoni e quella ambientale di Per Barclay\, Oscuro Abbagliante. \n \nIN CITTA’ \n \nVisite a San Salvatore al Monte \nper chi: per giovani e adulti \norario: 14.30 e 16.00 \nDurata:1h15’ \nDopo un primo insediamento agli inizi del Quattrocento\, la chiesa attuale di San Salvatore al Monte nacque sul finire del secolo progetto di Giuliano da Sangallo e da Simone del Pollaiolo\, detto il Cronaca. Qui fu custodito dal 1503 al 1571 l’abito indossato da Francesco quando ricevette le stimmate\, poi traslato nella chiesa di Ognissanti\, per tornare al Santuario della Verna nel 2001. La visita di questo affascinante architettura rinascimentale\, sede dei frati minori francescani da sei secoli\, consentirà di osservarne l’impianto e i caratteri stilistici\, che coniugano l’eleganza della bicromia tra il candore dell’intonaco e la pietra serena con la sobrietà propria dell’ordine francescano. Sarà inoltre possibile apprezzare le pregevoli opere ivi custodite\, come le tavole dipinte da Neri di Bicci e Giovanni da Ponte\, la deposizione in terracotta invetriata di Giuliano della Robbia e le vetrate realizzate su disegno del Perugino. \n\nTutte le iniziative sono gratuite e la prenotazione è obbligatoria. All’atto della prenotazione è possibile riservare un solo appuntamento nel corso della giornata per un massimo di 5 persone. \n \nGli ingressi ai singoli musei saranno disponibili fino ad esaurimento posti. \nQuesti gli orari di apertura: Museo di Palazzo Vecchio (orario 9.00/19.00)\, Torre di Arnolfo* (orario 9.00/17.00)\, Santa Maria Novella (orario 13.00/17.00)\, Museo Novecento (orario 11.00/20.00)\, Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine (orario 13.00/17.00)\, Museo del Ciclismo Gino Bartali (orario 10.00/16.00)\, Palazzo Medici Riccardi (orario 9.00-19.00)\, Museo Stefano Bardini (orario 11.00/17.00)\, Forte Belvedere (orario 10.00-18.00). \n*In caso di pioggia la Torre di Arnolfo resterà chiusa al pubblico per motivi di sicurezza\, sarà accessibile solo il camminamento di ronda. \nAttenzione: le biglietterie chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura del museo. \nPer i possessori della Card del Fiorentino\, data la gratuità della giornata\, non è prevista alcuna priorità di accesso nei Musei Civici Fiorentini. Per coloro che intendono acquistarla si richiede la prenotazione\, al fine di garantire un servizio adeguato senza attese. \nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI \nDa lunedì 28 settembre a sabato 3 ottobre 2026\, h 9.30-13.00 e h 14.00-17.00 (attenzione: il servizio non è attivo la domenica mattina). \nPrenotazioni per i Musei Civici Fiorentini: 055-0541450 e info@musefirenze.it \nPrenotazioni per Palazzo Medici Riccardi: 055-2760552 e info.palazzomediciriccardi@musefirenze.it (servizio non attivo il mercoledì)
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SUMMARY:Mostra | Artemisia Gentileschi a Firenze (Firenze)
DESCRIPTION:Dal 20 ottobre 2026 al 4 aprile 2027\, il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi. \nA Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti\, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici\, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi\, è al centro della vita culturale del tempo. Qui Artemisia si afferma come artista\, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma\, e trova la sua strada\, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. \nEd è proprio questo periodo\, cruciale per il percorso artistico di Artemisia\, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio\, Cristina Acidini e Sandro Bellesi\, che ci introducono anche nel mondo artistico del seicento fiorentino\, alla scoperta di artisti meravigliosi e meno conosciuti: da Cristofano Allori a Francesco Furini\, passando per Cesare Dandini\, Giovanni Martinelli\, Filippo Tarchiani\, Fabrizio Vannini\, Lorenzo Lippi\, il Volterrano\, Jacopo Vignali e molti altri. \nCon il patrocinio del Comune di Firenze\, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti\, in collaborazione con Cristoforo. \nINFORMAZIONI\nOrari apertura\nTutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00\n(la biglietteria chiude un’ora prima) \nBiglietti mostra + Museo degli Innocenti\nIntero € 16\,00\nRidotto € 14\,00\nOpen € 19\,00 \nInformazioni\nT. +39 055 0981881
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SUMMARY:Convegno | Vescovi in armatura. L'azione episcopale tra la Tuscia e l'Impero nel XII secolo (Fiesole - FI)
DESCRIPTION:Venerdì 23 e sabato 24 ottobre\, il Comune di Fiesole diverrà teatro di un convegno internazionale di studi\, il primo organizzato dai Musei di Fiesole\, dedicato ad approfondire un periodo storico centrale della nostra storia\, quello della riconfigurazione degli equilibri politici tra i vescovi toscani e la corte imperiale nel corso del XII secolo. \nTra la fine dell’XI e i primi decenni del XII secolo\, in vari contesti\, i vescovi videro progressivamente erodere la loro autorità. Nelle città come nel contado\, diminuì la capacità di controllo sulle loro risorse economiche e relazionali\, producendo gravosi effetti simbolici. Il convegno\, che riunisce studiosi italiani e stranieri\, mira a indagare e discutere come i presuli reagirono a questa crisi\, assumendo la Tuscia come osservatorio privilegiato ma non esclusivo. \nDue giornate di confronto\, aperte a tutti gli interessati\, che intrecceranno storia politica\, sociale e religiosa dei secoli centrali del Medioevo. \nDi seguito il programma dettagliato del convegno. \nVENERDÌ 23 OTTOBRE — Sala del Basolato\, Piazza Mino da Fiesole\, 24\, Fiesole (FI) \n14:30–15:00: Saluti istituzionali\nGiulio Cerri\, Introduzione al convegno \nPrima sessione \nIl contesto · presiede Andrea Zorzi (UniFi) \n— 15:00–15:30: Étienne Doublier (UniKöln)\, Percorsi di socializzazione episcopale tra regno italico e regno teutonico \n— 15:30–16:00: Mauro Ronzani (UniPi)\, I vescovi toscani al tempo dello scisma alessandrino (1159–1176) \n— 16:00–16:30: Discussione \n16:30–16:45: pausa caffè \nSeconda sessione \nFiesole e Firenze · presiede Francesco Salvestrini (UniFi) \n— 16:45–17:15: Maria Pia Contessa (UniFi)\, Un comitatus\, due diocesi\, élite in comune. Rapporti di reciprocità e cooperazione fra Fiesole e Firenze (secc. X seconda metà ca. – XI prima metà ca.) \n— 17:15–17:45: Enrico Faini (UniFi)\, Solo contro tutti. Goffredo di Firenze\, la guerra e i giuramenti di pace \n— 17:45–18:15: Discussione \nSABATO 24 OTTOBRE — Auditorium della Fondazione Menarini\, Piazza Giuseppe Garibaldi\, 30\, Fiesole (FI) \nTerza sessione \nI vescovi nei conflitti · presiede Florian Hartmann (RWTH Aachen) \n— 9:30–10:00: Alessio Fiore (UniTo)\, Vescovi e violenza organizzata nella Marca fermana (1050–1130) \n— 10:00–10:30: Vittoria Valente (UniFi)\, Vescovi e città. Piacenza tra fine XI e inizio XII secolo \n— 10:30–11:00: Discussione \n11:00–11:15: pausa caffè \nQuarta sessione \nI conflitti dei vescovi (?) · presiede Étienne Doublier (UniKöln) \n— 11:15–11:45: Florian Hartmann (RWTH Aachen)\, I vescovi della Sassonia in guerra contro Enrico IV ed Enrico V \n— 11:45–12:15: Giulio Cerri (DHI-R)\, Accentramento e forze centrifughe. Arezzo e Siena tra i papi ed Enrico V \n— 12:15–12:45: Discussione \nQuinta sessione \nLe città della costa · presiede Mauro Ronzani (UniPi) \n— 14:45–15:15: Alberto Cotza (RomaTre)\, Pax et concordia: l’azione politica di Pietro a Pisa (1105-1119) \n— 15:15–15:45: Alessandro Giacomelli (UniPi)\, Cumsuburbanis et viculissuis. Basi materiali e clientela dei vescovi di Lucca (1100–1130 ca.) \n— 15:45–16:15: Discussione \n16:15–16:30: pausa caffè \n— 16:30–17:00: Nicolangelo D’Acunto (UniCatt)\, Conclusioni \n— 17:00–17:30: Mauro Ronzani (UniPi)\, Dialogo con il pubblico \nIl Convegno “vescovi in armatura” è organizzato da Comune di Fiesole e Musei di Fiesole con la collaborazione di Fondazione Menarini e con il patrocinio di: Istituto Storico Germanico di Roma\, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo\, Dipartimento SAGAS – Università degli Studi di Firenze\, Dipartimento Civiltà e forme del sapere – Università degli Studi di Pisa. \nProgetto scientifico di Giulio Cerri (Deutsches Historisches Institut in Rom) \nConsulenza scientifica: Caterina Ciccopiedi (Università Cattolica del Sacro Cuore)\, Étienne Doublier (Universität zu Köln)\, Nicolangelo D’Acunto (Università Cattolica del Sacro Cuore)\, Enrico Faini (Università degli studi di Firenze)\, Andrea Zorzi (Università degli studi di Firenze) \nINFORMAZIONI GENERALI\nLa partecipazione al Convegno è libera e gratuita. Non è richiesta la prenotazione.\nInfo: www.museidifiesole.it/attivita-ed-eventi/eventi/vescovi-in-armatura \nPer informazioni: Segreteria organizzativa\, ufficio.cultura@comune.fiesole.fi.it\, 055-5961607
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SUMMARY:Mostra | I leoni di Firenze (Firenze)
DESCRIPTION:Da secoli il leone custodisce simbolicamente Firenze\, ne rappresenta la forza\, l’indipendenza e il potere civico. La sua immagine attraversa la storia della città\, dalle sculture che presidiano piazze e palazzi alle decorazioni degli edifici pubblici\, fino a diventare uno degli emblemi più riconoscibili dell’identità fiorentina. A questa figura\, e al suo profondo legame con la storia politica\, artistica e culturale della città\, è dedicata I leoni di Firenze\, la mostra ospitata dal 27 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 nella Sala dei Gigli del Museo di Palazzo Vecchio. \nL’esposizione\, promossa da Comune di Firenze – Musei Civici Fiorentini e organizzata da Fondazione MUS.E\, è curata da Carlo Francini e Valentina Zucchi e realizzata in collaborazione con GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. \n  \nIl progetto invita a riscoprire il leone non soltanto come soggetto artistico e decorativo\, ma soprattutto come simbolo attraverso il quale Firenze ha costruito e rappresentato\, nel corso dei secoli\, la propria identità. Una storia che trova la sua espressione più significativa nel Marzocco\, il leone simbolo della Repubblica fiorentina\, incarnazione della sovranità\, della libertà e della dignità cittadina. \n 
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